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n.6

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 1, DCB Vicenza - Anno 38 - N. 6 Luglio/Agosto 2010 - Mensile

Luglio/Agosto 2010

Organo mensile dell’Associazione Italiana Calciatori

Speciale Sudafrica 2010

Dalla delusione ai mondiali alla nuova era targata Prandelli

Subito al lavoro per la ripartenza


La mia famiglia, l’ho ereditata. Da te.

Un

testamento a favore di Ai.Bi.

significa lasciare un segno di te nel futuro dei bambini abbandonati. Un gesto molto semplice ma concreto, che potrà contribuire a dare loro la speranza di essere accolti da una famiglia. Per maggiori informazioni, richiedi la Guida ai lasciti testamentari.

lasciti@amicideibambini.it

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Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini dal 1986 lotta contro l’emergenza abbandono, per garantire ad ogni bambino il diritto di essere figlio. www.aibi.it


editoriale

di Sergio Campana

Mondiale dolce per gli organizzatori,

amaro per i colori azzurri

Se il calcio fosse sempre quello visto al Mondiale di Sudafrica tutto sarebbe più bello e appassionante. Si capiva dal momento in cui le squadre erano schierate e ascoltavano gli inni nazionali, quanta emozione e quanto amor di patria provavano i calciatori, quale solidarietà legava tutti coloro che erano in campo, tecnici e dirigenti compresi, impegnati a difendere l’onore del loro paese. Questo vuol dire che il calcio può e deve unire, non dividere, che il calcio, quando è interpretato correttamente, diventa l’espressione più significativa dei valori dello sport: sano agonismo, competizione leale, spirito di gruppo. Va aggiunto doverosamente un comportamento dei giocatori in campo, salvo qualche eccezione, esemplare. Qualcuno ha tirato su il naso quando il presidente della Fifa Blatter, per ragioni politiche ed elettorali, ha portato a 32 il numero delle squadre che partecipano alla fase finale del Mondiale, con la conseguenza che almeno nel turno iniziale il livello tecnico delle partite non è stato molto alto. Ma è giusto riconoscere che in certi Paesi, ove il calcio non è in posizione di avanguardia, la partecipazione al Mondiale costituisce un mezzo di propaganda eccezionale. Se per un momento togliamo lo sguardo dallo spettacolo sudafricano e torniamo alla realtà del nostro calcio non possiamo non essere mortificati. Prima di tutto gli stadi: quelli sudafricani sono nuovi e funzionali, i nostri vecchi ed obsoleti (ed è per questa ragione che continuiamo a perdere le sfide per l’organizzazione dei campionati europei). E poi l’entusiasmo e il tifo della gente, gioiosa e variopinta, pur con quelle trombette ossessionanti. Se pensiamo a quello che succede puntualmente nei nostri stadi, con le tifoserie violente e contrapposte, con

i lanci di petardi e di altri oggetti pericolosi, con le aggressioni alle forze dell’ordine, con i cori razzisti, ci accorgiamo a quale livello siamo scesi. Com’era prevedibile, l’uscita dal Mondiale della nostra Nazionale ha scatenato a caldo, specialmente da parte dei mezzi di informazione, reazioni ispirate comprensibilmente all’emotività: si è parlato di disfatta, di vergogna, di dramma nazionale. Hanno rincarato la dose, com’è del resto consuetudine, i nostri politici. E non si sono persi l’occasione di chiamare i calciatori miliardari viziati. Ma quattro anni fa osannavano gli azzurri Campioni del Mondo. Del resto, questo è il costume italico: esagerare quando le cose vanno bene e fare lo stesso quando vanno male.

Diciamo subito che le responsabilità dell’insuccesso non possono non attribuirsi ai giocatori e al Commissario Tecnico. Ma una cosa è la critica, più che legittima, un’altra gli insulti e le offese, non ammissibili, la mancanza di rispetto nei confronti di uomini, prima che di atleti, che sono i primi ad essere amareggiati e delusi. Del resto gli stessi giocatori e il loro allenatore, già subito dopo la partita con la Slovacchia, non hanno cercato alibi, ammettendo con lealtà di aver offerto prestazioni così deludenti da meritarsi l’uscita dal Mondiale. Gigi Buffon ha

dichiarato apertamente che il gioco della Nazionale, sterile e farraginoso, è l’esatta espressione del calcio italiano attuale, facendo capire che il male è più profondo. Forse esagera, perché il livello tecnico del nostro campionato è buono, certamente superiore a quello che abbiamo visto contro Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia. Ma è fuori dubbio che le nostre squadre più importanti, le più accreditate a farlo, danno poco o niente in termini qualitativi alla Nazionale. Basti dire che di Inter e Roma c’era un solo giocatore (De Rossi), del Milan un solo titolare (Pirlo) e due spesso in panchina (Zambrotta e Gattuso). È difficile individuare le ragioni precise di un tale insuccesso, ma vedendo quello che è capitato anche alla Francia (seconda dietro di noi a Berlino), probabilmente non abbiamo lavorato bene in questi quattro anni per un rinnovamento graduale. Di sicuro due problemi hanno contribuito e contribuiscono in modo determinante al declino della nostra Nazionale: le presenze sempre crescenti nel campionato di calciatori stranieri e la mancanza di una politica federale per la valorizzazione dei vivai. L’invasione degli stranieri ha ridotto a una quarantina di giocatori le possibili scelte del nostro Ct, mentre quelli per esempio di Argentina, Brasile, Uruguay (che esportano giocatori) possono scegliere tra migliaia di calciatori. Quanto ai giovani, la Federazione non ha fatto niente per invertire la tendenza dei club, che non fanno crescere e non lanciano i giovani, preferendo acquistare e utilizzare giocatori già affermati. Ora tocca a Prandelli ricostruire la Nazionale e riacquistare l’amore della gente. Occorrerà pazienza per vedere i primi risultati, soprattutto sperare che emerga qualche calciatore di valore assoluto.

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NASCE AriSLA

CRESCE LA SPERANZA Chi siamo

L’Agenzia di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica promuove e finanzia attività di ricerca scientifica sulla SLA. AriSLA nasce dalla comune volontà di Fondazione Cariplo, Fondazione Telethon, Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport ed AISLA. Per le sue caratteristiche e finalità AriSLA rappresenta una realtà unica in Italia ed in Europa e si candida a divenire punto di riferimento per la comunità scientifica impegnata nella sfida contro la SLA.

Il nostro obiettivo

Obiettivo principale di AriSLA è quello di offrire ai malati speranze di cura e migliori aspettative e condizioni di vita. Il nostro impegno quotidiano per un futuro senza SLA può diventare una prospettiva concreta con il sostegno di chi condivide con noi il raggiungimento di questa meta. Grazie al prezioso contributo di tutti possiamo concorrere al finanziamento dei migliori progetti di ricerca.

Come aiutarci

Donare ad AriSLA è semplicissimo e lo si può fare attraverso una pluralità di strumenti: • attraverso il tuo 5x1000 (nel modulo della dichiarazione firma nello spazio dedicato a Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale e inserisci il codice fiscale di AriSLA: 97511040152) • con donazione on line (PayPal) • con bonifico bancario (Iban: IT71 E033 5901 6001 0000 0005 190) • con donazione continuativa (Domiciliazione bancaria o postale) Per saperne di più entra nel nostro sito www.arisla.org e troverai tutte le informazioni necessarie, oppure telefona al nostro numero 02 58012354.

Come operiamo

La nostra priorità è quella di operare affinché la ricerca finanziata sia di eccellenza, con risultati che abbiano ricadute concrete per i malati di SLA ed i loro familiari, anche attraverso la creazione di un network di scienziati, nazionali ed internazionali, che metta in sinergia le migliori risorse del settore.

Per un futuro senza SLA AriSLA – Agenzia di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica Via Camaldoli, 64 – 20138 Milano, Tel. 02 58012354 C. F. 97511040152, Iban IT71 E033 5901 6001 0000 0005 190

www.arisla.org


Sommario

Sommario

primo piano

di Nicola Bosio e Pino Lazzaro

editoriale di Sergio Campana

Mondiale dolce per gli organizzatori, amaro per i colori azzurri

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calcio e legge di Stefano Sartori Diritto a partecipare alla preparazione precampionato ed agli allenamenti

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attività aic Con la vittoria della Spagna si è concluso il Campionato del Mondo in Sudafrica. Ripercorriamo il cammino dell’Italia (eliminata al primo turno) per la quale è già tempo di voltare pagina: con Cesare Prandelli alla guida, gli azzurri sono già proiettati verso il Campionato Europeo del 2012.

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calcio e legge di Stefano Sartori 6

Le novità principali del Regolamento Agenti

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fifpro di Stefano Sartori Congresso Fifpro Division Europe 2010 n.5

Giugno 2010

ilCalciatore

Organo mensile dell’Associazione Italiana Calciatori

direttore direttore responsabile condirettore redazione

foto redazione e amministrazione

tel fax http: e-mail: stampa e impaginazione REG.TRIB.VI

n.6

Member of

Questo periodico è iscritto all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana

Dalla delusione ai mondiali alla nuova era targata Prandelli

Subito al lavoro per la ripartenza

L’Accordo Collettivo del calciatore professionista (2ª parte)

come stai? Adriano Bacconi

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segreteria di Diego Murari In viaggio con Diego/18

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io e il calcio di Pino Lazzaro Giobbe Covatta

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internet di Stefano Fontana A centrocampo con Brighi e Tissone

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Speciale

Organo mensile dell’Associazione Italiana Calciatori

Speciale Sudafrica 2010

calcio e legge di Flavia Tortorella 24

Sergio Campana Gianni Grazioli Nicola Bosio Pino Lazzaro Gianfranco Serioli Stefano Sartori Stefano Fontana Barnaba Ungaro Mario Dall’Angelo Maurizio Borsari A.I.C. Service Contrà delle Grazie, 10 36100 Vicenza 0444 233233 0444 233250 www.assocalciatori.it assocalciatori@telemar.it Tipolitografia Campisi Srl Arcugnano (VI) N.289 del 15-11-1972

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 1, DCB Vicenza - Anno 38 - N. 6 Luglio/Agosto 2010 - Mensile

Luglio/Agosto 2010

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Pubblichiamo questo mese, come inserto da staccare e conservare, il Regolamento Agenti di calciatori in vigore dall’8 aprile 2010. All’interno della rivista si potranno trovare le principali innovazioni con il commento delle disposizioni più significative.

Finito di stampare il 15-07-2010

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speciale

Campionato Mondiale 2010 il cammino degli azzurri

Mondiale

U

ltimi del proprio girone e senza nemmeno una vittoria (non era mai successo) gli azzurri di Marcello Lippi hanno lasciato il Sudafrica al primo turno, accompagnati da veleni e polemiche. Ripercorriamo, partita per partita, il Mondiale dell’Italia in cui tutto è girato storto, nato sotto una cattiva stella (infortunio di Pirlo prima e Buffon poi) e finito con la brutta sconfitta contro la Slovacchia.

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azzurro…

sfumato Pareggio con il Paraguay

A fianco, Daniele De rossi, protagonista del pareggio azzurro contro il Paraguay nella gara d’apertura. Sotto, Totò Di Natale il cui innesto non è bastato per andare oltre il pareggio contro la Nuova Zelanda.

Pareggio con la Nuova Zelanda Sconfitta con la Slovacchia

Sopra, Marcello Lippi cerca di scuotere gli azzurri dopo la terza rete della Slovacchia che elimina l’Italia dai Mondiali. A fianco, Cesare Prandelli, nuovo Ct azzurro: la sua Nazionale esordirà il prossimo 10 agosto a Londra contro la Costa d’Avorio.

Inizia l’era Prandelli 7


speciale Città del Capo, 14 giugno 2010: Italia – Paraguay 1-1

Partenza senza botto:

pareggio in rimonta

Hanno detto “Il risultato è il rammarico più grande, partite come questa si dovrebbero vincere. Meritavamo ben altro risultato: il Paraguay si è presentato una volta davanti alla porta e ha fatto gol. Bella, però, è stata la reazione della squadra, ho visto gioco e condizione, dobbiamo però fare qualcosa di più, dobbiamo crescere sotto il profilo della conclusione. Siamo solo agli inizi del Mondiale, cresceremo anche in questa direzione. Ma questa è la strada, c’è solo da essere soddisfatti. Io ho visto una squadra vera in campo”. Marcello Lippi “Siamo stati ingenui, ed io in particolare in occasione del gol del Paraguay. Però bisogna dire che siamo stati bravi a rimettere in piedi la partita, abbiamo tenuto quasi sempre il gioco in mano, ma purtroppo non abbiamo trovato la rete della vittoria. Il mio gol? Importante, forse il più importante dopo il rigore segnato nella finale di quattro anni fa”. Daniele De Rossi “Il Paraguay ha avuto la bravura o la fortuna di passare in vantaggio, però mi è piaciuta la veemenza con cui abbiamo ripreso il pari e provato a vincere, giocando a tratti anche un buon calcio. Io ho avvertito un dolore tremendo alla schiena, spero di recuperare in fretta”. Gianluigi Buffon “Buffon fuori? Lui è il numero uno al mondo, però quando è uscito abbiamo raddoppiato gli sforzi per riprendere la partita. Abbiamo giocato bene e ottenuto un buon risultato che ci consente di guardare con ottimismo alle prossime partite del girone”. Riccardo Montolivo

Bicchiere mezzo vuoto? D

ai, pareva giusto una nostra brutta giornata di novembre, ma proprio brutta però. Pioggia e vento, addirittura anche grandine per un po’ prima del via. Lo stadio lì è come una enorme ciotola bianca a pochi metri dall’oceano ed è proprio un bel vedere, bene illuminato nel buio della notte. Quasi a fine partita lo speaker annuncerà che siamo più di 62.000 e sarà proprio tutta quella gente a salutare il dato con un lungo applauso, in fondo rivolto a sé stessi. La “solita” ola è partita appena dopo 10’ ma non è durata poi molto, c’è stata insomma solo la partita. Allora: bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno? Provando a fare una sintesi dal fiume di commenti, il risultato dice che il bicchiere è mezzo pieno, si può almeno sperare, dai. Insomma vedremo, come sempre diceva Gianni Bugno, vedremo. Qui val la pena sottolineare intanto il vero e proprio “spettacolo” messo assieme lì in quella grande ciotola bianca vicino all’oceano. Uno spettacolo in fondo sempre più televisivo, proprio così. Musica alta, i due grandi schermi che mandano spot pubblicitari e ritmo: il calcio come leva, sentimenti e passioni, e via dunque con gli spot, ancora e ancora. Una notte africana, fredda e ventosa, piena di pioggia. Comunque sia, anche da qui, da chissà quanto lontano lì da noi, il confronto impietoso con quelle che sono le condizioni dei nostri stadi, i ritardi che abbiamo nella stessa fruibilità di questi grandi spazi.

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Hanno scritto Va bene così. L’1-1 col Paraguay è da salutare senza entusiasmi e senza pessimismi. L’Italia ha fatto più degli avversari per vincere. Gianni Mura (Repubblica) Un punticino che fa rima con brodino. Non sfama, d’accordo, però riempie lo stomaco. Ieri si è capito che per la prossima gara servirà un’Italia diversa non nello spirito ma nella struttura e nell’assortimento dei singoli. Vittorio Oreggia (Tuttosport) Il vero problema che la partita racconta è che la squadra è stata costruita, ha equilibrio, carattere, molte buone risorse. Ma è una squadra senza qualità che difficilmente può bastare per arrivare fino in fondo. Mario Sconcerti (Corriere della Sera) Ma sotto la pioggia cattiva ed invernale di Città del Capo c’è un partito che vince: quelli che ritrovano un Italia che si fa e si può amare. Franco Arturi (Gazzetta

dello Sport)

Si tratta adesso di capire come possa e debba crescere questa Italia, che ha gambe e cuore, ma deve sfruttare il modo di sfruttare le sue qualità. Alessandro

Vocalelli (Corriere dello Sport)

Le pagelle

Partita decisamente difficile per l’esordio mondiale della squadra di Lippi: sotto di una rete sull’unico tiro in porta dei paraguaiani (colpo di testa di Alcaraz), gli azzurri giocano una buona gara e pareggiano in rimonta con De Rossi. Secondo tempo arrembante, ma il gol della vittoria non arriva. Alla fine qualche rischio di troppo nonostante la gara sia stata praticamente dominata. Buoni gli esordi di Pepe e Montolivo (al posto dell’infortunato Pirlo). Buffon (problemi alla schiena) è costretto a lasciare il posto a Marchetti.

Buffon

s.v.

6

6

Zambrotta

6,5

6,5

6

Cannavaro

6,5

6,5

5,5

Chiellini

6

5

6

Criscito

6

6

6

De Rossi

6,5

7

6,5

Montolivo

6,5

6,5

6

Marchisio

5,5

5

5

7

6,5

6

Iaquinta

5,5

5,5

5

Gilardino

5,5

5,5

5

Marchetti

s.v.

6

6

5

6

5

6,5

6

5,5

Pepe

A sinistra, capitan Cannavaro a contrasto con Santa Cruz; sullo sfondo l’esordiente Marchetti. Sotto, buon esordio per Riccardo Montolivo e, in basso, la rete di Alcaraz. A fianco, Daniele De Rossi, autore del pareggio azzurro.

Camoranesi Lippi

Il tabellino ITALIA – PARAGUAY 1-1

MARCATORI: 39’ pt Alcaraz; 18’ st De Rossi ITALIA: Buffon (1’ st Marchetti); Zambrotta, Cannavaro, Chiellini, Criscito; Montolivo, De Rossi, Marchisio (14’ st Camoranesi); Iaquinta, Gilardino (27’ st Di Natale), Pepe. Ct: Lippi. PARAGUAY: Villar; Bonet, Da Silva, Alcaraz, Morel; Caceres, Riveros, Torres (15’ st Santan a); Valdez (24’ st Santa Cruz), Barrios (31’ st Cardozo), Vera. Ct: Martino. ARBITRO: Benito Archundia (Messico) NOTE: Ammoniti: Camoranesi (I), Caceres (P).

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speciale Nelspruit, 20 giugno 2010: Italia – Nuova Zelanda 1-1

Ancora un pareggio e… un po’ di sfortuna

Hanno detto “Non siamo stati certamente fortunati, se pensate che Paraguay e Nuova Zelanda alla prima e unica occasione creata hanno fatto gol. Sappiamo fare molto meglio di quello che abbiamo fatto oggi. Credetemi. Non è certo la volontà che ci è mancata, anche la qualità in campo c’era ma non l’abbiamo sfruttata. E adesso dobbiamo battere la Slovacchia per andare avanti, nessuno di noi ha voglia di tornare a casa”. Marcello Lippi “In campo siamo scesi determinati, sapevamo che la Nuova Zelanda è una squadra forte fisicamente, ma non immaginavamo che sarebbe andata così. Non siamo riusciti a giocare come sappiamo, ma se vogliamo andare avanti dobbiamo fare di più: altrimenti è giusto andare a casa”. Alberto Gilardino

“Volevamo creare qualcosa di importante in queste due partite e invece non ci siamo riusciti. Poche azioni, tra Paraguay e Nuova Zelanda, ci hanno impensierito: la voglia c’è, il problema è che ci mancano le idee”. Fabio Cannavaro “Abbiamo giocato una buona partita, molte occasioni sono state create, però ci è andata male. Purtroppo loro ci hanno fatto gol su una palla inattiva, poi siamo riusciti a recuperare lo svantaggio, ma non abbiamo avuto fortuna su una serie di palloni, soprattutto con i tiri da fuori di Montolivo che ha colpito anche un palo. Adesso l’importante è guardare avanti, la possibilità di passare il turno c’è, come la nostra voglia di vincere”. Gianluca Zambrotta

La tranquillità di Lippi N

elspruit o Mbomela come la chiamano lì nel posto. Città famosa soprattutto per la vicinanza al Parco Kruger, una delle maggiori attrazioni di tutto il Sudafrica: grande grosso modo come il Veneto, vi si trovano tutti i felini e i predatori possibili, a cominciare dai leoni per continuare con leopardi, ghepardi e via dicendo. E poi antilopi di tutte le specie, rinoceronti, zebre, ippopotami coccodrilli, rettili e un numero infinito di uccelli. Lo stadio è molto bello, comodo, proprio un campo da calcio, tutto lì vicino e al solito meglio lasciar stare il confronto con quelli di casa nostra, meglio. È vero, quasi qui a fare un po’ di melina, perché di mezzo c’è la delusione e pure un po’ di dispiacere per il pari con la Nuova Zelanda. Alla fine loro lì a festeggiare come avessero vinto, una festa giustamente goduta e assaporata; era pur sempre un pareggio contro una squadra favorita e più forte, basta questo, lasciamo stare ‘sto titolo di campioni del mondo. Loro alla fine, beati loro, a fare piano piano un giro di campo, a ricevere applausi e a dispensarli, ce n’erano parecchi di “all white” sugli spalti. Dunque delusione e dispiacere e bravo è stato all’indomani Marcello Lippi. Una bravura (è la parola) che si è ben vista nella conferenza stampa andata in scena a “Casa Azzurri” all’indomani del pareggio con i neozelandesi. Sala stracolma, anche di più e il nostro ct lì a non fare una piega. Condividendo la delusione e pure il dispiacere per una prova che non è stata pari alle attese (anche sue), ma ribadendo con sicurezza e convinzione che la squadra può e deve fare molto meglio, che le qualità ci sono, che bisogna avere fiducia, che non è ancora il caso insomma di parlare di crisi. Al solito appesi a un filo si potrebbe dire, certo che fa bene pensare alla tranquillità e sicurezza del nostro ct: bisogna credergli anche se il campo un po’ di insicurezze può certo averle dispensate. Allora, dai, forza azzurri.

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Hanno scritto Avanti adagio, quasi indietro. Se l’1-1 con il Paraguay ci poteva stare, l’1-1 di ieri con la Nuova Zelanda è un risultato povero, più che deludente, direi raggelante. Gianni Mura (Repubblica)

Un’Italia abbastanza inguardabile impatta con la Nuova Zelanda che geograficamente e calcisticamente ci sta agli antipodi. Ora siamo a rischio nel girone eliminatorio più facile di questo Mondiale. Andrea Monti (Gazzetta dello Sport) Certo è che l’Italia, questa Italia, va così male che, per forza di cose, non può che migliorare. Alessandro Vocalelli (Corriere dello Sport) Per onestà intellettuale va detto che dinanzi a prestazioni del genere, vuote più che svuotate, povere di talento, forse sarebbe giusto togliere il disturbo: questa Nazionale non merita nulla, meno che mai accedere agli ottavi di finale. Vittorio

Oreggia (Tuttosport)

Questo è un gruppo che considera un successo stare insieme. Manca dialettica. Lotta ma non riesce ad avere qualità. Allora resta un solo grido: buona fortuna. Mario Sconcerti (Corriere della Sera)

Le pagelle

Come nella partita d’esordio, l’Italia va subito in svantaggio sull’unico tiro in porta degli avversari (rete di Smeltz peraltro in fuorigioco) ed è costretta ad inseguire. Dopo un clamoroso palo di Montolivo, pareggio su rigore di Iaquinta (fallo su De Rossi). Ripresa tutta in attacco con netta supremazia territoriale degli azzurri, ma poche occasioni da rete e finisce in pareggio. Ora serve una vittoria contro la Slovacchia per andare avanti. L’Italia ha giocato con il lutto al braccio per onorare la scomparta di Roberto Rosato.

