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n. 8 - 5 settembre 2012

Edilizia sociale, le novità. Cosa cambia con la legge 3 del 2010 Semplificazione normativa, più attenzione alle fasce deboli, contenimento dei canoni ed efficienza nella gestione degli alloggi. Sono queste le principali novità dei sette regolamenti attuativi della legge regionale 3 del 2010 “Norme in materia di edilizia sociale”, approvati all’inizio del 2012 dalla giunta regionale di cui faccio parte. Frutto di un meditato confronto dei gruppi di lavoro composti dai tecnici dell’ATC, del parere delle commissioni consiliari e dell’espressione condivisa con le organizzazioni sindacali, i regolamenti riguardano le modalità di svolgimento dei bandi di concorso e delle graduatorie, dell’attribuzione dei punteggi, dei cambi alloggio, delle procedure di assegnazione, delle autogestioni, dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia sociale e dell’assegnazione del fondo sociale. Con l’attuazione dei regolamenti è stata introdotta un’importante semplificazione normativa che permette di andare incontro alle contingenze legate a situazioni di particolare emergenza abitativa. Così, ad esempio, attraverso il nuovo regolamento dei punteggi ora è possibile stilare una graduatoria a seconda delle condizioni sociali di ciascun soggetto che tiene conto, più che mai, della situazioni economiche del momento. continua a pag 3

Riprendono gli sportelli con gli amministratori d’area Terminata la pausa estiva, a settembre riprendono regolarmente gli sportelli degli amministratori d’area sul territorio. Tutti i residenti delle case popolari che desiderano ricevere informazioni sulla bolletta o sui servizi offerti dall’Agenzia o segnalare problemi sugli spazi comuni e necessità manutentive possono recarsi dal proprio amministratore d’area nei luoghi e orari di ricevimento stabiliti. Se vivete in una casa Atc di Torino e provincia e non sapete chi è il vostro amministratore d’area, potete cercarlo sul sito di Atc nella sezione “come fare per” (clicca qui) oppure telefonare al numero verde gratuito 800-30.10.81

SOMMARIO Più controlli contro i furbetti delle case popolari

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Prorogato bando cambi alloggio

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Imbianchini per un giorno

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PIU’ CONTROLLI CONTRO I FURBETTI DELLE CASE POPOLARI La Guardia di Finanza ne dà notizia con un comunicato. Le verifiche garantiranno equità a chi chiede e ottiene la casa popolare Le Fiamme Gialle torinesi dichiarano guerra ai finti poveri. Mentre sui giornali spuntano le ultime notizie su finti ciechi che incassavano la pensione di invalidità e poi andavano a ballare o in cerca di tartufi, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza con un comunicato annuncia un giro di vite sui controlli. Anche nelle case popolari. I redditi “sospetti” saranno oggetto di analisi puntuali da parte dei finanzieri che verificheranno che chi vive in una casa popolare ne abbia davvero tutto il diritto. I furbetti, insomma, hanno i giorni contati. Le verifiche interesseranno sia coloro che hanno presentato domanda al Comune di residenza per ottenere una casa popolare sia quelli che già vi risiedono. L’obiettivo è semplice: stanare quei furbetti, non molti per fortuna, che non dichiarano realmente la propria situazione finanziaria e approfittano così della casa popolare e del suo affitto sovvenzionato, circa 90 euro al mese, pur possedendo un’auto lussuosa, una seconda casa o godendo comunque di un reddito che sfora i limiti stabiliti dalla legge. Un’ingiustizia, specie di fronte a coloro che hanno presentato domanda e, pur avendo tutti i requisiti previsti, restano ancora in attesa di una casa popolare. I numeri parlano di circa 8 mila famiglie soltanto nella città di Torino.

