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A.I.D.I.D.

ilGiornale

Periodico trimestrale dell’Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici - A.I.D. - Anno XVIII n. 3 - Luglio/Settembre 2012 Ente Morale D.P.R. nr. 895 del 31/10/1978 G.U. nr. 18 del 18.01.1979 - Affiliata all’I.D.F. (International Diabete Federation)

Anno XVIII n. 3 – Luglio-Settembre 2012 – Poste Italiane S.p.A. – Sped. A.P. D.L. 353/03 (conv. in L. n. 46 del 27/02/04) Art. 1 comma 1 DCB/1C/Roma Aut. 36/2009

editoriale Nonostante lo spreed la fiducia nel futuro non ci abbandona!!! re sono le cose di cui si compone l’editoriale e che ci infondono una speranza nel futuro. La prima. Arriverà probabilmente entro la fine di Novembre il primo Piano Nazionale sul Diabete chiestoci dall’Unione Europea per fronteggiare anche in Italia l’impatto della crescita esponenziale del Diabete previsto nei prossimi anni; allo stato attuale ci sono circa 150 leggi regionali che generano un sostanziale disparità di trattamento del diabete e del diabetico al punto tale che se continua così si assisterà alla nascita di ben 20 piani sanitari diabetologici regionali diversi tra loro. Ben venga allora il Piano Nazionale con lo scopo di integrare l’assistenza specialistica al diabetico sul territorio al fianco del Medico di medicina generale. Il Piano di formulazione ed implementazione della gestione della patologia diabetica è stato elaborato dal Ministero della salute sentito anche il parere dei rappresentanti delle Società Medico-scientifiche diabetologiche e della Associazioni di Pazienti compresa anche l’A.I.D.; punto fondamentale del Piano è quello di invitare i Governi, le Associazioni di Pazienti, la comunità medica e scientifica, persone con diabete e tutti coloro che li assistono affinchè si adoperino ad un efficace coordinamento tra Ospedale territorio Centri antidiabete e Medicina generale; per il successo del Piano risulta quindi elemento essenziale ridisegnare l’organizzazione territoriale dei servizi e del personale medico che già opera e si adopera per il diabete. Appare chiaro quindi che l’implementazione di un adeguato piano Nazionale reso accessibile e livello regionale locale risulta condizione necessaria per la programmazione e la gestione del diabetico e delle sue complicanze; è necessario dare maggiore flessibilità agli attuali modelli organizzativi che per essere efficaci devono prevedere servizi multidisciplinari con professionisti sanitari dedicati ed organizzati in team; è fondamentale la presa in carico del paziente da parte della rete assistenziale terri-

T Sessanta anni di

AID

sommario la buone e la brutta notizia dossier 1: A.I.D. Dicembre 2012: 60° anniversario dell’Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici dossier 2: la nostra storia La storia dell’A.I.D. riflessioni Il ruolo delle proteine nell’alimentazione umana attività dell’A.I.D. L’A.I.D. ha partecipato al 1° Congresso Nazionale Corte di Giustizia Popolare per il diritto alla Salute L’A.I.D. alla Conferenza Nazionale delle Associazioni di Volontariato speciale diabete Diabete, in arrivo le nuove Linee Guida news scientifiche Bimbi obesi, record italiano proteggiamo il tuo futuro Giornata mondiale del diabete vivere il diabete Una guida per il tuo domani Diabete e danno circolatorio agli arti inferiori l’angolo del nutrizionista Guida all’alimentazione nel diabete news Diabete di tipo 2 nei giovani: non c’è un minuto da perdere iniziative Diabete a colori bando di concorso l’angolo della politica Interrogazione con richiesta di risposta scritta al Ministro della salute

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Periodico trimestrale dell’Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici - A.I.D. - Anno XVIII n. 3 - Luglio/Settembre 2012 Ente Morale D.P.R. nr. 895 del 31/10/1978 G.U. nr. 18 del 18.01.1979 - Affiliata all’I.D.F. (International Diabete Federation)

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editoriale toriale e del team intergrato; cosi i ricoveri sono uno strumento costoso per i pazienti e per il sistema evitabili per la maggior parte dei casi potenziando l’approccio del diabete a livello ambulatoriale. La seconda. Nel scorso mese di Luglio la nostra Associazione A.I.D. e Federanziani insieme hanno stipulato un protocollo d’intesa teso ad individuare forme condivise per effettuare congiuntamente iniziative volte a garantire la tutela dei diritti dei pazienti diabetici anziani e non verso le Istituzioni Nazionali e regionali, gli Enti locali, i distretti Sanitari di Base le realtà sociali locali. Federanziani ed A.I.D. avendo fatto proprio, da statuto, il contenuto dell’articolo 32 della Costituzione Italiana, si adopereranno insieme a tutelare il diritto alla salute come diritto inalienabile dell’individuo e dell’intera comunità dove vive; Federanziani soprattutto ha individuato nell’ A.I.D. il valido alleato per migliorare la qualità di vita nella terza e nella quarta età delle persone affette da diabete attraverso una diagnosi precoce ed una prevenzione dei corretti stili di vita; Federanziani con a fianco l’A.I.D. vorrà raggiungere lo scopo di tutela del diabetico anziano attraverso il coinvolgimento delle famiglie e degli operatori sanitari preposti all’assistenza; Federanziani con una nuova proposta di azione sociale vuole con A.I.D. disegnare un nuovo welfare nel panorama italiano per assistere e tutelare tutti i diabetici anziani ad essa aderenti. La terza. Come ogni anno anche quest’anno nel mese di Novembre si festeggerà in tutta Italia la Giornata Mondiale del Diabete 2012 il cui tema sarà all’educazione e alla prevenzione del Diabete lo slogan scelto è “Diabete: progettiamo il nostro futuro”. A.I.D. insieme a Diabete Italia ed alle Associazioni di Pazienti, le più rappresentative, sarà presente attivamente in tutte le Piazze d’Italia; il 2012 però sarà motivo di ulteriore soddisfazione ed orgoglio per noi tutti poiché il 2012 rappresenta per A.I.D. il raggiungimento del traguardo del 60esimo anno di vita dalla sua fondazione!! Questo per noi associati sarà un evento che ci riempirà di orgoglio e per questo entro la fine dell’anno organizzeremo a Roma un evento Nazionale di festeggiamento a cui Voi tutti siete e sarete invitati. Il Presidente Nazionale A.I.D. Dott. Raffaele Scalpone

Il giornale A.I.D.I.D. Periodico trimestrale dell’Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici - A.I.D. Direttore Responsabile Daniela DE VECCHIS Coordinatore Redazionale Raffaele SCALPONE Comitato Editoriale Raffaele SCALPONE (responsabile) Rocco SANTORO (coordinatore) Baldassarre D’ELIA (coordinatore) Vincenzo SANTACROCE (coordinatore) Marisa PENTORI (segretaria) Direzione A.I.D. Redazione e Comitato Editoriale 00161 Roma - Via Ravenna, 34 Tel./Fax 06 68803784 Internet: www.assitdiab.it e-mail: assitdiab@tiscali.it e-mail: giornale.aidid@tiscali.it Stampa e impaginazione EUROLIT s.r.l. 00133 Roma - Via Bitetto, 39 Tel. 06 2015137 e-mail: eurolit@eurolit.it Indirizzo Editore A.I.D. Associazione Italiana Diabetici 00161 Roma - Via Ravenna, 34 c/c Postale n. 59918003 Distribuzione gratuita. È vietata la riproduzione anche parziale degli articoli senza autorizzazioni. La responsabilità di quanto espresso negli articoli firmati è esclusivamente degli autori. Manoscritti e foto, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Registrazione Tribunale di Roma n. 325/93 del 22/07/93 Iscrizione al R.O.C. n. 5693 del 30/06/2001 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

