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associazione trasportatori

ANNO 9 | NUMERO 2

ASTRANOTIZIE PERIODICO DI ASTRACUNEO ASSOCIAZIONE TRASPORTATORI

LUGLIO 2018

Direzione, agenzia pubblicitaria, redazione: Via della Motorizzazione 11/15 ∙ 12100 Cuneo Tel: 0171.413978 - 0171.413124 Mail: info@astracuneo.it Dir. Resp: Andrea Caponnetto Iscr. Trib. Cuneo n. 623 del 26/03/2010 Layout e impaginazione: Kunst.studio ∙ Savigliano (Cuneo)

SEDE DI CUNEO: Via della Motorizzazione 11/15 - 12100 Cuneo TELEFONO: 0171.41.39.78 - 0171.41.31.24 / FAX: 0171.41.25.87 ORARIO DA LUNEDÌ A VENERDÌ: Mattina 8.30-13.00 Pomeriggio 14.00-18.00 SABATO MATTINA: 8.30-12.30 E-MAIL: info@astracuneo.it - info@astraservizi.it SEDE DI ALBA: Corso Bra 30/1 Fr. Mussotto - 12051 Alba (CN) TELEFONO: 0173.23.28.80 ORARIO DA LUNEDÌ A VENERDÌ: Mattina 9.00-13.00 Pomeriggio 14.00-18.00 E-MAIL: alba@astraservizi.it

www.astracuneo.it

60 05 55

50 10 15 ASTRA45 E RADDOPPIA 20 ASTRA 40E RADDOPPIA 35 30 25 l’informazione dell’autotrasporto


colazioni pranzi di lavoro cene su prenotazione LUGLIO 2018

cerca giovani 11 Fissazione del carico? Nessuna modifica, più controlli 13 Speciale CCNL: Ammesso il lavoro a chiamata 14 Speciale CCNL: Adesso l’autista può caricare e scaricare 15 Tempi di guida e di riposo: si va verso importanti cambiamenti? 17 La rubrica legale: Risvolti penali della manomissione

cena di pesce fritto misto alla piemontese cena di antipasti cena ai porri cena di lumache cena di pesce bagna cauda fritto misto cena di antipasti cena di pesce fritto misto bagna cauda cena di pesce

è il tuo compleanno? ti offriamo pranzo! tessera caffè: al completamento due caffè offerti

l’informazione dell’autotrasporto

è il tuo onomastico? ti regaliamo un aperitivo!

cene a tema ed eventi

6 Lavoro a tempo indeterminato

Identikit: Danilo Toninelli 18 Identikit: Ivano Russo 19 Le solite fatiche del Tenda... 20 Finalmente è estate al Maddalena 22 È tutta una questione di privacy 25 Lo sapevi che... 26 Il divieto di riposo a bordo del 28 mezzo vale per tutti! Anche in Italia L’angolo fiscale 29 Giovani conducenti 30 sempre più ricercati Astra anche a Torino 32 La comunicazione passa su Whatsapp 32

6 ottobre 20 ottobre 10 novembre 24 novembre 11 dicembre 15 dicembre 14 gennaio 21 gennaio 2 febbraio 16 febbraio 2 marzo 16 marzo 6 aprile

2018/19

2 Nuova area, nuovi servizi

ticket restaurant

in questo numero :

si accettano

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per info e prenotazioni: 0171/1713872 339/7982695


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Il Compito di Domenico Allione

Passata l’inaugurazione, momento di condivisione e di festa del mondo Astra nonchè di riflessione sul tema della mancanza di autisti professionali, è giunto il momento di fare un piccolo bilancio, senza tralasciare di ringraziare gli sponsor e le personalità che ci hanno onorato della loro presenza (vedi servizi nelle pagine interne). In Astra “si può fare”: con questa definizione possiamo dire senza tema di smentita e senza autocelebrazione, che nonostante le difficoltà di un mercato del trasporto su gomma selvaggiamente competitivo, del caro gasolio, della mancanza in prospettiva di autisti, si possono portare a termine delle iniziative importanti. Si può fare insieme: aziende, imprenditori, dipendenti, personale della struttura Astra, collaboratori, tutti uniti dalla voglia di costruire qualcosa di importante, di utile e anche di gratificante. Un messaggio positivo, in tempi difficili e di crisi, fatto di concretezza, di voglia di fare: un vero e proprio esempio verso chi rallenta, verso le pastoie burocratiche, verso la cattiva economia.

Un punto di arrivo, ma anche di partenza, di una storia iniziata nei primi anni 60’, la storia dell’associazionismo e della cooperazione dell’autotrasporto cuneese, che con lungimiranza e buona gestione degli amministratori, dei Presidenti e dei consiglieri che si sono susseguiti hanno contribuito all’attuale risultato. Il Mondo Astra si pone attualmente come punto di riferimento dell’autotrasporto del NordOvest, nel campo dei servizi commerciali (tessere autostradali e trafori, pratiche amministrative, distributore di gasolio), della consulenza giuridica e sindacale di settore (ricorsi codice della Strada, accordi sindacali, normativa estera sull’autotrasporto) e della formazione professionale. In quest’ottica di sviluppo si inserisce la nuova struttura di servizi sorta accanto all’esistente, composta da un moderno impianto di distribuzione di gasolio, da bagni e docce per gli autisti delle ditte associate, da un bar-ristorante al servizio degli utenti e della zona. Tante iniziative con un solo obiettivo, essere utili alle aziende di autotrasporto associate. Con ASTRA si può fare!


NUOVA AREA, NUOVI SERVIZI Una nuova struttura a diposizione di imprese e cittadini

Lo scorso 9 giugno è stata inaugurata la nuova area Astra che offrirà un bar-ristorante aperto al pubblico e nuovi efficienti servizi per le imprese socie della Cooperativa. L’”anfiteatro” industriale che sorge oggi in via della Motorizzazione, nel quale si colloca la nuova struttura Astra, consente infatti di rispondere alle esigenze delle aziende di autotrasporto a 360 gradi. Dismessi i vecchi rifornitori di gasolio, ormai superati, per età e tecnologia, ecco il nuovo che avanza: quattro corsie per 7 moderni e innovativi punti di erogazione di carburante diesel e AD Blue, l’additivo indispensabile per i motori di Classe Euro 5 e superiori di autocarri ed autoarticolati. Sotto l’ombra della nuova costruzione sfilano quindi quattro colonnine, per complessive quattordici pistole di erogazione, senza contare quelle riservate, in due corsie, alla fornitura di carburante per i veicoli più piccoli e le autovetture. - “Un passo importante per la nostra società di imprese, ma anche un vanto di eccellenza. Rinnovare l’area offrendo questo nuovo impianto era

doveroso e necessario al fine di poter migliorare in velocità di erogazione ed in efficienza complessiva” - spiega Matteo Toselli, Presidente dell’Astra Servizi che aggiunge: “Inoltre, oggi che abbiamo anche un bar, sarà più gradevole per un autista fare la pausa per il rifornimento, magari prendendo un caffè subito dopo.” Il piazzale ospita anche una nuova pesa certificata privata, ma di utilizzo pubblico. Per potervi accedere sarà sufficiente proprio rivolgersi all’Astra Cafè, che fornirà una tessera al fine di permettere al trasportatore di accedere al pianale e procedere alla misurazione in modo del tutto autonomo. Il punto di peso certificato diventerà inoltre strumento per la misurazione V.G.M. (VERIFIED GROSS MASS) necessaria per i container prima dell’ingresso nelle aree portuali. È a disposizione del personale autisti anche un ampio vano con servizi igienici, piccoli spogliatoi muniti di asciuga capelli e docce funzionanti con gettoni (acquistabili presso l’Astra Café).


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Nella zona precedentemente occupata dalle vecchie colonnine di gasolio sorgerà invece, a breve, un’area di sosta e parcheggio, mentre l’impianto dedicato alle prove freni e revisioni, verrà mantenuto nella sua originaria collocazione, vale a dire adiacente agli uffici ed alle aule di formazione dell’Astra. Guido Rossi, Direttore Astra Servizi, spiega: “Volevamo metterci in gioco, le nostre più di 500 aziende socie avevano bisogno di questo rinnovamento. Ci auguriamo di poter offrire sempre il massimo per il benessere dell’autotrasporto cuneese: un’area di rifornimento carburante nuova di zecca, una pesa certificata, zona docce e relax per gli autisti, ed un bar-ristorante. Punto di aggregazione umano, non solo servizi, ecco cosa ci piacerebbe diventasse l’Astra dell’immediato presente!”

L’On. Monica Ciaburro e l’Assessore Francesco Balocco al taglio del nastro

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Sopra e a destra: il nuovo impianto di distribuzione gasolio e AD Blue


Porte aperte: ecco ANNO 9 | NUMERO 2 | LUGLIO 2018

A pochi passi dalla sede storica dell’Astra Servizi, di Via della Motorizzazione 11, ecco l’Astra Cafè. Un nuovo bar e ristorante, punto di aggregazione, non solo per i soci ed associati dell’Astra, ma che si propone anche di convogliare ed attrarre lavoratori e clienti dell’intera zona commerciale di Madonna dell’Olmo e non solo, garantendo serietà e professionalità. Si parte dalle colazioni, passando per i pranzi di lavoro con piatti gustosi dal prezzo contenuto (3 euro il primo, 4,50 euro il secondo, 1,50 euro il contorno, 2/2,50 euro il dolce, 7 euro il Tris e 0,50 centesimi di coperto) fino all’aperitivo ed eventualmente alla cena (solo su prenotazione). “Utilizziamo prodotti freschi e di qualità, principalmente a chilometri zero” spiega Manuel Bertaina, chef e gestore del locale, che ha alle spalle vent’anni di esperienza nel settore: dopo aver lavorato per un anno in Germania, 7 al Quadrifoglio di Caraglio, Manuel è infatti stato cuoco del locale presso il “Dopo Lavoro Ferroviario” di Cuneo. “Là avevamo una clientela con esigenze evidentemente diverse, qui prediligeremo pranzi di lavoro leggeri e piatti freddi secondo le richieste ed i riscontri che avremo dalla clientela. Sono pronto a intraprendere questa nuova esperienza con entusiasmo!” aggiunge Manuel che ci anticipa già qualche concreta pianificazione per il periodo invernale.”


A partire da quest’autunno saranno proposte cene a tema, che possano accompagnare la clientela durante tutta la stagione fredda, proprio quando il nostro territorio offrirà i suoi prodotti migliori e si esprimerà con l’apoteosi di profumi e di sapori della nostra tradizione culinaria. Manuel non vuole infatti dare un’impronta statica al suo esercizio, ed anzi, dopo l’estate, partirà con un calendario ricco di eventi e serate sfiziose (due al mese): il fritto misto alla piemontese, la cena di lumache in tutte le salse, la cena a base di pesce, i porri cucinati in tutte le loro sfaccettature, la cena a base di bufala ecc. In occasione delle cene il menù avrà un prezzo fisso. Inoltre il locale organizzerà apericena e pasti su prenotazione. Il Bar Ristorante Astra Cafè è fornito anche di una fotocopiatrice, bagni con docce a gettoni. Il locale, pronto ad accogliervi con il suo staff al completo, composto, oltre che da Manuel, da Erica, Martina e Amelia: “L’obiettivo è fare del nostro meglio affinché i clienti siano soddisfatti e tronino a trovarci”. L’Astra Cafè vi aspetta quindi, per un pranzo veloce, per un caffè, per una birra rinfrescante o addirittura per festeggiare un compleanno o un evento, grazie alla disponibilità, su riservazione, della sala da pranzo al piano superiore. Il Bar-Ristorante è aperto dalle 7 alle 19 dal lunedì al venerdì, il sabato dalle 7 alle 15.


