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l’informazione dell’autotrasporto

NO/103/2011

Direzione, agenzia pubblicitaria, redazione: via della Motorizzazione 11, 12100 Cuneo ∙ Tel: 0171/413978 mail: info@astracuneo.it ∙ Dir. Resp: Andrea Caponnetto ∙ Iscr. Trib. Cuneo n. 623 del 26/03/2010 ∙ Stampa: L’Artistica Savigliano Srl

ANNO 6 | NUMERO 2

IN QUESTO NUMERO ASTRA E TLF: COLLABORAZIONE E SERVIZI PER LE IMPRESE ITALIANE E FRANCESI

I PUNTI IN COMUNE [3]

PERIODICO DI ASTRACUNEO - ASSOCIAZIONE TRASPORTATORI

DICEMBRE 2015

ROAD TO BRUXELLES Francia e Italia insieme per ripensare l’Europa dell’autotrasporto

MERCEDES MAIN SPONSOR DELL’EVENTO ASSOCIATIVO DEL 6 DICEMBRE

Trucks you can trust BIG TRUCK SUL TERRITORIO [6]

JOBS ACT E NUOVO LICENZIAMENTO. COME SONO CAMBIATE LE REGOLE

IL DIBATTITO DI ASTRA IN OCCASIONE DELL’ASSEMBLEA ANNUALE [2,3,4]

IL COMPITO ROAD TO BRUXELLES

UN PO’ DI CHIAREZZA [10,11]

LA FORMAZIONE SI FA FOR.TE. AL VIA IL PIANO CORSI

TUTTE LE INFORMAZIONI [12]

Considerare l’autotrasporto in un’ottica europea è uno dei tratti fondanti e decisivi della visione e dell’azione di ASTRA. La storia delle nostre imprese associate, da sempre vocate all’internazionalità, ci facilità nel capire che, anche nelle vicende del trasporto “interno”, la chiave di volta non può che essere quella comunitaria. Tuttavia, comprendiamo con altrettanta chiarezza che la partita sul tavolo delle istituzioni europee è difficile da giocare. I paesi dell’Est vedono in questo settore uno sbocco occupazionale ed economico strategico per il loro sviluppo e sono ben decisi a difendere le regole vigenti, lo status quo. Per le imprese della “vecchia Europa” si impone un sistema con tempi di guida e di riposo comuni, ma a questo fa da contraltare una normativa sul distacco transnazionale molto “elastica” e decisamente poco controllabile. Le regole di accesso al mercato e alla professione appaiono sì uniformate all’interno dell’Unione, ma con la variabile non insignificante del costo del lavoro: così differenziato come è attualmente tra Est e Ovest del nostro continente, induce un invalicabile squilibrio nel mercato dell’autotrasporto. Tornare indietro, ne siamo convinti, non solo è impossibile ma probabilmente anche dannoso. Tuttavia, lavorare e battersi per approdare a valori comuni e armonizzati del costo del lavoro è un obiettivo chiaro e auspicabile, probabilmente raggiungibile

nel medio termine. In attesa che si arrivi a tale risultato, anche in virtù di inevitabili fenomeni economici e sociali di livellamento, i singoli Stati nazionali, come al solito, si sono mossi in ordine sparso. Francia, Germania e Austria hanno preferito un’impostazione dirigista, imponendo, attraverso la minaccia di sanzioni e controlli, il salario minimo locale ai viaggi internazionali e al cabotaggio. Di diversa impostazione è la scelta italiana, oggetto di dibattito con il governo nell’attuale Legge di Stabilità, che si basa su sgravi contributivi per gli autisti impegnati in trasporti internazionali. La “via italiana”, al netto delle difficoltà che si incontreranno con la Commissione europea e con i vincoli di bilancio nazionali, ci sembra nel panorama continentale la più convincente e la più concretamente applicabile. In ogni caso, credere che una soluzione al problema generale si possa trovare nella politica interna è pura illusione, lo specchietto per le allodole di un settore che ha bisogno invece di regole certe ed equilibrate. Lo ribadiamo con forza: la via maestra per costruire il futuro dell’autotrasporto è quella verso Bruxelles. Fermarsi a Roma piuttosto che a Parigi significherebbe perdere l’ennesima opportunità. G. R.


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Anno 6 | Numero 2

Road to Bruxelles Francia e Italia insieme per ripensare l’Europa dell’autotrasporto

IL DIBATTITO Domenica 6 dicembre scorso, a Roreto di Cherasco presso la sala convegni dell’Hotel La Porta delle Langhe, si è svolta l’Assemblea di AstraCuneo. All’ordine del giorno i temi “caldi” dell’autotrasporto affrontati in un dibattito che ha visto la partecipazione di una federazione dell’autotrasporto francese, la TLF rappresentata dal suo delegato regionale Jean Christian Vialelles. L’esponente dell’associazione d’oltralpe si è confrontato con Valter Lannutti, imprenditore cuneese dalla vocazione internazionale, che ha esportato in tutta Europa il suo modello di impresa; moderatore del convegno il Segretario di Astra Guido Rossi. Presente in sala anche l’Assessore ai Trasporti Francesco Balocco, intervenuto per dare conto dell’attività della Regione sul Pidav. I Presidenti Diego Pasero e Matteo Toselli, nonché i membri del Consiglio Direttivo Astra, hanno inoltre fatto gli onori di casa accogliendo gli ospiti Michele Giacosa di Confartigianato Cuneo, Nereo Marcucci e Piero Luzzatti, rispettivamente Direttore Generale e Presidente di Confetra. Traccia del dibattito l’analisi delle problematiche del settore a livello europeo, con particolare rilievo alle reazioni nazionali fino ad oggi messe in atto per contrastare il fenomeno della concorrenza delle aziende dell’Est, forti di un costo del lavoro più basso. La presenza della delegazione francese ha rappresentato il primo passo di una collaborazione a cui le associazioni intendono dare seguito, sia in termini di politica associativa, sia nell’ambito dei servizi da fornire alle imprese, ma soprattutto nell’intento di percorrere fianco a fianco le problematiche del settore, anche sul piano sociale. L’obiettivo è produrre progetti comuni e individuare un percorso condiviso per raggiungere le istituzioni europee e fare sentire, unita, la voce dell’autotrasporto. È finito quindi il tempo dei buoni propositi, la politica di settore deve agire prima che l’autotrasporto si affossi definitivamente. Il sentimento prevalente espresso ed evidenziato dai relatori è che oggi ci si trova di fronte ad un’Europa a due velocità. La verità è che le regole attuali, in un sistema liberalizzato come il trasporto comunitario, favoriscono i paesi aventi un costo del lavoro più basso, i quali non sono disposti a rivederle in un’ottica di armonizzazione. Inutile dire che le conseguenze di questa frattura, persistendo nel tempo, saranno dannose e capaci di provocare un dumping sociale incontrollabile che comporterà una falcidia delle imprese della “vecchia Europa”.

LA VIA DELL’ARMONIZZAZIONE È evidente come la creazione di un mercato unico dei trasporti su strada a livello europeo non sia possibile senza un’armonizzazione delle legislazioni in vigore negli Stati membri. Le misure adottate dall’Unione Europea sono essenzialmente di natura fiscale, sociale, amministrativa e politica. Uniformare le regole del trasporto europeo rappresenta la sfida del futuro per il settore del trasporto. In particolare l’armonizzazione comunitaria delle condizioni di esercizio dell’impresa e delle regole applicabili ai lavoratori mobili è la scommessa da vincere. Tra le spese, due voci, gasolio e costo del lavoro, condannano le nostre imprese ad un confronto impari con le altre aziende europee, rendendo l’autotrasporto italiano, ma anche quello francese, non competitivo. In Europa il trasporto su strada è un settore economico importante che occupa circa 6 milioni di persone. In considerazione del suo carattere internazionale e delle diverse condizioni di occupazione, comprese le retribuzioni minime, vigenti negli Stati membri, la Commissione per l’occupazione e gli affari sociali del Parlamento europeo ha recentemente presentato un’interrogazione orale chiedendo alla Commissione di chiarire in che modo il diritto dell’UE e il diritto nazionale in materia di condizioni di occupazione si applicano ai lavoratori di tale settore quando forniscono servizi attraverso uno Stato membro o in un altro Stato. Inoltre è stato chiesto alla Commissione di precisare le misure che intende adottare per tutelare i diritti sociali dei lavoratori di tale settore. Lannutti spiega che le merci prodotte all’estero sono aumentate e aumenteranno sempre più. Egli ritiene che occorra accompagnare l’autotrasporto italiano, aiutandolo ad essere competitivo in Europa e mettendolo nelle condizioni per misurarsi con i cambiamenti economici che ci sono stati e che ci saranno. È di tutta evidenza che il contesto futuro non può che essere il mercato unico, e, proprio per questo, l’obiettivo dev’essere perseguito attraverso l’effettiva parità di condizioni per chi vi opera al suo interno. Dal canto suo, Vialelles, nella lunga attesa della costruzione di una normativa comunitaria generale, con l’auspicata realizzazione di un regime retributivo speciale per i lavoratori altamente mobili, ritiene che il ricorso a forme di delocalizzazione sia una soluzione percorribile e consigliabile per evitare la moria delle aziende di trasporto francesi.

