Issuu on Google+

ISSN 1128-5850

Magazine

Associazione Nazionale Produttori Travi Reticolari Miste

Inserto centrale: gli effetti delle NTC, Norme Tecniche delle Costruzioni, sulle Travi PREM II/4

Attività di Ricerca: analisi sperimentale e risultati preliminari delle Travi PREM senza fondello

S. Agata Militello: l’impiego delle Travi PREM per l’edificio residenziale che rispetta l’ambiente

PREM Magazine - Organo Ufficiale di Assoprem – Supplemento al n. 8 di Imprese Edili Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano


ARGOMENTI

2

Assoprem Le affinità che uniscono. Dal Presidente di Federbeton il benvenuto all’Associazione

4

Travi PREM in Cantiere Dalla quotidiana esperienza dei Soci Assoprem le soluzioni costruttive realizzate con l’impiego di Travi PREM

6

Inserto Gli effetti delle NTC, Norme Tecniche delle Costruzioni, sulle Travi PREM

7

Comunicazione Conoscere le Travi PREM, navigando nel nuovo sito Associativo: Ricerca, Cultura, Informazione e Servizio a disposizione del professionista

11

Incontro Aria, mare e panorama mediterraneo in sintonia con un nuovo edificio residenziale rispettoso dell’ambiente

12

Ricerca Dalla Ricerca Nazionale Coordinata Assoprem, l’analisi del comportamento flessionale di Travi PREM senza fondello

14

In copertina. Foto grande: Travi PREM prodotte dalla CSP Prefabbricati spa; nella foto piccola, Travi PREM prodotte dalla S.C.A.V. Prefabbricati srl

PREM Magazine - Organo Ufficiale di Assoprem - Supplemento a Imprese Edili n. 8, Ottobre 2009 Direttore responsabile: Giuseppe Nardella Registrazione: n. 196 del 19/3/1990 - Tribunale di Milano - Iscritta al ROC Registro degli Operatori di Comunicazione al numero 6419 (delibera 236/01/Cons. del 30/6/01 dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni). Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Stampa: Rotolito Lombarda Via Brescia, 53, Cernusco (MI) Vietata riproduzione anche parziale dei contenuti copyright© Assoprem


EDITORIALE All’interno di questa rivista, è presente un servizio speciale sulle “sole” implicazioni procedurali del nuovo quadro normativo sulle Travi PREM. Per gli addetti ai lavori sarà utilissimo ma qualunque medio lettore, se pure tecnico, lo troverà sconfortante: le procedure previste oggi dalle norme sono sia estremamente complesse che estremamente onerose. Unica consolazione è che le difficoltà ci sono per tutte le tipologie strutturali, prefabbricate e non. Ciò implicherà maggiori costi assoluti, ma non relativi fra diverse soluzioni strutturali, ed una competenza decisamente più alta che metterà fuori gioco il produttore fai-da-te e spingerà inevitabilmente verso una aggregazione produttiva. A fronte di ciò, tuttavia, l’utilizzatore è sicuramente più garantito: da una maggiore competenza del personale, da una migliore conoscenza dei prodotti e da controlli più efficaci essendo effettuati da Enti Terzi (che, peraltro, dovranno anch’essi elevare le loro conoscenze). Ciò farà crescere anche il mercato? Questa è la speranza di chi sta investendo fortemente su questa tecnologia: la maggiore affidabilità del prodotto, le nuove certezze, sul piano tecniconormativo, e la migliore conoscenza da parte dei Professionisti, non può che spingere nel verso giusto, nel verso, cioè, che riteniamo si meriti questa Trave “che fa Sistema” e, nella situazione di mercato depresso del 2009, non possiamo che vivere di sane speranze. Ma non è solo la Trave PREM a meritarsi un mercato più ampio, è anche il nostro mercato che si merita più Travi PREM! Perché questa tecnologia ci porta verso il futuro con la sua pulizia, la sua ecologia, la sua velocità e la sua potenza. E perché ciò avvenga, tutto quanto detto sopra non può che esserne il presupposto, perché il mercato è fatto di tanti attori: Professionisti, Produttori ed Imprese ed è solo da un sano equilibrio fra i loro reciproci interessi e le loro specifiche competenze che si possono ottenere i migliori risultati. È proprio per questo che non ci stanchiamo mai di ripetere anche a noi stessi: INSIEME ED UNITI SI PUÒ!

Dalla preistoria all’era moderna.

Presidente Assoprem

I

l titolo di questo editoriale può sembrare “ad effetto” ma, basta fare mente locale agli ultimi avvenimenti del nostro settore, per capire che mai titolo è stato più appropriato. Vediamo in dettaglio quali sono questi avvenimenti, in riferimento alle ultime quattro decadi. Per quarant’anni , nessuno si è preoccupato di normare le Travi Reticolari Miste. Oggi c’è una moltitudine di “normatori” e di “norme”: il DM 14.01.2008, con il suo § 4.6; il C.S.LL.PP. con le sue Linee Guida; Assoprem con le sue Raccomandazioni; ACAI con il suo “disciplinare interpretativo”; il CNR con il suo progetto di Documento Tecnico. Per gli stessi quarant’anni, nessuna Associazione di categoria si è interessata alle Travi PREM. Oggi ce ne sono tre a rappresentarle: ASSOPREM, ACAI ed ASSOBETON. Considerando tutti e soli i Produttori di Travi PREM, aderenti a queste tre associazioni, si evince che più dell’80% del mercato delle Travi PREM è strutturato in almeno una Associazione (ASSOPREM, da sola, ne rappresenta il 50%). Per gli stessi quarant’anni, CONFINDUSTRIA non ha mai avuto occasione di rappresentare i produttori di Travi PREM; oggi ne rappresenta l’80% del mercato attraverso: FEDERBETON, di cui fanno parte ASSOBETON ed ASSOPREM, e F.IN.CO., di cui fa parte ACAI. Per gli stessi quarant’anni, la letteratura sulle Travi PREM è stata sporadica e non strutturata; oggi esiste una vera rivista specializzata sulle Travi PREM, Prem magazine, e c’è un fiorire di articoli, servizi, memorie congressuali, tesi di laurea etc. sullo specifico argomento. Per gli stessi quarant’anni , la ricerca è stata sporadica e parcellizzata; oggi è al varo il secondo Progetto Nazionale Coordinato (il primo è del 2007), che vede in azione più di dieci Centri di Ricerca Universitari e soprattutto i cui risultati sono resi disponibili alla Comunità scientifica attraverso canali qualificati come Prem magazine, Congressi del CTE, Convegni etc. In pratica: si è fatto più negli ultimi quattro anni, per le Travi PREM, che non in tutti i precedenti quarant’anni. Ma quali sono i risultati concreti di tutte queste novità sulla vita dell’addetto ai lavori?

Ing. Livio Izzo

3


ASSOPREM Le affinità che uniscono. Dall’Ing. Augusto Federici, Presidente Federbeton, il benvenuto ad Assoprem.

Ing. Augusto Federici

4

Presidente Federbeton

D

a alcuni anni Aitec, Assobeton e Atecap sono impegnate a ricercare un nuovo assetto delle proprie relazioni istituzionali, più efficace per il raggiungimento di obiettivi comuni di settore. Il primo e riuscito tentativo è stato Progetto Ulisse, con il quale furono avviate nel 2001 numerose attività di ricerca e promozione nel campo delle applicazioni in cemento armato. Con Progetto Concrete nel 2006 si è poi allargata la partecipazione ad altre componenti della filiera (in particolare Assiad, Sismic e Conpaviper) su un obiettivo specifico e si è data più solidità allo schema di collaborazione interassociativa, approdando nel 2008 alla costituzione di FEDERBETON, la Federazione delle Associazioni di impresa dei materiali e dei manufatti a base cementizia, semplici e armati. Ad essa aderiscono AITEC (Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento), ASSOBETON (Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi) ATECAP (Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato) ASSIAD (Associazione Italiana Produttori di Additivi e Prodotti per Calcestruzzo) ASSOTRAFILRETI (Associazione Produttori Acciaio Trafilato, Rete e Traliccio Elettrosaldato) CONPAVIPER (Associazione Nazionale Pavimentazioni Continue) SISMIC (Associazione Tecnica per la Promozione degli Acciai Sismici per Cemento Armato) UCoMESA (Unione Costruttori Macchine Edili, Stradali, Minerarie ed Affini) e recentemente, Assoprem (Associazione Nazionale Produttori Travi Reticolari Miste). Con la nascita di Federbeton, ed il suo formale ingresso in Confindustria nel marzo 2009, la filiera industriale del cemento armato – calcestruzzo rafforza il proprio sistema di rappresentanza. Al netto della componente relativa a Assoprem (non ancora censita), infatti, Federbeton oggi rappresenta la filiera per un totale di oltre 700 aziende, circa 41.000 addetti e un fatturato superiore a 15 miliardi di euro. Federbeton è inoltre socio fondatore di Federcostruzioni, la federazione di scopo (anch’essa aderente a Confindustria) che riunisce tutte le sigle imprenditoriali del settore delle costruzioni, dalla progettazione alle imprese di costruzione, ai fornitori di materiali e servizi per l’edilizia. Il ruolo strategico del settore del cemento armato nell’ambito delle costruzioni trova un valido riconoscimento nel ruolo assunto da Federbeton in Federcostruzioni, di cui, infatti, cura il coordinamento della segreteria generale. Tra gli scopi di Federbeton c’è la tutela degli interessi comuni e la promozione delle associazioni rappresentate nei rapporti con le istituzioni e le amministrazioni nazionali e comunitarie e con le organizzazioni politico-economiche, l’attuazione di interventi idonei a promuovere le condizioni più favorevoli per lo svolgimento

