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Staff Organizzativo

Segreteria del Festival

Direzione artistica: Associazione Giochi Antichi

Tel. 045 8077337 Web: www.tocati.it - info@tocati.it

Direzione generale: Giorgio Paolo Avigo, Giuseppe Giacon, Dino Mascalzoni Dirigente C.d.R. Cultura, Comune di Verona: Gabriele Ren

Eventuali modifiche e variazioni di programma saranno comunicate dalla segreteria del Festival tramite i punti informazione e il sito web.

Funzionario delegato C.d.R. Cultura, Comune di Verona: Erica Sfredda

Ufficio Stampa

C.d.R. Cultura, Comune di Verona: Alberta Dalle Pezze, Marco Martini Ufficio Stampa C.d.R. Cultura, Comune di Verona: Caterina Spillari, Roberta Bordignoni

Matilde Meucci Tel. 3492381566 e-mail matilde.meucci@tele2.it

Energy Manager, Comune di Verona: Riccardo Tardiani Ufficio Agenda 21 C.d.R. Ambiente, Comune di Verona: Loretta Castagna C.d.R. alle Infrastrutture e alla Mobilità: Bruno Antonio Polizia Municipale: Stefano Bertelè Accreditamento e Logistica: Eleonella Righetti Cinquetti Amministrazione: Francesca Isnenghi

Ringraziamenti:

Aperitivi: Flavia Santi

Prof Baccarani, Facoltà di Scienze della Comunicazione Prof. Fumagalli, Preside della Facoltà di Scienze Motorie Prof. Ivano Cordioli, Ufficio Ed. Fisica CSA Verona Don Giorgio Benedetti, Pastorale al Tempo Libero, Turismo e Sport della Diocesi di Verona Don Antonio Finardi, Presidente Associazione Chiese Vive Maurizio Solinas, Presidente associazione sardi Verona “S. Satta” Giuseppe de Filippi Venezia, Direttore tecnico e allestimenti scenici Fondazione Arena di Verona Adele Bertoldi, Comitato Italiano per l’Unicef onlus Carlos Hernandez, Direttore Ufficio Spagnolo del Turismo Lucio De Marchi, Direttore Federazione Provinciale Coldiretti Prof. Delibori, Centro Turistico Giovanile

Archivio del Festival: Andrea Materassi Area Esposizioni e Mostra: Martina Cailotto, Giuseppe Breanza Area Giochi: Dario Avigo, Dario Molesini Comunicazione: Giuseppe Giacon, Federico Girardi Consulenza Coordinamento Comunità Ludiche Spagnole: Fernando Maestro Coordinamento Gruppi Musicali: Fabio Casarotti Coordinamento interpreti: Paola Breanza Gestione fiscale: Moreno Castagna Gestione legale: Silvio Scucimarra Formazione: Emauele Tagetto Magazzino: Edo Magalini Merchandising: Valeria Lomeo Oggetti ludici: Massimo Samaritani Produzione: Gianni Pacchera Staff produzione: Fabio Bonesini, Ivano Cocchio, Tatiana Isnenghi, Filippo Mecchi, Paolo Mion, Flavio Filipozzi Progetto grafico: Roberto Vassanelli, Elisa Volpato Progetto scenografico: Nicola Gasperini, Cristina Rizzo Staff scenografie: Mauro Zanconato, Francesco Ronchini, Matteo Lonardi Progetto Stage Tocatì, Università di Verona: Marta Ugolini Produzione allestimenti: Fondazione Arena di Verona Redazione del Festival: Paola Castellani, Tiziana Cavallo Relazioni esterne: Blizz srl

L’organizzazione del Festival Tocatì si riserva la facoltà di apportare modifiche al programma. La manifestazione si svolgerà anche in caso di maltempo. La paternità dell’iniziativa, tutti i diritti in relazione all’utilizzo delle immagini, del relativo materiale audio, video e fotografico prodotto nell’ambito delle riprese ed interviste realizzate nel corso della manifestazione, è riservata all’A.G.A. Verona. Per effetto della cessione, l’A.G.A., diviene la legittima titolare di tutti i diritti d’autore, dei diritti connessi e comunque di ogni altro diritto relativo alla partecipazione del “Tocatì Festival Internazionali dei Giochi in Strada”. In tale qualità, l’A.G.A. avrà il diritto di utilizzare e far utilizzare senza scopo di lucro, i relativi filmati, immagini e registrazioni senza limiti temporali, in ogni sede, con ogni mezzo tecnico ora conosciuto o di futura invenzione nei limiti previsti dalla normativa italiana.

Organizzazione: Dino Mascalzoni Segreteria generale: Giancarlo Bonomi Staff segreteria generale: Maria Chiara Agazzani, Barbara Beltrame, Valeria Campanile, Giulia Fattori, Matilde Rensi Tesoreria: Andrea Materassi Trasporto fluviale: Davide Cocchio Servizi generali: Carlo Girardi Sito internet: Federico Girardi Voce del Festival: Solimano Pontarollo

In copertina: Federico Fellini, elaborazione grafica di Hulahoop_idee che girano, a partire dall’originale “Federico Fellini salta con una frusta in mano, set di 8 1/2 , 1962”, conservata al Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri Verona. Foto Tazio Secchiaroli/© David Secchiaroli Logo Tocatì: Gianni Burato Ideazione nome Tocatì: Lorenzo Bassotto


Verona vestita a festa, piazze e vie gremite di giocatori, sfide e musica ad ogni angolo del centro storico. Sono queste le immagini gioiose che ricordano ai veronesi il Tocatì, Festival Internazionale dei Giochi di Strada, giunto quest’anno alla quarta edizione. Una manifestazione che si conferma come una delle più attese ed apprezzate che la città offre, tanto che l’edizione 2005 ha registrato oltre ottantamila presenze e catturato l’attenzione dei media nazionali, con un effetto di promozione dell’immagine di Verona molto positivo. Gli elementi che conferiscono successo al Tocatì sono semplici ed immediati. Il piacere senza tempo dello stare insieme e del gioco giocato all’aria aperta. Il fascino dei giochi che vengono dal passato, divertenti e adatti a tutti. La scoperta di tradizioni antiche e di identità locali che, attraverso il gioco, si incontrano. Il Tocatì è divertimento autentico, ma anche un’occasione per trasmettere valori utili per lo sviluppo di una coscienza civica e per il miglioramento della qualità della vita in città. L’uso intelligente degli spazi urbani, il rispetto per l’ambiente, il gioco e il tempo libero come risorsa sociale e momento di partecipazione. Valori condivisi e sostenuti dall’Amministrazione Comunale, impegnata con molti dei suoi Assessorati nell’organizzazione e promozione del Festival, a fianco dell’Associazione Giochi Antichi di Verona e di molte importanti realtà istituzionali, economiche e culturali, a testimonianza di quanto il Tocatì si stia consolidando come patrimonio e risorsa della città. A nome dell’Amministrazione Comunale ringrazio tutti i soggetti che, a vario titolo e per le proprie specificità, concorrono alla buona riuscita del Festival. Ai cittadini veronesi, ai giocatori - bambini ed adulti, ai turisti e visitatori auguro una buona permanenza al Festival e buon divertimento con il Tocatì.

sono la credenziale migliore per questa nuova edizione del Tocatì, che dobbiamo principalmente alla capacità propositiva, all’entusiasmo e all’impegno disinteressato dell’Associazione Giochi Antichi. Per questo le prime parole sono di ringraziamento a questo sempre prezioso partner. Una volta tanto, parlare di nuovo successo preannunciato non sa di facile ottimismo, ma di fiducia nelle idee e nel come si sono sapute realizzare, anno per anno. Il Tocatì si è ormai consolidato nella propria configurazione di festival e ha un proprio spazio riconosciuto, a livello nazionale e internazionale. Ciò traspare nella diversa dimensione che proprio da quest’anno viene ad assumere la presenza estera: primo grande Paese ospite ad inaugurare la nuova impostazione monografica - la Spagna porterà a Verona non solo un terzo dei giochi in programma, non solo momenti di grande e ardito spettacolo (come i “Diables” e i “Castellers”), ma - attraverso i giochi e le comunità ludiche - molto della propria civiltà, con il coinvolgimento di un’istituzione come il Museo del Prado e dell’Ente Nazionale per il Turismo. Anche la presenza nazionale si qualifica in modo molto più pregnante, con la scelta di un’importante realtà dell’ambito ludico nazionale - la GioNa, Associazione Nazionale Città in Gioco di Torino - di celebrare la propria assemblea 2006 qui a Verona, nell’ambito del Festival. Sottolineati nella giusta evidenza questi attestati di considerazione, l’attenzione torni ora alla manifestazione: ci sono 50 giochi, da vedere e da provare, ci sono mostre, incontri, convegni, laboratori, concerti, spettacoli, degustazioni. Tutti momenti - è una certezza più che un invito - in cui lasciarsi coinvolgere tutti, nella magica atmosfera dei giochi e dei luoghi.

Il Sindaco

L’Assessore alla Valorizzazione delle Tradizioni Popolari Veronesi

Paolo Zanotto

Ivan Zerbato

Le

tre

brillanti

esperienze

precedenti


Vivo e lavoro a Verona dal 2003. Alla fine della stagione lirica areniana di quell’anno, la prima dall’inizio del mio incarico come Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona, è nato questo Festival internazionale dei giochi di strada che da subito ha attirato il mio interesse, come cittadino, come rappresentante della principale istituzione di spettacolo della città, ma soprattutto come genitore attento all’educazione dei propri figli, attento al mantenimento della tradizioni e alla trasmissione delle stesse. Verona è una città estremamente scenografica: non sono molte le grandi piazze, quelle per le aggregazioni ed i grandi eventi, sono molte invece le piazzette e le corti, perlopiù chiuse da palazzi antichi e aristocratici, ma sono molti anche gli incroci tra le strade del centro, spazi ideali per essere occupati da un gruppo di ragazzini che rincorrono la palla o tirano lo s-cianco o fanno rotolare le pice, giochi che appartengono ai semplici, creativi e divertentissimi “giochi di una volta” che Toca-tì ha contribuito a riscoprire e a rilanciare. Quest’anno la Fondazione Arena di Verona ha voluto essere fra i protagonisti di questa bellissima iniziativa del Comune di Verona, giunta alla quarta edizione, per alcune giornate spensierate in città; grazie alla splendida realtà dei nostri laboratori scenografici, i più grandi in Europa, e con la maestria che caratterizza il nostro personale tecnico verranno infatti realizzati alcuni elementi scenografici destinati ad una perfetta integrazione con l’ambiente cittadino, alla sua storia e alla sua cultura.

