Issuu on Google+

Tipologia d) ELEMENTI STORICO ARCHITETTONICI

d1) Muro di contenimento del campo sportivo Bruno Reffi d2) Portale ogivale di casa Biordi-Amati su contrada dei Magazzini d3) Giardino e parte del prospetto su contrada Borgoloto di casa Fattori d4) Elementi medievali di casa Bonelli in contrada Borgoloto d5) Muro dell’orto Bonelli-Michelotti in contrada Borgoloto d6) Muro di contenimento degli orti Borghesi d7) Palazzo Borghesi-Manzoni: parti ottocentesche e ristorante Diamond d8) Parti di casa Gozi sul Contradino e su contrada Omagnano d9) Balcone, ogive trecentesche, segni di fortificazioni di casa Angeli-Tosini d10) Prospetti e Torretta della Domus Parva d11) Portici di piazza Garibaldi d12) Muro del giardino dei Liburni su contrada Omerelli d13) Portale e soffitti a volta di casa Filippi-Belluzzi d14) Prospetto su contrada Omerelli di casa Tonnini d15) Prospetto su contrada Omerelli e volte in ciottoli di pietra di casa Lolli d16) Prospetto, scalone, ogiva e torretta di palazzo Pergami-Belluzzi d17) Prospetto della casa del Castello di San Marino d18) Finestra cinquecentesca della casa di Antonio Orafo d19) Prospetto della casa di Matteo Valli d20) Portale, scalone, antiche cornici nel muro del prospetto di palazzo Giangi

275


d21) Prospetti e Cappella di Sant’Anna dell’ Ospedale della Misericordia d22) Prospetti su viale Onofri di casa Zani d23) Prospetti su viale Onofri del palazzo S.A.I.S. d24) Prospetto su viale Onofri di casa Francini-De Mattia d25) Prospetti del villino Balsimelli in viale Onofri d26) Prospetti del palazzo IPOIS in viale Onofri d27) Muro di contenimento di via Istriani d28) Giardino e volumi di villa Malagola d29) Loggia cinquecentesca alle Piagge d30) Prospetti del Palazzo Pubblico di Borgo Maggiore d31) Antiche Cantine di Borgo Maggiore d32) Paramenti in pietra della Scuola Primaria di Borgo Maggiore d33) Scarpa, portali, resti di mura ed altri elementi antichi del Castello di Serravalle d34) Portale della Torre Comunale di Serravalle d35) Prospetti di palazzo Bertoldi d36) Prospetto su via Balducci di casa Belluzzi d37) Prospetto principale del Casone di Faetano d38) Volumi del Casone Masi ad Acquaviva d39) Torre de (il) Palazzo a Santa Mustiola d40) Torre Colombaia a Ca’ Borgo d41) Torre Colombaia a Cailungo d42) Torre del Mulino dei Molarini

276


DATI GENERALI d1

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Muro di contenimento del campo sportivo Bruno Ref"

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino cava Antica / campo Bruno Ref,

RIF. CATASTALI Foglio 43 mappale 284

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° a2,1

Autore/i

G. Zani

Cronologia

1930-1935 / (Inaugurazione del campo sportivo 1942)

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Portale d’ingresso al Campo Sportivo Portale d’ingresso e bar turistico

CENNI BIBLIOGRAFICI G. Baravelli, Itinerari Sammarinesi, in Il Popolo Sammarinese , organo del P.F.S., giugno 1941 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 M. L. Pedini, Le mani e il sasso. La tradizione degli scalpellini sammarinesi, San Marino 1986 G. Rossini, La Chiesa di Michelucci a San Marino, San Marino 1987 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992 La Commissione Governativa per la Conservazione dei Monumenti e delle Antichità, in Libertas Perpetua (Museum) , a. II (XVI), n. 2, 1934 Il ventennale della fondazione dei Fasci Sammarinesi, in Libertas Perpetua (Museum) , a. X (XXIV), n. 2, 1942


CARATTERISTICHE

d1

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Il Campo Sportivo, dedicato a Bruno Mussolini ed inaugurato il 10 agosto 1942, venne realizzato su progetto di Gino Zani nello stesso periodo in cui venivano ricostruite le mura della Fratta. Nel 1934 era pressoché ultimato e si veniva a saldare, tramite un portale ad ogiva, che si volle simile a quello della Porta del Paese, al primo cavaliere mezzotondo della riedi>cata cinta trecentesca. Una torretta in stile medievale, insistente sul muraglione di sostegno del terrapieno, completa l’opera che, oltre a costituire accesso al campo medesimo e a concludere la parte a valle della rinnovata forti>cazione, è anche elemento di collegamento della Cava Antica con la Cava degli Umbri. La torretta è realizzata in pietra locale con sovrapposta la merlatura ‘guelfa’ e presenta, scolpito sull’architrave del portalino, uno stemma della Repubblica con, incisa a lato, la data di costruzione. La pezzatura e la giustapposizione, ad opus incertum, delle pietre, utilizzate per l’intero manufatto, sono simili a quelle del torrione delle mura vicine, tali da creare una sorta di saldatura fra le mura trecentesche ed il nuovo portale mentre il muraglione presenta, invece, una particolare orditura a conci di notevole dimensione, scelta da Zani per conferire maggiore plasticità al manufatto realizzato con una scarpa quasi a volere ripetere i caratteri delle antiche forti>cazioni. Caduto il regime Fascista, il campo sportivo non è più dedicato a Bruno Mussolini ma a Bruno Ref>, una delle vittime del bombardamento del 1944. Il Campo Sportivo, sin dagli anni cinquanta, è utilizzato come luogo di sosta e di ristoro; la torretta medievale diviene il magazzino per il chiosco-bar, addossato ad essa. Una struttura in legno e vetro ed altri tendaggi e coperture precarie, quali ripari per la sosta dei turisti, oggi, coprono le murature interne dell’opera. Il centro sportivo si estende sino alla Cava degli Umbri e comprende una pista per il pattinaggio su rotelle e due campi da tennis. Di qui è passata gran parte della gioventù di San Marino del dopoguerra, non solamente per praticare lo sport, ma anche per trascorrere il tempo libero, infatti, una pista da ballo venne ricavata nel primo quarto del campo per pattinare. Oggi il centro, perdute le sue originarie funzioni, è molto trascurato.

Notazioni critiche Dell’intero complesso del Campo Sportivo Bruno Ref>, opera di elevato livello architettonico, resta particolarmente interessante il perimetro che lo contiene, costituito sia dalla torretta in stile trecentesco, che dal formidabile muraglione.

Note Cfr. L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001, pagg. 169 -170.


DATI GENERALI d2

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Portale ogivale di casa Biordi-Amati su contrada dei Magazzini

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino contrada dei Magazzini

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappale 300

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

Ignoto

Cronologia

XIII secolo

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Portale di accesso alla Casa del Comune Portale di accesso ad un negozio turistico

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca. Rur.di Faetano, ag. scolastica 1980-1981 M. Del%co, Memorie Storiche della Repubblica di San Marino, Milano 1804 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 C. Malagola, L’Archivio Governativo della Repubblica di San Marino, San Marino 1981 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della Città di San Marino , (tesi di laurea) Università di Urbino a. a. 1975-76 C. Ricci, La Repubblica di San Marino con 110 illustrazioni, Bergamo 1928 G. Rossi , San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 G. Zani, Il territorio e il castello di San Marino attraverso i secoli, Faenza1 963 Le Nuove Opere, in Libertas Perpetua (Museum) , a. III (XVII), n. 2, 1935 BSSM, Catalogo dei beni culturali, Edi&ci pubblici: scheda n. 40


CARATTERISTICHE

d2

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali La tradizione vuole che la casa Biordi ai Fossi, adiacente alle più antiche (assieme a quella della Rocca) cisterne del Paese, fosse sede dell’Arengo; è noto che le riunioni dei capi famiglia sin dall’origine del Comune si svolgevano in Claustro Plebis , ovvero nella Pieve; ciò non toglie che la dimora, che conserva ancora oggi il robusto portale ad ogiva, più volte fotografato e descritto da numerosi autori di memorie locali, potesse essere uno dei primi ediAci pubblici di San Marino. La Casa fa, infatti, parte del nucleo originario dell’abitato compreso all’interno del girone della Guaita. I restauri, le modiAcazioni e gli ampliamenti non hanno occultato la “ antichissima porta a sesto acuto costruita con grosse pietre, che risale probabilmente alla prima metà del secolo decimoterzo ”. (Zani, 1963). Afferma il Fattori: “La tradizione inoltre ci designa come prima Sala del Consiglio un’ampia camera in una casa posta sotto la Rocca, in località detta i Fossi, entro la primissima cinta delle mura del Castello; ma non si ha alcun documento per comprovarlo. Ed anzi le convocazioni del consiglio, An dalla prima volta che ne troviamo ricordo, nel 1253, vengono fatte nell’antica Pieve romanica, “il tempio dei liberi”. Tuttavia la disposizione della casa Ano agli ultimissimi tempi non poteva essere adatta per una casa di privata abitazione. Infatti un vestibolo immetteva in una grande sala, in fondo alla quale due camerette: saletta pei Reggenti e saletta di scrutinio? Della casa ora esternamente rimane una Anestra quattrocentesca ed un arco ad ogiva” (Fattori, 1937).

Notazioni critiche Il portale duecentesco di casa Biordi-Amati, formato da stipiti di pietra grezza locale, conclusi da due massi con il lato in alto inclinato su cui poggiano i conci curvati che, uniti all’estremità, formano un’ogiva senza l’ausilio della chiave, oggi circondato da vetrine e offeso da ganci, chiodi o altri ammennicoli di supporto al teatrino turistico che si sta consumando nel Paese da più di mezzo secolo, è sicuramente opera medievale molto vetusta, non vi si ravvisano rafAnatezze compositive trecentesche, ma sobrietà e solidità che denotano inAne una mentalità pratica e dedita prevalentemente a fare fronte alle esigenze di sopravvivenza, quasi retaggio di una rigida cultura militaresca.

Note


DATI GENERALI d3

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Giardino e parte del prospetto su contrada Borgoloto di casa Fattori

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino contrada Borgoloto

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappali 341-342

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° f2,18; f3,12

Autore/i

Ignoto o A. Gozi (?)

Cronologia

Secolo XVII; 1929 restauri

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Abitazione Abitazione

CENNI BIBLIOGRAFICI O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nell’arte , San Marino 1988 G. Zani, Archivi. I ristauri del Castello di San Marino , in Museum, a. XIV, 1930-1931


CARATTERISTICHE

d3

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali G. Zani pubblica nel 1931 due immagini fotogra8che dell’ingresso e del giardino di Casa Gozi-Fattori in contrada Borgoloto con le seguenti didascalie: - Esterno della casa Fattori già Crinelli-Gozi della prima cinta trecentesca, rifatta nel MCCCX d.F.R. da Annibale Gozi e restaurata nel MDCXXVIII d.F.R. da Onofrio Fattori. (Ferri battuti di Guido Montanari); - Particolare del giardino della casa di Onofrio Fattori. Pensilina con sotto l’Annunciazione della Vergine. Riproduzione del Della Robbia. Il restauro della Casa viene indicato fra gli interventi più signi8cativi operati in quel periodo sulle abitazioni private del Centro Storico di San Marino. Lo stesso Onofrio Fattori, proprietario, ne esalta le qualità pubblicando nel 1937 la medesima immagine del prospetto principale enfatizzandone la vicenda storica con la seguente dicitura: - Casa in contrada Borgoloto, ricostruita sulla primitiva casa trecentesca sotto la primitiva cinta di mura nel sec. XVI da Annibale Gozi e restaurata nel 1929 da Onofrio Fattori - A.D. MCCCX A REP. CONST. HAN. GOZI REF. - A.D. MDCXXVIII A REP. CONST. HON. FARROTI REST. Stemma della Famiglia Fattori: SUB HAC ARBORE TUTUS. Ferri battuti di stile secentesco. Altri autori, soprattutto di guide locali, si soffermano, a volte, su questa abitazione, una delle rare rimaste a testimoniare il lungo cammino formativo del Centro Antico nelle sue qualità più intrinseche e peculiari.

Notazioni critiche La Casa ed il giardino hanno i caratteri ‘ottocenteschi’ dell’abitazione magnatizia, pur nella contenuta sobrietà imposta dalla relativa agiatezza locale. Alcuni particolari quali, appunto, il giardino e l’ingresso principale, trattati con semplicità dal restauro novecentesco, permangono ancora oggi a signi8care un periodo di maggiore sensibilità conservativa nei confronti anche di edi8ci privati. Tutelare i particolari che emergono da questa abitazione potrà signi8care mantenere una memoria sempre più dif8cile da rintracciare nel resto del Paese.

Note


DATI GENERALI d4

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Elementi medievali Borgoloto

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino

di casa

Bonelli in contrada

contrada Borgoloto

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappali 289 - 293

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

Ignoto

Cronologia

Anteriori al XV secolo

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Elementi di forticazione e di abitazione Elementi di abitazione

CENNI BIBLIOGRAFICI M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 P. Franciosi, San Marino il più piccolo Stato d’Europa, in Le cento città d’Italia illustrate, n. 36, Milano M. Gozi, Terra di San Marino, Milano 1934 De Liveri Di Valdausa, Libro d’oro della Repubblica di San Marino, Foligno 1914 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nell’arte , San Marino 1988 F. Mestica, Elogio per Giambattista Bonelli Sammarinese, con prefazione e note di M. Rossi, San Marino 1941 C. Ricci, La Repubblica di San Marino con 110 illustrazioni, Bergamo 1928 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della Città di San Marino , (tesi di laurea) Università di Urbino a. a. 1975-76 A. Rohe, Our littlest Ally, in The National Geographic Magazine , XXXIV, 2, Washington 1918 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 V. Spreti e C. Facchinetti Pulazzini, La Nobiltà e gli Ordini Equestri della Repubblica di San Marino, Milano 1935 G. Zani, Il Territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli , Faenza 1963 Commissione Governativa per la Conservazione dei Monumenti e delle Antichità, in Libertas Perpetua (Museum) , a. IV (XVIII), n. 2, 1936 Archivio LM Morganti, Casa Morganti, oggi Negri: carte, progetti, fotograe, fascicolo cartelle dal 1975 al 2003


CARATTERISTICHE

d4

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali La casa Bonelli si insediò presumibilmente sulle fondamenta delle mura dismesse del girone della Guaita, cosa che potrebbe essere avvenuta intorno al XV secolo (nel 1461 Ser Menettus de' Miliori de' Bonellis è Capitano Reggente). Forse contemporaneamente si venne a formare, al di là della contrada a valle (Borgoloto), l’orto di pertinenza. Gli stessi muri dell’orto, prospiciente il vicolo dei Forni, potrebbero essere parti di successive cinte murarie edi8cate una volta emersa la necessità di espandere l'abitato a valle conseguente al consolidamento degli insediamenti a monte. Nella casa (divenuta nel XX secolo in parte anche di proprietà Morganti ed in parte anche di proprietà Michelotti) permangono segni delle vecchie forti8cazioni del Paese. L'edi8cio potrà pertanto continuare ad essere oggetto di studio, anche se i restauri recenti (condotti dallo studio Morganti) hanno fatto emergere ed hanno già valorizzato gli elementi storici presenti. Nel corso di tali restauri si è riscontrata la presenza di tracce della cortina e del ‘cavaliere quadrato’ della forti8cazione medievale (non solamente sul muro esterno, come già indicato dagli studiosi di storia locale, ma anche all’interno); di una rozza cisterna e di una rozza scala in pietra che da una piccola edicola votiva scendeva al vicolo dei Forni; di una colonna litica con capitello con altorilievi 8tomor8 e ‘pulvino’ ligneo che sorreggono una doppia apertura affacciata su detta antica scala.

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI d5

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Muro dell’orto Bonelli-Michelotti in contrada Borgoloto

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino contrada Borgoloto

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappale 286

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

Ignoto

Cronologia

Anteriore al XVIII secolo

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Muro di recinzione Muro di recinzione

CENNI BIBLIOGRAFICI M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino i viaggiatori stranieri raccontano, San Marino 2002 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 P. Franciosi, San Marino il più piccolo Stato d’Europa, in Le cento città d’Italia illustrate, n. 36, Milano M. Gozi, Terra di San Marino, Milano 1934 De Liveri Di Valdausa, Libro d’oro della Repubblica di San Marino, Foligno 1914 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nell’arte , San Marino 1988 F. Mestica, Elogio per Giambattista Bonelli Sammarinese, con prefazione e note di M. Rossi, San Marino 1941 C. Ricci, La Repubblica di San Marino con 110 illustrazioni, Bergamo 1928 A. Rohe, Our littlest Ally, in The National Geographic Magazine , XXXIV, 2, Washington 1918 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 V. Spreti e C. Facchinetti Pulazzini, La Nobiltà e gli Ordini Equestri della Repubblica di San Marino, Milano 1935 G. Zani, Il Territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli , Faenza 1963 Archivio LM Morganti, Casa Morganti, oggi Negri: carte, progetti, fotograe, fascicolo cartelle dal 1975 al 2003


CARATTERISTICHE

d5

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Il Muro dell’Orto Bonelli-Michelotti che costeggia, caratterizza e forma, in parte, la contrada Borgoloto, fuori dal girone della Guaita, potrebbe essere stato costruito nello stesso periodo in cui venne realizzata la casa Bonelli insediatasi sulle fondamenta di detta fortiHcazione dismessa. Ciò potrebbe essere avvenuto intorno al XV secolo. Il Muro, in un primo momento, poteva costituire anch’esso protezione fortiHcata, così come quello a valle che sorregge il giardino. DifHcile stabilire le date precise d’impianto di codesti manufatti, altrettanto difHcile sostenere che non abbiano, nei secoli, subito manomissioni o rifacimenti. Tuttavia l’Orto Bonelli, già indicato nella mappa del Pelacchi (1776), almeno da quella data ad oggi, non è cambiato, ciò è attestato dalle successive mappe catastali: dal Santucci (1825), al BelHore (1950); non solamente, ma lo stesso nostro Muro che lo cinge a monte è rappresentato, sin dall’inizio del secolo XX, anche in diverse immagini fotograHche. Valéry Larbaud durante il suo viaggio a San Marino nel 1905 è particolarmente interessato alle strade che salgono ripide tra le alte case di pietra cruda e i muri, nei quali le porticine s’aprono sui giardini: via Bramente per esempio , via Bramante, ovvero la contrada Borgoloto. (Brilli, 2002) Il Manufatto costituisce pertanto un raro documento storico-architettonico. Le curvature che presenta, determinate dalla morfologia del sito, dalla necessità di favorire l'accesso all’Orto creando un'ansa in corrispondenza dell'apertura in breccia e dalla tipicità della giustapposizione dei ciottoli di arenaria, ne fanno un'opera interessante anche sotto il proHlo formale; per meglio dire: trattasi di opera d'arte non solo nell'accezione tecnica del termine.

Notazioni critiche In merito alle qualità intrinseche di detti manufatti, ancorché assai rozzi e costituiti da poveri materiali: acciottolato di pietrame posto in maniera incerta e malte a base di calce*, non possiamo non farne una dovuta ricognizione. Infatti, è il muro in pietra che caratterizza più di ogni altro elemento costruttivo i vicoli, le contrade, le piazze, gli ediHci del nostro Paese. Un muro in acciottolato incerto è ben diverso da un muro in conci regolari, così come ben diverso è un muro in conci Hnemente ‘bocciardati’ o in conci appena ‘spunticchiati’: si pensi alla diversità delle cortine della Chiesa di San Francesco (XIV secolo), della Cassa di Risparmio o dell'INFAIL (XX secolo); si pensi alla diversità della muraglia che sostiene la parte terminale della via Piana sino alla Porta del Loco , ediHcata nella seconda metà del XIX secolo, e alla diversa caratterizzazione della cortina fra la Torretta ‘Fattori’ e la Torretta del Teatro, ediHcata alla Hne del secolo XIX (1895-1900 circa). Potremmo continuare a lungo a fare esempi del genere. Ora, anche se gran parte delle murature antiche sono ormai irrimediabilmente perdute (anche i rifacimenti in molti altri casi sconvolgono ed occultano l'autenticità dei manufatti), è possibile che almeno alcune parti di tali manufatti permangano ancora, soprattutto all'interno del Centro Storico. Pertanto, prima di intervenire su ciò che resta, occorre cercare di coglierne l'effettivo valore storico-architettonico, afHnché tali testimonianze non vengano ulteriormente a mancare.

Note * aerea - o idraulica che dir si voglia - con alta concentrazione di argilla, che costituiva l'humus per la Horitura di parietaria od altre erbe infestanti, e, nello stesso tempo, faceva sì che il manufatto venisse ad assumere la tipica conHgurazione di ‘muro a secco’, che, solamente grazie alla sua larghezza e pesantezza nonché alla maestria con cui venivano assemblate le sue pietre, poteva resistere ai carichi che vi si sovrapponevano ed anche, in alcuni casi, alle eventuali spinte orizzontali dovute ad eventi sismici di leggera entità.