CONSIGLIO DIRETTIVO A.I.D. Presidente Nazionale Raffaele SCALPONE Vice Presidente Nazionale Cosimo PENNETTA Segretario Generale Rocco SANTORO Consiglieri effettivi Fabrizio ASSELTA Baldassarre D’ELIA Luigi DONARA Alberto FERRARINI Claudio Giuseppe IACOVELLA Guido GALLO Direttore Sanitario A.I.D. Dr. Gregorio Santo VERSACE Branca Specialistica Diabetologia Direttore Scientifico A.I.D. Prof. Davide LAURO Prof. di Endocrinologia - Dip. di Medicina Interna Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” Componenti del Comitato Scientifico A.I.D. Dott. Sergio LEOTTA Responsabile U.O.C. Diabetologia e Dietologia e Malattie Metaboliche dell’Ospedale S. Pertini Roma. Direttore del Dipartimento delle Scienze Mediche. Medicina e Chirurgia, Malattie del Fegato e Ricambio, Diabetologia e Scienza dell’Alimentazione

Prof. Giorgio SESTI Prof. Ordinario di Medicina Interna. Attività di Docenza nell’ambito della Medicina Interna nel Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia nelle scuole di specializzazione in Medicina Interna, Geriatria, Psichiatria, Neurologia, Malattie Infettive, Cardiologia, Medicina Fisica, Anestesia e Rianimazione, Nefrologia, Radiologia, Patologia Clinica, Endocrinologia e nel Dottorato in Biotecnologie Mediche

Prof. Sergio DI PIETRO Direttore Diabetologia Viterbo. Medicina e Chirurgia, Medicina Interna, Endocrinologia. Coordinamento operativo, organizzazione gestionale, ricerca clinica, indagini epidemiologiche, formazione del personale

Prof. Agostino CONSOLI Prof. Ordinario di Endocrinologia e Metabolismo nella Facoltà di Medicina, Corsi di Laurea in Medicina, Ostetrica, Fisioterapia, Reumatologia, Nefrologia ed Urologia. Attività di Ricerca come Coordinatore del gruppo di ricerca Unità Operativa di Diabetologia presso il Centro Scienze dell’Invecchiamento dell’Università di Chieti

Prof. Paolo SBRACCIA

Ai sensi della legge n. 675/96 (tutela dati personali) si garantisce la massima riservatezza dei dati personali forniti e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione, o di opporsi al trattamento dei dati che li riguardano, scrivendo a: A.I.D. (Associazione Italiana Diabetici) via Ravenna 34 - 00161 Roma. Le illustrazioni e fotografie sono fornite da Fotolia.

Prof. Ordinario di Scienze Dietetiche nel Dipartimento di Medicina dei Sistemi dell’Università di Roma Tor Vergata e Responsabile del Centro per la Cura dell’Obesità del Policlinico Tor Vergata. Presidente del Corso triennale di Dietistica e Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina Interna

Finito di stampare nella prima decade del mese di Ottobre 2012

Prof. Associato Confermato, Raggruppamento Disciplinare MED/13 Endocrinologia Facoltà di Medicina e Chirurgia - Università Studi Siena

Prof. Francesco DOTTA


la buona notizia

Scoperti nuovi farmaci anti-rigetto per diabetici uone notizie per i diabetici di tipo I - 250 mila in Italia, con circa 5 mila nuovi casi l’anno - giungono dai laboratori del San Raffaele di Milano dove un team di ricercatori ha dimostrato per la prima volta l’efficacia di una nuova classe di farmaci nel ridurre il rischio di rigetto dopo il trapianto di isole di Langerhans, le cellule del pancreas che fabbricano l’insulina, impiantate appunto nei diabetici di tipo I. Le molecole protagoniste della ricerca, pubblicata sul Journal of Clinical Investigation, sono i farmaci anti-recettore CXCR1/2 e funzionano inibendo i recettori per le chemiochine, proteine

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chiave delle reazioni autoimmunitarie. Si è visto che, somministrando questi farmaci dopo il trapianto di isole pancreatiche, non solo si inibisce la migrazione delle cellule che favoriscono il rigetto, ma si favorisce anche l’attecchimento dei tessuti. Oltre alle indagini sui topi, il team ha condotto anche un esperimento clinico. Ha cioè verificato che la nuova famiglia di farmaci aumenta significativamente la sopravvivenza e la funzione del tessuto trapiantato anche nell’uomo, senza provocare effetti indesiderati.

la brutta notizia

Diabete e Alzheimer, un’associazione possibile

hi ha il diabete potrebbe essere più a rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer. È quanto lascia supporre una ricerca dell’Università di Medicina e Odontoiatria del New Jersey, svolta in collaborazione con la Northwestern University dell’Illinois, in cui alcuni ricercatori hanno esaminato, con uno specifico test, la retina, considerata alla stregua di un’estensione del cervello, più accessibile per esami diagnostici. In

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base a questa analisi, gli studiosi avrebbero trovato nei pazienti diabetici aumenti sostanziali di amiloide beta peptide - caratteristica della malattia di Alzheimer - nella corteccia cerebrale e nell’ippocampo. Inoltre, avrebbero osservato anche una significativa patologia beta-amiloide nella retina stessa. Per contrasto, in assenza di diabete non era rilevata nessuna patologia nel cervello o nella retina.


dossier 1: A.I.D.

Dicembre 2012: 60° anniversario dell’Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici Nel 1952, anno della fondazione dell’A.I.D., il diabete era ancora una malattia poco conosciuta, ma in compenso molto temuta. Da allora sono stati fatti passi da gigante nella prevenzione, nella diagnosi e nella terapia del paziente diabetico, ed anche dal punto di vista legislativo sono nate delle norme a tutela di chi soffre di questa malattia. È un’associazione di medici e pazienti che viene in aiuto ai diabetici quando questi vedono lesi i propri diritti in tutti i campi della vita. A fondarla fu il prof. Silvestro Silvestri, medico diabetologo nonché ricercatore chimico, e sua moglie, la dott.ssa Margherita Lapenna, una donna dotata di vasta cultura e animo generoso. bbiamo chiesto al Dott. Raffaele Scalpone Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici - A.I.D. quali sono i diritti di un diabetico: nella vita di tutti i giorni, nella terapia, nella scuola e nel lavoro. La ricerca va avanti, le cure migliorano e la vita dei diabetici è resa più facile rispetto ad alcuni anni fa. Eppure, c’è un aspetto di cui si tiene poco conto quando si è malati, perché presi nell’immediato ad affrontare la diagnosi e a fare i conti con la cura: i propri diritti. Ma ben presto un diabetico si rende conto che oltre alla lotta quotidiana con la malattia, deve affrontare tutta una serie di difficoltà, a partire dal diritto essenziale alla cura, e quindi poter avere a disposizione centri diabetologici ed èquipe di medici specializzati nei pressi della sua residenza, per finire con quello del lavoro.

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Possiamo dire che in Italia, a prescindere dal comune di nascita, ogni cittadino può godere dello stesso supporto dal punto di vista sanitario per la cura del diabete? O, come av-

viene per altre patologie, ci sono dei luoghi “privilegiati”? La condizione sociale e clinica di ogni persona con diabete in Italia è tutelata addirittura dalla legge 115 del 16 marzo 1987. Si tratta di una legge quadro, di principi generali, la cui attuazione è affidata alle Regioni, attraverso i piani sanitari regionali. Purtroppo, a tutt’oggi, non tutte le regioni si sono attivate in questa direzione allo stesso modo. ilGiornaleA.I.D.I.D.AnnoXVIIIn.3LuglioSettembre2012

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dossier 1: A.I.D.

Dicembre 2012: 60° anniversario dell’A.I.D.

Lei è diventato di recente presidente dell’A.I.D.. Immaginiamo sia una grande soddisfazione e un motivo di orgoglio, ma anche una grande responsabilità. Come è arrivato a questo incarico? Lavorando per anni sul territorio e tutelando i diritti dei diabetici sia come “Diabetico” (perché anch’io lo sono) sia come medico.

Quali sono i contenuti principali della legge 115? La legge stabilisce piani attuativi di progetti-obiettivo, azioni programmate e altre iniziative idonee dirette a fronteggiare la malattia del diabete mellito, considerata ad alto impatto sociale. Quali sono gli specialisti da cui il diabetico può “aspettarsi” un supporto medico e psicologico? Sono il cardiologo, l’endocrinologo, l’oculista, l’internista, lo psicologo comportamentale. In base alla sua esperienza, quali sono i diritti “meno” tutelati dei diabetici? L’assistenza e la tutela del diabetico sul posto di lavoro, come testimoniano anche recenti statistiche. In linea generale, quali sono i consigli che si sente di dare ad una persona affetta da diabete per fare in modo che i suoi diritti vengano rispettati sempre e ovunque? Far riferimento all’applicazione della legge 115, che parla ben chiaro in materia. Se ci si dimostra informati e preparati sull’argomento è più facile far valere i propri diritti.

