Page 1

A.I.D.I.D.

ilGiornale

Periodico trimestrale dell’Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici - A.I.D. - Anno XIX n. 2 - Aprile/Giugno 2013 Ente Morale D.P.R. nr. 895 del 31/10/1978 G.U. nr. 18 del 18.01.1979 - Affiliata all’I.D.F. (International Diabete Federation)

Anno XIX n. 2 – Aprile-Giugno 2013 – Poste Italiane S.p.A. – Sped. A.P. D.L. 353/03 (conv. in L. n. 46 del 27/02/04) Art. 1 comma 1 DCB/1C/Roma Aut. 36/2009

editoriale

R

Caro Ministro, fermi l’AIFA

sommario lettera del Presidente AID Caro Ministro, fermi l’AIFA la buona notizia Insulina a rilascio lento contro le ipoglicemie notturne la cattiva notizia Sicilia, record di portatori di diabete approfondimento 1 Estate diabetica approfondimento 2 Cibi ricchi di fibre salutari per il diabete approfondimento 3 Diabete: una triste realtà non solo italiana un team di specialisti a disposizione per i quesiti dei lettori dell’AIDID Il lettore chiede l’esperto risponde

iproponiamo in versione integrale (a pag. 4) la lettera del Presidente AID, Raffaele Scalpone, inviata a nome dell’Associazione al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al Presidente della Commissione Igiene e Sanità, Emilia Grazia De Biasi, al Presidente Commissione Affari Sociali, Pier Paolo e ai Signori Senatori e Deputati delle XII Commisioni di Senato e Camera dei Deputati, nella quale esprime perplessità e preoccupazioni circa le limitazioni che l’Agenzia Italiana per il Farmaco è in procinto di valutare per quanto riguarda le moderne terapie nel Diabete di tipo 2, tramite le incretine. La lettera del Presidente Scalpone ha provocato un’immediata reazione tra alcuni politici italiani. In particolare, la senatrice Maria Rizzotti ha presentato in Senato un’interrogazione in cui chiede al Ministro della Salute Lorenzin quando segue: “quali urgenti misure intenda adottare affinché si provveda all'interruzione del processo di revi-

04 05 05 06 07 10 13

»


Comunicazione dei dati via email

Connessione ad iPhone/iPod touch*

iBGStar,™ il diabete con libertà. iBGStar™ grazie alle ridotte dimensioni e alla connessione diretta con iPhone e iPod touch, consente di gestire il diabete con indipendenza e discrezione adattandosi al ritmo di vita quotidiana. *

iBGStar™ non include l’iPhone o l’iPod touch. iPhone/iPod touch sono marchi di Apple Inc., registrati in U.S. e in altri paesi. iBGStar™ Diabetes Manager App è scaricabile gratuitamente dall’App Store.

Le misurazioni devono essere eseguite nell’ambito del controllo medico. iBGStar™ è un dispositivo medico-diagnostico in vitro CE. Leggere attentamente le avvertenze e le istruzioni per l’uso. Autorizzazione Ministeriale ottenuta il 03/08/2011. Assistenza Clienti

www.bgstar.it

Disponibile dalle 7 alle 22, 7 giorni su 7 solo per domande di tipo tecnico sull'utilizzo del dispositivo medico

Semplice e discreto


A.I.D.I.D.

ilGiornale

Periodico trimestrale dell’Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici - A.I.D. - Anno XIX n. 2 - Aprile/Giugno 2013 Ente Morale D.P.R. nr. 895 del 31/10/1978 G.U. nr. 18 del 18.01.1979 - Affiliata all’I.D.F. (International Diabete Federation)

editoriale

»

sione delle indicazioni di prescrivibilità dei farmaci incretinici; quali urgenti misure intenda adottare affinché si provveda all'apertura di un tavolo di confronto tra l'Agenzia italiana del farmaco, le società scientifiche e le associazioni dei pazienti, al fine di definire indicazioni condivise di prescrivibilità delle terapie basate sulle incretine; se non ritenga opportuno ed urgente adottare le misure necessarie per garantire ai pazienti diabetici il pieno accesso alle terapie innovative, anche attraverso l'adozione di piani terapeutici condivisi, senza ulteriori vincoli”.

Il giornale A.I.D.I.D. Periodico trimestrale dell’Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici - A.I.D. Direttore responsabile Diana IZZO Coordinatore Redazionale Raffaele SCALPONE Comitato Editoriale Raffaele SCALPONE (responsabile) Raffaele IZZO (coordinatore) Baldassarre D’ELIA (coordinatore) Marisa PENTORI (segretaria) Direzione A.I.D. Redazione e Comitato Editoriale 00161 Roma - Via Ravenna, 34 Tel./Fax 06 68803784 Internet: www.assitdiab.it e-mail: assitdiab@tiscali.it e-mail: giornale.aidid@tiscali.it Stampa e impaginazione EUROLIT s.r.l. 00133 Roma - Via Bitetto, 39 Tel. 06 2015137 Internet: www.eurolit.it e-mail: eurolit@eurolit.it Indirizzo Editore A.I.D. Associazione Italiana Diabetici 00161 Roma - Via Ravenna, 34 c/c Postale n. 59918003 È vietata la riproduzione anche parziale degli articoli senza autorizzazioni. La responsabilità di quanto espresso negli articoli firmati è esclusivamente degli autori. Manoscritti e foto, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Registrazione Tribunale di Roma n. 325/93 del 22/07/93 Iscrizione al R.O.C. n. 5693 del 30/06/2001

Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

RAFFAELE SCALPONE

Ai sensi della legge n. 675/96 (tutela dati personali) si garantisce la massima riservatezza dei dati personali forniti e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione, o di opporsi al trattamento dei dati che li riguardano, scrivendo a: A.I.D. (Associazione Italiana Diabetici) via Ravenna 34 - 00161 Roma. Le illustrazioni e fotografie sono fornite da Fotolia.

