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NO/103/2011

ANNO 2 | NUMERO 1

PERIODICO DI ASTRACUNEO - ASSOCIAZIONE TRASPORTATORI

MAGGIO 2011

Direzione, agenzia pubblicitaria, redazione: via della Motorizzazione 11, 12100, Cuneo § Tel: 0171-413978 § Mail: info@astracuneo.it § Direttore responsabile: Andrea Caponnetto Iscrizione Tribunale di Cuneo n. 623 del 26 marzo 2010

IN QUESTO NUMERO STRAORDINARI AL 10%: L’OK DEI SINDACATI

MA IL CAMION DOVE LO METTO? di Andrea Caponnetto

Accordo con Astra a p. 6

LA PROPOSTA: «NON PAGHIAMO Viaggio tra le incognite e le paure di chi lavora: IL SISTRI 2012» tra car enze di aree di sosta, tempi di guida e di riposo, furti di carburante e controlli

IL COMPITO di Domenico Allione

CONTROLLORI Caso nazionale a p. 4

CARO-PETROLIO: CARA EUROPA, PENSACI TU

Politica&economia a p. 7

ALBO: DEROGA IN ATTESA DI RISPOSTE

Dalla provincia a p. 5

Dalla presidente di Confinfustria all’ultimo padroncino, tutti condividono lo scopo: combattere le criminalità organizzata, semplificare la burocrazia e informatizzare un mare di carta. Tra il dire e il fare c’è però di mezzo il cominciare, possibilmente con il piede giusto: se il buongiorno si vede dal mattino però il Sistri rischia di tramutarsi in uno degli scandali italian style di cui andare poco fieri. La prova generale del sistema di tracciamento dei rifiuti voluto dal governo nel 2010, la cui fase attuativa è stata rinviata tre volte sino al giugno 2011, segna un dato preoccupante: il 90% delle aziende che hanno preso parte al “click-day” l’11 maggio ha segnalato disfunzioni di ogni genere. Niente male per un sistema che già incamerava dall’aprile 2010 (per non funzionare) 150 milioni di euro! Gli affidamenti pilotati (senza gara d’appalto) per l’apparato informatico, poi, confermano un triste italico modus operandi, contro cui si leva ora la protesta di tutto il mondo delle imprese, indignato tanto dall’inefficienza quanto dalla tassazione richiesta con valore retroattivo. Dai tempi di Cicerone ci portiamo dietro un interrogativo: chi controlla i controllori?

Aumentano sulle strade italiane i mezzi di trasporto pesante. Parimenti dimuiscono le aree di sosta o non si sfruttano (come al porto di Savona) i pochi spazi restanti nelle nelle zone ad alto flusso per affrontare una politica logistica. «A volte l’unica soluzione sarebbe volare» dice laconico un trasportatore. Eppure i controlli sui tempi di guida e di riposo (in Italia) sono sempre più intransigenti. E l’incubo della sosta si carica anche dei pericoli legati alla criminalità, dalla rapina, al furto di gasolio.

[Alle pagine 2 e 3]

ASSOCIAZIONISMO | LA POSIZIONE DI ASTRA CUNEO

E’ tempo di cambiare La vertenza con il Governo e le minacce di fermo Il mondo dell’autotrasporto è in difficoltà, qualcuno però potrebbe obiettare che tutta l’economia arranca e che ogni tipologia di impresa a prescindere dal settore deve fare i conti con volumi di mercato contratti, concorrenza spietata, aumento dei costi. L’obiezione a prima vista condivisibile e supportata da un’ampia campagna di stampa tesa a dimostrare come l’autotrasporto abbia beneficiato negli ultimi anni di un fiume di denaro pubblico, nella realtà dei fatti si dimostra quanto meno infondata. In primis perché, nonostante i periodici articoli del “Sole 24 ore” e dei principali quotidiani, questo sbandierato flusso di aiuti pubblici concessi al mondo dei camion a ben vedere non si tratta altro che di una partita di giro, vale a dire soldi restituiti alle imprese che hanno pagato accise troppo alte sul gasolio, pedaggi troppo onerosi sulle autostrade, premi Inail sovradimensionati rispetto all’incidentalità del settore. In seconda battuta perché gli autotrasportatori soffrono di un problema che non hanno le altre

Il mondo Astra in assemblea

imprese, che possono volendo delocalizzare ma devono quanto meno metter in conto i costi di trasferimento degli impianti, le spese di organizzazione e altro, mentre invece un’impresa di autotrasporto per sua definizione è delocalizzabile in quanto i camion come banalmente si dice hanno le ruote. Diventa quindi difficile competere con aziende di paesi che hanno costi del lavoro molto più bassi e si pongono già da tempo come aggressivi competitori sulle tratte internazionali e sempre di più (viste le

nuove norme sul cabotaggio e la futura e prossima liberalizzazione totale) anche sulle rotte nazionali. Se a questo aspetto strutturale si aggiunge una regolamentazione comunitaria sui tempi di guida e di riposo pesantemente formalista, che sta dando luogo in Italia ad un aumento fortissimo di controlli di stampo burocratico, in massima parte subiti da aziende sostanzialmente virtuose e rispettose della legge, si può capire come le risposte date dalle associazioni nazionali di categoria siano inadeguate, incapaci di leggere i problemi concreti e soprattutto viziate dalle esigenze della politica. Si parla tanto di rinnovamento in tutti i settori della vita di questo Paese, come Astra Cuneo ci sentiamo di dire che è venuto il momento di cambiare anche riti e personaggi del mondo dell’associazionismo che ormai hanno fatto il loro tempo. Per adesso forse il “fermo” più utile sarebbe quello alle chiacchiere e alle soluzioni dannose per chi trasporta l’economia italiana. Luciano Cavallo


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ANNO II - NUMERO 1

IL CASO | DALLA VOCE DEI TRASPORTATORI DISAGI E SOLUZIONI AI PROBLEMI LOGISTICI

Dove e quando mi fermo?