I relatori durante il dibattito. A destra dall’alto, Francesco Balocco, Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, e Matteo Toselli, Presidente di AstraServizi s.c.


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HANNO DETTO CHE... VALTER LANNUTTI: “Le soluzioni di campanile non portano da nessuna parte. Bisogna avere il coraggio di pensare non in grande ma in generale”. “Occorre creare di nuovo il mestiere del trasportatore e dell’autista, la passione e l’ambizione nel lavoro, cercare la qualità del personale e stimolo nei giovani. Bisogna smettere di dire che ci sono tanti disoccupati e poi non si trovano autisti dipendenti per fare certi tipi di lavoro”. NEREO MARCUCCI Presidente CONFETRA: “Astra rappresenta uno dei nostri principali interlocutori e rappresentanti confederali per le questioni che attengono l’autotrasporto su strada”.

UNA STRADA LUNGA E TORTUOSA. UN PO’ DI STORIA… Il cammino da percorrere è lungo e difficile. Lo dimostrano i fatti. Nel lontano 22 novembre 2000 l’allora vice presidente della Commissione Europea nonché responsabile dei Trasporti, Loyola de Palacio, affermava che “un sano settore dell’autotrasporto è essenziale per il regolare funzionamento del commercio intra-comunitario e dell’economia europea. Ma il settore sta attraversando un periodo difficile, come evidenziano le proteste che ripetutamente lo agitano. La pressione esercitata dalla crescente competizione richiede l’adozione, a livello europeo, di misure per monitorare il funzionamento del mercato e regolamentazioni di carattere sociale più restrittive». Il miglioramento della normativa sociale di settore e l’armonizzazione verso l’altro delle condizioni d’impresa dovrebbero rappresentare una priorità per l’Europa. Lo si affermava già quindici anni fa e l’auspicio, oggi, è quello che si possa concretamente fare un passo avanti. È arrivata l’ora delle giuste scelte. La storia insegna che non è con i controlli che si migliora il settore, ma con riforme, capaci di modificare concretamente le regole del gioco. Quando ad inizio del nuovo millennio la competizione si giocava tra imprese UE ed Extra UE, la Commissione propose di controllare la regolare assunzione degli autisti. Essa rilevava già all’epoca un crescente numero di autisti di nazioni extraUE che veniva assunto da società di autotrasporto delle nazioni comunitarie con condizioni che non rispettavano né le normative nazionali, né quelle dell’Unione. Una situazione che influenzò negativamente sia la concorrenza tra le diverse modalità di trasporto, che quella tra le stesse società di autotrasporto. Per porre un freno la Commissione propose di obbligare gli Stati membri ad emettere un “attestato di guida” per gli autisti assunti regolarmente ed impegnati in viaggi internazionali consentendo così agli organi di polizia delle diverse nazioni di verificare agevolmente le condizioni di assunzione. Come previsto dalla normativa, però, venivano lasciata alla discrezione di ciascuno Stato membro le modalità di organizzazione e di l’applicazione:

Valter Lannutti

Nereo Marcucci

cartaccia che non ha saputo soddisfare le vere esigenze. La partita, come si è anticipato, si deve giocare sul piano dell’armonizzazione e delle nuove regole del lavoro. Ciò sembra acquisire contorni più definiti quando trova accoglimento tra le priorità in materia di politica europea dei trasporti, nell’ambito del progetto di relazione sulla messa in atto del Libro Bianco 2011. In particolare, si registra che, il Parlamento europeo ha chiesto “l’adozione di un codice sociale per i lavoratori itineranti del trasporto su strada, che fronteggi altresì il problema del falso lavoro autonomo” ed evidenziato che nel corso del tempo “l’apertura del mercato non si è accompagnata a un processo parallelo di armonizzazione sociale delle condizioni di occupazione e di lavoro”. La relazione è parte del processo avviato per la revisione del Libro Bianco sui trasporti che, lo scorso 6 marzo, ha riunito i principali attori del mondo del trasporto e della logistica e le associazioni di categoria. C’è da augurarsi che l’anno entrante porti qualche decisione concreta e non sempre le solite buone dichiarazioni di principio. OGGI Tali prospettive normative non hanno tuttavia ad oggi ancora conosciuto seguito. La delocalizzazione della produzione, dei servizi ed il fenomeno della ricerca di manodopera low cost restano prerogativa stringente delle imprese di autotrasporto. Ormai da anni molti imprenditori italiani spostano le aziende all’estero, dove il costo del lavoro è più basso e si pagano meno tasse. La delocalizzazione appare un’esigenza irrinunciabile per confrontarsi sul terreno della competitività, in un contesto, quello europeo, in cui le nostre imprese devono fronteggiare la concorrenza spietata di quelle dell’est, in grado di offrire prodotti e servizi a prezzi di gran lunga più bassi. Alla delocalizzazione, forma lecita di organizzazione della produzione o dei servizi dislocata in diversi Stati, via via si sono affiancati altri strumenti diretti a garantire alle nostre imprese la competitività perduta.

INTERVISTA A JEAN CHRISTIAN VIALELLES • TLF Sud-Est Come ha interpretato il primo confronto avuto con Astra? Fin da quando ho ricevuto l’invito a partecipare alla vostra assemblea ed al dibattito ho accolto con piacere questa occasione, perché ho visto immediatamente la possibilità di dialogare su temi comuni e intuito in una collaborazione il modo per risolverli più facilmente, anche andando a interloquire con le istituzioni europee, è là che si gioca la partita. Quali problematiche ritiene che si possano affrontare fin da subito insieme? Sicuramente il dumping sociale che affligge la nostra Europa del trasporto è un problema di primordine, ma che richiede molto tempo per essere affrontato con efficacia e superato. Di certo i limiti di massa ed il tema del sovraccarico possono essere invece questioni a cui dedicarsi immediatamente. È infatti assurdo che una azienda possa trasportare in Italia e in Francia a 44 ton. ed invece debba attenersi al limite di 40 ton. quando nei medesimi stati esegue un viaggio di tratta internazionale. Questi sono i problemi concreti con i quali si devono confrontare le nostre aziende: trovare risposte e soluzioni è la mission delle nostre associazioni. Quali vantaggi può portare questa collaborazione associativa? Sono convinto che non solo il dibattito politico, ma anche i servizi che le nostre realtà offrono possa essere elemento di scambio, utilissimo a vantaggio delle imprese associate. Dobbiamo dare seguito a questo dibattito e lavorare insieme anche sul piano dell’operatività, come già abbiamo fatto negli ultimi mesi. Ritorna in Francia con quali idee e quali convinzioni? Di una cosa sono sicuro, la sinergia con Astra rappresenta il primo passo del nostro percorso verso Bruxelles a cui mi auguro si possano unire, cammin facendo, in un futuro non troppo lontano, anche altre federazione di Stati europei come Spagna e Belgio per esempio. Siamo solo all’inizio.

Vialelles, in TLF dall’estate 2015


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FOCUS ON

DIVIETO RIPOSO BORDO MEZZO FRANCIA

Com’è noto, in Francia a partire dal 10 luglio 2014, è fatto divieto di prendere il riposo settimanale regolare (45 ore) a bordo del camion. In caso di infrazione le sanzioni previste sono molto severe: 30.000 € di multa e fino ad un anno di carcere. Poiché questa legge, sin dalla sua entrata in vigore ha creato dubbi tra gli operatori, il ministero dei Trasporti francese ha pubblicato una circolare che tenta di rispondere alle domande più frequenti. Una prima questione riguarda i rispettivi obblighi degli autisti e delle imprese. Il ministero precisa che, in caso di violazione del divieto, le sanzioni sono previste soltanto a carico delle imprese e non degli autisti. La circolare chiarisce inoltre che il divieto riguarda soltanto gli autisti dipendenti, di qualsiasi nazionalità essi siano, e che, viceversa, non si applica ai conducenti proprietari del veicolo. Riguardo ai controlli, essi riguardano esclusivamente il momento stesso della verifica e non un periodo precedente. Le sanzioni previste non si applicano automaticamente ma è il giudice a stabilire l’effettiva entità della pena in ogni singolo caso, al termine di un processo. Sul carcere, invece, la circolare precisa che essa andrà applicata solo se la gravità dell’infrazione ed il “curriculum” negativo dell’impresa la rendono necessaria e se qualsivoglia altra sanzione risulti inadeguata. Dovendo riposare fuori dal camion, l’impresa non solo deve garantire un adeguato alloggio per gli autisti, ma deve anche vigilare affinché il conducente lo utilizzi. Da questo punto di vista, la normativa francese non concede scuse o scappatoie all’impresa. Un’altra importante questione affrontata dalla circolare è il controllo del carico da parte dell’autista, quando alloggia lontano dal veicolo. Il testo spiega che, siccome l’autista deve poter disporre liberamente del suo tempo, non gli può essere affidato alcun compito che riguarda il controllo del mezzo e del carico. Spetta pertanto ai datori di lavoro prevedere le condizioni di sicurezza dei veicoli in sosta e del loro carico, compresi carichi pericolosi, nonché durante i periodi di riposo dei conducenti compatibili con la definizione di riposo.