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In cosa consiste concretamente l’operato dell’Associazione e come possono i nostri lettori chiedere aiuto? L’A.I.D. si propone di divulgare informazione su tutto ciò che riguarda l’educazione e l’assistenza alla persona con diabete potenziando la sensibilità di autorità sanitarie preposte, istituzioni, case farmaceutiche network, carta stampata. Tale operato si concretizza anche attraverso la promozione di corsi di istruzione ai pazienti diabetici e loro familiari in modo da migliorare la qualità di vita di questi pazienti sia dal punto di vista medico sia dal punto di vista sociale (lavoro, famiglia, ecc.). Perché ha scelto questa professione? Praticamente sono nato già medico! Per come sono fatto potevo fare solo questo nella vita! Qual è la più grande soddisfazione che le dà il suo lavoro? Essere a contatto tutti i giorni con chi soffre e con chi ha il diabete. Un concreto motivo di speranza per chi è affetto dalla malattia? Ve ne do ben due: sconfiggere totalmente le complicanze che la patologia nel tempo può generare, e guarire completamente con il trapianto.


dossier 2: la nostra storia

La storia dell’A.I.D. N

Pasquale Montenero

Margherita Lapenna

Cedi Striker. Inizialmente è un’associazione comel luglio 1923. Silvestro Silvestri nella Cliposta da soli medici che collega numerose preesinica Medica di Roma, per la prima volta in stenti associazioni locali. È dal 1940 anche l’AssoItalia, trattò con insulina un caso di coma ciazione danese istituita da Nieis Krarup. Seguono diabetico. L’insulina fu preparata nel laboratorio di nel 1942 l’Associazione belga, fondata da Joseph chimica della Clinica medica, seguendo sia le indiHoet. Nel 1943 quella svedese, nel 1945 quella olancazioni dei fisiologi americani, sia quelle descritte dese con Fritz Gerritzen. Nel 1949 quella norveda Chabanier. gese fondata da Eriing Wang. Nello stesso anno furono trattati altri otto casi, di Silvestro Silvestri Il 6 novembre 1949 si costituiva a Roma-ltalia da Silcui tre complicati da gravi infezioni. Fu dimostrato subito che l’insulina data per bocca era distrutta dai fermenti di- vestro Silvestri (1883-1960) e dalla moglie Margherita Lagestivi e che altre vie di introduzione (rettale, vaginale, percu- penna (1887-1964), le prime riunioni per fondare alla presenza di alcuni diabetologi romani (Faelli, Gosio, Travia) e tanea, endonasale) davano risultati mediocri e di oltre 200 diabetici, in Via Vittorio Veneto 89, incostanti. La sola via per cui l’insulina si pol’”Associazione Italiana per la Difesa degli Inteva somministrare utilmente era la via pateressi dei Diabetici” la cui sigla è A.I.D. (Assorenterale: per iniezione sottocutanea nell’uso ciazione Italiana Diabetici) che nel 1952 veniva comune, per iniezione intravenosa quando occostituita legalmente l’Associazione. Il Consiglio correva un’azione rapida come in caso di coma Direttivo era composto dai Sigg.: Dott. Èrcole Veldiabetico. lani (Presidente), Dott. Pietro Trottarelli e Rag. Dopo qualche anno dalla scoperta dell’insulina Oro Ciancaleoni (Vice Presidenti), Comm. Ali soggetti interessati alla patologia diabetica fredo Campoduni (Tesoriere), Sig. Giuseppe prendono coscienza della loro malattia e del nuPartini, Rag. Ettore Bernardelli, Comm. Bemero impensabile di malati come loro esistenti lisario Pascetti, Rag. Amerigo Mercuro, nel mondo e sentono la necessità di aggregarsi in D.ssa Margherita Silvestri Lapenna. Associazioni per acquisire maggiori e migliori coAlla Presidenza dell’Associazione si sono sucnoscenze della specifica malattia, per meglio tuteceduti nel corso degli anni Luigi Silvestri, nilarsi dal punto di vista sanitario, assistenziale, giupote del fondatore, Francesco Fallucca dal ridico e sociale. 1986, Paola Rizzoli dal 1990 al 1994, PaLa prima Associazione tra diabetici nasce in Portosquale Montenero dal 1994 al 2000 (Presigallo il 13 maggio 1926 ad opera di Emesto dente) Paola Rizzoli (Vice Presidente), GioRoma. Segue l’Associazione Francese fondata vanni Bedetti, Massimo Catalucci, Nicola come “personne morale” dal diabetico Louis Delmarre il 25 marzo 1933. D’Ambrosio, Alessandra D’Asaro, Vito SanPressoché contemporaneamente, sempre nel sone, Raffaele Scalpone, Elda Valenza. Dal 1933, è l’Associazione inglese “Thè Diabetic 2000 al 2007 Paola Rizzoli (Presidente). Association” fondata dal diabetico-diabetoDal 2007 ed rieletto nel 2011 ad oggi il Dott. Raflogo Robert Daniel Lawrence, insieme ad faele Scalpone (Presidente Nazionale), Avv. CoHerbert George Welles, il famoso scrittore, ausimo Pennetta (Vice Presidente Nazionale), Rocco tore tra l’altro della “Macchina del tempo e delSantoro (Segretario Generale), Alberto Ferrarini, Raffaele Scalpone l’Uomo invisibile”, che era anche un biologo. Baldassarre D’Elia, Luigi Donara, Guido Gallo, Il 12 giugno 1940 è fondata a New York City l’Associazione ame- Claudio Giuseppe Iacovella, Fabrizio Asselta (Consiglieri nazionali ricana “American Diabetes Association” (ADA), primo Presidente effettivi).

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dossier 2: la nostra storia

L’Associazione aderisce fin dalla sua istituzione all’International Diabetes Federation (IDF). L’Associazione è presente nel sito del Museo del Diabete di Torino (www.museodeldiabete.com). Essa non ha scopi di lucro e le sue finalità statutarie sono la difesa e la tutela degli interessi dei malati di diabete. A tal fine e nei limiti delle disponibilità finanziarie si propone di: a) Esercitare un’attività consultiva ed educativa nei riguardi del diabete, con conferenze di carattere scientifico e divulgativo. L’Associazione è interessata a svolgere ogni attività di ricerca, organizzativa, divulgativa, promozionale volta allo studio della patogenesi delle complicanze della malattia diabetica e alla loro prevenzione. L’Associazione si avvale, oltre che della rivista “II Giornale dei Diabetici”, di qualunque contributo o collaborazione ritenuti utili. b) Promuove corsi di istruzione ai pazienti diabetici e familiari in modo da migliorare la qualità di vita sia sul piano strettamente medico che sul piano sociale. c) Rappresentare i diabetici presso le Autorità e gli Enti di assistenza. d) Istituire ambulatori, indispensabili per l’assistenza ai diabetici, direttamente o con convenzioni a carattere regionale, con il sistema Sanitario Nazionale e altri Enti sia di interesse pubblico che privato. Nel 1950 l’A.I.D. ha iniziato la pubblicazione del “II Giornale dei Diabetici”, rivista bimestrale organo dell’Associazione sotto la direzione redazionale di Silvestri, bollettino di informazione, divulgazione ed educazione sanitaria per i pazienti diabetici. La rivista che ha cessato la pubblicazione nel 1980, ha ripreso la sua attività editoriale nel 1994 sotto la direzione di Pasquale Montenero. Il 27 giugno 1997 la rivista suindicata cambia nome in “II Giornale A.I.D.I.D.” a tutt’oggi seguita dalla direzione redazionale del Dott. Raffaele Scalpone. Nel marzo 1953 si è svolto presso la sede dell’A.I.D. in Via della Scrofa 14, il primo corso di istruzione per diabetici e loro familiari. Le lezioni sono state complessivamente 12: tre di fisiopatologia; cinque di dietetica; due sull’analisi delle urine;

