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Una strada nuova Carta di intenti del candidato sindaco di Foggia Augusto Marasco alle elezioni primarie della Coalizione di Centrosinistra - 2014 La Corte dei conti, nello stimare in circa 234 miliardi di euro il valore del patrimonio culturale italiano, ha illuminato nel modo più clamoroso una strada nuova per le città italiane che, da nord a sud, sono alla ricerca di un nuovo Rinascimento. Un euro speso per visitare un museo ne genera altri due in termini di ricchezza per il territorio; ma solo il 3 per cento dei 3.800 musei italiani ha un’applicazione per lo smartphone e solo il 6% è dotato di audio-guide o dispositivi digitali. C’è una sfida essenziale per Foggia ed è collegata al suo patrimonio storico, culturale, artistico e paesaggistico, a un nuovo modello di sviluppo orientato alla qualità in cui si fondano tradizione, territorio, innovazione tecnologica e ricerca: rigenerando la città, riportando vitalità nel suo centro storico e modernizzando la tradizione di città agricola e città dei servizi che è alle radici della sua identità anche urbanistica. Questa sfida per una città e un territorio intelligenti deve trovare una guida capace di interpretare un’idea che, in altre parti d’Italia, ha già saputo mobilitare realtà e personalità del mondo economico, della cittadinanza attiva, del mondo della cultura, attivando una rete di competenze e talenti che hanno messo in secondo piano le tradizionali appartenenze politiche per un comune impegno di cittadinanza. L’impegno pubblico che si caratterizza per competenze e alte qualità civiche non può e non deve essere disperso e allontanato quando si arriva al confronto elettorale. C’è bisogno di un protagonismo capace di dispiegare energia nel rappresentare la dignità di una Città capoluogo anche aldilà delle opportunità politiche, della spesso malintesa collaborazione istituzionale e delle convenienze di parte. C’è bisogno di tornare alle regole fondamentali dello stare insieme, ogni giorno misurando il senso delle cose che si fanno con il metro degli interessi generali della Città. La competenza, la concretezza e il coraggio dimostrati nell’intensa esperienza 20122014, propongono Augusto Marasco come interprete autorevole, per i prossimi cinque anni, per assumere questo compito di ricostruzione di senso e di prestigio dell’impegno pubblico per Foggia. Avendolo testimoniato sulla questione aeroporto o sull’insediamento a Foggia del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il suo impegno diretto incoraggia altre energie per rinnovare la rappresentanza nel Consiglio comunale, di cui tutte le forze politiche speriamo comprendano l’urgenza per fare di più e meglio di quanto non sia stato fatto finora.  

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Perché il centrosinistra è il campo migliore dove situare questo impegno? Perché il campo che ha sperimentato una mobilitazione positiva di cittadinanza, che con le primarie ha “rischiato” l’apertura come risposta alla crisi della rappresentanza e alla crisi di credibilità della politica. Molte persone si sono riavvicinate alla politica scorgendo, nel dibattito aperto sui programmi e sulle leadership del centrosinistra e del partito maggiormente rappresentativo del centrosinistra, una possibilità reale di «concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale», come recita la Costituzione repubblicana. Una possibilità colta da molti cittadini foggiani di aree culturali e di ispirazione diversa: 5.261 nel 2012 per la scelta del candidato premier del centrosinistra, 3.883 per la scelta del segretario nazionale del Partito Democratico.

Un programma aperto su tre caposaldi Stop al consumo del suolo, azioni vere a sostegno della vitalità del centro storico, attrattività industriale, politiche sociali all’altezza di una città con un ricco e variegato Terzo settore, governo pubblico amico dell’iniziativa privata, rivoluzione nelle politiche della sicurezza. Questa articolazione programmatica è aperta al contributo non solo delle forze politiche e sociali organizzate ma anche a tutte le ragazze e i ragazzi, le donne e gli uomini che vorranno contribuire direttamente e indirettamente ad aprire la strada nuova. Fino al 9 marzo e poi fino al 25 maggio, la campagna delle primarie e la campagna elettorale vera e propria devono proporsi come uno strumento per mobilitare energie nuove e plurali, non l’arena in cui gonfiare i muscoli o mettere in scena lo spettacolo più appariscente. Si include anche con gli atteggiamenti e, in questi anni, troppo spesso sono stati non visti o marginalizzati i bisogni e la volontà di partecipazione che si esprimevano a voce bassa, dicendo “Buongiorno” e con un sorriso cortese.