DATI GENERALI d6

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Muro di contenimento degli orti Borghesi

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino piazza Domus Plebis /contrada della Pieve/orti Borghesi

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappali 203-238

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° b3; (Notazioni critiche d5); d7; g2

Autore/i

Ignoto

Cronologia

1827-38

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Muro di recinzione Muro di recinzione

CENNI BIBLIOGRAFICI P. Bacciocchi, La Pieve il progetto Serra, in Storia Illustrata della RSM, vol. 4, San Marino 1995 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. I, Rimini 1991 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 A. Brilli (a cura), San Marino i viaggiatori stranieri raccontano . Alla ricerca della Repubblica ideale, San Marino 2002 G. Dehò, G. Sosto, Da Rimini alla Repubblica di San Marino, Rimini 1898 O. Gobbi, Risorse e Governo dell’ambiente a San Marino fra XV e XIX secolo, in S. Anselmi (a cura) CSSS , vol. 19, San Marino 1999 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della Città di San Marino , (tesi di laurea) Università di Urbino a. a. 1975-76 C. Ricci, La Repubblica di San Marino con 110 illustrazioni, Bergamo 1928 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982


CARATTERISTICHE

d6

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali La storia del Muro di contenimento degli Orti Borghesi è strettamente collegata alla costruzione della nuova Pieve. La presenza, in epoca remota, di numerosi orti all’interno della Città è cosa nota. Come si evince dalla mappa del Pelacchi, alla Ane del Settecento l’area degli Orti Borghesi, conAnante con la vecchia Pieve, era di proprietà della famiglia Clini così come la casa prospiciente ad essa. Ed è dai Clini che Bartolomeo Borghesi acquistò Casa e Orto intorno al 1825. La struttura degli Orti è quella del giardino pensile con terrazzamenti, caratterizzati da muri di contenimento e collegamenti verticali in pietra. Il Dehò nel 1898 così descrive quest’area: “Per la piccola contrada a sinistra del Palazzo si sale al Giardino Borghesi, che è a vari piani murati ed ha una grande vasca scavata nella rupe”. (Dehò, Sosto, 1898) Le cisterne presenti negli Orti all’epoca della costruzione della nuova Pieve erano tre (Gobbi, 1999), l’unica rimasta porta incisa la data del 1852; in una cronaca del 1914 Paul Hamonic parla della cisterna e soprattutto sottolinea la presenza del collegamento che, passando attraverso il giardino, consente di raggiungere la Rocca: “ Un piccolo sentiero inframmezzato dai gradini di alcune scale ci consente di raggiungere il punto culminante della roccia. Passiamo davanti ad una cisterna la cui apertura spalancata ci permette di intravedere numerosi grossi pesci” (Brilli, 2002). Osservando le fotograAe dei primi del novecento si nota come il sistema di scale e rampe di collegamento fra i diversi livelli dei terrazzamenti sia pressoché immutato. Lievi cambiamenti hanno riguardato quasi esclusivamente la partizione interna degli Orti; sulla porzione di Muro che dalla piazza della Pieve prosegue lungo la contrada omonima è stata aperta una porta che consente l’accesso alla parte seminterrata degli Orti.

Notazioni critiche Gli antichi muri in pietra del Paese posseggono quasi tutti notevole valore storico, artistico ed ambientale (V. Notazioni critiche fascicolo: d6). Il Muro che cinge gli Orti Borghesi, in particolare la porzione curva che racchiude e forma in parte la Piazza Domus Plebis , è un segno che caratterizza vigorosamente l’intero Organismo Storico Monumentale.

Note La mappa del frazionamento degli Orti Borghesi per la costruzione della Piazza è del 1829 ed è conservata presso l’ASSM.


DATI GENERALI d7

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Palazzo Manzoni-Borghesi: parti ottocentesche e Ristorante Diamond

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino p. Domus Plebis / contr. del Collegio, dei Magazzini, della Pieve

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappale 236

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° b3; d6; g2

Autore/i

Ignoto / G. Vaccaro (Ristorante Diamond )

Cronologia

1825; 1947 Ristorante Diamond

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Abitazione signorile Museo / Abitazione signorile / Albergo-Ristorante

CENNI BIBLIOGRAFICI P. Bacciocchi, La Pieve il progetto Serra, in Storia Illustrata della RSM, vol. 4, San Marino 1995 F. Balsimelli, Bartolomeo Borghesi e la Repubblica di San Marino, in Liceo Ginnasio Governativo e Scuola Media Unicata, annuario III, a. s.1960-61, Urbania 1961 A. Brilli (a cura), San Marino nello specchio del mondo , in Alla ricerca della Repubblica ideale vol. II, San Marino 2003 O. Brizi, Quadro Storico-Statistico della serenissima Repubblica di S. Marino, Firenze 1842 C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca. Rur.di Faetano, ag. scolastica 1980-1981 F. Giovenale, Alberghi , in P. Carbonara (a cura), Architettura pratica, Vol. II, Torino 1971 G. Dehò, G. Sosto, Da Rimini alla Repubblica di San Marino, Rimini 1898 M. Del,co, Memorie Storiche della Repubblica di San Marino, Milano 1804 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 P. Franciosi, San Marino il piÚ piccolo Stato d’Europa, in Le cento città d’Italia illustrate, n. 36, Milano C. Malagola, Lo studio di Bartolomeo Borghesi a San Marino, in Liceo Ginnasio Statale e Scuola Media Unicata, annuario XV, a. s. 1979-80, San Marino 1980 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella Storia e nell’Arte , San Marino 1988 L. M. Morganti, L’Architettura 1. La casa, in Storia Illustrata della RSM , vol. 1, San Marino 1985 M. Mulazzani (a cura), Giuseppe Vaccaro, Milano 2002 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della Città di San Marino , (tesi di laurea) Università di Urbino a. a. 1975-76 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 A. Zuccagni-Orlandini, Corograa. Repubblica di San Marino (1845), in Biblioteca storica della Repubblica di San Marino , Bologna 1985


CARATTERISTICHE

d7

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Bartolomeo Borghesi arrivò a San Marino nel 1821. Nel 1825 acquistò la Casa e l’Orto Clini nei pressi della Pieve. La Casa fu poi ampliata e gli Orti adiacenti sistemati. Quando venne avviata la costruzione della nuova Pieve, il Congresso per la fabbrica della Chiesa stabilì una convenzione col Borghesi poiché il progetto interessava parte degli Orti di sua proprietà (la mappa del frazionamento degli Orti Borghesi per la costruzione della Piazza è del 1829 ed è conservata presso l’ASSM). C. Buscarini (1981) così descrive il Palazzo Borghesi: “Nel 1825 Bartolomeo Borghesi, ormai stabilmente residente a San Marino, previa sanzione del Consiglio Principe, aveva posto mano alla costruzione dell’imponente palazzo che venne sorgendo in pochi anni sull’area delle vecchie labenti case Clini. L’edi:cio, di un piano più basso rispetto al presente, fu decorato con gusto e sfarzo, come in parte ancor oggi si può ammirare, secondo lo stile dell’epoca. Negli anni di vita dell’illustre studioso e politico, che morì nel 1860, il palazzo fu il centro di riferimento dei più illustri ospiti della Repubblica". Altre notizie sull’ediGcio provengono da autori quali il Malagola, che nel 1910, nel compiere una ricognizione delle carte dell’illustre numismatico, indicò le stanze ed i mobili in cui dette carte si trovavano; il Des Vergers, che nel 1860 descrive mobili ricolmi di documenti, di carte, di libri, di monete nella Casa ed in particolare nello “ studio i cui muri imbiancati a calce avevano il solo ornamento dei libri e dei manoscritti del maestro”; Theodor Mommsen che nel 1845 scrive: Borghesi, un anziano magni:co uomo. Mi ha invitato e abito a casa sua” ; Balme che nel 1875 è ammirato di fronte al Palazzo del cavalier Batrolomeo Borghesi illustre archeologo di Savignano di Romagna. Ma lo studioso locale che più di ogni altro esalta il luogo in cui il Borghesi esercitò la nobile arte di letterato, politico ed erudito, è il Balsimelli (1961) che, nel celebrare il centenario della sua scomparsa, scrive fra l’altro: “Quella casa che cominciò ad essere considerata [...] come una specula come un oracolo da cui parlava una voce divina. La Casa dove Bartolomeo Borghesi insegnò per quarant’anni i precetti della Scienza Numismatica ed EpigraGca; dove stese la maggior parte delle sue opere [...] dove accolse e salvò dalle persecuzioni politiche tanti patrioti italiani; dove ospitò l’Arciduca Ernesto nel 1849, dopo aver avuto non poca parte nel trafugamento di Garibaldi, la casa dove salirono come in pellegrinaggio i più grandi intelletti d’Italia e d’Europa”. L’immobile, che, negli anni, avrà certamente subito alcune ristrutturazioni, se non altro per i necessari adeguamenti alle esigenze abitative, oggi viene utilizzato in parte quale museo, in parte quale abitazione ed in parte quale ristorante e albergo; il Malagola, come accennato, ne descrive gli ambienti precisando il numero dei piani: dalle sue indicazioni se ne ricava la consistenza nel 1910, che volumetricamente è la stessa di oggi. Le parti ottocentesche ancora ben conservate e, nel complesso, l’intero volume, ivi compreso l’intervento moderno, meritano un’attenta salvaguardia per cui sarà necessario porli sotto tutela al Gne di non disperderne la memoria. Nel 1947 i piani seminterrati dell’ediGcio verranno trasformati in albergo e ristorante per opera dell’architetto Giuseppe Vaccaro, coadiuvato dall’ingegnere sammarinese Piero Stacchini. Il Ristorante Diamond ricavato nella nuda roccia è citato in libri e riviste quale signiGcativo esempio di architettura del razionalismo italiano.

Notazioni critiche La sala del ristorante è fortemente caratterizzata dal motivo geometrico del controsofGtto che dialoga con la roccia viva delle pareti. Merita, a tale proposito, trascrivere quanto afferma il Giovenale (1971) nella sua ricerca pubblicata su Architettura Pratica a cura di Pasquale Carbonara (prestigiosa opera enciclopedica di architettura del XX secolo); afferma l’autore: “ Questo piccolo albergo per turisti è ricavato in alcuni ambienti nei primi due piani dell’antica casa dei conti Manzoni in S. Marino. I locali a piano terra sono in parte scavati nella viva roccia, e questa particolarità ha fornito spunto alla scelta di alcuni caratteristici elementi compositivi nello studio degli interni (tratti di parete in roccia viva e di muro della stessa pietra lasciati in vista; motivo plastico del sof:tto). Per caratterizzare questi ambienti si è voluto infatti insistere sull’elemento ‘rocciosità’, sia direttamente (pietra in vista) sia attraverso il suggerimento fornito dal pesante motivo stalattitico creato sul sof:tto; quest’ultimo elemento chiaroscurale fortemente vibrato di indubbio valore in sé, a prescindere dall’esistenza o meno di un’intenzione espressionistica”.

Note


DATI GENERALI d8

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Parti di casa Gozi sul Contradino e su contrada Omagnano

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino contrada Omagnano / Contradino

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappale 200

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° b4

Autore/i

Ignoto

Cronologia

Secoli XIV-XV; XVIII e XX secolo restauri

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Casa con loggia Casa con loggia

CENNI BIBLIOGRAFICI M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 G. Gozi, Il Monumento ai Difensori della Libertà Sammarinese nel 1739-1740, San Marino 1940 G. Lancisi, Lettere Inedite nelle quali descrive un viaggio da Urbino a Montefeltro, e alla Repubblica di San Marino , in Biblioteca Storica della Repubblica di San Marino, Bologna 1985 (ristampa) C. Malagola, Il Cardinale Alberoni e la Repubblica di San Marino, Bologna 1886 G. V. Marcucci (a cura), San Marino, Novara 1965 N. Matteini, La Repubblica di San Marino. Guida storica e artistica della Città e dei Castelli , San Marino 1989 L. M. Morganti, L’Architettura 1. La casa, in Storia Illustrata della RSM , vol. 1, San Marino 1985 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della Città di San Marino , (tesi di laurea) Università di Urbino, a. a. 1975-76 G. Rasi, La Repubblica di San Marino, Milano 1937 G. Rossi, San Marino. La Repubblica più antica e più piccola del mondo, San Marino 1954 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 G. Zani, I ristauri del Castello di San Marino, in Museum, a. XIV, 1930-1931


CARATTERISTICHE

d8

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Lo Zani nel 1930, a proposito della bifora della Loggia di Casa Gozi, asseriva fosse ‘quattrocentesca’, a tale affermazione facevano eco il Fattori nel 1937 che ribadiva come la casa “in contrada Omagnano con loggia Horita, bifora ed antro”, dove visse Girolamo Gozi (1702-1781), fosse assai vetusta ed il Matteini che nel 1989 scriveva: Da qui s’imbocca l’antichissima Contrada Omagnano, già G. B. Bellucci, che è sormontata dalla loggia con bifora quattrocentesca di Casa Gozi. Gli studiosi locali ed i numerosi turisti che si recano in contrada Omagnano non possono non restare incantati, oltre che dalla bellezza della tortuosa via, donde sono ancora conservati alcuni elementi architettonici tre-quattrocenteschi, anche e soprattutto dalla loggia, posta sopra la contrada per consentire il transito dall’altra parte di Casa Gozi che si estende dirimpetto al Pubblico Palazzo sulla via per il Cantone. La Loggia, date le sue caratteristiche architettoniche, peraltro, come accennato sopra, già autorevolmente indagate, potrebbe realmente essere opera tre-quattrocentesca. Scrive ancora la Bonelli nel 1992 riprendendo anche una frase di Rossi (1982): Un susseguirsi di antichi edi#ci di origine trecentesca. [...] l’arco formato dalla bella casa Gozi ed una strada angusta tipica delle vecchie città comunali. La mappa del Pelacchi, sul Hnire del XVIII secolo, restituisce in pianta un quadro preciso della Contrada e presenta altri punti con indicate simili logge di transito; tali strutture sono scomparse molto probabilmente grazie agli interventi di demolizione e ricostruzione operati nel corso del XIX secolo; si pensa, in particolare, alla trasformazione avvenuta con la realizzazione della nuova Pieve e della Piazza antistante. La nostra Loggia invece è rimasta a testimoniare l’origine medievale di questa zona della Città (poteva altresì trattarsi di una delle tante porte di accesso alle parti fortiHcate del Paese). La bifora, con archi a tutto sesto e colonnine in pietra, potrebbe essere stata realizzata in luogo di rozze aperture, più adatte ad una struttura con scopi militari; solamente nel XV secolo, quando, date le successive espansioni del Paese e la necessità di realizzare parti fortiHcate sempre nuove, tale funzione doveva essere pressoché perduta, potrebbe essere stata costruita l’attuale apertura, decisamente più elegante. La Casa Gozi, nella quale soggiornò l’Archiatra Lancisi, in occasione della sua venuta a San Marino al seguito del Cardinale d’Urbino nel giugno del 1705, nel suo complesso dovrebbe avere mantenuto i caratteri originari che ancora oggi la contraddistinguono. Il Pelacchi la indica come proprietà dell’Illustrissimo Signor Girolamo Gozi composta da casa e giardino. Si tratta di un Palazzo di notevoli dimensioni costituito da due corpi di fabbrica collegati fra loro dalla Loggia testé descritta; il primo formatosi immediatamente a ridosso della Pieve Antica ai piedi della scalinata che conduceva al sagrato e che, restaurato nel XVIII secolo, ne costituisce la parte più suggestiva prospiciente il vialetto del Contradino; il secondo, invece, è quello che si staglia fra le due contrade: Omagnano e del Cantone. Dietro alla prima parte era il Giardino od Orto (oggi trasformato in un bar). L’Orto delle case medievali di Città, oltre alla modesta produzione di ortaggi, consentiva lo smaltimento dei reIui organici e conteneva, generalmente, anche la cisterna per l’approviggionamento dell’acqua piovana.

Notazioni critiche

Note Casa Gozi subì il saccheggio durante l’occupazione alberoniana e, forse, fu proprio dopo quel doloroso episodio che venne restaurata. Le parti ancora oggi più signiHcative dell’intero complesso sono anche quelle più fotografate ed apprezzate e riguardano la Loggia e l’ingresso sul Contradino.


DATI GENERALI d9

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Balcone, ogive segni di forti&cazioni di Casa AngeliTosini

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino piazza della Libertà / contrada del Collegio

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappale 228

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° a2,1; b3; b5

Autore/i

Ignoti/ G. Zani XX secolo

Cronologia

XIV secolo; restauri, soprelevazioni, rifacimenti sino al XX secolo

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Abitazione su parti di antiche mura Abitazione e attività commerciali

CENNI BIBLIOGRAFICI M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca. Rur.di Faetano, ag. scolastica 1980-1981 L. M. Morganti, L’Architettura 1. La Casa, in Storia Illustrata della RSM, vol. 1, San Marino 1985 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della Città di San Marino , (tesi di laurea) Università di Urbino a. a. 1975-76 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 G. Rossini, La trasformazione della forma urbana 1 , in Storia Illustrata della RSM, vol. 2, San Marino 1985 G. Zani, Il Territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli , Faenza 1963 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992


CARATTERISTICHE

d9

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Sia nella parte superiore che si trova nel punto d’incontro fra Contrada Borgoloto con contrada Omagnano, come in quella che si affaccia sul Pianello, la Casa Angeli Tosini reca evidenti gli avanzi di antiche aperture trecentesche. Gli archi trecenteschi di casa Angeli Tosini testimoniano la presenza nella Città Alta di famiglie che godevano di un relativo benessere economico sin dal lontano XIV secolo. Afferma Zani nel 1963: Sullo stesso allineamento del Pianello, eretta utilizzando i muri del primo girone di ,anco alla Porta Medij, sorge un'altra casa vecchia con porte e ,nestre ogivali, che recano al sommo dell'arco acuto una specie di timida cuspide, probabilmente rustica imitazione dell'architettura veneziana . Una delle prime cerchie di mura di San Marino scendeva dalla Rocca al Cantone per comprendere al suo interno la Pieve e le costruzioni lungo le contrade Omagnano e Borgoloto. Vi si accedeva dalla Porta Medij posta fra i Palazzi Angeli Tosini e Mercuri, alla quale giungeva la strada principale che collegava il nucleo urbano alle principali vie di comunicazione del territorio circostante. A proposito del restauro effettuato da Zani negli anni trenta del secolo scorso di Casa Angeli, Zucconi nel 1992, dopo un’ampia panoramica sulla metodologia di approccio al tema, ben più complesso, della ‘medievalizzazione’ del Centro Storico, scrive: A questa sequenza di fronti, volumetricamente discontinui e stilisticamente omogenei, viene dato il nome di casa Angeli (dal nome di uno dei proprietari), poi mutato surrettiziamente in ‘palazzo degli Angeli’. A completare un progetto di illusionismo ambientale, che più di altri deve evocare il genius loci, Zani elabora e realizza al suo interno una tipica taverna medievale, a taverna del Pianello; nelle decorazioni dipinte a mano, nei particolari in ferro, nelle boiseries e nelle penombre, essa rievoca intenzionalmente quel clima da antro fumoso popolarizzato dall'immagine intima e festosa della cucina di Falstaff. Dal dettaglio in pietra alla sagoma degli edi,ci principali, il processo di medievalizzazione sembra procedere lungo itinerari differenti che però convergono verso il medesimo obiettivo: restituire a San Marino la sua tipica ,sionomia, dove tipico è sinonimo di medievale . La Casa Angeli sul Pianello, una delle più antiche dimore magnatizie del Paese, realizzata in parte sui ruderi delle primitive forti;cazioni, era provvista, sul lato a monte, al di là della contrada Omagnano, di un orto che venne sacri;cato per fare posto al nuovo accesso al Piazzale della Pieve, progettato da Antonio Serra nel 1826. Dal suo famoso balcone si sono affacciati numerosi personaggi vicini alla storia sammarinese; di qui si può assistere, infatti, in posizione privilegiata a tutte le più importanti cerimonie o a tutti i più signi;cativi eventi che si svolgono sulla piazza principale della Città. .

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI d10

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Prospetti e torretta della Domus Parva

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino piazza della LibertĂ 

RIF. CATASTALI Foglio 46 mappale 226

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° a2,1; b5

Autore/i

Ignoto / G. Rastelli, E. Collamarini

Cronologia

XIV secolo ; 1929 -1932

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Casa piccola del Comune / Uf%cio postale Sede della Segreteria di Stato per gli Affari Interni

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Biancone, La tradizione dei Ref nell’arte muraria sammarinese, San Marino 1998 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca. Rur.di Faetano, ag. scolastica 1980-1981 C. Buscarini (a cura), La Repubblica di San Marino vista da quattro fotogra dell’800 e altre immagini, San Marino 1983 C. Buscarini, Gli insediamenti urbani a San Marino fra ‘700 e ‘900. Aspetti architettonici della ferrovia Rimini-San Marino, in Studi Sammarinesi, vol. III, San Marino 1986 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della CittĂ  di San Marino , (tesi di laurea) UniversitĂ  di Urbino a. a. 1975-76 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 A. Venturini, R. Bonelli, Repubblica di San Marino (guida dell’Istituto Geograco de Agostini), Repubblica di San Marino , Novara 1990 G. Zani, Il Territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli , Faenza 1963 A. Zuccagni-Orlandini, Corograa. Repubblica di San Marino (1845), in Biblioteca storica della Repubblica di San Marino , Bologna 1985 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992 La posa della prima pietra del Palazzetto delle Poste, in Il Popolo Sammarinese, organo del P.F.S., 11 agosto 1929 Il Palazzo delle Poste , in Il Popolo Sammarinese, organo del P.F.S., 27 luglio 1930 L’inaugurazione del Palazzetto delle Poste, in Libertas Perpetua (Museum), a. I (XV), n. 1, 1932-1933


CARATTERISTICHE

d10

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Il primo luglio 1929 viene posata la prima pietra per la costruzione del nuovo Palazzetto delle Poste. La pergamena, “murata nel basamento del pilastro fra la prima e la seconda arcata della facciata” (Il Popolo Sammarinese 1929), ci informa che i progettisti, il direttore dei lavori e il capo cantiere, furono rispettivamente gli architetti Edoardo Collamarini e Gaspare Rastelli, l’ingegnere Antonio Cavallari ed il capomastro Marcello RefB. L’opera venne ediBcata in luogo della casa che in un atto del 1392 è deBnita domuncula Comunis iuxta portam dicti castri e che il Pelacchi nel 1776 indica come Carceri, e Guardiola de Birri con Torre Oriolo, edicola pub.ca.. Nel programma di “medievalizzazione capillare” (Zucconi 1992) della Città di San Marino, pensato da Zani e voluto dal Segretario di Stato Giuliano Gozi (idea, peraltro, non nuova in quanto già ben delineata con la costruzione del Palazzo Pubblico), doveva rientrare anche questo intervento, tant’è che già nel 1928 l’ingegnere Zani ridisegna la domuncula Comunis in un ineccepibile “stile comunale”. Non conosciamo le ragioni per le quali venne afBdato l’incarico all’architetto Collamarini, sembra che questi avesse proposto un suo progetto stante il consenso ottenuto con la realizzazione del monumento inaugurato nel 1927, presso la chiesa dei Cappuccini, dedicato a San Francesco. La scomparsa (1928) del noto esponente dell’eclettismo bolognese determinò l’afBdamento dell���incarico al Rastelli il quale eresse sul Pianello, in pieni anni trenta, di fronte alla scultura del Galletti (1876) ed al Palazzo dell’Azzurri (1894), altro maestro dell’eclettismo italiano, una ‘quinta’ neorinascimentale, che farà scrivere al commentatore dell’organo di stampa del Partito Fascista Sammarinese, come il Palazzetto delle Poste nel progetto Rastelli assume un aspetto di edi cio pubblico munito di portici a tutto sesto, ciò che non lo era in quello Collamarini che arieggiava il tipo di casa privata in stile orentino. (Il Popolo Sammarinese 1930) La cronaca di allora ci narra che l’inaugurazione del Palazzetto avvenne il 5 febbraio 1932 con il concorso di “una vera Bumana di popolo”. (Libertas Perpetua, 1932-33) L’ediBcio, costruito su tre piani, racchiude, completamente rivestita e sormontata dalla loggia campanaria coperta da tetto ottagonale, l’antica torretta della domuncula Comunis. Sulla facciata in conci regolari, si innalza, al centro, un balconcino sorretto da mensole. Tre aperture a tutto sesto, con inBsso in ferro, consentono l’accesso al portico antistante agli sportelli dell’ufBcio pubblico, oggi non più in uso, essendo l’immobile divenuto sede della Segreteria di Stato per gli Affari Interni. L’ultimo recente restauro, oltre a realizzare l’ampia sala, al piano primo, che ha ospitato dal 1994 al 1996 la sede provvisoria del Consiglio Grande e Generale, è anche intervenuto sui prospetti dell’ediBcio ripulendone l’intero paramento in pietra.

