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Edizione Speciale / Fuorisalone del Mobile / 20-27 Aprile 2009 Special Edition / Fuorisalone del Mobile / 20-27 April 2009

Free Magazine of Contemporary Art & Crafts

LUSSOSTENIBILITÀ/IL LUSSO È UN’INSOLITA SOSTENIBILITÀ/DESCRIZIONE DELLA STRUTTURA LIGNEA/SENZA CONFINI/INTER-VISIONI/STRATEX. PIONIERI DEL SOSTENIBILE/LUCE ED ESPERIENZA/SENSI SOSTENIBILI. MODULO POLISENSORIALE. SUSTAINABLE LUXURY/LUXURY IS AN UNUSUAL ENVIRONMENTAL SUPPORT/DESCRIPTION OF THE WOODEN STRUCTURE/WITHOUT CONFINES/INTER-VISIONS/STRATEX. PIONEER OF SUSTAINABLE RESOURCES/LIGHT AND EXPERIENCE/SUSTAINABLE SENSES. POLYSENSORY MODULE.


Lussostenibilità Con grande orgoglio presentiamo al Fuorisalone 2009 questo laboratorio di ricerca che Atelieritaliano inaugura grazie al sostegno di Performance in Lighting e di Stratex. L’idea di affrontare in modo deciso il tema della sostenibilità era nei nostri intenti da tempo, ma solo ora, per una serie di fortunate circostanze ha trovato lo slancio per spiccare il volo. Fortuna relativa, perché questa nuova direzione ha solide radici in una vocazione alla ricerca che è parte fondante del DNA di Atelieritaliano. Occorreva solo una adeguata occasione, adatta per metterci tutti in linea sul tema della sostenibilità. La crisi ha portato con sé anche nuove energie nella voglia di rinnovamento e nella riflessione circa le cose più importanti da realizzare per il futuro. Ci è sembrato del tutto naturale portare quello che è il nostro plus d’azienda, il lusso esclusivo del su misura, ad interagire con i concetti e le istanze del rispetto ambientale. Lusso e sostenibilità, ci siamo chiesti, hanno snodi in comune? Sono destinati all’incompatibilità o possono intrecciare una relazione? La nostra risposta è già positiva con questo primo progetto sperimentale “Senza Confini”. Qui, la sostenibilità soccorre il lusso, imprigionato in tendenze e dinamiche forse troppo legate a una tradizione estetica autorevole, certo, ma fin troppo edonistica e ancora poco sensibile alle conseguenze che i metodi tradizionali di produrre e progettare hanno sull’ambiente. E sempre qui, il lusso soccorre la sostenibilità, bloccata anch’essa in forme e modalità colme di intelligenza ma prive di seduzione. Nel corso del lavoro di progettazione di “Senza Confini” abbiamo scoperto che lusso e sostenibilità possono, eccome, dialogare e possono scambiarsi i ruoli inventando nuovi modi di pensare alla bellezza e alla qualità. Lusso e sostenibilità possono assolutamente stare insieme, se mai lo sforzo che ancora serve, da parte di tutti, progettisti, produttori, opinion leader e consumatori è di eleggere quest’idea come la più desiderabile, la migliore, la più cool. Se questo succederà il vantaggio per l’ambiente andrà insieme a quello per l’uomo, la cultura, l’economia. Troppo ambiziosi? Vedremo.

Sustainable Luxury It is with great pride that we present, at Fuorisalone 2009, this research workshop launched by Atelieritaliano thanks to the support of Performance in Lighting and of Stratex. The idea of decisively dealing with the theme of environmental sustainability has long been our intent. It is only now, for reason of a series of fortunate circumstances that we have the right trajectory for this flight. This luck is relative because the new direction is solidly rooted in a vocation for research that is a basic component of the DNA of Atelieritaliano. The only thing lacking was an adequate occasion for putting it all together. The current crisis has brought fresh energy to the desire for renewal and to the reflection about those things that are most important to realize for the future. It seemed natural to us to bring our plus as a company, the exclusive luxury of made to measure, to work with the concepts and opportunities of environmental respect. Luxury and Sustainability, we asked, have something in common? Are they destined to be incompatible or can they weave a relationship? Our answer is already positive with this first experimental project “Senza Confine” (Without Confines). Here sustainability of resources also supports luxury. It has been imprisoned in tendencies and dynamics a bit too tied to an aesthetic tradition. Authoritative, yes, but too hedonistic and with little sensitivity to the consequences of traditional production methods on the environment. And this is the very place where luxury supports sustainability. This too has been blocked in a form and modality full of intelligence but lacking seduction. In the course of planning “Senza Confini” we discovered that luxury and sustainability can truly have a dialogue and exchange roles, invening new ways of thinking about beauty and quality. They can absolutely stay together, even if more effort is required on everyone’s part; planners, producers, tastesetters and consumers to elevate this idea as the most desireable, the best, the most cool. If this happens the advantage for the environment will proceed alongside that for mankind, culture and economy. Too ambitious? We’ll see. In the meantime a heartfelt thanks to Performance in Lighting, Stratex, Angelo Micheli and all the companies that participated with Atelieritaliano in the launching of the project.

Intanto, ringrazio di cuore Performance in Lighting, Stratex, Angelo Micheli e tutte le aziende che hanno partecipato con Atelieritaliano al lancio del progetto.

Roberto Bianconi

EDITORIALE/ EDITORIAL


Mariarosa Fiorio

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IL LUSSO È UN’INSOLITA SOSTENIBILITÀ/LUXURY IS AN UNUSUAL ENVIRONMENTAL SUPPORT

Lusso e sostenibilità. Possono andare d’accordo? È il quesito che anima la ricerca inaugurata da Atelieritaliano e Performance in Lighting con “Senza Confini”. Questo progetto di Angelo Micheli è la prima tappa per la realizzazione di una casa in legno, un nuovo concept, elaborato appunto con l’obiettivo di esplorare possibili relazioni tra lusso e sostenibilità. Il risultato è promettente e mette decisamente in discussione i criteri di una tipologia – casa in legno prefabbricata – che per quanto accogliente, elegante e in linea con la sostenibilità non risponde certo ai requisiti del lusso. Senza Confini si propone dunque di andare oltre lo stile consueto della casa in legno che, affidando un ruolo monocorde al materiale, ha finito per chiudersi in un’estetica rigida e poco capace di mettersi in relazione con l’immaginario del lusso. Nel progetto esposto a Superstudio emerge invece un’idea di sostenibilità nuova, rivoluzionaria quasi, per la sua capacità di dialogare con gli elementi del lusso italiano. I materiali naturali, il verde, il legno, sono pensati in modo da produrre un impatto estetico complesso e appaiono centrali quanto gli elementi tradizionalmente più preziosi come i tessuti o le luci. Angelo Micheli, architetto, designer, comunque artista, come ama definirsi, ha accettato con entusiasmo la proposta di Performance in Lighting ed Atelieritaliano.