Finito di stampare nel mese di Marzo 2013

CONSIGLIO DIRETTIVO A.I.D. Presidente Nazionale Raffaele SCALPONE Vice Presidente Nazionale Cosimo PENNETTA Tesoriere Raffaele IZZO Consiglieri Fabrizio ASSELTA Baldassarre D’ELIA Luigi DONARA Alberto FERRARINI Claudio Giuseppe IACOVELLA Raffaele IZZO Guido GALLO Direttore Sanitario A.I.D. Dr. Gregorio Santo VERSACE Branca Specialistica Diabetologia Direttore Scientifico A.I.D. Prof. Davide LAURO Prof. di Endocrinologia - Dip. di Medicina Interna Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” Componenti del Comitato Scientifico A.I.D. Dott. Sergio LEOTTA Responsabile U.O.C. Diabetologia e Dietologia e Malattie Metaboliche dell’Ospedale S. Pertini Roma. Direttore del Dipartimento delle Scienze Mediche. Medicina e Chirurgia, Malattie del Fegato e Ricambio, Diabetologia e Scienza dell’Alimentazione

Prof. Giorgio SESTI Prof. Ordinario di Medicina Interna. Attività di Docenza nell’ambito della Medicina Interna nel Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia nelle scuole di specializzazione in Medicina Interna, Geriatria, Psichiatria, Neurologia, Malattie Infettive, Cardiologia, Medicina Fisica, Anestesia e Rianimazione, Nefrologia, Radiologia, Patologia Clinica, Endocrinologia e nel Dottorato in Biotecnologie Mediche

Prof. Sergio DI PIETRO Direttore Diabetologia Viterbo. Medicina e Chirurgia, Medicina Interna, Endocrinologia. Coordinamento operativo, organizzazione gestionale, ricerca clinica, indagini epidemiologiche, formazione del personale

Prof. Agostino CONSOLI Prof. Ordinario di Endocrinologia e Metabolismo nella Facoltà di Medicina, Corsi di Laurea in Medicina, Ostetrica, Fisioterapia, Reumatologia, Nefrologia ed Urologia. Attività di Ricerca come Coordinatore del gruppo di ricerca Unità Operativa di Diabetologia presso il Centro Scienze dell’Invecchiamento dell’Università di Chieti

Prof. Paolo SBRACCIA Prof. Ordinario di Scienze Dietetiche nel Dipartimento di Medicina dei Sistemi dell’Università di Roma Tor Vergata e Responsabile del Centro per la Cura dell’Obesità del Policlinico Tor Vergata. Presidente del Corso triennale di Dietistica e Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina Interna

Prof. Francesco DOTTA Prof. Associato Confermato, Raggruppamento Disciplinare MED/13 Endocrinologia Facoltà di Medicina e Chirurgia - Università Studi Siena