La saturazione delle aree attrezzate di Andrea Caponnetto Nei più iperbolici film d’azione i mezzi appoggiano due ruote ad un muro o sollevano la carena di diversi metri da terra, magari continuando la loro marcia. Se proprio si scivola nella fantascienza si può anche rinvenire qualche veicolo invisibile o capace di volare, azionando un pulsante rosso. Ma qui non è Hollywood e il sogno di poter guidare mezzi di trasporto incorporei resta vincolato per molti trasportatori all’onirico notturno: una volta destati, al mattino, salendo sul loro “bisonte” possono constatarne tutto l’ingombro e il volume. E la domanda a quel punto sorge spontanea: una volta giunto a destinazione o quando finisce il tempo di guida, il camion dove lo metto? E sì, perché mai come in questi ultimi mesi si è levata stentorea tra gli addetti ai lavori una polemica relativa alla logistica primaria del settore, ovvero il parcheggio dei mezzi pesanti in prossimità dei grandi nodi commerciali o anche solo nelle aree di sosta (che dovrebbero essere molto più numerose e diffuse) lungo le principali rotte autostradali. Su questo fronte c’è infatti un paradosso di fondo che ha dell’incredibile: «Da un lato registriamo una stretta sui controlli che irrigidisce l’interpretazione dei tempi di guida e di riposo e commina ai guidatori che sforano sanzioni pecuniarie da salasso e, sopra il 10% dell’infrazione, anche il decurtamento dei punti. Dall’altro però, mentre aumenta il traffico straniero sulle nostre strade, diminuiscono le aree di servizio in cui fermarsi per il riposo previsto dalla norma» rivela il consigliere Astra Enrico Calcagno. INFRAZIONE QUASI OBBLIGATA. Il vice-presidente di Astra Diego Pasero da mesi si interessa del problema e, mentre conduce sul fronte associativo la battaglia per la legalità, non nasconde le difficoltà che sono emerse analizzando il fenomeno: «Giuste le regole e l’attenzione ai controlli per porre un freno alle cattive prassi di alcuni camionisti, ma negli ultimi tempi è sempre più difficile lavorare con serenità: pressioni esagerate e scarsa flessibilità accompagnate all’assen-

za di servizi, come nel caso delle soste obbligate, conduce talvolta alcuni autotrasportatori a passare la barricata della legalità e a rischiare». Dall’uso irregolare dei cronotachigrafi analogici alle soste in aree inadeguate, a tanti altri escamotage di piccola sopravvivenza che si verificano quotidianamente sulle strade: «Sono segnali da non sottovalutare. Prima ancora che di scarsa professionalità della categoria, questi evidenziano le vistose carenze infrastrutturali del nostro sistema viario: responsabilità, almeno questa, non nostra». Non è un caso in effetti se sempre più spesso capiti di trovare camion parcheggiati “alla bel e meglio” sotto i cavalcavia o in ripari di fortuna, in piazzolle troppo piccole o ammassati oltremisura nelle aree di sosta: in alcuni orari e in alcune zone nevralgiche, trovare un posteggio diventa proibitivo e la paura delle multe prende il sopravvento. E quindi, il camion dove lo metto? «Mica posso parcheggiarlo per aria?» si chiede ironico il consigliere Astra Livio Cerato. Nelle piazze e nei fori di molti comuni, dove storicamente era consentita (se non addirittura gradita) la sosta dei veicoli pesanti (che significava più lavoro per le trattorie, eventuali ospitalità alberghiere, che riscuoteva curiosità da parte dei bambini) spuntano invece ora come funghi divieti di sosta ai mezzi pesanti, in Italia come in Francia: anche fuori delle rotte veloci dunque divieAL PORTO n e semp r e p i ù difficile trovare una sistemazione provvisoria al camion. QUANDO FERMARSI? Se nella Provincia di Cuneo bene o male la situazione è relativamente sotto controllo è su tutte le autostrade italiane che si registrano le carenze più vistose: «Le aree di servizio dei distributori di carburante, quasi tutte ormai dotate di un punto ristoro, hanno investito molto sulle auto, allargando il parcheggio per i privati, poco o niente sulla sosta dei veicoli da lavoro: da

quando in Italia è subentrata massicciamente la concorrenza dell’Est abbiamo raggiunto e superato la saturazione e in molti casi non sappiamo dove posteggiare il mezzo - spiega Franco Carpani consigliere di Astra Cuneo -. Giriamo in cerca di un’area alternativa, sforando così i tempi di guida: se ci fermano in quel frangente rischiamo di incappare in pesanti sanzioni». «E non ci chiedano, come spesso fanno le forze dell’ordine - lo incalza Cerato - di pensarci un’ora prima della scadenza, perché altrimenti la nostra giornata lavorativa finisce per dimezzarsi». A sorpresa però su questo argomento, la proverbiale rigidezza della Gendarmeria si stempera: l’arma francese, stando ai racconti dei trasportatori della Granda, vista la saturazione che sta interessando anche le autostrade transalpine, ha mostrato spesso di tollerare fino a 15/20 minuti di differenza fra l’orario di stop e la sosta effettiva: flessibilità che invero sembra più difficile ritrovare sulle strade italiane. L’ESEMPIO FRANCIA Sempre dalla Francia molti trasportatori nostrani vorrebbero mutuare una norma, che incide in maniera rilevante sui tempi di riposo e di guida: il carico e scarico. Esistono situazioni limite in alcune grandi aziende della nostra provincia e al porto di Savona, ma in generale è una prassi che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il settore: si tratta dei ritardi e delle lunghissime attese DI SAVONA (spesso con code) p e r l’imbarco o il caric o . «Oltralpe pagano al vettore anche il tempo impiegato per stivare la merce o per lo svuotamento: un vincolo orario che invece di ritorsi sul trasportatore, incentiva l’azienda all’efficienza logistica. E in caso di infrazione sono le stesse forze dell’ordine transalpine a intervenire e a punire le imprese quando non sono rispettati i tempi» rivelano i due consiglieri Astra. Anche in Italia esiste una legge che restringe al massimo

