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ANNO UNO, NUMERO 2

PERIODICO D’INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA TECNICI DI GOLF

DALLA PENNA DEL PRESIDENTE Cari Colleghi, sono passati tre mesi dalla nostra elezione e desidero informarvi su quanto sia stato fatto in questo breve periodo. Grazie anche alla deroga che l'assemblea ha voluto darci in merito alla possibilità d’iscrivere anche persone in attività presso i circoli di golf, ancorché non iscritti all'Albo dei Tecnici tenuto dalla FIG, siamo riusciti ad associare ben 40 nuovi nominativi, suddivisi equamente tra Golf e Course manager. Inoltre particolare impulso è stato dato all'attività di marketing e ricerca di nuovi partner commerciali; abbiamo preso contatto con sponsor del recente passato, che avevamo perso, e che hanno deciso di aderire nuovamente, mentre nuove aziende si sono interessate all'attività dell'associazione e hanno sottoscritto il contratto di sponsorizzazione. A oggi, da quattordici aziende d’inizio 2010 siamo passati a ventuno sponsor, con almeno altre quattro aziende con cui stiamo definendo gli accordi. Sempre per l'attività di cui sopra, il 24 giugno il Consiglio ha incontrato i responsabili e i titolari delle aziende sponsor al Golf Club Cosmopolitan, per uno scambio d’opinioni su come poter interagire con loro e in particolare per come poter organizzare il meeting autunnale dell'associazione, il tutto per raggiungere una reciproca soddisfazione. Vi sono poi altre attività in cantiere: a breve sarà pronto il nuovo sito che sostituirà il vecchio, ormai obsoleto, con interessanti nuovi strumenti informatici. La nostra intenzione è di creare sul web il vero punto di riferimento dell'associazione. Inoltre a tutti gli associati sarà attivata una casella di posta elettronica nomecognome@aitg.it, da poter gestire come web mail o come account, dando in questo modo a tutti noi un indirizzo di posta elettronica "professionale". Stiamo cercando, non senza difficoltà, di aggiornare il data base CONTINUA A PAGINA 4

E’ NATA LA PRIMA SCUOLA ITALIANA DI ALTA FORMAZIONE PER GOLF MANAGER L’Università Campus di Lucca ne è la sede

Golf & Tourist Academy è la nuova scuola dedicata alla formazione dei futuri manager del settore golf, in linea con le attese del mercato europeo e internazionale. L’iniziativa, nata dall’intuizione della Fondazione Campus di Lucca, in stretta collaborazione con l’AITG, ha ottenuto poi l’importante sostegno della Federazione Italiana Golf. La qualità è la portata innovativa del progetto ha visto anche l’adesione della PGA italiana e del Consorzio Italiano dei Proprietari di Campi da Golf. «Grazie all’importante e continuo interfaccia con AITG e FIG, abbiamo stabilito una serie di materie fondamentali per i futuri manager – ha detto il professor Paolo Corti, responsabile del corso all’interno di Fondazione Campus – Crediamo che argomenti come la gestione delle risorse umane, il marketing in generale e più in specifico del turismo, la gestione delle finanze aziendali, le dinamiche del golf internazionale, solo per citarne alcune, siano indispensabili per chi sarà chiamato a ricoprire ruoli dirigenziali nelle aziende golf del prossimo futuro». La Golf & Tourist Academy,

sarà suddivisa in moduli, alcuni dei quali daranno Crediti Formativi Universitari, poiché inseriti nel corso di laurea in Management del Turismo. Sarà un vero e proprio completamento del corso di studi che un golf manager dovrebbe seguire. Se da una parte la Scuola Nazionale di Golf, coi suoi corsi per addetti di segreteria e direttori di golf, rimarrà un’importante base per entrare professionalmente nel mondo del golf, l’accademia sarà il definitivo trampolino di lancio per una brillante carriera. I corsi inizieranno il prossimo novembre e, come già detto, saranno suddivisi in moduli settimanali. Questi potranno essere seguiti per intero oppure lo studente potrà scegliere di “spalmare” nell’arco di più anni il suo corso di studi. Gli associati AITG potranno acquistare i vari moduli a prezzi particolarmente vantaggiosi. Per ulteriori informazioni potete visitare il sito internet www.campusgolf.it (accessibile direttamente, cliccando sull’indirizzo, nella versione elettronica della newsletter). Sono in fase di studio invece corsi dedicati ai course manager, con materie spcifiche per il settore “verde” e di cui vi daremo notizia appena possibile.