Luxury and environmental sustainability. Can they go together? This is at the heart of the research started by Atelieritaliano and Performance in Lighting with “Senza Confini” (Without Confines). This project of Angelo Micheli is the first stop in the realization of a house in wood, a new concept, developed with the objective of exploring the possible relationships between luxury and eco-sustainability. The result is promising and decisively puts into discussion the criteria of a typology - prefabricated house in wood - that not withstanding it’s being welcoming, elegant and in line with environmental concerns does not respond to the requisits of luxury. Senza Confini proposes going beyond the usual style of a house in wood, which having dedicated itself to a single note in terms of material, ended up by closing itself into a rigid aesthetic with very little ability to put itself in relationship with an image of luxury. In the project on display at Superstudio the idea of a new sustainability emerges. Something almost revolutionary for it’s ability to dialogue with elements of Italian luxury. Natural materials, greenery and wood are thought of in a way that produces a complex aesthetic impact. They take center stage along with the traditional precious elements of fabric and lighting. Angelo Micheli, architect, designer, and in any case artist, as he likes to refer to himself has enthusiastically accepted the proposal of Performance in Lighting and Atelieritaliano.

Qual è la cosa di cui sei più soddisfatto per questo progetto? What is it about this project that gives you the most satisfaction? Angelo Micheli. È un progetto sperimentale, ci si dovrà comunque lavorare ancora però, credo che fin da adesso la cosa più importante sia l’armonia tra tutti gli elementi del progetto e tra le diverse funzioni che sono chiamati a svolgere. Legno, verde, tessuti, luci. Non c’è un elemento tra questi che ti conquista più degli altri, che ti “chiede” uno spazio maggiore? Angelo Micheli. No, credo proprio che il carattere del progetto stia nel ritmo, nell’alternanza calibrata di semplice e prezioso. È un concetto immediato, ben visibile nella disposizione dei pannelli. C’è quello semplice di legno, c’è quello rivestito di piante verdi, c’è quello in tessuto damascato. Non c’è un valore che prevale tra questi. È un racconto dove tutti sono protagonisti. Anche la luce, scrivi nel concept, ha un ruolo importante nel tuo progetto. Che rapporto hai come designer con la luce?

Angelo Micheli. It’s an experimental project, which however still needs more work. I believe that up to now the most important thing has been the harmony between all of the elements of the project and the diverse functions they need to perform. Wood, greenery, fabric and light. Does one of these elements grab you more than the others and therefore “ask” more space for itself? Angelo Micheli. No, I believe that the character of the project is in it’s rhythm, in the calibrated alternating of the simple and the precious. It’s a very immediate concept, clearly visible in the positioning of the pannels. There are the simple ones in wood, the ones covered with vegetation and the ones covered in damask fabric. No one of these values dominates. It’s a story where all are protagonists. You write in the concept that even light has an important role in your project. As a designer, what is your relationship with light?

Angelo Micheli. La luce è una questione infinita. Diciamo che non c’è progetto riuscito senza uno studio adeguato della luce. Poi, c’è il suo controllo, il gioco che puoi creare con la luce. E questa è una cosa che va oltre ed è soprattutto poesia. È quello che abbiamo cercato di fare con Performance in Lighting per “Senza Confini”. Ho lavorato bene con PiL perché mi è stata data la massima libertà ed ho potuto studiare soluzioni a prescindere dai prodotti. Non è l’oggetto “lampada” a interessarmi qui, ma è l’effetto da ottenere con l’illuminazione. Abbiamo voluto una luce che sottolineasse ogni elemento. La luce rende bene la “regalità” dell’elemento vegetale quanto quella del tessuto raffinato. È una luce che diventa la voce di ogni altro materiale.

Angelo Micheli. Light is an infinite question. We can say that no project is complete without an adequate study of light. Then, there is it’s control, the games that you can create with light. This is something that goes beyond and that is above all poetry. It’s that that we have attempted to do with Performance in Lighting for “Senza Confini”. I worked well with PiL because I was given absolute freedom and I could study solutions apart from the products. It’s not the object “lamp” that interests me here but the effect that can be realized with illumination. We wanted a light that underlined all the elements. The light makes the “royal” qualities of the vegetation elements as evident as those of the refined fabric. It’s a light that has become the voice for every other material.

Una luce dallo spirito democratico, dunque, e un’idea di lusso che sa riconoscere e progettare in modo nuovo la bellezza degli elementi naturali, quelli che solitamente sono percepiti come minimali, semplici, tutto il contrario del lusso. Per un’azienda come Stratex, con un’esperienza storica nella bioarchitettura, specializzata nella produzione di edilizia prefabbricata in legno, qual è il lusso di questo progetto? Lo chiedo ad Angela Maffione, responsabile delle strategie di comunicazione.

A light with a democratic spirit, at any rate it is an idea of luxury that knows how to recognize and design in a new way the beauty of natural elements, those that are usually percieved as minimal, simple, the opposite of luxury. For a company like Stratex, with a long history in bioarchitecture and specialized in the production of prefabricated wood buildings, what is luxury in this project? We ask this of Angela Maffione, the person responsible for the communication strategies.

Angela Maffione. Da molti anni abbiamo scelto la strada sostenibile. Crediamo sia ora necessaria anche una presa di posizione nel campo del design. Se si vogliono diffondere i valori di qualità, benessere e rispetto dell’ambiente occorre fare uno sforzo di progettazione, di pensiero. Senza Confini è un progetto che dimostra come una scelta naturale possa essere anche elegante e di stile.

Angela Maffione. For many years now we have chosen the road of sustaining the environment. We believe that it is now necessary to take a position in the design field. If you want to spread the values of quality, well being and respect for the environment you need to make an effort with design planning and thought. Senza Confini is a project that demonstrates how a choice for natural can also be elegant and stylish.

Una casa in legno ma dal sapore diverso dalla casa tipica in legno, per quale utenza pensate possa essere adeguata?

A house made of wood but with a taste that is different from the typical wooden house. For what kind of use is it adapted?

Angela Maffione. È un target consapevole, aggiornato, interessato ai valori sostenibili ma amante delle tendenze, del design. Per noi è importante affiancare queste innovazioni alle proposte tradizionali per la casa in legno. La tipica casa di montagna in legno non può, così com’è, produrre una diffusione dei valori ecosostenibili.

Angela Maffione. The target is informed, up to date, interested in the values of sustainable resources but also loves new tendencies and design. For us it was important to put this innovation side by side with the traditional wood house. The typical wood house of the mountains cannot, as it is, produce the diffusion of eco-sustainable concepts.

Anche la sostenibilità, può dunque assumere il fascino del lusso. Con nuovi progetti, in grado di ripensarla, abbandonando quel tono di rinuncia, di semplicistica essenzialità che l’hanno chiusa, finora, in un immaginario collettivo debole. La scommessa è che lusso e sostenibilità possano evolvere insieme verso una nuova e più contemporanea sensibilità estetica.

