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Professione Artista 2.0


Professione Artista 2.0 in residenza tra Bologna e Montevideo Giuliana Balboni

Responsabile del progetto

“Professione Artista 2.0” è un progetto di scambio interculturale, frutto della sinergia tra Ottovolante, associazione bolognese di promozione sociale, e la società Dante Alighieri di Montevideo, reso possibile dal cofinanziamento del MAECI 2016. Riprendendo e sviluppando lo spirito di passate esperienze di interscambio fra i due paesi, quali sono stati i progetti “Impronte di futuro”, 2010, e “Professione artista”, 2011, anche quest’anno si è voluto offrire a giovani artisti - italiani e uruguaiani, dediti alla musica e alle arti visive - un’opportunità di crescita umana e professionale attraverso un soggiorno immersivo nella realtà produttiva, socioculturale e linguistica di un Paese legato a quello natio da una fitta trama di relazioni storiche. Agli italiani, l’Uruguay e la sua capitale hanno offerto uno spaccato del fenomeno migratorio che a partire dal XIX secolo ha pervaso di “italianità” il paesaggio urbano, sociale e istituzionale del sud America; d’altronde il paese, come e più dell’intero subcontinente, presenta specificità notevoli nei modi popolari e partecipativi della produzione e della fruizione artistica. Specularmente, la conoscenza diretta dell’Italia (a partire da Bologna, principale snodo geografico tra nord e sud del Paese nonché sede di una fiera dell’arte contemporanea tra le più rilevanti al mondo) ha dato ai giovani uruguaiani la possibilità di rivedere, nel bene e nel male, i pregiudizi su un riferimento obbligato dell’immaginario latinoamericano. In questo modo “Professione Artista 2.0” ha inteso promuovere tra le nuove generazioni un sentimento concreto di cittadinanza globale, fondato sui princìpi di solidarietà e tolleranza, inclusività e contaminazione. A questo scopo il soggiorno è stato organizzato nella forma della residenza comune, il più possibile autogestita e intesa quale luogo di produzione, incontro ed esposizione delle loro attività, coinvolgendo artisti, associazioni e gli stessi partecipanti autoctoni nel ruolo di guide alla scoperta a tutto campo della realtà


locale. Insieme abbiamo dato vita alle due residenze artistiche Madreselva e Delle Belle Arti e a due partecipati eventi finali. Durante il loro soggiorno, i beneficiari delle borse di studio sono entrati a contatto con le specifiche realtà produttive e associative del paese ospitante, ne hanno esplorato il territorio, approfondito il patrimonio artistico-culturale e il quadro normativo: un programma attentamente studiato per integrare i diversi piani su cui si articola la concreta vita locale, e nel contempo flessibile, aperto alle curiosità e alle esigenze specifiche dei partecipanti. Il tutto è stato accompagnato da un’immersione guidata nell’apprendimento e perfezionamento delle due lingue e i rispettivi gerghi artistico-culturali. La scelta di rivolgersi in particolare ai giovani artisti, privilegiando le aree della musica e delle arti visive in un’ottica interdisciplinare, muove dalla convinzione che sia opportuno e quanto mai necessario riaffermare una concezione del fare artistico come professione - non come semplice hobby, né come attività autonoma qual è spesso presentata dall’accademia. Una professione spendibile, oggi più di ieri, in un contesto globale e in una pluralità di settori (scuole, associazioni, centri educativi e spazi a vario titolo culturali) che ne esaltino la spiccata vocazione sociale, il mandato etico che investe gli artisti nel ruolo esaltante e delicato di “ambasciatori culturali” in un mondo sempre più interconnesso, nelle sue coordinate geografiche come in quelle disciplinari. Riteniamo che investire nell’arte come orizzonte professionale, collante sociale e strumento concreto di integrazione, rappresenti una risorsa tra le più tipiche e meno deperibili della realtà nazionale, felicemente esportata anche nel sud America e incardinatasi nel collettivismo di una società autenticamente multiculturale. Sotto questa luce, il piccolo Uruguay può persino indicare al nostro paese una via virtuosa per il futuro.


