Issuu on Google+


II

ANNO II - NUMERO 3

DEMONTE VINADIO E

CHIEDONO ALLA POLITICA LA CIRCO di Andrea Caponnetto

meccanico, come ne possono accadere tanti vista la frequenIl problema, fuor di metafora, za di mezzi pesanti che transiè a monte: l’unica via di comu- tano sul territorio dei nostri nicazione tra Cuneo e il Colle comuni – dicono i portavoce della Maddalena è l’arteria che del Sidav -. Ma questo mette a taglia in due Demonte e che sul maggior ragione in evidenza la territorio comunale porta il grave carenza della viabilità in nome di via Martiri. Quando Valle Stura: ancora una volta i non vi sono alternative ad una concentrici di Demonte, Aisone rotta, lo sanno bene i camioni- e Vinadio finiscono in una sti che della strada hanno fatto morsa che danneggia questi un mestiere, o quella strada è territori e questa gente, provasempre perfettamente a posto, ti da un passaggio costante di oppure si ingenerano una serie mezzi pesanti, da un traffico di eventi a catena, che parten- inadeguato per dei centri mondo dalla problematica viaria tani, che causa rumori, smog, e investono anche il mondo del- disagi». l’economia, che sempre di più Si tratta di un nodo decisivo ed corre su gomma e risente della imprescindibile per la crescita generalizzata crisi dei mercati e lo sviluppo di una provincia, e del settore industriale e arti- un tema sul quale si sta dibatgianale. tendo da troppi anni senza Che fare, dunque, a Demonte, arrivare ad una soluzione quando la strada si blocca? La sostenibile e definitiva. Molte profezia che si autoadempie, riflessioni su carta, budget ipomorale conclusiva di qualsiasi teticamente investibili (e rigopensiero negativo, è andata in rosamente mutabili nel tempo, scena a fine marzo: un guasto così come i costi previsti) e meccanico ha messo fuori uso innumerevoli voli pindarici un un tir destinato al trasporto proposti dalla politica in questi dell’acqua Sant’Anna nel bel anni non hanno dato risposte mezzo della carreggiata. Si era concrete: parole che poco proprio nel centro del paese: lo hanno a che spartire con il stop forzato ha causato il bloc- pragmatismo di chi deve realizco del traffico nei due sensi di zare vie di comunicazione, colmarcia per circa due ore. In legare popoli, favorire il comquel lasso mercio e d i l o ESTATE BOLLENTE tempo scamsono bio di rimapros t i dotti, fermi restiuna sest u i r e santina di s o n n i camion da e per Cuneo. Alcuni tranquilli ai residenti di tre mezzi pesanti sono riusciti a borgate. superare l’abitato passando LA BATTAGLIA ESTIVA per la ex strada militare, men- Nei mesi di luglio il Comitato tre le autovetture hanno evita- Sidav è tornato a riunirsi, forte to l’ostacolo inerpicandosi per di un gruppo di sindaci coesi e i vicoli del paese. Altri tir al battaglieri, a cui si aggiunge la lavoro per conto dell’acqua Comunità montana e una Sant’Anna si sono fermati sul importante fetta di opinione piazzale dello stabilimento in pubblica locale. Il gruppo regione Roviera di Vinadio. allarga le fila e comincia ad PRIMA SOLLEVAZIONE. avere un peso non trascurabiNei giorni successivi all’episo- le, tanto che anche la stampa dio forte più che mai si è fatta locale ha cominciato a dare sentire la protesta del Comitato voce alle preoccupazioni della Sidav, il movimento attivo da valle. «Se Dante fosse vissuto diversi mesi sul territorio per in questi anni avrebbe aggiunto promuovere sui tavoli della il girone infernale delle circonpolitica la realizzazione delle vallazioni»: anche Sergio varianti di Demonte, Aisone e Giraudo parla fuori di metafoVinadio (DAV). ra, per raccontare il disagio «La causa dell’episodio è stata quotidiano del passaggio dei tir banale, un normale guasto lungo la strada che taglia in

Tir in aumento a causa del forte traffico commerciale locale

Traffico in valle Stura. i cittadini hanno capito che non possono prendersela con chi lavora. Ora il fronte comune si sposta sulle infrastrutture (che non ci sono)

due l’abitato di Demonte. Ogni camion quasi oscura i portici, sembra togliere quel po’ di luce ad ogni passaggio: una strada, quella del colle della Maddalena, da sempre votata al traffico internazionale, che deve però essere ripensata (o meglio sostituita) da arterie più adeguate al traffico attuale. Giraudo è portavoce del movimento a favore delle varianti di Demonte e Aisone. Ha coordinato per tutta l’estate le manifestazioni e le iniziative del gruppo. «Rispetto all’anno scorso - racconta - riscontro un aumento del traffico pesante. Probabilmente i trasportatori si sono accorti che è più conveniente percorrere il colle della Maddalena, piuttosto che pagare al Monte Bianco o al Frejus». L’11 di agosto è stato il giorno della discesa in piazza, che ha bloccato la statale 21 per due ore: il popolo della Valle stura al seguito del comitato ha voluto dare un segnale forte alla politica. È chiaro che il mondo istituzionale oggi non può più ignorare il problema valico della Maddalena, di cui abbiamo trattato con aggiornamenti periodici sin dal primo numero di Astranotizie, 18 mesi fa. IL PROGETTO ARENATO Oggi che le casse della Provincia sono risicate, che gli enti locali non vantano parti-