Sustainability of the environment can therefore take on the fascination of luxury. With new projects, and the readyness to rethink them, letting go of that tone of renunciation, of simplistic essentials that until now has maintained a weak collective image, the bet is that luxury and eco-sustainability can evolve together towards a new and more contemporary aesthetic sensibility.

Bozzetti dei moduli costruttivi. Varianti in legno, tessuto damascato ed elementi vegetali. In basso: studio della composizione e dell’inserimento nel contesto naturale.

Sketches of the construction modules. Variations in wood, damask fabric and vegetative elements. Below: study of the composition and insertion within a natural context.


DESCRIZIONE DELLA STRUTTURA LIGNEA/ DESCRIPTION OF THE WOODEN STRUCTURE

L’allestimento si compone di un’opera realizzata all’interno dello spazio espositivo sulla base del progetto denominato “Senza Confini” dell’Arch. Angelo Micheli dello studio aMDL. Il progetto consiste in uno spazio identificato da “elementi essenziali” dell’abitare uniti architettonicamente con il fine di far trasparire la natura nei moduli costruttivi. La struttura portante costituente l’opera è un telaio in legno lamellare fissata alla pavimentazione del padiglione tramite tasselli. Il telaio è composto di sei pilastri collegati da travi di bordo e da due travi principali. I pannelli parete e di copertura in legno sono costituiti internamente da una struttura portante lignea fissata a pavimento ed in sommità tramite viti. Si tratta di un pannello denominato “Xpannel”, un pannello strutturale prefabbricato in legno per solai e coperture. I pannelli a parete, larghi 1,50 m e alti 3,00 m, secondo quanto previsto dal progetto architettonico sono accostati in diagonale e connessi alle travi di bordo, lasciando percepire la discontinuità della parte. Alcuni degli elementi parete sono specializzati per la finitura: vegetazione verticale sull’esterno, finitura in telo damascato, specchiatura trasparente. L’Xpannel orizzontale è posato sulle travi principali su una luce di 2,50 m determinando la chiusura superiore continua.

The installation is composed of a work realized within the exhibition site based on the project called “Senza Confini” (Without Confines) by the architect Angelo Micheli of the studio aMDL. The project consists of a space identified by “essential elements” of a dwelling, architecturally united so as to allow nature to enter the constructed modules. The bearing walls that constitute the structure are frames of wood lamella affixed to the pavement by means of plugs. The frame is composed of six pilasters connected by border beams and by two main cross beams. The wall panels and roof panels in wood are entirely composed of a load bearing structure in wood affixed to the pavement and at the top with screws. We’re talking about a panel refered to as “Xpanel”, a prefabricated structural panel in wood for the flooring support structure and covering. The wall panels are 1.5 meters wide and 3 meters high. As determined by the the architectural plans they are placed diagonally and connected to the border beams, allowing discontinuities to be percievable. Some of the wall elements are specialized for a finishing of verticle vegetation on the outside. Others are covered with damask fabric leaving side frame supports visible. The horizontal Xpanel is placed on the main beams with a span of 2.5 meters giving continuous closure above.

Disegni tecnici della struttura in legno, vedute in pianta, sezione e 3D. Pagina a fianco: disegni dei particolari per l’assemblaggio della struttura.

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Technical designs of the wooden structure, plan views, by section and 3D. Opposite page: designs of the details for assembly of the structure.


Spesso mi assento dalla quotidianità e spesso sono attratto dal non vedere nulla e immaginare come potrà comporsi una possibile musicalità dell’architettura. Per me progettare significa avere di fronte l’infinito e poter strappare lembi di architetture che compongono le nostre città per poi ricomporle in momentanea armonia. Le lacerazioni spesso sono più armoniose delle costruzioni: il tempo e la casualità compongono queste architetture che sono il vero equilibrio fra immaginazione e attesa. Nelle lacerazioni c’è la sensazione della ricerca del pezzo mancante e la ricerca è fatta di deviazioni. La riflessione porta a nuove visioni e all’approfondire il senso dell’architettura e della sua utilità. Non so se esisterà ancora l’architettura eterna, non so se c’è bisogno di una architettura eterna e di una architettura che necessita in continuazione di cure per sopravvivere a richieste sempre diverse. L’architettura parla, accompagna in modo silenzioso la quotidianità e spesso non ci si rende conto della sua utilità. La bella architettura è il lusso estremo e la sua armonia provoca inconsciamente entusiasmo. L’architettura è un laboratorio dove si produce in continuazione e incessantemente sperimentazione. Lo stato di transitorietà è la permanenza e il cambiamento non ha più bisogno di una destinazione. La contemporaneità suggerisce che ogni modello è importante e sempre più la sovrapposizione di differenti visioni forma il nostro paesaggio architettonico offrendo la possibilità di sfogliare la città come fosse un libro. Mi affascina l’architettura che si lascia ritrarre senza fermarsi, senza raggiungere mai la definizione e continuare poi con quelle lacerazioni per penetrare, scoprire e nuovamente modificare e alimentare l’idea dell’architettura. Spesso sono i materiali che suggeriscono strade innovative e conoscerne le caratteristiche è paradossalmente dimenticarsi di disegnare l’intero oggetto. Con Stratex ho iniziato a sperimentare che il lusso è nella collaborazione e nel modificare l’uso stesso dell’abitare adattando il nuovo a piaceri del passato. Queste strade portano i luoghi che mi affascinano perché irreali, è poter pensare che anche un piccolo segno depositato su un pezzo di carta possa iniziare a viaggiare nella mente di altre persone e far vedere ciò che sarà senza avere ancora una forma. Stimolare la loro immaginazione e la curiosità dell’essere presenti per partecipare a qualche cosa di meraviglioso. L’architettura deve avere braccia aperte ad accogliere tutti e dialogare portando la delicatezza che accompagna anche sguardi indifferenti a formare il proprio luogo di vita. L’architettura è un ritratto con occhi profondi che guardano il passare del tempo e il continuo modificarsi delle cose che le rendono sempre al centro dell’attenzione.