Notazioni critiche La Parva Domus, così come ribattezzato oggi, il Palazzetto delle Poste, è uno dei manufatti che hanno originato il Pianello, la sua riediBcazione nelle forme neo-rinascimentali, frutto di scuole anacronisticamente ancorate all’eclettismo ottocentesco, pur avendo sacriBcato una preesistenza più antica, quale era la Guardiola de Birri con Torre Oriolo , resta tuttavia un intervento di buon livello architettonico. Restaurare ediBci al Bne di recuperarne elementi di autenticità non è pratica comunemente adottata a San Marino che, sin dagli inizi dell’ottocento, è ‘vittima e arteBce’ di tale modo di fare architettura.

Note Cfr. L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001, pagg. 107-108.


DATI GENERALI d11

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Portici di piazza Garibaldi

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino piazza Garibaldi

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappali 580 (sub1-2) 326 (sub 6) TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° b6; g3

Autore/i

L. Ref

Cronologia

Primi del 1900

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Portici per il mercato cittadino Portici per negozi turistici

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Biancone, La tradizione dei Ref nell’arte muraria sammarinese, San Marino 1998 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino i viaggiatori stranieri raccontano, San Marino 2002 C. Buscarini (a cura), La Repubblica di San Marino vista da quattro fotogra dell’800 e altre immagini, San Marino 1983 P. Franciosi, San Marino il più piccolo Stato d’Europa, in Le cento città d’Italia illustrate, n. 36, Milano L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 G. Rossini, La trasformazione della forma urbana 1 , in Storia Illustrata della RSM, vol. 2, San Marino 1985


CARATTERISTICHE

d11

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Verso la @ne del XIX secolo venne aperta la nuova strada che, dalla piazzetta antistante l’arco del collegio (oggi piazzetta del Titano), attraverso le proprietà, che nel XVIII secolo erano del Baviera, sino all’orto del collegio, che divenne, poi, piazza Garibaldi, conduce alla parte alta della città. Nel 1882 venne inaugurato il monumento, opera del Galletti, dedicato all’eroe dei due mondi, monumento collocato nel giardinetto antistante la nuova piazza e lungo la nuova via. Per raggiungere il Pianello, prima di questo intervento ottocentesco, si doveva percorrere la ripida ascesa che passava sotto l’arco del collegio e tagliava in due quello che poi divenne l’albergo Titano, il quale incorporò l’arco medesimo, i cui segni sono ancora, seppur manomessi da successivi interventi, ben visibili a lato del balcone prospiciente la piazzetta del Titano. Luigi Ref@, scalpellino e cavatore, proprietario della cava di pietra, oggi chiamata cava Antica, fu incaricato di realizzare il portico del mercato che corona la piazza Garibaldi, precedentemente descritta. A completamento di tutto l’intervento ottocentesco, nel 1936, su progetto di Zani, venne, poi, aperto, nell’ambito della costruzione del nuovo ospedale, il viale Donna Felicissima. Nel complesso si tratta di una trasformazione urbana assai signi@cativa che durò parecchi anni e che viene un poco sottovalutata dagli studiosi, ma che, comunque, fu di una rilevanza molto alta, tant’è che la piazzetta Garibaldi, con la realizzazione dei portici del mercato, doveva assumere quell’aspetto di centralità, che, peraltro, ha mantenuto ancora oggi quale polo turistico, tale da garantire agli abitanti del paese una più facile mobilità interna ed una maggiore possibilità di accesso a servizi importanti, quali, appunto, quelli che il piccolo mercato poteva fornire. I portici, che lo stesso Inaco Ref@, nel suo ruolo di assistente all’uf@cio tecnico governativo, nel 1912 propone, con un progetto, di utilizzare a pescheria, furono realizzati da Luigi Ref@ con una maestria del tutto particolare, degna dell’abilità dei nostri lapicidi ottocenteschi, i quali sommavano alle loro capacità operative anche notevoli doti di progettisti. Il portico, scrive la Biancone nel 1998, di rafnata fattura inquadra la piazza dedicata all’eroe risorgimentale di cui qui è il busto. E’ composto da archi a tutto sesto poggianti su colonne doriche a fusto liscio, leggermente rastremate. La muratura sovrastante è in laterizio, decorata con tondi in pietra locale, come anche l’archivolto a tre fasce che raccorda le colonne. Il softto del porticato è con volta a crociera. Oggi il porticato ospita una serie di negozi turistici e gli sportelli dell’uf@cio @latelico, il quale uf@cio si estende anche in altri locali sottostanti, facenti parte del vecchio palazzo Giangi nonché di una nuova costruzione, realizzata nel cortile del complesso medievale francescano, proprio di fronte alla @ancata a monte della antica chiesa romanica.

Notazioni critiche I portici del mercato di città assieme alla piazza Garibaldi ed alle nuove vie ad essa convergenti, costituiscono un rilevante intervento urbanistico. Pur se in presenza di qualche stonatura (basti pensare ai recenti rifacimenti di alcune facciate prospicienti e, ancora prima, all’inquali@cabile manomissione dell’arco del collegio che era stato incorporato nell’albergo Titano), i portici sono un’opera di notevole valore artistico, che, con uno stile classicheggiante fresco e leggero, interpreta le funzioni della nuova piazza, sottolineandone l’importanza che, nell’antico contesto cittadino, viene ad assumere.

Note Cfr. L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001, pagg. 123-124.


DATI GENERALI d12

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Muro del Giardino dei Liburni

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino contrada Omerelli/ giardino dei Liburni

RIF. CATASTALI Foglio 42

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° c17; g4; f3,8; f3,9

Autore/i

G. Zani

Cronologia

1934

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Muro di contenimento Muro di contenimento

CENNI BIBLIOGRAFICI M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 C. Buscarini, La Repubblica di San Marino vista da quattro fotogra dell’800 e altre immagini, San Marino 1983 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 G. Rasi, La Repubblica di San Marino, Milano 1937 G. Rossini, La trasformazione della forma urbana 1 , in Storia Illustrata della RSM, vol. 2, San Marino 1985 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992 La Commissione Governativa per la Conservazione dei Monumenti e delle Antichità, in Libertas Perpetua (Museum) , a. II (XVI), n. 2, 1934 Il nuovo piano regolatore della città, in Il popolo sammarinese , organo del P.F.S, 27 novembre 1927


CARATTERISTICHE

d12

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Con la realizzazione, nel 1927, dell’ara dei Volontari si impostano le basi per quello che sarà il successivo sviluppo urbanistico del centro storico. L’ingegnere Gino Zani, sostenuto dal Segretario di Stato Giuliano Gozi, aveva espresso la necessità di redigere il piano sin dal 1925. Tale strumento verrà però de>nito solamente nel 1933. L’origine del piano è legata a un problema apparentemente banale: dare una sistemazione adeguata al terreno (gli orti Borghesi) che fa da sfondo all’ara dei Volontari. […] egli (Zani, n.d.r.) propone un percorso orizzontale che, attraverso terrapieni balaustrati e giardini pensili, colleghi due punti nodali: la piazza del Titano e il Cantone Borghesi. […] . (Zucconi, 1992) Mentre a monte dell’ara dei Volontari è allo studio il progetto per il Palazzo degli Uf>ci, a valle, fra la nuova strada e via Omerelli, si realizzano i terrazzamenti che dovranno ospitare i Giardini Pubblici. Nel 1934 il muro di sostegno su via Carducci (Omerelli) era completato. Un muro in conci squadrati di pietra locale, scandito ritmicamente da arcate cieche a tutto sesto, sormontato da una balaustra anch’essa in pietra. All’interno di un’arcata si trova una fontanella in pietra che ricalca il disegno dell’arco a tutto sesto e sulla quale è scolpita la doppia data ‘1934 -1633’ a conferma del fatto che l’opera era terminata prima del 3 settembre 1934. Il muro sostiene un terrazzo al quale si accede dal loggiato della Cassa di Risparmio prospiciente contrada Omerelli, il terrazzo è collegato, tramite due scalinate in pietra, al giardino soprastante (anch’esso sorretto da una muraglia in pietra) che ospita la fontana con, al centro, la sfera litica ivi collocata al >ne di completare l’opera in ricordo dell’inaugurazione del nuovo acquedotto del 1962. Dal Giardino, denominato dalla recente toponomastica ‘dei Liburni’, tramite scalinate e passaggi, si accede da un lato all’Ara dei Volontari, alle Logge dei Balestrieri (già Museo del Risorgimento) e a via Eugippo, dall’altro alla Galleria della Cassa di Risparmio e quindi a Piazza Titano. La complessità di questo impianto, specchio anche delle logiche politiche che ne stavano alla base, trova, forse, una conferma nel fatto che, come afferma Rossini: I nuovi giardini che sostituivano la vecchia intimità degli orti privati, inquadrati solo da muri chiusi, senza possibilità di iniziative commerciali e di ristoro, non avrebbero acquistato mai quella funzione di incontro e di riposo che forse avevano nelle intenzioni . Al di là di queste considerazioni che riguardano l’intero assetto urbanistico dell’area, se prendiamo in esame speci>camente l’elemento architettonico rappresentato dal Muro di sostegno del Giardino dei Liburni, non possiamo negare una notevole eleganza nel disegno e una sicura maestria nella realizzazione.

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI d13

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Portale e sof$tti a volta di casa Filippi Belluzzi

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino contrada Omerelli

RIF. CATASTALI Foglio 42 Mappale 91

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

Ignoto

Cronologia

XIX secolo; XVI secolo i softti in legno oggi al Museo; precedente al XV secolo la Torre al lato sud del Palazzo

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Abitazione Abitazione

CENNI BIBLIOGRAFICI F. Balsimelli, Guida storico artistica illustrata della Repubblica di San Marino, Rimini 1932 C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca. Rur. di Faetano, agenda scolastica 1980-1981 C. Buscarini, Itinerari Sammarinesi. Contrada Omerelli, in L’Ospite , n. 6, a. VI, San Marino 1993 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 G. Lancisi, Lettere Inedite nelle quali descrive un viaggio da Urbino a Montefeltro, e alla Repubblica di San Marino , in Biblioteca Storica della Repubblica di San Marino, Bologna 1985 (ristampa) N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nell’arte , San Marino 1988 L. M. Morganti, L’Architettura 1. La Casa, in Storia Illustrata della RSM, vol. 1, San Marino 1985 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della Città di San Marino , (tesi di laurea) Università di Urbino a. a. 1975-76 M. L. Pedini, Le mani e il sasso. La tradizione degli scalpellini sammarinesi, San Marino 1986 C. Ricci, La Repubblica di San Marino con 110 illustrazioni, Bergamo 1928 G. Rossini, La trasformazione della forma urbana 1 , in Storia Illustrata della RSM, vol. 2, San Marino 1985 G. Zani, Il Territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli , Faenza 1963


CARATTERISTICHE

d13

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali La casa del Capitano Filippo Belluzzi indicata con il numero ‘8’ nella mappa di Città del catasto Pelacchi (1776), potrebbe forse identiCcarsi con quella del Sig. Capitano Belluzzi di cui scrive l’Archiatra PontiCcio Giammaria Lancisi, donde, al seguito del Cardinale Legato di Urbino, trovò ospitalità nel giugno del 1705. Il portale con arco a tutto sesto in pietra del Titano sormontato da una cornice a guisa di mensola su cui domina lo stemma della famiglia Belluzzi realizzato nel 1861, come attesta la data ivi incisa, è, molto probabilmente, opera ottocentesca, così, forse, come i sofCtti in cannicciato, gesso e scialbatura dell’ingresso. Le volte, intercalate a botte e a crociera, poggiano su peducci anch’essi in gesso e pare che sotto la scialbatura contengano antiche pitture. Volte più ampie, realizzate in mattoni ‘a coltello’, si trovano a copertura delle stanze dove un tempo erano i salotti di casa; forse anche qui possono esservi dipinture nascoste dall’imbiancatura. Nel Palazzo, in quella parte del piano nobile oggi occupata da ufCci, erano i sofCtti a cassettoni del XVI secolo donati dalla famiglia Pochettino al Museo di Stato. Di questi preziosi manufatti si trovano notizie in numerosi autori: E’ la casa Belluzzi-Filippi, dove resta pure un magni1co sof1tto del cinquecento tutto decorato d'ornati, di 1ori e di grotteschi, sul fare del Marchetti faentino (Ricci, 1928); E’ degno di essere veduto in casa Belluzzi Filippi un magni1co sof1tto del cinquecento, tutto decorato d'ornati, di 1ori e di grotteschi, sullo stile del Marchetti di Faenza (Balsimelli, 1932); Più avanti la casa Belluzzi-Filippi entro cui restano sof1tti a palchi di legno del Cinquecento e Seicento (Fattori, 1937); Poco più oltre, a sinistra, lungo la Contrada Omerelli, la casa Belluzzi-Filippi, i cui magni1ci sof1tti decorati del sec. XVI sono ora nel Museo (Matteini, 1988); Più oltre si affaccia sulla stretta contrada il palazzo Belluzzi Filippi decorato di sof1tti lignei del sedicesimo secolo (Buscarini, 1993). Incorporata nell’ediCcio cinquecentesco andrebbe, altresì, segnalata la presenza di un’antica Torre Colombaia; si trattava probabilmente di una Torre di scolta, sorta fuori le mura del XV secolo, per le stesse ragioni e con le stesse caratteristiche delle Colombaie del Macello e di via Giacomini.

Notazioni critiche Una diversa 'cultura dell'abitare' si manifestò più compiutamente con la realizzazione dei palazzi magnatizi di contrada Omerelli, palazzi che molto probabilmente furono costruiti durante i secoli XVI, XVII e XVIII Casa Lolli, Angeli, Belluzzi, palazzo Begni, casa Maggio-Staccoli, palazzo Valloni, sorti ex novo o come ampliamenti, ristrutturazioni e restauro di vecchie case preesistenti, contengono numerosi elementi architettonici che denotano come le stagioni rinascimentali e barocche, pur mediate da una radicata cultura di provincia, avessero esercitato la loro in2uenza anche a San Marino. [...]. Ma al di là delle facciate, il palazzo signorile si distingue non solo dai paramenti esterni, dalle simmetrie o dalle 1nte volte decorate, ma soprattutto dalla rigida articolazione degli spazi interni. (Morganti, 1985)

Note


DATI GENERALI d14

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Prospetto su contrada Omerelli di casa Tonnini

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino contrada Omerelli

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappale 90

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

G. Genga (attribuito a)

Cronologia

Secolo XVI

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Abitazione signorile Abitazione / Ufci

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca. Rur. di Faetano, ag. scolastica 1980-1981 C. Buscarini, Itinerari Sammarinesi. Contrada Omerelli, in L’Ospite , n. 6, a. VI, San Marino 1993 P. Egidi (a cura), G. B. Belluzzi, Diario Autobiogra co (1535-1541), Napoli 1907 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della Città di San Marino , (tesi di laurea) Università di Urbino a. a. 1975-76 M. L. Pedini, Le mani e il sasso. La tradizione degli scalpellini sammarinesi, San Marino 1986 C. Ricci, La Repubblica di San Marino con 110 illustrazioni, Bergamo 1928 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 G. Rossini, La trasformazione della forma urbana 2 , in Storia Illustrata della RSM, vol. 2, San Marino 1985 G. Zani, Il Territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli , Faenza 1963


CARATTERISTICHE

d14

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali L’immobile, il cui prospetto viene attribuito a Girolamo Genga (ma potrebbe trattarsi anche del Bglio Bartolomeo) suocero di Giovan Battista Belluzzi, è chiamato “Casa Tonnini” poiché fu dimora del noto pittore sammarinese (1820 -1894). Da qualche indizio tratto dal diario autobiograBco del Belluzzi si potrebbe ipotizzare che l’opera sia stata realizzata intorno agli anni ‘40 del ‘500. Il Catasto Pelacchi nel 1776 attribuisce la proprietà all’ Ill.mo Sig. Giamba’tta Angeli . La facciata principale, rivolta su contrada Omerelli presenta un portale a tutto sesto realizzato con conci di pietra a guancialetto intercalati da altri conci a doppia punta di diamante nonché quattro eleganti Bnestre cinquecentesche con cornici in pietra. Il pregevole prospetto su contrada Omerelli di chiara derivazione rinascimentale attribuito al Genga, architetto urbinate (1476-1551) che operò alle dipendenze di Francesco Maria I della Rovere e che ebbe con San Marino sicuri contatti, dovuti alla parentela con il Belluzzi. Altri elementi caratterizzanti l’ediBcio cinquecentesco non sono oggi di facile lettura essendo intervenuti numerosi rifacimenti, tuttavia la facciata dell’immobile riveste senza dubbio un elevato valore storico-artistico.

Notazioni critiche Una diversa 'cultura dell'abitare' si manifestò più compiutamente con la realizzazione dei palazzi magnatizi di contrada Omerelli, palazzi che molto probabilmente furono costruiti durante i secoli XVI, XVII e XVIII Casa Lolli, Angeli, Belluzzi, palazzo Begni, casa Maggio-Staccoli, palazzo Valloni, sorti ex novo o come ampliamenti, ristrutturazioni e restauro di vecchie case preesistenti, contengono numerosi elementi architettonici che denotano come le stagioni rinascimentali e barocche, pur mediate da una radicata cultura di provincia, avessero esercitato la loro in+uenza anche a San Marino. (Morganti,1985)

Note Cfr. L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001, pagg. 75-76.


DATI GENERALI d15

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Prospetto su contrada Omerelli e volte in ciottoli di pietra di casa Lolli

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino contrada Omerelli

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappali 53-89

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

Ignoto

Cronologia

Ignota - Secolo XVI (ipotesi)

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Abitazione / Foresteria Sede balestrieri / Attività culturali / Abitazione

CENNI BIBLIOGRAFICI M. A. Bonelli, La Città sul Monte, Rimini 1989 C. Buscarini, Itinerari Sammarinesi. Contrada Omerelli, in L’Ospite , n. 6, a. VI, San Marino 1993 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 G. Rossi, Il monte e la città di San Marino in 27 rappresentazioni antiche e moderne, San Marino 1964 G. Zani, Il Territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli , Faenza 1963


CARATTERISTICHE

d15

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali E’ verosimile che anche questo ediAcio sia opera del XVI secolo, sorta, forse, sulle rovine di vecchie costruzioni medievali, prima che Città venisse cinta dalle “mura dell’andata”, così chiamate dai passaggi che consentivano il rapido collegamento della via a monte con gli spalti fortiAcati. L’andata fra casa Lolli e Angeli, oggi Tonnini, coperta da un paio di piani di abitazione, è ancora oggi ben conservata. L’immobile, rappresentato in discreta evidenza nella stampa pubblicata dal Blavius nel 1663, apparteneva all’ Ill.mo Sig. Virgilio Lolli, il quale era proprietario altresì delle parti ad esso adiacenti, che, forse, erano costituite da un cortile o da altre più modeste costruzioni, come si evince dall’esame delle mappe del Pelacchi di Ane settecento e del Santucci dei primi dell’ottocento. Il Santucci, già allora, ne deAnisce le dimensioni in pianta, che rimarranno tali sino ad oggi. L’ediAcio nel 1975 è inglobato nel patrimonio dell’Eccellentissima Camera, che lo aveva acquistato dalle Monache Clarisse, le quali ne fecero per lungo tempo la dimora del loro cappellano nonché del fattore delle loro proprietà. Oggi è adibito a sede della federazione dei balestrieri e a sede della cooperativa culturale il Macello. Il taglio stilistico è essenziale, forse, apparentemente più modesto delle coeve abitazioni magnatizie, sorte lungo contrada Omerelli, tuttavia, l’immobile presenta i segni di una buona impostazione strutturale a pianta pressoché quadrata, interrotta da due muri di spina centrali, che ne comprendono il collegamento verticale fra il piano terra ed il piano primo; non solamente, ma conserva nelle parti sottostanti, ove erano le cantine e le stalle, una volta a botte in acciottolato di arenaria di ottima fattura e nel prospetto a monte, quale testimonianza cinquecentesca, le aperture rigorosamente deAnite da sobrie e lineari cornici in pietra. Il recente restauro dell’ediAcio ha rimesso in luce alcuni bei particolari della facciata a monte, quali le delicate dipinture laterali che la inquadravano, lasciando inalterate le Anestre e l’ottocentesco portale di ingresso.

Notazioni critiche Il prospetto dell’ediAcio presenta i caratteri di un‘architettura molto bene deAnita. Le linee sobrie ed essenziali non ci devono trarre in inganno poiché sottendono, spesso, maggiore nobiltà.