Se non ti imbarchi per la sosta si rientra in autostrada

Molti autotrasportatori denunciano difficoltà nel reperire aree

alle due ore il tempo di carico e scarico, risarcendo con 40 euro l’ora il superamente di questo limite, ma pare che nessuno lo rispetti: «Anche qui in provincia ho notizia di code di 7/8 ore per una consegna: un’attesa che vale una giornata di lavoro non retribuita e che va a scombinare tutti i calcoli di un autotrasportatore, compromettendo la tabella di marcia e obbligandolo a ricadenzare impegni già presi» rivela Pasero. A livello viario poi, a detta di molti ci sarebbe tanto da imparare dai cugini transalpini: «In Francia trovi ad ogni svincolo servizi per chi lavora sulla strade, che dimostrano l’attenzione e stima della società civile per i trasportatori, una categoria che da sempre sa farsi valere: bagni puliti, docce, fontane, punti di ristoro portano sollievo al conducente durante la sua attività: sono a pochi chilometri da noi, ma sono anni luce avanti» l’osservazione di Domenico Vaschetto. I FURTI Esiste poi, a corredo del problema logistico, anche un’endemica incertezza sul fronte della sicurezza: durante le soste è molto facile imbattersi in situazioni sgradevoli, al limite dell’assurdo, in cui gli autotrasportatori onesti rivestono loro malgrado il ruolo delle vittime. Abbiamo raccolto tra gli associati alcune testimonianze in merito al furto di carburante e agli scippi di mate-

riale trasportato. L’innalzamento del prezzo del gasolio ne va aumentare il valore agli occhi dei manigoldi: alcuni vettori esteri si sono attrezzati con materiale molto sofisticato e con sistemi di tubazioni per sottrarre durante la notte ai camion il liquido che hanno nel serbatoio. «Approfittando della posizione a lisca di pesce dei mezzi e lavorando con estrema cura e in perfetto silenzio queste bande hanno compiuto negli ultimi mesi alcune azioni straordinariamente veloci e remunerative. Che però disturbano i sogni, già per altri motivi non idilliaci, di un trasportatore, costretto sempre più a dormire “con un solo occhio”» dichiara Cerato. Se si stima che un serbatoio pieno può arrivare a 700 euro di carburante e che i mezzi di ultima generazione, dotati di due cisterne, arrivano a mille euro di capienza, si capisce perché il gioco di un tentativo del genere regga abbondantemente la candela. Se poi si aggiunge che a bordo, per pagare all’alt in caso di infrazione, gli autotrasportatori sono obbligati a tenere, in seguito all’ultima modifica al Codice della strada, anche mille/millecinquecento euro, si comprende perché un professionista del trasporto si senta, oggi più di prima, minacciato da questo clima di insicurezza diffuso. Inutile dunque stringere le maglie sul fronte del riposo (con-


ANNO II - NUMERO 1

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CRESCE LA PAURA PER I FURTI NOTTURNI DI GASOLIO E CONTANTI

Ecco l’incubo della sosta

e gli stringenti vincoli sul riposo

di servizio adeguate alla sosta e al riposo

siderato come viatico di attenzione una volta ritornati alla guida), quando poi questo si tramuta in un calvario notturno, “coltello trai denti”. Diego Pasero racconta di quella volta in cui, durante la sosta davanti ai cancelli di una grande azienda cuneese, gli tagliarono i teli per sottrargli del materiale: «Per stare in regola con i tempi previsti dalla legge una delle soluzioni, quando ci si riesce ad organizzare, è andare a dormire (il riposo giornaliero, ndr.) davanti all’ingresso dell’azienda, così da risultare tra i primi a caricare una volta aperti i cancelli, ottimizzando i tempi di guida e sosta. Se però qualche malintenzionato nota una certa ricorrenza, prima o dopo approfitta della tua siesta: una mattina mi sono svegliato con i teloni del camion sventrati, mi avevano sottratto durante la notte diversa merce. Lo ribadisco, tutto in provincia di Cuneo, probabilmente ad opera di un “collega”». IL PORTO DI SAVONA “La chiamiamo noi”: è la frase tipica degli addetti alla logistica di un’azienda o di uno snodo commerciale come un porto. L’autotrasportatore è quel punto in balia delle scelte e delle tempistiche definite da altri, non di rado un calvario senza vie d’uscita. Tralasciando le imprese, la cui efficienza dovrebbe originarsi anche nella concertazione con i vettori, sorprende il caso

del porto di Savona, punto di raccolta di migliaia di mezzi pesanti ogni giorno, su cui insistono numerose aziende del territorio provinciale. La sosta è un problema tipico di tutta la Liguria, regione caratterizzata da una conformazione geografica e una struttura urbanistica molto penalizzanti per i camionisti. Ma dove sorge un porto ti aspetti che nascano anche grandi piazzali e servizi per le centinaia di autotraportatori che quotidianamente salgono e scendono dalle navi, soprattutto se vincolati da norme stringenti sui tempi di guida. Invece niente, i problemi sono all’ordine del giorno. «A Savona in particolare non ci sono mai abbastanza parcheggi e gli autotrasportatori, una volta arrivati a destinazione, sono obbligati a re-immettersi sull’autostrada e cercare un autogrill per effettuare la sosta. Perdendo così, oltre il danno la beffa, il proprio turno nella coda per salire sulle navi» denuncia l’autotrasportatore Domenico Vaschetto, multato pochi mesi fa per la sosta compiuta nei pressi del porto: «Te la mandano a casa con raccomandata, non ti accorgi di nulla: una sanzione non cospicua, così da disincentivare anche il ricorso, ma pur sempre un esborso a cui si rischia di incappare per l’assenza di un’area adeguata». Ciò che poi infastidisce di più gli autotrasportatori è che negli

ultimi tempi sono stati spropositamente aumentati i controlli da parte delle forze dell’ordine a danno dei professionisti: si rinnova il paradosso della stretta normativa che si accompagna ad una carenza di infrastrutture. «Un camion fermo la mattina in coda invade l’altra corsia esattamente come lo fa di notte in sosta - rincara la dose Vaschetto -. A livello formale, bisognerebbe multare tutti, anche durante la fase di caricamento: è questa incoerenza che rende contestabili certe sanzioni». Il morettese ha esposto il problema all’associazione dopo aver costatato che l’ampia area laterale che poteva essere destinata a piazzale al servizio dei trasportatori è stato invece impiegato per una ciclopica costruzione residenziale: «Era l’ultimo punto disponibile per raccogliere dello spazio: conclusa quell’opera non si può più tornare indietro».