SALARIO MINIMO GERMANIA

Il primo gennaio 2015, la Germania è stata il ventiduesimo Stato membro a introdurre il salario minimo, fissato a 8,50 euro lordi l’ora. Secondo la legge tedesca, infatti, tale regola vale anche per le imprese straniere che forniscono dei servizi sul territorio tedesco e, dunque, anche per l’autotrasporto. Le più interessate da questa norma sono ovviamente le imprese di autotrasporto con sede in stati vicini alla Germania, come la Polonia e l’Ungheria, che, come ormai noto, retribuiscono mediamente i loro autisti con salari orari molto più bassi. Da gennaio, dunque, se un autista polacco deve effettuare un trasporto in cabotaggio o internazionale da e per la Germania, l’azienda è tenuta a pagarlo almeno 8,50 euro lordi l’ora per il tempo trascorso al lavoro sul suolo tedesco. In caso contrario, gli organi di controllo tedeschi potrebbero multare l’impresa con una sanzione che va da 30 mila a 500 mila euro. Questa norma non riguarda i viaggi di semplice transito. Sono esentati inoltre i padroncini e, comunque, tutti coloro che guidano il mezzo in qualità di proprietari (ad esempio i soci). A distanza di cinque mesi dall’entrata in vigore della nuova legge in Germania, la Commissione Europea ha deciso che tale pratica lede gli interessi dell’Unione e viola i trattati. Bruxelles ha quindi avviato una procedura d’infrazione perché “l’applicazione di questa legge al transito e a certe operazioni di trasporto internazionale non è giustificata e crea degli ostacoli amministrativi sproporzionati rispetto al buon funzionamento del mercato interno”. Ad oggi si è in attesa di una risposta da parte dello stato tedesco ma, in ogni caso, la norma è pienamente operativa. Infine è utile rammentare che anche la Germania, proprio in questi giorni, sta valutando l’introduzione del divieto di riposo a bordo del camion.

DIVIETO RIPOSO A BORDO MEZZO IN BELGIO

SALARIO MINIMO AUSTRIA

Il Governo austriaco, prendendo le mosse dai cugini tedeschi, ha adottato il salario minimo anche allo scopo di contrastare il dumping sociale nell’autotrasporto. Ad oggi la normativa si applica esclusivamente ai camion stranieri che svolgono trasporti in regime di cabotaggio stradale. Come in Germania, gli autotrasportatori devono inviare per via telematica un modulo contenente i dati e l’attività di ciascun autista, almeno sette giorni prima del trasporto. L’importo del salario minimo varia in base al tipo di veicolo guidato, dalla tipologia delle merce trasportata e dall’anzianità del lavoratore. Esso oscilla tra 8,27 e 10,22 euro l’ora. Le aziende che non rispettano questa normativa possono subire una sanzione da 500 a 5.000 euro, che raddoppia in caso di recidiva. L’autista dovrà portare con sé a bordo del camion tre documenti: Modello A1, previsto dal Regolamento (CE) n. 883/2004, in lingua tedesca; copia del form di notifica elettronico ZKO3, da stampare alla fine della compilazione telematica; copia del contratto di lavoro dell’autista.

Anche il Belgio ha intensificato i controlli sulle modalità con cui gli autisti attuano il riposo settimanale regolare. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di contrastare il dumping sociale degli autisti dell’Est. Contrariamente alla Francia, però, la sanzione per chi trasgredisce tale divieto è molto più contenuta: 1.800 euro piuttosto che 30.000 e l’arresto previsto della normativa francese.

DECONTRIBUZIONE ITALIA

La battaglia al dumping sociale in Italia si tenta di condurla sul fronte del costo del lavoro. A tal fine il Governo ha proposto la decontribuzione a carico dell’impresa nella misura dell’80%, per un periodo di tre anni, che riguarda gli autisti impegnati in trasporti internazionali, a condizione che viaggino su automezzi sui cui è installato il tachigrafo digitale. Gli obiettivi dichiarati: porre freno alla delocalizzazione, incentivare il rientro delle flotte e disincentivare la somministrazione transnazionale (cfr. pag. 7).


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Ad aprile era già cominciata la “Guerra del dumping” Domenica 19 aprile 2015, in occasione della prima Assemblea Associativa annuale, si discuteva già di dumping sociale. L’ assemblea primaverile aveva indicato la direzione che Astra avrebbe naturalmente dovuto intraprendere nelle successive azioni, ampliando necessariamente i propri confini. “La Guerra del dumping” come ispirazione per giungere finalmente ad un progetto transnazionale, oggi realizzato a fianco della TLF, ma anche quale passaggio doveroso al fine di analizzare in modo specifico uno dei problemi che maggiormente affliggono il mondo dell’autotrasporto italiano ed europeo. Astra affrontava la problematica del dumping presentando un reportage video che fotografava lo stato dei fatti: differenti regole in un Europa armonizzata solo dal punto di vista formale, in cui permangono diverse condizioni di occupazione e di contribuzione. Nel racconto del dibattito il costo del lavoro degli autisti italiani, tra i più alti d’Europa, si affiancava all’avanzata delle flotte di autotrasportatori dai paesi dell’Est Europeo, che minavano con un inasprimento sempre maggiore della concorrenza, il mercato unico. Nel particolare, venivano poi studiate le reazioni adottate dai vicini stati di Francia e Germania per combattere il fenomeno del dumping. Erano le origini delle cosiddette soluzioni nazionali: di recentissima approvazione era infatti la Loi Savary (divieto del riposo settimanale a bordo del mezzo) nonché la legge di introduzione del salario minimo tedesco anche ai lavoratori subordinati stranieri. Ad aprile si era sottolineato l’immobilismo dell’Italia, che invece ad oggi sembrerebbe aver incrementato la propria attività per portare sostegno al settore. Al dibattito erano intervenuti Giulia Guida, Segretario Nazionale Filt-Cgil,

Walter Barbieri, Responsabile Dipartimento Trasporto Merci Uilt-UIL ed Enzo Solaro, Segretario Generale della Fedit. Proprio Solaro riteneva che la somministrazione dei lavoratori potesse considerarsi economicamente vantaggiosa per le imprese solo se utilizzata in violazione della normativa europea, sostenendo che la vera partita si dovesse giocare in campo comunitario e non mediante tentativi di regolamentazione interna. Giulia Guida, considerava il dumping sopratutto un problema sociale, da contrastare, ritenendo comunque l’ipotesi di un salario minimo europeo al momento difficilmente realizzabile. La Guida individuava quale unico canale per rendere meno oneroso il carico economico per le aziende, la decontribuzione e defiscalizzazione a favore delle imprese italiane. Prospettiva, questa, che dovrebbe avere luce proprio con l’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2016. Walter Barbieri sottolineava invece la necessità di intensificare i controlli per arrestare il dilagare delle pratiche di concorrenza sleale, ritenendo anch’egli poco valide le soluzioni prese unilateralmente a livello nazionale. Prendevano parte al dibattito la Senatrice Patrizia Manassero e l’Onorevole Chiara Gribaudo, le quali si impegnavano nel riferire gli argomenti in discussione alle sedi parlamentari e governative. L’Onorevole Gribaudo chiudeva il proprio intervento con la promessa di portare il nuovo Ministro dei Trasporti Graziano Del Rio a Cuneo, per affrontare più da vicino le problematiche dell’autotrasporto, settore strategico per l’economia nazionale e del nostro territorio. Giacomo F. Rinaudo

Domenica 19 aprile 2015 ore 11.00

DUMPING

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Welcome to Mercedes-Benz Trucks