colari risorse a questa voce, che le Comunità montane, se non spariscono, sono destinate a restare presidi di servizio, qualsiasi aspettativa di realizzazione parrebbe utopistica. Ma il comitato non molla e se, come dicono molti analisti economici, la crisi si può combattere solo riportando lavoro e rilanciando grandi opere nazionali e infrastrutture, il Sidav alza la mano e si dispone in prima linea per potersi garantire la circonvallazione. C’è un’intera valle che aspetta da anni la sua variante e servono urgentemente delle risorse per non far perdurare l’attesa,

mascherandola nuovamente dietro una scusa (la crisi). «Il progetto definitivo della variante di Demonte, o meglio l’ultima versione di questo intervento non è ancora finanziato, purtroppo. E intanto i tir continuano a passare davanti alle case» prosegue Giraudo. «La decisione è politica - dice Silvio Rosso, altro membro del comitato Sidav -. Bisogna trovare le risorse per chiudere questo progetto: la competenza spetta a Regione e Anas, le risposte devono arrivare da Roma».

IL

CA

GANCIA: «CHE NE DITE DEL SIDAV: «BASTA “SPARATE”, Movimento 5 stelle e comitato contro A settembre è giunta una nuova proposta dalle sale dei bottoni, che ha fatto imbestialire il comitato Sidav: il senatore Giuseppe Mernardi ha reso nota con una lettera la posizione della presidente della Provincia Gianna Gancia, fattasi promotrice del rispolvero di un vecchio progetto autostradale che avrebbe dovuto collegare Cuneo e Sisteron. L’arteria autostradale prevista, con una spesa di 4 miliardi di euro, prevede l’ingresso in galleria all’altezza di Pietraporzio. La notizia ha seminato lo sgomento in valle Stura: «Anas ci dice che non ci sono soldi per realizzare alcun progetto. La Provincia avanza nuove, fantasiose proposte quando c’è già un piano chiaro avviato da tempo per liberare la valle dall’invasione dei


ANNO II - NUMERO 3

AISONE

NVALLAZIONE L’ESTATE DEL SIDAV IL COMITATO DELLA VALLE STURA PROTESTA E SCENDE IN PIAZZA IN ATTESA DI RISPOSTE CONCRETE LA LETTERA A COTA Il presidente della Regione Roberto Cota, la presidente della Provincia Gianna Gancia, i presidenti di Camera di Commercio, Unione industriale e di Astra, Anas e gli onorevoli Bartolomeo Giachino (sottosegretario ai Trasporti) e Teresio Delfino hanno ricevuto dal portavoce del Sidav Sergio Giraudo questa comunicazione. Il Comitato per la realizzazione della circonvallazione di Demonte, Aisone, Vinadio (SI DAV), con la presentazione dell’ipotesi alternativa all’attuale progetto preliminare, voluto dalla Provincia di Cuneo e dalla Regione Piemonte, considera esaurita la fase interlocutori. Valuta altresì, visto che tutte le parti istituzionali e associative interessate considerano prioritaria e non più procrastinabile la soluzione delle varianti di Demonte, Aisone, Vinadio, che sia opportuno e non più rinviabile la definizione di un percorso rapido e chiaro per giungere ad una conclusione condivisa, a partire dalla disponibilità delle Istituzioni e degli Enti in indirizzo a reperire le risorse necessarie per la progettazione definitiva.È evidente che ulteriori rinvii per arrivare alla fine di una situazione divenuta insostenibile non potranno che avere risposte adeguate da parte dei cittadini.

SO

LA CUNEO-SISTERON?» CI SONO ALTRE URGENZE» la proposta della presidente provinciale mezzi pesanti. Questa bizzarra situazione ha tutta l’aria di essere una “sparata”, che suona come una presa in giro» dice il sindaco di Demonte Mario Bertoldi. Sul tema hanno anche preso posizione anche il consigliere regionale cuneese dei “Cinque stelle” Fabrizio Biolè e il responsabile del movimento: «Questa gente attende da anni un progetto esecutivo. Ma Gancia bypassa il confronto con gli enti territoriali e si spende in maniera autoritaria per un progetto tanto vecchio quanto oneroso. È una mancanza di rispetto nei confronti di questa emergenza e di questa valle». «Sembriamo una “valle a perdere”, interessata solo dall’esercizio retorico della politica» la posizione di Giraudo, che non molla il tiro e minaccia nuove manifestazioni pubbliche.

III Russo: «Abbiamo un progetto che costa la metà, fidatevi di noi» Cerato: «La SS 21 ha bisogno di manutenzione costante e qualificata»

Pasero: «Strada fondamentale per l’economia delle imprese cuneesi»

