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Poste Italiane SpA – Spedizione in Abbonamento Postale – 70% NE/VI - Anno 45 - N. 04 Maggio-Giugno 2017 - Mensile

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Maggio Maggio-Giugno Giugno

Organo mensile dell’Associazione Italiana Calciatori

Straordinaria

Generale

Le nostre Assemblee Dilettanti


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editoriale

di Damiano Tommasi

Drammi e paure...? Quando sei un atleta al top non sai niente della vita. Perfino quando vai in bagno c'è sempre qualcuno pronto a tenerti la porta. Ho vissuto per anni in una bolla, non ho mai preso un treno da solo, non mi sono mai cucinato un uovo, non ho mai conosciuto davvero la persona che mi dormiva accanto. Vivevo una realtà alterata. Era come stare sempre in vacanza, pensavo solo a montare in sella e a vincere. […] Quando arrivi al top di qualcosa, qualsiasi cosa sia, le persone cambiano, si relazionano con te in modo diverso. A un certo punto ti è concesso tutto e la gente comincia a dirti sempre sì. Questa cosa ti rovina. […] Se non hai equilibrio può diventare un grosso problema. (Danilo Di Luca – Bestie da vittoria) Certamente questa citazione è per certi versi estrema ma in quest’ultimo periodo mi è capitato in almeno tre occasioni di tornare su queste parole. È il periodo di verdetti e momenti conclusivi. L'intera squadra del Frosinone, mister compreso, frastornati dalla sconfitta a sorpresa e “costretti” ad essere più dispiaciuti e delusi di qualsiasi altro dramma di vita. Una partita di calcio, un campionato, una mancata vittoria… Totti ha annunciato il suo addio alla maglia sudata della Roma. Una storia lunga terminata con uno show all’O-

limpico che alcuni non hanno capito fino in fondo. L’enfasi che ha coinvolto tutti, giornalisti compresi, è sembrata per qualcuno eccessiva. La sua paura del “dopo”, dichiarata davanti a tutti, ha disorientato parecchie persone ma si rifà senz’altro a quel “vivere al di fuori della normalità” in cui si è spinti quando si è al top. La finale di Champions riletta negli occhi di chi ci aveva “investito” molto, e che probabilmente era alla sua ultima occasione, è davvero un dramma sportivo? Si ha sempre l’impressione che a volte si esageri nel bene e nel male, il calcio come tutto o niente. Poi ti accorgi che basta un petardo, uno zainetto, una transenna che cade, una battuta o una bravata per gettare nel panico totale migliaia di persone affollate per un evento sportivo… la “vera” paura? E ti trovi a commentare un secondo tempo inspiegabile di una partita di calcio nel momento in cui conti i feriti per un clima ancora più inspiegabile. Il calcio, i drammi, le lacrime, ciò che finisce e le occasioni perdute. Ci sembra sempre di essere fuori luogo ma sono le emozioni che ci guidano, l’essere persone in un ambiente di personaggi, rivestire ruoli e portare bandiere con la scorza costruita quando “arrivi al top, di qualsiasi cosa”. Di sicuro è da quell’11 settembre 2001 che la parola “paura” non ha più lo stesso significato.


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Poste Italiane SpA – Spedizione

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Maggio Giugno

serie B di Tommaso Franco La bellezza del calcio

lega pro di Pino Lazzaro Un tatuaggio, una storia

lega pro di Tommaso Franco

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di Nicola Bosio

Simone Bentivoglio: “Il campo? Una passione a 360 gradi”

scatti di Maurizio Borsari politicalcio di Fabio Appetiti Michele Uva

regole del gioco di Pierpaolo Romani Un calcio che non ci piace

calcio e legge di Stefano Sartori

I principali termini regolamentari 2017/18 Organo mensile dell’Associazione Italiana Calciatori

foto redazione e amministrazione

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Questo periodico è iscritto all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana

Sergio Campana Gianni Grazioli Nicola Bosio Pino Lazzaro Stefano Sartori Stefano Fontana Tommaso Franco Giulio Segato Mario Dall’Angelo Claudio Sottile Fabio Appetiti Maurizio Borsari A.I.C. Service Contrà delle Grazie, 10 36100 Vicenza 0444 233233 0444 233250 www.assocalciatori.it info@assocalciatori.it Tipolitografia Campisi Srl Arcugnano (VI) N.289 del 15-11-1972

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direttore direttore responsabile condirettore redazione

Finito di stampare il 09-06-2017

fifpro di Stefano Sartori

Congresso FIFPro Division Europe

secondo tempo di Claudio Sottile Paolo Pupita

servizi femminile di Pino Lazzaro

Alice Parisi: “Ho deciso di investire nel calcio”

io e il calcio di Pino Lazzaro Daniele Meucci

internet tempo libero

Organo mensile dell’Associazi

one Italiana Calciatori

Generale

editoriale di Damiano Tommasi

Assemblea Generale AIC a Milano (preceduta dall’Assemblea straordinaria convocata per l’approvazione di alcune modifiche dello Statuto e dall’Assemblea dei delegati regionali del settore dilettanti) per discutere di violenza nei confronti dei calciatori, razzismo, scommesse, della proposta della Lega Pro di limitare gli "over" e della sosta invernale nella massima serie.

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– 70% NE/VI - Anno 45 - N. 04 Maggio-Giugno

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2017 - Mensile


speciale

di Damiano Tommasi

Milano, 8 maggio 2017

Relazione del Presidente To «Seduti in platea ci siamo sentiti una squadra, un'unione incredibile» «Mi guardavo attorno e non vedevo niente… percepivo un mondo che di sportivo ha poco, forse niente… e mi faceva male!» Inizio questa relazione citando alcune delle reazioni che ci sono state da parte dei nostri delegati all’Assemblea Federale del 6 marzo scorso dove abbiamo toccato con mano la difficoltà di essere «atleti» in un ambiente che di «sportivo» ha proprio poco. Nella mia mail inviata ai delegati per ringraziare dopo l’Assemblea scrivevo: «Dopo quasi 6 anni di presidenza sicuramente il momento più intenso per me è stato l'applauso della «mia» squadra, sentito, convinto e che mi ha fatto sentire perfettamente sintonizzato. Il risultato più alto per chi rappresenta è la sintonia con chi si ha l'onere e l'onore di rappresentare!». È con lo stesso spirito che, anche in questa occasione, ribadisco il ringraziamento e lo estendo ai Consiglieri per questo primo anno di nuovo mandato. I Consigli Direttivi AIC fatti a Coverciano sono stati importanti sia per il luogo sia per la presenza, convinta e disponibile, dei nostri consiglieri più rappresentativi . La stagione era iniziata con l’avventura dell’Europeo in Francia e mi è sembrato, anche in AIC, di respirare a tratti quel senso di appartenenza che la nostra Nazionale aveva risvegliato in ognuno di noi. Mi auguro che tutto ciò sia di buon auspicio per il prosieguo! Nelle pagine che seguono il tradizionale racconto di una stagione sportiva che dal 9 maggio scorso (Assemblea AIC) ad oggi ci ha raccontato pagine belle e iniziative coinvolgenti, così come pagine dure e spine ancora da togliere! Buona lettura! Damiano Tommasi

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ATTIVITÀ FEDERALE La stagione federale è stata, come detto, caratterizzata dalle elezioni del 6 marzo scorso. La nostra posizione inspiegabilmente non è stata condivisa dalle altre componenti tecniche, allenatori e arbitri, che per la prima volta hanno deciso diversamente rispetto a noi. Purtroppo la quotidianità federale degli ultimi anni non poteva essere il futuro da auspicarsi e ci hanno sorpreso le posizioni di Ulivieri e Nicchi. Abodi (…a proposito grazie!) non è stato eletto ma chi era presente a Roma il 6 marzo scorso potrà raccontare di un’esperienza forte di coinvolgimento e partecipazione. Ci portiamo a casa quello, magra consolazione forse, ma consapevoli di aver fatto quello che doveva essere fatto! Prima delle elezioni e riprendendo i temi della scorsa Assemblea, da sottolineare i due obiettivi raggiunti, il ritorno a 60 squadre in Lega Pro con i ripescaggi voluti, difesi ed ottenuti insieme alla rinnovata dirigenza di Gravina. Altro obiettivo il controllo federale sulla mensilità di giugno che, per Lega Pro e serie B, è passato al 21 agosto, quindi entro la fine della finestra di mercato che tante difficoltà aveva provocato in sede di trasferimenti. Il cammino verso il giusto equilibrio finanziario e di garanzie è ancora lungo ma a piccoli passi, con dirigenti che ci danno segnali di questo tipo, essere ottimisti è un obbligo. Non poco imbarazzo ha creato la vicenda della sponsorizzazione Intralot della Figc che ci ha costretto a correre ai ripari per scongiurare l’utilizzo dei calciatori in questa partnership. Mai più sponsor vietati ai minori per la maglia azzurra. Dal 6 marzo, come già anticipato nella scorsa Assemblea AIC, abbiamo una ragazza consigliera federale. Sara Gama, insieme al sottoscritto, Simone Perrotta e Umberto Calcagno è entrata in questo ruolo


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ommasi ai delegati federale e per lei è stata chiesta una delega specifica per il Calcio Femminile. La promessa è stata fatta, vedremo se e quanto potrà incidere davvero sulle politiche federali sul Calcio Femminile.

RAPPORTI CON LE LEGHE La Lega di serie A (attualmente commissariata) speriamo diventi un interlocutore rappresentativo al più presto. L’Accordo Collettivo annualmente prorogato è uno dei temi sui quali aprire un confronto. Il calendario ad oggi approvato per la sosta invernale prossima non soddisfa le nostre richieste e siamo in attesa di capire quanto spazio di manovra e poteri ha il commissario Tavecchio. La Lega di serie B (attualmente senza presidente) è per noi un punto interrogativo e, se fino ad oggi con il presidente Abodi c’è stato un dialogo costruttivo anche se non sempre proficuo, la speranza è che si possa continuare a confrontarci in modo positivo. La Lega Pro, come detto, nel cambio di dirigenza si è avvicinata alla componente dei calciatori soprattutto in ottica federale. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda riguardo le 60 squadre da «difendere» e rafforzare. Abbiamo richiesto insieme alla Lega il controllo di affidabilità di chi acquista quote societarie anche al di sotto del limite previsto del 10% (a Mantova più soggetti avevano acquistato quote del 9% per non presentare le varie documentazioni di onorabilità). Purtroppo è oggi sul tavolo il tema delle liste e della decisione da parte della Lega di abbassare il numero di 16 Over 23 per il prossimo anno. Sarà tema caldo per l’estate. Infine con la Lega Pro siamo in linea anche nel contrasto alle minacce, violenze e intimidazioni che hanno visto qualche società protagonista in negativo segnalata alla procura federale. La Lega Dilettanti con il nuovo presidente Sibilia (vice presidente vicario della FIGC) è tornata ad essere interlocutore rappresentativo e siamo già attivi per fissare una serie di incontri sui temi giovani obbligatori, vincolo e tutela sanitaria, nonché sugli accordi economici anche per l’Eccellenza e sul tema dei pagamenti sospesi durante la stagione, che hanno creato non pochi problemi. Il tema scommesse purtroppo continua ad essere d’attualità soprattutto per un campionato, la serie D, che nelle ultime partite vede più di un quarto delle squadre già prive di obiettivi sportivi. DIPARTIMENTO DILETTANTI Il dipartimento dilettanti ha avuto un cambio storico al suo vertice con la nomina di Giorgio Gaggioli come responsabile. Max Cherri, che ne è stato lo storico motore per anni, lascerà la collaborazione con l’Associazione nei prossimi mesi per dedicarsi alla famiglia. È l’occasione anche per ringraziarlo per il lavoro svolto e per l’eredità di capitale umano che ci ha lasciato. Come detto, nei rapporti con la Lega Dilettanti stiamo lavorando

per riprendere il filo del confronto e, nel frattempo, stiamo partecipando ai comitati regionali facendoci portavoce delle esigenze della categoria. Il Beach Soccer è una delle nuove frontiere alla quale ci dedicheremo essendo spesso i ragazzi chiamati dalla Federazione in contrasto con la volontà delle società dilettantistiche di appartenenza. Per il Calcio a 5 è partita una nuova «stagione» visto che è cambiato il presidente della Divisione. Anche in quest’ambito, come per il Beach, la volontà è di essere sempre più presenti con i ragazzi e le ragazze, visto il ritmo importante di crescita del movimento Calcio a 5 Femminile. Con le riforme statutarie proposte all’Assemblea verrà riconosciuto il Dipartimento Dilettanti che già è operativo da anni e verranno definiti i delegati all’Assemblea AIC comprendendo i 3 del Calcio a 5 oltre ai 20, 1 per ogni regione come era già previsto.

SETTORE CALCIO FEMMINILE Sono andati in porto quasi tutti gli obiettivi che ci eravamo dati. A partire dalle due ragazze presenti in Consiglio Direttivo; come detto, è stata eletta Consigliera Federale Sara Gama e verranno proposte in Assemblea alcune modifiche allo Statuto AIC che riguardano il settore femminile. Verrà riconosciuto nello Statuto AIC il Settore Calcio Femminile, così come già opera da parecchio tempo, e ne verrà confermata l’autonomia organizzativa non più legata al nostro Dipartimento Dilettanti. È l’obiettivo anche per la Federazione quello di ottenere finalmente un unico canale decisionale per il femminile e così ci sembrava naturale prevederlo anche all’interno di AIC. Verranno inserite tra i delegati dell’Assemblea AIC le rappresentanti delle squadre di serie A (attualmente 12) e questo non farà che consentirci di parlare sempre più di Calcio Femminile e di essere sempre più riferimento rappresentativo per le ragazze. Come già detto, a livello federale ancora c’è tanta strada da fare e chissà che la vittoria del campionato da parte della Fiorentina femminile (unica squadra effettivamente di proprietà della squadra maschile) non sia un incentivo a crederci e ad investirci anche per altre realtà maschili. Purtroppo ad oggi siamo ancora in attesa che il Fondo di Solidarietà istituito all’inizio della scorsa stagione diventi operativo. Il presidente del Fondo, Renzo Ulivieri, dovrebbe ad oggi avere piena autonomia per dare corso ai pagamenti già deliberati relativi a squadre non iscritte al campionato 16/17. SERVIZI E CONVENZIONI È stato attivato l’Ufficio Legale per ottimizzare la rete dei Fiduciari sul territorio e migliorare il servizio offerto. Gli avvocati Ilaria Pasqui per l’area dilettanti e Alessandro Calcagno, Luca Miranda e Alessio Piscini oltre a garantire assistenza gratuita per le vertenze fino a 25.000 euro e a rendere più efficace la rete dei Fiduciari, ci permettono di offrire il supporto legale ai nostri associati a costi molto inferiori ai prezzi di mercato, mantenendo di ottimo livello la competenza e l’esperienza. Tra le convenzioni firmate vanno ricordate quella con l’Istituto di Credito Sportivo per gli investimenti immobiliari su strutture sportive e quella recente con il Consorzio CAAF/CGIL, che consente di offrire assistenza fiscale su tutto il territorio italiano ai tanti associati dilettanti ma non solo. 7


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ATTIVITÀ INTERNAZIONALE – FIFPRO La FIFPro, la federazione mondiale dei sindacati dei calciatori che rappresenta circa 65.000 atleti, prosegue nel percorso legale contro l’attuale Transfert Market System (modalità di trasferimento e interruzione dei contratti dei calciatori) presso l’Unione Europea avviato nel settembre 2015. Purtroppo i tentativi di accordo con la FIFA, la EPFL (associazione delle Leghe europee) e l’ECA (associazione dei grandi club europei) non hanno portato interessanti sviluppi. All’interno di FIFPro è vivo il dialogo tra chi cerca un accordo a tutti i costi e chi invece rimane sulle posizioni di opposizione legale. Il tema dei trasferimenti internazionali, ricordiamo, è legato, oltre a tante altre problematiche, all’impossibilità per un calciatore di liberarsi da un contratto pluriennale se non attraverso l’art.17 che però lascia molti punti interrogativi soprattutto sull’eventuale indennizzo dovuto. Per i club la modalità di smettere di pagare ed eventualmente pagare la restante parte di contratto sembra, invece, essere una modalità «semplice» e con un costo certo rispetto agli impegni presi. FIFpro divisione Europa è partecipe della riforma della Champions League che dovrebbe prevedere, tra le altre cose, la garanzia delle 4 squadre italiane direttamente ai gironi oltre ad un migliore equilibrio sportivo lungo tutto il corso della competizione. CONI Il quadriennio olimpico è terminato con le nuove elezioni al Coni. Il mio mandato si è quindi concluso e, non avendo più i requisiti per poter essere rieletto, abbiamo candidato Simone Perrotta. Purtroppo per il sistema elettorale presente, l’elezione dei rappresentanti degli atleti è di fatto un gioco tra presidenti federali. Ogni federazione cerca di far eleggere il proprio atleta per poter avere 2 voti in Consiglio Nazionale. La nostra chiara e riconosciuta indipendenza dalla nostra Federazione fa sì che il nostro atleta non sia così ben accetto in quel contesto. La mancata elezione è forse in questo senso un segnale della nostra effettiva libertà. L’auspicio è che gli atleti si riprendano - non solo simbolicamente - i loro rappresentanti al Coni per poter crescere ed essere veramente espressione della parte tecnica. CALCIATORI SOTTO TIRO Arrivati alla quarta edizione del nostro «Report Calciatori sotto tiro» ci accorgiamo che forse non eravamo e non siamo sulla strada sbagliata. Purtroppo gli episodi sono aumentati negli ultimi mesi in una sorta di spirito di emulazione tra tifoserie. Ci si sono messi anche i presidenti delle società con comunicati fuori luogo a gettare benzina sul fuoco e il tema delle scommesse purtroppo è diventato ricorrente nelle aggressioni ai calciatori. La Commissione parlamentare Antimafia ci ha voluto sentire all’interno della loro attività riguardante le infiltrazioni mafiose nel mondo del calcio. Anche dal Ministro dell’Interno, Minniti, sia8

mo stati presenti ed abbiamo chiesto, tra le altre cose, la costituzione di una commissione di studio del Ministero per approfondire il tema mettendo insieme esperti dei vari ambiti interessati. Scopo di tale Commissione deve essere quello di proporre soluzioni normative e non solo al tema della criminalità organizzata presente nel mondo del calcio. Cosa possiamo/dobbiamo fare? Senz’altro essere informati, e per questo abbiamo proposto di prevedere, così come per le scommesse, degli incontri formativi riguardanti i rapporti con le tifoserie e i rischi legati alle varie realtà locali di commistione con personaggi poco raccomandabili che possono diventare un problema molto più grave di una sconfitta o di una retrocessione. In Lega Pro abbiamo lanciato l’iniziativa «Non c’è partita senza avversario» con lo scambio della maglia prima dell’inizio delle partite. Dopo i 15 minuti di ritardo nel fine settimana del 20-21 marzo serviva un gesto che ci ricordasse almeno fino alla fine della stagione che … stiamo parlando di una partita di calcio che inizia quando l’arbitro fischia e deve finire al triplice fischio.

ATTIVITÀ ISTITUZIONALI Grande energia ed impegno abbiamo messo nel cercare di portare in finanziaria l’emendamento per «riequilibrare» le storture sul tema pensioni che si sono create negli ultimi anni. Purtroppo, complice il referendum del 4 dicembre, non si è potuto ottenere le modifiche sperate ma i contatti rimangono e l’obiettivo è ora la Legge di Bilancio 2017. Abbassare l’età pensionabile degli sportivi professionisti è un grande impegno che dobbiamo rincorrere con tutte le forze. Siamo stati, come detto, presso la Commissione parlamentare Antimafia e all’incontro con il Ministro dell’Interno Minniti sui temi violenze, infiltrazioni mafiose e calcioscommesse. Stiamo cercando di ottenere un protocollo d’intesa con il Dipartimento

per le Pari Opportunità presso il Consiglio dei Ministri che ci veda coinvolti attraverso i nostri ex associati in progetti nelle scuole e nelle realtà di periferia come lo è stato con l’inaugurazione del campo di San Luca (Calabria).

ATTIVITÀ COMUNICAZIONE SOCIAL Mi piace sottolineare il lavoro svolto dall’area comunicazione, alla quale dovremmo dedicare maggiore energia e attenzione. Al di là delle ormai chat di categoria che dovremmo coordinare sempre più nelle situazioni collettive, riporto alcuni dati relativi alle attività principali legate ai canali social.


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• Facebook (3 pagine attive, AIC/AIC dilettanti/Dip.Junior): 20.111 followers • Twitter (@assocalciatori): 2.087 followers • Instagram (@assocalciatori): 14.856 followers/utenti • Sito istituzionale (www.assocalciatori.it): 45.483 followers/utenti • Newsletter («Il Calciatore news»): 12.041 followers/utenti • Profilo AIC-Wyscout: 1.128 utenti attivi • Rivista «Il Calciatore»: 16.500 copie (105.000 annuali)

FORMAZIONE La formazione durante e dopo la carriera è da sempre un punto di interesse particolare per AIC. La grande novità di quest’anno è rappresentata dalla nascita della prima “Università del Calcio”. Si tratta del primo corso di laurea completamente dedicato al calcio dell’Università Telematica San Raffaele Roma. La nostra collaborazione con l’Università e la presenza tra i docenti di molti nostri ex calciatori e attuali collaboratori ci permette di tenere a battesimo quella che, secondo il mio punto di vista, deve diventare la tanto necessaria “Cantera dei dirigenti”. Abbiamo svolto in collaborazione con AIGA (Associazione Giovani Avvocati) e Mastersport il primo “Corso di Specializzazione per Intermediari Sportivi” tanto necessario in un momento di deregulation del mondo degli agenti di calcio. Proseguono in quest’ambito le iniziative molto apprezzate e proficue come il “Corso per Segretario amministrativo” finanziato dal Fondo di Fine Carriera ed organizzato in collaborazione con AIAC e “Facciamo la Formazione”, quinta edizione, progetto ideato in collaborazione con la Lega di Serie B per incidere con la formazione durante la carriera. Sono stati inoltre coinvolti i calciatori del Chievo per un incontro congiunto con la Lega di Serie A. DIPARTIMENTO JUNIOR Prosegue l’attività con i bambini e sono aumentate le società alle quali diamo un supporto formativo. L’attività ci ha visto presenti in luoghi simbolo come Lampedusa, luoghi dove anche un pallone può diventare rivoluzionario. In collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dopo essere stati in Sudan lo scorso anno, siamo stati a Nizza (Francia), luogo colpito dall’attentato del 14 luglio 2016, per un progetto in uno dei quartieri a più alta densità di immigrazione. Siamo stati, inoltre, a due fiere dello sport,

Milano e Verona. Con gli AicCamp eravamo presenti a Vicenza, Abano, Potenza Picena, Pescara, Montanaso, Laives e, come detto, a Lampedusa. Le Scuole calcio dove abbiamo portato il nostro modello formativo durante tutto l’anno sono state a Vicenza, Laives, Genova, Chiavari, Rimini, Firenze, Pescara, Potenza Picena, Orte, Roma, Eboli, Lampedusa, Abano e Biella. Significativa la collaborazione con Unicef che ha dato il suo positivo parere sulla qualità del progetto. Come vedete, l’attività non manca e diventa sempre occasione per prendere contatti con società dilettantistiche e i genitori dei bambini, oltre a dare supporto ai nostri associati Senior che sono attivi nell’ambito del calcio giovanile.

DIPARTIMENTO SENIOR L’attenzione nei confronti degli ex-calciatori continua ed è per noi una sfida intrigante quella di mettere in rete più persone possibili. La AIC Senior League, inaugurata ad aprile 2017, riunisce nel primo campionato per ex-calciatori le partite amichevoli svolte da AIC nel 2016. 10 incontri regionali che rappresentano un momento importante per incontrarsi, partendo dal campo, riconoscersi e parlare di tutte le esigenze del dopo-carriera. I progetti di formazione per il post carriera continuano ed oltre ai già citati corsi, mi preme sottolineare il tentativo che stiamo facendo con AIC Onlus per finalizzare una convenzione con Banca Etica, che ci permetta di offrire micro crediti agevolati a chi, nel dopo-carriera, non è riuscito a crearsi una situa-zione finanziariamente stabile. Un tema delicato ma che ci chiama a dare una risposta… ci proveremo. AIC ONLUS L’attività della nostra Onlus continua a crescere e ci permette di intervenire nelle situazioni di emergenza con metodo e tempistiche adatte. La raccolta fondi per le zone colpite dal terremoto ci ha permesso di partecipare alla costruzione della casetta per Aurora e la sua famiglia con i primi 30.000 euro raccolti e a breve cercheremo di portare a termine la costruzione di un asilo con campetto adiacente. Come già accennato, si sta cercando di firmare una convenzione con Banca Etica per poter offrire interventi di micro credito per le tante situazioni di difficoltà finanziarie di molti ex calciatori, 9


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affiancandoli nel riannodare i fili della propria vita professionale. Inoltre, l’ormai tradizionale appuntamento con i bambini - il Camp finanziato da AIC Onlus - si è svolto a Lampedusa e nelle prossime settimane verrà fatto sul campo di San Luca (Calabria), luogo simbolo della ‘ndrangheta che di recente ci ha visti protagonisti nell’inaugurazione del campo ristrutturato. “Nel Cuore del Calcio” è l’iniziativa, avviata da AIC e Live Onlus, di raccolta maglie delle squadre di Lega Pro messe all’asta per finanziare un progetto di beneficenza indicato dai calciatori. In occasione del quinto anniversario dalla tragica vicenda di Piermario Morosini il progetto è diventato il “#25MoroDay”che Atalanta, Udinese, Bologna, Vicenza, Reggina, Padova e Livorno (tutte le squadre di calcio dove ha giocato) hanno cucito la toppa in ricordo sulle maglie. I fondi raccolti saranno messi a disposizione con LIVE Onlus per l’acquisto di defibrillatori e per la realizzazione di altri progetti benefici. Si stanno, infine, destinando le somme raccolte per il progetto di Monterosso (il campetto a Bergamo) in memoria di Piermario.

partita organizzata nella casa circondariale di Montorio Veronese, “In campo per il futuro”, partita tra la Nazionale Cantanti e la Nazionale Magistrati in occasione dell’inaugurazione del nuovo campo di San Luca (Calabria), “La partita della legalità”, gara amichevole patrocinata da AIC disputata a Reggio Calabria contro tutte le mafie e a sostegno dell’imprenditore antiracket Tiberio Bentivoglio. Dove un pallone, come detto, può essere «rivoluzionario» cercheremo di essere presenti! Chiudo questo lungo racconto ricordando come il numero degli associati abbia superato ancora una volta i 16.000. Il grande lavoro con il mondo dilettante e l’aumento dell’attività con il Calcio Femminile consentono negli ultimi anni di recuperare i numeri del minor numero di squadre professioniste. A pochi giorni distanza dal ricordo della tragedia di Superga è d’obbligo, inoltre, ricordare il dolore per la Chapecoense. Quando lo sport conosce un lutto così grande è impossibile sottrarsi alla vicinanza, anche solo formale e mediatica, che sembrano sempre scelte di facciata ma che portano con sè l’emozione di tanti tifosi che, al di là dei colori, si sentono parte di un dolore unico. Infine, non posso fare a meno di rilanciare quello che sarà il no-

GALÀ - RITIRO COVERCIANO - EVENTI Il Gran Galà del Calcio quest’anno è stato celebrato con formula diversa. Una cena di gala intervallata dalle premiazioni. È piaciuta la serata e sarà così riproposta anche per la prossima edizione. Ovviamente anche per il 2015/16 la Juventus è stata protagonista con molti premiati. Il ritiro di Coverciano tradizionale appuntamento si è svolto dal 18/7 al 4/8 e quest’anno, complice l’aria pesante con AIAC, si pensava di proporre altri tipi di corsi oltre (o in alternativa) al corso Uefa B per allenatori. Il servizio è sempre di ottima qualità e sarà sempre premura di AIC offrirlo al più alto livello possibile. Il Galà del Triveneto aveva come ospite d’onore Edy Reja e la solita

stro «compleanno» nel prossimo luglio 2018. AIC compirà 50 anni e speriamo di poter celebrare l’evento con il ritorno a quel senso di appartenenza con il quale ho iniziato questa relazione e che ho assaporato all’Assemblea FIGC. Non è per nulla facile pensare a qualcosa che sia all’altezza di un cammino così speciale per tutti noi e per questo si accettano consigli su come, dove e con chi celebrare il nostro 50esimo compleanno… Grazie e buon fine stagione a tutti! carrellata di protagonisti del calcio triveneto che incontrano le scuole di Vicenza e provincia. La mostra «Eroi del calcio» è stata presente a Genova per quasi 4 mesi da settembre a gennaio. Altre iniziative solidali che ci hanno visti protagonisti: “Mondiali Antirazzisti”, a Bosco Albergati (BO) 7/9 luglio 2016, “In campo per le vittime di mafia”, quadrangolare dedicato alle vittime di mafia disputato a Cinquefrondi (RC), “Un calcio al pregiudizio”, 10

STATUTO Milano, 3 Luglio 1968: nella centralissima via Fontana, nello studio dell'Avvocato Giancarlo Barassi, dieci firme sanciscono la nascita dell'Associazione Italiana Calciatori ed approvano il primo Statuto Sociale, il documento ufficiale che è importante punto di riferimento.


speciale

di Nicola Bosio

La discussione

Gli argomenti trattati all’ordine del giorno Assemblea straordinaria L’Assemblea Generale di quest’anno è stata preceduta da una Assemblea straordinaria convocata per discutere la modifica di alcuni articoli dello Statuto AIC (vedi dettaglio alle pagine 15, 16 e 17). Dopo la verifica dei poteri da parte del notaio dott. Luciano Quaggia, intervenuto per il controllo delle deleghe e di tutti gli obblighi statutari a garanzia del regolare svolgimento dei lavori, il Presidente Tommasi ha esposto le modifiche discusse in questi mesi in Consiglio Direttivo e pensate per sopperire ad alcune problematiche (soprattutto in tema di candidature) emerse lo scorso anno nel corso dell’Assemblea elettiva. Obiettivo quello di normare lo Statuto, apportandone significative migliorie, in anticipo rispetto alle prossime elezioni (2020). Spiegate, articolo per articolo, tutte le modifiche (già anticipate via mail ai rappresentanti di squadra) e integrate con alcune proposte suggerite dai delegati, si è proceduto alla votazione che ha dato il seguente risultato: Articolo 6 (possibilità di associarsi all’AIC per calciatori e

calciatrici che giocano all’estero e per ex calciatori) approvato con 2 contrari; Articolo 11 (creazione all’interno di AIC di dipartimenti e settori) approvato all’unanimità; Articolo 12 (aumento del numero di rappresentanti di Calcio Femminile e Calcio a 5 in Assemblea) approvato con 4 contrari; Articolo 14 (sistema deleghe e tempistiche di convocazione Assemblea) approvato all’unanimità; Articolo 16 (presentazione e requisiti per le candidature in Consiglio Direttivo e presidenza) approvato all’unanimità; Articolo 17 (utilizzo di teleconferenza e videoconferenza per riunioni del Consiglio Direttivo) approvato con 1 contrario; Articolo 18 (procedure per l'elezione del Presidente) approvato all’unanimità; Articolo 21 (utilizzo di teleconferenza e videoconferenza per riunioni del Comitato Esecutivo) approvato con 1 contrario; Articolo 24 (creazione Dipartimento Dilettanti e Dipartimento Calcio Femminile) approvato all’unanimità; Articolo 28 (scioglimento dell’Associazione) approvato all’unanimità.

In apertura di riunione, il Vicepresidente Umberto Calcagno, nominato a presiedere l’Assemblea, con il Direttore Generale Gianni Grazioli a ricoprire la carica di segretario, ha chiesto ai delegati l’autorizza-

zione di poter procedere con la trasmissione in diretta streaming della riunione a solo beneficio degli associati, raccogliendo il consenso unanime. Come lo scorso anno è stata quindi data la possibilità a

tutti gli associati AIC di assistere all’Assemblea in collegamento diretto. Il Presidente Tommasi, nel salutare e ringraziare gli intervenuti, ha preso la parola illustrando brevemente la sua relazione (vedi pagine precedenti) toccando punto per punto quanto è stato fatto durante la stagione. Alla presenza del dott. Tabasso, componente del Collegio dei Revisori dei conti, ha quindi presentato le principali voci del bilancio AIC chiuso al 31 dicembre 2016 (vedi dettaglio nell’inserto), bilancio approvato all’unanimità.

Caso Muntari Prima di iniziare la consueta discussione Tommasi ha voluto chiarire quanto è accaduto riguardo il caso del calciatore del Pescara Sulley Muntari, oggetto di insulti razzisti nel corso della partita con il Cagliari, allontanatosi volontariamente dal campo dopo essere stato ammonito dall’arbitro e successivamente squalificato. L’ufficio legale dell’AIC ha assistito il calciatore nella proposizione del ricorso (vista anche la mancata presentazione dello stesso da parte della società) e il suo esito positivo rappresenta un importante messaggio e un segnale tangibile, creando un precedente significativo sull’argomento. Altri gravi episodi di razzismo, purtroppo, si sono registrati nel corso della stagione, e l’intervento dell’AIC a tutela degli associati coinvolti è stato sempre tempestivo. Sotto tiro Oltre al razzismo, altra autentica piaga riguarda la violenza nei confronti dei calciatori (argomento affrontato anche durante l’assemblea dei dilettanti) con i moltissimi episodi di intimidazioni, minacce e veri e propri agguati registrati soprattutto negli ultimi mesi. Episodi che non possono essere catalogati come “goliardata” (manichini di Roma), ma che vanno tenuti sotto attenta osservazione dalle istituzioni non solo calcistiche. Il tema è all’attenzione anche della Commissione parlamentare Antimafia, presso la quale Tommasi ha tenuto recentemente un’audizione, perché certi episodi, non isolati, possono essere collegati al movimento del calcio scommesse. In tal 11


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con la Lega Pro e la Serie B, che prevede la conferma delle date del 23 e 30 dicembre, aggiungendo un turno infrasettimanale il 27 dicembre e togliendo quello del 6 gennaio, per riprendere il campionato il 28 gennaio, inserendo nella settimana precedente i quarti di Coppa Italia, previsti dalla Lega a cavallo fra dicembre e gennaio.

senso servono maggiore consapevolezza, attenzione e controlli sulle proprietà delle società, sui soggetti che operano al di fuori del campo, per fare in modo che chi gioca non debba cedere a nessun tipo di compromesso e togliere così tutto il terreno fertile che può nascere dalle inadempienze economiche e dalle pressioni societarie, da certi legami con le pseudo-tifoserie che possono diventare armi a doppio taglio. L’AIC ha chiesto di costituire una commissione ad hoc per approfondire il problema, e vuole proporre, quale forte deterrente, l’introduzione della pena della radiazione per i calciatori giudicati colpevoli di combine. Si cercherà poi di trovare un accordo per abbassare o togliere il limite delle quote (attualmente il 10%) sotto le quali è obbligatorio presentare la documentazione necessaria (certificazione di onorabilità e garanzia bancarie) per entrare a far parte dell’organico societario di un club. Appare evidente che le norme sulla trasparenza delle proprietà dei club debbano essere rese ancora più stringenti: l’auspicio è che venga modificata la normativa e si riesca a tenere lontani personaggi che utilizzano il calcio per altri fini. Soprattutto in un momento storico dove molte proprietà straniere si stanno inserendo nel nostro sistema calcio (Milan, Inter, Maceratese, ecc.) e dopo che recenti esperienze (vedi caso Parma) hanno rivelato acquirenti non affidabili che non riescono ad iscrivere i club ai campionati di competenza, se non addirittura a concludere la stagione. La proprietà delle società deve interessa12

re, in termini di trasparenza, garanzie, sicurezza e protezione dei tesserati dal punto di vista professionale (visto che sono i primi a soffrirne in caso di criticità), tutto il sistema calcio.