BIG TRUCK MERCEDES: 2015 ANNO ZERO Si presenta la nuova struttura territoriale del gruppo tedesco nata quest’anno dalla fusione tra Gino e Novelli, leader nel mercato dei veicoli industriali «Francia e Italia insieme per ripensare l’Europa dell’autotrasporto. “Road to Bruxelles”, la strada per Bruxelles, è lunga ma insieme sarà più facile»: queste le parole significative pronunciate da Jean-Christian Vialelles, delegato regionale di Tlf Sud Est e ospite di Astra, in occasione dell’assemblea associativa svoltasi nella giornata di domenica 6 dicembre. Parole di speranza e determinazione che evidenziano la volontà, da parte delle due associazioni, Tlf e Astra, di camminare, fianco a fianco, per portare sul tavolo delle istituzioni europee le problematiche dell’autotrasporto attraverso una sola voce, forte e chiara. Il convegno-dibattito, tenutosi presso l’Holiday Inn Express di Roreto di Cherasco ha rappresentato il primo passo di uno sforzo condiviso, in termini etici, operativi e di strategie commerciali, anche dal main sponsor dell’evento annuale: la Mercedes Benz Italia, in collaborazione con la concessionaria BiG Truck Srl. Per BiG Truck, il direttore commerciale Fabio Ferraris e il direttore AfterSales Maurizio Canepari hanno esposto, di fronte alla vasta e qualificata platea composta dai rappresentanti delle

imprese di autotrasporto aderenti ad Astra, la sua nuova gamma di prodotti Mercedes e le loro peculiarità. L’assemblea annuale si è anche rivelata un’occasione ideale per presentare la nuova struttura territoriale di Mercedes: BiG Truck nasce infatti a gennaio 2015 come integrazione dei rami d’azienda relativi a vendita e assistenza truck di Novelli 1934 Srl e Gino SpA, già storici concessionari di Mercedes Benz. Per dare una presenza dedicata sul mercato dei veicoli industriali, le due realtà hanno deciso di unire le forze creando questa “New Co”. BiG Truck ha come punti diretti di vendita e assistenza Tortona e Monticello D’Alba e si avvale anche indirettamente dei punti di assistenza della Novelli 1934 in Genova Bolzaneto e della Gino in Cuneo e Albenga, in modo da poter offrire un servizio capillare ai propri clienti, coprendo tutto il territorio di competenza. L’azienda, inoltre, si propone come punto di riferimento della vendita di veicoli usati in collaborazione con il Truck Store di Mercedes Benz e di concessionaria del marchio Mitsubishi Fuso (azienda del gruppo Daimler) per i veicoli industriali con Ptt da 35 q.li a 90 q.li.

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Le associazioni al tavolo del Governo Presentate all’Esecutivo le richieste avanzate dal mondo dell’autotrasporto italiano

le operazioni, i finanziamenti acNelle ultime settimane il Ministecolti e l’importo garantito sono ro dei Trasporti è stato il campo sempre stati in crescita con un di battaglia su cui si è giocata la incremento significativo sopratdelicata partita che ha visto a contutto tra il 2013 e il 2014. Dal fronto le associazioni dell’autotratesto di legge di stabilità 2016 risporto e il Governo. Nel frattempo sulta che il governo ha rispettato è stato avviato l’iter di approvaziol’impegno assunto, ma riducenne della Legge di Stabilità per il do a 10 milioni la spesa per tale 2016 che, mentre scriviamo, ha già capitolo. ottenuto parere favorevole a Palazzo Madama e alla Camerca, ed Spese non documentate. Riguarè ora al rush finale al Senato per do alle spese non documentate, a l’approvazione definitiva. Il testo differenza degli anni scorsi, per il di legge, se approvato nell’attua2016 esse spetteranno in un’unica le formulazione, introdurrebbe misura per i trasporti effettuati significative novità per il settore. personalmente dall’imprenditoIl 5 novembre scorso l’esecutivo re oltre il comune in cui ha sede ha presentato le sue proposte sulle l’impresa e, nella misura del 35% richieste avanzate dal settore, conGraziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. di tale importo, per i trasporti fermando gli stanziamenti già deeffettuati all’interno del comune. Al momento gli importi non sono ancisi con il protocollo del 27 gennaio 2015 ed introducendo un elemento di cora definiti e, come di consueto, verranno comunicati successivamente novità, ossia un piano di riduzione del costo del lavoro degli autisti impecon comunicato dell’agenzia dell’entrate. Pertanto, le fasce di deduzione gnati in trasporti internazionali, attraverso l’esonero, nella misura dell’80%, scenderanno da tre a due, ossia trasporti nell’ambito del Comune dove ha dal versamento dei contributi previdenziali dovuti. sede l’impresa e quelli fuori. In questo modo, afferma il Governo, si potrà garantire una deduzione massima uguale a quella prevista prima del Restituzione accisa. A conclusione dell’incontro è stata firmata un’intesa 2015. Al riguardo, considerato il balletto estivo delle cifre, tra Agenzia delle in cui, in primo luogo, sono confermati gli stanziamenti strutturali di 250 Entrate, Governo e Associazioni, in occasione del taglio 2015 delle spese milioni l’anno per il settore e, in particolare, il mantenimento del rimborso non documentate, occorrerà verificare nei prossimi mesi le affermazioni sulle accise del gasolio per i veicoli con massa superiore a 7,5 tonnellate del Ministero. fino a tutto il 2018, ad esclusione dei veicoli più inquinanti. Ciò significa che ne potranno beneficiare esclusivamente i veicoli con motore Euro 3 Cabotaggio irregolare. Nell’ambito del contrasto alla concorrenza stranieo superiore e, conseguentemente, rimarranno fuori dal beneficio i mezzi ra, e in particolare per il controllo sul cabotaggio stradale, il testo di legge euro 2 ed euro 1, oltre a quelli euro 0 ed inferiori già esclusi dalla precedendi Stabilità prevede l’inserimento di un nuovo articolo di Legge, il 46 ter, te Legge di stabilità 2015. che impone l’obbligo di portare a bordo del camion la documentazione relativa allo svolgimento dei trasporti internazionali. In termini generali Rinnovo parco veicolare. Merita rilevare che l’obiettivo dichiarato dal di controlli, il ministero dei Trasporti stilerà un protocollo d’intesa con i Governo è quello di inserire nel capitolo di spese destinato agli investimenti ministeri del Lavoro e dell’Interno per attuare verifiche integrate. per il settore anche l’acquisto di camion Euro 6. È opportuno ricordare che a causa della crisi economica l’età media degli autocarri con massa Competitività internazionale. Da ultimo, sempre in merito alla lotta al complessiva superiore alle 3,5 tonnellate raggiunge i 19 anni e 7 mesi. dumping sociale, occorre soffermarsi con attenzione sulla novità principale In quest’ambito il 73 % del totale ha più di 10 anni. Se poi si estende l’analisi contenuta nell’attuale testo di legge in discussione al Parlamento, ossia ai semirimorchi ed ai rimorchi, si scopre che mentre per i primi la media l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di età è pari a 10 anni e 10 mesi, per i secondi supera addirittura i 20 anni. di lavoro, per l’80% del loro ammontare, relativamente agli autisti che A ciò si aggiunga che, sempre secondo lo studio ANFIA – ACI (settembre svolgono prevalentemente trasporti internazionali. 2013), il 64,5 % dei veicoli con peso totale superiore a 3,5 tonnellate è di In sostanza, lo Stato interverrebbe sgravando l’azienda dal versamento di classe Euro 0, 1 e 2. Questi dati testimoniano con chiarezza l’importanza una parte dei contributi previdenziali, esclusi quelli dovuti all’Inail, per un di avviare una politica di investimenti e di destinazione di risorse per il periodo sperimentale di tre anni (2016, 2017 e 2018). rinnovo e l’ammodernamento del parco veicolare. Nonostante le intese Nell’impostazione dell’attuale bozza della legge in discussione alla Camera, definite nel confronto estivo, nel Decreto Ministeriale del 29 settembre l’esonero contributivo sarebbe riconosciuto dall’INPS, su domanda scorso, relativo all’erogazione dei contributi per investimenti da parte dell’azienda, in base all’ordine cronologico di presentazione delle stesse e delle imprese di autotrasporto, non sono state previste agevolazioni per nel limite 65,5 Milioni di euro per ciascun anno. veicoli Euro 6 ma, come ormai noto, si è preferita la scelta di finanziare i Sulla scorta delle stime effettuate dal Ministero si evidenzia che il risparmio veicoli con motori cosiddetti “green”. Ora, il testo di legge in discussione massimo potrebbe equivalere all’incirca a 500 € mensili per ciascun alla Camera prevede che il maggior risparmio ottenuto dalla riduzione dei lavoratore. Come da abitudine italiana, occorrerà ad ogni modo attendere beneficiari del rimborso dell’accisa verrà utilizzato in parte proprio per il decreto attuativo che definirà nel dettaglio le modalità, l’entità ed i favorire l’acquisto di mezzi di ultima generazione. beneficiari della decontribuzione. Tale prospettiva rappresenta per l’Italia la messa in atto del primo concreto Bonus sul trasporto combinato. In secondo luogo il Governo si è impestrumento di contrasto al dumping in Europa ed alla necessità di frenare gnato a rifinanziare il Fondo di Garanzia per l’Autotrasporto con quinl’emorragia occupazionale di imprese che migrano verso paesi est-europei. dici milioni di euro e ad attivare incentivi per il trasporto combinato Occorre registrare come nel panorama europeo la via italiana potrebbe strada-mare (marebonus) e strada-ferrovia (ferrobonus). In quasi sei risultare più efficace rispetto alle soluzioni di Francia e Germania che anni (dal dicembre 2009 a settembre 2015), il Fondo ha ammesso alla tendono ad imporre alle imprese straniere il costo del lavoro nazionale garanzia 11.949 operazioni per il solo autotrasporto merci conto terzi tramite un regime di controlli ed adempimenti burocratici. per un importo di finanziamenti attivati pari a 1,3 miliardi di euro e un importo garantito pari a 779,9 milioni di euro. Inoltre, dal 2009 al 2015 Gabriele Bracco