I frequently absent myself from the day to day and am drawn to look at nothing and instead immagine how to compose music with architecture. For me, designing means having infinity before me and being able to tear away strips of our cities architecture to then recompose them in temporary harmony. Lacerations are frequently more harmonious than constructions: time and chance compose these architectures that are a true balancing of immagination and waiting. In this cutting there is a sense of research for the missing piece and the hunt is made of deviations. Reflection brings new visions and deepens the sense of architecture and it’s usefullness. I don’t know if eternal architecture still exists, I don’t know if there is need for an eternal architecture and of an architecture that requires continual care to survive ever different requests. Architecture speaks, keeping company in a silent way the day to day and frequently you don’t note it’s utility. Beautiful architecture is extreme luxury and it’s harmony unconsciously provokes enthusiasm. Architecture is a workshop where you produce experiments continually and incessantly. The state of the transitorial is permanence and change no longer has need of a destination. Contemporary suggests that every model is important and the overlapping of different views that forms our architectonic landscape offers ever more the possibility of leafing through the city as if it were a book. I am fascinated by an architecture that let’s you portray it without pause, without arriving ever at the definition and you continue to lacerate in order to penetrate, discover, and again modify and feed the concept of architecture. Frequently it’s the materials that suggest innovative roads and to know their characteristics is to paradoxically forget designing the entire project. With Stratex I started to experience that luxury is in collaboration and in modifying the actual use of habitations, adapting the new to the pleasures of the past. These roads bring places that fascinate me because they are unreal and you can think that even a small design deposited on a piece of paper could start a voyage in the minds of other persons letting them see that which does not yet have a form. To stimulate their immagination and curiosity so as to be present to participate in something marvelous. Architecture needs to have arms wide open and to gather everyone and to dialogue bringing the delicacy that accompanies even indifferent glances that watch the passing of time and the continual modification of things that keep them at the center of attention.

3 Angelo Micheli

SENZA CONFINI/ WITHOUT CONFINES

Bozzetti con soluzioni alternative per lo sviluppo del progetto. Sketches of alternative solutions for development of the project.


INTERROGANDO I CONFINI/ QUESTIONING THE CONFINES

“Le lacerazioni spesso sono più armoniose delle costruzioni”. Forse perché le lacerazioni obbligano alla perdita, e allora quella di cui parli tu è un’armonia che risalta per sottrazione. Pensandoci, nelle lacerazioni c’è sempre un frammento, almeno uno, che va perduto. Una parte che, pur minuscola, non potrà mai più tornare ad essere nella sua forma originale. C’è secondo te un frammento, qualcosa che ti piacerebbe potesse essere smarrito nel processo di progettazione così com’è oggi inteso? La sottrazione del superfluo obbliga la costante analisi di cosa può essere veramente necessario e questo è un passaggio per me necessario per poter poi con ironia aggiungere elementi provocatori in un’armonia distorta con l’insieme del processo progettuale. Queste distorsioni sono lacerazioni che indicano altre strade del progetto. “Il lusso è nella collaborazione e nel modificare l’uso stesso dell’abitare adattando il nuovo a piaceri del passato”. E se invece tu dovessi creare il nuovo ipotizzando piaceri anch’essi nuovi, quali sarebbero questi? Il nuovo spesso è la normalità delle cose, la non esagerazione e l’assenza dei piaceri sono la fonte di ispirazione perché così la fantasia collabora con la realtà. Le nostre abitazioni hanno la muffa dell’abbondanza e non si aprono al necessario che è la nostra capacità di immaginazione. “Lo stato di transitorietà è la permanenza e il cambiamento non ha più bisogno di destinazione”. Riuscirà l’architettura a fare a meno della solidità dei suoi obiettivi senza perdere ragione di essere, a trovare un altro senso abbandonando parte di se stessa? L’architettura deve ritrovare il senso dell’architettura, realizzare l’armonia del viverla e sorprendere in continuazione con la capacità di progettazione dei dettagli. L’architettura deve partecipare al continuo e incessante cambiamento ma soprattutto anticiparlo. “La contemporaneità suggerisce che ogni modello è importante”. Quindi, letteralmente, non può esistere un vero e proprio modello. Eppure, l’architettura, o almeno l’urbanistica, non dovrebbe sentire la nostalgia di un modello? Mi pare che dovrebbe sentire oggi, ancora di più, questa responsabilità, tu cosa pensi? La continua mutazione del tessuto sociale e le aspettative di risposte immediate non permettono di pensare ad un modello che riequilibri le differenze, l’urbanistica come l’architettura necessitano di visioni astratte e paradossalmente pensare a città senza abitanti per poi inserirsi nella realtà e sorprendere la città stessa. “La bella architettura è il lusso estremo e la sua armonia provoca inconsciamente entusiasmo”. E per chi volesse renderlo cosciente questo entusiasmo, è possibile secondo te trovare la chiave per una comunicazione che lo renda consapevole? O l’incoscienza è parte integrante di questo entusiasmo? Se si è coscienti si perde la visione dell’irrealtà e vivere nella irrealtà è la fonte principale del lusso, pensare e vedere ciò che più si desidera. Per concludere, sul lusso. Che cos’è per te il lusso? Ti interessa e quando lo vivi? Per me è l’irrealtà e non so nemmeno se si può definire lusso. Il lusso è avere una vita visionaria e non accorgersene.

Angelo Micheli/Mariarosa Fiorio

“Lacerations are frequently more harmonious than constructions”. Perhaps because lacerations require a loss and therefore what you’re talking about is a harmony that arises from substraction. Thinking about it, in laceration there is always a fragment, at least one that is lost. A part, however minimal that can never again return to it’s original form. According to you, is there a fragment, something that you would like to have disappear during design process as it is understood today? Subtraction of the superfluous obliges a constant analysis of what is truly necessary and this is a passage that is necessary for me to add provocative elements with irony in a distorted harmony all within the design process. These distortions are lacerations that indicate other paths for the project. “Luxury is in collaboration and in modifying the actual use of habitations, adapting the new to the pleasures of the past”. And if instead you had to create the new by hypothesizing pleasures that are also new, how would this be? The new is frequently the normality of things. Non exageration and the absense of pleasures are the fount of inspiration because in this way fantasy collaborates with reality. Our habitations have a mildew of abundance and they don’t open to what is necessary which is our immaginative capacity. “The state of the transitorial is permanence and change no longer has need of a destination”. Will architecture manage to solidify it’s objectives without losing it’s reason for being, to find another sense by abandoning a part of it’s self? Architecture has to refind the sense of architecture, realize the harmony of living it and continually surprise with the ability to design the details. Architecture must participate in the continuing and incessant change, but above all anticipate it. “Contemporary suggests that every model is important”. Therefore, literally a real and true model cannot exist. And yet, shouldn’t architecture, or at least town planning feel nostalgia for a model? It seems to me that today, even more, this should be felt. What do you think? The continual mutation of the social fabric and the expectation of immediate responses doesn’t permit thinking of a model that will rebalance the differences. Town planning, like architecture necessitates abstract vision and paradoxically thought of a city without inhabitants that would then be inserted into reality and surprise the city itself. “Beautiful architecture is extreme luxury and it’s harmony unconsciously provokes enthusiasm”. And for someone who would like to make this enthusiasm conscious, do you think it is possible to find the key to a communication that makes this conscious? Or is the unconscious an integral part of the enthusiasm? If you are conscious you lose the vision of the unreal and living in the unreal is a principle source of luxury, thinking and seeing that which you desire. To conclude, regarding luxury, what is luxury for you? Does it interest you and when do you live it? For me it is the unreal and I don’t know if you can define it. Luxury is to have a visionary life and not even realize the fact.