Caro Ministro, fermi l’AIFA dei Diabetici, fondata nel 1949, Vi scrivo in qualità di Presidente dell’Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi malato a livello mondiale. Alla nostra atEnte Morale ed è una delle più antiche Istituzioni di volontariato per la tutela del ati della delibera che AIFA è in protenzione sono arrivate da più parti segnalazioni di medici e cittadini diabetici, preoccup moderne terapie nel diabete di tipo 2, tracinto di fare che porterebbe una serie di limitazioni prescrittive all’utilizzo delle più re a molte persone con diabete di allontamite le incretine. Questi farmaci se utilizzati in maniera precoce possono permette significativi e dimostrabili risparmi per il nare l’utilizzo dell’insulina e migliorare la propria condizione e qualità di vita, con sa che assieme comporta anche l’oSSN. Il Diabete, come voi sapete, è una condizione di cronicità particolarmente comples a livello visivo, renale, degli arti, del sinere di dovere assumere farmaci costantemente per scongiurare danni invalidanti stema nervoso e di quello cardio-circolatorio. diagnosticate e seguite. Si tratta del Si calcola che in Italia oggi: tre milioni di persone abbiano il diabete di tipo 2 e siano non siano state diagnosticate: è l’1,6 per 4,9 per cento della popolazione; un milione di persone abbia il diabete di tipo 2 ma nella norma, una condizione che nella cento della popolazione; 2,6 milioni di persone abbiano difficoltà a mantenere le glicemie cento della popolazione. In pratica oggi maggior parte dei casi prelude allo sviluppo del diabete di tipo 2. Parliamo del 4,3 per la glicemia. L’utilizzo di moderne terapie il 9,2 per cento della popolazione italiana ha difficoltà a mantenere sotto controllo propria glicemia e donare una vita più nel diabete tipo 2, può garantire una migliore qualità di vita, un migliore controllo della (Aifa), come precedentemente detto, in serena alle persone con diabete e ai propri familiari. L'Agenzia Italiana del Farmaco onali, si appresterebbe a introdurre maniera incomprensibile e contro ogni logica dovuta alle linee guida nazionali ed internazi diabete tipo 2 di poter godere di vantaggi restrizioni prescrittive che impedirebbero di fatto a moltissime persone , affette da te economica. offerti da trattamenti innovativi, il tutto per motivi non di natura clinica, ma meramen e Diabete Italia hanno inviato una L’Associazione Medici Diabetologi (AMD), la Società Italiana di Diabetologia (SID) dove esprimono il proprio forte disagio e “lettera aperta” al Ministro della Salute e al Direttore Generale dell’Aifa Luca Pani, di crisi ipoglicemiche, che possono contrarietà poiché tali restrizioni, che colpiscono in particolare soggetti fragili a rischio he diabetologiche, né le associazioni avere conseguenze anche fatali, sono definite senza aver consultato le società scientific rappresentanti dei cittadini, auspicato dal dei pazienti, eludendo il principio di confronto e condivisione con gli esperti e con i Piano nazionale diabete, recentemente varato dal Ministero della Salute. “in dissonanza con quelle di altre Inoltre nella loro lettera segnalano come le indicazioni d’uso ipotizzate dall’Aifa siano trattamento che le medesime organizzaAgenzie regolatorie europee, oltre che con la filosofia della personalizzazione del nze, le ospedalizzazioni e, in ultima zioni indicano come via da perseguire per migliorare outcome clinici, ridurre le complica analisi, i costi ingenerati dalla malattia”. e fortemente discriminate per le perCome si può evincere l’eventuale atteggiamento dell’AIFA sarebbe incomprensibile le Istituzioni non dovrebbero mai persesone con diabete in un’ottica, permettetemi di dire “tutto chicchere e distintivo”, che guire sulla pelle dei cittadini e dei malati. delle evidenze scientifiche nazionali L’indipendenza e la terzietà dell’ente regolatorio deve necessariamente tener conto ismo senza confronto scientifico e sociale. ed internazionali presenti e non può essere la sola via d a percorrere il mero decision ro generare ora e in futuro sulla vita Siamo fortemente preoccupati e allarmati delle conseguenze che tali decisioni potrebbe invalidanti e problematiche cliniche che di diverse centinaia di migliaia di persone con diabete e dei loro familiari, con danni ene piena responsabilità. potrebbero essere devastanti e di questo chi vorrà assumere tali decisioni dovrà prenders a tutti i livelli e nelle forme che posDa parte nostra porteremo, là dove si volesse continuare su questa strada, la protesta i decisori alle responsabilità derivanti, sano salvaguardare le persone con diabete e il loro diritto alla salute, richiamando tutti che dietro tale interessamento delle rifiutando sin d’ora considerazioni come quelle recentemente fatte da AIFA sulla stampa natura “commerciale”, ribadendo che la Società Scientifiche e delle Associazioni Pazienti e dei cittadini, vi siano pressioni di del farmaco, personalmente tuteleremo la dove queste affermazioni dovessero essere ulteriormente evidenziate dall’agenzia quanto la nostra attività è propria del prinnostra immagine e gli eventuali danni derivati da tali affermazioni in tutte le sedi, in inserite ad hoc come formule ministeriali cipio dell’advocacy e dell’empowerment, principi che non possono essere solo frasi circa il coinvolgimento delle associazioni dei pazienti nei processi decisionali. e da AIFA e l'apertura di un taNoi quindi auspichiamo l’interruzione del processo di revisione delle indicazioni formulat bilità delle terapie basate sulle involo di consultazione per contribuire in maniera condivisa all'ottimizzazione della prescrivi che vede l’Italia fortemente ancora sottocretine anche sulla base dell’uso consolidato delle stesse a livello internazionale e dimensionata nell’utilizzo rispetto agli altri Paesi Europei. e che saprete affrontare questo proSono certo che la problematica sollevata non sfugga alla vostra sensibilità Istituzionale una Agenzia Governativa apra una strada blema con le caratteristiche d’urgenza e serietà che la stesso impone, evitando che discriminante e inaccettabile sulla pelle dei malati. Grazie per l’attenzione che darete alle nostre istanze.

04

ilGiornaleA.I.D.I.D.AnnoXIXn.2AprileGiugno2013


la buona notizia

Brevi passeggiate dopo i pasti ▲

U

na breve passeggiata di 15 minuti dopo i pasti potrebbe essere il modo migliore per le persone avanti con gli anni per proteggersi contro il diabete di tipo 2. Di contro, la cosa peggiore che si può fare dopo aver mangiato è un pisolino o stare seduti a guardare la televisione. Lo ha stabilito uno studio della George Washington University School of Public Health, secondo il quale tre brevi passeggiate dopo i pasti, anche a passo lento, sono in grado di ridurre i livelli di zucchero nel sangue nell’arco delle 24 ore, al pari di una passeggiata di 45 minuti. Dopo mangiato la glicemia si alza, un fattore chiave per lo sviluppo di diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari, stare seduti è quindi la cosa peggiore che si possa fare.

Quindici minuti di passeggiata dopo ogni pasto aiuta a regolare i livelli di zucchero nel sangue, riducendo così il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista Diabetes Care, confermano quelli di altre ricerche precedenti, secondo le quali la perdita di peso e l’esercizio fisico servono a prevenire il diabete di tipo 2. Tuttavia, questa è la prima ricerca che esamina l’attività fisica fatta per pochi minuti dalle persone a rischio dopo aver mangiato, momento in cui lo zucchero nel sangue aumenta rapidamente e potenzialmente può causare danni.