A sinistra, Riccardo Montolivo, ancora tra i migliori degli azzurri. Sotto, il pareggio e susseguente esultanza di Vincenzo Iaquinta. A destra, contrasto aereo tra Killen e Domenico Criscito, autore di una buona gara.

Marchetti

s.v.

5,5

5,5

Zambrotta

6,5

6

6

Cannavaro

4,5

4,5

4

Chiellini

6

6

5,5

Criscito

5,5

5,5

5

De Rossi

5,5

6

6

Montolivo

6,5

6,5

6,5

Marchisio

4,5

5

5

Pepe

5,5

5,5

6

Iaquinta

6

5,5

6

Gilardino

5

5

4

s.v.

5

4,5

5

4,5

5

5

4,5

4

5,5

5

5

Pazzini Camoranesi Di Natale Lippi

Il tabellino ITALIA-NUOVA ZELANDA 1-1

MARCATORI: 7’ Smeltz, 29’ rig. Iaquinta ITALIA: (4-4-2): Marchetti; Zambrotta, Chiellini, Cannavaro, Criscito; Pepe (46’ Camoranesi), De Rossi, Montolivo, Marchisio (61’ Pazzini); Iaquinta, Gilardino (46’ Di Natale). Ct.: Lippi. N. ZELANDA: (3-4-3): Paston; Reid, Nelsen, Smith; Bertos, Vicelich (80’ Christie), Elliott, Lochhead; Smeltz, Killen (93’ Barron), Fallon (63’ Wood). Ct.: Herbert. ARBITRO: Carlos Batres (Guatemala) AMMONITI: Smith, Fallon, Nelsen (N)

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speciale Johannesburg, 24 giugno 2010: Italia – Slovacchia 2-3

Sconfitta shock:

l’Italia torna a casa

Hanno detto “Mi prendo tutte le responsabilità. Ho ritenuto che questa squadra potesse fare determinate cose e non l’ho preparata a dovere, questo è evidente quando vedi una squadra che gioca col terrore nelle gambe e nel cuore. Tutto mi sarei aspettato tranne che l’Italia giocasse per un’ora e un quarto come ha fatto, non giocando, senza idee, senza nulla. È colpa mia, non ho saputo dare le giuste motivazioni: quando succedono certe cose, la colpa è sempre del capo”. Marcello Lippi “Abbiamo deluso e questo è sotto gli occhi di tutti. Se in tre partite, di cui due con Nuova Zelanda e Slovacchia, che sono squadre che meritano rispetto ma niente di più, non riesci a vincerne neppure una, allora è giusto tornare a casa e cercare di capire il perché di questo insuccesso”. Gianluigi Buffon “La colpa dell’eliminazione è di tutti non solo dell’allenatore, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità e fare un’analisi di coscienza, superare questo mondiale e guardare avanti. L’analisi è semplice, siamo arrivati ultimi nel girone ed è giusto andare a casa. Le ragioni? Nelle prime due partite abbiamo fatto delle buone gare e abbiamo dato tutto quello che avevamo, oggi dopo un bruttissimo primo tempo siamo migliorati, ma alla fine potevamo anche passare il turno con un pizzico di fortuna e un po’ di determinazione sotto porta”. Gianluca Zambrotta “Uscire così fa male. Non abbiamo disputato un Mondiale alla nostra altezza, mi spiace per tutti i tifosi che erano dalla nostra parte”. Fabio Quagliarella

Difficile da credere L

a speranza è l’ultima a morire. Già. E stavolta pure lei è morta. Si va a casa e c’è poco e tanto da dire. Poco per quello dimostrato sul campo, tanto sui motivi che hanno portato a questa eliminazione. Squadra che fallisce l’appuntamento decisivo, stavolta insomma non ce l’abbiamo fatta e rimane un senso di impotenza (ed è forse quello peggiore), di delusione, pure di dispiacere che certo resterà a lungo: questo mondiale sudafricano targato 2010 come un’altra Corea? Lo stadio, l’Ellis Park di Johannesburg, era per trequarti “nostro”. Significativo il boato all’ingresso in campo di Gattuso per il riscaldamento, lui che fa quel suo primo allungo quasi rabbioso, in tanti a gridare “Ringhio”: appesi a lui ma stavolta pure lui non basterà/servirà. La mattina della partita, visita a Southdowns, la “casa” degli allenamenti degli azzurri. Pensando che potesse essere anche l’ultima ma scacciando il pensiero, possibile? Proprio perché deserta, possibilità di scorrerla per bene. Gli uffici della Figc, il grande magazzino tutto ordinato, gli spogliatoi luminosi, la palestra super attrezzata. Quanto lavoro dietro per preparare ogni cosa ed ora stop, ciao a tutti. Il campo rasato per l’ennesima volta, per un verso e per l’altro, le reti delle porte alzate per tagliare anche lì per bene l’erba, le panchine stese per terra, in attesa d’essere rimesse dritte in piedi. E il tutto finisce qui, nemmeno c’è modo di salutare. In effetti si poteva anche respirare un’aria un po’ sospesa, magari c’era anche la consapevolezza che poteva pure capitare, ma pareva impossibile, dai. Tempo così di sbaraccare, altro grande lavoro, il piano B prevedeva un charter per l’Italia subito il giorno dopo e così è stato. Lippi a prendersi le responsabilità, il presidente Abete a tracciare possibili piani di rilancio, Cannavaro che saluta ed esce di scena. Come facevamo ad aspettarcelo?

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Hanno scritto Tutto vero, avevamo scritto quattro anni fa. Tutto nero, dobbiamo scrivere oggi. Siamo fuori dal Mondiale nella giornata più terribile e oscura della nostra storia calcistica. Andrea Monti (Gazzetta dello Sport) Una Corea, anzi di più: peggio della Corea. Stavolta, e non era mai successo nella storia dei Mondiali, siamo stati eliminati al primo turno senza aver vinto una partita. Alessandro Vocalelli (Corriere dello Sport) E invece è arrivato il giorno del tutti a casa, un mesto addio che ci accomuna alla spernacchiatissima Francia: le due finalista del 2006 chiudono ultime del girone, loro per broccaggine, ammutinamento e scelte sbagliate; noi per broccaggine, scelte sbagliate e il logorio sottovalutato. Gianni Mura (Repubblica) Lippi si è assunto le colpe e questo salva l’uomo, non il tecnico. La logica del gruppo contro tutti è andata bene nel 1982 e nel 2006. Nel 2010 ha fatto ridere gli avversari e piangere gli italiani. Paolo De Paola (Tuttosport) Non è vero, come dice Lippi, che l’Italia è improvvisamente esplosa ieri contro la Slovacchia. L’Italia non è mai davvero cominciata. Ma Lippi per mestiere ha sempre coperto tutto. Ed è stato questo il vero errore. Mario Sconcerti

(Corriere della Sera)

Le pagelle

Dopo un primo tempo disastroso (slovacchi in vantaggio con Vittek) gli azzurri tentano di reagire nella ripresa, ma la Slovacchia trova il raddoppio (sempre con Vittek). Gli innesti di Quagliarella e Pirlo vivacizzano la manovra dell’Italia che accorcia le distanze con Di Natale. Nel momento migliore degli azzurri (salvataggio sulla linea si Skrtel e gol annullato a Quagliarella per millimetrico fuorigioco) arriva però il 3 a 1 del neo entrato Kopunek. Lo splendido gol nel finale di Quagliarella non basta: l’Italia è fuori dal Mondiale.

Marchetti

A sinistra, Fabio Quagliarella, autore di una splendida rete e migliore degli azzurri. In basso, esordio mondiale per Christian Maggio e, sotto, la grinta di Rino Gattuso. A destra, le direttive di Lippi a Andrea Pirlo, al rientro dopo l’infortunio.

4,5

4

4,5

Zambrotta

4

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4,5

Cannavaro

5

4

4

Chiellini

4

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3

Criscito

4

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De Rossi

4

4

3

Montolivo

5

4

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Gattuso

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Di Natale

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4

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Pepe

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4

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Iaquinta

4

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4

Maggio

s.v.

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Pirlo

6

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Quagliarella

7

7

7

4,5

4

4

Lippi

Il tabellino ITALIA – SLOVACCHIA 2-3

MARCATORI: 25’, 74’ Vittek, 80’ Di Natale, 89’ Kopunek, 92’ Quagliarella ITALIA: Marchetti; Zambrotta, Cannavaro, Chiellini, Criscito (46’ Maggio), Montolivo (56’ Pirlo), De Rossi, Gattuso (46’ Quagliarella), Iaquinta, Pepe, Di Natale. Ct: Lippi. SLOVACCHIA: Mucha; Pekarik, Skrtel, Durica, Zabavnik, Strba (87’ Kopunek), Stoch, Hamsik, Vittek, Kucka, Jendrisek. Ct: Weiss ARBITRO: Howard Webb (Inghilterra) NOTE: Ammoniti: Strba, Vittek, Pekarik, Mucha(S), Cannavaro, Chiellini, Pepe, Quagliarella(I).

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Ciò che resta della manifestazione sudafricana

Bacheca mondiale Dalle vuvuzelas (un incubo) al pallone (criticatissimo), dalle tifoserie (coloratissime) alla mascotte (poco apprezzata), il Mondiale ci ha regalato tante belle immagini e un bel po’ di curiosità che resteranno in bacheca grazie alle “cartoline” inviateci dal nostro fotografo Maurizio Borsari e ai servizi del nostro “inviato” Pino Lazzaro.

Il pallone

Non potevano mancare le solite critiche al pallone mondiale: leggero, imprevedibile, degno dei palloni che si acquistano al supermercato. In campo, in effetti, si sono notati errori di troppo. Gli ingegneri hanno garantito la massima efficienza dello Jabulani: provarlo in altura sarebbe stata la cosa più saggia.

Pietro Lombardi, 84 anni

Immancabile “Spazzolino”

La delusione

Litigi, ammutinamenti, risse, dimissioni, espulsioni, ma soprattutto due sconfitte ed un pareggio che sono costate l’eliminazione al primo turno: è accaduto veramente di tutto all’inguardabile Francia di Domenech, vera delusione di questo torneo.

Il pianto

La mascotte

Zakumi, leopardo dai capelli verdi, mascotte del primo mondiale che si gioca nel continente nero. Il suo nome deriva da ‘Za‘, acronimo di Sudafrica in afrikaans (la lingua parlata principalmente in Sudafrica), e ‘kumi‘ che è il “numero 10” in molti dialetti locali sudafricani.

Quello a dirotto durante l’inno della Corea de Nord da parte di Tea Se Jong è stato davvero un pianto commovente. Chissà se è stata l’atmosfera mondiale o cos’altro, per l’attaccante nato in Giappone da genitori sudcoreani…

Il record

Dejan Stankovic è entrato nella storia: tre mondiali con tre nazionali diverse. Aveva debuttato a Francia ’98 con la Jugoslavia ancora unita, in Germania nel 2006 vestiva la maglia della Serbia-Montenegro e in Sudafrica quella della Serbia. Dopo la “triplete” con l’Inter il bis al Mondiale…

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Romagnolo di nascita, è stato dopo la guerra, “era il 1947”, che è poi arrivato a Firenze, poliziotto. Per servizio ha cominciato a frequentare poi Coverciano, è diventato insomma una faccia nota, questo o quel giocatore ha cominciato a chiedergli un favore ed è stato in seguito, nel periodo di Sacchi quale ct, che ha cominciato a essere più presente. Dice che quel suo soprannome (“Spazzolino”) gliel’hanno dato a suo tempo per via dei capelli a spazzola, allora almeno ne aveva tanti. Di anni adesso ne ha 84 e lui, Pietro Lombardi, detto appunto Spazzolino, è un po’ la mascotte del gruppo azzurro. Specie con Lippi, ancor più dopo la vittoria del Mondiale, ecco per lui pure quel valore aggiunto di essere una sorta di portafortuna: così adesso fa sempre parte del gruppo azzurro della Nazionale, proprio parte integrante e dappertutto. Eccolo qui: “Sì, la vittoria del 2006 è stata la gioia più grande della mia vita, specialmente poi lì da loro, dai tedeschi. Ho fatto a tempo a vivere il tempo della guerra, per due volte sono anche dovuto scappare perchè volevano portarmi su da loro a lavorare. No, a calcio non ci ho mai giocato, solo il poliziotto ho sempre fatto. Adesso sono loro un po’ tutta la mia vita, stare con loro mi fa bene, mi pare di sentirmi anch’io così più giovane. Sono bravi ed educati i giocatori e quello con cui negli anni ho legato di più è stato Pippo Inzaghi. Sto con loro, a Coverciano ci vado anche quando c’è l’Under 21 o l’Under 16: conosco tutti e sono un po’ il nonno di tutti. Sì, mi piace molto”.


L’incubo

Le vuvuzelas, trombette di plastica multicolori dal suono fastidiosissimo, sono state il vero incubo del Mondiale: colonna sonora di tutte le gare hanno disturbato un po’ tutti tranne i produttori di tappi per orecchie, andati letteralmente a ruba.

La tripletta

Chi invece lo Jabulani ci teneva ad averlo a tutti i costi è stato l’attaccante argentino Gonzalo Higuain autore della tripletta contro la Corea del Sud: quello storico pallone (ma sarà stato proprio lo stesso?) glielo hanno recuperato alcuni giornalisti in cambio di.. una meritata foto.

Gli elmetti

Certamente meno rumorosi delle vuvuzelas sono stati i makarapa, simpatici elmetti da minatore coloratissimi e prodotti a centinaia di migliaia. Personalizzati per ognuna delle 32 nazionali partecipanti, hanno invaso (e disturbato la visuale) tutti gli stadi.

Il vestito

Abituati come siamo da tempo a vederlo in tenuta sportiva (o al massimo “casual”), Diego Armando Maradona ha davvero colpito tutti per la straordinaria eleganza con la quale si è presentato in panchina. Merito, a quanto pare, del consiglio delle figlie…

L’errore

Quello di Rosetti (in collaborazione con Ayroldi) in Argentina-Messico (convalidata la rete in netto fuorigioco di Tevez) rimarrà, purtroppo, uno degli errori più clamorosi delle terne arbitrali di questo mondiale. Non rimarrà il solo, per carità, e questo certo non consola…

L’Aic

Sempre al fianco degli azzurri: il segretario dell’Associazione Calciatori, Gianni Grazioli, ha seguito la (sfortunata) spedizione italiana per tutto il mondiale. Nella foto, al Southdowns College, con i “vicentini” Marchetti e Maggio e col consigliere dell’Associazione Morgan De Sanctis.

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Gli osservatori di Lippi

Una squadra nella squadra Amicizie lontane, il campo come sempre a fare da filtro, da riferimento, da collante. A fianco di Marcello Lippi pure una “squadra” di osservatori, ciascuno di loro legato al ct per aver potuto, nella propria storia personale, percorrere un tratto di strada assieme, più o meno lungo. In tre a formare quella che abbiamo definito squadra: Domenico Arnuzzo (classe 1947), Piero Ceccarelli (1948) e Angelo Di Livio (1966). Cominciamo per “anzianità”, da Arnuzzo. “Quello con Lippi è un legame che parte sin dalle giovanili della Sampdoria e parlo del 1962... facemmo assieme il provino, un’amicizia lunghissima la nostra. Ci sono rimasto 40 anni con la Samp, svolgendo tanti ruoli: giocatore, responsabile del settore giovanile, team manager e anche direttore sportivo. Conclusa la mia storia con la Samp, ho cominciato a fare l’osservatore per la Juve dal 2002, c’era naturalmente Marcello allenatore”. Ceccarelli: “Io invece sono stato tesserato per il Cesena per 44 anni, proprio così, cominciando da ragazzetto. Con Lippi ho fatto il secondo quando lui e’ venuto ad allenare il Cesena e comunque già ci conoscevamo dal tempo del militare, fatto assieme alla Compagnia Atleti a Bologna. Sempre da secondo sono stato anche con Bigon all’Olimpiakos: è sempre stata quella la dimensione che ho preferito, mai avute insomma ambizioni particolari. Questo rapporto l’ho iniziato col suo arrivo in Nazionale: nel momento in cui gli ho chiesto un paracadute, lui me l’ha dato, anche da queste cose si valuta una persona”. Di Livio: “Con Lippi ci sono stato quasi cinque anni, da giocatore. È poi saltata fuori con lui l’opportunità di questa esperienza che considero importante e molto utile per quello che voglio fare in futuro. Sono a posto con i vari patentini, ho infatti quello di prima e con i giovani ho già fatto esperienza nel settore giovanile della Roma: spero insomma di allenare una prima squadra. Se sarò un sergente di ferro o un democratico? Penso che lo farò come sempre l’hanno fatto gli allenatori che ho avuto, da Lippi ad Ancelotti: con tranquillità insomma, non certo come un “sergente”, anche perché servirebbe a poco un sistema così”.


calcio e legge di Stefano Sartori

Questo mese parliamo di…

Diritto a partecipare alla pr precampionato ed agli all Ritorniamo su un tema sempre d’attualità, più che mai durante l’estate: il diritto del calciatore ad essere convocato per il ritiro pre-campionato e l’eventuale contestuale rilascio della certificazione d’idoneità all’attività agonistica. Ovviamente, questa fondamentale tutela spetta soltanto ai calciatori con contratto in essere al 30 giugno 2010 o che hanno depositato un nuovo contratto utilizzando il modulo tipo previsto nell’accordo collettivo sottoscritto con la Lega Nazionale Professionisti il 4 ottobre 2005.

Mancata convocazione per il ritiro precampionato Gli accordi collettivi prevedono che, in ogni caso, il calciatore non può essere escluso senza un valido motivo, che peraltro dovrebbe essere accertato dal Collegio Arbitrale, dalla preparazione precampionato con i compagni della prima squadra; in sostanza, si tratta di una prescrizione in base alla quale il club non può discriminare il calciatore sottoponendolo ad allenamenti “differenziati” (ad esempio, in orari o luoghi diversi da quelli della squadra, o sotto la direzione di un allenatore diverso da quello formalmente in carica, o senza allenatore del tutto, per arrivare al vero e proprio allontanamento del giocatore con divieto di accesso alla sede e alle altre strutture sociali). Vediamo ora concretamente cosa deve fare il calciatore che, pur titolare di un contratto, sia escluso dagli allenamenti con la prima squadra.

Calciatore tesserato con società della Lega Nazionale Professionisti (Serie A e B) 1. Inviare immediatamente un telegramma indirizzato alla società inadempiente con il seguente testo base: “Chiedo immediata convocazione per la partecipazione agli allenamenti ai sensi dell’art. 7.1 dell’Accordo Collettivo”. 2. Nel caso in cui la società non ottemperi entro il termine dei tre giorni posteriori il ricevimento della diffida, il calciatore può chiedere al Collegio Arbitrale i seguenti provvedimenti: a) la reintegrazione o, in alternativa, la declaratoria di risoluzione del contratto;

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b) in entrambi i casi, un risarcimento del danno in misura non inferiore al 20% della parte fissa della retribuzione annua lorda. 3. Nel caso in cui la società non provveda entro cinque giorni all’esecuzione della delibera del Collegio che dispone la reintegrazione, il calciatore ha il diritto di ottenere dal Collegio la risoluzione del contratto associata all’onere per la società di corrispondere a titolo di risarcimento del danno un importo equivalente alla retribuzione contrattuale prevista fino al termine della stagione sportiva.

Calciatore tesserato con società della Lega Pro (1ª e 2ª Divisione) 1. Inviare immediatamente un telegramma indirizzato alla società inadempiente con il seguente testo base: “Chiedo immediata convocazione per la partecipazione agli allenamenti ai sensi dell’art. 10 dell’Accordo Collettivo”.

2. Nel caso in cui la società non ottemperi entro il termine dei tre giorni posteriori il ricevimento della diffida, il calciatore può chiedere al Collegio Arbitrale i seguenti provvedimenti: a) la reintegrazione o, in alternativa, la declaratoria di risoluzione del contratto; b) in entrambi i casi, un risarcimento del danno in misura non inferiore al 30% del compenso annuo lordo. 3. Nel caso in cui la società non provveda entro tre giorni all’esecuzione della delibera del Collegio che dispone la reintegrazione, il calciatore ha il diritto di ottenere dal Collegio la risoluzione del contratto associata all’onere per la società di corrispondere a titolo di risarcimento del danno un importo equivalente alla retribuzione contrattuale prevista fino al termine del contratto.

Certificazione d’idoneità e reintegrazione Abbiamo già segnalato in passato come,


calcio e legge

eparazione enamenti talvolta, qualche società non solo non convoca il calciatore sotto contratto ma, una volta diffidata con telegramma, con il pretesto di doverlo sottoporre alle visite mediche di rito finisce con il protrarre ad arte gli accertamenti medici a data da destinarsi e quindi per pregiudicare di fatto la partecipazione del calciatore al ritiro. Come contromisura, abbiamo sempre consigliato l’adozione delle seguenti precauzioni: 1) Nel caso in cui la società intraprenda questa tattica dilatoria di non convocazione, il calciatore deve immediatamente sottoporsi a visita medica d’idoneità all’attività agonistica presso un medico specialista in medicina dello sport operante in una A.S.L. o in un centro privato autorizzato e accreditato ai sensi di legge; 2) Subito dopo e nell’ipotesi di responso positivo, l’atleta deve inviare per raccomandata alla società copia della certificazione d’idoneità e, al più presto, un telegramma alla società chiedendo l’immediata convocazione (ai sensi dell’art. 7 dell’Accordo Collettivo AIC/LNP o dell’art. 10 dell’Accordo Collettivo in vigore con la Lega Pro) menzionando esplicitamente l’idoneità nel regolarmente ottenuta.

Nuove importanti norme

Regolarità dei pagamenti degli stipendi Con le recenti modifiche agli artt. 77 e seguenti delle NOIF il sistema relativo al controllo della regolarità del pagamento degli emolumenti contrattuali risulta profondamente modificato. In pratica, e ciò è sicuramente molto positivo per i calciatori, con la stagione sportiva 2010/11 è stato notevolmente ridotto il lasso di tempo entro cui le società devono dimostrare di aver saldato gli stipendi; inoltre, sono state introdotte sanzioni molto severe in caso di violazione (art. 10 CGS). Vediamo, nel dettaglio, le novità principali.

Stipendi, ritenute e contributi previdenziaali Le società devono documentare alla FIGC entro 45 giorni dalla chiusura di ciascun trimestre, l’avvenuto pagamento di tutti gli emolumenti nonché delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e Fondo Fine Carriera dovuti, sino alla chiusura del predetto trimestre. Gli stipendi devono essere corrisposti esclusivamente a mezzo bonifico bancario sul conto corrente indicato dai calciatori in sede di sottoscrizione del contratto. Pertanto, a puro titolo di esempio, per evitare sanzioni gli stipendi relativi ai mesi di luglio, agosto e settembre dovranno essere corrisposti non più entro il 31 dicembre, ma entro il 15 novembre 2010.