Viva Voce Davide Banin

Direttore artistico del progetto

La migliore verifica del progetto “Professione Artista 2.0” ce la forniscono le parole dei protagonisti dell’esperienza, dapprima gli uruguaiani. Ci gratifica capire e sentire che tutto ciò che hanno vissuto, dalle esperienze artistiche, alla lingua, alle visite di città in città e di galleria in galleria, è stato assorbito come arricchimento personale e professionale. Non a caso sono riusciti proprio nella via dell’arte di Bologna, a pochi metri dall’Accademia, a organizzare una mostra e un evento in cui pennellate e musica di origine tipicamente uruguaiana si sono fuse con le ispirazioni italiane che hanno sapientemente raccolto. La residencia ha representado un crecimiento profesional, y una experiencia personal muy gratificante. He podido continuar mi investigación pictórica en relación al paisaje, e incrementando mi conocimiento de la cultura Italiana a través del conocimiento de la lengua, del compartir experiencias con habitantes en diferentes sitios y entornos de Italia, así como por haber conocido muchas ciudades, costumbres y obras de arte del país. Augusto Gadea Professione Artista ha sido una experiencia de formación artística y de desarrollo personal inmensa. Me dejó muchas herramientas para seguir creando arte, música. Aún mantengo el contacto con artistas italianos, y actualmente seguimos trabajando en proyectos juntos, que fueron desencadenados de la vivencia en Italia. Entrar en lo desconocido. Nutrirse de arte ajeno, pero familiar. Experimentar el intercambio en el más amplio sentido de la palabra, dejar experiencias, y llevarse otras. Aprendizajes desde lo artístico hasta lo personal. Noelia Santana


La experiencia de intercambio me resultó muy disfrutable, enriquecedora. El hecho de poder estar en permanente contacto con italianos facilitó el conocer de la cultura de una manera más vívida y auténtica. A su vez, las personas que nos acompañaron en las disntitas actividades fueron muy cálidos y amables. Fue especialmente provechoso poder visitar tanta cantidad y variedad de museos, en Bolonia y otras ciudades; se aprende sustancialemente de observar en vivo y con atención tantas obras fundamentales. El contacto con el arte, tanto en las ciudades en sí como en los museos y otros centros, afectó mi sensibilidad y forma de pintar. Estoy agradecida de que me hayan dado la oportunidad de vivir este viaje tan removedor. Eliana Fernandez A Montevideo ci sembra di poter sottolineare quanto i giovani artisti abbiano saputo apprezzare una cultura artistica cresciuta nella fusione delle ispirazioni migratorie e ricca di tante espressioni che colpiscono gli europei. Dalle loro parole si coglie la particolare contentezza per essere riusciti ad entrare fin da subito nel cuore del mondo artistico trovando il terreno preparato dal progetto. La forma della residenza artistica, la convivenza e il lavoro collettivo risaltano tra quanto più è stato apprezzato. Dopo un solo mese di immersione in questa esperienza sono riusciti ad essere protagonisti del panorama artistico di Montevideo con un evento, esposizione e concerto, dall’atmosfera italiana e per questo tanto gradito agli uruguaiani. Un’esplorazione tra i contrasti di una città complessa, guidati da sorrisi amichevoli e sguardi familiari. Una terra lontana tanto accogliente verso noi e il nostro lavoro da sentirla vicina anche ora che l’esperienza è terminata. Una totale immersione in giorni caldi e solo apparentemente lenti, dove la vita, scandita dall’incedere dei candombe e dai sorsi di erba mate, sa mostrarsi bella a chi riesce a capire velocemente il valore dei gesti sinceri. Claudio Rosa Viaggiare è di per se un’ esperienza, farlo in nome dell’ arte significa raddoppiare l’esperienza. Diceva Tabucchi , in “Viaggi e altri viaggi”, che esistono vari pretesti per viaggiare ma solo alcuni riescono a coniugare piacere e scoperta e a parer mio l’arte è uno di quelli. Professione artista 2.0 è stato un progetto ambizioso e per questo motivo interessante per il suo desiderio di avvicinare due paesi geograficamente distanti come Italia e Uruguay, figli della stessa madre che, nel separarsi, hanno sviluppato e maturato una propria e originale cultura artistica influenzata dalle relazioni storiche e geografiche. Conoscere un paese, la sua cultura, le sue abitudini è impresa ardua e ancor più lo è farlo in un solo mese. L’ associazione Ottovolante ha preparato il terreno e al nostro arrivo abbiamo avuto la possibilità di entrare da subito in contatto con artisti,galleristi, musicisti locali. E ci ha accompagnato a vedere i principali musei, collezioni e spazi artistici,oltre alle principali zone turistiche e artistiche del paese. In “va bene”, titolo della nostra mostra finale a Montevideo, abbiamo cercato tutti insieme di portare la nostra personale ricerca artistica ma nello stesso tempo abbiamo cercato di realizzare un po’di italianità dall’ altra parte dell’ oceano. Gianfranco Mazza