Claudio Orazi Sovrintendente Fondazione Arena di Verona


ASSOCIAZIONE GIOCHI ANTICHI PRESENTA TOCATÌ 2006 Verona si prepara a vivere un nuovo appuntamento con quel laboratorio a cielo aperto che è “Tocatì Festival Internazionale dei Giochi in Strada”, che regala alla città una magica e serena atmosfera. E’ la realizzazione di un’idea nata all’interno dell’Associazione Giochi Antichi, diventata una realtà importante grazie alla sensibilità e alla collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Verona che ha creduto nel nostro progetto. Ormai giunto alla quarta edizione, Tocatì ha avuto una crescita significativa che ci ha portato a compiere scelte importanti. Quest’anno abbiamo cinquanta giochi e ospitiamo esponenti di svariate comunità ludiche. Si tratta di persone di ogni età che hanno fatto della pratica, della ricerca, della conservazione e della divulgazione della propria attività ludica un motivo di esistenza. Qui a Verona, a contatto con altre collettività, si realizza un momento di fecondo scambio culturale, favorito dall’importante novità che abbiamo introdotto quest’anno, l’inserimento di un “tema nazione”, che permetterà, in ogni edizione del festival, di approfondire la cultura ludica di un singolo paese, paragonandola con quella italiana. L’ A.G.A. ha scelto come prima nazione ospite la Spagna, dove la pratica del gioco tradizionale è spesso parte integrante della vita quotidiana. Altra importante novità è il coinvolgimento di comunità ludiche “moderne”, come i parkour, perchè la cultura di strada, evolvendosi e adattandosi a ritmi, situazioni e ambienti diversi, è ancora oggi una fucina di creatività. Come di consueto una componente significativa del festival è costituita da occasioni di approfondimento e riflessione, con mostre, installazioni, e incontri con personaggi della cultura e artisti. Perchè il gioco è un atto multidisciplinare e complesso che, partendo dal piacere della persona, ha implicazioni in ambito ambientale, urbano, sociale e artistico. Nel 2003 l’Unesco ha ufficialmente dichiarato il gioco tradizionale patrimonio dell’umanità in quanto bene immateriale. Un valore che, come punto d’incontro delle comunità ludiche, questo festival offre a Verona. Ringrazio sinceramente tutte le persone che hanno reso possibile Tocatì 2006 e auguro buon gioco a tutti

Giorgio Paolo Avigo Presidente Associazione Giochi Antichi


COSA FARE

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CALENDARIO GIORNALIERO

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GIOCHI E GIOCATORI

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EVENTI SPECIALI

GIOCHI SPAGNOLI Bòlit Bolo Huertano Bolos de Monreal Bolo Palma Bolo Serrano Calva Castells Lanzamiento de barra Llave Lucha de palos Lucha leonesa Pasabolo tablòn Pelota Valenciana Pinochas Pulseo de pica Salto del Pastor Tiro de palo Tuta

p. 12 p. 12 p. 12 p. 13 p. 13 p. 13 p. 14 p. 14 p. 14 p. 15 p. 15 p. 15 p. 16 p. 16 p. 16 p. 17 p. 17 p. 17

GIOCHI ITALIANI Aquiloni Birilli di Farigliano Burea S’gepera Calcio Balilla Campana di Lama Mocogno Carrara Carrettini a sfera Ciclotappo Ferro di cavallo Lippa Morra Palet Palla elastica di Pariana Paorgiu Penacio Pizzicantò Rulletto S’istrumpa Soni Tiro alla fune

p. 18 p. 18 p. 18 p. 19 p. 19 p. 19 p. 19 p. 20 p. 20 p. 20 p. 21 p. 21 p. 21 p. 21 p. 22 p. 22 p. 22 p. 23 p. 23 p. 23

Mappa del Festival

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NUOVI GIOCHI DI STRADA Frisbee Parkour

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GIOCHI “DA BAMBINI” Biglie Campana/Settimana Cerbottana Fionda Salto della corda Sassetti

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GIOCHI DA TAVOLO Backgammon Carrom Dama Scacchi

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LA NOTTE DEL PONTE POSTUMIO Aquiloni illuminati Fiaccolata sul fiume

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SCACCHI GIGANTI

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PARKOUR

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SALTO DEL PASTOR

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III TROFEO INTERNAZ. DI LIPPA

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CASTELLS

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PIZZICANTÒ

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CACCIA AL TESORO IN BICI

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PEDALI NELLA NOTTE

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SA MISSA MANNA (La Messa Grande)

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MARATONA FOTOGRAFICA

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TRASPORTO FLUVIALE

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MOSTRA E INCONTRI MOSTRA Giocatori senza cornice “Incursioni ludiche nelle opere del Museo del Prado”

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INSTALLAZIONI/ESPOSIZIONI Arte al centro 2006 Arte in gioco Il Ponte Postumio

p. 37 p. 37 p. 37

INCONTRI Gioco e integrazione Mondi adulti e mondi bambini Marcondirondirondello... Michelangelo Pistoletto Progettare con e per i bambini Enrico Vaime Gioco e Sport GioNa Assemblea Nazionale Idee innovative di gioco... Sport e Creatività...

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FESTIVAL SOSTENIBILE

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SUONI E SAPORI LA COLAZIONE DEI GIOCATORI

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PLAZA ESPAÑA

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OSTERIA DEL GIOCO

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APERITIVI MUSICALI

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LA CUCINA DEL FESTIVAL

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SUONI LUNGO L’ADIGE

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TOCATÌ E SCUOLA

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TOCATÌ E UNIVERSITÀ

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Benvenuti al Tocatì, Festival Internazionale dei Giochi in Strada! A Verona in questi giorni si possono conoscere tante comunità ludiche provenienti dall’Italia e dalla Spagna. Giungono nella nostra città portati da gruppi di persone che abitualmente li praticano e che ne conoscono le regole. Non si tratta di manifestazioni flokloristiche, ma del vero e proprio piacere di giocare. E’ quello che proponiamo anche al pubblico, che può osservare i virtuosi del gioco durante le sfide, (sono momenti di incontro tra esperti o veri e propri tornei) oppure aspettare che la competizione termini e, nella stessa arena di gioco, trovare tutto ciò che gli occorre per provare in prima persona. Ci sono gli attrezzi necessari, ci sono tanti potenziali compagni di gioco che come voi vogliono imparare, e soprattutto ci sono gli esperti, che con spiegazioni e consigli vi introdurranno nel mondo del gioco. Se volete saperne di più, potete andare nell’area incontri, dove si tengono convegni, seminari e laboratorie dove gli esperti suggeriscono interessanti spunti di riflessione. E quando siete stanchi potete rinfrancarvi “all’Osteria del Gioco” dove viene servito l’aperitivo (accompagnato da specialità del veronese). Nel forte austroungarico, sul Lungadige San Giorgio, si trova la “cucina del festival”, dove a mezzogiorno e alla sera potete gustare le specialità locali. Tutte le mattine la giornata inizia con la “colazione dei giocatori”, per ritrovare i sapori dei nostri nonni, pane burro e marmellata con una tazza di latte o yogurt della Lessinia. Insomma, è un viaggio alla riscoperta di giochi, suoni e sapori. Ma adesso è ora di entrare in gioco, perchè “tocatì”, o meglio, tocca a te!

DIMOSTRAZIONE GRATUITA In tutti i 50 giochi presenti al Festival ci sarà la possibilità, grazie alla presenza delle varie realtà ludiche, di giocare gratuitamente. Non serve l’iscrizione. Per ogni gioco vi è un’area dimostrativa.

RESPONSABILITÀ Coloro che partecipano alle attività ed ai giochi organizzati (nelle modalità gratuite e tornei) nell’ambito di questa manifestazione, lo fanno sotto la propria personale responsabilità o, se minori, sotto la responsabilità di chi ne ha la patria podestà o è proposto alla loro cura e cautela. L’Associazione Giochi Antichi non assume alcun obbligo di sorveglianza nello svolgimento delle attività ludiche/sportive. Garantisce il buon funzionamento delle attrezzature messe a disposizione del pubblico, ma non è in alcun modo responsabile per tutti quegli eventi, anche dannosi, che possono incorrere ai partecipanti per l’uso non appropriato di giochi e attrezzature.