la cattiva notizia

Sicilia, record di portatori di diabete ▲

a Sicilia è la regione italiana con il maggior Si stima che per ogni due siciliani con diabete numero di diabetici. Secondo i dati Istat del ce ne sia uno che ancora non sa di esserlo. 2012, in Sicilia i diabetici rappresentano il 5,8 In Sicilia ci sarebbe il 40 per cento di diabetici per cento della popolazione contro una media nazionon diagnosticati. nale del 5,5 ed è tra le prime regioni italiane per quantità di diabetici, rapportato al numero degli abitanti, con un indice territorio siciliano ha dimostrato circa 46.000 siciliani sono portatoti di diabete. di mortalità superiore a quello del resto dell’Italia. «Siamo di fronte ad una nuova emergenza - spiega la professoressa Aumentano anche i ricoveri ospedalieri in regime ordinario per Carla Giordano, ordinario di endocrinologia all’Università di Pa- qualsiasi causa, con un picco di ospedalizzazione tra gli over 60: lermo e membro del Consiglio nazionale della Società Italiana di solo nel campo della diagnosi sono quasi 7.500. L’Azienda sanitaria provinciale con più ricoveri ospedalieri è Palermo con 10.329. SeEndocrinologia. Anche a causa della crisi che sta attraversando il Paese, tante fa- guono le Asp di Catania (9.746), Messina (6.746), Agrigento (4.631), miglie in difficoltà economica si nutrono di pane, pasta, patate. E Trapani (4.424), Siracusa (3.442), Caltanissetta (2.921), Ragusa il diabete di tipo 2 aumenta». Una recente indagine condotta sul (2.699) ed Enna (1.895).

L

ilGiornaleA.I.D.I.D.AnnoXIXn.2AprileGiugno2013

05


approfondimento 1

Estate diabetica Come affrontare e godersi le vacanze. Basta seguire alcune semplici ma importanti regole. on l’arrivo dell’estate cambiano le abitudini e gli orari. E il diabete? Non va in vacanza. La Società Italiana di Diabetologia (Sid) ha suggerito ai diabetici di seguire alcune regole semplici ma fondamentali per affrontare al meglio l’estate.

C

Partenze. È utile informare i compagni di viaggio sulla vostra condizione di persona con diabete, affinché, in caso di necessità, possano comunicare le giuste informazioni ai soccorritori. Se invece viaggiate da soli, chiedete al vostro diabetologo un certificato scritto in lingua inglese che attesti la vostra condizione di diabetico e che indichi la vostra terapia abituale. Prima di partire, non dimenticate di passare in farmacia per fare scorta dei vostri medicinali, utile se ci si reca in luoghi isolati e per evitare di pagare per intero il prezzo dell’insulina quando uscite dalla vostra regione di residenza. Infine, può essere vantaggioso preparare un piccolo beautycase con tutto l’occorrente per il viaggio da tenere sempre a portata di mano: insulina o ipoglicemizzanti orali, siringhe, penne, aghi, set per la misurazione dell’indice glicemico, qualche caramella per i casi d’ipoglicemia, una o più fiale di glucagone per le crisi d’ipoglicemia, disinfettanti, cerotti, garze sterili, detergenti per le mani. Per quanto riguarda il trasporto e la conservazione dell’insulina è consigliato tenerla in ambiente refrigerato e al riparo dalla luce.

DECALOGO DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI DIABETOLOGIA RIVOLTO AI DIABETICI PER AFFRONTARE AL MEGLIO L’ESTATE: • In vacanza fai più movimento; • Perdi qualche chilo di troppo; • Prima o durante l’attività fisica concediti un gelato o una bibita; • Durante l’attività fisica porta con te qualche caramella per evitare spiacevoli cadute zuccherine; • Preferisci pasti leggeri a base di verdure e pesce, consuma frutta con meno zuccheri; • Bevi acqua, tè e caffè non zuccherati; • Proteggi i piedi con scarpe chiuse, non camminare a piedi nudi o con infradito; • Evita nuotate ed escursioni da solo; • Controlla spesso la glicemia; • Conserva i farmaci in luogo fresco come una borsa frigorifero.

06

ilGiornaleA.I.D.I.D.AnnoXIXn.2AprileGiugno2013

Alimentazione. Contrariamente a quanto molti credono, l’alimentazione ideale del diabetico non è complessa o restrittiva. La terapia dietetica è molto simile nei due tipi di diabete anche se: per i diabetici di tipo 1 andrà posta più attenzione all’apporto di alimenti ed in particolar modo di carboidrati; per i diabetici di tipo 2, spesso in sovrappeso, la dieta andrà calibrata in modo tale da favorire la riduzione del peso corporeo fino a livelli accettabili. Sebbene alcuni alimenti vadano consumati con moderazione, esiste un’ampia gamma di prodotti tra i quali il diabetico può scegliere. Prediligere primi piatti semplici e leggeri: pasta e riso integrali abbinati per esempio a pomodoro, tonno e verdure. Non consumare Ricette estive da provare: mai durante lo stesso pasto carni bianche due alimenti amidacei come da preparare ai ferri pane e pasta, pane e riso, o al tegame. Usare pizza e pasta. Secondi a il dolcificante per i base di pesce o verdura sono dolci. Limitare i primi consigliati. A colazione, per piatti e condirli gli spuntini o a fine pasto con pomodoro preferire la frutta da scescaldato a parte, gliere però tra quella a basso aggiungendo poi indice glicemico: arancia, sale, un cucchiaino mela, melograno, pesche da caffè di olio crudo noci, pesche, albicocche, frae, a piacere, aromi. gole, lampone, mirtillo, ciliegie, frutto della passione, pere, pompelmo, more. Bere molta acqua è fondamentale. Eliminare qualsiasi bibita zuccherata, the e caffè. Movimento. Se hai qualche chilo di troppo, è suggeribile perderlo. Svolgi molta attività fisica, lunghe passeggiate, va bene anche il ballo, il nuoto o il giardinaggio. L’attività fisica è importante, ma va anche gratificata. Prima o durante un esercizio fisico intenso e prolungato, concediti un gelato, un dolce o una bibita zuccherata. Per aiutare un eventuale abbassamento di glicemia durante il movimento, porta sempre con te qualche caramella o qualcosa di zuccherato. Piedi. Sono importantissimi. Proteggi i tuoi piedi con calzature comode e non irritanti da indossare con calzini di cotone. Per evitare anche le piccole ferite che possono infettarsi, non camminare a piedi nudi sulla spiaggia ed evita le infradito. In conclusione. Osservando questi semplici consigli potrete trascorrere senza ansie e in tutta sicurezza le vostre vacanze, ovunque nel mondo.


approfondimento 2

Cibi ricchi di fibre salutari per il diabete Le fibre rallentano la digestione e l’assorbimento dei carboidrati modulando la risposta glicemica all’alimento.

germente più elevati. Questo è molto importante soprattutto nei pazienti in trattamento, perché aiuta a prevenire le ipoglicemie tardive post-prandiali, frequenti nei pazienti in trattamento.

