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Atlas Copco Italia News | Anno 4 n.3 | Aprile 2014

NEWSLETTER Customer Centricity è la nostra scelta La sensazione di avvertire i primi segni di una ripresa capace di mettersi la crisi alle spalle si manifesta un mese sì e uno no, segno che il motore ha difficoltà a ripartire. Molte cose sono cambiate in questi non pochi anni di difficoltà. Una chiave di lettura del cambiamento è stata la conversione dell’attività imprenditoriale. Per chi ha mantenuto il suo indirizzo si è comunque reso necessario riconsiderare i processi produttivi. Per noi, impresa che lavora con le imprese, la necessità è stata ed è quella di riconsiderare e sviluppare il rapporto con loro. A partire dal nostro ruolo ! Tecnicamente la nostra scelta viene definita Customer Centricity, ossia il Cliente al Centro dei nostri interessi, per essere a nostra volta al centro delle sue scelte. Ma oggi le cose sono cambiate e la centricità deve essere, e per noi è diventata, trasversale. Non si limita solo alla proposta di un prodotto, non si estende semplicemente ai servizi ma deve creare una vera partnership con il Cliente per trovare soluzioni insieme per dare risposte alle esigenze di prodotto e di servizio specificamente necessarie alla qualità e produttività del Cliente, sempre più nell’ottica della Lean manufacturing. E da questo presupposto è stato sviluppato il Global Key Account Management che segue il cliente a livello globale, dedicandogli gli stessi manager che, operando con lui ovunque lui operi, abbiano una visione a 360 gradi delle sue esigenze e necessità, garantendo le stesse competenze ovunque nel Mondo. Roberto Rota General Manager Divisione Utensili Industriali

RICERCA & INNOVAZIONE PER DARE CERTEZZE AL FUTURO La lunga storia Atlas Copco, ricca di successi, è piena di prodotti innovativi. Nel 1936 fummo pionieri nel settore minerario con una rivoluzionaria perforatrice che ha portato a una maggiore velocità di perforazione della roccia più resistente. Nel 1949 presentammo il primo compressore diesel portatile completamente raffreddato ad aria con minori necessità di manutenzione... pagina 2

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Zoom Il consueto appuntamento con Ecomondo, ci ha consegnato la seconda edizione degli Stati Generali della Green Economy, promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 66 organizzazioni...

Prodotti Da oltre 20 anni Atlas Copco sviluppa utensili con tecnologia a turbina. Sulla base di questa esperienza l’offerta della casa svedese si arricchisce ora della nuova smerigliatrice GTG25...

Attività La Business Line General Industry Atlas Copco si rivolge a 5 segmenti di mercato; l’Elettronica che ha una presenza sul territorio meno significativa, l’Offroad, che interessa l’industria dell’assemblaggio...

Acquisizioni Atlas Copco, fornitore leader nelle soluzioni di produttività sostenibile, ha acquisito la tedesca Synatec che garantisce importanti soluzioni migliorative all’offerta della Casa svedese principalmente nell’industria....

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Incontri di GRUPPO | AtlasCopcoNEWSLETTER | 2

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Ricerca & Innovazione per dare certezze al futuro La lunga storia Atlas Copco, ricca di successi, è piena di prodotti innovativi. Nel 1936 fummo pionieri nel settore minerario con una rivoluzionaria perforatrice che ha portato a una maggiore velocità di perforazione della roccia più resistente. Nel 1949 presentammo il primo compressore diesel portatile completamente raffreddato ad aria con minori necessità di manutenzione. Nel 1966 lanciammo i primi demolitori idraulici prodotti in serie che resero più semplice la demolizione

di rocce e di strutture di calcestruzzo. Giusto per fare alcuni esempi. La capacità di innovare di ingegneri, addetti al marketing e alle vendite, che identificarono i bisogni di questi prodotti e svilupparono la loro realizzazione all’interno dell’attività Atlas Copco di allora, è alla base del nostro ruolo di leader dell’industria globale quale siamo noi oggi. L’innovazione di prodotto resta la chiave del nostro futuro. Prodotti che aprono nuove strade - vuoi perché richiedono meno energia, perché sono più potenti, più sicuri per l’operatore o più ergonomici - sono fondamentali per diverse ragioni: migliorano

la produttività dei nostri clienti consolidando il nostro rapporto con loro e motivano la nostra intera organizzazione, in particolar modo, la forza vendita. E non dimentichiamo che migliorando i nostri prodotti contribuiamo a rendere migliore il mondo. I compressori di oggi hanno bisogno solo dell’11% dell’energia richiesta 90 anni fa. L’innovazione continua va di pari passo con la produttività sostenibile. Atlas Copco ha un impegno a lungo termine per la ricerca e lo sviluppo. Noi collaboriamo con molte università per promuovere la preparazione di nuovi ingegneri. Accogliamo i ricercatori esterni ad Atlas Copco