Sanzioni A) Il mancato pagamento, entro i termini sopra indicati, degli emolumenti dovuti fino alla chiusura del I trimestre (30 settembre) comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica.

La stessa sanzione verrà inoltre applicata in caso di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e del Fondo di Fine Carriera. B) Il mancato pagamento degli emolumenti dovuti fino alla chiusura del II trimestre (31 dicembre), comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica. La stessa sanzione verrà applicata in caso di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e del Fondo di Fine Carriera. C) Il mancato pagamento degli emolumenti dovuti fino alla chiusura del III trimestre (31 marzo) comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica da scontarsi nella stagione sportiva successiva al trimestre di riferimento La stessa sanzione verrà inoltre applicata in caso di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e del Fondo di Fine Carriera. D) Infine, il mancato pagamento degli emolumenti dovuti fino alla chiusura del IV trimestre (30 giugno), comporta l’applicazione della sanzione pari ad almeno 1 punto di penalizzazione in classifica da scontarsi nella stagione sportiva successiva al trimestre di riferimento La stessa sanzione verrà inoltre applicata in caso di mancato pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Enpals e del Fondo di Fine Carriera. La recidiva per i precedenti periodi comporta l’ulteriore sanzione dell’ammenda non inferiore ad Euro 20.000,00 per le società di Serie A e B e non inferiore ad Euro 10.000,00 per le società di I e II Divisione.


attività aic

Avvenimenti

Incontri Calendario

25 mar

Riunione del Consiglio Federale È stato approvato dal Consiglio Federale, riunito a Roma il 25 maggio scorso, il sistema delle Licenze Nazionali – che entrerà in vigore in base allo Statuto federale dalla prossima stagione sportiva – che ha ribadito una linea più rigorosa da parte della Figc sull’iscrizione ai campionati: sono state previste fidejussioni di 800 mila euro per la serie B (per la prima volta nella storia), di 400 mila euro per la Prima Divisione e di 200 mila euro per la Seconda Divisione. Previsti controlli più frequenti da parte della Covisoc, mentre è stato modificato l’art. 10 del Codice di Giustizia sportiva con l’applicazione di punti di penalizzazione in classifica per le società che incorrono in ritardati pagamenti rispetto alla chiusura di ciascun trimestre. Per i ritardati pagamenti fino, ad esempio, a dicembre 2010, i punti di penalizzazione scatteranno per la stagione 2010/2011; qualora dovessero verificarsi irregolarità nel corso dell’anno successivo, allora i punti di penalizzazione si sconteranno nella stagione 2011/2012. Ritenute Irpef, contributi Enpals e Fondo di fine carriera dovranno essere versati esclusivamente tramite il conto corrente indicato dalla società al momento dell’iscrizione al Campionato. Il Consiglio ha inoltre preso atto dell’avvenuta costituzione della Lega B che fa seguito alla costituzione – già avvenuta nei mesi scorsi – della Lega A. Nei prossimi giorni si procederà a tutti gli adempimenti regolamentari conseguenti. Infine, in base all’accordo raggiunto tra le componenti sono stati modificati gli articoli 96 e 99 delle NOIF in materia di premi di preparazione e premi di addestramento e formazione tecnica a favore della società presso la quale il

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calciatore ha svolto l’ultima attività dilettantistica.

30 dom Memorial Moretti Si è articolata nei giorni 22-23-29-30 maggio scorso, presso i Centri Sportivi “Green Park” di Bari e “Bellavista Soccer” di Bitonto, la 27ª edizione del Torneo Nazionale di Calcio Giovanile “Memorial Fratelli Antonio e Domenico Moretti”, riservato alla Categoria Pulcini, giovani nati negli anni 1999, 2000 e 2001. La manifestazione, patrocinata dall’Aic ed entrata a pieno titolo nell’elite dei tornei calcistici giovanili a livello nazionale, ha visto la partecipazione di ben 60 società sportive provenienti dalla Puglia, Basilicata e dalla Campania. La Fase Finale ha visto prevalere, la Società “U.S Lecce” (nella foto), mentre sul podio sono salite, rispettivamente, l’ASD Esperia Monopoli (BA) e la N.A.G.C. Battipaglia (SA). Da sottolineare che il Torneo aveva anche lo scopo di raccogliere fondi per la linea telefonica 1.96.96 del Telefono Azzurro.

8 mar Consiglio Federale Il Consiglio federale, riunito a Roma l’8 giugno scorso, ha provveduto al riconoscimento formale delle due Leghe (la Lega Nazionale Professionisti di serie A e la Lega Nazionale Professionisti di serie B) che saranno operative a partire dal 1° luglio e al conseguente visto di conformità dei rispettivi statuti e regolamenti. Sono stati inoltre approvati i criteri di ripescaggio nei campionati professionistici con riferimento alla prossima stagione sportiva. Il provvedimento ri-

calca quello della stagione precedente, ma prevede che alla fidejussione base (già deliberata nello scorso Consiglio Federale) si aggiunga una fidejussione integrativa nonché una contribuzione a favore della FIGC finalizzata all’attività giovanile. La misura prevista per queste voci è di 2 milioni di euro per il ripescaggio in Serie A, 1 milione per la B;

IIn Francia la prima edizione

European Footb Golf Classic Si è svolto a Domaine de Terre Blanche, in Francia, il 17 e 18 maggio scorso il primo campionato Europeo di golf per calciatori organizzato dal sindacato internazionale Fifpro. Sullo splendido campo


attività attivitàaic aic

400 mila per il ripescaggio in I Divisione e 200 mila per la II Divisione. I criteri per i ripescaggi sono così individuati: 1) Classifica finale dell’ultimo Campionato (50%); 2) Tradizione sportiva della città (25%); 3) Numero medio degli spettatori allo stadio dalla stagione 2004/05 alla stagione 2008/09 (25%). Sono inoltre previsti criteri di preclusione al ripescaggio in caso di sanzioni per illecito sportivo; per le società che abbiano usufruito di ripescaggi nelle ultime 5 stagioni; per le società assegnatarie di titolo sportivo a seguito di fallimento o di Lodo Petrucci. Il Consiglio infine ha deciso di prorogare al 31 dicembre 2010 il mandato di Commissario straordinario dell’Interregionale del presidente della LND Carlo Tavecchio.

ballers’ situato tra Nizza e Cannes, le squadre provenienti da varie nazioni, e composte da ex calciatori e calciatori in attività, si sono sfidate in una due giorni ricca di appuntamenti. Molti i nomi noti che sono scesi sul green: da Michel Preud’homme a Christophe Dugarry, da Kubilay Türkyilmaz a Christian Karembeu, da Luther Blissett a Chris Waddle. Ottima la prova della squadra italiana formata da Paolo Cristallini, Michele Marcolini, Marco Simone e Stefan Schwoch: gli “azzurri” si sono classificati al terzo posto a squadre (dietro a Francia e Belgio) mentre Paolo Cristallini si è classificato quinto nell’individuale e ha vinto la gara del tiro più lungo (253 metri).

Calcio Femminile

Mancato deposito dell’accordo economico Gli ultimi comunicati ufficiali della Commissione Disciplinare Nazionale presentano una novità molto interessante, e cioè l’irrogazione di sanzioni significative a quelle società, nella fattispecie della Divisione Calcio Femminile, che non hanno provveduto al deposito degli accordi economici. Rilevanti, in tal senso, alcuni dati oggettivi: i deferimenti sono stati originati dalla segnalazione correttamente inoltrata alla Procura Federale dal Presidente della Divisione Calcio Femminile ma, a scanso di equivoci, si deve precisare che, se così non fosse stato, avrebbe comunque provveduto l’AIC con propria ed autonoma iniziativa. In secondo luogo, le sanzioni irrogate appaiono commisurate al numero di accordi non inviati per il deposito, ed arrivano a 4/6 mesi di inibizione per i presidenti e svariate migliaia di euro per i club. Infine un’ultima considerazione: la normativa non è nuova, tutt’altro, essendo in vigore dalla stagione sportiva 2002/03, ed è indubbiamente conosciuta da tutti i tesserati. I calciatori e le calciatrici tesserati con società partecipanti ai Campionati Nazionali della L.N.D. devono sottoscrivere, su apposito modulo, accordi economici annuali relativi alle loro prestazioni sportive. La sottoscrizione dell’accordo, ai sensi degli artt. 29 punto 3 e 94 ter punto 2 delle NOIF, è obbligatoria e l’art. 31 del C.U.

n° 1/2009/2010 emanato dalla Divisione ha precisato che il deposito, anche quando l’accordo non prevede la corresponsione di alcuna somma, deve obbligatoriamente essere effettuato dalla società entro 15 giorni dalla data di sottoscrizione. In mancanza, scontato il deferimento per violazione dell’art. 1 comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva. Ebbene, nonostante ciò, non si può non segnalare la reazione, affidata ad un sito non istituzionale, improntata ad un vittimismo veramente poco edificante ed a recriminazioni quasi puerili, da parte di alcuni soggetti sanzionati. Nessun mea culpa per il mancato rispetto della normativa, o per aver subito una sanzione aggravata dal fatto di avere continuato, irragionevolmente, a mantenere il vincolo su calciatrici inattive da tempo, ma solo lamenti contro l’istituzione di un accordo che, evidentemente, ha il torto di prevedere la corresponsione lecita e verificabile di importi più che ragionevoli alle tesserate. Incomprensibile. I tempi in cui, prima della discesa in campo dell’AIC, il vincolo era a vita, gli accordi economici illeciti e privi di tutela, l’inclusione nelle liste suppletive ex art. 108 NOIF comodo espediente per liberasi dei calciatori e calciatrici che avevano sottoscritto un regolare accordo economico non torneranno. Meglio farsene una ragione, e rispettare la normativa federale.

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calcio e legge di Stefano Sartori

In vigore dall’8 aprile 2010

Le novità principali

del Regolamento Con C.U. n° 100/8.4.2010 è stato pubblicato il nuovo Regolamento Agenti FIGC, un testo che risulta variato in maniera non molto significativa rispetto al precedente del 4 gennaio 2007. Presentiamo pertanto le principali innovazioni del nuovo regolamento e a seguire un prospetto completo delle disposizioni più importanti che i calciatori devono ricordare all’atto del conferimento dell’incarico.

Deposito del mandato L’incarico, a pena di inefficacia, deve essere depositato o inviato entro 20 giorni dalla sottoscrizione, a mezzo raccomandata a.r, presso la segreteria della Commissione Agenti. Modalità pagamento compenso Dopo aver sottoscritto il contratto con un club, il calciatore può esprimere il suo consenso scritto autorizzando il club a pagare direttamente l’agente per suo conto. Si tratta, in ogni caso, di un accordo con cui il club anticipa l’erogazione dell’importo che può quindi ovviamente recuperare trattenendolo dallo stipendio del calciatore. L’agente ha diritto al pagamento del compenso anche dopo la scadenza dell’incarico e, a differenza del precedente Regolamento, anche in caso di sottoscrizione di nuovo contratto da parte del calciatore. In questo frangente, se il nuovo contratto con un club viene a sovrapporsi per una o più annualità al precedente, il nuovo agente, per il periodo di sovrapposizione, avrà diritto alle sole eventuali differenze positive che risultassero in base al nuovo contratto. Termine entro cui l’agente deve richiedere il compenso Il termine entro cui l’agente deve far valere il diritto al compenso (anche mediante l’attivazione dell’organo arbitrale) scade non più alla fine della prima ma al termine della seconda stagione sportiva successiva a quella in cui il diritto è maturato. Dovere di verifica del calciatore È dovere del calciatore verificare che un agente sia fornito di regolare Licenza

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prima di conferirgli il relativo mandato Soluzione delle controversie agente - calciatore Le controversie tra agente e calciatore vengono decise non più dalla Camera di Conciliazione ed Arbitrato CONI ma dal Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport presso il CONI (TNAS). Purtroppo, non essendo più previsto che AIC e l’associazione di categoria degli agenti possano predisporre e rendere pubblici un proprio elenco di arbitri, le decisioni saranno prese da collegi nei quali non saranno più presenti arbitri indicati dagli organi che rappresentano i calciatori e gli agenti stessi. Nel caso in cui la controversia abbia una dimensione internazionale (agente e/o calciatore e/o società di federazioni diverse), la richiesta di procedura di arbitrato può essere presentata alla Commissione per lo Statuto dei Calciatori della FIFA. LE DISPOSIZIONI DA NON DIMENTICARE Ambito attività agente (art. 3 regolamento) L’agente assiste, cura e promuove esclusivamente i rapporti tra un calciatore professionista ed una società di calcio professionistica (art. 3, punto 1). Assistenza da parte di soggetti non iscritti all’albo (art. 5) I calciatori possono ovviamente stipulare un contratto con un club da soli e quindi senza l’assistenza di un agente (art.16.7), ma non possono farsi assistere da soggetti privi della licenza di

agente, salvo che nei seguenti due casi: a) che si tratti di un avvocato iscritto nel relativo albo professionale; b) che si tratti calciatore del genitore, del fratello o del coniuge. Validità della licenza (art. 10.1) La licenza rilasciata dalla FIGC abilita l’agente a svolgere la sua attività su base mondiale. Incompatibilità dell’agente (art. 11) La situazione di incompatibilità dell’agente si configura: a) con qualsiasi incarico rilevante per l’ordinamento sportivo nell’ambito della FIFA, di una Confederazione, della FIGC ovvero di una società, associazione o organizzazione alle stesse affiliata o collegata; b) con il possesso di partecipazioni anche indirette di una società calcistica italiana o estera, ovvero con il mantenimento di cariche sociali, incarichi dirigenziali, responsabilità tecnico-sportive, o rapporti di lavoro autonomo o subordinato con una società calcistica italiana o estera, ovvero con ogni altra situazione o rapporto anche di fatto che comporti un’influenza rilevante su di essa. (art. 11.1). Per quanto riguarda le relazioni di coniugio e parentela, si rimanda al successivo punto DIVIETI-CONFLITTO DI INTERESSI. Conferimento dell’incarico (art. 16) L’incarico, a pena di inefficacia, deve essere redatto esclusivamente sui moduli predisposti annualmente conformemente al modello FIFA e, a pena di


calcio e legge

Agenti inefficacia, devono essere depositati o inviati entro 20 giorni dalla loro sottoscrizione, a mezzo raccomandata a.r, presso la segreteria della Commissione Agenti. (art. 16.1). Eventuale esclusività dell’incarico (art. 16) L’incarico è conferito in esclusiva ma agente e calciatore, con separata scrittura o con clausola approvata specificamente per iscritto, possono concordare che l’incarico sia conferito a titolo non esclusivo. (art. 16.3). Durata dell’incarico (art. 16) L’incarico non ha una durata minima ma non può superare i 2 anni; può essere rinnovato ma solo con il consenso scritto di entrambe le parti. (art. 16.3). Modalità dell’incarico (art. 16) L’agente non deve più essere retribuito esclusivamente soltanto dal calciatore. Infatti, come già previsto dal Reg. FIFA (art. 19.4), nel mandato si deve indicare espressamente il soggetto tenuto al pagamento dell’agente e le modalità del pagamento, che dovrà essere effettuato esclusivamente dal calciatore, con però un’importante innovazione: dopo la conclusione del suo contratto con un club, il calciatore potrà esprimere il suo consenso scritto autorizzando il club a pagare direttamente l’agente per suo conto. È peraltro opportuno precisare che il pagamento, da un punto di vista formale, è effettuato a nome del calciatore e che di conseguenza il club anticipa l’erogazione dell’importo che può quindi ovviamente recuperare trattenendolo dallo stipendio del calciatore. (art. 16.4). L’incarico conferito da un calciatore deve essere redatto in quadruplice copia ciascuna firmata dalle parti. È essenziale che il calciatore conservi sempre

una copia dell’incarico. (art. 16.5). Compenso (art. 17) L’agente deve rilasciare idonea documentazione fiscale secondo le norma vigenti. (art. 17.1) L’importo del compenso dovuto dal calciatore è calcolato in base al reddito lordo annuo del calciatore, esclusi eventuali benefit e premi collettivi, secondo quanto risulta dal contratto sportivo depositato e ratificato (art. 17.2). L’agente deve far valere il diritto al compenso, a pena di decadenza, non più entro la prima ma entro il termine della seconda stagione sportiva successiva (30 giugno) a quella in cui il diritto è maturato (art. 17.2). Per quanto concerne le modalità di pagamento previste nell’incarico, l’agente ed il calciatore devono convenire in anticipo: a) una somma forfetaria da corrispondere all’inizio del contratto di prestazione sportiva, oppure b) il pagamento di una quota annuale da effettuarsi entro il termine dell’annualità contrattuale (in pratica, entro il 30 giugno di ciascuna stagione sportiva) (art. 17.3). L’agente ha diritto al pagamento del compenso anche dopo la scadenza dell’incarico, ma non oltre la scadenza del contratto del calciatore. Nel caso di conclusione di un diverso nuovo contratto con un club che venga a sovrapporsi per una o più annualità al precedente, il nuovo agente, per il periodo di sovrapposizione, avrà diritto alle sole eventuali differenze positive che risultassero in base al nuovo contratto (art. 17.4). La retrocessione della società di appartenenza del calciatore dalla categoria professionistica a quella dilettantistica, comporta l’automatica decadenza dell’incarico conferito all’agente, e nessun compenso spetta per le annualità contrattuali successive alla retrocessione (art. 17.5).

Se il compenso dell’agente non viene determinato, si ritiene automaticamente fissato nella misura del 3% dell’importo contrattuale lordo (art. 17.6). Nel caso in cui il contratto del calciatore sia stato stipulato secondo i minimi della categoria di appartenenza, nessun compenso spetta all’agente (art. 17.6). Se il calciatore conclude un contratto con una società senza avvalersi dell’assistenza del proprio agente regolarmente nominato e non revocato, è tenuto comunque a corrispondergli il compenso concordato all’atto del conferimento dell’incarico (art. 21.6). Effetti della risoluzione del contratto del calciatore (art. 17) In caso di declaratoria di risoluzione del contratto per sopravvenuta impossibilità della prestazione del calciatore (anche per non ammissione al campionato di competenza della società), che non sia dovuta a dolo o colpa grave del calciatore, all’agente è dovuto soltanto il compenso per il periodo di efficacia del contratto stesso (art. 17.8). Risoluzione e revoca del mandato (art. 18) Le parti (agente o calciatore) possono risolvere consensualmente l’incarico con apposito accordo debitamente sottoscritto, depositato o inviato mediante lettere raccomandata a.r, entro il termine di 20 giorni, presso la segreteria della Commissione Agenti (art. 18.1). Il calciatore può revocare l’incarico all’agente con un preavviso di 30 giorni da comunicarsi con lettera raccomandata a.r. Contestualmente il calciatore deve depositare o inviare con lettera raccomandata a.r. presso la segreteria della Commissione copia della lettera di revoca inviata all’agente, con la relativa ricevuta postale (art. 18.2). Calciatore ed agente possono stabilire

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calcio e legge

all’atto del conferimento dell’incarico il pagamento di una somma predeterminata a titolo di penale da corrispondere in caso di revoca senza giusta causa (art. 18.3). Se la revoca avviene per giusta causa, dichiarata dall’organo arbitrale, nulla è dovuto all’agente a titolo di indennizzo. Peraltro, il calciatore che intenda ottenere il riconoscimento della giusta causa deve, a pena di decadenza, iniziare l’azione di accertamento della giusta causa entro 30 giorni dalla data di invio della comunicazione di revoca (art. 18.4). Nel caso in cui il calciatore, successivamente alla revoca ed entro il termine di durata dell’incarico originariamente conferito, stipuli un nuovo contratto, all’agente revocato non deve essere corrisposto alcun indennizzo. I calciatori rappresentati da un agente cui sia stata inflitta la sanzione disciplinare della sospensione hanno la facoltà di recedere dal loro rapporto contrattuale con l’agente (art. 26.2). Doveri dell’agente – Conflitto d’interessi (art. 19) L’agente è tenuto all’osservanza delle norme federali e, in particolare, ad ottemperare ai lodi arbitrali (art. 19.3). L’agente non può effettuare trattative per la conclusione di un contratto con altra società senza il consenso scritto del club con cui il calciatore ha un contratto, salvo che nei 6 mesi antecedenti la scadenza del contratto (19.6). L’agente deve informare il calciatore sull’esistenza di eventuali situazioni di conflitto di interessi, anche potenziale, nella conclusione di un contratto, allegando al contratto stesso un’apposita dichiarazione. Nel caso in cui l’informazione non sia stata resa tempestivamente, e comunque prima della conclusione del contratto, il calciatore può risolvere il rapporto con l’agente senza che sia dovuto alcun indennizzo ed ottenere la restituzione di quanto eventualmente già corrisposto (art. 19.8). Divieti – L’assistenza a soggetti diversi dai calciatori e società (art. 20) È vietato agli agenti rappresentare gli interessi di soggetti che non siano calciatori o società (in pratica, allenatori, preparatori, ecc.) (art. 20.4). Divieti – Conflitto di interessi (art. 20) Agli agenti è vietato contattare calcia-

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tori che siano sotto contratto con una società di calcio con lo scopo di indurli a risolvere anticipatamente il loro contratto o violare gli obblighi in esso previsti. (art. 20.1) È vietato agli agenti rappresentare gli interessi di più di una parte nella stipula di un contratto tra una società e un calciatore. (art. 20.2) All’agente o alla società di cui l’agente è socio nonché ai singoli soci o amministratori o collaboratori della stessa, è fatto divieto di intraprendere trattative o intrattenere rapporti contrattuali con una società di calcio italiana o estera in cui il coniuge, o un parente o affine entro il secondo grado detenga partecipazioni anche indirettamente, ricopra cariche sociali o incarichi dirigenziali, tecnico-sportivi o di consulenza, o eserciti comunque un’influenza rilevante. Il divieto si estende a qualsiasi trattativa o rapporto contrattuale con calciatori tesserati per la società o comunque che abbia ad oggetto trasferimenti di calciatori da o verso quest’ultima. (art. 20.6) Salva l’applicazione delle sanzioni disciplinari previste dal regolamento, sono nulli i contratti stipulati dall’agente con calciatori, nonché quelli stipulati tra calciatori e società, in violazione del divieto di cui ai precedenti commi 2 e 6 (art. 20.7); se la situazione di incompatibilità sopraggiunge in costanza di rapporto contrattuale tra un agente e un calciatore (tesserato per la società nei cui confronti l’agente è in conflitto d’interessi), il contratto stesso si risolve di diritto al termine della stagione sportiva in corso. (art. 20.8) Obblighi dei calciatori (art. 21) Il calciatore ha il dovere di verificare che un agente sia fornito di regolare licenza prima di conferirgli il mandato. (art. 21.1) L’assistenza per i calciatori giovani (art. 23) I calciatori, dal compimento dell’età minima richiesta per la sottoscrizione di un contratto da professionista (16 anni – art. 33.3 NOIF) possono conferire incarico e fruire dell’assistenza a titolo gratuito da parte di un agente (art. 23.3). L’incarico deve essere sottoscritto dal calciatore e dal genitore esercente la potestà genitoriale (art. 23.1), e deve essere redatto esclusivamente, a

pena di nullità, sui moduli annualmente predisposti dalla Commissione Agenti d’intesa con il Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, con firma autenticata. (art. 23.3) Nel caso in cui la stipula del contratto da professionista non intervenga nel termine di 120 giorni dalla data di deposito o di invio con lettera raccomandata a.r. dell’incarico presso la segreteria della Commissione, lo stesso decade. (art. 23.2) Competenza del TNAS (art. 24) Ogni controversia nascente dall’incarico è decisa dal TNAS (Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport) presso il CONI. (art. 24.1) Sanzioni (art. 25) In caso di violazione del Regolamento gli agenti sono deferiti alla Procura Federale e giudicati in primo grado dalla Commissione Disciplinare Nazionale, in secondo grado dalla Corte di Giustizia Federale nei termini e con le modalità di cui al relativo Codice di Giustizia Sportiva. (art. 25.5) Nelle transazioni internazionali la competenza è invece devoluta alla Commissione Disciplinare della FIFA (art.32 comma 2 Reg. FIFA). (art. 25.6) Sanzioni nei confronti dei calciatori (art. 27) Il calciatore che si avvale delle prestazioni di un agente privo di licenza è soggetto alle seguenti sanzioni: a) censura; b) sanzione pecuniaria di almeno Euro 5.000,00; c) inibizione; d) divieto a svolgere qualsiasi attività legata al calcio (art. 34 Reg. FIFA) (art. 27.2) Commissione Agenti (art. 29) La Commissione è composta da 7 membri: 3 designati dalla FIGC, 2 rispettivamente da AIC e dalle associazioni degli agenti. (art. 29.1) La Commissione Agenti segnala, anche d’ufficio, agli organi di giustizia sportiva della FIGC le violazioni del Regolamento e dei suoi allegati e dà esecuzione ai relativi provvedimenti. (art. 29.9) Codice di condotta professionale È fatto divieto all’Agente di calciatori di adire gli organi di Giustizia Ordinaria ai sensi dello Statuto della FIFA, fatto salvo quanto previsto dall’Ordinamento Statuale. (Punto VIII)


fifpro

di Stefano Sartori

In Francia il 16 maggio scorso

Congresso Fifpro Division Europe 2010

Si è svolto a Fayence (Francia) il 16 maggio scorso il Congresso generale della FIFPro Division Europe, ovvero la sezione continentale della federazione mondiale dei sindacati dei calciatori che, in Europe, si interfaccia con l’UEFA. Ai lavori, organizzati dal sindacato francese UNFP, hanno partecipato i delegati di 25 sindacati di calciatori europei e gli argomenti all’ordine del giorno sono stati di particolare interesse, toccando argomenti di stretta attualità e molto importanti in campo internazionale. A seguire un breve riassunto. Presentazione Sindacato Spagnolo Il sindacato spagnolo AFE ha presentato il nuovo presidente Luis Rubiales, eletto recentemente in sostituzione di Gerardo Gonzalez Movilla, storico leader dei calciatori spagnoli. Rubiales ha evidenziato, in particolare, i risultati raggiunti dall’AFE a seguito della proclamazione dello sciopero di tutte le categorie professionistiche per il 16/19 aprile 2010, protesta poi ritirata solo dopo aver raggiunto gli obiettivi prefissati (pagamento degli stipendi arretrati in particolare).