dell’attività imprenditoriale e lo svolgimento di attività di studio e di ricerca. Tutte le iniziative si svolgono con la collaborazione ed il coordinamento tra le Associazioni federate, salvaguardando e valorizzando gli aspetti e le specificità di eccellenza di ciascuna. In tale quadro vengono promosse attività ed iniziative di interesse comune per ottimizzare l’uso delle risorse ed accrescere la coesione del sistema federativo interno, anche istituendo e gestendo unitariamente eventuali servizi di comune interesse, quando si possano realizzare economie di scala. La gestione del complesso periodo di crisi che stiamo vivendo si sta dimostrando essere un valido banco di prova per la tenuta dei rapporti interassociativi; ma sono proprio i primi concreti risultati raccolti dopo aver unito le forze che stanno dando a tutti i partecipanti la consapevolezza di aver intrapreso un cammino di sviluppo corretto ed efficace. Ciò che particolarmente caratterizza Federbeton oggi è la volontà di aprire l’iniziativa ad altre Associazioni che si riconoscano negli interessi della Federazione e che siano interessate al perseguimento, con logica federativa, degli obiettivi strategici del settore. Queste le motivazioni e lo spirito con cui Federbeton accoglie oggi al suo interno Assoprem, augurandosi di ricevere da questa nuova collaborazione ulteriori stimoli e contributi.

Ora Assoprem rappresenta il 50% della capacità produttiva nazionale di Travi PREM.

C

on le significative adesioni di Veneta Travi Reticolari Srl - Musile di Piave (Ve) e di S.D. Srl - Isola Vicentina (VI) la compagine associativa aumenta la rappresentatività nel comparto dei produttori di Travi Prefabbricate Reticolari Miste PREM. I nuovi Soci sono produttori che da più di trent’anni svolgono la loro attività in un costante crescendo di affermazioni e di arricchimento tecnologico. Aziende attente all’evoluzione normativa in atto del comparto, interessate al progetto che in questi tre anni Assoprem ha sviluppato e che hanno seguito con attenzione sino a volerne diventare partner attivi. Due nuovi punti qualificati di riferimento


NEWS nel mercato delle Travi PREM che entrano nella Rete di Eccellenza dei PremMarketPoint distribuiti su tutto il territorio nazionale dove concretamente si condivide esperienza, Know-how, ricerca, corretta informazione e regole tecniche fornendo procedure e servizi qualificati. Con il loro ingresso ora Assoprem rappresenta il 50% della capacità produttiva nazionale delle Travi PREM un risultato importante anche per l’Associazione che rafforza ulteriormente il suo ruolo di riferimento nel mercato, nei rapporti con le istituzioni e in ambito tecnico scientifico. Diamo il benvenuto ai nuovi Soci che rafforzano una squadra compatta e impegnata a promuover il corretto impiego dell’elemento strutturale che fa Sistema convinti che: Insieme e uniti si può!

16 Luglio: le Raccomandazioni entrano nella fase attuattiva sperimentale!.

Inge Service - Milano

N

ella riunione del gruppo di lavoro del 16/07/09 sono state riferite tante novità che riguardano Assoprem e le Travi PREM. Tutte novità iscritte nello spirito di collaborazione che da sempre ha contraddistinto questa formazione, ma sono anche una risposta al periodo di stasi del mercato e di grande novità normativa introdotta dalle nuove NTC. La prima grande novità sta nell’entrata di Assoprem in Confindustria attraverso Federbeton; il tutto basato sulla attribuzione di un codice ATECO nuovo e specifico per le Travi PREM di categoria c), le uniche ancora senza “copertura” confindustriale. Un’altra grande notizia è rappresentata dai risultati dell’incontro della delegazione Assoprem con alcuni rappresentanti del STC. In tale circostanza si è venuti a conoscenza che le Linee Guida del Ministero dovrebbero essere approvate nella commissione del 24/07/09. Si è inoltre discusso delle modalità di presentazione delle domande al Ministero per le categorie delle Travi PREM, ormai note nella classificazione a), b) e c), chiarendo che queste domande saranno valutate nel merito per verificarne l’appartenenza ad una delle tre catego- verifica ed eventuale recepimento, da parte del GdL, rie con una procedura più possibile compatibile con la di eventuali osservazioni emerse durante il periodo di continuità di produzione nel transitorio. collaudo. Il compito spettante al Gruppo di Lavoro non Un’altra buona notizia sta nell’entrata in Assoprem di si esaurisce, però, con la redazione delle Raccomandanuovi produttori di Travi PREM, che portano la rap- zioni ma continua con la individuazione delle prove presentanza in termini di produzione nazionale a circa sperimentali necessarie per determinare i meccanismi il 50%. Nell’ambito del compito resistenti nelle varie fasi di vita spettante al Gruppo di Lavoro si è della trave ed indispensabili per Codice Ateco conclusa la stesura condivisa delle tarare i codici di calcolo che ogni Inserito nella tabella delle lavorazioni nel sito “Raccomandazioni per la progetproduttore dovrà apprestare per di Confindustria, sezione registro imprese il tazione, produzione, montaggio e dimostrare la bontà dell’elemento nuovo codice 23611000 – “Strutture Reticolari collaudo di travi tralicciate reticoprogettato al fine di ottenere l’auMiste non riconducibili a Strutture Compolari miste” e si procederà al loro torizzazione alla produzione da ste Acciaio-Calcestruzzo e a Strutture in Calesame sul campo, da parte dei parte del Ministero. cestruzzo Armato e/o Precompresso”. Oggi, soci Assoprem, al fine di verifiCome si può notare la sinergia tra con l’attribuzione di questo specifico codice, mondo della produzione, mondo carne la completezza. le Travi PREM di categoria c) sono rappresenLa durata di tale verifica è stata accademico e mondo professiotate in Confindustria da Assoprem attraverso convenuta in 60 gg dopo di che nale può e deve portare ad un Federbeton cui si è recentemente associata. Un si procederà, ad emanazione avcontinuo miglioramento qualitaaltro importante risultato raggiunto che rafforza venuta delle Linee Guida Ministetivo e ad una appropriata innovaulteriormente la rappresentatività sul territorio nazionale della compagine associativa. riali, alla loro diffusione, previa zione tecnologica.

Ing. Angelo Benvenuti

5


TRAVE PREM IN CANTIERE

L’

intervento considerato riguarda la co- rettangolare (25x50 cm al rustico del getto), sono costruzione di un edificio destinato a civile stituite da una piattabanda inferiore di acciaio, quatabitazione in località Begato a Genova e co- tro angolari correnti collegati da greche composte in stituisce un intervento di caratteristiche as- tondo e piatti; gli elementi colonna, di sezione quasolutamente comuni all’edilizia residenziale drata (30x30 cm al rustico del getto), sono costituiti presente sul territorio a riprova del fatto che dalla tec- da quattro angolari correnti calastrellati fra loro da nologia delle Travi PREM si possono sviluppare pro- piatti e completati alle estremità da appositi angodotti molto efficienti anche per ambiti assolutamente lari per il collegamento reciproco testa-testa in fase “normali” dove in genere si potrebbero realizzare tra- di montaggio. L’introduzione degli elementi tralicdizionali strutture in c.a. La struttura dell’edificio in ciati ha consentito una drastica riduzione dei tempi questione era infatti stata inidi posa in opera rispetto ad analoghe Committente Privato zialmente progettata come strutture in c.a. in quanto sia a livello Progettista Strutture una tradizionale intelaiatura di travi che di pilastri la posa in opera Ing. Giuseppe Borneto - Genova di travi e pilastri in c.a. controvendi orditure da c.a. si è limitata al solo Impresa Esecutrice tata da setti e nuclei e caratterizzata posizionamento dei monconi di riVe.Cam Srl - Genova da luci e carichi tipici delpresa fra gli elementi e alle ridottisIntervento l’edilizia residenziale. sime staffature necessarie a “coprire” Costruzione di un edificio L’intervento pregli scarti di lunghezza fra le luci standi civile abitazione – senta, a livello di dardizzate delle Travi PREM e le luci Località Begato (GE) tecnologia PREM, effettive fra pilastro e pilastro. Anno costruzione anno 2007 alcune peculiarità che è opporIl collegamento reciproco fra gli eleTesto Ing. Stefano Foglietta tuno rimarcare: innanzitutto sono menti tralicciati in fase di montaggio – consulente tecnico Ve.Cam Srl state utilizzati non solo Travi PREM si è avvantaggiato dell’impiego di un

Dalla quotidiana esperienza dei Soci Assoprem in questa rubrica proponiamo al lettore casi concreti di soluzioni costruttive realizzate con l’impiego di Travi PREM nei più diversi scenari di cantiere.