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una sull’insulina; una sulle complicanze e l’igiene del diabetico. Per rendere il corso più pratico ed utile, si era deciso di dividere gli allievi in gruppi di dieci. Queste lezioni venivano svolte da Margherita Lapenna che le svolgeva sotto forma di conversazione. Le lezioni sulle analisi delle urine e sulle iniezioni di insulina erano accompagnate da dimostrazioni pratiche. Per tutte le lezioni si sono mostrate utilissime le tavole dimostrative di anatomia, fisiologia e dietetica, composte dalla stessa Lapenna. I corsi di istruzione per diabetici e loro familiari successivamente sono sempre stati tenuti dalla Lapenna che li ha propagandati e promossi in ambito nazionale e internazionale come strumento terapeutico indispensabile. Ella ha scritto “II libro del diabetico”, il “Decalogo del diabetico” e il “Dizionarietto per diabetici e obesi”. Nel 1993 è stato istituito il Centro Studi e Ricerche sul Diabete Senile. Il Consiglio Direttivo Nazionale a tutt’oggi sotto la Presidenza del Dr. Raffaele Scalpone ha scelto la nuova sede dell’A.I.D. - Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici - in Via Ravenna 34, Roma 00161, dove vi è la presenza giornaliera di Volontari e una Equipe di Specialisti adeguatamente preparati per fornire:


dossier 2: la nostra storia

supporto psicologico; corrette informazioni sulla gestione della malattia; informazioni e delucidazioni su variazioni nelle regolamentazioni legislative correlate o correlabile, allo Status Diabetico ed alle sue complicanze; aiuto per la ricerca del Centro di cura o dello Specialista più idoneo; consigli e soluzioni per l’acquisto dei più aggiornati, più convenienti e quindi più adatti strumenti o presidi sanitari per la cura e l’autocontrollo domiciliare; materiale didattico selezionato affinché le informazioni siano giuste e non illusionistiche; organizza Congressi e Corsi di aggiornamento per Medici; effettua campagne di screening per il controllo della glicemia e l’individuazione dei diabetici non diagnosticati; attua prevenzione attraverso la cura dell’obesità. L’Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici - A.I.D. (Associazione Italiana Diabetici) è stata riconosciuta Ente Morale DPR n. 895 del 31/10/1978 G.U. n. 18 del 18/01/1979. L’Associazione persegue finalità di solidarietà sociale a favore dei diabetici e loro familiari e: rappresenta i diabetici presso il S.S.N., gli Istituti di Previdenza e le Industrie per migliorare la distribuzione a prezzi agevolati di tarmaci diagnostici e dei prodotti dietetici per diabetici; rappresenta i diabetici, affinché ne vengano garantiti i diritti presso le Autorità, gli Enti Assistenziali e nella Società civile; finalità di miglioramento dell’assistenza ai diabetici e: persegue l’ottimale percorso terapeutico con un programma di monitoraggio (anche per le complicanze che richiedono competenze specialistiche di oculista, cardiologo, neurologo, psicologo, ginecologo, dermatologo); istituisce ambulatori con Medici da lei qualificati (direttamente o con convenzioni con il Sistema Sanitario e altri enti sia di interesse pubblico che privato); esercita un’attività formativa con conferenze di carattere scientifico e divulgativo sui meccanismi causanti le complicanze della malattia, sulla loro prevenzione, sui nuovi tarmaci e metodologie di somministrazione;

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aggiorna, con il giornale A.I.D.I.D. ed i dialoghi durante le visite mediche, i diabetici sulla patologia rendendoli consapevoli degli effetti dei vari stili di vita e di alimentazione. Se lo desidera potrà anche Lei far parte a pieno titolo dell’A.I.D. Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici. S’iscriva all’A.I.D. (Associazione Italiana Diabetici) visitando il nostro sito www.assitdiab.it - Informare, educare, formare per prevenire! Il 2% della popolazione della popolazione è Diabetica e NON SA DI ESSERLO!!

La finalità dell’A.I.D. Prevenire il diabete. Migliorare la qualità e la quantità di vita del DIABETICO e dei suoi FAMILIARI. Gli scopi dell’A.I.D. Essere di riferimento e di aiuto per il Diabetico. Collaborare con Enti e Specialisti sanitari affinché vengano garantiti i diritti del Diabetico ed essere adeguatamente assistito nella cura della malattia e nella prevenzione e cura delle complicanze. Rappresentare i Diabetici presso le Autorità e gli Enti assistenziali. Il DIABETE definito “l’epidemia del terzo millennio” riguarda a livello Nazionale circa oltre 2.000.000 di persone con una proiezione di aumento per l’anno 2025 a circa oltre 5.000.000 di persone. Questi dati traslati nella Regione Lazio portano ad una stima di oltre 300.000 pazienti diabetici attuali che nel 2025 saliranno a circa oltre 750.000 con un incremento annuale di oltre 20.000 unità. Queste rilevazioni costituiscono per la nostra Associazione, impegnata da oltre 50 anni nella difesa degli interessi dei diabetici, motivo di seria preoccupazione. Da sempre, il problema del rapporto medico-paziente in una patologia cronica come il diabete, ha rivestito importanza fondamentale, difatti la gestione corretta della patologia e delle complicanze ad essa collegate è l’unica ed insostituibile procedura da seguire nell’interesse del paziente, della classe medica, e delle istituzioni.

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riflessioni

a cura di Roberta Madonna

Il ruolo delle proteine nell’alimentazione umana a proteina è costituita da molecola di carbonio, azoto, idrogeno, ossigeno, ed alcune anche da zolfo. Le principali funzioni è quella di rifornire gli amminoacidi necessari per i processi di rinnovamento tissutale. Apportano 4kcl per grammo. Importante sottolineare che l’organismo non ha una “riserva proteica” come i lipidi e i glucidi, di fatto in caso di scarso apporto calorico e proteico il nostro organismo utilizza le proteine dei muscolo. Le proteine sono di origine animali dette nobili, carne, pesce, uova, latte, e altri derivati, contengono una buona quantità di amminoacidi essenziali. Mentre quelle di origine vegetali sono dette di media qualità, perché non contengono sufficienti quantità di amminoacidi essenziali, le proteine vegetali migliori sono quelle che non contengono sostanze tossiche, e consentono quindi una nutrizione sana: come ad esempio, noci, nocciole, mandorle, pinoli, tutti i cereali, legumi, le olive, l’avogado, e tutti i prodotti da essi derivati. Un eccesso proteico, oltre ad essere inutile in quanto porterebbe alla trasformazione delle proteine in grasso, può essere dannoso in soggetti con predisposizione a patologie renali. Il loro compito principale è di fornire energia. Per la costruzione delle proteine del corpo umano, parte fondamentale di muscoli, tessuti, ed altri organi sono necessari 20 amminoacidi. Otto di questi venti non sono però sintetizzabili dal corpo umano, sono i cosiddetti amminoacidi essenziali: leucina, isoleucina, valina, treonina, lisina, metionina, triptofano, fenilalina. L’organismo deve quindi reperire questi amminoacidi attraverso l’alimentazione. Noi italiani mangiamo troppo poche proteine. O meglio quando mangiamo la giusta quantità di calorie, la frazione proteica è troppo bassa. Questo comporta un rallentamento metabolico consistente, causato da un insieme di segnali ipotalamici, ma anche enterici, che nel loro complesso favoriscono il dimagrimento. Prima di tutto, l’assunzione di proteine in sostituzione di carboidrati riduce i picchi glicemici prodotti dai carboidrati stessi

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e ha quindi un salutare effetto sulla fame, che viene tenuta lontana per diverse ore. In molti si sono accorti che aggiungendo un uovo alla coque e un po’ di affettato alla classica colazione dolce, (biscotti, latte), la fame di metà mattina sia sparita completamente. Questa è dovuta, di solito, alla risposta compensatoria dell’insulina al picco glicemico provocato dalla colazione di solo carboidrati. Un pasto completo di proteine, tiene lontana la fame, e giocano un ruolo chiave nella regolazione della composizione corporea, attraverso gli effetti sulla sazietà e l’aumento termogenetico indotto. Importante ricordare che attraverso l’assunzione di proteine stimola le funzioni anaboliche di muscoli, collagene, ossa. Un’assunzione proteica troppo scarsa, deprime la crescita muscolare e con essa il metabolismo.