Sosta natalizia L’Assemblea di Lega di Serie A ha approvato, prima del suo commissariamento, le date relative al calendario del periodo natalizio del prossimo campionato, prevedendo turni di partite il 23, il 30 dicembre e il 6 gennaio con sosta fino al 21. Detto che è difficile prevedere i margini di dialogo vista l’attuale situazione della Lega, l’AIC ha intenzione di sottoporre al commissario (Tavecchio) una proposta che sia in linea con lo stesso calendario condiviso

Over in Lega Pro L’Assemblea della Lega Pro, nell’ottica di una revisione della politica sulle valorizzazioni ha ipotizzato, per la prossima stagione, la riduzione del numero di calciatori “over 23” da inserire nelle rose. Non tutte le società hanno comunque questa percezione e la questione verrà affrontata a breve con i vertici della Lega Pro con la quale l’AIC sta costruendo un rapporto di proficua collaborazione. Fermo restando che la base di partenza resta la conferma di un campionato a 60 squadre (mantenendo anche l’attuale formula dei playoff allargati), l’obiettivo è ora quello di non abbassare il livello tecnico e far capire che l’utilizzo “forzato” dei giovani non giova a nessuno: così come ottenuto nei recenti campionati, il ruolo formativo degli Under non potrà prescindere dalla meritocrazia, per evitare anche il rischio di un livellamento tecnico verso il basso dell’intero campionato.


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di Nicola Bosio

Settore Dilettanti

Assemblea dei delegati regionali Come ormai di consueto, l’Assemblea Generale AIC è stata preceduta in mattinata da quella dei delegati regionali dei calciatori appartenenti al settore dilettanti. In apertura di riunione il Presidente Tommasi, prendendo spunto dalla parte riguardante i dilettanti della sua relazione, ha ripercorso l’attività svolta negli ultimi dodici mesi, sottolineando che, tra le modifiche statutarie proposte, alcune riguardano proprio questo settore con la creazione all’interno dell’AIC dei dipartimenti “Dilettanti” e “Calcio Femminile” (Articolo 11). Nello specifico, il Vicepresidente Calcagno, nell’illustrare le modifiche allo Statuto (discusse in seguito in Assemblea straordinaria), ha spiegato ai delegati che, mentre per il “Dipartimento Dilettanti” si tratta di una formalizzazione di quanto già creato e reso operativo da alcuni anni (dal 2011), quello del “Calcio Femminile” viene proposto per dare sempre più impulso ed importanza a questo settore, fermo restando che sarà comunque il Consiglio Direttivo a definirne ruoli e funzioni (Articolo 24). In quest’ottica va letta anche la proposta di aumentare il numero delle delegate per quanto riguarda le future assemblee AIC (Articolo 12). A livello politico, il cambio ai vertici della Lega Dilettanti che ha portato all’elezione di Cosimo Sibilia alla presidenza, ha dato nuova spinta per riprendere il discorso su alcune importanti tematiche, su tutte quella riguardante il vincolo. Da affrontare anche il problema legato alle scommesse e al dilagante fenomeno della violenza nei confronti dei calciatori, temi che in più di una occasione sono stati messi in stretta correlazione: quotare una partita con squadre che non hanno più obiettivi da raggiungere in campionato (e magari che coinvolge società che non hanno regolarità nei pagamenti), non trasmessa in tv e quindi completamente fuori controllo, diventa terreno fertile per infiltrazioni malavitose. L’argomento è stato portato in Commissione parlamentare Antimafia (e all’attenzione del Ministro degli Interni) dal Presidente Tommasi nel corso dell’audizione durante la quale è stata avanzata la proposta

di togliere tali quotazioni. La discussione rimane comunque aperta dal momento che per alcuni, al contrario, quotare ufficialmente le partite toglie spazio alle scommesse illecite, ed in caso di anomalie di puntate le partite sospette sono facilmente individuabili. Il responsabile del Dipartimento Dilettanti Giorgio Gaggioli ha relazionato quindi i delegati sulle attività portate avanti in ambito territoriale grazie al lavoro dei collaboratori regionali che, nei prossimi mesi, si occuperanno anche dei calciatori tesserati per le squadre di Beach Soccer. Con il presidente Sibilia e all’interno dei vari Comitati Regionali è stato riaperto un tavolo di confronto per discutere la norma sui giovani sia per il campionato di serie

D (AIC avvierà una raccolta di firme sull’argomento) sia per i vari campionati regionali. Come accennato, saranno affrontati argomenti sempre di attualità come la rivisitazione del vincolo, la tutela della salute, le assicurazioni infortuni, il deposito degli accordi economici, ecc. Il vecchio testo del “Protocollo di intesa” (obblighi,

diritti e doveri di calciatori e società), certamente da riprendere e perfezionare, potrà essere in questo senso una buona base di partenza. Attraverso l’attività di Fabio Appetiti (relazioni istituzionali), è stata sottoscritta infine sia una convenzione con il Credito Sportivo per investire in impiantistica sportiva e relativi corsi di formazione per la loro gestione, sia con i CAAF per consentire agli iscritti AIC di usufruire dei servizi fiscali erogati dai centri di assistenza fiscale.

Calcio Femminile Detto dell’elezione di Sara Gama a Consigliera federale (è stata anche candidata alla vicepresidenza federale, e Tavecchio avrebbe già dato il suo placet per darle una delega per il Calcio Femminile), e detto della nomina in Direttivo di Chiara Marchitelli e Marta Mason, la responsabile Katia Serra ha illustrato la situazione

di questo settore, che vede da un lato importanti segnali per un movimento decisamente in crescita, dall’altro una situazione di standby da un punto di vista organizzativo a livello federale. La vittoria dello scudetto della Fiorentina Women’s, prima squadra nata da una costola di quella maschile, è un segnale 13


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Futsal EURO) sarà giocato ogni due anni, con otto nazionali partecipanti, a partire dal 2019. Novità anche per ciò che riguarda i Giochi Olimpici Giovanili del 2018, quando per la prima volta nella storia delle Olimpiadi verranno introdotte competizioni di calcio a 5. Tali significative novità avranno un importante impatto anche sulla gestione del futsal a livello nazionale, soprattutto per quanto riguarda le future rappresentative nazionali e la crescita del movimento. importante. Così come sono importanti le proposte di legge per la rivisitazione della Legge 91 (la più importante dell’On. Laura Coccia) per introdurre la parità di genere. Da un punto di vista politico, gli obiettivi raggiunti con lo sciopero dello scorso anno (tutela della maternità, recupero crediti in caso di fallimento della società, deposito degli accordi economici, ecc.) sono certamente un importante punto di partenza per altre conquiste: la riforma dei campionati, che porterà ad un 2018 con 12 squadre di Serie A e 12 di B, aprirà nuovi scenari e nuove opportunità. Utile in tal senso il ruolo ricoperto da Ilaria Pasqui, in qualità di rappresentante in ambito Fifpro, per un confronto costante con le altre nazioni dove il Calcio Femminile è sicuramente più sviluppato e strutturato. Da ricordare infine, tra le varie attività portate a termine quest’anno, la collaborazione con la Uisp (Unione Italiana Sport per tutti) per la rivisitazione a fumetti della “Carta dei diritti delle donne nello sport”.

Calcio a 5 A livello politico, il cambio ai vertici della Divisione calcio a 5, durante il percorso elettorale della FIGC, ha portato all’elezione di un nuovo presidente, Andrea Montemurro. Pertanto, terminata la felice esperienza di collaborazione e condivisione di progetti sportivi con Fabrizio Tonelli, questo periodo sarà necessario per riprendere i discorsi già avviati su alcune importanti tematiche relative alla posizione dei calciatori e delle calciatrici e, allo stesso tempo, rinnovare il legame che si era concretizzato in questi anni fra AIC e 14

Divisione calcio a 5. Il responsabile Valerio Bernardi, poi, ha illustrato la situazione di questo settore, che vede importanti segnali per il movimento, soprattutto a livello internazionale. Il Comitato esecutivo UEFA ha assunto una serie di innovative decisioni in merito al futsal. L’Europeo (UEFA Futsal EURO) si giocherà ogni quattro anni con sedici nazionali ai nastri di partenza (invece di ogni due anni con 12 squadre partecipanti) a partire dal 2022. Un Europeo femminile (UEFA Women’s Futsal EURO) si giocherà ogni due anni con quattro nazionali, a partire dal 2019, visto il numero ancora limitato di federazioni europee che hanno attivato una squadra femminile. Un Europeo Under 19 (UEFA Under-19

Ufficio legale In chiusura di riunione, Ilaria Pasqui ha illustrato i dati relativi al lavoro svolto dall’Ufficio legale AIC, che collabora trasversalmente con il Calcio a 11, Calcio Femminile e Calcio a 5 e si cura di controversie di carattere economico. Nell’arco di un anno sono stati assistiti circa 200 calciatori e nella quasi totalità dei casi si è avuto esito positivo (solo una piccola percentuale di controversie non è andata a buon fine a causa del mancato o tardivo deposito degli accordi economici). Altro discorso è invece legato all’effettivo recupero degli importi dove, purtroppo, il fallimento di molte società ha inciso sul reale recupero dei crediti che comunque si è attestato sul 64% degli importi richiesti (con il Fondo di solidarietà forse tale percentuale potrà aumentare).


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Approvate dall’Assemblea Straordinaria dell'8 maggio 2017

Le modifiche agli articoli dello Statuto AIC Articolo 6 Possono far parte dell'Associazione tutti i calciatori e le calciatrici italiani/e o stranieri/e che siano tesserati per società iscritte ai Campionati italiani del settore professionistico e non professionistico organizzati dalla FIGC, nonché i calciatori italiani tesserati per Squadre iscritte a Campionati stranieri del settore professionistico e del calcio a 5 e le calciatrici italiane di calcio a 11 e calcio a 5 tesserate per Squadre iscritte ai Campionati stranieri. Possono altresì far parte dell'Associazione tutti i calciatori, non più in attività, che siano stati tesserati per società iscritte ai Campionati italiani del settore professionistico; l’Associazione promuoverà iniziative utili all’inserimento dei calciatori e delle calciatrici a fine carriera nel mondo del lavoro, anche sportivo, con particolare riferimento alle attività di promozione e sviluppo della cultura sportiva e dei modelli di insegnamento dei valori dello sport ai giovani come veicolo di educazione sociale. In particolare l’Associazione potrà organizzare su tutto il territorio nazionale attività di base per giovani calciatori e calciatrici minori di anni 12, senza possibilità di tesseramento pluriennale o diverse modalità di vincolo sportivo pluriennale, sia direttamente, sia mediante collaborazioni con strutture programmate da ex calciatori professionisti, che condividano gli obiettivi perseguiti da AIC. Articolo 11 Sono organi dell'AIC: a) l'Assemblea Generale, b) il Consiglio Direttivo, c) il Presidente, d) il Collegio dei Revisori dei Conti, e) il Collegio dei Probiviri. L’AIC si avvale al proprio interno di dipartimenti e/o settori ai sensi dell’art. 24. Articolo 12 L'Assemblea Generale degli associati è formata da 1 (uno) rappresentante per ogni squadra delle Serie professionistiche e della massima Serie di calcio a 11 femminile, che abbia almeno 9 (nove) componenti regolarmente iscritti all'Associazione, da 1 (uno) rappresentante per ciascuna regione, nella quale risultino

iscritti almeno 50 calciatori, delle squadre dei Campionati Dilettantistici di calcio a 11, eletto tra i calciatori tesserati per le squadre con almeno 9 (nove) componenti regolarmente iscritti all'Associazione, da 3 (tre) rappresentanti del calcio a cinque, di cui 1 (una) del calcio a cinque femminile, eletti/a tra i calciatori e le calciatrici tesserati/e per le squadre con almeno 5 (cinque) componenti regolarmente iscritti/e all'Associazione, nonché da 3 (tre) rappresentanti dei calciatori non più in attività, eletti tra quelli iscritti all'Associazione riuniti in assemblee appositamente convocate dal Presidente o, per delega, dal vice-presidente vicario o dal Direttore Generale dell'AIC. Ogni rappresentante dovrà comunicare senza indugio all’Associazione il proprio indirizzo anagrafico e un indirizzo e-mail presso i quali riceverà valide comunicazioni previste dal presente statuto, avendo cura di comunicare eventuali modifiche che dovessero intervenire nel periodo di carica. Qualsiasi squadra che abbia meno di 9 (nove) componenti iscritti all'Associazione, se di serie professionistica, non avrà diritto né di partecipazione né di voto in sede assembleare, sia ordinaria che straordinaria; se di serie non professionistica non avrà, inoltre, diritto di concorrere all'elezione dei rappresentanti regionali nell'Assemblea Generale. Qualsiasi squadra di calcio a 5 maschile o femminile che abbia meno di 5 (cinque) componenti iscritti all'Associazione non avrà diritto né di partecipazione né di voto in sede assembleare, né di concorrere all'elezione dei rappresentanti nell'Assemblea Generale. Il rappresentante di ogni squadra dovrà essere segnalato alla sede dell'AIC non appena eletto dai suoi compagni aderenti all'Associazione. Qualora tale segnalazione non venga effettuata si riterrà rappresentante della squadra avente diritto a partecipare ed a votare in sede assembleare ai sensi dei commi precedenti il Capitano se iscritto all'Associazione ed, in caso contrario, il giocatore più anziano fra quelli iscritti all'Associazione. Il Presidente dell'AIC, se lo ritiene opportuno in relazione alle circostanze, può convocare in separate riunioni, a scopo

consultivo e propositivo sugli argomenti all'ordine del giorno da lui stabilito, i rappresentanti dei calciatori professionisti o non professionisti membri dell'Assemblea Generale per l'esame di problemi specifici delle rispettive categorie. Le suddette riunioni possono essere presiedute, per delega, dal vice-presidente vicario o dal Direttore Generale dell'AIC.

Articolo 14 Le Assemblee si intendono validamente convocate dal Presidente o dal Direttore Generale dell'AIC con avviso da spedirsi per lettera raccomandata, ovvero mezzo equipollente che garantisca prova della ricezione, ai rappresentanti almeno 8 (otto) giorni prima e contenente l'indicazione del luogo, giorno ed ora dell'adunanza e degli argomenti all'ordine del giorno. Le Assemblee previste dal successivo art. 16 si intendono validamente convocate dal Presidente o dal Direttore Generale dell'AIC con avviso da spedirsi per lettera raccomandata, ovvero mezzo equipollente che garantisca prova della ricezione, ai rappresentanti almeno 60 (sessanta) giorni prima e contenente l'indicazione del luogo, giorno ed ora dell'adunanza e degli argomenti all'ordine del giorno. Per la validità dell'Assemblea ordinaria, in prima convocazione, è necessaria la presenza della maggioranza dei rappresentanti. Per la validità dell'Assemblea straordinaria in prima convocazione è necessaria la presenza di almeno 2/3 (due terzi) dei rappresentanti. In seconda convocazione, che avrà luogo un'ora dopo quella fissata per la prima convocazione, l'Assemblea sia ordinaria che straordinaria è validamente costituita qualunque sia il numero dei rappresentanti. Ogni rappresentante di squadra non presente in Assemblea potrà farsi rappresentare per

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delega scritta da altro associato facente parte della medesima squadra o da altro rappresentante di squadra unicamente se militante nella medesima categoria. Non sono ammesse più di 2 (due) deleghe alla stessa persona. Le deleghe dovranno essere apposte sul modulo che verrà inviato ad ogni rappresentante di squadra con la lettera di convocazione dell'Assemblea e presentate in originale, accompagnate da copia di documento d’identità del delegante, alla segreteria dell’AIC, ovvero all’Assemblea prima dell’inizio della medesima. Le deleghe che non siano su modulo e/o accompagnate dalla copia del documento d’identità saranno irricevibili e comunque inefficaci.

Articolo 16 Il Consiglio Direttivo dell'AIC è eletto dall'Assemblea Generale dei rappresentanti degli associati ed è composto da un

numero minimo di 15 (quindici) fino ad un massimo di 25 (venticinque) membri appartenenti alle categorie di cui all'art. 6 del presente Statuto, di cui almeno 10 (dieci) militanti nel Campionato di Serie A. Fermo quanto sopra, nel Consiglio Direttivo dovranno altresì essere presenti calciatori militanti nel Campionato di Serie B, nel Campionato di Lega Pro, nei Campionati Dilettanti di Calcio a 11, nel Campionato di Calcio a 5 e nel Campionato di calcio a 11 femminile. La militanza di categoria si intende esclusivamente all’atto di presentazione della candidatura. L’Assemblea può eleggere inoltre fino ad un massimo di 6 (sei) membri scegliendoli fra persone non iscritte all’Associazione che siano stati calciatori tesserati con una società delle serie professionistiche per almeno 5 (cinque) stagioni sportive o tesserati, anche cumulativamente con periodo di tesseramento con società delle serie professionistiche, per almeno 16

10 (dieci) stagioni sportive nella serie nazionale del settore dilettantistico, ovvero nella massima serie di calcio a 5 maschile o femminile, ovvero nella massima serie di calcio femminile. Le candidature devono essere depositate per iscritto presso la segreteria dell’AIC entro 30 (trenta) giorni dalla data fissata per l’Assemblea Generale. Ciascun candidato che voglia altresì concorrere alla carica di Presidente, dovrà allegare alla propria candidatura quale consigliere un documento programmatico sulle attività dell’Associazione. Saranno membri del Consiglio Direttivo coloro che avranno riportato il maggior numero di voti, tenuto conto delle categorie di appartenenza come sopra indicate. Risulteranno eletti dunque i primi 10 (dieci) candidati, in relazione ai voti ottenuti, militanti in squadre del Campionato di Serie A, il primo candidato militante in squadre del Campionato di Serie B, il primo candidato militante in squadre di Lega Pro, il primo candidato militante in squadre dei Campionati Dilettanti di Calcio a 11, il primo candidato militante in squadre di calcio a 5 e la prima candidata militante in squadre di calcio femminile; per i restanti posti, sino al numero di 25 (venticinque), saranno eletti i candidati, che abbiano riportato il maggior numero di voti indipendentemente dalla categoria di appartenenza. In caso di parità di voti, laddove il risultato sia determinante per stabilire l’elezione del candidato in funzione dei criteri di cui sopra, si procederà a ballottaggio, limitato ai soggetti interessati. Non possono essere eletti membri del Consiglio Direttivo i soggetti che, negli ultimi 5 (cinque) anni, abbiano rivestito cariche dirigenziali in società affiliate alla FIGC, cariche elettive o di nomina, centrali o periferiche nelle Leghe, cariche elettive o di nomina nelle altre associazioni di categoria riconosciute dalla FIGC o che siano stati iscritti negli altri albi e negli elenchi costituiti e tenuti presso la FIGC, ad eccezione del Ruolo ed Albo dei Tecnici del Settore Tecnico FIGC. Il Consiglio Direttivo dell'AIC rimane in carica per un quadriennio olimpico; i suoi membri sono rieleggibili. Non possono altresì essere eletti membri del Consiglio Direttivo o nominati in cariche previste dal presente statuto i soggetti che siano stati colpiti da provvedimenti disciplinari definitivi per inibizione o squalifica per doping, illecito sportivo e scommesse, ovvero coloro che siano stati colpiti da provvedimenti disciplinari negli

ultimi dieci anni, salva riabilitazione, della FIFA, dell'UEFA, del CONI, della FIGC o di altre federazioni sportive, per un periodo complessivamente superiore ad un anno, salvo che tale squalifica non derivi da attività posta in essere nell’esercizio delle funzioni di amministratore dell’Associazione e nell’interesse dell’Associazione o degli associati, nel qual caso la squalifica e la sua durata non si computano ai fini del presente comma. Sono inoltre ineleggibili coloro che hanno riportato condanne penali passate in giudicato per reati non colposi – ovvero abbiano patteggiato una pena – per un periodo non inferiore ad un anno. Sono inoltre ineleggibili coloro che, avendo violato le disposizioni dell'art. 9 del presente statuto, siano stati definitivamente condannati alla sospensione temporanea della qualità di associato per un periodo non inferiore ad un anno. Qualora i requisiti di eleggibilità dovessero mancare dopo l'elezione o la nomina, il soggetto verrà dichiarato immediatamente decaduto dall'incarico dal Consiglio Direttivo. Il Consiglio Direttivo può dichiarare decaduti dalla carica, quei componenti che, senza giustificato motivo, non siano intervenuti a tre sedute consecutive. Il Consiglio potrà sostituire i componenti dimissionari o decaduti dalla carica, mediante cooptazione fino ad un massimo di 7 (sette) nuovi membri.

Articolo 17 Il Consiglio Direttivo è investito di tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell'Associazione; si attiva per il raggiungimento degli scopi dell'Associazione; si incarica di far rispettare lo Statuto Sociale emanando all'uopo eventuali regolamenti che è pure facoltizzato a modificare. Al Consiglio Direttivo spetta in via esclusiva di fissare la quota associativa. Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente o, per delega, dal vice-presidente vicario o dal Direttore Generale dell'AIC ed è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei suoi componenti e delibera a maggioranza di voti dei presenti. In caso di parità, prevale il voto espresso dal Presidente. Le riunioni del Consiglio Direttivo potranno tenersi anche tramite teleconferenza e/o videoconferenza, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati e sia loro consentito seguire la discussione ed intervenire in tempo reale nella trattazione degli argomenti


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affrontati, nonché possano visionare, ricevere e trattare la documentazione.

Articolo 18 Il Consiglio Direttivo nel corso della sua prima riunione, indetta dal Consigliere più anziano senza bisogno di particolari formalità e possibilmente subito dopo la conclusione dell'Assemblea che l'ha eletto, elegge nel proprio seno il Presidente dell'AIC esclusivamente tra coloro che abbiano adempiuto all’obbligo di deposito del documento programmatico di cui all’art. 16 comma 3. Il Presidente è eletto alla prima votazione quando un candidato riporti la maggioranza assoluta dei voti degli aventi diritto; nel caso in cui nessun candidato consegua tale maggioranza, si procederà ad una seconda votazione e risulterà eletto il candidato che ottenga il maggior numero dei voti espressi. Qualora i concorrenti alla carica di Presidente siano tre e più e la maggioranza assoluta dei voti degli aventi diritto non sia stata conseguita da alcuno alla prima votazione, si procederà a ballottaggio limitato ai due soggetti che abbiano riportato il maggior numero di voti alla prima votazione e risulterà eletto il candidato che ottenga il maggior numero dei voti espressi alla seconda votazione. Il Presidente, sentito il Consiglio Direttivo, nomina fino a due vice-presidenti e i membri del Comitato Esecutivo scelti fra i componenti del Consiglio stesso. In ipotesi di nomina di due vice-presidenti, uno deve necessariamente militare in squadra del settore professionistico; tra i due nominati, il più anziano di età assume l'incarico di vice-presidente vicario. Coloro i quali abbiano ricoperto per tre mandati, anche non consecutivi, la carica di Presidente, allo scadere del terzo mandato non saranno rieleggibili nella medesima carica. Su proposta del Presidente eletto, il Consiglio Direttivo potrà conferire al Presidente uscente la carica di Presidente Onorario, il quale potrà partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo, senza diritto di voto. Articolo 20 Il Direttore Generale dell'Associazione viene nominato dal Consiglio Direttivo su proposta del Presidente. Il Direttore Generale assiste il Presidente; amministra l'Associazione esercitando anche le funzioni di Tesoriere limitatamente ad atti di ordinaria amministrazione comprendendosi tra questi le operazioni bancarie ed il prelievo in qualsiasi forma di fondi liquidi dell'Associazione, nonché

il rilascio di quietanze e ricevute. Egli provvede alla convocazione delle riunioni del Consiglio Direttivo e del Comitato Esecutivo ed alla redazione dei relativi verbali da trascriversi negli appositi libri.

Articolo 21 Il Comitato Esecutivo è composto da 5 (cinque) membri nominati dal Presidente, sentito il Consiglio Direttivo ed è composto dal Presidente dell'Associazione, dal vice-presidente o dai due vice-presidenti, dal Direttore Generale e da uno o due membri scelti all'interno del Consiglio Direttivo. È convocato dal Presidente e dal Direttore Generale, ogniqualvolta si ritiene opportuno e senza obbligo di osservanza di forme particolari. Esso provvede a dare esecuzione alle deliberazioni del Consiglio Direttivo e a compiere atti di ordinaria amministrazione; ha altresì il potere di adottare, in caso di particolare urgenza, deliberazioni su materie di competenza del Consiglio Direttivo che dovranno essere da questo ratificate nella prima riunione successiva. Le riunioni del Comitato Esecutivo potranno tenersi anche tramite teleconferenza e/o videoconferenza, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati e sia loro consentito seguire la discussione ed intervenire in tempo reale nella trattazione degli argomenti affrontati, nonché possano visionare, ricevere e trattare la documentazione. Articolo 23 L'Assemblea elegge ogni quadriennio olimpico 3 (tre) Probiviri, scelti anche fra persone non associate di riconosciuto prestigio. Il Collegio dei Probiviri è chiamato a giudicare con competenza esclusiva, come arbitro semplice ed irrituale, con dispensa da ogni formalità di procedura ed anche dal deposito del lodo di cui all'art. 825 c.p.c. e inappellabilmente, sulle questioni relative all'ammissione od espulsione degli associati decisa dal Consiglio Direttivo. Il Collegio decide altresì su ogni altra questione che possa insorgere circa l'interpretazione e l'applicazione del presente Statuto.

nile per assicurare assistenza e servizi alle calciatrici di calcio a 11. Struttura, funzioni ed autonomia organizzativa del Dipartimento Dilettanti e del Settore Calcio Femminile sono definite, su proposta del Presidente, dal Consiglio Direttivo.

Articolo 27 Il patrimonio sociale è rappresentato: a) dalle quote associative versate da ciascun associato, ordinario o sostenitore, nella misura determinata dal Consiglio Direttivo; b) da contributi a fondo perduto versati dagli associati o da terzi; c) da contributi economici attinenti all'utilizzazione del diritto all'immagine degli associati, come previsto dal precedente art. 26; d) da beni che dovessero essere a qualsiasi titolo devoluti all'Associazione nell'osservanza delle forme di legge. Articolo 28 Lo scioglimento dell’Associazione, per qualunque causa, viene deliberato dall’Assemblea Generale degli associati, convocata in seduta straordinaria e validamente costituita con la presenza di almeno tre quarti degli associati aventi diritto di voto con l’approvazione, sia in prima che seconda convocazione, di almeno tre quarti degli associati esprimenti il solo voto personale, con esclusione delle deleghe. L’Assemblea Generale straordinaria provvederà alla nomina di uno o più liquidatori determinandone i poteri. L’Assemblea Generale, all’atto dello scioglimento dell’Associazione, delibererà, in merito alla destinazione dell’eventuale residuo attivo del proprio patrimonio, di devolverlo a beneficio della A.I.C. Per La Solidarietà O.N.L.U.S., costituita con sede legale in Contrà delle Grazie 10, Vicenza, od ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, fatta salva diversa destinazione imposta dalla Legge.

Articolo 24 L’AIC, nel raggiungimento dei propri scopi, si avvale del Dipartimento Dilettanti per assicurare assistenza e servizi ai calciatori di calcio a 11 dilettanti, di calcio a 5, di beach soccer e delle calciatrici di calcio a 5; con le medesime modalità, si avvale altresì del Settore Calcio Femmi17


serie B

di Tommaso Franco

Promosse e retrocesse

La bellezza del calcio Si annunciava come un campionato dalle mille emozioni e così è stato. La Cenerentola Spal promossa a braccetto con il Verona, l’avvincente roulette dei playoff, una bagarre tra molte pretendenti.

do Nicola Citro trova sulla traiettoria di un ultimo assist, forse decisivo, la scivolata di Nicola Lancini. È proprio questa la fotografia di un finale di campionato come non se ne vedevano da tempo. Una scivolata, ad un minuto dalla fine, che vanifica la rincorsa di tutto un girone.

È la bellezza del calcio, che ci insegna come le battaglie che ci portano alla Playoff sì, playout no… guerra possano essere ben preparate e Troppi i punti, cinque, architettate. E poi arriva l’imprevisto o soche separano il Trapani praggiunge una serie di coincidenze sfa(quartultimo a 44 punvorevoli che lascia i protagonisti a metà ti) dalle squadre che del guado, senza soluzione. l’hanno preceduto (Pro È la bellezza del calcio, che ti ammonisce Vercelli, Ternana, Ascoli quando pensi che tutto sia scritto, che roe Avellino, tutte a quovescia un pronostico e smentisce l’ovvio. ta 49). Ultima giornata È la bellezza del calcio, che dietro alle madi campionato deglie, ai numeri, ai nomi nasconde battaglie cisiva, con la Ternana in grado lunghe una vita. Battaglie intime PAZZINI di ribaltare lo e battaglie collettive. BESSA Hellas Verona 6,50 s v a nt a g g i o Hellas Verona 6,42 La vittoria del SCHIATTARELLA Brescia ANTENUCCI Spal 6,50 MIGLIORE Spal 6,46 condanSpezia 6,16 LAZZARI M. na i siciSpal 6,44 LISUZZO liani alla Pisa 6,19 CICIRETTI Benevento 6,40 retrocessioLUCIONI Benevento 6,50 ne. Uno scontro CRAGNO ARIAUDO Benevento 6,38 diretto decisivo e fatale Frosinone 6,18 perché, con un pareggio, il Trapani avrebbe conquistato i playout proprio contro le “rondinelle” di Gigi Cagni (con il Brescia a quota 47 e il Trapani a 45 punti). ad Ascoli È la bellezza del calcio, la rincorsa senza fine e la sfida Bredel Trapani, ultimo in classifica per molte La miglior forscia-Trapani terminagiornate. E quando tutto sembrava finito mazione di Serie B ta 2-1 al Rigamonti. con il più scontato degli epiloghi, dall’inizio del torneo Il sogno del Trapani si infranlo slancio che spinge in avanti ge al minuto 44 del secondo tempo quanun gruppo e una città intera. È la bellezza del calcio i tifosi del Pisa del guerriero Gattuso che dopo una stagione tormentata applaudono i loro calciatori nonostante la retrocessione. Peggior attacco e miglior difesa, per il Pisa penultimo in classifica. Una squadra che, malgrado le difficoltà, ha combattuto e respinto gli attacchi colpo su colpo, senza avere poi la forza di sferrare il colpo decisivo. 18

Portieri CRAGNO MINELLI MERET PINSOGLIO UJKANI

Benevento Brescia Spal Latina Pisa

6,38 6,36 6,32 6,31 6,29

Difensori LUCIONI VICARI LISUZZO ARIAUDO MIGLIORE

Benevento Spal Pisa Frosinone Spezia

6,50 6,20 6,19 6,18 6,16

Centrocampisti SCHIATTARELLA LAZZARI M. BESSA CICIRETTI CORONADO

Spal Spal Hellas Verona Benevento Trapani

6,50 6,44 6,42 6,40 6,34

Attaccanti PAZZINI ANTENUCCI DIONISI CERAVOLO CAPUTO

Hellas Verona Spal Frosinone Benevento Virtus Entella

6,50 6,46 6,35 6,34 6,25

La bellezza del calcio è il messaggio del portiere del Pisa, Samir Ujkani ai suoi tifosi: “La retrocessione fa male ed è una sconfitta per tutti… ma quest'anno ho capito che c'è qualcuno che non esce sconfitto da questa annata: siete voi pisani tifosi del Pisa e vi porterò sempre nel mio cuore… tornerete presto dove meritate di stare perché siete una tifoseria con una passione da Serie A…”


lega Pro I playoff in Lega Pro

Il campionato Matrioska Cremonese, Venezia e Foggia hanno festeggiato le tanto attese promozioni in Serie B. Dietro, alle spalle delle neopromosse, si gioca un altro campionato. Addentrarsi nel meccanismo infernale che regola i playoff promozione che decreta la quarta squadra che accederà alla B è affare piuttosto complicato. All’interno d e ll ’e n o r m e forbice promozione troviamo 9 squadre per ciascuno dei tre gironi (le tre seconde assieme al gruppo compreso tra la terza e la decima classificata). Assieme a loro la vincitrice della Coppa Italia Lega Pro o, in caso fosse già presente nel gruppo, l’altra squadra finalista o migliore terza dei tre gironi (in questo caso, il Livorno). Alla prima fase accedono le 24 squadre classificate dal terzo al decimo posto di ciascun girone in gara unica ospitata dalla squadra meglio classificata al termine della regular season. • la squadra 3ª classificata affronterà la squadra 10ª classificata del medesimo girone • la squadra 4ª classificata affronterà la squadra 9ª classificata del medesimo girone • la squadra 5ª classificata affronterà la squadra 8ª classificata del medesimo girone • la squadra 6ª classificata affronterà la squadra 7ª classificata del medesimo girone Alla seconda fase partecipano 16 squadre: le 3 squadre seconde classificate di ogni girone al termine della stagione regolare e le 12 squadre che risultano vincenti negli incontri della prima fase e la squadra vincitrice della Coppa Italia Lega Pro. In questa stagione, Cremonese e Venezia si sono giocate la finale di Coppa Italia ed è toccato al Livorno (migliore terza dei tre gi-

roni) entrare nel playoff dalla seconda fase. In questo caso, ai fini della individuazione delle otto squadre della prima fase, sono state prese in considerazione le squadre classificate dal 4° posto (Arezzo) all’11° posto (Renate) nel girone A in cui ha militato il Livorno. La seconda fase si svolgerà con gare di andata e ritorno, con il ritorno in casa della meglio classificata al termine della regular season – secondo i seguenti accoppiamenti: • Gara 1: A (2ª classificata girone A) vs O (vincente 5º – 8º girone C) • Gara 2: B (2ª classificata girone B) vs P (vincente 6º – 7º girone A) • Gara 3: C (2ª classificata girone C) vs Q (vincente 6º – 7º girone B) • Gara 4: D (vincitrice Coppa Italia) vs R (vincente 6º – 7º girone C) • Gara 5: E (vincente 3º – 10º girone A) vs L (vincente 4º – 9º girone C) • Gara 6: F (vincente 3º – 10º girone B) vs M (vincente 5º – 8º girone A) • Gara 7: G (vincente 3º – 10º girone C) vs N (vincente 5º – 8º girone B) • Gara 8: H (vincente 4º – 9º girone A) vs I (vincente 4º – 9º girone B) A conclusione delle due gare, risulterà vincitrice la squadra che avrà ottenuto il miglior punteggio. In caso di parità di punteggio, dopo la gara di ritorno, risulterà vincente la squadra meglio classificata nella stagione regolare. Alla “Final Eight” parteciperanno le 8 squadre vincenti gli incontri della Seconda Fase, inserite in un tabellone e accoppiate mediante sorteggio. Tutto sarà così articolato: Le partite dei Quarti di finale saranno disputate in gare di andata e ritorno. In caso di parità, si giocheranno due tempi supplementari di 15’ ciascuno ed, eventualmente, i calci di rigore. Le semifinali e la finale saranno disputate in gara unica ed in campo

Portieri PISSERI IANNARILLI RAVAGLIA FUMAGALLI FORTE

Catania Viterbese Cremonese Pro Piacenza Maceratese

6,40 6,36 6,30 6,29 6,28

Difensori GAROFALO DOMIZZI MATTERA MODOLO PICCOLO

Venezia Venezia Matera Forlì Alessandria

6,30 6,29 6,27 6,28, 6,25

Centrocampisti COSSU BURRAI IANNINI MAIORINO CAZZOLA

Olbia Pordenone Matera Cremonese Alessandria

6,48 6,39 6,38 6,38 6,36

Attaccanti GONZALEZ MAZZEO FLORIANO BERRETTONI MANCUSO

Alessandria Foggia Carrarese Pordenone Sambenedettese

6,62 6,57 6,53 6,53 6,45

neutro, indicato dalla Lega. In caso di parità, saranno disputati due tempi supplementari di 15’ e, in caso di parità, i calci di rigore.