Gli alimenti più ricchi di fibre sono: crusca, fave, fagioli cannellini, fagioli borlotti, piselli secchi, farina di segale, passiflora, lenticchie, ceci, fagioli dall’occhio, mandorle, soia secca, farina di soia, arachidi tostate, pistacchi, frumento duro e tenero, noci pecan, orzo perlato, datteri secchi, prugne secche, farina di frumento integrale o di avena, tartufo nero, fiocchi d’avena, nocciole, cioccolato fondente, carciofi bolliti, farro, pane integrale, muesli, biscotti integrali, cavoli di Bruxelles bolliti, prezzemolo, castagne, pane di segale, pinoli.

Come agiscono le fibre. Le fibre riducono la glicemia nella prima parte del periodo post-prandiale, mentre a distanza di cinque o sei ore dal pasto mantengono la glicemia a livelli leg-

In conclusione. Semplici abitudini alimentari, come quella di potenziare il contenuto di fibre nella dieta, possono avere sviluppi incredibili sulla nostra salute e fare davvero la differenza.

L

e fibre alimentari sono un vero rimedio universale per la nostra salute, specialmente in caso di alterazioni metaboliche che avvengono alla fine del pasto, una condizione di rischio aggiuntivo per il diabete e le malattie cardiovascolari. Dopo i pasti avviene, infatti, un fisiologico aumento di glicemia, insulina e trigliceridi, che diventa ancora più importante se la dieta è ricca di carboidrati semplici e di grassi. «La dieta moderna è diventata più appetibile ma meno ricca di fibre - spiega il professor Stefano Del Parto, presidente della Società Italiana di Diabetologi. Non solo mangiamo di più, ma mangiamo anche peggio, con il risultato che s’ingrassa più facilmente e aumenta ancora di più il rischio di obesità, diabete e malattie cardiovascolari». Le alterazioni metaboliche dovute all’iperglicemia postprandiale possono essere regolate migliorando la qualità e la quantità dei cibi che introduciamo. Una dieta più ricca di legumi, cereali integrali, frutta e vegetali permette di tenere sotto controllo le escursioni di glicemia e trigliceridi dopo i pasti perché interferiscono con l’assorbimento dei nutrienti, in particolare dei carboidrati.

Non tutte le fibre sono uguali. Le fibre solubili hanno un effetto maggiore sul metabolismo, quindi sulla glicemia e sui lipidi. Favoriscono inoltre il senso di sazietà, limitando l’assorbimento dei glucidi. Non a caso, dopo un pasto ricco di fibre aumenta il senso di pienezza. Le fibre insolubili regolano invece maggiormente la velocità del transito intestinale e aiutano a ridurre l’insulina e i trigliceridi in fase post-prandiale. Le fibre agiscono anche nell’ultima parte dell’intestino, dove sono attaccate dagli enzimi digestivi. In questo modo, prevalgono i batteri dotati di effetti favorevoli contro l’obesità, il diabete e le altre malattie metaboliche. Come ricorda Del Prato, l’apporto giornaliero di fibre deve essere pari a 30-35 g, che equivale ad assumere un piatto di legumi o di pasta e legumi due o tre volte la settimana, uno o due abbondanti piatti di verdura nella giornata e due o tre pezzi di frutta al giorno. Tra i cereali è bene scegliere quelli meno raffinati, come ad esempio pane e pasta integrale.

ilGiornaleA.I.D.I.D.AnnoXIXn.2AprileGiugno2013

07


campagna tesseramento 2013 L’AID ha bisogno del vostro sostegno Abbonatevi L’Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici - A.I.D., membro della Federazione Internazionale del Diabete, Ente Morale no profit, si mantiene con il tesseramento dei soci, ai quali va inviato il Giornale AIDID. L’iscrizione annuale all’Associazione è il solo sostegno per continuare l’attività sociale e sanitaria a favore dei suoi assistiti. Campagna tesseramento 2013 Spedite questo tagliando con versamento di € 20,00 su c/c postale n 59918003 codice IBAN IT52 Y076 0103 2000 0005 9918 003 intestato a Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici - A.I.D. Via Ravenna 34 int. 4 - 00161 ROMA

✁ MODULO D’ISCRIZIONE ANNO 2013 Cognome ______________________________________________________________________________________________ Nome _________________________________________________________________________________________ Via ____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ Nr _________________________ Città _____________________________________________________________________________________________________ CAP _______________________________________ Provincia ______________________________________ Tel __________________________________________________________________________________________ e-mail ______________________________________________________________________________________________________ Data _________________________________________________________________________ Firma ______________________________________________________________________________________________________________________

Per informazioni rivolgersi alla Segreteria A.I.D.- Tel. 06-68803784 Fax 06 68803784 - e-mail: assitdiab@tiscali.it A.I.D. garantisce la massima riservatezza dei dati forniti e la possibilità di richiedere gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo ad: A.I.D. Via Ravenna 34 Sc. B int. 4 00161 Roma. Le informazioni custodite nel nostro archivio elettronico in conformità alla legge 675/96 sulla tutela dei dati personali.