6

ma anche elementi colonna in strutture reticolari di acciaio conglobate nel getto in calcestruzzo dei pilastri; gli elementi trave non sono stati realizzati “a misura” bensì in una serie di lunghezze standardizzate con passo 50 cm (quindi per luci 250-300-350-400-450-500 cm); sono stati previsti degli appoggi provvisionali per la posa delle travi costituiti da mensole in acciaio rimovibili direttamente collegate ai pilastri; per gli elementi colonna sono state previste delle predisposizioni idonee al montaggio dei pannelli di casseratura. Per la realizzazione degli elementi tralicciati è stato impiegato acciaio da carpenteria; le travi, di sezione

ridotto numero di bullonature (utili a garantire la sicurezza durante il posizionamento degli elementi). Inoltre per i pilastri si sono sfruttate le predisposizioni degli elementi colonna per montare e smontare i casseri. Si consideri fra l’altro che le strutture realizzate con gli elementi tralicciati permettono di rispettare con semplicità i requisiti geometrici e meccanici richiesti dalle norme sismiche (staffature infittite nelle zone critiche, nodi confinati da staffe chiuse, rapporti geometrici di armatura, ecc.). Il tutto a vantaggio della migliore produttività del cantiere.


NORME TECNICHE DELLE COSTRUZIONI

L

e Norme Tecniche delle Costruzioni (NTC, D.M. 14.01.2008), entrate definitivamente in vigore l’1/7/09, hanno recato profonde innovazioni non solo sul piano progettuale ma anche sul piano procedurale; nel merito, cioè, degli adempimenti formali e sostanziali di tutti gli attori della filiera delle costruzioni: Progettisti, Produttori, Imprese, Direttori Lavori, Collaudatori, Istituti di Certificazione ed Organi di Controllo. Come succede per tutte le innovazioni importanti, in questo primo periodo di applicazione si stanno formando, e gradualmente consolidando, le interpretazioni delle novità. Queste partono, prima di tutto, dagli Organi di Controllo per poi distribuirsi in tutta la filiera con riscontri e successivi aggiustamenti di tiro che tengono conto sicuramente dello spirito e della lettera delle norme ma anche della loro concreta attuazione nelle diverse realtà operative. Per le Travi PREM, il quadro di riferimento è in via di completamento con la attesa pubblicazione delle Linee Guida Ministeriali sulle Travi Reticolari Miste, in ottemperanza al § 4.6 delle NTC, su cui abbiamo relazionato ampiamente nel n. 3 di PREM magazine. In questo articolo intendiamo rappresentarlo in maniera sintetica ed operativa per dare un contributo a tutti gli attori della filiera. Poiché però le Linee Guida Ministeriali, e conseguentemente le Raccomandazioni Assoprem, saranno pubblicate prevedibilmente nell’autunno 2009, cioè ben oltre la data dell’1/07/09 di entrata in vigore definitiva delle NTC, la loro applicazione non può tecnicamente essere immediata ma potrà dispiegarsi entro un lasso di tempo ragionevole. Le indicazioni che diamo in quest’articolo, basate sulle bozze attuali quasi definitive di tali documenti, vanno considerate, quindi, come operative, ragionevolmente, a partire dal 2010.

delle strutture in cemento armato per cui saranno sicuramente costituite di solo acciaio da cemento armato per tutti gli elementi che compongono la Trave PREM: correnti ed anima (“non è consentito prendere in conto nella fase finale il contributo dell’acciaio da carpenteria”). Possono essere costituite di solo acciaio, nel caso in cui siano costituite del solo traliccio metallico senza fondello né in acciaio né prefabbricato, oppure avere un fondello di cls. Le Travi di categoria c), invece, potranno essere costituite con una combinazione qualsiasi dei materiali precedenti. Per la loro progettazione ritorneremo più avanti nell’articolo.

L’INQUADRAMENTO DELLE TRAVI PREM, VISTE COME PRODOTTI Le NTC prescrivono (§ 11.1 del D.M. 14.01.2008) che tutti i Prodotti, per uso strutturale, debbano sempre essere: 1) identificati univocamente a cura del produttore; 2) qualificati sotto la responsabilità del produttore; 3) accettati dal Direttore Lavori mediante acquisizione e verifica della documentazione di qualificazione. 1

MORFOLOGIE DI TRAVI PREM • Traliccio con fondello in acciaio

• Traliccio con fondello in calcestruzzo

• Traliccio senza fondello, né in acciaio né in calcestruzzo

2

Si ritiene di poter individuare tre possibili fattispecie entro le quali inquadrare ciascuna Struttura Reticolare Mista: a) strutture composte acciaio-calcestruzzo; b) strutture in calcestruzzo armato e/o precompresso; c) strutture non riconducibili ai principi, alle definizioni, ai modelli di calcolo e ai materiali delle due tipologie sopra elencate. Delle tre tipologie sopra indicate, le prime due non sembrano ricadere nell’ambito di applicazione del citato punto 4.6 del DM 14.01.2008 in quanto espressamente disciplinate rispettivamente dai paragrafi 4.3 e 4.1 delle norme. La terza fattispecie, invece, comprende quelle tipologie che per principi, modelli di calcolo e materiali non possono essere ricomprese nelle prime due.

In particolare, per quanto attiene l’Identificazione e la Qualificazione, possono configurarsi i casi riportati nel box (3). Poiché non esistono norme armonizzate sulle Travi PREM, ne discende che, per quanto attiene l’Identificazione e la Qualificazione, le categorie strutturali a) e b) ricadono nel caso B) di prodotti mentre la cate-

Ing. Manuela Contaldo

Ing. Marco Miglioli

INSERTO STACCABILE

(Stralcio dalle Linee Guida del C.S.LL.PP. – bozza 27/03/09)

Gruppo di Lavoro

LE CATEGORIE STRUTTURALI DELLE TRAVI PREM Le Linee Guida del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (C.S.LL.P.) hanno inquadrato le Travi PREM in tre categorie strutturali, indipendenti dalle loro morfologie. Riportiamo, nel box (2), un significativo stralcio di tale documento. Da tale tripartizione discendono immediatamente i riferimenti normativi appropriati per la progettazione delle categorie a) e b) ed, in larga misura, discendono anche delle indicazioni materiche per la parte prefabbricata. Vediamo. Le Travi di categoria a) devono seguire le regole delle strutture in acciaio, e composte acciaio-calcestruzzo, per cui saranno sicuramente costituite di solo acciaio per carpenteria metallica non solo per il fondello inferiore, se c’è, ma anche per tutti gli altri elementi che compongono la Trave PREM, correnti ed anima, sia che siano costituiti da ferri tondi che quadri che angolari. Possono essere costituite di solo acciaio, se hanno il fondello inferiore in acciaio o se non hanno fondello, oppure avere un fondello di cemento armato. Le Travi di categoria b), per converso, devono seguire le regole

CATEGORIE STRUTTURALI DELLE TRAVI PREM

Gruppo di Ricerca

LE MORFOLOGIE DELLE TRAVI PREM Le moltissime morfologie di Travi PREM presenti sul mercato sono raggruppabili nelle tre principali riportate nel box (1).

7


3

CASI DI PRODOTTI STRUTTURALI (Stralcio dal § 11.1 del D.M. 14.01.2008)

A) materiali e prodotti per uso strutturale per i quali sia disponibile una norma europea armonizzata…; B) materiali e prodotti per uso strutturale per i quali non sia disponibile una norma europea armonizzata… per i quali sia invece prevista la qualificazione con le modalità e le procedure indicate nelle presenti norme;…; C) materiali e prodotti per uso strutturale innovativi o comunque non citati nel presente capitolo e non ricadenti in una delle tipologie A) o B). In tali casi il Produttore…. dovrà essere in possesso di un Certificato di Idoneità Tecnica all’Impiego rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale sulla base di Linee Guida approvate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Ing. Massimiliano Signorelli

8

CSP Prefabbricati S.p.A

goria c) ricade nel caso C). Sul piano degli obblighi procedurali, poi, i Prodotti ed i Produttori sono termini equivalenti a Prefabbricati ed a Prefabbricatori (§ 4.1.10) anche quando si tratta di manufatti in solo acciaio (§ 11.3.4.11.2.3, ultimo capoverso) mentre le procedure di qualificazione sono congegnate in modo tale da garantire pari affidabilità al prodotto finale differenziandosi solo in funzione della specifica tipologia di produzione. Tutte le possibili tipologie di produzione, previste dalle NTC, sono rappresentate nel box (4) e ad esse si devono ricondurre anche le Travi PREM. La definizione di serie tipologica è precisamente definita dalla norma (§ 4.1.10.2.1): “Rientrano in serie dichiarata i componenti di serie che, pur appartenendo ad una tipologia predefinita, vengono progettati di volta in volta su commessa per dimensioni ed armature”. Viceversa, la produzione occasionale è vista come una vera attività da prefabbricatore che, pur avendo “stabilimenti permanenti”, “tecnologia ripetitiva” e “processi industrializzati”, non garantisce “ripetitività tipologica”. In pratica, possiede continuità di processo ma non di prodotto e deve avvenire nell'ambito di un sistema di controllo della produzione documentato.