BURRAI Pordenone 6,39

GAROFALO Venezia 6,30 DOMIZZI Venezia 6,29 PISSERI Catania 6,40

GONZALEZ Alessandria 6,62

COSSU Olbia 6,48

MAZZEO Foggia 6,57

IANNINI Matera 6,38 MAIORINO Cremonese 6,38

MODOLO Forlì 6,26 MATTERA Matera 6,27

La miglior formazione di Lega Pro dall’inizio del torneo

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serie B

di Pino Lazzaro

Nonsolomoda

Un tatuaggio, una storia Sempre di più. Moda e non solo. Pure qualcosa da dichiarare, da dire, chi siamo e cosa siamo, chissà. Dunque un tatuaggio ha dietro una storia. Quel che si vive e come lo si vive. Tanto importante e significativo da imprimertelo non solo nella testa e nel cuore, ma pure sul tuo corpo, proprio sulla tua pelle, per vederlo e rivederlo, pensarci e ripensarci, ricordare e non dimenticare. Ce n’è di tutti i gusti: basta bussare un po’ e le storie/racconti si dipanano. Così qualcuna abbiamo deciso di farcela raccontare. Con Salvatore Caturano (Lecce) “Quanti ne ho? Beh, ne ho parecchi, sparsi un po’ dappertutto, sono 14-15. Il primo che mi sono fatto è stato un jolly, avevo 14 anni. Ricordo che me lo sono fatto di nascosto, a casa non sapevano niente e quando l’hanno visto, ad arrabbiarsi un po’ è stata mia madre, mentre mio padre non mi ha detto nulla, mi ha lasciato stare. Ora poi quel jolly non ce l’ho più, l’ho fatto coprire da un altro tatuaggio. Sì, mi piacciono e ognuno di essi ha il suo bel significato”. “Quello che per me conta di più è questo delle foto, qui sul Calciatore, un cuore rosso con dentro scritto papà. L’ho fatto in ricordo di mio papà, lui è mancato due anni e mezzo fa. Magari puoi pensare sia una cavolata, ma l’ho messo proprio lì perché ci credo tanto, è parte di me: sono mancino ed è così lì sul quadricipite sinistro, la considero e la sento una forza in più che mi viene da lui. Sì, con mio padre avevo davvero un rapporto speciale, una figura per me fondamentale, lui che mi ha sempre sostenuto, sempre accompagnato nei campi, pioggia o neve non importava, sempre stato presente. L’ho perso a causa di un tumore ed è stata una cosa questa che ha avuto un grande impatto nella mia vita… ora che forse potrei fargli provare e vivere delle emozio20

ni che fin che quand’era in vita in effetti non ci sono riuscito”. “È un tatuaggio proprio fresco, roba di qualche settimana fa e mi sono intanto deciso per il cuore che è rimasto e rimane nel mio di cuore. Sì, ci pensavo da parecchio a questo ricordo di mio padre. L’idea che avevo e che continuo comunque ad avere è quella di un suo ritratto, così intanto ho deciso per qualcosa di più piccolo. Ho fatto in questa maniera perché è un periodo importante questo, manca poco alla fine, ci sono i playoff, un tatuaggio può anche voler dire che ti viene della febbre, meglio non rischiare. Ho deciso di farlo quando di tempo libero ne avevamo un po’ di più e sono andato a Campi Salentino a farmelo ed è Salvatore Robio il tatuatore. Se è stato doloroso? Sì, abbastanza”. “È vero, ne ho cambiate proprio tante di squadre… tante squadre e tanti spogliatoi. Tanto tempo fa, avevo 16 anni, avevo anche esordito in Serie A, pareva che avessi davvero un gran futuro davanti, mi arrivarono propoSalvatore Caturano è nato a Napoli nel luglio 1990. Esordiente giovanissimo con l’Empoli in Serie A (in EmpoliSiena ad appena 16 anni, 10 mesi e 10 giorni), ha in seguito via via giocato con Taranto (C1), Viareggio (C1), Ravenna (C1), Andria Bat (C1), Nocerina (B), Foligno (C1), Paganese (C1), Casertana (C2), Messina (C2), Melfi (C), Ascoli (B); è a Lecce (C) da gennaio 2016. Moglie e due figli, è stato a suo tempo in azzurro con l’U16, l’U17, l’U19 e l’U20.

ste pure dal Chelsea e dall’Arsenal, ma rifiutai: troppo attaccato alla famiglia, impossibile andarmene così lontano. A lungo sono comunque stato una “testa calda” e così ne ho avuti di problemi, sia con allenatori che con compagni. Piano piano, col tempo ho cominciato a capire le cose: sono cresciuto, ho due figli, la morte di mio padre… Forse è tardi, forse sono ancora in tempo, il calcio è la mia vita e in questi ultimi tre anni credo d’aver cominciato a dare dei segnali importanti e non solo per il numero dei gol. Un sogno? Certo che ce l’ho, assolutamente sì. Magari mi sto pure avvicinando ormai a quell’etichetta di “vecchio”, ma il mio di sogno è e rimane quello di giocare nella mia di terra, nel Napoli, sì”.


serie B Dal nostro sito www.assocalciatori.it

#4chiacchierecon… Tommaso Coletti Il Foggia in B dopo 19 anni di attesa. Cosa si prova ad essere i protagonisti di questa impresa storica? “È una sensazione stupenda. Ho sempre desiderato scrivere la storia del calcio in qualche città importante; negli scorsi anni ci ho provato, ma farlo a Foggia è una cosa davvero stupenda. Vivo anche con la speranza che mio figlio un giorno possa essere fiero di ciò che ha fatto il papà. E sono contento per la gente foggiana che spesso vive con molte difficoltà e di cui si dicono tante cose negative. È sicuramente un’iniezione di positività e di amore per questa città”.

nostro stadio, di fronte a 20mila persone. Un’emozione pazzesca. Lo rivedo almeno una volta al giorno e ogni volta mi emoziona moltissimo. Mi dà un senso di fierezza e di orgoglio pazzesco”. Tra poco consigliere AIC, sei rappresentante di squadra. Quanto consideri importante questo tuo impegno fuori dal campo? “È un impegno molto importante, anche se con gli impegni calcistici e familiari non è facile far coincidere le cose. Ma ci tengo tantissimo. Secondo me, ultimamente, siamo una categoria poco considerata. Ci

tenevo molto entrare a far parte dell’AIC e cercare di portare qualcosa di buono a tutta la nostra categoria”. Quali sono i principali obiettivi per il tuo futuro? “Bella domanda. Adesso mi voglio godere questo momento che stiamo vivendo. Rimarrei volentieri a Foggia anche l’anno prossimo, perché sono innamorato di questa città e soprattutto dopo aver scritto una pagina così importante sarebbe bello restare. Capisco anche la situazione particolare e quindi attenderò i programmi e la volontà della società”.

Due reti segnate per te quest’anno. Una di queste, quella nel derby contro il Lecce, un capolavoro. Che emozione hai provato? “Ho segnato due reti, ma sono andato vicinissimo al gol anche in altre occasioni. Però il gol contro il Lecce…penso che segnerà la mia carriera a livello personale. È stato li gol perfetto, nella partita perfetta, nel

In

5 righe… Stranieri

di Damiano Tommasi

Chi sono gli stranieri? “Quelli nati in un’altra nazione per noi italiani sono stranieri”… ma allora anche noi per loro siamo stranieri! Siamo tutti stranieri quindi? “Sì… diciamo che siamo più stranieri che italiani!”. È un momento storico in cui “l’altro” fa paura ma non dobbiamo smettere di considerare le differenze come opportunità, solo così ci potremmo sentire sempre più cittadini del mondo con diritti e doveri non delegabili. 21


lega Pro

di Tommaso Franco

Centrocampista del neopromosso Venezia

Simone Bentivoglio: “Il campo? Una passione a 360 Nato a Pinerolo (To). Centrocampista del Venezia, classe ’85, di grande qualità cresciuto nel settore giovanile della Juventus. Questa stagione ha guidato il centrocampo arancioneroverde alla conquista della promozione in Serie B e della Coppa Italia di Lega Pro. L’abbiamo incontrato per farci raccontare le emozioni di un’annata straordinaria nella seconda giovinezza della sua carriera. Un calciatore, un ragazzo, che ama il calcio e tutto lo sport. Il campo? Un amore a 360 gradi, di cui non potrebbe fare a meno. Il talento, l’impegno e la dedizione i suoi tratti distintivi. I momenti difficili e quelli esaltanti, il suo pensiero sul calcio italiano di oggi, i sogni e i progetti per il suo futuro. Piemontese di Pinerolo, un paese in provincia di Torino. Essere stato formato in un club importante come la Juventus quanto pensi che abbia influito sul tuo percorso professionale? “Penso che abbia influito molto perché la Juventus si è sempre contraddistinta per essere una società seria soprattutto a livello educativo, a partire dai più piccoli. Ci si doveva presentare con i capelli in ordine, i genitori non potevano urlare a bordocampo durante le nostre partite come spesso accade altrove. Mi vengono in mente questi due aspetti ma la lista sarebbe lunga. E poi c’è una grande organizzazione anche dal punto di vista tecnico, si imparano molte cose da tecnici preparati, ho avuto la possibilità di crescere molto sotto tutti i punti di vista. Mi hanno scelto che avevo 7 anni e mi rende particolarmente orgoglioso essere stato l’unico di quella rosa ad essere riuscito ad arrivare in Serie A”. Calcio: lavoro o passione? “Per me è sicuramente più una passione che un lavoro, perché è nata così. Gio22

co a calcio da sempre, da quando avevo 3 anni. Mi ricordo che mi fermavo a vedere le partite della squadra del mio paese con mio papà. Una passione a 360 gradi per me. Non mi immagino a fare nient’altro. Quando diventa un lavoro, certo, qualcosa cambia; entra in gioco la responsabilità che hai anche nei confronti di altre persone, il dovere di fare bene e dare sempre il meglio. Quando vedi felici le persone che ti sono vicine, allora capisci che gli hai regalato qualcosa di importante. Quando le cose vanno meno bene e hai degli insuccessi, allo stesso modo, sai che devi prenderti la responsabilità di quel momento, andare avanti e cercare di ripartire. Anche per loro. L’importante è sempre cercare di dare il massimo per te, per i tuoi compagni e per le persone che ti seguono e ti vogliono bene, per i tifosi della squadra per cui giochi”. Come ti hanno scelto? Ricordi il momento in cui ti è stato comunicato? “Giocavo nella squadra del mio paese. Giocammo un’amichevole contro i pulcini della Juventus. Mi hanno visto in quell’occasione. Mi ricordo il vecchio Nené, venuto a mancare poco tempo fa, che mi aveva segnalato.

All’epoca il responsabile del settore giovanile Furino era poi venuto a vedermi e mi ha scelto. Avevo 7 anni e mezzo. Le cose sono cambiate subito”. Centrocampista di qualità e un atleta nato. Quanto pensi che incidano il talento naturale e l’impegno nel percorso di un professionista. “Penso che incidano moltissimo. Per me lo sport è una cosa naturale, lo sport in generale. Oltre al calcio mi piace molto giocare a tennis, nuotare, andare a correre e anche se qualcuno non ci crede viste le mie caratteristiche e il mio modo di giocare, sono molto predisposto alla fatica. La velocità non è mai stata il mio punto di forza, è vero, ma ho sempre avuto grande continuità. Ora che ci alleniamo con il GPS ho le prove di quanto corro durante gli allenamenti. Sono sempre tra quelli che percorrono le maggiori distanze. Se proprio non sono distrutto dagli allenamenti o dalle partite impiego il mio tempo libero facendo sport. Ieri e oggi abbiamo avuto giorno libero: ieri sono andato a correre e stamattina ho giocato a tennis. Lo sport è senza dubbio la cosa principale della mia vita, non riuscirei a starne senza”. Le tue emozioni di quest’anno a Venezia. Una squadra pensata per la promozione, un tecnico ambizioso, una rivincita per molti. Anche per te? “La telefonata di Perinetti mi ha convinto subito, io lo stimo molto dai tempi della Juventus e conosco la sua competenza. Dopo l’annata di Modena finita con la retrocessione, ho accolto con entusiasmo la proposta del Venezia: ho creduto subito che avremmo potuto vincere il campionato e che, avendo il sogno di tornare a giocare ancora in Serie A, Venezia potesse essere una grande occasione per me. Anche per la prossima stagione, in Serie B, potremo essere competitivi e lottare per obiettivi ambiziosi. La presenza di una società così solida, con un allenatore giovane, combattivo e ambizioso sono stati gli altri ingredienti che mi hanno convinto subito per il sì. Sono molto felice della scelta che ho fatto”.


lega Pro

gradi” Qual è stato il momento più difficile della tua carriera? E il momento più bello? “Il momento più difficile è stato certamente quello legato al calcioscommesse nel quale sono stato coinvolto. In quel momento non era nemmeno così facile dimostrare la propria estraneità quindi prendi delle colpe che non hai, devi subire una situazione più grande di te che ti sembra assurda. Vedi il tuo nome accostato a chi ha venduto delle partite… è una cosa inaccettabile per uno che ha sempre dato il massimo in qualsiasi momento e ha sempre cercato di fare il suo dovere al meglio. La società che deteneva il mio cartellino, all’epoca il ChievoVerona, aveva le prove della mia estraneità. Il Presidente mi è stato vicino e mi ha permesso di allenarmi con la squadra come se non fosse successo nulla, dandomi la possibilità di continuare a fare il mio lavoro. È stato un momento difficile. Facevo allenamento due volte al giorno e lo sport, anche in quell’occasione, mi ha aiutato tantissimo. I compagni e l’allenatore mi coinvolgevano, il mister (Corini) mi chiedeva anche delle relazioni sulle partite degli avversari che la squadra avrebbe affrontato. Sapendo che non hai fatto nulla non è semplice affrontare momenti simili ma credo anche che nella vita possano capitare dei momenti difficili e che l’importante sia affrontarli con energia positiva, certi di quello che si è e che si è fatto fino a quel momento. Il periodo più positivo e più esaltante è stato il mio primo anno con il ChievoVerona, in Serie B, una stagione che ho vissuto da protagonista. Siamo riusciti a riportare la squadra in Serie A subito dopo la retrocessione. Giocare la massima serie avendola conquistata sul campo è stato molto gratificante. Ero arrivato in una squadra importante con dei giocatori di grande valore e riuscire ad impormi e a fare un bel campionato è stato sicuramente molto appagante per me”. Come ti vedi tra 10 anni “Mi vendo comunque inserito in un contesto calcistico perché non credo che uno possa reinventarsi per qualcosa che non

è. Il calcio è una passione grandissima per me, trasmette emozioni positive (e negative) difficili da ritrovare in qualcos’altro. Non credo che riuscirei a farne a meno. Mi piace molto il campo, mi potrebbe piacere un domani allenare. Ora è presto ma cercherò sicuramente di fare qualcosa nell’ambito del calcio”. Il calcio italiano sta cambiando: molti italiani, molti giovani. Perché, secondo te? “Io credo che i calciatori italiani siano spesso sottovalutati. A volte, per motivi extracalcistici, alle società conviene agire in altra maniera, puntando su calciatori stranieri. Credo che i bravi direttori sportivi facciano bene a puntare sui calciatori italiani, che sanno cosa significa giocare qui, conoscono la passione e l’attaccamento al proprio lavoro e alla maglia che indossano. I risultati buoni della nostra Nazionale dimostrano che, anche se molti calciatori italiani non trovano spazio all’interno di grandi club, c’è un grande bacino a cui si può attingere. Testa, personalità e voglia di vincere a noi non mancano mai. Quest’anno a Venezia gli stranieri non erano molti ed erano perfettamente integrati in una squadra composta per la stragrande maggioranza da italiani. Si è creato un bellissimo clima, un gruppo compatto e

In

coeso con grande voglia di vincere e fare bene. Il giocatore deve essere avvicinato da una società per il suo valore, non per interessi che esulano del campo altrimenti non si fa il bene né della squadra, né del calcio italiano. Per molti anni il sistema ha avvantaggiato chi fa i propri interessi sfruttando questo mondo, puntando ad arricchirsi sé stesso, non la squadra”. Social network: insidie ed opportunità. Che rapporto hai? “Io ho un rapporto goliardico. Mi piace di tanto in tanto postare una fotografia per condividere una gioia con chi mi segue, per condividere un bel momento. Penso che siano strumenti che, se usati nel modo corretto, possano essere una preziosa fonte di informazioni. La cosa che mi stupisce e mi fa rabbia è vedere delle foto di compagni, colleghi o persone note tappezzate commenti negativi e offensivi. E non riesco a capire come si possa approcciarsi ai social in quel modo, sembra che ci sia una costante invidia per la felicità e la soddisfazione degli altri. In assenza di provocazioni, non riesco proprio a comprendere certi atteggiamenti. Sono convinto che la felicità nella vita vada cercata ed inseguita e che sia un diritto di tutti. La cattiveria gratuita proprio non la capirò mai”.

righe… 4 Progetti e processi di Damiano Tommasi

La distinzione l’ha fatta Paulo Sousa al quale piace pensare al calciatore come processo più che come progetto. Quest’ultimo, il progetto, ha un inizio ed una fine. Il processo, invece, ha un inizio ma non termina mai, è sempre in divenire, sempre migliorabile, sempre modificabile. 23


amarcord

La partita che non dimentico

Mi ritorni in mente…

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Pasquale Esposito (Monopoli) “All’età che ho – proprio mi dispiace dover comunque pensare che tanti anni davanti non ne posso poi avere come calciatore – ne ho parecchie di partite che non dimentico e dunque lasciami ricordarne almeno due, dai. La prima è Paganese-Reggiana, partita dei playoff. L’anno prima eravamo saliti dalla D, poi la squadra era stata smantellata, eravamo rimasti giusto in tre o quattro. Abbiamo fatto lo stesso un gran campionato, c’eravamo piazzati quarti e nella semifinale avevamo eliminato la Spal, ricordo quanto compatto fosse quel nostro gruppo e poi l’entusiasmo della gente, la partecipazione. Erano quelli ancora gli anni belli del calcio, io li chiamo così, perché poi le regole assurde che hanno voluto mettere non hanno fatto altro per prima cosa di andare proprio contro i giovani, che si trovano spessissimo a giocare solo grazie all’età che hanno: tante illusioni e tantissimi che smettono. Una categoria la nostra che si trova così a un livello più basso di prima, anche questo – ma non solo – ha contribuito ad allontanare tanta gen-

spizzare la palla e un mio compagno fa gol. Poi nei supplementari abbiamo fatto il secondo, c’era un caldo incredibile quel giorno, stadio pieno come un uovo e rivedo la gente che alla fine entra correndo in campo, noi lì tutti a piangere per quel che eravamo riusciti a fare. L’altra è la finale di Coppa Italia della Serie D, contro la Correggese. Noi del Monopoli in campionato eravamo andati così così, la squadra era forte, allora ci siamo concentrati sulla Coppa, poteva essere un modo per salire tra i prof (e così poi è andata). Giocammo a Firenze, in notturna, ricordo che venne suonato pure l’inno di Mameli, saranno stati un migliaio i nostri tifosi da Monopoli. Si perdeva 1 a 0, anche lì poi ribaltammo il risultato, vincendo 2 a 1. Ci fu poi la premiazione, sto fatto di toccare proprio un trofeo, è lì, davanti a te, alzi sta coppa e fai pure tu quello che si vede fanno lì in televisione… come faccio a dimenticarmene?”

te dagli stadi ed è un peccato adesso andare a giocare in stadi semideserti, sempre meno gente, non era così anni fa. Comunque sia, pardon, torno a quella partita contro la Reggiana, lì da loro avevamo perso per 1 a 0, sino al 90° sempre 0 a 0, ultimo attacco e proprio al 94’, su un cross, mi riesce di

Ermanno Fumagalli (Pro Piacenza) “È di due anni fa, giocavo con la Casertana: il derby con la Salernitana. Ricordo che giocammo giusto il 6 di gennaio, era infrasettimanale, o giovedì o sabato, adesso non mi viene. Non mi dimentico certo l’attesa che c’era, da quanto lì aspettavano questa partita ed era un’attesa/entusiasmo che la gente ci trasmetteva, tutti i giorni della settimana, lì al campo con noi, quasi che battere la Salernitana significasse una finale di Champions. Ricordo pure l’orario, giocammo a mezzogiorno e già alle 10 e mezzo lo stadio era quasi pieno, poi era stracolmo. Ero quel giorno il capitano e vincemmo al 93’ su rigore: partita

combattuta, tesa, poche occasioni. Il rigore lo tirò Mancosu, lui ora è al Lecce ed è stata davvero un’emozione fortissima. Io quel rigore nemmeno l’ho guardato, m’ero girato infatti verso la curva degli ospiti, non ce n’erano poi tanti e quando sentii il boato, mi misi a correre verso la nostra tribuna, verso i nostri tifosi. Rivedo la scena: c’era uno steward tra due cartelloni, dovevo passare di lì per correre verso i compagni e i nostri tifosi, la spinta che gli ho dato… Pensa, segnato il rigore e subito l’arbitro che fischia la fine, che bello!”

20 luglio/6 agosto

Ritiro AIC per “senza contratto” Anche quest’anno il ritiro precampionato AIC per i calciatori professionisti senza contratto si svolgerà presso “Il Centro Tecnico di Coverciano” (Via G. D’Annunzio, 138 - 50135 Firenze - tel. 055/50901). La preparazione inizierà giovedi 20 luglio e terminerà domenica 6 agosto, senza pause intermedie. Grazie all’accordo con la FIGC tutti i calciatori partecipanti (massimo 60) potranno conseguire l’abilitazione ad “Allenatore di base - Uefa B” seguendo l’apposito “Corso” che si svolgerà nello stesso periodo della preparazione. Per ulteriori informazioni potete consultare il nostro sito www.assocalciatori.it e per partecipare all’attività del Centro basterà telefonare alla Segreteria AIC (0444/233230 - 233233).


2017

Maggio Giugno

speciale

Bilancio A.I.C. Service Srl Bilancio A.I.C. chiusi al 31.12.2016


speciale A.I.C. Service Srl

Relazione del Collegio Sindacale Al Socio Unico della società AIC Service Srl, il progetto di bilancio d’esercizio chiuso al 31 dicembre 2016, che l’Organo Amministrativo sottopone alla Vostra approvazione nei termini di legge, è stato redatto secondo le disposizioni del D. Lgs. 16 aprile 1991 n. 127, recepite dagli articoli 2423 e seguenti del Codice Civile.Il suddetto documento risulta costituito dallo Stato Patrimoniale, dal Conto Economico, dalla Nota Integrativa.La documentazione è stata messa a disposizione del Collegio Sindacale, in data 22 marzo 2017 e dunque, nei termini di legge, ha proceduto al suo controllo ai fini della corrispondenza tra i daati contabili ed i risultati delle verifiche eseguite.Il D. Lgs. 17 gennaio 2003 n. 6 ha distinto l’attività di vigilanza amministrativa dalla funzione di revisione legale dei conti ex art. 2409 bis del Codice Civile.Per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2016 siamo stati incaricati di svolgere dette funzioni e, con la presente relazione, Vi rendiamo conto del nostro operato.Il Collegio Sindacale, per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2016, ha, quindi, svolto sia le funzioni a mente dell’artt. 2403, primo comma, del Codice Civile relative al rispetto dei principi di corretta amministrazione, sia quelle previste dall’articolo 2409-bis del Codice Civile riguardanti la revisione legale dei conti e la tenuta delle scritture contabili da parte della Vostra società.Nel corso dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2016 la nostra attività è stata ispirata dalle disposizioni di legge e dalle norme di comportamento del Collegio Sindacale emanate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.Il Collegio Sindacale ha svolto, quindi, controlli mirati sulle voci di bilancio al fine di poter formulare le proprie osservazioni, in adempimento alle prescrizioni dettate dalla legge e dai principi contabili.La presente relazione unitaria contiene nella Parte Prima la “Relazione di revisione ai sensi dell’articolo 14 del D. Lgs. 27/01/2010 n. 39” e nella Parte Seconda la “Relazione ai sensi dell’articolo 2429, secondo comma, del Codice Civile”.PARTE PRIM RELAZIONE AI SENSI DELL’ART. 2409 – TER, 1 COMMA, LETTERA C) COD. CIV Abbiamo vigilato sull’osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione.Abbiamo partecipato alle Assemblee dei Soci ed alle riunioni del Consiglio di Amministrazione, in relazione alle quali, sulla base delle informazioni disponibili, non abbiamo rilevato violazioni della legge e dello statuto, né operazioni manifestamente imprudenti, azzardate, in potenziale conflitto di interesse o tali da compromettere l’integrità del patrimonio sociale.Abbiamo acquisito dagli Amministratori, durante le riunioni svolte, informazioni sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggiore rilievo, per le loro dimensioni o caratteristiche, e non abbiamo osservazioni particolari da riferire.Abbiamo acquisito conoscenza e vigilato, per quanto di nostra competenza, sull’adeguatezza e sul funzionamento del sistema amministrativo, nonché sull’affidabilità di quest’ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione, mediante l’ottenimento di informazioni dai responsabili delle funzioni e a tale riguardo non abbiamo osservazioni particolari da riferire.Non sono pervenute denunzie ex art. 2408 c.c. e nel corso dell’esercizio non sono stati rilasciati pareri.Durante l’attività di vigilanza, come sopra descritta, non sono emersi altri fatti significativi tali da richiederne la menzione nella presente relazione.PARTE SECONDA RELAZIONE AL BILANCIO EX ART. 2429, 2 COMMA, CODICE CIVILE Abbiamo svolto la revisione legale del progetto di bilancio di esercizio della società AIC Service Srl chiuso al 31 dicembre 2016 il cui Stato Patrimoniale e il Conto Economico sono riportati sinteticamente nella seguente tabella: ATTIVO

Immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni materiali Immobilizzazioni finanziarie Attivo circolante Ratei e risconti

Totale attivo

II

31/12/2016

11.559 2.449.220 9.215.383 1.033.555

12.709.717

31/12/2015

21.929 2.493.260 6.544.381 925.076

9.984.646

VARIAZIONI

(10.370) (44.040) 2.671.002 108.479

2.725.071

PASSIVO

Fondi per rischi ed oneri Trattamento di fine rapporto Debiti Ratei e risconti passivi

Totale passivo

PATRIMONIO NETTO

Capitale sociale Riserva legale Riserva di rivalutazione Altre riserve Utili portati a nuovo Utile (perdita) d’esercizio

Totale Patrimonio Netto

31/12/2016

225.486 3.790.906 248.646

4.265.038 31/12/2016

500.00 100.000 2.158.085 2.805.795 2.880.799

8.444.679

31/12/2015

160.335 194.955 717.941 447.535

1.520.766 31/12/2015

500.000 100.000 2.158.085 1.987.794 1.969.917 1.748.084

8.463.880

VARIAZIONI

(160.335) 30.531 3.072.965 (198.889)

2.744.272 VARIAZIONI

818.001 (1.969.917) 1.132.715

(19.201)

Il Conto Economico di competenza, in sintesi reca i seguenti valori: CONTO ECONOMICO 31/12/2016 31/12/2015 VARIAZIONI Valore della produzione 7.355.790 6.937.614 418.176 Costi della produzione 3.209.937 3.912.875 (702.938) Proventi e oneri finanziari 45.014 108.404 (63.390) Risultato prima delle imposte 4.190.867 3.133.143 1.057.724 Imposte dell’esercizio 1.310.068 1.385.059 (74.991) Utile (perdita) d’esercizio 2.880.799 1.748.084 1.132.715 La responsabilità della redazione del progetto di bilancio, in conformità alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione, compete all’Organo Amministrativo della Vostra Società, mentre è nostra la responsabilità relativa all’espressione del giudizio professionale sul progetto di bilancio.Il nostro esame è stato condotto secondo i principi di revisione di cui all’articolo 11 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, nr. 39.In conformità ai predetti principi, la revisione legale dei conti è stata svolta al fine di acquisire ogni elemento necessario per accertare se il progetto di bilancio in esame sia viziato da errori significativi e se risulti, nel suo complesso, attendibile.Il procedimento di revisione legale dei conti è stato svolto in modo coerente rispetto alla dimensione della società ed al suo assetto organizzativo.Esso comprende l’esame, sulla base di verifiche a campione, degli elementi probativi a supporto dei saldi e delle informazioni contenuti nel bilancio, nonché la valutazione dell’adeguatezza e della correttezza dei criteri contabili utilizzati e della ragionevolezza delle stime effettuate dall’Organo Amministrativo.Riteniamo che il lavoro svolto fornisca una ragionevole base per l’espressione del nostro giudizio professionale.Per il giudizio relativo al bilancio dell’esercizio precedente, i cui dati sono presenti ai fini comparativi, secondo quanto richiesto dalla legge, si fa riferimento alla nostra relazione emessa in data 12 aprile 2016.A nostro giudizio, il soprammenzionato progetto di bilancio d’esercizio è conforme alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione; esso pertanto è stato redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria ed il risultato economico della società AIC Service Srl per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2016.GIUDIZIO FINALE Alla luce delle precedenti considerazioni, il Collegio Sindacale propone all’Assemblea dei Soci di approvare il bilancio d’esercizio chiuso il 31 dicembre 2016, così come redatto dagli Amministratori ed esprime, inoltre, parere favorevole in ordine alla destinazione del risultato d’esercizio rammentando che scade il nostro mandato per compiuto triennio con la data di detta assemblea che è chiamata per provvedere al rinnovo della carica sociale.Il nostro giudizio non contiene rilievi con riferimento a tale evento.Vicenza, 07 aprile 2017 Il Collegio Sindacale


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Bilancio al 31/12/2016 Stato Patrimoniale Abbreviato Attivo B) Immobilizzazioni I - Immobilizzazioni immateriali II - Immobilizzazioni materiali Totale immobilizzazioni (B) C) Attivo circolante I - Rimanenze II - Crediti esigibili entro l'esercizio successivo esigibili oltre l'esercizio successivo IV - Disponibilità liquide Totale attivo circolante D) Ratei e risconti Totale attivo Passivo A) Patrimonio netto I - Capitale III - Riserve di rivalutazione IV - Riserva legale VII - Altre riserve VIII - Utili (perdite) portati a nuovo IX - Utile (perdita) dell'esercizio Totale patrimonio netto B) Fondi per rischi e oneri C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato D) Debiti esigibili entro l'esercizio successivo E) Ratei e risconti Totale passivo Conto Economico Abbreviato A) Valore della produzione 1) Ricavi delle vendite e delle prestazioni 5) Altri ricavi e proventi Altri Totale altri ricavi e proventi Totale valore della produzione B) Costi della produzione 6) per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci 7) per servizi 8) per godimento di beni di terzi 9) per il personale a) Salari e stipendi b) Oneri sociali c/d/e) Trattamento di fine rapporto, trattamento di quiescenza, altri costi del personale c) Trattamento di fine rapporto Totale costi per il personale 10) Ammortamenti e svalutazioni a/b/c) Ammortamento delle immobilizzazioni immateriali e materiali, altre svalutazioni delle immobilizzaz. a) Ammortamento delle immobilizzazioni immateriali b) Ammortamento delle immobilizzazioni materiali d) svalutazioni dei crediti compresi nell’attivo circolante e delle disponibilità liquide Totale ammortamenti e svalutazioni 11) Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci 14) Oneri diversi di gestione Totale costi della produzione Differenza tra valore e costi della produzione (A - B) C) Proventi e oneri finanziari 16) Altri proventi finanziari d) Proventi diversi dai precedenti altri Totale proventi diversi dai precedenti Totale altri proventi finanziari 17) Interessi ed altri oneri finanziari altri Totale interessi e altri oneri finanziari 17-bis) Utili e perdite su cambi Totale proventi e oneri finanziari (15+16-17+-17-bis) Risultato prima delle imposte (A-B+-C+-D+-E) 20) Imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, differite e anticipate Imposte correnti imposte relative a esercizi precedenti imposte differite e anticipate Totale delle imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, differite e anticipate 21) Utile (perdita) dell'esercizio