Incontri di GRUPPO | AtlasCopcoNEWSLETTER | 3

aprile 2014

RONNIE LETEN, MANAGER DELL’ANNO

Lo scorso 8 gennaio il magazine economico belga “Trends Tendances” ha nominato Ronnie Leten, CEO Atlas Copco, “Manager dell’Anno”. “Questo titolo è un grande onore per me ed è un fiore all’occhiello per tutti i dipendenti del Gruppo, impegnati ogni giorno per far diventare Atlas Copco l’azienda di successo che è oggi. Con orgoglio continuo ad esserne ambasciatore nel mondo, sapendo di poter contare su ognuno di loro per costruire il futuro della Compagnia… perché, dopotutto, ‘c’è sempre un modo migliore”. Ronnie Leten, President and CEO del Gruppo AC

che ci contattano attraverso il nostro sito per sottoporci le loro idee. Siamo certi di avere l’organizzazione adatta per arrivare dall’idea al prodotto finito. Anche l’interazione con i nostri clienti più esigenti rappresenta una fonte e una guida per l’innovazione. Nel 2012 abbiamo aumentato del 24% i nostri investimenti in ricerca e innovazione.

attraverso le acquisizioni. Quando, nel 2011, acquisimmo l’industria manifatturiera tedesca SCA con essa prendemmo adesivi e sigillanti di alta qualità. Questi prodotti stanno registrando una crescente richiesta di mercato dovuta all’aumento di uso di materiali leggeri nel settore automobilistico e in altre attività industriali.

Recentemente abbiamo lanciato alcuni grandi, nuovi prodotti che sono il frutto del nostro duro lavoro di Ricerca e Sviluppo. Il compressore GA VSD+, che riduce circa della metà il consumo di energia rispetto ai compressori tradizionali, ha ottenuto un immediato successo sul mercato. Un altro recente esempio è rappresentato dalla “linea verde” di dumper e pale LHD elettrici da miniera: la minore emissione di gas di scarico fa si che si riduca la necessità di ventilazione in galleria, con una conseguente diminuzione dei costi legati a questo aspetto.

Forbes, la celebre rivista economica internazionale, anche quest’anno ci inserisce tra le prime 100 società innovative del mondo. Siamo orgogliosi e felici

Talvolta i prodotti innovativi sono arrivati

di questo rinnovato riconoscimento ma siamo anche consapevoli del duro lavoro che serve per continuare a rimanere all’avanguardia nel processo innovativo. Siamo orgogliosi dei nostri prodotti ma dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione per avere la certezza di rimanere innovativi: questa sarà sempre la vera chiave per garantirci un futuro ricco di successi. Ronnie Leten Presidente e CEO Atlas Copco


ZOOM | AtlasCopcoNEWSLETTER | 4

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Green economy: una risposta possibile alla crisi Il consueto appuntamento con Ecomondo, ci ha consegnato la seconda edizione degli Stati Generali della Green Economy, promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 66 organizzazioni di imprese rappresentative del settore in Italia, in collaborazione con i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico. Dieci gruppi di lavoro hanno realizzato “Il pacchetto di misure per un green new deal per l’Italia” che, nel proporre le azioni da intraprendere, agisce da stimolo indicando la green economy come una possibile via d’uscita dell’Italia dalla crisi economica. “Per affrontare la crisi italiana servono misure innovative che, senza aumentare né il debito pubblico né la pressione fiscale,

riducano i costi economici e ambientali, producano benessere, attivino nuovo sviluppo durevole, ripresa degli investimenti e occupazione”. Con questa premessa il Consiglio Nazionale introduce il decalogo di interventi da sostenere per attivare un vero e proprio Green New Deal per l’Italia. In sintesi la piattaforma proposta: 1) Attuare una riforma fiscale ecologica rivolta allo sviluppo di investimenti e occupazione green. Si parla di eliminazione di incentivi a favore di attività a impatto negativo sull’ambiente; riesame della spending review nella stessa ottica; misure di fiscalità ecologica ((carbon tax, raod pricing, ecc.); incremento della quota del fondo regionale finanziato dal tributo discariche per sostenere la deducibilità fiscale di investimenti finalizzati all’innovazione tecnologica e riduzione del cuneo fiscale. 2) Attivare programmi per un migliore utilizzo del-

le risorse europee e una crescita di finanziamenti rivolti a progetti italiani. Sviluppare strumenti finanziari basati sul principio “payment by result” per ridurre il costo del denaro, favorire la partnership pubblico-privato, stimolare una crescita green qualitativa, aumentare gli appalti pubblici verdi di beni e servizi, rafforzando la governance del sistema. 3) Ridurre i costi per sostenere gli investimenti per le infrastrutture verdi, la difesa del suolo e delle acque. La via è quella della riduzione di gas serra per contenere la crisi climatica: infrastrutture verdi, parchi, giardini ma anche pareti e tetti verdi e, più in generale, reti di aree naturali e seminaturali; prevenzione del dissesto idrogeologico attraverso finanziamenti sottratti al vincolo del patto di stabilità; piena operatività ai distretti idrografici con i fondi strutturali 2014-2020, assicurando all’irrigazione un elevato utilizzo delle acque reflue depurate; adeguati sistemi di misurazione per canoni e tariffe di acque pubbliche e servizio idrico integrato e risparmio idrico con azioni premiali come l’introduzione dei certificati blu. 4) Varare un programma nazionale per efficienza e risparmio energetico. L’innalzamento al 65% per gli interventi di riqualificazione energetica va reso permanente. Il recepimento della Direttiva 27/2012 è un’occasione per promuovere una Roadmap con