Rapporti con UEFA A) UEFA Licence System: il delegato UEFA Alex Phillips ha tentato di spiegare le motivazioni che sarebbero alla base del tentativo di imporre/ proporre il c.d. fair play finanziario che, per quanto concerne le rose dei calciatori delle società ammesse alle competizioni europee, prevede il limite massimo di 25 calciatori. L’intervento di Phillips sul tema ha peraltro raccolto la netta opposizione della FIFPro, ben rappresentata dalla controreplica del segretario Theo van Seggelen: a) forti dubbi legali sulla legittimità della limitazione; b) una rosa di 25 non comporta l’automatica riduzione dei costi, in quanto è plausibile che i contratti in esubero saranno quelli dei calciatori meno importanti; c) l’UEFA non può legalmente imporre l’adozione della norma a livello domestico, cioè alle singole federazioni; d) come dimostrano altri istituti obbligatori proposti dall’UEFA ma mai recepiti da alcune federazioni (dell’est europeo in particolare), o si ha la forza di imporre a tutti i 53 paesi membri l’adozione di regole certe o, in caso contrario, meglio astenersi. B) Dialogo Sociale: in tema di “dialogo sociale”, e cioè quel processo mediante cui le varie componenti del calcio negoziano e discutono l’istituzione di codici di condotta e/o documenti riguardanti le condizioni di lavoro e la tutela dei giovani sportivi, l’UEFA, con il supporto delle associazioni europee delle Leghe e dei clubs, ha di fatto bloccato ogni progresso ulteriore. La FIFPro sta lavorando al dialogo sociale da oltre 8 anni, e l’implementazione di un testo nel quale sono riportati i requisiti minimi imprescindibili da inserire in un successivo contratto col-

In questa pagina, alcune immagini del Congresso Fifpro Division Europe che si è svolto a Fayence in Francia.

lettivo e/o un contratto individuale è importantissimo perché individua le linee guida utili per le federazioni nazionali nelle quali, come diremo in seguito a proposito dei collegi arbitrali domestici, non esiste né un accordo collettivo né un contratto tipo concordati tra le rispettive associazioni di categoria. Nuovo Regolamento Agenti FIFA Prossimamente la FIFA licenzierà un nuovo Regolamento Agenti, che parte dal presupposto che la maggioranza (75/80%) dei trasferimenti è curata da non-agenti e quindi, peraltro con la netta contrarietà di molti sindacati, AIC inclusa, è finalizzato alla deregulation e liberalizzazione dell’attività degli agenti o meglio, secondo la nuova definizione FIFA, degli intermediari. È chiaro che, come componente direttamente interessata all’adozione di un testo che, inevitabilmente, potrà essere recepito nelle sue linee guida anche in sede nazionale, le perplessità della FIFPro rimangono forti.

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calcio e legge di Flavia Tortorella

In Italia, Spagna, Inghilterra e Francia

L’Accordo Collettivo del calciatore profe

L’istituto della risoluzione contrattuale Continuiamo il nostro percorso di comparazione con le altre realtà nazionali, sviluppando la tematica dello scioglimento del contratto fra calciatore e società sportiva. L’istituto in commento consente, infatti, che un determinato contratto venga risolto prima della sua naturale scadenza. Diverse possono essere le cause che portano allo scioglimento del vincolo contrattuale, prima fra tutte, l’eventuale inadempimento ad obblighi espressamente previsti in capo alle parti contrattuali. Appare, pertanto, opportuno individuare quali siano gli obblighi cui ciascuno deve uniformarsi per scongiurare la risoluzione del contratto. Vediamo come viene disciplinato l’istituto in esame nei singoli Accordi Collettivi di categoria.

La realtà italiana

Si registra, all’interno dell’Accordo Collettivo nazionale, la presenza di un generale dovere all’adempimento della prestazione sportiva in capo al calciatore, al quale si affianca il dovere di osservare le istruzioni tecniche impartite per il conseguimento dello scopo agonistico. Si prescrive, altresì, un dovere di fedeltà in capo al calciatore nei riguardi della propria società di appartenenza, oltre ad una serie di prescrizioni che attengono alle abitudini di vita dello stesso. Viene, invece, espressamente esclusa la possibilità per il calciatore di interferire nelle scelte tecniche, gestionali ed aziendali della società presso la quale svolge la propria attività sportiva. Qualora un calciatore venga meno ad uno degli obblighi su di lui gravanti nei riguardi della società, ovvero violi i regolamenti federali o le fonti normative, statuali o federali, posti ad integrazione della disciplina contrattuale, potrà essere soggetto ad una delle sanzioni previste, a seconda della gravità del fatto commesso. Nell’ordinamento giuridico calcistico viene ratificato il PRINCIPIO DELLA PROPORZIONALITÀ, in virtù del quale la sanzione inflitta deve mostrarsi proporzionale rispetto alla gravità dell’inadempimento commesso. Fra le ipotesi di sanzioni da poter applicare al calciatore inadempiente, la risoluzione contrattuale (intesa, appunto, come scioglimento anticipato del contratto rispetto al termine naturalmente previsto) costituisce quella più grave. La Società sportiva ha diritto ad ottenere lo scioglimento del contratto anche nei casi in cui un proprio calciatore sia condannato ad una pena detentiva, per reati non colposi (non intenzionali), conseguita sia in Italia che all’Estero, passata in giudicato (ossia, divenuta definitiva ed inappellabile), non sospesa condizionalmente. Tuttavia, anche al calciatore viene riconosciuto il diritto alla risoluzione contrattuale e/o al risarcimento del danno tutte quelle volte in cui: La Società abbia violato gli obblighi contrattuali cui è tenuta

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nei suoi confronti; Qualora la Società escluda il calciatore dalla partecipazione agli allenamenti ed alla preparazione precampionato con i suoi compagni; In quest’ultimo caso, al calciatore viene riconosciuta la possibilità di diffidare per iscritto la società affinché quest’ultima provveda all’immediata reintegra dell’escluso nel termine di 3 (tre) giorni; qualora la società non adempia spontaneamente allo scadere del termine, il calciatore ha diritto di adire il Collegio Arbitrale al fine di richiedere o la reintegra o in alternativa la risoluzione del contratto; in entrambi i casi, ovvero tanto se il calciatore decida di chiedere la reintegra quanto se decida per la richiesta di risoluzione, sarà suo diritto ottenere un risarcimento del danno non inferiore al 20% della parte fissa della sua retribuzione; tuttavia, se a seguito della pronuncia del Collegio Arbitrale, la Società non attua la reintegra entro 5 (cinque) giorni, il calciatore


calcio e legge

essionista (2ª parte) ha diritto di ottenere sia la risoluzione del contratto che il risarcimento del danno, che sarà pari alla retribuzione che gli sarebbe spettata sino al termine della stagione sportiva). Altro motivo sulla base del quale il calciatore ha diritto di ottenere la risoluzione contrattuale è la morosità della Società nel pagamento della rata mensile della parte fissa della retribuzione.

La realtà inglese

Nella contrattazione collettiva inglese le ipotesi in cui la So-

Diversamente, il Calciatore ha la facoltà di avanzare la richiesta di risoluzione del contratto nei riguardi del proprio organico societario quando: La Società sia colpevole di GRAVE e PERSISTENTE violazione dei termini e delle condizioni del Contratto Collettivo; La Società manchi di pagare eventuali remunerazioni o benefit esigibili (ossia alla loro scadenza) o nei successivi 14 (quattordici) giorni seguenti, ovvero non abbia effettuato il pagamento alla scadenza dei 14 giorni di preavviso. Ugualmente che per il Calciatore, anche la Società può ricorrere avverso la decisione del primo di recedere dal contratto.

La realtà spagnola

cietà può avanzare la richiesta di risoluzione del contratto nei riguardi di un calciatore si circoscrivono all’ipotesi in cui: Il Calciatore si sia reso responsabile di un COMPORTAMENTO SCONVENIENTE; Il Calciatore, in presenza di una serie di avvertimento da parte della Società, non si uniformi agli indirizzi di quest’ultima; Il Calciatore venga giudicato colpevole di qualsiasi reato, la cui pena abbia natura detentiva e sia di almeno 3 (tre) mesi –senza sospensione-. Qualora la Società decida di porre fine all’ingaggio del giocatore dovrà, entro un termine di 7 (sette) giorni, notificare per iscritto le ragioni del recesso. Il Calciatore può presentare ricorso alla Lega avverso lo scioglimento del contratto operato dalla Società. In tutti i casi in cui la Società decida di recedere da un contratto di ingaggio dovrà dare un PREAVVISO SCRITTO di 14 (quattordici) giorni al Calciatore.

L’Accordo Collettivo spagnolo non disciplina al suo interno le singole ipotesi di risoluzione del contratto fra Calciatore e Società. L’unica disposizione in cui è possibile registrare l’utilizzo dell’espressione risoluzione, attiene all’ipotesi in cui le Parti contrattuali vogliano sciogliere anticipatamente la Contrattazione Collettiva di categoria, ipotesi quest’ultima legata esclusivamente al rispetto di un preavviso, ad opera della Parte che intende recedere, di almeno 4 (quattro) mesi. Qualora si verifichi l’ipotesi appena contemplata, viene espressamente previsto che rimarranno ferme le disposizioni in materia di Indennità di Preparazione e Promozione, quelle sul Fondo Sociale e le disposizioni in materia disciplinare. Nel silenzio dell’Accordo Collettivo in materia di scioglimento anticipato del singolo contratto stipulato fra una Società ed il calciatore, deve ritenersi che la scelta tacita sia stata quella di rinviare alla normativa ordinaria in materia di risoluzione del contratto.

La realtà francese

L’esperienza spagnola prevede le ipotesi di rescissione esclusivamente nei casi previsti dal Codice del Lavoro, specificando come: La risoluzione anticipata (in corso di esecuzione del contratto) può avere luogo solo mediante un accordo tra la Società ed il Calciatore; La risoluzione per COLPA GRAVE, ossia a seguito di un fatto che costituisce una violazione agli obblighi del comune lavoratore talmente rilevante da rendere impossibile la continuazione del rispetto dei vincoli contrattuali; La risoluzione immediata possa avvenire in presenza di cause di forza maggiore, per fatto imprevedibile, inarrestabile (insormontabile per le Parti) ed esterno alle stesse.

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l’incontro

Come stai?

Adriano Bacconi

Una storia piena di tante cose. Fatta soprattutto di passione, ma condita pure da innovazioni, curiosità e scoperte. Adriano Bacconi lo conosciamo prima di tutto per le sue apparizioni televisive alla Domenica Sportiva, quel suo mettere lì sul video l’approccio tattico delle squadre, i movimenti tra reparti, questa o quella curiosità. Ma Bacconi, proprio per la storia che ha alle spalle, è a tutto tondo un uomo di calcio che comunque confessa che quel che più gli manca è in fondo proprio il campo, il non poter fare quel che più gli piacerebbe fare: l’allenatore. Un lungo racconto il suo, buona lettura.

“Ho giocato poco a calcio, solo un paio d’anni, da ragazzino e già allora mi piaceva organizzarle io le partite, lì a Pisa, la mia città, sin dall’inizio m’è sempre piaciuto insomma studiarlo il calcio. Così già a 16 anni ho cominciato a fare l’allenatore, le prime rudimentali misurazioni della forza, i diari che tenevo, tutte le formazioni. Ho allenato nel settore giovanile del Pisa e della Fiorentina e visto che questo pallino della tecnologia mi ha sempre accompagnato, già usavo le prime telecamere VHS e mandavo i genitori su in tribuna a filmare: prime analisi e primi test”. “Ho fatto l’Isef che mi ha aiutato a fornirmi delle base teoriche sulle metodologie del lavoro e l’ultimo anno, invece di fare giusto una tesina di dieci pagine, ho preferito investire su me stesso passando un anno a Coverciano come ricercatore coi prof Fini e Marella. C’è sempre stata questa suddivisione tra allenare l’atleta e il calciatore: era possibile trovare qualcosa che fondesse le due cose? Possibile riuscire a codificare che tipo di lavoro aerobico o anaerobico/lattacido si fa lavorando con la palla? Quale il dispendio fisico? È stato quello per me un anno fondamentale, partivo alle 6.50 in treno da Pisa e me ne tornavo a casa col buio. Lì a Coverciano ho avuto modo di conoscere Luca Giannini, lui era il responsabile del settore giovanile del Pisa, gli ho dato una mano con la tesi e così dopo che lui era stato promosso come allenatore della prima squadra, mi portò con lui al Pisa come preparatore atletico e allenatore

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dei giovanissimi. Ero di quelli che hanno sempre frequentato la curva lì a Pisa e così ho avuto di colpo l’opportunità di avermeli davanti quei calciatori. Questo doppio incarico è andato avanti un mese, ci pensò poi Anconetani a pormi la questione: rischiavo di non fare bene né l’uno che l’altro, dovevo scegliere. Preferii naturalmente la prima squadra ma fu dura perché così dovevo lasciare la mia passione, allenare. Comunque sia mi sono sempre considerato più un co−allenatore che un preparatore atletico. Poi a Pisa arrivò Lucescu, grazie a lui scoprii un mondo diverso, lui veniva dall’Est, programmi nuovi. Con lui ci fu un rapporto quasi di simbiosi, ci si confrontava su tutto e così la stagione successiva andammo assieme a Brescia. Già con Lucescu cominciai a studiare le partite, lui voleva sapere tutto, le palle giocate, dove e come e così cercai di organizzarmi con i miei amici, lì tutti a seguire ciascuno dei singoli giocatori, una cosa da pazzi, bisognava trovare una soluzione. E la trovai grazie a degli amici informatici che lavoravano al Cnr di Pisa, ideando un software che poteva raccogliere in una maniera più intelligente quel che succedeva in campo, potendo così avere più informazioni. Da lì il passo successivo fu abbinarci uno studio a video che potesse per esempio mettere assieme delle situazioni a tema: è lì che investii allora tutti i miei risparmi”. “Il tutto cominciò a diventare commerciale nel 1994 dopo che l’avevo sperimentato con Sacchi, prima dei mondiali

in USA. Lui ci segnalava dalla panchina quali le azioni da elaborare e così le poteva mostrare direttamente ai giocatori già tra primo e secondo tempo: poteva essere uno schema su calcio d’angolo, un fuorigioco, un’azione di pressing. Non c’erano ancora Sky e le altre tv satellitari e fu attraverso le televisioni locali che cominciammo a catalogare le partite di serie A: è così che si cominciò a lavorare con i grandi club, ricordo Zeman alla Lazio, Hodgson all’Inter e pure Lippi con la Juventus. Dai e dai arrivai a un punto di rottura: lavoravo per il Brescia e magari dovevo preparare qualcosa per la squadra che ci doveva incontrare, era insomma anche un conflitto d’interessi e così chiesi al presidente Corioni di potermi fermare. Lui acconsentì e fu un periodo quello in cui poi pensai unicamente alla valorizzazione della mia azienda”. “Mi restava il sogno di fare l’allenatore, mi ha sempre accompagnato; avevo solo il patentino di Terza, mai e poi mai avrei potuto essere ammesso a quello di Seconda, non ci potevo proprio arrivare col mio punteggio. Leggendo però il bando vidi che c’erano quattro posti extra, riservati a collaboratori della Figc e così andai dal povero Vantaggiato, che


l’incontro

lì a Coverciano era il segretario anche per quel che riguardava i corsi allenatori e gli feci la proposta: avrei lavorato gratis un anno per loro (anche facendo per esempio articoli per il loro notiziario, relazioni per i convegni UEFA, lezioni di informatica applicata al calcio ai corsi federali) se in cambio m’avessero poi fatto fare il corso di Seconda. Le cose andarono così: nel giugno del 2000 ero finalmente un vero allenatore, con tanto di patentino, ero gasatissimo ma successe che la mia ditta letteralmente esplose, fatturato triplicato. Ci fu una vera e propria asta per acquisirla e vinse la Panini che richiese però la mia presenza come ammistratore delegato per gestire la fase di start up. Dunque niente campo, niente panchina, ancora non potevo allenare”. “Il rapporto con la Panini è andato avanti per anni ed è stato nel 2006 che ho deciso di mollare. Nel frattempo s’erano consolidati i rapporti tra gli altri proprio con Lippi, con cui già avevo cominciato a collaborare sin dal ’94: da ct mi volle con sé nella spedizione del Mondiale in Germania. Ho collaborato anche con Donadoni e appena c’é stato il suo rientro, Lippi mi ha subito rivoluto”. “È vero, resistenze verso questo approccio “scientifico” al calcio e al campo ne ho dovute vivere molte ma le cose sono sostanzialmente cambiate in questi ultimi anni. C’è stata infatti una grande accelerazione portata dai videogiochi che hanno fatto scuola, con i tools della Playstation che presentano le caratteristiche tecniche dei calciatori da assemblare simulando così di essere un po’ “il mister”. Il linguaggio è così cresciuto e un po’ tutti hanno dovuto adeguarsi. Prima insomma chi stava dietro a dati e video era un “suonato”, uno che non capiva niente del calcio; adesso è chi non

usa il computer che un po’ si vergogna”. “Quel che deve essere chiaro è che le tecnologie non migliorano quelle che sono le tue metodologie di lavoro e tuoi concetti di gioco, è sempre il fattore umano quel che più conta, è quel che tu hai dentro. Anche con i calciatori devi andarci piano e dipende molto dalle persone con cui lavori, come in effetti ti presentano. Ricordo un anno a Brescia, Materazzi allenatore, grande persona, preparata. Lui comunque mi presentò tutto sommato nella maniera peggiore (per quel che mi riguarda), dicendo infatti, lì sul campo al gruppo dei giocatori, che ero una sorta di “scienziato”, che potevo insomma insegnare loro ogni cosa del calcio. Subito diffidenza e distacco naturalmente e devo dire che ben diverso è stato il modo scelto per esempio da Lippi. Senza dir nulla ai calciatori, giusto riservandomi uno spazio in una stanza, suggerendomi di lasciar aperta la porta che dava sul corridoio. Dai e dai si sono incuriositi, hanno cominciato a chiedermi la tale azione o le caratteristiche di quel tale avversario, tra loro c’è stato quel fondamentale passa parola che mi ha permesso di avere una precisa identità e la spinta è quella per loro di saperne di più, di poter così fare meglio il loro lavoro”. “Quel che mi manca è comunque soprattutto il campo, mi manca da morire. Vorrei poter gestire una squadra, fare insomma per davvero l’allenatore, lavorando per bene pure sugli allenamenti. Facendo unicamente il consulente, l’ho perso adesso il contatto col campo. Ricordo bene che da lì sono partito e ora che credo d’aver accumulato un bel po’ di bagaglio di conoscenze, è al punto di partenza che mi piacerebbe tornare, sì”.