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LAVORO A TEMPO INDETERMINATO CERCA GIOVANI

Un mestiere in via di estinzione, una professione dimenticata dalle nuove leve, che preferiscono puntare su altri lavori. Nonostante il settore ricerchi un importante ricambio generazionale, gli autisti sono sempre meno: un problema che comincia a pesare sulle spalle del settore. Si è cercato di analizzare il tema, tentando di trovare soluzioni e proposte, in occasione dell’Inaugurazione della nuova area di servizi dell’Astra. L’evento di festa è stato infatti introdotto dal dibattito “Lavoro a tempo indeterminato cerca giovani”, moderato da Gabriele Bracco (Ufficio Legale) e nell’ambito del quale sono intervenuti il Presidente dell’Associazione e imprenditore Diego Pasero, Alberto Di Pietro, ex conducente professionale ed ora responsabile e formatore dell’impresa Lannutti, Domenico Ramaglia, esperto dirigente di una scuola guida torinese, ed i sindacalisti Enrico Vesce (UILT) e Luca Iacomino (FILT).

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Un problema europeo Dalla Spagna alla Romania, passando per Francia ed Italia. Si sta esaurendo il serbatoio degli autisti professionali, un mestiere in via di estinzione, una categoria che rischia di non avere futuro. Perché? Il problema è prima di tutto europeo, ma al contempo, fortemente italiano. Soprattutto in Italia, infatti, nessuna scuola professionale riesce a diventare collante verso un ambito lavorativo troppo spesso sconosciuto e rispetto al quale si prova talvolta diffidenza e astio. Riuscire

ad ottenere le certificazioni professionali e la patente di guida è costoso e disincentivante. Inoltre la professione richiede sacrificio e rinunce, almeno inizialmente. Eppure al contempo, le soddisfazioni, non solo economiche e contrattuali, sono buone. Il mestiere del conducente è diventato infatti qualcosa di più del semplice trasporto di merci da un luogo ad un altro: richiede oggi un’autentica professionalità. Rispettare normative complesse, come quella sui tempi di guida e di riposo, ad esempio, è il simbolo di un lavoro che richiede cervello. Stringere il volante non basta! Lo scorso ottobre, in occasione del Forum internazionale sull’autotrasporto di Cernobbio, il tema è stato approfondito ed al riguardo emblematiche sono state le parole di Armando Pugliese, direttore della logistica dell’azienda Italtrans: «Purtroppo in questi anni il mestiere di autista ha perso di “appeal” e ci troviamo di fronte una preoccupante crisi vocazionale. I giovani, probabilmente anche a causa della qualità della vita dell’autista che, fra turni festivi e soste notturne nelle piazzole autostradali, comporta certo dei sacrifici, rifiutano il lavoro, anche se si tratta di un posto stabile.” Ed è proprio questo il punto, la maggior parte dei contratti nel settore sono a tempo indeterminato, eppure, forse anche per una scarsa educazione alla conoscenza del settore, i giovani interessati a fare l’autista sono pochissimi. In Germania, è notizia di qualche giorno fa, mancano 45 mila camionisti e ogni anno ne vanno in pensione circa 30 mila, contro sedicimila nuovi autisti. Il settore rischia presto il collasso,

La platea del dibattito “Lavoro a tempo indeterminato cerca giovani”


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mentre le imprese tedesche di trasporto rimpiangono ancora il tempo del servizio militare obbligatorio: dopo la leva, migliaia di giovani avevano la patente per guidare camion. Ancor oggi, un quinto dei camionisti in servizio è stato addestrato dall’esercito. In Francia una serie di inchieste portate a termine dal MEDEF, il Movimento delle Imprese, ha dimostrato che il problema ha raggiunto ormai cifre considerevoli: al momento attuale nel settore si riscontra una mancanza di personale impiegato che raggiunge cifre importanti. Sono almeno 22.000 i posti di lavoro immediatamente disponibili, di cui oltre 16.000 per gli autisti di veicoli pesanti. Da lungo tempo la Francia ha intrapreso una lotta contro il dumping sociale, che ha portato di recente il presidente Emmanuel Macron a lanciare una nuova iniziativa, la piattaforma Tremplin che si propone di risolvere proprio questo problema permettendo sia alle aziende che agli autisti di inserire la propria offerta o candidatura. Ciò nonostante, l’età media degli autisti francesi continua ad essere avanzata, superando i 50 anni. L’associazione britannica degli autotrasportatori FTA e quella degli operatori dei trasporti su strada RHA denunciavano, già due anni fa, la grave crisi del settore a causa della mancanza di camionisti. I dati diffusi da Freight Transport e Road Haulage Association erano già all’epoca preoccupanti: il settore era alla ricerca di circa 45mila autisti, cui se ne aggiungevano altri 40mila per sostituire chi avrebbe abbandonato la professione nel 2017. La RHA per incentivare l’inizio di una nuovo percorso lavorativo, aveva promosso un

Un momento dell’evento

concorso per giovani in modo da consentire al vincitore di usufruire gratuitamente di una formazione completa ed ottenere la qualifica di autista per mezzi pesanti e successivamente scegliere tra un lavoro a tempo indeterminato con stipendio fisso e garantito, oppure un lavoro a chiamata tramite agenzia, per acquisire maggiori competenze ed esperienze. Si trattò però di un’iniziativa isolata che non ha poi avuto molto seguito. Ma è un problema, udite udite, anche negli Stati Uniti d’America dove è carestia di camionisti. L’industria dei truck non è mai stata così richiesta, perché l’economia interna tira e a forza di ordinare tutto su Amazon, poi qualcuno le cose te le deve pure portare a casa. Così di camionisti non se ne trovano abbastanza, e i giovani non ne vogliono sapere nemmeno negli States. Si parte da Cuneo Dalla discussione del 9 giugno è emersa principalmente l’esigenza di risolvere il problema a livello nazionale: si rileva la necessità di pensare a scuole professionali per gli autotrasportatori, strumento di formazione per avvicinare i giovani al mondo dell’autotrasporto. Da anni proprio la nostra Associazione sta pensando ad un’“Accademia dell’Autotrasporto”, una scuola specialistica che potrebbe in una certa misura aiutare i giovani ad introdursi nel settore, non solo come conducenti. Inoltre la figura del camionista deve essere rivalutata e promossa sotto una veste diversa: checché se ne dica resta infatti un mestiere affascinante ed entusiasmante, nonostante le difficoltà ed i sacrifici.

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IL DIBATTITO

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stato calcolato che entro i prossimi anni occorreranno almeno 20 mila autisti di mezzi pesanti, sempre più preparati sul fronte tecnologico e normativo. La carenza di “addetti ai lavori” con competenze sviluppate incide sul sistema dei trasporti. Il segnale dell’invecchiamento della professione e la difficoltà ad affrontare il ricambio generazionale per il settore lo si ritrova nei dati pubblicati dal Ministero dei Trasporti, il quale informa che su 775.000 CQC attive soltanto 25.000 sono intestate a giovani. Dal dibattito è emerso che la professione dell’autista viene percepita come un lavoro poco interessante. “I giovani rifiutano il lavoro, anche se si tratta di un posto stabile” ha affermato Pasero, che prosegue sottolineando che si ha testimonianza di imprese con camion fermi sui piazzali perché non possono metterci su chi li guida. L’età media degli autisti professionisti sta sempre più aumentando e l’interesse dei giovani verso questo settore è in calo. Sul punto Alberto Di Pietro, formatore degli autisti per il gruppo Lannutti spa, ha tenuto a precisare che, in realtà, gli autisti oggi devono possedere un elevato livello di professionalità. “Sono infatti ambasciatori delle aziende per cui lavorano e con la nostra comunicazione avanzata desideriamo promuovere questa immagine”. Da lungo tempo la Francia ha intrapreso una lotta contro

I camion Iveco esposti per l’occasione

il dumping sociale, che ha portato di recente il presidente Emmanuel Macron a lanciare una nuova iniziativa, la piattaforma Tremplin che si propone di risolvere proprio questo problema permettendo sia alle aziende che agli autisti di inserire la propria offerta o candidatura. Ciononostante, a causa dell’età media avanzata degli autisti francesi e della mancanza di disponibilità degli stessi, è evidente quale sia il livello di difficoltà nel controllare questa situazione. Il modello francese introdotto da Macron con la piattaforma Tremplin, che si propone di risolvere proprio questo problema permettendo sia alle aziende che agli autisti di inserire la propria offerta o candidatura, è piaciuto ai sindacalisti

Da sinistra a destra, il Segretario AstraCuneo Guido Rossi, il Presidente Diego Pasero, l’On. Monica Ciaburro, il Presidente di AstraServizi Matteo Toselli, il Sindaco di Cuneo Federico Borgna e l’On. Giorgio Maria Bergesio


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presenti al dibattito i quali hanno evidenziato la necessità di fare fronte comune al fine di poter strutturare una politica dell’assunzione di giovani discussa direttamente a livello nazionale. Domenico Ramaglia: “Ad oggi, stante la situazione attuale, per diventare autista ci vogliono tempo e soldi, in quanto il percorso per l’abilitazione alla guida dei mezzi pesanti è lungo e tortuoso, fatto di corsi che si moltiplicano ogni anno, spesso anche costosi”. “È inaccettabile”, afferma Luca Iacomino (FILT CGIL), “che il mestiere dell’autista, che assolve tra l’altro ad una funzione sociale, in quanto senza i camion che girano la merce non arriva sulle nostre tavole, debba essere caratterizzato da barriere all’ingresso così importanti”. Gli fa eco il collega Enrico Vesce (UILT UIL), il quale propone di ripartire dal progetto giovani conducenti istituito dall’Albo autotrasportatori e tentare di ideare un meccanismo strutturale. Il Progetto giovani conducenti, organizzato dall’Unrae in collaborazione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Comitato centrale dell’Albo degli autotrasportatori, si è prefissato l’obiettivo di sostenere la riforma del settore trasporti in chiave sostenibile, passando attraverso la valorizzazione della forza lavoro e del ricambio generazionale verso giovani qualificati e adeguatamente formati. Il presidente Pasero,

Iacomino, Vesce, Di Pietro, Ramaglia intervistati da Gabriele Bracco

sul punto, sottolinea la necessità di valutare di presentare questo modello direttamente al ministero dell’istruzione, in modo tale che si possa pensare ad un sistema formativo, nel settore logistico e dei trasporti, che così come la meccanica e l’elettronica, già presenti anche in istituti scolastici del nostro territorio, contribuisca a trasmettere conoscenze di settore sin dalla prima adolescenza.