I CONTROLLI IN PRODUZIONE PER LE TRAVI PREM I controlli in produzione, sui materiali, sul processo e sui prodotti, sono comuni a tutte le categorie di Travi PREM, indipendentemente dalla tipologia di produzione. Essi sono elencati sinteticamente, nella loro totalità, nel box (5). In tutti i casi, la produzione deve avvenire sotto la responsabilità di un Direttore Tecnico dello Stabilimento. Nella produzione in serie (tipologica o ripetitiva, dichiarata o controllata), tale figura assume anche la valenza e responsabilità del Direttore dei Lavori. Nella produzione occasionale, invece, i controlli devono essere effettuati dal Direttore dei Lavori dell’opera di destinazione ovvero da un suo delegato (§ 4.1.10.3). Ciò comporta una forte penalizzazione per il produttore sia per quanto riguarda i prelievi (dell’acciaio e del cls), che devono essere eseguiti, di fatto, per ogni singola commessa (e, per il calcestruzzo, per ogni giorno di produzione) e non sulla linea produttiva, e sia per i controlli sulla produzione. Inoltre, le prove sui cubetti dovranno essere effettuate sempre da un Laboratorio Ufficiale, senza contare che non sarà facile trovare un DL disposto ad eseguire tali

controlli nello stabilimento di prefabbricazione. Tale tipologia di produzione sarà, quindi, giustificata solamente in alcune situazioni contingenti e/o transitorie perché per una produzione continua risulterebbe eccessivamente onerosa.

LE PROCEDURE DI QUALIFICAZIONE Prima dell’inizio della produzione, ciascun produttore di Travi PREM ha l’obbligo di qualificare il suo stabilimento secondo § 11.8.4. In pratica, deve descrivere all’STC le proprie procedure esecutive, di controllo e di assoggettamento a certificazione e l’STC ne verificherà la congruenza e completezza. Se intende produrre “in serie” (tipologica o ripetitiva che sia) Egli dovrà Qualificare anche gli elementi costruttivi: se si tratta di Travi PREM di categoria a) e/o b) (caso B) del § 11.1), l’STC ne verificherà la congruenza progettuale alle NTC. Alla fine delle verifiche, l’STC rilascerà un Attestato di Qualificazione di validità triennale. Per rientrare nelle categorie a) e/o b) il Produttore dovrà applicare per intero e solamente le regole delle NTC, per l’acciaio o per il c.a.. È necessaria quindi una relazione del Progettista che dimostri con calcoli, dettagli costruttivi e disegni l’appartenenza a queste precise tipologie strutturali. Il STC eseguirà, su queste relazioni, un controllo di merito e non solamente formale. Queste due categorie risultano, quindi, fortemente condizionate dalle regole, non pensate per le Travi Reticolari Miste, cui devono sottostare, rendendone meno flessibile l’impiego. Ricadere nella categoria c) significa, invece, conoscere e sfruttare realmente gli schemi di funzionamento strutturale specifico delle Travi PREM con evidenti vantaggi in termini di ottimizzazione dei materiali e quindi dei costi delle stesse. È facile immaginare, quindi, che le categorie a) e b) saranno utilizzate solo transitoriamente, in vista del completamento dell’iter verso le travi di categoria c). Per quest’ultima categoria, per converso, la procedura di Qualificazione, sia per produzione in serie che occasionale, non potendo riferire il calcolo alle NTC sarà corredata dalla enunciazione delle regole e degli algoritmi utilizzati, a loro volta assistiti da prove di laboratorio in quantità e qualità adeguata (secondo quanto previsto dalle Linee Guida Ministeriali). Ecco perché il § 4.6 prevede l’autorizzazione dell’STC che si estrinseca, secondo il § C11.1 4

TIPOLOGIE DI PRODUZIONE PER MANUFATTI PREFABBRICATI E PER TRAVI PREM • Produzione Occasionale; • Produzione in Serie Dichiarata tipologica (su commessa); • Produzione in Serie Dichiarata ripetitiva (a magazzino); • Produzione in Serie Controllata tipologica (su commessa); • Produzione in Serie Controllata ripetitiva (a magazzino).


NORME TECNICHE DELLE COSTRUZIONI

IL PROGETTISTA Intanto, poiché la L. 1086 è ancora in vigore, sotto forma di DPR n. 380/2001, il Progettista Generale delle strutture è responsabile dell’organico inserimento e della previsione di utilizzazione dei manufatti prefabbricati in serie nella costruzione. Sarà sua prerogativa poi, se lo ritiene opportuno, individuare, nei contratti e/o nei capitolati, anche la categoria di Trave PREM da Lui prevista. Prevedibilmente poi, data la complessità della materia, il Progettista che ritenga di utilizzare le travi PREM in un suo progetto avrà desiderio di rivolgersi ad un team competente che lo supporti nelle scelte a monte e nella progettazione stessa. IL PRODUTTORE Abbiamo accennato alla Qualificazione del Processo Produttivo e dei Prodotti ma non abbiamo ancora detto a quali nuovi oneri è soggetto il Produttore oltre a quelli, in essere già prima delle NTC, di carattere tecnico documentale. Innanzitutto, la produzione di Travi di categoria a) e b), in attesa di ricevere l’autorizzazione a produrre Travi di categoria c) comporta una sicura serie di complicazioni organizzative e logistiche oltre ad un adeguamento dei vari SW di calcolo e di progettazione costruttiva che si aggiungono alla non perfetta ottimizzazione dei materiali. Poi, l’obbligo di

5

CONTROLLI IN PRODUZIONE PER LE TRAVI PREM • Controlli sul calcestruzzo: trattandosi di prefabbricati non ricadenti nel caso A), i controlli sul calcestruzzo saranno quelli previsti dalle NTC al § 11.8.3.1; • Controlli sull’acciaio da c.a.: non essendo disponibile una norma armonizzata per questi acciai, i controlli sono obbligatori e consistono in quelli previsti per i Centri di Trasformazione (§ 11.3.2.10.3); • Controlli sull’acciaio da carpenteria: trattandosi di tutti acciai soggetti a norme armonizzate, non sono previsti ulteriori controlli nei Centri di Trasformazione, cioè negli Stabilimenti di Prefabbricazione; • Controlli sulle lavorazioni degli acciai: deve essere predisposto un sistema di gestione della qualità del processo di trasformazione e del prodotto, in coerenza con

la norma UNI EN ISO 9001:2000, certificato da parte di un organismo terzo indipendente che opera in coerenza con la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17021:2006 (§ 11.3.1.7); i processi saranno svolti in coerenza con le prescrizioni del § 11.3; • Controlli sulla produzione dei manufatti prefabbricati (in serie o di produzione occasionale): deve essere predisposto un sistema di gestione della qualità del processo di trasformazione e del prodotto, in coerenza con la norma UNI EN ISO 9001:2000, certificato da parte di un organismo terzo indipendente che opera in coerenza con la norma UNI CEI EN ISO/ IEC 17021:2006 (§ 11.8.3); i processi saranno svolti in coerenza con le prescrizioni del § 11.8.

usare solamente materiali qualificati all’origine ed accompagnati dalle relative certificazioni comporta una rivisitazione dei fornitori, restringendoli ad una piccola cerchia, con evidenti rischi di sovracosti. Purtroppo, inoltre, la nuova tipologia di acciaio S460, di maggiore resistenza, non è ancora di comune produzione per le acciaierie e quindi non reperibile. Per i prodotti marcati CE, le norme armonizzate intensificano il numero di prove da effettuare sul cls ma sgravano il produttore dall’obbligo di appoggiarsi ad un laboratorio di prove esterno. Per i fondelli delle Travi PREM, purtroppo, non essendo soggetti a marcatura CE non è possibile usufruire di tale sconto. D’altro canto la norma obbliga il produttore ad effettuare un prelievo al giorno per ogni miscela di calcestruzzo utilizzata in produzione. Dotarsi di un laboratorio attrezzato e controllato in regime di qualità per effettuare le prove interne sul cls diventa, quindi, sicuramente una soluzione appetibile per tutti i produttori di Travi PREM con fondello in cls. Per l’acciaio, invece, la norma diventa estremamente più gravosa. La frequenza delle prove è stata intensificata e la rintracciabilità dei materiali non è sicuramente di facile gestione, almeno fino a che tutti i produttori non si saranno organizzati per marchiare ogni singolo pezzo come previsto dalla norma. Mentre per i tondi da c.a. nervati la rintracciabilità è garantita dalla geometria delle nervature che restano quasi sempre ben visibili ed identificabili, per tutti gli altri materiali quali piatti, tondi lisci e tubi in acciaio si dovrà ricorrere a metodi alternativi (etichettatura da parte del produttore, marchiatura continua e visibile su tutta la lunghezza, utilizzo di codici colore) per identificare univocamente i vari produttori e garantire la tracciabilità dei materiali costituenti le travi. In ottemperanza alle norme le maestranze che realizzano travi miste dovranno necessariamente qualificarsi con appositi patentini per i vari tipi di saldature. Le prove di qualifica dei saldatori, degli operatori e dei procedimenti dovranno essere eseguite da un Ente

Laterizi Reato S.r.L.

delle Istruzioni alle NTC, con il “Certificato di Idoneità Tecnica all’Impiego” di cui al § 11.1 che, di fatto, comprende sia la Qualificazione dello Stabilimento che del Prodotto nei casi non coperti dalle NTC. Per quest’ultima procedura, i Produttori aderenti ad Assoprem potranno riferirsi alle regole contenute nelle Raccomandazioni ed alle prove di laboratorio effettuate nell’ambito della ricerca Assoprem. Tale progetto nazionale di Ricerca coordinato si basa sul lavoro di dieci centri universitari e su un’ampia mole di ricerche eseguite precedentemente dai singoli soci, risultando coerente con le richieste delle Linee Guida Ministeriali. Per quanto riguarda i controlli soggetti a certificazione di Ente Terzo, poi, occorre dire che la certificazione ISO 9000 comprende, al suo interno, un sistema di controllo del processo produttivo (FPC = Factory Production Control) per cui chi ha già tale certificazione non deve fare nulla di più. Al contrario, chi non possiede una ISO 9000 non potrebbe partire direttamente con essa ma dovrebbe prima ottenere una FPC su tali prodotti perché la ISO 9000 attesta che tutti i manufatti sono GIA’ sottoposti ad FPC all’epoca della visita per l’ISO 9000. Questa difficoltà, tuttavia, si supera facilmente perché la visita ispettiva per l’ISO 9000, nel caso di assenza di FPC, rileverà una non conformità non sostanziale, dando al produttore un termine per superarla (in genere tre mesi); termine entro il quale la procedura di qualificazione sarà completata. Stante il nuovo quadro normativo complesso e molto innovativo, Assoprem si è attivata, basandosi sulle competenze del Gruppo di Lavoro e delle singole aziende associate ed interfacciandosi con l’STC che si è reso disponibile, per individuare la casistica delle diverse situazioni e mettere a punto un format procedurale per la Qualificazione di ciascuna di esse.