La scheda Laureato in Scienze dello Sport all’Università di Digione  in Francia, preparatore atletico dapprima nel Pisa di Romeo Anconetani e successivamente nel Brescia di Corioni (che ha pure allenato, in coppia con Egidio Salvi, nello scorcio finale del campionato 97/98), Adriano Bacconi (febbraio ’64) nel 1994 ha fondato la Digital Soccer Project azienda di rilevazioni statistiche e di analisi degli aspetti tecnicotattici del calcio. Insieme ad un pool di tecnici di primo livello (Sacchi, Lippi, Zeman, Lucescu, Ancelotti) giunge a definire una terminologia condivisa, adottata dal 1994 anche dal Settore Tecnico della Federazione Italiana Gioco Calcio. Di pari passo realizza un software, a riconoscimento vocale, che consente di rilevare ed archiviare, durante lo svolgimento della gara, circa 1500 azioni di gioco. Diplomatosi a Coverciano nel 2000 allenatore professionista, inizia nel 2002 la sua lunga collaborazione con la Rai: nell’ultima edizione condotta da  Massimo De Luca ha curato l’analisi tecnica del posticipo. Dal 2006 è General Manager della Bigberry, un’azienda che si occupa di multimedialità e comunicazione soprattutto in ambito sportivo. Collaboratore di Lippi (anche con Donadoni) in Nazionale, è sposato, ha quattro figli e vive a Roma.


segreteria

di Diego Murari

Uno per tutti, tutti per Unico1

In viaggio

con Diego/18 Ciao cari marinai, eccomi qui, finalmente davanti a una tastiera, tutta per me. È con lei che da adesso cercherò di parlare con voi. Sinora sono sempre andato avanti con le mie biro, con quei fogli grandi che una volta si chiamavano “fogli protocollo”, forse è ancora così, non so, solo che i miei sono sempre stati a quadretti, mi piaceva di più così. Scrivere a mano mi piace ancora ma adesso ci provo col computer, magari ci metterò di più ma so che imparerò, so che ci arrivo. Proprio perché il mio desiderio più grande è giusto quello di poter scrivere. A me sarebbe bastato pure un semplice giornalino di parrocchia e invece ho la fortuna di potervi scrivere direttamente su una rivista importante come il Calciatore! In questo mare profondo Però faccio lo stesso tanta e tanta fatica e mi scuso con voi tutti se non riesco a soffermarmi con le mie emozioni verso tutte le persone importanti e preziose che continuo a incontrare, che continuano a darmi una mano, che fanno sì che i miei giorni abbiano comunque dei momenti straordinari, dei momenti bellissimi. Mi dispiace, mi sento quasi in colpa perché sono ricaduto in questo mare profondo ma sono ormai 40 i mesi in cui sto vivendo come in un esilio, un inferno fatto anche di tanta e tanta speranza. Ogni mattina apro gli occhi e ascolto il mio silenzio. Sento dentro ogni angolo di me la voglia di alzarsi, di camminare, di correre incontro a quel meraviglioso sole che sta nascendo e lentamente sposto una mano, un piede, mi tocco il petto, le gambe e con fatica il viso. Poco da fare, sopra di me c’è il solito soffitto bianco e il solito lampadario, loro non mi abban-

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donano mai. Come sempre, ancora e ancora, i miei pensieri cominciano a diventare sogni e immancabilmente mi ritrovo seduto ai bordi di un piccolo campo da calcio, scorgo ancora i pali in legno, la poca erba che lo ricopre, ricordo (e le sento) le grida dei bambini che rincorrono il pallone. Sono momenti quelli in cui riesco per davvero a respirare il profumo dell’erba, la vivo così da dentro quell’atmosfera che mi sento il cuore scoppiare per l’emozione. In lontananza la vedo sempre quella

Tanti gli sms per Diego

Per lui sono come “vitamine” ... buongiorno grande amico mio, devo operarmi, sento dolore, ma non mollo; tu mi hai insegnato la vita: tornerò, torneremo insieme numeri 1 / ... ciao capitano, sono in vacanza, ma ti porto con me; entreremo in campo insieme, non lasciare i sogni / ... domani tappa durissima; ti penso, combatterò con ogni forza, come te numero 1 / ... finalmente abbiamo finito e grazie a te ho imparato che ogni giorno è un gol speciale: avanti insieme, numeri 1 sempre / ... sei tu l’unica persona speciale, in pochi minuti mi hai trasmesso la voglia di combattere, mi sento forte, mi sento un leone: in campo insieme fratello / ... campione non temere, non sei e non sarai mai più solo; con te in ogni momento, credi in te sempre / ... non smetterò mai di dirti che sei grandissimo; stasera sarà dura, ma noi abbiamo te a fianco, non molleremo / ... tutto parte dal

cuore e tu sei entrato nei nostri: ti aspettiamo in ritiro grande uomo / ... ciao capitano, sono stanchissimo, dopo queste montagne mi sento a pezzi ma al traguardo ho vinto con te / ... grande Diego: anche questa è superata, ora non si molla, si riparte ancora più forti, ancora più grandi / ... arriverà il sole prima o poi, ne sono sicuro, te lo meriti in ogni istante di vita: te lo prometto, arriverà Campione / ... ti leggo sempre con affetto, ti penso sempre con stima e onore, grande uomo / ... tu sei speciale e hai tutto perché hai il cuore e ce ne sono pochi come te: meriti il numero 1 / ... con tutto il cuore ti tengo stretto a me e ti porterò nello spogliatoio assieme ai miei ragazzi; sei il loro esempio e il mio segreto / ... ti aspetto in campo, non mollare; devi dirmi come fai a vincere le partite anche quando le perdi: sei unico.


Per chi vuole saperne di più persona vestita di nero che è pronta a fischiare l’inizio di una partita. È così che mi accorgo che non sono più solo, che alle mie spalle ci sono i pali, la traversa; sì, la mia amata compagna, la porta. In quel pezzetto di campo, in quel territorio che una volta sentivo tanto mio, ho sempre più sicurezze che insicurezze. Lì so che quella mia amata compagna non tradisce mai, mi dà forza, mi fa sentire un numero 1, grazie a lei posso avvertire che anche dentro me c’è un Campione! E quante vittorie e quante sconfitte in quel campo. Ma non importava, ricordo che c’era comunque un sorriso, nulla contava se si vinceva o se si perdeva, l’importante – ah, come lo capisco ancor più adesso – era amare quel che si faceva, compresa la fatica, il sudore. Dai, non temevo nulla: kilometri a piedi, in bici, la borsa del calcio a tracolla e si andava ovunque, perché allora la vita la trovavi ovunque tu andassi, c’era amore, amicizia, fede. Sentirsi comunque un campione Ed ora invece eccomi qui, quasi sempre disteso su un letto, o seduto come sono qui adesso che vi scrivo. L’erba la immagino sempre, qualche volta riesco anche a sfiorarla, mi piace sempre proprio tanto (le volte che magari arrivo a visitare qualcuno di voi) fare qualche passo sul campo, ogni volta è un’emozione forte. Invece l’ unico sogno che ora posso desiderare è che qualcuno mi venga vicino, mi prenda tra le sue braccia e mi aiuti ad alzarmi. Ecco, questo sono io ora ma per fortuna riesco ancora a dare ascolto al mio cuore: anch’io sono come voi, non mi sento più diverso, non lo sono più. È vero, non corro, non salto, non riesco a tuffarmi più o ad alzarmi ma dentro

di me anch’io mi sento un campione, un numero 1. Non importa se poi arriva mia madre, è lei a prendermi le braccia, a tirarmi su nel letto e piano piano a girarmi le gambe. Così tutte le mattine iniziano i miei giorni, un altro giorno uguale a quello di ieri e a quello di domani. Mia mamma che inizia a vestirmi e io come ogni giorno inizio a piangere nel mio silenzio. Perché vorrei diventare come voi ragazzi, miei cari marinai, essere un campione, un numero 1. Confesso che ci sono giorni in cui sono più stanco, che questi 40 mesi che ho dietro di me mi hanno consumato e credo proprio per quanto sto vivendo da così tanto tempo che è chiarissimo per me quanto sia meravigliosa questa mia amata Vita. Perdonatemi per ogni mio essere un disturbo e qui non posso fare a meno di dirvi, dal cuore, grazie di esserci a tutti voi ragazzi speciali. Un altro campionato è andato, un’altra Champions, un altro lungo e intenso anno di avventure, emozioni, sport. Qui al computer sto facendo adesso fatica, so che non posso andare avanti ancora per molto e allora anche battendo questi tasti voglio qui per finire dedicare queste ultime righe a quella vera compagna che mi è a fianco in ogni mio giorno, in ogni mio viaggio e in ogni mia speranza di vittoria. Non ci sono momenti in cui mi sia sentito o mi senta solo, non c’è nessun altro che mi abbia saputo dare più tranquillità e fiducia, nessuno quanto lei, questa “mia” Compagna. Quando sono in ospedale o in terapia, la sua voce mi arriva sempre, è presente, c’è la sua mano; quando mi ritrovo in difficoltà da lei trovo rifugio, conforto, c’è sempre qualcuno pronto ad ascoltarmi, par-

www.unico1.it

www.unico1.it è già in linea da qualche tempo e racconta la sua storia, la sua vicenda, contiene una ricca galleria fotografica, la rassegna stampa con ritagli di articoli sul suo caso e una pagina da cui si può spedire una e-mail. Anche un breve messaggio di solidarietà è importante per Diego che non smette mai di insistere sul fatto che chi lo sostiene, in qualunque modo, lo aiuta a restare attaccato alla vita. Qualche tempo fa, in un’intervista pubblicata su questa rivista, Diego ci preannunciò la sua intenzione di avviare un’iniziativa di solidarietà a favore dell’infanzia. Il nome era già pronto: Unico1, con riferimento al tradizionale numero di maglia del portiere. Ora l’iniziativa si è concretizzata in una fondazione Onlus grazie all’aiuto di diversi calciatori, e di altri sportivi, ed è stata lanciata una linea di abbigliamento sportivo col marchio Unico1, il ricavato della cui vendita sarà utilizzato per finanziare la Onlus. larmi, che prova a capirmi. So bene di averne tante di fortune, so che vicino a me ho l’immenso Baggio, il grande Toldo, il mitico Ghedina e tutti voi lì, che mi leggete e anche scrivete/telefonate, voi grandissimi campioni. Ma c’è anche questa “mia” compagna, c’è l’Associazione Calciatori ed è per questo che dico grazie al presidente Campana, al segretario Grazioli, a Pino Lazzaro che ora non dovrà più mettersi lì a riscrivere un po’ per me, insomma a tutto il fantastico team AIC. Questa è la mia vita, è fatta di queste cose ed è grazie all’Aic e a tutti voi se io la respiro ancora. A presto ragazzi. Io ci sono sempre allo 339.1082481.

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Io e il calcio

l’intervista

Giobbe Covatta, comico, attore e scrittore

Dalla sua una lunga militanza a favore dell’Africa, forse sarebbe meglio dire intanto di coloro che hanno meno. Una militanza insistita e puntuale, per anni e anni, ancora e ancora. E un’occasione storica come il Mondiale sudafricano è un qualcosa per forza da cavalcare, poco importa se il mondo del calcio gli è (parole sue) completamente sconosciuto. Da anni dunque impegnato attivamente come testimonial di AMREF (African Medical and Research Foundation, organizzazione internazionale non governativa che si propone di migliorare le condizioni della salute in Africa attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità locali) e di SAVE THE CHILDREN (altra organizzazione non governativa, attiva nell’ambito dell’educazione da leggersi come istruzione, nella risposta alle emergenze, la riduzione della povertà, la lotta all’Aids, la salute e il contrasto allo sfruttamento e abuso dei bambini, come il fenomeno dei bambini soldato, della tratta, dello sfruttamento sessuale), Giobbe Covatta è l’ospite di questa puntata di “Io e il calcio”. L’incontro a “Casa Azzurri”, al Cornwell College di Centurion, Sud Africa: ecco quel che ci ha raccontato.

“D

ico la verità, è una realtà quella del calcio che non conosco, in effetti mi sento un po’ a disagio in questa realtà. Allo stadio ci sono andato poche volte e anche quelle poche volte non è che fosse il campo quel che più guardavo, quanto gli spalti, la gente, è infatti lì per me lo spettacolo. A parte la mia ignoranza, del disagio mi viene nello specifico anche da questa situazione in cui siamo immersi anche qui “Casa Azzurri”, chiusi in questa cittadella, dove quel che passa è solo un calcio che è quello della televisione e per quel che vedo del business, non so quale possa essere in questo contesto la cosiddetta trasmissione di valori. E non certo per colpa dei giocatori, loro fanno la loro parte, è un po’ tutto questo circo equestre che ruota attorno al pallone che fa andare avanti la macchina. Insomma, a me pare il tutto uno gigantesco spostamento di denaro, ma quale mai trasmissione di valori!” “I miei di sport sono sempre stati quelli legati all’acqua, li ho fatti tutti, per tanti anni, a cominciare dalla vela, c’è stato un tempo che l’ho fatto an-

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La scheda Comico, attore e scrittore, Giobbe Covatta, pseudonimo di Gianmaria Covatta, è nato a Taranto nel giugno del 1956. Dopo gli inizi nel 1987 con Odeon Tv, ha debuttato l’anno seguente su Rai Due; la svolta nel 1990: trampolino di lancio il Maurizio Costanzo Show che gli procura fama nazionale. Ha lavorato a lungo in teatro e numerose sono state negli anni le sue apparizioni televisive, compresa quella in cui la sua passione per la vela l’ha portato ad essere ospite in “Velisti per caso” e a diventare un simpatico maestro di navigazione in “Vela spiego io” in onda su Sailing Channel di Sky. Molto favore hanno pure sempre ricevuto i suoi libri: già col primo, “Parola di Giobbe, rivisitazione della Bibbia”, sbanca nel 1991 le classifiche con più di un milione di copie vendute. Lo scorso gennaio ha debuttato in teatro con “30”, spettacolo dedicato ai trenta articoli della Dichiarazione universale dei diritti umani.


l’intervista

che per mestiere il velista. Ero però uno atipico, indisciplinato la mia parte. Quel che contava per me era sì acquisire una tecnica ma solo in quanto mi permetteva di fare qualcosa che mi interessava, non era insomma per agonismo. La vela mi ha sempre attirato perché credo sia proprio questo il modo migliore per andare da una parte all’altra del mondo. Andare col deltaplano mi piace molto perché hai in sostanza la possibilità di volare e quale modo migliore di attraversare un bosco potendolo fare cavalcando un cavallo? Ecco: la tecnica che mi serve per fare altro”. “Come la vedo da qui l’Italia? Mah, qui dentro quel che si può leggere sono unicamente le copie fotocopiate di un quotidiano sportivo, è tutto quello che da qui ripeto si legge dell’Italia il che vuol dire che in questo modo non si sa niente di casa nostra. Vedendola da qui, l’Italia la vedo malissimo, per quel nostro egoismo sfrenato che ora domina, per un edonismo ormai marcio: un clima insomma che a me pare pessimo. Con questi presupposti, ecco l’attenzione generale puntata su questo tipo di calcio che secondo me è lontanissimo dal significato di sport. Basta vedere qui a “Casa Azzurri”: a me pare che in fondo nessuno sia veramente interessato a quel che c’è fuori da questi cancelli, questa la realtà”.

“Nel mio piccolo quel che sto cercando di fare è lavorare per i figli di mia figlia, tutto qua. Di sicuro di cambiamenti io ne vedrò pochissimi, spero invece che i miei nipoti possano crescere in una realtà diversa da quella che stiamo ora vivendo. Per questo ci vogliono tempi lunghi

anche se preoccupato comunque lo sono, proprio per quelle che sono le teste dei giovani, con dei valori che a me ora come ora non piacciono. Spero insomma che in futuro si possa cambiare ma lo so bene che ci vorrà del tempo, non sarà certo domani che capiterà”

Un gol per l’Africa

I giorni del Mondiale, il primo ospitato da un Paese africano, sono serviti pure quale tappa finale della campagna di solidarietà “Un gol per l’Africa”, lanciata lo scorso marzo dalla Figc (a coordinarla il vicepresidente Demetrio Albertini) a sostegno di interventi di sensibilizzazione su temi come l’accesso all’acqua, la prevenzione medico-sanitaria e il diritto all’educazione delle popolazioni dell’Africa, a partire dai bambini. Una iniziativa che prevedeva proprio nel periodo del Mondiale (9 giugno-11 luglio) una campagna finalizzata alla raccolta fondi a favore di progetti di educazione e formazione di Amref e Unicef, promossa e sostenuta da testimonial quali il ct Marcello Lippi, Lino Banfi e Giobbe Covatta. Proprio “Casa Azzurri” (giovedì 17 giugno) ha ospitato un importante convegno dal tema: “Un gol per l’Africa: il ruolo del

calcio per l’infanzia del continente”, appuntamento a cui hanno partecipato il presidente della Figc, Giancarlo Abete; l’ambasciatore italiano in Sud Africa, Elio Menzione; il presidente di Amref Italia, Mario Raffaelli; la rappresentante Unicef in Sud Africa, Aida Girma; il presidente della Lega Dilettanti, Carlo Tavecchio nonché altre personalità sudafricane legate ai ministeri della sanità e della pubblica istruzione. Un appuntamento che ha avuto modo tra l’altro di sottolineare ancora una volta il valore educativo del calcio: l’abitudine al gioco di squadra, la necessità di tenersi in salute, l’imparare le regole e poi rispettarle; tutti fattori che aiutano i ragazzi a inserirsi nella vita civile. In una realtà nello specifico del Sud Africa in cui convivono settori da “primo mondo” con altri certamente da “terzo mondo”. Da una parte un Paese che vanta il Pil più alto del continente ma che presenta una società tuttora clamorosamente divisa in due: in pochi paesi esiste infatti una disparità maggiore fra il reddito dei più ricchi e quello dei più poveri.

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ha scritto per noi di Alessandro Comi

I calciatori del Legnano oltre la crisi

Pontarollo: “Una grande

prova di professionalità” Sarebbe davvero stata l’impresa dell’anno: nonostante i gravi problemi societari (stipendi non pagati praticamente da inizio stagione) il Legnano è arrivato ad un soffio dalla promozione, battuto ai playoff di 2ª Divisione dallo Spezia. Una grande prova di professionalità da parte di tutta la squadra che si è battuta con grande coraggio fino alla fine.

Uno dei protagonista dei “lilla” è stato Alessandro Pontarollo, arrivato a gennaio dopo aver giocato la prima parte della stagione con la Pro Belvedere Vercelli. Centrocampista di movimento, duttile in fascia, piccolo ma molto veloce e rapido, dotato di buona tecnica e capace di creare scompiglio e aprire varchi per gli attaccanti nelle difese avversarie, Pontarollo è nato a Bassano del Grappa il 5 aprile del 1980. In carriera ha girato in lungo e in largo la Serie C, partendo calcisticamente dal giro della prima squadra dell’Atalanta e approdando poi a Lumezzane, Triestina, 3 stagioni alla Pro Sesto, 2 anni a Monza e Ivrea, Sanbonifacese, Pro Belvedere Vercelli e quest’anno, come dicevamo, con la maglia del Legnano.

Raccontaci come è andato la stagione con i “lilla”: sei arrivato a gennaio e avete quasi sfiorato l’impresa… “La stagione a Legnano è terminata con un grosso rammarico purtroppo: abbiamo fatto più che bene, nonostante abbiamo perso con lo Spezia la possibilità di vincere i playoff (vittoria a Legnano 2 a 1 e sconfitta a Spezia per 2 a 0). Ma abbiamo sicu-

Foto tratte dal sito www.aclegnano.it

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ramente vinto come gruppo e come squadra: infatti, come è risaputo, a livello societario quest’anno è stata una stagione davvero travagliata, con stipendi ancora insoluti da ottobre per molti giocatori, varie mancanze e tanti problemi. Tutto quello che abbiamo fatto ce lo siamo regalati per noi e i per tifosi che ci hanno sempre seguito. Un vero peccato perché senza i 2 punti di partenza di penalizzazione e una società un po’ più presente credo che avremmo vinto in carrozza questo campionato”.

Quali sono state le tue più belle soddisfazioni calcistiche? “Non ho grandi episodi da raccontare poiché nella mia carriera non ho mai vinto campionati. Però posso dire che due finali playoff per salire mi sono rimaste nel cuore come due grandi esperienze positive. L’ultima appena sfumata col Legnano è stata sicuramente una prova di maturità e coesione di gruppo che ti fortifica e ti rende consapevole di poter ambire a grandi traguardi, mentre l’altra è stata quella che feci col Monza per salire in B e perdemmo con il Genoa: fummo sconfitti in casa dopo essere riusci-

ti ad espugnare il mitico “Marassi”… sfiorammo anche lì un vera impresa”.

Delusioni invece? “Sicuramente croce e delizia è stata questa stagione, ribadendo ancora il rammarico di aver buttato via quest’anno la possibilità di vincere un campionato che sarebbe entrato nella storia per le grosse avversità dovute a fattori societari e non per colpa di noi giocatori che abbiamo dato tutto e di più. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta la vittoria finale di questi playoff, ma ahimè non è andata come avevamo sperato”. In futuro cosa vorresti fare? Hai qualche hobby particolare? “Mi piacerebbe tenere il contatto con il campo: sicuramente attualmente spero di rimanere il più possibile nei professionisti e poi magari diventare allenatore di una prima squadra. Per il resto sono fidanzato con Daiana da parecchi anni e fin da piccolo ho avuto la passione per la pesca, ho la licenza di pesca e mi piace, quando ho un po’ di tempo libero, andare sulle rive del Brenta per dilettarmi in qualche ora di rilassante pescata”.


amarcord

La partita che non dimentico

Mi ritorni in mente…

NOTA Sullo scorso numero de Il Calciatore, per un disguido tecnico, sono stati pubblicati dei testi che non si riferivano ai calciatori intervistati. Ce ne scusiamo con i diretti interessati e coi lettori e riproponiamo la pagina corretta. Gennaro Del Vecchio (Catania) “La partita che ricorderò tutta la vita è Sampdoria-Inter di due stagioni fa. Io che da bambino tifavo Inter perché così mi aveva praticamente obbligato mio padre che era interista; io che da bambino mi sognavo dello stadio di Marassi, senza esserci mai entrato naturalmente, lo vedevo in televisione e sempre mi impressionava, a me pareva bellissimo ed era quella la Sampdoria di Vialli e Mancini. E così tutto quel giorno fu davvero speciale, per me fu come l’avverarsi di un sogno. La partita finì 1 a 1: prima segnò Ibrahimovic, poi pareggiai io; cross di Padalino, in tuffo Franceschini e Maicon, poteva anche essere rigore, la palla che resta lì e io reattivo su Julio Cesar in uscita, la metto dentro un po’ di esterno. Sono andato allora sotto la curva della Samp, quel luogo così fantastico e ho esultato facendo loro il

saluto militare, la mano sulla fronte, come dire che eravamo sull’attenti, pronti per loro. Quel gol l’ho dedicato quel giorno a mio padre, magari gli avevo anche regalato un dispiacere, ma devo dire che era lui invece il più contento di tutti quella volta”. Mirko Garaffoni (Giulianova) “Beh, è facile per me. Sono di Firenze, anche tifoso viola e mi capitò di giocarci contro alla Fiorentina che allora si chiamava però Florentia Viola ed era comunque uno squadrone per la categoria. Io giocavo col Grosseto ed era la prima volta che avevo modo di giocarci contro, la squadra della mia città, gara proprio ufficiale intendo, non mi è mai più ricapitato, mai. Vincemmo noi 2 a 0 e nonostante il mio essere tifoso, nonostante i tanti amici, alcuni di loro pure ultras, è stata quella una soddisfazione davvero speciale: lì pensi solo a te stesso e quel che conta è per l’appunto la partita da vincere. Al ritorno giocai così anche al Franchi, perdemmo per 2 a 1, era certo un grande e bel palcoscenico, ma il tutto non fu super come quell’altra prima volta, fu proprio il riuscire anche a vincere che rese il tutto ancor più emozionante”.