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Amici ed istituzioni: tutti presenti Alla riunione, cui hanno partecipato quasi duecento persone, è seguita la cerimonia ufficiale di Inaugurazione. Sul palco per il taglio del nastro anche l’On. Monica Ciaburro, Sindaca di Argentera e nominata madrina dell’evento per la vicinanza al settore, in qualità di amministratrice locale e “a presidio” del colle della Maddalena, itinerario fondamentale per l’autotrasporto cuneese. Tra le personalità di maggiore spicco hanno passeggiato sul palco anche l’Assessore Regionale ai Trasporti Francesco Balocco, che a seguito della nuova nomina al Ministero dei Trasporti di Danilo Toninelli, si è detto preoccupato per le Infrastrutture cuneesi, il Sindaco di Cuneo Federico Borgna, L’On. Marco Perosino, l’On. Giorgio Maria Bergesio, il Presidente di Confindustria Cuneo Mauro Gola, il Presidente di Confartigianato Luca Crosetto e il Direttore Joseph Meineri, il Presidente dell’Aci Francesco Revelli ed il Responsabile della UMTC di Cuneo Ing. Davide Vecchi. Al termine dei lavori, il Presidente di Astra Servizi Matteo Toselli, insieme al Direttore Guido Rossi, hanno voluto ringraziare tutti coloro che hanno collaborato alla realizza-

Alcuni momenti di festa in occasione dell’inaugurazione

zione della nuova struttura Astra, che oltre a ospitare 7 nuovissimi distributori di gasolio per i veicoli delle imprese socie, può vantare servizi e docce per gli autisti e un bar-ristorante, l’Astra Cafè. Sponsor principale dell’evento è stato Iveco Garelli, che ha esposto veicoli di ultima generazione, dando la possibilità ai presenti di salire in cabina. Insieme a loro Hankook Italia e Candela Gomme di Cuneo che hanno presentato i loro prodotti ed Aon Insurance & Reinsurance Brokers. Giacomo F. Rinaudo


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FISSAZIONE DEL CARICO? NESSUNA MODIFICA, PIÙ CONTROLLI Nelle ultime settimane una preoccupazione ha fatto capolino tra i pensieri dei trasportatori, ed in particolar modo del personale conducente: l’adeguamento alla vigente normativa concernente il fissaggio ed ancoraggio del carico. Per il vero non c’è poi molto da preoccuparsi, infatti i motivi di inquietudine ed apprensione della categoria si riconducono all’entrata in vigore, lo scorso 20 maggio, del Decreto ministeriale n. 215 del 19 maggio 2017 (che recepisce la Direttiva 2014/47/UE). La nuova disciplina normativa, infatti, nulla di nuovo introduce in merito alle tecniche ed alle procedure di fissaggio delle merci trasportate, ed anzi si limita a prevedere un’intensificazione dei controlli tecnici su strada, al fine di garantire maggiore sicurezza. Se ho caricato la merce a regola d’arte, non ho quindi nulla di cui preoccuparmi! Se da un lato i trasportatori possano quindi tirare un sospiro di sollievo, poiché alcun elemento di novità è stato introdotto rispetto alle precedenti disposizioni in materia, d’altro canto, acquisiscono la consapevolezza di dover necessariamente dedicare un occhio di maggior riguardo alla fase di fissaggio del carico. Questo proprio perché, come detto, aumenteranno i controlli, che saranno quindi più esigenti e precisi. Sarà prima di tutto necessario che il carico non subisca variazioni durante la tratta di marcia del mezzo. A tal riguardo i controlli si concentreranno quindi sull’identificazione del veicolo, sull’impianto di frenatura, la visibilità, l’impianto elettrico e parti del circuito elettrico, gli assi, le ruote, gli pneumatici e le sospensioni, nonché sul telaio ed elementi fissati al telaio. Durante l’esecuzione del servizio di

SULLA RESPONSABILITÀ: Il comma 3 dell’articolo 7, del decreto stabilisce inoltre che «le imprese sono responsabili del mantenimento dei propri veicoli in condizioni di sicurezza e conformità, ferme restando le responsabilità del conducente di tali veicoli». Va però segnalato che la responsabilità del corretto fissaggio del carico è in capo anche al soggetto che svolge il ruolo di “caricatore”, ovvero «l’impresa o la persona giuridica pubblica che consegna la merce al vettore, curando la sistemazione delle merci sul veicolo adibito all’esecuzione del trasporto», come da D.Lgs. n. 286 del 21 novembre 2005. Per cui «Il caricatore è in ogni caso responsabile laddove venga accertata la violazione delle norme in materia di massa limite ai sensi degli articoli 61 e 62 del CDS. Tuttavia per effetto della responsabilità della filiera potrebbero essere colpiti dalla medesima sanzione, oltre che conducente, vettore, e caricatore, anche il committente e proprietario della merce.

IL DECRETO PREVEDE TRE TIPOLOGIE DI CARENZE: LIEVE, GRAVE E PERICOLOSA. Viene definitiva lieve la carenza che si verifica quando il carico è stato fissato correttamente, ma potrebbero essere utili ulteriori consigli di prudenza; È definita grave la carenza che si determina per non aver fissato correttamente il carico ed esiste un rischio di movimenti significativi o addirittura di ribaltamento del carico stesso o parti di esso; È definita pericolosa la carenza che può determinare una minaccia per la sicurezza stradale per aver comportato il rischio di caduta del carico o di parti di esso o un pericolo derivante direttamente dal carico o da un pericolo immediato per le persone. In caso di carenze gravi o pericolose è anche previsto che il veicolo non possa essere rimesso in circolazione, se prima non viene rimossa l’anomalia riscontrata.


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LE SINGOLE DISPOSIZIONI CHE REGOLANO LA SICUREZZA E IL CORRETTO FISSAGGIO DEL CARICO, CHE OCCORRERÀ APPROFONDIRE E UTILIZZARE COME RIFERIMENTO IMPRESCINDIBILE SONO LE SEGUENTI: EN 12195-1: Calcolo delle forze di ancoraggio ISO 1161 e ISO 1496: Contenitore ISO EN 12640: Punti di ancoraggio EN 283: Casse mobili EN 12642: Resistenza della struttura del veicolo EN 12641: Teloni impermeabili EN 12195-2: Cinghie di tessuto di fibra chimica EUMOS 40511: Pali - Montanti EN 12195-3: Catene di ancoraggio EUMOS 40509: Imballaggio per il trasporto EN 12195-4: Funi di ancoraggio di acciaio

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trasporto, a bordo del mezzo andranno inoltre conservati sia il certificato di revisione relativo al controllo tecnico più recente, o relativa copia, sia la copia della relazione relativa all’ultimo controllo tecnico su strada. Le sanzioni per le violazioni eventualmente riscontrate, che colpiscono il conducente, e qualora ne sia accertato il concorso di responsabilità, anche il vettore, vanno da 85 a 338 euro (59,50 € se pagata entro 5 giorni), con decurtazione di tre punti CQC. Quindi, il Decreto di fatto elenca le parti dei veicoli soggetti

ad eventuali controlli e le modalità mediante le quali i controlli stessi devono effettuarsi, nonché le sanzioni previste, ma non invece come il carico debba essere legato o ancorato. È probabilmente questo l’elemento che ha destato maggiore preoccupazione, poiché il settore ha cominciato ad interrogarsi su come e cosa debba essere legato: se si debbano utilizzare corde o cinghie, se talvolta siano sufficienti i tappeti antiscivolo, se i prodotti confezionati possano anche solo essere bloccati e stabilizzati senza l’utilizzo di cinghie, o se ancora sia sufficiente la preparazione del carico che scongiuri scivolamenti e ribaltamenti, indipendentemente dalla strumentazione utilizzata. Sul tema la risposta è ardua, poiché deriva da una serie di valutazioni e calcoli che misurano e dipendono dalla tipologia di merce trasportata, dal rimorchio utilizzato, dalla tensione dei rami della cinghia, dall’attrito dell’ancoraggio e dalla rigidezza del carico stesso. Ad ogni modo ad oggi esiste già una precisa disciplina normativa internazionale recepita dal nostro paese ed emanata con una serie di specifiche disposizioni, dal CEN (Comité Européen de Normalisation). Vedere riquadro a lato. Si tratta di norme che consentono di uniformare la normativa tecnica in tutta Europa, quindi non è consentita l’esistenza a livello nazionale di disposizioni che non siano in armonia con il loro contenuto. Giacomo Rinaudo


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AMMESSO IL LAVORO A CHIAMATA, CCNL IL SETTORE TROVA ELASTICITÀ

SPECIALE

Con il rinnovo del contratto collettivo nazionale di settore, è stato deliberatamente introdotto un nuovo strumento di inquadramento contrattuale per i lavoratori del mondo dell’autotrasporto. Il CCNL logistica trasporto merci e spedizione, che fino ad oggi escludeva, seppur senza disposizioni del tutto evidenti, il cosiddetto contratto a chiamata, ora, a seguito del conseguito rinnovo, ammette finalmente tale forma contrattuale. Perché prima no? Le motivazioni che portavano precedentemente a ritenere, da parte degli esperti del settore, non attivabile il contratto di lavoro intermittente, erano da ricercarsi nella vecchia formulazione del CCNL e precisamente alle premesse del capitolo III “Mercato del lavoro”. In un passaggio il testo riportava infatti la seguente dicitura: “per quanto attiene il lavoro a chiamata e la somministrazione a tempo indeterminato (…) le parti convengono di non applicarli al settore”. Tuttavia il fatto che tale espressione non fosse contenuta nell’articolato del contratto stesso, ma solamente nella cornice delle premesse, aveva fatto sostenere ai più che potesse essere passibile di deroga. Era infatti ormai pensare comune, nell’ambito dei professionisti del settore, ammettere il contratto di lavoro a chiamata per l’assunzione di un autista ad esempio, a patto che si mantenessero i limiti di età previsti per l’attivazione di tale tipologia contrattuale. Essa, com’è noto, richiede specifici requisiti di età: ragazzi/e inferiori a 24 anni, uomini/donne maggiori di 55 anni. Questa ammissibilità di utilizzo del lavoro intermittente per il settore era stata peraltro poi confermata da un’importante e chiara Circolare del Ministero del Lavoro del 4 ottobre 2016: «Legittimo il ricorso al lavoro a chiamata se sussistono i requisiti dell’art. 13 c. 2 DLGS 81/2015». Ecco che allora diventava possibile ricorre al contratto a chiamata, seppur con un accordo che evidenziasse motivi ed esigenze organizzative, nonché l’individuazione di un periodo delimitato nel tempo per la sussistenza del rapporto. E adesso? Prima un divieto assoluto, poi un utilizzo limitato nelle fasce di età prescritte, ed oggi finalmente la possibilità di poter attivare il contratto di lavoro intermittente senza vincoli di specie e con un’unica garanzia: che si tratti effettivamente di attività sporadica e non continuativa, pena la trasformazione a contratto a tempo indeterminato. Con il rinnovo del CCNL infatti la premessa del Cap. III del Mercato del Lavoro è mutata, decretando l’ammissibilità del lavoro a chiamata nel settore: “Le parti, in fase di stesura affronteranno il tema (…) in caso di interruzione del rapporto di lavoro a chiamata”. Un elemento, questo, non trascurabile, e che, in combinato disposto con il Regio Decreto 2657 del 1923, consente addirittura la stipula di un contratto di lavoro a chiamata senza limiti di età. Infatti il risalente decreto annovera tra le occupazioni escluse dalla limitazione anagrafica del contratto di lavoro intermittente il “Personale addetto ai trasporti di persone e di merci: personale addetto ai lavori di carico e scarico esclusi quelli che non abbiano carattere di discontinuità”. Approda quindi per le imprese un nuovo strumento di elasticità nel mondo del lavoro, capace di rispondere alle esigenze organizzative tipiche del settore, garantendosi lavoratori anche per brevi periodi, sostituzioni o situazioni di emergenza, ma dando così anche al contempo la possibilità di lavorare a chi con altre forme contrattuali non sarebbe nemmeno riuscito ad entrare nel circolo del lavoro. Giacomo F. Rinaudo Un momento del seminario di approfondimento sul rinnovo del CCNL tenuto da Gabriele Bracco e Giacomo Rinaudo, Ufficio Legale AstraCuneo.

