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Informazione – ecologia – beni ambientali e forestali – fotovoltaico - convegni – itinerari – sport - diritto ambientale Anno 1 – Numero 0 – Spedizione in a. p. 45%, art. 2, comma 20/b, legge 662/96 – Filiale di Roma – maggio 2010

Fotovoltaico idrorepellente, la tecnologia prende esempio dai ragni. pag. 5

di Marcello Trento

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usa Dua, città nell’isola di Bali, Indonesia. Qui si è avuto e concluso il forum ministeriale sull’Ambiente organizzato dall’Unep, nonché 11a sessione del Consiglio direttivo, che ha visto riuniti i rappresentati dei dicasteri ambientali di 100 Paesi; e sempre da qui prende il nome della dichiarazione firmata, impegno messo nero su bianco dagli stessi, verso il rafforzamento della risposta globale alle grandi sfide ambientali ed alla sostenibilità. Prima nel suo genere la dopo quella del 2000 a Malmöe, in Svezia, la Nusa Dua Declaration sottolinea tematiche calde e sui cui i governi a livello mondiale non possono transigere, a partire dall’importanza fondamentale della biodiversità, l’urgente necessità di combattere i cambiamenti climatici e d’adoperarsi per un buon risultato nel vertice messicano, fino alle opportunità che esistono nell’accelerare la transizione verso un’economia a basso te nore di carbo ni o. Soddisfatto il direttore esecutivo dell’UNEP Achim Steiner: “I ministri responsabili per l’Ambiente, riuniti a solo poco più d’un mese dopo la conferenza sui cambiamenti climatici a Copenaghen, hanno parlato in maniera unita, chiara e inequivocabile e voce unit a ” . La dichiarazione sottolinea altresì la necessità di migliorare la gestione ambientale a livello mondiale, accettando il fatto che “l’architettura della governace” sia per molti versi diventa troppo eter o g e n e a . “Il cambiamento inizia con il riconoscimento che il modo in cui viene attualmente gestita la dimensione ambientale dello sviluppo sostenibile è troppo complesso e frammentato”. Ricordando come lo status quo non possa rappresentare oggi un’opzione contemplabile, Steiner ha tenuto a segnalare la

General Electric aiuterà il Pakistan a mettere a frutto le rinnovabili pag. 8

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rima e fondamentale dichiarazione rilasciata in questo decennio, che impegna i governi a rafforzare la risposta globale alle grandi sfide ambientali e ad assicurare la sostenibilità di questa generazione. determinazione mostrata dai ministri a realizzare questo cambiamento attraverso un processo politico ben definito. “Ma i ministri hanno inoltre riconosciuto che l’azione verso un’economia verde, una in grado di soddisfare le molteplici sfide e di cogliere le molteplici opportunità, sta prendendo piede a livello mondiale. Accelerare tutto ciò è un elemento chiave della Dichiarazione di Nusa Dua, e detiene la capacità di indirizzare l’azione futura verso quella transizione necessaria ad un pianeta di sei miliardi di persone, che passeranno a nove miliardi entro il 2050”.

zarlo attraverso un processo politico. ministri hanno inoltre riconosciuto che l'azione verso l'economia "'verde", in grado di soddisfare molteplici sfide e cogliere maggiori opportunità, sta prendendo il via nelle economie di tutto il mondo. Il mondo conterà 9 miliardi di individui entro il 2050, il che rende la transizione verso delle economie sostenibili necessaria ed urgente».

e dei rifiuti chimici, alle sfide del cambiamento climatico, l'immobilismo non è un'opzione. Questo cambiamento inizia con il riconoscimento che il modo in cui stanno gestendo la dimensione ambientale dello sviluppo sostenibile è attualmente troppo complesso e frammentato. Un cambiamento è necessario e qui i ministri hanno sottolineato la loro determinazione a realiz-

sonio confrontati anche con il presidente dell'Ipcc Rajendra Pachauri, i ministri dell'ambiente hanno confermato l'importanza centrale delle informazioni scientifiche dell'Ipcc per capire quali risposte dare ai cambiamenti climatici, tuttavia, di fronte alle recenti critiche rivolte all'Ipcc per alcuni errori riscontrati nel suo quarto rapporto, diversi governi ha chiesto una revisio-

Quella di Nusa Dua è la prima dichiarazione a così alto livello di ministri dell'ambiente di 130 Paesi dopo quella del 2000 a Malmöe, in Svezia, e sarà inviata all'Assemblea generale dell'Onu che si terrà entro la fine dell'anno. I mille delegati del forum dell'Unep si

E' sardo il parcheggio fotovoltaico più grande d’Italia pag. 16

ne indipendente dei dati dell'Ipcc Tutti i dettagli sulla revisione e sul suo campo di applicazione saranno annunciati questa settimana e il rapporto verrà presentato alla plenaria dell'IPCC che si terrà in Corea del ad ottobre.

“100 impianti in 100 comuni” Rimini aderisce al fotovoltaico Rimini, in novembre, è stato il primo comune in Romagna ad adottare “100 impianti fotovoltaici per 100 comuni”, che l’ENER (Ente Nazionale delle Energie Rinnovabili) ed Energesco S.r.l promuovono insieme ai Comuni italiani aderenti. Per la costruzione degli impianti il 18 novembre 2009 è stato stipulato un accordo bilaterale paritario fra Energesco e CNA: l'associazione di categoria, rappresentata dalla sua E.S.Co. Energy Eco Group, è stata indicata quale partner territoriale per i prossimi progetti ambientali. Venerdì 5 marzo alle 18 presso il palazzo del Turismo in piazzale Fellini sarà presentato il bando di partecipazione aperto alla cittadinanza riminese. Saranno presenti Alberto Ravaioli, Sindaco del Comune di Rimini, Andrea Zanzini, Assessore alle Politiche Ambientali ed Energetiche, Emiliano Bugli - Energy ECO Group, Davide Frisoni - Sportello per l’Energia; Marco Elisei - ENER - ENERGESCO. ENER - associazione che ha lo scopo di concorrere alla promozione e utilizzazione delle fonti energetiche rinnovabili in un rapporto equilibrato tra insediamenti e natura – attraverso “100 impianti per 100 comuni” s’impegna con Energesco (una E.S.Co. leader nazionale sul 3 kWp integrato che si occupa della realizzazione, installazione e manutenzione degli impianti), individuato come partner tecnico e finanziario, a promuovere nel territorio patrocinato dall'Ente la realizzazione di 100 impianti fotovoltaici per ogni città, destinati a nuclei familiari, con la costruzione complessiva di 10.000 micro centrali elettriche da 3 kw per un totale di 30 MGW che sa-

ranno realizzate nell’arco di 18 mesi con un investimento pari a 200 milioni di Euro. Le richieste sono regolate da bandi rivolti ai cittadini con le condizioni tecniche ed economiche per realizzare gli impianti, e sono disponibili finanziamenti a copertura dell'intera spesa per interventi di realizzazione dei "gazebo fotovoltaici" di potenza pari a 3 kWp collegati alla rete del distributore locale di energia elettrica. L'offerta del fotovoltaico non sarà limitata a singoli cittadini, ma estesa in primo luogo agli enti pubblici, ai condomini, all'agricoltura. Vi sono progetti anche per alberghi ed altre strutture turistiche, e chi vive in condominio potrà in futuro beneficiare di questo tipo di energia aderendo ad una Enercoop in qualità di socio sovventore che gestirà impianti in spazi comunali. L'ammortamento è previsto in venti anni. Gli interventi messi a bando nella nostra provincia saranno a costo zero per i primi cento cittadini che ne facessero richiesta, grazie agli incentivi statali per l'energia da fonti rinnovabili. I richiedenti dovevano disporre di uno spazio dai 25 ai 30 mq con una giusta esposizione al sole, dove allestire una sorta di “gazebo” a pannelli voltaici. CNA, rappresentata dalla sua E.S.Co. Energy Eco Group, è stata indicata quale partner territoriale non solo per "100 impianti in 100 comuni”, ma anche per EURO.P.A, Euro Pubblica Amministrazione sostenibile. Progetto EURO P.A. è un marchio che identifica un modello di attuazione delle politiche di sviluppo sostenibile da parte di una Pubblica Amministrazione, e aggrega le Pubbliche Amministrazioni mediante un’adesione etica al protocollo di Kyoto e alla carta di Aalborg. Da qui scaturisce una certificazione volontaria per le PP.AA. che intendono perseguire i principi della Sostenibilità Ambientale, che comprende tre processi: risparmio energetico e autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, educazione ambientale alla sostenibilità, turismo sostenibile e responsabile.


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& architettura

Il museo più verde al mondo P

rogettata da Renzo Piano, la nuova e strepitosa sede di San Francisco della California Academy of Sciences ha aperto al pubblico i suoi battenti un anno fa. Appena cinque mesi più tardi, in marzo, poteva già festeggiare il suo milionesimo visitatore e per la festa del compleanno, a fine settembre, si prevede il raddoppio ufficiale del numero di visitatori. In seguito al terremoto che, nel 1989, distrusse diversi edifici dell'istituzione accademica, le varie collezioni di scienze naturali e l'acquario erano state sistemate provvisoriamente in altri locali. Ora l'acquario, il planetario, il museo di storia naturale e una foresta tropicale artificiale che si estende su quattro piani sono finalmente riuniti sotto uno stesso biotetto, un «living roof» verde, che intende preservare l'habitat di specie autoctone di piante e animali minacciati di estinzione. Il complesso dalla superficie lorda di piano di 40.000 metri quadrati si integra nel Golden Gate Park circostante. Accanto alle esposizioni aperte al pubblico, l'edificio ospita anche vari enti di ricerca. L'Accademia punta a coprire fino al dieci per cento del proprio fabbisogno energetico sfruttando l'impianto fotovoltaico da 172 chilowatt che si estende su una superficie verde di 18.300 metri quadrati. I moduli trasparenti, dotati di celle al silicio monocristallino di Sunpower Corp., fungono sia da centrale elettrica sia da dispensatori d'ombra. Le stime parlano di oltre 213.000 chilowattora di energia immesse ogni anno direttamente nella rete dell'edificio. L'impianto era entrato in funzione già nell'autunno 2007, un anno prima dell'inaugurazione ufficiale. Dati aggiornati sulla produzione energetica non sono ancora disponibili, si dispiace l'addetto stampa, Andrew Ng. Per il fabbisogno energetico restante, l'istituzione percepisce

Il Museo di Scienze naturali dell’Accademia californiana delle Scienze non si limita a mettere in mostra la natura, aspira anche a proteggerla: nella cornice del Golden Gate Park di San Francisco, la sua sede si distingue per materiali da costruzione ecologici, efficienza energetica e approvvigionamento elettrico in parte da fonte solare: prima sede museale al mondo a ottenere il certificato «LEED Platinum», per edifici ecologici esemplari.

«certificati verdi» da 3 Degrees Asset Management Pte Ltd, azienda attiva nella commercializzazione di misure per la protezione climatica. Con questi certificati, l'Accademia conta di acquistare 1.350 megawattora di corrente. A parte l'armoniosa integrazione ambientale, la selezione dei materiali da costruzione e il comfort del microclima interno, il criterio importante che ha valso al progetto museale il conferimento del «LEED Platinum» è stata l'economicità e l'ecologicità dei sistemi di approvvigionamento energetico e idrico: l'acronimo che individua il premio sta per «Leadership in Energy and Environmental Design», ovvero primato nelLa facciata in vetro permette alla luce naturale di penetrare nel cuola progettazione energetica e re dell’edificio e agli spazi espositivi di «comunicare» visivamente ambientale. Negli Stati Uniti, con il parco circostante. il premio che istituisce questi certificati viene assegnato dall'US Green Building ta e curva, oltre che avere Council, un comitato per l'e- Un drago che si crogiola al sole prodotte dilizia ecologica che opera da Delun valore estetico, ne ha ansulla base della verifica di A gran distanza, chi si diri- solar Co. Ltd. Una speciale che uno pratico: da un lato requisiti dettagliati, raccolti ge allo stadio della città tai- colla al silicone, comuneprotegge gli spettatori dai in schede che prevedono di- wanese di Kaohsiung ne av- mente utilizzata per la reaventi di ponente tipici di verse classificazioni, che vista il bagliore luccicante lizzazione di facciate in ve- Taiwan e da un sole estivo conferiscono un punteggio e di blu. A chi si avvicina, tro, fissa i moduli allo sche- davvero cocente, dall’altro una classifica che va dal poi, la struttura può evocare letro in acciaio dello stadio consente l’afflusso di aria bronzo, all'argento, all'oro, fino al platino. All'indomani la scintillante corazza di un sportivo. Visitata dall’inter- fresca sotto le coperture e nell’arena di gara. dell'inaugurazione dell'edifi- gigantesca lucertola, che si no, la struttura si segnala cio di San Francisco, la giu- profila come sospesa sopra per lo snodarsi delle travi le cime degli alberi. E come d’acciaio e per la successioria annunciò di assegnare ben 54 punti alla nuova sede un vero rettile, il «drago vo- ne degli archi in cemento: dell'Accademia californiana lante» della seconda città due particolari che svelano delle Scienze, conferendole per abitanti dell’Isola adora l’impronta del noto archicosì il certificato al platino. crogiolarsi al sole. I suoi tetto giapponese Toyo Ito, L'edificio, progettato da 8.844 moduli fotovoltaici, la cui predilezione per la Renzo Piano in collaborache conferiscono il colore trasparenza e per le aperture zione con lo studio Chong Partners Architecture di San al tetto della struttura, con- ha profondamente segnato Francisco, risulta quindi fi- vertono tutta quella luce so- anche questa realizzazione. nora il primo e unico museo lare in chilowattora di cor- A osservarlo dall’alto, il – nonché il più grande edifi- rente elettrica pronta per es- cerchio che forma lo stadio da un lato si apre: qui si sere immessa nella rete cio pubblico al mondo – a potersi fregiare di tale rico- pubblica cittadina. Ogni spalanca un ampio accesso, noscimento. modulo è composto da due che dalla strada principale

lastre in vetro temprato, spesse sei millimetri, in mezzo alle quali sono state laminate celle fotovoltaiche

conduce all’interno dell’impianto sportivo che è in grado di ospitare fino a 52.000 spettatori. La struttura aper-