Maurizio Lanzaro (Reggina) “Quella che ricordo di più è quando con la Reggina pareggiammo 3 a 3 a Empoli, era l’anno della penalizzazione, del -15. Alla fine del primo tempo perdevamo per 3 a 0 e per come si erano messe le cose in classifica, noi quel giorno dovevamo almeno pareggiare per poter sperare poi nell’ultima, vincendola, di salvarci. In quel primo tempo lì ad Empoli avevamo fatto proprio male, una partitaccia e nell’intervallo, nello spogliatoio, eravamo un po’ tutti con le lacrime agli occhi. Ricordo il nostro allenatore, Mazzarri, a dirci prima di uscire che dopo tutto quel che eravamo riusciti a fare per arrivare sin lì, di provare a fare un altro miracolo. Tornammo fuori, subito facemmo il 3 a 1 e a 10’ dalla fine arrivammo poi al pareggio. Fu davvero quello un risultato clamoroso, che ci dava dunque la possibilità di credere ancora alla salvezza, anche se l’ultima era proprio contro il Milan. Loro vennero per fortuna da noi che avevano appena vinto la Champions League, avevano insomma festeggiato per bene. Granillo stracolmo, vincemmo per 2 a 0, me la ricordo per bene tutta quella stagione, partita dopo partita, di punti complessivamente ne facemmo 51 o 52: ci salvammo. Ecco perché quella partita di Empoli in particolar modo mi è rimasta proprio dentro”.

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internet

di Mario Dall’Angelo

I link utili

Il nuovo sito

della Fifpro Fifpro è l’organizzazione che raggruppa 41 associazioni calciatori di tutto il mondo. Fondata nel 1965, ha sede in Olanda, a Hoofddorp, dove avvengono le riunioni del board, in cui ricordiamo che l’Aic è validamente rappresentata dal vice-presidente Leonardo Grosso. Non è inutile segnalare i motivi per i quali l’Aic fa parte della Fifpro. Nel mondo d’oggi le barriere degli stati nazionali sono quasi inesistenti, come nella Ue, oppure sono molto più permeabili rispetto a un tempo. In particolare, nella Ue c’è libera circolazione dei lavoratori e negli ultimi decenni vi sono stati anche dei mutamenti nel diritto comunitario del lavoro (sentenza Bosman e ciò che ne è seguito) che hanno completamente trasformato il rapporto tra i calciatori e le società di calcio in tutti i paesi facenti parte della Comunità. Ecco che l’appartenenza a un organismo sovranazionale consente all’Aic e alle altre associazioni calciatori di avere un punto di riferimento, utile per orientarsi nei rapidi mutamenti a livello continentale e mondiale del mercato del lavoro nel settore del calcio. Abbiamo già visto in passato il sito dell’associazione (www.fifpro.org), ma un complessivo rifacimento sia

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della forma sia dei contenuti impone una nuova visita. Innanzitutto colpisce il nuovo aspetto della home page, trasformatasi da sobria pagina istituzionale in colorata e mutevole grazie all’immagine di sfondo e ai flash con altre immagini a rotazione. Passando agli aspetti di grande interesse, iniziamo dal box sotto la testata intitolato “Fifpro news”, in cui un flash fa passare a rotazione quattro immagini corredate da un testo introduttivo alle notizie. A fianco, sulla destra, ci sono i testi in versione statica. Le notizie sono molto interessanti. Apprendiamo, per citarne una, che l’esempio del ritiro estivo a Coverciano per calciatori senza contratto tenuto dall’Aic ha fatto scuola: ora anche le associazioni calciatori di Francia e Svizzera, stimolate dai loro associati, organizzano a loro volta sessioni estive di allenamento per consentire ai giocatori liberi di prepararsi nel migliore dei modi ed essere in grado di farsi trovare fisicamente pronti nel momento in cui le società tornano a proporre contratti. Una novità di grande importanza appare sulla parte destra della home page, dove compare un box riguardante la Fifpro On line Academy. Si tratta di una iniziativa che parte da una considerazione: solo una piccola parte dei calciatori professionisti riesce a guadagnare a sufficienza, in carriera, da potersi considerare al riparo per il futuro. La maggior parte non ci riesce e spesso lascia gli studi per inseguire i contratti, tralasciando di conseguire una preparazione che è di fondamentale importanza per la vita, soprattutto quando l’attività calcistica giunge a termine. Lo slogan dell’iniziativa Fifpro Academy si può tradurre: restare senza contrat-

to è una situazione che un calciatore non può controllare, ma progettare il futuro fuori dal calcio invece lo è. La Fifpro ha così avviato la possibilità per i calciatori di continuare a progredire nella propria istruzione on line, senza interruzioni anche in caso di trasferimento in altri paesi. La pagina di accoglienza offre i link per effettuare il log in nella sezione e quello della pagina contatti. In considerazione del sicuro interesse del progetto Fifpro Academy, riportiamo gli estremi per ottenere informazioni: FIFPro House – Taurusavenue 35, 2132 LS Hoofddorp, The Netherlands. Tel.: +31 23 5546 970, Fax: +31 23 5546 971, www.fifproonlineacademy.org, e-mail info@

fifpro-onlineacademy.org, contact person Frederique Winia / Suzanne Bakker. Dovrebbe essere possibile ottenere assistenza anche in lingua italiana. Come già segnalato nella precedente visita al sito Fifpro, sono numerose e interessanti le pagine dedicate all’attività istituzionale, come le questioni legali e sindacali, le notizie di vario genere del mondo del calcio e i contest dell’associazione (Fifpro 2010 Torunament e Fifpro World XI).


internet

di Stefano Fontana

Calciatori in rete

A centrocampo con Brighi e Tissone www.matteobrighi.com Sito ufficiale per Matteo Brighi, centrocampista della Roma classe 1981. La sua carriera inizia quando a 15 anni approda al settore giovanile del Rimini Calcio. Con la formazione della categoria Gio-

vanissimi partecipa al campionato nazionale, e la sua posizione, intanto, si modifica leggermente: da centrocampista centrale, infatti, si trasforma in centrocampista destro, ruolo che gli permette di sfruttare al meglio le sue capacità, e di andare con più frequenza in rete. Il tanto atteso (e meritato!) passaggio in prima squadra avviene nella stagione 1997-98: il vero debutto da registrare nell’annata successiva (1998-99), durante la quale Matteo totalizza dieci presenze ed un gol. Al termine della stagione, arriva l’interessamento della Juventus che decide di girarlo in prestito al Bologna di Guidolin, dove conquista subito una maglia da titolare. L’annata 2001-02 di quelle da incorniciare: Matteo diventa ben presto uno dei pilastri fondamentali del centrocampo felsineo. La sua stagione sotto le Due Torri non passa inosservata, e Matteo riceve anche la convocazione del c.t. Gentile per gli Europei Under 21 in Svizzera del 2002. Il 2002 segna anche l’esordio nella nazionale maggiore: il c.t. Trapattoni lo convoca facendolo esordire a Trieste il 21 agosto, nell’amichevole contro la Slovenia. Dopo aver conquista-

to con la Juventus la Supercoppa di Lega, viene ceduto in prestito al Parma nell’ambito dell’operazione che porta Di Vaio a Torino. Purtroppo un infortunio alla coscia gli fa saltare buona parte del campionato. Nella stagione 2003-04 passa in prestito al Brescia quindi alla Roma. Nella stagione 2008-09 si conferma quasi una presenza fissa tra i titolari di Spalletti e ritorna in azzurro convocato dal c.t. Lippi per la partita di qualificazione ai Mondiali 2010 contro il Montenegro. Questi i cenni biografici reperibili nel sito internet ufficiale di Matteo Brighi. Molto curato dal punto di vista estetico, si distingue anche per quantità e qualità dei contenuti. La sezione news contiene le ultime notizie relative al giocatore e alla Roma, mentre la gallery ricca di scatti che ritraggono Brighi in campo con l’aggiunta di un’interessante intervista. Nella bacheca del sito possibile lasciare un messaggio a Matteo, andando ad arricchire il muro ricco di messaggi di stima gi inseriti. La sezione video ben fornita e caratterizzata da filmati suggestivi, mentre la pagina awards contiene tutti i riconoscimenti conferiti al giocatore. In sostanza si tratta di un sito internet ben realizzato, completo nei contenuti e facilmente fruibile.

(stavolta in Italia) lo fa ripartire da zero con il Como: nel 2004 partecipa con la compagine lariana al torneo di Cinisello Balsamo, dove vince il premio di capocannoniere. Non viene tesserato per problemi interni della società comasca. Il resto potrete scoprirlo direttamente nella sezione biografica del sito, ricca tra l’altro di numerosi scatti capaci di dare vita alle parole che costituiscono il racconto. L’homepage del sito è senza ombra di dubbio originale e diversa da quanto vediamo di solito in questa rubrica. Nella parte alta infatti troviamo un assaggio della photogllery, con immagini di Fernando che scorrono autonomamente ogni cinque secondi. Allo stesso modo, poco più in basso, troviamo il video di un’intervista fatta al calciatore argentino. Altra caratteristica

www.fernandotissone.com Una gradevole introduzione animata ci porta all’homepage del sito ufficiale di Fernando Tissone. Nel corso dell’introduzione possibile scegliere la lingua con la quale visitare il sito: italiano, spagnolo o inglese. Centrocampista e trequartista argentino in forze alla Sampdoria, Tissone cresce calcisticamente nel Lanus, società nella quale rimane fino al crack economico del suo paese: la sua famiglia decide infatti di trasferirsi in Spagna e per Fernando inizia una nuova carriera. Gioca nelle giovanili dell’Atletico Madrid, ma un nuovo trasferimento

innovativa la grande attenzione per i più piccoli, con una pagina dedicata a numerosi minigiochi, animazioni da scaricare e sfondi per abbellire e personalizzare il proprio desktop. Non mancano sezioni più tradizionali come la sala stampa, ove sono raccolti tutti gli articoli giornalistici inerenti Tissone, e i contatti diretti con il giocatore per scrivergli un messaggio. In conclusione, ci troviamo di fronte ad uno spazio internet confezionato con cura e capace di svettare rispetto alla media grazie, come già anticipato, a un’ottima dose di originalità.

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sfogliando di Nicola Bosio

frasi, mezze frasi, motti, credi proclamati come parabole, spesso vere e proprie “poesie”

Alle volte il calcio p diverte di più Rivoluzioni? No, non si butta via il bambino con l’acqua sporca. Luigi Delneri (Juventus) Solo chi non opera non sbaglia. Claudio Ranieri (Roma) L’incidenza di un allenatore dipende dalla società: se lo sostiene ha una credibilità enorme nei confronti dei giocatori. Alberto Zaccheroni (allenatore) In Inghilterra viene prima di tutto l’allenatore. Delio Rossi (Palermo) Come sempre l’allenatore quando le cose finiscono bene è stato bravo, quando vanno male ha sbagliato lui i cambi. Rolando Maran (Vicenza) Un allenatore deve tener conto delle qua-

Claudio Ranieri allenatore della Roma “L’importanza del gruppo” Un buon rapporto, anche a livello umano, viene al primo posto. È fondamentale per costruire una squadra vincente. L’importante è il gruppo, far sentire importanti tutti gli elementi della rosa, anche il ventiquattresimo. È un gioco di squadra, tutti sono importanti, anche chi gioca meno. E sono proprio quelli che possono decidere la partita della svolta.

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lità, delle caratteristiche dei giocatori. Luigi Delneri (Juventus) Purtroppo nel mondo del calcio manca la cultura sportiva. Siamo giudicati solo per i risultati. Pierpaolo Bisoli (Cesena) In America c’è una diversa cultura sportiva. La insegnano nelle scuole: tutti giocano e poi diventano tifosi o giornalisti e sanno di cosa parlano. E non fanno certe domande perché conoscono già le risposte. Clarence Seedorf (Milan) Gli esoneri degli allenatori? Alla base di tutto manca chiarezza sugli obiettivi e prevale sempre la cultura dell’insoddisfazione. Gian Piero Gasperini (Genoa) Io non sono il tipo di allenatore che adatta la squadra ad un giocatore. È il singolo che deve adeguarsi al gruppo. Luigi Delneri (Juventus) Capirsi con l’allenatore è fondamentale: non è importante il modulo ma come si muove la squadra. Diego (Juventus) Il talento devi solo indirizzarlo. Va messo al servizio della squadra. Delio Rossi (Palermo) Non è mai il giocatore che sceglie la squadra, ma la squadra che sceglie il giocatore. Marek Hamsik (Napoli) Il calcio è una fabbrica di sogni. Claudio Ranieri (Roma) Come sempre nel calcio non si inventa niente. Sinisa Mihajlovic (Fiorentina) Non esistono partite facili, non ci sono risultati scontati. Stefano Colantuono (Atalanta) Il calcio è bello anche per questo: una anno sei un fenomeno, l’anno dopo sei scarso. Amauri (Juventus) Il calcio è bello perché ti offre sempre l’opportunità del riscatto. Diego (Juventus) In Lega Pro il ritmo è più alto, vieni aggredito in tutte le zone del campo. In Serie A, ad esempio, fino a metà campo puoi giocare liberamente, chi è bravo tecnicamente è avvantaggiato perché ha tempo di fare la giocata. Andrea Zanchetta (Cremonese) In B l’aspetto basilare è non prendere gol.

Daniele De Rossi centrocampista della Roma “Calcio malato” Secondo me è un calcio un po’ malato. Ci sono problemi, come gli stadi e le strutture. Ma il nostro campionato, insieme a quello inglese e spagnolo, rimane il più affascinante del mondo.

Stefano Colantuono (Atalanta) In Europa c’è un altro modo di intendere la partecipazione alla partita. Gianluca Zambrotta (Milan) Il sacrificio per la tua squadra va fatto anche se poi alla fine non viene apprezzato. Amauri (Juventus) Le reazioni dei giocatori non contano. Protestano per cose che hai fatto bene. A volte sbagli e non fiatano. Roberto Rosetti (arbitro) Non penso al passato, guardo avanti come dopo ogni vittoria. Filippo Inzaghi (Milan) Il progetto tecnico, l’entusiasmo e la voglia di vincere contano più dell’età. Clarence Seedorf (Milan) La mia allegria è il calcio. Alexandre Pato (Milan) Io amo le persone positive che evidenziano le cose belle


sfogliando

parlato del calcio giocato del calcio. Claudio Ranieri (Roma) Nel mondo calcio non sopporto la falsità e l’ipocrisia. Giuseppe Iachini (Brescia) Il calcio che piace a me è quello io avrei voluto giocare: veloce, dinamico, esplosivo. Io, però, ero compassato. Luigi Delneri (Juventus) Il calcio è così: non sempre puoi vincere. Ronaldinho (Milan) I soldi vengono sempre dopo il lavoro. Giuseppe Iachini (Brescia) Nel calcio il 90 per cento è lavoro, il 10 per cento è talento. Alexandre Pato (Milan) Il lavoro, la serenità e le strategie chiare sono la base per ottenere successi. Clarence Seedorf (Milan) C’è un solo modo per rendere impossibile la realizzazione di

Roberto Rosetti arbitro “La preparazione conta” La preparazione ti fa guadagnare credibilità. I giocatori devono sapere che tu in ogni istante puoi vedere ogni mossa, di tutti. Perché hai fiato. E sei lì. Piazzato. Pronto. Almeno in questo dobbiamo essere alla loro altezza. Così si fidano. E sgarrano meno.

un sogno: avere paura di non farcela. Marcello Lippi (allenatore) Vorrei una squadra aggressiva, applicata, organizzata. La sana cattiveria agonistica è nel nostro codice genetico, dobbiamo recuperarla. Luigi Delneri (Juventus) È col gruppo che si fa squadra. Dejan Stankovic (Inter) Preferisco un calcio ordinato e vincente a un calcio “bonito” e perdente. Julio Cesar (Inter) Quello spagnolo è un calcio attento all’estetica. Ma non è detto che sia più divertente, ci si diverte anche in Italia. Gianluca Zambrotta (Milan) Per vincere serve il cocktail giusto e anche un pizzico di fortuna. Claudio Ranieri (Roma) Il vero carattere del calciatore italiano viene sempre fuori nei momenti decisivi. Marek Hamsik (Napoli) La scuola italiana è concretezza. Gianluca Zambrotta (Milan) Se vuoi diventare un grande devi giocare in Italia. Dejan Stankovic (Inter) Ogni giocatore di questo mondo spera di andare in una delle più forti squadre d’Italia, di Spagna e d’Inghilterra. Marek Hamsik (Napoli) La strada vincente in un campionato mondiale è quella di giocare una partita alla volta, al massimo. Riccardo Montolivo (Fiorentina) Nel Mondo c’è ancora razzismo. Claudio Ranieri (Roma) Lo scetticismo fa bene, fa tira fuori qualcosa in più. Riccardo Montolivo (Fiorentina) Le critiche compattano, trasmettono grinta e morale. Gianluca Zambrotta (Milan) Noi attaccanti dobbiamo essere i primi difensori, ma il nostro campionato ha dimostrato che le nostre punte hanno dimostrato un grande valore. Alberto Gilardino (Fiorentina) La tendenza del calcio di oggi è questa: ogni squadra ha nove che difendono e attaccano, più uno lì davanti. Marcello Lippi (allenatore) Si attacca almeno in nove e si difende in undici. Luigi Delneri (Juventus) Conta

Alexandre Pato attaccante del Milan “No al razzismo” In questo calcio non mi piace il razzismo. Ognuno ha il suo colore e la sua testa. I cori razzisti sono insopportabili, li sentiamo dal campo. Siamo allo stadio per portare allegria, non per subire comportamenti del genere. Non mi va che nel calcio ci sia qualcosa di diseducativo. di più la coesione di squadra. Gianluca Zambrotta (Milan) Partendo da dietro c’è il vantaggio di non avere pressione. Giampaolo Pazzini (Sampdoria) Il gol è il mio mestiere. È l’aria che respiro, il senso della mia professione. Alberto Gilardino (Fiorentina) Fare gol è il mio mestiere. Antonio Di Natale (Udinese) In fondo un attaccante deve fare gol. Alberto Gilardino (Fiorentina) Non mi appassionato i trofei individuali. Inseguo il sogno di ogni ragazzo che ama il pallone: vincere un Mondiale. Julio Cesar (Inter) Penso che la concorrenza faccia bene: per raggiungere grandi traguardi bisogna avere una rosa ampia. Luca Antonini (Milan) Quando non sei al top della forma a livello tattico, certe cose non riescono bene. Daniele De Rossi (Roma) I giocatori quando simulano fanno una butta figura, ma accade sempre più di rado. Roberto Rosetti (arbitro)

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tempo libero

musica

libreria Limina Edizioni

Mourinho immaginario

di Federico Mastrolilli – pagine 166 - €19,90

All’indomani della storica tripletta nerazzurra (campionato, Coppa Italia e Champions League), “Mourinho immaginario”, scritto da Federico Mastrolilli, è un’indagine a tutto tondo, intorno al personaggio Josè Mourinho, erede designato di Helenio Herrera Ma chi è davvero lo “Special One”? Tutti ne parlano, tutti ne scrivono, dal salotto televisivo al bar sport sotto casa, ognuno dice la sua: “È un grande allenatore. No, è solo un furbo comunicatore. È un filosofo del calcio. No, è solo un arrogante”. Si può amare o si può odiare, ma di certo Mourinho non può lasciare indifferenti. Insomma un libro brillantissimo, quasi filosofico, in grado di raccontare, come mai prima, il pensiero di un personaggio vero, che in appena due anni ha rivoluzionato il modo di affrontare il calcio, in Italia e non solo. Così, l’autore ricostruisce la sua immagine mediatica, vista però da una diversa prospettiva, assieme appassionata e disincantata, potremmo dire poetica. Ed ecco che tra le pagine, emerge un Mourinho assieme enigmatico e guascone, un dandy moderno, entrato per sempre nella storia del calcio e in quella nerazzurra.

Baldini Castoldi Dalai Editore

Carlo Mazzone. Una vita in campo di Donatella Scarnati e Marco Franzelli 256 pagine - €18,00

Non capita a tutti di avere una passione che stravolge la vita. E solo a pochi è consentito di trasformarla in una professione. Carlo Mazzone è uno di questi privilegiati. Per la prima volta, dall’alto dei suoi quarant’anni di panchina, il decano degli allenatori rivela tutto quello che avreste voluto sapere sul calcio. Quale clausola pretese Roberto Baggio quando firmò il contratto con il Brescia? Come reagì il giovanissimo Francesco Totti (autore della prefazione) quando seppe che avrebbe esordito come titolare con la maglia della sua Roma? Cosa accadde negli spogliatoi prima di PerugiaJuventus, posticipata per un nubifragio e decisiva per lo scudetto del 2000? Che cosa disse al telefono Guardiola, l’allenatore del Barcellona, poche ore prima della finale di Champions League vinta contro il Manchester United? Tutti i retroscena, i segreti e le curiosità, le sconfitte e le vittorie del calcio italiano e dei suoi protagonisti raccontati in prima persona.

Minerva Edizioni

Il secolo azzurro

di Carlo F.Chiesa e Lamberto Bertozzi 440 pagine - €59,00

Il 15 maggio 2010 la Nazionale ha compiuto 100 anni. Un traguardo che testimonia le profonde radici popolari della squadra che rappresenta tutti gli italiani e il suo fondamentale ruolo nella storia del nostro Paese e non solo del calcio mondiale, come testimonia il prestigioso albo d’oro, ricco di ben quattro titoli mondiali e di uno europeo. L’evento, che è caduto giusto alla vigilia del nuovo Mondiale di calcio in Sudafrica, merita una adeguata celebrazione anche sul piano editoriale. Per la prima volta uno straordinario volume racconta tutti – ma proprio tutti – gli attori del grande film della squadra più amata dagli italiani: i giocatori, i Commissari tecnici, i grandi dirigenti della Federcalcio. Di ognuno vengono pubblicati: la foto (del prezioso archivio di Maurizio Borsari), i dati anagrafici completi, la biografia, i dati statistici della carriera azzurra. Riprendono così vita, uscendo dalla storia per tornare ad abitare la cronaca, piccoli e grandi uomini che hanno fatto appassionare i tifosi. 38

Ligabue

Arrivederci, mostro! A vent’anni esatti dal suo esordio (era il 1990 quando usciva il suo primo album), e a cinque dalla sua ultima raccolta di inediti, Luciano Ligabue ha pubblicato l’attesissimo “Arrivederci, mostro”!, nono album in studio e quindicesimo della carriera (ne vanno aggiunti 3 live e 3 raccolte). Il rocker di Correggio, a cinquant’anni suonati e dopo varie esperienze (regista, scrittore, poeta, politico, ecc.), ha ancora voglia di mettersi in gioco e di stupire: a cominciare dalla copertina “parlante” (bella e piena di messaggi nascosti), passando da 12 pezzi (c’è anche una bonus track di “Un colpo all’anima” versione acustica) davvero all’altezza, per finire con citazioni e dediche a De Gregori e Guccini (e c’è pure il figlio undicenne Lenny che lo accompagna alla batteria in “Tacca banda”). Forse per concentrasi al meglio sul proprio ruolo, Ligabue stavolta ha affidato la produzione a Corrado Rustici (già di Zucchero, Elton John e Negramaro). Realizzato in California, “Arrivederci, mostro!” è un album maturo, di forte impatto, per certi versi “già sentito”, per altri un deciso “passo avanti”. Melodie intense, chitarre e batteria con la solita predominanza, ma anche testi struggenti come in “Quando mi vieni a prendere” ispirata alla tragedia di Dendermonde (in un asilo un folle uccise la maestra, due bambini e ne ferì altri dodici). Come al solito anche in questo album troviamo un giusto mix di magia, energia e poesia: in conclusione l’ennesimo capolavoro del “Liga” destinato anche stavolta a lasciare il segno.