08

ilGiornaleA.I.D.I.D.AnnoXIXn.2AprileGiugno2013


CIÒ CHE A TE NON COSTA NULLA A NOI SARÀ DI MOLTO AIUTO DESTINA IL 5 X 1000 ALL’ASSOCIAZIONE ITALIANA PER LA DIFESA DEGLI INTERESSI DEI DIABETICI - A.I.D.

5x1000 SARANNO IN MOLTI A DIRTI GRAZIE DONA IL TUO 5 X 1000 A FAVORE DELL’A.I.D. - Associazione Italiana Diabetici SARÀ UN’AZIONE DI SOLIDARIETÀ NEI CONFRONTI DEI VOLONTARI CHE LOTTANO CONTRO IL DIABETE La finanziaria ha previsto la destinazione di una quota pari al 5‰ dell’IRPEF a favore delle Associazioni impegnate nel Volontariato, in base alla scelta del contribuente. Per permettere al contribuente la propria scelta, sono state introdotte le modifiche necessarie ai modelli delle dichiarazioni. 1) Non esprimere alcuna preferenza: in questo caso nulla sarà destinato. 2) Esprimere la volontà di destinazione del cinque per mille, in questo caso dovrà apporre solo la firma nel quadro prescelto. 3) Esprimere la volontà di destinazione ad una Associazione di Volontariato specifica: in questo caso, oltre alla firma, nel riquadro prescelto dovrà indicare il Codice Fiscale dell’Associazione.

Modello 730

Beatrice Rossi 80089430583

CUD

Beatrice Rossi 80089430583

UNICO persone fisiche

Beatrice Rossi

80089430583

UNICO MINI persone fisiche

Beatrice Rossi

80089430583

L’A.I.D. è un’Associazione Antica… per un aiuto concreto e attuale. Indica il Codice Fiscale 80089430583 e firma nel riquadro


approfondimento 3

Diabete: una triste realtà non solo italiana Esperti, politici ed economisti sanitari nazionali e internazionali si sono confrontanti sul tema del diabete in una splendida location alle porte di Roma. ▲

gni anno nel mondo muoiono 4,8 milioni di persone a causa diabete. Tra queste circa la metà - 2,3 milioni ha meno di 60 anni. Quattro persone con diabete su cinque vivono in Paesi in via di sviluppo. Risultato: sono 371 milioni i malati nel mondo. Un dato che potrebbe peggiorare ancora di più senza la collaborazione e la cooperazione dei Paesi più evoluti economicamente e scientificamente. È questo l’allarme che emerge dai dati dell’International Diabetes Federation, presentati nell’ambito della sesta edizione dell’Italian Barometer Diabetes Forum 2013. L’evento è stato organizzato a Villa Mondragone - Monte Porzio Catone, Roma - da Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation (IBDO), in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata, Diabete Italia, Associazione d’iniziativa parlamentare e legislativa per la salute e la prevenzione, World Diabetes Foundation, European Public Health Association, Think Tank Horizon 2020, con il supporto non condizionato di Novo Nordisk.

O

Non solo Italia. L’incontro ha visto la partecipazione di esperti, politici ed economisti sanitari nazionali e internazionali, ponendosi come obiettivo principale quello di identificare strategie che possono portare a dei reali cambiamenti nella gestione del diabete. «L’obiettivo 2013 è quello di identificare strategie che siano frutto della collaborazione tra Istituzioni a livello sempre più globale, e non solo dal punto di vista clinico, ma soprattutto sociale, economico e politico», spiega Renato Lauro, Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata. A testimonianza di ciò, durante il Forum è stato siglato un “memorandum of understanding” tra IBDO Foundation e Observa-

10

ilGiornaleA.I.D.I.D.AnnoXIXn.1GennaioMarzo2013

Il diabete, ogni anno, uccide quasi cinque milioni di persone in tutto il mondo e la metà ha meno di 60 anni. Quattro pazienti su cinque vivono in Paesi in via di sviluppo. Globalmente, sono 371 milioni i casi di malattia. In Italia il numero dei casi ha superato i tre milioni senza considerare un milione di persone che non sa di essere diabetico. Dati dell’International Diabetes Federation. torio de Diabetes de Colombia «per un impegno comune tra i nostri Paesi nel tracciare una roadmap, in grado di individuare priorità di intervento nella lotta alla malattia», specifica Lauro. In apertura dei lavori, sono stati letti i messaggi del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che hanno incoraggiato i partecipanti nel proseguire con il lavoro di divulgazione e prevenzione.


approfondimento 3

Diabete: una triste realtà non sono italiana

l’egida dell’IBDO Foundation e presentato al Forum 2013, i costi diretti del diabete continuano a essere attribuibili in misura preponderante ai ricoveri ospedalieri, che rappresentano circa il 57 per cento dei costi complessivi, mentre i costi legati ai farmaci rappresentano meno del 7 per cento della spesa pro-capite, stimata mediamente in circa 3.000 euro. Le spese poi crescono esponenzialmente con il numero di complicanze croniche. E non sempre l’assistenza è delle migliori.