riflessioni

Il ruolo delle proteine nell’alimentazione umana

Se non mangiamo proteine possiamo anche fare molto sport o passare ore in palestra, ma i nostri muscoli non cresceranno, anche se mangiassimo le giuste calorie di cui necessitiamo, perché l’organismo ragiona sempre nel suo complesso e mai per singole parti. Ma in definitiva, di quante proteine abbiamo bisogno ogni giorno? Se ci basiamo sui dati prodotti dall’OMS, un’individuo adulto in salute e in condizioni normali ha necessità di circa 0,8-1 gr di proteine per kg di peso ogni giorno. Ovvero un’individuo che pesi 70 kg avrà bisogno circa di 70 g di

proteine al giorno. Il dato non è discutibile perché ottenuto attraverso l’esame dei residui azotati nelle urine (che è proporzionato al turnover proteico quotidiano) ed è quindi rappresentativo del consumo effettivo nell’organismo sano e normale. Quando diciamo sano e normale escludiamo situazioni in cui il bilancio azotato può essere alterato, come la gravidanza, l’allattamento, la costruzione di nuovo muscolo (da sport, post convalescenza), la crescita (bambini). In tutti questi casi le quantità vanno proporzionalmente aumentate fino anche a 2-2,5 g. Intendiamoci: l’uomo è perfettamente in grado di sopravvivere con quantità di proteine inferiori rispetto al suo fabbisogno ottimale (lo dimostrano i vegetariani e i vegani che “sopravvivono” benissimo).

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attività dell’A.I.D.

L’A.I.D. ha partecipa al 1° Congresso Nazionale Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute

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attività dell’A.I.D.

L’A.I.D. alla Conferenza Nazionale delle Associazioni di Volontariato Estratto della relazione del dott. Raffaele Scalpone tenuta in occasione dell’intervento alla II Conferenza Nazionale delle Associazioni di Volontariato organizzato da Diabete Italia a Bologna il 13 e 14 0ttobre 2012.

l Modello sanitario Diabetologico Italiano ci viene invidiato da tutta Europa; dati recenti hanno confermato che l’Italia è l’unico Paese europeo che negli ultimi anni ha visto ridurre il numero dei ricoveri ospedalieri incongrui per il diabete e del 30% il numero di amputazioni maggiori in soggetti diabetici affetti da “piede diabetico”; questo modello ci viene copiato in tutta Europa; Noi Italiani siamo stati sempre dei pionieri nel capire i bisogni del diabetico; già nel lontano 1952 solo gli Italiani insieme ai Portoghesi avevano già capito l’importanza di associarsi per difendere gli interessi dei diabetici; non a caso nel 2012 ricorerranno i 60 anni dalla nascita di A.I.D. fondata appunto nel lontano 1952. Il Sistema di cure Italiano del diabete quindi è un sistema che funziona. In questo sistema ci siamo, come parte attiva, anche noi pazienti ed associati che influenziamo con il nostro agire le decisioni e le azioni dei medici, dei decisori istituzionali, dei pa-

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gatori, dei governi. Negli ultimi dieci anni in Italia il numeri di nuovi casi di diabete ha raggiunto la cifra di un milione; se continua così per i prossimi 10 anni il sistema imploderà. Cosa bisogna fare quindi per arginare questa pandemia???? Le Associazioni di pazienti devono fare la loro parte??? O devo rimanere ad osservare la cosa in maniera passiva???? Io sono convinto che per arginare il problema, Noi diabetici dobbiamo prendere parte attivamente alla stesura delle leggi che governano il diabete sia a livello Nazionale che Regionale in modo da influenzare le scelte condivise. Io sono convinto che una persona affetta da diabete se educata all’autocontrollo, se resa consapevole della propria condizione, essa stessa diventa veicolo di risparmio per il sistema sanitario regionale (SSN.) Agendo preventivamente sulla prevenzione delle complicanze della patologia si ridurranno i costi di ricovero per neuropatia vascolopatia e retinopatia diabetica.

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speciale diabete

Diabete, in arrivo le nuove Linee Guida

l paziente al centro della cura. Questa affermazione che dovrebbe essere sempre valida, per qualunque patologia, calza veramente a pennello in caso di paziente diabetico. Perché mai come per questa malattia, l’efficacia della terapia dipende dal suo stile di vita, dai suoi comportamenti, dalla compliance, ovvero dall’aderenza alla terapia. E su questo assunto si basano le nuove Linee Guida per il trattamento del diabete di tipo 2, stilate insieme alla American Diabetes Association (ADA), presentate al 48esimo Congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD) svoltosi a Berlino. Nel corso del quale è stato oltretutto stimato l’aumento dei diabetici nel mondo, arrivando a contarne un miliardo nel non troppo lontano 2025. E 6 milioni in Italia, il doppio degli attuali 3 milioni. Ma se le raccomandazioni generali sulla terapia si basavano in passato sul mantenere

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sotto il 7% il valore della emoglobina glicosilata (HbA1c), le nuove linee guida, pur ritenendo valido l’obiettivo, tengono conto innanzitutto della situazione personale e del paziente e di ciò che lo circonda: della sua attitudine alla cura, dell’aspettativa di vita, dell’”età” della patologia, di eventuali comorbidità o complicazioni vascolari, fino ad arrivare alle condizioni economiche e sociali del paziente e della sua famiglia. Perché se il paziente sente che la terapia è troppo pesante, ad esempio, o l’obiettivo impossibile da raggiungere, avere buoni risultati sarà impossibile. Un nuovo algoritmo, made in Italy Nel corso del medesimo Congresso è stato presentato un nuovo “algoritmo”, sviluppato in Italia dall’Associazione Medici Diabetologi (AMD) che, basato sull’automisurazione della glicemia, attraverso diversi step, arriva proprio ad una terapia a misura di paziente. Si parte da 5 diversi profili di paziente, stilati in base all’età, ad eventuali complicanze, e ad altri fattori. Ad ognuna delle tipologie corrisponde una terapia diversa, ma a partire da quella si possono sviluppare altri “sottogruppi” di trattamento, a seconda dei fattori di rischio presenti. Ed infine l’ultimo step, che individua una cura mirata, effettuata dallo stesso paziente tramite l’automonitoraggio della glicemia, da effettuarsi in diversi momenti della giornata e della settimana. Dal profilo dettagliato che emerge da questo vengono sviluppati poi la terapia e il mix di farmaci più appropriati. “Presto - fanno sapere dal Congresso - sarà disponibile anche una versione dell’algoritmo dell’International Diabetes Federation (IDF), ispirata proprio al documento italiano”.


news scientifiche

Bimbi obesi, record italiano rimi in Europa per obesità infantile. Questo il triste primato italiano che vede oltre il 25% dei nostri bambini in sovrappeso, quindi all’incirca un bimbo su 4 al di sotto dei 16 anni. Persino un 10% dei bambini normopeso risulta essere a rischio. Tra gli adulti non va meglio visto che, come attestano i dati ISTAT, il 40% di tutta la popolazione ha problemi peso e che negli ultimi 8 anni le persone a rischio sovrappeso sono aumentate del 4%. Il fenomeno è in crescita anche tra gli ultra65enni. Se ne è parlato al 15° Congresso Internazionale di Endocrinologia, tenutosi a Firenze lo scorso maggio. Gli esperti hanno individuate le cause di questo trend a dir poco preoccupante nella cattiva alimentazione, nella vita sedentaria e in generale in abitudini poco salutari, ma anche nella sindrome metabolica e in alcuni fattori genetici. Come quello evidenziato da uno studio dell’Imperial College di Londra, svolto in collaborazione con l’Università di Verona e La Sapienza di Roma, secondo cui dietro l’obesità si potrebbe nascondere l’alterazione genetica della proteina Gpr120, un sensore che controlla i grassi assunti col cibo e stimola gli ormoni anti-fame. Una disfunzione di questa proteina condurrebbe irrimediabilmente al diabete e all’obesità.