Ing. Pierluigi Reato

9


NORME TECNICHE DELLE COSTRUZIONI terzo; in assenza di prescrizioni in proposito l’Ente sarà scelto dal costruttore secondo criteri di competenza e di indipendenza. Sulle saldature la norma prevede inoltre l’esecuzione di controlli non distruttivi per accertare la corrispondenza ai livelli di qualità previsti dal progettista. Anche qui, gli oneri sono molto aumentati.

L’IMPRESA COSTRUTTRICE L’Impresa Costruttrice dovrà, all’atto dell’ordine, riferirsi solo a Produttori e Prodotti Qualificati. Dovrà inoltre affiancare il Direttore dei Lavori nella verifica dei documenti di accompagnamento, elencati nel box qui accanto, e dei prescritti contrassegni (§ 11.8.3.4) alla ricezione delle Travi PREM in cantiere. IL DIRETTORE LAVORI Il Direttore dei Lavori dell’opera di destinazione è il tecnico responsabile della corretta esecuzione dell’opera, della corretta posa in opera e dei getti integrativi delle Travi PREM. Nel caso di Travi PREM in serie, il DL dovrà richiedere: 1) Per Travi PREM di categoria a) e/o b): l’Attestato di Qualificazione dell’STC ed il Certificato d’Origine; 2) Per Travi PREM di categoria c): il Certificato di Idoneità Tecnica all’Impiego dell’STC ed il Certificato d’Origine. Gli Attestati ed i Certificati rilasciati dall’STC presuppongono l’esibizione del certificato del controllo di produzione in fabbrica emesso da un Ente terzo (certificato FPC). Qualora la produzione sia affidata ad una ditta che classifichi, ai sensi delle NTC, le proprie Travi PREM di produzione occasionale Egli dovrà vigilare direttamente sulla produzione dei prefabbricati e disporre i prelievi dell’acciaio e del cls. A fronte di tale vigilanza, per le sole travi di categoria a) e b), Egli non dovrà richiedere il Certificato d’Origine che sarà invece necessario, per la categoria c), assieme al Certificato di Idoneità Tecnica all’Impiego. Infatti, il § 4.1.10.2, secondo trattino, dice che si considerano Prodotti Prefabbricati in serie “i componenti per i quali è stata rilasciata la certificazione d’idoneità”. Unitamente all’Impresa, il DL è tenuto a verificare la presenza e completezza della documentazione di cui sopra, e quella ulteriore di accompagnamento elencata nel box (6), all’atto della ricezione in cantiere dei manufatti e prima della posa degli stessi; inoltre dovrà verificare che essi siano effettivamente contrassegnati, come prescritto al § 11.8.3.4.

Ing. Livio Izzo

10

Presidente Assoprem

IL COLLAUDATORE Il Collaudatore ha il compito di validare il processo di progettazione, di fabbricazione in stabilimento e di direzione dei lavori. Avrà a disposizione, quindi, non solo tutti i documenti del Progettista e del DL ma anche tutti quegli altri documenti che riterrà opportuni, quali le singole prove sui materiali effettuate dal Produttore etc. CONCLUSIONI Le nuove NTC costituiscono un giro di vite sicuramente oneroso per il Produttore ma certamente qualificante ed essenziale per portare tutti i produttori allo stesso livello qualitativo minimo, favorendo così la libera e corretta concorrenza sia fra i produttori che fra i prodotti stessi e garantendo molto meglio l’utilizzatore finale.

6

DOCUMENTI DI ACCOMPAGNAMENTO Oltre agli Attestati e ai Certificati che il Direttore dei Lavori, come precisato nel relativo paragrafo, è tenuto a richiedere al produttore, ogni fornitura in cantiere delle Travi PREM sarà accompagnata da apposite istruzioni nelle quali vengono indicate le procedure relative alle operazioni di trasporto e montaggio degli elementi prefabbricati, ai sensi dell’art. 58 del DPR n. 380/2001 (§ 11.8.5). Tali istruzioni, anch’esse da consegnare al Direttore dei Lavori dell’opera, comprenderanno di regola: a) i disegni d’assieme che indichino la posizione e le connessioni degli elementi nel complesso dell’opera, compreso l’elenco degli elementi forniti con relativi contrassegni, oltre alle condizioni di autoportanza previste o della eventuale puntellazione; b) apposita relazione sulle caratteristiche dei materiali richiesti per le unioni e le opere di completamento; c) le istruzioni di montaggio con i necessari dati per la movimentazione, la posa e la regolazione dei manufatti; d) documentazione, fornita quando disponibile, attestante i risultati delle prove a compressione effettuate in stabilimento su cubi di calcestruzzo (ovvero estratto del Registro di produzione) e copia dei certificati relativi alle prove effettuate da un laboratorio incaricato ai sensi dell’art. 59 del DPR n. 380/2001; tali documenti devono essere relativi al periodo di produzione dei manufatti.

Entro il completamento della fornitura, il produttore di elementi prefabbricati consegnerà altresì al Direttore dei Lavori, e questi al Committente, a conclusione dell’opera, gli elaborati (disegni, particolari costruttivi, ecc.) firmati dal Progettista delle Travi PREM e dal Direttore Tecnico della produzione, secondo le rispettive competenze, contenenti istruzioni per il corretto impiego e la manutenzione dei singoli manufatti, esplicitando in particolare: • destinazione del prodotto; • requisiti fisici rilevanti in relazione alla destinazione; • prestazioni statiche dei manufatti; • prescrizioni per le operazioni integrative o di manutenzione, necessarie per conferire o mantenere nel tempo le prestazioni e i requisiti dichiarati, ivi compresi eventuali trattamenti protettivi nei confronti dell’incendio; • tolleranze dimensionali. Nella documentazione di cui sopra il Progettista delle Travi PREM deve indicare espressamente: *) le caratteristiche meccaniche delle sezioni, i valori delle coazioni impresse, i momenti di servizio, gli sforzi di taglio massimo, i valori dei carichi di esercizio e loro distribuzioni, il tipo di materiale protettivo contro la corrosione per eventuali parti metalliche in vista, dimensioni e caratteristiche dei cuscinetti di appoggio, ove previsti, e indicazioni per il loro corretto impiego; *) la resistenza richiesta per il getto integrativo di completamento in opera; *) la possibilità di impiego in ambiente aggressivo e le eventuali variazioni di prestazioni che ne conseguono.


COMUNICAZIONE Conoscere le Travi PREM, navigando nel nuovo sito di Assoprem, dove Ricerca, Cultura, Informazione e Servizio sono a tua disposizione progettuali e realizzative più all’avanguardia, di accedere a una gamma di informazioni non solo relative alla Trave PREM o a quelle collegabili ma anche ad altre informazioni rese disponibili da chi condivide la nostra filoso-

fia delle sinergie delle conoscenze. Infine con la sezione Links il sito mette a disposizione la rete di relazioni che Assoprem ha costruito in questi tre anni di attività dalla sua costituzione. Ci auguriamo che questo strumento d’informazione possa migliorare la conoscenza degli operatori del settore sulle Travi Prefabbricate Reticolari Miste PREM e sulle attività sviluppate dall’Associazione ma soprattutto ci auguriamo che sia uno strumento utile nella quotidiana attività professionale.

