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Relazione Faunistica-Vegetazionale della Sughereta di Pomezia Nel paesaggio dell’Italia peninsulare e nel mosaico di ambienti che lo compongono, le sugherete sono oggi divenute assai rare e localizzate. Esse rappresentano relitti di un paesaggio naturale gestito dall’uomo, che trova le sue radici in tempi protostorici (diverse migliaia di anni fa), quando la sughera era favorita dalle popolazioni rurali la cui economia si basava principalmente sulla pastorizia. Tale paesaggio pastorale era caratterizzato dalla presenza della sughera che aveva una funzione di ombreggiamento e inoltre garantiva la produzione delle ghiande e della tipica corteccia suberosa. Questa veniva usata come materiale impermeabile e termoisolante di ricoprimento delle capanne e per la fabbricazione di utensili tradizionali di grande utilità. La sughera (Quercus suber) è una quercia sempreverde tipica degli ecosistemi costieri del Mediterraneo occidentale (dalla Penisola Iberica all’Italia tirrenica con estensione fino alla Puglia), dove però non ha un ruolo dominante ma generalmente subordinato ad altre specie, soprattutto al leccio (Quercus ilex) e ad altre essenze sempreverdi. La Sughereta di Pomezia rappresenta quindi una dei pochissimi esempi del tipo di habitat in questione, sopravvissuti all’agricoltura intensiva, alla progressiva scomparsa della pastorizia e allo sviluppo edilizio. Oltre all’importanza attribuibile alla sola presenza della specie arborea, la sughereta in oggetto costituisce un biotopo popolato da numerose altre forme di vita vegetale e animale che formano comunità diversificate e complesse. Pertanto, essa è un serbatoio di biodiversità prossimo a un centro abitato in espansione, con importanti funzioni per l’educazione ambientale, la conservazione della natura e la tutela del paesaggio agro-pastorale. Le sugherete del Lazio che ancora rimangono sono (in ordine Nord-Sud) quelle di Tuscania, Sasso Furbara, Pomezia, San Vito e Bosco Polverino. Anche se la più grande e meglio conservata è quella di San Vito, la conservazione degli altri frammenti rimane importante poiché la loro composizione floristica e faunistica, a quanto risulta da studi preliminari, appare piuttosto diversa. La quantificazione di tali differenze potrà essere completata solo in seguito ad una ricerca a lungo termine. Nel quadro della rete ecologica del Lazio e in particolare della Provincia di Roma, l’area in oggetto costituisce la sughereta meglio conservata, visto che gli altri ambienti analoghi sono ormai ridotti a piccolissimi gruppi di alberi circondati dall’espansione edilizia. Da un punto di vista biogeografico più ampio si sottolinea la posizione di centralità della sughereta di Pomezia nell’ambito del quadro costiero tirrenico, costituendo un esempio di transizione tra le sugherete toscane a quelle più meridionali dei Monti Ausoni e Aurunci. Lungo i fossi che circoscrivono l’area principale della sughereta è presente una vegetazione caratterizzata da specie di interesse fitogeografico come l’alloro (Laurus nobilis) e il frassino meridionale (Fraxinus oxycarpa). L’alloro è un relitto della flora del Terziario e nella sughereta la specie è sicuramente spontanea: ciò qualifica la sughereta di Pomezia come una stazione di rifugio di grande importanza. Il frassino meridionale invece, a causa degli interventi antropici, è una specie che in tutta la fascia litoranea e sublitoranea è presente in maniera molto limitata e in alcuni casi rara. La flora selvatica associata alla sughereta consiste in circa 450 specie, una ricchezza assai elevata considerando le piccole dimensioni dell’area (poco più di 40 ha).Oltre alle tipiche piante arboree e arbustive sempreverdi tipiche della macchia mediterranea (leccio, corbezzolo, lentisco) e quelle 1