SAPERNE DI PIU’ SUL SISTRI Per una gestione moderna dei rifiuti

Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nel quadro più ampio d’innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione e l'informatizzazione dell'intera filiera dei rifiuti speciali. Il sistema semplifica le procedure e gli adempimenti, riducendo i costi sostenuti dalle imprese, gestendo in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato, con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e più di tutto, prevenzione dell'illegalità. La lotta alla delinquenza nel settore dei rifiuti speciali costituisce una priorità del Governo per contrastare azioni e comportamenti non conformi alle regole esistenti e in particolare, per mettere ordine a un sistema di rilevazione dei dati

che sappia facilitare, tra l’altro, i compiti affidati alle autorità di controllo. È questo il motivo per cui è stato realizzato il SISTRI, la cui gestione è stata affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente. In tal modo lo Stato intende anche dare un segnale di forte cambiamento nel modo di gestire il sistema informativo sulla movimentazione dei rifiuti speciali. Da un sistema cartaceo, imperniato sui tre documenti ( Formulario di identificazione dei rifiuti, Registro di carico e scarico, Modello unico di dichiarazione ambientale o MUD) si passa a soluzioni tecnologiche avanzate in grado da un lato, di semplificare le procedure e gli adempimenti con una riduzione dei costi sostenuti dalle imprese e dall’altro, di gestire al meglio tutta la filiera dei rifiuti. Per l'iscrizione visitare il sito www.sistri.it.

QUATTRO CHIACCHERE CON… Da questo numero inizia la rubrica che ci permetterà di conoscere meglio un nostro collega. Ogni numero sarà dedicato a una figura professionale AITG. Incontriamo oggi Giovanni Baima Picit, classe 1960, dal 1986 in forza al Royal Park – I Roveri (prestigiosa sede delle ultime due edizioni dell’Open d’Italia) di cui, dal 2003 ne è il Green Keeper. Facci una descrizione del tuo campo; essenze, patrimonio arboreo… Il percorso Robert Trent Jones Senior è datato 1971, par 72 per una lunghezza totale di 6566 metri. Green, tee, e fairway sono in agrostis (penncross) e poa annua al 60-80%; i green occupano una superficie di 12000 m2, i tee 10 mila mentre i fairways 130 mila. Del nuovo CONTINUA A PAGINA 4

MISURARE LA SCORREVOLEZZA DEI GREEN IN PRESENZA DI FORTI PENDENZE

Un campo da golf è giudicato, almeno da professionisti, buoni giocatori e in generale intenditori, dallo stato dei suoi green; e soprattutto dalla loro scorrevolezza. Lo Stimpmeter è lo strumento che ci permette di ottenere questo dato. Nel suo manuale, la USGA suggerisce di misurare i green in zone uniformi ( non concave o convesse) e il più possibile in piano. Spesso accade però che zone piane non ve ne siano. Per questo, sempre dalla USGA, ci arriva una soluzione interessante. Hanno elaborato una formula matematica che, a quanto sembra, permette di misurare anche in presenza di pendenze considerevoli. La formula è:

dove S è la media delle tre misurazioni verso l’alto della pendenza, mentre S quella delle tre misurazioni verso il basso. Il procedimento è quello tradizionale; l’unico accorgimento è di registrare la distanza media delle palline dopo ognuna delle due misurazioni, per poterle inserire nella formula. Nella sua semplicità, la formula consente di correggere le differenze date dalle pendenze. Testata anche su superfici piane, la formula funziona correttamente. Da sottolineare il fatto che la formula, provata con esperimenti condotti dall’Ocklahoma State University, ha avuto successo su pendenze fino al 5.6%. Noi l’abbiamo provata e riteniamo che funzioni in maniera decisamente apprezzabile. 2