Vivere un mese in Uruguay mi ha permesso di fare molte e importanti esperienze, ho visto un paese molto diverso dall’Italia, in cui le persone, il modo di lavorare e di vivere sono molto differenti rispetto al nostro. Vivere in un ambiente così diverso mi ha permesso di vedere e assorbire nuovi modelli e stili estetici: ogni percezione, ogni esperienza che ho vissuto mi ha donato una nuova consapevolezza. Convivere con artisti italiani e stranieri mi ha permesso di vedere da vicino come lavorano e sentono l’arte. Questo incrocio di più pensieri, l’incontro di più punti di vista, la conoscenza di più culture mi ha dato moltissime ispirazioni e nuove energie creative. Sofia Battisti L’esperienza in “Professione Artista 2.0” è sicuramente un’occasione per arricchire i propri strumenti tecnici, umani e di linguaggio, oltre che un laboratorio di studio e sperimentazione per chi, come me e i miei compagni, ha scelto di vivere sotto il cielo dell’arte. L’arricchimento passa anche attraverso il viaggio, la convivenza, la condivisione, l’esplorazione e il confronto, oltre che per la pratica della propria disciplina, musicale o artistica che sia, in un territorio inconsueto. Fare conoscenza con una cultura così variopinta, quella uruguaiana, presuppone l’esplorazione di un territorio che si rivela a tratti selvatico. La forma della residenza artistica si presta in maniera perfetta a questo tipo di incontro, permettendo di immergersi in una nuova realtà per riemergerne arricchiti, più esperti o in qualche modo cambiati. Vivere gli spazi e il territorio sotto una nuova chiave di lettura, l’unico modo per sentirsi comodi a interagire con i modi di vivere di un’altra cultura, perché come insegna Luis Scotti: “tu hai la tua casa, io ho il Mondo”. Davide Schipani Ho fatto qualche disegno per raccontare la mia esperienza... Mattia Pajè


Artisti Visivi


Sofia Battisti Padova - 1987


Per realizzare quest’opera ho scattato una foto al parco vicino alla nostra residenza di Montevideo. Grazie a questa foto ho ricostruito un paesaggio tipico del sud America, con rocce, palme, fiori e tante piante tipiche del paese. Per realizzare l’opera ho usato, oltre ai colori classici che si usano in pittura, anche molti materiali di recupero, come l’intonaco del muro, spaghi, pezzi di manifesti che abbiamo trovato lungo le strade. Questo contrasto tra una natura ricca e il cagnolino scheletrico sul ciglio della strada, nonché la contrapposizione di materiali diversi e poveri, fanno intravedere un senso di malessere in tanta ricchezza di forme e colori.

Sofia Battisti esegue il suo lavoro pittorico con la delicatezza, la leggerezza e il tratto personale che la contraddistinguono, giocando su eteree trasparenze, colori tonali e richiami colti ad un’estetica liberty, rivisitata e personalizzata. L’oscillare costante fra una narrazione appena evocata e una decorazione essenziale e raffinata è la cifra distintiva anche nell’opera realizzata in questa occasione. Gabriele Lamberti


Dado

Bellaregaz Bologna - 1989


Ω “Vedi sui canali vascelli addormentati d’estro vagabondo; per soddisfare ogni tuo desiderio, vengono dai confini del mondo.”