Parola ai camionisti: un passaggio obbligato La politica, tra retorica, boutade e programmi, si esprime sulla circonvallazione di Demonte con punti di vista anche molto distanti, non solo per ragioni partitiche. Una posizione, anche se frastagliata all’interno, ce l’hanno gli abitanti e il comitato che cerca di raccoglierne le voci per tradurle in un coro di opinione e protesta che sappia però anche interloquire con le istituzioni. Ma cosa ne pensano i camionisti e i titolari delle imprese di autotrasporto? La gente ha capito che non ce la si può prendere con chi lavora, che non si può frenare un’attività economica così centrale per la Granda. Allo stesso tempo anche i camionisti hanno una loro posizione sul tema, costretti da anni a restringersi nell’imbuto cittadino e obbligati a battere le rotte montane perché l’alternativa per la Francia e la Spagna comporta, passando dalla Liguria oltre 100 km in più. «Oltre alla lunghezza del percorso, circa novanta minuti in più per chi va a Marsiglia, constatiamo che nel consumo di gasolio si risparmia passando dal colle piuttosto che dall’autostrada: questo conferma il Maddalena come un’arteria imprescindibile per le imprese della Granda - rivela il vice-presidente di Astra Diego Pasero -. Meno chilometri, meno consumi, meno ore di lavoro (che in tempi di controlli rigidi sui tempi di guida vuol dire anche evitare sanzioni): è un toccasana della nostra economia». «La strada in molti punti sta subendo un cedimento strutturale, avrebbe bisogno di una costante e qualificata manutenzione. Gli ultimi 3/4 incidenti registrati tra Vinadio e Gaiola, infatti, non sono imputabili a sole negligenze dell’autista. Occorre investire anche in opere di consolidamento adeguato» dice il consigliere di Astra Livio Cerato. Un paio di anni fa in centro a Demonte era stato steso un nuovo strato di manto stradale, approfittando di alcuni lavori che era necessario fare a delle tubature. Sotto l’asfalto era stato sistemato uno strato di cemento, che avrebbe dovuto attutire le sollecitazioni dei mezzi pesanti. Invece nelle settime successive i vicini negozi e le abitazioni che

davano sulla strada cominciarono a notare un potenziamento delle vibrazioni: «Allora la colpa fu subito data ai camionisti con levate di scudi e proteste, ma poi si scoprì che era proprio la nuova conformazione stradale a scaricare sui lati le sollecitazioni dei mezzi pesanti – racconta il vice-presidente -. Lì cominciò il primo movimento di protesta sui temi della viabilità in valle Stura. Il Sidav ne rappresenta oggi una naturale evoluzione». Come mai sono aumentati i mezzi in transito? «Inutile nascondersi. L’acqua Sant’Anna è ormai una realtà decisiva nel comparto industriale della provincia, dà posti di lavoro e porta sviluppo. Ma è innegabile che rispetto a 10 anni fa la grande differenza sul traffico di Demonte la fanno i camion dello stabilimento di Vinadio, che per lo più scendono a valle per trasportare milioni di bottiglie» l’opinione di Pasero. Quando ci sarà la circonvallazione però saranno tutti d’accordo? «La sensazione che si ha è che si vogliano fare cose complicate e costose, che poi diventano irrealizzabili. Questa è purtroppo la storia delle insfrastrutture negli ultimi 40 anni in provincia di Cuneo, un territorio penalizzato rispetto al altre realtà, dove la mancanza di fondi è diventata un problema cronico» continua Pasero. «Realizzare le infrastrutture non è un compito semplice. Ma spesso oltre alle questioni finanziarie si aprono altre problematiche: dare vita in questo caso alla circonvallazione vorrà dire privare sì i centri del passaggio dei camion ma anche di molte autovetture. So che qualche commerciante a riguardo storce il naso...» conclude il vicepresidente. Infine la posizione del direttivo Astra: «Noi trasportatori non siamo nè architetti nè ingenieri e non vogliamo prendere posizione sui temi tecnici. Pare ci sia una nuovo progetto meno dispendioso: da parte della categoria l’invito alla politica è di procedere, per dare risposte concrete alle esigenze della valle e degli utenti della strada».


IV di Andrea Caponnetto IL PRIMO COSTA TROPPO IL SECONDO È ANCORA DA PROGETTARE Non bastano le difficoltà economiche a tormentare la valle, privandola di un asse viario fondamentale. Covano ancora sotto le contestazioni e le prese di posizione sul tema, attriti mai sopiti in merito alle misure progettuali da adottare. Esiste un vecchio progetto, rinnovato negli anni già passato al vaglio della conferenza dei servizi e in mano ad Anas. Si staglia sulla destra rispetto alla Statale 21 (procedendo verso Argentera) e prevede un mastodontico intervento di perforazione della montagna. Costo dell’opera, intorno a 100 milioni di euro. Esiste poi, avallato dalla Provincia, un progetto similare, che però va a “risparmiare” galleria (e quindi scavo nella montagna) a favore di un sistema di viadotti più ampio, ma chiaramente meno costoso. La stima di realizzazione di questo progetto si aggira intorno ai 50 milioni di euro, ridimensionando alla metà il costo dell’iniziale investimento. Questo intervento supera l’abitato passando alla sinistra della Statale (vedi mappa a lato). Tra i membri del comitato Sidav alcune posizioni sono evidentemente a favore del primo progetto, che comporterebbe meno disagi alla popolazione locale. «Vorrei si convincessero tutti e facessero fronte comune con me e con la Provincia per portare a termine questa seconda ipotesi – dice l’assessore provinciale Russo -. Per quanto complicato oggi raggranellare tutti quei soldi, su un progetto da 50 milioni possiamo cominciare a ragionare. Sull’altro diventa impensabile qualsiasi soluzione concreta, dobbiamo farcene una ragione e capire in che epoca stiamo vivendo». Russo considera valide le forme di protesta che hanno favorito un concentrarsi dell’attenzione mediatic e politica sulla Statale 21, ma è convinto che con i “picchetti” non si vada da nessuna parte. «Ricordiamoci che la vera sfida è il reperimento dei fondi: ridurre le gallerie e ampliare i viadotti, dimezzare i costi dell’intervento, era la prima ed inevitabile tappa del percorso di revisione di quell’opera ciclopica, anacronistica rispetto alle esigenze dell’economia attuale» conclude l’assessore. Il problema ora resta il milione di euro abbondante (ancora non racimolato) che sarebbe destinato solamente per stesura del nuovo progetto, in perfetta sostituzione di quello precedente già realizzato e spesato ma di fatto abortito.