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& politica Particolarità del progetto della landa di Lieberose, presso Cottbus, è che ha contribuito a rinaturalizzare un ex poligono militare. Ma alla festa di inaugurazione, l’attenzione non era rivolta tanto all’ecologia quanto all’economia, con minacce di delocalizzazione in Asia della produzione tedesca. La centrale fotovoltaica che attualmente è la più grande della Germania sorge nel comune di TurnowPreilack nel Brandeburgo sudorientale, territorio dell’ex RDT, soltanto a un paio d’ore da Berlino. I promotori, la società di progettazione Juwi Solar GmbH e il produttore di moduli First Solar Inc., lo hanno chiamato «parco solare di Lieberose». Qui la prima cosa che cattura l’attenzione dei visitatori non può che essere la marea di moduli scintillanti al sole; soltanto in un secondo tempo, ci si potrà accorgere del terreno arido e sabbioso su cui non potrebbero crescere altro che pini contorti ed erica. Raffiche di un forte vento, di tanto in tanto, sollevano sabbia, facendola vorticare per qualche metro. Prima della caduta del muro di Berlino, il campo era utilizzato come area di esercitazione dai soldati dell’Armata Rossa. Completato il ritiro sovietico, l’accesso alla zona era stato interdetto, in quanto nel sottosuolo si nascondevano residuati bellici e varie sostanze chimiche sospette. Il Land del Brandeburgo non aveva i fondi per bonificare l’area disabitata dalle sostanze tossiche e dalle munizioni inesplose. Ecco perché il governatore socialdemocratico Matthias Platzeck ha iniziato il suo discorso per l’inaugurazione del parco solare di Lieberose parlando proprio della decontaminazione dell’area. La centrale inaugurata, che entro fine anno si estenderà su 162 ettari di superficie e disporrà di una potenza di 52,8 megawatt, peraltro non è ancora terminata. Complice la campagna elettorale tedesca (si veda a pagina 16), l’appuntamento di ferragosto si è comunque incastrato benissimo tanto nell’agenda del governatore locale quanto in quella del ministro federale tedesco dei Trasporti, dell’Edilizia e dello Sviluppo Urbano, il socialdemocratico Wolfgang Tiefensee, che ha anche la delega per la Germania orientale. Lieberose, ha affermato Platzeck, è «un progetto pilota nel campo della conversione di grandi areali» e al termine del periodo di sfruttamento per la produzione di corrente fotovoltaica, il terreno verrà restituito alla natura. Con lo sguardo rivolto alla centrale a carbone di Jänschwalde, visibile in lontananza, il politico locale ha sottolineato la decisione di «riconfermare il Brandeburgo come regione produttrice di energia». L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare il Land in regione industriale a forte orientamento ecologico. È previsto, ad esempio, che entro il 2020 il 17 per cento circa del fabbisogno di elettricità sia coperto dal fotovoltaico. Inoltre, la regione intende mantenere in loco le tecnologie di punta in questo settore. Sull’argomento si sono incentrati anche i discorsi degli altri oratori, primo tra tutti l’intervento del ministro Tiefensee: «È qui che si vede la forza necessaria a portare avanti la regione: questo parco rappresenta lo sviluppo delle aree orientali tedesche e del Paese intero». Certo: i sistemi di montaggio arrivano dall’azienda bavarese Leichtmetallbau Schletter

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Messo in ombra dalle discussioni

Il ministro federale tedesco dei Trasporti, dell’Edilizia e dello Sviluppo Urbano Wolfgang Tiefensee (a destra) e il governatore del Brandeburgo Matthias Platzeck montano il modulo numero 560.000 del parco solare di Lieberose impiantato da Juwi Solar GmbH.

All’inaugurazione del parco solare più grande di Germania, c’è chi parla di delocalizzazione in Asia. Inaugurato dalle ditte Juwi e First Solar, entro fine anno il più grande parco solare tedesco – tra i primi al mondo – vedrà installati moduli per circa 53 megawatt. GmbH, gli inverter dall’assiana SMA Solar Technology AG e i moduli provengono sì da una società statunitense, la First Solar Inc., ma questa ha il suo stabilimento europeo sito proprio nel Brandeburgo, a Francoforte sull’Oder. Secondo quanto affermato da Stephan Hansen, responsabile per la Germania dell’impresa che ha sede nello Stato federale dell’Arizona, circa un quarto dei moduli prodotti nello stabilimento di Francoforte è stato impiegato a Lieberose. Il che equivale a 30 megawatt dei 42 installati finora. La parte restante è stata fornita dai siti dislocati negli Stati Uniti e in Malesia. «Dobbiamo continuare a puntare su questa tecnologia – ha incalzato Tiefensee, rivolgendosi agli oltre 300 ospiti: – sappiamo che ci aspettano tempi difficili». Sarà possibile trattenere in Germania solo una parte delle imprese nate qui, «le altre si trasferiranno in Cina, in Asia. Lì l’industria beneficia di forti sovvenzioni, superiori a quelle che può permettersi l’Unione Europea», afferma con certezza il ministro, aggiungendo che il Paese dovrebbe concentrarsi

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sulle tecnologie di punta, per conservare il proprio vantaggio su questo piano. Resta peraltro aperta la questione del motivo per cui le imprese dovrebbero gestire produzioni in serie tecnologicamente più avanzate qui in Europa, piuttosto che in Estremo Oriente. Dopotutto, la forza di attrazione dei Paesi asiatici consiste proprio nei costi di fabbricazione più bassi. È questo il motivo per cui persino il costruttore di celle Q-Cells SE ha ridimensionato la produzione tedesca di Thalheim, trasferendola in Malesia (si veda a pagina 46). I politici evidentemente sono ancora sotto choc per la notizia. «Noi non abbiamo nessuna intenzione di cedere alla Cina la produzione di massa – afferma il ministro dell’Economia del Brandeburgo, il democristiano Ulrich Junghanns, che poi aggiunge – Vogliamo moduli Made in Germany e Made in Brandeburgo!». Probabilmente la presenza di numerosi rappresentati della stampa internazionale è stata determinata proprio dal tema della delocalizzazione di una parte dell’industria: sono arrivati giornalisti da India, Cina, Giappone, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti e Francia. Anche l’inviato del quotidiano britannico

DIRETTORE DIRETTORE RESPONSABILE

«Economist» ha dichiarato a PHOTON di essere piuttosto interessato al futuro dell’industria fotovoltaica tedesca che al parco solare di Lieberose. Così purtroppo è passato in secondo piano un aspetto finora unico di questa realizzazione: lo sfruttamento di una superficie inutilizzata, il cui terreno contaminato in passato ne impediva ogni uso. Prima che Juwi Solar potesse metter mano all’area dell’installazione, in qualità di impresa responsabile dell’appalto, qui furono necessari due anni di lavoro, per rimuovere dal terreno razzi anticarro, granate e mine. Gli esperti artificieri locali ne hanno mostrato diversi esemplari e nel corso dei lavori di costruzione, in un’area di 300 ettari, sono stati recuperati circa 20.000 reperti militari. I residuati sovietici qui sepolti sono stati ritrovati fino a sei metri di profondità. Inoltre, sarebbero state rinvenute oltre dieci tonnellate di materiali chimici rilasciati nel terreno come scarto di esercitazioni all’uso militare di armi chimiche o di natura radioattiva, destinate magari alla decontaminazione in simulazioni di vari scenari bellici. Il Brandeburgo ha speso circa quattro milioni di euro per la bonifica, riuscendo a far fronte alla spesa grazie all’affitto per il ter-

STAMPA

reno pagato da Juwi Solar. Insieme a First Solar, la società ha assicurato in modo sostanziale anche il finanziamento del parco. Dietro a Lieberose, c’è un consorzio di cinque banche tedesche, che ha raccolto circa l’80 per cento degli oltre 160 milioni di euro necessari. La somma restante è stata fornita dalle due imprese suddette, tramite un prestito. Secondo Fred Jung, fondatore e amministratore delegato del gruppo Juwi, si sarebbe trattato della più difficile richiesta di credito fondiario mai affrontata dalla sua azienda e gli istituti di credito avrebbero manifestato un tale scetticismo che le due imprese si sarebbero occupate direttamente della creazione del consorzio. Il suo gruppo prevede di realizzare l’anno prossimo in Germania impianti per una potenza complessiva di 120 megawatt, sempre impiegando moduli di First Solar. Al termine del contratto d’affitto ventennale, la centrale fotovoltaica dovrebbe essere smontata oppure il futuro gestore dovrà concordare con il Brandeburgo un prolungamento per lo sfruttamento dell’area. Futuro gestore che non sarà Juwi: una volta completato, il parco verrà infatti venduto a un investitore. Già si sarebbero manifestati trenta soggetti interessati, ma, secondo Jung, l’azienda condurrebbe le trattative soltanto con cinque o al massimo dieci di loro. L’intenzione sarebbe di individuare un acquirente entro fine anno. Proprio a causa dell’attuale crisi finanziaria, infatti, l’azienda avrebbe registrato, sia da parte di fondi di investimento che di altri gruppi finanziari, un maggiore interesse per i parchi solari. «Il rischio è quasi nullo. La tecnologia è collaudata», afferma Jung. I componenti utilizzati sono forniti dalle stesse aziende tedesche i cui prodotti sono stati impiegati in progetti precedenti a Waldpolenz, in Sassonia, o nella centrale di Köthen, nella Sassonia-Anhalt. Da gennaio, sul cantiere sono impegnate 130 persone. In seguito, Lieberose assicurerà in modo duraturo dieci posti di lavoro.

ABBONAMENTI


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& Economia


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& panorama sul mondo

Sul fiume, senza carburante La spinta dei battelli fotovoltaici del produttore berlinese Solar-waterworld non usa carburanti fossili. Anche se la materia prima che insieme alla fibra di vetro ne forma la chiglia è plastica derivata dal petrolio. Ma così lo scafo ha potuto alleggerirsi tanto da far risparmiare forza motrice. La vocazione al risparmio dei motori elettrici è tanto forte da consentirne un’alimentazione esclusivamente fotovoltaica. Non sembrava granché a suo agio, mentre si sporgeva dal parapetto sul lungofiume, il sindaco socialdemocratico di Berlino Klaus Wowereit: si vedeva che neppure a un politico navigato come lui era mai capitato di dover tenere a battesimo un natante. Il primo tentativo del lancio della bottiglia di spumante sulla fiancata dello scafo del catamarano è andato a vuoto: la fiasca è rimasta integra e il tradizionale rito è fallito. Al secondo colpo, si accinge con maggior vigore: il vetro finalmente si infrange, ma schizza un liquido appiccicoso sullo scafo e sulle nere scarpe del primo cittadino della capitale tedesca. È il 12 agosto scorso, quando l'«Aquabus modello C60» in varo sul fiume Sprea riceve il nome di «Solon». I marinai d'acqua dolce radunati sul molo della compagnia berlinese Bootsmanufaktur per assistere al battesimo applaudono, ignorando evidentemente che, secondo la superstizione marinaresca, il primo tentativo fallito è stato comunque di cattivo auspicio e che, secondo la superstizione, un futuro addirittura tragico attenderebbe il salotto galleggiante pensato per trasportare lungo i corsi d'acqua della capitale tedesca una sessantina di passeggeri alla volta, alimentato con la sola energia solar e . Nient'altro che superstizioni da marinai, se si guarda a come il predecessore del modello attuale già ha varcato con successo l'Atlantico. Del resto, lo stesso produttore che lo aveva sviluppato, la ditta Solarwaterworld AG, conferma oggi una rotta di successo. Contemporaneamente al varo del primo modello, l'impresa pone una pietra miliare nella storia della navigazione: «Siamo i primi al mondo a fabbricare in serie imbarcazioni alimentate esclusivamente a energia solare», annuncia Tim Schultze, membro del Consiglio d'amministrazione della ditta berlinese, facendo riferimento al catamarano più piccolo, denominato «Suncat 23», capace di trasportare su acque continentali fino a una dozzina di persone. Il