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Campania, maglia nera per obesità e diabete Fanalino di coda per obesità e diabete è la Regione Campania. Qui il 6% della popolazione è affetto da diabete contro il 4,9% del dato nazionale, con tutto ciò che ne consegue: problemi cardiaci, renali, neurologici, agli occhi. Il tasso di mortalità per complicanze è per gli uomini pari al 57,8 per 100 mila - secondi solo ai siciliani - per le donne è, invece, il più alto d’Italia con il 51,2 per 100 mila. Dunque una vera e propria epidemia che vede, tra l’altro, 600 amputazioni l’anno in Campania a causa delle complicanze vascolari del diabete, più diffuso, tra l’altro, laddove crescono età e difficoltà economiche e dove il livello d’istruzione è più basso. L’allarme giunge dal Forum nazionale sul diabete svoltosi a Napoli di recente. Ma le brutte notizie per la città partenopea non finiscono qui. I dati sul diabete si intrecciano inevitabilmente con quelli sull’obesità e, anche in questo caso, Napoli è fanalino di coda in Europa, con 2,8 milioni di persone affette da problemi di peso, quasi la metà dell’intera popolazione. Più di 700 mila sono i cittadini obesi e oltre 2 milioni i soggetti in sovrappeso. Il quadro peggiora con le stime sulle nuove generazioni: secondo recenti studi, infatti, più

del 40% dei giovani risulta in sovrappeso o è addirittura obeso. “Siamo la regione più grassa d’Italia - spiega Mario Morlacco, subcommissario alla Sanità campana - e questo è uno dei principali fattori di rischio per la diffusione del diabete di tipo 2. Bisogna insistere con delle forti iniziative di prevenzione e di sensibilizzazione per più corretti stili di vita”. “L’attuazione della legge 9 del 2009, che contiene tutti i principi dell’organizzazione dell’assistenza al diabete e azioni di tipo sociale, e il Piano regionale di prevenzione 2010-2012, potranno migliorare questo preoccupante quadro epidemiologico - avverte Tiziana Spinosa, direttore pianificazione e programmazione dell’Arsan, l’agenzia regionale sanitaria - soprattutto riguardo gli esiti delle complicanze del diabete e l’alto consumo di risorse per tale patologia”. Infatti, quello che serve per fronteggiare questa patologia cronica - e in questo tutti gli esperti concordano - è l’integrazione a vari livelli delle cure e il potenziamento della presa in carico territoriale attraverso definiti percorsi assistenziali, evitando le migrazioni sanitarie e i ritardi diagnostico terapeutici dovuti ai tempi di attesa. Non certo a caso, infatti, il diabete è inserito in una logica di percorso assistenziale nell’ambito del Chronic care model, come risposta al problema delle patologie croniche, di cui il diabete mellito rappresenta un prototipo ampiamente studiato. I numeri Prevalenza nazionale di 4,9% Prevalenza in Campania del 6% (raggiungendo percentuali superiori al 12 per cento con l’aumentare dell’età) Il sesso maschile ha una prevalenza maggiore del sesso femminile ma dopo i 75 anni tale rapporto si inverte Tasso di mortalità: di 57,8 per 100 mila malati per il sesso maschile. I pazienti campani sono secondi solo ai siciliani, mentre il tasso di mortalità femminile è il più alto d’Italia con il 51,2 per 100 mila Propensione all’uso dell’ospedale: si sta riducendo negli ultimi 10 anni, nel 2011 sono stati effettuati circa 8 mila ricoveri, ma purtroppo c’è ancora molta inappropriatezza sia nel ricorso al ricovero ordinario, che nell’uso del Day hospital Complicanze del diabete: quelle che causano maggiori ricoveri sono le complicanze circolatorie periferiche, dato confermato dall’alto numero di amputazioni (circa 600 per anno).

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proteggiamo il nostro futuro

Giornata mondiale del diabete nche questo anno la nostra Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici A.I.D. aderisce alla Campagna per la Giornata Mondiale del Diabete organizzata dalla IDF Federazione Internazionale del Diabete dedicata all’educazione e alla prevenzione del Diabete, lo slogan scelto è “Diabete: Progettiamo il nostro futuro”. L’A.I.D. Associazione Italiana Diabete, organizzerà la Giornata a Roma e nella Regione Lazio il 18 novembre 2012.

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vivere il diabete

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vivere il diabete

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vivere il diabete

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l’angolo del nutrizionista

a cura del Dott. Sandro Lo Pinto

Guida all’alimentazione nel diabete INTRODUZIONE Per avere un buon controllo glicemico è necessario avere una corretta alimentazione. Per corretta alimentazione dobbiamo intendere non solo il giusto apporto dei nutrienti contenuti nella dieta, ma anche la giusta distribuzione dei carboidrati (CHO) nei pasti. Ciò è necessario soprattutto nel diabete in terapia insulinica, perchè la dose d'insulina va rapportata con la quantità di carboidrati assunti. La glicemia, soprattutto quella post prandiale, è molto influenzata dalla nostra alimentazione. Spesso non ci rendiamo conto di quanto un boccone di pane in più o in meno possa provocare un aumento “imprevisto” della glicemia. Ebbene, cerchiamo di far diventare questo “imprevisto” qualcosa di “prevedibile”!

QUALCHE NOZIONE UTILE SULL’ALIMENTAZIONE… Tutto quello che compone gli alimenti (tranne l'acqua) si trasforma in energia... La Caloria o Kilocaloria è l'unità di misura dell'energia. Il fabbisogno energetico è quello che serve al nostro organismo per svolgere tutte le sue funzioni vitali (metabolismo). Per far sì che il nostro metabolismo sia sempre efficiente dobbiamo mantenere in equilibrio la quantità di energia introdotta con la dieta e la quantità di energia consumata. La perdita di questo equilibrio che si ha, quando aumentiamo di peso, accrescerà il rischio di andare incontro ad una serie di alterazioni metaboliche, come l'ipertensione, l'aumento dei grassi nel sangue (colesterolo e trigliceridi) ed infine alla patologia più grave: il diabete.

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l’angolo del nutrizionista

DIETA EQUILIBRATA

Guida all’alimentazione nel diabete

Il fabbisogno calorico deve corrispondere alla quantità di calorie (Kcal o Cal) necessarie per pareggiare il bilancio tra le entrate e le uscite del nostro corpo, in modo da mantenere inalterato il nostro peso corporeo. Il fabbisogno energetico giornaliero varia molto e dipende da diversi fattori: Età (aumenta durante lo sviluppo e diminuisce in età più avanzata); Sesso (maggiore negli uomini, minore nelle donne); Altezza; Attività fisica; Clima; Funzionamento tiroideo, etc.... Se le calorie sono in eccesso la quantità di energia non consumata si trasformerà in energia di riserva, cioè grasso!

FABBISOGNO ENERGETICO GIORNALIERO

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l’angolo del nutrizionista

Gli alimenti sono composti da Proteine, Glucidi e Lipidi. 1 grammo di Proteine o di Carboidrati apporta 4 Calorie. 1 grammo di Lipidi o Grassi apporta 9 Calorie. DOVE SONO LE PROTEINE Di origine animale: carne, pesce, uova, latte, formaggi, salumi. Di origine vegetale: legumi, soia, pane, pasta, riso. Le proteine sono una componente fondamentale del nostro corpo di cui costituiscono organi e tessuti. In una dieta equilibrata devono essere il 10-15%. DOVE SONO I CARBOIDRATI si dividono in a) semplici: zucchero, miele, marmellata e frutta; b) complessi o amidi: pane, pasta, riso, patate, etc. In una dieta equilibrata devono essere il 50-60%. Non è necessario usare lo zucchero per dolcificare, essendo già presente nella frutta e nel latte; basta, quindi mangiare la giusta quantità di frutta (due o tre porzioni al dì).

Guida all’alimentazione nel diabete

E soprattutto evitiamo le bevande zuccherate ed anche i succhi di frutta. DOVE SONO I GRASSI Anche i grassi ci forniscono energia. Anzi a parità di peso, ne forniscono più del doppio rispetto ai carboidrati (o zuccheri) e alle proteine. e per questo sono utili per immagazzinarla (nel tessuto adiposo). Inoltre, aiutano l'assorbimento di alcune vitamine. Possono essere di origine animale (grassi saturi) burro, panna, formaggi, latticini, carni grasse, insaccati e causano l'aumento del colesterolo nel sangue; quindi, è necessario limitarne il consumo. I grassi "insaturi" sono invece di origine vegetale e contenuti soprattutto negli oli vegetali (sia di semi che di oliva), ma anche nella frutta oleosa come noci e nocciole. PIANIFICAZIONE Il “trucco” è pianificare prima quello che mangiamo. Abituarsi a mangiare sempre con regolarità: “più o meno mangio sempre uguale...” Ecco, è proprio qui l'errore!