ANNO II - NUMERO 3

LE DUE SOLUZIONI PER LA CIRCONVALLAZIONE DI DEMONTE, IN ATTESA DEI FINANZIAMENTI

[foto ufficio tecnico Anas Roma]

TRACCIATI E COSTI a confronto

La Statale 21 “del colle della Maddalena” fa parte di un collegamento transalpino tra l’Italia e la Francia. Inizia a Borgo S. Dalmazzo e percorrendo la valle del fiume Stura di Demonte arriva al valico del colle della Maddalena al confine italo-francese. La strada prosegue in territorio francese lungo la valle del torrente Ubayette. La 21 è percorsa oltre che da traffico leggero anche da traffico pesante e commerciale generato dagli insediamenti turistici ed industriali presenti nella valle dello Stura. In Comune di Demonte la Statale attraversa il centro abitato con una carreggiata a sezione ridotta e presenta strettoie e curve di piccolo raggio. Pertanto attualmente la circolazione dei veicoli avviene con difficoltà (scarsa fluidità e livelli di sicurezza non adeguati). Il traffico di attraversamento determina inoltre un impatto ambientale critico sul centro abitato. Pertanto la variante esterna a Demonte è stata inserita nel Piano degli investimenti Anas. Per la realizzazione della nuova infrastruttura non risulta attualmente assegnato alcun finanziamento.

GALLERIA DI 2 KM, COSTO 100 MILIONI Nel 2008 Anas ha redatto un progetto preliminare, condiviso con gli enti locali, di una variante alla Statale 21, esterna la centro abitato di Demonte, di categoria C1 (una corsia per senso di marcia, ciascuna larga 3,75 m, e due banchine laterali, ciascuna larga 1,5 m). Il progetto si sviluppa prevalentemente in galleria nel versante a nord di Demonte. Il tracciato ha una lunghezza di 3,6 km e le opere principali sono: Galleria Demonte lunghezza= 1.805 m; Galleria Demonte 2 lunghezza= 1.265 m; TTO PROGE 8 Viadotto rio Cant: lunghezza= 28 m; 200 Il costo totale dell’intervento è di 98 milioni di euro. Nella planimetria il tracciato del progetto del 2008 è di colore rosa.

GALLERIA DI 500 M, COSTO 55 MILIONI Allo scopo di facilitare il reperimento delle risorse finanziare necessarie, Anas nel 2010, d’intesa con gli enti locali, ha redatto uno studio di fattibilità di una soluzione alternativa a quella del progetto preliminare del 2008 che consente di ridurre notevolmente il costo dell’intervento (l’importo stimato è di circa 55 milioni di euro). L’alternativa individuata si sviluppa a sud di Demonte nel fondo valle e corre prevalentemte in viadotto e rilevato. La lunghezza del tracciato è di 2,1 km e le opere principali sono: Galleria Rilievo Podio lunghezza = 557 m; TTO PROGE 0 Viadotto Demonte: lunghezza= 557 m; 201 Viadotto rio Cant: lunghezza= 239 m; Anas ha presentato lo studio di fattibilità agli enti locali per raccogliere i loro pareri. La Regione Piemonte e la Provincia di Cuneo hanno espresso parere favorevole alla nuova soluzione progettuale, mentre il comune di Demonte ha richiesto ulteriori valutazioni. Nella planimetria il tracciato del progetto del 2010 è di colore giallo. Anas precisa che intende proseguire le attività progettuali sviluppando il piano definitivo del nuovo tracciato individuato, se verrà confermato dagli enti locali.


ANNO II - NUMERO 3

V

C’è l’accordo per il piano valanghe Tecnici al lavoro in vista dell’inverno PIDAV | TAVOLO IN REGIONE, RUSSO PROMETTE UN BANDO ENTRO NOVEMBRE