Calcagno: «Aumenta il traffico e dimuiscono le aree: siamo al collasso» Carpani: «A volte si supera il limite orario di guida cercando il posteggio»

LE REGOLE | LE SANZIONI Periodo di guida 9 ore giornaliere, che possono essere estese a 10 ore per non più di due volte la settimana, con un massimo di 56 ore settimanali e non più di 90 ore in due settimane consecutive; Interruzioni dopo un periodo di 4 ore e mezza di guida consecutive il conducente deve osservare un periodo di interruzione di almeno 45 minuti; questa interruzione può essere sostituita da due interruzioni da effettuarsi con le seguenti modalità: una prima interruzione di almeno 15 minuti, una successiva interruzione di almeno 30 minuti. Riposo giornaliero regolare in un periodo di 24 ore il conducente deve avere un periodo di riposo giornaliero di almeno 11 ore consecutive; in alternativa il riposo giornaliero può essere preso in due periodi, il primo dei quali deve essere di almeno 3 ore senza interruzione e il secondo di almeno 9 ore senza interruzione; in questo caso il periodo minimo di riposo è esteso a 12 ore; in ciascun periodo di 30 ore durante il quale a bordo di un veicolo vi siano almeno due conducenti, ciascuno di loro deve avere un periodo minimo di riposo giornaliero non inferiore a 9 ore consecutive. Riposo giornaliero ridotto per non più di tre volte in una settimana il riposo giornaliero può essere ridotto ad almeno 9 ore consecutive, senza più obbligo di accordare al conducente stesso un ulteriore periodo di riposo, equivalente a quello non fruito Riposo settimanale regolare dopo un massimo di sei periodi di lavoro un conducente deve fruire di un periodo di riposo settimanale (comprensivo del riposo giornaliero) pari ad almeno 45 ore consecutive. Riposo settimanale ridotto il riposo settimanale può essere ridotto ad un minimo di 24 ore consecutive. In un periodo di due settimane consecutive il conducente deve effettuare almeno un periodo di riposo settimanale regolare ed un periodo di riposo settimanale ridotto. La riduzione è compensata da un tempo di riposo equivalente preso entro la fine della terza settimana successiva alla settimana in questione e deve essere attaccato a un altro periodo di riposo di almeno 9 ore.

Violazione dei tempi di guida giornalieri a) sanzione amministrativa pecuniaria da 38 euro a 152 euro, senza sottrazione di punti dalla Cqc, per le violazioni sino al 10% b) sap da 300 euro a 1200 euro e dicurtazione di 2 punti dalla Cqc per le violazioni sino al 20% c) sap da 400 a 1600 euro e sottrazione di 10 punti per le infrazioni superiori al 20% Violazione dei tempi di guida settimanali a) nessuna sanzione amministrativa pecuniaria nè sottrazione di punti per le violazioni contenute fino al 10% b) sap da 250 a 1000 euro e un punto decurtato dalla Cqc per le violazioni superiori al 10% e fino al 20% c) sap da 400 a 1600 euro e due punti decurtati dalla Cqc per le infrazioni superiori al 20% Violazione dei periodi di riposo giornalieri a) sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 800 euro senza sottrazione di punti per infrazioni non eccedenti il 10% del limite minimo stabilito dal Regolamento UE 561/2005 b) sap da 350 a 1400 euro con la sottrazione di 5 punti dalla Cqc se l’infrazione è superiore al 10% e fino al 20%. c) sap da 400 a 1600 euro con la decurtazione di 10 punti per le infrazioni superiori al 20% Violazione dei periodi di riposo settimanali a) nessuna sanzione amministrativa pecuniaria per le violazioni contenute entro il 10% b) sap da 350 a 1400 euro e sottrazione di 3 punti dalla Cqc per le infrazioni superiori al 10% e fino al 20% c) sap da 400 a 1600 euro con la decurtazione di 5 punti dalla patente per le violazioni superiori al 20% Per le violazioni delle pause obbligatorie è prevista una sanzione in misura fissa da 155 euro a 620 euro con la decurtazione di 2 punti della Cqc


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SISTRI | LA PROVOCAZIONE DI ASTRA, DOPO IL FLOP DEL SERVIZIO (E GLI ESBORSI 2010/2011)

Tracciabilità dei rifiuti: «Il 2012 non lo paghiamo» di Andrea Caponnetto È una provocazione, ma neppure poi tanto. Per applicarla basterebbe non pagare. E se ne avrebbe ben donde. Arriva del vicepresidente Astra Cuneo Diego Pasero, che si fa portavoce di un malcontento diffuso su scala nazionale in merito al costo del Sistri, «per un servizio che sulla carta esiste da 18 mesi, che paghiamo ma che effettivamente non funziona». Pasero come tanti ha versato speranzoso la scorsa primavera la quota 2010: il sistema è stato istituito a gennaio 2010 e avrebbe dovuto effettuare lo switch-on nel luglio dello stesso anno. Ma l’iter è stato più lungo e complesso del previsto: il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha assicurato che per il primo giugno 2011 sarà tutto pronto. Intanto però il Ministero ha chiesto di pagare entro la fine di aprile la contribuzione del 2011. E qui entra in gioco la protesta: «Ormai il 2011 è andato, non chiediamo di certo la restituzione. Ma vista l’inefficienza della macchina di gestione pretendiamo di non pagare la quota del prossimo anno» la voce del vicepresidente Astra. CHE COS’E’ IL SISTRI? La sigla sta per Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti: nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente nel più ampio quadro di innovazione della pubblica amministrazione per permettere l'informatizzazione dell'intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Campania. Nelle ipotesi progettuali il sistema semplifica le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestisce in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell'illegalità. «I costi per le aziende arriveranno a ridursi sino al 70 per cento» ha assicurato nei giorni scorsi il ministro Stefania Prestigiacomo. La lotta alla illegalità nel settore dei rifiuti speciali è la prima motivazione della sua introduzione: l’obiettivo dichiarato è quello di mettere ordine ad un sistema di rilevazione dei dati che sappia facili-

«Sarà una rivoluzione» annuncia il ministro dell’Ambiente. il sistema dovrebbe partire a giugno. Ma i problemi e le critiche sono numerosi, tanto che se ne sono interessate anche “Le Iene”