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AZIENDE SOSPESE TRA REGOLARITÀ CONTRIBUTIVA ED I RITARDI DEL PORTALE DELL’AUTOMOBILISTA I dati delle imprese finalmente alla portata di tutti? L’accelerazione che nell’autunno aveva mobilitato le attenzioni dell’intero settore autotrasporto conto terzi sull’Albo, per la verifica della regolarità contributiva delle imprese, ha subito nelle ultime settimane una brusca frenata. Prima la tempesta di apprensione, con la patata bollente riversata nelle mani delle aziende, affinché provvedessero alla verifica dei propri dati (fra cui la regolarità contributiva) entro le scadenze prescritte, poi la quiete dell’Albo che con una nota, a fine novembre sul proprio sito internet evidenziava “un nulla di fatto”. Ad oggi, sembrerebbe tuttavia che la situazione si sia finalmente sbloccata: i committenti (compresi i primi vettori) dovrebbero poter verificare la regolarità in merito all’adempimento degli obblighi retributivi, previdenziali e assicurativi delle imprese di autotrasporto ai quali intendano affidare un viaggio. L’innovazione della verifica della regolarità con un click Il committente “è obbligato in solido con il vettore, nonché con ciascuno degli eventuali sub-vettori, entro il limite di un anno dalla cessazione del contratto di trasporto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi agli enti competenti, dovuti limitatamente alle prestazioni ricevute nel corso della durata del contratto di trasporto”. Parole e musica della Legge di Stabilità che a gennaio 2015 apportava importanti innovazioni nella ripartizione delle responsabilità in capo ai soggetti della filiera del trasporto. All’indomani dell’entrata in vigore della Legge, al fine di garantire l’affidamento del trasporto a vettori in regola, il committente era, ed è tutt’ora tenuto, a verificare preliminarmente alla stipulazione del contratto, la regolarità del vettore. Ciò avveniva mediante l’acquisizione del cosiddetto DURC. Da oggi il documento di attestazione della regolarità che aveva quindi occupato la scena a partire da inizio anno, diviene inutile ai fini della verifica della regolarità per le aziende di autotrasporto. Il 14 dicembre scorso l’Albo ha infatti finalmente comunicato la piena funzionalità del sistema attraverso il Portale dell’Automobilista, precisando che la regolarità dell’impresa di autotrasporto, in questa prima fase, è data dalla regolarità della propria posizione con riferimento all’iscrizione all’Albo, alla Camera di Commercio, al REN (ove richiesto), ed alla regolarità contributiva come attestato in via telematica da INPS e INAIL. Il Portale dell’automobilista. Di che cosa si tratta? Non solo la regolarità contributiva. Il portale dell’automobilista rappresenterà inoltre, all’indomani della risoluzione di tutti problemi tecnici, la piattaforma virtuale che permetterà a ciascuna impresa, o persona fisica iscritta al sito, di accedere ad una serie di dati identificativi delle aziende di autotrasporto conto terzi. Tale procedura permetterà quindi ai committenti di verificare “l’affidabilità” dell’azienda a cui si intende commissionare un trasporto, ma anche se essa ha provveduto per esempio al pagamento della quota all’Albo, è regolarmente iscritta alla Camera di Commercio ed è in regola con le scadenze assicurative del proprio parco veicolare. Inoltre dovrebbero essere riportate le informazioni di base come la partita IVA, il numero di iscrizione all’Albo, il gestore dei trasporti, il numero REN, il numero di veicoli e le relative autorizzazioni al trasporto. Insomma, rivoluzionarie novità per il settore che tuttavia devono ancora incontrare la completa attivazione ed operatività del servizio. L’effettività e la completezza restano quindi per ora gli obiettivi da realizzare, ci si augura in tempi brevi. Perché la verifica dei dati delle imprese di autotrasporto conto terzi? Una questione normativa. Perché l’Albo ha deciso di rendere noti i dati delle imprese iscritte? Senza dub-

bio la riposta risiede in una volontà di ammodernamento ed informatizzazione del settore, con evidenti ricadute positive sul piano della praticità, ma la ragione ha anche un fondamento giuridico pregnante e piuttosto risalente. L’art.16 del Reg. 1071/2009, ancora oggi in vigore, prevede per ciascuno Stato membro dell’Unione Europea l’obbligo di tenuta del registro elettronico nazionale delle imprese di trasporto (REN). Esso deve contenere una serie di dati minimi identificativi delle aziende di autotrasporto conto terzi. Il 10 gennaio 2012 è entrato in vigore un decreto del Capo del Dipartimento dei Trasporti contenente le disposizioni attuative del Regolamento. Esse elencano fra le generali prescrizioni l’obbligo di indicare nel Registro elettronico nazionale una sezione denominata “imprese e gestori” i cui contenuti siano accessibili, ai fini di consultazione al pubblico. Il Ministero dei Trasporti ha così preso l’impegno di rendere disponibili alcuni dati per consentire agli enti le verifiche essenziali, e considerata l’opportunità, ha deciso, con decreto del 10 novembre 2015, di utilizzare a tali fini proprio il portale dell’automobilista. Come provvedere alla verifica dei dati? Occorre farlo. Il 28 luglio scorso l’Albo aveva reso note le istruzioni operative per provvedere all’iscrizione al portale dell’automobilista, invitando le imprese a procedere ad un controllo dei propri dati. Ciascuna azienda doveva accedere al sito e rilevare la correttezza delle informazioni in possesso dell’Albo dell’Autotrasporto, in vista della successiva pubblicazione delle stesse. Le ripetute e repentine proroghe di attivazione del servizio, permettono ancora oggi, per le aziende che non vi avessero provveduto, di iscriversi e verificare i propri dati. I passaggi principali per procedere all’iscrizione per le imprese di autotrasporto sono i seguenti: 1) Registrarsi a www.ilportaledellautomobilista.it inserendo alcuni dati dell’impresa tra cui ragione sociale, sede, data di nascita, residenza e CF del legale rappresentante. 2) Procedere alla scelta di una password ed indicare la mail a cui sarà inviato il codice utente una volta completata la registrazione. 3) Con il nome utente e la password di accesso, effettuare il login. 4) Una volta all’interno della pagina di benvenuto, cliccare nella barra in alto a destra su “profilo” e conseguentemente, sulla tendina laterale sinistra, selezionare “profilo impresa”, “modifica dati”, “accesso ai servizi di impresa” ed infine “consultazione regolarità posizione Albo”. 5) Inserire il numero di iscrizione all’Albo nazionale degli Autotrasportatori, il codice REN, la Partita Iva, e la PEC per poi procedere con la richiesta di attivazione.