ZOOM | AtlasCopcoNEWSLETTER | 5

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obiettivi vincolanti al 2030 per l’efficienza energetica, comprensivo della riqualificazione del parco edilizio con finanziamenti sostenuti dal risparmio energetico pluriennale e applicazione dei contratti servizio energia con IVA 10% per il settore privato. Fondo di garanzia per reti di teleriscaldamento da inserire tra i servizi urbani di base. Audit energetici a favore delle PMI per individuare sprechi. 5) Sviluppare il riciclo dei rifiuti. Modificare la Tares con un meccanismo che premi chi conferisce i rifiuti in modo differenziato. Incoraggiare il riciclo e la sua priorità rispetto al recupero energetico e scoraggiare lo smaltimento in discarica. 6) Promuovere il rilancio degli investimenti per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili fissando un obiettivo 2030 sostenuto da un fondo di garanzia con la Cassa Depositi e Prestiti, detrazioni fiscali, un’integrazione delle incentivazioni efficienza energetica/fonti rinnovabili, un utilizzo sostenibile di biocarburanti per la mobilità, conclusione del processo di liberalizzazione e potenziamento della ricerca. 7) Attuare programmi di rigenerazione urbana, recupero di edifici esistenti, aree industriali dismesse, bonifiche limitando il consumo di suolo non urbanizzato e tutelando la produzione agricola. Servono semplificazioni e procedure più rapide e

processi partecipativi per lo sviluppo delle città intelligenti e sostenibili (Smart City). 8) Istituire un Fondo Nazionale per la mobilità sostenibile per il periodo 2014-2020 con i proventi di pedaggi stradali e accise sui carburanti per favorire la diffusione di veicoli ad alta efficienza e basse emissioni (gas, ibridi, elettrici), la sostituzione di vecchi autobus con mezzi a bassa emissione, l’adeguamento delle infrastrutture ferroviarie per il trasporto metropolitano dei passeggeri e intermodale delle merci, piste ciclabili e percorsi a priorità pedonale, crescita del telelavoro e del trasporto condiviso. 9) Sostenere l’orientamento biologico dell’agricoltura di qualità, di filiera corta. Con la detrazione fiscale favorire le iniziative private dirette a valorizzare la multifunzionalità dell’a-

gricoltura come strumento di organizzazione, manutenzione e fruizione del territorio. 10) Attivare un piano nazionale per l’occupazione giovanile green riducendo, almeno per tre anni, il prelievo fiscale e contributivo per l’impiego, dando più forza al manifatturiero Made in Italy, associato alla bellezza e alla qualità ecologica attraverso una riallocazione verde degli incentivi distribuiti all’industria in vari modi. Avviare un programma di riqualificazione ambientale degli impianti e delle produzioni a elevato impatto promuovendo l’innovazione dei processi produttivi. Promuovere il Made “Green” in Italy con la qualificazione in chiave ambientale delle aree industriali favorendo l’attrattività dei territori. Sostegno alle start-up di imprese giovanili.


PRODOTTI | AtlasCopcoNEWSLETTER | 6

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GTG25 la nuova smerigliatrice top di gamma Per celebrare i 20 anni di successi ottenuti grazie all’introduzione della tecnologia turbo nelle smerigliatrici, Atlas Copco propone l’ultima versione, la GTG25 per assicurare ai propri clienti di raggiungere nuovi traguardi per quanto riguarda potenza, prestazioni e ergonomia per l’operatore. La nuova smerigliatrice Atlas Copco è

realmente prima in tutto e i fattori chiave riscontrabili sono: • Produttività incomparabile • Robustezza, resistenza, e affidabilità nel tempo • Alti requisiti ergonomici ergonomia • Basso “cost of ownership” Produttività incomparabile Il nuovo motore propone una turbina a due stadi che riduce al minimo le perdite di potenza di aria, contenendone i consumi, 34 l/s alla massima potenza di 2,5kW, grazie a un sensibile intervento sulle guarnizioni di precisione determinato dall’installazione di cuscinetti a sfere della migliore qualità presente sul mercato per garantire la migliore tenuta assiale.

Il cuscinetto a sfere consente di ridurre la velocità della turbina da 65000 a 20.000 giri/min. offrendo così il migliore controllo della velocità stessa grazie al regolatore posto in prossimità dell’albero/mandrino. Nel caso in cui la velocità di rotazione cresca oltre il massimo consentito al motore verrà chiusa l’alimentazione dell’aria attraverso l’intervento di un ago in acciaio A questo si aggiungono l’eccezionale potenza e il peso ridotto che garantiscono un eccellente rapporto potenza-peso (2,5 kW per 2,1 kg) Robustezza, resistenza, e affidabilità nel tempo La smerigliatrice GTG25 garantisce ridotti costi di


PRODOTTI | AtlasCopcoNEWSLETTER | 7

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GTG 25 ASPETTI COSTRUTTIVI

Leader in ergonomia Ergonomia applicata: basso livello di vibrazioni (<3,8m/s²); bassi livelli di rumorosità; maniglia di supporto regolabile rivestita in gomma; impugnatura d’avviamento ergonomica Ergonomia e sicurezza per l’operatore: meccanismo

di blocco indipendente per fuori-giri del disco; doppio dispositivo di sicurezza sull’impugnatura contro gli avviamenti accidentali.