Resp. Comunicazione Assoprem

D

a settembre è in rete il nuovo sito web di Assoprem completamente rinnovato nell’editing e nei contenuti. La fase di progettazione è stata una parte importante del lavoro svolto perché doveva individuare gli elementi caratterizzanti del sito associativo. Infatti, si voleva realizzare un sito che oltre ad assolvere compiti tipicamente associativi e istituzionali potessero rappresentare per tutti gli operatori del settore edile uno strumento utile alla pratica quotidiana per un corretto utilizzo dell’elemento strutturale che fa Sistema: la Trave Prefabbricata Reticolare Mista PREM. Pertanto è stata individuata una struttura, in dieci sezioni, dove Ricerca, Cultura, Informazione e Servizio fossero a disposizione dell’internauta. Infatti, troviamo la sezione Associazione che ripercorre i momenti di vita associativa, la sua mission, la rete di relazioni attivata in soli tre anni di vita, le opportunità offerte aderendo al progetto e gli aspetti che regolano la vita della compagine associativa; la sezione Attività Istituzionali che presenta la struttura associativa i suoi organi e i membri eletti che, con la sezione Contatti, v’introduce direttamente nell’Associazione. La sezione Trave PREM è dedicata a presentare le caratteristiche della Trave Prefabbricata Reticolare Mista le sue capacità prestazionali, le sue morfologie e racconta una storia lunga quarant’anni ricca di un continuo sviluppo tecnologico dell’idea iniziale ma soprattutto illustra gli ambiti applicativi di un elemento strutturale che fa Sistema nel processo costruttivo. L’Area Tecnica offre al navigatore il panorama normativo del prodotto e la sua recente evoluzione ma soprattutto mette a disposizione un Documento Tecnico Nazionale di Riferimento frutto del lavoro e della ricerca svolto in questi anni. Una sezione specialistica e scientifica che raccoglie l’esperienza di Professionisti, Accademici Enti Terzi, Produttori, dei Gruppi e Istituzioni. Nella sezione Cultura il sito da spazio alle numerose iniziative dedicate a migliorare la conoscenza del prodotto: che, con le attività redazionali, costituiscono un impegno puntuale e meticoloso volto a far conoscere le peculiarità di questo prodotto utilizzato da quarant’anni nelle costruzioni. Nella sezione Comunicazione il sito presenta i diversi messaggi utilizzati dalla sua nascita a oggi e le presenze di Assoprem nelle diverse fiere cui ha partecipato in prima persona. Mentre le sezioni PremMarketPoint e Siti Culturali in rete sono dedicate a illustrare i servizi offerti dall’associazione al mercato delle Travi PREM e non solo. Infatti, mentre nella prima s’informa il navigatore sulle caratteristiche dei punti qualificati che compongono la Rete di Eccellenza e sulle opportunità a loro disposizione, la seconda che permette al navigatore, attento alle tecniche

Geom. Franco Belotti

11


NORME TECNICHE DELLE COSTRUZIONI

L

e Norme Tecniche delle Costruzioni (NTC, D.M. 14.01.2008), entrate definitivamente in vigore l’1/7/09, hanno recato profonde innovazioni non solo sul piano progettuale ma anche sul piano procedurale; nel merito, cioè, degli adempimenti formali e sostanziali di tutti gli attori della filiera delle costruzioni: Progettisti, Produttori, Imprese, Direttori Lavori, Collaudatori, Istituti di Certificazione ed Organi di Controllo. Come succede per tutte le innovazioni importanti, in questo primo periodo di applicazione si stanno formando, e gradualmente consolidando, le interpretazioni delle novità. Queste partono, prima di tutto, dagli Organi di Controllo per poi distribuirsi in tutta la filiera con riscontri e successivi aggiustamenti di tiro che tengono conto sicuramente dello spirito e della lettera delle norme ma anche della loro concreta attuazione nelle diverse realtà operative. Per le Travi PREM, il quadro di riferimento è in via di completamento con la attesa pubblicazione delle Linee Guida Ministeriali sulle Travi Reticolari Miste, in ottemperanza al § 4.6 delle NTC, su cui abbiamo relazionato ampiamente nel n. 3 di PREM magazine. In questo articolo intendiamo rappresentarlo in maniera sintetica ed operativa per dare un contributo a tutti gli attori della filiera. Poiché però le Linee Guida Ministeriali, e conseguentemente le Raccomandazioni Assoprem, saranno pubblicate prevedibilmente nell’autunno 2009, cioè ben oltre la data dell’1/07/09 di entrata in vigore definitiva delle NTC, la loro applicazione non può tecnicamente essere immediata ma potrà dispiegarsi entro un lasso di tempo ragionevole. Le indicazioni che diamo in quest’articolo, basate sulle bozze attuali quasi definitive di tali documenti, vanno considerate, quindi, come operative, ragionevolmente, a partire dal 2010.

delle strutture in cemento armato per cui saranno sicuramente costituite di solo acciaio da cemento armato per tutti gli elementi che compongono la Trave PREM: correnti ed anima (“non è consentito prendere in conto nella fase finale il contributo dell’acciaio da carpenteria”). Possono essere costituite di solo acciaio, nel caso in cui siano costituite del solo traliccio metallico senza fondello né in acciaio né prefabbricato, oppure avere un fondello di cls. Le Travi di categoria c), invece, potranno essere costituite con una combinazione qualsiasi dei materiali precedenti. Per la loro progettazione ritorneremo più avanti nell’articolo.

L’INQUADRAMENTO DELLE TRAVI PREM, VISTE COME PRODOTTI Le NTC prescrivono (§ 11.1 del D.M. 14.01.2008) che tutti i Prodotti, per uso strutturale, debbano sempre essere: 1) identificati univocamente a cura del produttore; 2) qualificati sotto la responsabilità del produttore; 3) accettati dal Direttore Lavori mediante acquisizione e verifica della documentazione di qualificazione. 1

MORFOLOGIE DI TRAVI PREM • Traliccio con fondello in acciaio

• Traliccio con fondello in calcestruzzo

• Traliccio senza fondello, né in acciaio né in calcestruzzo

2

Si ritiene di poter individuare tre possibili fattispecie entro le quali inquadrare ciascuna Struttura Reticolare Mista: a) strutture composte acciaio-calcestruzzo; b) strutture in calcestruzzo armato e/o precompresso; c) strutture non riconducibili ai principi, alle definizioni, ai modelli di calcolo e ai materiali delle due tipologie sopra elencate. Delle tre tipologie sopra indicate, le prime due non sembrano ricadere nell’ambito di applicazione del citato punto 4.6 del DM 14.01.2008 in quanto espressamente disciplinate rispettivamente dai paragrafi 4.3 e 4.1 delle norme. La terza fattispecie, invece, comprende quelle tipologie che per principi, modelli di calcolo e materiali non possono essere ricomprese nelle prime due.

In particolare, per quanto attiene l’Identificazione e la Qualificazione, possono configurarsi i casi riportati nel box (3). Poiché non esistono norme armonizzate sulle Travi PREM, ne discende che, per quanto attiene l’Identificazione e la Qualificazione, le categorie strutturali a) e b) ricadono nel caso B) di prodotti mentre la cate-

Ing. Manuela Contaldo

Ing. Marco Miglioli

INSERTO STACCABILE

(Stralcio dalle Linee Guida del C.S.LL.PP. – bozza 27/03/09)

Gruppo di Lavoro

LE CATEGORIE STRUTTURALI DELLE TRAVI PREM Le Linee Guida del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (C.S.LL.P.P.) hanno inquadrato le Travi PREM in tre categorie strutturali, indipendenti dalle loro morfologie. Riportiamo, nel box (2), un significativo stralcio di tale documento. Da tale tripartizione discendono immediatamente i riferimenti normativi appropriati per la progettazione delle categorie a) e b) ed, in larga misura, discendono anche delle indicazioni materiche per la parte prefabbricata. Vediamo. Le Travi di categoria a) devono seguire le regole delle strutture in acciaio, e composte acciaio-calcestruzzo, per cui saranno sicuramente costituite di solo acciaio per carpenteria metallica non solo per il fondello inferiore, se c’è, ma anche per tutti gli altri elementi che compongono la Trave PREM, correnti ed anima, sia che siano costituiti da ferri tondi che quadri che angolari. Possono essere costituite di solo acciaio, se hanno il fondello inferiore in acciaio o se non hanno fondello, oppure avere un fondello di cemento armato. Le Travi di categoria b), per converso, devono seguire le regole

CATEGORIE STRUTTURALI DELLE TRAVI PREM

Gruppo di Ricerca

LE MORFOLOGIE DELLE TRAVI PREM Le moltissime morfologie di Travi PREM presenti sul mercato sono raggruppabili nelle tre principali riportate nel box (1).

7


INCONTRO

M

orfologia del terreno e interazione tra spazi interni e contesto ambientale sono il filo conduttore che l’architetto Concetta Sidoti Abate ha voluto perseguire in questo progetto dove aria, mare e vista sulla città rappresentano un panorama mediterraneo da cartolina ma con una particolare attenzione a realizzare un edificio con un risparmio energetico importante. Architetto Sidoti Abate ha già impiegato Travi PREM prima di questo progetto? Ho impiegato spesso le Travi PREM nell’arco della mia professione. Ho sperimentato già da parecchi anni il vantaggio di poter realizzare notevoli luci con travi a spessore di solaio. La possibilità della libertà distributiva che questa scelta consente. Ho sperimentato inoltre le ampie possibilità di una progettazione modulare e di una esemplificazione a livello di posa in opera

Arch. Concetta Sidoti Abate

12

Libero Professionista

In questa rubrica, gli utilizzatori di Travi PREM, Professionisti e Imprenditori, raccontano il ruolo svolto da queste travi nei loro progetti e nei loro cantieri. Per ragioni di spazio chiediamo al nostro Interlocutore di concentrarsi su un singolo cantiere raccontando, di fatto, una case history. La incredibile varietà di applicazioni, che emergeranno in queste pagine, testimoniano la grande duttilità d’uso di questa meraviglia della tecnologia italiana. Per avere testimonianze utili a tutti chiediamo preliminarmente, al nostro interlocutore, di esprimere il suo parere in maniera estremamente schietta e concreta.