Quella di Dado Bellaregaz è una strana pittura fatta di pochi segni ma efficaci. La sua figura nera fantasmatica campeggia inquietante al centro dello spazio bianco come un virus, un microrganismo tentacolare su un tessuto organico fibroso. Allo stesso tempo è un occhio-finestra aperta che chiama e invita ad entrare. Gabriele Lamberti


Eliana Fernandez Montevideo - 1993


La mia ossessione con lo specchio L’etimo della parola “pupilla” ne indica la qualità di specchio convesso, nel cui centro nero vediamo la nostra stessa figura deformata. Lavorare ai ritratti è un mezzo per guardarsi allo specchio: nei volti di estranei incontro il mio riflesso, nei loro occhi stanchi, nei loro sguardi persi e nelle loro labbra secche. Ottengo alla fine il diritto, con la scusa del lavoro, di guardarli negli occhi, per lunghi istanti, senza vergogna. In questa intimità cerco di far sì che la pittura possa materializzare il punto di contatto tra l’altrui sentire e il mio.

I ritratti di Eliana Fernandez sono pitture a olio classiche. La tecnica, decisamente tradizionale, si libera dei condizionamenti della contemporaneità per concentrarsi sul cogliere e comunicare l’essenza profonda e peculiare di ogni persona ritratta, che ha direttamente incontrato e conosciuto. Gabriele Lamberti


Augusto Gadea Montevideo - 1989


Le pitture presentate sono parte di una ricerca che porto avanti dal 2014, dove il paesaggio è punto centrale. In questa serie mi interessa approcciare problematiche quali fragilità, esaurimento e incertezza. Alcune delle pitture sono realizzate utilizzando terra del paesaggio di Bologna e delle sue colline. La terra sostiene il “paesaggio naturale” che abitiamo e si trasforma in materia prima delle pitture esposte. Gli elementi incontrati sono l’innesco. Penso alla materia come problema nel mondo così come nel linguaggio pittorico.

Augusto Gadea dipinge col tocco di un pittore tardo naturalista, attento alla materia e all’espressività del segno ma con un atteggiamento contemporaneo fatto di sprezzatura, velocità, ritmo e leggerezza. Nei suoi lavori si rintraccia una linea di pensiero che da Goya, passando attraverso Morandi e De Pisis arriva a richiamare echi neo espressionisti o di Transavanguardia. Gabriele Lamberti


Giulio Maulini Arona (NO) - 1993


Questo è Hercules! Composto da ossa, plastica, metallo e pelle. Unico nella sua specie, unisce passato e futuro attraverso la composizione stessa. Da una profonda osservazione l’ animale sembra emettere un impercettibile verso stonato. Hercules non vola. Hercules è primo.

Giulio Maulini si avvale di una visionarietà surreale in grado di esplorare una dimensione onirica profonda, facendola emergere con una verve ironica e volutamente spaesante. Gabriele Lamberti


Gianfranco Mazza Carlopoli (CZ) - 1988


Per va bene, ho presentato due Scotch Draft (testualmente, disegni di scotch) che fanno parte di una serie iniziata nel 2014. Basta una differenza cromatica dovuta alla sovrapposizione di più strati di scotch ad abbagliare i sensi e creare solidi tridimensionali proiettati nello spazio. Un’architettura semplice, geometrica, che rimanda a forme prime dove un gioco infinito di dentro-fuori rende l’opera tutt’altro che conclusa. A questo punto non ci resta che avventarci dentro l’opera stessa, non ci resta che visitarla, scandagliarla, terminarla. Una precarietà formale che ci persuade a fare un passo dentro l’opera. La quarta parete viene abbattuta. L’illusione non esiste. Viene vissuta come un qualcosa di reale, le opere si muovono, danzano, assecondano lo spettatore. Due solidi geometrici galleggiano nello spazio, un trompe l’oeil, un errore, che tutto sommato, nella pratica artistica (e anche nella vita, aggiungerei) rappresenta uno dei punti intermedi più interessanti.