Note Cfr. L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001, pagg. 73-74.


DATI GENERALI d16

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Prospetto, scalone, ogiva e torretta di palazzo Pergami-Belluzzi

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino piazzetta del Titano

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappali 245-246 -247

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° b6

Autore/i

Ignoto

Cronologia

Secoli XVI -XIX 1939 (restauri)

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Abitazione signorile Museo di Stato

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Buscarini, Gli insediamenti urbani a San Marino fra ‘700 e ‘900. Aspetti architettonici della ferrovia Rimini-San Marino, in Studi Sammarinesi, vol. III, San Marino 1986 C. Buscarini, Sopra una mappa cinquecentesca riproducente una porzione della Città di San Marino, in Studi Sammarinesi, San Marino 1989 E. Di Stefano, Commerci, prestito e manifatture a San Marino nel quattrocento , in S. Anselmi (a cura) CSSS, Vol. 20, San Marino 2000 P. Egidi (a cura), G. B. Belluzzi, Diario Autobiogra co (1535-1541), Napoli 1907 O. Fattori, San Marino e la sua Arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 G. Lancisi, Lettere Inedite nelle quali descrive un viaggio da Urbino a Montefeltro, e alla Repubblica di San Marino , Bologna 1985 (ristampa) F. Michelotti, Santa Maria dei Servi a Valdragone, in L’Ospite , a. IV, n. 4, maggio 1991 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della Città di San Marino , (tesi di laurea) Università di Urbino a. a. 1975-76 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 G. Rossini, Biograa di un Palazzo. Il Palazzo Pergami-Belluzzi sulla piazzetta del Titano a San Marino, in P. G. Pasini (a cura), Il Museo di Stato della Repubblica di San Marino , San Marino 2000 V. Spreti e C. Facchinetti Pulazzini, La Nobiltà e gli Ordini Equestri della Repubblica di San Marino, Milano 1935 Opere Edilizie del Fascismo Sammarinese, in Il Popolo Sammarinese, organo del P.F.S., 30 settembre 1934 Commissione Governativa per la Conservazione dei Monumenti e delle Antichità, in Libertas Perpetua (Museum) , a. V (XVIII), n. 2, 1937; a. VII (XX), n. 1,1938-1939


CARATTERISTICHE

d16

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Sulla Piazzetta del Titano, all’imboccatura della contrada Omerelli, trova posto il Palazzo Pergami-Belluzzi. Si tratta di un immobile di ‘impianto’ cinquecentesco, dimora di uno dei numerosi rami della famiglia Belluzzi sino alla seconda metà del secolo XIX, quando divenne di proprietà della famiglia Pergami. Nel 1776 lo troviamo intestato all’Ill.mo Sig. Gaetano Belluzzi come Casa e Giardino, già verso la Hne della prima metà del XVI secolo compariva, con altre proprietà attigue, laddove era sorta la muraglia del comune, in capo ai Belluzzi, i quali si occuparono, altresì, di realizzare il riempimento della strada che conduce da porta San Francesco a porta della Ripa, ovvero l’attuale contrada delle Mura. Nel 1663 il Palazzo è in evidenza nella incisione pubblicata dal Blavius; mentre, nel 1705, ne troviamo, forse, una traccia nella lettera quarta del 22 giugno del Lancisi quando ne descrive le cammere di sopra, e di sotto , erano tutte fornite di letti e di altre commodità per scrivere e per giuocare. Il Fattori nel 1937 ce lo indica con loggia ad arcate e artistica ringhiera di ferro battuto, anch’esso nell’interno con elegante Cappella a stucchi del ‘700. Divenne proprietà della Camera nel 1932 quando vi si insediarono le scuole primarie di Città ed altri servizi pubblici, quali una sala cinematograHca. Ma già intorno al 1920 vi si era aperta una casa da gioco denominata il Kursaal “La Serenissima”. Trasferita la scuola elementare a Ca’ Caccio, il Palazzo Belluzzi è utilizzato come sede del comando della gendarmeria e dei vigili urbani Hno a quando iniziano i lavori di restauro per collocarvi il Museo di Stato. Assieme al Palazzo è restaurata la Torretta, che sormonta l’androne dei Bastioni, ad esso associata, forse, nel XIX secolo, al Hne di realizzare una nuova scala laterale. La Torretta fu oggetto di restauro anche negli anni ‘30, allorquando l’ingegnere Zani propose, fra l’altro, la costruzione della sua gemella, che collega il Palazzo Pergami alla sede della Cassa di Risparmio. L’intervento sulla Torretta si inquadra nel novero delle opere che Zani realizza al Hne di riportare il paese, secondo un disegno ben deHnito, alla sua originaria e supposta veste medievale. Già nel 1921 si iniziò a parlare di restauri ma ancora nel 1925 non se ne era fatto niente; dobbiamo aspettare il 1939 per apprendere dalla Commissione Governativa per la Conservazione dei Monumenti che: La Torretta del Palazzo Pergami Belluzzi è ultimata in ogni sua parte, ed insieme con la restaurata facciata dell’adiacente Casa del Fascio dà a quell’angolo del paese un inconfondibile carattere medioevale, che riproduce costruzioni che esistevano nel paese. Parte delle pietre che compongono il restauro sono state rinvenute sul posto. La Torretta contiene lo scalone laterale di Palazzo Pergami-Belluzzi e sormonta una parte del passaggio che dal combarbio conduceva e conduce tuttora alla muraglia del comune , ovvero alla contrada delle Mura (la pianta dell’androne, o andata, è già presente nella mappa cinquecentesca attribuita al Belluzzi). L’androne o scala pubblica, grazie all’ultimo restauro, ha oggi acquistato maggiore decoro per la sua funzione di collegamento fra le due vie del paese. L’ediHcio presenta oggi, anche dopo i numerosi interventi, alcuni caratteri originari, che tuttavia, non è possibile, pur con le congetture che si possono fare dall’esame dell’impianto strutturale e delle peculiarità stilistiche, rintracciare facilmente. Forse alcuni segni della sua antica origine possono essere letti nella razionalità dei fronti, ancorché rinnovati nel paramento anche recentemente (era prassi comune negli anni trenta del ‘900 scrostare gli immobili del centro antico, per liberarli dagli intonaci e ‘restituirli’ alla loro supposta originaria natura di ediHci in pietra grezza), con Hnestre rettangolari incorniciate da pietra liscia e regolare, e nella essenzialità dei caratteri distributivi e strutturali, con un muro di spina che separa due corpi di circa sei metri di luce, collegati da una scala centrale, interrotta al piano terra. (Il 18 marzo 2001 apre i battenti il nuovo Museo di Stato, opera di Gilberto Rossini, che modiHca radicalmente i caratteri distributivi del vecchio ediHcio). L’ediHcio presenta altresì alcuni segni incastonati nelle murature, di strutture trecentesche (per esempio l’ogiva sotto l’androne) che testimoniano come il palazzo sia stato costruito sui ruderi di antiche case medievali.

Notazioni critiche Gran parte della storia del Paese ‘transita’ in questi palazzi magnatizi, di proprietà di antiche famiglie sammarinesi. Le parti autentiche e più signiHcative dell’ediHcio, quali appunto i prospetti principali, l’androne e lo scalone ottocentesco, testimoniano ancora la presenza di un monumento di primo piano del patrimonio storico architettonico di San Marino, che ha contribuito altresì a conHgurare uno degli spazi più signiHcativi del centro storico.

Note Cfr. L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001, pagg. 99 -100.


DATI GENERALI d17

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Prospetto della casa del Castello di San Marino

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino via Basilicius

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappali 251-252

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° d16

Autore/i

G. Zani

Cronologia

1927

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Casa del Fascio Casa del Castello di San Marino

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Buscarini, Gli insediamenti urbani a San Marino fra ‘700 e ‘900. Aspetti architettonici della ferrovia Rimini-San Marino, in Studi Sammarinesi, vol. III, San Marino 1986 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992 La Commissione Governativa per la Conservazione dei Monumenti e delle Antichità, in Museum , a. IX, n. 1-4, 1935 Commissione Governativa per la Conservazione dei Monumenti e delle Antichità, in Libertas Perpetua (Museum) , a. V (XIX), n. 2, 1937 Commissione Governativa per la Conservazione dei Monumenti e delle Antichità, in Libertas Perpetua (Museum) , a. VII (XXI), n. 1, 1938-1939 Il Popolo Sammarinese, organo del P.F.S., 23 ottobre-20 novembre 1927 Il Popolo Sammarinese, organo del P.F.S., 11 maggio 1939 Il Popolo Sammarinese, organo del P.F.S., 30 luglio 1939


CARATTERISTICHE

d17

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Il 29 ottobre 1927 si inaugura la Casa del Fascio Sammarinese, progettata dellingegnere Gino Zani e costruita sulle strutture di vecchi edi#ci del centro storico, adiacenti allandrone che conduce da piazza del Titano alla contrada delle Mura. Come ci racconta la cronaca di allora, la Casa del Fascio, voluta dal Segretario Manlio Gozi, è stata costruita nello stile della Rinascenza (Il Popolo Sammarinese 1927) ed è decorata e ri+nita con pregevoli opere di artisti contemporanei quali, Rufo Ref+ e Luigi Pasquini. La Casa del Fascio, danneggiata per ritorsione dopo la caduta del regime, una volta risistemata, è divenuta sede degli uf+ci della Sip e della Casa del Castello di San Marino; l                +   

Notazioni critiche Per quanto attiene alla Casa del Fascio, oggi Casa del Castello, nonostante si tratti di un intervento degli anni trenta, che nasceva da una soggettiva interpretazione delle preesistenze medievali, ci sembra di poterle attribuire, sia per i suoi trascorsi, che entrano, comunque, a fare parte del patrimonio storico, che per il prestigio delle attuali funzioni, un buon valore storico documentario.

Note L.M.  Morganti, Il patrimonio dello stato. Larchitettura storica della Repubblica di San Marino, San Marino 2001, pagg. 101 - 102.


DATI GENERALI d18

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Finestra cinquecentesca della casa di Antonio Orafo

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino via Basilicius

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappale 261

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

Ignoto

Cronologia

XVI secolo

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Loggia con Bifora Loggia con Bifora

CENNI BIBLIOGRAFICI M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 P. Franciosi, Mastro Antonio da San Marino, orafo e politico del Rinascimento e la storia della Repubblica dal 1480 al 1530, Bologna 1916 L. Lazzarini, L’Arte 1. Percorso nella scultura e pittura dal secolo XIV al primo novecento , in Storia Illustrata della RSM, vol. 1, San Marino 1985 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nell’arte , San Marino 1988 M. L. Pedini, Le mani e il sasso. La tradizione degli scalpellini sammarinesi, San Marino 1986 G. Rossi, San Marino, Bergamo 1954 (guida turistica) G. Rossini, Biograa di un Palazzo. Il Palazzo Pergami-Belluzzi sulla piazzetta del Titano a San Marino, in P. G.Pasini (a cura), Il Museo di Stato della Repubblica di San Marino , San Marino 2000 G. Zani, I ristauri del Castello di San Marino, in Museum, a. XIV, 1930-1931


CARATTERISTICHE

d18

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali La Casa di Antonio Orafo (Fabbri), argentiere di Leone X, amico di Raffaello Sanzio, zio di Giovan Battista Belluzzi, maestro di Giovanni da Fiorenzuola a sua volta maestro di Benvenuto Cellini, si trova lungo l’attuale via Basilicius, via che, invece, era stata sin dal 1907 a lui dedicata. Molto probabilmente Antonio di Paolo de' Fabbri vi nacque sul Anire della seconda metà del XV secolo. Nella Casa si trova una Loggia con Anestra a due archi con colonna centrale, priva di motivi ornamentali, ma elegante nella sua semplicità. Il Fattori, utilizzando un’immagine già pubblicata dallo Zani, la indica come “Loggetta cinquecentistica della Casa che fu di Mastro Antonio Orafo di Leone X, restaurata da Filippo Della Balda”. Probabile che la bifora venisse a coronare la Casa natale di cotanto personaggio mentr’egli ancora viveva fra Roma, dove conduceva i suoi principali affari, e San Marino, donde doveva pur tornare ogni tanto per mantenere i rapporti con il proprio Paese. La Loggia sovrasta un corpo di fabbrica che fuoriesce dal perimetro dell’ediAcio; tale anomalia fa pensare ad una torre medievale (colombaia?) che già nel XV secolo però doveva essere stata incorporata nella Casa. Nel XVIII secolo l’immobile, in capo al nobile Giuliano Belluzzi, doveva avere la forma e le caratteristiche che ancora oggi, anche dopo i restauri, le soprelevazioni e/o ricostruzioni anche recenti, ha fondamentalmente mantenuto. Una bifora pressoché uguale è stata realizzata anche al piano sovrastante alla nostra loggia, non si sa se per imitazione o perché in presenza di qualche antico segno nella muratura di quella che si suppone potesse essere la parte alta della ipotetica torre colombaia. Naturalmente queste sono congetture, solamente un’accurata indagine potrebbe fare luce sull’effettiva originaria natura del manufatto architettonico.

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI d19

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Prospetto della casa di Matteo Valli. Parti di antiche forti*cazioni

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino via Basilicius

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappale 262-263

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° a2,1

Autore/i

Ignoto

Cronologia

XV o XVI secolo; XIX secolo (?) la scala di accesso; XX secolo restauri e adeguamenti.

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Abitazione Abitazione

CENNI BIBLIOGRAFICI F. Balsimelli, Guida storico artistica illustrata della Repubblica di San Marino, Rimini 1932 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 De Liveri Di Valdausa, Libro d’oro della Repubblica di San Marino, Foligno 1914 M. Fattori, Ricordi storici della Repubblica di San Marino. Con aggiunte di Onofrio Fattori, Firenze 1929 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nell’arte, San Marino 1988 G. Rossi, San Marino, Bergamo 1960 (guida turistica) G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 M. Valli, Dell’origini et Governo della Repubblica di San Marino . (1633), in G. L. Berti, L. Lotti, E. Righi Iwanejko (a cura), Biblioteca Storica della Repubblica di San Marino, Bologna 1987 G. Zani, I ristauri del Castello di San Marino, in Museum, a. XIV, 1930-1931


CARATTERISTICHE

d19

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali “Tra quelli che più si distinsero nel reggere l’importante ufAcio di Segretario, piacemi ricordare il sammarinese MATTEO VALLI che fu il primo a scrivere Memorie storiche della Repubblica in un volume edito per la prima volta nel 1630 (si tratta del famoso testo edito nel 1633 a Padova, n.d.r.), oggi assai raro, e direi quasi impossibile a trovarsi, intitolato: Relazione dell’origine e Governo della Repubblica di San Marino .” Così scrive nel 1914 il De Liveri di Valdausa nel Libro d’oro della Repubblica di San Marino. Di Matteo Valli si occupa gran parte della storiograAa sammarinese trattandosi di un personaggio di spicco del XVII secolo. Della Casa che sembra avergli dato i natali pare sia stata la storiograAa ottocentesca a parlarne per prima: il Franciosi in uno scritto edito in Torino nel 1895 intitolato, appunto, Matteo Valli Segretario e Storico della Rep. di San Marino , mentre sostiene essere estinta la discendenza del primo storico della Repubblica, Aglio di Lattanzio, ne indica, invece, il luogo ov’egli nacque nel marzo del 1596, ovvero la Casa, adiacente alla Loggia di Antonio Orafo, probabilmente facente parte dello stesso immobile. Nel XVIII secolo l’intera costruzione apparteneva al nobile Giuliano Belluzzi; la porzione a valle più marcatamente quattrocentesca, per accedere alla quale occorre salire per una scala in pietra di difAcile datazione (forse dei primi anni dell’800), sembra fosse la dimora del Valli. Così di seguito sostengono numerosi eruditi o storici locali. Così il Balsimelli nel 1932: A destra proseguendo su per una caratteristica scaletta trovasi la casa che fu di Matteo Valli, primo segretario e primo storico della Repubblica. Così pure il Matteini nel 1988 afferma: Un pò più avanti, a destra, due casette restaurate nel loro stile rinascimentale: la prima fu di Matteo Valli, storico della Repubblica, la seconda, con elegante loggetta a due arcate, è quella che apparteneva ad Antonio Orafo, amico di Raffaello. La Casa che sorge, come numerosi altri ediAci del centro storico, anche su parte delle antiche mura medievali, sembra abbia mantenuto nel tempo le sue peculiarità originarie; solamente nei secoli XIX e XX pare abbia visto qualche trasformazione dovuta ai necessari adeguamenti abitativi.

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI d20

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Portale, scalone, antiche cornici nel muro del prospetto di palazzo Giangi

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino via Basilicius

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappale 266

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

Ignoto

Cronologia

XIV e XVIII secolo; adeguamenti sino al XX secolo

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Abitazione

Convento

CENNI BIBLIOGRAFICI M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 O. Fattori, La Chiesa e il Convento di San Francesco, in Museum, a. VI-VII-VIII, 1922-1924 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna, San Marino 1937 P. T. Lombardi, Il Castello e la Chiesa di Serravalle, San Marino 1978 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nell’arte , San Marino 1988 P. G. Parisciani, Il convento di San Francesco dei frati minori conventuali nella Repubblica di San Marino, San Marino 1983 M. L. Pedini, Le mani e il sasso. La tradizione degli scalpellini sammarinesi, San Marino 1986 C. Ricci, La Repubblica di San Marino con 110 illustrazioni, Bergamo 1928 E. Ricotti, Memorie del convento e della chiesa di San Francesco d’Assisi nella Repubblica di San Marino, San Marino 1956 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 G. Zani, Il Territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli , Faenza 1963 N. Zani, La chiesa di San Francesco a San Marino, in Libertas Perpetua (Museum), a. IX (XXIII), n. 1, 1940-1941


CARATTERISTICHE

d20

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Lì 3 maggio 1748. Rese le grazie, il P. Giangi propose a tutti i Padri stanzianti, che avendo maturamente più volte fatto considerare da Mastro Ludovico Canini e M° Domenico Ant. Buschi muratori, tetti, muraglie, solari, travamenti, e tutto ciò che compone questa parte di Convento avanti la Chiesa vicina a Fazzini, Casali, e il Sig. Belluzzi, ed avendo detto ricercarsi per mantenere la medesima parte, ossia braccio, la spesa di sopra scudi quattrocento, e considerando dopo simile e gravosa, ed impossibile spesa altro di buono non aversi che piccolo comodo disgiunto dalla Sagrestia, e dall'altro braccio del Convento con grande incomodo dei Religiosi Anziani, e con dispendio continuo per un mantenimento di tanti tetti, muraglie, ed altro che li compone, la maggior parte de’ quali per ogni parte minaccian rovina, quindi considerando, che avendo fatto tenere qualche pratica con i Signori Giangi Gian Marino e fratelli se aderissero ad una permuta col Convento, cedendo al medesimo le loro case ed orto annesse all'altro braccio del Convento dalla parte della Sagrestia nella contrada detta Porta Nuova. (Ricotti, 1956) La parte del Convento antistante alla Chiesa, circondata da case ed in cattivo stato di conservazione, nel 1748, viene quindi permutata con altro immobile adiacente alla Sacrestia e si trasforma da Convento a casa per civile abitazione. Sul @nire del XVIII secolo risulta essere di proprietà di Baldassarre Giangi e risulta essere provvista di giardino, cortile e pozzo. Il proprietario aveva già provveduto a realizzare in luogo del vecchio Convento un nuovo edi@cio certamente meno fatiscente di quello descritto nel verbale del 3 maggio 1748, di cui, qui sopra, è stato riportato un breve stralcio. Zani sostiene che la Casa Giangi possa essere annoverata fra i più importanti Palazzi del Paese; così scrivono anche altri studiosi locali. C’è chi lo de@nisce addirittura ‘maestoso’ (Pedini, 1986). Si tratta sicuramente di un edi@cio elegante e non privo di signi@cativi elementi architettonici, basti pensare allo scalone con i gradoni in pietra che ne raccorda i piani a partire dall’ampio ingresso cui si accede da un portale, fra i più belli del Centro Storico, con arco a tutto sesto di mattoni e portone ligneo della migliore tradizione artigiana ottocentesca di San Marino. Elementi delle antiche aperture tre-quattrocentesche sono ancora numerosi sulla facciata, così come sono evidenti gli interventi operati nei secoli successivi. Un Palazzo settecentesco quindi che conserva testimonianze di epoche precedenti, così come presenta i segni dei secoli successivi, sino alle ultime aperture utili a ricavare i nuovi negozi turistici.