C'è un accordo per il Piano di intervento per il distacco artificiale di valanghe (Pidav). Come anticipato nell'uscita di luglio di Astranotizie dall'assessore provinciale Roberto Russo, la svolta sul fronte del distacco pilotato delle valanghe è finalmente arrivata. L'incontro del primo agosto con l'assessore regionale all'Ambiente Roberto Ravello ha permesso di definire chiaramente la linea di indirizzo per la realizzazione del progetto, che permetterà, primo caso di ambito pubblico in Piemonte, la caduta artificialmente controllata delle valanghe così da proteggere i fruitori della strada e da ridurre al minimo le chiusure dei valichi (scheda tecnica in basso). Nell'inverno del 2009 il colle della Maddalena era stato bloccato quasi 90 giorni, con un danno ingente sulle aziende di trasporto. TEMPI CERTI, SPARTIZIONE DELLE COMPETENZE Al tavolo di inizio agosto hanno partecipato anche il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino, il sindaco di Argentera Daniele Tallone, oltre a tecnici di Regione, Provincia ed Anas. «Il documento - è il commento dell'assessore Russo - permetterà di strutturare tutte le iniziative collaterali alle azioni di distacco artificiale di slavine ed avrà, come risultato prioritario, la definizione di tempi certi per la riapertura del valico della Maddalena nel periodo invernale». Gli impegni tra le parti sono stati così suddivisi: l'Anas si occuperà della chiusura annuale e della messa in sicurezza della Statale 21 in caso di abbondanti nevicate, in particolare nel tratto dell'alta valle, tra l'abitato di Argentera e il confine di Stato; la Provincia ha raccolto la segnalazione delle associazioni dei trasportatori locali e dei residenti: si farà quindi carico del finanziamento del Piano. La situazione dei valichi alpini della Granda e in particolare della statale 21 del colle della Maddalena, in vista della prossima stagione invernale, era già stata analizzata in un incontro in Prefettura a Cuneo, ad inizio luglio, con il sottosegretario ai Trasporti. In quell'occasione era emersa la necessità della redazione, coordinata fra i vari enti, di un apposito Pidav ritenuto presupposto indispensabile, in caso di nevicate, per rendere percorribile, in tempi brevi e in sicurezza, l'importante arteria viaria di collegamento con la Francia. Il prossimo passaggio sarà la ricerca di un progettista, la Provincia favorirà la stesura di un bando da mandare a gara in tempi stretti: «Sia nella procedura di selezione sia nell'attività progettuale che ne seguirà ho raccomandato ai tecnici e richiederò al progettista incaricato massima celerità - dice l'assessore Russo -. Entro novembre voglio chiudere il piano, così da poter arrivare pronto ai mesi invernali. Poi con un tavolo cercheremo di finanziare l'intervento». LA REGIONE PLAUDE L'INTERVENTO L'assessore regionale all'Ambiente Roberto Ravello ha così commentato l'iter gestito dalla Provincia per la risoluzione del problema: «Si tratta di un accordo di importanza strategica, volto alla predisposizione di un Piano di intervento che consentirà di agire sul distacco delle valanghe in modo da poter garantire la percorribilità, anche nei periodi invernali, e la messa in sicurezza dei tratti montuosi, come la Statale 21 del Colle della Maddalena. Auspichiamo che il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse, inoltre, possa risolvere la questione sotto il profilo economico e della sicurezza». TALLONE ALL'ANAS: «È UNA VOSTRA COMPETENZA» «Il piano di distacco è un'opera fondamentale per noi: riuscire ad effettuare un'azione tempestiva sugli accumuli nevosi è il modo più efficace per rendere la strada percorribile e non danneggiare troppo l’economia cuneese e le imprese di autotrasporto - dice il sindaco di Argentera Daniele Tallone -. Nei vari incontri che abbiamo avuto ho ribadito con forza le responsabilità che Anas deve assumersi: la Statale 21 è di sua competenza, se ne deve fare carico in termini operativi e finanziari». La preoccupazione di Tallone è infatti quella di continuare ad avere uno strumento, il Pidav appunto, ma non la liquidità per poterlo fare funzionare: «Amministrare un'arteria come questa comporta oneri e onori: come tutti gli altri enti sulle strade sotto la propria giurisdizione finanziano attività di manutenzione, Anas e il governo sul fronte delle valanghe dovrebbero procedere da capofila e non sempre “a rimorchio” del team di amministratori locali».

A.CAP

Sono diversi i metodi di distacco pilotato. Un dubbio resta: chi pagherà l’intervento?