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6) Viene inviato un codice PIN sull’indirizzo mail di posta certificata che consente di accedere alla schermata successiva. 7) Una volta ottenuto il PIN, verificare se quanto risulta alle Amministrazioni che hanno contributo a fornire le informazioni presenti nel Portale sia corrispondente ai dati dell’impresa. 8) Eventuali anomalie potranno essere segnalate al numero verde 800 232323 o all’indirizzo mail assistenza.albo@mit.gov.it Che cosa si può fare oggi? Ad oggi il portale dell’automobilista consente alle aziende committenti o primi vettori, nonché a qualsiasi utente registrato al portale come “cittadino” di verificare lo stato di un’azienda di autotrasporto sul medesimo sito. Una volta completata l’iscrizione al sito i committenti, accedendo alla sezione profilo e cliccando sulla finestra “accesso ai servizi” potranno andare su “consultazione regolarità posizione Albo”. Attenzione: si sottolinea che tale procedura, differente da quella sopra illustrata, dovrà essere espletata anche dall’azienda di autotrasporto che voglia verificare un’impresa subvettrice. Qui sarà possibile inserire i dati relativi all’impresa individuale o società di trasporto che si intende verificare ed ottenere conseguentemente un’attestazione in formato Pdf che definisce la situazione di regolarità dell’impresa ricercata. In questa misura, la verifica preliminare alla stipula del contratto di trasporto e la relativa attestazione di regolarità dell’impresa, esonera i committenti dall’essere obbligati in solido con il vettore a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi agli enti competenti: la richiesta del DURC è sostituita da tale adempimento. Ecco perché risulta particolarmente importante, per ciascuna impresa di autotrasporto accertarsi, secondo le modalità già indicate, che i propri dati siano corretti e segnalare eventuali anomalie. Una storia lunga sei mesi… - Il 28 luglio 2015 viene attivata la fase di sperimentazione che consente alle imprese iscritte all’Albo di controllare la corrispondenza dei propri dati con quanto riportato sul sistema. L’attivazione del servizio è prevista per il 1 ottobre. - il 10 settembre l’Albo comunica che le statistiche riportate dai funzionari incaricati alla gestione del portale, rilevano un elevato numero di anomalie. Le aziende riscontrano spesso incongruenze fra i dati in possesso dell’Albo e la reale situazione dell’impresa. Viene rinnovato l’invito a tutte le aziende a verificare i propri dati entro il 1 ottobre. - Il 29 settembre l’Albo comunica che l’apertura ai committenti del database sulla regolarità delle aziende di autotrasporto slitta dal 1 ottobre al 16 novembre. - L’11 novembre l’Albo fornisce informazioni utili alle imprese sulle modalità di rettifica dei dati accedendo ai canali dedicati del portale via mail. - Il 14 novembre viene nuovamente prorogata la data di attivazione del servizio. Entrerà pienamente in vigore il 23 novembre. - Il 10 dicembre il portale continua ad essere consultabile solo in parte: permangono i disguidi tecnici. Si rimane in attesa di una risoluzione del problema da parte dell’Albo. - Il 16 dicembre il portale diventa quasi pienamente operativo: i committenti posso verificare la regolarità delle aziende di autotrasporto. G.F.R.

PAGAMENTO DELLA QUOTA ALL’ALBO Come si fa? Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera del Comitato Centrale dell’Albo n. 254 del 31 ottobre 2015, che ha approvato le quote di iscrizione all’Albo Nazionale delle imprese che esercitano l’autotrasporto di cose per conto di terzi relative all’anno 2016, è stata attivata la relativa procedura di pagamento. Entro il 31 dicembre 2015, le imprese iscritte devono corrispondere gli importi diversificati in base al numero, alla portata ed al tipo di veicoli. Le aziende di autotrasporto possono versare il contributo attraverso il sistema telematico, operativo sul sito www.ilportaledellautomobilista.it attraverso carta di credito Visa, Mastercard, Postepay o BancoPosta. Per poter effettuare il pagamento della quota l’azienda deve effettuare la registrazione con il profilo impresa seguendo le istruzioni fornite dal sito e successivamente effettuare l’operazione di versamento. Astra ha gratuitamente offerto ai propri soci l’opportunità di usufruire del servizio di pagamento della quota all’Albo provvedendo all’espletamento delle formalità per esso previste, così sgravando le imprese dagli incombenti burocratici del caso. L’impresa che ancora non ha eseguito il pagamento può rivolgersi agli Uffici di Astra, i quali riporteranno tutte le istruzioni necessarie per effettuare il pagamento per il tramite della Cooperativa. La prova dell’avvenuto pagamento deve essere conservata dalle imprese, ai fini degli eventuali controlli esperibili da parte delle competenti strutture.

L’aumento del bollo, c’è chi dice no! Più di 8.000 aziende, quasi 20.000 lavoratori occupati: questi i numeri dell’autotrasporto piemontese, interessato nelle scorse settimane da una nuova possibile imposizione tributaria: l’aumento del bollo per gli autocarri ed i trattori stradali a massa rimorchiabile. Una nuvola nera che comporterebbe un innalzamento del 10% inasprendo ulteriormente il carico fiscale a discapito delle imprese, già schiacciate dal forte peso della crisi economica. Una previsione contenuta nell’art. 1 del disegno di legge regionale e che dovrà passare ora al vaglio della Giunta. Nel frattempo Astra Cuneo – Associazione Trasportatori ha deciso di lanciare un messaggio alla Regione: il Presidente Diego Pasero ed il Segretario Guido Rossi si oppongono all’entrata in vigore di un provvedimento che va in controtendenza con le esigenze di sviluppo e produttività delle imprese di autotrasporto. “L’autotrasporto regionale è vera forza dell’economia piemontese: ciascuna azienda, si pone ogni giorno al servizio delle esigenze dei propri committenti, per continuare con passione ed efficienza la propria attività. Una disposizione di tale tipo, non farebbe altro che aggravare ulteriormente la situazione di difficoltà dei nostri associati e di tutti gli autotrasportatori, diminuendone la competitività” dichiara il Segretario Rossi. In particolar modo l’iniziativa dell’Associazione intende difendere gli interessi delle piccole aziende che di giorno in giorno si vedono costrette a fare i conti con un innalzamento dei costi e le pretese al ribasso dei committenti. Una battaglia che Astra, disposta ad allearsi anche con altre associazioni di categoria, intende portare avanti su tutti i fronti.


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Soluzioni per il Maddalena, Astra c’è! RINNOVATO IL CONTRIBUTO FINANZIARIO PER IL PIANO VALANGHE

Il Maddalena rappresenta da sempre valico di portata internazionale e passo strategico per l’autotrasporto, non solo locale. La via per il mare, accesso che non solo ha fatto la storia del trasporto su gomma del cuneese, ma anche uno sbocco verso la Francia rapido ed economico. Con il sopraggiungere della stagione invernale e le conseguenti abbondanti nevicate si ripresenta, puntuale, l’annoso problema della transitabilità della statale 21, in particolar modo nel tratto di strada che ricade nel Comune di Argentera, fino al confine di Stato, spesso colpito da intensi fenomeni di distacco valanghe. Il Problema del Maddalena. La viabilità del Maddalena costantemente flagellata dall’incertezza e dall’intermittenza, può essere garantita, anche in inverno, solamente grazie ad interventi continui ed efficaci di monitoraggio e prevenzione. Una soluzione temporanea, già intrapresa lo scorso anno, è il PIDAV, vale a dire il piano di intervento per il distacco artificiale delle valanghe, elaborato dalla Provincia di Cuneo e con l’obiettivo di ridurre al minimo i tempi di chiusura del valico. Se è vero che nei giorni di ingenti nevicate, la circolazione al Maddalena risulta infatti quasi automaticamente compromessa, ampi margini di miglioramento si ravvedono nelle giornate di sole, quando il rischio valanghe aumenta sensibilmente. In occasione della stipula della Convenzione per l’attuazione del Pidav, sottoscritta dagli Enti pubblici locali (Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Unione Montana, Anas e Comune di Argentera.), avvenuta in data 13 novembre 2015, l’Astra ha deciso di garantire il contributo finanziario di 2.500 €, già versato, nel medesimo importo, lo scorso anno. L’impegno di Astra. Nelle parole del Presidente dell’Associazione Diego Pasero, presente alla firma degli atti, emerge, la volontà da parte di Astra di tutelare con rinnovato impegno le proprie imprese associate che percorrono la S.S. 21 per raggiungere la vicina Francia. Pasero ha evidenziato l’importanza del sodalizio, augurandosi che la durata e la tipologia degli interventi, solitamente attuati mediante DAISYBELL, un esploditore a gas trasportato su elicottero, possa garantire la massima efficienza. Il Presidente auspica che ciò possa permettere di avere un numero di chiusure del valico decisamente inferiore rispetto agli scorsi anni, anche perché, per la parentesi invernale 2015-2016, sarà ampliato il piano di interventi, che potranno essere resi operativi, all’occorrenza, già dal mese di dicembre e per un numero più elevato, fino ad un massimo di undici. L’inacessibilità del Maddalena nella stagione invernale rappresenta un’ingente perdita economica per le imprese, costrette a ripensare il proprio percorso con un notevole aggravio dei costi, si pensi al caro tunnel del Frejus ed ai maggiori tempi di percorrenza che si riscontrano imboccando l’autostrada Torino-Savona. Ecco perché trovare una soluzione temporanea è imprescindibile, trovarne una definitiva quantomeno auspicabile. Una soluzione non definitiva. Il progetto sperimentale di azioni e monitoraggio, seguito in prima persona anche dall’Assessore ai Trasporti Francesco Balocco, che in occasione della firma della Convenzione ha ringraziato Astra per il contributo elargito, deve infatti rappresentare una soluzione tempora-