Stand dell’Associazione Giochi Antichi Info, materiali, giochi

SABATO/DOMENICA 9.00-19.00 Piazza Erbe Punti informazione SABATO 9.00-19.00 DOMENICA 9.00-18.30

Porta Borsari Ponte Nuovo Piazza Erbe Via Massalongo Ponte Garibaldi

Stand Touring Club Italiano da sempre attento alla valorizzazione del territorio e delle sue tradizioni SABATO/DOMENICA 10.00-18.00

Piazza Duomo

Piazza dei Servizi SABATO/DOMENICA 10.00-18.00

Piazzetta Navona Stand AGSM: Acqua, energia rinnovabile Stand AMIA: Ambiente, ecologia

Stand AAMS Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato SABATO/DOMENICA 10.00-18.00

Piazza Santa Anastasia

Stand AMT: Mobilità urbana

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GIOVEDÌ 9.30 Santa Maria in Chiavica INCONTRI: Gioco e integrazione

VENERDÌ 9.00-11.00 Piazza dei Signori LA COLAZIONE DEI GIOCATORI 10.00-20.00 Chiostro di S. Giorgio in Braida ARTE AL CENTRO 2006: Il gioco Progetti artistici della Fondazione Pistoletto 10.00-24.00 Chiesa di San Giorgetto MOSTRA: I Giocatori senza cornice. Incursioni ludiche tra le raccolte del Museo del Prado 11.00-21.00 Via San Giacomo alla Pigna L’OSTERIA DEL GIOCO Degustazioni “enogastroludiche” ORE 17.00 Santa Maria in Chiavica INCONTRI: Mondi adulti mondi bambini 19.00 Piazza Santa Anastasia APERITIVI MUSICALI 19.00-22.30 Lungadige San Giorgio LA CUCINA DEL FESTIVAL Piatti della tradizione 21.00 Piazza delle Erbe CACCIA AL TESORO IN BICI

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SABATO 9.00-11.00 Piazza dei Signori LA COLAZIONE DEI GIOCATORI 10.00-20.00 Chiostro di S. Giorgio in Braida ARTE AL CENTRO 2006: Il gioco Progetti artistici della Fondazione Pistoletto 10.00-24.00 Chiesa di San Giorgetto MOSTRA: Giocatori senza cornice. Incursioni ludiche tra le raccolte del Museo del Prado 9.00-19.00 qualificazioni P.zza dei Signori 21.30 finalissima P.zza dei Signori III TROFEO INTERNAZIONALE DI LIPPA 11.00-21.00 Via San Giacomo alla Pigna L’OSTERIA DEL GIOCO Degustazioni “enogastroludiche” 11.00 Piazza Bra 17.00 Piazza Santa Anastasia 22.30 Piazza delle Erbe CASTELLS Torri Umane-Cataluña 12.00 Strade del Festival PARKOUR 21.00 Piazza delle Erbe CACCIA AL TESORO IN BICI 10.30 Piazza Bra 16.30 Piazza Erbe-Santa Anastasia 41 22.00 Via Cappello-Piazza Erbe PIZZICANTÒ Torri in movimento-Molise

21.30 Giardini della Giarina LA NOTTE DEL PONTE POSTUMIO Inaugurazione dell’installazione sull’Adige

12.00/16.00/18.00 All’interno del Teatro Romano SALTO DEL PASTOR Pastori acrobatici-Canarias

21.30 Giardini della Giarina, P.tta Molinari Bra PONTE POSTUMIO Installazione di 102 m sull’Adige

11.00 Santa Maria in Chiavica INCONTRI: Marcondirondirondello

21.30 Piazza delle Erbe SCACCHI GIGANTI 23.00 Strade del Festival PARKOUR 23.00 Piazza delle Erbe PEDALI NELLA NOTTE Cortile del Tribunale PLAZA ESPAÑA Suoni e sapori dalle terre ludiche spagnole

11.30 Chiostro di San Giorgio in Braida INCONTRI: Michelangelo Pistoletto 15.00 Osteria del Gioco, via S. Giacomo alla Pigna INCONTRI: Progettare con e per i bambini 17.00 Osteria del Gioco, via S. Giacomo alla Pigna INCONTRI: Enrico Vaime 17.30 Battistero di San Giovanni in Fonte INCONTRI: Gioco e Sport 12.00 Corte Sgarzerie 18.00 Piazza Nogara 19.00 Lungadige Donatelli APERITIVI MUSICALI 21.00 Piazza delle Erbe CACCIA AL TESORO IN BICI


21.00 Lungadige San Giorgio SUONI LUNGO L’ADIGE Musiche e danze tradizionali

SAB 10.00-18.30 Via Pigna ang. Via Duomo

21.30 Giardini della Giarina, P.tta Molinari Bra PONTE POSTUMIO Installazione di 102 m sull’Adige

10.00-18.30 Piazza Duomo CARRARA

12.00-15.30 19.00-22.30 Lungadige San Giorgio LA CUCINA DEL FESTIVAL Piatti della tradizione Cortile del Tribunale PLAZA ESPAÑA Suoni e sapori dalle terre ludiche spagnole 10.00-18.30 Castelvecchio/Lungadige S. Giorgio/Giarina corse ogni 90 minuti TRASPORTO FLUVIALE

SABATO e DOMENICA

DOM 10.00-18.30 Via Duomo Osteria Via Duomo (in caso di pioggia) CAMPANA DI LAMA MOCOGNO

10.00-18.30 Piazzetta Tirabosco CARRETTINI A SFERA 10.00-18.30 Corte Sgarzerie CARROM 10.00-18.30 Volto Fontane CERBOTTANA 10.00-18.30 Piazza Duomo Loggia di Fra’ Giocondo (in caso di pioggia) CICLOTAPPO 10.00-18.30 Chiostro dei Canonici (Duomo) DAMA 10.00-18.30 Lungadige Riva Battello FERRO DI CAVALLO

10.00-18.30 Lungadige San Giorgio AQUILONI

10.00-18.30 Lungadige Donatelli FIONDA

10.00-18.30 Via Portici

10.00-18.30 Piazza San Giorgio FRISBEE

Loggia Via Portici (in caso di pioggia) BACKGAMMON 10.00-18.30 Piazza Nogara BIGLIE

10.00-18.30 Giardini Piazza Indipendenza LANZAMIENTO DE BARRA 10.00-18.30 Giardini Piazza Indipendenza

10.00-18.30 Piazza delle Erbe Domus Mercatorum (in caso di pioggia) BIRILLI DI FARIGLIANO

Portici Via Sottoriva (in caso di pioggia) LLAVE 10.00-18.30 Piazza Santa Anastasia

ORE 10.00-18.30 Via Massalongo BOLO HUERTANO

Loggia di Fra’ Giocondo (in caso di pioggia) LUCHA DE PALOS

10.00-18.30 Piazza delle Erbe

10.00-18.30 Piazzetta Pescheria

Domus Mercatorum (in caso di pioggia) BOLOS DE MONREAL

Loggetta Prefettura (in caso di pioggia) LUCHA LEONESA

ORE 10.00-18.30 Giardini Lombroso BOLO PALMA

10.00-18.30 Vic. San Giovanni in Foro

10.00-18.30 Fosso Forte di San Giorgio BOLO SERRANO 10.00-18.30 Carreggiata Piazza Indipendenza BUREA-S‘GEPERA

Corso Portoni Borsari, 17 c/o Informagiovani (in caso di pioggia) MORRA 10.00-18.30 Giardini Piazza Indipendenza PALET

10.00-18.30 Piazzetta Chiavica

10.00-18.30 Via Viviani PALLA ELASTICA DI PARIANA

Portici Via Sottoriva (in caso di pioggia) CALCIO BALILLA

10.00-18.30 Piazza delle Erbe

10.00-18.30 Giardini P.zza Indipendenza CALVA 10.00-18.30 Piazza Nogara CAMPANA-SETTIMANA

Loggia di Fra‘ Giocondo (in caso di pioggia) PAORGIU (trottola siciliana) 10.00-18.30 Fosso Forte di San Giorgio PASABOLO TABLÒN

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10.00-18.30 Via Viviani PELOTA VALENCIANA 10.00-18.30 Piazza Nogara PENACIO 10.00-18.30 Piazza Duomo PINOCHAS 10.00-18.30 Giardini Piazza Indipendenza PULSEO DE PICA 10.00-18.30 Alzaia di Lung. San Giorgio RULLETTO 10.00-18.30 Piazza Nogara SALTO DELLA CORDA 10.00-18.30 Piazza Nogara Portici Cortile Tribunale (in caso di pioggia) SASSETTI 10.00-18.30 Piazzetta Santa Cecilia Via Rosa (in caso di pioggia) c/o Circolo Dipendenti Unicredit SCACCHI 10.00-18.30 Piazzetta Pescheria Loggetta Prefettura (in caso di pioggia) S’ISTRUMPA 10.00-18.30 Piazza Nogara SONI 10.00-18.30 Porta Borsari TIRO ALLA FUNE

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10.00-18.30 Giardini Piazza Indipendenza TIRO DE PALO 10.00-18.30 Giardini Piazza Indipendenza TUTA

DOMENICA 9.00-11.00 Piazza dei Signori LA COLAZIONE DEI GIOCATORI 10.00-20.00 Chiostro di S. Giorgio in Braida ARTE AL CENTRO 2006: Il gioco Progetti artistici della Fondazione Pistoletto 10.00-20.00 Chiesa di San Giorgetto MOSTRA I Giocatori senza cornice. Incursioni ludiche tra le raccolte del Museo del Prado 10.00-18.30 Corso Portoni Borsari, 17 c/o Informagiovani ARTE IN GIOCO 100 capolavori-100 giochi 10.00-18.30 Piazza dei Signori BÒLIT

10.30 Santa Maria in Chiavica INCONTRI: Assemblea Nazionale di GioNa Associazione Nazionale Città in gioco 11.30 Duomo SA MISSA MANNA Messa solenne cantata in sardo 11.30 C. so Portoni Borsari, 17 c/o Informagiovani INCONTRI: Idee innovative di gioco per scoprire i capolavori della pittura 15.30 Via San Giacomo alla Pigna INCONTRI: Sport e Creatività nella “Società del Loisir” 11.00-21.00 Via San Giacomo alla Pigna L’OSTERIA DEL GIOCO Degustazioni “enogastroludiche” 12.00 Piazza Nogara 17.00 Piazza Duomo CASTELLS Torri Umane-Cataluña 42 11.30 Via Mazzini-Piazza Nogara 26 16.30 Via Duomo-Piazza Duomo PIZZICANTÒ Torri in movimento-Molise

10.30/16.00/18.00 all’interno del Teatro Romano SALTO DEL PASTOR Pastori acrobatici-Canarias 11.00 Piazza Nogara 12.00 Giardini Lombroso 18.00 Piazzetta Pescheria APERITIVI MUSICALI Giardini della Giarina, Piazzetta Molinari Bra PONTE POSTUMIO Installazione di 102 m sull’Adige 12.00-15.30 19.00-22.30 Lungadige San Giorgio LA CUCINA DEL FESTIVAL Piatti della tradizione Cortile del Tribunale PLAZA ESPAÑA Suoni e sapori dalle terre ludiche spagnole 10.00-18.30 Castelvecchio/Lungadige S. Giorgio/Giarina corse ogni 90 minuti TRASPORTO FLUVIALE


GIOCHI E SPAGNOLI GIOCATOrI Foto di N. Minerbi/G. Neri

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Ricca di tradizioni ludiche, la Spagna è pronta a sedurre e ammaliare con la varietà dei giochi e la vitalità che hanno conservato nel tempo. Tocatì ha scelto di portare a Verona i gruppi che abitualmente praticano giochi che rappresentano anche un modo di essere, una cultura e una scelta di vita. Attività che affondano le radici nel passato e provengono dal mondo dei pastori, dei contadini o della nobiltà. E offrono un’immagine del territorio spagnolo di ieri e di oggi.