“LE IENE”, LA PRIVACY, IL RICORSO AL TAR E IL FRONTE DELLA RESISTENZA Non tacendo la parte di responsabilità che hanno molte aziende (lenta accettazione del piano e tardive segnalazioni dei malfunzionamenti), tra le principali critiche al sistema di rilevazione c’è anche la denuncia da parte di forte movimento di opinione pubblica intenzionato a smacherare il “giochetto all’italiana” utilizzato per portare denaro nelle tasche dei soliti ignoti. Anche la trasmissione televisiva “Le Iene” ha trattato dello “scadalo Sistri” nelle scorse settimane, denunciando una commissione diretta di 150 milioni euro a favore di un’azienda, la Selex, capitanata dalla moglie del presidente di Finmeccanica a cui l’appalto è stato affidato senza una gara. Inevitabile a questo punto il ricorso delle altre aziende potenzialmente interessate al Tar del

Lazio. Come se non bastasse critiche copiose sono cadute sul tardivo accordo per il traffico gps (tramite sim) giunto solo dopo l’immissione sul mercato della scatole nere: segno questo di uno spezzettamento di interessi commerciali, oltre che di scarso coordinamento. Sulla possibilità di monitorare metro per metro la movimentazione si sono levate anche voci di protesta inneggianti il diritto di privacy, visto e considerato che il camion è per molti autisti una seconda casa. Infine, molte associazioni di categoria denunciano la scarsa presenza, soprattutto nella fase iniziale, di officine autorizzate e competenti sul territorio nazionale.

A.CAP

tare, tra l’altro, i compiti affidati alle autorità di particolare sugli autotrasportatori. Superando la controllo. La gestione è stata affidata al Comando compilazione cartacea del Modello unico di Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente. dichiarazione ambientale (Mud), si passa a soluLA SCATOLA NERA. Nell’ottica di controllare zioni tecnologiche che prevedono l’installazione in modo più puntuale la su ogni camion potenzialmovimentazione dei rifiumente carico di rifiuti LA RICHIESTA DI ASTRA ti speciali, viene pienapericolosi di una blackmente ricondotto nel box contenente una sim Sistri il trasporto intercard: questo dovrebbe modale e posta particopermettere di gestire in modo innovativo e più lare attenzione alla fase efficiente, e in tempo finale di smaltimento dei reale, un processo di rilevarifiuti, con l’utilizzo di sistemi elettronici in grado di dare visibilità al flusso mento di tutti i mezzi in movimento sul territorio in entrata ed in uscita degli autoveicoli nelle nazionale. discariche: questo significa maggior controllo QUANTO COSTA? Per l’iscrizione al Sistri (in della movimentazione e quindi riflettori accesi in fase sperimentale) nel 2010 le aziende della

Il sistema non funziona: proroga a fine anno

Granda hanno pagato dai 210 ai 500 euro a camion. La cifra non riguarda solo l’installazione della scatola nera, circa 150 euro a veicolo, ma è anche relazionata, sottoforma di contributo annuale Sistri, alla quantità di rifiuti autorizzata e alla tipologia (pericoloso o non pericoloso). Un costo aggiuntivo che si somma alla tassa annuale per l’adesione all’Albo rifiuti: altri 155 euro. «È evidente – fanno rilevare dagli uffici di Astra Cuneo – anche le imprese che effettuano due/tre trasporti di rifiuti all’anno sono obbligate a sobbarcarsi ulteriori oneri amministrativi e, nonostante contribuiscano in maniera maggiore al mantenimento del sistema, sono le più penalizzate: arriviamo al paradosso di pagare più di chi i rifiuti li produce!». Astra Cuneo a riguardo auspica un’ulteriore proroga a fine anno, per la conclamata inefficienza del sistema. PERCHÉ NON FUNZIONA? Prevenzione, trasparenza, efficienza, semplificazione normativa, modernizzazione sono le parole-chiave con cui il Governo motiva l’introduzione del sistema. Una lotta alla legalità che forse vale la pena di sostenere. A patto che funzioni. Ad oggi però la tecnologia sembra non avere risposto a tutte le ambiziose istanze del Ministero: i test sinora effettuati sulle flotte di alcune importanti aziende nazionali non hanno convinto. Il “Click-day” organizzato da Confindustria l’11 maggio ha dato esiti di funzioanamento del sistema assolutamente negativi. Le aspettative sono tante, ma forse di più i problemi. Anzitutto c’è un freno di tipo cognitivo: «La tecnologia introdotta nelle nostre motrici è complicata spiega Pasero -. A parte l’uso della black-box, della sim e della chiavetta usb, che i trasportatori meno avvezzi all’informatica hanno difficoltà ad installare, gestire e attivare il meccanismo di inserimento dati per ogni singolo trasporto, è davvero un’impresa». Il secondo problema è la comprensibile resistenza del comparto alle novità: per questo il Ministero, con una mossa contestata da più parti, ha pubblicato sul sito del Sistri l’elenco delle imprese che non hanno a ancora adempiuto agli obblighi di installazione e registrazione.


Albo, la deroga sui pagamenti Fronte comune Astra-Provincia ANNO II - NUMERO 1

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QUOTA AGGIUNTIVA | RICHIESTA A ROMA PER LE RISORSE: «NON GRAVIAMO SULLE IMPRESE»

La prima vittoria Astra l’ha ottenuta in extremis, a fine marzo: la Provincia ha accettato di concedere una deroga all’iniziale proposta e far slittare a fine giugno i termini per il pagamento della quota aggiuntiva 2011 (100 euro annuali) per l’Albo provinciale dei trasporti. Stando al documento inoltrato agli autotrasportatori dagli uffici dell’amministrazione provinciale, alla quota si sarebbero poi dovute aggiungere, in caso di prestazioni ad hoc, spese istruttorie per il rilascio dei certificati di iscrizione o la richiesta di cancellazione dall’Albo. IL TAVOLO. Una richiesta, faceva notare Astra, che va anzitutto ridiscussa sui tempi e non può ricadere in modo diretto e indiscriminato tra capo e collo degli autotrasportori da un mese all’altro: motivo questo che giustifica le forti pressioni innescate per ottenere una deroga e il rinvio della discussione alla primavera. A livello generale però la questione persiste e sarà affrontata in un tavolo, previsto inizialmente per il 16 maggio ma poi rinviato a fine mese a causa delle elezioni amministrative, in Prefettura: tavolo a cui dovrebbero sedere tutti gli attori interessati al problema, da esponenti del governo romano alle associazioni di categoria, oltre all’amministrazione provinciale. TAGLI SU TAGLI. Oggetto del conte-