INTER-VISIONI INTER-VISIONS


STRATEX. PIONIERI DEL SOSTENIBILE/ STRATEX. PIONEER OF SUSTAINABLE RESOURCES

Stratex è un’azienda leader nella produzione di strutture ed architetture in legno lamellare ed opera in tutto il territorio nazionale ed estero. Inizia la sua attività nel settore del legno già negli anni cinquanta, specializzandosi ben presto nella produzione e posa in opera di coperture. Il legno di abete rosso proveniente dai boschi del centro Europa è la materia prima con cui Stratex opera: un materiale che lega in modo indissolubile l’azienda alla natura, al rispetto per la vita e per la salute dell’ambiente e dell’uomo. Nell’arco della sua decennale esperienza, segnata da una costante crescita industriale, Stratex ha fatto della sua naturale sensibilità alle problematiche ambientali un impegno concreto verso la eco sostenibilità. In sintonia con le regole dettate dalla normativa europea, l’azienda possiede numerose certificazioni: la certificazione ISO 9001:2000, quella di categoria A per strutture di grandi luci rilasciata dall’Istituto Ottograf di Stoccarda e le certificazioni per la catena di custodia PEFC e FSC, che garantiscono la provenienza delle materie prime da foreste controllate. Stratex è inoltre una delle poche aziende del settore che può vantare la certificazione per il sistema di gestione ambientale ISO 14001, ed è stata la prima azienda in Italia ad aver ottenuto la marcatura CE per i prodotti da costruzione, secondo la direttiva 89/106/CEE. I valori che sostengono la filosofia industriale di Stratex sono l’impegno nella ricerca e nell’innovazione e il costante e rigoroso controllo della qualità. Anche per questo la filiera di produzione, dalla selezione del legno alla realizzazione delle strutture pronte per la posa in opera, si svolge completamente negli stabilimenti produttivi di Sutrio (UD). Una scelta territoriale che è garanzia di altissima qualità e completo controllo sui prodotti. La vocazione pionieristica dell’azienda verte oggi

alla nuova progettualità di design per le case prefabbricate in legno. Stratex, dopo aver sondato le esigenze della clientela ha deciso di rivoluzionare il concept dell’edilizia prefabbricata. Con il proprio know how l’azienda realizza strutture in legno all’avanguardia, che garantiscono la massima flessibilità di progettazione e sono in grado di soddisfare così la visione dell’architetto e di adattarsi ai desideri ed esigenze funzionali del cliente. Le caratteristiche del legno e le modalità di produzione Stratex conferiscono a questi fabbricati robustezza, velocità di assemblaggio e posa in opera, maggior affidabilità sismica e un’elevata efficienza energetica. Tutta l’impiantistica è inoltre inglobata nei pannelli ed i sistemi di isolamento garantiscono ottime prestazioni termiche, in sintonia con la filosofia ecocompatibile che sottende tutti i progetti della linea Stratex Living. Il minimalismo si pone come base teorica di questa nuova idea di architettura: case biocompatibili, ville ecosostenibili e case di design, sono quindi pura espressione della qualità della vita, di uno stile del vivere che rappresenta la contemporaneità e il futuro dell’abitare. Di qui l’originale interpretazione di una qualità “Made in Italy” che coniughi le più moderne conquiste tecnologiche con la forte impronta di stile delle architetture in legno. Residenziali o collettive, le case in legno diventano così strumenti al servizio dell’ecosostenibilità, valori pragmatici ed estetici per la diffusione di un nuovo linguaggio ecologico.

Stratex is a leading company in the production of structures and architecture lamellated wood and they are operative in all of Italy as well as outside the country. They started their activity in the wood sector in the fifties, quickly specializing in the production and positioning of roofs. Spruce fir from the woods in central Europe is the raw material that Stratex works with: a material that creates an unbreakable tie between the company and nature, with respect for life, the health of the environment and of man.Within the arc of these decades of experience, a period marked by constant industrial growth, Stratex has made of it’s natural sensitivity towards environmental problems, a concrete dedication towards environmental sustainability. In tune with European normative rules, the company has numerous certifications: ISO 9001:2000, that of category A for structures with wide spans issued by the Institute Ottograf of Stoccarda and the certification for the chain of custodia PEFC and FSC, that guarantees that the raw materials originate from controlled forests. Stratex is also one of the few companies in the sector that can claim certification for the environmental management system ISO 14001, and was the first Italian company to have recieved the mark CE for it’s construction products, according to the directive 89/106/CEE. The values that sustain the industrial philosophy of Stratex are a commitment to research and innovation and a constant and rigorous quality control. This is also the reason why the entire process of production, from the selection of the wood to the realization of the final structure ready to be put into position on site is handled completely in the Sutrio (UD) production site. A territorial choice that guarantees high quality and complete product control.

Da sinistra, alternate: ristrutturazione Teatro Petruzzelli, Bari; Palazzetto dello Sport, Lignano Sabbiadoro, Udine From the left, alternate: restructuring for Teatro Petruzzelli, Bari; Palazzetto dello Sport, Lignano Sabbiadoro, Udine.

Today the pioneering vocation of the company is about new design planning for prefabricated houses in wood. Stratex, after doing a survey of it’s clients needs has decided to revolutionize it’s concept of prefabricated buildings. With the right know how the company is realizing avant-garde structures in wood, that guarantee maximum planning flexibility and are therefore able to satisfy the vision of the architect and adapt themselves to the desires and functional needs of the client. The characteristics of wood and Stratex’s production system confer robustness, speed of assembly and positioning, major seismic dependability and elevated energy efficiency to these fabrications. All of the engineering is incorporated in the pannels and the isolation systems guarantee optimal thermal performance, in tune with an ecological compatibility that is present in all of the products of the Stratex Living line. The minimalism proposed as theoretical base of this new idea of architecture: Bio-compatible houses, eco-sustainable villas, design houses, are pure expression of quality of life, of a style of living that represents both the contemporary and the future of domiciles. This is the original interpretation of “Made in Italy”, a marriage of the most modern tecnological advances and the stylishly strong imprint of architecture in wood. Residential or collective, houses in wood become instruments in service to a sustainable environment. They are pragmatic and aesthetic values for the diffusion of a new ecological language.


SENZA CONFINI. Il sogno abitato. Installazione Performance In Lighting presso Superstudio. Milano, Fuorisalone 2009. Progetto di Angelo Micheli, art direction di Roberto Fiorato.

SENZA CONFINI (Without Confines), Inhabiting a dream. Installation of Performance in Lighting at Superstudio, Milano, Fuorisalone 2009. A project of Angelo Micheli, art direction by Roberto Fiorato.