Versioni disponibili

manutenzione dovuti a un design robusto e resistente nel tempo e alla modularità dei componenti interni che garantiscono intervalli di service più dilatati nel tempo. Anche l’elevata produttività si conferma nel tempo grazie all’elevato rapporto potenza peso che garantisce anche un’eccellente ergonomia e al regolatore di giri che conferisce stabilità alla velocità di rotazione

SVILUPPO DEL MOTORE TURBO

Descrizione

Cat. No

GTG25 F120-13

8423252501

GTG25 F085-18

8423252502

GTG25 S085*

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GTG25 S085-M14*

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ATTIVITÀ | AtlasCopcoNEWSLETTER | 8

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La strategia General Industry

Gino Rosellini, Business line Manager GI Atlas Copco Italia

La Business Line General Industry Atlas Copco si rivolge a 5 segmenti di mercato; l’Elettronica che ha una presenza sul territorio meno significativa, l’Offroad, che interessa l’industria dell’assemblaggio di macchine nel settore Construction e Agriculture che, in Italia, vede tra i principali clienti AC, il gruppo Case New Holland, Dana Spicer, il Gruppo Comer Industries, Walvoil, e il gruppo Brevini Fluid Power; l’Aerospace, principali clienti: Gruppo Finmeccanica, Alenia, Agusta Westland e Gruppo Avio settore in cui Atlas Copco è posizionata come fornitore preferito di soluzioni che migliorano la produttività e qualità del prodotto finito; Assembly (assemblaggio) principalmente composto da sub-segmenti, come il Motorcycle e l’Appliance: setto-

ri industriali che si contraddistinguono per una forte domanda di qualità nell’assemblaggio; principali clienti: Ducati, Piaggio, Honda, Indesit, Whirpool, Electrolux, Abb, e motorcycle, principali clienti: Ducati, Piaggio, Honda; Fabrication & Maintenance, una realtà di aziende che operano nel settore energia, e nella produzione dell’acciaio sulla quale Atlas Copco sta investendo molto e che ha portato, tra l’altro, all’acquisizione, nel 2013, di realtà importanti come Rapid Torc e Tentec, Una politica di intervento realizzata nell’ottica di presentarsi assolutamente competitivi nell’importante segmento “oil & gas” legato al mercato dell’energia. “Queste acquisizioni ci hanno consentito di entrare in questo significativo mercato - conferma Gino Rosellini, Business line Manager GI Atlas Copco Italia - aprendo l’offerta a nuovi possibili canali di distribuzione sostenuti da nuove competenze interne. La capacità di intervenire nel processo oil & gas ci consente di diventare interlocutore importante per alcuni clienti con cui finora abbiamo potuto intrattene-

re solo relazioni marginali come, ad esempio, Saipem al quale oggi siamo in grado di garantire importanti applicazioni per interventi sotto il livello del mare”. “Sempre nel segmento Fabrication & Maintenance - continua Rosellini - importante la nuova proposta di smerigliatrici che ci introduce nei settori Fonderia e Carpenteria pesante aprendo un dialogo commerciale con altri importanti clienti. ILVA un nome su tutti” Investimenti e acquisizioni rappresentano quindi il primo punto fermo della strategia di crescita intrapresa dal gruppo…? “… nel modo più assoluto. La strategia Atlas Copco consiste nella crescita organica e attraverso le acquisizioni. Il coinvolgimento della distribuzione, che interessa la realizzazione di vere e proprie partnership con distributori a livello nazionale, vale quasi la metà del fatturato della Business Line GI. Questa relazione passa attraverso la creazione di rapporti più importanti e una speciale preparazione del loro personale. Investimenti che danno valore aggiunto alla partnership come testimoniano in risultati raggiunti e ulteriormente migliorabili” L’attività di vendita presso i Clienti diretti e il supporto ai distributori è garantito da tecnici commerciali Atlas Copco che operano su tutto il territorio nazionale. “Tutto questo - conclude Rosellini - è accompagnato dalla mission “Customer Centricity” promossa dal Gruppo e dalla indubbia e riconosciuta forza del brand Atlas Copco sul mercato”.


ATTIVITÀ | AtlasCopcoNEWSLETTER | 9

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Global Key Account Manager Luca Taverna, Global Key Account Manager Case New Holland

Luigi Savastano, Business Line Manager MVI, Global Key Account Manager Fiat/Chrysler Group

Dal 2011 l’organizzazione Atlas Copco Divisione Utensili Industriali ha ampliato le sue competenze con la creazione dell’area Global Key Account Management che annovera un selezionato numero di manager distribuito in tutti quei Paesi che ospitano l’Headquarter dei Clienti che hanno diverse unità produttive nel mondo. L’obiettivo è quello di mettere a disposizione una risorsa professionale specializzata affinché questa possa interagire con il cuore dell’organizzazione del Cliente e pianificare le attività in tutti quei Paesi che ospitano le diverse unità produttive. Atlas Copco Italia è coinvolta nell’attività globale del Global Key Account nella gestione dei rapporti con il Gruppo Fiat che interessano i segmenti OFFROAD e l’AUTOMOTIVE di cui si occupano rispettivamente Luca Taverna, che si