BÒLIT Piazza dei Signori

Cataluña DOMENICA 10.00-18.30

Al Tocatì Bolit è rappresentato dalla squadra del comune di Anglesola in Spagna, composta solo di donne, che gareggiano anche nel torneo di lippa (vedi sezione eventi). Infatti il Bolit ha molti punti in comune con la lippa, perchè si gioca con un pezzetto di legno, di circa 20 cm, che finisce con una punta, che viene colpita per farlo alzare in volo e successivamente ribattuto e lanciato. In genere si usa un pezzo di legno più lungo, o una pala, ma le donne usano un tagliere per ribattere e lanciare. Tra l’altro, spesso giocano con un grembiule, particolarmente utile quando devono raccogliere al volo il bastoncino. I giocatori stabiliscono chi colpisce per primo il bastoncino. Una volta nel luogo in cui è stato deciso di far iniziare il gioco, chi deve colpire lascia il bastoncino a terra, dice la parola “bólit” a voce alta mentre lo colpisce facendolo saltare e, una volta in aria, lo colpisce di nuovo per farlo arrivare il più lontano possibile. I giocatori dell’altra squadra, distribuiti sul campo da gioco, devono cercare di rilanciare il bastoncino quando è ancora per aria. Vince chi ottiene più punti o chi arriva primo al punto stabilito. A cura di: Associacio de Dones Madrones, Anglesola (Lerida)

BOLO HUERTANO Via Massalongo

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Región de Murcia SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

E’ un gioco molto popolare in Spagna, specialmente nella regione della Murcia, dove è l’attività sportiva più diffusa. La leggenda vuole che fosse noto già nel 1298, quando numerose imbarcazioni cantabre parteciparono alla conquista di Siviglia. Alcuni affermano che il gioco dei birilli fu portato dalla Cantabria al sud e al sud-est della Spagna, altri invece sostengono che il gioco abbia origini musulmane e sia stato appreso a Siviglia e poi diffuso al nord. Quale ne sia l’origine, è provato da documenti storici che si giocava ai bolos huertanos già durante il regno dei Re Cattolici nel secolo XV. I giochi di birilli più diffusi in Spagna oggi sono: Bolo huertano, Bolo serrano (vedi pagina seguente) e Bolo cartageno Si gioca a Bolo Huertano su campi di terra battuta, chiamati “carriles”, di forma rettangolare, lunghi circa 40 metri. I birilli di legno, alti dai 68 ai 75 cm, hanno le estremità assottigliate e una pancia centrale. Le squadre, composte da due o tre giocatori, sono guidate da “El marilla”, detto a volte anche “el mande”, il capitano che decide in ogni giocata quale è il tiro più adeguato. In ogni partita si collocano nove o sei bolos (birilli). Per una partita occorrono sei bolas (palle) di legno d’olivo di differente peso e dimensione, affinché ogni giocatore abbia la possibilità di scegliere la bola che meglio ci adatta alle proprie caratteristiche di gioco. A cura di: Club de Bolos Huertanos El Palomar, Murcia

BOLOS DE MONREAL

Aragón

Piazza delle Erbe Domus Mercatorum

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Un gioco di birilli riservato alle donne, che a Monreal del Campo lo praticano tutto l’anno, con la sola eccezione del periodo del raccolto dello zafferano durante il quale sono troppo impegnate nel lavoro. Questo gioco ha una particolarità che si coglie anche a distanza: le giocatrici urlano prima di tirare o cantano in coro come per infastidire l’avversaria. Anche ogni lancio è seguito urla, che rappresentano dunque una componente inseparabile del gioco. Si gioca in coppia, e l’ordine stabilito all’inizio viene mantenuto per tutta la partita, che si svolge su un campo piuttosto ampio (tra i 25 e i 50 metri di lunghezza). Al centro si posiziona il birillo detto “il re”, e intorno gli altri otto birilli in cerchio. I birilli sono alti circa 70 centimetri e sono ornati da due corone, mentre “il re” è un po’ più alto e ha tre corone. All’inizio si stabilisce un punto di lancio segnando un cerchio per terra, e da lì le giocatrici partono con tre passi


consecutivi per il primo lancio della palla, che è in legno e ha un diametro di circa 15 centimetri. Poi proseguono ripartendo dal punto in cui è arrivata la loro palla. Vince la coppia che per prima arriva a totalizzare 31 punti esatti. Attenzione però, chi supera i 31 punti viene retrocesso a 25 (tra le inevitabili urla) e deve continuare fino a quando qualcuno arriva a 31 esatti. A cura di: Ajuntamiento de Monreal del Campo, Teruel

BOLO PALMA Giardini Lombroso

Cantabria SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

E’ diffuso in Cantabria e nella parte orientale delle Asturie. Bolo Palma, praticato già nel secolo XVI, è considerato un erede del gioco dei birilli, nato nei monasteri in Germania E’ arrivato nella penisola Iberica grazie ai pellegrini di Santiago di Compostela e con il passare del tempo ogni valle ha elaborato regole del gioco con diverse modalità. Il primo riferimento scritto ai birilli in Cantabria è il Bando Publicado por el Ayuntamiento de Santander en 1627: “Si proclama che nessuna persona osi giocare ai birilli in nessuna via della città, pena 200 maravedì”. A Santander si continua a giocare al di fuori delle mura cittadine in campi da gioco detti boleras. Nel 1722 si registra un bando simile nella città di Ampuero e in altre, ma nonostante questi divieti il gioco si diffonde in altre zone, anche grazie alla presenza attiva delle donne. Nel sec. XIX il gioco si svolge in genere nella piazza principale della città, vicino alla chiesa: la campana segnava la fine della messa e l’inizio del gioco. Verso fine secolo le boleras vengono costruite vicino alle taverne poiché i locandieri vedono la possibilità di guadagno. Alcuni documenti attestano che re Alfonso XII gioca a birilli, si creano i primi regolamenti scritti, le prime boleras coperte e i primi concorsi, le prime scommesse, le prime società ludiche. Con l’inizio sec. XX nascono federazioni ludiche che cercano di regolamentare il gioco. In Spagna, finita la guerra, rinasce l’interesse nel gioco e nel 1941 viene costituita la Federación Cantabra e si organizza il primo campionato provinciale e nazionale. Nel 1958 il primo torneo. Il successo fa nascere numerose squadre e i concorsi si moltiplicano, nascono scuole, libri e video. Il gioco Bolo Palma oggi è uno sport molto praticato, l’ obiettivo è abbattere con le palle il maggior numero di birilli e riuscire a fare “emboque” A cura di: Federacion Cantabra de Bolos, Santander

BOLO SERRANO Fosso Forte di San Giorgio

Andalucía SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Appartiene alla grande famiglia dei birilli ed è tuttora molto vitale il gioco del Bolo Serrano. Sembra abbia avuto origine nel sec. XIII nella località cantabra di Soba Ampuero (Santander), nella regione della Sierra de Segura si giocava durante il periodo di Filippo II (sec. XVI). Il gioco ha continuato a essere popolare e nel 1950, a Segura de la Sierra, si praticava in un luogo frequentato come “la puerta nueva”. Allora le palle (che pesano tra i 3 e i 6 kg) erano rigorosamente di legno di acero e ginepro, mentre oggi si fanno anche di leccio o in materiali artificiali. Successivamente il gioco viene praticato di meno e la tradizione permane solo nei paesi di Santiago de la Espada, Pontones y Segura de la Sierra. Nel 1969 la città di Orcera si fa pioniera nella resurrezione di questo sport. Si svolge il 1° Campeonato Comarcal (Campionato Regionale) di questo sport autoctono serrano. Nel 1981 il Comune di Segura organizza il 1° Campeonato Comarcal in forma di lega cui partecipano 250 boleros (lanciatori di bolas, palle) nelle due modalità che si praticano nei diversi nuclei nella regione Andalusa, nominate di “Alta Montaña” e “Valle”. A cura di: Club de Bolos Serranos Los Reales, Beas de Segura, Jean

CALVA Giardini Piazza Indipendenza

Castilla y León SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Il gioco della Calva ha origine nelle attuali province di Avila, Salamanca e Zamora e veniva praticato già all’epoca dei Celti e degli Iberi. Era giocato dai pastori, che per passare il tempo lanciavano una pietra a un corno di vacca. Col passare del tempo il corno venne sostituito con un pezzo di legno (calva) e la pietra con un cilindro di ferro o acciaio (marro). Il nome deriva dal luogo dove originariamente si praticava, un terreno libero da erbacce e pietre: il calvero (radura). Oggi si gioca soprattutto a Castiglia e León, Salamanca , Zamorae Vizcaya, ma è diffuso anche a Barcellona, Madrid e nei Paesi Baschi. Mentre una volta si giocava praticamente tutte le domeniche e durante le feste di precetto, oggi, al di fuori di competizioni e campionati, si gioca in genere una volta all’anno, il giorno di Santa Quiteria (22 maggio). Una volta la calva era riservata agli uomini. Attualmente ha trovato una nuova vitalità, e si è imposta anche come sport. Tuttora

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consiste nel lancio di un pezzo di ferro o pietra chiamato morro o morillo per cercar di colpire un pezzo di legno posto a terra chiamato calva. La squadra si compone di quattro giocatori: tre titolari e una riserva. Il tiro è valido se il marro colpisce la calva, senza toccare prima il suolo o altri ostacoli. Il punteggio della squadra è dato dalla somma dei punti ottenuti da ciascun giocatore. A cura di: A.D. Los Frutos