Gianfranco Mazza gioca sull’idea di spazialità e sulla sua rappresentazione mediante i linguaggi dell’arte. Egli si muove fra pittura, scultura, architettura, installazione mantenendo un costante controllo empatico sulle forme che produce. Dimostra di avere assimilato la lezione del minimalismo d’oltreoceano e le sue declinazioni più recenti anche nel nostro paese. Gabriele Lamberti


Mattia Pajè Melzo (MI) - 1991


“A mi amigo el Tano le gusta la pasta se sirve, se sirve y nunca dice basta consume ravioles toda la semana la pasta lo enloquese de noche y de mañana como el no la prepara ninguno en la villa por eso la vagancia para en su casilla. El Tano prepara la pasta con amor el nunca la corta por que pierde el sabor se sirve, se sirve con vino y cerveza el tano con la pasta queda de la cabeza” Pibes Chorros

Mattia Pajè si collega in chiave minimalista al genius loci italico della pastasciutta, comunicandoci un tranquillizzante messaggio affidato alla parola e al materiale dell’installazione. “Mangia, riposa e stai tranquillo” sembra dirci l’artista ma anche “rifletti”, poiché fra gli elementi esposti, un oggetto sul pavimento ricorda un po’ lo Scolabottiglie di Marcel Duchamp. Gabriele Lamberti


Claudio Rosa Carbonia (CA) - 1986


Arte concettuale che vuole essere figlia legittima del proprio tempo. Urgenza espressiva, cosciente della tradizione, che non vuole essere replica immotivata ma moderna espressione dell’identità umana.

Le relazioni fra le scacchiere prospettiche ed i quartieri della cittĂ che Claudio Rosa costruisce col suo lavoro ci inducono a riflettere sui destini incrociati delle esistenze e dei rapporti con i luoghi e le vite degli altri. La tecnica controllata, cartesiana dei dipinti e delle fotografie, dialoga bene coi supporti e i materiali utilizzati. Gabriele Lamberti


Musicisti


Noelia Santana Montevideo - 1992

L’animal Concerto acustico focalizzato sul rafforzamento dei legami umani attraverso i generi popolari della musica. La lingua spagnola e quella italiana si uniscono in canzoni del repertorio personale, così come in collaborazioni tra musicisti italiani e uruguaiani. I testi delle canzoni incontrano i temi dell’amore, la compagnia, la solitudine e la ricerca dello sconosciuto. L’intento è trovare il lato selvaggio della natura umana attraverso il canto e la musica come strumenti di integrazione sociale. Tracklist: 1. Respiro feat. Shinezz 2. Amore che vieni amore che vai feat. Claudia Tucci 3. Siempre por Vos feat. Eliana Fernandez 4. Live records

La voce di Noelia è potente e pulita, perfettamente calibrata e usata sapientemente sia in improvvisazione che durante l’esecuzione di cover. La vulcanicità del suo estro e la sua personalità allegra e curiosa si fondono quando prende in mano la chitarra e davanti a microfono e pubblico viene completamente fuori l’intrattenitrice che già si intravede durante le prove. Creativa, produttiva e fiduciosa nelle collaborazioni, Noelia si lascia trasportare dalla musica anche quando non c’è: canta quando parla e danza quando cammina: lo stile è assolutamente Rock Latino, grintoso e solare. Alessandro (Sasha) Garau


Davide Schipani Crotone - 1985

Sì, va bene. Ascoltare; guardare; lavorare, pensare e vivere come un uruguayo; bere mate; creare. Sonorizzare “Va Bene” non può essere altro che una proiezione sonora di innumerevoli spunti che, in un periodo di tempo breve, esplodono come il ripieno di una empanada. Gli ingredienti sono sia italiani che uruguaiani: oltre ovviamente la pasta, c’è del materiale musicale esotico, c’è un capitale umano dal valore inestimabile, c’è il candombe, la murga, ma anche l’oceano, una mulita, il fùtbol e Luis Scotti. I brani devono essere ascoltati durante la mostra o bevendo mate in compagnia di uno degli artisti che vi hanno preso parte, possibilmente riprodotti in loop in maniera tale che si perdano i punti di riferimento di ‘inizio’ e di ‘fine’, perché “Va Bene” non rispetta le regole del tempo, ma si comporta come una macchia di positività che nel migliore dei casi riesce a contagiarci. Tracklist: 1. Cocina y cuarto (Claudio, Sofia, Mattia, Giulio) 2. Jardin (Gianfranco, Dado)