COME AVVIENE IL DISTACCO Il sistema di distacco artificiale controllato delle valanghe consiste nella provocazione di un evento valanghivo non distruttivo, per effetto di una o più esplosioni controllate. Lo scopo è quello di liberare un versante dall'incombente pericolo di valanghe creato da un manto nevoso in condizioni di stabilità precaria. In altre parole generare artificialmente una o più onde d'urto in grado di staccare una valanga prima che questa possa assumere dimensioni tali da renderla potenzialmente pericolosa. La realizzazione di un Pidav deve essere eseguita con grande attenzione da personale esperto perché, se è vero che un buon piano mette in effettiva sicurezza un versante montano, è altrettanto vero che una sua realizzazione non corretta può provocare danni enormi. L'Aineva (Associazione interregionale neve e valanghe) è la titolare insieme al Servizio valanghe del Club alpino italiano, di una serie di corsi di formazione sulle tematiche della neve e delle valanghe, con lo scopo di fornire ai professionisti che operano in montagna nei diversi settori legati alla prevenzione del pericolo di valanga, elementi utili per le attività di rilevamento dati, previsione, prevenzione e progettazione. Solo specialisti abilitati tramite questi corsi possono approntare dei distacchi pilotati di valanghe. Fino a pochi anni fa era necessario depositare l'esplosivo nel punto (o nei punti) prescelti utilizzando mezzi ausiliari quali l'elicottero, piccole teleferiche allo scopo realizzate, o addirittura lanciare le cariche da un punto considerato sicuro, a monte dell'area di stacco. Appare evidente quanto operazioni di questo tipo comportassero grossi rischi per chi le praticava e, di conseguenza, per il buon esito del distacco controllato. Il metodo considerato più sicuro era il Catex (cavo trasportatore d'esplosivi), ovvero un impianto costituito da un anello trattivo in fune d'acciaio montato su cavalletti e mosso da un argano a motore o a mano. Alla fune veniva agganciato un braccio (tipo sciovia) che, per mezzo di una funicella di lunghezza opportunamente calcolata in funzione della quota di scoppio prescelta, trasportava la carica fino al punto in cui veniva fatta brillare. Negli ultimi anni però è comparsa sul mercato una nuova tecnologia francese denominata Gazex che, essendo assai più efficace e sicura di quelle descritte in precedenza, ha finito per diventare il metodo di riferimento. Si tratta sostanzialmente di un sistema di distacco preventivo basato su un esploditore fisso installato sul pendio da bonificare, capace di produrre lo scoppio con una miscela esplosiva detonante di propano e ossigeno. I gas vengono conservati all'interno di serbatoi separati, stoccati in un deposito situato in luogo sicuro, a distanza opportuna dall'esploditore. Il sistema Daisbell rappresenta l'ultima novità tecnologica nel campo del distacco programmato di valanghe. Trasportato per mezzo di un elicottero sulla verticale del pendio da bonificare, il sistema consiste nel far esplodere, a una distanza compresa tra 3 e 5 metri al di sopra del manto nevoso, una miscela di idrogeno e ossigeno trattenuta in un apposito contenitore conico di acciaio. Tutte le operazioni di tiro sono pilotate dalla cabina dell'elicottero. Dal momento in cui si decide di tirare al momento in cui avviene la detonazione trascorrono meno di 10 secondi e non sono richiesti tempi di attesa tra un tiro e quello successivo, nemmeno con l'elicottero in movimento.


VI

ANNO II - NUMERO 3

SERVIZI | ABILITAZIONE DEL MINISTERO. I PREGI: COSTI RIDOTTI, ORARI FLESSIBILI

Cqc, ora recupero punti si fa negli uffici di Astra Astra Cuneo è ora abilitata a tenere i corsi per il recupero punti per la patente professionale degli autotraportatori. Nelle scorse settimane è arrivata l'abilitazione da parte del Ministero: i requisiti richiesti dagli uffici romani, ovvero la presenza di un team di insegnanti, strumenti tecnici adeguati e aula per i corsi con tutte le funzionalità, sono stati reputati idonei dagli ispettori del Dicastero. A tenere le lezioni saranno Cinzia Olivero, Dario Raviolo, Giovanni Battista Fiducciosi. Vista la richiesta degli associati, il primo ciclo è previsto già entro la fine dell'anno. Ogni ciclo consiste in 20 ore di corso, che possono permettere agli autisti di recuperare fino a 9 punti della Carta di qualificazione del conducente: «Chiaramente il servizio è consigliato a chi scende sotto i 10 punti complessivi, non a chi ne ha persi un paio: infatti la soglia massima di acquisizione resta sempre 20, è un tetto che non si può sforare» precisa la docente Cinzia Olivero. Non si tratta di un pro forma, tutt'altro: nessuna lezione potrà essere saltata (eventualmente recuperabili in numero minimo la settimana successiva alla fine del corso), dunque è necessaria la frequentazione

AGGIORNARSI 18 MESI PRIMA SI PUÒ FARE

completa, secondo orari stabili, senza deroghe di ingresso e di uscita. «Sinora abilitate a svolgere questi corsi erano esclusivamente le scuole guida. È capitato spesso che nonostante il compimento del percorso formativo e l'attestazione della frequenza, poi non venissero ricaricati effettivamente i punti sul database del Ministero, per problemi di comunicazione. Sono state segnalate anche delle difficoltà negli orari, esclusivamente di ufficio, in cui le scuole organizzavano i corsi. Entrambe le questioni con la gestione Astra non si verificheranno più, vista la flessibilità dei docenti e lo stretto rapporto con gli uffici del Ministero» spiega la referente. Inoltre, altra buona ragione per scegliere il recupero punti dell'associazione di via della Motorizzazione sarà il prezzo convenzionato per i soci, decisamente più competitivo rispetto alle altre realtà. Per poter accedere ai corsi è necessario presentare la lettera di decurtazione dei punti e una copia della patente: ogni 15 iscritti (si stima ogni 2/3 mesi) si avvia un ciclo di recuperi.

Domenico Allione

Cinzia Olivero

La sede di Astra Cuneo dove si terranno i corsi

Cinzia Olivero è la responsabile anche dell'aggiornamento per il rinnovo della Cqc, il corso obbligatorio di 35 ore che, secondo l'ultima circolare ministeriale, può essere effettuato fino a 18 mesi prima della scadenza. Gli insegnati incaricati sono i medesimi del recupero punti. «Data la tendenza generale ad iscriversi ai corsi all'ultimo e visto il prevedibile affollamento delle lezioni prima della scadenza del settembre 2014, dai prossimi mesi chiunque potrà anticipare la sua iscrizione e riuscire a gestire con maggiore libertà il percorso formativo» spiega, invitando gli associati Astra ad usufruire del servizio quando hanno la possibilità, favorendo così l'organizzazione degli uffici e l'aggiornamento dell'autista.