CASTELLS

Cataluña

Vedi Eventi Speciali I castellers sono giocatori che hanno lo scopo di innalzare torri umane: i castells, appunto. Si tratta di “costruzioni” spettacolari che possono raggiungere anche i venti metri dal suolo. Questa disciplina ha origine con le feste popolari, nelle contrade del nord di Tarragona e del sud di Barcellona. Le prime tracce di manifestazioni risalgono al secolo XVIII, ma l’epoca di splendore inizia verso la fine de secolo XIX. Con l’inizio del XX secolo si è registrato un calo d’interesse, ma a partire dagli anni 60 i “castellers” sono tornati alla ribalta. Oggi ci sono più di 50 gruppi, con persone di tutte le età e di entrambi i sessi. Le “colles” sono associazioni che hanno come finalità costruire castells. “Castellers” sono tutte le persone che occupano un posto dentro la struttura di un castello. I castells sono normalmente composti da tre parti: la pinya, la base che sorregge il tutto. Il tronc, è la struttura vera e propria divisa in pisos (piani) con un numero fisso di castellers. Il pom de dalt: si compone di tre ragazzini due dei quali (los dosos) si occupano di sorreggere il terzo che va a completare la costruzione (anxaneta). Una volta che la struttura è stata impostata e che si è arrivati a comporre il terzo piano, al grido di “Amunt!” i grallers e i tabalers (musicisti che accompagnano la costruzione) iniziano a suonare per dare il ritmo ai castellers che salgono. Quando il castells è completo l’anxaneta fa “l’aleta”, saluta cioè il pubblico dall’alto dichiarando così che la struttura “està carregada”. A questo punto uno alla volta i castellers discendono scomponendo il castells e i grallers e i tabalers intonano il tipico Toc de Vermut per festeggiare il riuscito compimento dell’impresa. Il nome del castell varia a seconda dei piani di cui è formato e a seconda del numero di persone di cui ogni piano è composto: tra i più comuni il “quatre de vuit”, formato da otto piani di quattro persone ciascuno. A cura di: Colla de Sant Feliu de Llobregat

LANZAMIENTO DE BARRA Giardini Piazza Indipendenza

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Aragón SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

E’ un gioco di origini basche che consiste nel lancuiare il più lontano possibile la “barra”, in ferro e del peso di circa 7 kg. I concorsi di “barra” erano frequenti soprattutto la domenica dopo la messa e nei giorni di festa nella piazza principale. Attraeva un gran numero di persone e i compaesani/ spettatori si identificavano col lanciatore o con la squadra su cui avevano scommesso. In Aragona una nota canzone dice: El mozo para ser mozo / Ha de tirar a la barra, / ha de beber el buen vino/ y ha de comer carne asada. (Un uomo per essere uomo / deve tirare la sbarra, / deve bere buon vino / e deve mangiare carne arrostita). Viene istituito per la prima volta un regolamento nel 1931 in occasione del “Primer Campeonato de Tiro de Barra”. Il concorso, tenuto in occasione della Festa del Pilar (ottobre), ebbe un gran successo. La popolarità del gioco diminuisce quando nelle campagne vengono introdotti i macchinari e poi l’attività viene sospesa nel 1968 (fine della cosiddetta época anterior) fino al 1976. In tale data, si svolge il primo campionato di Aragona della nueva época nel Parque Deportivo Ebro di Saragoza di fronte un pubblico numerosissimo. Da allora il Campionato Aragonese si celebra ogni anno. Anche a Teruel si tengono concorsi importanti in occasione dei festeggiamenti per il patrono (giugno) e in molti altre località. A cura di: Club El Barron, Teruel

LLAVE

Galizia

Giardini Piazza Indipendenza Portici Via Sottoriva

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

E’ un gioco tipicamente della galiziano, simile ad altre pratiche di lancio e precisione presenti in tutto lo Stato Spagnolo. Il campo deve essere rettangolare, libero da ostacoli e con superficie dura, non è permesso un dislivello superiore al 10 per cento. Per giocare è necessaria una llave o chave o (chiave) in ferro che viene fissata a terra, ed è di forma differente a seconda delle zone: a Ourense la llave è formata da due croci che girano su un palo conficcato nel terreno; a Santiago a Coruña è a forma di punta di lancia o lingua; a Ferrolterra la llave è una girandola che gira verticalmente su una struttura metallica. Da una distanza predeterminata di circa diedi


o quindici metri si lanciano i pesos, che devono il nome al fatto che la loro forma assomiglia a quella delle monete anche se sono più grossi e soprattutto più pesanti (tra i 500 e 550 g). Si può giocare in modo individuale, a squadre o a coppie; mentre due giocatori tirano (uno per squadra), i compagni rimangono al lato della llave per recuperare i pesos; ogni giocatore lancia due pesos per turno. Lo scopo del gioco è far in modo che i pesos colpiscano la llave il maggior numero di volte; il punteggio assegnato varia a seconda della zone. A cura di: Brinquedia-Rede Galega do Xogo Tradicional, Ourense

LUCHA DE PALOS

Canarias

Piazza Santa Anastasia Loggia di Fra’ Giocondo

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Lucha de Palos o Palo Canario è un combattimento amichevole con pali fra giocatori che “mandan” (danno) e “atajan” (fermano) colpi, senza toccare il corpo dell’avversario, per evitare di far danni. Durante il gioco i partecipanti utilizzano la tecnica che considerano più vantaggiosa in ciascuna situazione, senza accordi precedenti. Le origini del gioco risalgono ai primi abitanti delle isole Canarie, dove i pali, che erano strumenti di lavoro e anche armi, venivano usati a volte in senso ludico in sfide. A seconda della dimensione dei pali si differenziano tre modalità di gioco con stili che rispondono ai nomi delle famiglie che li hanno mantenuti e trasmessi. Nella modalità di palo grande (pali maggiori dell’altezza della persona) troviamo: il Gioco del Garrote, di Gran Canaria, e il Juego de Lata di Fuerteventura. Nella modalità di palo medio (pali che raggiungono il mento o la cintura) vi sono i seguenti stili: il Déniz, giocato a Tenerife, Gran Canaria, Fuerteventura e La Palma; il Morales, giocato a Tenerife; il Verga, di Tenerife; l’Acosta, di Tenerife; il Quinterno, di El Hierro; il Garafiano, di La Palma; il Conejero, di Lanzarote. Infine c’è la modalità di palo piccolo (pali che non raggiungono la cintura) poco praticata. Entrambi i giocatori sanno quando un attacco ha segnato un punto, però non esiste nessun conteggio nel gioco né questo si ferma quando si fa punto. A cura di: Tagoror Chiregua (Santa Cruz de Tenerife)

LUCHA LEONESA

Castilla y Leon

Piazzetta Pescheria Loggetta Prefettura

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

La Lucha Leonesa, conosciuta anche come Aluches, è una pratica sportiva autoctona di León, località situata nel nord-ovest spagnolo. Vanta origini millenarie che risalgono agli antichi guerrieri dei paesi Asturiani e Cantabri che popolavano queste terre in epoca pre-romanica. Trasmesso nella tipologia tradizionale fino ai nostri giorni grazie alla pratica di pastori e agricoltori, raggiunse nel XX secolo un’ organizzazione e uno sviluppo in sintonia con le modalità sportive moderne, dandosi una struttura federativa a partire dalla metà del secolo passato. Oggi, il suo ambito geografico è situabile nella parte più orientale dell’attuale provincia León e si differenzia nelle zone di “Montaña” e “Ribera”. L’Aluche consiste nella lotta fra due contendenti. L’obiettivo è far cadere l’avversario e fargli toccare il terreno con una parte del corpo senza mollare la presa. La formula tradizionale di svolgimento degli “Aluches”consisteva nella sfida lanciata da un lottatore a coloro che assistevano a una festa, con le parole: “¿Hay quién luche?” (C’è qualcuno che vuole lottare?). Tradizionalmente si lottava con i pantaloni arrotolati, in camicia, e a piedi scalzi. Dal 1920 si utilizza per le prese il “cinto” (cintura di cuoio). Oggi l’uniforme è costituita da pantaloni sportivi corti, maglietta e l’elemento caratteristico appena menzionato, il “cinto”, di 3 cm di altezza. Il “corro”(spazio circolare per la lotta) è di solito di erba soffice, o di materassini. Ha un diametro di 18 metri.I combattimenti iniziano con un saluto da parte dei lottatori in presenza dell’arbitro. Dopo il segnale (fischiato) dell’arbitro i lottatori hanno a disposizione un tempo (1 minuto 30 secondi o 3 minuti secondala fase del combattimento) per cercare di dare due “caídas” all’avversario, cioè per cercare di farlo cadere due volte A cura di: Federacion Territorial de Castilla y Leon de Lucha

PASABOLO TABLÒN Fosso Forte di San Giorgio

Cantabria SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Spettacolare gioco dei birilli, Pasabolo tablòn si pratica nei territori di Cantabria e Vizcaya situati fra i fiumi Asón e Nervión, ma anche a Valderredible. In molti comuni è considerato il gioco tradizionale e sono numerose le Boleras (sale gioco) dove la popolazione segue con passione le

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partite. Pasabolo tablon pare abbia avuto origine nella zona di Ampuero-Turtzioz verso la fine del secolo XIX, ma c’è chi afferma che si giocava nel comune di Sestao già nel 1829. Si gioca con tre birilli di quercia (35 cm di altezza per 3 di diametro e 200 gr di peso) e con palle con tre buchi per le dita, di legno (melo o acero) o d’acciaio, fra 5 e 8 kg. Il campo di gioco è diviso in tre parti: la prima, adibita a zona tiro, è una lastra di cemento di 6 metri in cui il giocatore fa una rapida ma breve corsa per lanciare la palla. Di seguito c’è la cureña, un’asse di 8 metri x 20 cm su cui situare i 3 birilli. L’asse è leggermente concava e ha anche tre piccoli buchi in cui collocare i birilli. La terza zona è larga 20 metri e lunga 50 metri. E’ segnata con 7 linee, ciascuna a distanza di 5 metri dalla successiva, utilizzate per attribuire il punteggio ai birilli. Infatti, obiettivo del gioco è che i tre birilli posti sull’asse, una volta colpiti si allontanino il più possibile. Nella terza zona, la linea che è più vicina all’asse vale 10 punti, la più lontana 70 punti. Quindi nelle giocate migliori si ottengono 210 punti. Se invece il birillo non supera la prima linea, viene attribuito un solo punto. A cura di: Federacion Cantabra de Bolos, Santander