relaziona con l’Headquarter Case New Holland, e Luigi Savastano per Fiat/ Chrysler. Tutti i Global Key Account Manager si coordinano a livello centrale attraverso il Marketing della Casa madre, e che ricevono puntuali follow up da tutto il mondo. In qualità di Global Key Account, Taverna e Savastano svolgono un ruolo strategicamente importante nel gestire i rapporti, tra Headquarter e periferia dell’organizzazione del Cliente. Nel contempo i GKAM coordinano le attività tra il paese sede dell’headquarter (l’Italia nel caso di FIAT) e le altre nazioni dove sono presenti le unità produttive del Gruppo, interagendo con la Svezia per un coordinamento generale Atlas Copco. Guardando in casa propria i GKAM utilizzano tutte le leve commerciali perché possano rispondere alle esigenze riscontrate, confrontandosi con la Ricerca & Sviluppo perché si possano valutare risposte a nuove esigenze,

partecipando ai momenti decisionali del cliente (come accade da tempo, ad esempio, in casa John Deere), confermando il passaggio della funzione Atlas Copco dal ruolo di fornitore di qualità a quello di partner/consulente direttamente coinvolto in Progetti Globali. L’attività coordinata a livello di GKAM è resa possibile dall’ormai raggiunta e rodata definizione di standard universalmente condivisi dalle grandi imprese che operano a livello globale e che allinea l’identità, la qualità e le soluzioni a prescindere dal contesto geografico produttivo. La relazione da semplice è diventata più articolata, da tattica a strategica, ed è passata dalla vendita del prodotto a valore aggiunto consulenziale, recepito come parte integrante dall’organizzazione del cliente. Una consulenza globale, quindi, impegnata in progetti globali, regolati da accordi globali, naturalmente service incluso.


EVENTI | AtlasCopcoNEWSLETTER | 10

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Ottimo avvio per Lean Production Lean production è un programma orientato all’ottimizzazione dell’organizzazione delle attività sul posto di lavoro a sostegno del quale Atlas Copco ha organizzato anche una Academy che promuove specifici corsi formativi. In questo senso è stato predisposto un team operativo nella sede di Stoccolma. Si tratta di consulenti esperti nei vari settori di mercato (Automotive - Aerospace, Off Road ad esempio) che approfondiscono tematiche relative all’attività interna ed esterna tendenti ad ampliare gli orizzonti, innanzitutto rispetto ai rapporti con l’organizzazione Atlas Copco, elevare conoscenze e competenze in senso globale. Il corso in Svezia ha una durata di 3 giorni ed

è seguito da un workshop in azienda. In alternativa all’Academy, Atlas Copco propone il corso formativo Lean Consulting nella soluzione consulenza in azienda che contiene il pacchetto analisi + sviluppo per Lean Production. In questi mesi, a partire dallo scorso settembre, Atlas Copco Italia ha promosso diverse iniziative a cui stanno seguendo nuovi appuntamenti nei mesi di maggio, giugno e luglio per la presentazione di Lean Academy e Lean Consulting. Un esempio è stato nel mese di settembre un incontro esclusivo a Pistoia con Ansaldo Breda su qualità, produzione, sicurezza, processo di industrializzazione che ha coinvolto 20/25 persone Ansaldo a copertura di tutti i settori. E sempre nell’ottica di un intervento in tutti i principali distretti industriali è seguito un meeting a Bologna per

un numero più ampio di aziende (Lean Assembly - errori e sprechi nelle operazioni di assemblaggio) teoria - pratica - funzioni qualità - eliminazione delle attività di recupero - process engineering. A dicembre incontro presso ATI, un distributore Atlas Copco in Umbria, ad Umbertide (PG); presente un produttore finale di mezzi industriali e suoi fornitori della componentistica. Effetti degli incontri: • Ansaldo Breda ha iniziato un processo di acquisto di chiavi dinamometriche elettroniche digitali per discriminare l’errore non percepito dalle precedenti chiavi dinamometriche meccaniche; • il Gruppo Bonfiglioli ha in processo di verificare (censimento) i servo mezzi nei suoi 5 stabilmenti per focalizzare l’effettivo utilizzo relativo alla criticità dell’applicazione; • La Società Dinamic Oil ha compreso la necessità di dotarsi di strumenti di controllo per verificare la precisione dei servomezzi utilizzati sulla linea; • Terex (2 stabilimenti a Bologna e Perugia) ha deciso di migliorare le postazioni di lavoro dal punto di vista ergonomico.


ACQUISIZIONI | AtlasCopcoNEWSLETTER | 11

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Synatec entra in Atlas Copco Atlas Copco, fornitore leader nelle soluzioni di produttività sostenibile, ha acquisito la tedesca Synatec che garantisce importanti soluzioni migliorative all’offerta della Casa

svedese principalmente nell’industria automobilistica. Con base vicino a Stoccarda, in Germania, Synatec fornisce alle aziende manifatturiere prodotti e soluzioni in grado di migliorare la flessibilità e la qualità delle attività sul posto di lavoro, di guidare l’attività dell’operatore nonché di garantire la raccolta e l’analisi dei dati. “Synatec gioca un ruolo chiave nel mercato automobilistico perché consente

alle aziende del settore di puntare su una produzione più flessibile con tempi di commercializzazione più veloci dei nuovi modelli nonché su crescenti richieste di qualità – commenta Mats Rahmstrom, Presidente della Business Area Industrial Technique di Atlas Copco. L’acquisizione risponde perfettamente alla nostra strategia di rafforzare il portafoglio delle soluzioni produttive che offriamo all’industria automobilistica e anche ad altri settori produttivi”.