Russo: «Tavolo entro la fine di maggio»

Il “no” di Astra a ulteriori costi per le aziende di autotrasporti

dere è l’aumento della tassazione (la quota per l’albo provinciale andrebbe a sommarsi a quella per l’albo nazionale) a fronte dell’erogazione dello stesso servizio. La Provincia motiva la scelta chiamando in causa il mancato trasferimento di risorse da parte dello Stato centrale: risorse che sembrano bloccate dal 1998. Stando ai primi contatti maturati sul tema con i funzionari del palazzo di corso Nizza, infatti, la contrazione dei finanziamenti da Roma a Cuneo avrebbe già da diverso tempo messo con l’acqua alla gola lo sportello provinciale, ma sinora sarebbe stata la stessa Provincia ad integrare con risorse pro-

prie il costo del servizio per il mantenimento dello sportello. LA BATTAGLIA DI ASTRA E PROVINCIA. La battaglia di Astra e dell’ente locale, dunque, converge su questo aspetto e mira ad ottenere dal Governo condizioni adeguate ad un territorio di confine, con una viva imprenditoria e numerose aziende impiegate nel settore, già sottoposte a regimi fiscali penalizzanti. «Siamo disponibili ad appoggiare nelle sedi competenti larichiesta da parte della Provincia di una redistribuzione delle risorse dell’Albo centrale alle diverse articolazioni territoriali in base, ad esempio, al numero delle ditte iscritte, al fine di

evitare un pagamento addizionale ai trasportatori cuneesi» l’apertura del segretario Astra Cuneo Guido Rossi. «Cercheremo in queste settimane di reperire le risorse per poter supportare l’ufficio provinciale attraverso i nostri riferimenti territoriali in Parlamento – garantisce l’assessore ai Trasporti Roberto Russo -. Ritengo giusta la battaglia che sta portando avanti Astra e necessaria una più equa distribuzione dei contributi nazionali sugli organi territoriali dell’Albo, soprattutto quando, come a Cuneo, lavorano tanto e bene».

Maddalena, ecco il pannello

A.CAP

OPINIONE | ANCORA IN SUBBUGLIO GLI ENTI LOCALI: «COINVOLGETECI DI PIÙ»

È una tirata d’orecchie a tutti gli enti superiori quella che rifila il vice presidente della Comunità montana Valle Stura sul caso colle della Maddalena. Considera un “contentino” l’arrivo del pannello luminoso richiesto a gran voce da mesi per informare già a monte di Vinadio sulle condizioni del valico così da allarmare i camionisti non attrezzati a superare il colle. «Sì, il pannello luminoso è arrivato, lo hanno anche montato - dice ironico l’amministratore locale -. Peccato che non sia ancora stato allacciato e scommetto sul fatto che dovremo fare pressioni per riuscire ad averlo in funzione per il prossimo inverno». Per quanto non si tratti di un’opera decisiva, comunque, il posizionamento del cartello luminoso rappresenta un segnale di interesse da parte dell’Anas sul fronte colle della Maddalena: esso permetterà in un’area ampia, adeguata anche alla manovra per un dietro-front, di sollecitare i conducenti che, come avvenuto più volte in passato, non hanno fatto caso alla segnaletica verticale e si sono inerpicati senza l’attrezzatura adeguata lungo il valico, finendo per perdere il controllo del mezzo o addirittura

L’incontro in provincia sul distacco pilotato delle valanghe

sotto qualche slavina. Proprio Giavelli a inizio primavera aveva scritto al sottosegretario ai trasporti Bartolomeo Giachino per rammentargli gli impegni presi e non mantenuti. Dalla Provincia garantiscono che sono anche arrivati all’Anas alcuni mezzi per migliora-

re il servizio viario e lo sgombero della neve nei mesi invernali ma a Giavelli il dato non risulta: «È una balla clamorosa: temo che fra sei mesi non sarà ancora risolto niente e si sarà sprecato altro fiato inutile» la posizione tranchant del presidente della Commissione valanghe, che attende da quest’inverno che la Provincia mandi i suoi tecnici per redarre il piano valanghe tanto atteso, passaggio obbligato per poter poi portare in Regione l’ipotesi dei distacchi controllati (come avviene per esempio in Francia) in modo da evitare le lunghe (ed economicamente dannose) chiusure del colle. Giavelli ritiene non adeguatamente coinvolte le realtà territoriali: «All’incontro previsto dalla Provincia in Prefettura per questo mese sono stati invitati tutti, tranne Comunità montana e Comuni: se credono di poter risolvere questo problema senza interpellarci si sbagliano, la nostra esperienza è un tassello fondamentale per mettere la parola fine ai disagi sul colle della Maddalena».

A.CAP

GRANFONDO, ASTRA SARÀ LO SPONSOR La Granfondo cuneese di Vinadio avrà tra i suoi sostenitori quest’anno anche Astra Servizi. Main sponsor della quarta tappa della Coppa Piemonte Mtbike 2011, contribuirà con la sua partnership a conferire un valore aggiunto alla due-giorni di Vinadio, appuntamento atteso da centinaia di appassionati delle due ruote, motore di attrazione turistica e volano di numerosi iniziative collaterali. La Valle Stura Sport, organizzatrice dell'evento sportivo, intitolerà all’associazione cuneese il trofeo che sarà consegnato ai vincitori dell'edizione 2011, aumentando ulteriormente il già ricco montepremi della manifestazione. La società Demarmi. Il gilet tecnico antivento personalizzato e firmato dall' olimpionica Stefania Belmondo, ospite della manifestazione, sarà garantito ai primi 700 iscritti.