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Adesso l’autista può CCNL caricare e scaricare! Ma...

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Fra le principali novità introdotte dal nuovo contratto collettivo nazionale c’è anche la possibilità di adibire il conducente professionale ad operazioni di carico e scarico. È l’art. 30 del CCNL rinnovato lo scorso 3 dicembre 2017 a sancirlo: “Il conducente… è tenuto all’effettuazione e/o alla collaborazione alle operazioni di carico e scarico della merce e delle unità di carico vuote, trasportate o da trasportare con il veicolo da lui condotto…” Mentre nel precedente testo contrattuale la formulazione si limitava a prevedere solamente un’attività di collaborazione, ora è invece più che evidente la possibilità di attribuire al conducente mansioni di carico e scarico, a condizione che queste, però, non sforino nello svolgimento di operazioni di facchinaggio. Difficile comprendere con precisione che cosa si intenda invece con quest’ultima espressione e la differenza che sussiste con l’operazione carico/ scarico. Insomma, fin dove può spingersi l’attività del conducente? La giurisprudenza, seppur molto limitata sul tema, ritiene che le lavorazioni che potrebbe effettivamente svolgere il conducente si limiterebbero al trasferimento della merce alla sponda dell’autocarro ed al massimo nelle immediate vicinanze del veicoli; quindi in un perimetro circostante ma difficile da poter definire precisamente in termini metrici. Se è evidente che in linea di massima è stato chiarito il ruolo del conducente nei rapporti con il proprio datore di lavoro ed impresa, poiché alcun dubbio emerge oggi sulla possibilità di demandare all’autista lo svolgimento di attività di scarico, le incertezze permangono nel rapporto fra impresa vet-

trice e destinatario scaricatore che potrebbe, talvolta, esigere l’esecuzione di operazioni che sforino nel cosiddetto facchinaggio. Se prima infatti il problema risiedeva nello stabilire il confine fra collaborazione e vera e propria effettuazione, oggi sta nell’individuazione più generale di facchinaggio. Cosa si intende effettivamente con questa espressione? La giurisprudenza prevalente lo definisce come “movimentazione delle merci immagazzinate nello stabilimento” facendo quindi presagire uno spostamento all’interno dei locali del destinatario/ committente, oltre le immediate vicinanze del veicolo. Le indicazioni date da alcune Camere di Commercio, nel tentativo di definire invece il facchinaggio, sembrano avvicinare tale termine ad attività che si accostino all’accatastamento, all’imballaggio, alla gestione del ciclo logistico, nonché lavori svolti con l’ausilio di mezzi meccanici e attività preliminari e complementari alla movimentazione delle merci. Tutte operazioni che si accostano alla sfera logistica, più che a quella classica del trasporto. Come anticipato infatti l’effettuazione dello scarico presuppone una movimentazione nell’ immediata prossimità del veicolo, nulla più. Tutto ciò, senza considerare peraltro che il codice civile nel definire gli obblighi di mittente, destinatario e vettore, all’art. 1687 è chiaro nello stabilire che il vettore deve semplicemente “mettere le cose a disposizione del destinatario”. GFR

Sono un autista che esegue operazioni di carico e scarico. In caso di infortunio sono coperto dall’assicurazione? Sul tema la risposta dell’Inail è stata chiara ed eloquente. I conducenti professionali ad oggi sono coperti per il tramite della voce di Tariffa 9120 che fa riferimento ai trasporti terrestri su strada (comprese le rimesse, le officine, per le riparazioni e per la manutenzione, LE OPERAZIONI DI CARICO E SCARICO, la gestione del magazzino, per lo smistamento delle merci da trasportare). Quindi si, nessun dubbio, sussiste e permane la copertura assicurativa anche se il conducente è adibito ad operazioni di carico e scarico.


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TEMPI DI GUIDA E DI RIPOSO: SI VA VERSO IMPORTANTI CAMBIAMENTI? Con l’approvazione del Pacchetto Mobilità da riposi settimanali regolari (45 ore) e ridotti (da parte della Commissione Europea, si giunge or24 a 44 ore). Le ore non fruite nell’ambito di un mai alle fasi finali dell’iter di promulgazione delle riposo settimanale ridotto, devono essere recumodifiche al Regolamento CE 561 del 2006. perate in blocco entro la fine della terza settimaOra il provvedimento legislativo dovrà ottenena successiva. re l’approvazione della seduta plenaria del ParPer esempio se ho riposato solamente 24 ore, lamento, e successivamente essere discusso in dovrò entro la terza settimana successiva recuConsiglio. Sebbene le resistenze delle Associaperare 21 ore. Inoltre, ed è questo l’aspetto che zioni di categoria nazionali avanzino al fine di qui maggiormente ci interessa, non si possono bloccare alcune modifiche eccessivamente libeeseguire due riposi ridotti consecutivi. Occorre raliste, il testo potrebbe davvero essere alle batquindi almeno ogni due settimane fruire di un tute conclusive. Quel che è certo però è che la riposo settimanale di almeno 45 ore. stesura subirà ancora ulteriori La novità approvata dalla variazioni. Infatti lo scorso 14 “Sebbene non sia ancora del Commissione propone l’obbligiugno il Parlamento ha respin- tutto chiaro quali saranno go di fruire di due riposi settito le proposte della Commis- esattamente le nuove regole, molti manali regolari (da 45) entro sione Trasporti, rinviandone la dei provvedimenti del Pacchetto quattro settimane. valutazione ed ha deciso di non Mobilità sembrano vestiti su Tale sistema consentirà quindi avviare quindi immediatamente misura per le imprese nostre di eseguire riposi ridotti coni negoziati con i Ministri UE. Il concorrenti dell’Est Europeo. Mi secutivi secondo ad esempio lo Parlamento ha infatti deciso di chiedo dove stia l’utilità di vietare schema seguente 24-24-45-45. votare a luglio le proposte relati- il riposo a bordo del veicolo, se ve al distacco ed ai periodi di ri2) Riposo a bordo del veicolo poi si concede di fare due riposi poso dei conducenti e quelle per Nonostante la decisione delsettimanali ridotti consecutivi. Ciò contrastare le pratiche illegali nel la Corte di Giustizia Europea, significa che un’impresa bulgara, settore dei trasporti su strada. che ha sancito il divieto di riungherese o polacca potrà imporre Nel corso della sessione plenaria poso settimanale regolare (45 di luglio i deputati terranno un ai propri autisti di circolare ore) a bordo del veicolo, fra ed effettuare trasporti per tre dibattito e voteranno le proposte. le proposte che hanno trovato settimane consecutive. Significa il consenso in Commissione appare immediatamente un Ma quali sono le modifiche di che quei conducenti staranno lontani dalla sede aziendale e da sistema derogatorio: sembremaggior rilievo che potrebbero rebbe infatti possibile fruire interessare i conducenti profes- casa per almeno 20 giorni. Mi sembra assurdo, stiamo facendo del riposo regolare nella cabisionali? dei passi indietro, invece di na del camion, a condizione che il veicolo sia parcheggiato 1) Revisione del sistema di frui- uniformare l’Europa”. in un’area dedicata equipaggiazione del riposo settimanale. Diego Pasero, ta con servizi e con adeguati La normativa vigente prevede sistemi di sicurezza. che gli autisti possano fruire di Presidente AstraCuneo

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3) Tolleranza per il rientro presso la sede aziendale. È stata approvata la proposta di concedere al conducente un “bonus” di due ore, per consentire il rientro presso la sede dell’impresa, purché tale periodo di tempo si compensato con un supplementare e equivalente riposo. Non è momentaneamente chiaro se tale periodo di due ore concerna esclusivamente il periodo di guida (potrò guidare 12 ore invece che 10), o se si riferisca anche al superamento dell’impegno giornaliero (indipendentemente dalle ore di guida eseguite, raggiungo un impegno giornaliero di 17 ore anziché di 15). Più probabile che riguardi il rientro solo per il fine settimana. Il Pacchetto Mobilità approvato dalla commissione contiene altresì criticabili provvedimenti in materia di distacco e di cabotaggio stradale. La Commissione ha infatti votato contro l’applicazione del principio “stessa paga per lo stesso lavoro” nelle attività di cabotaggio. Ciò significa

che un autista di uno stato straniero che svolge cabotaggio in un altro Stato membro non sarà tenuto ad avere le stesse condizioni di remunerazione degli autisti dello stato ospitante, compreso il salario minimo. L’estensione quindi delle regole di equiparazione della paga nell’ambito del distacco di lavoratori non ha trovato il seguito auspicato. Gli autisti restano quindi completamente assoggettati all’inquadramento retributivo previsto dal Paese in cui ha sede l’impresa. Infine è osteggiato da tutte le associazioni nazionali dell’Ovest europeo qualsiasi provvedimento di liberalizzazione del cabotaggio. Una proposta, che non è però chiaro se sia stata approvata, consentirebbe ad esempio l’esecuzione di illimitate operazioni di trasporto in uno stato membro diverso da quello in cui ha sede l’impresa, ma con un limite di 48 ore, a seguito delle quali il conducente deve uscire dai confini nazionali dello stato membro. GRF


LA RUBRICA LEGALE

RISVOLTI PENALI DELLA MANOMISSIONE

Avv. Giuseppe Maria Gallo Patrocinante in Cassazione Avvocato Penalista del Foro di Genova Esperto violazioni Codice della Strada Ambasciatore di Genova nel Mondo