> RIDARE UN CENTRO A FOGGIA. Sul centro urbano di Foggia deve essere concentrato ogni sforzo non solo di elaborazione ma anche di strumenti concreti per rigenerarlo scegliendo di dire “stop al consumo di territorio”. Deve essere incentivata la ristrutturazione degli edifici più vecchi, come si è provato a fare con successo, appena quattro mesi dopo l’assunzione delle responsabilità amministrative sulla Pianificazione e programmazione del territorio, promuovendo contributi pari a 100 euro per ogni metro quadrato di superficie lorda coperta complessiva, 150 euro a mq per interventi di miglioramento sismico, 200 euro a mq per interventi di demolizione e ricostruzione. Ma occorre anche innescare processi nuovi più complessivi che riguardano l’economia locale. Questa economia è stata sconvolta dallo svuotamento di migliaia di metri quadrati lasciati per trasferirsi in aree più periferiche e più attrezzate della città o del territorio comunale. Ma anche la grande trasformazione dell’economia mondiale produce mutamenti importantissimi sulla nostra città: basti pensare alle esigenze di spazio delle banche che, fino a ieri, avevano bisogno di enormi superfici per attività ormai largamente praticate allo sportello bancomat o via Internet. Nel nostro centro cittadino c’è uno svuotamento non so  

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lo di spazi fisici ma anche di persone e attività economiche, dai bar ai ristoranti, dal negozi di vicinato ai tabaccai, dalle edicole ai servizi alle persone. Ipotizzando che 1.000 persone che lavoravano o frequentavano il centro spendessero una media di 5 euro al giorno a testa, significa che in quest’area sono venuto meno entrate per oltre un milione di euro l’anno.

> ATTRARRE BUON LAVORO E BUONA ECONOMIA. La qualità della guida dei processi non è indifferente. Specialmente quando all’Amministrazione si richiede, come minimo, di non essere “nemica” di chi lavora e di chi intraprende, entrambe attività che la Costituzione considera il motore per una società più giusta ed evoluta sul piano materiale e spirituale. Questa funzione regolatoria e “di servizio” è spesso dimenticata per processi che, sia dal punto di vista amministrativo che dal punto di vista politico, sono fini a se stessi, si guardano allo specchio, risultando odiosa espressione di un’autorità e di un potere. Un governo amico del lavoro e dell’impresa non ha timore reverenziale verso Amministrazioni dello stesso colore politico se osserva che le procedure vanno a rilento, l’attenzione è balbettante o peggio ancora. Il prossimo quinquennio sarà un banco di prova durissimo per dare efficienza a un ciclo di investimenti che ha bisogno di almeno due cose fondamentali: - rimanere al riparo da incursioni dirette o indirette criminali; - procedere a ritmi serratissimi. Per fare esempi concreti, un investimento da circa 4 milioni di euro per la messa in sicurezza dal rischio idraulico della zona industriale di Foggia Incoronata, deciso nel dicembre 2009, ancora aspetta di diventare un cantiere. Un rischio calcolato sull’ordine probabilistico dei 200 anni si è materializzato agli inizi di dicembre dell’anno scorso quando, in 72 ore, a causa della pioggia e dell’esondazione del Cervaro, lavoratori e imprenditori sono stati costretti a lasciare per diversi giorni i capannoni completamente allagati e pieni di fango, con i danni ingentissimi che Coldiretti, Confagricoltura e Copagri hanno denunciato in quelle campagne che vorremmo destinate alle nuove prospettive disegnate dalla Politica Agricola Comunitaria. Si avviano cantieri per circa 40 milioni di euro che, dal fascio ferroviario di presa e consegna nella stazione di Foggia Incoronata alla viabilità per l’interconnessione al nuovo casello, propongono Incoronata come un polo logistico-trasportistico ferro-gomma di primissimo livello. Un futuro prossimo già tracciato e in parte già in movimento che potrà essere rallentato dalle incapacità del sistema decisionale pubblico o dalla competizione di Bari. E che potrà essere favorito da come saremo in grado di lasciare che assetti e funzionamento siano definiti anzitutto con il concorso del tessuto produttivo reale: abbiamo, infatti, bisogno di gestioni moderne, attinte a esperienze di rango europeo, centrate sui bisogni che esprimo lavoratori e imprese.