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caducifoglie dei boschi mesofili planiziali (cerro, farnetto, pero selvatico, biancospino, ecc.) Va ricordata la presenza di alcune specie erbacee particolarmente rare e localizzate. Alcune di queste sono situate nei microambienti più asciutti e termofili mentre altre trovano rifugio presso gli stagni temporanei sparsi nelle depressioni del terreno. Queste microcomunità associate ad ambienti umidi rappresentano gli aspetti di maggiore interesse conservazionistico, come risulta da riferimenti nella letteratura botanica (Lucchese e Pignatti, 1990; Carta, 2008) e dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE. Infine si accenna alla fascia di vegetazione erbacea che circonda il bosco di sughera. Questi sono pratelli aridi a Tuberaria guttata, Dasypyron villosus e Asphodelus aestivus, che rappresentano importanti stazioni di smistamento di specie e comunità e che possono rappresentare, in assenza di disturbo antropico, zone di espansione del bosco, ma anche zone di conservazione e stabilizzazione del bosco stesso. Per quanto riguarda la fauna, i dati disponibili riguardano soprattutto gli uccelli e gli insetti. Fra i primi, figurano diverse specie , tra le quali “il Torcicollo” il “ Saltimpalo” e la “Passera Mattugia “ tutti e tre inseriti nella lista rossa Nazionale in quanto o in pericolo di estinzione o molto vulnerabili. La conservazione di queste specie come altre che vivono all’interno del bosco è legata all’invecchiamento naturale degli alberi negli ecosistemi forestali, dove trovano gli spazi per nidificare evitando la predazione da parte di altri uccelli o di mammiferi. Gli insetti rappresentano una porzione assai importante della biodiversità negli ecosistemi terrestri italiani (circa 37.000 specie in Italia), in particolare in quelli forestali. Ciò vale soprattutto per i Coleotteri che rappresentano la base delle risorse trofiche per l’alimentazione degli uccelli e di molti altri vertebrati di piccola e media taglia. Lo studio dell’entomofauna di un’area, anche se piccola come la Sughereta di Pomezia, necessita di ricerche a lungo termine che possono prolungarsi per anni. Tale difficoltà è dovuta all’elevato numero di specie la cui identificazione richiede la collaborazione tra numerosi specialisti che devono intraprendere un esame morfologico a livello microscopico (spesso accompagnato da analisi del DNA). Alcuni zoologi dell’Università Roma Tre stanno conducendo ricerche sui coleotteri della Sughereta di Pomezia, fin dal 2007, in collaborazione con due università svedesi (Linköping University e Lund University). L’interesse degli entomologi verso questo biotopo è dovuta al fatto che le sughere in oggetto sono alberi vetusti e cavi, e quindi rappresentano il rifugio per migliaia di insetti saproxilici, cioè specializzati a vivere nel legno deperente e nel riciclo di questo fino alla formazione dell’humus. Finora, sono state individuate circa 250 specie di coleotteri ripartite in più di 30 famiglie, soprattutto a quelle famiglie legate ai vecchi alberi. Fra le famiglie più rappresentate figurano i Cerambicidi (50), i Tenebrionidi (40), gli Scarabeidi (30), i Curculionidi (30), Buprestidi (22), gli Elateridi (21) e gli Isteridi (18). Il numero di specie è comunque destinato ad aumentare con l’intensificarsi delle ricerche. Finora i risultati più interessanti riguardano una specie nuova per la scienza descritta dallo specialista Novak insieme a zoologi dell’Università Roma Tre: si tratta di Allecula suberina (Novak et al. 2012) che è stata trovata anche alla Sughereta di Bosco Polverino. Altre specie sono di notevole interesse per la loro rarità o per la ristretta localizzazione sul territorio italiano.

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Riferimenti bibliografici Carta A., 2008. Contributo alla conoscenza della classe Isoëto -Nanojuncetea dell’isola d’Elba (Arcipelago Toscano - Livorno). Atti Società toscana di Scienze Naturali, Memoria Serie B, 115 (2008): 35-42 (http://www.stsn.it/serB115/05_carta.pdf) Lucchese F., Pignatti S., 1990. - Sguardo sulla vegetazione del Lazio marittimo. In: Ricerche Ecologiche, Floristiche e Faunistiche sulla fascia costiera mediotirrenica italiana, II. Quaderni Accademia Nazionale dei Lincei, 264: 5-48. Marco Trotta (ornitologo). Novak V., Jansson N., Chiari S., Zauli A., Audisio P., Carpaneto G.M.) - A new species of Allecula (Coleoptera: Tenebrionidae: Alleculinae) from cork oak stands of Italy. Zootaxa, 3483: 29–38. 3