RASSEGNA STAMPA | AtlasCopcoNEWSLETTER | 12

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Rassegna stampa è uno spazio dedicato a un articolo, un servizio radiotelevisivo, una testimonianza proveniente dal web su cui ci sembra interessante fermare la giusta attenzione, insieme.

SVILUPPO SOSTENIBILE

rapporti24 / impresa - il Sole 24 Ore 5/11/2013

La sfida green

UN PIANETA “SMART” E’ UN SOGNO REALIZZABILE Energia pulita e tecnologie per efficienza, riciclo, bonifiche e taglio degli sprechi sono ora a basso costo e a elevati benefici di Laura La Posta

E’ solo questione di volontà politica: dopo secoli di danni all’ambiente e crescita irresponsabile ora ci sarebbero tutte le condizioni per mettere il pianeta in sicurezza, costruendo sviluppo e rallentando i cambiamenti climatici in atto. Le tecnologie green a basso costo sono ora disponibili e gli investimenti in efficienza energetica su ripagano rapidamente. Le industrie leader stanno eseguendo efficientamenti energetici e negli approvvigionamenti, proponendo prodotti più ecologici, vaccinando gratis su vasta scala i bambini nei Paesi in via di sviluppo, avviando una corretta filiera del riciclo. Molti Governi e l’Unione Europea stanno incentivando energia pulita, ristrutturazioni ecologiche, bonifiche, infrastrutture verdi e smart city, mentre l’Onu ha dichiarato guerra agli

sprechi idrici e alimentari e spinge sull’acquacoltura ittica per produrre più cibo. L’elenco di buone pratiche avvistate potrebbe andare avanti. Sul Rapporto24 odirneo del Sole 24 Ore ne segnaliamo diverse. “Ma ora è tempo di mettere a regime questi sforzi e lavorare al’erede del concetto di sviluppo sostenibile nato 25 anni fa: la crescita verde inclusiva” – annuncia Rachel Kyte, vicepresidente allo Sviluppo sostenibile della World Bank. Non a caso l’istituto internazionale che concede credito ai Paei in via di sviluppo ha chiamato il suo ultimo studio sulla sostenibilità “Inclusive green growth”. “Abbiamo bisogno di crescita, altro che di decrescita felice – dice Kyte -. Solo lo svuluppo può finanziare la vera svolta che si concretizza nel dare accesso all’elettricità a 1,3 miliardi di persone che non ce l’hanno, acqua pulita ai 900 milioni a secco, servizi igienico-sanitari ai 2,6 miliardi che ne sono sprovvisti e creare strade per gli 800 milioni tagliati fuori dal mondo quando piove”. Ma come si avvia una crescita verde inclusiva? “I Governi devono sussidiare i prodotti

green - risponde - : auto ibride (ora a quota 1,2 milioni di esemplari nel mondo) o a basse emissioni, energia pulita (su cui ora già si investono ben 160 miliardi di dollari all’anno), innovazione tecnologica che consenta di preservare l’ambiente senza spendere troppo. Le imprese continueranno a investire in questi ambito solo se lavoreranno in un contesto regolarmente favorevole. Se vedranno incentivati ancora i combustibili fossili e aggravati da imposte elevate i prodotti ecologici, getteranno la spugna. Al contrario, politiche ben costruite, con attenzione ai loro effetti sui più svantaggiati, possono generare una crescita economica buona per l’ambiente e anche per i più poveri”. Non si tratta solo di teoria. “La World bank sostiene economicamente 89 Paesi che hanno lanciato buone politiche green – racconta la vicepresidente-. Ad esempio, abbiamo finanziato l’installazione di un milione di pannelli solari sulle abitazioni dei più poveri del Bangladesh. Ma i Governi devono ripensare il concetto di Pil come indicatore della ricchezza di una nazione. Ora che il mondo fronteggia la crescita della popolazione e i cambiamenti climatici, il capitale naturale (acqua, terra, aria pulita, ecosistemi) deve entrare nei bilanci nazionali. Come tutte le forme di capitale, richiede investimenti, manutenzione e buona gestione. Solo così può diventare produttivo e contribuire alla crescita verde inclusiva di cui il nostro pianeta ha bisogno”.


SOCIALE | AtlasCopcoNEWSLETTER | 13

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WATER FOR ALL ITALIA DIVENTA UN’ASSOCIAZIONE Fondata in Svezia nel 1984 dai dipendenti Atlas Copco, Water for All, l’Associazione umanitaria legata al Gruppo svedese, può contare oggi sull’adesione di 26 Paesi con l’intuibile obiettivo, allo scadere di questi suoi primi trent’anni di attività, di arrivare a trenta entro il 2014. In Italia Water for All è arrivata nel 2006 e la sua attività è coordinata da Federica Cagnoni che, proprio quest’anno, intende portare a termine l’azione più significativa di W4A Italia: l’atto