31/12/2016

31/12/2015

11.559 2.449.220 2.460.779

21.929 2.493.260 2.515.189

2.597 887.624 642.811 244.813 8.325.162 9.215.383 1.033.555 12.709.717

3.822 604.027 305.628 298.399 5.936.532 6.544.381 925.076 9.984.646

500.000 2.158.085 100.000 2.805.795 2.880.799 8.444.679 225.486 3.790.906 3.790.906 248.646 12.709.717

500.000 2.158.085 100.000 1.987.794 1.969.917 1.748.084 8.463.880 160.335 194.955 717.941 717.941 447.535 9.984.646

31/12/2016

31/12/2015

7.304.922 50.868 50.868 7.355.790

6.842.328 95.286 95.286 6.937.614

304.521 1.600.169 159.183 594.601 176.562

340.256 2.216.036 201.577 564.871 153.057

42.728

35.776

42.728 813.891 -

35.776 753.704 -

102.683

106.804

11.699 90.984 10.000 112.683 1.225 218.265 3.209.937 4.145.853

18.975 87.829 106.804 2.009 292.489 3.912.875 3.024.739

3.684 3.684 3.684 41.330 45.014 4.190.867

4.344 4.344 4.344 5 5 104.065 108.404 3.133.143

1.331.159 (19.336) (1.755) 1.310.068 2.880.799

1.024.958 333.164 26.937 1.385.059 1.748.084

NOTA INTEGRATIVA PARTE INIZIALE Introduzione Signori Soci, la presente nota integrativa costituisce parte integrante del bilancio al 31/12/2016. Il bilancio viene redatto in forma abbreviata in quanto non sono stati superati, per due esercizi consecutivi, i limiti previsti dall’art. 2435-bis del codice civile. Il bilancio risulta conforme a quanto previsto dagli articoli 2423 e seguenti del codice civile ed ai principi contabili nazionali pubblicati dall’Organismo Italiano

di Contabilità; esso rappresenta pertanto con chiarezza ed in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società ed il risultato economico dell’esercizio. Il contenuto dello stato patrimoniale e del conto economico è quello previsto dagli articoli 2424 e 2425 del codice civile. La nota integrativa, redatta ai sensi dell’art. 2427 del codice civile, contiene inoltre tutte le informazioni utili a fornire una corretta interpretazione del bilancio. Nel presente documento verranno inoltre fornite le informazioni richieste dai numeri 3 e 4 dell’art. 2428 c.c., in quanto, come consentito dall’art. 2435-bis del codice civile, non è stata redatta la relazione sulla gestione. Criteri di formazione Redazione del Bilancio Le informazioni contenute nel presente documento sono presentate secondo l’ordine in cui le relative voci sono indicate nello stato patrimoniale e nel conto economico. In riferimento a quanto indicato nella parte introduttiva della presente nota integrativa, si attesta che, ai sensi dell’art. 2423, 3° comma del codice civile, qualora le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non siano sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta della situazione aziendale vengono fornite le informazioni complementari ritenute necessarie allo scopo. Non si sono verificati casi eccezionali che abbiano reso necessario il ricorso a deroghe di cui all’art. 2423, commi 4 e 5 e all’art. 2423-bis comma 2 codice civile. Il bilancio d’esercizio, così come la presente nota integrativa, sono stati redatti in unità di euro. Principi di redazione del bilancio La valutazione delle voci di bilancio è avvenuta nel rispetto del principio della prudenza e nella prospettiva di continuazione dell’attività. Ai sensi dell’art. 2423-bis c.1 punto 1-bis c.c., la rilevazione e la presentazione delle voci è effettuata tenendo conto della sostanza dell’operazione o del contratto. Nella redazione del bilancio d’esercizio gli oneri e i proventi sono stati iscritti secondo il principio di competenza indipendentemente dal momento della loro manifestazione numeraria. Si è peraltro tenuto conto dei rischi e delle perdite di competenza dell’esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura di questo. Struttura e contenuto del Prospetto di Bilancio Lo stato patrimoniale, il conto economico, il rendiconto finanziario e le informazioni di natura contabile contenute nella presente nota integrativa sono conformi alle scritture contabili, da cui sono stati direttamente desunti. Nell’esposizione dello stato patrimoniale e del conto economico non sono stati effettuati raggruppamenti delle voci precedute da numeri arabi, come invece facoltativamente previsto dall’art. 2423 ter del c.c. Ai sensi dell’art. 2423 ter del codice civile, si precisa che tutte le voci di bilancio sono risultate comparabili con l’esercizio precedente; peraltro, dal bilancio relativo al 2016 trovano applicazione le novità introdotte dal D.Lgs. n.139/2015 in attuazione della Direttiva n.2013/34/UE in materia di bilancio d’esercizio, pertanto si è provveduto ad adeguare lo schema di Stato Patrimoniale e di Conto Economico secondo le nuove disposizioni anche per l’anno 2015, così da garantire un’adeguata comparabilità dei dati. Ai sensi dell’art. 2424 del codice civile si conferma che non esistono elementi dell’attivo o del passivo che ricadano sotto più voci del prospetto di bilancio. Criteri di valutazione I criteri applicati nella valutazione delle voci di bilancio e nelle rettifiche di valore sono conformi alle disposizioni del codice civile e alle indicazioni contenute nei principi contabili emanati dall’Organismo Italiano di Contabilità. Gli stessi inoltre non sono variati rispetto all’esercizio precedente. Ai sensi dell’articolo 2427 c. 1 n. 1 del c.c. si illustrano i più significativi criteri di valutazione adottati nel rispetto delle disposizioni contenute all’art.2426 del codice civile, con particolare riferimento a quelle voci di bilancio per le quali il legislatore ammette diversi criteri di valutazione e di rettifica o per le quali non sono previsti specifici criteri. Altre informazioni

III


speciale

Informativa sull’andamento aziendale Signori Soci, il bilancio dell’esercizio chiuso al 31/12/2016 evidenzia un risultato di esercizio di euro 2.880.799. L’esercizio di riferimento del bilancio è stato interessato dall’inizio di un processo di ottimizzazione dei costi generali e del personale, al fine di ottenere una più efficiente gestione delle risorse economiche e conseguenti risparmi finanziari nel medio lungo termine. Valutazione poste in valuta I valori contabili espressi in valuta sono stati iscritti, previa conversione in euro secondo il tasso di cambio vigente al momento della loro rilevazione, ovvero al tasso di cambio alla data di chiusura dell’esercizio sociale secondo le indicazioni del principio contabile OIC 26. La società, alla data di chiusura dell’esercizio, deteneva poste patrimoniali attive in valuta per 993.616,00 euro, relativi a un conto corrente in dollari; si ritiene tuttavia che le variazioni nei cambi intervenute successivamente alla chiusura dell’esercizio non siano significative. Operazioni con obbligo di retrocessione a termine La società, ai sensi dell’art.2427 n. 6-ter, attesta che nel corso dell’esercizio non ha posto in essere alcuna operazione soggetta all’obbligo di retrocessione a termine. NOTA INTEGRATIVA ATTIVO Introduzione I valori iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale sono stati valutati secondo quanto previsto dall’articolo 2426 del codice civile e in conformità ai principi contabili nazionali. Nelle sezioni relative alle singole poste sono indicati i criteri applicati nello specifico. Immobilizzazioni Introduzione Immobilizzazioni immateriali Le immobilizzazioni immateriali, ricorrendo i presupposti previsti dai principi contabili, sono iscritte nell’attivo di stato patrimoniale al costo di acquisto e/o di produzione e vengono ammortizzate in quote costanti in funzione della loro utilità futura. Il valore delle immobilizzazioni è esposto al netto dei fondi di ammortamento e delle svalutazioni. L’ammortamento è stato operato in conformità al seguente piano prestabilito, che si ritiene assicuri una corretta ripartizione del costo sostenuto lungo la vita utile delle immobilizzazioni in oggetto: Voci immobilizzazioni immateriali Marchi Software di terzi in concessione

Periodo 18 anni 2 anni

Le eventuali alienazioni di beni immateriali avvenute nel corso dell’esercizio hanno comportato l’eliminazione del loro valore residuo. Il criterio di ammortamento delle immobilizzazioni immateriali è stato applicato con sistematicità ed in ogni esercizio, in relazione alla residua possibilità di utilizzazione economica di ogni singolo bene o spesa. Ai sensi e per gli effetti dell’art.10 della legge 19 marzo 1983, n. 72, e così come anche richiamato dalle successive leggi di rivalutazione monetaria, si precisa che per i beni immateriali tuttora esistenti in patrimonio non è stata mai eseguita alcuna rivalutazione monetaria. Si evidenzia che su tali oneri immobilizzati non è stato necessario operare svalutazioni ex art. 2426 comma 1 n. 3 del codice civile in quanto, come previsto dal principio contabile OIC 9, non sono stati riscontrati indicatori di potenziali perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni immateriali. Beni immateriali I beni immateriali sono rilevati al costo di acquisto comprendente anche i costi accessori e sono ammortizzati entro il limite legale o contrattuale previsto per gli stessi.

IV

Immobilizzazioni materiali I cespiti appartenenti alla categoria delle immobilizzazioni materiali, rilevati alla data in cui avviene il trasferimento dei rischi e dei benefici connessi al bene acquisito, sono iscritti in bilancio al costo di acquisto, aumentato degli eventuali oneri accessori sostenuti fino al momento in cui i beni sono pronti all’uso e comunque nel limite del loro valore recuperabile. Sono stati imputati ad incremento del valore dei beni a cui si riferiscono i costi sostenuti nell’esercizio che abbiano comportato un effettivo incremento della produttività, della durata di vita utile o della consistenza dei cespiti. Tali beni risultano esposti nell’attivo di bilancio al netto dei fondi di ammortamento e di svalutazione. Il valore contabile dei beni, raggruppati in classi omogenee per natura ed anno di acquisizione, viene ripartito tra gli esercizi nel corso dei quali gli stessi verranno presumibilmente utilizzati. Tale procedura è attuata mediante lo stanziamento sistematico a conto economico di quote di ammortamento corrispondenti a piani prestabiliti, definiti al momento in cui il bene è disponibile e pronto all’uso, con riferimento alla presunta residua possibilità di utilizzo dei beni stessi. Detti piani, oggetto di verifica annuale, sono formati con riferimento al valore lordo dei beni e supponendo pari a zero il valore di realizzo al termine del processo. L’ammortamento delle immobilizzazioni materiali, il cui utilizzo è limitato nel tempo, è stato operato in conformità al seguente piano prestabilito: Voci immobilizzazioni materiali Fabbricati industriali Impianti generici Attrezzature e macchinari Mobili e arredi Macchine d’ufficio elettroniche

Aliquote %

3% 10% 15% 12% 20%

Le eventuali dismissioni di cespiti (cessioni, rottamazioni, ecc.) avvenute nel corso dell’esercizio hanno comportato l’eliminazione del loro valore residuo. L’eventuale differenza tra valore contabile e valore di dismissione è stato rilevato a conto economico. Per le immobilizzazioni acquisite nel corso dell’esercizio le suddette aliquote sono state ridotte alla metà in quanto la quota di ammortamento così ottenuta non si discosta significativamente dalla quota calcolata a partire dal momento in cui il cespite è disponibile e pronto all’uso. I criteri di ammortamento delle immobilizzazioni materiali non sono variati rispetto a quelli applicati nell’esercizio precedente. Nel successivo prospetto si precisa, ai sensi e per gli effetti dell’art. 10 della legge 19 Marzo 1983, n. 72, così come anche richiamato dalle successive leggi di rivalutazione monetaria, per quali beni materiali è stata eseguita una rivalutazione monetaria evidenziandone quindi il relativo ammontare. Descrizione Immobilizzazioni materiali Fabbricato strumentale Rivalutazione costo storico L.147/2013 Fondo ammortamento al 31.12.2013 Rivalutazione f.do amm.to L.147/2013 Valore netto contabile FABBRICATO rivalutato Quota terreno Fabbricato strumentale Rivalutazione costo storico quota terreno L.147/2013 Valore netto contabile QUOTA TERRENO rivalutato

Importo 50.700 2.440.319 8.365402.6542.080.000 12.675 507.325 520.000

Per quanto concerne il criterio adottato per effettuare le rivalutazioni, si specifica che il compendio immobiliare di proprietà ubicato in Vicenza e catastalmente identificato al fg. 4 mapp. 499 cat. A/10 rendita € 7.359,11 è stato rivalutato ex L. 147/2013. La rivalutazione è stata effettuata sul fabbricato e sul terreno scorporato, incrementando il valore del cespite e del fondo di ammortamento. Riguardo al piano tecnico di ammortamento, si è ritenuto di confermare l’aliquota del 3% per esercizio. La temporanea irrilevanza fiscale dell’ammortamento computato nei primi due esercizi successivi alla rivalutazione, dal 2014 sino al 2015, ha comportato l’iscrizione di un correlato credito per fiscalità anticipata di € 40.266,00. Tale credito, ridotto di € 5.126,00 rispetto al precedente esercizio a seguito della riduzione dell’aliquota Ires prospettica dal 27,5 al 24%, risulterà utilizzabile successivamente alla chiusura del processo di ammortamento civilisticamente rilevante.


speciale

Si evidenzia che non è stato necessario operare svalutazioni ex art. 2426 comma 1 n. 3 del codice civile in quanto, come previsto dal principio contabile OIC 9, non sono stati riscontrati indicatori di potenziali perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni materiali. Terreni e fabbricati La società ha scorporato, dal valore del fabbricato, il valore del terreno sul quale lo stesso insiste. Lo scorporo è stato effettuato sulla base di una stima del valore del terreno sottostante al fabbricato di proprietà e per lo stesso non si è operato alcun ammortamento in quanto si tratta di beni per i quali non è previsto un esaurimento della utilità futura. Movimenti delle immobilizzazioni Introduzione Nel presente paragrafo della nota integrativa si analizzano i movimenti riguardanti le immobilizzazioni immateriali, materiali e finanziarie. Per ciascuna voce delle immobilizzazioni è stato specificato: il costo storico; le precedenti rivalutazioni, svalutazioni ed ammortamenti delle immobilizzazioni esistenti all’inizio dell’esercizio; le acquisizioni, gli spostamenti da una voce ad un’altra, le alienazioni e le eliminazioni avvenute nell’esercizio; le rivalutazioni, le svalutazioni e gli ammortamenti effettuati nell’esercizio; la consistenza finale dell’immobilizzazione. Analisi dei movimenti delle immobilizzazioni abbreviato Immobilizzazioni Immobilizzazioni Totale immateriali materiali immobilizzazioni Valore di inizio esercizio Costo 392.851 717.618 1.110.469 Rivalutazioni 2.947.644 2.947.644 Ammortamenti (Fondo ammortamento) 370.922 1.172.002 1.542.924 Valore di bilancio 21.929 2.493.260 2.515.189 Variazioni nell'esercizio Incrementi per acquisizione 1.329 48.025 49.354 Decrementi per alienazioni e dismissioni 1.081 1.081 (del valore di bilancio) Ammortamento dell'esercizio Totale variazioni

11.699 (10.370) Valore di fine esercizio Costo 394.180 Rivalutazioni Ammortamenti (Fondo ammortamento) 382.621 Valore di bilancio 11.559

90.984 (44.040)

102.683 (54.410)

762.710 2.947.644 1.261.134 2.449.220

1.156.890 2.947.644 1.643.755 2.460.779

Commento Si segnala che nel corso dell’esercizio è stata acquistata un’autovettura aziendale. Operazioni di locazione finanziaria Introduzione La società alla data di chiusura dell’esercizio non ha in corso alcun contratto di leasing finanziario. Attivo circolante Introduzione Gli elementi dell’attivo circolante sono valutati secondo quanto previsto dai numeri da 8 a 11-bis dell’articolo 2426 del codice civile. I criteri utilizzati sono indicati nei paragrafi delle rispettive voci di bilancio. Rimanenze Introduzione Le rimanenze di beni sono valutate al minore tra il costo di acquisto e il valore di realizzo desumibile dall’andamento del mercato. Il costo di acquisto comprende gli eventuali oneri accessori di diretta imputazione. Merci Il costo delle rimanenze delle merci di natura fungibile è stato calcolato a costi

specifici, ovvero attribuendo ai singoli beni i costi specificatamente sostenuti per gli stessi. Il valore così determinato è stato opportunamente confrontato, come esplicitamente richiesto dall’art. 2426 n. 9 del codice civile, con il valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato. Dal confronto tra costo di acquisto e valore di realizzazione desumibile dal mercato non sono emersi, per nessuno dei beni in magazzino, i presupposti per la valutazione in base al minore valore di mercato. Crediti iscritti nell’attivo circolante Introduzione I crediti iscritti nell’attivo circolante sono stati valutati al presumibile valore di realizzo avvalendosi della facoltà concessa dall’art. 2435-bis c.c.; l’adeguamento a tale valore è stato effettuato mediante stanziamento di un fondo svalutazione crediti dell’ammontare totale di euro 20.000,00, pari al valore di un credito estero scaduto. Oneri finanziari capitalizzati Introduzione Tutti gli interessi e gli altri oneri finanziari sono stati interamente spesati nell’esercizio. Ai fini dell’art. 2427, c. 1, n. 8 del codice civile si attesta quindi che non sussistono capitalizzazioni di oneri finanziari. NOTA INTEGRATIVA PASSIVO E PATRIMONIO NETTO Introduzione Le poste del patrimonio netto e del passivo dello stato patrimoniale sono state iscritte in conformità ai principi contabili nazionali; nelle sezioni relative alle singole poste sono indicati i criteri applicati nello specifico. Patrimonio netto Introduzione Le voci sono esposte in bilancio al loro valore contabile secondo le indicazioni contenute nel principio contabile OIC 28. Commento Si segnala che in data 22 dicembre 2016 è stata deliberata una distribuzione di dividendi per Euro 2.900.000. Debiti Introduzione I debiti sono stati esposti in bilancio al valore nominale, avvalendosi della facoltà concessa dall’art. 2435-bis c.c. Debiti assistiti da garanzie reali su beni sociali Introduzione Ai sensi e per gli effetti dell’art. 2427, c. 1 n. 6 del codice civile, si attesta che non esistono debiti sociali assistiti da garanzie reali. Commento La società non ha ricevuto alcun finanziamento da parte della controllante, tuttavia si segnala la presenza di un debito verso il socio unico di Euro 2.900.000 per distribuzione di dividendi, come precedentemente evidenziato, la cui materiale liquidazione avverrà entro il 1° trimestre del 2017. NOTA INTEGRATIVA CONTO ECONOMICO Introduzione Il conto economico evidenzia il risultato economico dell’esercizio. Esso fornisce una rappresentazione delle operazioni di gestione, mediante una sintesi dei componenti positivi e negativi di reddito che hanno contribuito a determinare il risultato economico. I componenti positivi e negativi di reddito, iscritti in bilancio secondo quanto previsto dall’articolo 2425-bis del codice civile, sono distinti secondo l’appartenenza alle varie gestioni: caratteristica, accessoria e finanziaria. L’attività caratteristica identifica i componenti di reddito generati da operazioni che si manifestano in via continuativa e nel settore rilevante per lo svolgimento

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della gestione, che identificano e qualificano la parte peculiare e distintiva dell’attività economica svolta dalla società, per la quale la stessa è finalizzata. L’attività finanziaria è costituita da operazioni che generano proventi e oneri di natura finanziaria. In via residuale, l’attività accessoria è costituita dalle operazioni che generano componenti di reddito che fanno parte dell’attività ordinaria ma non rientrano nell’attività caratteristica e finanziaria. Valore della produzione Introduzione I ricavi sono iscritti in bilancio per competenza, al netto dei resi, abbuoni, sconti e premi, nonché delle imposte direttamente connesse agli stessi. Per quanto concerne la cessione di beni, i relativi ricavi sono iscritti quando si è verificato il passaggio sostanziale e non formale del titolo di proprietà assumendo quale parametro di riferimento, per il passaggio sostanziale, il trasferimento dei rischi e benefici. I ricavi derivanti dalle prestazioni di servizi sono iscritti quando il servizio è reso, ovvero quando la prestazione è stata effettuata; nel particolare caso delle prestazioni di servizi continuative i relativi ricavi sono iscritti per la quota maturata. Costi della produzione Commento I costi ed oneri sono imputati per competenza e secondo natura, al netto dei resi, abbuoni, sconti e premi, nel rispetto del principio di correlazione con i ricavi, ed iscritti nelle rispettive voci secondo quanto previsto dal principio contabile OIC 12. Per quanto riguarda gli acquisti di beni, i relativi costi sono iscritti quando si è verificato il passaggio sostanziale e non formale del titolo di proprietà assumendo quale parametro di riferimento, per il passaggio sostanziale, il trasferimento dei rischi e benefici. Nel caso di acquisto di servizi, i relativi costi sono iscritti quando il servizio è stato ricevuto, ovvero quando la prestazione si è conclusa, mentre, in presenza di prestazioni di servizi continuative, i relativi costi sono iscritti per la quota maturata.

esercizi precedenti, comprensive di interessi e sanzioni e sono inoltre riferite alla differenza positiva (o negativa) tra l’ammontare dovuto a seguito della definizione di un contenzioso o di un accertamento rispetto al valore del fondo accantonato in esercizi precedenti. Le imposte differite e le imposte anticipate, infine, riguardano componenti di reddito positivi o negativi rispettivamente soggetti ad imposizione o a deduzione in esercizi diversi rispetto a quelli di contabilizzazione civilistica. Imposte relative ad esercizi precedenti Con riferimento alle imposte dirette relative ad esercizi precedenti, a seguito della definizione del contenzioso, è stata imputata a conto economico, nella voce “Imposte relative a esercizi precedenti” la differenza positiva tra l’ammontare effettivamente dovuto e quanto precedentemente accantonato in esercizi precedenti per Euro 22.552. Inoltre è stato rilevato uno scostamento positivo IRES rispetto a quanto determinato l’esercizio precedente per Euro 2.145 ed una differenza negativa per l’adeguamento del credito per imposte anticipate a seguito della riduzione dell’aliquota Ires prospettica dal 27,5 al 24% per Euro 5.361. Imposte differite e anticipate La presente voce ricomprende l’impatto della fiscalità differita sul presente bilancio. La stessa è da ricondursi alle differenze temporanee tra i valori attribuiti ad un’attività o passività secondo criteri civilistici ed i corrispondenti valori riconosciuti a tali elementi ai fini fiscali. La società ha determinato l’imposizione differita con riferimento all’IRES e all’IRAP. Le imposte anticipate e differite sono state calcolate utilizzando rispettivamente le seguenti aliquote: Aliquote IRES IRAP

Es. n+1 24,00% 3,9%

Es. n+2 24,00% 3,9%

Es. n+3 24,00% 3,9%

Es. n+4 24,00% 3,9%

Oltre 24,00% 3,9%

Proventi e oneri finanziari Introduzione I proventi e gli oneri finanziari sono iscritti per competenza in relazione alla quota maturata nell’esercizio.

Nei seguenti prospetti sono analiticamente indicate: - la descrizione delle differenze temporanee che hanno comportato la rilevazione di imposte differite e anticipate, specificando l’aliquota applicata e le variazioni rispetto all’esercizio precedente, gli importi accreditati o addebitati a conto economico oppure a patrimonio netto; - le voci escluse dal computo e le relative motivazioni.

Commento Utili/perdite su cambi SSi riportano di seguito le informazioni relative agli utili o perdite su cambi distinguendo la parte realizzata dalla parte derivante da valutazioni delle attività e passività in valuta iscritte in bilancio alla fine dell’esercizio. Parte Descrizione Importo in bilancio Parte realizzata valutativa Utili e perdite su cambi 41.330 Utile su cambi 41.330 Perdita su cambi Totale voce 41.330 -

RILEVAZIONE DELLE IMPOSTE DIFFERITE E ANTICIPATE ED EFFETTI CONSEGUENTI IRES IRAP A) Differenze temporanee Totale differenze temporanee deducibili 160.464 146.419 Differenze temporanee nette (160.464) (146.419) B) Effetti fiscali Fondo imposte differite (anticipate) a inizio (36.756) (5.710) esercizio Imposte differite (anticipate) dell’esercizio (1.755) Fondo imposte differite (anticipate) a fine (38.511) (5.710) esercizio

Importo e natura dei singoli elementi di ricavo/costo di entità o incidenza eccezionali Introduzione Nel corso del presente esercizio non sono stati rilevati ricavi o altri componenti positivi derivanti da eventi di entità o incidenza eccezionali.

DETTAGLIO DIFFERENZE TEMPORANEE DEDUCIBILI Importo Variazione Importo al termine verificatasi al termine Aliquo- Effetto Aliquo- Effetto Descrizione dell’efiscale ta nell’eserdell’eserta IRES IRAP fiscale sercizio IRES IRAP cizio cizio precedente Quota amm.to inded.IRES/IRAP immobili stru146.419 - 146.419 24,00 35.140 3,90 5.710 ment. per imposte anticipate Quota acc.to f.do sval.crediti inded. 6.731 7.314 14.045 24,00 3.371 IRES per imposte anticipate

Introduzione Nel corso del presente esercizio non sono stati rilevati costi derivanti da eventi di entità o incidenza eccezionali. IMPOSTE SUL REDDITO D’ESERCIZIO, CORRENTI DIFFERITE E ANTICIPATE Introduzione La società ha provveduto allo stanziamento delle imposte dell’esercizio sulla base dell’applicazione delle norme tributarie vigenti. Le imposte correnti si riferiscono alle imposte di competenza dell’esercizio così come risultanti dalle dichiarazioni fiscali; le imposte relative ad esercizi precedenti includono le imposte dirette di

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Commento Si segnala che non è stata rilevata la fiscalità differita in riferimento alla parte


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valutativa degli utili su cambi, in quanto trattandosi di differenze cambi rilevate a fine esercizio in relazione ai saldi attivi di conto corrente, secondo l’interpretazione prevalente, tali differenze cambi non sono soggette alla disposizione di cui al primo periodo del comma 3 dell’articolo 110 del TUIR. Di conseguenza, tali differenze cambi assumono piena rilevanza fiscale. NOTA INTEGRATIVA ALTRE INFORMAZIONI Introduzione Di seguito vengono riportate le altre informazioni richieste dal codice civile. Dati sull’occupazione Introduzione Nel seguente prospetto è indicato il numero medio dei dipendenti, ripartito per categoria e calcolato considerando la media giornaliera. Numero medio di dipendenti ripartiti per categoria Dirigenti Quadri Impiegati Numero medio 1 2

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Totale dipendenti 11

Commento Non vi è alcuna variazione del numero di dipendenti rispetto all’esercizio precedente, in quanto non si sono registrate né nuove assunzioni, né fuorisucite o licenziamenti. Compensi, anticipazioni e crediti concessi ad amministratori e sindaci e impegni assunti per loro conto Introduzione Nel seguente prospetto sono esposte le informazione richieste dall’art. 2427 n. 16 c.c., precisando che non sono stati assunti impegni per conto dell’organo amministrativo per effetto di garanzie di qualsiasi tipo prestate. Ammontare dei compensi, delle anticipazioni e dei crediti concessi ad amministratori e sindaci e degli impegni assunti per loro conto Amministratori Sindaci Compensi 390.000 34.840 Anticipazioni 6.000 Impegni, garanzie e passività potenziali non risultanti dallo stato patrimoniale Introduzione Non esistono impegni, garanzie o passività potenziali non risultanti dallo stato patrimoniale. Informazioni sulle operazioni con parti correlate Commento Nel corso dell’esercizio sono state poste in essere operazioni con parti correlate; si tratta di operazioni concluse a condizioni di mercato, pertanto, in base alla normativa vigente, non viene fornita alcuna informazione aggiuntiva. Informazioni sugli accordi non risultanti dallo stato patrimoniale Commento Nel corso dell’esercizio non è stato posto in essere alcun accordo non risultante dallo stato patrimoniale. Informazioni sui fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio Commento Con riferimento al punto 22-quater dell’art. 2427 del codice civile, non si segnalano fatti di rilievo successivi alla chiusura dell’esercizio che abbiano inciso in maniera rilevante sull’andamento patrimoniale, finanziario ed economico. Imprese che redigono il bilancio consolidato dell’insieme più piccolo di imprese di cui si fa parte in quanto impresa controllata Introduzione Non esiste la fattispecie di cui all’art. 2427 n. 22-sexies del codice civile. Informazioni relative agli strumenti finanziari derivati ex art. 2427-bis del Codice Civile

Commento Si attesta che non è stato sottoscritto alcun strumento finanziario derivato. Prospetto riepilogativo del bilancio della società che esercita l’attività di direzione e coordinamento Introduzione Si rende noto che la società è soggetta all’attività di direzione e coordinamento da parte dell’ente ASSOCIAZIONE ITALIANA CALCIATORI che ne detiene la totalità delle quote sociali. Nei seguenti prospetti riepilogativi sono forniti i dati essenziali dell’ultimo bilancio approvato della suddetta società esercitante la direzione e il coordinamento. Prospetto riepilogativo dello stato patrimoniale della società che esercita l’attività di direzione e coordinamento Ultimo Esercizio Data Data esercizio precedente Data dell'ultimo bilancio approvato 31/12/2015 31/12/2014 B) Immobilizzazioni 7.652.729 10.580.367 C) Attivo circolante 2.122.830 2.854.988 D) Ratei e risconti attivi 40.990 34.623 Totale attivo 9.816.549 13.469.978 Capitale sociale 11.561.186 11.361.667 Riserve 1.032.952 1.032.952 Utile (perdita) dell'esercizio (3.327.226) 199.519 Totale patrimonio netto 9.266.912 12.594.138 C) Trattamento di fine rapporto di lavoro 81.811 60.620 subordinato D) Debiti 352.373 655.291 E) Ratei e risconti passivi 115.453 159.929 Totale passivo 9.816.549 13.469.978 Prospetto riepilogativo del conto economico della società che esercita l’attività di direzione e coordinamento Ultimo Esercizio Data Data esercizio precedente Data dell'ultimo bilancio approvato 31/12/2015 31/12/2014 A) Valore della produzione 469.164 432.842 B) Costi della produzione (3.968.543) (2.365.061) C) Proventi e oneri finanziari 213.217 2.191.432 Imposte sul reddito dell'esercizio (41.064) (59.694) Utile (perdita) dell'esercizio (3.327.226) 199.519 Azioni proprie e di società controllanti Introduzione Ai sensi dell’art. 2435-bis e art. 2428, comma 3 nn. 3 e 4 del codice civile, si precisa che la società, nel corso dell’esercizio, non ha posseduto azioni o quote della società controllante. Proposta di destinazione degli utili o di copertura delle perdite Commento Signori Soci, alla luce di quanto sopra esposto, l’organo amministrativo Vi propone di riportare a nuovo l’utile di esercizio pari ad Euro 2.880.799. NOTA INTEGRATIVA PARTE FINALE Commento Signori Soci, Vi confermiamo che il presente bilancio, composto da stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario e nota integrativa rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società, nonché il risultato economico dell’esercizio e corrisponde alle scritture contabili. Vi invitiamo pertanto ad approvare il progetto di bilancio al 31/12/2016 unitamente con la proposta di destinazione del risultato d’esercizio, così come predisposto dall’organo amministrativo. Il Bilancio è vero e reale e corrisponde alle scritture contabili Vicenza, 22/03/2017 Per il Consiglio di Amministrazione Damiano Tommasi, Presidente

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speciale Associazione Italiana Calciatori

Relazione del Collegio dei Revisori dei conti Signori Associati, la presente Relazione è finalizzata ad esprimere il parere e le osservazioni del Collegio dei Revisori Contabili a seguito della vigilanza posta in essere durante l’esercizio chiuso al 31.12.2016.Il Bilancio che il Consiglio Direttivo sottopone alla Vostra approvazione, è stato redatto secondo le disposizioni degli artt. 2423 e seguenti del Codice Civile ed è costituito dallo Stato Patrimoniale, dal Conto Economico e dalla Nota Integrativa.Con la presente Relazione Vi diamo conto del nostro operato.FUNZIONI DI VIGILANZA AMMINISTRATIVA La nostra attività nel corso dell’esercizio è stata ispirata alle disposizioni di legge ed alle norme di comportamento riservate al Collegio dei Revisori e raccomandate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.In particolare: • abbiamo vigilato sull’osservanza della legge e del vigente Statuto Associativo e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione; • abbiamo partecipato, quando convocati, alle riunioni del Consiglio Direttivo svoltesi nel rispetto delle norme statutarie e regolamentari che ne disciplinano il funzionamento, ed abbiamo ricevuto informazioni sull’attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale compiute dall’Associazione; • relativamente a tali attività riteniamo che le azioni deliberate e poste in essere siano conformi alla legge ed allo statuto associativo, non siano state manifestamente imprudenti, azzardate, in potenziale conflitto di interessi con i componenti il Consiglio Direttivo od in contrasto con le delibere da quest’ultimo assunte e tali da compromettere l’integrità del patrimonio associativo; • abbiamo approfondito la conoscenza e vigilato, per quanto di nostra competenza, sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo della società anche tramite la raccolta di informazioni dai responsabili della funzione organizzativa senza avere osservazioni particolari da riferire al riguardo; • abbiamo approfondito la conoscenza e vigilato sull’adeguatezza del sistema amministrativo – contabile della società, nonché sull’affidabilità di quest’ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione; in tale contesto abbiamo operato chiedendo e ottenendo ogni necessaria informazione dai responsabili delle rispettive funzioni, eseguendo quindi ogni verifica ritenuta necessaria mediante l’esame diretto di documenti contabili ed amministrativi e, a tal riguardo, non abbiamo osservazioni particolari da riferire; • abbiamo controllato le assunzioni del Consiglio Direttivo nell’esercizio del proprio mandato, con particolare riferimento alle disposizioni in tema di sicurezza dei luoghi di lavoro; • per il giudizio relativo al bilancio dell’esercizio precedente, i cui dati sono presenti a fini comparativi, secondo quanto richiesto dalla legge, si fa riferimento al nostro rapporto redatto in data 12 aprile 2016.FUNZIONE DI REVISIONE LEGALE DEI CONTI Il Collegio da atto: • di aver svolto il controllo contabile del bilancio dell’Associazione relativo alla gestione dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2016, esercizio coincidente con l’anno solare e non interrotto da alcun evento di natura straordinaria, precisando che la responsabilità della redazione del bilancio compete al Consiglio Direttivo, mentre al Collegio dei Revisori spetta la responsabilità del giudizio “tecnico-professionale”; • di aver condotto l’esame al fine di acquisire elementi utili ad accertare se il bilancio di esercizio non risulti viziato da errori significativi, e possa, quindi, essere assunto come “attendibile” nel suo complesso.- Il procedimento di controllo contabile comprende l’esame, anche avvalendosi di verifiche a campione, degli elementi probatori a supporto dei saldi e delle informazioni; • di aver valutato l’adeguatezza, della correttezza dei criteri contabili utilizzati, e della ragionevolezza delle stime effettuate dal Consiglio Direttivo.- Lo Stato Patrimoniale ed il Conto Economico presentano, ai soli fini comparativi, anche i valori corrispondenti dell’esercizio precedente; • di aver riscontrato che: • il personale addetto alla rilevazione dei fatti aziendali non è mutato rispetto all’esercizio precedente e che la sua preparazione professionale risulta adeguata alle esigenze derivanti dalla gestione ordinaria dell’attività; • che si è proceduto alla regolare tenuta della contabilità ed alla corretta rileva-