Una vicenda giudiziaria ligure di questi giorni rilancia un tema su cui l’opinione pubblica, da un po’ di tempo, non aveva grosse evidenze da parte dei mezzi d’informazione, nonostante il fenomeno sia ben conosciuto e presente per gli addetti ai lavori. Il Secolo XIX riportava la notizia di un’indagine della Polstrada a carico del titolare di una ditta di autotrasporti e di un suo dipendente, denunciati all’autorità giudiziaria per aver, si legge sul quotidiano, “obbligato i conducenti a saltare le soste prevista dalla normativa e ad applicare magneti sul cronotachigrafo che limita velocità e numero di chilometri. L’inchiesta, iniziata lo scorso febbraio con il coordinamento del sostituto della procura della Repubblica di Savona, ha consentito di scoprire che i cronotachigrafi digitali erano stati modificati con magneti che potevano essere applicati e tolti rapidamente. Polstrada ed Ufficio Provinciale del Lavoro hanno eseguito una perquisizione nella sede della ditta e su numerosi mezzi di questa, sequestrando 13 calamite e 5 trattori stradali”. La I^ sezione penale della corte di cassazione è intervenuta, tempo addietro, su una vicenda per molti aspetti analoga a quella in trattazione. L’alterazione dello strumento cronotachigrafo è punita con le pesanti e ben note sanzioni amministrative previste dall’art. 179 del codice della strada, vale a dire 1698 €, sospensione della patente da 15 giorni a 3 mesi e decurtazione di 10 punti. Tuttavia, esiste il concreto rischio che la superiore violazione dell’art. 179 venga ad essere ritenuta sintomatica della consumazione del delitto previsto e punito dall’art. 437 del codice penale (“Rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro”). Infatti: “Chiunque omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se dal fatto deriva un disastro o un infortunio, la pena è della reclusione da tre a dieci anni”. Dunque, un’evidente connotazione punitiva corrispondente a quella intesa dal p.m. di Savona, che, reputando aver rappresentato le particolarmente gravose condizioni di lavoro la causa delle dimissioni di alcuni conducenti a pochi mesi dalla loro assunzione, sta operando alla ricerca di un conforto investigativo alla propria tesi, alla stregua di elementi che indiscrezioni giornalistiche indicano emergenti da pedinamenti, appostamenti e controlli di vario genere. Detto della natura amministrativa della previsione dell’art. 179 del codice della strada, è naturale domandarsi in quale relazione si ponga tale disposizione con quella ricompresa nell’art. 437. Si tratta di due fattispecie concorrenti fra loro, oppure in rapporto di specialità? La sentenza n° 13937 del 22.03.2017 della cassazione in narrativa è intervenuta proprio per dirimere la controversia interpretativa a proposito della condotta di alterazione del cronotachigrafo di un mezzo di proprietà aziendale, ossia del conosciuto sistema elettronico che è obbligatorio sia installato a garanzia della sicurezza stradale e della tutela dei lavoratori. La corte di cassazione ha analizzato la relazione esistente fra l’art. 179 del codice della strada e l’art. 437 del codice penale sotto i profili del concorso e del principio di specialità ex art. 9 della legge n° 689/81, per il quale: “Quando uno stesso fatto è punito da una disposizione penale e da una disposizione che prevede una sanzione amministrativa, ovvero da una pluralità di disposizioni che prevedono sanzioni amministrative, si applica la disposizione speciale. “. Al termine del suo approfondimento riguardante la struttura del reato e quella della violazione amministrativa, il giudice di legittimità ha escluso il riferito rapporto di specialità, reputandone plausibile l’applicazione di entrambe in costanza di presupposti. L’art. 437 del codice penale, infatti, enuclea un delitto doloso di pericolo, mentre l’art. 179 del codice della strada attiene ad un’ipotesi che, sanzionata unicamente in via amministrativa, potrebbe essere punita sia per dolo che per colpa. I destinatari e le condotte delle due disposizioni sono differenti, dal momento che l’art. 437 del codice punisce chi “omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia “, mentre l’art. 179 del codice della strada si orienta sul “...titolare della licenza o dell’autorizzazione al trasporto (…) che mette in circolazione “ un veicolo sprovvisto di cronotachigrafo o con “cronotachigrafo manomesso oppure non funzionante “, sanzionandoli – contrariamente al comando penale - anche se non autori della manomissione. L’unico indizio di specialità attiene al fatto che la violazione del codice della strada adduce espressamente di cronotachigrafo, mentre il codice penale, più genericamente, inferisce di impianti, di apparecchi o di segnali.Il concorso apparente – come ammaestrano le sezioni unite della cassazione con la pronuncia n° 1963 del 28 ottobre 2010 - impone la verifica dell’esistenza di un’area comune tra le condotte descritte dalle norme concorrenti; invece, se le condotte tipiche fossero diverse, non si opinerebbe di specialità, trattandosi di mera interferenza su una medesima azione ma circa un fatto diverso. Così escludendo il concorso apparente tra norme ed ammettendo, ex adverso, un’applicazione congiunta delle stesse. Le finalità perseguite dall’art. 437 c.p. esprimono una ratio propria, non sovrapponibile a quelle del codice della strada, tanto da negare che la norma codicistica generale sia sovrapponibile all’art. 179 cod. strada. Si aggiunga che l’ambito applicativo della fattispecie incriminatrice penale è più ampio, orientandosi, non solo su i lavoratori esposti allo specifico rischio lavorativo, ma, anche, sui terzi (cfr. cass. pen., sez. I^, n° 18168 del 20 gennaio 2016). In ultimo, un certo spazio merita il richiamo dei criteri, non del tutto omogenei per la verità, che il giudice penale utilizza nell’applicazione concreta della norma, nel quadro del diritto c.d. vivente che, in questa sede, attualizza lo stato dell’arte giurisprudenziale. Segnatamente, il riferimento è ad una sentenza di legittimità, quindi della corte di cassazione, che confermava l’assoluzione di un autista dipendente di un’azienda di autotrasporto, imputato per avere manomesso il cronotachigrafo.Il reato è stato postulato valere, insomma, solo per il responsabile dell’azienda. Tale deliberazione della suprema corte, ovvero la n° 2200 del 19 gennaio 2018, introduce un importante chiarimento sulla responsabilità penale nella manomissione dei cronotachigrafi dei camion, sebbene gli ermellini avessero già chiarito, con diverse pronunce, che alterare in qualsiasi modo lo strumento di registrazione dei tempi di guida/riposo dei conducenti rivestisse una doppia rilevanza:penale ed amministrativa. In ispecie, però, viene ribadito un principio cardine sul quale si dovrà incentrare, almeno per il momento, tutta l’interpretazione delle norme in gioco, da parte tanto degli operatori quanto dei giuristi. La sentenza in questione riguardava un autista di Tortona accusato del reato di rimozione/omissione dolosa di cautele contro disastri o infortuni sul lavoro. Egli aveva manomesso il cronotachigrafo del mezzo che guidava, confessando, a riguardo, la propria responsabilità. I giudici della cassazione hanno confermato, nei suoi confronti, la sentenza di assoluzione, distinguendo tra il caso in cui “...un soggetto amministratore di una società di autotrasporti imponga ai conducenti di utilizzare accorgimenti per eludere la corretta registrazione dei dati dei cronotachigrafi posti sui mezzi da quello di un autista dipendente”. Nel primo caso, il datore di lavoro dovrà rispondere del reato previsto dall’articolo 437 del codice penale, nel secondo, all’autista potrà soltanto addebitarsi la violazione dell’articolo 179 del codice della strada.


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Danilo Toninelli, chi è il nuovo Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti?

Danilo Toninelli, nato a Soresina il 2 agosto 1974, 44 anni, è il nuovo Ministro dei Trasporti del Governo “gialloverde” di Giuseppe Conte. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Brescia, dal 1999 al 2001 ufficiale di complemento dell’Arma dei Carabinieri a Torino, poi ispettore tecnico assicurativo dal 2002 al 2013 a Bergamo e Brescia, Toninelli aderisce al Movimento Cinque Stelle fin dal 2010, quando si candida consigliere regionale per la provincia di Cremona, senza tuttavia essere eletto. È stato Vicepresidente della Prima Commissione della camera dei deputati (Affari Costituzionali della Presidenza del Consiglio e Interni) e poi membro del “Comitato permanente dei Pareri” e della giunta per il regolamento della Camera*. Il quarantaquattrenne è considerato uno degli uomini più vicini al capo politico del Movimento Luigi Di Maio. A seguito dell’elezione conseguita alle ultime elezioni politiche, al suo secondo mandato, il 27 marzo 2018 viene eletto capogruppo per il M5S al Senato. Toninelli, non ha mai avuto precedentemente, competenze nel settore, come accade nella stragrande maggioranza dei casi di un neo eletto al Ministero. Il suo orientamento politico, e le prime dichiarazioni rilasciate, in qualità di Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, non fanno presagire necessariamente una programmazione di continuità con il predecessore Graziano Delrio. Dal momento che il Ministro non ha ancora avuto modo di mettersi al lavoro, cerchiamo di dedurre alcuni suoi orientamenti e propositi dalle dichiarazioni fin qui rilasciate. Sulle Grandi opere in costruzione: “Vanno valutate una per una secondo il parametro costi-benefici, nell’ottica della loro piena sostenibilità. Devo capire se il gioco vale la candela. Penserò all’ambiente, non solo ai soldi”. “Le infrastrutture saranno decise in base ai risultati di analisi costi-benefici” . Sul Brennero: “Non sono accettabili blocchi unila-

terali del traffico che danneggiano sia l’ambiente sul versante italiano sia i fatturati delle imprese nostrane. Si tratta di divieti non concordati che appaiono peraltro in contrasto con lo spirito delle intese del vertice di Monaco e con il principio di libera circolazione delle merci che informa il diritto della Ue”. Su appalti e Grandi opere: “Occorre semplificazione per far ripartire gli investimenti e liberare le energie del Paese. Trasparenza per garantire legalità ed efficacia alla lotta anti-corruzione. Il settore degli appalti pubblici può e deve coniugare sburocratizzazione e rigore etico” Priorità in agenda: “Di certo non mancano i dossier urgenti. Oltre alle grandi opere bisogna dare un impulso agli investimenti su più fronti, dalla mobilità privata sostenibile alla cura del ferro”. Sul passaggio di testimone con Delrio: “Ci sono stati sforzi sulla programmazione a lungo termine e sull’obiettivo di una buona project review. Ma non basta”. *Questo organo ha compiti volti a garantire il corretto funzionamento della Camera e l’autonomia del Parlamento rispetto agli altri poteri.


Ivano Russo, il nuovo Direttore della nostra Confederazione Confetra Nato a Napoli il 4 febbraio 1978, quarant’anni, laureato in Scienze Politiche e Dottore di Ricerca in Relazioni Internazionali ed Istituzioni Europee presso l’Università Federico II di Napoli. Ivano Russo ha collaborato con le Agenzie e le Società inhouse governative – Invitalia, ICE e Studiare Sviluppo - ad azioni e progetti per la promozione del Sistema Paese all’estero e per l’internazionalizzazione delle imprese, soprattutto dei settori manifatturiero e trasportistico. L’attuale direttore di Confetra ha inoltre lavorato in Confindustria quale Responsabile del Centro Studi della territoriale di Napoli e membro dei Gruppi di Lavoro e dei Tavoli Tecnici nazionali in materia di politica di coesione, città metropolitane, trasporti e logistica. Russo, per oltre 10 anni, è stato Consigliere e Dirigente, presso il Parlamento Europeo, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, affrontando i temi delle Politiche di Coesione, sulla strategia di connettività intra e trans europea legata alla realizzazione dei Corridoi TEN T, sulle politiche di partenariato Euromediterraneo, sulla portualità, l’intermodalità, la logistica. Il Direttore Russo ha dimostrato fin da subito l’intenzione di avvicinare il settore dell’autotrasporto alla Confederazione, al fine di dare voce e risalto anche al trasporto su gomma. Dal primo giorno del suo insediamento infatti, ha dimostrato prioritario interesse per i dossier della viabilità e dei valichi del nord-ovest, accogliendo le richieste

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di sostegno ed impegno della nostra Associazione. Sotto la guida di Russo, Confetra si è già rinnovata anche da un punto di vista della comunicazione: il nuovo sito della Confederazione è infatti dinamico, integrato e aperto al contributo delle associazioni territoriali. Uno spazio apposito è dedicato anche ad AstraCuneo, un segnale di spiccata propensione alla collaborazione, e al confronto. Un modo per affrontare i temi dei trasporti intraprendendo insieme un comune itinerario di proposte e soluzioni. L’Associazione augura buon lavoro al nuovo Direttore!

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I NOSTRI

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CUNEO, LA FORTUNA DI ESSERE AD UN PASSO DAL MARE. LE MONTAGNE E LA DIFFICOLTÀ DI DOVERLE ATTRAVERSARE.

LE SOLITE FATICHE DEL TENDA… Proseguono i tormenti per il trasporto su gomma in valle Roya, la via internazionale per la Costa Azzurra, dove è attivo non solo l’artigianato, ma anche l’edilizia e il traffico italiano di merci in uscita. Permane il divieto ai veicoli aventi massa superiore a 19 tonnellate, nonostante gli impegni e gli sforzi esercitati sia a livello istituzionale che giudiziario. Nel frattempo stagna l’immobilismo del tunnel Tenda bis, che pare una carcassa abbandonata in attesa di un miracoloso elettroshock.