Roberto Fiorato per Performance in Lighting. Designer, art director, consulente d’immagine. Tutto questo per Performance in Lighting, gruppo d’aziende che progetta e produce luce. Roberto Fiorato lavora con PiL da sempre, fin da quando l’azienda - oggi una SpA con sedi e stabilimenti in tutto il mondo - era una piccola realtà. Erano i primi anni ’70 e il piccolo laboratorio diventa in pochi anni PRISMA, la prima delle aziende e ancora oggi sede centrale del gruppo. Com’è cominciata la tua passione per la luce? Non saprei dire, è una passione che ho da sempre. La luce per me ha il fascino dell’imprevedibile, è sempre una sfida e forse per questo non smette mai di conquistarmi. Piuttosto, ricordo la mia indifferenza per il disegno fine a se stesso, per l’arte in sé. Fin da ragazzino mi appassionavo al disegno finalizzato alla costruzione delle cose, al design, anche se allora non si parlava ancora molto di design. Comunque anche oggi in Italia non si parla molto di lighting design. Mentre il design degli oggetti è patrimonio della cultura e dell’immaginario dei consumatori, il design della luce non è diffuso da noi quanto in altri paesi come la Germania o anche la Francia. Che ne pensi? Si, è vero. Credo che questo ritardo sia dovuto al particolare edonismo italiano, squisito ma certo molto più sensibile a una materialità da toccare e da gustare. La luce ha una qualità più immateriale, sfuggente, passa in secondo piano fino a che non ci si riflette. Noi come produttori stiamo cercando di stimolare anche una cultura del progetto della luce. Da diversi anni organizziamo corsi e incontri sul tema. Quest’anno PiL non partecipa ad Euroluce e sarà invece presente al Fuori Salone. È una scelta di posizionamento?

Roberto Fiorato for Performance in Lighting. e delle sue performance. È una scelta di campo: dal prodotto, all’effetto. La prima serata la dedichiamo alla poesia visiva, la seconda saremo a Superstudio con “Senza Confini”, il progetto sperimentale della casa in legno di Angelo Micheli. Poi c’è la serata dedicata al tema della luce nel convivio, con Philippe Daverio, Gualtiero Marchesi e Pietro Palladino, a chiacchierare sul tema della luce e dei sapori. Una proposta a tutto tondo che abbiamo sviluppato insieme ad Atelieritaliano. Il tema che intreccia tutte le serate è quanto e come la luce può migliorare le performance di ogni altra espressione creativa.

Designer, art director, image consultant, Roberto Fiorato is all of these for Performance in Lighting, a group of companies that design and produce lighting. He’s worked with PiL since the beginning when the company - today a joint stock company (SpA) with offices and locations around the world – was a small entity. It was the early seventies and the little workshop in just a few years became PRISMA, the first company and today the headquarters of the group.

E sulla sostenibilità? Qual è la vostra posizione?

It’s difficult to explain. It’s a passion I have always had. The unpredictibility of lighting fascinates me. There is always a challenge and perhaps it is for this reason it always conquers my interest. On the other hand, I can remember my indifference for fine design as an end in itself or for fine art as an end in itself. Even as a child I was passionate about design if it served for the construction of things, even if it was really being spoken of as just design.

È una posizione di ricerca. Spesso si parla a sproposito di sostenibilità, si sono dette rivoluzionarie delle tecnologie che sono giunte solo adesso a maturazione, come i led. Noi abbiamo preferito aspettare e stiamo sviluppando solo ora una vera e propria innovazione nei prodotti led, con tecnologie più efficienti e garantite. Il rispetto per l’ambiente è però nelle nostre corde fin dai tempi del laboratorio. Siamo nati da un’azienda del vetro e ancora oggi scegliamo prevalentemente il vetro anziché la plastica per i nostri prodotti. Abbiamo una politica produttiva che non tollera scarti e sorveglia la qualità delle materie prime e il loro impatto ambientale. C’è anche uno sforzo alla sensibilizzazione della committenza su un uso sobrio della luce. Pensiamo al giardino. Di notte, quando non lo si attraversa, deve stare al buio, non solo per i consumi ma anche per rispettare la natura e gli animali che vivono lì. Come sarà il futuro sostenibile della luce? La mia visione è una metropoli di notte, illuminata con l’energia solare del giorno. E il lusso nella luce, che cos’è?

Anche. Diciamo che quest’anno preferiamo rivolgerci a un target più mirato e attento. Al Fuori Salone ci presentiamo con quattro serate, tre delle quali nella showroom sul naviglio che da quest’anno condividiamo con Atelieritaliano. L’idea è di offrire, più che una visione dei prodotti, delle vere e proprie esperienze sul tema della luce

How did your passion for lighting start?

At any rate, in today’s Italy, lighting design is not talked about a lot. While the design of objects is both a cultural heritage and an image for consumers, lighting is not as diffused here as it is in other places like Germany and France. What do you think? Yes, it’s true. I think this delay is due to a sort of Italian hedonism, exsquisite, but tied to materials you can touch and taste. Light has an immaterial quality. It’s elusive, moving into the background where you don’t notice it. As producers we are looking to stimulate a culture, a sensibility for light planning. For a number of years now we have been organizing courses and meetings on this theme. This year PiL won’t be participating at Euroluce, but will be present at Fuori Salone. Is it a positioning choice?

of the products, the idea is to provide a real experience on the theme of light and it’s performance. It’s a field choice from product to effect. The first evening is dedicated to visual poetry. The second evening we’ll be at Superstudio with “Senza Confini” (Without Confines), an experimental project involving the wooden habitation of Angelo Micheli. Then there is the evening dedicated to living with light, with Philippe Daverio, Gaultiero Marchesi and Pietro Palladino chatting about light and flavors. This is a rounded proposal that we developed together with Atelieritaliano. The theme that ties all the evenings together is how lighting can enhance the performance of every other creative expression. And in regard to sustaining the environment, what’s your position? It’s a position of research. In these discussions it’s often just the blunders in the revolutionary tecnologies, like the led, which is just now reaching it’s maturation, that are talked about. We prefer to wait and it is only now that we are developing truly innovative led products with more efficient and guaranteed tecnologies. Environmental respect is one of our concerns at all stages of development and production. We started as a glass company and today we still choose glass rather than plastic for our products. We have a production policy that doesn’t tolerate discards and that pays attention to the quality of the raw materials and their environmental impact. There is also an effort to sensitize clients to a moderated use of light. Consider a garden. At night when no one is moving there it needs to stay dark. Not only for reasons of consumption but for respect for nature and the animals that live there. How will the future support lighting? My vision is a metropolis at night illuminated by the solar energy of the day. And the luxury of light, what is that?

È il suo controllo. È il fatto di poterla comandare come vogliamo. In fondo, il lusso nella luce è la ricerca.

LUCE ED ESPERIENZA/LIGHT AND EXPERIENCE

That also. Let’s say that this year we prefer to focus on a more specific and attentive target. At Fuori Salone we will be presenting four evenings. Three of these we will be at the Naviglio showroom that we are sharing this year with Atelieritaliano. Instead of offering just a presentation

It is in it’s control. It’s the ability to do with it as we choose. Fundamentally luxury in lighting is in it’s research.