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RELAZIONE CULTURALE E VINCOLISTICO PAESAGGISTICA “SUGHERETA DI POMEZIA” ANALISI DELLA SITUAZIONE VINCOLISTICO – PAESAGGISTICA La zona denominata “Sughereta di Pomezia” oggetto della presente relazione vincolistico paesaggistica si configura come un’area di notevole importanza territoriale, ambientale e culturale per la presenza di numerosi vincoli di diversa tipologia a protezione delle peculiarità ambientali e dei valori culturali identitari di detta zona. La protezione dei valori ambientali, regolata ai sensi del D.lgs 152/2006 (“Codice dell’Ambiente”) e delle caratteristiche identitarie paesaggistico culturali regolata in base al D.lgs. 42/2004 (“Codice dei beni culturali e del paesaggio”) risulta organicamente concorde nell’obiettivo di salvaguardia e conservazione delle specifiche identitarie dell’area; operazione prevista dall’art. 9 della Costituzione Italiana ed attuata in base al Titolo V del medesimo testo costituzionale, configurandosi come assolutamente cogente e previgente alla materia di governo del territorio di cui gli enti locali risultano titolari. Dal punto di vista urbanistico il costituendo Parco della Sughereta è situato alle spalle del centro storico della Città di Pomezia, lambito da un’insieme di quartieri periferici moderni e di edilizia spontanea fra i quali si ricordano la Zona 167 lungo via Alcide De Gasperi, la moderna area di espansione Parco della Minerva, il quartiere Vicerè, il quartiere Campo Jemini, la zona “Castagnetta”, la zona sud del quartiere di Santa Procula. Il tutto si trova delimitato a nord dal tratto della SS. 148 “Pontina” .

P.T.P.G. DELLA PROVINCIA DI ROMA All’interno del Piano Territoriale Paesistico Generale della Provincia di Roma (di seguito P.T.P.G.), strumento di tutela delle specificità ambientali del territorio provinciale, è chiaramente indicata la specificità verde dell’area interessata dalla proposta di Parco. Nella Tav. 01 “Indirizzi e proposte di Piano” l’area è classificata come Proposta di Area protetta provinciale (APP) della Sughereta di Pomezia riserva naturale ai sensi della L.R. 29/97 art. 07 – ex L.R. 46/77. Nell’immagine inoltre è chiaramente visibile l’importanza dell’area verde protetta completamente attorniata da un’area densamente antropizzata, formata dal centro storico di Pomezia, dalle periferie residenziali e dall’area nord di tipo industriale.

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Allegato 2 TAVOLA 1 – Indirizzi e Proposte di Piano

LEGENDA - PTPRG PROVINCIA DI ROMA – TAVOLA 1

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Allegato 2 TAVOLA 2 – Rete Ecologica Provinciale

LEGENDA - PTPRG PROVINCIA DI ROMA – TAVOLA 2

Nella Tavola 02 del P.T.P.G della Provincia di Roma l’area oggetto della proposta è indicata come rientrante fra le Componenti Primarie della Rete Ecologica Provinciale: l’area è indicata con l’acronimo SAV 16: Area Buffer – serbatoio di area vasta in prevalenza a contatto con aree caratterizzate dalla presenza di flora, fauna e vegetazione di notevole interesse biogeografico e conservazionistico. Vaste prozioni del sistema naturale e seminaturale, rientrante nell’Unità territoriale 13, Campagna Romana Meridionale.

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PIANO TERRITORIALE PAESISTICO REGIONALE DELLA REGIONE LAZIO (P.T.P.R.) Il Piano Territorioale Paesistico Regione del Lazio (di seguito P.T.P.R.) è il documento regionale che attua le tutele paesaggistiche, adottato nel 2008, in base al quale stabilito dalla Convenzione Europea del Paesaggio siglata dall’Italia nel 2000 e dal D.Lgs. 42/2004 (“Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”). E’ un documento costiuito da 4 tipologie di tavole A “Sistemi ed Ambiti del Paesaggio”, B “Beni Paesaggistici”, C “Beni patrimonio Naturale e Culturale”, D “Inviluppo dei Beni Paesaggistici”. Tavola A PTPR REGIONE LAZIO - Sistemi ed Ambiti del Paesaggio