Pakistan: 4 aule per bambini disabili

di registrazione che le consentirà una maggiore elasticità tanto nella raccolta quanto nella destinazione dei fondi finalizzati alla soddisfazione dell’obiettivo statutario: consentire a tutti l’accesso all’acqua potabile. Il raggiungimento ideale di questo traguardo salverebbe ogni giorno, nel mondo, la vita a 5.500 bambini. Federica, quali azioni hanno contraddistinto l’attività di Water For All Italia in questi suoi primi otto anni di attività? “Con il partner AMREF Italia, dal 2007 al 2011 in Kenya (Makueni, Kitui,..) e in Uganda (Gulu, Kitgum) abbiamo contribuito alla costruzione di 6 pozzi e relative tubature, portando benefici a più di 2000 persone. Dal dicembre 2012 abbiamo aperto l’iniziativa a tutte le compagnie del Gruppo, che ci hanno permesso di incrementare notevolmente le donazioni. Nel 2012 abbiamo lavorato a

un progetto finalizzato nel corso del 2013: la messa in protezione di una sorgente naturale favorendo l’accesso all’acqua potabile a 150 famiglie e ad una scuola con 277 studenti, permettendo loro di avere maggior tempo da dedicare ad attività agricolo/economiche. L’intervento è stato realizzato in Kenya nella località Kimana, Divisione Limana nel distretto Oloitokitok della contea Kajiado. Nel 2013, nonostante le numerose difficoltà, siamo riusciti a devolvere ad AMREF una somma altrettanto importante, con la quale garantiremo la protezione di un’altra sorgente”. In occasione del trentesimo compleanno è stato prodotto un nuovo video storico che, attraverso un’intervista ai fondatori, spiega la nostra attività. La realtà Water For All rappresenta un esempio tangibile del comune sentire che vive all’interno di Atlas Copco tra l’azienda e i suoi dipendenti, un atteggiamento a cui non si sottraggono le altre Società del Gruppo che esprimono il loro senso di appartenenza nei fatti con la loro attiva adesione a Water for All che in Italia può così contare anche sull’apporto concreto di MultiAir, Blm, Abac, Ceccato e Stonetec.

Atlas Copco Pakistan sta sostenendo con contributi e sponsorizzazioni la realizzazione di quattro aule scolastiche e tutti i servizi ad esse collegati a favore della “Marghzar Welfare Society”, una realtà fondata nel 2004 e attiva nel Mughalpura Campus di Lahore. La maggior parte dei bambini ospiti soffre di difficoltà di apprendimento, menomazioni dell’apparato auditivo e lievi ritardi mentali. Questo intervento rientra nel processo di sviluppo del nuovo campus di “Lala Rukh Scholl for Special Children” che coinvolge 120 studenti compresi nelle patologie indicate. La partecipazione di Atlas Copco a questa importante iniziativa rafforzerà i suoi legami con la società locale e sarà importante per garantire un’educazione migliore ai bambini pachistani che hanno bisogno di attenzioni speciali.


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MONDO | AtlasCopcoNEWSLETTER | 14

Piccoli assaggi dalle tradizioni culinarie dei Paesi in cui Atlas Copco è presente. Siamo a Melamchi, in Nepal, per contribuire alla realizzazione di una galleria per portare l’acqua dove non c’è

NEPAL • “Daal Bhat Tarkari” Ingredienti: x 6 persone Riso: 6 tazze - Lenticchie: 1 tazza - Sale& Zucchero: qb - Curcuma & Cumino: qb - Olio: qb - Acqua: 3 tazze - Zenzero&Peperoncino verde: 1 cucchiaino - Semi di senape: un pizzico - Ceci: 600 gr - 2 cipolle - 1 spicchio di aglio - curry 1 cucchiaino 1 peperone rosso - 600 gr di mais - 300 gr di broccoli - 2 pomodori - succo di limone Preparazione: Daal Salsa di lenticchie: Portare l’acqua a ebollizione a fuoco medio. Aggiungere le lenticchie, abbassare la fiamma e coprire fino a quando le lenticchie non saranno tenere (circa 15 minuti). Poi togliere dal fuoco. Tagliare a pezzettini lo zenzero e il peperoncino

fresco e triturare nel mixer. Versarli in padella e cuocere aggiungendo sale, zucchero, spezie. Appena rosolati, rimuovere dal fuoco. Friggere in poco olio i semi di senape per qualche secondo. Aggiungere alla salsa di lenticchie e lasciar cuocere per altri 3 minuti. Tarkari Verdure: Mettere a rosolare aglio e cipolle, cucinando a fuoco vivace per qualche minuto e mescolando continuamente. Pulire il

Stoccolma per le Olimpiadi invernali 2022 Stoccolma insieme ad Åre, importante centro per gli sport invernali nella parte nord-occidentale del Paese, intende candidarsi alle Olimpiadi invernali 2022. La proposta prevederebbe il coinvolgimento diretto dell’area di Stoccolma e ogni specialità sciistica occuperebbe una specifica zona della città. In lizza con Stoccolma sono già Almaty (Kazakistan) e Lviv (Ucraina), mentre Oslo sta ancora valutando l’opportunità di candidarsi. Se la candidatura sarà ritenuta sostenibile, il primo progetto dovrà essere presentato allo CIO entro il 14 Marzo 2014, mentre la decisione finale del Comitato Olimpico Internazionale verrà presa il 31 luglio 2015.

peperone eliminando semi e filamenti e tagliarlo in piccole strisce. Scolare bene i ceci, quindi aggiungere nella pentola ceci e peperone. Versare 4 bicchieri di acqua calda in pentola e lasciare proseguire la cottura per 5 minuti a fuoco lento. Spezzettare i broccoli. Tagliare il pomodoro in piccoli pezzi e scolare il mais. Aggiungere tutte le verdure in pentola, condirle con il curry e lasciare cuocere per 10 min dopo il raggiungimento dell’ebollizione. Condire con succo di limone e sale. Bhat Riso: Cuocere il riso separatamente. Servire in piatti grandi e separatamente: riso al centro e verdure ai lati. Affiancare una coppetta con salsa di lenticchie.

