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speciale

di Damiano Tommasi

Milano, 6 maggio 2019

Relazione del Presidente Tommasi ai delegati L’anno trascorso ci ha visto totalmente impegnati nell’attività federale figlia della clamorosa eliminazione da parte della Svezia lo scorso 13 novembre 2017. Le mancate elezioni del 29 gennaio, il Commissariamento e le elezioni federali del 22 ottobre hanno spostato il baricentro operativo dell’intera AIC verso i temi del Consiglio Federale e delle conseguenti decisioni in merito. La relazione è senz’altro un momento di analisi e riflessione e mi rendo conto delle tante attività che in AIC si fanno e di quanto, a volte, poco si raccontano. Di sicuro gli strascichi, le incomprensioni e le tensioni legate al percorso federale si sono fatti sentire ma le preoccupazioni maggiori continuano ad arrivare dalla precarietà di tante, troppe, realtà professionistiche, dall’incapacità del sistema di tornare a parlare di calcio, di formazione dei giovani con buon senso e l’orizzonte di medio termine che continua ad essere un’utopia nella programmazione e pianificazione. È stato il 50esimo campionato vissuto da AIC e non smetterò di ringraziare tutti i consiglieri che hanno scritto la storia della nostra Associazione, così come il nostro presidente onorario, Sergio Campana. Nelle prossime pagine ho cercato di riassumere i tanti capitoli di questa annata trascorsa e l’auspicio è che possa essere utile alla consapevolezza delle potenzialità dell’AIC e delle difficoltà che inevitabilmente ci troveremo ad affrontare costantemente. Buona lettura! Damiano Tommasi Attività federale La mancata elezione del 29 gennaio 2018, il conseguente commissariamento e la lunga battaglia legale per arrivare ad elezioni hanno contraddistinto il caotico 2018. Il 22 ottobre, finalmente, si sono tenute a Roma le ennesime elezioni federali, la quinta edizione in cinque anni. In un primo momento noi tre mancati presidenti di gennaio avevamo deciso di fare un passo indietro, in nome di un ritrovato clima collaborativo, nessuno dei tre si ricandida e indicazione di un presidente di garanzia. Purtroppo Giancarlo Abete è rimasto nel limbo della presunta ineleggibilità e si sono di fatto cambiate le scelte in una sorta di gioco delle tre carte. Il mancato accordo Sibilia-Gravina del mese di gennaio si è materializzato qualche mese più tardi. Le dinamiche delle elezioni federali con i vari confronti avuti, sia in consiglio direttivo che con l’Assemblea dei delegati, hanno minato la tenuta della compattezza in AIC e l’elezione del

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presidente Gravina con il 97% dei voti non è lo specchio reale della situazione in Figc. Il passaggio elettorale ha comunque portato la chiusura della fase commissariale e ha ridato operatività al Consiglio Federale dove in quota atleti è entrato Gianluca Zambrotta, un altro campione del mondo 2006, in sostituzione di Simone Perrotta. Nel caos di avvicinamento al 22 ottobre, infatti, l’apparente ineleggibilità dei consiglieri uscenti (tranne Sara Gama) ci ha stimolato al coinvolgimento di Gianluca e, una volta chiarito l’effettiva eleggibilità dei consiglieri uscenti, Simone ha ritenuto comunque utile ad AIC lasciare il posto a Gianluca, così da ampliare la presenza di calciatori rappresentativi nelle istituzioni. La volontà della “nuova” federazione è lasciare il segno ma soprattutto rimettere ordine al caos generatosi dalla mancata qualificazione al mondiale 2018 e il conseguente commissariamento. Le situazioni più spinose ereditate dal Commissario sono state la sostenibilità della Lega Pro e il format

del campionato di serie B partito “zoppo” a causa del blocco dei ripescaggi. Ad oggi sono state approvate una serie di norme molto positive per dare consistenza ad una Lega che, anche quest’anno, ha sofferto molto. L’approvazione delle licenze nazionali già a dicembre è senz’altro positivo con il termine ultimo di iscrizione previsto per il 24 giugno. L’esclusione dal campionato in caso di recidiva nel mancato pagamento degli stipendi o l’esclusione alla seconda mancata presenza in campo sono misure tese ad interrompere sul nascere situazioni di crisi non solo economico finanziaria. Il riordino del Club Italia, come la costituzione degli organi della Divisione Femminile sono ancora in divenire ma entro l’estate saranno operativi con possibile coinvolgimento diretto dell’AIC. La costituzione di 6 tavoli di discussione da parte del presidente Gravina ha portato alcuni temi all’ordine del giorno. La giustizia sportiva, sulla quale dobbiamo vigilare soprattutto riguardo la voglia (tanta) di depotenziare la responsabilità oggettiva delle società, la riforma dello Statuto (obbligatoria dopo la legge del gennaio 2018) che porterà modifiche in termini di quote rosa, limite ai mandati e, come vedremo dopo, vincolo sportivo e la ristrutturazione del Club Italia sono stati alcuni dei temi affrontati.

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Il Calciatore maggio 2019  

Il Calciatore maggio 2019  

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