PELOTA VALENCIANA Via Viviani

Comunidad Valenciana SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Praticato nell’Antica Grecia, il gioco della pelota fu introdotto nella penisola iberica dall’Impero Romano che ne favorì l’espansione anche in altre regioni dell’Impero (Francia, Belgio, Olanda e Italia). In quell’epoca si giocava con regole simili all’attuale gioco valenziano del Llargues. Sotto la Corona d’Aragona (1134- 1714) fu praticato dai membri della nobiltà, re compresi (l’umanista Arnau de Vilanova ne raccomandò la pratica a Jaime II nel 1305). A metà del sec.XIX i baschi smisero di giocare faccia a faccia per iniziare a giocare col rimbalzo in un sferisterio (teatro all’aperto simile ad uno stadio). Fino alla metà del sec. XX si disputavano numerose partite in cui si scommettevano ingenti somme di denaro. In seguito la diffusione del calcio, l’espansione urbana (che provocò l’abbattimento di numerosi campi di gioco, detti trinchetti), l’aumento della circolazione automobilistica (che rese più difficile lo svolgimento del gioco nelle vie) provocò una grave crisi di tale sport negli anni ’60. Ma dopo un decennio un mitico giocatore di pelota, Francisco Cabanes detto il Genovés, attrasse di nuovo un folto pubblico. Oggi esiste un programma settimanale alla televisione pubblica valenziana e i telegiornali parlano di questo sport, nelle scuole viene praticato durante le lezioni di educazione fisica e una normativa prevede per le scuole di nuova costruzione l’obbligo di avere un campo. A cura di: Club Pilota de Foyos, Valencia

PINOCHAS 16

Piazza Duomo

Cataluña SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Questo tipo di corsa ha una relazione evidente con i tradizionali lavori della campagna, come la raccolta della frutta, o togliere pietre per livellare il terreno. Ancor oggi fa parte dei giochi che vengono organizzati durante le feste del patrono in molte località della Spagna. Tipiche dei paesi Baschi sono le corse delle pannocchie (carreras de mazorcas). La modalità del gioco che presentiamo si pratica attualmente in due piccoli paesini della provincia catalana di Terragona: Ascó e Prat de Comte. In entrambe le località il gioco è incluso nel programma della festa del patrono: a Ascó, Sant’Antonio, il 17 di gennaio e a Prat de Comte, San Bartolomeo, il 24 di agosto. Il gioco è piuttosto semplice. Tutti i partecipanti sono muniti di una cesta, davanti alla quale si allinea un determinato numero di pietre di fiume collocate in modo che fra l’una e l’altra ci sia circa un metro. Il gioco consiste nel raccogliere le pietre e metterle nella propria cesta, sempre singolarmente, una dopo l’altra. Ad ogni modo se la pietra appena infilata nella cesta cade fuori, il giocatore deve raccoglierla e metterla di nuovo dentro prima di prenderne un’altra. Il gioco termina quando uno dei contendenti finisce di raccogliere tutte le pietre. A cura di: Associació Cultural Lo Llaüt, Tarragona

PULSEO DE PICA Giardini Piazza Indipendenza

Aragón SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

E’ un gioco diffuso nella provincia di Huesca, simile a più semplici giochi tradizionali dei pastori. Consiste nel collocarsi agli estremi di un lungo palo (pica), impugnarlo e usarlo per cercare di fare uscire l’avversario da un cerchio segnato al suolo. La pica è di legno, con circa 4 centimetri di diametro e può essere lunga da 2 m a 2,40 m. Il terreno deve essere piano, con una circonferenza di 5 m di diametro con indicato il centro. La competizione prevede due tentativi, in caso di


pareggio se ne realizza un terzo. Si va per eliminatorie successive fino a nominare un campione. La pica si mette sotto il braccio, senza appoggiarla all’ascella, per evitare che i vestiti si rompano, e si afferra saldamente con la mano, in modo che non scivoli. L’altra mano rimane sul fianco o dietro la schiena. Non si può invadere la zona della pica dell’avversario, né appoggiare la pica al suolo, né toccare il suolo con qualsiasi parte del corpo che i piedi, né separare la pica dal busto.. A cura di: Club El Barron, Teruel

SALTO DEL PASTOR

Canarias

Vedi Eventi Speciali Rarissimo da osservare al di fuori delle Isole Canarie, dove è una pratica tradizionale, il salto del pastor canario consiste nell’uso acrobatico dell’asta che i pastori di queste isole utilizzano da tempi lontanissimi per aiutarsi ad avanzare in modo rapido e sicuro sul territorio diseguale e vulcanico. Il pastore non solo utilizza l’asta per per saltare da un lato all’altro di burroni e fossati, ma anche per aiutarsi a superare i diversi ostacoli del terreno, per catapultarsi in salita o, fissando l’asta in un punto sicuro e scivolando su essa, per scendere lungo le rupi a strapiombo. Esistono inoltre giochi di abilità molto scenografici. Durante Tocatì i pastori delle Canarie si esibiscono nell’antico Teatro Romano, con davanti la suggestiva veduta dell’ansa dell’Adige e del centro storico della città. L’asta utilizzata, detta lanza, non ha una lunghezza fissa, solitamente le dimensioni variano dai 2 ai 4 m. E’ composta di tre parti: il palo, un’asta di legno (di pino canario o di faggio, pino eucalipto). il regatón: punta di ferro o acciaio inserita ad un’estremità dell’asta con le dimensioni che variano dai 14 ai 38 cm di lunghezza. Anilla, collarín o bocal: è il rivestimento metallico collocato all’altra estremità dell’asta. La lancia richiede parecchie cure, e viene conservata su una serie di chiodi disposti su una parete a intervalli regolari per evitare l’inarcamento della lanza. . A cura di: Jurria Tenerra, La Palma (Tenerife)

TIRO DE PALO Giardini Piazza Indipendenza

Aragón SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Questo gioco, di origine contadina, è molto praticato in tutta l’Aragona. Il gioco inizia con i due partecipanti seduti per terra, uno di fronte all’altro, con le gambe tese e unite e le piante dei piedi su quelle dell’avversario. Il palo si pone alla stessa altezza dei piedi, in posizione orizzontale e la sfida consiste nel tirare il palo verso di sè facendo alzare l’avversario da terra. Anticamente si usava un manico di “jada”, però accadeva che si barasse impugnandolo con i polsi piegati al contrario. Per questo nella cittadina di Monreal del Campo si ideò un palo doppio con all’interno alcune asticelle di ferro per rinforzarlo. E’ un gioco molto “duro”, che implica un grande sforzo fisico: si gioca dopo aver riscaldato un po’ i muscoli e durante la sfida non si pemette di”pulsear” (tirare) per più di 30 secondi. Dopo questo tempo si considera nullo il tiro. Inoltre non bisogna mollare il palo di colpo per evitare che l’avversario scivoli indietro, battendo la testa per terra. A cura di: Club El Barron, Teruel

TUTA

Castilla y León Giardini Piazza Indipendenza

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Questo gioco ha molte denominazioni, non solo in Castiglia e León, ma in tutte le diverse Comunità Autonome.Le più conosciute sono tanga e tuta (Burgos),e poi tarusa (León), tanguilla (Soria), tángano (Salamanca), tango (Ávila). Anche gli elementi che si lanciano durante il gioco cambiano nome a seconda della località (tostón, doblón, tejo, tangos, duganes, petacos, tanguillo, chanflos, piezos, doblache, chaflán, chamflones). Il gioco, che richiede forza e abilità, risale all’epoca romana, e nel X sec. veniva praticato nelle province di Castilla e León, dove ancor oggi è molto diffuso e dove è stata costituita la Federación Regional de Deportes Autóctonos de Castilla y León. Il gioco consiste fondamentalmente nel lancio dei tostones (Tostón è un disco metallico, di ferro. Peso e misure dipendono dalle diverse categorie, per esempio nella Categoria Speciale: 95 mm e 700 gr). Fondamentalmente ci sono due modalià: parado (fermo), e en movimiento (in movimento). Il terreno deve essere di terra battuta o di sabbia. La chapa, che viene collocata sopra la tanga, deve avere le stesse caratteristiche di una moneta di venticinque pesetas (25-30 mm di diametro e spessore di 2 mm.) Si gioca a squadre in sedici turni. Ciascun giocatore disporrà di due tostones per turno. A ciascuna squadra spettano trentadue lanci per partita, cioè sessantaquattro tostones per squadra. A cura di: A.D. Los Frutos

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Viaggio nell’Italia che gioca mantenendo vive tradizioni millenarie. Chi sono e che cosa fanno le comunità dove il tempo libero viene speso nel divertimento, cercando di fare un punto in più dell’avversario. Andando a scoprire dove il gioco confina con lo sport, ma ha il grande vantaggio di non avere un rigido regolamento

AQUILONI Lungadige San Giorgio

Emilia, Lombardia, Veneto SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Nato probabilmente in Estremo Oriente circa 2.500 anni fa, l’aquilone fu inizialmente associato a motivazioni religiose, come attirare benevolenza dagli dei, o festeggiare le nascite, o il nuovo anno. Nel corso dei secoli, personaggi famosi hanno sperimentato gli aquiloni, come il matematico Archita di Taranto, Marco Polo, Benjamin Franklin, Alexander Graham Bell, Guglielmo Marconi, Baden Powell e i fratelli Wright (3 dicembre 1903 a Kitty Hawk volarono con un mezzo che era in realtà un aquilone a struttura cellulare con un motore). Oggi l’aquilone viene anche utilizzato per la ricerca scientifica, la rilevazione dei parametri dell’atmosfera e della meteorologia, per aerofotogrammetria e per trasmissioni radio. Negli ultimi tempi si sono sviluppate nuove discipline sportive che impiegano la forza del vento sfruttando un aquilone, come il windskating, il kite surf al mare o sui laghi, lo snow kite sulla neve con gli sci ai piedi, il buggy su prato o spiaggia con un apposito triciclo. A cura di: Anemos Kite Team, Negrar (VR); con la collaborazione di: Este team, Este (PD); Colori nel vento, Marcon (VE); Con tutto ciò che vola, Casinalbo (MO); Liberi di volare, Mogliano veneto (TV); Ludokites, Chiari (BS); Lupi volanti, San Martino Lupari (PD); Team Carnival, Lugagnano (VR); Team Valentinio, Osio di sotto (BG)