Foto: Liba Taylor/ActionAid - Grafica: Marco Binelli

E L I G A FR Adotta un bambino a distanza, rendi la sua vita meno fragile! Crescere, studiare, giocare: per un bambino senza cibo e senza diritti tutto questo diventa infinitamente più difficile, se non impossibile. Ma tu puoi fare qualcosa. Con l’adozione a distanza puoi garantire cibo, acqua pulita, istruzione e cure mediche ad un bambino e alla sua comunità. Basta meno di un euro al giorno. Per ricevere le informazioni sul bambino e la comunità che potrai sostenere, spedisci in busta chiusa il coupon qui riportato a: ActionAid - Via Broggi 19/A - 20129 Milano, invialo via fax al numero 02/29537373 oppure chiamaci al numero verde 800 018 618. Nome

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Speciale Regolamento agenti di calciatori

luglio/agosto 2010


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Regolamento

agenti di calciatori

Premessa Art. 1 1. Il presente regolamento disciplina, in conformità alle regole emanate in materia dalla Federation Internationale de Football Association (FIFA), che qui si intendono richiamate, l’attività degli agenti di calciatori (d’ora innanzi denominati “Agenti”) in possesso di una licenza ( la “Licenza”) rilasciata dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (“FIGC”) o da altra federazione nazionale ed operanti in ambito nazionale ed internazionale. 2. Gli Agenti sono liberi professionisti senza alcun vincolo associativo nei confronti della FIGC o di società di calcio affiliate alla FIGC, non potendo essere considerati ad alcun titolo tesserati della FIGC. 3. Gli Agenti, con la domanda e la successiva accettazione del rilascio della Licenza a loro nome, si obbligano in via negoziale a rispettare il presente regolamento, le altre norme federali e le norme emanate dalla FIFA. In particolare, gli Agenti si obbligano a sottostare al controllo, alle procedure ed al giudizio disciplinare degli organismi federali indicati nel presente regolamento, accettando la piena e definitiva efficacia di qualsiasi provvedimento adottato nei loro confronti. 4. Gli agenti possono recedere in ogni momento dagli obblighi accettati ai sensi del presente regolamento riconsegnando la Licenza e rinunciando alla relativa qualifica, fatti salvi gli effetti dei provvedimenti adottati, dei procedimenti relativi a fatti commessi in qualità di agente e degli obblighi assunti in pendenza di Licenza. Art. 2 1. Con sede presso la FIGC in Roma è istituita la Commissione degli Agenti di calciatori (nel prosieguo “Commissione Agenti”), la quale tiene il registro delle persone fisiche titolari di Licenza che svolgono attività di Agente e ne cura la pubblicazione La Commissione Agenti svolge le attività indicate nel presente regolamento. Art. 3 1. L’Agente, in forza di un incarico a titolo oneroso conferitogli in conformità al presente regolamento, cura e promuove i rapporti tra un calciatore professionista ed una società di calcio professionistica, fatto salvo quanto previsto dall’art. 23, in vista della stipula di un contratto di prestazione sportiva, ovvero tra due società per la conclusione del trasferimento o la cessione di contratto di un calciatore nell’ambito di una Federazione o da una Federazione a un’altra. 2. L’Agente cura gli interessi del calciatore che gli conferisce l’incarico secondo le modalità indicate nel presente regolamento, prestando opera di consulenza a favore dello stesso nelle trat-

tative dirette alla stipula del contratto, assistendolo nell’attività diretta alla definizione, alla durata, al compenso e ad ogni altra pattuizione del contratto di prestazione sportiva. 3. L’Agente svolge attività di assistenza a favore di società di calcio che gli hanno conferito incarico, secondo le modalità indicate nel presente regolamento, per favorire il tesseramento, la conclusione o la cessione di contratti di calciatori. 4. L’Agente deve svolgere la propria attività con trasparenza e indipendenza, secondo i principi e nel rispetto del presente regolamento. 5. L’Agente assiste il calciatore in costanza di rapporto per tutto il periodo della sua durata, curando, altresì, le trattative per eventuali rinnovi di contratto. Art. 4 1. L’Agente che ha ricevuto uno o più incarichi è tenuto a rappresentare e tutelare gli interessi dei propri assistiti, che possono essere soltanto calciatori o società. 2. L’attività di Agente può essere effettuata solo da persone fisiche che abbiano ottenuto la Licenza. L’Agente ha tuttavia la facoltà di organizzare la propria attività imprenditorialmente, attribuendo ad una società, costituita ai sensi della legislazione civilistica vigente, i diritti economici derivanti dagli incarichi, a condizione che: a) ciò sia espressamente autorizzato dal calciatore all’atto del conferimento; b) l’attività dei dipendenti sia limitata a funzioni amministrative; c) la società abbia come oggetto sociale esclusivo l’attività disciplinata dal presente regolamento ed eventuali attività connesse e strumentali e che l’Agente non sia socio di altre società con analogo oggetto sociale; d) il numero degli agenti soci non sia superiore a cinque; e) la maggioranza assoluta del capitale sociale sia posseduta direttamente dai soci agenti; f) nessuno dei soci sia legato da rapporto di coniugio, di parentela o di affinità fino al secondo grado, con Agenti non soci o con soggetti comunque aventi un’influenza rilevante su società di calcio italiane o estere; g) nessuno dei soci sia una persona giuridica; h) i soci che non sono Agenti abbiano e mantengano i requisiti richiesti per il rilascio della Licenza, con l’eccezione del superamento della prova di idoneità, e comunque non versino in una delle situazioni di incompatibilità o divieto previste per gli Agenti dal presente regolamento; i) la rappresentanza legale della società sia attribuita ad un Agente socio.

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3. L’elenco dei dipendenti e collaboratori, la copia autenticata dell’atto costitutivo della società, dello statuto, del libro dei soci, l’elenco nominativo degli organi sociali, nonché delle eventuali variazioni periodicamente intervenute, devono essere depositati presso la Commissione Agenti entro venti giorni dalla costituzione della società o dalle modifiche intervenute. Art. 5 1. Ai calciatori ed alle società di calcio è vietato avvalersi dell’opera di una persona priva di Licenza, salvo che si tratti di un avvocato iscritto nel relativo albo professionale, in conformità alla normativa statuale e sportiva vigente. 2. Il calciatore può farsi assistere dal genitore, dal fratello o dal coniuge e comunque concludere un contratto di prestazione sportiva senza l’assistenza di un Agente. Di tali circostanze deve essere fatta espressa menzione nel contratto di prestazione sportiva.

3. Con la domanda il candidato si impegna a rispettare le leggi, i regolamenti, le direttive e le decisioni della FIGC e della FIFA. 4. La Commissione Agenti esclude dalla prova d’idoneità, ovvero dal rilascio della Licenza, i candidati che non siano in possesso dei requisiti previsti dal precedente comma 1 e dal bando. 5. Avverso il provvedimento della Commissione di esclusione della prova d’idoneità o dal rilascio della Licenza, è ammesso reclamo alla FIFA – Commissione dello Status del Calciatore. Nel caso in cui la Commissione FIFA rigetti il reclamo, l’interessato può ripresentare la domanda nel momento in cui ne abbia i requisiti. Procedura d’esame Art. 7 La procedura di esame è stabilita dal relativo bando nel rispetto dei principi e disposizioni della FIFA Rilascio della Licenza

Requisiti e modalità di conseguimento della Licenza Art. 6 1. Il candidato che voglia sostenere la prova d’idoneità per il rilascio della Licenza, deve inviare alla Commissione Agenti apposita domanda, redatta in conformità alle modalità e termini del bando pubblicato con Comunicato Ufficiale della FIGC. Nella domanda, cui deve essere allegata la ricevuta attestante l’avvenuto versamento della tassa d’esame nella misura stabilita dalla Commissione Agenti, il candidato deve dichiarare: a) di essere cittadino italiano o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea e di essere residente in Italia, ovvero di essere cittadino non comunitario legalmente e ininterrottamente residente in Italia da almeno due anni; b) di avere conseguito il diploma di scuola media superiore o titolo di studio equipollente secondo la normativa vigente; c) di avere il godimento dei diritti civili e non essere stato dichiarato interdetto, inabilitato, fallito; d) di non avere riportato condanne per delitti non colposi; e) di non avere riportato, fatte salve le sanzioni per condotte di gioco, alcuna inibizione in ambito sportivo nell’ultimo quinquennio per un periodo, anche complessivamente, superiore a 120 giorni; f) di non avere in corso procedimenti disciplinari e di non avere mai riportato sanzioni sportive che comportino la preclusione da ogni rango o categoria della FIGC o di altra federazione associata alla FIFA; g) di non trovarsi in una situazione di incompatibilità o divieto previste dall’art. 10 del presente regolamento per l’esercizio dell’attività di Agente. 2. Per quanto previsto dalle lettere c) e d) del comma precedente, sono fatti salvi gli effetti della riabilitazione e della dichiarazione di estinzione del reato.

IV

Art. 8 1. Al fine dell’esercizio dell’attività, l’Agente, entro sei mesi dalla data in cui è stato superato l’esame, pena la decadenza dall’idoneità ed obbligo di ripetizione dell’esame, deve: a) presentare, alla Commissione Agenti, domanda di iscrizione al registro degli Agenti autorizzati dalla FIGC; b) produrre una polizza assicurativa per responsabilità professionale rilasciata da compagnia di primaria importanza preferibilmente nazionale (Allegato “B”); c) versare la tassa d’iscrizione e la quota annuale, nella misura stabilita dalla Commissione Agenti; d) sottoscrivere il codice di condotta professionale (Allegato “A”); e) sottoscrivere una dichiarazione di accettazione degli obblighi derivanti dal presente regolamento ed, in particolare, una dichiarazione di espressa accettazione della potestà disciplinare degli organi della FIGC e della clausola compromissoria, prevista dal presente regolamento, per la cognizione arbitrale delle controversie. Art. 9 1. Le associazioni di calciatori ufficialmente riconosciute dalla FIGC che desiderano offrire un servizio di collocamento occupazionale ai calciatori, in conformità al presente regolamento, possono stipulare una loro polizza assicurativa di responsabilità professionale con massimale pari a quello di cinque licenze, ed avvalersi dell’attività di Agenti, non oltre il numero di cinque, che siano membri effettivi dell’associazione da almeno cinque anni e che abbiano conseguito la qualifica di “Agente di calciatori autorizzato dalla FIGC”. Art. 10 1. La Licenza, rilasciata dalla FIGC, abilita l’Agente a svolgere la sua attività su base mondiale, è strettamente personale e non cedibile.


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2. Ottenuta la Licenza, l’Agente può qualificarsi come “Agente di calciatore autorizzato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio”.

indicati con separato bando, con frequenza obbligatoria e verifica finale per il mantenimento della Licenza. 2. L’Agente deve partecipare a tale corso ogni cinque anni.

Incompatibilità Art.11 1. L’esercizio dell’attività di agente è incompatibile: a) con qualsiasi incarico rilevante per l’ordinamento sportivo nell’ambito della FIFA, di una Confederazione, della FIGC ovvero di una società, associazione od organizzazione alle stesse affiliata o collegata; b) con il possesso di partecipazioni, anche indirette, di una società calcistica italiana o estera, ovvero con il mantenimento di cariche sociali, incarichi dirigenziali, responsabilità tecnicosportive, rapporti di lavoro autonomo o subordinato con una società calcistica italiana o estera, ovvero con ogni altra situazione o rapporto, anche di fatto, che comporti un’influenza rilevante su di essa. 2. Le relazioni di coniugio, parentela o affinità entro il secondo grado con soggetti che si trovino in una delle situazioni soggettive di cui al comma 1, rilevano ai fini dell’esercizio dell’attività secondo i principi di lealtà, correttezza e probità previsti dal successivo art. 19, ai fini dell’applicabilità delle sanzioni di cui all’art. 25. 3. L’incompatibilità perdura per un anno dalla data della cessazione dell’attività di ciascuno dei rapporti di cui al comma 1. Nel caso di calciatori, l’incompatibilità cessa al termine della stagione sportiva nella quale gli stessi hanno concluso l’attività agonistica. Decadenza della Licenza Art. 12 La Licenza decade nei casi in cui l’Agente non possieda più i requisiti preliminari rilevanti (artt. 6 e 8), cessi la sua attività (art. 15) ovvero a seguito di sanzione disciplinare (art. 26). Revoca della Licenza Art. 13 1. La Commissione Agenti provvede a monitorare costantemente se l’Agente possieda i requisiti preliminari per il mantenimento della Licenza. 2. Qualora venga meno il possesso di uno dei requisiti preliminari previsti per il rilascio della licenza, l’Agente ha 120 giorni di tempo per sanare la situazione. Trascorso tale termine la Licenza è definitivamente revocata. Mantenimento della Licenza Art. 14 1. Al fine di garantire che gli Agenti di calciatori si mantengano aggiornati, la Commissione Agenti, sentite le associazioni di categoria, istituisce corsi di aggiornamento, con tempi e modalità

Cessazione dell’attività Art. 15 Qualsiasi agente che decida di cessare la sua attività è obbligato a restituire la sua Licenza alla Commissione Agenti, pena la cancellazione della licenza e la pubblicazione di tale decisione. Modalità dell’incarico Art.16 1. Un agente può curare gli interessi di un calciatore o di una società di calcio, secondo quanto stabilito nel presente regolamento, solo dopo aver ricevuto incarico scritto. A pena di inefficacia, l’incarico deve essere redatto esclusivamente sui moduli predisposti dalla Commissione Agenti, conformemente al modello FIFA. Tali mandati devono, a pena di inefficacia, essere depositati o inviati, entro 20 giorni dalla loro sottoscrizione, a mezzo raccomandata a.r, presso la segreteria della Commissione Agenti. 2. Adempiute le formalità di cui sopra, il mandato assume efficacia dalla data della sua sottoscrizione. 3. L’incarico è conferito in via esclusiva, non può avere durata superiore a due anni e non può essere tacitamente rinnovato. Le parti possono concordare sia conferito a titolo non esclusivo indicandolo nel mandato. 4. Il mandato deve indicare espressamente il soggetto tenuto al pagamento dell’Agente e le modalità del pagamento, che dovrà essere effettuato esclusivamente dal cliente che gli ha conferito il mandato. Tuttavia, dopo la conclusione del suo contratto con una società, il calciatore può esprimere il suo consenso scritto autorizzando la società di calcio a pagare direttamente l’agente per suo conto. Il pagamento effettuato a nome del calciatore deve riflettere le condizioni generali di pagamento concordate tra il calciatore e l’agente. 5. Il mandato deve a pena di nullità contenere almeno le seguenti informazioni: il nome delle parti, la durata e il compenso dovuto all’agente dal calciatore, le condizioni generali di pagamento, la data di scadenza e la firma delle parti. 6. Il mandato conferito da un calciatore o da una società deve essere redatto in quattro copie, sottoscritte da entrambi le parti. Il calciatore o la società conservano la terza copia e l’Agente la seconda. Ai fini della registrazione l’Agente invia la prima e la quarta copia alla Commissione Agenti, nonché alla federazione nazionale alla quale appartiene il calciatore, ove lo stesso non appartenga alla FIGC. La Commissione Agenti istituisce un registro dei mandati ricevuti, assicura la custodia degli atti depositati e definisce il regime di pubblicità degli stessi, individuando le ipotesi di riservatezza

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dei dati contenuti, con specifico riferimento alle informazioni sensibili per il mercato e le forme di conoscibilità comunque garantite. 7. Le disposizioni di cui al presente articolo non possono pregiudicare il diritto a concludere un contratto di lavoro o un accordo di trasferimento senza l’assistenza di un rappresentante. 8. Gli Agenti di calciatori hanno l’obbligo di evitare qualsiasi conflitto di interessi nel corso della loro attività. Un Agente di calciatori in ogni trattativa può rappresentare solo gli interessi di una parte. In particolare, ad un Agente è vietato avere un mandato, un accordo di cooperazione o comunque interessi condivisi con una delle parti o con uno degli Agenti delle altre parti coinvolti nel trasferimento di un calciatore o nella stipula di un contratto di lavoro. Compenso 1. 2.

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Art. 17 L’Agente deve rilasciare idonea documentazione fiscale secondo le vigenti norme. L’importo del compenso dovuto all’Agente che ha ricevuto un mandato da un calciatore è calcolato sulla base del reddito lordo annuo del calciatore, secondo quanto risulta dal contratto depositato e ratificato, compresi eventuali compensi straordinari una-tantum dovuti alla firma del contratto. Nel calcolo della retribuzione non rientra il valore di altri benefits, i premi a punto e/o qualsiasi tipo di bonus o di privilegio che non sia certo. Il diritto al compenso e le relative azioni si prescrivono al termine della seconda stagione sportiva successiva a quella in cui matura il compenso. L’Agente e il calciatore devono convenire in anticipo se l’Agente è remunerato dal calciatore con il pagamento di una somma forfettaria da effettuarsi alla data di decorrenza del contratto di prestazione sportiva che l’Agente ha negoziato per il calciatore o mediante il pagamento di una quota annuale, determinata in misura percentuale rispetto all’importo individuato al comma precedente da effettuarsi al termine dell’annualità contrattuale. Se l’Agente e il calciatore non concordano il pagamento di una somma forfettaria e il contratto di prestazione sportiva del calciatore negoziato per suo conto dall’Agente ha una durata più lunga di quella dell’incarico, l’agente, oltre alla quota maturata, ha diritto alla retribuzione maturanda anche dopo la scadenza dell’incarico, ma non oltre la scadenza del contratto di prestazione sportiva del calciatore. Nel caso di nuovo contratto di prestazione sportiva del calciatore, che venga a sovrapporsi anche solo per alcune annualità a precedente contratto di prestazione sportiva, il successivo agente che abbia negoziato tale nuovo contratto, per il periodo di sovrapposizione, avrà diritto alle sole eventuali differenze positive che risultassero in base a tale nuovo contratto.

5. In caso di retrocessione della società di appartenenza del calciatore dalla categoria professionistica a quella dilettantistica, il cambiamento di status del calciatore comporta l’automatica decadenza dell’incarico conferito all’Agente e nessun compenso spetta allo stesso relativamente alle annualità contrattuali successive alla retrocessione. 6. Il compenso dell’Agente in caso di incarico affidato da un calciatore è liberamente convenuto fra le parti. Ove esso non sia determinato è fissato nella misura del 3% dell’importo individuato al comma 2. Nel caso in cui il contratto del calciatore sia stato stipulato secondo i minimi della categoria di appartenenza, nessun compenso spetta all’Agente. Nell’incarico devono essere esplicitamente indicate le modalità di pagamento. 7. L’Agente che abbia ricevuto incarico da parte di una società ai sensi dell’art. 3 comma 3, ha diritto ad una somma forfettaria che deve risultare dall’atto di conferimento, a pena di inefficacia dello stesso incarico. 8. In caso di risoluzione del contratto per sopravvenuta impossibilità della prestazione del calciatore, che non sia dovuta a dolo o a colpa grave dello stesso, all’Agente è dovuto soltanto il compenso per il periodo di vigenza del contratto. 9. Nessun pagamento, inclusa l’indennità di trasferimento, l’indennità di formazione o il contributo di solidarietà, dovuto in relazione al trasferimento di un calciatore tra società di calcio, può essere versato, in tutto o in parte, dal debitore ( società di calcio ) all’Agente, neppure per il saldo di somme ad altro titolo dovute dalla società all’Agente nella sua veste di creditore. Tale divieto comprende, a titolo non esaustivo, qualsiasi partecipazione dovuta all’Agente relativa a indennità, anche futura, di trasferimento di calciatore. 10. Nell’ambito di un trasferimento di un calciatore, agli agenti di calciatori è vietato ricevere qualsiasi compenso diverso da quello previsto dal presente articolo. Risoluzione e revoca del mandato Art.18 1. Le parti (Agente, calciatore, società) possono risolvere consensualmente l’incarico, regolando tutti i rapporti, in qualunque momento, con apposito accordo debitamente sottoscritto, depositato o inviato mediante lettere raccomandata a.r, entro il termine di venti giorni, presso la segreteria della Commissione Agenti. 2. Il calciatore o la società può revocare l’incarico all’Agente con un preavviso di trenta giorni da comunicarsi con lettera raccomandata a.r. Contestualmente il calciatore o la società deve depositare o inviare con lettera raccomandata a.r., presso la segreteria della Commissione Agenti, copia della comunicazione di revoca inviata all’Agente, unitamente all’attestazione postale di spedizione. 3. Le parti possono stabilire, all’atto del conferimento dell’incari-