fratello minore del modello appena battezzato non viene tuttavia costruito nella capitale tedesca, perché la diecina di addetti occupati nella sede di Berlino non ce la farebbe. Il produttore tedesco ha dunque incaricato la taiwanese Horizon Yachts Co. Ltd. «Il loro cantiere navale è in grado di varare un Suncat 23 a settimana», afferma il dirigente. L'unità da diporto ecologica è disponibile a un prezzo netto che si aggira sui 60.000 euro. Il battello varato sulla Sprea è nettamente più grande e lussuoso del «Suncat 23». A parte il battesimo alquanto maldestro, il natante dà tutt'altro che l'impressione di essere sul punto di affondare. Se non altro, si può ben dire che abbia incassato bene il colpo del sindaco di Berlino! Supera poi, indenne, anche un successivo test di resistenza: il numero massimo di passeggeri ammesso, sessanta persone, vi si è imbarcato per il viaggio inaugurale. Salpate le ancore, il catamarano inizia così il suo viaggio, incontro al sole. A imprimere la spinta sono due motori elettrici entrobordo da otto chilowatt ciascuno. Ma il ribollire dei flutti che è l'unico suono percepibile si segnala nettamente a paragone del rombo dei generatori diesel che azionano l'elica della maggior parte delle navi passeggeri che solcano il sistema fluviale della Capitale tedesca. L'odore del carburante combusto, peraltro, non fa certo sentire la sua m a n c a n z a . Il nome di battesimo si deve al produttore di moduli berlinese Solon SE, fornitore dei 24 moduli fissati in coperta, composti da celle ad alta efficienza «A300» fornite dalla ditta Sunpower Corp. In questo caso, gli elementi fotovoltaici sono stati fabbricati su misura, non tanto per motivi tecnici, quanto per ottimizzare lo sfruttamento della superficie. Ma è un'idea che non farà scuola, perché sullo scafo delle imbarcazioni di prossima generazione, che otterranno la denominazione di «Suncat 46», è già previsto il montaggio di 22 moduli standard dello stesso produttore e si tratterà per la preci-

sione del modello «Black 280». La copertura dell'imbarcazione, ma non solo, subirà conseguentemente un adeguamento. «Stiamo ottimizzando persino il più piccolo angolo di superficie a bordo», afferma Klaus-Wilhelm Köln, che ha partecipato allo sviluppo del modello nautico. Aggiunge inoltre che persino il parapetto di coperta dovrebbe alloggiare dei moduli fotovoltaici, utili a produrre corrente elettrica soprattutto quando il sole è basso s u l l ' o r i z z o n t e . Ma a un certo punto della navigazione fluviale, ecco che il cielo si offusca e che i moduli restano senza sole... Il viaggio prosegue comunque senza interruzioni, perché i moduli, che rappresentano l'unica fonte energetica a bordo, immettono la corrente continua che generano in accumulatori al piombo-gel, i quali, attraverso un inverter, alimentano il motore anche quando il sole non splende. Con batterie a pieno carico, secondo il produttore, l'autonomia sarebbe al massimo di una decina di ore. La capacità complessiva degli accumulatori ammonta invece a poco meno di 1.000 amperora. Con una tensione di sistema di 48 volt, il valore è equivalente a una produzione energetica di una cinquantina di chilowattora, all'incirca quanto possono produrre una trentina di litri di gasolio. Il catamarano sa come sfruttare i vantaggi di uno scafo leggero e dalle linee ben profilate, per glis-

sare sull'acqua senza sprecare energia. Aggiunge Schultze che: «grazie alla contenuta resistenza idrodinamica, il precursore del C60 è stato in grado di attraversare l'Atlantico con la stessa potenza... di un buon tostapane». Un tostapane di fascia alta, insomma, a quattro scomparti da 1,6 chilow a t t . «Solon» però necessita di più potenza, rispetto al predecessore. Anzitutto ci sono i motori, che assorbono circa cinque chilowatt per mantenere in rotta il battello a una velocità di dieci chilometri orari, un po' più di cinque nodi. Poi ci sono lo spillatore della birra sotto pressione, il frigorifero e il lavello integrati nel bar della zona «lounge» del catamarano, che attingono a loro volta dalle batterie. E infine c'è il gioco di luci con LED colorati sul soffitto, che non può certo restare spento... I comandi dell'Aquabus sono pressoché identici a quelli dei battelli alimentati a gasolio, a parte l'assenza del pulsante di preriscaldamento delle candele nella testata del motore che consente di guadagnare un paio di secondi all'avvio. «Una nave è una nave»: è il giudizio succinto del capitano K l a u s S e i d e l . Compatibilità ecologica e lusso hanno il loro prezzo e per l'acquisto di un «Aquabus C60» o di un «Suncat 46» bisogna sborsare circa 900.000 euro, IVA esclusa.

La «flat» per il carburante è comunque compresa e alle code d'attesa alla stazione di rifornimento si potrà dire addio. «Se anche questo modello fosse poi prodotto su scala industriale, il suo prezzo potrebbe scendere del 20 o del 30 per cento» stima Schultze, che aggiunge: «Stiamo cercando un cantiere navale idoneo per la produzione di serie». Horizon Yachts è certo tra i candidati, ma la società tedesca non si preclude di poter trovare produttori capaci anche in G e r m a n i a . Pur senza essere dei milionari, molti possono comunque gustarsi il piacere di una gita chic sul battello «lounge»: per 350 o 400 euro IVA compresa, l'imbarcazione è infatti noleggiabile presso il «Solarboot-pavillon» di Berlino Köpenick e il capitano, per un'ora, è pagato. Chi volesse risparmiare può sempre accomodarsi a bordo del «Suncat 23», disponibile per una cifra da 60 a 75 euro l'ora, a condizione che si sia disposti a stare al timone e a non navigare sul tratto del fiume che taglia il centro di Berlino: in base alla legge, infatti, per navigare tra il Bundeskanzleramt (la sede del Cancellierato) e il ponte Oberbaumbrücke, oltre alla patente nautica è necessario un battello con una potenza minima di cinque cavalli. Dominik Solimann


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& economia

Gli stabilimenti Opel vengono dotati di impianti fotovoltaici Adam Opel GmbH, la società titolare del marchio automobilistico tedesco per il quale attualmente sono in corso discusse trattative di vendita, a un anno dall’allacciamento in rete dell’impianto da dieci megawatt costruito sulle coperture dei propri stabilimenti spagnoli di Saragozza, ha annunciato di volere installare moduli per altri tredici megawatt sui tetti della sua fabbrica tedesca di Rüsselsheim.

scritto da vari organi di informazione, la casa non intende consumare direttamente la corrente prodotta. Anche se per l’impianto è stato predisposto l’allacciamento alla rete privata dello stabilimento, i gestori intendono infatti convogliare sulla rete elettrica regionale tutta la corrente prodotta, onde sfruttare le detrazioni previste dalla normativa tedesca sulle energie rinnovabili (EEG). Finanziamento e gestione Il 21 settembre, insieme al- del primo progetto sono le aziende partner del setstati affidati a Solon tore fotovotaico Solon SE e Investment GmbH, società Tauber-Solar GmbH, ha fe- compartecipata del gruppo steggiato l’avvio dei lavori omonimo, che, a lavori uldel primo lotto dell’impian- timati, ha però già espresto da 1,8 megawatt che sta so l’intenzione di rivendere

del gruppo industriale tedesco che fornisce sia i moduli al silicio policristallino realizzati in proprio che le sottostrutture e gli inverter. Questi ultimi però non sarebbero di produzione propria, bensì acquistati da Power-One Inc. A Rüsselsheim, i primi 1,8 megawatt di potenza fotovoltaica dovrebbero essere allacciati alla rete prevedibilmente già entro quest’anno, mentre i restanti 11,2 verrebbero montati su altri tetti piani e «a shed», a copertura di una superficie complessiva pari a 225.000 metri quadrati. La statica dei capannoni può necessitare di soluzioni di montaggio elaborate: «Per alcuni di questi tetti, il sistema più a-

chnik. Anche la questione dei moduli resterebbe ancora parzialmente aperta: «In linea di principio, noi preferiamo la tecnologia cristallina, ma per alcuni tetti può succedere che si sia costretti ad attingere a moduli a film sottile». Neppure i nomi degli investitori e dei gestori dei futuri impianti previsti risulterebbero definiti, anche se, stando al dirigente, sarebbe «assai probabile» che Solon Investment possa prendere in consegna anche altri tetti. Nonostante alcuni problemi statici, egli confida in un volume di investimenti pari a circa 45 milioni di euro, ossia 3.460 euro per chilowatt. «Noi vogliamo installare quanti più impianti possibile, ma l’investimento deve essere anche economico»: sottolinea Spohn. L’impresa starebbe già cercando aziende partner per Kaiserslautern. Il destino dell’«offensiva solare» di Opel, a parte questi progetti, rimane comunque aperto, anche se «ancora non possiamo firmare alcun contratto», come afferma la portavoce Doris Klose: prima che possano partire altri nuovi progetti, bisognerà attendere la costituzione della nuova società presumibilmente controllata da Magna, che dovrà prima decidere il destino di ciascuna sede produttiva. Neelke Wagner

sorgendo sul tetto di uno dei capannoni di montaggio di più recente edificazione, quello denominato «K170», su cui il governatore democristiano dell’Assia Roland Koch, giunto appositamente da Wiesbaden, ha voluto farsi fotografare con un modulo in mano. Il contributo che ha inteso dare la nota casa automobilistica all’«offensiva» dell’industria fotovoltaica tedesca consiste però soprattutto nei contratti di locazione che ha stipulato con Tauber-Solar Energie- & Wärmetechnik GmbH, azienda del settore che ha sede a Hoch-dorfAssenheim, nei pressi di Mannheim. In Germania, la ditta si è assicurata non solo la commessa relativa ai tetti di Rüsselsheim, ma anche a quelli di Kaiserslautern, dove probabilmente potranno essere installati moduli per circa cinque megawatt di potenza. A differenza di quanto

la centrale. Sarebbero in corso colloqui con vari investitori, ma «non posso ancora far nomi», spiega Sylvia Ratzlaff, la portavoce

datto è ancora allo studio», chiarisce Marcel Spohn, membro del gruppo dirigente della ditta TauberSolar Energie- & Wärmete-

ENERGIA: ENTRO 2010 POMIGLIANO D'ARCO CAPITALE DELLE RINNOVABILI Municipio, scuole elementari e medie, piscina comunale, palestra di arti marziali, edifici pubblici e non solo, parcheggi, parchi, illuminazione pubblica. Con queste realtà Pomigliano d'Arco, comune campano alle falde del Vesuvio, si propone come città delle fonti rinnovabili dove tutto verrà alimentato dal sole grazie ai tre impianti di solare termico ed ai dodici impianti di fotovoltaico già realizzati. E non solo. »In estate sarà installato anche un quarto impianto di solare termico mentre quattro impianti di produzione di energia elettrica da biomassa partiranno entro la fine del 2010 . Con questi interventi avremo a Pomigliano d'Arco, entro la primavera del 2011 una riduzione di 13.915 tonnellate di emissione di CO2 e per il 2015 di ben 33.633 tonnellate«, annuncia Vincenzo Gaudiano, Presidente della Enam, la società ad intero capitale pubblico del Comune di Pomigliano d'Arco attiva nel settore Energia. E proprio domani Enam presenterà nel comune vesuviano »Un nuovo modello energetico per le città«, un programma interamente green cui sta puntando Pomigliano d'Arco. All'incontro, che si svolgerà al centro Paolo Borsellino, saranno presenti con Gaudiano anche Massimo Dentice D'Accadia, docente di Fisica Tecnica - Università Federico II di Napoli e Coordinatore del gruppo di lavoro per la realizzazione del Piano Energetico della Campania, Michele Buonomo, Presidente Legambiente Campania, Emilio Alfano, Presidente Regionale Api-Confapi, e Felice Russillo, Presidente del Consorzio Archè


Maggio 2010

& tecnologia sistem

Sistemi ad inseguimento da Eberswalde A giudicare dalla quota di mercato, la ditta tedesca MP-TEC GmbH & Co. KG non è tra i principali produttori di sistemi ad inseguimento. Il sistema ad inseguimento «Skytrap» della ditta tedesca MP-TEC.