A introdurre maggiore equità, a dire il vero, ci penserà anche la nuova legge regionale 3 del 2010 sull’edilizia sociale. Al censimento che consegneranno entro il 28 settembre ad Atc, i residenti devono infatti allegare la certificazione ISEE. Questo significa che a determinare il canone e i requisiti non saranno soltanto i redditi da lavoro o pensione ma anche i beni finanziari: i risparmi, l’auto, le proprietà immobiliari. Ciò significa che se qualcuno dichiara di essere disoccupato (e dunque di non percepire alcun reddito) ma tiene in garage una Mercedes ultimo modello, questo emergerà dai controlli. La legge fissa anche limiti severi per le proprietà immobiliari: piccoli appezzamenti di terreno o modeste e piccole abitazioni, magari in campagna o nel proprio paese d’origine, in genere non costituiscono ostacoli ai requisiti per la casa popolare. Diverso il caso di chi invece possiede una seconda casa di ben altro tenore, come un appartamento in una località di villeggiatura.

«Questi controlli ci aiuteranno a garantire maggiore equità a chi vive nelle case popolari» spiega il presidente Elvi Rossi. «Come ente gestore, dobbiamo poter assicurare parità di trattamento e di condizioni, per tutti. In un momento in cui la richiesta di case a canone calmierato è sempre più alta sono convinto che né a chi attende pazientemente che gli sia assegnata una casa né a chi nella casa popolare già ci vive e fatica a pagare anche quei 90 euro al mese di affitto, faccia piacere sapere che c’è qualcuno che se ne approfitta. La casa popolare è un bene pubblico e va a chi si trova in un momento di difficoltà. Ma chi quelle difficoltà le ha suI controlli della Guardia di Finanza forniranno l’effettivo quadro della perate, o peggio non le ha mai avute, non può continuare a viverci situazione ai Comuni, garantendo così la massima equità sia nella e deve lasciare il posto a chi ne ha più bisogno. È una questione compilazione delle graduatorie di assegnazione che nella perma- di giustizia». nenza negli alloggi. Qualora infatti venga scoperto un furbetto, che vive in una casa popolare pur avendo un reddito elevato, il Comune provvede a formulare la decadenza del suo contratto e ad assegnare l’alloggio ad un’altra famiglia. Nel caso invece il reddito e la situazione finanziaria siano comunque entro i limiti di legge, ma l’inquilino abbia volutamente “dimenticato” di segnalare il reddito del figlio che lavora a tempo pieno o della nonna pensionata, Atc provvederà a Ho preso appuntamento al Caaf per l’ISEE e il censimento. ricalcolare il canone d’affitto. Non va dimenticato, infatti, che l’affitto Devo pagare per questo servizio? di una casa popolare viene calcolato sulla base dei redditi di tutti i Assolutamente no. L’assistenza nella compilazione del censicomponenti del nucleo familiare. mento offerta dai Caaf è totalmente gratuita e non è necessario possedere alcuna tessera associativa. Il servizio è infatti frutto di un accordo tra Atc ed i centri di assistenza fiscale ed è Atc a I CONTROLLI 2011 sostenere le spese per i suoi inquilini, in modo da evitare loro di fare la fila due volte, prima al Caaf e poi agli sportelli di corso Dante. Anche prima di questa collaborazione con la Guardia di Finanza, Atc si era attivata per verificare se tra i suoi abitanti Vivo in una casa Atc della provincia di Asti, ma per motivi ci fosse qualche furbetto. Un esempio in questo senso è il protocollo d’intesa, siglato lo scorso anno, con il nucleo di di lavoro ho necessità di trasferirmi a Torino. Posso fare prossimità della Polizia Municipale di Torino. domanda di cambio alloggio, anche se in una provincia diNel 2011 tra Torino e Provincia Atc ha disposto 728 richieversa? ste di accertamento alla polizia municipale e 7418 verifiche Certo. Con la nuova legge regionale 3/2010 il bando per il camattraverso banche dati e anagrafiche. Dai controlli dei vigili bio alloggio è valido per tutti coloro che vivono in una casa di urbani è saltato fuori, ad esempio, il caso di un pensionato edilizia residenziale pubblica del Piemonte. Dunque, anche lei che viveva fuori città e subaffittava la casa popolare avuta in potrà presentare domanda. Lo faccia al più presto, i termini scaassegnazione alla sua domestica. dono il 14 settembre!