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La RD 6204 della valle Roya Il 18 maggio scorso si è tenuta la Conferenza Intergovernativa delle Alpi del Sud a Nizza. Sul tavolo le proposte avanzate dalla parte italiana, rappresentata in primordine da Regione Piemonte, oltre che dalla delegazione CIG del Presidente Enrico Puja. Proprio il rassemblement italiano della Conferenza, aveva ricevuto alcuni giorni prima il nostro Segretario Guido Rossi, il quale aveva illustrato e riepilogato ai presenti le vicende della viabilità in valle Roya da settembre 2017 (momento di entrata in vigore del divieto) al presente. In quell’occasione Rossi aveva ricordato: “Occorre riassegnare una competenza statale alla strada francese, di modo da sottrarla al potere interdittivo dei

sindaci” promuovendo al contempo l’iniziativa di Regione Piemonte e dei Sindaci di Ventimiglia, Airole e Olivetta San Michele di istituire il divieto anche sul versante ligure della valle Roya. Proprio queste due richieste sono state presentate in fase di CIG. Tuttavia, le proposte italiane, che ricomprendevano anche la valutazione di un sistema derogatorio per il trasporto “iterprovinciale” fra cuneese e Costa Azzurra, sembrano essere rimaste perlopiù inascoltate. All’indomani della riunione l’Assessore Regionale ai trasporti Francesco Balocco dichiarava infatti: “È stata una riunione faticosa e poco produttiva, il dialogo con i francesi è sempre complicato”. In CIG. Paolo Milanesio – Regione Piemonte affermava: “Abbiamo chiesto di poter trattare delle deroghe per le imprese cuneesi e imperiesi, o in alternativa l’istituzione di fasce orarie nelle quali permettere il transito, ma ci è stato risposto che non si possono prendere decisioni simili in presenza di ricorsi amministrativi pendenti.” Il 28 maggio si è svolta l’Udienza di appello per il ricorso di sospensione del provvedimento di divieto disposto dai Sindaci della valle Roya presentato da Astra, Fai e Confartigianato Trasporti. All’Udienza, tenutasi a Marsiglia, l’Avvocato difensore delle Associazioni, Sylvain Salles, ha insistito


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sulle legittimità attiva ad agire in fase d’appello da parte dei suoi assistiti ed ha ricordato gli elementi di primario interesse su cui il Tribunale di Nizza non si era espresso, respingendo invece in modo tranchant. La difesa ha ribadito che l’interdizione dei Sindaci non prevede un percorso alternativo valido e non eccessivo (in termini di percorrenza chilometrica e durata), che la strada RD6204 è itinerario internazionale, appartenendo alla strada Europea 74, che il flusso di mezzi pesanti è di circa il 2,8 % dei veicoli complessivi (molto poco rispetto a quanto sostenuto dalle amministrazioni della valle) e che l’ordinanza dei sindaci non avendo ammesso deroghe, salvo che per il proprio esclusivo rifornimento locale, si dimostra un atto ostile, unilaterale e disproporzionato. La Corte si è pronunciata puntualmente il 14 giugno respingendo il ricorso poiché ritenuto non produttivo di effetti rilevanti e superato dall’ordinanza di divieto del Dipartimento delle Alpi Marittime. Ora si attende ancora l’istaurazione del procedimento presso il Tribunale di Nizza sia dell’annullamento contro l’ordinanza dei sindaci della valle Roya, sia per ottenere l’annullamento proprio del provvedimento emesso dal Dipartimento delle Alpi Marittime contro il quale è stato contestualmente e coerentemente proposto ricorso. La partita è ancora aperta. Il Tunnel In presenza del divieto per i veicoli pesanti, le problematiche legate alla galleria del Tenda, passano inevitabilmente in secondo piano per le imprese di

autotrasporto, che ormai risultano impossibilitate al transito lungo la RD 6204. Tuttavia, negli ultimi mesi si sono susseguite importanti vicende, non senza un pizzico di polemiche e preoccupazioni, che sono culminate con la simpatica e provocatoria visita di Striscia la Notizia, lo scorso 10 maggio. A gennaio l’Anas ha rescisso il contratto in essere con la Grandi Lavori Fincosit, ed entro la fine dell’estate dovrebbe affidare i lavori alla seconda (o in caso di rifiuto di quest’ultima alla terza) impresa classificata alla gara d’appalto a suo tempo indetta. Il 30 aprile, l’Anas aveva infatti avviato le attività per definire lo stato di consistenza dell’opera e per permettere all’appaltatore di sgomberare le aree di lavoro. Questi lavori dovrebbero durare sino alla fine di giugno. Intanto, in occasione dell’incontro presso la Prefettura di Cuneo dello scorso 4 giugno è intervenuto il direttore di Progettazione e Realizzazione Lavori di Anas, Stefano Liani, che ha dichiarato che nel 2017 era prevista una produzione di valore pari a circa 30 milioni, mentre sono state effettivamente eseguite opere per soli 6 milioni, in sostanza è stato realizzato solamente un quinto di quanto programmato. Tanto per intenderci ad oggi si è raggiunta una profondità di scavo di 1100 metri sul versante italiano e di soli 500 metri su quello francese, pari a circa metà della lunghezza del traforo. Si ricomincia quindi tutto da capo: l’Anas stima di riattivare il cantiere entro l’autunno, mentre dichiara la fine dei lavori entro il 2020. L’ennesimo incauto ottimismo? Giacomo F. Rinaudo

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VALICHI

FINALMENTE È ESTATE AL MADDALENA! Dopo un inverno di insofferenza torna ad essere transitabile a pieno regime il colle della Maddalena. Una stagione senza precedenti che a conti fatti può vantare il record negativo di chiusure, complici inimmaginabili vicissitudini. Il valico, dopo essere stato chiuso per incendi, bufere di neve, ghiaccio, rischio valanghe e ancora neve, ha dovuto fare i conti con la terribile frana di Meyronnes, in località La Rochaille, che ha bloccato la strada al traffico pesante per più di tre mesi. Il 30 marzo scorso una quarantina di camion di imprese Astra, insieme ai colleghi francesi dell’Associazione “Transporteurs routiers et Exploitants forestiers” ed a OTRE di Toulon, hanno sfilato in un corteo lumaca al fine di sensibilizzare le istituzioni sull’importanza del valico. L’obiettivo principale era ricordare che la RD900 del Col de Larche rappresenta una via di transito fondamentale per le imprese di autotrasporto e che sarebbe stata necessaria una rapida riapertura. Ciononostante, pur considerando la massima disponibilità della Sotto Prefetta di Barcelonnette Madame Carine Roussel e del Dipartimento, lo stop avrebbe dovuto proseguire fino ai primi di giugno. Questo per volere dell’Ufficio Tecnico di esperti che considerava il muro di sostegno alla

CUNEO, LA FORTUNA DI ESSERE AD UN PASSO DAL MARE. LE MONTAGNE E LA DIFFICOLTÀ DI DOVERLE ATTRAVERSARE.

strada pericolante e non in grado di sopportare il peso dei veicoli pesanti, almeno non prima di un adeguato intervento di rinforzo. Grazie all’attivismo dell’Associazione, più volte ricevuta dalla Sotto Prefettura di Barcelonnette si è però riusciti ad ottenere una programmazione dei lavori più efficiente e tempistiche maggiormente ridotte. Anche se permane il senso unico alternato, poiché proseguono i lavori a La Rochaille, dal 15 maggio scorso la RD900 è stata riaperta al traffico di tutte le categorie di veicoli. La mobilitazione di mezzi, persone, in sussistenza di un dialogo educato e ragionevole ha portato, quindi, gli effetti sperati. Oggi c’è di nuovo il sole sul Colle. GFR

Il Presidente Pasero, il Segretario Rossi e i Consiglieri Stefania Magnetto e Livio Cerato insieme alla delegazione per il Tir Lumaca


ANNO 9 | NUMERO 2 | LUGLIO 2018

Livio Cerato - Associato AstraCuneo con delega al Colle della Maddalena:“È per noi un passaggio fondamentale, la chiusura ci ha penalizzato, ma con le buone maniere, e grazie ad un’ottima collaborazione con le istituzioni francesi, siamo riusciti ad ottenere gli effetti sperati”.

Diego Pasero - Presidente AstraCuneo: “Abbiamo vissuto momenti difficili, con un aumento dei costi notevole, ma abbiamo dimostrato, manifestando tutti insieme, il legame naturale che abbiamo con questo colle, è anche la nostra strada”.

Matteo Toselli - Presidente Astra Servizi: “Abbiamo lavorato tanto e bene per una riapertura rapida della strada, ma siamo stati stoppati dalle perizie tecniche degli esperti. Ora speriamo in un’estate più tranquilla. Dobbiamo farci trovare preparati per la stagione che verrà a cominciare con l’iniziativa “vignetta” di modo che si permetta di transitare al Maddalena solo a chi veramente ne ha diritto”.

Giacomo F. Rinaudo - Ufficio Legale AstraCuneo: “È in programma una riunione transfrontaliera prima dell’autunno, che coinvolga tutte le istituzioni di Italia e Francia, come già avvenne lo scorso anno per discutere dei problemi e proporre soluzioni. Non dobbiamo perdere l’abitudine di relazionarci per pianificare una più efficiente gestione del colle”.

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ANNO 9 | NUMERO 2 | LUGLIO 2018


ANNO 9 | NUMERO 2 | LUGLIO 2018

È TUTTA UNA QUESTIONE DI PRIVACY Dal 25 Maggio 2018 è entrato in vigore il Regolamento UE n. 679 del 2016, noto come GDPR (General Data Protection Regulation), relativo alla disciplina del trattamento e della protezione dei dati, tali da intendersi qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata e/o identificabile. Nelle dinamiche imprenditoriali, la normativa richiamata assume particolare rilevanza nei rapporti di lavoro con i singoli dipendenti, nonché, seppur in via indiretta, nelle relazioni interaziendali che presuppongono inevitabilmente l’interazione tra persone fisiche, quali ad esempio legali rappresentanti, soci amministratori e/o dipendenti, con i quali si ha a che fare quotidianamente utilizzando contatti telefonici e indirizzi di posta elettronica. Rispetto al codice emanato con il D. Lgsl. 30 Giugno 2003 n. 196, il Regolamento Europeo pone con forza l’accento sulla responsabilizzazione (cd. accountably nell’accezione inglese) di titolari e responsabili, ossia dei soggetti chiamati a determinare le finalità e i metodi di trattamento dei dati personali raccolti. L’onere gravante sui medesimi si esplica mediante l’adozione di norme comportamentali volte a garantire uno standard minimo di sicurezza nella conservazione e nel trattamento dei dati in questione, nonché nella redazione e compilazione di appositi documenti al fine di comprovare l’assolvimento degli obblighi previsti dalla normativa. Da un punto di visto operativo, si richiede la divulgazione di apposite informative volte ad illustrare in modo chiaro le finalità e le modalità dei singoli trattamenti, nonché l’implementazione di specifiche misure di sicurezza di matrice tecnico – informatica, miranti alla tutela dei dati conservati su supporti informatici e l’adozione di apposite linee guida per la tutela delle informazioni raccolte su formato cartaceo. Sotto la lente d’ingrandimento del legislatore europeo permangono particolari categorie di dati personali, vale a dire i già noti “dati sensibili”, ossia quelle informazioni volte a rilevare lo stato di salute, l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, l’appartenenza