 

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> IL CICLO 2014-2020 E LE CITTÀ. Quello che, con qualche ritardo, sta partendo è un ciclo di programmazione focalizzato sulle città. Elemento centrale per Foggia sarà il ridisegno e la modernizzazione dei servizi urbani per i residenti e gli utilizzatori della città. Completato a luglio il grande cantiere del Terminal intermodale Foggia Stazione, dobbiamo lanciare la sfida del treno-tram perché abbiamo bisogno di una città della mobilità e della logistica sostenibile. Un grande progetto che, da subito, ci prospetta la grande opportunità della trasformazione urbanistica del grande fascio ferroviario di viale Fortore di cui, finalmente, Ferrovie dello Stato ha formalizzato il destino. È una grande opportunità perché finalmente ci consente di ricollegare il Villaggio Artigiani e i Rioni Diaz e Martucci alla città e al suo centro urbano. Quando si evocano queste visioni si attivano le controspinte negative: “pensiamo prima all’essenziale”, “uno spreco rispetto a urgenze più quotidiane”, “il treno-tram trasporterebbe disoccupati da una città all’altra della provincia”. Rompere questo incantesimo negativo è il nostro primo dovere. L’estate di due anni fa Ferrovie del Gargano ha avviato un servizio ferroviario sperimentale che collegava, di sera, Calenella-Peschici, San Menaio, il nuovo porto turistico di Rodi Garganico e Cagnano Varano. In poco più di un mese sono stati registrati più di 16.000 viaggiatori. Riattivata nel 2009 dopo che era abbandonata da 25 anni, la Foggia-Lucera trasporta 2.500 passeggeri al giorno e ha comportato la soppressione di 54 coppie di corse di autobus che hanno potenziato i servizi nelle aree più interne dei Monti Dauni. Davvero pensiamo che questo non c’entri nulla con l’urbanistica e il Piano Urbanistico Generale che Foggia sta facendo? Davvero pensiamo che questi flussi siano ininfluenti rispetto all’economia del turismo, del tempo libero e dei servizi? Su Foggia deve partire un pacchetto di azioni per il risparmio energetico, con priorità al risparmio energetico nell’edilizia pubblica e negli impianti di illuminazione per abbattere i costi di gestione e le emissioni causate anzitutto dall’Amministrazione comunale. Dobbiamo trovare soluzioni avanzate per indire gare europee e per provocare rotture positive anche nella dinamica del lavoro creato in questi anni in questi settori. Il miglioramento della gestione dei servizi collettivi erogati deve fare leva sulla dimensione tecnologica e organizzativa con il ricorso agli strumenti propri del paradigma “smart cities”, come nell’esperienza amministrativa 2012-2014 è stato sperimentato inserendo Foggia in quel grande laboratorio mondiale che è Q-Cumber, il GeoSocialForum che collega tra loro le persone del territorio interessate a sviluppare strategie collaborative di sostenibilità. Occorrono pratiche e progettazione per l’inclusione sociale per i segmenti di popolazione più fragile, rompendo un approccio tradizionale alle politiche sociali che è forse il settore dove più è necessario che il capoluogo trovi una nuova strada anche in rapporto alla massiccia dose di innovazione promossa negli ultimi 9 anni dalla Regione.

 

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