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI d21

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Prospetti e Cappella di Sant’Anna dell’Ospedale della Misericordia

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino viale Donna Felicissima / contrada Santa Croce

RIF. CATASTALI Foglio 42 mappale 335

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° f3,13; f3, 28

Autore/i

G. Zani / G. Rossini

Cronologia

1882 /1941/ anni ‘50/ 1985

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Ospedale e Chiesa Scuola Secondaria Superiore e spazio espositivo

CENNI BIBLIOGRAFICI M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. II, Rimini 1992 C. Buscarini, Gli insediamenti urbani a San Marino fra ‘700 e ‘900. Aspetti architettonici della ferrovia Rimini-San Marino, in Studi Sammarinesi, San Marino 1986 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 P. Franciosi, Istituti di Benecenza e Previdenza , in De Liveri Di Valdausa, Libro d’oro della Repubblica di San Marino, Foligno 1914 C. Malagola, L’Archivio Governativo della Repubblica di San Marino, San Marino 1981 L. M. Morganti, L’Architettura. Le Chiese di San Marino, in Storia Illustrata della RSM , vol. 4, San Marino 1995 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 G. Rasi, La Repubblica di San Marino, Milano 1937 G. Rossini, La trasformazione della forma urbana 2 , in Storia Illustrata della RSM, vol. 2, San Marino 1985 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992 Congregazione di Carità della Repubblica di San Marino, Il Nuovo Ospedale della Misericordia, San Marino 1941 Dipartimento Affari Interni, Archivio di Stato, Atti del Consiglio Principe, vol. 2 e 4, San Marino 1999 Commissione Governativa per la Conservazione dei Monumenti e delle Antichità, in Libertas Perpetua (Museum) , a. VI, n. 1, San Marino 1937-38 Opere Monumentali in Corso, in Libertas Perpetua (Museum) , a. VII, n. 2, San Marino 1939 Come la Repubblica di San Marino si rinnova nel clima del Fascismo - il grandioso ospedale, in Il Popolo Sammarinese , organo del P.F.S., 3 settembre 1939


CARATTERISTICHE

d21

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Il Palazzo che oggi ospita la Scuola Secondaria Superiore è, prevalentemente, frutto di rifacimenti ed ampliamenti operati, nel 1882 e nel 1941, su immobili di proprietà della famiglia Giangi, che, già, il Pelacchi, nel 1776, aveva descritto come Casa Arativo frascato, ed Orto con Cortile murato con altra Casa. Ivi, nel 1870, veniva trasferito l’Ospedale degli Infermi, fondato nel settembre del 1855 ad opera della Congregazione della Misericordia, emanazione dell’antica Confraternita omonima 1. Della necessità di aprire un Ospedale per i Poveri ed Esposti nella Città di San Marino se ne parlava già verso la Ene del XVIII secolo e, ripetutamente, anche durante la prima metà del XIX secolo, sino a quando, nel 1847, il Consiglio Principe delibera di utilizzare parte del Palazzo Valloni a tale scopo. Gli ampliamenti, eseguiti nel 1882 e nel 1883, delle case di Francesco Guidi Giangi consentirono l’esercizio delle funzioni ospedaliere e di Ricovero Cronici sino al 1941, quando furono terminati i lavori previsti dal primo progetto Zani, approvato dal Consiglio Principe il 18 marzo 1936, sulla base del quale vennero ristrutturati ed ampliati radicalmente i preesistenti ediEci. L’Ospedale, progettato da Zani nel 1935, inaugurato nel 1941, cui si è aggiunto il corpo di fabbrica disegnato, sempre da Zani, nel 1943 e realizzato dopo la guerra, ha mantenuto il suo aspetto esteriore sino ad oggi, mentre all’interno, nel 1985, ha subito i necessari adeguamenti, su progetto dell’ingegnere Rossini, al Ene di accogliere la Scuola Secondaria Superiore. La costruzione, molto articolata, sfrutta le diverse quote di accesso, tipiche di un luogo scosceso come San Marino; le preesistenze ed il carattere dei nuovi corpi aggiunti seguono una rigorosa funzionalità, con un linguaggio schiettamente moderno, ad eccezione, forse, dell’ampliamento eseguito nel dopoguerra. Inserito nella città antica, fra la seconda cinta di mura ed il complesso medievale francescano, l’ediEcio, costruito al Ene di rispondere a funzioni socio-sanitarie, si integra con attenzione nel contesto urbano tenendo conto, altresì, della nuova espansione extra muros, avviata con l’apertura del viale dedicato a donna Felicissima, fra piazzetta Garibaldi, realizzata nella seconda metà dell’ottocento, e l’arco dell’Ospedale, dove avrebbero dovuto sorgere, secondo il piano regolatore esterno del 1936 mai completato, le nuove scuole superiori ed il nuovo mercato con portici e strutture coperte. Con lo spostamento della struttura ospedaliera a Cailungo, nei primi anni ottanta del secolo XX, la nuova destinazione scelta per l’ediEcio fu determinata dalla centralità che la scuola superiore avrebbe dovuto avere per la formazione professionale e civile della gioventù sammarinese e dal beneEcio che quest’ultima avrebbe ricevuto dalla connessione con la società e l’ambiente del centro storico, politico e culturale di San Marino. Il progetto di restauro e di riorganizzazione funzionale di Rossini, realizzato negli anni 1981-1985, si fonda su questo assunto e si pone come Eni la complementarietà dei vari indirizzi scolastici (I.T.I. liceo classico, linguistico, scientiEco), la continuità spaziale e la pari dignità di aule, laboratori e spazi connettivi e collettivi (atrio, corridoi, biblioteca, bar, mensa), interni ed esterni, conFuenti nel tessuto urbano tradizionale di San Marino. La ricerca della maggior compatibilità possibile dell’esistente con la nuova distribuzione, consentita anche dalla straordinaria coincidenza del volume base dell’aula con la somma di due camere di degenza, ha favorito il mantenimento, quasi completo, della struttura progettata da Zani, assieme all’articolazione della nuova, anch’essa relazionata alle diverse quote e alla molteplicità degli ingressi. La Cappella di Sant’Anna, oggi sconsacrata, fa parte dell’ex complesso ospedaliero. La facciata è composta da un rivestimento in pietra che fa da cornice a un paramento in mattoni i cui archi concentrici sottolineano l’ingresso; un timpano in pietra, come la croce che lo sormonta, chiude la composizione classicheggiante. “La piccola cappella, di carattere modernissimo, ma senza esagerazioni novecentistische, è in gran parte rivestita di pregevoli marmi dai colori ben intonati. Anche l’altare, sormontato da un’alta croce, è in marmo, ed ha gli arredi, appositamente disegnati e costruiti, in metallo bianco e cristallo. Le pareti sono decorate in alto con versetti dell’evangelo in lettere bianche rilevate che spiccano sul fondo grigio-azzurro delle coloriture. Le panche sono rivestite in faesite e in linoleum azzurro. Sulle lunette delle quattro porte laterali sono dipinte quattro immagini e cioè San Marino, Sant’Anna, San Giovanni e la Madonna della Misericordia, opere pregevoli del pittore bolognese Armando Baldinelli”. (Congregazione di Carità, 1941)

Notazioni critiche L’ediEcio è una delle più signiEcative opere di architettura moderna, d’impostazione organico-razionalista, realizzate sul nostro territorio. Con, in più, quel linguaggio piuttosto singolare, eclettico e coraggioso, degli elementi costruttivi, dei paramenti e materiali, usati da Zani per murature e completamenti esterni (pietra di San Marino, frammista a mattoni ed intonaci moderni, archi a tutto sesto nell’inquadramento razionale delle aperture, ardite coperture a terrazzo, balaustre e parapetti assolutamente privi di elementi decorativi), che tende, ottenendo un discreto successo, ad operare una cucitura sia con le preesistenze architettoniche dell’ottocento, che con il tessuto quattrocentesco circostante ipotizzato, sempre da Zani, nei suoi studi sulla città. La cappella conserva all’esterno un linguaggio simile a quello dell’intero complesso con qualche elemento che ne esplicita la funzione (ad esempio il timpano), mentre al suo interno si conEgura come uno spazio che risente maggiormente delle inFuenze della cultura architettonica dell’epoca.

Note 1) La Confraternita della Misericordia, che nel XVI secolo si fuse con la Compagnia del Gonfalone, la troveremo, nella seconda metà del XVIII secolo, a Borgo Maggiore proprietaria della cantina, in luogo della quale sorse, alla Ene del XIX secolo, la Torre dell’Orologio, e in Città, presso la porta del Paese, laddove Egura intestataria delle Scale (sotto le quali è la Cisterna Pubblica), della Chiesa e Case, che divennero poi ‘casa Fattori’. Cfr. L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino, S. Marino 2001, pagg. 117-118.


DATI GENERALI d22

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Prospetti su viale Onofri di casa Zani

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino viale Antonio Onofri

RIF. CATASTALI Foglio 43 mappale 40

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

G. Zani/ N. Zani

Cronologia

1933-1936 (circa); 1963 soprelevazione, ampliamento

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Abitazione Abitazione

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca. Rur.di Faetano, ag. scolastica 1980-1981 C. Buscarini, Gli insediamenti urbani a San Marino fra ‘700 e ‘900. Aspetti architettonici della ferrovia Rimini-San Marino, in Studi Sammarinesi, vol. III, San Marino 1986 L. M. Morganti, L’Architettura 1. La Casa, in Storia Illustrata della RSM, vol. 1, San Marino 1985 G. Rossini, La trasformazione della forma urbana 2 , in Storia Illustrata della RSM, vol. 2, San Marino 1985 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992 G. Zani, Il piano di sistemazione del nuovo viale , in Il popolo sammarinese , organo del P.F.S., 11 giugno 1933 Le Nuove Opere, in Libertas Perpetua (Museum), a.I II (XVII), n. 2, 1935 AUUSM, Pratiche Edilizie, Cartella Foglio 43 mappale 40


CARATTERISTICHE

d22

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali "Il cuore della nuova sistemazione urbanistica era rappresentato dall'attuale viale Onofri. Qui nell'arco di tempo che va Bno alla guerra mondiale sorsero in successione i principali ediBci che oggi si vedono: la casa Zani e Della Balda, il Palazzo del Prestito a Premi, la casa De Mattia, la villa Balsimelli, il Palazzo INFAIL, il Palazzo IPOIS.â€? (Buscarini, 1980 -81) Il piano regolatore esterno degli anni trenta del secolo scorso segna una tappa importante nella storia urbanistica di San Marino. Si tratta della prima organica espansione della CittĂ  al di fuori di quelle mura che l’avevano da secoli custodita e protetta. Nuove case e nuovi palazzi sorgono, durante gli anni che precedono la tragedia bellica, ad un ritmo, a dir poco, serrato: ciò che appare immediatamente è una cura particolare che viene posta nella realizzazione delle facciate, dove da un lato decorazioni, riBniture ed elementi costruttivi, richiamano i gusti dell'architettura rafBnata e borghese dei primi del novecento e dall’altro (nell’INFAIL) fa, invece, capolino la prima architettura razionalista con uno spiccato gusto monumentale inCuenzato da una predominante cultura di Regime. Zani nel 1933 usa le seguenti parole al momento della progettazione della Casa del Commissario della Legge, che poi diverrĂ  la sua dimora: “Nello studiare la sistemazione del terreno a monte della nuova casa del Commissario della Legge, mi sono preoccupato di determinare e proporre l'intera sistemazione di tutta la zona Bno alle mura dell'ospedale, e ciò per la necessitĂ  che i lavori siano preordinati secondo un piano organico che, una volta riconosciuto meritevole di approvazione, sia poi eseguito senza variazioni.â€? (Zani, 1933) “Anche il piano regolatore esterno mostra dunque una forte volontĂ  di controllo formale, anche se tradotta secondo modelli e repertori diversi da quelli medievaleggianti che hanno condizionato la trasformazione del centro. La cornice ricorda un po' l'atmosfera dei centri termali    ; anche in questo caso, l'ediBcazione non è di tipo continuo ma in blocchi isolati nel verde. Lungo i viali si allinea una sequenza di villini privati e di ediBci pubblici (...). I differenti ediBci disegnati da Zani appaiono simili nei riferimenti stilistici, sottratti in questo caso ad un confronto ravvicinato con le preesistenze ambientali. La casa del Commissario della legge (1933-36, poi divenuta la residenza di Zani), la villa Ricevuti (1935) e il villino Pignocchi (1936) sono concepiti secondo un sobrio linguaggio storicista: timpani, fregi e balaustre in pietra evocano uno scenario un po'   , ma sicuramente decorosoâ€?. (Zucconi, 1992) La Casa Zani presenta ampie Bnestre con ricche cornici in pietra, al centro della facciata principale un elegante balcone anch’esso in pietra. La pietra è il materiale usato anche per il basamento ed i cantonali. L’ediBcio venne soprelevato con progetto di Nicola Zani, consenziente l’ingegnere, nel 1963. Il risultato ottenuto non ha snaturato il progetto originario di cui ha conservato, invece, le peculiaritĂ ; anzi ha conferito all’ediBcio maggiore slancio e maggiore equilibrio; obiettivo che era stato enunciato nella relazione dell’architetto, il quale, nella relazione tecnica di supporto ai disegni, dichiarava come all’origine non fosse stato possibile costruire un piano in piĂš ed asseriva che il progetto iniziale dell’ingegnere suo padre era stato giocoforza obbligato a limitarsi allo stretto indispensabile per motivi economici.

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI d23

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Prospetti su viale Onofri del palazzo S.A.I.S.

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino viale Antonio Onofri

RIF. CATASTALI Foglio 43 mappale 44

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i Cronologia

1935 (circa)

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Sede per Ufci/ Ente Autonomo Prestiti Sede per Ufci/ Poste

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca. Rur.di Faetano, ag. scolastica 1980-1981 C. Buscarini, Gli insediamenti urbani a San Marino fra ‘700 e ‘900. Aspetti architettonici della ferrovia Rimini-San Marino, in Studi Sammarinesi, vol. III, San Marino 1986 L. M. Morganti, L’Architettura 1. La Casa, in Storia Illustrata della RSM, vol. 1, San Marino 1985 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992 G. Zani, Il piano di sistemazione del nuovo viale , in Il popolo sammarinese , organo del P.F.S., 11 giugno 1933


CARATTERISTICHE

d23

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Siamo in presenza di un Palazzo per uf>ci pubblici (Ente Autonomo Prestiti, poi dal 1972: S.A.I.S.), pertanto i volumi ed anche le forme assumono un aspetto più imponente. L’edi>cio viene realizzato con un linguaggio vagamente ‘storicista’ che impone ai prospetti elementi decorativi cinquecenteschi a coronamento delle aperture del piano ‘nobile’, il piano di mezzo, molto probabilmente quello dirigenziale. L’ingresso principale è marcato da un portale a tutto sesto, mentre gli ingressi secondari presentano una più funzionale riquadratura con ampi portoni incorniciati anch’essi da pregevoli cornici in pietra. Il basamento ovvero tutto il prospetto del piano terra, così come i cantonali, è disegnato da conci squadrati, mentre le parti alte sono semplicemente intonacate e tinteggiate. Niente di particolarmente ricercato, ma ben caratterizzato, tipico di un palazzo per uf>ci ottocentesco. Anche qui si riportano le considerazioni fatte per gli altri immobili sorti prima della guerra lungo il viale Lungomonte Littorio: Il cuore della nuova sistemazione urbanistica era rappresentato dall'attuale viale Onofri. Qui nell'arco di tempo che va :no alla guerra mondiale sorsero in successione i principali edi:ci che oggi si vedono: la casa Zani e Della Balda, il Palazzo del Prestito a Premi, la casa De Mattia, la villa Balsimelli, il Palazzo INFAIL, il Palazzo IPOIS. (Buscarini, 1980-81) Il piano regolatore esterno degli anni trenta del secolo scorso segna una tappa importante nella storia urbanistica di San Marino. Si tratta della prima organica espansione della Città al di fuori di quelle mura che l’avevano da secoli custodita e protetta. Nuove case e nuovi palazzi sorgono, durante gli anni che precedono la tragedia bellica, ad un ritmo, a dir poco, serrato: ciò che appare immediatamente è una cura particolare che viene posta nella realizzazione delle facciate, dove da un lato decorazioni, ri>niture ed elementi costruttivi, richiamano i gusti dell'architettura raf>nata e borghese dei primi del novecento e dall’altro (nell’INFAIL) fa, invece, capolino la prima architettura razionalista con uno spiccato gusto monumentale in?uenzato da una predominante cultura di Regime. Anche il piano regolatore esterno mostra dunque una forte volontà di controllo formale, anche se tradotta secondo modelli e repertori diversi da quelli medievaleggianti che hanno condizionato la trasformazione del centro. La cornice ricorda un po' l'atmosfera dei centri termali :n de siècle; anche in questo caso, l'edi:cazione non è di tipo continuo ma in blocchi isolati nel verde. Lungo i viali si allinea una sequenza di villini privati e di edi:ci pubblici [...]. I differenti edi:ci disegnati da Zani appaiono simili nei riferimenti stilistici, sottratti in questo caso ad un confronto ravvicinato con le preesistenze ambientali. La casa del Commissario della legge (1933-36, poi divenuta la residenza di Zani), la villa Ricevuti (1935) e il villino Pignocchi (1936) sono concepiti secondo un sobrio linguaggio storicista: timpani, fregi e balaustre in pietra evocano uno scenario un po' demodé, ma sicuramente decoroso. (Zucconi, 1992)

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI d24

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Prospetto su viale Onofri di casa Francini-De Mattia

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino viale Antonio Onofri

RIF. CATASTALI Foglio 43 mappali 65-66-67

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

Attribuito ad A. Cavallari (salvo veri che)

Cronologia

1929 circa

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Abitazione Bifamigliare Abitazione Bifamigliare/Uf ci

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca .Rur.di Faetano, ag. scolastica 1980-1981 C. Buscarini, Gli insediamenti urbani a San Marino fra ‘700 e ‘900. Aspetti architettonici della ferrovia Rimini-San Marino, in Studi Sammarinesi, vol. III, San Marino 1986 L. M. Morganti, L’Architettura 1. La Casa, in Storia Illustrata della RSM, vol. 1, San Marino 1985 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992 G. Zani, Il piano di sistemazione del nuovo viale , in Il popolo sammarinese , organo del P.F.S., 11 giugno 1933 AUUSM, Pratiche Edilizie, Cartella Foglio 43 mappali 65, 66, 67


CARATTERISTICHE

d24

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali La Casa Mastella-Gozi (poi Francini-De Mattia) fu la prima ad essere costruita lungo il nuovo viale Lungomonte. I lavori per la sistemazione della strada erano a malapena iniziati quando, pare, che proprio l’ingegnere Antonio Cavallari, già progettista del Quartiere delle Milizie sorto accanto all’Ara dei Volontari nel 1927, mettesse mano al progetto di questo villino bifamigliare. La Casa consta di due corpi perfettamente simmetrici. Il prospetto principale ed i due ?anchi racchiudono in buon equilibrio il volume contenuto dell’edi?cio utilizzando materiali del luogo, come ad esempio la pietra per i cantonali e le raf?nate cornici delle aperture. Alla maniera dell’epoca una sobria composizione volumetrica si sposa con una elegante ricerca formale e, come si può notare ancora oggi, la Casa conserva tutto il sapore di un signorile villino di inizio novecento. Sul retro dell’immobile nel 1964 venne realizzato un ampliamento separato che però non disturba più di tanto i volumi ed i prospetti originari. Anche in questo caso si propongono le considerazioni più generali fatte nelle schede per la Casa Zani, il Prestito a Premi (SAIS), il villino Balsimelli, sorti lungo il viale Lungomonte Littorio (dal dopoguerra XXVIII luglio e in?ne, con la nuova toponomastica, dedicato al Padre della Patria Antonio Onofri): Il cuore della nuova sistemazione urbanistica era rappresentato dall'attuale viale Onofri. Qui nell'arco di tempo che va :no alla guerra mondiale sorsero in successione i principali edi:ci che oggi si vedono: la casa Zani e Della Balda, il Palazzo del Prestito a Premi, la casa De Mattia, la villa Balsimelli, il Palazzo INFAIL, il Palazzo IPOIS. (Buscarini, 1980-81) Il piano regolatore esterno degli anni trenta del secolo scorso segna una tappa importante nella storia urbanistica di San Marino. Si tratta della prima organica espansione della Città al di fuori di quelle mura che l’avevano da secoli custodita e protetta. Nuove case e nuovi palazzi sorgono, durante gli anni che precedono la tragedia bellica, ad un ritmo, a dir poco, serrato: ciò che appare immediatamente è una cura particolare che viene posta nella realizzazione delle facciate, dove da un lato decorazioni, ri?niture ed elementi costruttivi, richiamano i gusti dell'architettura raf?nata e borghese dei primi del novecento e dall’altro (nell’INFAIL) fa, invece, capolino la prima architettura razionalista con uno spiccato gusto monumentale in@uenzato da una predominante cultura di Regime. Anche il piano regolatore esterno mostra dunque una forte volontà di controllo formale, anche se tradotta secondo modelli e repertori diversi da quelli medievaleggianti che hanno condizionato la trasformazione del centro. La cornice ricorda un po' l'atmosfera dei centri termali :n de siècle; anche in questo caso, l'edi:cazione non è di tipo continuo ma in blocchi isolati nel verde. Lungo i viali si allinea una sequenza di villini privati e di edi:ci pubblici (...). I differenti edi:ci disegnati da Zani appaiono simili nei riferimenti stilistici, sottratti in questo caso ad un confronto ravvicinato con le preesistenze ambientali. La casa del Commissario della legge (1933-36, poi divenuta la residenza di Zani), la villa Ricevuti (1935) e il villino Pignocchi (1936) sono concepiti secondo un sobrio linguaggio storicista: timpani, fregi e balaustre in pietra evocano uno scenario un po' demodé, ma sicuramente decoroso. (Zucconi, 1992)

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI d25

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Prospetti del villino Balsimelli in viale Onofri

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino viale Antonio Onofri

RIF. CATASTALI Foglio 43 mappale 68

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i Cronologia

1933-1935 circa

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Abitazione Ufci/Sede Istituto di Credito

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca. Rur.di Faetano, ag. scolastica 1980-1981 C. Buscarini, Gli insediamenti urbani a San Marino fra ‘700 e ‘900. Aspetti architettonici della ferrovia Rimini-San Marino, in Studi Sammarinesi, vol. III, San Marino 1986 L. M. Morganti, L’Architettura 1. La Casa, in Storia Illustrata della RSM, vol. 1, San Marino 1985 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992 G. Zani, Il piano di sistemazione del nuovo viale , in Il popolo sammarinese , organo del P.F.S., 11 giugno 1933 Le Nuove Opere, in Libertas Perpetua (Museum), a.I II (XVII), n. 2, 1935