e di razionalizzazione organizzativa del cantiere e dei tempi di realizzazione. Qual è stata la Missione e l’Idea Portante di questo progetto? Questo progetto si doveva inserire in un contesto geomorfologico particolare. Il lotto era ubicato in prossimità del centro urbano di un paese tirrenico in forte crescita socio economica. Si trovava su un terreno acclive e in posizione panoramica. Gli elementi che predominavano erano l’aria, il mare, la vista sulla città, lo sguardo che spaziava sulla costa tirrenica da Cefalù a Capo d’Orlando. Uno dei punti fermi dell’elaborazione progettuale è stato quello di mantenere un’interazione quanto più possibile elevata tra gli spazi interni degli edifici e questo contesto spaziale e ambientale così importante. Un secondo obiettivo consisteva nell’inserimento delle costruzioni rispettando la morfologia del terreno in modo da consentire un impatto armonico con l’ambiente circostante, sfruttando anche le differenti quote altimetriche per consentire di godere al massimo del panorama. Anche per questo motivo si è scelto di rea-

lizzare cinque edifici distinti articolati in due moduli aperti su tutti i lati e incernierati dal corpo scala in cui anche l’ascensore fosse panoramico. Occorreva inoltre una scelta strutturale che consentisse di distribuire in modo flessibile gli spazi interni senza il vincolo di dover mascherare o assecondare pesanti travi. A quali componenti sono stati affidati i ruoli più significativi? Come accennavamo i ruoli significativi sono stati affidati: all’interazione tra spazi interni e contesto; alla possibilità di flessibilità della distribuzione interna e non ultimo un ruolo importante era anche l’aspetto della realizzazione dell’opera che doveva prevedere un’ottima e razionale organizzazione del cantiere. Quali esigenze hanno portato verso le Travi PREM? Questi stessi aspetti oltre ad una già comprovata e positiva esperienza nell’utilizzo del sistema costruttivo hanno orientato la scelta strutturale verso le Travi PREM.

Aveva bisogno delle sole travi o di un sistema costruttivo completo? Nel caso specifico la scelta si è orientata verso l’impiego di un sistema costruttivo completo comprendenti anche il solaio Plastbau e i di muri in polistirene, per ottenere un elevato livello di coibentazione e quindi per garantire il risparmio energetico con tutti i benefici ambientali ed economici che ne conseguono. Come si è presentata l’organizzazione del cantiere in presenza di Travi PREM? Con queste scelte l’organizzazione del cantiere è stata particolarmente facilitata sotto tutti gli aspetti, non ultimo quello della sicurezza. Basti pensare alla semplicità di posa in opera di un solaio Plastbau in associazione alle Travi PREM, rispetto ad un sistema di tipo tradizionale. Il coordinamento tra l’impresa costruttrice e il fornitore hanno semplificato la fase di stoccaggio e deposito, con vantaggio dell’organizzazione degli spazi e dei percorsi del cantiere. La facilità di posa in opera, l’autoportanza dei materiali, che richiedono un ridotto impiego di carpenteria, hanno


la scheda

PROFESSIONISTA il Cantiere

il Progettista Architettonico

Committente Immobiliare Cannamelata Srl Progetto Architettonico Architetto Concetta Sidoti Abate – Capo d’Orlando (ME). Progetto Strutturale e DL Ing. Nicolò Cancelliere - Messina Impresa Esecutrice Società Argemo Srl – Barcellona P.G. (ME) Ubicazione Sant’Agata Militello (ME) Anno di costruzione 2009 Il complesso, di cui è prossimo il completamento, è inserito nel piano di lottizzazione convenzionata in Zona C3 Cannamelata, a Sant’Agata Militello (ME e consiste nella realizzazione di 30 appartamenti più un edificio mono-familiare. L’intervento in esame è costituito da cinque unità disposte in serie aperta e composte da sei appartamenti su tre elevazioni fuori terra con piano interrato destinato a parcheggio, più volume tecnico mentre il sesto è il fabbricato unifamiliare. Tutti gli edifici sono circondati da giardini e si inseriscono in modo armonico con l’ambiente circostante per consentire di godere al massimo del panorama offerto dall’ubicazione del cantiere.

L’Arch. Concetta Sidoti Abate nasce a Messina nel 1963, si laurea nel 1988 con il massimo dei voti presso l’Università degli studi di Palermo dove intrattiene alcune collaborazioni e ricerche con il Dipartimento di Storia e Progetto nell’Architettura. Realizza alcune pubblicazioni e dal 1989 svolge l’attività libero-professionale con studio a Capo d’Orlando. Alcuni degli incarichi espletati con lo svolgimento della libera professione provenienti da committenza privata sono: • Ristrutturazione di appartamenti e fabbricati antichi a Naso, a S. Agata Militello e ad Alcara li Fusi. • Progettazione e d.l. di fabbricati monofamiliari, bifamiliari e ville a Capo d’Orlando, Acquedolci, Sinagra e Alcara li Fusi, S.Agata Militello. • Progettazione, calcolo e D.L. di un fabbricato per 15 appartamenti in via A. Doria a Capo D’Orlando. • Progettazione di un complesso immobiliare costituito da due corpi di fabbrica a

contratto notevolmente i tempi di esecuzione e hanno migliorato le condizioni di sicurezza del cantiere. Quali esigenze sono state soddisfatte dalle Travi PREM nel Suo cantiere, anche qualora non previste, e quali no? Si può affermare che con queste scelte sono state soddisfatte molte esigenze del cantiere il cui funzionamento è stato cosi razionalizzato e snellito notevolmente. Si sono abbreviate alcune fasi di lavorazione, alcuni procedimenti sono diventati più sicuri, l’organizzazione stessa del cantiere è diventata più razionale. È stata garantita, inoltre l’assistenza tecnica e la disponibilità ad agevolare la possibilità di modifiche in corso d’opera. Il buon coordinamento con il fornitore ha favorito la presenza di più squadre di operai che hanno potuto prestare la loro opera senza intralciarsi e con più spazio a disposizione. Tutto ciò si è tradotto nella velocizzazione dei tempi consegna dei lavori e in una migliore riuscita dell’opera. Ha trovato dei limiti all’uso di Travi PREM per il Suo Progetto, ha dei suggerimenti sul prodotto e/o servizi connessi?

S.Agata Militello (26 appartamenti, locali commerciali e cantinati). • Progettazione di un fabbricato a S.Agata Militello (4 appartamenti, locali commerciali). • Progettazione di un complesso immobiliare costituito da cinque corpi di fabbrica (30 appartamenti), più una villa in una lottizzazione a S.Agata Militello in Località Cannamelata. • Progettazione di 40 appartamenti e delle opere di urbanizzazione relativi al Programma costruttivo in Località Salicò a Capo d’Orlando. Da committenza pubblica: • 1990 Collaborazione al progetto di Sistemazione di Piazza Municipio ad Acquedolci • 1993 Ristrutturazione e ammodernamento del Palazzetto Comunale dello Sport G.Valenti a Capo d’Orlando. • 1993/1995 Incarico di collaborazione con la Sovrintendenza ai BB.CC. e ambientali di Messina. • 2001/2003 “Opere di urbanizzazione della zona di recupero di S.Lucia” nel Comune di Capo d’Orlando.

Posso affermare che questo tipo di travi più che pormi limiti me li hanno tolti, rendendo la possibilità di flessibilità di distribuzione in pianta, veramente assoluta. Il limite poteva essere rappresentato dalla difficoltà ad eseguire delle varianti. Ma nel caso specifico si è beneficiato di un’assistenza tecnica continua e tempestiva, pronta a fornire supporto e a far fronte alle molteplici esigenze che un cantiere del genere può manifestare. A tale proposito non credo quindi di poter avere suggerimenti, se non quello di mantenere gli standard del prodotto e dei servizi forniti, che sono tra le principali cause che determinano la scelta di questo tipo di travi. Personalmente ritengo che continuerò a scegliere sia le Travi PREM sia il solaio Plasbau, che come ho già specificato sono scelte che garantiscono libertà progettuale e flessibilità. Conosceva già Assoprem, l’Associazione Nazionale dei Produttori di Travi Reticolari Miste? Conoscevo Assoprem. Ne condivido gli obiettivi e ritengo che solo le forme di associazione e cooperazione possano essere reale garanzia di crescita qualitativa oltre che di sviluppo significativo.

13


RICERCA

L

e numerose tipologie ricadenti nella categoria delle Travi Prefabbricate Reticolari Miste (PREM) possono essere ricondotte all’interno di tre gruppi: le travi con fondello in calcestruzzo, le travi con piatto inferiore in acciaio e le travi senza fondello. A quest’ultimo gruppo appartengono le travi realizzate con tralicci piani singoli o multipli collegati in modo discontinuo in corrispondenza dei correnti superiore ed inferiore (Fig. 1). Le Travi PREM senza fondello non sono autoportanti e costituiscono una soluzione tecnologica intermedia tra le classiche travi in c.a. e le PREM con fondello. Allo stato attuale le Travi PREM senza fondello vengono analizzate considerandole come vere e proprie travi in c.a.; questa soluzione appare tuttavia limitativa e non consente di cogliere gli effetti favorevoli ai fini strutturali legati al comportamento all’interfaccia tra il traliccio di collegamento ed il calcestruzzo. A tal fine nell’ambito della ricerca

Per supportare l'attività del Gruppo di Lavoro, nella redazione delle Istruzioni per Travi Prefabbricate Reticolari Miste, è emersa la necessità di eseguire una vasta campagna di prove sperimentali nel più breve tempo possibile. Assoprem si è fatta carico di questa esigenza finanziando un Progetto Nazionale Coordinato di Ricerca redatto dallo stesso GdL. Si tratta di un Progetto, del valore approssimativo di 100.000,00 €, che si snoda su 9 Centri di Ricerca Universitari ed 1 privato coordinati da un organismo nazionale.