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zione dei fatti di gestione; • di aver effettuato il controllo del Libro Giornale e degli altri libri dell’Associazione; • di aver proceduto al controllo dei valori di cassa e di aver verificato il corretto adempimento dei versamenti delle ritenute e delle altre somme dovute all’Erario, dei contributi dovuti agli Enti Previdenziali e la regolare presentazione delle dichiarazioni fiscali.• I criteri di valutazione sono i medesimi del bilancio relativo all’esercizio 2015 e nel merito si evidenzia in particolare che: • le immobilizzazioni materiali sono iscritte al costo di acquisizione, comprensivo degli oneri accessori; • le immobilizzazioni finanziarie ammontano ad Euro 5.879.084; • le imposte correnti ammontano ad Euro 581.483; • la valutazione delle varie voci è fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dell’attività; • i costi ed i ricavi sono imputati secondo il principio di competenza economicotemporale; • i debiti sono iscritti a valore nominale; • i ratei e i risconti iscritti a bilancio rappresentano effettivamente quote di costi o ricavi che sono stati calcolati nel rispetto del principio di competenza.Relativamente al bilancio di esercizio chiuso al 31.12.2016, in aggiunta a quanto precede, Vi attestiamo che, per quanto a nostra conoscenza, nella redazione del bilancio, non si è derogato alle disposizioni di legge di cui all’art. 2423, quarto comma Codice Civile; Riepiloghiamo qui di seguito i dati del bilancio: ATTIVO Immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni materiali Immobilizzazioni finanziarie Attivo circolante Ratei e risconti attivi Totale attivo

31/12/2016

PASSIVO Trattamento di fine rapporto Debiti Ratei e risconti passivi Totale passivo

31/12/2016 31/12/2015 VARIAZIONI 88.285 81.811 6.474 1.114.562 352.373 762.189 166.307 115.453 50.854 1.369.154 549.637 819.517

637.591 5.879.084 4.110.766 52.668 10.680.109

PATRIMONIO NETTO Fondo assistenza mutuo soccorso Contributi da associati a fondo perduto Riserva di rivalutazione DL nr. 185/2008 Avanzo (disavanzo) d’esercizio Totale Patrimonio Netto

31/12/2015

639.519 7.013.210 2.122.830 40.990 9.816.549

VARIAZIONI

(1.928) (1.134.126) 1.987.936 11.678 863.560

31/12/2016 31/12/2015 VARIAZIONI 8.233.959 11.561.186 (3.327.227) 583.507 583.507 449.445 449.445 44.044 (3.327.226) 3.371.270 9.310.955 9.266.912 44.043

Il Conto Economico di competenza, in sintesi reca i seguenti valori: CONTO ECONOMICO Quote associative Contributi da terzi Altri proventi Costi per materie prime, di consumo e di merci Costi per servizi Costi per godimento beni di terzi Costi per il personale Ammortamenti e svalutazioni Oneri diversi di gestione Proventi finanziari Interessi ed oneri finanziari Risultato prima delle imposte Imposte dell’esercizio Avanzo (disavanzo) di gestione

31/12/2016 31/12/2015 VARIAZIONI 224.713 220.317 4.396 205.260 181.944 23.316 69.786 66.903 2.883 24.578 20.981 3.597 2.116.516 2.082.091 34.425 38.841 37.530 1.311 553.703 499.783 53.920 4.320 5.121 (1.201) 225.913 1.323.037 (1.097.124) 3.191.199 221.178 2.970.021 101.560 7.961 93.599 625.527 (3.286.162) 3.911.689 581.483 41.064 540.419 44.044 (3.327.226) 3.371.270


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In particolare rileviamo che: • sono state rispettate le strutture previste dal Codice Civile per lo Stato Patrimoniale e per il Conto Economico, esponendo in maniera comparativa i dati dell’esercizio precedente; • sono stati rispettati i principi di redazione previsti dall’art. 2423 del Codice Civile; • sono state rispettate le disposizioni relative a singole voci dello Stato Patrimoniale previste dall’art. 2424-bis del Codice Civile; • non sono state effettuate compensazioni di partite; • la Nota Integrativa è stata redatta rispettando il contenuto previsto dall’art. 2427 del Codice Civile.ATTIVO B III – Immobilizzazioni finanziarie B III 1a – Partecipazioni in imprese controllate La partecipazione nella AIC Service Srl, società unipersonale controllata dalla Vostra Associazione registra un Patrimonio Netto al 31 dicembre 2016 pari ad Euro 8.444.679.- Il bilancio 2016, con i relativi allegati, è stato inserito nel fascicolo di bilancio.B III 3 – Altri titoli L’importo di Euro 5.868.755 è relativo ai fondi di investimento mobiliari (pari ad Euro 1.711.284), al patrimonio gestito da Istituti di credito (pari ad Euro 1.964.349) e ad altri investimenti finanziari che ammontano ad Euro 2.193.122.-

all’esercizio precedente di Euro 1.004.672.B 7a – Servizi di prestazioni istituzionali Le prestazioni istituzionali di Euro 2.116.516 registrano un aumento di Euro 34.425.- Si riportano, analiticamente, le singole prestazioni: Compensi a fiduciari Euro 314.744 Compensi a Co.Co.Pro Euro 484.678 Compensi a terzi Euro 551.585 Prestazioni occasionali Euro 40.637 Viaggi e trasferte Euro 279.388 Eventi e manifestazioni sportive Euro 86.892 Centro ritiro Coverciano Euro 237.529 Spese generali di gestione Euro 121.063 B 9 – Costi per il personale Il costo del personale passa da Euro 499.783 ad Euro 553.703 con un aumento di Euro 53.920.B 14 – Oneri diversi di gestione Gli oneri diversi di gestione passano da Euro 1.323.037 ad Euro 225.913 e dunque registrano una diminuzione di Euro 1.097.124.C – Proventi ed oneri finanziari C 15 c – Proventi da partecipazioni Si rilevano proventi da partecipazioni che ammontano ad Euro 2.900.000.-

C IV – Disponibilità liquide Gli importi indicati nel bilancio al 31 dicembre 2016 sono stati riscontrati dal Collegio dei Revisori ed ammontano a complessivi Euro 713.419.-

C 16 – Altri proventi finanziari I proventi dei titoli diversi dalla partecipazione ammontano ad Euro 291.199 con un incremento di Euro 70.021 rispetto all’esercizio precedente.-

D – Ratei e risconti Ratei e risconti attivi Sono stati calcolati nel rispetto della competenza temporale dei costi e dei ricavi e passano da Euro 40.990 ad Euro 52.668.-

E 22 – Imposte sul reddito d’esercizio La determinazione delle imposte è stata effettuata secondo la normativa vigente ed ammontano ad Euro 581.483 con un aumento rispetto al precedente esercizio di Euro 540.419.-

PASSIVO A – Patrimonio Netto Il Patrimonio Netto è costituito dalla somma algebrica del Fondo Assistenza Mutuo Soccorso pari ad Euro 8.233.959, della riserva di rivalutazione ex DL nr. 185/2008 e da altre riserve di Euro 1.032.952 nonché dall’avanzo di gestione pari ad Euro 44.044.- Passa da complessivi Euro 9.266.912 ad Euro 9.310.955.-

CONCLUSIONI Tenuto conto di quanto precede, a nostro giudizio il bilancio chiuso al 31 dicembre 2016 corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili, ed i criteri di valutazione adottati sono conformi alle prescrizioni dell’art. 2426 del Codice Civile.In relazione a quanto precede esprimiamo parere favorevole all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2016 unitamente alla proposta del Vostro Consiglio Direttivo di destinare l’avanzo di gestione, pari ad Euro 44.044 a consolidamento del Fondo di Assistenza e Mutuo Soccorso. Vicenza , 10 aprile 2017 Il Collegio dei Revisori

C – Trattamento di Fine Rapporto di lavoro subordinato È stata riscontrata la congruità del fondo al 31 dicembre 2016 che ammonta ad Euro 88.285, alla luce dell’accantonamento annuale determinato in base all’anzianità maturata dalle unità lavorative nel rispetto del contratto collettivo di lavoro vigente.D – Debiti D 12 – Debiti Tributari Ammontano a complessivi Euro 596.366 e sono aumentati rispetto al precedente esercizio di Euro 560.906.E – Ratei e risconti Ratei e risconti passivi Sono stati calcolati nel rispetto della competenza temporale dei costi e dei ricavi.Nella Nota Integrativa viene evidenziato l’ammontare dei ratei e risconti passivi pari ad Euro 166.307.A – Valore della Produzione A 1 – Proventi da attività Istituzionale L’importo di Euro 499.759, pari al totale delle quote associative e dei contributi di competenza oltre ad altri proventi di Euro 69.786, è aumentato di Euro 30.595 rispetto al precedente esercizio.B – Costi della Produzione I costi della produzione sono pari ad Euro 2.963.871 con un decremento rispetto

IX


speciale Associazione Italiana Calciatori

Bilancio al 31.12.2016 STATO PATRIMONIALE ATTIVO A) Crediti v/associati per versamenti dovuti B) Immobilizzazioni I. Immateriali II. Materiali 1) fabbricati (fondo ammortamento) 2) impianti e macchinari (fondo ammortamento) 3) attrezzature ind.li e comm.li (fondo ammortamento) 4) altri beni: mobili e arredi macchine elettroniche (fondo ammortamento) 5) immobilizzazioni in corso e acconti totale immobilizzazioni materiali III. Finanziarie 1) partecipazioni: in imprese controllate 2) crediti v/altri 3) altri titoli: fondi investimento mobiliare patrimonio gestito altri investimenti finanziari totale immobilizzazioni finanziarie Totale Immobilizzazioni C) Attivo circolante I. Rimanenze II. Crediti 1) verso clienti 2) verso imprese controllate 3) verso imprese collegate 4) verso controllanti 4-bis) crediti tributari 4-ter) imposte anticipate 5) verso altri totale crediti III. Attività finanz.che non costituiscono immobilizzazioni 5) Altri titoli totale attività finanziarie non immobilizzate IV. Disponibilità liquide 1) depositi bancari e postali 2) assegni 3) denaro e valori in cassa totale disponibilità liquide Totale Attivo circolante D) Ratei e risconti 1) disaggio su prestiti 2) ratei e risconti attivi Totale Ratei e risconti TOTALE ATTIVO STATO PATRIMONIALE PASSIVO A) Patrimonio netto I. Fondo assistenza mutuo soccorso VII. Altre riserve: Contr.da associati a fondo perduto Riserva di rivalutazione Dl. 185/2008 IX. Avanzo (disavanzo) dell’esercizio Totale Patrimonio netto B) Fondo per rischi ed oneri C) TFR di lavoro subordinato D) Debiti 1) obbligazioni 2) obbligazioni convertibili 3) debiti verso associati per finanziamenti 4) debiti verso banche 5) debiti verso altri finanziatori 6) acconti 7) debiti verso fornitori: 8) debiti rappresentati da titoli di credito 9) debiti verso imprese controllate: 10) debiti verso imprese collegate 11) debiti verso controllanti 12) debiti tributari: 13) debiti verso istituti di previdenza: 14) altri debiti: Totale Debiti E) Ratei e risconti

X

(A)

(B)

31.12.2016

31.12.2015

-

1) aggio su prestiti 2) ratei e risconti passivi Totale Ratei e risconti

-

-

TOTALE PASSIVO

636.400

636.400

32.312 -27.528 4.735 -4.735

32.312 -23.940 4.735 -4.619

52.061 12.505 -63.375

52.061 10.113 -60.251

637.591

639.519

10.329

10.329

1.711.284 1.964.349 2.193.122 5.879.084 6.516.675

1.700.366 1.536.012 3.766.503 7.013.210 7.652.729

-

2.900.000

808 240.042 52.255 204.242 3.397.347

entro 12 mesi oltre 12 mesi

(C)

(D) (A+B+C+D)

(A) (B) (C)

360.063 37.678 186.029 583.770

710.186

1.536.959

3.233 713.419 4.110.766

2.101 1.539.060 2.122.830

52.668 40.990 52.668 40.990 10.680.109 9.816.549 31.12.2016 31.12.2015 8.233.959

11.561.186

583.507 449.445 44.044 9.310.955 88.285

583.507 449.445 -3.327.226 9.266.912 81.811

entro 12 mesi oltre 12 mesi

1.232

entro 12 mesi oltre 12 mesi

188.686

139.022

entro 12 mesi oltre 12 mesi

-

12.195

entro 12 mesi oltre 12 mesi entro 12 mesi oltre 12 mesi entro 12 mesi oltre 12 mesi

55.296 541.070 32.526

35.460

203.365 92.387 1.114.562

40.468 98.008 352.373

(D)

27.220

RENDICONTO DELLA GESTIONE A) Ricavi e proventi Proventi da attività istituzionale: 1.1 quote associative 1.2 contributi 1.3 liberalità 1.4 altri proventi Ricavi dell'attività commerciale: Totale ricavi e proventi B) Costi della gestione 6) per materie prime, di consumo e di merci 7) per servizi: 7.1 compensi a Fiduciari 7.2 compensi a Co.Co.Pro. 7.3 compensi a Terzi 7.4 prestaz. occasionali e rimb.spese 7.5 viaggi e trasferte 7.6 eventi e manifestazioni sportive 7.7 centro ritiro Coverciano 7.8 spese generali di gestione totale per i servizi 8) per godimento di beni di Terzi 9) per il personale: 9.1 stipendi 9.2 oneri sociali 9.3 trattamento di fine rapporto totale per il personale 10) ammortamenti e svalutazioni: 10.1 amm.immobilizzaz. immateriali 10.2 amm.immobilizzaz. materiali 10.3 svalutaz.crediti attivo circolante totale ammortamenti e svalutazioni 14) oneri diversi di gestione: 14.1 quote associative 14.2 oneri tributari indiretti 14.3 perdite su crediti 14.4 erogazioni liberali ad associati 14.5 erogazioni liberali a Terzi totale oneri diversi di gestione Totale costi della gestione Differenza tra ricavi e costi di gestione C) Proventi e oneri finanziari 15) proventi da partecipazioni: 15.1 da imprese controllate 16) altri proventi finanziari: 16.1 da titoli iscritti nelle imm.materiali 16.2 da titoli iscritti nelle imm.finanziarie 16.3 interessi attivi bancari 16.4 interessi attivi su prestiti 16.5 interessi attivi c/c improprio 16.6 differenze di cambio attive 16.7. abbuoni attivi totale proventi finanziari 17) interessi e altri oneri finanziari: 17.1 interessi passivi da controllate 17.2 interessi passivi bancari 17.3 interessi passivi su altri debiti 17.4 oneri finanziari 17.5 differenze di cambio passive 17.6 spese e perdite gestione fondi 17.7 abbuoni passivi totale oneri finanziari Totale proventi e oneri finanziari Risultato prima delle imposte 22) imposte sul reddito dell' esercizio: imposte correnti imposte relative a esercizi precedenti imposte differite passive Totale imposte sul reddito dell'esercizio AVANZO (DISAVANZO) DELL'ESERCIZIO

(E) (A+B+C+D+E)

166.307 166.307 10.680.109 31.12.2016

(A)

(B) (A-B)

(C) (A-B+C+)

115.453 115.453 9.816.549 31.12.2015

224.713 205.260

220.317 181.944

69.786 499.759

66.903 469.164

24.578

20.981

314.744 484.678 551.585 40.637 279.388 86.892 237.529 121.063 2.116.516 38.841

283.127 533.310 534.286 55.636 227.134 106.668 229.094 112.836 2.082.091 37.530

426.179 100.192 27.332 553.703

377.984 98.081 23.718 499.783

4.320

5.121

4.320

5.121

94.999 24.803 300 105.811 225.913 2.963.871 -2.464.112

88.388 34.449 9.477 1.200.200 1.323.037 3.968.543 -3.499.379

2.900.000

-

19.700 265.941 107 1.901 3.524 26 3.191.199

19.891 199.229 232 1.805 -

-

21 221.178

1 7 2.219 3.056 96.273 4 101.560 3.089.639 625.527

-

9 7.961 213.217 -3.286.162

40.357 56 541.070 581.483 44.044

40.698 366 41.064 -3.327.226

18 2.944 4.990

Vicenza, lì 21 marzo 2017 Il Presidente C.D. (Damiano Tommasi)


speciale Associazione Italiana Calciatori

Nota integrativa al bilancio chiuso il 31.12.2016 INFORMAZIONI GENERALI E QUADRO ISTITUZIONALE L’Associazione svolge esclusivamente attività istituzionali ed attività connesse a quelle istituzionali e beneficia delle agevolazioni tributarie previste per gli enti non commerciali. Il bilancio dell’esercizio 2016 e gli allegati sono stati redatti secondo gli schemi obbligatori di bilancio di cui agli articoli 2424 e seguenti del codice civile, recependo le modifiche introdotte con il Decreto Legislativo n. 139 del 18 agosto 2015, nella considerazione che, pur mancando ogni obbligo di pubblicità conseguente all’approvazione del bilancio (se non quelli previsti statutariamente), gli elementi che lo compongono trovano nella nota integrativa un esaustivo supporto informativo. Secondo quanto stabilito dallo statuto dell’Associazione, il Collegio dei Revisori dei Conti ha verificato durante l’esercizio la regolarità delle scritture contabili, nonché il corretto svolgimento degli adempimenti civilistici, fiscali, previdenziali e statutari. La presente nota integrativa espone i criteri di valutazione, i principi contabili ed i principi di redazione del Bilancio d’esercizio, l’analisi delle variazioni nella consistenza delle voci dello stato Patrimoniale e l’analisi delle voci del conto economico. Nel corso del 2016 l’Associazione non ha organizzato campagne di raccolte pubbliche di fondi, pertanto non verrà redatto l’apposito rendiconto, previsto dall’art. 20 del Dpr 600/1973.

Il costo della partecipazione, di cui detiene l’intero capitale, ammonta a € 10.329 mentre il patrimonio netto della partecipata iscritto a bilancio, compreso il risultato d’esercizio 2016, ammonta a € 8.444.679, di cui € 2.158.085 sono stati generati dalla rivalutazione monetaria, ex-Legge n. 147 del 27 dicembre 2013. I titoli in portafoglio ammontano a € 5.868.755 e sono diminuiti di € 1.134.126 rispetto all’esercizio precedente. Rappresentano il costo storico dei titoli e delle gestioni patrimoniali in fondi curate da diversi Istituti di credito, destinati ad essere mantenuti stabilmente nel patrimonio; il valore corrente è di € 6.595.064.

PRINCIPI CONTABILI E CRITERI DI VALUTAZIONE ADOTTATI La valutazione delle voci di bilancio è stata fatta ispirandosi a criteri generali di prudenza e competenza e nella prospettiva della continuazione dell’attività. Nella valutazione delle voci non è stato seguito il cosiddetto criterio di cassa, bensì quello di competenza, in quanto ritenuto criterio di ordinario utilizzo nella redazione dei bilanci e dei rendiconti, al fine di esprimere il risultato gestionale dell’esercizio. In ottemperanza al principio di competenza, l’effetto delle operazioni e degli altri eventi è stato rilevato contabilmente ed attribuito all’esercizio al quale tali operazioni ed eventi si riferiscono. I criteri di valutazione utilizzati nella formazione del bilancio chiuso al 31.12.2016 non si discostano dai medesimi utilizzati per la formazione del bilancio del precedente esercizio, in particolare nelle valutazioni e nella continuità dei medesimi principi. Si è fatto riferimento, ove necessario, ai principi contabili adottati dai Consigli Nazionali dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Ai sensi dell’art. 2426 codice civile si forniscono di seguito le seguenti indicazioni: Le immobilizzazioni materiali sono iscritte al costo di acquisto comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione ed aumentato delle rivalutazioni effettuate in conformità alle varie leggi di rivalutazione monetaria, e rettificate dai corrispondenti fondi di ammortamento. Le immobilizzazioni finanziarie sono iscritte al costo storico di acquisto. I crediti sono iscritti al valore nominale che corrisponde al presumibile valore di realizzo. I debiti sono iscritti al loro valore nominale. I ratei e i risconti sono iscritti in bilancio secondo la loro competenza economica e temporale nel rispetto del generale principio di correlazione dei costi e dei proventi. I proventi ed i costi sono esposti in bilancio secondo il principio della prudenza e della competenza.

RATEI E RISCONTI ATTIVI Rappresentano le partite di collegamento dell’esercizio conteggiate con il criterio della competenza temporale. Si tratta di ricavi di competenza dell’esercizio (10.674) e di costi sostenuti entro la chiusura dell’esercizio ma di competenza di esercizi futuri (41.994). Si fornisce il dettaglio:

ANALISI DELLE POSTE DI BILANCIO Le vicende relative alla gestione sono illustrate nelle informazioni e nei dettagli di seguito forniti, unitamente all’analisi delle voci che compongono lo stato patrimoniale ed il conto economico. IMMOBILIZZAZIONI Le vicende relative alla gestione sono illustrate nelle informazioni e nei dettagli di seguito forniti, unitamente all’analisi delle voci che compongono lo stato patrimoniale ed il conto economico. denominazione AIC. SERVICE S.R.L. unipersonale sede legale Vicenza, contrà delle Grazie, 10 capitale sociale euro 500.000 interamente versato patrimonio netto euro 5.563.880 utile dell’esercizio euro 2.880.799 quote possedute 100% valore iscritto in bilancio euro 10.329

CREDITI L’importo esposto di € 3.397.347 è rappresentato da crediti verso la controllata per distribuzione di dividendi deliberati il 22.12.2016 (2.900.000), da crediti per prestiti concessi ai dipendenti e collaboratori (204.242), da crediti d’imposta verso l’Erario ex-art.1, comma 656, Legge 190/2014 (240.042), da crediti per contributi associativi accertati (34.127) e da altri crediti (18.936). DISPONIBILITÀ LIQUIDE Comprendono l’importo di € 3.233 costituito dal numerario esistente in cassa alla data di chiusura dell’esercizio e quello disponibile presso Istituti di credito e Poste Italiane con i quali intratteniamo rapporti di conto corrente per € 710.186.

Descrizione Quota fitto Zamberlan Fausto 5 mensilità 2016 Quota contributo Scuole Calcio anno 2016 Quota associativa Fif.Pro. anno 2017 $ 40.112,50 Quota 2017 assicurazione dipendenti Quota 2017 assicurazione fabbricato Quota 2017 buoni pasto

Totali

Ratei attivi

4.104 6.570

Risconti attivi

38.055 974 261 2.704

10.674

41.994

PATRIMONIO NETTO Ammonta a euro 9.310.955 ed è rappresentato dalla sommatoria algebrica del fondo assistenza mutuo soccorso per € 8.233.959 (al netto del disavanzo di gestione 2015 per € 3.327.226), dei contributi degli associati per € 583.507, della riserva di rivalutazione ex-Dl. 185/2008 per € 449.445 e dell’avanzo di gestione di € 44.044. FONDI PER RISCHI ED ONERI TTali fondi non sono presenti in bilancio, non sussistendone i presupposti. FONDO TFR LAVORO SUBORDINATO Passa da € 81.811 a € 88.285 e rappresenta l’effettivo debito maturato verso i dipendenti in conformità di legge e dei contratti di lavoro vigenti, considerando ogni forma di remunerazione avente carattere continuativo. Il fondo corrisponde al totale delle singole indennità maturate a favore di 8 dipendenti alla data di chiusura del bilancio (128.145), al netto degli acconti erogati e dell’imposta sostitutiva, di cui al D.lgs. 47/2000 (39.860). DEBITI Complessivamente passano da € 352.373 a € 1.114.562, rappresentano l’esposizione debitoria verso banche c/c (1.232), verso fornitori per fatture da saldare nell’esercizio successivo (188.686), i debiti tributari per ritenute fiscali su retribuzioni e compensi, nonché per le imposte accertate nell’esercizio (596.366), al netto degli acconti, i debiti verso Istituti di previdenza (32.526) e verso altri (295.752), di cui € 86.696 verso i beneficiari del “Trust Adriano Lombardi”. RATEI E RISCONTI PASSIVI Nella voce ratei e risconti passivi sono iscritti gli oneri da versare di competenza

XI


speciale

dell’esercizio e i proventi percepiti entro la chiusura dell’esercizio ma di competenza di esercizi futuri. Si fornisce il dettaglio: Descrizione Quota 2016 al Fondo di solidarietà Quote associative FIF.PRO. 2017 $ 75.000 Quote associative calciatori 2017 Totali

Ratei passivi

20.000 20.000

Risconti passivi 71.152 75.155 146.307

RENDICONTO DELLA GESTIONE Dal prospetto sotto riportato si evidenzia che la gestione della attività ha portato a un avanzo di euro 44.043. Descrizione Ricavi e proventi Proventi finanziari Oneri finanziari Costi della gestione Imposte dell’esercizio Avanzo (disavanzo) della gestione

2016

499.759 3.191.199 - 101.560 - 2.963.871 - 581.483 + 44.044

2015

469.164 221.178 - 7.961 -3.968.543 - 41.064 - 3.327.226

Variazione

+ 30.595 + 2.970.021 - 93.599 + 1.004.672 - 540.419 + 3.371.270

RICAVI, PROVENTI, COSTI ED ONERI I proventi derivanti dalla attività istituzionale per complessivi € 499.759 riguardano le quote associative maturate nell’esercizio (224.713), i contributi di Terzi (205.260) ed altre partite di natura istituzionale (69.786). I proventi da partecipazioni in imprese controllate per € 2.900.000 riguardano la distribuzione di dividendi deliberati il 22.12.2016 dalla AIC Service S.r.l. I proventi finanziari per complessivi € 291.199 comprendono i proventi derivanti dalla gestione patrimoniale dei titoli in portafoglio (265.941), i canoni di affitto degli immobili (19.700), gli interessi attivi maturati sui conti correnti bancari, postali e sui prestiti concessi ai dipendenti e ai collaboratori (2.008), le differenze di cambio attive (3.524) e abbuoni attivi (26). I costi per servizi per complessivi € 2.116.516 sono dettagliatamente esposti nel conto economico e accolgono tutte le spese di funzionamento dell’Associazione quali i compensi per le prestazioni professionali dei fiduciari e dei collaboratori, gli emolumenti al Collegio dei revisori, maggiorati dell’Iva nelle misure di legge, il costo per le assicurazioni vita e infortuni contratte dall’Ente, nonché le spese generali di gestione. I costi per il personale ammontano a complessivi € 553.703, con un incremento di euro 53.920 rispetto al 2015, e comprendono tutti gli emolumenti ricorrenti (stipendi e relativi oneri previdenziali) per il personale dipendente che al 31.12.2016 è di n. 8 unità. La voce ammortamenti ammonta a € 5.121. Gli oneri diversi di gestione per complessivi € 225.913 sono costituiti dalle quote associative dovute alla Fif.Pro., al Fondo di solidarietà e alla AIC Onlus (94.999), dagli oneri tributari indiretti quali l’Imu sugli immobili di proprietà e le ritenute a titolo di imposta sulle cedole, sugli interessi bancari e sui depositi postali (24.803), da erogazioni liberali a Terzi (105.811), di cui € 105.711 a favore del Fondo di solidarietà per Calciatori, Allenatori e Preparatori Atletici di Calcio, al netto della defiscalizzazione sulla erogazione del 2015, nonché dalla perdita di un contributo associativo (300). Gli interessi e altri oneri finanziari per complessivi € 101.560 sono rappresentati da commissioni sui c/c bancari e postali (2.219), da differenze passive di cambio (3.056),da spese e perdite su gestione fondi ( 96.273) e da partite minori (12). Proventi e oneri straordinari: Tali voci dal 2016 sono state abrogate e i singoli importi sono stati imputati alla normale gestione dell’Ente, non avendo riscontrato nell’esercizio in esame elementi di ricavo o di costo di entità o incidenza eccezionali. IMPOSTE SUL REDDITO L’Associazione, pur non esercitando alcuna attività commerciale, è tenuta a dichiarare ai fini Ires il reddito complessivo formato dai redditi fondiari, di capitale e diversi, ad esclusione di quelli esenti dall’imposta e di quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva, ai sensi dell’articolo 143 del Dpr. 917/86.

XII

Le imposte correnti sono rilevate e accantonate secondo il principio di competenza e rappresentano pertanto gli accantonamenti per imposte Ires (547.063) e Irap (34.364), determinate secondo le aliquote e le norme in vigore, cui sono state aggiunte imposte dell’esercizio precedente (56). RIVALUTAZIONE MONETARIA BENI MATERIALI Per analogia con le disposizioni previste dal Dl. 29 novembre 2008 n. 185, convertito dalla Legge 28 gennaio 2009 n. 2, l’Associazione ha provveduto alla rivalutazione di un immobile strumentale. Non sono state rilevate le imposte differite in quanto l’immobile oggetto di rivalutazione risulta fiscalmente escluso dal patrimonio dell’Ente ai sensi dell’art. 58, commi 2 e 3 bis, della Legge 30 dicembre 1991 n. 413 e del Dl. 30 agosto 1993 n. 331. Si attesta che il valore netto dei beni rivalutati risultanti dal bilancio in commento non eccede quello fondatamente attribuibile in relazione al loro valore di mercato. CONCLUSIONI Il presente bilancio rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria, nonché il risultato economico dell’esercizio e corrisponde alle risultanze delle scritture contabili. Vi invitiamo pertanto ad approvare il rendiconto d’esercizio chiuso al 31.12.2016 come presentatovi e a deliberare l’avanzo gestione di € 44.044 al Fondo assistenza e mutuo soccorso. Si dichiara espressamente che l’attività sviluppata nel corso dell’anno ha rispettato i principi relativi alle associazioni senza scopo di lucro nonché gli scopi sociali istituzionali come da statuto dell’Associazione. Vicenza, lì 21 marzo 2017 Il Presidente del Consiglio Direttivo (Damiano Tommasi)


amarcord

L’incipit Cesenatico e una palla di stracci (pag. 13) Azeglio. Un nome particolare, in qualche modo legato alla propria terra d’origine. “La Romagna è sempre stata la terra dei nomi insoliti e il mio non fa eccezione. I miei genitori si ispirarono al marchese Massimo d’Azeglio, inviato dai Savoia come governatore provvisorio della regione appena liberata dopo la seconda guerra d’Indipendenza. Ma da bambino a scuola mi corressero il nome in Azelio, perché per la maestra la “gl” era grammaticamente sbagliata! È rimasto così per più di vent’anni: anche sulle figurine Panini di quando giocavo e perfino sul certificato di matrimonio. Dopo un’ulteriore verifica all’Anagrafe, la “g” è tornata…”. Azeglio nasce nelle campagne di Cesena, nella “Cascina Rossa” di San Vittore, il 20 marzo 1933. “Era una cascina molto grande a pochissimi chilometri da Cesena, circondata da frutteti di peschi, susini e da vigneti dove lavoravano mio zio – che era fattore – e mio padre. A un bambino gli spazi della campagna regalavano mille modi di trascorrere le giornate, io passavo gran parte del tempo giocando a nascondino oppure alla “lippa”. Con un pezzo di legno, che faceva da mazza, si doveva battere su un bastoncino più piccolo e appuntito facendolo alzare da terra per poi colpirlo “al volo” e mandarlo il più lontano possibile. Organizzavamo sfide infinite anche con i ragazzi che vivevano nelle cascine vicine”. Ben presto però il verde dei campi e dei frutteti lascia il posto all’azzurro: a cinque anni Azeglio conosce il mare a Cesenatico, dove va a vivere con la famiglia composta – dopo la prematura morte del padre Giuseppe – dalla mamma Maria e sei fratelli, tre maschi e tre femmine, tutti più grandi di lui. “Ci siamo trasferiti nel 1938, in una casa in via Mazzini. Lì ho iniziato la scuola, avevo come maestra la mamma di Giorgio Ghezzi, il “kamikaze”: altro cesenaticense doc, indimenticato portiere dell’Internazionale e della Nazionale degli anni Cinquanta. Studiavo volentieri e me la cavavo bene, tanto che mia madre voleva che da grande facessi il maestro. E, tutto sommato, non ha sbagliato di molto, perché il

ruolo dell’allenatore non è così diverso da quello dell’insegnante… La vita era semplice e tranquilla, in quel momento era inimmaginabile la tragedia della seconda guerra mondiale. Certo che era un’altra Italia, anche se Cesenatico stava cambiando: da tranquillo borgo di pescatori iniziava a diventare una meta turistica, con il Grand Hotel inaugurato da pochi anni e la costruzione dell’avveniristica colonia Agip, ultimata proprio nel 1938 (…) Giocavamo in ogni angolo in cui ci fosse un po’ d’erba: nel cortile della parrocchia di San Giacomo o al campetto della Fiera, nel vecchio impianto sportivo vicino alla stazione ferroviaria. E se non si poteva lì andava bene anche la strada, perché nel primo dopoguerra di auto in giro per Cesenatico ce n’erano davvero poche. Chi aveva un pallone aveva un tesoro, ma per giocare bastava anche una palla di stracci, purché rotolasse…”. Azeglio Vicini

UNA VITA IN AZZURRO

Con Ines Crosara e Gianluca Vicini Goalbook Edizioni

Azeglio Vicini, marzo 1933, dopo gli inizi col Cesenatico passa al Cesena (promozione in IV Serie) e da qui al Lanerossi Vicenza (A). Veste poi le maglie di Sampdoria (sette stagioni filate in A) e Brescia (B-A). Nella stagione 1967/1968 allena il Brescia ed entra poi a far parte del Settore Tecnico della Nazionale, guidando dapprima l’U23 e successivamente – per dieci anni – l’U21. Dopo i Mondiali del 1986 in Messico, prende il posto di Bearzot alla guida della Nazionale A: semifinalista agli Europei 1998, chiude con un terzo posto il Mondiale d’Italia 90, grazie alla vittoria a Bari sull’Inghilterra, dopo l’amara sconfitta ai rigori nella semifinale contro l’Argentina, giocata a Napoli. Commissario Tecnico sino a ottobre ’91, viene poi sostituito da Arrigo Sacchi. Dopo un paio di esperienze in panchina con Cesena e Udinese, ha rivestito gli incarichi di presidente AIAC (associazione italiana allenatori calcio) e del Settore Tecnico della Figc. Vive a Brescia.