Spese sanitarie alle stelle. Il diabete e le altre malattie croniche non trasmissibili stanno diventando insostenibili per l’economia sanitaria mondiale. In Cina si contano quasi 100 milioni di pazienti diabetici e 63 milioni in India. Seguono USA (24,1 milioni), Brasile (13,4), Russia (12,7), Messico (10,6), Indonesia (7,6), Egitto (7,5), Giappone (7,1) e Pakistan (6,6). «L’Italia ha superato i tre milioni, siamo a 3,3, senza considerare un milione di persone che nel nostro Paese ha il diabete non diagnosticato», specifica Giorgio Sesti, presidente comitato scientifico Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO). In Italia un decimo della spesa sanitaria nazionale se ne va per il diabete e le sue complicanze. Secondo il Rapporto “Facts and figures about diabetes in Italy”, che analizza l’andamento dei principali indicatori della malattia regione per regione, redatto sotto

Prevenzione e diagnosi. Durante il convegno è stato ripetuto che per combattere il diabete è necessario investire nella prevenzione e nella diagnosi precoce. «In Italia, l’assistenza diabetoligica varia secondo la regione in cui il paziente si trova - commenta Raffaele Scalpone, Presidente dell’Associazione Italiana Diabetici. Il blog dell’AID, sempre attivo, ci consente di dialogare con i pazienti diabetici presenti su tutto il territorio italiano grazie al quale possiamo riscontrare grandi difficoltà nell’approvvigionamento dei presidi reattivi per il controllo domiciliare della glicemia e per la prescrizione dei farmaci e terapie. Le difficoltà ci sono soprattutto per l’accesso ai servizi per la cura del diabete e delle sue complicanze con un allungamento dei tempi di attesa nei vari distretti sanitari, ospedali regionali e centri diabetici». È necessario quindi su scala internazionale, un cambiamento nel modo in cui il diabete è trattato e curato e di com’è percepito dalle istituzioni e dall’opinione pubblica. Tutti buoni propositi che i partecipanti al convegno intendo portare avanti e concretizzare.

ilGiornaleA.I.D.I.D.AnnoXIXn.2AprileGiugno2013

11


Il lettore chiede l’esperto risponde Un team di specialisti a disposizione per i questiti dei lettori dell’AIDID Gentile redazione AIDID, ho scoperto da alcuni mesi di avere il diabe te. Ho 24 anni ed il mio è un Diabete tipo 1. In famiglia nessun caso di diabete. La notizia ha spiazzato me e i miei familiari. La prima emozione che ho provato è stata la paura. Ora mi sento arrabbiato, incredulo e infine preoccupato per il futuro che mi attende . Potrò condurre una vita normale? Le mie abitudini dovranno cambiare drasticamente? E come si ripercuoterà tutto questo nella mia vita la vorativa e relazionale/familiare ? Marco

Risponde la Dott.ssa Danila Lorenzini, psicologa clinica e psicoterapeuta, diabetica da oltre 25 anni. rendo spunto dal caso di Marco per dare alcune informazioni ed indicazioni sulla parte emotiva e psicologica della gestione della malattia, che ovviamente andranno modulate in base alle caratteristiche del singolo caso. Gli aspetti psicologici nel diabete sono fondamentali e da intendere considerando i diversi momenti della malattia, sia per quanto riguarda la persona a cui viene comunicata la diagnosi, sia per il vissuto dei familiari del diabetico. Volendo dare una definizione sintetica di questa malattia e rimandando ad altri approfondimenti per l’aspetto medico, potremmo dire che il diabete è una malattia cronica, caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue e dovuta a un’alterata quantità o funzione dell’insulina. Esistono principalmente due tipi di diabete: tipo 1 e tipo 2. Il diabete tipo 1, o mellito, riguarda circa il 10 per cento delle persone con diabete. Il pancreas non produce insulina a causa della distruzione delle cellule ß che creano quest’ormone: è quindi necessario che essa sia iniettata ogni giorno e per tutta la vita. Il diabete tipo 2 è la forma più comune di diabete e rappresenta circa il 90 per cento dei casi di questa malattia. Il pancreas è in grado di produrre insulina, ma le cellule dell’organismo non riescono poi a utilizzarla. Attualmente, se ben gestito e ben controllato, per un diabetico è possibile vivere una vita piena e ricca di soddisfazioni su tutti gli ambiti.

P

Affinché avvenga quest’accettazione, è necessario porre attenzione alla parte psicologica della malattia cronica. Non esiste solamente il corpo ma anche la mente e le emozioni. Se riusciamo a considerare la persona nella sua globalità, ci rendiamo conto che per affrontare efficacemente la scoperta di un diabete e iniziare positivamente il percorso di accettazione e buona gestione della patologia, l’equilibrio psicologico è non meno importante di quello metabolico, al quale è strettamente legato. Certamente, è fondamentale fare alcune distinzioni, sia considerando il tipo di diagnosi - diabete tipo 1 o tipo 2-, l’epoca di esordio della malattia - infanzia, adolescenza o età adulta - e il grado di istruzione e condizione sociale della persona. Inoltre, è importante che i familiari e le persone che sono punti di riferimento - ad esempio maestri e professori se si parla di infanzia e adolescenza, amici, istruttori di sport, ecc… - siano informati realisticamente sulla malattia in modo tale da poter intervenire tempestivamente qualora ce ne fosse bisogno ed è altrettanto rilevante che siano preparati psicologicamente sulla materia, in modo tale da essere punto di riferimento per tutti quei momenti di difficoltà emotiva che il diabetico può vivere. Si possono sinteticamente osservare alcune fasi psicologiche che seguono la notizia della diagnosi: • la fase del rifiuto con una negazione della diagnosi e delle proprie emozioni. La persona può riferire di non provare nulla e di essere indifferente. • la fase della rabbia e dello shock, durante la quale può avvenire la ricerca della causa scatenante della malattia, con conse-