LEGENDA TAVOLA A – Sistemi ed Ambiti del paesaggi

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Allegato 2

Secondo gli ambiti individuati dal P.T.P.R. nella Tavola A del Piano “Sistemi ed ambiti di paesaggio”, l’area di studio rientra nel “Sistema del paesaggio agrario” con porzioni di territorio classificati come “Paesaggio Agrario di Valore” (colore giallo in figura) e nel “sistema del paesaggio naturale” con porzioni di territorio classificati come “Paesaggio Naturale” (colore verde scuro in figura). Come visibile nello stralcio della Tavola A “Sistemi ed Ambiti del paesaggio “ del PTPR della Regione Lazio è possibile evincere le caratterizzazioni tipologico-paesaggistiche dell’area in esame: 

la maggiore estensione superficiale rientra nella tipologia del Paesaggio Agrario di Valore, che richiama storicamente l’utilizzo agricolo dell’area della Campagna Romana (Agro Romano) in cui ricade la totalità del territorio Comunale di Pomezia la seconda tipologia paesaggistica presente nell’area in esame è quella del Paesaggio Naturale, in presenza delle aree boscate della Sughereta e delle forre lungo i corsi d’acqua e i declivi.

Come si vedrà più avanti, queste risultano attestate anche in tempi remoti dalle carte topografiche storiche e catastali e provano una storicità ed una continuità storica degli ambienti e del paesaggio quali caratteri identitari dell’area.

TAVOLA B DEL PTPR LAZIO - Beni Paesaggistici Il P.T.P.R. ha efficacia nelle zone vincolate, interessate da beni paesaggistici, (riportati quindi in tavola B), in tali aree il piano detta disposizioni che incidono direttamente sul regime giuridico dei beni e che prevalgono sulle disposizioni incompatibili contenute nella strumentazione territoriale e urbanistica. Nelle aree che non risultano vincolate, il P.T.P.R. riveste efficacia programmatica e detta indirizzi che costituiscono orientamento per l‟attivita‟ di pianificazione e programmazione della Regione e degli enti locali. Gli elementi e le aree individuate come effettivamente sottoposte a vincolo sono le medesime indicate dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e dal citato PTP. Da un’analisi approfondita, la Tavola B del P.T.P.R. della Regione Lazio indica la presenza nell’area di studio di numerosi Beni Paesaggistici che tendono a coprire la quasi totalità della superficie oggetto della proposta. La presenza di tali vincoli rendono cogenti e non solamente programmatiche le prescrizioni del P.T.P.R. E’ infatti possibile evincere come la zona interessata dall’attuale studio di cui sia interessata dalla presenza dei seguenti vincoli: 

aree boscate - art. 10 L.R. 24/98 (colore verde chiaro della figura sottostante) della tipologia “aree tutelate per legge” ai sensi dell’art. 134 co. 1 lett. b e art. 142 D.lvo 42/04 (ex L. 431/85). A protezione del bosco della Sughereta e delle aree boscate che sorgono sui declivi che danno sulla vallata interessata dal corso del Rio Torto. corso delle acque pubbliche - art. 07 L.R. 24/98 (sottolineatura blu della figura sottostante) della tipologia “aree tutelate per legge” ai sensi dell’art. 134 co. 1 lett. b e art. 142 D.lvo 42/04 (ex L. 431/85) e fascia di rispetto di 150 mt lungo tutto il corso del Rio Torto, che si forma a nord del tratto della SS. 148 “Pontina” dalla congiungenza del Fosso delle Monachelle con il Fosso di Santa Procula.

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Allegato 2

LEGENDA TAVOLA B – Beni Paesaggistici

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Allegato 2 TAVOLA C DEL PTPR LAZIO - Beni patrimonio Naturale e Culturale