VI

ANNO II - NUMERO 1

INTESA | PREMI PRODUZIONE, TURNI E FESTIVI CON FISCALITÀ AGEVOLATE

Strao rd in ari , t ass e al 10% L’accor do Astr a-s in dacat i Bosio: «Una diminuzione del carico che si fa sentire sui salari»

Il segretario Astra Rossi e i tre segretari delle sigle sindacali hanno sottoscritto l’intesa

di Domenico Allione L’accordo quadro territoriale sulla tassazione agevolata è finalmente realtà: un importante risultato della concertazione, che andrà ad interessare in modo particolare gli straordinari e gli incrementi di produttività. Il protocollo è stato sottoscritto a inizio maggio da Astra Cuneo congiuntamente alle sigle sindacali dell’autotrasporto FitCisl, Filt Cgil e Uil-Uilt, rappresentate rispettivamente da Luca Bosio, Luca Iacomino ed Enrico Vesce. Con la firma dell’intesa si recepisce a vantaggio di tutti i lavoratori dipendenti in forza ad aziende associate al sistema Astra le disposizioni previste dalle legge 122/2010 e le successive modificazioni in tema di tassazione agevolata. COSA CAMBIA. Cosa cambia per i lavoratori? Gli autisti e i dipendenti, stando all’accordo firmato negli uffici di via della Motorizzazione a Cuneo, pagheranno un’aliquota forfettaria del 10 per cento su tutte le componenti accessorie della retribuzione corrisposte nel 2011. Rientrano nel novero tutte le forme di produttività addizionale, dagli straordinari alla distribuzione settimanale per turni, così come il lavoro domenicale o nei giorni festivi. La percentuale prevista è sicuramente vantaggiosa rispetto alle aliquote ordinarie adottate dal regime Irpef. Il sistema è applicabile ad un reddito sotto i 40 mila euro annui e fino a 6 mila euro di straordinari.

I COMMENTI parlano i firmatari Positivo il commento del segretario Astracuneo, Guido Rossi, che ha seguito l’intero sviluppo dell’accordo: «Con questo protocollo offriamo un’opportunità in più al mondo delle imprese del sistema Astra: un importante passo incontro ai collaboratori delle nostre aziende associate, in particolar modo sul fronte della tassazione sul lavaìoro» «Si tratta di un importante strumento, che consentirà ai lavoratori una diminuizione del carico fiscale sulle buste paga, con un ritorno decisivo sulle tasche di chi ogni giorno sale su un camion - la posizione di Luca Bosio, Presidente dell’Osservatorio dei Trasporti e della Logistica della provincia di Cuneo e segretario provinciale della Fit-Cisl -. In particolare in questi tempi di forte crisi sul nostro territorio riusciamo a d integrare lo stipendio netto: si pagano meno tasse e il plus che si genera va ad integrare i salari, senza alcuna incidenza sul datore». Luca Iacomino, segretario provinciale Filt-Cgil: «Si tratta di un accordo quanto mai giusto e dovuto, in modo particolare in questo momento di difficoltà: rappresenta un piccolo sostegno per i lavoratori a fine mese, si va ad incidere in maniera decisiva sul reddito, in termini reali». Iacomino sottolinea come i dipendenti siano sempre quelli che pagano tasse proporzionali e come siano la categoria da continuare a sostenere: «È il primo step di un progetto ambizioso, nel tentativo di creare un sistema del lavoro virtuoso, con benefici per tutti». Anche Enrico Vesce della Uil-Uilt inserisce l’intesa all’interno dell’attuale mercato del lavoro, considerando la de-fiscalizzazione una delle soluzioni più logiche per rimpolpare la busta paga netta dei dipendenti. «Inoltre la nostra battaglia dovrebbe anche essere rivolta, nel pungolo alla politica, alla de-contribuzione perché il costo aziendale di ogni dipendente è diventato insostenibile per le imprese». Francia e Spagna, segnala Vesce, hanno lavorato con profitto in questa direzione negli ultimi mesi: «Serve favorire il lavoro a scapito della rendita finanziaria: traguardiamo questa fase difficile con un sindacato che dia risposte non solo ai lavoratori ma anche alle imprese».

Iacomino: «Accordo utile e dovuto in questo momento di crisi» Vesce: «Defiscalizzare per ridare valore all’attività lavorativa»


VII

A Roma e Bruxelles contro il caro-petrolio ANNO II - NUMERO 1

CARBURANTE | LE ISTANZE SU RINCARI E POLITICA COMUNITARIA

Mentre i governi europei si interrogano sulla politica militare da adottare in Libia la recente crisi politica che ha interessato il Nord-Africa fa sentire i suoi dannosi effetti sui consumatori, incentivando l’impennata del costo del petrolio. È una voce determinante per l’economia di ogni nazione occidentale ma prima e più di tutti i suoi influssi si risentono sul comparto dei trasporti: il carburante, infatti, arriva ad incidere oltre il 30 per cento sui costi di esercizio delle imprese. Sembra però impensabile oggi una compensazione dell’aumento del costo tramite l’incremento del mercato: gli stessi associati di Astra, interrogati, confermano le difficoltà che incontrano da mesi nel far accettare ai committenti un

aumento delle tariffe. Ma c’è un collegamento reale tra la crisi libica e il prezzo del carburante alla pompa? L’impressione di molti analisti è che la speculazione finanziaria pesi più dei danni tangibili della guerra civile. Un numero la dice lunga a riguardo: nel picco del luglio 2008 la benzina costava 150 dollari al barile e la si pagava 1,528 euro al litro; oggi ne vengono richiesti altrettanti ma il barile è a 104 dollari (nel gasolio la differenza è minima, da 1,52 1,41 euro/litro).Le richieste delle principali associazioni nazionali di categoria sono rivolte essenzialmente ad un intervento del Governo o della Commissione europea: obiettivo prioritario, intervenire sulle accise per ottenere un ribasso sul costo del

Petrolio, tante le incongruenze nei numeri 2011

carburante nel medio-periodo. Il livello minimo di accise su scala continentale è 0,33 euro per litro, contro lo 0,423 che si registra in Italia: abbassare questa soglia consentirebbe un allineamento del prezzo italiano ai margini europei. Tra le proposte viene anche rispolverata l’ipotesi di un “gasolio professionale”, che tenga conto delle esigenze di competitività dell’autotrasporto, quale chiave conclusiva della filiera di produzione edistribuzione delle merci. A resistere in questo caso è l’Unione europea, costretta a fare i conti con i reazionari stati interessati a mantenere i loro privilegi.