Ma il fornitore di sistemi di Eberswalde è riuscito spesso ad attirare l’attenzione grazie a concetti innovativi. Nel 2007, ricevette il premio per l’innovazione del Land del Brandeburgo, per un impianto ad inseguimento «emisferico» in cui un giunto universale consente alla struttura portamoduli di ruotare in due direzioni, sugli assi orizzontale e verticale. A inizio 2008, il sistema fu presentato per la prima volta alla fiera Intersolar e nell’estate successiva, la soluzione fu battezzata «Skyrider». In seguito, il sistema è stato ulteriormente ottimizzato e sviluppato, e nell’ottobre di quest’anno la ditta ha ricevuto un altro premio per il suo inseguitore, questa volta nell’ambito del concorso «Land der Ideen» («Paese delle idee»). La particolarità del modello consiste nell’ampio raggio in entrambi i sensi di rotazione: il movimento azimutale (sull’asse verticale) è eseguibile a 360 gradi, mentre per l’elevazione (sull’asse orizzontale) è disponibile un raggio

da meno 80 a più 80 gradi. Tali caratteristiche farebbero del sistema il primo inseguitore fotovoltaico in grado di seguire effettivamente l’intero tragitto solare nel cielo. L’azienda assicura che, rispetto ai sistemi a installazione fissa, le simulazioni sulla resa registrerebbero guadagni del 40 per cento. Con l’impiego di un giunto universale, il produttore conta anche su vantaggi dal punto di vista della manutenzione e dell’assistenza sia per il costruttore che per i clienti, essendo assente qualsiasi azionamento rotatorio. Il movimento avviene esclusivamente tramite bielle. A riguardo, va rilevato però che gli attuali sistemi ad inseguimento disponibili sul mercato hanno sempre avuto più problemi con la resistenza alle sollecitazioni delle bielle che non con quella dei moderni azionamenti rotatori. Il produttore assicura tuttavia che il modello offri-

rebbe una stabilità eccezionale e che l’inseguitore sarebbe capace di resistere a venti con forza dodici, prima di portarsi in posizione di sicurezza. Il comando avviene tramite software o, a scelta, mediante un sensore. Il fabbricante non ha fatto mancare al mercato delle novità anche per quanto riguarda i sistemi monoassiali: da settembre è infatti disponibile l’inseguitore «Skytrap» che consente di montare un’area dei moduli di ampiezza massima di 15 metri quadrati. Il comando avviene tramite un sensore ottico. Sono collegabili meccanicamente

due inseguitori alla volta, cosicché due unità possono essere movimentate da un motore in comune. Jochen Siemer

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& ……...

Emergenza energetica in Venezuela: il paese punta sull'eolico

Combattere l’emergenza energetica istallando pale eoliche. Il governatore della regione del Falcon ha reso noto che entro luglio verranno istallati i primi rotori: a fine progetto saranno in grado di contare su una capacità di 100 MW. L’estate venezuelana vedrà l’avvio di un progetto in un campo dove il Paese sudamericano si trova ancora alle prime armi, ossia l’istallazione di 24 turbine eoliche nello stato del Falcon, come rivela lo stesso Stella Lugo, governatore della regione La windfarm ‘Paraguanà’ avrà una capacità di 100 MW a lavori ultimati, rientrando a pieno titolo nei progetti racchiusi nel piano del Venezuela per la diversificazione del mix energetico che, al momento, dipen-

de per il 70% dall’idroelettrico messo a dura prova dal fenomeno meteorologico ‘El Nino’. Attualmente infatti il problema della siccità sta imponendo un’accelerazione della produzione energetica da fonte rinnovabile a causa della scarsità di risorsa idrica che sta mettendo in difficoltà la popolazione. L’emergenza energetica potrebbe essere risollevata qualora venisse sfruttata la risorsa eolica visto che Lugo, durante un’intervista radiofonica, ha rivelato che dopo due anni di monitoraggi si è potuto concludere che la costante presenza di vento nella regione fa ben sperare, la produzione eolica potrebbe rivelarsi fruttuosa, in grado di sopperire al bisogno energetico del Falcon.

La Romania pronta a raggiungere 3,5 GW eolici

La lobby europea del vento dipinge lo stato dell’arte e le previsioni future per la capacità eolica rumena

A

d oggi la Romania possiede solo 14 MW di ca-

pacità eolica istallata, ma nelle previsioni stilate dell’Associazione

europea

dell’indu-

stria del vento si tratta di un dato pronto ad una crescita vertiginosa. L’Ewea, nel suo recente rapporto Pure Power, ha indicato la possibile strada affinché il Paese migliori la sua posizione rispetto a quella odierna, che lo vede come uno degli Stati europei con l’importo più basso di capacità di energia dal vento. Le aspettative parlano di 3.500 MW on shore raggiungibili nei prossimi anni, a partire dalla regione

di

Dobrogea,

che

confina

Nero.

In tal senso, qualcosa inizia a

“Esiste un enorme potenziale

con

il

Mar

smuoversi e fonti ufficiali fanno

di energia eolica in Romania,

sapere che una legge nazionale

e se gli ostacoli infrastrutturali

contenente misure di sostegno

esistenti verranno rimossi, il

all’eolico dovrebbe essere ulti-

mercato romeno dell’energia

mata nel primo semestre del

eolica crescerà, fornendo posti

2010.

di lavoro e contribuendo a guidare l’economia soprattutto nelle aree rurali più povere”, ha affermato Cristian Tantareanu dal centro per la promozione

dell’energia

pulita

ed

efficiente nazionale (ENERO). Già nel corso di una conferenza sull’energia eolica organizzata dalla EWEA a Bucarest lo scorso anno, Arthouros Zervos, Presidente dell’Associazione, aveva esortato il governo rumeno ad “affrontare al più presto questioni quali le procedure amministrative e di accesso alla rete per progetti di

energie

rinnovabili”.

Nonostante il basso livello di penetrazione di tale tecnologia, la Romania è sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo di energie rinnovabili – una quota del 24% di energie rinnovabili nel mix energetico globale entro il 2020 – anche e soprattutto con i progetti di sfruttamento del vento, come confermano le parole del Ministero romeno dell’Economia, Alexandru Sandulescu: “L’energia eolica sarà la nostra chiave per raggiungere il target prefissatoci di energie rinnovabili 2020”


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& Economia


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& Italia

Fotovoltaico: l’Italia supera il 1° GW ed è seconda solo alla Germania e oltre 20 mila persone occupate, direttamente o indirettamente, nel settore fotovoltaico. “Il Governo – ha continuato il ministro – è impegna-

Il fotovoltaico cilindrico arriva in Italia

S

timali se montati orizzontalbarcano anche in Italia i

mente e disposti uno vicino all’-

moduli fotovoltaici Sol-

altro. Ciò significa ottenere un

to a garantire continuità yndra, la tecnologia specificata- rendimento più elevato rispetto

I

alla crescita efficiente del mente progettata per ottimiz- ai sistemi tradizionali per la l Belpaese ha rag-

consumo annuo di 2.700 fotovoltaico, come dell’in- zare le prestazioni dei sistemi medesima superficie. Inoltre,

giunto

kWh.

una

produ-

tero comparto delle fonti fotovoltaici su tetti commercia- spiega la società, il flusso d’aria

zione di energia foto-

Ha commentato il ministro rinnovabili.

voltaica

dello

GWh

pari

su

a

base

1.300 annua,

Sviluppo

Siamo

forte- li. Le coperture in questione so- naturale tra i moduli permette

Claudio mente convinti della ne- no quelle di due centri com- di ridurre la temperatura di

Scajola: “Dopo i risultati cessità che il binomio e- merciali della catena piemonte- funzionamento

migliorandone

corrispondenti circa alle

positivi del settore delle nergia-ambiente si possa se Nova Coop, su cui il gruppo di

necessità della popola-

energie

zione dell’intero Friuli-

strati

Venezia Giulia.

nuovo traguardo è molto e con l’innovazione tecno- da 200 kWp e 400 kWp, grazie fotovoltaico per ridurre i costi

Sole, sole e ancora sole.

significativo per la nostra logica”. “L’attuazione della alla collaborazione di Photovol- energetici, sfruttando spazi inu-

Quello che negli ultimi an-

strategia energetica e, al nuova politica energetica taic Systems che seguirà le fasi tilizzati come coperture, capan-

ni ha visto triplicare gli im-

tempo

pianti fotovoltaici e quello

giante dal punto di vista derevole contributo all’am- Tradizionalmente, per una pro- impianti fotovoltaici industriali

che oggi splende sugli otti-

economico ed industriale. biente. I dati del GSE, la duzione d’energia ottimale, i rappresentano un’ottima forma

mi risultati raggiunti dal

In un anno difficile come holding pubblica energeti- moduli piatti devono essere d’investimento ed un’enorme

comparto nostrano. Il set-

quello appena concluso, il ca che sostiene lo sviluppo montati con una certa inclina- risorsa potenziale per la produ-

tore ha segnato, infatti, un

settore del solare ha infatti delle fonti rinnovabili at- zione e distanziati uno dall’al- zione di energia alternativa”,

record nazionale superan-

retto bene e, anzi, ha con- traverso

do l’agognata quota di un

tribuito a sostenere la ri- servizi ed incentivi per la nevoli spazi scoperti. La tecno- O di Enerqos. “La soluzione

gigawatt di potenza foto-

presa”.

voltaica installata, pari a

E con la potenza istallata grafano un vero e proprio girare il problema. Gli impianti competitiva per questa specifi-

circa 70 mila impianti in

l’Italia si piazza al secondo ‘boom’ del settore e – con- in questione impiegano moduli ca applicazione: siamo lieti di

esercizio

in

posto nella classifica euro- clude Scajola – rilevano cilindrici con una superficie atti- poterla utilizzare in queste due

conto energia e una pro-

pea (subito dietro alla Ger- che con il solo fotovoltaico va a 360 gradi, capace di dif- prime realizzazioni e speriamo

duzione di energia pari a

mania), grazie anche al la- si evita la produzione di fondere la luce solare e in gra- di poterla presto integrare in

1.300 GWh su base annua.

voro condotto dalle circa 875 mila tonnellate di CO2 do di assicurare prestazioni ot- nuovi impianti su copertura”.

Un risultato che si traduce

1.000 imprese attive sul e si riduce il consumo di

in energia elettrica per 50-

territorio con un fatturato combustibili fossili di 0,23

0 mila famiglie – vale a di-

complessivo che, per il 20- milioni di tonn eq. petro-

re un milione e duecento

09, è stato stimato in al- lio”.

mila persone – con un

meno 2,5 miliardi di euro,

e

certificati

rinnovabili

nel

2009,

stesso,

conseguenza

l’affidabilità.

regi- completare con la crescita ha avviato la realizzazione di “Sempre più aziende scelgono questo industriale e occupazionale due impianti, rispettivamente oggi di dotarsi di un impianto

incorag- sta dando inoltre un consi- dell’istallazione.

l’erogazione

noni, terreni o parcheggi: gli

di tro, e lasciando dunque ragio- commenta Mauro Marcucci, CE-

produzione elettrica, foto- logia Solyndra permette di ag- Solyndra ci è sembrata la più


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& futuro

Fotovoltaico: scenari futuri

Quale tecnologia prenderà il sopravvento sulle altre, e con quali costi? Facciamo il punto con le previsioni dei prossimi tre anni. Le previsioni di crescita della potenza fotovoltaica installata nei prossimi anni, pubblicate sul numero di gennaio di Photovoltaics World, mettono in evidenza una crescita dei moduli a film sottile doppia di quella dei moduli di silicio cristallino. Sono dati attendibili? Le perplessità sono destinate a diminuire sostanzialmente dopo il recente comunicato stampa di Oerlikon, una delle due aziende che si dividono la quasi totalità delle vendite di impianti per la produzione di moduli di silicio amorfo a film sottile. Nel prossimo autunno la ditta sarà pronta a vendere impianti in grado di produrli al costo di 0,50 €/Wp: tre anni prima erano poco sopra 2 euro.

Secondo lo stesso comunicato stampa, una volta in funzione (i primi lo saranno presumibilmente nel 2012) i nuovi impianti consentiranno di realizzare la grid parity. Se le perplessità non sono ancora azzerabili, lo si deve al fatto che al trionfale calo dei costi dei moduli non si accompagna un analogo andamento per la restante parte di un impianto fotovoltaico, il cosiddetto BOS. Come si vede, l’incidenza sul costo del BOS è poco meno della metà e al suo interno ci sono componenti innovativi come l’inverter (10% dei costi) i cui prezzi fra il 1990 e il 2008 sono mediamente diminuiti del 17%, grazie in particolare a u-

na crescita dell’efficienza dal 90% al 98%, mentre altri (connessioni, quadri elettrici) sono tradizionali, quindi meno suscettibili di drastiche riduzioni. Va infine notato che all’interno di tre voci compare il costo del lavoro, che attualmente ha un peso rilevante, e nell’ultima anche l’onere per il processo autorizzativo. degli incentivi nel triennio 201120132 di cui si parla, sono indubbiamente troppo drastiche, ma, se opportunamente limate, potrebbero contribuire a ridimensionare i costi impropri oggi sopportati da chi realizza impianti fotovoltaici.