CARATTERISTICHE

d25

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Il Villino Balsimelli è, molto probabilmente, la Casa di cui si approva il progetto nella seduta della Commissione Governativa per la Conservazione dei Monumenti e della Antichità del 4 aprile 1933: “Approvazione del progetto per una casa di civile abitazione da costruirsi dal Sig. Attilio Balsimelli”; non si è, tuttavia, sicuri di ciò, come non si è sicuri di chi sia il progettista: negli archivi consultati non è stato ancora possibile rinvenire testimonianze utili in proposito, così come non se ne è ancora rintracciata notizia bibliogra@ca. Si possono fare congetture sull’autore e sul periodo in cui è stato ultimato l’edi@cio che, peraltro, ha conservato i caratteri originari, nonostante le varianti richieste negli anni successivi: nel 1951 veniva presentata domanda di allargare due aperture al piano terra sul @anco; nel 1971 veniva, invece, respinta la pratica edilizia per realizzare due nuove aperture sul fronte principale al @ne di ricavarne dei negozi; in@ne, recentemente, l’architetto Spolverini di Roma, per conto dell’istituto di credito che la occupa attualmente, realizza un adeguamento che, comunque, non va ad interessare le parti esterne, salvo che per la sostituzione dei vetri alle @nestre con vetri blindati. Altro non si può narrare della vicenda storica del nostro Villino se non che le sue forme, particolarmente ricercate, escono un poco dall’ordinario e si inquadrano anch’esse nel novero delle architetture previste per il nuovo viale andando in prestito di ‘argomenti storicisti’ per unirli a raf@natezze ‘Aoreali’. Il risultato di questa ricerca è un volume di tutto rispetto assolutamente contenuto ed un pro@lo sapientemente sobrio ed equilibrato. Anche in questo caso si ripropongono le considerazioni più generali fatte nelle schede per gli edi@ci sorti lungo il viale Lungomonte Littorio (dal dopoguerra XXVIII luglio e in@ne, con la nuova toponomastica, dedicato al Padre della Patria Antonio Onofri): il piano regolatore esterno degli anni trenta del secolo scorso segna una tappa importante nella storia urbanistica di San Marino. Si tratta della prima organica espansione della Città al di fuori di quelle mura che l’avevano da secoli custodita e protetta. Nuove case e nuovi palazzi sorgono, durante gli anni che precedono la tragedia bellica, ad un ritmo, a dir poco, serrato: ciò che appare immediatamente è una cura particolare che viene posta nella realizzazione delle facciate, dove da un lato decorazioni, ri@niture ed elementi costruttivi, richiamano i gusti dell'architettura raf@nata e borghese dei primi del novecento e dall’altro (nell’INFAIL) fa, invece, capolino la prima architettura razionalista con uno spiccato gusto monumentale inAuenzato da una predominante cultura di Regime. Anche il piano regolatore esterno mostra dunque una forte volontà di controllo formale, anche se tradotta secondo modelli e repertori diversi da quelli medievaleggianti che hanno condizionato la trasformazione del centro. La cornice ricorda un po' l'atmosfera dei centri termali 5n de siècle; anche in questo caso, l'edi5cazione non è di tipo continuo ma in blocchi isolati nel verde. Lungo i viali si allinea una sequenza di villini privati e di edi5ci pubblici (...). I differenti edi5ci disegnati da Zani appaiono simili nei riferimenti stilistici, sottratti in questo caso ad un confronto ravvicinato con le preesistenze ambientali. La casa del Commissario della legge (1933-36, poi divenuta la residenza di Zani), la villa Ricevuti (1935) e il villino Pignocchi (1936) sono concepiti secondo un sobrio linguaggio storicista: timpani, fregi e balaustre in pietra evocano uno scenario un po' demodé, ma sicuramente decoroso. (Zucconi, 1992)

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI d26

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Prospetti del palazzo IPOIS in viale Onofri

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino viale Antonio Onofri

RIF. CATASTALI Foglio 43 mappali 71-72

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

G. Zani

Cronologia

1937

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Istituto per la protezione degli Orfani e dell’Infanzia Sede dell’Ambasciata d’Italia

CENNI BIBLIOGRAFICI F. Balsimelli, In memoria di Gino Zani, San Marino 1964 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca. Rur.di Faetano, ag. scolastica 1980-1981 C. Buscarini, Gli insediamenti urbani a San Marino fra ‘700 e ‘900. Aspetti architettonici della ferrovia Rimini-San Marino, in Studi Sammarinesi, San Marino 1986 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 L. M. Morganti, L’Architettura 1. La Casa, in Storia Illustrata della RSM, vol. 1, San Marino 1985 R. Morri, La Dogana, San Marino 1998 N. Pasquinelli, Lo sviluppo urbanistico della Città di San Marino , (tesi di laurea) Università di Urbino a. a. 1975-76 G. Rasi, La Repubblica di San Marino, Milano 1937 G. Rossini, La trasformazione della forma urbana 2 , in Storia Illustrata della RSM, vol. 2, San Marino 1985 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992 Seduta Consigliare del 16 SETTEMBRE 1933, in Il Popolo Sammarinese , organo del P. F.S., 1 ottobre 1933 Le Nuove Opere, in Libertas Perpetua (Museum), a. III (XVII), n. 2, 1935 L’ I.P.O.I.S. e la Nuova Sede dell’Asilo Infantile , in Il Popolo Sammarinese, organo del P.F.S., 14 marzo 1937


CARATTERISTICHE

d26

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Il 30 settembre 1926 si istituì in San Marino l’opera pia denominata ‘Istituto per la protezione degli Orfani e dell’Infanzia Sammarinese’, sorta grazie al generoso contributo di cittadini ed amici della Repubblica (la prima donazione di £.40.000 fu del conte Angelo Manzoni Borghesi), agli stanziamenti pubblici e al ricavato della cessione di casa Fattori, prima sede dell’Istituto. Gli scopi precipui del nuovo Ente erano: raccogliere, educare, istruire, tutelare e avviare a un’arte o mestiere gli orfani sammarinesi di entrambi i sessi, minorenni e bisognosi nonché svolgere ogni più opportuna attività per la protezione dell’infanzia. “L’istituzione ha da poco tempo iniziato il regolare funzionamento trasportandosi nel nuovo e più arioso fabbricato. (...) Il palazzo dell’I.P.O.I.S. (Istituto Protezione Orfani Sammarinesi) sorge sulla nuova piazza Melchiorre DelDco di Danco al monumento dell’illustre storico della Repubblica. Contiene l’orfanotroDo femminile, l’asilo infantile, una scuola di lavoro per fanciulle. L’interno è costruito secondo le esigenze moderne, e comprende ampie aule, ampi dormitori ben illuminati, chiari, allegri, con tutti i servizi”. (Rasi, 1937) Questa la sintesi relativa alla costruzione dell’imponente ediDcio che aveva come precipuo obiettivo la protezione dell’infanzia ma che nel contempo doveva rispondere ai canoni edilizi ed architettonici richiesti dal nuovo piano regolatore esterno della Città di San Marino. La relazione del progettista è a tale proposito assai esplicita: “Non per smania di erigere opere di lusso - affermava infatti Zani nel 1933 -, ma solo per mantenersi all’altezza dei nuovi tempi, sarà necessario che il prospetto dell’I.P.O.I.S. fronteggiante la nuova piazza sia decoroso”. Zani anche in questo caso è quindi impegnato a fornire il massimo decoro ad un’opera pubblica di elevato valore morale. In particolare due prospetti principali dell’ediDcio sono risolti utilizzando completamenti e riDniture decisamente ricchi come lo scalone di accesso, la serie di aperture, i cantonali, i basamenti, i balconi, gli aggetti, le mensole, le lesene, i timpani, le cornici, gli architravi, gli archi, le balaustre e gli stipiti in pietra.

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI d27

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Muro di contenimento di via Istriani

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino via J. Istriani/ viale P. Franciosi

RIF. CATASTALI Foglio 43

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

G. Zani

Cronologia

1932

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Muro di contenimento Muro di contenimento

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Buscarini, La Repubblica di San Marino vista da quattro fotogra dell’800 e altre immagini, San Marino 1983 C. Buscarini, Gli insediamenti urbani a San Marino fra ‘700 e ‘900. Aspetti architettonici della ferrovia Rimini-San Marino, in Studi Sammarinesi, San Marino 1986 O. Fattori, Il nuovo piano regolatore esterno, in Libertas Perpetua (Museum) , a. III (XVII), n. 2, 1935 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 G. Rasi, La Repubblica di San Marino, Milano 1937 G. Zucconi, Gino Zani - La rifabbrica di San Marino 1925-1943 , Venezia 1992 Opera romana sull'alto del Titano, in Il Popolo Sammarinese, organo del P.F.S, 24 marzo 1934


CARATTERISTICHE

d27

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Il Muro di sostegno di via Istriani si inserisce nelle opere del piano regolatore esterno studiato da Zani intorno agli anni trenta del secolo scorso. Il piano prevedeva, fra l’altro, un'area di espansione verso sud-est, al :ne di collegare il Centro Storico con la Stazione della nuova Ferrovia. Come sottolineato da Zucconi, con il nuovo piano viene creato un punto di accesso alla Città diverso dalla porta San Francesco. Sull'asse di via Donna Felicissima si sviluppa verso l'esterno il Lungomonte Littorio che si conclude al Cantone di San Leo per poi ;ettersi di circa 45 gradi e collegarsi con l'Esedra della Stazione, dedicata a Benito Mussolini. L'intero complesso di viali ha un carattere molto rigoroso arricchito “di slarghi panoramici, da esedre verdeggianti, da muraglioni in pietra plasticamente trattati, da statue, monumenti e obelischi disposti in quantità inusuale per una zona di ampliamento”. (Zucconi, 1992) La porzione di Muro in esame accompagna dunque il viale che sale dalla Stazione al Cantone di San Leo e s’ interrompe all'innesto di via Istriani, nello stesso punto da cui parte una scalinata che arriva :no al viale Lungomonte. Il Muro è caratterizzato da una serie di archi a tutto sesto tamponati, il tutto realizzato in conci di pietra squadrata. La parte superiore del tamponamento è scavata, ciò permette sia di alleggerire la struttura nei punti in cui la spinta della strada soprastante è minore, sia di alloggiare composizioni ;oreali a scopo decorativo. Sul muro s’imposta una balaustra, anch'essa interamente in pietra, scandita da :ttoni che ripetono il ritmo dei pilastri su cui poggiano gli archi.

Notazioni critiche L’uso della pietra per costruire opere d’arte strutturali che divengano architetture anche di notevole spessore formale è uno dei dati più signi:cativi del lavoro di Zani. L’intenzione è di creare un’immagine urbana che si attagli all’ambizioso disegno di proporre per San Marino uno stile autoctono assolutamente originale.

Note


DATI GENERALI d28

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Villa Malagola

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino via della Capannaccia/ via C. Malagola

RIF. CATASTALI Foglio 43 mappali 1, 2

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

G. Malagola

Cronologia

1930

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Abitazione Abitazione

CENNI BIBLIOGRAFICI G. Zani, I ristauri del Castello di San Marino, in Museum, a. XIV, 1930-1931


CARATTERISTICHE

d28

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali La Capannaccia rifatta da Guido Malagola con le linee dell’arte medievale sammarinese così scrive Gino Zani nel 1930 a proposito dei restauri di San Marino. Nel lungo articolo apparso sulla rivista Museum Zani inserisce, quali testimonianze di un corretto modo di operare al 9ne di ridare decoro all’architettura del Paese, una serie di fotogra9e di edi9ci o manufatti recentemente restaurati. Fra questi è la Capannaccia. La Capannaccia, che verrà denominata villa Malagola, forse si chiamava così poiché, prima del restauro operato da Guido Malagola, era poco più che una capanna, ovvero una delle tante case coloniche presenti da secoli non solamente intorno alla Città Antica, ma anche su tutto il territorio della Repubblica. La Villa, assai sobria, fu pertanto ricavata dalla precedente casa colonica utilizzando uno stile signorile ma pacato, senza eccedere in ostentazioni di ricchezza. Una delle parti più caratteristiche del Complesso è costituita dal Giardino che, sino a non molto tempo fa, presentava ancora intatti elementi inusuali come la piscina in mattoni. Il Giardino è signi9cativo esempio di raf9natezza nordica compenetrata dall’austerità del modo di costruire locale. Gli arredi in pietra segnano ancora oggi precisi percorsi in perfetto equilibrio con il verde ed i terrazzamenti pensili. Una vegetazione rigogliosa fa da coronamento alla Casa e la preserva dall’espansione del Paese che le impedisce con le sue misere palazzine di aprirsi sul Montefeltro.

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI d29

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Loggia cinquecentesca alle Piagge

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino via delle Piagge

RIF. CATASTALI Foglio 42 n. 191-170

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

Ignoto

Cronologia

XVI secolo

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Loggia Loggia

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca. Rur. di Faetano, agenda scolastica 1980-1981 O. Fattori, San Marino e la sua arte antica e moderna illustrata e documentata, San Marino 1937 O. Fattori, La Commissione Governativa per la conservazione dei monumenti e delle antichità , in Museum, anno XII, gennaio-dicembre 1928 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nell’arte , San Marino 1988 M. L. Pedini, Le mani e il sasso. La tradizione degli scalpellini sammarinesi, San Marino 1986 M. L. Pedini, Cave e scalpellini, in Storia Illustrata della RSM , vol. 2, San Marino 1985 G. Zani, I ristauri del Castello di San Marino, in Museum, a. XIV, 1930-1931 BSSM, Catalogo dei beni culturali, Edi&ci pubblici: scheda n. 47, 1975


CARATTERISTICHE

d29

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Il Fattori ipotizza che la Loggia appartenesse ad una villa suburbana; qualunque sia la tipologia abitativa si tratta certamente di un edi2cio di antica origine situata nella zona delle Piagge, quindi al di fuori dalla terza cerchia di mura della Città. La struttura si imposta su una muratura in pietra sulla quale si apre un antro passante ed è caratterizzata da volte ribassate poggianti su piccole colonne in arenaria. Come attestazione della riconosciuta importanza della Loggia citiamo la risposta della Commissione per la Conservazione dei Monumenti del 29 aprile del 1925 ad una lettera di tal Bollini, proprietario dello stabile annesso, in cui lo si dif2da per qualsiasi lavoro credesse di fare alla loggia e si stabilisce che con intento d’arte (la loggia, n.d.r.) sarà restaurata dal Governo per tramite dei suoi organi competenti .

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI d30

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Prospetti del Palazzo Pubblico di Borgo Maggiore

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Borgo Maggiore contrada dell’Ospedale

RIF. CATASTALI Foglio 29 mappale 231

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

Ignoto

Cronologia

Secolo XVII

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Palazzo Pubblico o dell’Abbondanza Museo delle Armi (chiuso)

CENNI BIBLIOGRAFICI O. Brizi, Quadro storico-statistico della serenissima Repubblica di S. Marino, Firenze 1842 T. e F. Bugli, I nove Castelli di San Marino . Gli insediamenti urbani dell’Ottocento nelle incisioni di Tiziano e Fabrizio Bugli, San Marino 1988 C. Franchini Tassini, Settant’anni di attività 1920/1990. Omaggio al vecchio Borgo, San Marino1990 C. Gozi, Il M° Agostino Mercuri nel primo centenario della nascita , San Marino 1939 C. Malagola, L’Archivio Governativo della Repubblica di San Marino, San Marino 1981 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 P.G. Pasini, L’azzurra vision di San Marino, San Marino 1985 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 L. Rossi, Dinamiche patrimoniali e straticazione sociale nei catasti sammarinesi. Secoli XVII-XVIII , in S. Anselmi (a cura) CSSS, vol. 8, San Marino 1994 A. Simoncini e G. De Carolis, Formazione e sviluppo del Centro Storico di Borgo Maggiore, San Marino 1979


CARATTERISTICHE

Dellesistenza del nostro Palazzo sino dal secolo XVII, siamo informati dai documenti dellArchivio di Stato. Dalla lettura della mappa catastale di Borgo redatta dal Pelacchi (1775-77), in luogo dellattuale edi(cio, già sede del Museo delle Armi, risulta esservi stato il Palazzo Pub. con annessi: Arco e Strada sotto laccennato Palazzo pub. e Detto Palazzo e Salara. Dallincisione del Blaeu (Blavius) del 1663 non è chiaro se ledi2cio accanto alla torre a due piani, sovrastanti un ampio arco di accesso, possa essere identi2cato col nostro, a noi sembra che del Palazzo Pubblico nella stampa del Blaeu si scorga solamente il tetto che, forse, potrebbe coincidere con la copertura a due acque, leggermente inclinata, appena dietro alla torre sulla sinistra. Si tratta comunque di congetture. Dalla lettura delle mappe del Santucci (1822-1825) e dei catastieri Montanari e Giangi (1860-1865) si inquadra con maggiore chiarezza la consistenza dellattuale Palazzo: nel Santucci esiste ancora larco di accesso alla strada grande per Città che af2anca, laterato con precisione, il nostro edi2cio; mentre nel Giacomini-Giangi larco è scomparso ed il Palazzo, pur conservando la forma geometrica presente nel Santucci, appare libero su tre lati e ancor meglio de2nito in pianta. E probabile che per realizzare il progetto Brighenti del 1838 di allargamento della strada, dopo avere abbattuto larco, sembra nel 1839, ma di questa data, non siamo certi, in quanto, ancora nel 1842, il Brizi ci parla di una torre che dà adito alla via di comunicazione colla Città, si siano iniziati i lavori di risistemazione del nostro Palazzo che, essendo stato anche sede del teatro: un teatro senza palchi (Brizi 1842), sin dal 1839 e, successivamente, anche quartiere militare, veniva ad assumere lattuale ragguardevole ( ( ( 

 

(

Il valore storico delledi3  3

L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. Larchitettura storica della Repubblica di San Marino, San Marino 2001, pagg. 49-50.


DATI GENERALI d31

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Antiche Cantine di Borgo Maggiore

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Borgo Maggiore vie e piazze del Centro Storico

RIF. CATASTALI Foglio 29

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° a1,1; b9; b9,1; b9,2; b10;

Autore/i

Ignoti/ G.Ref! (la Grotta e forse altre)

Cronologia

Coeve alle Piazze; sino al XIX secolo; XX secolo alcuni recuperi

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Cantine Ristoranti/Garage/o, in genere, Accessori all’abitazione

CENNI BIBLIOGRAFICI M.A. Bonelli, Saluti da San Marino, San Marino 1983 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino i viaggiatori stranieri raccontano, San Marino 2002 A. Brilli (a cura), Alla ricerca della Repubblica ideale. San Marino nello specchio del mondo , vol.II, San Marino 2003 O. Brizi, Quadro storico-statistico della serenissima Repubblica di S. Marino , Firenze 1842 E. Di Stefano, Commerci, prestito e manifatture a San Marino nel quattrocento, in S. Anselmi (a cura) CSSS, Vol. 20, San Marino 2000 C. Franchini Tassini, Settant’anni di attività 1920/1990. Omaggio al vecchio Borgo , San Marino1990 P. A. Guerrieri (1604-1676), Il Montefeltro illustrato. P. Terza, Cap.li IV-X, de La Carpegna abbellita et il Montefeltro illustrato, Rimini 1979 G. Lancisi, Lettere Inedite nelle quali descrive un viaggio da Urbino a Montefeltro, e alla Repubblica di San Marino, in Biblioteca Storica della Repubblica di San Marino , Bologna 1985 G. Lorenzi, S. Savoretti, I Castelli. Borgo Maggiore, in Storia Illustrata della RSM, vol. 3, San Marino G. U. Mattei-Gentili , Compendio della vita di S. Marino confessore e levita e breve relazione della Repubblica Sammarinese dell’Abbate D. Luc’Antonio Gentili di Torricella, Bologna 1864 M. Moretti, Il trono dei poveri , Milano 1928 G. Pedrocco, La cultura materiale 1. Agricoltura ed archeologia rurale, in Storia Illustrata della RSM , vol. 3, San Marino 1985 L. Rossi, Dinamiche patrimoniali e straticazione sociale nei catasti sammarinesi. Secoli XVII-XVIII, in S. Anselmi (a cura) CSSS, vol. 8, San Marino 1994 A. Simoncini, G. De Carolis, Formazione e sviluppo del Centro Storico di Borgo Maggiore, San Marino 1979 A. Zuccagni Orlandini, Corograa. Repubblica di San Marino (1845), in Biblioteca storica della Repubblica di San Marino, Bologna 1985


CARATTERISTICHE

d31

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Delle antiche Cantine del Borgo non v’è quasi autore, erudito o semplice visitatore che, almeno dal XVII secolo sino agli inizi del XX, non ne parli nelle sue cronache dopo essere salito sul Titano ed essere giocoforza transitato per le due Piazze del Mercatale. Il Guerrieri nella seconda metà del XVII secolo così scriveva: Il sito del Borgo è tutto volto verso Tramontana e però riesce molto rigido e freddoso massime nell’inverno: e per l’istessa positura et anco per essere tutto fra vivi scogli fondato ne risulta una singolarissima frescura anco nell’Estate e particolarmente nelle sue cantine che sono perciò come tante conserve di neve. (Guerrieri, 1979). Così pure Luc’Antonio Gentili agli inizi del secolo XVIII scriveva: Il borgo settentrionale, quanto è rigido nell’inverno, perché il monte gli ripara il sole; altrettanto è delizioso nella state per la prodigiosa freschezza delle sue grotte, ove conservansi delicati vini (Mattei-Gentili, 1864), e lo stesso Lancisi in Borgo con la carovana al seguito del Cardinale Legato d’Urbino, in sosta per uno spuntino offerto dal Capitano Belluzzi, aggiunge alla entusiastica descrizione del banchetto: E chi il prezioso vino, che zampillando dalle freschissime grotte, che colà sono, invitava ancora i golosi della cioccolata ad assaporarne un tantino (Lancisi, 1985); così il Brizi nel 1842, lo Zuccagni Orlandini nel 1845, e tutti gli altri, nessuno si esime dal menzionare, anche solamente per poco, le Cantine del Borgo. Della Grotta per antonomasia, ovvero quella che ha dato il nome alla famosa curva, fa una breve cronistoria la Bonelli (1993), laddove narra di come essa venisse costruita da Giuseppe RefC scavando in profondità sotto il monte Titano dalle parti della rupe. La Grotta viene anche deCnita “rinomato deposito di vini”. Un’indagine accurata dovrà comunque completare il quadro delle Cantine per la conservazione del vino presenti ancora nel Borgo; oggi si possono ancora visitare quelle riaperte per fungere da luoghi di ristoro, come, appunto, la Grotta o quella che ha preso il nome di Divina Commedia; ve ne sono tuttavia altre rigorosamente a volta in mattoni: alcune a sesto ribassato, altre a tutto sesto o a vela; quali ad esempio quelle sotto la casa che ospitò il presidio di gendarmeria o quelle nelle case lì adiacenti o vicine o quelle numerose e profonde sotto la Piazza Grande.