ilGiornaleA.I.D.I.D.AnnoXIXn.2AprileGiugno2013

13


Il lettore chiede l’esperto risponde Un team di specialisti a disposizione per i questiti dei lettori dell’AIDID

guente senso di colpa - immotivato - del diretto interessato o dei familiari ad esempio per aver tenuto un determinato tipo di stile di vita alimentare. • fase della depressione in cui prevale il senso d’impotenza. La persona ha l’impressione di essere diverso e inadeguato o dover condurre una vita menomata rispetto agli altri. Questa è una fase molto importante sul piano psicologico, spesso paragonata a un vero e proprio lutto: ciò da cui ci si separa è il corpo di prima, quello sano. La ristrutturazione della propria identità avviene con il tempo e richiede molta cura, incentrata maggiormente sugli aspetti positivi della vita che si ha di fronte e su come ricostruire una nuova identità, includendo la convivenza quotidiana con il diabete. Il processo di ristrutturazione coinvolge alcuni aspetti consapevoli della personalità del soggetto, ma la maggior parte delle dinamiche implicate è inconsapevole. Nel momento in cui c’è spazio per la ricostruzione di un’immagine di sé positiva o sufficientemente adeguata, inizia una fase di negoziazione e adattamento alla nuova realtà, cui segue un’accettazione della nuova condizione di vita, in cui il diabete rappresenta solamente una parte della propria quotidianità. Questa fase è caratterizzata da un sentimento di ritrovata potenza e controllo della propria esistenza e da una riparazione graduale dell’autostima e la voglia di vivere. In tutte queste fasi è fondamentale il supporto del diabetologo e dello psicologo, insieme con quello dei familiari, ma anche la condivisione dell’esperienza con altri diabetici. L’attenzione al vissuto psicologico nel diabete è legata al fatto che, come per molte altre malattie croniche e metaboliche, la diagnosi porta con sé la consapevolezza della sua irreversibilità e la necessità di un impegno costante e quotidiano del paziente nel trattamento ipoglicemizzante. Intanto, il diabete è una malattia cronica e in questa definizione rientra la consapevolezza della sua incurabilità. Non esiste una cura definitiva del diabete e questa

Danila LORENZINI. Psicologa clinica e psicoterapeuta vive e lavora a Roma e a Chianciano Terme (SI). Diabetica e celiaca da circa 25 anni conosce personalmente e professionalmente le dinamiche emotive che accompagnano il vissuto del paziente diabetico e dei suoi familiari. Da alcuni anni svolge attività clinica privatamente come psicoterapeuta e aiuta volontariamente i pazienti diabetici nel percorso psicologico di accettazione della malattia.

14

ilGiornaleA.I.D.I.D.AnnoXIXn.2AprileGiugno2013

informazione pone il paziente di fronte ad un trauma psicologico più o meno difficile da superare, anche in base alle caratteristiche di personalità soggettive e preesistenti all’esordio della patologia. Di fatto il diabete mellito - in misura minore anche il diabete tipo 2 - condiziona in modo rilevante la vita quotidiana di chi ne è affetto, imponendo l’obbligo di una terapia cronica e di uno stile di vita particolare, che possono comportare una serie di ripercussioni psicologiche. Si tratta di una malattia metabolica, e come tale investe la persona nella sua interezza, andando a richiedere un cambiamento dello stile di vita globale della persona. Non basta, infatti, assumere la terapia e continuare a svolgere esattamente le stesse attività di prima o le stesse abitudini alimentari di prima. Si tratta, invece, di iniziare un percorso durante il quale è necessario conoscere bene se stessi, il proprio corpo e le proprie emozioni, che influenzano direttamente i livelli di zucchero nel sangue attraverso l’azione di diversi ormoni. La relazione tra qualità di vita e diabete è da vedersi come rapporto reciproco, coinvolgendo la vita con la sua quotidianità. In altre parole la malattia coinvolge e può modificare certamente il modo di vivere della persona. Ecco perché è importante e delicata la presa in carico dell’aspetto psicologico ed emotivo della persona che abbiamo di fronte, ed è preferibile adottare un atteggiamento di prevenzione primaria, inserendo il trattamento psicologico nell’ambito delle cure abituali, piuttosto che attendere l’identificazione di uno specifico problema da parte del paziente o della famiglia. Un buon percorso psicologico dovrebbe essere il più possibile personalizzato e tenere conto delle varie fasi della malattia, dello stile di vita e delle caratteristiche di personalità del paziente. Per tornare alle preoccupazioni del nostro lettore, direi a Marco che mentre scrivo non sto pensando a rinunce, o all’accettazione di una vita mediocre o mancante di qualche parte, ma anzi alla possibilità di avere una vita piena e totalmente gratificante, senza nessuna rinuncia. Questo è possibile solamente se sul piano psicologico non si è lasciati soli. In questo senso, il percorso psicologico con il paziente diabetico prevede un lavoro di autoconsapevolezza e di presa di responsabilità della propria persona, che si traduce nei termini fisici in un equilibrio quotidiano tra zuccheri assunti e metabolizzati, e nei termini psicologici di un maggiore benessere, sicurezza in se stessi e serenità emotiva.


A.I.D. - Associazione Italiana Diabetici

Ente Morale D.P.R. 895 del 31/10/1978 G.U. nr. 18 del 18/01/1979 - Affiliata all’IDF - Federazione Internazionale del Diabete

Un’Associazione antica… per un aiuto concreto e moderno Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici - A.I.D. 00161 Roma • Via Ravenna 34 • Tel./Fax 06 68803784 e-mail: assitdiab@tiscali.it • giornale.aidid@tiscali.it • www.assitdiab.it

Il giornale AIDID 2013 numero 2  
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you