Atlas Copco Italia News Newsletter mensile di informazione Anno 4 - n. 3 Testata registrata presso il Tribunale di Monza n. 2020 30 maggio 2011

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MarCoRelations.it Hanno collaborato C. Baraldini, F. Cagnoni, I. Fassi, A. Mascheri, G. Rosellini, R. Rota, L. Savastano, L. Taverna.

Ibrahimovic miglior giocatore svedese 2013 Zlatan Ibrahimovic ha vinto il pallone d’oro svedese Guldbollen per l’ottava volta nella carriera (la settima consecutiva). Il 27 marzo 2014 le Poste svedesi hanno deciso di festeggiare questo ennesimo riconoscimento dedicandogli cinque nuove francobolli che lo ritraggono in primo piano e il suo gol in rovesciata contro l’Inghilterra è stato incluso nella lista dei 10 gol che concorreranno per il premio Puskas. Pochi altri atleti svedesi sono stati vicino allo status di superstar come Ibrahimovic, sia giocando per un club svedese che per una serie di importanti club internazionali, non da ultimo, il Milan.


STORIA | AtlasCopcoNEWSLETTER | 15

aprile 2014

Atlas Copco Italia: le cose che contano

Dall’aria compressa all’elettronica

Da sempre Atlas Copco è sinonimo di innovazione attraverso lo sviluppo tecnologico. Circa 20 anni fa, la Business Area Industrial Technique ha iniziato un processo di trasformazione dello sviluppo dell’utensile pneumatico, alimentato ad aria compressa, puntando all’utensile elettronico, gestito attraverso una unità di controllo. Lo sviluppo tecnologico ha supportato quelli che sono i punti fondamentali degli

utensili manuali industriali per Atlas Copco: Qualità, Produttività ed Ergonomia. Su questi tre principali fattori si sono concentrate tutte le attività di sviluppo degli utensili manuali industriali. La costante richiesta di incremento della Qualità in ambiti diversi quali, ad esempio, la precisione nel serraggio, unitamente a una minore reazione sul braccio dell’operatore e a un minor peso dell’avvitatore stesso, hanno portato allo sviluppo dei primi utensili manuali elettronici della serie A e G, in relazione alla potenza richiesta. Era il primo passo verso lo sviluppo sempre più personalizzato dello sfruttamento di motori elettrici a corrente alternata, per arrivare all’utilizzo degli stessi sugli avvitatori

manuali. I motori elettrici permettono una miglior gestione della precisione dell’avvitatore nelle fasi del serraggio e quindi una maggior garanzia di precisione del serraggio. Nel contempo il limitato peso mantiene il rapporto peso/potenza (campo di coppia) estremamente valido mettendo le basi di una costante riduzione del peso degli avvitatori e, grazie al controllo elettronico della gestione dello stesso, una minore reazione sul braccio dell’operatore. L’Ergonomia dell’utensile nei confronti dell’operatore ne beneficia ed è, per Atlas Copco, un punto di costante sviluppo. Oggi gli utensili della gamma Tensor, sia con cavo che a batteria, sono una dimostrazione del continuo e costante sviluppo che la tecnologia ha dato ai nostri prodotti. Non ultimo il nuovo concetto brevettato lanciato sul mercato lo scorso anno chiamato Turbo Tight, che consiste nel mantenere elevata la produttività utilizzando al massimo nella gestione del serraggio la velocità dell’avvitatore (Produttività) e nel momento del raggiungimento del valore di coppia/angolo desiderato l’avvitatore assorbe la potenza espressa con notevole miglioramento e riduzione della reazione sul braccio dell’operatore (Ergonomia). Il tutto garantendo un elevato grado di Qualità nella precisione del serraggio.


Servo presse PST Tre tecnologie in un unico sistema

Ora Power MACS 4000 è in grado di gestire tutte e tre le tecnologie di serraggio, misura/taratura, pressatura. La pressa PST utilizza lo stesso motore, cablaggio e centralina dell’avvitatore QST e il software di gestione Tools Talk Press è identico come struttura a quello Tools Talk Avvitatura e Misurazione. Questa comunanza di hardware e software porta ad una notevole riduzione delle scorte dei pezzi di ricambio e ad una contrazione dei costi di installazione e formazione. Mandrino pressa PST

Il design compatto, a forma di U, del mandrino della pressa PST ne semplifi ca l’installazione in spazi limitati. La trasmissione a ingranaggi garantisce durata e precisione superiori nel tempo e una maggiore fl essibilità. La rotazione del motore elettrico è trasformata in movimento lineare per mezzo di una vite a rulli planetari. La forza è misurata sull’albero di uscita mediante trasduttore torsiometrico,fattore che rende il sistema estremamente preciso.

Software

Il Software di gestione Tool Talk Press assicura controllo completo dei parametri di pressatura più avanzati ed include la registrazione dei dati come: avanzamento, forza, data, ora, statistica in tempo reale, lista degli eventi e degli errori, guasti, messaggi di allarme per possibili derive del processo.

www.atlascopco.it


Atlas Copco Div. Utensili Industriali Newsletter Maggio-Giugno 2014