NOTIZIE DALLA CLUB MANAGERS ASSOCIATION OF EUROPE

I RISULTATI DELLA RICERCA SULLE RETRIBUZIONI E GRATIFICHE DEI GOLF MANAGER Una ricerca della CMAE in Europa, Medio Oriente e Africa

Si dice spesso che il vero motore di ogni azienda,

occupa le ultime posizioni. Il 10% dei campi non investe alcunché nella formazione del suo staff (nell’area britannica questo dato scende allo 0.2%), il 20% ha manifestato interesse nell’investire parte del budget nella formazione. Solo la metà dei campi del nostro Paese ha una voce di bilancio relativa alla formazione del personale. Spostandoci nell’ambito del numero degli addetti, scopriamo che l’Italia rappresenta una sorta di mosca bianca. Difatti oltre il 73% dei manager che ha risposto all’indagine, ha oltre undici persone di staff. Questo dato è doppio rispetto a Germania e Gran Bretagna. Per quanto riguarda l’aspetto economico, in Europa gli stipendi sono piuttosto allineati. Nella nostra area, circa il 20% dei manager percepisce uno stipendio inferiore ai 40 mila euro lordi, mentre il 24% non arriva ai 50 mila euro lordi. V’è poi un 15% che incassa annualmente tra i 70 e i 90 mila euro lordi. Per quel che riguarda i bonus, contrariamente al resto del mondo, dove questi talvolta sono più alti degli stipendi – si vogliono giustamente premiare le buone performance – in Europa circa i tre quarti degli intervistati ricevono bonus (nella maggior parte dei casi tramite quote del club), ma questi non arrivano a 10 mila euro annui; anche in quest’ambito le varie aree presentano statistiche pressoché simili. Curioso il dato sui giorni di ferie; in Germania e Scandinavia, oltre il 50% dei manager gode di almeno trenta giorni di vacanze l’anno. Questo scende considerevolmente (la maggior parte è sotto i 25 giorni) in Gran Bretagna. Lo studio analizza infine le altre figure manageriali di un campo da golf; tra cui il superintendent. Mediamente lo stipendio è di 43 mila euro lordi annui. In Italia questo scende a 40 mila. Il 46% dei course manager europei riceve un bonus a fine anno di circa 5 mila euro. Nell’area dell’Italia questo non è praticamente mai previsto. Ricerche del genere possono suscitare molteplici reazioni. Ognuno di noi può riconoscere la propria figura professionale in questi dati oppure no. Quello che riteniamo importante, è che finalmente sia stata fatta un’attenta disamina dello stato delle cose. Da qui possiamo lavorare per adeguare la posizione dell’Italia alla media europea, migliorando così la nostra vita professionale che, sempre dallo studio, risulta occupare circa l’80% della nostra vita. Nella versione elettronica, cliccando sul illustrazione, si accede direttamente alla ricerca sul sito della CMAE.