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sENSI sOSTENIBILI Modulo polisensoriale sostenibile/ sUSTAINABLE sENSES Sustainable polysensory module

Filosofia espositiva

Il progetto sENSI sOSTENBILI è curato da Marchingenio, laboratorio di architettura e servizi di eco-progettazione multidisciplinare per lo sviluppo sostenibile del territorio. Responsabili di progettazione Arch. Massimiliano e Ferdinando Mandarini. Partner - Politecnico di Milano. The project sENSI sOSTENIBILI (sUSTAINABLE sENSES) is curated by Marchingenio, architectural workshop and multi-disciplinary eco-design service for sustainable development of the territory. Planning direction – Architects Massimiliano and Ferdinando Mandarini. Partner - Politecnico di Milano

Il modulo sENSI sOSTENIBILI esprime un nuovo modo di vivere lo spazio e il tempo, di esporre, inscenare un prodotto, un articolo, un soggetto o un oggetto ed è la congiunzione principalmente di due istanze, una materiale e l’altra maggiormente immateriale. 1. Un micro ambiente modulare energeticamente autosufficiente ampiamente flessibile. Il modulo è nato dallo sviluppo di 2 linee guida. La prima è la sostenibilità di tutto il ciclo di vita del progetto (filiera corta dei prodotti, slow architecture) ovvero la produzione (uso di materiali ecocompatibili, rinnovabili), l’uso (minimizzazione dei consumi energetici e autosufficienza energetica attraverso sistemi di captazione solare e microeolico) e riconversione (facilità di disassemblaggio dei componenti e riciclo di materiali riutilizzabili). La seconda linea guida è l’ottenimento di un prodotto il più flessibile possibile sia in termini di trasportabilità, montaggio e smontaggio sia di possibilità di sfruttamento degli spazi interni ed esterni. 2. Un’esperienza del contenuto e del suo intorno attraverso la sensorialità e l’adattabilità al contesto (urbano ed extraurbano, locale e globale). La conoscenza da parte dell’uomo del mondo che lo circonda passa attraverso i canali cognitivi in nostro possesso ovvero i sensi. La proposta di un prodotto passa quindi attraverso lo studio di un “Luogo espositivo” in cui ogni aspetto sensibile deve essere preso in considerazione e progettato in maniera ottimale per ampliare e amplificare le possibilità dell’utente di esperire il contenuto. Oltre al luogo è possibile anche esplodere il contenuto stesso in un percorso espositivo che cerchi di dare di volta in volta maggiore preponderanza a uno dei sensi rispetto agli altri.

Exhibition Philosophy

1. A modular micro environment, energetically self sufficient, with great flexibility. The module emerges from the development of two guiding lines. The first is the sustainability of the whole life cycle of the project (using products natural to that location, slow architecture) that is to say the production (the use of materials that are compatible with the environment, renewable), the use (minimization of energetic consumption and energetic self sufficiency by means of a system of tapping solar and micro wind energies) and the reconversion (components that are easily disassembled and the recyclability of the reusable materials. The second guiding line is in obtaining a product that has as much flexibility as possible in terms of transportablity, assembly and disassembly and that can be used in both interior and exterior spaces. 2. An experiencing of the the contained and it’s surroundings by means of the senses and contextual adaptation (urban and non urban, local and global). Man knows about the world that surrounds him by means of the cognitive channels in his possesion or through the senses. A proposed product, therefore, has to be studied in a “display area” where all sensory aspects must be taken into consideration and designed in the best way possible to extend and amplify the users experience of the content. In addition to this area it is also possible to explode the content itself in a display path that seeks to periodically give greater weight to one or another of the respective senses.

Possibilità

Il modulo sENSI sOSTENIBILI, grazie alla sua modularità, flessibilità e autosufficienza energetica si può aggregare, disaggregare e moltiplicare verticalmente e orizzontalmente e trasferire liberamente da un luogo all’altro fornendo un layout funzionale a un evento temporaneo e itinerante quale EXPO2015. Inoltre, opportunamente arredato e concepito è a misure di n soluzioni di spazio: 1. Sociale. Esempio: clinica mobile, spazio temporaneo di soccorso e di sicurezza, spazio sociale e della società, riconnotazione dei non luoghi, ambienti ludici e didattici (asili, scuole, biblioteche, ecc…). 2. Pubblico. Esempio: stazioni tematizzanti di un percorso, di un itinerario e di spazi ricreativi, del tempo libero e microarchitetture nel paesaggio (infopoint, spazi museali e culturali, centri visita e modulo energetico a servizio di strutture terze). 3. Privato. Esempio: spazio per il vivere sostenibile, wellness e SPA design, micro bi-hotel, albergo diffuso, eco villaggi e implementazione luoghi della residenza, foresterie, spazi temporanei, di vita e di lavoro.

Possibilities

The module sENSI sOSTENIBILE (sUSTAINABLE sENSES), thanks to it’s being modular, it’s flexibility and it’s energetic selfsufficiency can associate, disassociate, multiply vertically or horizontally and move freely from one place to another supplying a functional layout to a temporary and itinerant event like EXPO2015. In addition, it can be decorated or made to order for spacial solutions. 1. Social. Example: a mobile clinic,a temporary space for first aid and security, social spaces, connection of non spaces, play spaces and study spaces (like day care centers, schools, libraries, etc...) 2. Public. Example: thematic stations along a path, an itinerary and recreational spaces, free time and micro architectural spaces in the landscape (info points, museum and cultural spaces, visitors centers and energy modules serving other structures). 3. Private. Example: sustainable living spaces, wellness and SPA design, micro bihotel, diffused hotel, eco villages,and implementation of living spaces, hostels, temporary living and working spaces.


Atelieritaliano riprende e attualizza l’idea della bottega d’arte. Maestri e mestieri della nostra tradizione - legno, marmi e pietre, vetro - ma anche materiali innovativi, si uniscono in Atelieritaliano con l’obiettivo di offrire prodotti e servizi di eccellenza. Quello che nella tradizione della bottega artigianale corporativa era un saper fare tenuto gelosamente segreto qui, invece, si apre alla sperimentazione e alla contaminazione che derivano dal lavorare insieme ad uno stesso progetto. Il risultato è uno sviluppo straordinario della qualità e dell’ampiezza di ciò che offriamo, un servizio complesso e totale che sta diventando sempre più la nuova frontiera del lusso: il contract su misura. Un contract, dunque, per committenti ambiziosi, che esigono il valore dello stile italiano, non solo nei materiali ma anche nel progetto. Ancora oltre, che si riconoscono nella cultura italiana del vivere con gusto. Atelieritaliano is renewing the idea of the craft workshop. Craftsmen and craft skills from our tradition - wood, marble, stone and glass - as well as innovative materials, come together in Atelieritaliano with the aim of providing products and services of excellence. What used to be kept as a jealously guarded secret in craft workshops is here a form of public experimentation and cross-fertilization from working together on the same project. The result is an extraordinary development of the quality and range of what we can supply, a complex, total service which is becoming the new frontier of luxury: the tailor-made contract. For ambitious commissioning agents and customers who want the value of Italian style, in the materials and design, the culture and Italian way of life.