La sperimentazione sonora di Davide ha uno scopo di ricerca profonda nelle tradizioni e nell’elettronica; pescando da entrambi i lati, quasi opposti, della musica, lo spettro si amplia e le figure evocate vanno oltre il sound design per tornare indietro fino alle radici del suono e dell’armonia.. Oscure atmosfere moderne con una luce alla fine del tunnel rappresentata dalla conoscenza della musica nella sua forma più fisica ed originale. Nelle opere sonore create in Uruguay il ritmo e le cupe batterie elettroniche preponderanti riportano alla mente l’incedere del futuro industriale / digitale che potrebbe inghiottire la cultura e la tradizione spensierata e campesina da cui proviene la canzone che ha campionato. Alessandro (Sasha) Garau


Eventi del e dal progetto


Al termine della Residenza Artistica a Bologna, presentazione di arte e musica presso la “Sala Gianni Palmieri” di Via delle Belle Arti: laboratorio artistico aperto al pubblico, esposizione degli artisti visuali Augusto Gadea e Eliana Fernandez, aperitivo uruguaiano e musica dal vivo a cura di Noelia Santana in collaborazione con Sasha Shinezz, Claudia Tucci, Federico Lecca, Matteo Iammarone, Nadia Belfiore e Fabiano Naressi.

Evento arte e musica presso la “Residenza Artistica Madre Selva” di Montevideo. Esposizione degli artisti visuali Sofia Battisti, Claudio Rosa, Gianfranco Mazza, Dado Bellaregaz, Giulio Maulini e Mattia Pajé. Aperitivo italiano e musica dal vivo a cura di Davide Schipani con la collaborazione di Noelia Santana, D’Mozar e Dejota.


Scacchiere Ingiocabili / Damèro Injugable esposizione a Sant’Antioco, nella Residenza Artistica di Piazza S.Francesco, degli esiti della partecipazione di Claudio Rosa al progetto Professione Artista 2.0.

THE TOURIST è un progetto di Mattia Pajè, una mostra collettiva di 27 artisti italiani. 27 piccole opere hanno viaggiato dall’Italia verso l’Uruguay in una valigia, per poi essere collocate in 20 diverse location nella città di Montevideo. thetouristproject.wordpress.com


Stampato a Bologna 2017 Progetto Grafico: Mattia Paje’


Il presente progetto è stato realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Con il patrocinio del: Comune di Bologna Si ringrazia in particolar modo: Il MAECI per l’approvazione e il finanziamento del progetto Si ringraziano per la disponibilita’ e la collaborazione: MAMbo Fondazione Golinelli MAST Istituto Italiano di Cultura di Montevideo INJU Colección Engelmann Ost Taller Clever Lara Residenza Artistica MadreSelva Sala Gianni Palmieri Gabriele Lamberti - Docente dell’Accademia di Belle Arti Marilena Pilati - Vicesindaco di Bologna Antonella Agostinis - D.S. Ambasciata Italiana in Uruguay e inoltre:

Partecipanti: Sofia Battisti Eliana Fernandez Augusto Gadea Giulio Maulini Gianfranco Mazza Mattia Paje’ Claudio Rosa Noelia Santana Davide Schipani

Federico Aicardi Daniela Asquini Andrea Baraldi Alessandro Garau Francesco Mileno Evelina Molinari Monica Naso Bianca Pollock Stefano Renzetti Luis Scotti Diego Spinelli Hugo Trova Federico Veiga

Profile for Associazione Ottovolante

Professione Artista 2.0  

Catalogo del progetto Professione Artista 2.0 dell'Associazione Ottovolante http://www.associazioneottovolante.com/professione-artista-2-0/...

Professione Artista 2.0  

Catalogo del progetto Professione Artista 2.0 dell'Associazione Ottovolante http://www.associazioneottovolante.com/professione-artista-2-0/...

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