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PROROGATO AL 14 SETTEMBRE IL TERMINE DEL BANDO CAMBI ALLOGGIO C’è ancora tempo per richiedere un cambio di alloggio. Trovate il modulo sul sito o all’Urp di Atc È stato prorogato dall’1 al 14 settembre il termine ultimo entro cui i residenti delle case popolari possono richiedere un cambio di alloggio. Mentre fino a qualche mese fa le domande si potevano presentare settimanalmente, a seguito dell’entrata in vigore della legge sull’edilizia regionale sono regolamentate da un apposito bando di concorso. Quindi, se pensate di aver bisogno di cambiare casa nei prossimi mesi, magari per avvicinarvi ad un luogo di lavoro o di cura, dovete presentare la domanda adesso. Altrimenti, non sarà più possibile fino al prossimo bando.

vedì dalle 8,30 alle 17 e il venerdì dalle 8,30 alle 11,30. Il modulo dovrà poi essere spedito con una raccomandata con ricevuta di ritorno ad Atc Torino. Chi volesse consegnarlo di persona o richiedere assistenza per la compilazione può prendere un appuntamento telefonando al numero 011/31.30.333».

Possono usufruire di questa opportunità tutti gli abitanti delle case popolari? «Non proprio tutti. Possono richiedere un cambio alloggio quegli inquilini che non hanno già effettuato un cambio nei 4 anni che precedono la data del 4 giugno «Fino ad oggi abbiamo ricevuto circa 750 richieste – 2012». spiega il dirigente del servizio Utenza Atc, Luigi Brossa – e, data l’elevata affluenza agli sportelli registrata ad In quali casi si può chiedere di cambiare appartamenagosto, abbiamo deciso di concedere ai residenti una to, ci fa qualche esempio? piccola proroga per permettere a tutti quelli che hanno «Per motivi di salute o di avvicinamento a luoghi di laquesta necessità di partecipare al bando». voro o di cura. Il cambio alloggio è particolarmente utiMa come si fa a partecipare? le in caso di sovraffollamento: una famiglia numerosa «Il modulo da compilare per fare domanda di cambio che vive in un alloggio con una sola camera da letto, è disponibile sul sito internet di Atc (lo trovate qui) op- può chiedere di spostarsi in un altro con una o due pure potete ritirarlo all’Urp di corso Dante 14 a Torino, stanze in più. O anche nel caso in cui ci si voglia avviaperto dal lunedì al mercoledì dalle 8,30 alle 15, il gio- cinare alla casa di un parente da assistere».

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La prima riguarda la graduazione del canone in ben 19 fasce di reddito con una maggiore attenzione nei confronti di coloro che sono soggetti a variazioni del proprio livello di reddito: la normativa precedente, che prevedeva la suddivisione in 4 fasce, comportava una forte sperequazione sociale, poiché anche un minimo cambiamento nel reddito familiare poteva comportare un rilevante cambiamento nel canone d’affitto. La seconda riguarda l’introduzione di una percentuale massima di incremento rispetto al canone dovuto, con un sistema che consente di non oltrepassare determinati limiti rapportati al reddito al fine di tutelare le situazioni economiche degli assegnatari degli alloggi. La terza novità, infine, consiste nell’aver definito comunque un canone minimo da versare all’ATC al fine di consentire un’efficiente gestione finanziaria. Un altro aspetto che è stato rivisto in modo sostanziale dalla giunta regionale riguarda le procedure di assegnazione degli alloggi: sono stati predisposti nuovi modelli di domanda per agevolare l’attività comunale nella gestione dell’assegnazione degli alloggi. Attualmente si sta lavorando ad un prossimo regolamento, riguardante la vendita, che verrà presentato in una delle prossime sedute. Sia con i programmi di investimento che con il ricavato delle eventuali vendite si tende ad aumentare la disponibilità di alloggi a canone sociale per soddisfare, almeno in parte, le richieste di casa che pervengono dall’area torinese e dalle altre città del Piemonte. Ugo Cavallera Vicepresidente e assessore all’Urbanistica della Regione Piemonte