Stile di vita contemporaneo


MK STYLE

VIA

U. T

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Grazie a tutti gli sponsor / Thanks to all the sponsors ABICI - abici-italia.it biciclette / bycicles AUDIODEVELOPMENT - audiodevelopment.it laboratorio audio / audio workshop

SUPERSTUDIO

Via Ulpio Traiano, 53

ATELIERITALIANO

Via Tortona, 27

STONE ITALIANA

Ripa di Porta Ticinese, 73

Via degli Arcimboldi, 5

O SE RRA

Lusso e Sostenibilità è un’idea di Atelieritaliano. Ringraziamo Performance in Lighting per il sostegno a tutte le iniziative. / Luxury and Environmental Sustainability is an idea of Atelieritaliano. We thank Performance in Lighting for their support of all the initiatives.

ATELIERITALIANO al/at FUORI SALONE DEL MOBILE 2009

NO IA

La filosofia Sever si concretizza nella realizzazione di habitat lavorativi confortevoli e funzionali, risultato di una ricerca che unisce il rigore estetico con la scelta di materiali innovativi e arredamenti tecnologicamente avanzati, in linea con le più attuali strategie di sostenibilità e di rispetto per l’ambiente, per regalare a chi li vive il massimo benessere. Nello studio costante di soluzioni d’avanguardia, Sever pone al centro l’uomo, il suo essere e il suo agire, senza mai privilegiare la ricerca fine a se stessa a scapito della funzionalità e della qualità ambientale. Per garantire il raggiungimento di elevati standard qualitativi e l’ottimizzazione delle integrazioni professionali, Sever ha avviato una collaborazione con Atelieritaliano. Con la strategia contract, si ottimizzano le diverse professionalità e si consente al cliente di far riferimento su un singolo partner responsabile dell’intera gestione progettuale ed esecutiva. In questo modo, ogni passaggio, dall’idea al layout, fino alla realizzazione concreta di ambienti arredati e finiti può essere eseguito con il massimo risultato in termini di estetica e funzionalità, comfort e praticità, innovazione e benessere.

Stile di vita contemporaneo

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Sever è un’importante realtà da più di quarant’anni nell’ambito dell’arredamento per uffici

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CASTELLO DI MONTERONE - castellomonterone.it

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Their philosophy takes concrete form in the realization of working environments that are comfortable and functional. This is the result of a research that unites aesthetic rigor with an innovative choice of materials and tecnologically advanced furnishings, all in line with real strategies of sustainability and respect for the environment, gifting the inhabitant a great sense of well being. Sever keeps man, his well being and needs at the center of their ongoing research for avant-garde solutions. Design solutions that don’t put functionality and environmental quality first are not allowed. In order to guarantee elevated standards of quality and to optimize proffessional integration, Server has begun a collaboration with Atelieritaliano. With a strategy of contracting out, they optimize professional input from diverse sources while allowing the client to have one partner as their contact and as the person responsible for management and execution of the entire project. In this way, each step, from the concept to the layout to the final concrete realization of a furnished environment is followed in a way that allows a guaranteed high level of aesthetics and functionality, comfort and practicality, innovation and well being.

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For more than forty years, Sever has been an important presence in the field of office furnishings

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Grazie ai partner tecnici / Thanks to our technical partners BBC GROUP DEMA DOMODINAMICA GEA VERDE GIANNI VIGONE JCORRADI NOAH DESIGN CONTAINER STEP-LINE SUR CANAPÉ Un particolare ringraziamento ai soci fondatori di Atelieritaliano / A special thanks to the founding members of Atelieritaliano ALBERTINI BS QUARRYSAR GROUP CONTEC INGEGNERIA MENOTTI SPECCHIA MK STYLE PERFORMANCE IN LIGHTING STONE ITALIANA ZANINI PORTE

project manager ROBERTO BIANCONI PER ATELIERITALIANO artdirection NOAH DESIGN CONTAINER editorial co-ordination ROBERTO BIANCONI MARIAROSA FIORIO translations ANASTASIA KAVKO CAROL SHULTEISS photo LAPO QUAGLI ARCHIVIO ATELIERITALIANO illustration MASSIMO SOPRANO lithographic printing GRAFICHE SIZ

21-27 Aprile 2009

April 21st-27th 2009

SENZA CONFINI

WITHOUT CONFINES

Progetto di Angelo Micheli.

A Project of Angelo Micheli.

IL SOGNO ABITATO

INHABITING A DREAM

Lunedì 20 Aprile

Monday April 20th

“TUTTO NON È TUTTO”

“EVERYTHING IS NOT EVERYTHING”

Installazione di poesia visiva, di Danilo Premoli. Progettazione corpi illuminanti, di Roberto Fiorato e Danilo Premoli. Cocktail d’inaugurazione ore 19.00 Atelieritaliano - Ripa di Porta Ticinese, 73 - Milano

Installation of visual poetry by Danilo Premoli. The planning of illuminated bodies by Roberto Fiorato and Danilo Premoli. Opening Cocktail at 7pm Atelieritaliano - Ripa di Porta Ticinese, 73 - Milano

Martedì 21 Aprile

Tuesday April 21st

“SENZA CONFINI. IL SOGNO ABITATO.”

“WITHOUT CONFINES. INHABITING A DREAM.”

Progetto sperimentale per la casa in legno, di Angelo Micheli aMDL. Cocktail d’inaugurazione ore 18.30 Superstudio - Via Tortona, 27 - Milano L’installazione rimarrà aperta dal 21 al 27 Aprile dalle ore 9.00 alle ore 19.00

Experimental project for wooden habitation by Angelo Micheli aMDL. Opening Cocktail at 6:30pm Superstudio - Via Tortona, 27 - Milano The installation will remain open from April 21st til April 27th, from 9am til 7pm

Dal 22 al 27 Aprile Atelieritaliano Milano è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 per la presentazione dei nuovi prodotti della selezione Atelieritaliano per l’architettura e il design. Dal 22 al 27 Aprile Superstudio è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 21

From April 22nd to April 27th Atelieritaliano Milan open every day from 10am to 7pm for the presentation of new products from the selection of Atelieritaliano for architecture and design. From April 22nd to April 27th Superstudio is open from 10am to 9pm

Dal 22 al 25 Aprile ogni trenta minuti minibus navetta dal piazzale di Supertstudio in Via Tortona per Ripa di Porta Ticinese e Via degli Arcimboldi presso Stone Italiana.

From April 22nd to April 25th a minibus for Ripa di Porta Ticinese and Via degli Arcimboldi c.o. Stone Italiana passes every 30 minutes from Superstudio Via Tortona.


Stile di vita contemporaneo

Atelieritaliano

Milano Ripa di Porta Ticinese, 73

Verona Via dei Mutilati, 8a

Tel +390458008288 Fax +390458011138 info@atelieritaliano.it

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