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scatti

di Maurizio Borsari

Esultanze (2)

Mattia Destro (e un tifoso) in Bologna-Udinese 4-0

Esultanze (1)

Cristiรกn Zapata e Gianluigi Donnarumma in Inter-Milan 2-2

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scatti

Esultanze (3)

Mario Mandzukic (e piÚ di un tifoso) in Juventus – Monaco 2-1

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politicalcio

di Fabio Appetiti

Direttore Generale della FIGC

Michele Uva: “Per un sistema ognuno “Studiare senza riflettere è inutile. Riflettere senza studiare è pericoloso”. Partendo da questa massima va riconosciuto al Dg della FIGC, membro nel Comitato UEFA, Michele Uva, un impegno serio che dura da anni, di studio e approfondimento dei problemi del calcio italiano. E questa intervista, fatta con la massima stima ma senza sconti, vuole anche essere un riconoscimento a chi, tra i pochi, sta cercando di contribuire in modo concreto alla crescita complessiva di tutto il sistema. Poi ci sono le idee, gli indirizzi politici, i programmi, su cui si può essere o meno d’accordo. I calciatori si sono espressi con coraggio nelle ultime elezioni del 6 marzo ma è una sfida già passata, quella che abbiamo davanti è come continuare quell’impegno e costruire la nostra idea di calcio. Non è quindi più il caso di chiedersi “per chi suona la campana”?, “La campana suona anche per noi”. Partiamo dal 6 Marzo. C’erano due candidati alternativi e una certezza. Chiunque avesse vinto Michele Uva sarebbe rimasto Direttore Generale della FIGC... Un riconoscimento al lavoro svolto? “Sì, lo considero un riconoscimento al lavoro tecnico svolto da quando, nel settembre 2014, sono diventato Direttore Generale della FIGC e questo dal punto di vista professionale

non può che farmi piacere. Significa che tutti hanno riconosciuto il lavoro portato avanti in questi anni e questo mi stimola ogni giorno a fare del mio meglio per il bene di tutto il sistema. Avere una Federazione che ha un piano di sviluppo e di crescita, gestita in modo oculato e trasparente, che mette a disposizione risorse per gli investimenti determinati dagli indirizzi politici del Presidente e del Consiglio Federale, è il compito del Direttore Generale. Compito a cui mi  dedico con grande entusiasmo”. Senza entrare nell’ambito politico, Tavecchio è stato rieletto con il 46% di contrari. In modo particolare i calciatori si sono schierati compattamente contro. Si può guidare la Federazione Gioco Calcio senza i calciatori? “Il compito del Direttore Generale è quello di gestire il sistema con tutte le sue componenti. È insito nella stessa parola “componenti” che un sistema è fatto da più parti e per funzionare ha bisogno che tutti si sentano coinvolti. Il mio ruolo, nell’ambito tecnicogestionale, è quello di tener presente le varie esigenze anche delle componenti che hanno scelto con forza strade politiche differenti. Sono convinto dell’importanza del dialogo e la mia porta è sempre aperta ai contributi di idee utili alla crescita del calcio italiano. Mi sembra di aver dimostrato con i fatti che in tantissimi progetti ho cercato di coinvolgere Leghe e componenti tecniche e i calciatori sono per me, ovviamente, parte fondamentale.

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Michele Uva è nato a Matera l’8 novembre 1964. Nominato Direttore Generale della FIGC nel settembre 2014, ricopre anche ruoli presso la FIFA come Istructor e Match Officer e presso la UEFA in qualità di membro della Commissione National Team Competittion e UEFA Delegate. Il 5 aprile scorso è stato eletto membro del Comitato Esecutivo della UEFA.

Sono convinto che solo così il calcio italiano può crescere, con uno sforzo “costruttivo” da parte di tutti”. Dimmi un fiore all’occhiello del tuo lavoro in questi due anni e mezzo “Più che fiore all’occhiello, una cosa che mi salta agli occhi è l’entusiasmo e la passione delle persone che lavorano qui dentro e questo mi gratifica tantissimo. Io penso di aver dato molto a loro sia in termini di opportunità e lavoro in team, sia di gratificazioni economiche, che ovviamente ci possono essere solo in presenza di risultati positivi. E noi abbiamo raggiunto risultati sia quantitativi in termini di bilancio, sia qualitativi. Tra questi ultimi non posso non citare l’aver organizzato due finali Champions, maschile e femminile, con i grandi riconoscimenti internazionali ottenuti per come ci siamo presentati agli appuntamenti. Le 20 mila persone di Reggio Emilia per la finale femminile di Champions rimarranno un ricordo indelebile nella mia mente”. Parliamo di aree di criticità del sistema calcio Italia. Ti dò tre titoli: crisi dei talenti e settori giovanili, impiantistica sportiva, sostenibilità. Comin-


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forte deve fare la sua parte” ciamo con i giovani… “Quando lavori sui settori giovanili i risultati sono sempre a medio lungo termine, intorno ai 6/8 anni, per allora io probabilmente non sarò più Direttore Generale (il Direttore sostiene che il ciclo di un manager deve essere 4/6 anni ndr). L’impostazione delle nazionali giovanili, l’avvio di un nuovo percorso del calcio femminile, lo sviluppo dei centri federali territoriali (che ancora politicamente non sono stati del tutto compresi), porteranno frutti di cui il calcio italiano sono certo godrà nei prossimi anni. Per lo stesso principio una parte dei risultati delle nazionali giovanili che stiamo già vedendo, non ho alcuna difficoltà a riconoscerlo, fanno parte del lavoro portato avanti da Arrigo Sacchi sotto la gestione AbeteValentini. Ora questi risultati vanno legittimati, sostenuti e implementati con l’obiettivo di far crescere nuovi talenti di cui il calcio italiano ha un grande bisogno e questo fa parte del nuovo percorso che abbiamo avviato”. Impiantistica sportiva… “Il dato che abbiamo presentato ad Udine il 7 maggio, elaborato dal nostro centro studi, alla presentazione del libro sugli stadi italiani realizzato dal Credito Sportivo, fa abbastanza impressione e non lascia spazio ad altri sentimenti che non siano quelli di profonda amarezza ed anche un po’ di vergogna: su 167 impianti nuovi realizzati in Europa, solo 3 sono stati realizzati in Italia, appena il 2%. Quando grazie al mio ruolo in UEFA mi incrocio con Zibì Boniek - che di questi 167 impianti , 30 ne ha realizzati in Polonia - non posso che fare confronti amari per il mio Paese. Evidentemente in Polonia la politica ha pensato che lo sviluppo dell’impiantistica e delle infrastrutture fossero una priorità per lo sport ed un volano di sviluppo economico. Qui in Italia invece, nonostante tutti gli sforzi fatti, grazie al governo Letta con la Legge del 2013 e poi ai governi Renzi e Gentiloni con gli interventi dell’ultima manovra, siamo ancora in forte ritar-

do. Forse qualcosa si sta muovendo e ora tocca anche alle società investire... mi sembra che una nuova percezione ci sia e che inizi a crescere una nuova cultura che comprende che abbiamo bisogno di strutture più moderne per tornare competitivi. I progetti di Roma, Fiorentina, Atalanta, Bologna fanno ben sperare”. La sostenibilità del sistema… “Il 30 maggio sarà presentato l’ultimo report economico e gli ultimi dati sono migliorativi del sistema, frutto anche dei nuovi requisiti e vincoli (indici di liquidità, fideiussioni) approvati per le iscrizioni, a cui hanno partecipato tutte le componenti, approvando quasi sempre all’unanimità questi provvedimenti. Anche qui è un percorso appena iniziato il cui impatto è a medio termine. C’è una controtendenza, è vero, ma il sistema non è ancora stabile e il pareggio del sistema si basa ancora sulle immissioni dei proprietari che, in una fase di crisi economica, hanno sempre maggiori difficoltà a distogliere risorse dalle proprie aziende. Per arrivare ad un sistema virtuoso c’è bisogno di uno sforzo collettivo e di unità da parte di tutte le componenti, in cui ognuna rinunci a valutare solo l’impatto sulla propria parte. Dobbiamo comunque continuare sulla strada intrapresa e grazie anche al nuovo indice sul pareggio di bilancio, che andrà in vigore dal 2018/19 , tra 4 anni sono convinto avremo un sistema economicamente più sostenibile e che troverà al suo interno la sua ottimale articolazione”. A proposito di visione di insieme e di proprietari: Lega di Serie A commissariata, Lega di B in crisi nel dopo-Abodi, problemi in Lega Pro. I presidenti litigano e il nostro calcio perde fascino e tifosi. Calcio bene “pubblico”

o bene “privato”? “La domanda è pertinente e intelligente. Per fortuna il calcio appartiene a tutti ed è un bene assolutamente pubblico in termini di passione e seguito, perché non c’è nessun evento che ogni domenica mette insieme milioni di persone con uno spettacolo irripetibile e ogni volta unico che non ha uguali. Quindi è “pubblico” in termini di fenomeno che coinvolge milioni di persone, mentre è privato nella parte della gestione visto che le società sono aziende con tanto di rischio imprenditoriale. Coniugare l’aspetto privatistico delle società e delle Leghe, che dovrebbero omogeneizzare le varie anime, con la parte pubblica del coinvolgimento dei tifosi è la vera “grande sfida” del calcio italiano. Su questo la Federazione non può intervenire, può controllare, indirizzare e regolare può infine favorire il dialogo, ma questo lavoro spetta principalmente alle Leghe, che in questa fase mostrano (è evidente) delle difficoltà”. Ti è generalmente riconosciuta grande sensibilità sul Calcio Femminile. L’AIC ha costituito al suo interno un settore autonomo ed ha eletto Sara Gama tra i suoi consiglieri. I programmi FIGC? “Non perché parlo al giornale dell’AIC, ma è giusto riconoscere anche la fortissima sensibilità dell’AIC sul tema Calcio Femminile che sta aiutando molto il processo di start-up di questo sport in Italia. Forse è anche vero che, come FIGC, in passato, abbiamo forzato un po’ la mano, portando avanti in maniera autonoma un programma su questo settore, ma lo abbiamo fatto perché serviva uno shock che aiutasse tutto il movimento. All’interno del programma ci stavano tutta una serie di iniziative, che si possono anche migliorare, ma che è indubbio 29


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hanno aiutato il sistema a crescere. Penso in modo particolare all’obbligatorietà delle Under 12 per le società professionistiche o alla possibilità di cedere il titolo in modo che società di Serie A e Serie B potessero acquisire il titolo da società in difficoltà, oltre agli investimenti importanti fatti sulle nazionali ed altri interventi ancora. Un milione e centomila tesserati,18mila donne, è chiaro che il margine di crescita è tutto nel femminile. Il nostro programma è stato frutto anche del lavoro di studio fatto in giro per il mondo ad osservare le “best practices” degli altri Paesi quali Francia, Germania e Inghilterra insieme a Francesca Sansone. La possibilità di costituire un settore autonomo è una scelta politica che spero venga messa sul piatto del Consiglio Federale e affrontata e studiata in modo sereno, con il solo obiettivo di capire ciò che è meglio per la crescita del movimento. Io posso solo dire che qualsiasi sia la scelta, la struttura della Federazione la porterà avanti con grande entusiasmo”. La tua candidatura nel Consiglio Esecutivo UEFA è stata appoggiata da tutte le componenti italiane e poi sostenuta in Europa. In concreto, come può aiutare il calcio italiano la tua presenza? “In quella sede io non rappresento ovviamente me stesso, ma tutto il nostro Paese. In primis dovrò favorire la crescita di tutto il calcio europeo, ma è chiaro come la mia presenza può dare forza e credibilità all’intero sistema italiano, che ultimamente ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali. È bene dire che non sarò il solo a rappresentare il nostro Paese in Europa, ma ci saranno anche altri dirigenti italiani presenti nelle commissioni e tutti insieme dovremo portare un contributo di serietà e competenza per gli interessi del nostro calcio e di tutto il calcio europeo”. La modifica della Legge Melandri sembra aver creato qualche problema a Lega Pro e Lega B. Alla Federazione viene rimproverato di non aver coinvolto queste Leghe nel dialogo con il governo. Come è andata? “Su quelle che sono le leggi dello Stato le decisioni sono degli organi preposti a fare le leggi ed io sono solo uno 30

spettatore. La prima Legge Melandri è stata una ottima legge, che ha permesso una suddivisione utile delle risorse, ma creava una dispersione. Questa modifica avvenuta della prima parte, alla quale credo seguirà anche una seconda parte, ha solo ridefinito in modo netto che le risorse che arrivano dalla mutualità debbano essere destinati agli investimenti e non alle spese correnti. Quali sono gli investimenti di una società di calcio se non i settori giovanili e le infrastrutture? Secondo me è divenuto un campo di discussione di politica sportiva, ma per quanto mi riguarda come tifoso di calcio e come Direttore FIGC reputo queste modifiche assolutamente coerenti con gli obiettivi della Legge Melandri di far crescere tutto il sistema. Sono certo che non ci sarà alcuna ricaduta negativa sulle società e stiamo lavorando comunque a stretto contatto con le Leghe interessate per tracciare un percorso condiviso di accompagnamento agli effetti della legge”. Caso Intralot. Era necessario affiancare la maglia della Nazionale ad una azienda di scommesse? “Non c’è né identificazione, né un legame tra la maglia azzurra e la società di scommesse in questione, semmai c’era una ragione di opportunità. Intanto però facciamo chiarezza dicendo che da circa 16 anni la FIGC ha ceduto ad Advisor terzi la gestione delle sponsorizzazioni e non c’è una gestione diretta degli accordi commerciali tra FIGC e aziende e questo ovviamente ha il suo significato. Premetto comunque che comprendo e accetto qualsiasi tipo di critica sull’argomento e magari in futuro faremo altro genere di valutazioni, ma su temi di questo tipo è giusto confrontarsi e analizzare su quale sia la soluzione migliore. Tutti siamo impegnati ad affrontare i mali che vogliamo sconfiggere come quelli delle ludopatie e del gioco d’azzardo, però è anche vero che la scommessa sportiva esiste da sempre con il Totocalcio e risponde a requisiti di competenza e studio dello sport, senza rientrare nelle degenerazioni del gioco d’azzardo. Bisogna capire cosa si identifica con la ludopatia e cosa no. In seguito alle critiche ricevute ho letto molti studi su questo. Comunque ripeto, quando le critiche

sono costruttive, sono sempre utili e le accetto. Nel frattempo è bene sottolineare che nel rispetto degli accordi presi e che non possiamo modificare, che tutti i soldi provenienti da quella sponsorizzazione, sono destinati alle attività di settori giovanili e a progetti di contrasto delle ludopatie”. Tra i tuoi libri “Viaggio all’interno dello sport” in cui facevi una fotografia del sistema sportivo italiano. Giovanni Malagò è stato rieletto Presidente del CONI parlando di donne nello sport e quarantenni. Cosa ti aspetti da questo secondo mandato? “Quelle che saranno le priorità di questo secondo mandato ovviamente le deciderà lui. Io sono orgoglioso di aver contribuito alla stesura del programma del primo mandato e credo che in questi 4 anni Malagò abbia dato un grande impulso al valore dello sport sia in termini di pratica sportiva, sia in termini di sensibilità e riconoscimento di questo mondo, sia in termini di presenza sul mondo scolastico. Ricordo a tutti che anche qui vale il principio che i risultati arriveranno nel tempo. Lui ha avuto la forza di combattere una inerzia che durava da tempo e sono certo che se il primo mandato è stato quello di ridare forza ad un sistema, questo secondo mandato sarà quello delle riforme e del rilancio complessivo, anche attraverso la scelta di persone nuove, perché si sa che le idee camminano sulle gambe degli uomini”. Cosa non farà mai nella vita Michele Uva: Presidente FIGC, Ministro dello Sport, Direttore Generale di una grande società professionistica (o organizzazione internazionale)… “Le prime due le escluderei, sono ruoli politici. La terza, in una grande società od organizzazione internazionale…è il mio mestiere e quindi perché no…?”.


regole del gioco

di Pierpaolo Romani

Intimidazioni, violenze, offese e razzismo

Un calcio che non ci piace Goliardata secondo il dizionario Treccani significa “azione, impresa, discorso o affermazione che hanno il carattere dell’improvvisazione, della leggerezza, della spacconata, [...] e nello stesso tempo dell’audacia, dell’arditezza, della baldanza non conformistica”. Siamo partiti dal significato delle parole perché siamo convinti che questo sia il primo passo da compiere se si vogliono capire le situazioni che la vita ci pone di fronte. Una di queste è recentemente balzata alle cronache nazionali e internazionali. La notte tra il 4 e il 5 maggio, vicino al Colosseo, nel pieno centro della nostra capitale, tre manichini con addosso la maglia di calciatori della Roma – De Rossi, Salah e Nainggolan – sono stati esposti con il cappio al collo. Vicino ai manichini è stato esibito uno striscione con scritto: “Un consiglio senza offesa. Dormite con la luce accesa”. Qualche ora dopo che la notizia ha fatto il giro del mondo, è giunto un comunicato stampa di una parte degli ultras laziali, gli Irriducibili – quella frangia capeggiata da Francesco Piscitelli, pluripregiudicato, accusato di minacce ed estorsioni al presiden-

te Lotito e, recentemente, dalla procura di Roma di essere stato in rapporti con Massimo Carminati, er cecato, considerato dagli inquirenti il capo di Mafia Capitale. Comunicato in cui rivendicavano l’atto, si dichiaravano stupiti di tanto clamore mediatico, e facevano rientrare il gesto nel “sano sfottò che genera il derby”. L’allenatore della Lazio, Simone Inzaghi, ha dichiarato: “Sono fortemente contrario a ciò che istiga alla violenza, però non bisogna per forza trovare il marcio. Vivo a Roma da oltre 20 anni e so come funzionano le cose, dopo i derby ci sono

sempre prese in giro da entrambi i lati. A volte va fatta una distinzione tra fatti gravi e sfottò”. Di parere opposto, Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori: “Non chiamatela goliardia o sfottò, è una cosa seria: i tifosi che hanno appeso i manichini dei giocatori con il Colosseo sullo sfondo, volevano lanciare un messaggio al mondo,

morti. A Torino, alla vigilia del derby, nonostante vi siano state alcune dichiarazioni importanti di calciatori simbolo della Juventus e della Nazionale, Gigi Buffon e Claudio Marchisio, dalle fila della tifoseria bianconera si è ritornati ad insultare ver-

perché questo è il loro modo di intendere il calcio. Da quattro anni (come AIC, NdR) affrontiamo una battaglia dal nome "Giocatori sotto tiro". Non è un problema di Roma o di Lazio. Le prese di distanza dall'episodio non mi sembrano convinte”. Sull’episodio si è pronunciata anche Rosy Bindi, Presidente della Commissione parlamentare antimafia, organo che da alcuni mesi ha avviato un’inchiesta sull’infiltrazione mafiosa nelle tifoserie di calcio: “Le indagini faranno il loro corso ma l'episodio non si può sottovalutare. In uno spazio pubblico e simbolico della città di Roma è stata messa in scena una macabra intimidazione. Le tifoserie stanno mutuando comportamenti violenti e intimidatori molto simili a quelli della criminalità organizzata". Nessun comunicato risulta pervenuto dalla A.S. Roma calcio, i cui giocatori sono “sotto tiro” anche da parte di una frangia della propria tifoseria. Nessuna parola è stata pronunciata o scritta della FIGC. I calciatori restano sotto tiro anche da

gognosamente i calciatori del grande Torino morti nell’incidente aereo del 4 maggio 1949, insieme a dirigenti, giornalisti e membri dell'equipaggio. In tutto 31 persone. Diverse scritte offensive e deprecabili sono state dipinte sui muri della città ed un cartello con la scritta “Stalla” è stato apposto fuori dal cantiere dello Stadio Filadelfia, prossima sede degli allenamenti della squadra granata. Chi denigra, intimidisce e minaccia, come abbiamo visto, lo fa sia che i calciatori siano vivi o morti. Sia che siano di pelle bianca o scura. Un accanimento, in termini razzisti, si registra verso i calciatori di colore. Lo si è visto ancora una volta a Cagliari dove dei cori di palese denigrazione sono stati intonati contro Sulley Muntari, calciatore ghanese del Pescara. Infastidito, il centrocampista aveva chiesto all’arbitro di sospendere la partita. Non è successo nulla. Il calciatore prima è stato ammonito e, successivamente, espulso. Se per il rappresentante dell’Alto Commissariato per i diritti umani, Zeid Ra'ad al-Hussein, il calciatore è da ritenersi un esempio di lotta al razzismo, il giudice sportivo nostrano gli aveva inflitto una giornata di squalifica. Il provvedimento, grazie anche all’intervento di AIC, è stato successivamente annullato. Quelli che abbiamo raccontato sono fatti reali che raccontano di un calcio che non ci piace. Un calcio di fronte al quale non si può né tacere né essere passivi spettatori. 31


calcio e legge

di Stefano Sartori

I principali termini regolamentari 2017/2018

Tutte le scadenze da non Termini per Professionisti e Giovani di Serie TERMINI PER LA STIPULA DI UN CONTRATTO Termini per la stipula di un contratto professionistico • Per la stipula di un contratto professionistico da parte di calciatori il cui precedente contratto con società professionistiche è scaduto al termine della stagione 2016/2017 o è stato risolto per non ammissione al campionato di competenza della società di appartenenza nonché per calciatori “giovani di serie”, “giovani dilettanti” e non professionisti svincolati ex art. 107 e 108 N.O.I.F.

dall’1/7/17 al 31/3/18

Termini per la stipula di un contratto per calciatore il cui contratto è stato risolto • Per la stipula di un contratto professionistico da parte di calciatori il cui precedente contratto con società professionistica è stato risolto (ai sensi dell’articolo 117 N.O.I.F.) nel corso della stagione sportiva 2017/18.

dall’1/7/17 al 31/7/17 e dal 3/1/18 al 31/1/18

TERMINI PER LA CESSIONE DI UN CONTRATTO (ARTICOLI 95, 102, 103 E 104 N.O.I.F.) dall’1/7/17 al 31/8/17

Termini per la cessione di un contratto 1° periodo • Per i calciatori appartenenti alle società di serie A, B, Lega Pro.

dal 3/1/18 al 31/1/18

Termini per la cessione di un contratto periodo suppletivo • Per i calciatori appartenenti alle società di serie A, B, Lega Pro.

TERMINI PER LA RISOLUZIONE DELLE CESSIONI DI CONTRATTO A TITOLO TEMPORANEO dall’1/7/17 al 31/8/17

• Per la risoluzione delle cessioni di contratto temporanee biennali avvenute nella precedente stagione sportiva (Art. 103 bis N.O.I.F.).

Termini per la stipula di un contratto dall’1/7/17 per calciatore retrocesso nei dilettanti al 31/8/17 (autonoma sottoscrizione) • Per la stipula di un contratto con nuova società professionistica per il giocatore di Lega Pro il cui contratto è stato risolto a seguito di retrocessione della società nei dilettanti (Articolo 117 punto 5 N.O.I.F.).

dal 3/1/18 al 31/1/18

• Per la risoluzione delle cessioni di contratto a titolo temporaneo di calciatori professionisti (Articolo 103 bis N.O.I.F.).

Termini per la stipula di un contratto per calciatore retrocesso nei dilettanti (con consenso della società) • Per la stipula di un contratto con nuova società professionistica per il giocatore di Lega Pro. il cui contratto è stato risolto a seguito di retrocessione della società nei dilettanti (ai sensi dell’articolo 117 punto 5 N.O.I.F.).

della stagione sportiva

Termini per la stipula di un contratto per dall’1/7/17 calciatore dilettante al 31/7/17 • Per l’autonoma sottoscrizione di un contratto professionistico da parte di calciatori dilettanti in età di contratto (classe ’97, ’96, ’95, ecc.). (Articolo 113 N.O.I.F.).

dal 29/5/17 tratto pluriennale possono stipulare accordo al 30/6/17 preliminare con società diversa dalla propria,

dal 3/1/18 al 31/1/18

dall’1/8/17 al 31/8/17 e dal 3/1/18 al 31/1/18

Termini per la stipula di un contratto professionistico con il consenso della società dilettantistica • Per la sottoscrizione di un contratto professionistico con il consenso della società dilettantistica da parte di calciatori dilettanti in età di contratto (classe ’97, ’96, ’95, ecc.). (Articolo 113 N.O.I.F.). 32

ACCORDI PRELIMINARI dall’1/7 al 30/6

dall’1/1/17 al 30/6/17

• I calciatori con contratto in scadenza possono stipulare un nuovo contratto (prolungamento) con la propria società in qualsiasi momento della stagione sportiva. • In costanza di rapporto, i calciatori con contratto in scadenza al 30 giugno 2017 possono stipulare accordo preliminare con società diversa dalla propria. • In costanza di rapporto, i calciatori con con-

con contestuale cessione di contratto. Tali accordi non devono interessare società della stessa Serie e/o girone in costanza di svolgimento dei campionati.

TERMINI PER OPZIONI E CONTROOPZIONI (ARTICOLI 101, 103, 103 BIS N.O.I.F.) dal 19/6/17 al 21/6/17 (opzioni) e dal 22/6/17 al 24/6/17 (controopzioni)

• Termine per l’esercizio dei diritti di opzione e controopzione previsti nei trasferimenti e nelle cessioni di contratto relative alla stagione sportiva 2016/2017.


calcio e legge

dimenticare • Termine per l’esercizio dei diritti di opzione previsti nei trasferimenti e nelle cessioni di contratto stipulati nel primo periodo della campagna trasferimenti della stagione sportiva 2017/2018 ove non previsto il diritto di controopzione.

dal 3/1/18 al 31/1/18

TERMINI PER LA RISOLUZIONE CONSENSUALE • È ammessa purché prevista da accordo scritto che deve essere depositato presso la Lega entro 5 giorni dalla data di stipulazione. (Articolo 117 punto 3 delle N.O.I.F.). N.B. Il calciatore, ottenuta la risoluzione consensuale può tesserarsi per una società dilettantistica entro il 30/1/18, purché siano trascorsi almeno 30 giorni dall’ultima partita ufficiale.

dall’1/7/17 al 30/6/18

TESSERAMENTO IN DEROGA CALCIATORI PROFESSIONISTI CON RAPPORTO SCADUTO O CONSENSUALMENTE RISOLTO ENTRO LA FINE DEI DUE PERIODI DI CAMPAGNA TRASFERIMENTI (ART. 6 DEL REGOLAMENTO FIFA) dall’1/9/17 • Contratto scaduto o risolto consensualmenal 15/12/17 te da lunedì 1° luglio 2017 alla fine del primo periodo di campagna trasferimenti. e dall’1/2/18 al 28/2/18 • Contratto scaduto o risolto consensualmente dal il 1° settembre 2017 alla fine del secondo periodo di campagna trasferimenti.

dall’1/2/18 al 28/2/18

TERMINI PER IL TESSERAMENTO DI CALCIATORI PROVENIENTI DA FEDERAZIONE ESTERA (ART. 40 NOIF) dall’1/7/17 al 31/8/17 e dal 3/1/18 al 31/1/18

• Per il tesseramento di calciatori professionisti provenienti da federazione estera e per il primo tesseramento di calciatori professionisti mai tesserati all'estero.

dall’1/7/16 al 31/3/17

• Per il tesseramento di calciatori professionisti provenienti da federazione estera con contratto scaduto nella precedente stagione sportiva (terminata entro il 31 luglio 2017).

TERMINI PER IL TESSERAMENTO DEI GIOVANI DI SERIE dall’1/7/17 al 31/5/18

Termini per il tesseramento dei “giovani di serie” • Per il tesseramento di “giovani di serie” a favore di società delle Leghe professionistiche (primo tesseramento e tesseramento da liste di svincolo).

TERMINI PER I TRASFERIMENTI DEI GIOVANI DI SERIE (ARTICOLI 100, 101 E 104 N.O.I.F.) dall’1/7/17 al 31/8/17

Termini per i trasferimenti - 1° periodo • Per il trasferimento di “giovani di serie” a società di Serie A, B, Lega Pro, della L.N.D. I calciatori devono però già essere tesserati per la società cedente al 30/6/17.

dal 3/1/18 al 31/1/18

Termini per i trasferimenti periodo suppletivo • Per il trasferimento di “giovani di serie” a società di Serie A, B, Lega Pro, della L.N.D.

TERMINI PER LA RISOLUZIONE DI ACCORDI DI TRASFERIMENTO DI GIOVANI DI SERIE dal 3/1/18 al 31/1/18

• Per la risoluzione di accordi di trasferimento a titolo temporaneo di calciatori “giovani di serie”. (Articolo 103 bis N.O.I.F.)

TESSERAMENTO CALCIATORI GIOVANI DI SERIE MAI TESSERATI ALL'ESTERO dall’1/7/17 al 31/5/18

• Per il tesseramento • Per l'eventuale sottoscrizione del primo con-

dall’1/7/17 tratto da professionista. al 31/8/17 e dal 3/1/18 al 31/1/18

TERMINI CALCIATORI CLASSE ’97 - ’98 Da parte di società professionistiche nei confronti di “giovani di serie” che a partire dalla stagione sportiva 2017/2018 hanno rispettivamente diritto al primo contratto (classe ’97) e alla qualifica di aspirante professionista (classe ’98).

dall’1/6/17 al 30/6/17

dall’1/7/17 al 14/7/17

Termini per la riconferma classe ’97 • Termini per la riconferma dei calciatori classe 1997 “giovani di serie” per primo contratto professionistico (Articolo 33 punto 2 N.O.I.F.). Termini per la riconferma classe ’98 • Termini per la riconferma dei calciatori classe 1998 “giovani di serie” per un “rapporto di addestramento tecnico”. (Articolo 33 punto 2 N.O.I.F.)

LISTE DI SVINCOLO dall’1/7/17 • Termini per porre in lista di svincolo da al 14/7/17 parte delle società i calciatori “giovani di e dall’1/12/17 serie”. (Articolo 107 N.O.I.F.) al 15/12/17 33


calcio e legge

Termini per Non Professionisti e Giovani Dilettanti TERMINI PER IL TESSERAMENTO Termini per il tesseramento dei calciatori “non professionisti” (primo tesseramento o tesseramento da lista di svincolo) • Per il tesseramento di calciatori “non professionisti” a favore di società della L.N.D.

dall’1/7/17 al 31/3/18

dall’1/7/17 al 31/5/18

Termini per il tesseramento dei “giovani dilettanti” • Per il tesseramento dei “giovani dilettanti” a favore di società della L.N.D.

Termini per il tesseramento dei calciatori dall’1/7/17 ex professionisti al 30/1/18 • Per il tesseramento a favore di società della L.N.D. di calciatori professionisti che hanno risolto (per qualsiasi ragione) il loro rapporto contrattuale, purché siano trascorsi almeno 30 giorni dall’ultima partita ufficiale.

TERMINI PER I TRASFERIMENTI TRA SOCIETA’ DELLA L.N.D. (ARTICOLI 100, 101 E 104 N.O.I.F.) dall’1/7/17 al 15/9/18

Termini per i trasferimenti 1° periodo • Per il trasferimento di calciatori “giovani dilettanti” e “non professionisti” tra società della Lega Nazionale Dilettanti.

TERMINI PER LA RISOLUZIONE DI ACCORDI DI TRASFERIMENTO • Per la risoluzione di accordi di trasferimento

dall’1/9/17 a titolo temporaneo di calciatori “non profesal 15/12/17 sionisti” e “giovani dilettanti (Articolo 103 bis N.O.I.F.).

TERMINI PER IL TESSERAMENTO DI CALCIATORI STRANIERI PER SOCIETA’ DELLA L.N.D. dall’1/7/17 al 31/12/17

TERMINI PER IL TESSERAMENTO DI CALCIATORI ITALIANI PROVENIENTI DA FEDERAZIONE ESTERA dall’1/7/17 al 31/1/18 dall’1/7/17 al 31/3/18

dall’1/12/17 Termini per i trasferimenti periodo suppletivo al 15/12/17 • Per il trasferimento di calciatori “giovani

dilettanti” e “non professionisti” tra società della Lega Nazionale Dilettanti.

TERMINI PER I TRASFERIMENTI (ARTICOLI 100, 101 E 104 N.O.I.F.) Termini per i trasferimenti dall’1/7/17 1° periodo al 31/8/17 • Per il trasferimento di “giovani dilettanti” da società dilettantistiche a società di Serie A, B, Lega Pro. I calciatori devono però già essere tesserati per la società cedente al 30/6/17.

dal 3/1/18 al 31/1/18

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Termini per i trasferimenti periodo suppletivo • Per il trasferimento di “giovani dilettanti” da società dilettantistiche a società di Serie A, B, Lega Pro.

• Per il tesseramento di calciatori stranieri per società della L.N.D. (Articolo 40, quater e quinquies) provenienti o provenuti da Federazione estera.

• Per il tesseramento di calciatori italiani professionisti provenienti da Federazioni estere. • Per il tesseramento di calciatori italiani dilettanti provenienti da Federazioni estere.

LISTE DI SVINCOLO dall’1/7/17 al 14/7/17 e dall’1/12/17 al 15/12/17

• Termini per porre in lista di svincolo da parte delle società i calciatori, “non professionisti” e “giovani dilettanti” (Articolo 107 N.O.I.F.). Il tesseramento dei calciatori svincolati può avvenire a far data dal 16 dicembre.

LISTE DI SVINCOLO “GIOVANI” • Termini per porre in lista di svincolo da par-

dall’1/12/17 te delle società i calciatori “giovani” (Art. 107 al 15/12/17 N.O.I.F.). Il tesseramento dei calciatori svin-

colati può avvenire a far data dal 16 dicembre.