PARTERNSHIP | TUTTI I VANTAGGI E LE AGEVOLAZIONI PER GLI ASSOCIATI ASTRA

Telepass truck. E il camion non si ferma Per i pochi che non lo conoscono, il Telepass è il servizio per pagare il pedaggio autostradale senza fermarsi al casello grazie alle corsie riservate. L'apparato Telepass auto alimentato e di facile istallazione, non ha limiti di spesa e consente un pagamento posticipato del transito. Ad oggi sono circa 40 mila le aziende di Autotrasporto che si affidano a questa tecnologia con circa 250 mila Truck dotati di Telepass. Sono invece 20 mila i clienti che hanno abbinato al Telepass la tessera Premium Truck, un pacchetto esclusivo di agevolazioni e servizi aggiuntivi, appositamente studiati per i veicoli superiori ai 35 quintali. Tra i vantaggi: - Il soccorso meccanico gratuito su tutta la rete autostradale italiana a pedaggio sino ad un massimale di mille euro (comprensivo del servizio di trasporto passeggeri) - l'anticipo contante in Italia e all'estero fino a

2.500 euro utilizzabili per la riparazioni del mezzo, la cauzione per arresto o fermo del conducente e euro sanzione, per il dissequestro del veicolo e per sostenere le spese legali per arresto o fermo del conducente. Inoltre la tessera Premium Truck consente: - un premio in pedaggio facendo rifornimento di carburante (fino a 2 cent per litro di carburante acquistato) - sconti sulla ristorazione nelle aree di servizio autostradali. Nell'anno in corso sono stati effettuati circa 750 interventi di soccorso meccanico gratuiti e sono stati risparmiati, da tutti i clienti Premium Truck, più di 110 mila euro con il solo rifornimento del carburante. Tutti gli associati interessati ad integrare al servizio Telepass la tessera Premium Truck, possono richiederlo da subito agli uffici di Astra Servizi.


VII

Renault, Codice della strada l’open day le novità sui ricorsi

ANNO II - NUMERO 3

ALPICAR | LE ULTIME NOVITÀ

Giornata in allegria per gli oltre 200 partecipanti

Il nuovo mezzo della Renault, il Premiun Truck Racing

Una festa insieme i clienti per alleggerire la tensione di questi mesi di stagnazione economica e cercare di guardare con un po’ di ottimismo al futuro: è questo il senso dell’open house organizzato il 17 settembre dalla Alpicar di Beinette. L’occasione è stata anche ghiotta per presentare la gamma Renault Trucks, i semirimorchi della Acerbi. La giornata è iniziata con il truck wash: due ragazze in costume, sfidando il freddo della giornata e muovendosi a tempo di musica, hanno dato spettacolo, durante l’attività di lavaggio di un trattore Magnum, in cui hanno coinvolto il pubblico. A seguire è partita una grigliata preparata dal gruppo “mucca pazza”, compagine di cuochi che collaborano con Eataly. Ad intrattenere i convenuti alla cena lo spettacolo “Non è la rai”, che ha narrato con leggerezza la storia della televisione nazionale dal suo esordio ad oggi. Immagini proiettate sullo schermo venivano accompagnate da brani musicali risalenti al periodo storico, così da realizzare un perfetto viaggio audiovisivo nel tempo. A fine giornata il bilancio è stato molto soddisfacente: oltre 200 persone hanno fatto visita alla concessionaria e in poche ore sono stati consumati circa 170 kg di carne. Nella foto finale il mezzo di punta promosso in queste settimane dalla Renault, il Premiun Truck Racing, serie speciale, un vero bolide da corsa. Cerchi in lega, personalizzazione esterna racing, carenature, visiera rossa, volante in pelle rossa (cuciture e inserti in carbonio), fodere dei sedili e tappetini personalizzati, targa “European team champion”, tetto apribile: un veicolo dal design unico, ispirato al mondo delle corse, con prestazioni e comfort eccezionali e sensazioni di guida impareggiabili. Un modo per non passare inosservati.