Il Presidente di AstraCuneo Diego Pasero

nea. Concetto, questo che viene evidenziato anche Loris Emanuel, Presidente della neonata Unione Montana e necessario interlocutore di AstraCuneo, nei rapporti futuri sulla viabilità del valico alpino. Egli ritiene che occorra trasferire la problematica anche sul piano europeo, alla ricerca di soluzioni strutturali definitive che coincidono, con ogni probabilità, con la realizzazione di barriere paravalanghe e altre infrastrutture. Nel frattempo, con la convenzione Pidav 2015-2016, la messa in sicurezza della S.S. 21 e la viabilità del colle diverrà ad ogni modo più agevole. Sempre in attesa di soluzioni definitive, ma con la fondata speranza che il Maddalena ritorni ad essere transitabile in ogni momento dell’anno, gli autotrasportatori e tutti gli utenti che per motivi commerciali turistici e personali percorrono il Colle, possono forse ricominciare a sorridere. La Redazione

DIAMO I NUMERI è 20.000 € la perdita mensile stimata per un’azienda di 20 automezzi. è 59 i giorni di chiusura nella stagione invernale 2013-14. è 11 i voli previsti per il distacco pilotato dell’inverno che verrà. è 5 la media di giorni per ciascuna chiusura nella stagione invernale 2014-15 rispetto ai 10 del 2013-14. è 95.500 € l’esposizione massima per la copertura delle spese garantita da Anas, Regione Piemonte e Associazioni. è 2.500 € il contributo finanziario elargito per il secondo anno consecutivo da AstraCuneo. è 10.02.2015 la data storica del primo distacco artificiale con Daisy bell. è 4 le operazioni di distacco effettuate nel 2015 di cui una sperimentale.

GIORNI DI CHIUSURA: 39 nel 2012/13 - 59 ​​​ nel 2013/14 - 25 ​​​​ nel 2014/15

Jobs act e nuovo licenziamento COME SONO CAMBIATE LE REGOLE A PARTIRE DAL 7 MARZO 2015. L’INGRESSO SULLA SCENA DELLA NUOVA CONCILIAZIONE Il 7 marzo scorso sono entrate in vigore le nuove regole previste dal Jobs Act per il licenziamento dei lavoratori. La nuova disciplina mette al centro del sistema, in caso di licenziamenti illegittimi, il risarcimento del danno e introduce la grande novità del risarcimento certo, ossia commisurato agli anni di anzianità del lavoratore. In questo modo si sottrae alla discrezionalità del giudice, prima preponderante, la determinazione della somma dovuta in questi casi. In sintesi: la sanzione normale del licenziamento illegittimo diventa l’indennità risarcitoria, commisurata all’anzianità di servizio del lavoratore, mentre la reintegrazione nel posto di lavoro diventa un’ipotesi residuale. La regola applicabile ai nuovi licenziamenti, anche collettivi, è quella del risarcimento in misura pari a due mensilità per ogni anno di anzianità, con un minimo di quattro e un massimo di 24 mesi. Le uniche eccezioni a tale regola riguardano il licenziamento disciplinare fondato su un fatto di cui sia provata l’inesistenza materiale e il licenziamento discriminatorio. È bene osservare che la portata innovativa della riforma, nel breve e nel medio periodo, sarà tuttavia limitata, in quanto essa si applicherà soltanto ai lavoratori assunti dopo l’entrata in vigore del decreto, ossia dopo il 7 marzo scorso. Le nuove regole saranno inoltre applicabili anche alla conversione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato e dei rapporti di apprendistato avvenuti in data successiva al 07.03.2015. Si possono verificare principalmente due situazioni. Da un lato, le aziende che hanno stipulato e stipuleranno contratti di lavoro dopo la riforma (ossia dopo il 7 marzo 2015). In tal caso saranno pienamente applicabili le nuove regole contenute nella riforma. Dall’altro, i lavoratori assunti prima dell’entrata in vigore del Jobs Act (ossia prima del 7 marzo 2015). In tali casi continueranno ad applicarsi le regole


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TUNNEL DI TENDA FRA PRETESE ED IMMOBILISMO Il Tavolo di Coordinamento e il Comitato di Monitoraggio per risolvere i problemi dell’utenza L’autunno della viabilità cuneese ha conosciuto momenti di tensione ed inNel gioco degli equilibri l’Astra, insieme alle altre associazioni del settore, certezza. A quasi due anni dal debutto dei lavori del Tenda-Bis si alza forte in rappresentanza dei propri associati, ha comunque portato a casa un’altra la voce di perplessità da parte delle associazioni di categoria sul reale avanimportante novità: vale a dire l’istituzione di un Comitato di monitoraggio zamento dell’attività e sull’efficienza dei lavori, soprattutto a fronte delle nudei lavori per verificare il reale avanzamento degli stessi sia sul vecchio tramerose richieste di chiusura avanzate e preannunciate dall’Anas. foro che sul Tenda-bis. Nell’intento di conciliare blocchi della circolazione ed esigenze degli utenti, Il Comitato si è riunito per la prima volta ad inizio novembre: gli esponenti la prima soluzione adottata, a fine settembre, è stata la convocazione di un hanno incontrato l’Ingegner Cardone di Anas che ha rassicurato sullo stato Tavolo di coordinamento, promosso da Confcommercio ed a cui ha aderito di avanzamento dei lavori nei primi mesi autunnali, dopo un’estate fiacca. Il anche Astra, nel tentativo di delineare un calendario di chiusure equilibrato 17 novembre il Comitato ha visitato per la prima volta il cantiere, risconda presentare proprio all’Anas ed al Comitato di Sicurezza, responsabile del trandone l’operatività: all’epoca erano stati scavati circa 70 metri da entramcantiere. bi i lati del traforo. Pochi, in verità, i margini di trattativa tra l’Astra e le altre rappresentanze dei A seguito delle prime buone impressioni, seguiranno aggiornamenti nel settori del commercio ed del turismo aderenti nuovo anno, mentre nel frattempo, il 4 dicemal Tavolo, portatrici questi, di interessi diffebre scorso, il Presidente di Anas Gianni Vitrenti e poco propensi a concedere chiusure, in torio Armani, si è recato in visita proprio al particolare nel fine settimana, nonché nel peTunnel, a dimostrare che anche gli occhi dei riodo invernale. A seguito di un lavoro di invertici Anas sono puntati sulla controversa tensa mediazione, e di responsabilità da parte opera in fase di realizzazione. dell’Associazione il Tavolo è comunque giunCon l’istituzione del Tavolo di coordinamento to ad un orientamento comune da presentare e il Comitato di monitoraggio si è quindi creall’Anas, inizialmente inflessibile rispetto alle ato un canale Istituzionale diretto per presenrichieste di diminuzione dei giorni di chiusura tare, in comunione con gli altri enti associatioriginariamente già pianificati per l’esecuzione vi, possibili proposte ed evidenziare eventuali dei lavori. Il gestore della rete stradale ha ad problematiche. ogni modo voluto e dovuto ascoltare la voce Una via unica attraverso la quale ciascun asRendering dell’imbocco lato Francia a lavori ultimati comune delle associazioni e degli Enti pubblisociato Astra può presentare le proprie rimoci aderenti al Tavolo di conciliazione per quel stranze in caso di malfunzionamenti o disagi che riguarda la calendarizzazione, riconoscendo l’unitarietà della proposta nella percorrenza del tratto di strada interessato dai lavori. ed accettando il piano di chiusure avanzato. Se da un lato le associazioni In occasione delle prime segnalazioni di inefficienza dell’impianto semafoportatrici degli interessi degli autotrasportatori, dei commercianti e del turirico installato in prossimità della galleria, e di mancato rispetto delle temsmo hanno sempre espresso sfiducia sull'efficiente e concreto avanzamento pistiche, l’Associazione, per il tramite della Confcommercio, ha infatti indei lavori, dall'altra l'Anas ha costantemente sottolineato che le operazioni terloquito direttamente con i responsabili Anas e con l’azienda appaltatrice, di consolidamento del tunnel non potevano assolutamente essere rinviate e risolvendo immediatamente il problema. che per ogni intervento era necessario tempo. Interrompere e frazionare ecUna prima prova di efficienza e di operatività, sempre nell’attesa che i lavori cessivamente il lavoro degli operai sul cantiere avrebbe comportato un conseprocedano a ritmi sostenuti. L’obiettivo di conclusione dell’opera strutturale, guente allungamento dei periodi di chiusura sull'arco annuale secondo l’Anas: lo ricordiamo, è fissato nel 2020. meglio chiusure totali, ma immediate. Giacomo Rinaudo