SVINCOLO PER ACCORDO (ARTICOLO 108 NOIF) Il deposito degli accordi di svincolo (Articolo 108 N.O.I.F.) dovrà avvenire entro 20 giorni dalla stipulazione e comunque non oltre il 30 giugno 2018.


fifpro

di Stefano Sartori

Il 16 e 17 maggio a Malta

Congresso FIFPro Division Europe Il 16 e 17 maggio u.s. si è svolto a St. Julians, Malta, il congresso della FIFPro Division Europe, ovvero la sezione continentale della federazione mondiale dei sindacati dei calciatori che, in Europa, si interfaccia con l’UEFA e con i massimi organismi politici e sportivi continentali. A seguire, oltre che ad un breve riassunto dei principali argomenti che sono stati trattati dai delegati delle oltre 30 associazione sindacali presenti, vanno segnalate le due elezioni che hanno riguardato parte dei componenti dei direttivi di FIFPro e FIFPro Division Europe.

Elezione board FIFPro 2017-2021 Il board della FIFPro, in scadenza a fine 2017, è composto da 11 membri, più obbligatoriamente 2 donne votate con una procedura a parte. Degli 11 membri di cui sopra, all’Europa spettano 7 posti, di cui 5 di diritto in rappresentanza dei sindacati dei paesi fondatori (Inghilterra, Francia, Paesi Bassi, Italia e Spagna), e 2 in rappresentanza degli altri paesi europei. L’elezione si riferiva proprio ai 2 consiglieri citati e ha visto, dopo un aspro confronto e più votazioni, il seguente risultato: eletti alla prima votazione Mads Oland (Danimarca) e alla terza votazione Lucien Valloni (Svizzera). Non eletti i candidati

proposti dai sindacati di Repubblica Ceca, Portogallo, Slovenia e Russia. I 5 membri permanenti del board verranno invece designati entro il 1° agosto p.v.. Il Presidente e i 3 Vice-presidenti saranno eletti dal board (consiglio direttivo) il 6 dicembre p.v. e sottoposti poi all’approvazione dell’Assemblea Generale del prossimo 7 dicembre 2017. Le 2 donne ammesse di diritto al board verranno elette dall’Assemblea Generale il 5 dicembre antecedente.

Elezione board Fifpro Divisione Europa 2017-2021 Il board della FIFPro Divison Europe, in scadenza nel 2017, è composto di 6 membri, di cui 3 provenienti e proposti dai componenti europei del Consiglio della FIFPro, e 3 provenienti dai paesi europei associati, purché non membri del Consiglio della FIFPro.

Ai 6 membri verranno aggiunte un numero massimo di 2 donne e ciò a seguito dell’approvazione di un emendamento all’art. 11 dello Statuto della FIFPro Divsion Europe che è stato approvato dall’80% dei votanti. L’elezione si riferiva ai 3 consiglieri non proposti dal CD della FIFPro, ed ha visto il seguente risultato, scontato in quanto tre erano i candidati: eletti Joachim Walltin (Norvegia), Joaquim Evangelista (Portogallo) e Spyros Neofitidis (Cipro). I 3 membri provenienti dal CD della FIFPro verranno invece designati prossimamente e così pure Presidente ed il Vice-presidente che saranno eletti dal board.

Rapporti con FIFA e con ECA I rapporti con la FIFA sono controversi: i risultati della partecipazione ai tavoli di lavoro sono deludenti e per questo motivo la FIFPro ha introdotto un’azione in sede UE che ha, come principale obiettivo, la riforma dell’art. 17 del Regolamento FIFA e quindi la possibilità del calciatore di risolvere anticipatamente il suo contratto a condizioni corrispondenti a quelle di cui possono fruire le società. D’altra parte, i rapporti con l’ECA (l’associazione dei principali clubs europei) rimangono ancora più tesi: qualsisi ipotesi di riforma del Regolamento FIFA viene respinta e solo per ovviare a questo costante rifiuto la FIFPro ha intrapreso l’azione in sede UE. L’intento, oltre che sul sopra menzionato art. 17, è di prevenire e proteggere i calciatori contro i ritardi

sistematici del pagamento degli stipendi e quindi prevedere: a) la risoluzione del contratto dopo 30 giorni il mancato pagamento; b) la possibilità di tesserarsi con un nuovo club in qualsiasi momento durante la stagione; c) una compensazione pari al valore residuo del contratto. La FIFPro è quindi ora davanti ad un bivio: insistere con il ricorso, pur nell’incertezza dell’esito, o sottoscrivere un nuovo accordo (cooperation

agreement) con la FIFA che comporterebbe, inevitabilmente, la rinuncia alla continuazione del ricorso in sede UE.

Dialogo Sociale Continuano gli sforzi tesi ad implementare l’“Accordo per i Requisiti Minimi del Contratto Standard” (in lingua inglese Minimum Requirements) nei paesi esteuropei e balcanici. L’approvazione dell’articolato normativo dovrebbe costituire la base minima per la negoziazione di un accordo collettivo ma, tranne che a Malta, Cipro ed in minor misura in Bosnia, sta avvenendo tra mille difficoltà e ritardi. Heroes of Football Infine, è stata presentata l’iniziativa dell’associazione “Heroes of Football” che, nel ricordo dell’ex arbitro olandese John Blankestein, ha lo scopo di rendere il calcio, professionistico ma non solo, aperto ed inclusivo a prescindere dal proprio orientamento sessuale. L’iniziativa si propaga attraverso lo slogan “always part of a team, make diversity your project” ed ha il pieno supporto della FIFPro nel combattere l’omofobia. 35


secondo tempo

di Claudio Sottile

La nuova vita di Paolo Pupita

“Pupo” le canta a tutti "Gioco ancora, nel girone D lombardo di Promozione con la maglia del Castel D’Ario, quest’anno ci siamo salvati ed ho dato il mio contributo parziale, essendo stato molto impegnato col lavoro. Ho inanellato qualche assist e ahimè zero gol, ho cambiato ruolo, ormai gioco in mezzo al campo". Ci tiene a specificarlo, perché a prescindere chi è stato bomber arriva un attimo prima. Sui palloni, sulle decisioni, sulle scelte. Come quella di abbandonare il calcio professionistico per ricostruirsi un percorso fatto di partite dilettantistiche ed IVA. “Mi ero inserito con molta tranquillità nel mondo del calcio” – ci spiega Paolo Pupita, per tutti “Pupo” – “lavoravo per alcune squadre, andavo a vedere partite, facevo selezioni ed un po’ di scouting per club di A e B. Ero anche legato a qualche procuratore. Sarei potuto rimanere tranquillamente nel giro. Ero sempre in movimento. Poi ho visto che economicamente il mondo del calcio era diventato troppo labile, anche se si fa finta di non vederlo. Ho cominciato a dare valore al mio tempo. Quando la clessidra inizia a girare dall’altra parte ha una valenza diversa. Ho deciso di buttarmi nel settore farmaceutico, seguendo il consiglio della mia famiglia, che riconosceva in me un’inclinazione per l’ambito commerciale. Ho iniziato a fare il classico rappresentante nelle farmacie, però non sono un informatore scientifico. Sono partito quattro anni fa ed ho trovato sempre più soddisfazione. Ho avuto la fortuna di migliorarmi, da un anno e mezzo sono diventato area manager della Chemist Research, un’azienda di integratori con sede nel leccese. Ho trovato la stessa adrenalina che mi dava la partita. Il mio è un lavoro che crea lavori, perché a tua volta trovi altre persone che facciano da rappresentanti. È un impiego pieno di stimoli, più lavori e più guadagni. In base a ciò che sei hai un riscontro economico, automatismo che nel calcio non accade più, visto che non è la competenza che ti fa guadagnare od emergere”. Una propensione alle pubbliche relazioni, la tua. 36

“Sono anche socio di un negozio di articoli sportivi, ci lavorano mio padre Giorgio e Tobia, uno dei miei fratelli. È storico perché esiste da cinquant’anni, è a Piobbico, in provincia di Pesaro ed Urbino. Sono sempre stato nel commercio. L’altro mio fratello, Ruben, mia madre e mia moglie hanno avuto una grande importanza per la scelta lavorativa della Chemist Research. La mia famiglia non ha nessun tipo di aggancio diretto o indiretto nel mondo delle farmacie, però mi ha fornito un’enorme sponda morale nel prendere la decisione”. Il Pupita calciatore, invece, che carriera ha raccolto? “Credo che nella vita non è vero che ognuno abbia ciò che si merita. L’esperienza te la crei e poi la trasformi. Le vicissitudini sportive che ho vissuto nel calcio me le sono portate nel lavoro e mi stanno dando una grossa mano. Il calcio è stato un’esperienza di vita, con le negatività e le sfortune, con l’entusiasmo, le voglie e la passione. Il calcio mi ha instillato la maturità che sto dimostrando nel nuovo lavoro, e che quando ancora giocavo non avevo. La capacità di creare rapporti umani, scaturita nella gestione degli spogliatoi, la sto ritrovando ora. Come potenzialità avrei potuto avere di più. Ho fatto fino alla Nazionale Under 19, ho esordito precocemente in A, poi ho collezionato una carriera in Serie C. Però il pallone umanamente parlando mi ha trasmesso tantissimo e mi ha fatto capire a cosa sarei andato incontro nel dopo calcio”. 28 gennaio 1990, Bologna-Cesena 1-0, ti lancia nella massima serie un certo Marcello Lippi. “Sono andato al Dall’Ara quella domenica perché mi piaceva giocare a calcio, suona semplicistico tuttavia è la verità. Non ho neanche la maglia di quel giorno, ricordo che avevo il numero 16. All’epoca non erano obbligatori neanche i parastinchi. Fu un giorno come un altro”. Esordisti a 16 anni, 4 mesi e 14 giorni. Questa investitura da predestinato ti ha un po’ condizionato negli anni? “Credo che l’aver debuttato così gio-

vane sia stato un caso. Tante altre volte sono stato in panchina tra A e cadetteria, però quelle nessuno le conta. Ho percorso la mia strada, con la mia professionalità, non ho mai pensato al fatto di aver giocato o meno in A ed in B, è stata una parentesi nella quale si pensava che avrei avuto un altro curriculum. Ma sono molto contento di ciò che ho avuto, ci tengo a sottolinearlo. Rispondo così per rispetto mio e dei contesti in cui ho giocato. Tutte città e palcoscenici magari non enormi, ma con una grande passione. Se dicessi il contrario, difetterei loro di attenzioni. Ho avuto una carriera in cui ho sbagliato delle scelte, ma quando uno sbaglia è perché ha sbagliato lui, magari dando fiducia a determinate persone. Quando ero ragazzo chi mi affiancava non faceva i miei interessi e non sapeva gestirmi, ora ho gli occhi ben aperti. Io mi sono affacciato nell’ambiente quando iniziavano a circolare i primi procuratori. Alcuni ne hanno usufruito, altri come me meno”. E allora dicci la piazza che metti un po’ più su delle altre. “Calcisticamente sono nato a Cesena. Quando nasci nel settore giovanile in Romagna, se cresci bianconero, vivi il Cesena in maniera differente. Però la mia carriera l’ho sviluppata in gran parte a Mantova, lì mi sono anche se sposato e lì mi è nata una figlia. Le mie piazze di appartenenza sono quelle, poi sono pure gemellate. Spendo un pensiero anche


secondo tempo

Primo campionato per ex calciatori professionisti “In Under 19 ho avuto la fortuna di essere collega di reparto di Vincenzo Montella ed Alessandro Del Piero. Ma ricordo con tanto affetto Luigi Piangerelli e Marco Sgrò. Con Luigi ho giocato a Cesena, in Primavera ed in prima squadra, è un mio amico tuttora. Con l’altro ho diviso lo spogliatoio nel Pergocrema, era a fine carriera, ma si vedeva che era uno che si era districato con merito in ben altri palcoscenici”.

Paolo Pupita è nato a Urbania (PU) il 16 settembre 1973. Cresciuto nelle giovanili del Cesena, esordisce (lanciato da Marcello Lippi) in prima squadra in Serie A a soli 15 anni, 4 mesi e 12 giorni (in Bologna-Cesena 1-0) diventando uno dei più giovani calciatori della storia del nostro campionato. Quella partita rimane comunque l’unica dell’attaccante nella massima serie. Veste poi una lunga serie di maglie girando mezza italia: Robur Siena, Rimini, Pro Vercelli, Cittadella, Mantova, Taranto, Pergocrema, Bassano Virtus, Castellana Castelgoffredo, Colognese, Derthona, Alzano Cene, Seregno, Sant’Egidio San Pio X, Lentigione, Rivoltana e Castel D’Ario. Nel 2007 ha partecipato al ritiro AIC per calciatori senza contratto a Coverciano. Gioca anche con la Nazionale Italiana Farmacisti.

per Taranto, ci sono stato soltanto sei mesi e mi sono bastati per capire la mole di passione, a livello di trasporto gli jonici sono allucinanti”. Il compagno più forte di questa ventennale militanza?

Deformazione professionale: che farmaco servirebbe all’indotto calcistico italiano? “Un collirio, per far aprire gli occhi a tutti i livelli. Il calcio deve essere vissuto ancora con la passione, che è l’unico ingrediente in grado di fare la differenza. In questo momento, a livello anche dirigenziale, è venuta meno. È diventata una mera questione di conoscenze, di interessi e di movimenti, purtroppo a farne le spese sono i calciatori, vero anello debole del calcio, nonostante siano il fulcro di tutto il movimento. Si cerca di tenere in piedi aziende che non possono reggersi, bisognerebbe invece guardare la realtà ed affrontarla con serenità e chiarezza. Ho sempre amato giocare a calcio, che fosse Serie A o Terza Categoria, per il gusto indescrivibile che ho dentro di me. Io vado ancora alla ricerca di questa sensazione bellissima”. Quindi a settembre 2017 sarai inossidabilmente ai blocchi di partenza? “A me il calcio piace, mi è già arrivata qualche telefonata, gli appuntamenti di lavoro aumentano, devo valutare. Sono una persona che cerca di mantenere gli impegni presi, se sarò in grado di farlo, continuerò. Permettetemi una considerazione sincera verso i miei colleghi”. Certo, ciò che desideri. “Mi rivolgo ai calciatori di tutte le età. Ragazzi, c’è un mondo al di là del calcio, che è il mondo del lavoro e della vita normale e che dà altrettante soddisfazioni.

AIC Senior League Prosegue a pieno ritmo l’AIC Senior Legue, il primo campionato riservato a calciatori ex professionisti che ha preso ufficialmente il via il 10 aprile scorso. Già disputate le sfide “regionali” tra le rappresentative AIC di Bologna e Cesena (vinta dai romagnoli), Padova, Verona e Venezia (i gialloblù veronesi hanno passato il turno), Cosenza, Lamezia e Catanzaro (avanti i cosentini), Chiavari e Genova (i chiavaresi hanno avuto la meglio), Arezzo, Fiorentina e Livorno (livornesi vincitori), Pescara e Sambenedettese (pescaresi al turno successivo), Bat e Bari (vittoriosa la squadra di Barletta-Andria-Trani). La formula del campionato prevede, dopo le tappe regionali eliminatorie, turni successivi a giugno e la fase finale il prossimo settembre.

Quando si vive nel calcio si corre dietro un pallone e si vive ovattati. Ma si può correre dietro un pallone guardandosi anche attorno. Si possono vivere le città, magari quelle d’arte, si possono conoscere persone. Puoi porti tante domande e darti altrettante risposte. Non è mai troppo tardi”. 37


segreteria

Uno per tutti, tutti per Unico1

Un ambasciatore speciale… Due righe dalla clinica, periodo un po' duro. Terapie-terapie-terapie, il peso che scende… ma non mollo niente-niente-niente… Ginocchia sbucciate e le corse sui campi, dove l’unico desiderio era di prendere quel rinvio del portiere. Due bastoni per fare i pali e i guanti di lana fatti da nonna per parare un rigore. Quanti sogni per un portiere… il numero sulla schiena scritto a penna, mentre il quaderno dei compiti lo si lasciava in cartella. Ciao mamma, vado nei campi con i ragazzi e via tutti a prepararsi per la partita, sembrava la Champions League… e lo era davvero.

A ogni gol ci si abbracciava anche con gli avversari, senza pensare a chissà che cosa, se non a essere felici, perché i bambini devono giocare a pallone per essere felici e null’altro. Ci si passava le scarpine 38

e all’amico più bravo gli si dava pure il fazzoletto per fare la fascia di capitano: passavano ore e ore e ancora ore, senza mai pensare di lasciare in panchina l’amico dalla pelle più scura. Non esistevano differenze, anzi tutti lo volevano con sé per avere uno straniero in squadra, ecco il valore del rispetto, tutti devono volerlo ed è da qui che comincia una storia, la mia storia, la tua storia. Chi non si ricorda dei primi palleggi? Di quei gol straordinari di Gigi Riva, Rivera, Pelé, Boninsegna, Mazzola, Beckenbauer, Cruyff? Poi arrivarono Paolo Rossi e Cabrini, Zoff, Scirea, Maradona, Platini, Boniek… e tutti lì a tifare i campioni del mondo, anche tra i campi di grano dove non c’erano le righe bianche del centrocampo, ma c’era l’amicizia. Ognuno si sentiva il campione… chiamami Zoff, tu sei Altobelli… Tardelli… Zico e via con le maglie di tutti i colori. Gli anni scorrono in fretta, ma i bambini rimangono le meraviglie del mondo: tu insegni e loro imparano. Ma poi ti accorgi che stai imparando tu da loro e allora via con Baggio, Maldini, Totti… sino a toccare Buffon, Montella, Inzaghi e che importa adesso se sei cresciuto, se non ci stai più in quella maglietta. Tu sai che hai vissuto tutto quello che potevi avere; c’era il sorriso, la scuola, il gioco, il piacere di stare insieme ai tuoi compagni di vita. Alla domenica tutti in chiesa, poi in patronato dove facevi il segno della croce, rispettando anche chi parlava di un altro dio venuto da lontano e gli davi una maglietta scrivendo un numero a caso. Trenta minuti a tutta, con la gioia di diventare un fuoriclasse: colpo di tacco, salto di testa e pallone nel sacco. Quante corse tra i birilli per allenarti, quante lacrime quando sei entrato in una vera squadra a dieci anni, eri felice di essere un calciatore vero e lo dicevi pure alla maestra, ogni giorno che arrivavi a religione. Che fantastico sogno: sono un campione. Poi ti svegli e ti accorgi che sei nel solito stadio che da tempo non ti dà tregua. Il

pigiama azzurro come la tua Italia, il lettino dal sapore che odi, le lenzuola tutte bianche che non vorresti vedere e il tuo mister dal camice verde che ti guarda e non parla mai, se non per dirti forza, ce la farai. Guardi intorno a te, niente spalti né spettatori. Vedi soltanto là fuori, dietro quel vetro, i tuoi genitori. Un ago nel braccio e la terapia che piano piano ti porta via… gli occhi si spengono come le luci a San Siro e tu sogni di andare via, di andare in ritiro. Quanta paura hai dentro, ma non puoi dire niente, né salutare nessuno, finché non ti sarai giocato anche questa partita. Quando ti svegli non sai nemmeno dove ti trovi, eppure il profumo dell’erba sui campi non lo puoi dimenticare mai. Lo senti anche adesso dentro di te, mentre la mano di mamma si appoggia alla tua. Non hai forza, ma ci credi ancora e allora sorridi per togliere la lacrima sul viso di un papà che non sa più parlare. Tu alzi il dito e gli fai capire che tutto ancora può accadere se la tua squadra gioca con te. La maglia di Montolivo sul comodino, la foto di Marchisio con Prandelli e Tommasi. Che bella emozione l’abbraccio di Totti, mentre il dolore si prende cura di te. Tu alzi la testa e cerchi la porta, i guanti di lana fatti da nonna, l’amico dalla pelle più scura con la maglietta rossa, il fazzoletto da mettere per fare il capitano… ma dentro di te un nodo alla gola ti toglie il respiro, mister ho bisogno di voi, ragazzi ho bisogno di una mano. Chiudo gli occhi e mi lascio andare… lo spogliatoio, un ricordo stupendo. Tra pochi giorni è il mio compleanno, non dovevo vivere dicevano i medici. Io ho lottato con tutti voi campioni, io lotto ogni domenica con voi campioni, io voglio vivere con voi campioni. Perdonate il mio disturbo, perdonate se non sono forte come voi, perdonate se vi voglio bene, perdonate se non mollo niente, niente, niente… Un grande abbraccio. Diego


servizi Dal 12 giugno al 15 settembre

AIC Junior con UNICEF per gli AIC Camp 2017 A Vicenza, nel suggestivo contesto della Piazza dei Signori, è stata presentata l’attività degli AIC Camp 2017 che si svolgeranno dal 12 giugno al 15 settembre, a Vicenza, Abano, Roma, Laives, Pescara, Nicosia, Sondalo, Potenza Picena, San Luca e Lampedusa. Il Dipartimento Junior ha avviato una partnership sui contenuti del modello formativo messo a punto dall’Associazione Calciatori nel corso di questi quattro anni di attività. UNICEF ha scelto, da quest’anno, di condividere i valori promossi dal Dipartimento Junior nel calcio, in considerazione della finalità educative legate alla crescita del

bambino che AIC persegue attraverso il lavoro dei suoi tecnici. Al fianco del Dipartimento anche un gruppo di partner che hanno scelto di condividere lo spirito e gli obiettivi delle attività degli AIC Camp 2017: RAI Gulp, il canale tematico della RAI, impegnato a proporre ai ragazzi un modello costruttivo di sport; ICS, l’Istituto per il Credito Sportivo, che sostiene da sempre lo sport a tutti i livelli; Lotto, fornitore tecnico In anteprima è stata presentata la maglia da gioco che sarà utilizzata da tutti i bambini e i tecnici che parteciperanno ai camp ed alle altre attività della stagione.

Le tappe degli AIC Camp 2017 • S. LUCA (RC) 29 maggio-02 giugno 2017 • VICENZA 12-16 giugno 2017 • ABANO TERME (PD) 12-16 giugno 2017 • LAIVES (BZ) 19-23 giugno 2017 • ROMA 19-23 giugno 2017 • PESCARA 26-30 giugno 2017 • NICOSIA (EN) 26-30 giugno 2017 • SONDALO (SO) 03-07 luglio 2017

Terza edizione

Corso per Segretario Amministrativo Si è conclusa il 7 giugno scorso a Roma la terza edizione del corso per Segretario Amministrativo, percorso formativo per lo sviluppo delle competenze per l’allargamento delle opportunità lavorative di calciatori e allenatori di calcio. 10 i partecipanti, tutti ex calciatori professionisti, che hanno preso parte al corso aperto dalla lezione tenuta dal Direttore Organizzativo AIC, Fabio Poli introdotto dal Presidente del “Fondo di Fine Carriera” Guido Amico di Meane Il ruolo di Segretario amministrativo rappresenta una delle funzioni di maggiore interesse e utilità per un club di Lega. La conoscenza dei regolamenti, delle procedure e delle prassi da parte di un Segretario può rappresentare un concreto vantaggio per la società stessa, senza contare che il suo ruolo è di centrale importanza nella gestione dei rapporti tra club, staff e calciatori tesserati.

Appare chiaro come questo specifico ruolo possa essere preferenzialmente ricoperto da chi abbia avuto modo di vivere il campo o lo spogliatoio in prima persona, durante la sua carriera agonistica. Su queste basi nasce l’idea di questo corso: per garantire ad ex-calciatori ed allenatori la possibilità di accedere ad un corso di formazione per lo sviluppo delle competenze di Segretario Amministrativo per una società che militi in un campionato di Lega. Dopo il successo della prime due edizioni, anche quest’anno l’iniziativa ha dato la possibilità agli iscritti di frequentare cinque settimane di corso (tra maggio e giugno) e confrontarsi con le materie specifiche che formano la figura del Segretario

Amministrativo. Al termine delle lezioni, i corsisti avranno la possibilità di mettere a frutto le competenze acquisite grazie ad uno stage presso una società di calcio professionistica. L’iniziativa, realizzata grazie alla sostegno del Fondo di Accantonamento delle Indennità di Fine Carriera per i giocatori e gli allenatori di Calcio, si inserisce all’interno delle molteplici attività di formazione che l’AIC mette in campo per i calciatori che hanno terminato la carriera agonistica.

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femminile

di Pino Lazzaro

Alice Parisi, oltre laurea e infortunio

“Ho deciso di investire nel Il crac alla tibia dello scorso aprile. Con la maglia della Nazionale. Proprio a un passo, con la sua Fiorentina, dal mettere le mani sullo scudetto. Riflette – Alice Parisi – sul fatto che per troppo tempo è forse andata a tutta, che quella sua frattura può essere stato in fondo un segnale, chissà, una … risposta a un elastico che continuava a essere allungato, ancora e ancora. Studio e calcio, calcio e studio. Con la scoperta, anche grazie all’esperienza fiorentina, che sul calcio vale la pena investire… si fa sempre tempo d’andare a lavorare, no? “Dopo l’infortunio, mi sono fermata qui a Firenze, sia pure con le stampelle riesco a muovermi, così riesco a stare con la squadra. Il morale? Fortunatamente è su, evidentemente è così che mi hanno fatta i miei genitori: riuscire a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, anzi pieno, va. Ho elaborato un po’ tutto, credo d’aver trovato i miei perché. Dalla laurea, è stato il 2 dicembre di due anni fa, non mi sono mai fermata e forse anche questo ha voluto dire qualcosa nell’incidente. Dopo la laurea il calcio è comunque tornato in modo prepotente nella mia vita; io sono una ambiziosa, credo di aver preso maggiore consapevolezza del talento che posso avere, prima davo meno importanza e questo mi ha dato ancora più stimoli per migliorarmi”. “No, non sono rimasta più di tanto impressionata di quel che mi è successo, mi capita tra l’altro di riguardarmi pure il video, non mi dà fastidio. Ecco, quando lì a bordo campo vedo le mie compagne esercitarsi sui contrasti, un po’ di paura in effetti mi viene, un po’ mi ci fa pensare. Comunque anche quella sensazione che ho provata, con la gamba che lì se n’era andata dove voleva, non è che mi tormenti, no. Adesso ho davanti un paio di mesi di stampelle, lì c’è poco da fare, ci sono i tempi fisiologici perché 40

l’osso si riattacchi, non posso accelerare. Sto facendo tutto quello che posso fare per mantenere un livello accettabile di tonicità, poi, più avanti, inizierò la riabilitazione e lì sì che dipenderà da me. La mia idea è che il nostro corpo ha la sua perfezione e se impari ad ascoltarlo e assecondarlo si possono fare miracoli”. “Dopo l’università (mi sono laureata con 109, pensa te, all’esame di abilitazione invece dei quattro punti pieni, ne ho presi tre, diciamo che ho rovinato un po’ la media), il calcio come ho detto è tornato davvero in primo piano. Mi sono detta che a lavorare c’è sempre tempo, che giocare invece lo posso fare solo adesso e ora più di prima ho visto il calcio anche come possibilità di fare esperienze, tipo per esempio l’andare magari all’estero, il che sarebbe comunque pure un’esperienza di vita. L’idea è insomma di “sfruttare” il calcio, sinché lo riesco a fare, uno o cinque anni, non mi sono data delle scadenze: per la prima volta nella mia vita ho deciso insomma di investire nel calcio”. “Penso ai tre anni di università che ho fatto a Udine, assieme al pallone col Tavagnacco. Io le cose sono abituata a farle tutte al 100%, però vivere due cose così importanti allo stesso tempo, sapevo che potevo magari rischiare di dare/fare ciascuna al 70% e comunque erano due impegni che non mi permettevano di essere concentrata al 100% su ciascuna delle due. Dopo

Alice Parisi è nata a Tione di Trento nel dicembre del 1990, mentre è Bleggio Superiore (Tn) il suo paese. Dopo aver giocato con Trento, Verona Bardolino e Tavagnacco, dalla scorsa estate è con la Fiorentina. Campionessa europea Under 19 (Francia 2008), sin qui ha vinto uno scudetto (Verona Bardolino), due Coppe Italia (Tavagnacco) e una Supercoppa italiana (ancora Verona Bardolino). Eletta miglior calciatrice per la serie A 2012/2013, da tempo fa parte del gruppo della Nazionale; proprio in azzurro, lo scorso 7 aprile, ha subito la frattura della tibia destra nell’amichevole tra Inghilterra-Italia (1-1).

la laurea, la scelta dunque di dedicarmi completamente al calcio, cercando di curare ogni dettaglio, anche l’alimentazione, scoprendo che poco alla volta esci anche di meno, sei lì più con la testa. Sapendo pure che nell’eventualità di una esperienza all’estero, quel che facciamo qui in Italia non è abbastanza per quel loro livello e dunque cercando di fare già adesso qualcosa in più”. “La mia scorsa estate è stata la sua parte travagliata, pareva che questa possibilità di andare all’estero si potesse concretizzare e dopo che avevo deciso di lasciare Tavagnacco, solo una realtà come Firenze poteva poi assecondare questa mia voglia


femminile

calcio” di vivere il calcio come “lavoro”. Così è stato. Una stagione qui a Firenze e mi rendo conto dei miglioramenti che ho fatto e del margine che tuttora ho davanti: credo che sarà proprio il momento di smettere quando avvertirò di non aver più questa spinta, quando sentirò di non aver più qualcosa da imparare”. “La Fiorentina? Pur senza vincere, già un bel segnale l’aveva dato la scorsa stagione e dunque avere adesso Firenze che riesce a vincere spero e mi auguro sia un bello scossone anche per altre realtà maschili. Qualcosa si sta muovendo, ma bisogna andarci piano, non si sa mai qui da noi. No, non sono certo “invidiosa” per le ragazzine che cominciano, che forse potranno avere qualcosa di più e di meglio di noi: era ora! Ne ho fatte di cose in vita mia, il percorso calcistico ma pure tanto altro, non provo invidie o cose del genere. Certo che ora tutto quello che noi riusciamo a ottenere è un qualcosa che “regaliamo” loro e dunque sarò orgogliosa di aver fatto parte di questa crescita, me lo auguro almeno. E per quel che vedo qui a Firenze, proprio per quella che è la mentalità che si è creata nelle ragazzine, il tutto fa ben sperare”. “Sì, come riconoscevo qualche anno fa, lì nello spogliatoio un po’ fastidiosa lo sono ancora, anche se ho imparato a “selezionare” un po’ le cose: se prima lo ero con tutte, ora rifletto di più e meglio con chi posso parlare per ottenere di più. Credo di saperli vedere i problemi del gruppo, non faccio finta di non vederli e cerco così di elaborarli. Comunque sia, qui a Firenze tra le ragazze di esperienza e le giovani c’è un bellissimo rapporto, cosa questa che permette che le più giovani

IL CALCIO È DONNA In occasione di Euro 2013, l’Aic pensò bene di dedicare al movimento un volume, “Il Calcio è donna”, riunendo i racconti di parecchie ragazze, della Nazionale e non. C’era pure quello di Alice: ve ne proponiamo alcuni stralci, compreso quello in cui parlava della laurea da portare a casa: un traguardo raggiunto. Forza e avanti. “Ho cominciato che avevo 8 anni, con i maschi. Lì al mio paese, Bleggio Superiore (Tn). Prima facevo pallavolo, m’avevano mandato i miei genitori ma ho fatto presto a capire che era altro che mi piaceva. A scuola giocavamo a calcio, bastava vedessi un pallone e via, anche i maestri erano preoccupati e lo dissero ai miei: “Possiamo farla giocare”? Mio padre ha giocato per anni, sempre dilettante: subito ha detto ok, mi ha anche allenato un anno. Le squadre sono state il Calcio Bleggio e il Comano Terme Fiavè, ero l’unica ragazzina. Mi piaceva, mi divertivo, mi sentivo a mio agio, non pensavo che ero con i maschi, non mi ha mai pesato. È stato più avanti, verso i 14 anni che ho dovuto pensarci, quali alternative potevo avere…”. “… A 17 anni sono passata al Bardolino, quattro anni di liceo scientifico li ho fatti a Trento, l’ultimo a Garda. Quella di andare è stata una delle scelte più importan-

ti della mia vita. Sapevo che era quello per me un sì a lungo termine e in effetti devo ancora tornare dalle mie parti. Minorenne, senza patente, dovevo fare la maturità: il tutto mi ha responsabilizzata ed è stata una fortuna. Avevo tutto da dimostrare e tutto da imparare…”. “… Sto facendo Infermieristica, la triennale, sono al primo anno: sarà quello il mio futuro. Sono giovane ma non posso pensare di andare avanti sino a 30 anni e poi riprendere a studiare. Ho bisogno di qualcosa, di certezze economiche ma non solo. Se tutto va bene arriverò alla laurea che avrò 25 anni, allora vedrò come fare col calcio. Adesso c’è l’Europeo, ne vale la pena e così sono riuscita comunque ad incastrare il calcio tra frequenze obbligatorie in aula, laboratori e tirocini vari. Ma così non posso andare avanti, altrimenti scoppio”.

ti ascoltino, anche perché magari mi rendo conto che viene riconosciuto ciò che porto, il mio valore. No, non sono il capitano, è Giulia Orlandi, lei che è proprio un grande esempio di cosa voglia dire essere e fare il capitano”. “Dopo il cambio generazionale che c’è stato in Nazionale, diciamo che le età del gruppo si sono abbastanza pareggiate, con – da parte di tutte – una grande voglia di creare e fare gruppo. Un po’ i due blocchi di Firenze e Brescia, un po’ i dieci anni ormai che sono in Nazionale e ne ho visti di gruppi: ad oggi è la voglia più grande. L’Europeo? Ovvio che il girone sia impegnativo, sarà importante la prima partita, quella con la Russia, la più abbordabile. Poi non si sa mai, il colpo lo puoi tirar fuori: personalmente ho tanta fiducia

in quel mese di preparazione che le mie compagne faranno prima dell’Europeo”. “No, non so bene quale sarà il mio futuro, dipende da quel che mi offrirà la vita, se continuerà ad offrirmi stimoli nuovi, a farmi andare, m’immagino comunque un po’ itinerante, magari un’esperienza di volontariato, chissà, ma non ha senso pensarci adesso. Come detto ho deciso di dedicarmi al calcio, anche se non penso al calcio come futuro, ora come ora, no”. 41


Io e il calcio l’intervista

di Pino Lazzaro

Daniele Meucci (atletica leggera)