PANE INTEGRALE

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l’angolo del nutrizionista

Per esempio: bastano 20 g di pane in più o in meno per “sballare” una situazione di compenso. 15/20 g di Carboidrati in più o in meno: Per chi fa l'insulina questo vuol dire dover fare almeno 1 unità in meno o in più. Per chi deve seguire un regime dietetico controllato vuol dire circa 50 Cal da conteggiare nell'ambito del computo calorico giornaliero! IL GIOCO DELLE EQUIVALENZE Impariamo la “regola” fondamentale: mangiare sempre lo stesso numero di carboidrati. Esempio: Se la mia prescrizione dietetica prevede x un pasto 50 g di CHO o mangio 70 g di pasta o 80 g di pane... CONSIGLI UTILI 1 - Non saltare mai i pasti, a partire dalla colazione; 2 - Inserire in ogni pasto una porzione di carboidrati preferendo quelli integrali;

Guida all’alimentazione nel diabete

3 - Inserire in ogni pasto principale una buona porzione di verdura; 4 - Negli spuntini (massimo 2/giorno) preferire la frutta; 5 - Limitare la frequenza dei formaggi a 2-3 volte/settimana; 6 - Consumare il pesce almeno 2 volte/settimana; 7 - Come condimento utilizzare olio extravergine d’oliva preferibilmente a crudo; 8 - Limitare il consumo di dolci preferibilmente non oltre ma al posto di altri alimenti; 9 - Bere almeno 1½-2 litri di liquidi al giorno (prevalentemente acqua o bevande non zuccherate). Preparazione del cibo - Come comportarsi: a) preferire modalità di cottura povere di grassi (a vapore, ai ferri, griglia, microonde), evitando le fritture; b) moderare l'uso dei condimenti, in particolare olio e sale, e ricorrere all'uso di spezie varie per aromatizzare; c) evitare gli assaggi; d) evitare di cucinare quantità superiori a quelle necessarie, (avanzi!!).

CEREALI E DERIVATI - Equivalenti a 25 g. di CHO

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Tipo

Peso equivalente (grammi)

Pane bianco o integrale

40 / 50

Pasta cruda - Farina - Polenta - Corn flakes - Riso

35

Fette biscottate - Grissini - Crackers

30

Patate

120

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Guida all’alimentazione nel diabete

A tavola - Come comportarsi: a) preparare singole porzioni, evitando di mettere in tavola i piatti da portata, il cestino del pane, salse varie; b) servire il cibo facendo uso di piatti di piccole dimensioni, per evitare che la quantità di cibo, sembri scarsa; c) consumare verdura cruda e/o cotta a volontà come prima portata; d) versare esattamente la quantità di vino o birra concessa; e) bere almeno 1½ litri di bevande non caloriche al giorno; f) portare in tavola solamente quello che si intende mangiare; Dopo aver mangiato: sparecchiare subito la tavola ed allontanarsi dalla cucina La vista del cibo... stimolo irresistibile - Come comportarsi: a) evitare di lasciare il cibo in vista, magari in sala vicino alla TV; b) conservare il cibo in contenitori opachi o ricoprirli con carta di alluminio per evitare di venirne attratti; c) porre i cibi "tentatori" (dolci, caramelle, noccioline, ecc) in posti difficilmente raggiungibili.

FRUTTA - Equivalenti a 10 g. di zucchero Tipo

Peso equivalente (grammi)

Uva - Cachi - Banana - Fichi

80

Mela - Pera - Ciliegie - Ananas - More - Prugne - Melograno - Mirtilli

100

Pesca - Arancia - Mandarini - Lamponi

130

Pompelmo - Limone - Fragola - Cocomero - Melone

160

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CIÒ CHE A TE NON COSTA NULLA A NOI SARÀ DI MOLTO AIUTO DESTINA IL 5 X 1000 ALL’ASSOCIAZIONE ITALIANA PER LA DIFESA DEGLI INTERESSI DEI DIABETICI - A.I.D.

5x1000 SARANNO IN MOLTI A DIRTI GRAZIE DONA IL TUO 5 X 1000 A FAVORE DELL’A.I.D. - Associazione Italiana Diabetici SARÀ UN’AZIONE DI SOLIDARIETÀ NEI CONFRONTI DEI VOLONTARI CHE LOTTANO CONTRO IL DIABETE La finanziaria ha previsto la destinazione di una quota pari al 5‰ dell’IRPEF a favore delle Associazioni impegnate nel Volontariato, in base alla scelta del contribuente. Per permettere al contribuente la propria scelta, sono state introdotte le modifiche necessarie ai modelli delle dichiarazioni. 1) Non esprimere alcuna preferenza: in questo caso nulla sarà destinato. 2) Esprimere la volontà di destinazione del cinque per mille, in questo caso dovrà apporre solo la firma nel quadro prescelto. 3) Esprimere la volontà di destinazione ad una Associazione di Volontariato specifica: in questo caso, oltre alla firma, nel riquadro prescelto dovrà indicare il Codice Fiscale dell’Associazione.

Modello 730

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CUD

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UNICO persone fisiche

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UNICO MINI persone fisiche

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L’A.I.D. è un’Associazione Antica… per un aiuto concreto e attuale. Indica il Codice Fiscale 80089430583 e firma nel riquadro


news

Diabete di tipo 2 nei giovani: non c’è un minuto da perdere La ricerca ha coinvolto 699 ragazzi tra i 10 e i 17 anni trattati con metformina. Poi, alcuni hanno continuato ad essere trattati con la sola metformina, altri con metformina combinata con rosiglitazone, altri sono stati invitati a cambiare stile di vita. Risultati: circa il 50% dei ragazzi ha risposto bene alla metformina, mentre la combinazione di metformina e rosiglitazone ha ridotto del 25% la necessità di passare alla terapia insulinica. Scarsa invece l’efficacia degli interventi sugli stili di vita, perché difficili da monitorare.

l diabete di tipo 2, ormai si sa, non è più da considerarsi “senile”, perché colpisce anche i giovani. E in forma peggiore che gli adulti. Nei primi, infatti, la progressione, che si riteneva più blanda, è invece molto più rapida, presenta un tasso maggiore di complicanze e una necessità precoce di terapia di combinazione o insulinica. Insomma va aggredito subito con la terapia giusta. Lo rivela lo studio Today, i cui risultati sono stati presentati al 72° Congresso dell’American Diabetes Association, a Filadelfia.

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✁ Perché tutti i diabetici dovrebbero associarsi Perché solo un’Associazione forte e numerosa potrà raggiungere i suoi obbiettivi, e cioè:

Francatura a carico del mittente

1. Creare in tutta Italia una rete di ambulatori e consultori per diabetici, nei quali essi possano trovare assistenza specializzata continuativa, consiglio e istruzione; 2. Contribuire alla scoperta dei casi ignorati o latenti, i quali sono maggiormente esposti a tutti i pericoli delle complicazioni e quindi della invalidità e della morte precoce; 3. Dare ai bambini diabetici la possibilità di fare le loro vacanze in appositi campi estivi, sotto adeguata sorveglianza medica e dietetica; 4. Dare un supporto psicologico ai diabetici; 5. Dare corrette informazioni sulla gestione della malattia; 6. Ottenere, per tutti i diabetici assicurati presso gli Enti di previdenza, assistenza continuativa e completa; 7. Far conoscere ai diabetici consigli e soluzioni per l’acquisto dei più aggiornati, più convenienti ed adatti strumenti o presidi sanitari per la cura e l’autocontrollo domiciliare;

Entra in diretta con il giornale

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A.I.D. Comitato Editoriale Il Giornale A.I.D.I.D. Via Ravenna, 34 - 00161 Roma

8. Rendere, in una parola, più serena e tranquilla la vita del diabetico, contribuendo così al suo benessere e al prolungamento della sua vita. Solo se gli associati saranno numerosi, la loro voce potrà essere ascoltata e i loro desideri e bisogni avranno probabilità di essere presi in considerazione. DIABETICI! Nel vostro interesse: Associatevi! Consoci, procurate nuovi aderenti!