Parchi nazionali americani Yosemite National Park I parchi nazionali americani rappresentano uno dei migliori esempi di coscienza ecologica: da oltre 120 anni gli Stati Uniti si sono impegnati a creare una vasta rete di riserve naturali, e alla prima inaugurazione (quella del parco di Yellowstone) ne sono seguite nel frattempo altre 334. Gli Americani vanno fieri di questo primato, anche perché Yellowstone ha aperto la strada a una cultura della 'wildlife protetta' che ha avuto successo in tutto il mondo. Nei parchi statunitensi si paga in genere un biglietto d'ingresso (dai 50 cents ai 3$, sconti per chi visita più parchi) e i visitatori devono attenersi a regolamenti rigidi che i ranger fanno scrupolosamente osservare: dal rispetto della flora e della fauna, all'osservanza di norme per il campeggio e il picnic. Grand Canyon Lungo 350 chilometri, largo da 6 a 30 chilometri, profondità massima 1.800 m., il Grand Canyon, prodotto da millenni di erosione e inondazioni, è una degli ambienti naturali più spettacolari degli Stati Uniti e del mondo. La discesa degli impervi sentieri, a piedi o a dorso di mulo, non è alla portata di tutti, e richiede una dotazione di tutto rispetto, acqua in abbondanza e buona salute. Fegato è richiesto a chi voglia fare il rafting sul fiume Colorado, che scorre sul fondo del Canyon. Ma anche i meno avventurosi potranno godersi una visita più rilassata raggiungendo in macchina i punti panoramici segnalati dai ranger, in aereo (anche con partenza da Las Vegas) o in elicottero. Per tutti, l'aerea principale per servizi e punti di informazione è il South Rim, a 120 chilometri da Flagstaff. Gli alberghi si concentrano invece nel Grand Canyon Village, alla fine della Park Entrance Road. Le visite sono da prenotare sempre con largo anticipo rivolgendosi al Grand Canyon Park Lodges, Grand Canyon Village

Lo Yosemite National Park si estende su una superficie di 3.000 chilometri quadrati con un paesaggio estremamente vario che vede alternarsi i ghiacciai ai canyon, fiumi, cascate e molti esemplari di antichissime sequoie. Nell'800 è stato la meta di moltissimi cercatori d'oro e si trova circa 400 chilometri a est di San Francisco, sulla Sierra Nevada. In auto o in moto, in camper o con le apposite navette (gratuite) si possono visitare la Yosemite Valley, i Toulumne Meadows e la High Country (con i più sublimi scenari), il grandioso Glacier Point, il Mariposa Grove (con i boschi di sequoia) e infine Wawona. Il Village è l'unico, affollato, piccolo centro abitato del parco; qui organizzano visite guidate (in sono le Mammoth Hot Springs (in cui le sorgenti bollenti colorano l'aria in modi fantascientifici), per poi proseguire verso Norris Geyser Basin (dove si trova il poderoso geyser Echinus e soprattutto Steamboat, il più alto del mondo), dare un'occhiata al puntualissimo Old Faithful (il nome significa 'vecchio fedele', e l'attesa del suo getto, alto 50 metri, è una specie di evento). Ma nel parco c'è anche molto di più: il Lake Yellowstone, vastissimo e pescoso e, a est, il Grand Canyon, con le bellissime cascate. Inoltre è possibile ammirare una fauna che comprende bisonti, alci, coyotes e tutte le specie tipiche del nord America. Ma com'è scritto dappertutto, non date da mangiare agli orsi. Il parco è aperto da maggio a ottobre. Per informazioni, contattare il National Park Service, tel. 307- 545-2750.


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& Europa

Est Europa. Nuova frontiera del fotovoltaico?

Me

ntre

fuga in massa da parte degli

voli, che l’attenzione degli ope-

2020. Attualmente il solo eolico

per il settore sono senza dub-

in

investitori da quel paese, che

ratori si è diretta allora verso

produce il 15% dell’energia,

bio Repubblica Ceca e Bulga-

Ita-

non a caso è agli ultimi posti

quei paesi come Bulgaria, Ro-

con l’intenzione di arrivare ad

ria. La repubblica Ceca è stata

lia il settore del fotovoltaico di-

in Europa per potenza instal-

mania e Polonia dove invece

una quota pari al 62% entro il

fino a qualche mese fa la regi-

scute animatamente su quale

lata. Qualcuno ha cominciato

accanto a politiche di incentivi

2020. Mentre Albania e Kosovo

na pressoché incontrastata del

potrebbe e dovrebbe essere la

a guardare con interesse alla

molto generosi esistono anche

sembrano ancora voler puntare

solare nell’est europeo, basti

nuova politica degli incentivi

Francia, considerato l’impe-

diverse

dal

sulle fonti fossili come carbone

pensare che li sono stati in-

del Conto Energia dopo la fati-

gno che il nuovo governo

punto di vista delle autorizza-

petrolio e nucleare, Slovenia e

stallati ben 54 MW di potenza

dica

31/10/2010,

sembra riservare al piano e-

zioni che dei costi industriali.

Romania stanno impegnandosi

da energia fotovoltaica, a fron-

qualcuno, forse più lungimiran-

nergetico alternativo al nucle-

Questi paesi oltre ad avere po-

per sviluppare oltre ad impor-

te dei circa 64 in tutta l’Europa

te, comincia a guardarsi in giro

are. Il nuovo Conto energia

litiche incentivanti piuttosto in-

tanti progetti legati alle bio-

dell’est. Qualcuno parla che da

per cercare di scoprire quale

prevede, infatti, per gli im-

teressanti, infatti, mettono in-

masse anche uno sviluppo nel

qui a fine anno saranno instal-

potrebbe essere il nuovo eldo-

pianti integrati un incentivo

fatti a disposizione degli inve-

solare e nell’eolico con l’apertu-

lati quasi 200 MW, ma l’inten-

rado per il solare in Europa,

che ammonta a circa di 0.6

stitori anche i generosi fondi

ra di bandi per il finanziamento

zione da parte di Praga di ri-

considerando che la Spagna è

Euro a kW per un periodo di

europei che vengono erogati

di grandi progetti di sviluppo

durre dal 2010 i generosi in-

ormai out, la Germania quasi e

15 anni, che, secondo i pro-

per attirare capitali esteri.

energetico, anche perché en-

centivi dovrebbe rappresentare

il nostro paese è in per il mo-

getti del governo per quanto

La Polonia per esempio sembra

trambi i paesi mirano a raddop-

un volano per lo sviluppo della

mento in una sorta di limbo.

riguarda il solare fotovoltaico,

destinata a diventare uno dei

piare da qui al 2020 la percen-

vicina Bulgaria, che di recente

Molti speravano nella Grecia,

la crescita dovrà essere note-

paesi

interes-

tuale di energia prodotto da

ha approvato un generoso pia-

che grazie ad una politica di

volissima, tanto che la poten-

santi per il settore eolico. Se-

rinnovabili, che attualmente si

no di incentivi per il solare che

incentivi assai generosa e pro-

za installata da qui al 2020

condo lo studio “The outlook on

aggira sul 10% per la Slovenia

da molti esperti del settore

mettente e condizioni climati-

dovrà moltiplicarsi per 400.

wind energy development in

e del 13% per la Romania. Se-

sembrano destinati a fare del

che assai favorevoli, sembrava

Ma per gli investitori esteri la

Poland till 2020” elaborato dal

condo

il

paese uno dei più attrattivi d’-

poter diventare luogo assai ap-

situazione francese presente-

Renewable

Institute

governo sloveno si appreste-

Europa. Il governo di Sofia,

petibile per gli investitori e gli

rebbe molti ostacoli e costi

presso la Commissione polacca

rebbe in questi primi mesi dell’-

infatti, si è solennemente im-

operatori del settore fotovoltai-

comunque troppi elevati ri-

della Wind Energy Association,

anno a preparare un nuovo pia-

pegnato a raddoppiare la pro-

co. Ma prima le difficoltà dal

spetto

considerati

infatti,il contributo delle centra-

no di incentivi che dovrebbe

duzione di energia da fonti rin-

punto di vista dell’iter autoriz-

storicamente molto più van-

li eoliche alla produzione di e-

essere

premiante

novabili da qui al 2020. Per gli

zativo, addirittura maggiori che

taggiosi.

nergia aumenterà notevolmen-

proprio per gli impianti fotovol-

impianti di più di 5 kW gli in-

nel nostro paese e poi le note

Ecco che allora, escludendo

te nel paese polacco. Le stime

taici e da biomasse. Piuttosto

centivi sono circa di 0.38 per

vicissitudini politico economiche

paesi come la Gran Bretagna

parlano di un +24% entro il

interessante appare anche la

25 anni mentre pere quelli sot-

determinate dalla grave crisi

o i Paesi Bassi che oltre a non

2020 e del 45% entro il 2030.

Macedonia, considerando che

to i 5 kW gli incentivi raggiun-

che

di

avere praticamente politiche

La Polonia vorrebbe raggiunge-

per il fotovoltaico sono previsti

gono la cifra di 0,43 sempre

mandare in default lo stato el-

incentivanti, hanno caratteri-

re la quota del 21% dell’ener-

oltre 0,4 euro per kW per 20

per 25 anni. Qualcuno parla di

lenico, hanno determinato una

stiche climatiche poco favore-

gia da fonte rinnovabile entro il

anni, e non a caso infatti il pic-

oltre 1000 MW di progetti di

colo paese balcanico sta in

parchi solari nel paese balcani-

questi ultimi mesi raddop-

co da qui ai prossimi cinque

piando la potenza installata.

anni. Molte società italiane con

Ma i due paesi che maggior-

in testa Enel hanno, per que-

mente hanno beneficiato e

sto motivo, già pianificato in-

beneficeranno della genero-

vestimenti nel settore nel pae-

sa politica di incentivi statali

se bulgaro.

data

del

rischiano

addirittura

a

paesi

facilitazioni

maggiormente

Energy

,sia

alcune

indiscrezioni

altamente


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Maggio 2010

& sociale

L’Aquila: DA ENER UNA NUOVA CASA PER LA FAMIGLIA DIONISI

<

<Posso raccontare la mia storia e per questo sono un uomo felice>>. Renzo Dionisi, 67 anni, la notte tra il 5 e il 6 aprile dello scorso anno, è riuscito a fuggire, mentre il terremoto distruggeva la sua casa. Oggi racconta quei momenti drammatici, ma soprattutto racconta come sarà la sua vita in una nuova casa, quella che gli sarà donata da Ener, l’Ente nazionale energie rinnovabili. Prima del terremo Renzo Dionisi abitava in via San Carlo, una traversa di via Roma, nel centro cittadino: << Un appartamento di 100 mq, più 70 mq di terrazzo, con garage – racconta l’uomo - Lì vivevo con mia moglie e mie due figli. Quella notte eravamo tutti in casa, ma siamo riusciti a scappare in tempo. Metà della palazzina in cui abitavo è completamente crollata. È stato miracolo. Delle stanze accanto alla camera da letto non è rimasto nulla. Nel condominio solo un paio di feriti, ma a 20 metri da noi due ragazzi hanno perso la vita. Quell’appartamento è del tutto inagibile. Mi hanno detto che ci vorranno almeno dieci o quindici anni per ricostruirla completamente>>. Ora, Renzo e sua moglie Ivana vivono in via Mausonia, lontano dal centro cittadino: <<Qui –racconta il signor Dionisi – ho un terreno di mia proprietà ed una roulotte che è diventata la nostra casa, ormai, da quasi un anno. Ci siamo adatti, abbiamo cercato di superare tutte le difficoltà. Per poter vivere in modo più dignitoso ho costruito, con le mie mani, anche un baracca di legno. Prima del terremoto questo era il luogo dove trascorrevo il mio tempo libero, tra la cura di un piccolo

orticello e l’allevamento di alcune galline. Ora anche dell’orto non c’è più traccia. Al suo posto ho fatto costruire la piattaforma di cemento su cui Ener costruirà la mia nuova casa>>. Il progetto è già ultimato:<<L’appartamento – spiega Claudio Ceccarelli, architetto di Ener – avrà una superficie di circa settanta metri quadri. Un bagno, o anche due, secondo le esigenze, due camere da letto, angolo cottura e sala. Tutta la struttura sarà in legno e completamente antisismica. Gli esperimenti di resistenza al terremoto sono stati realizzati considerando il grado di massima sismicità presente in Italia. Classe energetica di categoria A e pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, per un totale di 6 kilowatt>>. Ener donerà la casa entro due mesi: <<Per realizzare l’intera struttura –dice Marcello Trento, presidente di Ener - ci vogliono 25 giorni. I lavori non cominceranno immediatamente, perche bisognerà attendere trenta giorni affinché la piattaforma di cemento sia perfettamente asciutta. In tutto, meno di due mesi>>. Un tempo record se si considera che per edificare una casa con i metodi di edilizia tradizionale ci vogliono almeno otto mesi . Ener e il signor Dionisi si sono incontrati grazie a Luca Piggiuti, membro dell’Ordine dei cavalieri di Malta: <<Per dare una mano alle popolazioni colpite dal terremoto – spiega Luca Piggiuti - mi sono messo in contatto con l’ufficio assistenza alla popolazione delle protezione civile. Sono stati loro a propormi di occuparmi del caso della famiglia Dionisi. Ed io l’ho fatto>>.