“Con l’atletica è cominciata che avevo 17 anni, giocavo a calcio nella squadra lì di Navacchio (frazione del comune di Cascina; ndr) ed era quello il mio ultimo anno nel settore giovanile, da lì poi loro ti mandavano in altre squadre, decidevano loro, fosse stata per dire una squadra di Serie D sarebbe andata benissimo, ma a me in verità non andava più, m’ero convinto che non avrei mai potuto diventare un calciatore. Era quello il mio ultimo anno alle superiori, avevo la maturità, l’università la volevo fare e dunque l’idea, dopo il calcio, era giusto quella di trovare qualcosa per “tenermi in forma”. La cosa più semplice era dunque quella di correre, sì, andare a correre e così è successo che tramite la scuola e i Giochi Studenteschi ho provato a correre i 1000 metri: ho fatto le fasi regionali, quelle nazionali e sono arrivato agli Assoluti. Me ne andavo a correre tre-quattro volte la settimana, da lì sono partito. Un po’ di allenamenti e già in un mese mi ero migliorato di dieci secondi: cosa avrei potuto fare se mi fossi allenato di più? Così è andata, dando sempre comunque priorità all’università e c’era comunque l’entusiasmo della novità dopo il calcio, allenamenti diversi, cose nuove”. “Col calcio facevo l’ala sinistra, sì, sono mancino, di mano e di piede. È vero, anch’io un po’ estroso lì sul campo e comunque già mi portavo dietro le solite battute che mi facevano, che dovevo far correre il pallone, era quello che doveva correre, non dovevo farlo io. Ricordo poi l’ultimo allenatore che ho avuto, forse ce l’aveva con me, chissà, mi rendo conto quanto possa

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contare insomma un mister, specie per un ragazzo. Fatto sta che quell’ultimo anno mi ha fatto giocare proprio poco e questo non m’è proprio piaciuto. Comunque sia con l’atletica ho avuto subito dei risultati e dei riscontri, tanto è vero che dopo un anno mi sono ritrovato a correre al Mondiale juniores, a Grosseto. Pur non avendo il tempoqualificazione mi fecero gareggiare lo stesso, era insomma una sorta di incentivo, per vedere se potevo continuare a migliorare. Ed è stato proprio lì che si è concretizzata la possibilità di entrare nel Gruppo Sportivo dell’Esercito. Loro che volevano ripartire con un gruppo giovane, risistemare e riorganizzare le cose e dunque mi venne chiesto se ero disposto a entrare nel loro corpo. Un qualcosa che prima di tutto dimostrava fiducia: accettai. Lo stipendio mensile che mi sarebbe arrivato era allora proprio poca cosa, ma per me era comunque una base che mi avrebbe permesso di non chiedere più a casa: magari ci avrei messo un anno in più a finire l’università, ma avrei saputo mantenermela. E così ho sempre fatto, organizzandomi: dedicando i mesi da maggio ad agosto all’atletica e cominciando da settembre a dare degli esami”. “Volendo lo si potrebbe in effetti vedere come un lavoro, ma per quel che mi riguarda bisogna sempre metterci delle virgolette, non è proprio un mestiere, no, prima di tutto per me è divertimento. Ripenso a un po’ di anni fa, era il 2011, quando cambiai allenatore e passai con Marcello Magnani. Col precedente ecco che l’atletica, il correre, stava sì diventando un lavoro, una sorta di ossessione, l’andare a fare questa o quella maratona anche perché c’erano dei premi più o meno alti, ancora e ancora. Io che invece in cuor mio pensavo più ai 10.000, li avevo corsi in 28’08”, volevo continuare, sapevo che potevo migliorarmi. Una situazione insomma che mi pesava, non mi andava di fare le cose in un certo modo e poi non volevo portarmi dietro dei dubbi, degli scrupoli, ah se avessi invece fatto così eccetera. Così ho cambiato e infatti presto ho fatto il mio record, 27’32”, il quarto tempo italiano di sempre e l’ho fatto col mio solito motto, prima di tutto quello del divertimento, non come lavoro. Io almeno

la vedo così: sono convinto che quando vai a fare fatica (e ne facciamo tanta), se ti senti obbligato a farla, allora è più dura, non ce la fai; se invece la fai volentieri, ti pesa meno, ne fai magari ancora di più, vai oltre”. “Certo che l’atletica mi ha dato proprio tanto, tante possibilità, anche se a volte mi viene da maledirla, come no. Penso a tutto questo recente periodo che ho dietro di me, dall’infortunio che ho avuto nel 2015, era marzo, la microfrattura all’alluce che mi sono fatto finendo in una buca, lì sotto c’era una radice. Quasi tre mesi fermo, poi ricominciare e ai Mondiali di Pechino ecco al 30° chilometro che mi è successa una cosa che mai mi era capitata prima: ho dovuto andare al bagno. Alla maratona di New York un virus intestinale mi ha fermato proprio alla vigilia e guarda che preparare una maratona è peggio che correrla; infine all’Olimpiade di Rio, io lì del tutto impotente: mai un dolore, mai un fastidio in tutta la preparazione e dopo 5 km mi fratturo il calcagno… altri tre mesi e mezzo fermo e via a ricominciare, trovandoti a ripartire proprio da zero, è dura”. “Per quel che ricordo del calcio, è proprio difficile per me riuscire a fare dei paragoni con quelle che sono le abitudini del calcio, per gli allenamenti intendo. Quando sono in preparazione per una maratona, diciamo un momento di preparazione media, in una settimana di allenamenti ne faccio 10-11, arrivando a correre su 170/180 chilometri, con punte a volte pure sui 200. Quel che preferisco è comunque non tanto la quantità, quanto la qualità e insisto così, facendo magari un po’ meno distanza, sulla intensità. Se proprio stacco, allora scelgo di solito la domenica e in pratica per quattro giorni faccio doppio. No, in palestra non vado, preferisco sempre andare al naturale, tanti saliscendi, sedute di 20-25 km. Giusto per darti un’idea, diciamo che seguo più o meno una tabella che prevede un’ora di corsa “normale” da 3’30”/3’45” al chilometro, con poi 5 km a circa 3’10”; un km di recupero, poi altri cinque, seguiti da 2 chilometri a ritmo gara, con maggiore intensità: questa insomma la traccia e guarda che per me il cosiddetto “recupero” vuol dire un 50 mi-


l’intervista

nuti di corsa a 3’45” al km, non è insomma una “corsa lenta”. Tre volte la settimana poi faccio sempre delle sedute dedicate allo stretching, alle posture, con parecchi lavori sulle tavolette per la propriocettività”. “Sì, questa figura del mental coach sta prendendo piede anche da noi, c’è chi ci fa riferimento, io preferisco comunque continuare come sempre ho fatto, mi arrangio da me. L’ansia della gara? Se magari non dormo alla vigilia? Mah, per me dipende da come arrivo alla gara, se sono preparato e pronto, sono tranquillo; se invece non mi sento sicuro al 100%, allora è diverso… Se ho tempo di fare il turista? No, quasi mai, è proprio raro. Quando sei lì e hai la gara, sei concentrato e poi come fai ad andare in giro, a camminare, a stare in piedi… e dopo la gara quel che hai in mente è tornare a casa, dai. Certo che sono un privilegiato, penso che sia anche questa una cosa che mi fa continuare. Lo capisco anche andando, che so, al supermercato a fare la spesa, le cose che vedo e sento, quanto non sia facile per tanta gente arrivare giusto a fine mese. Ecco, non sono certo ricco, non sono un… calciatore, però grazie all’atletica posso vivere con una certa tranquillità. Con in più il fatto che fare atletica vuol dire pure avere uno stile di vita di un certo tipo, non stravizi, poche volte per dire vai a cena fuori, spendi poco insomma. Di mio ci ho messo tutto quello che potevo metterci: quello che ho ottenuto l’ho avuto attraverso tanti sacrifici, davvero tanti e tanti chilometri fatti e sudati… parecchie volte senza ottenere niente”. “Più riesco a stare con loro, gli africani intendo, più a volte ne riesco a battere: sono questi gli stimoli, non sempre arriva-

La scheda

Daniele Meucci è nato a Pisa nell’ottobre del 1985. Questa la sua scheda biografica sul sito della Federazione d’Atletica: “Dopo aver a lungo militato nella squadra di calcio (ala sinistra) del suo paese, Navacchio, a 17 anni ha cominciato a correre. Bronzo individuale nella prova under 23 degli Europei di cross a dicembre 2006, con la squadra al secondo posto. Agli Europei di Barcellona 2010, ha colto la medaglia di bronzo nei 10.000 metri (doppiata dall’argento a Helsinki 2012) e ai successivi Mondiali di Daegu, piazzamenti nei 10.000 e nella finale dei 5000. A dicembre 2012 si è messo al collo il bronzo degli Europei di corsa campestre a Budapest (bronzo anche a squadre). Dopo una prima esperienza in maratona nel 2010 a Roma (2h13:49), è tornato a cimentarsi con maggiore convinzione sui 42,195 km nel 2013 a New York (decimo in 2h12:03). Nel 2014 l’exploit, con la vittoria nella maratona agli Europei di Zurigo, poi nel 2016 il bronzo continentale nella mezza maratona ad Amsterdam”. Laureato in ingegneria dell’automazione, ha poi svolto il dottorato di ricerca in robotica. Fa parte del G.S. Esercito.

no davanti. Passare alla maratona vuol dire che tanto conta la testa e lì ci sono. Penso al Mondiale a Pechino, lì dove mi sono dovuto fermare per andare in bagno, un minuto bello e buono l’ho perso, eppure sono arrivato ottavo, ne ho ripresi e superati tanti. Ora l’obiettivo che ho sono i Mondiali ad agosto (a Rimini il 30 aprile ha corso in 2h16’06”, ottenendo dunque questo famoso minimo fissato in 2h19’ ndr), mentre sono 27’45” sui 10.000 e 13’25” sui 5.000. E dopo? Mah, ancora non ci penso, penso che lavorerò per quel che ho studiato, con la laurea qui in robotica. Allenatore? Mah, lo potrei fare, ma qui da noi può essere solo un hobby, un passatempo, non è certo proponibile come un lavoro”. “Il calcio non lo seguo quasi più e comunque sempre meno. Sono sì tifoso del Pisa, ma ora le cose vanno male, ce n’è sempre una. Un paio di partite le ho

pure viste allo stadio, ma come detto lo seguo sempre meno. E neppure ci gioco più, c’è sempre la possibilità di farsi male, meglio lasciar stare. Sì, tante pagine sul calcio, ogni giorno, poco altro per tutti gli altri sport. Questa è la cultura, poco da fare, non ci faccio più caso, è un dato di fatto, punto e basta. Di giovani che crescono non ce ne sono mica tanti nell’atletica e insomma c’è poco nel cosiddetto vivaio, poco. La mia impressione è che ora abbiano meno voglia di far fatica, di fare sacrifici e credo che lo stesso capiti col calcio, questa almeno l’idea che ho. Insomma, quella voglia di emergere che uno ancora si ritrova a 35 anni, non la trovi in un ventenne: due volte la settimana vado in un campo qui con ragazzi delle medie; parlo con loro, cerco di invogliarli a fare sport ma il riscontro che ho è deludente… non so perché, non ce l’hanno questa spinta”. 43


internet

di Mario Dall’Angelo

I link utili

La Fondazione Juan Guillermo Cuadrado Le storie di calciatori che non dimenticano da dove vengono e quante difficoltà e problemi ci sono nel loro paese di origine, si arricchiscono grazie a Juan Cuadrado. L’esterno della Juventus ha costituito, da quattro anni, una fondazione che porta il suo nome e che ha come obiettivo far giocare a calcio, educare e istruire i bambini del suo paese e in particolare della sua città, Necoclì in Colombia. È situata in un luogo magnifico, la costa colombiana sul mar dei Caraibi, ed è stata fondata oltre cinque secoli fa. Ma la popolazione, di circa 65.000 abitanti, affronta quotidianamente difficoltà economiche e le lusinghe della criminalità sono una insidia costante per i giovani. Il tasso di alfabetizzazione è di poco superiore al 75%, quindi ci sono anche problemi da affrontare con la scolarizzazione. Il motto della fondazione si può trovare espresso nell’obiettivo di «trasformare il cuore dei bambini e dei loro famigliari con i valori di amore, fede, perdono e tolleranza». La “Vespa”, quattro anni fa, ha spiegato così al sito Firenzeviola come è nata la sua iniziativa: «È una mia idea, l’abbiamo costituita nel luglio 2013. Lo scopo è dare una possibilità ai bambini di Necoclì. Purtroppo a Necoclì c’è tanta povertà, vogliamo far crescere i bambini in un ambiente sano, indicare loro la strada giusta. Abbiamo preso la scuola calcio “Corporaciòn Talento Necoclì”, che è quella dove ho imparato io a giocare al calcio, e la stiamo trasformando nella “Fondazione Juan Guillermo Cuadrado”. Abbiamo già fatto le maglie, le mute da gioco, abbiamo comprato le scarpe, i palloni… tutto ciò che serve. I soldi? Li abbiamo raccolti dalla vendita di 30 maglie di calciatori famosi. Nello scorso giugno abbiamo fatto un’asta benefica a Medellin con le maglie di Pirlo, Totti, Armero, Zanetti, Falcao, Zuniga… abbiamo raccolto circa 8.000 euro. Certo siamo solo all’inizio, però abbiamo tanto entusiasmo, tante idee…». Nell’intervista, Cuadrado ha giustamente messo in evidenza l’importanza dello sport come pratica e ambiente sani per i bambini. E di come per lui, che tiene a sottolineare di essere nato povero, è stata fondamen44

tale la sana educazione ricevuta dalla sua famiglia, oltre a «un po' di talento» per il calcio. Il sito della fondazione - fundacionjuancuadrado.com - ha un aspetto che ricor-

obiettivo centrale è aiutare le famiglie dei bambini nel processo di scolarizzazione. Nell’intervista già ricordata, Cuadrado precisava fin da allora di voler provvedere all’acquisto di libri e del materiale scolastico per consentire la frequenza alle lezioni in condizioni regolari. La stessa Fondazione ha posto in essere delle classi frequentate dai bambini iscritti. Il profilo social - twitter.com/FundaJCuadrado - è naturalmente il luogo virtuale in cui vengono diffuse le novità e le storie più interessanti. Riportiamo la vicenda esemplare dell’ex combattente Pipe. La Colombia è una paese che, dagli anni ‘60, ha sofferto un conflitto tra le forze militari governative, la guerriglia marxista e le formazioni paramilitari di destra. Negli ultimi anni questa sorta di guerra civile, che ha fatto tante vittime, è calata d’intensità e molti protagonisti l’hanno abbandonata. Nella Fundacion Cuadrado ha così trovato posto, come allenatore dei bambini più piccoli, l’ex combattente Pipe, che si è convertito dalla violenza alla fede ed è diventato un educatore. Sempre sul profilo Twitter, apprendiamo che la fondazione si occupa di solidarietà ad ampio raggio: ai primi di maggio ha inviato nel Venezuela, paese in quei giorni all’inizio di un periodo di violentissimi scontri di piazza, una partita di vaccino antitetanico richiesto con urgenza dai sanitari impegnati nelle cure ai feriti.

da il suo titolare: vivace e allegro, come la grafica a rotazione che apre la home page e che ancora nel momento in cui scriviamo, mostra l’immagine utilizzata lo scorso anno per pubblicizzare l’evento “Cuadrado vs. Pogba”. Nell’estate del 2016 infatti i due, allora compagni di squadra, presero parte a una partita di esibizione, per raccolta fondi, che si svolse a Medellin, l’importante città colombiana in cui la fondazione ha la sede principale. Sotto la grafica trovano posto i tre obiettivi attuali dell'iniziativa e gli strumenti con cui vengono perseguiti. La scuola di calcio, che mette in risalto la passione e la disciplina, che devono produrre effetti positivi sui giovani praticanGuglielmo ti. La scuola di teatro, che Stendardo @willystendardo offre ai ragazzi un’alterna- La cosa interessante, delle persone intelligenti, è che sembrano pazze alla gente tiva di formazione culturastupida. le, con cui sviluppare le proprie qualità per mezzo Gianluigi dell’arte. La scuola Buffon @gianluigibuffon Onore a voi campioni del Grande Torino, in per leader, con eterno, e siano perdonati coloro che si macchiano di la quale foratti inqualificabili, come deridervi o mancarvi di rispetto ancor oggi che sono passati quasi 70 anni. I morti sono morti e non mare perrompono i coglioni a nessuno. Vanno lasciati in pace e vanno rispetsone che tati, fossero anche i nemici ed i rivali più acerrimi che uno possa avere. diventino Perché i morti hanno mogli, figli e nipoti e dar loro una seconda atroce sofferenza, oltre quella che hanno già patito, è disumano. W la rivali“moltiplicatà… W lo sfottò… W il campanilismo… W la sportività… W la vita trici” della nella pienezza dei suoi sentimenti, alcuni nobili, altri magari un vision. po' meno. Ma quando si scrivono frasi indecorose o inopportuni striscioni, probabilmente senza piena Dalle immagini consapevolezza, si è più morti dei e dalle didascalie morti. della galleria fotografica si evidenzia che un altro

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MBenatia5 @MedhiBenatia Je suis MAROCAIN ET extrêmement fier de l’être (Sono marocchino ed estremamente orgoglioso di esserlo)


internet

di Stefano Fontana

Calciatori in rete

De Biasi e Simoni: la parola ai mister www.giannidebiasi.it Nato a Sarmede in provincia di Treviso nel 1956, Giovanni “Gianni” De Biasi è attualmente l’allenatore della Nazionale albanese. In gioventù ha militato nel ruolo di centrocampista in diverse squadre come Treviso, Reggiana, Pescara, Brescia, Palermo e Vicenza. Il suo sito ufficiale si distingue per l’impostazione grafica classica, semplice e ben comprensibile. La mole di contenuti in gioco e la qualità degli stessi rende il sito www. giannidebiasi.it decisamente interessante. Una volta approdato nell’homepage del sito, il navigatore si trova già nel vivo dell’azione, immerso nel mondo di Mister De Biasi. La fascia nel

taglio alto dell’homepage contiene l’intestazione del sito e la barra dei collegamenti. Nella stessa area sono disponibili anche un menù a tendina per impostare la lingua del sito (scelta tra italiano, albanese ed inglese) ed i collegamenti con le pagine di De Blasi in vari social network come Facebook, Instagram, Twitter e Youtube. La sezione biografica, divisa in tre parti, è scritta direttamente dall’allenatore con uno stile coinvolgente e naturale. I ricordi d’infanzia coincidono presto con la passione per il calcio, trasformando queste pagine in un interessante spaccato relativo ad oltre quarant’anni di eventi e personaggi legati al gioco più bello del mondo. La sezione news contiene notizie puntualmente aggiornate su Gianni e la Nazionale albanese, corredate da foto e video. Altro materiale multimediale è disponibile nella ricca galleria, dove troviamo centinaia di scatti divisi secondo il club e l’attività (giocatore o allenatore). Non manca infine la possibilità di lasciare un messaggio nell’apposito video wall.

www.gigisimoni.it Attuale direttore tecnico della Cremonese, Giovanni Simoni è stato Yuto Nagatomo | 長友佑都 @YutoNagatomo5 un talentuoso, In Italia se fai bene sei adorato come un Dio, se sbagli sei criticato come un criminale. Non c'è morale, non c'è rispetto concreto cenper la persona. Sono orgoglioso di lavorare in un ambiente tro c amp is t a duro, in cui solo pochi riescono a farcela. Io sono qui da attivo negli sette anni. E comunque tutto questo mi dà forza per guardare avanti e al futuro. anni ‘60 e ‘70 in diversi club italiani come Mantova, Napoli, Torino, Brescia e Geona. Dal 1975 fino a metà Massimiliano Allegri @OfficialAllegri Spesso le cose che si danno per scontate sono le anni 2000, Simoni ha meno semplici da conquistare intrapreso con successo la carriera di allenatore ottenendo importanti risultati. Il tenace tecnico bolognese detiene tutt’ora il Guglielmo Stendardo @willystendardo

ttando

record di sette squadre portate alla promozione da Serie B a Serie A. Testi, dati ed immagini raccolti nel sito sono organizzati secondo tre filoni principali: Simoni calciatore, tecnico e dirigente. Dal punto di vista dell’interfaccia utente, il sito è caratterizzato da una gradevole impostazione a blocchi: tale scelta rende la navigazione estremamente agevole anche da tablet e smartphone. Il taglio alto dell’homepage ospita un box dedicato al libro di recente pubblicazione “Simoni si nasce”, dedicato alla lunga avventura di Gigi legata al mondo del calcio. Il volume, scritto da L. Carmignani, L. Tronchetti e R. Ghedini, contiene una prefazione di Claudio Baglioni. Non manca una pagina dedicata al ricco palmarès di Gigi: oltre al già citato record brillano la Coppa Uefa conquistata

come allenatore dell’Inter nella stagione 97/98, e la Coppa Italia vinta come centrocampista del Napoli. La sezione news contiene numerose notizie dedicate a Gigi ed al mondo del pallone: in queste pagine vediamo il tecnico e dirigente bolognese insieme a leggende del calcio come Lothar Matthaus e Ronaldo. In questo sito ed in particolare tra le foto di questa sezione si respira un’atmosfera positiva: nel corso degli anni Simoni si è guadagnato la stima e l’affetto di tutto il settore grazie a talento, professionalità e serietà esemplari.

Non possiamo cambiare il Nostro passato, Ma è sempre possibile scrivere Un Nuovo finale.

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tempo libero

musica

libreria Feltrinelli

I veri padroni del calcio

di Marco Bellinazzo – 256 pagine - €17,00

Il calcio è la nazione più potente che sia mai apparsa nella storia ed è un elemento essenziale della geopolitica, al pari di religione, petrolio, tecnologia e business finanziario.La Fifa è un centro di potere sempre più nevralgico ma, insieme agli ultimi grandi club del Vecchio continente – Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Juventus – per conservare la propria sovranità deve scendere a patti con i veri, nuovi, padroni del calcio. Ma chi sono? Marco Bellinazzo racconta i giochi di potere e i flussi di denaro, la corruzione e gli scandali che si nascondono dietro il calcio globale e ricostruisce i fili rossi di un mercato multimiliardario che coinvolge le potenze politiche ed economiche del pianeta. Dagli oligarchi russi agli sceicchi degli Emirati arabi, dalle big company americane alle corporation cinesi, il legame che unisce gli interessi di governi e multinazionali a questo sport è sempre più saldo e, spesso, torbido. Un libro che svela i nomi degli azionisti, delle società e dei politici che vogliono impossessarsi della Fifa e delle sue squadre, dimostrando che il governo del calcio ormai non riguarda soltanto l’amministrazione di uno sport e dei suoi campionati, ma è soprattutto fonte di ricavi miliardari e di legittimazione politica per gli stati. Un’inchiesta che svela tutta la verità su chi governa davvero il calcio globale, dietro le quinte dello sport più popolare. Perché i veri padroni del calcio sono anche i veri padroni del mondo. Rizzoli

Io e il Papu

di Luigi Garlando – 240 pagine - €16,00

Arcadio ha undici anni e non parla da due. Da quella sera dell’attentato in cui la mamma è rimasta ferita a un braccio. Quando il Papa riceve la sua lettera, diversa dalle altre perché non ci sono parole ma solo figurine di calciatori, non ha dubbi: questo bambino sta soffrendo, e lui deve aiutarlo. Anche se è la Settimana Santa, anche se la sua agenda è piena di impegni. Sotto gli occhi increduli delle guardie e degli alti prelati, Francesco si toglie l’abito talare e si getta nella sua personale missione: liberare il bambino dall’armadio di paure in cui è rinchiuso. E la chiave la trova proprio nelle figurine dei calciatori, di cui Arcadio è appassionatissimo. Quei cognomi, Basta, Lasagna, Parolo, Totti, compongono una lingua speciale che fa decollare l’amicizia tra il bambino e Francesco, presto ribattezzato Papu come Alejandro Gómez, il centrocampista argentino dell’Atalanta. Arcadio si fida ogni giorno di più dell’imprevedibile Santo Padre che si comporta come un nonno, gli racconta storie che vengono da lontano e lo porta in giro in car sharing. E che, proprio come lui, ha una grande paura nel cuore. Ma questo Arcadio ancora non lo sa. Chiarelettere

Mio nipote nella giungla

di Oliviero Beah – 176 pagine - €15,00

Un modo come un altro per ricordare il giornalista e scrittore Oliviero Beah, il “brontolo critico feroce dei nostri giorni alle prese con il futuro” che spesso si è occupato di sport e di calcio che da poco ci ha lasciato. Il suo ultimo libro è forse il più crudo e un manuale appassionato di sopravvivenza pratica e intellettuale che non nasconde i pericoli senza rassegnarsi alla rassegnazione. Beha scrive la propria esperienza di nonno alle prese con il nipote (ma potrebbe essere nostro figlio, nostra figlia, sorellina o fratellino, purché nato in questo millennio). Divertente, appassionata, acuta e tagliente, diventa una lettura per i giovani, ma anche un manuale per chi li vuole raggiungere, redarguire, capire o proteggere. I temi importanti ci sono tutti, come li può raccontare uno dei più famosi, acuti e seguiti giornalisti italiani, ma ci sono anche le munizioni per affrontare la vita e le sue difficoltà: la paura, gli altri, la lingua, la salute, la famiglia, la scuola, il denaro, il lavoro, la politica, i media, la finanza, l’ecologia, la memoria, la libertà, l’umanità al tempo dei social. 46

Levante

Nel caos di stanze stupefacenti Con il suo terzo album di inediti, la signorina Claudia Lagona, in arte Levante, cantautrice siciliana (torinese d’adozione), fa il classico “botto”, quello che ti porta verso una dimensione di qualche gradino più in alto nella scala della musica, quello che ti pone in una posizione “privilegiata” da un lato ma molto “scomoda” dall’altro. Perché da oggi in poi da lei ci si aspetterà sempre di più e di meglio, della serie “o resti una brava cantautrice” o fai il salto e “diventi una cantante che lascia il segno”. Ma una come Levante, che si è fatta da sola e che, nonostante la grande considerazione e seguito ha sempre gestito la sua natura di “personaggio pubblico” con grande umiltà, non deluderà, come certamente non delude questo “Nel caos di stanze stupefacenti”, album maturo e artisticamente pregiato. Stavolta alla regia c’è Antonio Filippelli a portare nuove sonorità, la collaborazione di Max Gazzè, ma non si può definire un album pop. I tempi di “Alfonso”, hit d’esordio che l’ha fatta conoscere al grande pubblico, sono ormai lontani e, alla soglia dei trent’anni, Levante sfodera un lavoro “consapevole” e “ingenuamente impegnato”, proprio nel pieno significato della contrapposizione dei due termini.


Benvenuto in Italia! Welcome to Italy! ¡Bienvenido a Italia!

Ti scriviamo queste poche righe di presentazione di quella che è la TUA associazione. Dal 1968 in Italia è presente un’Associazione di categoria che rappresenta tutti i calciatori. L’Associazione Italiana Calciatori dal 1968 associa, infatti, i calciatori professionisti e dal 2000 anche i calciatori dilettanti, le calciatrici e i calciatori del calcio a 5, Con più di 16.000 associati, è l’unica Associazione di categoria presente in Italia. AIC fa parte di FIFpro, il sindacato mondiale dei calciatori, del quale fanno parte le Associazioni di categoria della maggior parte dei Paesi nel mondo. In ogni squadra è presente il Rappresentante AIC, spesso il tuo capitano o uno dei veterani, che è il punto di riferimento per tutti gli associati della squadra e il tramite preposto per le comunicazioni con la struttura dell’Associazione. L’attuale Consiglio Direttivo è presieduto da Damiano Tommasi, Presidente AIC dal 2011. Di seguito potrai conoscere i componenti del Consiglio Direttivo che rappresentano tutte le

categorie di associati: Serie A, Serie B, Lega Pro, Dilettanti, Calcio a 5 e Calcio Femminile. Tra i servizi offerti dall’AIC sicuramente potranno essere di tuo interesse: • Assistenza legale tramite l’Ufficio Legale dell’Associazione e i suoi Avvocati Fiduciari su tutto il territorio nazionale; • Consulenza previdenziale e gestione dell’accantonamento al Fondo di Fine Carriera*; • Abbonamento gratuito all’App di Wyscout con fruibilità personalizzata del servizio di Video Analysis conosciuta a livello internazionale; • Servizi e scontistica applicata dai partner (www.assocalciatori.it) in ambito medico e assicurativo, dal Credito sportivo; • Percorsi di formazione post-carriera e per calciatori in attività; • Collegamento con l’Associazione calciatori del tuo Paese d’origine (o di tua ultima provenienza) per chiarimenti e/o problematiche di qualsiasi natura. L’iscrizione annuale all’AIC ti darà la possibilità di usufruire di tutto ciò e di altre attività

che potrai approfondire nel sito istituzionale www.assocalciatori.it o chiedendo informazioni al numero +39 0444 233233. Come avrai modo di vedere sarà semplice stabilire un contatto diretto con AIC e con i collaborator che sono in contatto continuo con i rappresentanti di squadra per aggiornamenti e/o problematiche che possono sorgere durante la stagione. La massima disponibilità di AIC è garantita dal fatto che è l’Associazione dei Calciatori, nata dalla volontà dei calciatori della nazionale nel lontano 1968 e da allora al servizio di questa professione tanto bella quanto piena di insidie personali e professionali. Buona permanenza nel nostro Paese, in bocca al lupo per il tuo lavoro e grazie per l’ascolto. Ti aspettiamo tra i nostri associati!

We are sending you a few lines to introduce YOUR association. Italy has had an Association representing all its football players since 1968. From that year,a the Associazione Italiana Calciatori – Italian Footballers’ Association – has united all professional players and in 2000 it extended its scope to include also amateurs, women and five-a-side players. With more than 16,000 members, it is the only footballers’ association in Italy. AIC forms part of FIFpro, the worldwide players’ union, of which the players’ associations of most countries of the world are members. Every team has an AIC Representative, often your team captain or one of the older players, who is the contact person for all team members and represents the team with the Association management. The present Management Council is chaired by Damiano Tommasi, AIC President since 2011. Later, you can get to know the members of the Management Council who represent

all categories of members: Serie A, Serie B, Lega Pro, Amateurs, Five-a-side football and women’s football. Some of the services of interest offered by AIC: • Legal assistance throughout Italy by way of the Association’s legal office and its lawyers; • Pension advice and management of contributions to the end of service fund*; • Free subscription to the Wyscout App with personalised use of the internationallyfamous Video Analysis service; • Services and discounts applied by partners (www.assocalciatori.it) for medical care and insurance, by the bank Istituto di Credito Sportivo; • Post-career and business training courses; • Contact with the footballers’ Association of your own country (or the country where you played last) for clarification and/or assistance with problems of any kind. Annual membership of the AIC will give you access to all of the above and many other activities which you

can see in more detail on the website www.assocalciatori.it or you can request information calling +39 0444 233233. As you will see, it is easy to make direct contact with AIC and its agents who are in continuous contact with team representatives for news and/or problems which can arise during the season. The AIC can assure you of its availability because it is the Footballers’ Association created by the Italian national team as long ago as 1968 and from then on has been at the service of this wonderful profession which, however, is also full of personal and professional pitfalls. Enjoy your stay in Italy, good luck with your work here and thanks for your attention. We hope to see you among our members!

Te escribimos estas pocas líneas de presentación de lo que es TU asociación. Desde 1968, en Italia existe una Asociación de categoría que representa a todos los futbolistas. Associazione Italiana Calciatori – Asociación italiana Futbolistas – asocia desde 1968 a los futbolistas profesionales y desde 2000 también a los aficionados, a las futbolistas y a los jugadores de fútbol sala. Con más de 16.000 asociados, es la única Asociación de categoría existente en Italia. AIC forma parte de FIFpro, el sindicato mundial de los futbolistas, integrado por Asociaciones de categoría de la mayoría de los países. En cada equipo hay un Representante AIC, que a menudo es el capitán, o uno de los veteranos, y hace de referente para todos los asociados del equipo y de intermediario encargado de las comunicaciones con la estructura de la Asociación. El actual Consejo Directivo es presidido por Damiano Tommasi, Presidente de AIC desde 2011. A continuación mencionamos a los componentes del Consejo Directivo que representan a todas

las categorías de asociados: Serie A, Serie B, Liga Pro, Aficionados, Fútbol sala y Fútbol femenino. Entre los servicios ofrecidos por AIC, indudablemente pueden ser de tu interés: • Asistencia legal a través de la Oficina Legal de la Asociación y sus Abogados Fiduciarios en todo el territorio nacional; • Asesoramiento sobre previsión y gestión de asignaciones al Fondo de Fin de Carrera*; • Abono gratuito a la App de Wyscout con uso personalizado del servicio de Video Analysis conocido a nivel internacional; • Servicios y descuentos aplicados por nuestros socios comerciales (www.assocalciatori.it) en ámbito médico y de seguros, por el Crédito deportivo; • Cursos de formación post-carrera y para futbolistas en actividad; • Conexión con la Asociación de futbolistas de tu país de origen (o de tu última proveniencia) para aclaraciones o por problemas de cualquier naturaleza. La inscripción anual en AIC te dará la posibilidad de aprovechar todo esto y otras actividades

sobre las cuales puedes informarte en el sitio institucional www.assocalciatori.it o pidiendo información al número +39 0444 233233. Como ves, es muy sencillo entablar un contacto directo con AIC y con los colaboradores, que a su vez están continuamente en contacto con los representantes de equipo para las actualizaciones o por cualquier problema que pueda surgir durante la temporada. La máxima disponibilidad de AIC está garantizada por el hecho de ser la Asociación de Futbolistas fundada por iniciativa de los jugadores del equipo nacional en el lejano 1968, desde entonces al servicio de esta profesión tan bella como llena de insidias personales y profesionales. Feliz permanencia en nuestro país, muchos éxitos con tu trabajo y gracias por escuchar. ¡Te esperamos entre nuestros asociados!

www.assocalciatori.it

*Ogni anno vengono accantonati dallo stipendio delle somme che potrai ritirare una volta concluso il contratto con la società sportiva in Italia. Ricorda che le cifre accantonate andranno richieste al Fondo.

*Each year amounts are put aside from your salary which you can withdraw once your contract with the Italian club ends. Remember that the amounts set aside must be requested from the fund.

*Cada año, parte del sueldo se destina a una asignación que podrás retirar una vez concluido el contrato con la sociedad deportiva en Italia. Recuerda que los montos de las asignaciones deberán ser solicitados al Fondo.


Sconfitta ma non vinta

foto di Maurizio Borsari

Riprovaci Juve!!

Profile for Associazione Italiana Calciatori

Il calciatore maggio giugno 2017  

Il calciatore maggio giugno 2017  

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