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI d32

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Paramenti in pietra della scuola primaria di Borgo Maggiore

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Borgo Maggiore via 28 luglio

RIF. CATASTALI Foglio 29 mappale 47

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

E. Gianfranceschi

Cronologia

1915-1922

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Scuola Primaria Scuola Elementare

CENNI BIBLIOGRAFICI F. Balsimelli, Guida storico artistica illustrata della Repubblica di San Marino, Rimini 1932 C. Biancone, La tradizione dei Ref nell’arte muraria sammarinese, San Marino 1998 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 C. Buscarini (a cura), La Repubblica di San Marino vista da quattro fotogra dell’800 e altre immagini, San Marino 1983 C. Franchini Tassini, Settant’anni di attività 1920/1990. Omaggio al vecchio Borgo, San Marino1990 P. Franciosi, San Marino il più piccolo Stato d’Europa, in Le cento città d’Italia illustrate, n. 36, Milano G. Giacomini, La scuola primaria e popolare e i suoi problemi, relazione del 1914-1917, San Marino 1917 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001


CARATTERISTICHE

d32

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Nell’ottobre del 1914 si delibera la costruzione dell’ediDcio per la scuola primaria di Borgo Maggiore, nel 1915 viene approvato il progetto dell’ingegnere Ennio Gianfranceschi, capo dell’ufDcio tecnico. Maestranze e imprese furono tutte sammarinesi: dagli scalpellini, ai falegnami, ai fabbri, agli operai. L’opera fu assai complessa e laboriosa se si considera anche l’abbondante uso di pietra del monte che praticamente avvolge tutto l’ediDcio: “La bella costruzione scrive Franchini Tassini - è ancora oggetto di attenzione per la semplicità delle linee, l’eleganza delle Dnestre e la sobrietà della forma tutta in pietra sammarinese” (1990). Nel 1917 Giacomini lamentava che: “L’ediDcio del Borgo [...], già dotato di tutto il manufatto di pietra, per un complesso di L. 60.000, attende il suo inizio esecutivo”. Nel 1917 erano già approntati i paramenti in pietra, ma non erano iniziati i lavori; nel 1921, il tetto, come si evince anche da un’immagine pubblicata da Franchini Tassini, era ancora in lavorazione. Già nel 1922 l’ediDcio era a buon punto, ad eccezione degli spazi esterni, dei completamenti, delle riDniture e degli arredi che vennero invece ultimati nel 1925. Il paramento esterno: muri, completamenti, riDniture, è in pietra del Titano. Al primo piano le ampie Dnestre sono coronate da archi a tutto sesto, così come il portale, che è anche sormontato da un balcone, anch’esso interamente in pietra. Le Dnestre al piano primo sono invece rettangolari con cornici, banchina e architrave in pietra lavorata. Un tetto a padiglione copre la costruzione. L’ampliamento sul lato sud-est è invece coperto a terrazza. L’immobile è sito lungo la superstrada Dogana-San Marino che ne costituisce elemento di forte separazione dal centro antico di Borgo. Il forte legame che la scuola ha stabilito con gli ediDci limitroD, vedi ad esempio la chiesa di Michelucci, e con la zona dei Boschetti, le consente di mantenere, pur con il disagio determinato dalla carenza dei parcheggi, dai rumori e dalla pericolosità della strada a monte, un discreto valore ambientale ed una posizione ancora baricentrica rispetto alla zona che deve servire.

Notazioni critiche I canoni stilistici e le mutate concezioni sociali di Dne ottocento inEuenzano ancora gran parte dell’architettura della prima metà del XX secolo. La scuola conserva quale elemento signiDcativo il paramento in pietra frutto di un impegnativo lavoro delle maestranze locali.

Note Cfr. L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001, pagg. 33-36.


DATI GENERALI d33

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Scarpa, portali, resti di mura ed altri elementi antichi del Castello di Serravalle

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Serravalle via Balducci/ via E. da Montefeltro/ via F.M. della Rovere

RIF. CATASTALI Foglio 6 mappale 118

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° d34

Autore/i

Ignoto

Cronologia

secolo XV; secoli XVII; XVIII; XX su consulenza di Zani

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Castello Monumento e Ristorante

CENNI BIBLIOGRAFICI AA. VV., Rocche e Castelli di Romagna, vol. 3, Bologna 1972 G. Angeli, Le Forticazioni, le Armi e le Milizie a San Marino, in ll Popolo Sammarinese, anno III, n. 2, 29 febbraio 1928 F. Balsimelli, Guida storico artistica illustrata della Repubblica di San Marino, Rimini 1932 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, III, Rimini 1993 O. Brizi, Quadro storico-statistico della serenissima Repubblica di S. Marino , Firenze 1842 C. Buscarini, San Marino: i luoghi della storia: Rocche e Fortilizi, in Ca. Rur. di Faetano, agenda scolastica 1984-1985 C. Buscarini, Sommario del carteggio della comunitĂ  di San Marino. Parte II (1465 -1500), in Studi Sammarinesi, vol. III, 1986 P. Franciosi, L’ultima guerra papale contro Sigismondo Malatesta e i vantaggi che ne trasse San Marino, in Il Rubicone (rivista di Romagna), fascicolo di novembre, Rimini 1933 L. Guidi, Con il cuore ‌ repubblicano, con il saio‌ passionista, San Marino 2001 P. P. Guardigli, Terre e Torri per una storia economica e sociale della Repubblica di San Marino , San Marino 1992 Padre T. Lombardi, Il Castello e la Chiesa di Serravalle , San Marino 1978 G. Macina, Vita politica e sociale a San Marino nella seconda metĂ  del ‘500, in Scuola Secondaria Superiore, annuario XXVI, a. s. 1998-1999, San Marino 1999 C. Malagola, L’archivio governativo della repubblica di San Marino, San Marino 1981 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nell’arte, San Marino 1988 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 D. Postpischl (a cura), San Marino e il Terremoto, Bologna 1991 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe , Bologna 1982 L. Rossi, Dinamiche patrimoniali e straticazione sociale nei catasti sammarinesi. Secoli XVII-XVIII, in S. Anselmi (a cura) CSSS, vol. 8, San Marino 1994 L. Rossi e P. P. Guardigli, L’economia rurale in un comune malatestiano, in Centro Studi Malatestiani. Le Signorie dei Malatesti , atti giornata di studi malatestiani a San Marino, Rimini 1991 A. Simoncini e G. De Carolis, Formazione e sviluppo del centro storico di Serravalle , San Marino 1979 A. Venturini e L. Confortini, Degli antichi Castelli della Libera Terra di San Marino, Parma 1990 G. Zani, Il Territorio e il Castello di San Marino attraverso i secoli, Faenza 1963 A. Zuccagni Orlandini, Corograa. Repubblica di San Marino (1845), in Biblioteca storica della Repubblica di San Marino , Bologna 1985 Il castello di Serravalle qual’era no al 1962 e quale si presenta oggi, (s. l., s. a.) BSSM, Catalogo dei beni culturali, Edi"ci pubblici: scheda n.1, 1975


CARATTERISTICHE

d33

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Non esistono notizie sicure che attestino l’origine di Serravalle. Un primo documento è del 962 quando fu concesso ad Ulderico di Carpegna da Ottone I. In quest’epoca probabilmente il Castello altro non era che un modesto fortilizio che serviva da avamposto in un’area di conCne. Infatti per tale posizione divenne oggetto di contesa. Passò prima alla Chiesa riminese poi al Comune di Rimini, venne poi in possesso di Bernardo di Carpegna che lo vendette nel 1261 nuovamente al Comune di Rimini, di cui fece parte Cno al 1355 quando si ribellò e si sottomise alla Santa Sede, che lo deteneva ancora nel 1371 ‘ non custoditur nisi tempore guerra’. Successivamente passò ai Malatesta e nel 1430 apparteneva già a Sigismondo Pandolfo, il quale trasformò la rocca in un ‘fortilizio quattrocentesco poderoso, con baluardi di forte scarpata, con grosse mura, con terrapieni e postazioni di artiglieria’ (Zani,1963). In seguito alla sconCtta dei Malatesta contro Pio II, fu ceduto nel 1464 a San Marino. A Serravalle non toccò la stessa sorte degli altri castelli conquistati (Montegiardino e Fiorentino) che vennero distrutti, al contrario ci sono numerose lettere che testimoniano l’interesse da parte del duca di Montefeltro di fortiCcarlo ulteriormente. Per tutto il XVI secolo Serravalle ebbe una discreta importanza militare come testimoniato dalla presenza di un presidio armato e dai continui interventi di consolidamento delle mura. Dal secolo XVII in poi il Castello perse progressivamente la sua funzione di avamposto fortiCcato. Di conseguenza, nonostante il dispositivo delle rubriche LI e LII del libro primo degli Statuti della Repubblica, vennero trascurate tutte le opere di restauro e consolidamento. In una seduta del Consiglio Principe del 1647 si affermava che parte delle mura erano crollate, il maschio risultava scoperto e il campanile minacciava rovina. Nel 1776 il Pelacchi rappresenta le mura con un perimetro continuo, il che fa supporre che il Castello non avesse subito deCnitive alterazioni. Tuttavia già dal catasto Santucci (1823-25) si nota come parte delle mura sia compromessa. Nel 1836 l’Arengo approva il progetto di Andrea Montanari di ‘coprire sopra l’arco del castello, e unire con una nuova fabbrica da una parte e dall’altra delle muraglie della di lui casa con l’altra nuova, e formare sopra l’arco medesimo un piano di camera’*. Come già affermato dal Brizi (1842), il quale ci informa che Serravalle ha una rocca mal concia e fortiCcazioni mezzo diroccate, così il catasto Montanari (1865) indica l’unica parte di mura riportata, che è quella tutt’ora esistente. Le ricostruzioni della seconda metà del secolo scorso lasciano spazio ad interpretazioni in parte arbitrarie riscontrabili, in particolare, nelle aggiunte di merli, beccatelli e caditoie. Anche le abitazioni che si erano da tempo impostate sulle vecchie mura furono ricostruite e dotate, in luogo di coperture a capanna e semplici aperture, di coronamento di merli e bifore. Questi interventi non hanno interessato però alcuni tratti di mura, la scarpa e la parte inferiore del campanile che rimangono dunque ancora leggibili nei loro caratteri originari. Lo stemma in pietra posto sopra l’ingresso era già presente prima degli ultimi restauri. Pur non conoscendone la data di fabbricazione si tratta sicuramente di un manufatto di notevole maestria.

Notazioni critiche

Note * Atti dell’Arengo di Serravalle, 29 maggio 1836


DATI GENERALI d34

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Portale della Torre Comunale di Serravalle

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Serravalle via Elisabetta da Montefeltro

RIF. CATASTALI Foglio 6 mappale 104

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° d33

Autore/i

Ignoto

Cronologia

Secolo XV Secoli XVI, XVII, XVIII, XX (restauri-rifacimenti)

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Porta di ingresso al Castrum con torre campanaria Torre campanaria e dell’orologio

CENNI BIBLIOGRAFICI G. Angeli, Le Forticazioni, le Armi e le Milizie a San Marino, in Il Popolo Sammarinese, organo del P.F.S., 29 febbraio 1928 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 O. Brizi, Quadro storico-statistico della serenissima Repubblica di S. Marino, Firenze 1842 C. Buscarini, San Marino: i luoghi della storia: Rocche e Fortilizi , in Ca. Rur. di Faetano, agenda scolastica 1984-1985 L. Guidi, Con il cuore ‌ repubblicano, con il saio‌ passionista, San Marino 2001 P. T. Lombardi, Il Castello e la chiesa di Serravalle, San Marino 1978 L. Maiani, Cento anni di note nel Castello , Rimini 1994 C. Malagola, L’Archivio Governativo della Repubblica di San Marino, San Marino 1981 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nell’arte , San Marino 1988 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 D. Postpischl (a cura), San Marino e il Terremoto , Bologna 1991 G. Rossi, San Marino nelle antiche fotograe , Bologna 1982 L. Rossi e P. P. Guardigli, L’economia rurale in un comune malatestiano , in Centro Studi Malatestiani . Le Signorie dei Malatesti, atti giornata di studi malatestiani a San Marino, Rimini 1991 A. Simoncini e G. De Carolis, Formazione e sviluppo del centro storico di Serravalle, San Marino 1979 A. Zuccagni Orlandini, Corograa. Repubblica di San Marino (1845), in Biblioteca storica della Repubblica di San Marino , Bologna 1985 Ripresa Nazionale , Rassegna economico-sociale, anno XVII, n.3-4, Milano 1964


CARATTERISTICHE

d34

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali La Torre, che si erge sull’altura ove era il Castrum Olnani (o Castrum Serravallis), ha origini antiche. Sia negli atti del Consiglio Principe, che negli atti dell’Arengo del Comune di Serravalle, si menziona molte volte l’ediCcio in relazione ad opere di restauro. Fin dal 1599 si dà mandato ai Capitani Reggenti di intervenire, e ancora nel 1647, perdurando il suo stato deplorevole, il Capitano Pier Marino Cionini riferiva infatti che il “ campanile da una parte minaccia ruina”. A ciò si provvide di nuovo nel 1654, come nel 1750. I documenti menzionati attestano che la torre aveva un arco, un tetto e una campana, collocata nel 1759. Negli anni 1775-1777 viene redatto il Catasto Pelacchi. Dalla prima planimetria che esso ci fornisce del luogo, si può leggere il perimetro, piuttosto irregolare, della cinta muraria al cui interno sono ben riconoscibili i pochi ediCci distribuiti al centro dell’area, essi formano un piccolo nucleo al quale si accede attraverso due porte successive: la porta delle mura e l’arco del campanile. Il Campanile e il Casone sono collegati da un muro di forte spessore. Nel 1787 si ricostruisce parzialmente il campanile per la quale opera si incarica Melchiorre Giannini per presiedere alla fabbrica e al necessario trasporto dei materiali. La riediCcazione riguarda la parte superiore. Nell’aprile del 1916 l’ingegnere capo dell’UfCcio Tecnico, Ennio Gianfranceschi, chiede al Congresso di Stato l’autorizzazione per restaurare il ‘campanile del castello’; già nell’anno precedente, sempre Gianfranceschi, considerato che il paese di Serravalle è privo di un orologio pubblico, che possa indicare tanto al paese come alla campagna attigua il passaggio del tempo chiedeva di procurarne uno, che si potrebbe collocare, mediante opportuni lavori, nella torre del castello. E’ quindi presumibile che in tale periodo venisse introdotto l’orologio pubblico e venissero realizzati alcuni restauri alla torre campanaria. L’ultimo restauro si ha nel 1945 quando, crollato il tetto, anche per effetto dei bombardamenti inglesi, la torre assunse l’aspetto attuale di torre merlata. I lavori furono eseguiti su indicazione dell’ingegnere Gino Zani.

Notazioni critiche Apprezzabile del monumento è la parte inferiore che mantiene nei materiali e nella struttura gli originari caratteri medievali.

Note Cfr. L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001, pagg. 21-24.


DATI GENERALI d35

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Prospetti di palazzo Bertoldi

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Serravalle piazza Bertoldi

RIF. CATASTALI Foglio 6 mappale 140

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

G. Zani

Cronologia

1911-1913

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Scuola Primaria Centro Formazione Professionale

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Biancone, La tradizione dei Ref nell’arte muraria sammarinese, San Marino 1998 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 G. Giacomini, La scuola primaria e popolare e i suoi problemi, relazione del 1914-1917, San Marino 1917 M. Lo Curzio, L’architettura di Gino Zani per la ricostruzione di Reggio Calabria, Roma 1986 P. T. Lombardi, Il Castello e la chiesa di Serravalle, San Marino 1978 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 L. Rossi e P. P. Guardigli, L’economia rurale in un comune malatestiano , in Centro Studi Malatestiani . Le Signorie dei Malatesti, atti giornata di studi malatestiani a San Marino, Rimini 1991 A. Simoncini e G. De Carolis, Formazione e sviluppo del centro storico di Serravalle, San Marino 1979 La sala Bertoldi di Serravalle restaurata ed inaugurata con una recita della Filodrammatica di Città, in Il Popolo Sammarinese , organo del P.F.S., 6 marzo 1927


CARATTERISTICHE

d35

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali L’edi;cio trova collocazione in quello che, a partire dall’inizio del secolo XX, diverrà il nuovo centro del Paese: la piazza Bertoldi che si apre a valle dell’antico nucleo abitativo, nella zona compresa fra la strada consolare e la strada del Poggio. L’ingegnere Gino Zani nel 1911 era da un paio d’anni a Reggio Calabria, dove si occupava della ricostruzione di quella città quale funzionario del Genio Civile, di qui inviava a San Marino i progetti per la costruzione della Scuola Primaria di Serravalle, aperta nel 1913. Al cantiere forniva il suo sapiente contributo Inaco Ref;, assistente dell’uf;cio tecnico governativo sin dal 1906. E, anni dopo, in occasione del restauro della sala teatrale, vi lavorò anche Rufo Ref;, abile pittore e decoratore. Zani è già un valido progettista, molto conosciuto e stimato a Reggio, la sua opera prendeva corpo dall’ossatura strutturale - si occupò soprattutto di edilizia asismica, di cui fu pioniere ed arte;ce - per esprimersi in un funzionale quadro distributivo. Zani sosteneva che la scuola per un ragazzo doveva rappresentare tutto ciò che raramente egli poteva trovare nella sua povera casa. Affermava che le scuole dovevano essere belle, comode, spaziose, soleggiate ed illuminate per concludersi, in;ne, in soluzioni formali ed estetiche di alto livello e, anche in questo edi;cio, Zani dimostra di essere l’accorto architetto che riconduce la lezione classica in un ambito ‘<oreale’, secondo canoni cari agli artisti della secessione viennese e dell’ art nouveau. Le scuole di Serravalle, esempio di tutto questo, sono molto vicine, come concezione e forma, a quell’edilizia ‘popolare’ che Zani produceva copiosamente a Reggio Calabria.

Notazioni critiche L’edi;cio, che ha un valore storico-artistico indiscutibile, conserva particolarmente nei volumi e nei prospetti le sue originarie caratteristiche, concepite dal progettista secondo i canoni dell’epoca e con il chiaro intendimento di creare un edi;cio di forte impatto architettonico.

Note Cfr. L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001, pagg. 27-30.


DATI GENERALI d36

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Prospetto su via Balducci di casa Belluzzi

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Serravalle via Ezio Balducci

RIF. CATASTALI Foglio 6 mappale 207

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

Ignoto

Cronologia

Probabile impianto secolo XV; restauri 1975 circa; consolidamenti recenti

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Abitazione con frantoio Abitazione con frantoio

CENNI BIBLIOGRAFICI M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 T.e F. Bugli, I nove Castelli di San Marino, Gli insediamenti urbani dell’Ottocento nelle incisioni di Tiziano e Fabrizio Bugli, catalogo della mostra, San Marino 1988 C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca. Rur. di Faetano, agenda scolastica 1980-1981 C. Buscarini (a cura), San Marino e Montefeltro, guida del TCI, 1997 P. T. Lombardi, Il Castello e la chiesa di Serravalle, San Marino 1978 L. Guidi, Con il cuore … repubblicano, con il saio… passionista, San Marino 2001 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 A. Simoncini e G. De Carolis, Formazione e sviluppo del centro storico di Serravalle, San Marino 1979


CARATTERISTICHE d36

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali “Un interessante e vivo incontro con il Prof. Marino Belluzzi ci ha consentito di individuare con precisione gli elementi caratteristici della sua casa padronale, quasi un monumento nel centro storico, magistralmente restaurato nel rispetto più rigoroso dell'antica struttura, la cui evoluzione è perfettamente rilevabile nelle mappe catastali a partire dal Pelacchi. L'uso di questa casa era, come oggi, ad abitazione e ad artigianale molino dell'olio, oggi ricchissimo di reperti materiali quali orci, olle, macine in pietra, e grosse conchiglie a forma di corno che servivano per chiamare i contadini dalle campagne a trasportare il raccolto di olive al molino.” (Bugli, 1988) “La vecchia strada ai cui lati è disposto l'abitato antico, ha a levante la casa Belluzzi , il cui impianto risale al XV secolo, […]” (Buscarini, 1997). Così gli studiosi locali in merito a quello che può, a giusta ragione, deAnirsi uno dei rari ediAci, assieme al Castello, rimasti a ricordare un periodo storico in cui il dominio dei Malatesti non era ancora stato sostituito da quello, meno gradito, del Comune di San Marino; un periodo che dovette essere certamente più Borido rispetto a quello dei secoli immediatamente successivi, vista anche la presenza di simili Case Padronali nelle vicinanze del Castello. Serravalle, è noto, subì un impoverimento con l’annessione al Comune di San Marino, impoverimento che terminò nel XX secolo con l’avvento dell’industrializzazione moderna. Della Casa Belluzzi si conserva presso l’UfAcio Urbanistica la pratica per la richiesta di concessione per effettuare il restauro del 1975 a Arma dell’Architetto Nicola Zani. La Commissione Edilizia, valutata l’importanza dell’immobile, volle altresì il parere dell’Architetto Luigi Pavan, il quale approvò il progetto Zani con alcune raccomandazioni in particolare in merito all’uso degli intonaci. Oggi la Casa Belluzzi a Serravalle si presenta in tutta la sua pregevole architettura, soprattutto riferita al prospetto sulla strada principale, che testimonia i segni del suo nobile passato.