Progetto ENER

Ar

ia meno inquinata, bollette meno salate, più lavoro per tutti. Non è un’utopia. Con l’energia verde, prodotta da fonti rinnovabili, è possibile. Ora anche la regione Basilicata può fare la sua scelta. Grazie ad Ener, l’Ente Nazionale Energie Rinnovabili. L’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici è verde, perché non emette anidride carbonica. Conveniente, perché incentivata dal Gse, il Gestore dei Servizi Energetici. Offre nuovi posti di lavoro: i pannelli fotovoltaici hanno bisogno di installazione, controllo e manutenzione per oltre vent’anni. Ener è vicino al cittadino. In viaggio per i comuni di tutta l’Italia, informa le persone sui reali vantaggi ambientali ed economici derivanti dall’utilizzo delle energie rinnovabili. L’Ente è attualmente impegnato in due progetti: “100 impianti fotovoltaici in 100 comuni d’Italia” e “A.M.I. l’energia verde? – azionariato mega impianti”. Il progetto “100 impianti fotovoltaici in 100 comuni d’Italia” ha superato ogni aspettativa: <<Finora – dice Giovanni Scorziello, direttore di Ener – sono oltre 1240 i comuni che hanno aderito al bando>>. Con questo progetto Ener, grazie al sostegno tecnico di Energesco, l’ente leader nazionale nella produzione, installazione e manutenzioni di impianti fotovoltaici di piccolo taglio, si impegnerà a promuovere, nei comuni della Basilicata, la realizzazione di cento impianti fotovoltaici da tre kilowatt, destinati a nuclei familiari attraverso la stipulazione di una scrittura privata tra Energesco e il cittadino. Per l’installazione è necessaria una superficie di 25 mq circa e l’impianto dovrà essere preso in dotazione per almeno 20 anni. <<Ener - dice il direttore Giovanni

Scorziello – è nata un paio di anni fa: una sfida contro la diffusione delle centrali elettronucleari. Ci siamo proposti di realizzare e di occupare più siti possibile con degli impianti da fonti rinnovabili, per lasciare, così, meno spazio al nucleare>>. Busserà alle porte del territorio lucano anche il progetto "A.M.I. l’energia verde?". L’iniziativa è promossa da Energesco e patrocinata da Ener. La proposta consiste nella realizzazione di un impianto fotovoltaico da un megawatt, tramite la costituzione di una società mista tra Energesco, aziende locali, amministrazione e cittadini. Un investimento di circa cinque milioni e mezzo di euro, i cui primi beneficiari saranno proprio i cittadini dei comuni della Basilicata: "Con il progetto A.M.I. – dice Marcello Trento, presidente di Ener - per la prima volta i cittadini non subiranno una scelta dell’amministrazione, saranno loro a decidere in prima persona. L’articolo 2333 del Codice Civile – sottolinea Trento – permette di costituire una S.P.A. attraverso un bando pubblico. Il promotore, in questo caso, sarà Energesco che si impegnerà a costruire la centrale fotovoltaica. Tutti i cittadini del Comune potranno comprare delle azioni, del valore massimo di 500 euro. Sono invitate a partecipare anche le aziende del territorio. Il Comune potrà acquistare delle quote, rimanendo però socio minoritario. Tutti gli investitori otterranno un utile, quasi certo, di circa l’11 per cento". In cantiere, anche un nuovo progetto: Euro P.A., Euro Pubblica Amministrazione. <<È un marchio dedicato alle Pubbliche Amministrazioni che sostengono e attuano politiche di sviluppo sostenibile – spiega Marcello Trento - Per ottenerlo bisogna perseguire pochi ma fondamentali obiettivi: risparmio energetico, autoproduzione di energia utilizzando fonti rinnovabili, turismo sostenibile, educazione e sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente. L’energia è un bene di tutti e per tutti – continua il pre-

sidente di Ener – e dev’essere quanto più possibile gratuito per i cittadini>>. Tutti principi che Ener ha racchiuso in un unico concetto: la microgenerazione diffusa. Euro.P.A. prevede progetti anche per le imprese e le aziende: capannoni industriali auto-liquidanti e pensiline fotovoltaiche da 20 kilowatt. Energesco ha progettato un capannone industriale che ha una copertura formata da una serie di pannelli solari fotovoltaici in grado di produrre sufficiente energia elettrica, che, una volta rivenduta, garantisce un reddito mensile in grado di auto-liquidare quasi completamente il costo dell’immobile. Per il turismo sostenibile un innovativo progetto: le biocase. <<Realizzate completamente in legno, non inquinano e producono una quantità di energia tale da essere autosufficienti. Le biocase – dice Giovanni Scorziello - possono essere utilizzate per villaggi turistici, campeggi, ma possono diventare una vera e propria risorsa in caso di necessità>>. E purtroppo l’ultima tragedia italiana, il sisma d’Abruzzo, ci insegna che le emergenze sono sempre alle porte. Le biocase potrebbero diventare luoghi di accoglienza, di riparo, in caso di calamità naturali. Niente tendopoli, o soluzioni provvisorie che creerebbero non pochi disagi a famiglie già duramente provate dall’aver perso la propria casa. <<Queste stesse abitazioni – conclude Marcello Trento - potrebbero essere realizzate secondo le politiche europee del social housing e messe a disposizioni di cittadini con redditi bassi, grazie agli affitti sociali>>.


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& Città

Fotovoltaico da record Padova: iniziati i lavori per il tetto solare più grande del mondo

L’Interporto di Padova ospiterà la più grande istallazione fotovoltaica mai realizzata al mondo su una copertura. Un primato tutto italiano che oltre a ridurre le emissioni dannose produrrà energia pulita e permetterà l’impiego di 450 addetti ai lavori – La posa della prima ‘cella’ è stata completata e probabilmente darà vita al più grande impianto fotovoltaico del mondo, che entrerà in funzione per la fine dell’anno. I moduli, prodotti dalla SOLON s.p.a., andranno a rivestire i tetti dei fabbricati che, nell’Interporto di Padova, compongono il settore della logistica; una superficie di ben 250mila metri quadrati dove verranno istallati 67.500 moduli solari, disposti anche sulle pensiline dei parcheggi. Con una capacità complessiva stimata in 15 MWp l’impianto permetterà di generare 17 milioni di kWh all’anno grazie ad un investimento che è stato stimato nella somma di 50 milioni di euro. L’energia pulita prodotta riuscirà a coprire i bisogni di 5000 famiglie creando 450 posti

di lavoro green che contribuiranno a portare a termine uno dei progetti più ambiziosi nel settore fotovoltaico, permettendo un risparmio di anidride carbonica stimato in 9mila tonnellate annue ed evitando il consumo di 3200 tonnellate di petrolio. Ulteriore pregio per l’impianto da record è la ridottissima distanza che intercorre tra la sede della SOLON e gli stabilimenti che ospiteranno i moduli. Il tragitto minimo permetterà di ridurre drasticamente le emissioni normalmente generato dal trasporto del materiale necessario per la realizzazione del progetto dallo stabilimento all’Interporto.

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& storia

La storia dell'energia solare in Italia Il fuoco d’oro – Elettricità dal Sole

E

lettricità direttamen-

tre perdite si recupera, come

no, per esempio di notte.

progettare e costruire nuove

te dal Sole. In alcuni

elettricità, fra il 10 e il 15 %

L’elettricità prodotta dal So-

macchine e apparecchiature

materiali esposti alla radia-

della radiazione solare tota-

le può essere accumulata u-

in grado di funzionare con

zione solare si determina un

le. Le celle fotovoltaiche so-

tilizzandola, a mano a mano

l’elettricità, nella forma in

moto di elettroni e quindi

no caratterizzate e vengono

che si rende disponibile, per

cui viene fornita dalle celle

una corrente elettrica. Uno

commerciate sulla base del-

scomporre l’acqua produ-

fotovoltaiche solari. La stra-

di questi è rappresentato da

la “potenza di picco”, cioè

cendo l’idrogeno che è un

da più semplice è comunque

sottili lastrine di silicio mol-

della potenza che sono in

gas combustibile e può esse-

ancora quella della carica di

to puro e trattato in modo

grado di assicurare nel mez-

re immagazzinato in un ser-

batterie di accumulatori per

particolare; quando i fotoni

zogiorno di una giornata di

batoio. Oppure l’elettricità

la quale, del resto, occorre

(“particelle” di radiazione

estate; in tali condizioni le

può essere usata per solleva-

proprio corrente continua.

elettromagnetica dotate di

fotocelle sono in grado di

re l’acqua in un bacino so-

Il prezzo delle celle fotovol-

energia proporzionale alla

produrre 1 chilowattora in

praelevato; quando il Sole

taiche, divenute commercia-

lunghezza d’onda della ra-

un’ora; la potenza è minore

non c‘è, l’acqua scende at-

li nel 1954, è andato dimi-

diazione) colpiscono gli ato-

nelle altre stagioni. La po-

traverso una turbina e resti-

nuendo continuamente a

mi di silicio, si determina un

tenza di un chilowatt di pic-

tuisce gran parte dell’ener-

mano a mano che aumenta-

flusso di elettroni fra la fac-

co richiede una superficie di

gia accumulata.

va la diffusione. Nel 2004

cia della fotocella esposta al

fotocelle di circa 10 m2 e

Come si vedrà più avanti,

tale prezzo si aggira intorno

Sole e quella sottostante:si

consente di ottenere circa

un chilowattora di energia

a 5.000 euro per chilowatt

viene a creare una corrente

1.000-1.300 chilowattora di

può essere ricuperato ogni

di picco, più o meno 500 eu-

elettrica e una differenza di

elettricità all’anno (circa 10-

volta che 3.600 metri cubi

ro per m2 di fotocelle capaci

potenziale che, con gli at-

0-130 chilowattora all’anno

di acqua superano un disli-

di fornire, come si è detto,

tuali materiali, è di circa 0,5

per m2 di superficie delle

vello di 10metri. Con una

da 100 a 130 chilowattora di

volt.

fotocelle). La produzione di

adatta sistemazione delle fo-

elettricità all’anno.

Soltanto la parte infrarossa

elettricità nelle celle foto-

tocelle è possibile ottenere

della radiazione solare, con

voltaiche, che pure utilizza-

corrente elettrica anche a 1-

lunghezza d’onda superiore

no sia la radiazione solare

50 volt; si tratta però di cor-

a 1 micrometro, è capace di

diretta sia quella diffusa, è

rente continua, differente

determinare una corrente e-

intermittente; l’energia elet-

dalla corrente elettrica alter-

lettrica nelle fotocelle al sili-

trica deve perciò essere ac-

nata che arriva nelle nostre

cio e in questo modo si uti-

cumulata in batterie di accu-

case e nelle industrie: Poi-

lizza però meno della metà

mulatori che la restituiscono

ché la maggior parte dei di-

dell’energia della radiazione

quando è richiesta e quando

spositivi elettrici funzionano

solare totale. A causa di al-

le fotocelle non la produco-

a corrente alternata, occorre

Dott. Prof. Marcello Trento Presidente ENER

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& ricordi

Viaggiare con il Sole Nel 1960 fu presentata alla Fiera di Roma la prima automobile dotata, sul tetto, di un paio di metri quadrati di fotocelle in grado di ricaricare, con l’energia solare, le batterie del motore elettrico. Era la breve stagione di Kennedy in America, gli anni in cui si sperava nella diffusione di una scienza e tecnologia al servizio delle necessità umane; appena sei anni prima erano state inventate le fotocelle solari a base di silicio, capaci di trasformare la radiazione solare direttamente in elettricità. Da un secolo si sapeva che in certi materiali, come il selenio, illuminati dal Sole, si genera una corrente elettrica, ma il grande balzo avanti si ebbe quando tre scienziati dei laboratori della società telefonica Bell scoprirono che il silicio si prestava a preparare fotocelle molto più efficienti: nel 1957 erano già in commercio celle fotovoltaiche capaci di trasformare in elettricità il 15 % dell’energia della radiazione solare. Il satellite artificiale Vanguard I nel 1958 fu il primo a utilizzare le fotocelle a silicio per ottenete l’elettricità per le proprie apparecchiature.

ma alcuni modelli hanno affrontaSarebbe stato possibile usare l’e-

4000 metri di altezza. Fu la prova

lettricità solare per muovere auto-

che si poteva volare con l’energia

mobili, battelli, aeroplani, come

del Sole!