LEGENDA TAVOLA C – Beni patrimonio Naturale e Culturale

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Allegato 2 L’analisi della Tavola C del PTPR della Regione Lazio, che indica i Beni del patrimonio naturale e culturale, pur non avendo una natura prescrittiva ma esclusivamente programmatica ed indicativa, classifica l’intera area in oggetto fra i BENI DEL PATRIMONIO NATURALE come “Zona a conservazione speciale - Siti di interesse regionale” ai sensi della Direttiva Comunitaria 92/43/CEE (Habitat) Bioitaly D.M. 03/04/2000 per una superficie complessiva di 237,25 Ha, con con inserzioni di “pascoli, rocce, aree nude” (CARTA DELL'USO DEL SUOLO 1999) ed AMBITI PRIORITARI PER I PROGETTI DI CONSERVAZIONE, RECUPERO, RIQUALIFICAZIONE, GESTIONE E VALORIZZAZIONE DEL PAESAGGIO REGIONALE art 143 D.lgs 42/2004 – Aree a connotazione specifica - Sistema Agrario Permanente artt. 31 bis e 31 bis. 01 L.R. 24/98. Va segnalato anche che la tavola C identifica ad Est dell’area identificata come Sir_041 “Parco della Sughereta” un ‘ area di rischio paesaggistico, proprio a cvausa dei “fenomeni di frazionamenti fondiari e processi insediativi diffusi” – cosi come regolati dall’art. 31bis L.R. 24/98. TAVOLA D DEL PTPR LAZIO – Inviluppo dei Beni Paesaggistici

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Allegato 2

STORICITA’ DEL PAESAGGIO I caratteri paesaggistici del territorio oggetto del presente studio devono essere intesi come tratti identitari del territorio della Campagna Romana di cui il Comune di Pomezia risulta componente essenziale. La valenza storica delle caratteristiche paesaggistiche è testimoniata dalle numerose carte geografiche e catastali redatte in età remota. Fra le più significative dev’essere ricordato il Catasto Alessandrino redatto ai tempi di papa Alessandro VII nella seconda metà del XVII secolo: fra le numerose tavole afferenti a questo documento dev’essere menzionata la numero 432_25 afferente alla tenuta di Pratica di Mare redatta dall’agrimensore Bernardino Valperga. Di seguito le caratteristiche della tavola 432_25

Di seguito è invece raffigurato uno stralcio della tavola:

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Allegato 2 Ancora di seguito è visibile una copia della precedente stralcio su cui sono indicati i principali ambienti della tenuta seicentesca di Pratica di Mare. E’ nettamente visibile il castello di Pratica, sulla parte sinistra del foglio mentre a destra è una rappresentazione del Bosco della Sughereta nella medesima posizione in cui è ubicato oggi a nord del corso del Fosso del Rio Torto e a Est di un piccolissimo fossatello affluente del Rio Torto medesimo.

Un ingrandimento della rappresentazione del bosco del sughereto indicato come “SELVA” del precedente stralcio cosi come raffigurato da Bernardino Valperga agrimensore della tavola catastale 432_25 della tenuta seicentesca di Pratica di Mare appartenente già all’epoca alla Famiglia Borghese.

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Allegato 2 Altre carte segnalano la presenza del Bosco del Sughereto già in epoca remota. Fra tutte si segnala la carta redatta alla fine del XVII secolo dal Cingolani, rappresentazione planimetrica di grande accuratezza, sotto forma di catasti con disegni prospettici del territorio, piante e assonometrie delle principali fabbriche. Nella tavola del Cingolani, dell’Agro Romano, oltre alle fortezze, alle strade, ai principali edifici visibili sono indicati i confini delle tenute seicentesche. E’ visibile nell’area nord est della Tenuta di Pratica l’area boscosa del Sughereto (sottolineata in rosso nell’immagine sottostante) a nord del corso del fosso del Rio Torto.

CONCLUSIONI Per quanto sopra evidenziato, ovvero per i rilevanti valori ambientali e paesaggistici rimarcati nella Tavola A del P.T.P.R., per la presenza di beni paesaggistici cosi come evidenziato nella Tavola B del P.T.P.R. che coprono gran parte della superficie oggetto della presente relazione, per il valore naturalistico cosi come sottolineato nella Tavola C del P.T.P.R. e delle tavole del P.T.P.G. della Provincia di Roma e per la storicità del paesaggio cosi come evidenziato dalle tavole catastali storiche e dalle mappe dei secoli passati che provano la vetustità della formazione dell’area boscosa oltreché dalla assoluta vocazione dell’area alla crescita di una selva di piante di medio fusto si deve considerare la presenza di tale contesto ambientale come frutto della presenza di valori e caratteri identitari del territorio di notevole interesse pubblico meritevoli di pregio, di tutela e salvaguardia che rimandano alla costituzione di un’area protetta come quella della “Sughereta di Pomezia”.

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Richiesta Riserva Naturale "Sughereta di Pomezia"