14

Università della Calabria

II) una fase di analisi strutturale basata sull’estensione allo studio delle Travi PREM degli usuali modelli adoperati per il calcolo delle grandezze che caratterizzano sia lo stato limite ultimo (momento ultimo) sia lo stato limite di esercizio (frecce, ampiezza delle fessure) nelle travi inflesse in c.a. basati sul meccanismo di trasferimento degli sforzi tra armature e calcestruzzo per aderenza al fine di verificare, attraverso il confronto con i risultati della sperimentazione, la loro efficacia per l’analisi delle Travi PREM, ed III) una eventuale modellazione strutturale che tenga conto della specificità delle Travi PREM.

1

2

Prof. Luciano Ombres

L’attività di ricerca prevede I) una fase sperimentale con prove di flessione su Travi PREM con traliccio piano multiplo al variare: - del tipo di traliccio di collegamento (passo, inclinazione delle aste rispetto all’asse della trave, diametro delle barre utilizzate, caratteristiche meccaniche dell’acciaio, finitura superficiale delle barre (lisce, ad aderenza migliorata)); - della percentuale geometrica di armatura longitudinale tesa; - del rapporto tra area di armatura longitudinale tesa e compressa; - della resistenza meccanica del calcestruzzo,

coordinata dal Gruppo di Lavoro Assoprem, l’Università della Calabria in collaborazione con la Tubisider S.p.a. di Cosenza sta svolgendo una ricerca sul comportamento flessionale di Travi PREM senza fondello con lo scopo di definirne le capacità resistenti, la deformabilità e la fessurazione al variare dei principali parametri coinvolti. La ricerca si propone i seguenti obiettivi: a. analisi dell’influenza del tipo di traliccio di collegamento (forma, dimensioni geometriche, aderenza barrecalcestruzzo) sul comportamento meccanico delle travi; b. analisi dell’influenza della percentuale meccanica di armatura longitudinale sul comportamento meccanico delle travi. c. definizione di una metodologia per l’analisi dello stato fessurato delle Travi Prefabbricate Reticolari Miste (PREM) basata sul meccanismo di trasferimento degli sforzi traliccio di collegamento-calcestruzzo.

1b

3

Analisi sperimentale L’attività sperimentale ancora in corso; è stata condotta in una prima fase mediante l’esecuzione di prove di flessione fino a rottura di Travi PREM sena fondello e di travi in calcestruzzo armate con la stessa armatura longitudinale utilizzata per la formazione dei correnti delle Travi PREM. Le prove sono state eseguite presso il Laboratorio Prove Materiali e Strutture del Dipartimento di Strutture dell’Università della Calabria. Le Travi PREM sono costituite da due tralicci piani verticali senza fondello, realizzati con barre di acciaio B450C, collegati con spezzoni orizzontali d’armatura in corrispondenza dei correnti inferiore e superiore (travi con traliccio piano multiplo). La sperimentazione è stata condotta al variare: - della percentuale geometrica di armatura longitudinale, ρ; - del rapporto armatura longitudinale compressa/armatura tesa, υ;


UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA - della resistenza meccanica del calcestruzzo compresso, ƒcm; - della resistenza meccanica dell’acciaio, ƒsym.. I valori delle suddette grandezze sono riportate nella Tabella 1 Le travi T5, T7, TC3 e TC4 sono realizzate come travi in c.a. aventi la stessa armatura longitudinale (sia in trazione che in compressione) delle Travi PREM; la loro sperimentazione consente di porre a confronto le prestazioni delle Travi PREM con quelle delle travi in c.a.. Le anime dei due tralicci costituenti le Travi PREM sono state realizzate con tondi in acciaio B450C inclinati a V rovescia, saldati ad entrambi i correnti, con passo 35 cm; il diametro dei tondi è stato di 8 mm per le travi T1-T8 e di 10 mm per le altre travi. Lo schema di carico utilizzato nelle prove è quello di flessione su quattro punti con distanza tra i punti di carico e gli appoggi laterali pari a 120 cm. Le travi sono state strumentate con strain gauges incollati sia sulle armature longitudinali e trasversali prima del getto di calcestruzzo, sia sulla superficie esterna del calcestruzzo compresso. Gli abbassamenti in mezzeria ed in corrispondenza dei punti di carico sono stati misurati con trasduttori LVDT. Le misurazioni sono state acquisite mediante centralina elettronica.

T5 e T6 sono state confezionate con lo stesso calcestruzzo e lo stesso tipo di acciaio; la differenza tra i carichi di rottura sperimentali delle due travi è praticamente trascurabile (differenza di circa il 2%). Sia quest’ ultimo risultato che quelli precedentemente analizzati, evidenziano che la configurazione dell’anima reticolare dei due tralicci laterali ha poca influenza sul comportamento meccanico della tipologia di Trave PREM esaminata. Il comportamento sperimentale delle travi TT1,TT2, TC3 e TC4 è descritto dai diagrammi carico-abbassamento in mezzeria riportato nella Figura 4. Analizzando i grafici riportati nella figura appare evidente che le due coppie di travi in cui la percentuale di armatura tesa è elevata (1.70%) presentano un diverso comportamento. Le due Travi PREM sono, infatti, più rigide delle travi in c.a. (la pendenza delle curve è più pronunciata) e presentano una più elevata capacità resistente. La Tabella 2 riporta il valore sperimentale del momento di rottura delle travi sperimentate ed il valore teorico calcolato con le relazioni valide per le sezioni in c.a. assumendo quali valori di calcolo della resistenza del calcestruzzo e dell’acciaio i valori medi sperimentali riportati nella Tabella 1. Dal confronto dei valori si può rilevare che per bassi valori della percentuale geometrica d’armatura le previsioni teoriche non si discostano in modo rilevante dai valori sperimentali; ciò a conferma che la tipologia di trave considerata presenta un comportamento

Tabella 1

l'Autore Luciano Ombres è Professore Associato di Tecnica delle Costruzioni presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università della Calabria. È Responsabile del Laboratorio Prove Materiali e Strutture del Dipartimento di Strutture della stessa Università. Svolge attività di ricerca nel settore della Meccanica dei Materiali e delle Strutture con particolare riferimento al comportamento meccanico di strutture in calcestruzzo armato ed in muratura rinforzati con materiali compositi. È autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche su riviste ed atti di convegno nazionali ed internazionali. Figura 1 - Trave PREM con tralicci piani multipli. Figura 1/bis - Schema delle Travi PREM senza fondello inferiore Figura 2 - Fasi della sperimentazione. Figura 3 - Diagrammi carico abbassamenti (ρ=0.452%). Figura 4 - Diagramma caricoabbassamento (ρ=1.70%). Figura 5 - Rottura delle travi. Tabella 1 - Dati geometrici e meccanici delle travi sperimentate Tabella 2 - Confronto tra i momenti ultimi teorici e sperimentali.

4

Risultati preliminari Alcuni dei risultati più significativi ottenuti dalla sperimentazione sono descritti nel seguito. La Figura 3 riporta il confronto tra le curve carico-sposta5 mento in mezzeria delle Travi PREM (T1,T2,T3,T4, T6 e T8) e delle travi in c.a. (T5,T7) caratterizzate da un basso valore della percentuale meccanica di armatura longitudinale tesa (0.452%); il confronto consente di evidenziare le differenti prestazioni delle due tipologie esaminate. Come si può facilmente rilevare il comportamento delle Travi PREM è pressoché identico a quello delle travi in c.a.; i valori dei carichi di rottura sono poco diversi tra di loro; le modeste differenze rilevate sono da attribuire alla variazione della resistenza meccanica del calcestruzzo e dell’acciaio. Le travi T3 e T4 hanno mostrato la capacità resistente più elevata ed un incremento di carico di rottura di circa il 10% rispetto al valore ottenuto per le travi in c.a.. Le travi T1 e T2 hanno raggiunto il collasso con la stessa modalità di rottura delle travi in c.a. ed allo stesso valore del carico ( incremento di circa il 2.3 % per la T1 mentre la T2 ha raggiunto il collasso sotto un carico inferiore del 3.5% del carico di rottura della T5). Le travi

Tabella 2

del tutto assimilabile a quello delle travi in c.a.. In presenza di elevate percentuali di armatura meccanica le previsioni della modellazione usata per le travi inflesse in c.a. sono cautelative. Il valore teorico del momento ultimo per la trave TT4 risulta, infatti, inferiore di circa il 15% del valore sperimentale mentre nelle travi TT1 e TT2 le previsioni teoriche forniscono valori inferiori del 6% rispetto ai valori sperimentali; per le travi in c.a. TC3 e TC4 la previsione è superiore a circa 5% del valore sperimentale. Sulla base dei primi risultati sperimentali si può pertanto ritenere che: • l’influenza del traliccio d’anima sul comportamento meccanico delle Travi PREM senza fondello è significativa solo in presenza di elevate percentuali di armatura longitudinale; • le previsioni del comportamento meccanico delle Travi PREM senza fondello, basate sui modelli utilizzati per il c.a. forniscono risultati in buon accordo con i valori sperimentali per valori non elevati della percentuale geometrica di armatura mentre sono cautelative per valori elevati della percentuale geometrica di armatura longitudinale.

15



PremMagazine II-4 2009