siano i membri dello staff; nulla di più esatto. Per avere una chiara idea sullo stato delle cose nel golf business, la CMAE e CMM (Colt Mackenzie McNair) hanno condotto una ricerca, in Europa, Medio Oriente e Africa, per capire il livello di retribuzione degli attori del mondo del golf (manager, segretari, superintendent…) e capire il loro livello di soddisfazione. Una vera e propria guida per “assumere meglio”. La ricerca è stata divisa in varie aree. L’Italia, assieme alla Francia e alla Spagna, ne ha rappresentato una. Alla chiamata di CMAE hanno risposto oltre trecento impiagati nel settore golf. Di questi l’85% aveva oltre dieci anni d’esperienza e una posizione di manager (sia nel settore amministrativo sia in campo). La maggior parte delle risposte è arrivata in ogni caso dall’Europa. L’indagine si apre con una disamina comparativa del tipo di strutture golfistiche. Il dato interessante riguarda il numero dei soci. Mentre nell’area dell’Italia la maggior parte delle strutture ha meno di cinquecento soci (il 60%), in Scandinavia solo il 7% dei campi ha un numero così basso d’iscritti. In quelle zone, oltre il 36% dei campi ha tra 1.000 e 1.500 soci! Nonostante questi numeri, nel nord dell’Europa si assume meno; oltre l’80% dei campi di Svezia, Norvegia e Danimarca hanno fino a 5 dipendenti impiegati a tempo pieno. Il resto, a causa ovviamente anche della brevità della stagione, viene impiegato per limitati periodi di tempo. Si contrappone anche in questo caso il dato della zona sud, di cui l’Italia fa parte. Da noi, oltre la metà dei club occupa fino a 20 persone a tempo pieno. L’analisi generale sulle figure professionali che roteano attorno al mondo del golf si chiude con l’outsourcing e qualche soprpresa; si scopre infatti come dalle nostre parti sia, rispetto ad altri paesi, poco diffusa l’abitudine di affidare a terzi alcune strutture (le aeree analizzate riguardavano la gestione del F&B, pulizie, pro-shop e insegnamento). Riteniamo in ogni che questo dato, per quanto ci riguarda, sia falsato – ricordiamo che il nostro Paese è inserito nella ricerca assieme a Spagna e Francia – dalle due nazioni con cui siamo stati associati; difatti in Italia pressoché la totalità, con rarissime eccezioni, dei club di olf ha affidato a terzi il F&B e soprattutto il Pro-Shop. Tornando al personale, lo studio affronta, prima di vedere l’importante aspetto delle retribuzioni e dei premi, la questione della formazione. L’Italia in tal senso 3


SEGUE DA PAGINA 2 – QUATTRO CHIACCHERE CON…

percorso Hurdzan & Fry 2006 al momento ci sono solo 15 buche. I green sono in A1 e A4, i tee e i fairways sono in L93, il rough primario in miscuglio poa/loietto a infine i rough in festucca arundinacea. Come misure è simile al percorso Trent Jones anche se mancano tre buche.

esterne? A ditte esterne deleghiamo solo il controllo della stabilità degli alberi e la potatura. Le altre lavorazioni le effettuiamo internamente. Che tipo di parco macchine hai? E la loro sostituzione avviene secondo necessità o esiste un piano d’investimento? Il nostro parco macchine e quasi interamente Joon Deere e il 65% delle macchine è del 2000. Per le sostituzioni al momento andiamo solo a necessità.

Quali sono a tuo modo di vedere i pregi e i difetti della tua professione. Senza dubbio il miglior pregio della professione del green keeper è che sono sempre all’aperto in un posto meraviglioso. Inoltre ho un buon margine manovra per decidere e impostare i lavoro e le metodologie d’intervento. Per quanto riguarda i difetti, i principali sono che non vi sono orari con la conseguenza di trascurare un po’ troppo la mia famiglia.

Come gestisci i dati del campo? Per il momento solo l’irrigazione è gestita tramite PC. L’acquisto e la distribuzione di fertilizzanti e fitofarmaci da chi sono gestiti? Sia per l’acquisto sia per la distribuzione dei fitofarmaci e fertilizzanti siamo autonomi. Decidiamo noi in base alle necessità.

Cosa pensi dell’AITG e in che modo credi possa esserti utile nel lavoro? L’A.I.T.G., com’è stata impostata fino a oggi, era utile come albo della categoria. Spero che in futuro diventi un punto d’appoggio importante per risolvere le problematiche della nostra categoria; penso prima di tutto a un’assicurazione, ad aggiornamenti e scambio di esperienze…

L’uso di prodotti fitosanitari, avviene in pre o post emergenza? I trattamenti fitosanitari sono effettuati in post emergenza. Procediamo invece con trattamenti preventivi contro il microdochium nivalis. L’acqua sta diventando un problema serio, e il suo utilizzo è sempre più limitato; tu come ti comporti? Nel 2009 abbiamo utilizzato 65 mila m3. Nelle giornate più calde faccio dei sirynge su tutto il campo. La mia fonte di approvvigionamento è il lago che è alimentato da un fiume.