BIRILLI DI FARIGLIANO

Piemonte

Piazza delle Erbe Domus Mercatorum

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SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

La leggenda dice che il Gioco dei Birilli (o “dle bije”) fu ideato intorno al 1300 da Isabella Doria per risolvere con una competizione fra donne l’antico conflitto fra due fazioni di Fariglianesi: i Gesian e i Craciot che si contendevano il dominio sulla Piazza. E’ certo che in età medievale negli stati comunali sono riscontrabili notizie sul gioco dei birilli. Per tradizione a Farigliano questo gioco è riservato alle donne, con un unico uomo: l’arbitro. Alcuni storici ritengono derivi da un antico rito di fertilità. La tesi è supportata dal modo in cui vengono disposti i birilli, che sono otto ed hanno un’altezza di circa 80 cm, a cerchio con quello più alto in centro e in origine piantato in terra, in cui è facilmente individuabile un simbolo fallico. Se il birillo centrale, detto “re” o “nove” ed alto circa 90 cm., cade con la punta rivolta verso l’interno la giocatrice ottiene 9 punti, il massimo raggiungibile abbattendo un birillo che altrimenti vale un punto. Per giocare si usa la “rubata”, una boccia ogivale di legno d’olmo. Le giocatrici devono lanciare la “rubata” rimanendo al di là di una linea tracciata, detta “lizza”. Vince la coppia che per prima totalizza 24 punti. Se però li supera retrocede a 14, punteggio a cui vengono aggiunti i punti di supero. Il punteggio può essere modificato dall’abilità e destrezza della concorrente che, se mancano solo pochi punti per raggiungere i 24, dopo il lancio può correre per tentare di sostenere i birilli che cadono. A cura del Comune di Farigliano (CN)

BUREA S‘GEPERA Carreggiata Piazza Indipendenza

Veneto SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Questo antico gioco del trevigiano era molto in uso fino a qualche decennio fa. È stato recuperato dal Gruppo Alpini Ponte della Priola di Treviso. Prende il nome dai due elementi principali: burea che vuol dire birillo e s’gepera (si pronuncia con la g dolce, come in gelato) che è il disco di ferro utilizzato per i lanci. Il gioco consiste nell’abbattere dei birilli di forma cilindrica disposti a “T” rovesciata lanciando un disco in ferro (s’gepera) di diametro 76 mm, spessore 9 mm e peso variabile dai 320 ai 350 g. I nove birilli sono identificati da vari colori (giallo, verde, rosso e nero) ai quali corrispondono vari punteggi. Tirando il disco da una distanza prestabilita, se si abbatte il birillo rosso si totalizzano 8 punti, per il verde sono 6 punti, per il nero sono 4 punti, mentre per il singolo birillo giallo sono 2 punti. Nel caso venissero abbattuti più birilli, il punteggio sarà la somma di ogni singolo birillo (con valore di un punto), a prescindere dal colore. A cura dell’ Associazione Nazionale Alpini, sezione di Conegliano Ponte della Priula (TV)


CALCIO BALILLA

Emilia

Piazzetta Chiavica Portici Via Sottoriva

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Dagli anni Trenta, quando ha iniziato a diffondersi nel mondo, il Calcio Balilla ha riscosso solo successi. Generazioni di ragazzi e di adulti hanno vissuto appassionanti partite e continuano a sfidarsi. A Verona si chiama calcetto, e continua ad avere un largo seguito di appassionati. E’ l’unico gioco presente al Tocatì nel quale il pubblico può non solo partecipare ma anche prender parte a una competizione agonistica. E’ necessario però iscriversi, e c’è un limite al numero degli sfidanti, che occupano un’intera strada e hanno a disposizione molti tavoli. Quest’anno ci sarà anche un certo numero di tavoli su misura per i bambini più piccoli. A cura di A.S.D. Calcio Balilla Sport Brescello (RE)

CAMPANA DI LAMA MOCOGNO

Emilia

Via Pigna ang. Via Duomo

SABATO 10.00-18.30

Via Duomo

DOMENICA 10.00-18.30

Osteria Via Duomo

SAB/DOM 10.00-18.30

E’ un gioco molto antico, al quale alludeva probabilmente Ovidio quando scriveva “Bulae Clivum Labi” (scivolare sulla salita di una tavola). Nel secolo XVII era molto diffuso sui velieri, dove la campana veniva disegnata sulla tolda quando la nave era ferma in tempo di bonaccia. Durante il Tocatì viene presentato da un gruppo di giocatori del paese modenese di Lama Mocogno, dove è molto diffuso e viene praticato nei bar. Si gioca a coppie o singoli. Il gioco consiste nel lanciare su una tavola a forma di campana e suddivisa in scomparti (che sono in genere solamente disegnati) delle monete. La tavola di dimensioni 80 cm per 2 m di lunghezza circa, è posta sopra dei cavalletti ad un’altezza di 80 cm circa. Sulla tavola da gioco vi è disegnata un’altra campana dove sono rappresentati i punteggi. In genere la Campana viene suddivisa in settori ai quali vengono attribuiti punti da 1 a 10, e al supporto vengono attribuiti punti da 10 a 50. Il battaglio ha il punteggio più alto:100 punti. Chi lancia cerca di far fermare la moneta nei punti favorevoli. Vince chi raggiunge il maggior punteggio dopo le manches definite all’inizio. Per far scivolare meglio i tondelli di metallo, della misura delle vecchie 100 lire, si usa a volte la farina di fecola. A cura dell’Associazione sportiva dilettantistica Tolè 2000, Lama Mocogno (MO)

CARRARA Piazza Duomo

Sicilia SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

E’ ampiamente praticato a Monforte San Giorgio, in Sicilia, il bellissimo gioco della Carrara. Si tratta di un gioco a squadre che richiede una notevole visione strategica. Si utilizzano una boccia e nove birilli. Fa parte della grande famiglia dei birilli e ha molto in comune con analoghi giochi della tradizione spagnola, cui è assimilabile per le modalità di lancio. Nei secoli i birillli hanno avuto molti appassionati cultori. Per esempio, tra i personaggi più famosi - e insospettabili - c’è Martin Lutero, che giocava spesso ai birilli con la moglie. Anche sir Francis Drake era un accanito giocatore e la leggenda narra che abbia dato all’ultimo momento l’ordine di attacco contro le navi spagnole dell’Invincibile Armada, perchè era impegnato in una lunga partita a birilli sul ponte della sua nave. La parola birillo secondo il dizionario etimologico della Lingua italiana risale al 1797. Secondo gli stessi autori è del 1426 il termine siciliano “brigli”, che si trova per la prima volta proprio quell’anno a Palermo nel brano: “nullu ioco...nè a li nappi nè a lu rullu nè a li brigli”. Il gioco della carrara prevede che ogni giocatore, con due tiri successivi, cerchi di abbattere alcuni birilli. Vince la squadra che per prima totalizza esattamente 24 punti A cura dell’Associazione Sportiva Due Vale Attorno, Pellegrino (ME).

CARRETTINI A SFERA Piazzetta Tirabosco

Veneto SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Sono stati i cuscinetti a sfere a cambiare radicalmente i carrettini costruiti per gioco e a trasformarli in qualcosa di incredibilmente serio. Un hobby che coinvolge numerosi adulti e che li spinge a scegliere pezzo per pezzo prima di costruirsi un veicolo con cui lanciarsi in gare e

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spericolate discese. E malgrado ci sia chi indica i carrettini a sfere come antenati dello skate board, gli appassionati non prendono in considerazione questa definizione, e continuano a costruire le loro meravigliose macchine assemblando e riciclando pezzi di ogni genere. Quest’anno è ospite a Tocatì l’Associazione G.P. Novaglie, un’attiva comunità ludica che ha la particolarità di costruire “carretini” a sfere in legno, senza parti in metallo. Al G.P. Novaglie gareggiano un centinaio di appassionati. A cura di: G.P. Novaglie (VR)

CICLOTAPPO

Liguria

Piazza Duomo Loggia di Fra’ Giocondo

Sabato/Domenica 10.00-18.30

Ciclotappo è il nome con il quale è stato ufficializzato un gioco in passato molto diffuso fra i ragazzi di ogni regione. Si giocava con i tappi a corona delle bibite gassate su una pista disegnata con il gessetto in spiazzi all’aperto. I tappi, personalizzati all’interno con figurine di ciclisti, vengono fatti avanzare dai giocatori mediante uno scatto del dito per dar vita a una competizione che ha le caratteristiche di una corsa ciclistica. Esistono numerose varianti regionali del popolare gioco, sia per quanto riguarda i materiali usati, sia per le regole e le denominazioni. La Federazione ha codificato il regolamento e i campi di gara, e indice gare ufficiali. Durante il Festival si tiene una gara importante: Criterium Veronese. La Federazione Italiana Gioco Ciclo-Tappo, nata nel 1993 ad opera di Gualtiero Schiaffino organizza ogni anno il Campionato Italiano di Ciclo-Tappo che si struttura in varie tappe come un vero e proprio Giro d’Italia e ha dato luogo ad una attività ludico/agonistica vera e propria: una serie di Campionati Italiani, venti circoli affiliati in tutta Italia, un migliaio di tesserati. Nel corso di questo anni il ‘Giro’ ha toccato molte città italiane tra cui Genova, Roma, Bolzano, Padova, Pisa, Torino, Milano. In ognuna di queste occasioni il gioco ha suscitato l’interesse di molti curiosi, sia i “nostalgici” (i ragazzi di una volta) che i più giovani: tutti, improvvisatisi corridori ciclotappisti, hanno dato vita a sfide appassionanti. A cura della Federazione Italiana Gioco Ciclotappo

FERRO DI CAVALLO Lungadige Riva Battello

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Emilia SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