precedenti. Da un punto di vista della gestione del personale, la coesistenza di due regimi normativi differenti potrebbe creare un po’ di confusione. Per venire ad un caso pratico, ipotizzando che due autisti, uno assunto prima della riforma e uno dopo, siano licenziati, dopo l’entrata in vigore del Jobs Act, lo stesso giorno e per lo stesso motivo economico, risulterà che mentre il primo potrà essere licenziato solo dopo lo svolgimento di una procedura presso l’ispettorato del lavoro e, in caso di processo, avrà la speranza di ottenere una somma compresa tra le 12 e le 24 mensilità oppure la reintegrazione nel posto di lavoro. Il secondo autista, assunto dopo il 7 marzo scorso, riceverà subito la lettera di licenziamento, senza passare per l’ispettorato, e potrà fare causa con le nuove regole, potendo ottenere due mesi per ogni anno di anzianità (con un minimo di quattro e un massimo di 24). Inoltre l’azienda, al fine di evitare l’alea del processo, potrà proporre all’autista la nuova conciliazione facoltativa, successivamente meglio spiegata. Nel quadro complessivo dei nuovi istituti e, soprattutto, delle conseguenze legate ai provvedimenti di licenziamento, il Job Act prevede anche “una offerta di conciliazione”, il cui scopo è quello di evitare, nei limiti del possibile, il ricorso al Tribunale. Che cosa dice il Decreto a questo proposito? Il datore di lavoro, nei sessanta giorni successivi al licenziamento, può, di propria iniziativa offrire al lavoratore in una sede protetta (es. ufficio di conciliazione c/o Astra – cosiddetta sede sindacale) una somma, esente da IRPEF e non assoggettata ad alcuna contribuzione previdenziale, pari ad una mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto rapportata ad ogni anno di servizio, in misura non inferiore a due e non superiore a diciotto: il tutto attraverso la consegna di un assegno circolare. L’accettazione dell’assegno ha una duplice conseguenza: l’estinzione del rapporto alla data del licenziamento e la rinuncia a qualsiasi impugnativa, pur se già proposta. L’offerta per la conciliazione, che, è bene ripeterlo, è facoltativa ed alla quale il lavoratore è libero di rispondere o meno, si presenta abbastanza favorevole per quest’ultimo che, anche in considerazione dell’abbattimento dell’IRPEF, può ottenere un importo notevolmente vicino a quello che potrebbe ottenere in giudizio (in cui vanno tenute presenti anche le spese legali). Il secondo aspetto importante riguarda le modalità

dell’offerta del datore di lavoro. È soltanto lui che può attivare questa procedura, rivolgendosi ad esempio all’ufficio di conciliazione istituito presso l’associazione, entro i sessanta giorni successivi al licenziamento, offrendo al lavoratore una cifra che è la stessa norma a specificare: un’annualità (partendo da un minimo di due), dell’ultima retribuzione globale di fatto, fino ad un massimo di diciotto. Alla discussione, il datore di lavoro si presenta con un assegno circolare con l’importo già prefissato strettamente correlato all’anzianità di servizio. Infine occorre brevemente sottolineare i seguenti aspetti. L’importo dell’assegno circolare è, sostanzialmente, determinato dalla legge. Ma, cosa succede, se il datore di lavoro, anche per venire incontro ad alcune richieste relative all’intercorso rapporto di lavoro, intendesse alzare la somma, lasciando, comunque, quale motivazione soltanto quella del licenziamento? Questo può ben accadere, ma la somma aggiuntiva non può essere esente da IRPEF. Inoltre pare opportuno affrontare il caso in cui il datore di lavoro, con la sottoscrizione del verbale di conciliazione, voglia chiudere anche le altre questioni eventualmente correlate all’intercorso rapporto di lavoro (es. trattamento di fine rapporto, differenze retributive a titolo di lavoro straordinario, trasferte, ferie non godute, ecc.). L’oggetto della nuova conciliazione è rappresentato esclusivamente dalla necessità di eliminare o ridurre il contenzioso giudiziale in materia di licenziamenti, quindi l’oggetto del contendere non può altro che essere il licenziamento in quanto tale e non anche le connesse questioni relative ad esempio alla corretta retribuzione nel corso del rapporto lavorativo. Però, l’ufficio di conciliazione dell’associazione, ha la potestà di chiudere anche le eventuali controversie relative a rivendicazioni economiche: quindi l’accordo, magari “a latere” di quello principale sul licenziamento, può riguardare anche gli aspetti economici. Ulteriore ed ultimo aspetto riguarda il valore legale che può assumere, ai fini di un eventuale processo, il verbale di mancato accordo o, anche, il verbale di assenza per mancata presenza del lavoratore. Nessun valore. La conciliazione, come si è accennato, è facoltativa e quindi liberamente accettabile o meno da parte del lavoratore.

Ufficio Legale AstraCuneo


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Anno 6 | Numero 2

QUI ASTRA NOVITÀ FORMAZIONE 2016 Il mondo della formazione presenta importanti novità per l’anno 2016 sia sul piano dell’offerta formativa sia per la comparsa di nuovi attori coinvolti. BANDO MINISTERIALE 2015-2016 : COMPETERE E TRASPORTARE IN EUROPA Si è avviato, a partire da Dicembre 2015, il Piano Formativo COMPETERE E TRASPORTARE IN EUROPA 2015 – 2016 che permetterà di erogare corsi di formazione totalmente finanziati per l’imprese socie di ASTRA SERVIZI. Il Piano Formativo si svilupperà nell’ambito di 3 differenti progetti: - LINGUE STRANIERE, per migliorare il livello di padronanza di una lingua straniera con l’obbiettivo di poterla efficacemente utilizzare in un contesto lavorativo. Verranno attivati in questo progetto corsi di “Lingua Francese” ed di “Lingua Inglese”. - INFORMATICA E TECNOLOGIA, per migliorare il livello di utilizzo del PC e dei programmi del Pacchetto Office. Verranno attivati in questo progetto corsi di “Informatica Base” e corsi di “Excel”. - APPROFONDIMENTI DEL SETTORE AUTOTRASPORTO, con l’organizzazione di corsi specifici che permettano di analizzare e sviluppare le proprie conoscenze su argomenti specifici del settore dell’autotrasporto. Verranno attivati in questo progetto i seguenti corsi: “Reg.561/2006 – Tempi di Guida e di Riposo”, “Documentazione di Bordo Prevista dalla Normativa Vigente”, “CCNL Logistica, Trasporti e Spedizione – gestione del personale autista”, “Contabilità Analitica, Fiscale e Controllo di Gestione”, “Il Contratto di trasporto e l’art. 83bis”, “Aggiornamento Codice della Strada”.

Luca Viada, responsabile della Formazione

AVVIO CONTO INDIVIDUALE AZIENDALE TRAMITE IL FONDO FOR.TE Dato il successo del Piano Formativo concluso questa estate, grazie al quale sono stati erogati corsi di Aggiornamento CQC, ADR e di Sicurezza sul Lavoro totalmente finanziati, continua la collaborazione dell’ASTRA SERVIZI con il fondo interprofessionale FOR.TE. A partire dal 2016 verrà avviato il Conto Individuale Aziendale, strumento che permetterà di utilizzare con maggiore efficienza e autonomia le risorse generate e versate dall’imprese aderenti al fondo interprofessionale. Grazie al Conto Individuale Aziendale si potrà rispondere più efficacemente alle esigenze formative delle aziende sia nel campo dei formazione professionale obbligatoria (mondo della sicurezza), che non obbligatoria. Non ci sono scadenze per aderire al Conto Individuale Aziendale. I requisiti fondamentali sono l’iscrizione al fondo FOR.TE e la compilazione di un modulo delega da inviare ad ASTRA SERVIZI. La cooperativa si farà carico dell’organizzazione dei corsi di formazione e l’entità di tali servizi terrà conto del gettito annuo versato da ogni singola azienda partecipante al Conto Individuale Aziendale. IRFO – ISTITUTO DI RICERCA E FORMAZIONE Domenica 6 dicembre 2015 si è svolta l’Assemblea dell’associazione IRFO – Istituto di Ricerca e Formazione. La novità emersa dall’Assemblea è che a partire dal 2016 in tale associazione si andranno a concentrare tutte le attività formative a disposizione dei soci e associati del mondo ASTRA in modo da garantire una migliore gestione di questa tipologia di servizi, ormai essenziali per lo svolgimento di qualsiasi attività economica, benché meno del settore dell’autotrasporto. Per maggiori informazioni e approfondimenti sui servizi formativi offerti è possibile contattare il Sig. Luca Viada (0171413978 - luca.viada@astraservizi.it) presso gli uffici in Via della Motorizzazione 11 - Cuneo.

ASTRA · CONTATTI ORARIO DA LUNEDÌ A VENERDÌ: Mattina 8.30-13.00 Pomeriggio 14.00-18.00 SABATO MATTINA: 8.30-12.30 E-MAIL: info@astracuneo.it - info@astraservizi.it SKYPE: astracuneo

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Astranotizie  

L'informazione dell'autotrasporto - Anno 6, Numero 1 - dicembre 2015

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