Di quante unità è composto il tuo staff e quale ritieni sia il numero giusto per un campo come il tuo? Il mio staff è composto da 15 persone, di cui un meccanico e un addetto alla club house. Non credo vi sia un numero esatto. Questo è da definire in base alla conformazione del campo, le sue dimensioni, il livello qualitativo richiesto…

Chiudiamo con il budget; tu come ritieni quello a tua disposizione? Il mio obbiettivo e di spendere il meno possibile dando il massimo; comunque ciò che è a mia disposizione è più che sufficiente per incontrare l’esigenze del padrone di casa e ottenere risultati soddisfacenti.

Vi sono particolari lavori delegati a ditte

SEGUE DA PAGINA 2 – DALLA PENNA DEL PRESIDENTE

dell'associazione, ritenuto dal consiglio uno strumento fondamentale per interagire con tutti voi. A tal proposito invito, chi non lo avesse ancora fatto, a inviare la scheda di richiesta dati, scaricabile sul sito nell'area riservata, per completare questo lavoro. I delegati regionali, nominati in occasione della prima riunione di consiglio, stanno definendo le date degli incontri macroregionali durante i quali, oltre a incontrarsi per giocare qualche buca insieme, si potrà iniziare a discutere delle modifiche statutarie che tutti noi auspichiamo e che come Consiglio ci siamo presi l'impegno di sottoporre all'assemblea entro un anno dall'elezione. Il primo luglio, presso il Golf Club Riviera, si è svolta la prima riunione macroregionale organizzata con successo dal bravo collega Roberto Caselli, sponsorizzata dalla Jacobsen Agri Celotti, cui vanno i nostri ringraziamenti. Sulla esperienza di quanto accaduto ad alcuni colleghi, abbiamo

considerato di attivare una forma di tutela per i nostri associati; per questo abbiamo affidato un incarico esplorativo ad una società di Broker, la quale cercherà tra le compagnie, una polizza assicurativa che ci garantisca nelle eventuali cause di responsabilità civile e che garantisca per eventuali cause di lavoro il rimborso di parte del costo di professionisti, avvocati o consulenti che ci dovessero rappresentare. Per concludere, è oramai definito il progetto di formazione professionale sfociato poi nella fattiva collaborazione con il Campus Golf & Turism Academy di Lucca. In questo numero troverete un articolo che v’illustrerà quanto previsto in quest’importante iniziativa. Come consiglio siamo sempre a vostra disposizione per ricevere suggerimenti e indicazioni utili per una migliore gestione della nostra associazione e colgo l’occasione di questo mio primo editoriale per salutarvi tutti cordialmente. 4


BENVENUTI IN AITG

Il Consiglio Direttivo, nelle sue ultime sedute, ha avuto il piacere d’accettare le richieste d’associazione di: DIRETTORI e SEGRETARI

SUPERINTENDENT e GREENKEEPER

Lorenzo Baldasso Emenuele Guidi Paolo Ciuffarella Roberto Turchetti Valentina Franchi Jessica Abis Alessio Di Pardo Marco Graziano Ottavio Coppola Marco Aquilino Angelo Cori Giuseppe Miliè Ivan Marin

Domenico Caloni Daniele Lucchina Renato Boin Simone Andreucci Giovanni Mora Manuel Orsini Gianni Casini Francesco Meo William Curzi Giuseppe De Felice Raffaele Grande Davide Martinotti Nicola Grossi

LE GRANDI AZIENDE SONO PARTNER DI AITG AITG vuol dire centinaia di tecnici, direttori, segretari superintendent e greenkeeper, riuniti per lavorare, crescere professionalmente e condividere le rispettive esperienze. AITG vuol dire oltre 200 campi da golf in Europa, diretti, mantenuti e gestiti da mani esperte. AITG vuol dire un investimento sicuro. Chi opera nel golf ha in un tecnico AITG, un interlocutore attento alle esigenze della sua azienda ma anche rispettoso dei fornitori. Per questo già numerose aziende del settore hanno voluto dare fiducia all’unica associazione che raggruppa i migliori tecnici del nostro Paese. Visitate il nostro sito www.aitg.it per sapere come diventare partner commerciale ed entrare nel mondo del golf dalla porta principale.

Hanno collaborato alla redazione di questo numero: DAVIDE M. LANTOS MASSIMILIANO SCHNECK MARIANO MERLANO 5


AITG NEWS Anno 01 Numero 02