sembrava promettere l’automobile

Oggi è in costruzione un aereo

esposta a Roma? Nel corso di ol-

che l’anno venturo compirà il giro

tre quarant’anni il prezzo delle

del mondo alimentato con l’elet-

fotocelle al silicio è diminuito di

tricità fornita dalla radiazione so-

oltre dieci volte; le celle fotovol-

lare. Il progettista è Bertrand Pic-

taiche solari sono utilizzate nor-

card, nipote di August Piccard che

malmente non solo sui satelliti

nel 1931 aveva stabilito il primato

artificiali, ma in innumerevoli ap-

di altezza (16.000 metri) a bordo

plicazioni terrestri; per fornire e-

di un pallone, e figlio di Jacques

lettricità per telefoni e telecomu-

Piccard che nel 1954 aveva stabi-

nicazioni in zone isolate, fino ai

lito, con il batiscafo “Trieste”, di

pannelli stesi sul tetto delle case,

costruzione italiana, il primato di

in grado di fornire elettricità per

profondità a 11.000 metri nella

le necessità degli abitanti e addi-

fossa delle Marianne, nel Pacifi-

rittura in eccesso da vendere alle

co. L’aereo di Bertrand Piccard è

società elettriche.

ad eliche, azionate da motori elet-

Le applicazioni nel campo dei tra-

trici alimentati da 240 metri qua-

sporti sono più difficili perché un

drati di celle fotovoltaiche e potrà

veicolo deve potersi muovere an-

volare a 11.000 metri di altezza e

che usando l’intensità del Sole è

a 120 chilometri all’ora. Altret-

bassa e il cielo è coperto o quando

tanto importanti sono i progressi

piove; inoltre i mezzi di trasporto

nel campo delle automobili solari;

attuali sono stati progettati per

non solo ci sono molti prototipi,

essere alimentati con motori molto potenti, sempre più potenti a mano a mano che diminuiva il prezzo del petrolio. Nonostante tali difficoltà il 7 luglio 1981 il primo aeroplano interamente funzionante con energia solare ha attraversato il canale della Manica, da Parigi in Francia a Cantebury in Inghilterra, 240 chilometri a

to delle gare di velocità internazionali. La prima “millemiglia” solare mondiale è stata corsa nel 1983 in Australia; dal 1987 ogni tre anni si corre la gara per auto solari suun percorso di 1600 miglia (circa 2500 chilometri) da Darwin, all’estremo nord, a Sidney, all’estremo sud del continente australiano; l’ottava edizione sarà corsa nel prossimo settembre. Nel frattempo anche gli americani si sono lanciati nella sfida e nel 2001 si è svolta la prima corsa fra automobili solari. La terza corsa interamericana, da Austin, nel Texas, nel sud degli Stati uniti, a Calgary, nello stato canadese di Alberta: questa volta 2500 miglia (quasi 4000 chilometri), si è conclusa il 27 luglio 2005, con la vittoria dell’automobile solare dell’Università del Michigan (54 ore nette), seguita da quella dell’Università del Minnesota, a 11 minuti.


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& ……...

Rifiuti, dalla Corte Ue condanna per l'emergenza in Campania Per i giudici europei l'Italia «non ha adottato tutte le misure necessarie allo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania» e questa situazione «ha messo in pericolo la salute umana e recato pregiudizio all'ambiente» Per il caso dei rifiuti in Campania, com'era facilmente pronosticabile, dopo il deferimento di Bruxelles, è arrivata per l'Italia la condanna della Corte di giustizia europea del Lussemburgo. I giudici hanno messo oggi un punto fermo in una vicenda finita sui tavoli della Commissione europea nel 2007, quando le immagini shock delle montagne dei rifiuti per strada, rilanciate dalle televisioni di mezzo mondo, indussero l'esecutivo Ue ad avviare una procedura d'infrazione per quella che, senza mezzi termini, venne definita "la cronica crisi dei rifiuti a Napoli e nel resto della regione". A tre anni di distanza, dopo il deferimento alla Corte del luglio 2008, i giudici hanno pronunciato una sentenza altrettanto dura, dando ragione alla Commissione: l'Italia "non ha adottato tutte le misure necessarie allo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania" e questa situazione "ha messo in pericolo la salute umana e recato pregiudizio all'ambiente". L'Italia è quindi venuta meno agli obblighi che le incombono dalla direttiva comunitaria sui rifiuti. "Né l'opposizione della popolazione, né gli inadempimenti contrattuali e neppure l'esistenza di attività criminali costituiscono casi di forza maggiore che possono giustificare la violazione degli obblighi derivanti dalla direttiva e la mancata realizzazione effettiva e nei tempi previsti degli impianti", hanno sottolineato i giudici puntando il dito contro "un deficit strutturale di impianti, cui non è stato possibile rimediare".

La palla passa ora di nuovo all'eurogoverno, mentre restano congelati i fondi comunitari destinati al settore dei rifiuti in Campania, un blocco partito dopo l'avvio della procedura d'infrazione. In ballo ci sono circa 500 milioni di euro, secondo i calcoli della stessa regione. Ed anche su questo pende un procedimento giudiziario, in seguito ad un ricorso dell'Italia. Dopo il pronunciamento odierno dei giudici del Lussemburgo, la procedura prevede che "la Commissione scriva allo Stato membro invitandolo ad inviare un piano su come intenda dare seguito alla sentenza della Corte", ha spiegato all'Ansa Pia Bucella, direttrice alla dg Ambiente della Commissione, ribadendo "tutto l'interesse di Bruxelles ad un ritorno della situazione alla normalità". L'Italia avrebbe comunque 24 mesi di tempo per conformarsi a quanto previsto dalla sentenza Ue di oggi, almeno stando alle indicazioni dettate dalla Commissione in una comunicazione di alcuni anni fa. Ma, secondo il sottosegretario e capo del Dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, "tutto quello per cui l'Italia è stata condannata, è stato già risolto". Per il segretario del Pd Pierluigi Bersani, invece, quello della Corte Ue è un ammonimento valido per tutti su un problema che l'Italia non ha ancora risolto. A fine 2007, ricordano fonti comunitarie, fu realizzato un piano di gestione, poi sono state introdotte novità, discariche sono state decise con decreti di emergenza. Ma il

piano rivisto e modificato non è mai stato notificato a Bruxelles, precisano le fonti. Per offrire all'esecutivo comunitario "la prova certa che il governo italiano, sostituitosi al governo regionale attraverso la struttura commissariale, ha già pronte le risposte per sbloccare le risorse, ho programmato una missione per la fine di aprile", ha riferito Erminia Mazzoni, presidente della Com-

missione petizioni al Parlamento europeo. Per il presidente della Campania Antonio Bassolino, "sono stati indubbiamente fatti dei passi avanti. E nella situazione attuale ci sono tutte le condizioni perché possano essere sbloccate le risorse da mettere a disposizione del piano di risanamento in corso".

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& Economia

L'Onu: «Sicurezza minacciata dal clima» L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato ieri una risoluzione che riconosce che il surriscaldamento globale può costituire una minaccia alla sicurezza internazionale e in cui si chiede alle agenzie dell'Onu di "intensificare gli sforzi" per combattere l'effetto serra L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato ieri una risoluzione che riconosce che il surriscaldamento globale può costituire una minaccia alla sicurezza internazionale e in cui si chiede alle agenzie dell'Onu di "intensificare gli sforzi" per combattere l'effetto serra. Il testo, promosso anche dall'Italia e approvato all'unanimità dai 192 Paesi dell'Onu, consente l'attivazione di tutti gli organi dell'Onu, compreso il Consiglio di Sicurezza, per studiare e rispondere alle minacce alla sicurezza che vengono dai cambiamenti climatici. La risoluzione chiede al segretario generale Ban Ki-moon, di preparare un rapporto sul cambiamento climatico e sulle possibili conseguenze a livello di sicurezza. Il documento verrà presentato e discusso dalla stessa assemblea. I paesi dell'Assemblea Generale si sono detti oggi "profondamente preoccupati per gli impatti avversi del cambiamento climatico, in particolare per l'innalzamento del livello del mare" che mi-

naccia le isole del Pacifico, che si sono battute a lungo per l'approvazione del testo e che sono le prime vittime del progressivo innalzamento delle acque. Secondo un recente studio dell'Organizzazione Internazionale sulla Migrazione (OIM), saranno 200 milioni nel 2050 i 'profughi del clima' - questa la definizione utilizzata in un articolo pubblicato nei giorni scorsi dal New York Times costretti a lasciare i luoghi d'origine per gli effetti dei cambiamenti climatici. Un flusso migratorio che rischia di avere ripercussioni anche sulla pace e la sicurezza internazionale. L'Italia è da tempo impegnata in questo settore e proprio la Rappresentanza Permanente italiana all'Onu, il 12 maggio aveva organizzato al Palazzo di Vetro un seminario dedicato al tema della cooperazione ambientale con i piccoli stati insulari del Pacifico, al quale ha partecipato il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo.

Clima, saranno mappati i progressi degli Stati Il Major economies forum lancia uno strumento per registrare i progressi degli Stati e un fondo per finanziare la lotta contro il riscaldamento climatico. Prestigiacomo ottimista: «Giornata proficua per un accordo politico al G8 dell’Aquila»

L’INCONTRO. In vista del G8 dell' Aquila, dove la lotta ai cambiamenti climatici sarà uno degli argomenti principali della riunione, il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, è ottimista e parla di «giornata proficua» al termine del secondo appuntamento del Major economies Forum (Mef) su energia e clima, dove prende forma una "mappatura" mondiale della situazione e si avanza verso un “Fondo mondiale verde”. «C'è stata convergenza su molti punti - ha detto la Prestigiacomo al termine della seconda giornata di lavori a Parigi del Major Economies Forum - c'è fiducia di poter concludere un accordo politico al G8 dell'Aquila dove i cambiamenti climatici sono all'ordine del giorno». LE PROSPETTIVE. Lo stesso ministro ha puntualizzato che l'Aquila «non conclude il negoziato, che continuerà con una riunione a settembre all'Onu voluta dal segretario generale Ban Ki-moon. Proprio lui - ha aggiunto - mi ha detto di confidare nel pragmatismo del presidente Berlusconi per il G8 ed ha auspicato che lì l'accordo globale sul clima possa decollare. In caso contrario, tornerà il pessimi-

smo». LA MAPPATURA. Uno dei passi avanti compiuti a Parigi è quello della "mappatura" dei progressi compiuti fin qui dai singoli Stati. Secondo la Prestigiacomo si tratta «di uno strumento di lavoro che ci consenta di avere nero su bianco le cifre di quello che i vari Paesi hanno messo in campo. Sono i numeri sul tavolo che ci servono anche per convincere i paesi emergenti ad unirsi ad un accordo globale». IL FONDO MONDIALE VERDE. Nella riunione di Parigi si sono registrati passi avanti su tutti i punti, soprattutto bioenergie, fonti rinnovabili, reti e-

lettriche intelligenti, il Ccs (tecnologia per la cattura e lo stoccaggio della Co2). Il ministro dell'Ecologia francese, Jean-Louis Borloo, chiudendo la seconda riunione del Mef dopo quella del 28 aprile a Washington, ha sottolineato i passi avanti che si sono fatti verso la creazione di “un Fondo mondiale verde" che permetterebbe di finanziare la lotta contro il riscaldamento dell'ambiente. Proprio sul tema dei finanziamenti, Prestigiacomo ha detto che «ci sono state convergenze importanti perché i contributi non siano solo nazionali ma anche internazionali» e che «si devono mobilitare i capitali privati sulle nuove tecnologie».

Stefania Prestigiacomo - Ministro dell’Ambiente


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& natura

Voto atomico Aspiranti governatori a confronto su nucleare, consumo di suolo e mobilità. Inchiesta sui prodotti tipici preparati con ingredienti d’importazione. E un dossier su donne e ambientalismo.

C’è chi lo boccia, chi lo sostiene e chi lo vorrebbe nella regione accanto. La Nuova Ecologia di marzo ha raccolto il pensiero degli aspiranti governatori in lista alle prossime elezioni regionali sul ritorno del nucleare in Italia. La maggior parte di loro ha dichiarato in campagna elettorale la propria contrarietà ad ospitare una centrale atomica nella propria regione. Alcuni però, sia di destra che di sinistra, in linea di principio non si sono dichiarati ostili. Accettano perciò l’idea che i reattori, voluti dal governo, si possano costruire da qualche parte, in Italia, purché non debbano rispondere ai propri elettori. Ma quello di fine marzo sarà un voto importante anche sotto altri aspetti. Nell’inchiesta di Nuova Ecologia infatti i futuri governatori rispondono su mobilità sostenibile, consumo di suolo, sostegno alle rinnovabili. Per aiutare i lettori a scegliere sulla base delle politiche ambientali chi dovrà governare dal mese prossimo i territori. L’inchiesta di questo mese è dedicata invece alla filiera dei prodotti alimentari italiani: davvero tutti quelli realizzati in Italia contengono materie prime provenienti dal territorio nazionale? Molti infatti, racconta il mensile di Legambiente, contengono derrate importate o con un mix d’ingredienti italiani e d’importazione che finiscono dentro

prodotti riconosciuti come made in Italy. La beffa sta nel fatto che non è un illecito o una frode, tranne nei casi in cui queste materie prime sono utilizzate nelle produzione Dop e Igp. Si tratta di un problema che interessa soprattutto prodotti trasformati la cui identità italiana ha una particolare valenza sul piano commerciale, senza considerare che spesso è proprio il consumatore ad essere ignaro della situazione perché le miscele non vengono indicate sul marchio di produzione. E ancora: un dossier intitolato “Il filo d’Arianna” sul rapporto fra donne ed ecologia che riporta parte degli interventi di un’assemblea che si tenuta alcune settimane fa in Legambiente, un servizio su come organizzare un matrimonio “verde” in piena regola, un’incursione nella mostra Green Life che presenta in queste settimane a Milano il meglio dell’architettura sostenibile. Infine, una carrellata con le dieci imprese più innovative del Sud, dalle quali può arrivare una risposta sul piano della green economy per il rilancio del nostro meridione.