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI d37

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Prospetto principale del Casone di Faetano

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Faetano piazza del Massaro

RIF. CATASTALI Foglio 49 mappale 40

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

Ignoto

Cronologia

Secolo XVII Secoli XVIII-XIX-XX (riparazioni, restauri, modiche)

Destinazione/i dâ&#x20AC;&#x2122;uso originaria/e Destinazione/i dâ&#x20AC;&#x2122;uso attuale/i

Casa del Comune Casa del Comune

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Biancone, La tradizione dei Ref nellâ&#x20AC;&#x2122;arte muraria sammarinese, San Marino 1998 T. e F. Bugli, I nove Castelli di San Marino , Gli insediamenti urbani dellâ&#x20AC;&#x2122;Ottocento nelle incisioni di Tiziano e Fabrizio Bugli, San Marino 1988 C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca. Rur.di Faetano, ag. scolastica 1980-1981 C. Buscarini, San Marino e Montefeltro (guida del Touring Club Italiano), Milano 1997 G. Lorenzi, S. Savoretti, I Castelli. Faetano , in Storia Illustrata della RSM, vol. 3, San Marino 1986 N. Matteini, La Repubblica di San Marino Guida Storica e Artistica della CittĂ  e dei Castelli , San Marino 1984 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. Lâ&#x20AC;&#x2122;architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 T. Mularoni, Ritorno a Faetano, San Marino 1996 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 A. Simoncini e G. De Carolis, Formazione e Sviluppo del Castello di Faetano, San Marino 1979 A. Venturini, R. Bonelli, Repubblica di San Marino (guida dellâ&#x20AC;&#x2122;Istituto Geograco de Agostini), Repubblica di San Marino , Novara 1990 A. Zuccagni Orlandini, Corograa. Repubblica di San Marino (1845), in Biblioteca storica della Repubblica di San Marino , Bologna 1985 BSSM, Catalogo dei Beni Culturali, Edici Pubblici: Fetano, Casa del Castello, scheda 2, 1975


CARATTERISTICHE

d37

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Il Casone Comunale di Faetano ha origini antiche, si parla sino dal XVII secolo delle sue funzioni che, in particolare, erano quelle di adunare l’Arengo. Sembra sorgesse sopra il mastio dell’antico Castello Malatestiano, ormai diruto. Ma la vicenda costruttiva del nostro ediAcio, che si trova a Aanco della nuova Chiesa, consacrata nel 1917, possiamo farla risalire solamente ai secoli XVII e XVIII, periodo in cui sappiamo che le sue condizioni dovettero presentarsi assai precarie; tant’è che ebbe sempre necessità di numerosi interventi di restauro; uno in particolare nell’anno 1733, ad opera del mastro muratore Antonio Pergolese, che costò alla comunità una cifra ragguardevole (sette scudi e settanta baiocchi). Ciò non bastò, poiché, già del 1762 e del 1790 si leggono istanze per ulteriori riparazioni. Per giungere, poi, alla seconda metà del XIX secolo, allorquando vengono ancora richiesti impegnativi restauri, dovuti anche e soprattutto al crollo di un muro dello stabile, ovvero del muro che continua la cinta castellana, avvenuto nel 1895. Nel frattempo all’interno dell’ediAcio era stata avviata anche la scuola elementare condotta da Secondo Mularoni e Chiara Villani sua consorte. Ma, ancora nel 1902, siamo in presenza di insistenti richieste di interventi di restauro e, nel maggio del 1909 venne inaugurata la rinnovata sede, così come nelle sue parti esterne è giunta sino a noi. In particolare, in quel periodo, fu necessario sistemare la facciata per alloggiarvi l’orologio proveniente dal vecchio palazzo pubblico di San Marino, in quell’occasione l’immobile venne completamente ristrutturato sia all’interno che all’esterno, venne sistemata la torretta campanaria, il portone d’ingresso, le scale, le pareti e quant’altro occorrente per l’ambiente scolastico e per le sedute pubbliche del Comune, l’opera fu eseguita su progetto e sorveglianza del direttore dei lavori pubblici Giuseppe RefA. Così, il Casone di Faetano si presenta oggi a noi, nelle sue rinnovate forme sei-settecentesche, anche se, come lamenta Mularoni (1996), interventi recenti ne hanno snaturato le parti interne, laddove le ultime generazioni sono riuscite a mandare tutto all’aria, eliminando quel fascino di sudore e sacri cio che permeava la struttura. Per fare spazio ad una scala più agevole si sono eliminati i contrappesi in pietra (addirittura fatti sparire) che tenevano sotto tensione la carica meccanica dell’orologio stesso. Tutte le ri niture sono di alta classe borghese e fanno sfoggio del più sfacciato benessere contemporaneo. Si tratta di un’architettura ben impiantata, con elementi di estrema rafAnatezza in stile settecentesco, pur se eseguiti nel XX secolo. Una facciata intonacata, su cui si apre un portalino a tutto sesto, sottostante ad una Anestra con balaustra a balcone, completata dalla cornice rotondeggiante che corona l’orologio, sormontata dalla torretta campanaria.

Notazioni critiche Il grado di interesse storico-architettonico del Casone di Faetano è sicuramente elevato, anche se, al suo interno, sono state effettuate recenti ristrutturazioni, che ne hanno snaturato i caratteri più antichi. Mentre, i lavori eseguiti all’inizio del XX secolo, forse più attenti alla sua originaria natura, lo hanno restituito, all’esterno, in quelle, seppur rivisitate, forme seisettecentesche, di cui oggi possiamo apprezzare l’estrema originalità. Per questo motivo abbiamo deciso di concentrare il nostro interesse sul prospetto.

Note Cfr. L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001, pagg. 205-206.


DATI GENERALI d38

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Volumi del Casone Masi ad Acquaviva

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Acquaviva via G. Guiduccio / via Molino Magi

RIF. CATASTALI Foglio 27 mappali 20, 21

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N° f2,11

Autore/i

Ignoto

Cronologia

XVIII-XIX secoli

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Abitazione Rurale Padronale Abitazione Rurale Padronale

CENNI BIBLIOGRAFICI M. A. Bonelli, Un felice ritrovamento: la bella Libertà, San Marino 1984 M. A. Bonelli, Ti manderò una cartolina, vol. III, Rimini 1993 T.e F. Bugli, I nove Castelli di San Marino, Gli insediamenti urbani dell’Ottocento nelle incisioni di Tiziano e Fabrizio Bugli, catalogo della mostra, San Marino 1988 C. Buscarini (a cura), La Repubblica di San Marino vista da quattro fotogra dell’800 e altre immagini, San Marino 1983 L. Gambi, La casa rurale nella Romagna , Firenze 1950 N. Matteini, La Repubblica di san Marino nella storia e nell’arte, San Marino 1988 G. Rossi, San Marino nelle vecchie fotograe, Bologna 1982 A. Venturini e L. Confortini, Degli antichi Castelli della Libera Terra di San Marino , Parma 1990 Guida De Agostini, Repubblica di San Marino , testi a cura di R. Bonelli e A. Venturini, 1990


CARATTERISTICHE

d38

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali La presenza di un edi:cio sul terreno dove si trova il Casone Masi è attestata già dal catasto Pelacchi del 1776. I catasti dell’ottocento indicano tuttavia dimensioni diverse dell’immobile, ciò potrebbe attestare cambiamenti, ampliamenti o totale rifacimento del manufatto. Il rilievo effettuato dal Baronio (1898) descrive l’insediamento di Ca’ Paoletto (dove si trova casa Masi) in modo molto simile allo stato attuale. La pianta del Casone è de:nita da un rettangolo di dimensioni consistenti all’interno di un ghetto delimitato da un poderoso muro di sostegno in pietra. Angela Venturini (1990) fornisce la seguente descrizione dell’edi:cio: “Si tratta di una casa padronale, esempio tipico di architettura rurale sammarinese, non priva di un certo gusto artistico nei suoi saloni :nemente decorati e nei suoi camini impreziositi da stucchi.” La ricostruzione che ne fanno i fratelli Bugli (1988) estrapolandola dalle mappe dei catastieri ottocenteschi fa pensare ad un insediamento di notevole importanza che, molto probabilmente, ha origini più antiche. Occorre pertanto un approfondimento della ricerca. I volumi del Casone Masi costituiscono a tutt’oggi elemento assai signi:cativo al :ne della conservazione di una preziosa testimonianza architettonica per la storia del luogo e della realtà sammarinese.

Notazioni critiche

Note


DATI GENERALI d39

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Torre de (il) Palazzo a Santa Mustiola

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

San Marino strada dell’Ara Vecchia

RIF. CATASTALI Foglio 40 mappale 166

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

Ignoto

Cronologia

XV secolo; ampliamenti sino agli inizi del XX

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Presidio rurale con Torre Colombaia e Abitazione colonica Abitazione signorile

CENNI BIBLIOGRAFICI AA. VV., Rocche e Castelli di Romagna, vol. 3, Bologna 1972 I. Biagianti, La terra e gli uomini a San Marino. Agricoltura e rapporti di produzione dal medioevo al novecento, in S. Anselmi (a cura) CSSS, Vol. 11, San Marino 1995 C. Buscarini, Documenti dell’economia agricola: colombaie e mulini ad acqua nel territorio sammarinese, in Scuola Secondaria Superiore , annuario XXII, a. s. 1994-1995, Verucchio 1995 E. Di Stefano, Commerci, prestito e manifatture a San Marino nel quattrocento , in S. Anselmi (a cura) CSSS, Vol. 20, San Marino 2000 P. Egidi (a cura), G. B. Belluzzi, Diario Autobiogra co (1535-1541), Napoli 1907 L. Gambi, La casa rurale nella Romagna , Firenze 1950 P. P. Guardigli, Terre e Torri per una storia economica e sociale della Repubblica di San Marino, San Marino 1992 L. M. Morganti, L’Architettura 1. La Casa, in Storia Illustrata della RSM, vol. 1, San Marino 1985 L. M. Morganti, L’Architettura. Le case rurali , in Storia Illustrata della RSM , vol. 4, San Marino 1995 L. M. Morganti, Il patrimonio dello stato. L’architettura storica della Repubblica di San Marino , San Marino 2001 L. M. Morganti, (Il) Palazzo. Una casa forte nell’agro dell’antico distretto di San Marino , San Marino 2002 M. Moroni, L’insediamento rurale in un’area subappeninica, in S. Anselmi (a cura) CSSS, Il territorio e la gente della Repubblica di San Marino secoli XIV-XIX, vol. 1, San Marino 1993 M. Moroni, L’economia di un “luogo di mezzo”. San Marino dal basso medioevo all’ottocento, in S. Anselmi (a cura) CSSS, vol. 5, San Marino 1994 V. Spreti, C. Facchinetti Pulazzini, La Nobiltà e gli Ordini Equestri della Repubblica di San Marino, Milano 1935


CARATTERISTICHE

d39

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Ammesso che la nostra casa sia opera della seconda metà del XV secolo o della prima metà del XVI (anche se l’unico indizio cartaceo Gnora trovato è del XVII secolo) si trattò, comunque, sin dall’origine di un signiGcativo presidio per l’intera area. [...] Ne (il) Palazzo sembra non vi siano elementi databili prima del XV secolo, simili a quelli che si osservano nella Colombaia di via Giacomini. Non sono state rintracciate ogive o feritoie trecentesche, tuttavia, l’ediGcio contiene ancora oggi alcuni rozzi archi a botte molto vecchi: [...]. La torre a pianta rettangolare, ancora oggi, costituisce il cuore dell’ediGcio. Ha muri di forte spessore e fondazioni relativamente profonde. [...] I piani della torre, separati da solai lignei, potevano essere più di tre. [...] che il nucleo primitivo comprendesse solamente la casa bassa e la torre può essere dimostrato dalla continuità dell’orditura muraria fra le due strutture. [...] La copertura della torre era, probabilmente, già a due acque e tale si è mantenuta nei secoli; era protetta da manto di coppi in laterizio, stante le fornaci già operative in quell’area. [...] La nostra casa, che dai catasti antichi risulta intestata sempre ad un Belluzzi (Giovanni Antonio nel 1701, Gaetano nel 1776, Gnché nel 1843 il “Nobile Cavaliere” Francesco Belluzzi ed il Gglio cedono la proprietà al Convento delle Clarisse di San Marino) ha, invece, caratteristiche tali da venire descritta come segue: “La casa che era un Palazzo, conteneva 12 vani, portico (si trattava probabilmente della loggia), colombaia, stalla, cantina, porcile, forno e due capanne” (Madre M. Agnese, 2001). [...] Il restauro de (il) Palazzo è stato eseguito con la consapevolezza di avere sotto mano un immobile signiGcativo, non privo di emergenze architettoniche di pregio; i caratteri della villa moderna in cui si è trasformato prendono pertanto spunto da tali preesistenze. *

Notazioni critiche

Note *Cfr. : L. M. Morganti, (Il) Palazzo. Una casa forte nell’agro dell’antico distretto di San Marino, San Marino 2002


DATI GENERALI d40

Classi.cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Torre Colombaia a Ca’ Borgo

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Cailungo strada dei Bugari

RIF. CATASTALI Foglio 10 mappale 160

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

Ignoto

Cronologia

XVIII secolo

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Colombaia Accessorio all’Abitazione

CENNI BIBLIOGRAFICI AA. VV., Rocche e Castelli di Romagna, vol. 3, Bologna 1972 C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca. Rur.di Faetano, ag. scolastica 1980-1981 C. Buscarini, Documenti dell’economia agricola: colombaie e mulini ad acqua nel territorio sammarinese, in Scuola Secondaria Superiore , annuario XXII, a. s. 1994-1995, Verucchio 1995 P. P. Guardigli, Terre e Torri per una storia economica e sociale della Repubblica di San Marino, San Marino 1992 N. Matteini, La Repubblica di san Marino nella storia e nell’arte, San Marino 1988 Archivio Ufcio Urbanistica RSM, Ufcio per la Pianicazione del Teritorio - Indagine sulle Case Coloniche


CARATTERISTICHE

d40

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali La piccola Colombaia si trova in prossimità di due abitazioni ed è, per la sua forma, un caso più unico che raro presente sul territorio. Si tratta, infatti, di un edi>cio a pianta circolare, copertura conica e, fatto piuttosto inusuale nelle colombaie, ad un solo piano. La muratura in pietra si attesta su un af>oramento roccioso e sotto il cornicione è presente una fascia in cui si trovano gli alveoli per il passaggio dei colombi. Tutto l’interessante complesso costituito anche dalla vecchia casa colonica è oggi restaurato, già nella scheda di censimento degli edi>ci rurali, iniziato nel 1975 e terminato negli anni novanta ad opera dell’allora Uf>cio del Piano, oggi Uf>cio Urbanistica, viene dichiarato ben conservato (stato di conservazione: saldo) ed in fase di restauro, in particolare in essa scheda si scrive: “Le abitazioni sono in restauro, per una di esse sono state mantenute intatte solo le strutture portanti verticali ed i particolari costruttivi”. A proposito della cronologia si afferma che sul territorio di San Marino colombaie a pianta circolare siano più recenti di quelle a pianta quadrata. La nostra è spesso indicata quale manufatto del XVIII secolo; non vi sono certezze in tal senso, la sua origine potrebbe essere anche più antica. Diversi furono i presidi a torre circolare nell’area feltrescaromagnola, ad esempio la Torre Colombaia di Piandimeleto sul Foglia datata intorno al XV secolo, la torre circolare di Saiano sul Marecchia che sembra addirittura avere parentele bizantine, la torre medievale di Monte Romano vicino a Sestino; salvo qualche rara eccezione questi monumenti oggi o sono scomparsi o si trovano allo stato di rudere. Solamente ricerche più approfondite saranno tuttavia in grado di fornire nuovi elementi in merito alla presenza di simili strutture anche nell’agro sammarinese.

Notazioni critiche È uno dei pochi esempi rimasti di una tipologia edilizia molto diffusa e importante nell’economia rurale ed è per questo che ricopre un notevole valore.

Note


DATI GENERALI d41

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Torre colombaia di Cailungo

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Borgo Maggiore via Giovanni da Lignano

RIF. CATASTALI Foglio 21 mappale 212

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

Ignoto

Cronologia

XV secolo

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Torre Colombaia Abitazione

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca. Rur. di Faetano, ag. scolastica 1980-1981 C. Buscarini, Documenti dell’economia agricola: colombaie e mulini ad acqua nel territorio sammarinese, in Scuola Secondaria Superiore , annuario XXII, a. s. 1994-1995, Verucchio 1995 P. P. Guardigli, Terre e Torri per una storia economica e sociale della Repubblica di San Marino, San Marino 1992 I. Cenci Malpeli, S. Leardini Mularoni, La pala di San Rocco, San Marino 1994 N. Matteini, La Repubblica di san Marino nella storia e nell’arte, San Marino 1988 L. M. Morganti, (Il) Palazzo. Una casa forte nell’agro dell’antico distretto di San Marino , San Marino 2002 M. Moroni, L’economia di un “luogo di mezzo”. San Marino dal basso medioevo all’ottocento, in S. Anselmi (a cura) CSSS, vol. 5, San Marino 1994 L. Rossi, Dinamiche patrimoniali e straticazione sociale nei catasti sammarinesi. Secoli XVII-XVIII , in S. Anselmi (a cura) CSSS, vol. 8, San Marino 1994


CARATTERISTICHE

d41

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali Sin dal medioevo, in particolare fra XIII e XV secolo anche sul nostro territorio si insediano diffusamente edi?ci ‘torreggianti’; la loro funzione è militare ed agricola insieme. “La tipologia costruttiva a torre è dunque riferibile alla fase più antica del popolamento sparso: essa si presenta, in maniera più diffusa, a pianta quadrata o quadrangolare di 5-7 metri di lato e di tre o quattro piani, in pietra, con un solo vano per piano; nei tipi più arcaici la copertura è a due falde, pendenti con inclinazioni variabili verso i ?anchi o verso la facciata (...). Lo sviluppo in altezza, ?no a 10-12 metri in alcuni casi, permetteva di svettare al di sopra della vegetazione (...), di controllare le vallate e i tracciati viari, di segnalare eventuali presenze (...), sono circondate, ad una certa altezza, da un cordolo, una ?la di mattoni sporgenti o pietre, che spesso si interrompono su due lati, atti a consentire la sosta nel volo dei colombi, e perciò detti posatoi; in corrispondenza di questi si trovano alveoli che consentono ai volatili di trovare nei poderosi edi?ci il riparo e l’ambiente ideali per nidi?care. Da qui il nome di colombaie”. (Guardigli, 1992) La Colombaia di Cailungo corrisponde perfettamente a questa descrizione: si tratta di una torre a pianta pressoché quadrata con muratura in pietra intonacata, impostata su un masso roccioso. Si sviluppa per tre piani ed è coperta con tetto a due falde. Una ?la di fori in cui manca l’intonaco è forse il segno lasciato del cordolo con gli alveoli. La sua presenza dichiara la vocazione di luogo di difesa di Cailungo. Infatti come affermano Malpeli e Mularoni: “Collegando la difesa del territorio alla consuetudine delle cernae, cioè ai turni della guardia esercitata direttamente dagli abitanti di un luogo, si può ben affermare la presenza in Cailungo di forme abitative molto antiche, strette intorno ad una costruzione inconfondibile: la torre colombaia, che si erge su uno sperone roccioso”. (Malpeli e Mularoni, 1994)

Notazioni critiche La Colombaia di Cailungo riveste un notevole interesse storico ed architettonico. Le torri colombaie, un tempo assai numerose, si contano oggi sulle dita di una mano. La Colombaia di Cailungo è uno di tali rari esempi di presidio rurale ‘forte’ miracolosamente ancora in piedi.

Note


DATI GENERALI d42

Classi*cazione tipologica

d) Elementi storico architettonici

Denominazione

Torre del Mulino dei Molarini

Castello Via/viale/contrada/piazza/piazzetta/salita/strada

Chiesanuova via Molarini

RIF. CATASTALI Foglio 51 mappale 16

TUTELE E NORME PARTICOLARI L.10/06/1919 n°17; capo VII sez.I della L.19/07/1995 n°87

RIFERIMENTO FASCICOLO-I N°

Autore/i

Ignoto

Cronologia

Secolo XVIII

Destinazione/i d’uso originaria/e Destinazione/i d’uso attuale/i

Struttura di presidio a torre Abitazione

CENNI BIBLIOGRAFICI C. Buscarini, San Marino: i documenti della cultura materiale, in Ca. Rur. di Faetano, ag. scolastica 1980-1981 C. Buscarini, Documenti dell’economia agricola: colombaie e mulini ad acqua nel territorio sammarinese, in Scuola Secondaria Superiore , annuario XXII, a. s. 1994-1995, Verucchio 1995 O. Gobbi, Risorse e Governo dell’ambiente a San Marino fra XV e XIX secolo, in S. Anselmi (a cura) CSSS, vol. 19, San Marino 1999 P. P. Guardigli, Terre e Torri per una storia economica e sociale della Repubblica di San Marino, San Marino 1992 N. Matteini, La Repubblica di San Marino nella storia e nell’arte , San Marino 1988 L. M. Morganti, L’Architettura. Le case rurali , in Storia Illustrata della RSM, vol. 4, San Marino 1995 L. Morganti, M. Semprini, I mulini della Valmarecchia, Imola 1999 M. Moroni, L’economia di un “luogo di mezzo”. San Marino dal basso medioevo all’ottocento, in S. Anselmi (a cura) CSSS, vol. 5, San Marino 1994 M. Moroni, Le prime fonti censuarie a San Marino, in A. Grohmann (a cura), Le fonti censuarie e catastali tra tarda romanità e basso medioevo. Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, San Marino, in S. Anselmi (a cura) CSSS, vol. 14, San Marino 1996 G. Pedrocco, La cultura materiale 2 . I segni dell’artigianato e dell’industria , in Storia Illustrata della RSM, vol. 3, San Marino 1985 L. Rossi, Dinamiche patrimoniali e straticazione sociale nei catasti sammarinesi , in S. Anselmi (a cura), vol. 8, San Marino 1994 P. Suzzi Valli, Il castello di Chiesanuova nella Repubblica di San Marino, San Marino 2001


CARATTERISTICHE

d42

DESCRIZIONE Vicende costruttive • Caratteri tipologici • Caratteristiche ambientali La piccola ‘torre’, collocata su uno sperone roccioso, fa parte di un nucleo rurale provvisto anche di mulino ad acqua. I Molarini, rispetto alle altre ville rustiche, hanno quindi tale singolare caratteristica. Il valore storico ambientale del complesso edilizio, la cui origine probabilmente risale a prima del XVIII secolo allorché venne riportato in mappa dai Pelacchi, è pertanto ancora più arricchito dalla presenza del mulino a due macine e della struttura a ‘torre’ che, pure se modesta, costituiva,comunque, utile presidio per un così esposto insediamento. Il restauro recente non ha snaturato i caratteri architettonici della torretta che si presenta ancora oggi piuttosto leggibile nelle sue forme e nella sua originaria natura.

Notazioni critiche

Note


L'Architettura (elementi storico architettonici)