LEGGE | LA RUBRICA DEGLI AVVOCATI DI ASTRA CUNEO

Approfittiamo dello spazio riservato alla rubrica legale per esaminare un recente intervento legislativo che ha rilevanti conseguenze in materia di multe per violazioni al Codice della strada. In data 6 ottobre 2011 è entrato, infatti, in vigore il decreto legislativo n. 150 del 21 settembre 2011, attuativo della legge 69/2009, che ha innovato la disciplina nella materia di cui sopra il citato decreto lasciando invariata la disciplina del ricorso al Prefetto (procedimento di tipo amministrativo), di cui all'art 203 Cds è intervenuto in materia di ricorso al Giudice di Pace (procedimento di tipo giudiziario). In precedenza il giudizio innanzi al Giudice di Pace era regolato dagli art 22 e 22 bis della legge 689/81 e dell'art 204 bis Cds; il decreto 150/2011 ha abrogato parzialmente l'art. 22 (dal 2° al 7° comma) e per intero gli art. 22 bis e 23 della legge 689/81 sostituendovi la disciplina dettata dai propri articoli 6 e 7. Detti articoli 6 e 7 sostanzialmente introducono le stesse regole procedurali, il secondo essendo però dettato espressamente (pur essendo i principi informatori e le norme di disciplina i medesimi dell'art. 6) per le sole violazioni al Codice della strada. Vediamo quindi la attuale disciplina con le innovazioni principali apportate. Innanzitutto per la contestazione della multa ci sono solo 30 giorni e non più 60 dalla notifica del verbale (diventano 60 e non più 120 se il ricorrente risiede all'estero). Tali termini valgono solo per i ricorsi al Giudice di Pace quindi se si opta per il ricorso al Prefetto i termini restano di 60 giorni. Recependo una giurisprudenza consolidata la nuova disciplina prevede che il ricorso può anche essere spedito a mezzo posta con raccomandata con ricevuta di ritorno. Come in passato si deve scegliere tra Prefetto e Giudice: il ricorso al Giudice è inammissibile se si sia già presentato ricorso al Prefetto. Ferma la competenza del Giudice di Pace del luogo di commissione della infrazione, il decreto ha innovato da un lato estendendo automaticamente (senza cioè necessità di espressa domanda) l'opposizione anche alle sanzioni accessorie a quella principale pecuniaria (una per tutte la decurtazione dei punti) e ha sottolineato il principio dell'accoglimento del ricorso anche quando vi sia una insufficienza di prova della responsabilità dell'opponente. Quest'ultimo criterio di giudizio riveste una certa importanza perché allarga la facoltà di difesa del ricorrente e vincola il Giudice ad una ricerca più rigorosa della prova imponendogli di annullare la multa anche se abbia un solo dubbio sulla ricostruzione dei fatti. La norma riconferma che il ricorso non sospende automaticamente l'efficacia esecutiva del verbale. Il Giudice - non vi sono cambiamenti rispetto al passato - con unico decreto fissa udienza e ordina alla autorità che ha emesso il verbale di depositare 10 giorni prima dell'udienza documenti e difese: il decreto viene comunicato al ricorrente e all'autorità direttamente dalla cancelleria del Giudice. Una importante novità è l'applicazione del rito del lavoro al procedimento. Ferma, infatti, la necessità di confrontarsi con gli aspetti pratici non ancora sperimentati, l'applicazione di tale rito ha come conseguenza che a pena di decadenza (non si può cioè farlo successivamente) il ricorrente deve indicare unitamente al ricorso tutti i mezzi di prova offerti (documenti e

indicazione testi) e così l'autorità accertante nei 10 giorni prima dell'udienza; inoltre accresce la facoltà di autonoma indagine istruttoria del Giudice. La nuova disciplina detta, in parte richiamando la vecchia, anche dei criteri cui il Giudice deve attenersi nella sua valutazione. Così, già detto dell'obbligo di accoglimento del ricorso se abbia un pur minimo dubbio sulla responsabilità del ricorrente (che è autentica novità rispetto al passato), il Giudice deve respingere il ricorso se all'udienza fissata il ricorrente non si presenta o non giustifica la sua assenza, potendo discostarsi da tale regola solo in due casi specifici: se dai documenti presentati emerga in tutta evidenza l'illegittimità del verbale impugnato (nel qual caso può accogliere il ricorso) oppure se l'autorità non depositi nel termine indicato (10 giorni prima) i documenti richiesti dal Giudice nel decreto di fissazione dell'udienza (nel qual caso presumibilmente fisserà nuova udienza comunicandola alle parti). Nel prendere la sua decisione, inoltre, dovrà pronunciare sempre - a prescindere dalla richieste delle parti o dal valore della causa - secondo diritto (cioè applicare le norme di legge senza potere far prevalere considerazioni di opportunità, giustizia sostanziale, etica, comparazione di interessi di natura meta o extra giuridica).Infine si prevede che il Giudice non possa, quando respinge il ricorso, stabilire una sanzione inferiore al minimo o superiore al massimo edittale (cioè alla sanzione minima o massima prevista per la norma violata), e neppure che possa, se rigetta il ricorso e conferma il verbale, escludere l'applicazione delle sanzioni accessorie o la decurtazione dei punti della patente; non ha cioè margine discrezionale: se accoglie il ricorso passa anche la sanzione accessoria, se lo respinge deve confermarla. Mancano ancora tre informazioni che è opportuno rendere note. La prima è che se il ricorso viene respinto il pagamento della somma stabilita dal Giudice, o di cui al verbale contestato se questi si limita a respingere il ricorso, dovrà avvenire alla amministrazione cui appartiene l'organo accertatore (Comune per i vigili urbani, Ministero Interni per Polizia stradale etc) entro 30 giorni dalla notifica al ricorrente della decisione del Giudice: se non si rispettano i termini la somma viene messa a ruolo ossia interverrà l'agenzia di riscossione coattiva con maggiorazione di penali e interessi. La seconda è che la proposizione del ricorso al Giudice di Pace comporta il versamento di una tassa (cd. contributo unificato) al momento del deposito che varia a seconda del valore della causa (solitamente individuato con riguardo alla entità della sanzione pecuniaria) e che, nella sua entità minima, e quindi anche per multe molto basse, è pari ad euro 37,00. Tuttavia questa è la sola spesa da sopportare per il ricorrente: l'art. 7 del DLGS 150/2011 stabilisce infatti che, salvo quanto previsto dal DPR 115/2002 (appunto inerente il citato contributo unificato) gli atti del processo e la decisione sono esenti da tasse o imposte. La terza informazione è che, come nella passata disciplina, l'interessato può presentare personalmente il ricorso e stare in giudizio senza l'assistenza di un legale. Lo studio legale Giacosa



L'informazione dell'autotrasporto - Anno 2, Numero 7 - Novembre 2011