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& il personaggio Intervista ad Angela Staude Terzani

Per chi ama Terzani, conoscere la moglie Angela Staude e sapere qualcosa di più sulla “meravigliosa” compagna di vita che così descrive in tanti suoi libri ed interviste, è un desiderio realizzato. Perché accanto a un grande uomo, giornalista e scrittore come Tiziano, per 47 anni c’è stata sempre lei. Da quando l’affascinante figlia di artisti tedeschi cresciuta tra Amburgo e Firenze aveva 18 anni. Si innamorarono dopo il liceo e non si lasciarono più, sempre assieme in giro per il mondo. È la puntuale conferma del famoso adagio “dietro un grande uomo” c’è – molto spesso - una “grande donna”. In ogni parola e gesto di Angela - semplici ed amichevoli come il raffinato thé cinese con cui apre le porte dei suoi ricordi – trapela una innata classe ed eleganza, oltre ad una vasta cultura. Affettuosa e gentile, con il suo leggero accento tedesco arricchito da volate toscane, comincia a descrivere i tempi d’oro del giornalismo, quando Tiziano, corrispondente per il settimanale “Der Spiegel”, girava l’Asia per raccontare le dure cronache dal Vietnam, dalla Cambogia, dalla Russia. E ogni volta che la famiglia si trasferiva in un altro paese “il giornale gli dava sei mesi di tempo per orientarsi, studiare, capire, altrimenti la qualità del lavoro ne avrebbe risentito”. Eppure anche una figura del suo spessore, per vedere riconosciuto il suo talento, dovette rivolgersi all’estero, scrivere in inglese, in una lingua non sua. Con l’accrescersi della fama le grandi testate italiane lo chiamarono come collaboratore, ma non gli fecero mai una proposta seria di lavoro, e questo, rivela oggi la moglie, “lo amareggiò molto”: “Forse perché era una persona libera, pensava di testa sua, non accettava i compromessi e non frequentava i salotti, che è un modo per controllare i giornalisti. Tiziano era fuori da questi giri”. Ecco perché, ad un certo punto, dopo essersi fatto apprezzare per le sue corrispondenze dall’Asia ed i suoi primi libri (“La porta proibita”, “In Asia”, “Buonanotte signor Lenin”, ecc.) il giornalismo lo stancò: “Quando cominciarono a chiedergli articoli su come gli indiani seppellivano i cani o sul boom dell’informatica a Bangalore si scoraggiò molto. Era già finito il periodo migliore di ‘Der Spiegel’”. Nei suoi ultimi libri (“Un indovino mi disse”, “Lettere contro la guerra”, “Un altro giro di giostra”, “La fine è il mio inizio”, scritto con il figlio Folco) Tiziano diede il meglio di sé, affrontando in maniera totale e personale temi difficili come il rapporto con il divino, la guerra e la pace, la malattia, le medicine alternative, la morte, il senso dell’esistenza.

Tiziano non credeva veramente nelle profezie degli indovini o in un Dio dalle sembianze umane: “alla fine condivise la visione degli induisti – spiega Angela -, secondo i quali esiste un grande spirito dal quale usciamo e rientriamo, ma senza identità”. Perciò uno dei suoi più grandi messaggi, scoperto mettendo in gioco tutto sé stesso, era profondo e semplice al tempo stesso: “Abbiamo una sola vita, è un tempo breve, e dobbiamo viverla pienamente e nel miglior modo possibile”. A 66 anni seppe di aver avuto una vita felice e di poter morire in pace, nella bellezza, circondato dall’affetto dei suoi cari in terra toscana, all’Orsigna. Oggi Angela, nonna orgogliosa di quattro nipoti e ancora viaggiatrice per il mondo, supera il dolore e la mancanza continuando a portare tra la gente i messaggi di Tiziano, insieme a ciò che hanno scoperto e condiviso insieme. Scrittrice di diari perspicaci e accurati sui loro anni in Cina e Giappone (ha pubblicato con Longanesi “Giorni cinesi” e “Giorni giapponesi”) e curatrice della raccolta postuma di scritti di Terzani sulla Cambogia “Fantasmi”, in questo lungo colloquio si svela un po’ di più. Confidando di voler scrivere un libro che racconti proprio della loro vita insieme. “Vivi una vita in cui ti riconosci”, diceva Tiziano. Angela si è riconosciuta nella sua? Completamente, ma non solo per merito mio. Tiziano mi ha portato con sé a fare una vita che via via si inventava lui. Per lui non esistevano alternative. Io invece avrei potuto viverne anche altre, se mi fossi innamorata di un poeta o di un musicista… Per me le vite possibili erano varie. Per lui no. Forse la parte pubblica l’ha inventata Tiziano, ma la vostra vita l’avete inventata insieme. Avevamo gli stessi gusti, ci piacevano gli stessi modi di viaggiare, di arredare una casa, davamo importanza – o nessuna importanza – alle stesse cose. Condividevamo gli stessi valori. E senza Angela che lo seguiva non sarebbe stato lo stesso... Sarebbe stato diverso. Tiziano, come tutti gli uomini e soprattutto quelli di grandi ideali, aveva un animo fragile che andava protetto. Quando il mondo lo incantava o lo faceva disperare aveva bisogno della famiglia. Era il suo rifugio. Per seguirlo ha però rinunciato alle rivalse tipiche delle coppie: “Oggi tocca a te, domani a me”. Che senso hanno? La vita non segue una logica binaria.

Le è pesato? Per niente. Mi sono occupata della mia famiglia, questo piace a una donna. Ho viaggiato con Tiziano, e ho viaggiato da sola, a modo mio. Ma quando negli ultimi anni ero molto stanca e lui mi diceva, «Ora vai un po' tu a riposarti nell'Himalaya. Vedessi com'è bello, c'è una leopardo che gira di notte…», non era quello che volevo fare! In questo lui quasi non mi ha capito. La vita con Tiziano era anche un po’ difficile? La vita con chiunque lo è. Con Tiziano era difficile non perdere il senso di sé, del proprio valore. Perché lui era bravo in tutto. Non c’era una cosa in cui io fossi stata più brava. Nemmeno nel far da mangiare. E pensare che veniva da una famiglia operaia che non possedeva nemmeno un libro. Ha fatto un salto incredibile fino a intendersi di tutto. In Asia ha collezionato molte antichità senza sbagliarne una. Aveva un gran senso della qualità, dello stile. Aveva una enorme facilità con le lingue, una grande memoria. Era intrattenente, caloroso, interessante. Non è facilissimo stare accanto a un uomo così. Era di grande presenza, bastava che entrasse in un negozio, in un ristorante o in un albergo e tutti si chiedevano chi fosse. Mi dicevano, “Suo marito è meraviglioso”. Ed io: “Lo so!” Era gelosa? Non mi ha dato tante occasioni di esserlo. E’ stato davvero molto attento. Non voleva mettere in pericolo quella che era una sua certezza. Sicuramente gli piacevano le donne, ma non mi ha dato mai occasione di dire: “Qui c’è un’altra più importante di me”. Non avrei retto. Stare con un uomo così, se poi cedeva anche alle donne...!(ride) Anche perché era un bellissimo uomo. Sì, era veramente un bellissimo uomo. Però si lamentava quando alcuni suoi colleghi, decisamente meno belli, ricevevano telefonate, lettere clandestine. Si chiedeva: “Perché le donne non scrivono anche a me?” (altra risata) Forse perché il suo cuore non era disponibile e le donne lo sentivano. La sua ricerca era un'altra. Era votato soprattutto a quella. Ma lei non sentiva il bisogno di uno spazio suo, di una “stanza tutta per sé”? L'ho sempre avuta. Eravamo molto giovani, sui 22, 23 anni quando uscì il libro di Virginia Wolf, «Una stanza tutta per sé». Tiziano capì immediatamente che quella era una necessità per me e in ogni nostra camera da letto c'è

sempre stato un tavolo solo per me. Quello era il mio posto, la mia tana.

tografe, giornaliste. Mi dicevano: “E tu cosa fai, la massaia?” Molte mi consideravano una vittima al seguito di un Angela è ovunque nei libri di Tizia- uomo. Non capivano che nessun uomo no. Angela è una “donna meravi- vivrebbe con una vittima, che nessun gliosa”, ripeteva spesso. Non è facile rapporto dura, con la migliore delle volontà, se è impari, se non c'è reciproche un uomo si esponga così. E’ vero. Aveva coraggio anche nel cità. dire queste cose insolite. In verità non si confidava quasi con nessuno, non Ha incontrato donne in carriera così raccontava molto di sé. Parlava so- perfide? prattutto di fatti, di idee, dei problemi Non tante, ma alcune erano molto catdel mondo. La maggior parte dei suoi tive. Gelose forse. Mi consigliavano di amici non sapeva se era malato, se era fare dei corsi o di vendere la bianchedepresso. Non si faceva guardare nel- ria cinese. A Pechino c’era una corril'anima. spondente di “Le Monde”, che mi chiamava “ma petite Angela”. Mia picEppure ogni tanto esordiva con ve- cola Angela? Ma io avevo 45 anni! Poi re e proprie dichiarazioni d’amore un giorno uscì in Italia il mio primo nei suoi confronti, sia nei libri, sia libro e lei rimase malissimo e non mi parlò più. nelle interviste filmate. Era una persona molto complessa. Con queste affermazioni voleva fare Quando Tiziano era in viaggio per un punto, far capire che bisogna limi- lavoro non vi vedevate per lungo tarsi, non disperdersi, accontentarsi. tempo. Era preoccupata? Erano anche messaggi a me, forse, Sentirsi era impossibile. A volte non come improvvisi mazzi di fiori. avevo notizie per settimane. Ma ero giovane, con i nervi saldi. E soprattutto È soddisfatta di come è andata la sentivo forte che ognuno ha un proprio sua realizzazione professionale? destino e che non cambi quello di tuo Sente di aver conciliato bene il lavo- marito anche se lo leghi al letto. Quero con la cura della famiglia? Di sto mi ha aiutato a mantenere la calma, altrimenti saremmo impazziti entramnon aver rinunciato a niente? Non ho rinunciato a niente, perché bi. E quando cedeva la mia certezza, non avevo una vocazione precisa. Se ecco che arrivava un suo telegramma a avessi avuto la voce della Callas non rassicurarmi. avrei potuto vivere senza cantare. Ma non era il mio caso. È stato faticoso far crescere i figli in giro per l’Asia? Qual è il metodo di scrittura di An- Non più difficile che in Italia. Quando siamo partiti erano molto piccoli e sogela? Come nascono i suoi diari? Guardo, ascolto e cerco di ricordare. no andati all'asilo a Singapore. Lì hanPoi scrivo a mano, seduta a un tavolo, no imparato l’inglese. Poi, col tempo si su un divano o una panchina fuori. Il fanno delle amicizie, ci si aiuta tra diario mi ha aiutato a riflettere, a met- stranieri nelle piccole cose pratiche, tere ordine nei miei sentimenti. Per- quotidiane. Era divertente inventarsi ché a volte era difficile vivere in Asia una nuova vita. So che per molte donsenza le amicizie vecchie e salde. E ne invece è stato un sacrificio vivere in perché ad avere accanto un uomo così una città dove non esistevano l’olio, particolare rischiavo di sentirmi gli spaghetti, il salame, si mangiavano “niente” o “poco”. Nelle situazioni solo cibi cinesi o inglesi. Avevano nopubbliche, ufficiali, mondane parlava stalgia di casa. Io non avrei preferito soprattutto lui, io ascoltavo, mi tenevo restare a Firenze vicino a mia madre. in disparte. Non era lei che avevo sposato! Si sposa un uomo per vivere con lui. Questo le pesava? Un po'. Ma quando parlavamo insie- Avevate dunque lo stesso spirito d’me – e abbiamo chiacchierato tanto – avventura. eravamo alla pari. Anche quando Sì. Questo desiderio di andare lontano viaggiavamo, lo incuriosiva e diverti- era già nella mia famiglia. Mio padre va quel che notavo io. C'era questa era nato a Haiti, mio nonno era un rocomplicità, anche intellettuale. mantico tedesco che aveva cercato l'avventura nei tropici. Mia nonna era Le femministe più incallite sarebbe- già nata a Haiti, era di origini francesi. ro scandalizzate di molte sue paro- E vari parenti di mia madre vivevano a Shanghai un secolo fa, ai tempi della le... E lo sono state. Negli anni ’70 comin- colonizzazione della Cina. ciavano ad arrivare in Asia donne fo-


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