sindacale, nonché il credo religioso, per il cui trattamento sono previsti oneri più stringenti essendo richiesto l’ottenimento di un consenso specifico per singole finalità che devono essere specificatamente indicate. Oneri di maggiore rilievo sono posti in capo alle imprese e alle organizzazioni che hanno più di 250 dipendenti per i quali diventerà obbligatorio redigere un “Registro dei Trattamenti” da aggiornare ed esibire in fase di eventuale controllo, al fine di comprovare l’assolvimento degli oneri previsti dalla normativa. Novità significativa è l’introduzione del DPO, cd. Data Protection Officer, figura storicamente già presente in alcune legislazioni europee, costituita da un professionista con competenze giuridiche, informatiche, di risk management e di analisi dei processi. La responsabilità principale di questo soggetto è quella di osservare, valutare e organizzare la gestione del trattamento dei dati personali all’interno di un’azienda, affinché questi siano trattati nel rispetto delle normative privacy europee e nazionali. Tuttavia, stando al dettato letterale del Regolamento in oggetto, detta figura assume rilevanza per le entità che trattino categorie particolari di dati, quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, dati sanitari o di natura giudiziaria. Pur essendo il Regolamento UE n. 679 del 2016 direttamente applicabile nel nostro ordinamento, l’art. 13 della legge 25 Ottobre 2017 n. 163, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 novembre 2017 ed entrata in vigore il successivo 21 novembre, conferiva espressa delega al governo dell’epoca di adottare uno o più decreti legislativi al fine di adeguare il quadro normativo nazionale alle disposizioni della fonte normativa europea in esame. Tuttavia, nonostante i provvedimenti richiamati dovessero essere adottati entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge delega, ad oggi non è stato emesso alcun provvedimento di tal genere. Pertanto, si confida in una presa di posizione nazionale in tempi celeri al fine di avere quindi maggiore chiarezza sulla questione. Sara Demaria

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ANNO 8 | NUMERO 1 | MARZO 2017

Asti-Cuneo, Chiamparino chiede incontro a Toninelli Il Presidente della Regione Piemonte, all’indomani della nomina del nuovo Ministro dei Trasporti non intende perdere tempo sui dossier scottanti della viabilità piemontese: il governatore ha chiesto un incontro a Toninelli per “risolvere questa ferita e vederci quanto prima a Roma”. Un veicolo vuoto, può rientrare presso la sede, nonostante il divieto di circolazione? Il Ministero dei trasporti, rispondendo ad un interpello ha chiarito che qualora un veicolo carico si trovi a 50 km dalla sede aziendale, al momento dell’inizio di un divieto di circolazione fuori dei centri abitati, può regolarmente fruire della nota deroga per il rientro, nonostante, appunto, non circoli a vuoto. Il Decreto sui divieti non specifica infatti come condizione essenziale che il veicolo debba essere privo del carico, poiché potrebbe regolarmente far ritorno presso la propria sede per un eventuale rottura del carico o per essere predisposto ad un nuovo trasporto il giorno seguente. I conducenti professionali extracomunitari sono obbligati ad avere la CQC italiana? La risposta è: dipende. Gli autisti extracomunitari sono tenuti alla conversione della patente di guida, trascorso un anno dall’acquisizione della residenza in Italia. Il medesimo principio vale per i cittadini dell’Unione Europea o del SEE dopo due anni di residenza. Questi ultimi sono quindi assoggettati al medesimo obbligo se la loro patente non presenta limiti di validità amministrativa. È evidente che al momento della conversione sarà opportuno procedere con le pratiche di conversione anche della CQC, di modo da avere un solo documento di guida. Se la patente di origine è scaduta al momento del raggiungimento dell’anno di residenza, o non esistono accordi di reciproca conversione con l’Italia (esempio Albania)? Non ci sono alternative, occorre seguire i corsi e dare gli esami per il conseguimento di CQC italiana.


ANNO 9 | NUMERO 2 | LUGLIO 2018

Soluzioni spagnole per obbligare i camion a viaggiare in autostrada… Il Ministero dello Sviluppo Economico spagnolo, perseguendo nella politica di trasferimento del traffico pesante esclusivamente sulle reti autostradali, al fine di decongestionare le strade stradali, ha pensato di prevedere un parziale rimborso alle imprese di autotrasporto che potrebbe raggiungere fino al 75% delle spese sostenute per i pedaggi. Già oggi la AP68 da Saragozza a Bilbao è l’unica strda possibile per raggiungere e lasciare il capoluogo basco per i veicoli pesanti. Le Associazioni di categoria spagnole, nonostante l’iniziativa preveda tutele per il settore, sono sul piede di guerra. Le Telecamere di Report all’Astra per parlare dell’ASTI-CUNEO Lunedì 16 aprile, è andata in onda su Rai Tre una puntata di Report dedicata al potere dei concessionari autostradali in Italia. La trasmissione d’inchiesta ha ripercorso la cronistoria dell’ATCN. In occasione, il nostro Segretario Guido Rossi ha parlato di cross financing. “Il completamento dell’autostrada, tramite questo meccanismo, è più probabile: si incrocia il finanziamento di un’altra tratta autostradale, la Torino-Milano che viene così allungata nel tempo. Con quei maggiori flussi di cassa il gruppo Gavio potrebbe terminare l’ultimo tratto dell’Asti Cuneo”. Luca Il Segretario Rossi intervistato per Report Chianca, giornalista di Report, ha avuto modo di intervistare anche l’imprenditore e Associato Astra Domenico Monge, che ha esposto i danni che il territorio patisce, in assenza dell’ultimo tronco autostradale. Giacomo F. Rinaudo

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ANNO 9 | NUMERO 2 | LUGLIO 2018

IL DIVIETO zzz

DI RIPOSO A BORDO DEL MEZZO VALE PER TUTTI! ANCHE IN ITALIA…

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A seguito della sentenza emessa dalla Corte di Giustizia Europea in data 20 Dicembre 2017, l’Italia si è allineata all’orientamento europeo che ha sancito il divieto ai conducenti di effettuare i periodi di riposo settimanali regolari a bordo del veicolo. Secondo le motivazioni addotte dalla Corte nella pronuncia sovracitata, la cabina di un camion non fornirebbe condizioni di alloggio idonee e adeguate allo svolgimento del suddetto riposo, contrastando manifestatamente con l’obiettivo del miglioramento delle condizioni di lavoro dei conducenti perseguito dal Regolamento CE n. 561 del 2006. La sentenza citata ha avvalorato la prassi legislativa di alcuni Paesi Europei, quali Francia, Belgio, Germania, Regno Unito e Spagna, che ormai da qualche tempo, vietavano di effettuare il riposo di almeno 45 ore settimanali in cabina. Il 30 Aprile 2018, il Ministero dell’Interno, rilevata nel nostro ordinamento la mancanza di una specifica sanzione per tale violazione, ha emesso la circolare prot. n. 3530 volta all’introduzione di un apparato sanzionatorio per gli autisti che svolgono il riposo regolare settimanale all’interno del camion. Pur restando in attesa di uno specifico provvedimento legislativo, la citata circolare ha voluto fornire specifiche indicazioni agli agenti accertatori affinché i medesimi possano essere appositamente istruiti al momento dell’accertamento dell’infrazione in oggetto. In pratica, si raccomanda agli organi di controllo di considerare il riposo settimanale regolare svolto a bordo del camion quale riposo non effettuato. Ne deriva che la sanzione da applicare all’autista sorpreso a svolgere detto riposo nella cabina del camion sia quella prevista dall’art. 174,

comma 7, del C.d.S., nell’ipotesi più grave indicata nel terzo periodo (mancato rispetto nei limiti prescritti per il 20%), ovvero del pagamento di una somma di denaro da Euro 425,00 ad Euro 1.701,00, importo che è di un terzo, quando la violazione venga commessa dopo le ore 22 e prima delle ore 7 (art. 195, comma 2 bis, C.d.S.), con il ritiro temporaneo dei documenti di guida e l’intimazione a non riprendere il viaggio fino al completamento del prescritto riposo nella modalità corretta. La violazione, precisa il Ministero, può essere contestata esclusivamente al momento della commissione, ossia in flagranza, laddove l’autista venga sorpreso fisicamente a svolgere il riposo settimanale a bordo del veicolo. Inoltre, considerato che il Reg. CE 561/2006 prescrive (almeno fino ad oggi) al conducente di usufruire di almeno un riposo settimanale regolare di 45 ore nell’arco di due settimane consecutive, l’infrazione potrebbe essere rilevata dall’esame dei dati tachigrafici. Se ad esempio il conducente controllato ha effettuato sole 12 ore di riposo, nel momento in cui subisce la verifica, l’unico modo per sapere se egli si stia apprestando alla fruizione di un riposo settimanale regolare, piuttosto che di un semplice ridotto da 24 ore, è proprio l’analisi dei tracciati tachigrafici, che sveleranno se la settimana antecedente l’autista avesse fatto 45 ore o meno. In ogni caso, si può ragionevolmente escludere che gli organi accertatori possano richiedere l’esibizione di fatture e scontrini volti a comprovare che il riposo settimanale regolare sia stato usufruito al di fuori del veicolo. Sara Demaria


ANNO 9 | NUMERO 2 | LUGLIO 2018

Fatturazione elettronica acquisto carburante La fatturazione elettronica per i benzinai slitterà al 2019, come per tutte le altre categorie, ed è questo il motivo per cui è stato revocato lo sciopero che sarebbe dovuto scattare la sera di lunedì 25 giugno. Di seguito le parole del ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio: «Abbiamo assicurato ai benzinai che rinvieremo la fatturazione elettronica che dovrà partire quando le categorie saranno pronte. Per noi una data ragionevole è il 1 gennaio 2019. In queste ore al ministero dell’Economia stanno scrivendo la norma che entrerà nel decreto dignità; i benzinai sono una delle categorie cavia della fatturazione elettronica. Noi crediamo in questo strumento ma devono essere messi nelle condizioni di affrontare la sfida della digitalizzazione mentre ora vengono solamente obbligati». Conclude Di Maio: «Questo mi sembra l’approccio giusto per aiutare la categoria e creare strumenti per le altre. In Italia quando si digitalizza bisogna sostituire e non aggiungere. Quindi ci premureremo che si tratti di una agevolazione e non di un ennesimo adempimento».  Il nuovo adempimento, ricordiamo, prevede che gli unici metodi consentiti per l’emissione/ricezione delle fatture di acquisto/cessione gasolio siano: • sistema di interscambio (SDI) disponibile dal sito dell’Agenzia delle Entrate (il codice dev’essere richiesto sul sito www.fatturapa.gov.it); • tramite PEC; • tramite HUB Service per gestionali che lo prevedono.