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campagna tesseramento 2013 Per il rinnovo della tessera sociale per l’anno 2013 aderendo all’A.I.D. (Associazione Italiana Diabetici), Vi ricordiamo che la quota da versare e € 20.00 per tutto l’anno. o Con versamento su c/c postale n. 59918003 - A.I.D. Via Ravenna 34 Sc. B int. 4 - 00161 Roma o Assegno bancario non trasferibile n. ________________________________________________________ della Banca ________________________________________________________ intestato a A.I.D. Via Ravenna 34 Sc. B int. 4 - 00161 Roma

Modulo d’iscrizione anno 2013

Cognome ______________________________________________________________________________________________ Nome _________________________________________________________________________________________ Via ____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ Nr _________________________ Città _____________________________________________________________________________________________________ CAP _______________________________________ Provincia ______________________________________ Tel __________________________________________________________________________________________ e-mail ______________________________________________________________________________________________________ Data _________________________________________________________________________ Firma ______________________________________________________________________________________________________________________ Per informazioni rivolgersi alla Segreteria A.I.D.- Tel. 06-68803784 Fax 06 68803784 - e-mail: assitdiab@tiscali.it A.I.D. garantisce la massima riservatezza dei dati forniti e la possibilità di richiedere gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo ad: A.I.D. Via Ravenna 34 Sc. B int. 4 00161 Roma. Le informazioni custodite nel nostro archivio elettronico in conformità alla legge 675/96 sulla tutela dei dati personali.

✁ Perché tutti i diabetici dovrebbero associarsi

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DIABETICI! Nel vostro interesse: Associatevi! Consoci, procurate nuovi aderenti!


iniziative

Diabete a colori bando di concorso

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l’angolo della politica Senato della Repubblica, 4 ottobre 2012 Interrogazioni con richiesta di risposta scritta BAIO, GARAVAGLIA Mariapia, TOMASSINI, RUTELLI, ANDRIA, ASTORE, CARLONI, CECCANTI, DEL VECCHIO, GALLONE, MARINO Mauro Maria, MAZZUCONI, PERTOLDI, RIZZI, RIZZOTTI, SANTINI, THALER AUSSERHOFER Al Ministro della salute - premesso che: - quella del “piede diabetico” è una complicanza che comporta il maggior numero di ricoveri ospedalieri per amputazione non traumatica; - i fattori più importanti correlati allo sviluppo di ulcere del piede sono la neuropatia periferica, la vasculopatia, i microtraumi del piede e deformità; - dal Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero del Ministero della salute emerge che il tasso di ospedalizzazione per amputazione dell’arto inferiore in pazienti diabetici è stato del 13,22 per cento nell’anno 2009 e del 13,17 per cento nell’anno 2010; - sempre secondo i dati del Ministero, nel 2010 in Italia sono state rilevate ben 7.261 amputazioni con 137.148 giornate di degenza per una degenza media di 18,9 giorni per paziente. La Lombardia è la regione dove si verifica il maggior numero di amputazioni: sempre nel 2010 sono state registrate ben 1.599 amputazioni, con 24.542 giornate di degenza; - negli ultimi 8 anni, dal 2003 al 2010, sono state registrate 55.872 amputazioni con 1.097.562 giornate di degenza, per una degenza media di 19,6 giorni per paziente. Occorre tener conto anche che il numero delle amputazioni risulta uniforme (circa 7.000) ogni anno, a dimostrazione che non è stata presa alcuna misura volta a far diminuire tali cifre; - una complicazione grave di un piede diabetico che abbia un’ulcera aperta è l’infezione, che è spesso la vera causa che porta all’amputazione; - il problema più rilevante legato ad un’ulcera del piede nei diabetici è il rischio di un’amputazione maggiore, ossia effettuata sopra la caviglia; - ridurre il numero di amputazioni è un obiettivo fondamentale per la cura del paziente diabetico; - se si vuole ridurre significativamente il numero delle amputazioni è necessario migliorare la capacità di curare efficacemente e precocemente l’ulcera; - per raggiungere questo obbiettivo sono necessarie nuove efficaci terapie sul territorio, ospedaliere e domiciliari; - per il trattamento del piede diabetico, come ipotesi da accertare dal punto di vista scientifico, si segnalano, per esempio, l’ossigenoterapia iperbarica e gli elementi stimolanti midollari; - le ulcere del piede e le conseguenti amputazioni fanno sì che

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questa patologia costituisca, oltre al gravissimo stravolgimento della vita per il paziente amputato, un grave onere per il Sistema sanitario; - il piede diabetico, infatti, rappresenta un problema economico di rilevanti proporzioni, tenuto conto che un’amputazione comporta prolungati periodi di ospedalizzazione (circa 20 giorni) e di riabilitazione, nonché maggiore necessità di assistenza a domicilio e di costi sociali; considerato che: - nel Paese sono oltre 1.200 i laureati in podologia, di cui circa 130 operanti in Lombardia; - dopo il percorso universitario, sono tutti tenuti ad un severo tirocinio e molti di loro conseguono master di specializzazione proprio sul piede diabetico; - come dimostrato da un noto studio americano, l’impiego del podologo sul territorio garantisce, soprattutto attraverso la prevenzione e l’educazione sanitaria del paziente, una riduzione del numero delle amputazioni di circa il 60 per cento, e dei ricoveri ospedalieri di circa il 24 per cento; - attualmente, inoltre, chi subisce un’amputazione minore, una volta dimesso, non viene generalmente preso in carico da alcuna struttura sanitaria, con la conseguenza molto frequente di dover subire un’altra amputazione; - in linea con le disposizioni della legge 16 marzo 1987, n. 115, è prevista la presenza del podologo presso i centri diabetologici, ma tale misura non è mai stata resa operativa si chiede di sapere: - se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti segnalati; - se ritenga di dover provvedere, con la massima urgenza, all’inserimento delle prestazioni podologiche per la cura del piede diabetico nei livelli essenziali di assistenza; - se ritenga di dover adottare misure volte ad incrementare la prevenzione del piede diabetico; - se non ritenga opportuno strutturare un protocollo assistenziale terapeutico che comprenda necessariamente l’impiego attivo e continuo del podologo in regime ospedaliero oppure creare sul territorio una capillare rete di assistenza, al fine di assicurare la prevenzione e la cura delle ulcere allo stato iniziale, proprio per evitare l’amputazione. Sarebbe così anche favorita l’occupazione di numerosi giovani che si sono specializzati proprio sul piede diabetico e, di conseguenza, si eviterebbe il dispendio di finanziamenti pubblici per formare nuove risorse; - quali iniziative intenda intraprendere al fine di colmare questa lacuna normativa con l’inserimento del servizio podologico tra le prestazioni previste dai livelli essenziali di assistenza.


SOS

A.I.D. - Associazione Italiana Diabetici

Diabete

Ente Morale D.P.R. 895 del 31/10/1978 G.U. nr. 18 del 18/01/1979 - Affiliata all’IDF - Federazione Internazionale del Diabete

Il Diabete chiama? Noi rispondiamo! Un’Associazione antica… per un aiuto concreto e moderno La nostra Associazione, alla luce della scarsa attenzione verso i Diabetici propone questo progetto “Il Diabete chiama? Noi rispondiamo!” che prevede l’istituzione presso la sede dell’A.I.D. - Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici, a Roma in via Ravenna 34, di un Numero verde, completamente gratuito per le persone affette da diabete mellito e per i loro familiari, cittadini italiani ed immigrati afferenti nel territorio della Regione Lazio e a livello Nazionale. Attivo il mercoledì e il giovedì dalle 9.30 alle 17.30. Risponderà al telefono personale qualificato (per metà si tratterrà di soggetti affetti da diabete) che smisterà le chiamate al personale socio sanitario (diabetologi e psicologi) rispondendo a dubbi e domande sul diabete negli aspetti sociali e socio-sanitari.

Associazione Italiana per la Difesa degli Interessi dei Diabetici - A.I.D. 00161 Roma • Via Ravenna 34 • Tel./Fax 06 68803784 e-mail: assitdiab@tiscali.it • giornale.aidid@tiscali.it • www.assitdiab.it

Il giornale AIDID 2012 numero 3  
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