IN SCADENZA – Proroga anche per il censimento Prorogato anche il termine ultimo per presentare il censimento Atc. Ci sarà tempo sino a venerdì 15 ottobre. E’ una scadenza importante, perché serve per verificare il mantenimento dei requisiti che hanno permesso l’assegnazione della casa popolare e eventuali variazioni del canone d’affitto, in qualche caso anche a vantaggio dei residenti (se uno dei componenti della famiglia, ad esempio, ha perso il lavoro, si vedrà diminuire l’affitto). Per compilare il censimento ci si deve rivolgere, dopo aver preso appuntamento, ad una delle sedi dei CAAF convenzionati. Trovate l’elenco allegato alla lettera informativa che Atc ha inviato a tutti i residenti delle case popolari e sul sito internet Atc, www.atc.torino.it, alla voce censimento. Attenzione: secondo la legge sull’edilizia sociale chi non risponde al censimento, rischia la perdita della casa! Se non avete ancora provveduto, affrettatevi.


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IMBIANCHINI PER UN GIORNO Il presidente Rossi e i rappresentanti del consiglio di amministrazione di Atc hanno impugnato pennello e vernice per protestare contro la carenza di risorse

Pennello e pittura, per combattere il degrado. Ma anche per protestare contro la perenne carenza di risorse da destinare alla manutenzione delle case popolari, resa ancor più grave dall’introduzione dell’Imu anche per gli immobili destinati alle fasce deboli. Giovedì 9 agosto il presidente di Atc Elvi Rossi, il vicepresidente Luigi Piccolo, il consigliere Andrea Parvopasso e alcuni dirigenti e funzionari dell’Agenzia hanno lasciato a casa giacca e cravatta per indossare abiti da lavoro, improvvisandosi imbianchini per un giorno. A spingerli al fai da te è stata, qualche settimana prima, la richiesta della Polizia Municipale. Le colonne di piazza Montale, nel quartiere Vallette di Torino, dove si concentra la maggior parte di case popolari, erano tutte imbrattate da scritte e graffiti. I vigili chiedevano ad Atc di intervenire, ripulendo dal degrado la piazza, di proprietà pubblica. Ma in un momento in cui il pagamento dell’Imu e la mancanza di trasferimenti di risorse riducono all’osso i fondi da destinare alla manutenzione, gli amministratori di Atc hanno deciso di fare da soli, improvvisandosi imbianchini. Esperimento perfettamente riuscito: un’ora dopo le colonne di piazza Montale erano tornate come nuove, tra i commenti entusiasti dei passanti, che si sono augurati di vederle così ancora a lungo. Un gesto che vuole essere soprattutto una provocazione. «Abbiamo dimostrato che gli immobili pubblici hanno bisogno di manutenzione continua – spiega Rossi - per assicurare agli abitanti sicurezza e decoro. Ma non si può pensare che il solo incasso dei canoni d’affitto, fissati intorno a 90 euro al mese, basti a garantire queste risorse, soprattutto a fronte di una pressione fiscale sempre più alta»

I vostri balconi fioriti

per inviare altre foto redazione@atc.torino.it Registrazione del Tribunale di Torino numero 17 del 16/03/2012 direttore responsabile: Carola Quaglia redazione: corso Dante 14 – 10134 Torino. Tel. 011.3130362 redazione@atc.torino.it in redazione: Giuseppina Vigliotti, Carola Quaglia, Daniele Darchini Periodico d’informazione dell’Agenzia Territoriale per la Casa di Torino e Provincia


Gazzettatc Num 8-2012