A.CAP

Scavino, un riferimento per tutto il Nord-ovest CONCESSIONARIA MAN | LE OFFERTE DELLA SEDE ALBESE

Le Officine dell’azienda di Alba

L’ingresso della sede albese della Man

In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, gli imprenditori tendono normalmente a ridurre gli investimenti. Non è il caso di Duilio Scavino, imprenditore albese, che continua a credere fortemente nell’attività della propria concessionaria di veicoli industriali e commerciali. Con sede ad Alba, la Scavino srl è nata nel 2003 rilevando il mandato per la vendita dei veicoli industriali della Man. Oggi, a distanza di appena 8 anni, l’azienda vanta la copertura dell’intero nord-ovest e propone prodotti che rispondono ad ogni esigenza di trasporto di merce su strada. Si parte dai piccoli ma affidabili veicoli commerciali della Piaggio, storico produttore di Pontedera, per passare a quelli del prestigioso marchio Volkswagen. Quest’ultimo costruttore in particolare offre un ventaglio piuttosto ampio di mezzi, dal Caddy al Transporter (pronipote del mitico Bulli), per arrivare all’Amarok, l’ultimo nato in fatto di pick-up. A questi marchi si è di recente aggiunta la gamma dei veicoli commerciali della giapponese Isuzu, apprezzati soprattutto per le ridotte dimensioni di ingombro. Per non dimenticare i già citati veicoli industriali della tedesca Man, che gravita nell’universo del gruppo Volkswagen. La cosiddetta “casa del leone” propone veicoli a partire da 75 quintali a pieno carico, per arrivare fino

ai mezzi d’opera ed a quelli adatti ai trasporti eccezionali. Il TGX V8 in particolare è leader per potenza e prestazioni, con i suoi 680 cavalli, mentre il trattore TGX EfficientLine, grazie alla sua particolare configurazione, consente di ridurre al massimo i costi di gestione. Come anticipato, la Scavino srl, pur mantenendo la propria “mente” ad Alba, ha negli anni sviluppato una rete ben organizzata sul proprio territorio di competenza. Si sono così succedute le aperture delle filiali di Genova, Torino, Novara e, soprattutto, San Giuliano Milanese. In ogni centro, la Scavino srl propone non solo la vendita, ma anche l’assistenza dei veicoli, con magazzini forniti di ricambi dei vari marchi rappresentati ed officine strutturate, che garantiscono l’assistenza 24h e la possibilità di sottoscrivere interessanti contratti di manutenzione e riparazione. È inoltre in grado di proporre soluzioni confezionate su misura per ogni Cliente, come il noleggio a medio e lungo termine, che garantisce costi certi per l’intera durata dell’operazione, e proposte di leasing alle migliori condizioni di mercato. Senza considerare poi la vasta offerta di veicoli usati, adeguatamente ricondizionati e proposti a prezzi davvero concorrenziali.

Roberto Bosticco

Duilio Scavino


ANNO II - NUMERO 1

VIII

ASTRA CUNEO

SCEGLI CHI TI RAPPRESENTA PRATICHE AUTO | SOLUZIONI, COMODITÀ E PREZZI COMPETITIVI

Professionisti e privati Consulenza Astra Servizi Nel dare nuovo slancio alla storia e alla tradizione associazionistica dell'autotrasporto in Provincia di Cuneo rappresentando la categoria nei confronti delle istituzioni, Astra ha accettato, soprattutto negli ultimi anni, la sfida del sostegno tecnico e burocratico alle imprese: il ventaglio di attività è andato ampliandosi a servizi agevolati, offerti a prezzi vantaggiosi tramite la Società cooperativa Astra Servizi. Tra le attività prioritarie, consulenze per il recupero dell’Iva all’estero, per il recupero parziale dell’accisa italiana, per il recupero della Tipp (l’accisa francese), fornitura di lubrificanti, dischi cronotachigrafi e gran parte della modulistica di cui necessita l’autotrasportatore. Ma anche tessere autostradali per Italia e Francia e card gasolio, gestione e pagamento dei passaggi al traforo del Frejus e richiesta di permessi di transito sul colle della Maddalena, oltre ad autorizzazioni al viaggio per i giorni di divieto. L’attività di consulenza che sta ampliando particolarmente la sua attività è quella inerente le pratiche agenzia auto, al servizio non solo dei professionisti.

A sostegno degli autotrasportatori Astra Servizi si occupa dell’iscrizione all’Albo per inizio attività, la compravendita di licenze per conto terzi, l’immatricolazione e la revisione annuale dei mezzi pesanti e tutte le pratiche per il conseguimento della patente professionale e la carta di qualificazione del conducente: su questo fronte sono in previsione nei prossimi mesi corsi specifici, che si vanno ad aggiungere a quelli già tenuti nel 2010 sull’accesso alla professione e al ciclo di lezioni per l’Adr (merci pericolose). Astra però offre servizi aperti anche ai privati cittadini, che possono giovare della vicinanza alla Motorizzazione: volture e revisioni, aggiornamento per collaudi per la propria auto e autentica di firma per il passaggio di proprietà o l’aggiornamento della carta di circolazione (rilascio etichetta). Tutto questo, secondo principi cooperativi e la possibilità di operare su numeri significativi, ottenendo uno sgravio di costi non indifferente. Nel 2010 sono state 1.576 le revisioni seguite dagli uffici di via della Motorizzazione e 150 le richieste di aggiornamento della carta.

Professionalità e convenienza

CONTATTI

SEDE OPERATIVA Via della Motorizzazione 11 12100 Cuneo TELEFONO: 0171.41.39.78 FAX: 0171.41.25.87 ORARIO

DA LUNEDÌ A VENERDÌ:

L’agenzia Astra è negli uffici di via della Motorizzazione

mattina 8.15-12.30 pomeriggio 14.15-18.00 SABATO MATTINA: 8.00-12.00 E-MAIL: info@astracuneo.it info@astraservizi.it SKYPE: astracuneo

ASTRANOTIZIE  

L'informazione dell'autotrasporto - Anno 2, Numero 1 - maggio 2011

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