Ricordiamo che ai fini della deducibilità del costo e della detraibilità dell’Iva è necessario utilizzare mezzi di pagamento idonei, quindi bonifico bancario o postale, gli assegni bancari e postali, l’addebito RID in c/c, l’utilizzo di carte di credito, di bancomat e carte prepagate oltre alle carte carburanti che vengono rilasciate dalla compagnia petrolifera. Nella tabella in fondo riepiloghiamo le casistiche di acquisto gasolio e le modalità di fatturazione /pagamento necessarie per la deduzione del costo e la detraibilità dell’Iva. Tuttavia, in questo contesto molto incerto, sarà nostra premura tenervi aggiornati su eventuali novità. Deduzioni forfettarie spese non documentate L’agenzia delle Entrate non si è ancora espressa in merito agli importi delle spese non documentate per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore, che le società di persone o di capitali, che adottano il regime contabile semplificato o ordinario per opzione, possono dedurre dal reddito d’impresa. Un ritardo ormai cronico visto che lo scorso anno la Circolare è stata pubblicata il 4 di luglio, quindi oltre la scadenza per il versamento delle imposte (30 giugno- ma che per il 2018 slitta a lunedì 02 luglio) mettendo in difficoltà aziende e commercialisti. Sarà nostra premura informarvi appena la Circolare dell’A.E sarà disponibile.

l’Angolo

FISCALE

Benzina/gasolio per autotrazione Acquisto contestuale carburante e altri beni Lubrificanti e altri beni per veicoli Altri tipi di carburante Carburante non per autotrazione (es. per riscaldamento)

MODALITÀ FATTURAZIONE Possibile proroga al 01.01.2019 Possibile proroga al 01.01.2019 Fatt. cartacea fino al 31.12 Fatt. cartacea fino al 31.12 Fatt. cartacea fino al 31.12

Martina Pettavino

MODALITÀ PAGAMENTO Mezzi idonei (no contante) Mezzi idonei (no contante) Mezzi idonei (no contante) Mezzi idonei (no contante) Qualsiasi modalità

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ANNO 9 | NUMERO 2 | LUGLIO 2018

GIOVANI CONDUCENTI SEMPRE PIÙ RICERCATI

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"La capacità di apprendere più velocemente dei vostri concorrenti potrebbe essere il solo vantaggio competitivo che avete" Arie De Geus (autore di "L'azienda del futuro")

Mettere in contatto il mondo del lavoro ed i giovani è difficile, da sempre, ma riavvicinarli ad un mestiere come quello di autista professionale, sta diventando quasi un’utopia. Il quadro è confermato dalle statistiche degli esami delle patenti effettuati nel 2017. Da i dati analizzati si può notare una diminuzione drastica delle prove di esame delle patenti C passate da 39.070 a 35.048, il che vuol dire che ben 4000 persone in meno hanno pensato di intraprendere questa strada e di cimentarsi nel percorso di acquisizione dell’abilitazione di guida di un veicolo superiore alle 3,5 tonnellate. Doveroso è ricordare che, con il recepimento nel nostro ordinamento della direttiva 2003/59/CE del Parlamento Europeo, oltre alla patente C, per diventare un autista professionale si doeve conseguire anche la cosiddetta CQC (Carta di Qualificazione del Conducente) con un ulteriore dispendio di tempo e soprattutto di risorse economiche. Ecco che si realizza così un paradosso: da un a parte l’offerta di lavoro per una categoria professionale sempre più ricercata, e dall’altra una domanda che stenta ad arrivare, a rispondere cioè alle esigenze del settore, date le difficoltà di districandosi tra corsi di formazione ed esami. Il problema esiste: degli oltre 775.000 titolare di Carte di Qualificazione del Conducente, 750.000 circa sono autisti che non si possono assolutamente far rientrare nella categoria giovani. Inoltre negli ultimi dieci anni l’offerta si è ridotta di oltre 180.000 unità, che richiedono dunque di essere colmate da nuovi conducenti, insomma dalle nuove leve. Proprio per affrontare questo problema l’Albo Nazionale degli Autotrasportatori, insieme alle Associazioni di categoria nazionali, al Ministero dei Trasporti, al Ministero dell’Istruzione e a quello del Lavoro, si è impegnato in un importante progetto per incentivare l’occupazione giovanile nel settore dell’auto-


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trasporto. All’organizzazione dell’iniziativa hanno contribuito anche importanti partner, come i costruttori dei veicoli e il mondo delle autoscuole e degli enti formativi. Ha quindi preso vita nei primi mesi dello scorso anno (2017) il Progetto Giovani Conducenti che si poneva come obbiettivo quello di selezionare giovani tra i 18 e i 29 anni da avviare a percorsi formativi finanziati al 80 % dall’Albo Autotrasportatori per l’acquisizione della CQC, necessaria per condurre veicoli adibiti al trasporto di merci per conto di terzi, nonché al fine di promuovere successivi tirocini formativi presso aziende di autotrasporto della durata di 6 mesi. Il successo di tale iniziativa si è riscontrata fin da subito, con il raggiungimento di 2.500 domande. L’elevato numero di adesioni ha spinto l’Albo a rifinanziare il progetto con ulteriori 3 milioni di euro, lo scorso dicembre. In questo modo è stato possibile sovvenzionare tutte le domande risultate idonee (inizialmente si erano riuscite a finanziare solo le prime 500 richieste).

Oltre al superamento dell’ostacolo economico, c’è però ancora da lavorare sulla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e sulla valorizzazione della predetta professione in modo da abbattere i tanti pregiudizi che si sono creati per questa categoria, andando a sensibilizzare ed a riconoscere nei confronti delle nuove generazioni il valore di un mestiere impegnativo, ma anche in grado di restituire adeguate soddisfazioni dal punto di vista economico e professionale. È ormai evidente che sono necessarie diverse e molteplici competenze sia per guidare i nuovi veicoli sempre più tecnoligici, che non hanno più nulla a che vedere con i vecchi camion del passato, sia per stare al passo con i nuovi recepimenti normativi, spesso di natura comunitaria i quali richiederanno dei lavoratori sempre più flessibili, qualificati e responsabili. Luca Viada. Responsabile IRFO Istituto di Ricerca e Formazione

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ASTRA ANCHE A TORINO!

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Avvicinarsi alle aziende associate è un obiettivo che l’Associazione AstraCuneo sta perseguendo ormai da più di due anni. La scelta di offrire consulenza ed assistenza alle imprese partendo da una presenza fisica presso la loro sede o in un ufficio distaccato è una prerogativa indiscutibile per migliorare il servizio ed aumentare l’efficienza. Così grazie alla preziosa collaborazione di Apsaci e al disponibile apporto professionale della Segretaria Generale Sara Zanella, così come della Presidentessa Ivana Cecconi, l’Astra, oggi può fruire di un Ufficio integrato nella sede dell’Associazione piemontese degli spedizionieri, autotrasportatori e corrieri, in Corso Unione Sovietica 612 a Torino. Con cadenza settimane, un esperto giuridico dell’Ufficio Legale Astra riceve infatti imprese e dirigenti d’azienda al fine di fornire un diretto contributo consulenziale. Il mondo sindacale e delle controversie in ambito lavorativo, l’analisi dei tracciati tachigrafici e della generale attività delle imprese, la verifica dei requisiti necessari per l’effettuazione di servizi di trasporto internazionale, la programmazione di corsi di formazione specialistici per ottemperare alle vigenti normative: l’Ufficio Legale è a completa disposizione, previo appuntamento, per poter accogliere le imprese associate, nonché chi fosse interessato ad entrare in relazione con il mondo Astra. Grazie quindi alla speciale interazione ed intesa con l’amica Apsaci, intensificando così il rapporto tra realtà territoriali della Confederazione Confetra, la nostra associazione, a partire dallo scorso gennaio, si propone di dare un punto di riferimento alle “ditte” del circondario torinese. Una sfida, una scommessa che abbiamo tutta l’intenzione di vincere, per proporre sempre qualcosa di utile e di nuovo, migliorare e migliorarci.

LA COMUNICAZIONE ASTRA PASSA SU WHATSAPP A partire da maggio 2018 tutte le informazioni sulla viabilità, l’organizzazione di corsi di formazione e le novità del settore passano tramite l’applicazione whatsapp. Astra abbandona infatti il tradizionale invio degli sms, che resta attivo solo per gli associati che sono sprovvisti dell’applicazione per smartphone. Assicurarsi di riceve le comunicazioni Se da un po’ di tempo non ricevete più messaggi dall’Astra occorre correre ai ripari. Non avete whatsapp? Allora richiede all’Associazione che il vostro numero sia inserito tra quelli che continueranno a ricevere gli sms, così come è sempre stato. Avete whatsapp, ma non ricevete comunque nulla da Astra? Allora assicuratevi di aver salvato nella vostra rubrica il nostro numero di cellulare. Chiamando l’Ufficio legale, Giacomo Rinaudo vi fornirà il numero di telefono.


colazioni pranzi di lavoro cene su prenotazione LUGLIO 2018

cerca giovani 11 Fissazione del carico? Nessuna modifica, più controlli 13 Speciale CCNL: Ammesso il lavoro a chiamata 14 Speciale CCNL: Adesso l’autista può caricare e scaricare 15 Tempi di guida e di riposo: si va verso importanti cambiamenti? 17 La rubrica legale: Risvolti penali della manomissione

18 19 20 22 25 26 28

cena di pesce fritto misto alla piemontese cena di antipasti cena ai porri cena di lumache cena di pesce bagna cauda fritto misto cena di antipasti cena di pesce fritto misto bagna cauda cena di pesce

29 30 32

è il tuo compleanno? ti offriamo pranzo!

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tessera caffè: al completamento due caffè offerti l’informazione dell’autotrasporto

è il tuo onomastico? ti regaliamo un aperitivo!

cene a tema ed eventi

6 Lavoro a tempo indeterminato

Identikit: Danilo Toninelli Identikit: Ivano Russo Le solite fatiche del tenda... Finalmente è estate al Maddalena È tutta una questione di privacy Lo sapevi che... Il divieto di riposo a bordo del mezzo vale per tutti! Anche in Italia L’angolo fiscale Giovani conducenti sempre più ricercati Astra anche a Torino La comunicazione passa su Whatsapp

6 ottobre 20 ottobre 10 novembre 24 novembre 11 dicembre 15 dicembre 14 gennaio 21 gennaio 2 febbraio 16 febbraio 2 marzo 16 marzo 6 aprile

2018/19

2 Nuova area, nuovi servizi

ticket restaurant

in questo numero :

si accettano

ANNO 9 | NUMERO 2

per info e prenotazioni: 0171/1713872 339/7982695


associazione trasportatori

ANNO 9 | NUMERO 2

ASTRANOTIZIE PERIODICO DI ASTRACUNEO ASSOCIAZIONE TRASPORTATORI

LUGLIO 2018

Direzione, agenzia pubblicitaria, redazione: Via della Motorizzazione 11/15 ∙ 12100 Cuneo Tel: 0171.413978 - 0171.413124 Mail: info@astracuneo.it Dir. Resp: Andrea Caponnetto Iscr. Trib. Cuneo n. 623 del 26/03/2010 Layout e impaginazione: Kunst.studio ∙ Savigliano (Cuneo)

SEDE DI CUNEO: Via della Motorizzazione 11/15 - 12100 Cuneo TELEFONO: 0171.41.39.78 - 0171.41.31.24 / FAX: 0171.41.25.87 ORARIO DA LUNEDÌ A VENERDÌ: Mattina 8.30-13.00 Pomeriggio 14.00-18.00 SABATO MATTINA: 8.30-12.30 E-MAIL: info@astracuneo.it - info@astraservizi.it SEDE DI ALBA: Corso Bra 30/1 Fr. Mussotto - 12051 Alba (CN) TELEFONO: 0173.23.28.80 ORARIO DA LUNEDÌ A VENERDÌ: Mattina 9.00-13.00 Pomeriggio 14.00-18.00 E-MAIL: alba@astraservizi.it

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50 10 15 ASTRA45 E RADDOPPIA 20 ASTRA 40E RADDOPPIA 35 30 25 l’informazione dell’autotrasporto

Astranotizie - Luglio 2018  

L'informazione dell'autotrasporto - Anno 9, Numero 2 - luglio 2018

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