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co, il pagamento di una somma predeterminata a titolo di penale da corrispondere in caso di revoca senza giusta causa. 4. Ove venga accertato dall’organo arbitrale che la revoca è avvenuta per giusta causa nulla è dovuto all’Agente ad alcun titolo. Il calciatore o la società che intenda ottenere il riconoscimento della giusta causa deve, a pena di decadenza, iniziare l’azione di accertamento della giusta causa contro l’Agente interessato entro trenta giorni dalla data di invio della comunicazione di revoca. 5. L’Agente può recedere dall’incarico nei confronti del calciatore o della società con preavviso di trenta giorni da comunicarsi con lettera raccomandata a.r. Contestualmente l’Agente deve depositare o inviare con lettera raccomandata a.r. presso la segreteria della Commissione Agenti copia della lettera di recesso inviata al calciatore o alla società, unitamente all’attestazione postale di spedizione. Sia il calciatore che la società hanno diritto al risarcimento degli eventuali danni che dovessero aver subito dal recesso. Non spetta né al calciatore né alla società alcun risarcimento nel caso in cui il recesso dell’Agente sia avvenuto per giusta causa, che deve essere accertata dall’organo arbitrale a seguito di apposita azione promossa dall’Agente, a pena di decadenza, entro trenta giorni dalla data di invio della lettera di recesso. Diritti e obblighi dell’Agente Art.19 1. Gli Agenti hanno il diritto di: a) contattare ogni calciatore che non è vincolato da un mandato con un altro Agente; b) rappresentare gli interessi di ogni calciatore o società di calcio che gli richieda di rappresentarli nella conclusione o rinnovo di contratti; c) curare gli interessi di qualsiasi calciatore; d) curare gli interessi di qualunque società gli chieda di farlo. 2. Ogni Agente deve assicurarsi che il suo nome, la firma e il nome del suo cliente siano indicati in qualsiasi contratto relativo a operazioni in cui è parte. 3. L’Agente è tenuto all’osservanza delle norme federali, statutarie e regolamentari della FIGC, delle confederazioni e della FIFA. L’Agente è altresì tenuto ad ottemperare alle decisioni della Commissione Agenti, degli organi della FIGC, delle confederazioni e della FIFA, nonché ai lodi dei collegi arbitrali nominati ai sensi del presente regolamento, improntando il proprio operato a principi di lealtà, correttezza, probità, buona fede e diligenza professionale, garantendo in particolare che ogni contratto di prestazione sportiva concluso a seguito della propria attività, sia conforme alle sopra citate norme nonché a quelle del diritto dello Stato interessato. 4. L’Agente ha l’obbligo di informare compiutamente il calciatore delle trattative che ha in corso, del significato delle clausole contrattuali, delle informazioni in suo possesso sullo stato e le pro-

spettive di carattere finanziario, amministrativo, tecnico-sportivo ed organizzativo della società con la quale il calciatore intende stipulare il contratto di prestazione sportiva, nonché di seguire le direttive eventualmente impartite dal calciatore per il buon adempimento dell’incarico nel rispetto del presente regolamento. 5. L’Agente ha l’obbligo di rispettare le norme deontologiche del Codice di Condotta Professionale. 6. L’Agente deve operare nel rispetto dei contratti sottoscritti fra calciatore e società e far sì che la sua condotta e quella del calciatore da lui rappresentato siano improntate ai principi di lealtà, correttezza e probità di cui al Codice di Giustizia Sportiva. In ogni caso, l’agente non può effettuare trattative per la conclusione di un contratto con altra società senza il consenso scritto della società con cui il calciatore ha un contratto, salvo che nei sei mesi antecedenti la scadenza del contratto. 7. Eventuali accordi conclusi in violazione dei divieti o in situazione di incompatibilità relative all’attività dell’Agente sono nulli e rappresentano illeciti disciplinari. 8. Ferme restando le disposizioni in materia di divieti e incompatibilità, l’Agente in ogni caso informa il calciatore o la società di eventuali situazioni di conflitto di interessi, anche potenziale, nella conclusione di un contratto di prestazione sportiva, allegando al contratto un’apposita dichiarazione. Nel caso in cui l’informazione non sia stata resa tempestivamente, e comunque prima della conclusione del contratto, il calciatore o la società possono risolvere il rapporto con l’Agente senza che sia dovuto alcun indennizzo ed ottenere la restituzione di quanto eventualmente già corrisposto all’Agente. 9. A richiesta della Commissione Agenti, ovvero degli organi della FIGC e della FIFA, l’Agente è tenuto a fornire ogni informazione unitamente ai documenti necessari. Divieti e conflitti di interessi Art.20 1. Agli Agenti è vietato contattare calciatori che siano sotto contratto con una società di calcio al fine di convincerlo a risolvere anticipatamente il loro contratto o violare gli obblighi in esso previsti. Salvo prova contraria, in caso di risoluzione del contratto senza giusta causa da parte di un calciatore, la responsabilità dell’Agente per induzione alla risoluzione è presunta. 2. È vietato agli Agenti rappresentare gli interessi di più di una parte nella stipula di un contratto tra una società e un calciatore e/o tra due società. 3. È vietato agli Agenti che abbiano curato gli interessi di una società per il tesseramento di un calciatore, ricevere incarichi o somme a qualunque titolo dallo stesso calciatore, o stipulare accordi con quest’ultimo, per un periodo di 12 mesi dalla data del predetto tesseramento. 4. È vietato agli Agenti rappresentare gli interessi di soggetti

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dell’ordinamento sportivo diversi dai calciatori e dalle società. 5. Fatto salvo quanto previsto dall’art. 4 comma 2, è vietata qualsiasi forma di accordo o collaborazione, di carattere permanente, tra Agenti e/o società di Agenti con l’eccezione di eventuali intese occasionali e dei trasferimenti internazionali 6. All’Agente o alla società di cui l’Agente è socio, nonché ai singoli soci o amministratori o collaboratori della stessa, è fatto divieto di intraprendere trattative o intrattenere rapporti contrattuali con una società di calcio italiana o estera in cui il coniuge, o un parente o affine entro il secondo grado detenga partecipazioni anche indirettamente, ricopra cariche sociali o incarichi dirigenziali, tecnico-sportivi o di consulenza, o eserciti comunque un influenza rilevante. Il medesimo divieto si estende a qualsiasi trattativa o rapporto contrattuale con calciatori tesserati per la predetta società o comunque che abbia ad oggetto trasferimenti di calciatori da o verso quest’ultima. 7. Salva l’applicazione delle sanzioni disciplinari previste dal presente regolamento, sono nulli i contratti stipulati dall’Agente con calciatori e società, in violazione dei precedenti commi 2 e 6. 8. Nel caso in cui una delle situazioni soggettive riguardante il coniuge o un parente o affine entro il secondo grado, di cui al precedente comma 6, sopraggiunga in costanza di un rapporto contrattuale tra un Agente e la società interessata o tra un Agente e un calciatore tesserato per tale società, il predetto rapporto contrattuale si risolve di diritto al termine della stagione sportiva in corso al momento del verificarsi della situazione soggettiva vietata. 9. È comunque vietata agli Agenti qualsiasi attività che comporti un conflitto di interessi, anche potenziale, o che sia volta ad eludere i divieti o le incompatibilità previsti dal presente regolamento. Diritti ed obblighi dei calciatori Art.21 1. Un calciatore ove intenda avvalersi dei servizi di un Agente, deve rivolgersi esclusivamente a soggetto titolare di Licenza, conferendo l’incarico previsto dall’art. 15, fatte salve le previsioni di cui all’art. 5. 2. È dovere del calciatore verificare che un agente sia fornito di regolare Licenza prima di conferirgli il relativo mandato. 3. Il calciatore è tenuto al rispetto in buona fede del contratto stipulato con l’Agente e fornisce allo stesso le direttive per il buon adempimento dell’incarico nel rispetto delle regole sportive e del presente regolamento. 4. Fino a sei mesi prima della scadenza del suo contratto di prestazione sportiva, il calciatore non può dare incarico ad alcun Agente di ricercare altra società senza il consenso scritto della società di appartenenza. 5. Ove un calciatore si sia avvalso dell’opera di un Agente, al fine o nella conclusione di un contratto di prestazione sportiva, deve

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assicurarsi che il nome dell’Agente sia indicato sul contratto. Nel caso in cui sia stato concluso un contratto senza l’assistenza di un Agente, deve esserne fatta espressa menzione nel contratto. 6. Il calciatore che concluda un contratto con una società senza l’assistenza di un Agente regolarmente nominato è tenuto comunque, qualora non abbia esercitato il diritto di revoca con le modalità di cui al precedente art. 18, a corrispondere all’Agente il compenso contrattualmente stabilito all’atto dell’incarico, ovvero quello previsto dall’art.17 comma 6. Diritti e obblighi delle Società di calcio Art.22 1. Le società di calcio hanno il diritto di avvalersi dei servizi di Agenti forniti di Licenza per essere rappresentate nelle trattative in materia di trasferimenti di giocatori o nella stipula di contratti di lavoro. 2. Ogni società che intenda concludere un contratto di prestazione sportiva con un calciatore deve trattare unicamente con il suo Agente, se nominato e risultante dagli atti della Commissione Agenti o di altra Federazione nazionale, ovvero direttamente con il calciatore stesso, verificando l’esistenza dell’incarico di cui all’art.16. 3. Nel caso in cui il calciatore sia sprovvisto di Agente, la società deve avere rapporti direttamente con il calciatore o con gli altri soggetti di cui all’art.5. 4. Ove una società si sia avvalsa dell’opera di un agente per la conclusione di un contratto di prestazione sportiva con uno o più calciatori, deve assicurarsi che il nome dell’Agente sia indicato nel contratto. 5. Ove la società non si avvalga dell’assistenza di un Agente, tale circostanza deve essere esplicitamente indicata nel contratto. 6. È fatto divieto alle società contattare un calciatore che sia sotto contratto con altra società, o il suo Agente, senza il consenso scritto della società medesima, salvo che nei sei mesi antecedenti la scadenza del contratto. 7. È fatto divieto ad una società del settore professionistico ed ai soggetti che abbiano, direttamente o indirettamente, partecipazioni rilevanti nella medesima, nonché ai dirigenti e ai responsabili tecnico-sportivi della società stessa, di detenere interessi o esercitare un’influenza rilevante sulle attività di un Agente o di una società di Agenti. Tale situazione si presume sussistente anche quando riguarda il coniuge o parenti ed affini fino al secondo grado tra i soggetti sopraindicati. 8. La società informa il calciatore e il suo Agente di eventuali situazioni di conflitto di interessi nella conclusione di un contratto, allegando al contratto un’apposita dichiarazione. Nel caso in cui l’informazione non sia stata resa prima della conclusione del contratto, il calciatore ha diritto alla risoluzione del contratto di prestazione sportiva.


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Rappresentanza dei calciatori minorenni Art.23 1. L’incarico ad un Agente da parte di calciatori minorenni deve essere sottoscritto dal medesimo calciatore e dall’esercente la potestà. genitoriale. 2. L’incarico conferito da un calciatore minorenne cessa di avere effetti, senza alcun diritto per l’Agente, qualora entro il termine di centoventi giorni dalla data di deposito o di invio con lettera raccomandata a.r. dell’incarico presso la segreteria della Commissione Agenti, il calciatore non stipuli effettivamente un contratto di prestazione sportiva come professionista con una società. 3. L’incarico ad un Agente può essere conferito solo dal momento in cui il minore può tesserarsi con una società come professionista, secondo le regole stabilite dalla FIGC, e deve essere redatto esclusivamente, a pena di nullità, sui moduli annualmente predisposti dalla Commissione Agenti, d’intesa con il Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, con firma autenticata. L’incarico deve essere gratuito e deve essere depositato, o inviato a mezzo raccomandata a.r., a pena di inefficacia, presso la segreteria della Commissione Agenti, entro venti giorni dalla sua sottoscrizione. Copia di tale incarico viene, quindi, trasmessa al Presidente del Settore Giovanile Scolastico e, in assenza di sue osservazioni da comunicarsi alla Commissione Agenti di calciatori entro 15 giorni dal ricevimento, lo stesso acquista piena efficacia. Clausola compromissoria Art. 24 1. Ogni controversia nascente dall’incarico di cui all’art.16 è decisa dal Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport presso il CONI (il “Tribunale”) ai sensi del relativo regolamento pubblicato a cura del CONI 2. Ai soggetti che non ottemperano ai lodi verranno applicate le sanzioni previste dal Codice di Giustizia Sportiva. 3. In caso di controversie internazionali relative all’attività di Agente, una richiesta di procedura di arbitrato può essere presentata alla Commissione per lo Statuto dei Calciatori della FIFA. 4. Se dalla trattazione di una controversia emergono profili disciplinari, la Commissione per lo Statuto dei Calciatori della FIFA ovvero il giudice unico (se competente) trasmette gli atti alla Commissione Disciplinare con la richiesta di avvio di un procedimento disciplinare, in conformità con il codice di disciplina della FIFA. 5. La Commissione per lo Statuto dei Calciatori o il giudice unico (se competente) non possono avviare un procedimento disciplinare se sono trascorsi più di due anni dall’evento che ha dato origine alla controversia o se sono trascorsi più di sei mesi dalla cessazione dell’attività da parte dell’Agente coinvolto. La prescrizione è rilevabile d’ufficio. 6. Le singole procedure per la risoluzione delle controversie re-

lative all’attività di Agente sono ulteriormente regolate dal regolamento di procedura della FIFA per i procedimenti innanzi la Commissione per lo Statuto dei Calciatori della FIFA e la Camera per la Risoluzione delle Controversie della FIFA. Sanzioni Art. 25 1. Sanzioni disciplinari possono essere inflitte ad agenti, calciatori o società di calcio che violino le norme del presente regolamento e i suoi allegati, ovvero gli statuti e gli altri regolamenti della FIFA, delle Confederazioni o delle Federazioni. 2. Le indagini, il deferimento e l’accertamento delle infrazioni e l’applicazione delle sanzioni nei confronti degli agenti in possesso di licenza rilasciata dalla FIGC sono di competenza degli organi di giustizia sportiva della FIGC, secondo le procedure previste dallo Statuto e dai regolamenti federali in relazione ai tesserati FIGC, fatte salve le previsioni specifiche del presente regolamento. 3. La competenza della FIGC nelle controversie nazionali non esclude, tuttavia, quella della Commissione Disciplinare della FIFA che può applicare sanzioni ad un Agente che sia coinvolto in un trasferimento all’interno di una Federazione diversa da quella che ha emesso la sua Licenza. 4. Per l’acquisizione di dati ed informazioni e per l’accertamento delle infrazioni, gli organi di giustizia federali possono avvalersi anche della collaborazione della Commissione Agenti e degli uffici della FIFA competenti per materia, chiedendo altresì informazioni agli Agenti, i quali sono tenuti a fornirle a pena di sospensione della Licenza. 5. A seguito dell’eventuale deferimento della Procura Federale, gli Agenti sono giudicati in primo grado dalla Commissione Disciplinare Nazionale, avverso le cui decisioni l’Agente può ricorrere alla Corte di Giustizia Federale nei termini e con le modalità di cui al relativo Codice di Giustizia sportiva. 6. Nelle transazioni internazionali la Commissione Disciplinare della FIFA è competente per l’applicazione di sanzioni in conformità con il codice disciplinare della FIFA. 7. In caso di incertezza o di controversia sulla competenza, la decisione è rimessa alla Commissione Disciplinare della FIFA, la quale decide quale sia l’organo competente per l’applicazione di sanzioni. 8. I procedimenti disciplinari sono avviati dagli organi di giustizia della FIGC o dalla FIFA d’ufficio o su istanza di parte. Sanzioni nei confronti degli Agenti Art. 26 1. L’Agente che contravviene ai propri doveri o abusa dei propri poteri, ovvero non osserva le norme federali, statutarie e regolamentari della FIGC, delle Confederazioni e della FIFA, nonché

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del presente regolamento e dei suoi allegati, ovvero non ottempera alle decisioni della Commissione Agenti, degli organi della giustizia sportiva della FIGC e degli organi arbitrali, a seconda della gravità dei fatti e tenuto conto di eventuali recidive, è soggetto alle seguenti sanzioni, irrogabili anche congiuntamente: a) censura o deplorazione; b) sanzione pecuniaria di almeno Euro 5.000; c) sospensione della Licenza per un massimo di 12 (dodici) mesi; d) revoca della licenza; e) divieto di partecipare a qualsiasi attività nell’ambito del calcio; ovvero preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della FIGC. 2. I calciatori o le società rappresentati da un Agente cui sia stata inflitta la sanzione disciplinare della sospensione hanno la facoltà di recedere ad nutum dal loro rapporto contrattuale con l’Agente. Sanzioni nei confronti dei calciatori Art.27 1. Il calciatore che si avvale delle prestazioni di un Agente non titolare di Licenza e non iscritto nel registro di cui all’art. 2, fatte salve le previsioni di cui all’art. 5, o che viola le disposizioni del presente regolamento e dei suoi allegati a lui applicabili, è soggetto, a seconda della gravità dei fatti e tenuto conto di eventuali recidive, alle seguenti sanzioni degli organi di giustizia sportiva della FIGC, nel caso di trasferimento nazionale, o della FIFA nel caso di trasferimento internazionale: a) censura o deplorazione; b) sanzione pecuniaria di almeno Euro 5.000; c) inibizione; d) divieto di svolgere qualsiasi attività legata al calcio, ovvero preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della FIGC. 2. Le sanzioni possono essere irrogate anche congiuntamente. Sanzioni nei confronti delle società di calcio Art. 28 1. La società che viola le disposizioni del presente regolamento e dei suoi allegati ad essa applicabili è soggetta, a seconda della gravità dei fatti e tenuto conto di eventuali recidive, alle seguenti sanzioni da parte degli organi di giustizia sportiva della FIGC, nel caso di trasferimento nazionale, o della FIFA nel caso di trasferimento internazionale: a) censura o deplorazione; b) sanzione pecuniaria di almeno Euro 5.000; c) divieto di trasferimenti; d) penalizzazione di punti in classifica; e) retrocessione ad una categoria inferiore. 2. Qualsiasi operazione effettuata dalla società in presenza di una

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situazione di incompatibilità o di divieto prevista dal presente regolamento è nulla ed è sanzionata, da parte dei competenti Organi di Giustizia della FIGC, in misura pari al 10% del compenso lordo contrattualmente convenuto dal calciatore. 3. Le sanzioni possono essere irrogate anche congiuntamente. Commissione Agenti Art. 29 1. La Commissione Agenti è composta da: due componenti nominati dal Presidente della FIGC, di cui uno con funzioni di Presidente e l’altro con funzioni di Vicepresidente della Commissione, tra persone in possesso di chiara esperienza giuridico-sportiva e di notoria indipendenza; un componente nominato dal Presidente della FIGC su designazione congiunta della Lega Nazionale Professionisti e della Lega Italiana Calcio Professionistico; due componenti nominati dal Presidente della FIGC su designazione dell’Associazione Italiana Calciatori; due componenti nominati dal Presidente della FIGC su designazione delle associazioni di categoria degli Agenti. 2. La Commissione Agenti resta in carica quattro anni e svolge la sua attività con l’assistenza di un segretario nominato dalla FIGC. La Commissione Agenti può avvalersi della collaborazione di un esperto in materie giuridiche, designato dal Presidente della Commissione con parere favorevole della stessa, il quale partecipa alle riunioni senza diritto di voto. 3. Nello svolgimento delle sue funzioni, la Commissione Agenti è validamente operante purché costituita da almeno tre membri, di cui uno deve essere il Presidente o il Vicepresidente. La Commissione Agenti svolge ogni funzione utile od opportuna ai fini dell’applicazione del presente regolamento. 4. La Commissione Agenti rilascia le licenze e cura l’iscrizione nel registro di cui all’art. 2 dei candidati che abbiano provveduto agli adempimenti previsti dal presente regolamento. 5. La Commissione Agenti svolge funzioni esaminatrici per la prova di idoneità di agente e cura la pubblicazione del bando per la prova d’esame di cui all’art.7 di norma due volte l’anno e comunque sulla base delle indicazioni fornite dalla FIFA. 6. La Commissione Agenti delibera la sospensione della Licenza a richiesta dell’interessato, ovvero quando accerta la mancanza di uno dei requisiti previsti dall’ art. 6 o la presenza di una situazione di incompatibilità prevista dall’art.11 per l’esercizio dell’attività di Agente. 7. Fatto salvo il precedente comma 6, la Commissione Agenti delibera la revoca della Licenza a richiesta dell’interessato nonché al venir meno dei requisiti richiesti per il rilascio della licenza. 8. Su richiesta di qualunque interessato la Commissione Agenti


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si esprime circa la sussistenza della situazioni di incompatibilità di cui all’art.11 o sulle condizioni per l’esercizio dell’attività di Agente in forma societaria. 9. La Commissione Agenti segnala, anche d’ufficio, agli organi di giustizia sportiva della FIGC le violazioni del presente regolamento e dei suoi allegati e dà esecuzione ai provvedimenti degli stessi organi. 10. La Commissione Agenti, d’intesa con le associazioni di categoria, istituisce corsi di formazione e aggiornamento professionale per gli Agenti, così come previsto dall’art. 14. 11. Fatto salvo quanto previsto all’art. 6 comma 5, gli atti della Commissione Agenti che incidono su situazioni giuridiche soggettive di Agenti, calciatori o società di calcio sono soggetti a impugnazione innanzi alla Corte di Giustizia Federale. 12. In caso di particolare urgenza, il Presidente della Commissione Agenti può adottare gli atti o provvedimenti di competenza della Commissione Agenti, sottoponendoli a ratifica nella prima riunione utile. La mancata ratifica da parte della Commissione Agenti comporta la immediata decadenza dei provvedimenti adottati dal Presidente. Disposizioni transitorie e finali Art. 30 1. Il presente regolamento entra in vigore dopo l’approvazione del competente organo della FIFA e con la pubblicazione su apposito Comunicato Ufficiale della FIGC. A tal fine viene conferita delega al Presidente Federale per apportare eventuali modifiche che venissero all’uopo richieste dalla FIFA nonché per effettuare il coordinamento formale e la rettifica di errori materiali. 2. Le domande di arbitrato proposte sulla base delle clausole compromissorie contenute in contratti di incarico ad Agente stipulati fino al 31 gennaio 2007 continueranno ad essere regolate dal regolamento degli Agenti in vigore a tale data e dovranno essere proposte alla Camera Arbitrale costituita presso la FIGC, la quale cesserà le sue funzioni con l’esaurimento dei procedimenti arbitrali instaurati davanti ad essa. Le parti dei contratti di incarico in essere alla data di entrata in vigore del presente regolamento potranno consensualmente modificare la clausola compromissoria ivi contenuta per indicare la competenza del Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport. 3. Gli Agenti in possesso di Licenza alla data di entrata in vigore del presente regolamento hanno 90 giorni di tempo da tale data per risolvere le eventuali situazioni di incompatibilità. 4. Fino all’adozione dei nuovi moduli contrattuali, che saranno predisposti dalla Commissione Agenti, sono utilizzabili quelli preesistenti, ferma restando l’inefficacia delle eventuali clausole incompatibili con il presente regolamento.

Allegato A: Codice di Condotta Professionale I. L’agente di calciatori ha l’obbligo di svolgere il suo lavoro coscienziosamente e di comportarsi nella sua attività professionale in maniera degna di rispetto e confacente alla sua professione. Lo stesso, pur non essendo tesserato della F.I.G.C., è tenuto a rispettare le norme federali, statutarie e regolamentari della F.I.G.C., delle Confederazioni e della F.I.F.A. II. L’agente di calciatori deve attenersi alla verità, alla chiarezza ed all’obiettività nei rapporti con il suo assistito e nelle trattative con i partner ed altre parti in causa. III. L’agente di calciatori deve proteggere gli interessi del suo assistito, con imparzialità e nel rispetto della legge e dei regolamenti sportivi, dando luogo a relazioni d’affari improntate alla chiarezza ed alla legalità. IV. Nel corso delle trattative con i suoi interlocutori e le altre parti in causa, l’agente di calciatori non deve venire meno al rispetto dei loro diritti. In particolare deve rispettare i rapporti contrattuali dei suoi colleghi e deve astenersi da qualsiasi azione diretta ad indurre calciatori a revocare gli incarichi conferiti a colleghi agenti, anche se ciò non sia finalizzato ad instaurare nuovi rapporti professionali. V. L’agente di calciatori deve tenere la contabilità prevista dalla legge, e rispettare le norme fiscali vigenti nel paese in cui opera. Su richiesta di qualsiasi autorità sportiva che conduca un’inchiesta su casi disciplinari o controversie, l’agente di calciatori deve essere in grado di produrre registri ed altra documentazione direttamente attinente al caso in questione. A richiesta dell’assistito, l’agente di calciatori deve, senza indugio, documentare i costi e le spese e consegnare documentazione fiscale idonea. VI. L’agente di calciatori deve evitare di agire contemporaneamente per più giocatori appartenenti alla medesima squadra, qualora ciò possa determinare una situazione anche solo potenzialmente conflittuale con la società stessa, e deve altresì evitare qualsiasi situazione in cui possa ravvisarsi un conflitto di interessi. VII. L’agente nei rapporti con i colleghi deve mantenere una condotta ispirata a principi di lealtà e correttezza, e rispettare le norme in materia di concorrenza. VIII. È fatto divieto all’Agente di calciatori di adire gli organi di Giustizia Ordinaria ai sensi dello Statuto della FIFA, fatto salvo quanto previsto dall’Ordinamento Statuale.

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Il Calciatore luglio agosto 2010  

Il Calciatore luglio agosto 2010  

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