L’horse shoe è probabilmente un’evoluzione dal lancio del disco al quoit (piatto di metallo con un buco nel centro), affermatosi come gioco popolare in Inghilterra, dove risulta regolamentato per la prima volta nel 1869. Il lancio del ferro di cavallo competitivo vero e proprio è attestato invece nel 1910 nel Kansas (USA), ma presuppone una tradizione popolare diffusa tra i coloni anglofoni del nuovo mondo. Il campo di gioco del lancio del ferro di cavallo è di m. 10 x2 ed è suddiviso in tre aree: area di lancio di m. 3x2, area di gioco di m. 5x2 ed area di centro di m. 2x2 in mezzo alla quale è posizionato un perno in ferro, circondato da un perimetro segnato di m.1x1. Si gioca con ferri cavallo di peso variabile a secondo della categoria dei partecipanti. I punti vengono assegnati secondo i seguenti risultati del lancio: horse (quando il ferro inforca il perno) che vale 20 punti, touche-wood (quando il ferro colpisce il perno senza inforcarlo e ricade nell’area piccola di m1x1) punti 7, (se ricade nell’area grande 2x2 p.3), empty (quando il ferro non colpisce il perno) punti 0. Il gioco si svolge in cinque manches con 5 lanci a giocatore. A cura di G. S. Cavriago (RE)

LIPPA

Verona Piazza dei Signori

SABATO 10.00-18.30

“Correre come una lippa”, “andare come una lippa” sono espressioni ancora largamente in uso nel Nord Italia. La lippa, termine lombardo, è un bastoncino dalle estremità appuntite che da il nome ad un antico gioco popolare dalle origini incerte ma sicuramente antichissime. Lo studioso Marco Fittà ha identificato nel 2003 alcuni reperti egizi risalenti alla dinastia Lahun (XI / XII dinastia, 2205 a.C. 1778 a.C.). Con il termine lippa, (lombardo), il più diffuso in Italia, si definisce il gioco che in molte parti del veronese viene giocato con alcune varianti nelle regole e si chiama S-cianco (si pronucia con la esse sibilata e la ci dolce come ciliegie).Bisogna tornare indietro di qualche decennio per trovare ragazzini alle prese con la lippa sulle strade di tutt’Italia, sia pure con qualche inevitabile variante nelle regole e nel nome. E’ un gioco di squadra: la lippa viene lanciata da un battitore il più lontano possibile per mezzo di un bastone più lungo (mazza o manico), e la squadra avversaria cerca di eliminare il battitore prendendo al volo la lippa. Vince chi somma più punti, calcolati sulla distanza tra la base di partenza e il punto d’arrivo della Lippa. A cura dell’Associazione Giochi Antichi (VR)


MORRA

Aragona, Friuli,Trentino, Veneto

Vic. San Giovanni in Foro C.so Portoni Borsari, 17 c/o Informagiovani

SAB/DOM 10.00-18.30

Uno speciale permesso, “a tempo” consente ai giocatori di morra di uscire dalla clandestinità in occasione del festival. Abbiamo organizzato un incontro tra giocatori che provengono da diverse tradizioni: italiani e spagnoli della provincia di Teruel. Gli italiani sono friulani, veneti, trentini e lombardi, l’organizzazione è curata dalla Federazione Italiana di Morra nata a Sclemo (frazione di Stenico) che raccoglie circa duecento giocatori ed è stata costituita di recente. Velocità, astuzia e intuito sono indispensabili per questo gioco che il Manzoni fa praticare ai bravi nei Promessi Sposi. Ma ha origini più antiche. Secondo il dizionario spagnolo Espasa i romani chiamavano questo gioco “micare digitis” (scintillio di dita). La morra era giocata anche da egizi e greci e oggigiorno è diffusa in tutto il Mediterraneo. Per giocare, i due avversari tendono simultaneamente le mani indicando un numero con le dita, e gridano un numero da zero a dieci. Vince chi ha detto il numero che corrisponde alla somma delle dita, ma se entrambi i dichiaranti indovinano, oppure sbagliano, la giocata è nulla. Per evitare errori nella conta dei punti, si ricorre spesso a osservatori che tengano i punti di una squadra sulla mano destra e dell’altra sulla mano sinistra. A cura di: Federazione Italiana Gioco Morra, Italia; Club El Barron, Teruel (Spagna)

PALET Giardini Piazza Indipendenza

Valle d’Aosta SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Pare addirittura che un gioco molto simile al Palet venisse praticato già ai tempi di Omero. In Valle d’Aosta alcuni scritti documentano come intorno all’anno 1450 nel villaggio di Antagnod, nel Comune di Brusson, un gruppo di valligiani armatisi di pietre “incominciarono il gioco dei palet”. Nell’anno 1969 nasce l’Associazione Valdostana Gioco dei Palet. Oggi i giocatori di Palet in italia sono circa un migliaio, e si trovano in Val d’Aosta e sull’Appennino. I palet sono due dischi di acciaio del diametro di 8/12 cm ed uno spessore da 0,5 a 3 cm. Il gioco si pratica su terra battuta o erba, e consiste nel lanciare su di un campo di gioco precedentemente tracciato il pallino e successivamente il palet. Si aggiudica il punto il giocatore che ha lanciato il palet più vicino al pallino. Le disposizioni per il gioco sono dettate da un regolamento approvato dall’Associazione Valdostana. La regione Valle d’Aosta è probabilmente l’unica in Italia ad aver promulgato una legge (n.53 dell’11/8/1981) a tutela dei giochi tradizionali (Fiolet, Palet, Rebatta e Tsan). A cura dell’Associazione Valdostana Joa di Palet

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PALLA ELASTICA DI PARIANA Via Viviani

Toscana SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Praticato in una frazione delle Alpi Apuane, nel nord della Toscana, il gioco della Palla elastica di Pariana fa parte della grande famiglia dei giochi di palla elastica, che ai primi del Novecento hanno appassionato il pubblico degli sferisteri, prima che il calcio divenisse lo sport più popolare. Palla elastica di Pariana si gioca a squadre, che si dispongono sui rispettivi campi (campo di battuta o di ricezione). Identificato il battitore del primo gioco si comincia la partita. La palla viene lanciata nel campo avversario con un colpo a mano aperta e la squadra in ricezione dovrà cercare di ribatterla cercando di rilanciare la palla il più lontano possibile. La gara comincia con la realizzazione delle 2 “cacce”. La caccia è una marcatura fatta sul campo per identificare il punto dove la pallina viene fermata dopo che ha compiuto almeno due balzi e quindi non è più giocabile. E’ considerata palla ferma quando un giocatore modifica il corso della palla invertendone il senso di percorrenza. La squadra in battuta deve realizzare due cacce quindi si inverte il campo; se una delle due squadre ha un punteggio pari a 40 basta realizzare una sola caccia. A cura dell’Associazione Storica Palla Elastica, Pisa

PAORGIU (trottole)

Sicilia

Piazza delle Erbe Loggia di Fra‘ Giocondo

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Abituati alle trottole moderne con meccanismo a stantuffo, i bambini d’oggi non sanno che, anticamente, le trottole in legno con punta metallica venivano messe in movimento srotolando


velocemente una cordicella. Un gesto che richiedeva abilità e prontezza di riflessi. Ci si poteva esibire in gare con le trottole, sfidandosi a chi avrebbe fatto girare più a lungo la propria. A Novara di Sicilia, uno dei cento borghi più belli d’Italia, i trottolai sono numerosi e abilissimi nel giocare a Spacca Paorgiu, sfidandosi secondo antiche regole. Le trottole vengono lanciate con grande forza l’una contro l’altra e sono sottoposte a sforzi incredibili, fino a che una delle due si spacca. Con effetti che risultano davvero spettacolari. A cura del Comune di Novara di Sicilia (ME)

PENACIO Piazza Nogara

Veneto SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Il gioco del Penacio ha origini antichissime e pare che i cinesi lo conoscessero già duemila anni fa e che i romani lo chiamassero “palla regalata”. E’ della stessa famiglia del volano e dell’inglese “Badminton”, importato dall’India in Gran Bretagna alla fine dell’Ottocento, come il tennis. Giocato con rudimentali strumenti, il penacio del veneto ha, rispetto ai più illustri parenti, un regolamento semplificato a causa delle povere condizioni di vita e di gioco dalle nostre parti ad inizio ‘900. Nei paesini di Breonio e Gorgusello si è sempre praticato questo gioco come puro passatempo, senza il conteggio dei punti. Si è comunque definito una sorta di regolamento che permette di renderlo agonistico nel rispetto dei caratteri tradizionali tramandati nel tempo. Due giocatori palleggiano un penacio impugnando una batarela, ossia una rudimentale racchetta costruita con un’asse di legno dall’estremità assottigliata per facilitarne la presa. Le dimensioni della batarela non sono importanti, ogni giocatore costruisce la propria. Ovviamente una racchetta larga permetterà di colpire il penacio più agevolmente, ma sarà più pesante e difficile da maneggiare. Il penacio è costruito con un tappo di sughero o un cilindretto di legno del diametro di circa 2 cm, con due o tre piume d’ala di gallina infilate a una delle estremità, mentre l’altra, destinata ad essere colpita, risulta arrotondata. Le piume servono per far capovolgere il penacio una volta colpito e per garantirne una direzione uniforme durante il volo. A cura di Pro loco Breonio (VR)

PIZZICANTÒ

Molise

Vedi Eventi Speciali

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Il Pizzicantò è un gioco rituale molisano molto legato alla tradizione religiosa e diffuso in varie aree del nostro meridione: nel napoletano era detto pizzichendò, a Palermo la vara. Con ogni probabilità si diffuse in queste regioni durante la dominazione spagnola. Infatti in Spagna il gioco delle “torri umane” è conosciuto dal XVII° secolo, ed è diffuso soprattutto nella regione della Catalogna. I castells spagnoli sono formati da molti piani, solitamente nove (vedi giochi spagnoli). A Castellino del Biferno è molto popolare e alla sera del 13 giugno, festa di Sant’Antonio da Padova, si gioca a fare il pizzicantò ( o Pizzichentò). Il tredici è il numero sacro di Sant’Antonio, dispensatore di tredici grazie al giorno, e al quale sono dedicati i tredici giorni dal 31 maggio al dodici giugno, mentre il 13 giugno è la festa del Santo. A condurre il gioco sono dunque gruppi di tredici persone, che, secondo la tradizione, formano le piramidi umane seguendo uno schema che prevede tre piani costituiti da 7 + 4 + 2 giocatori, raggiungendo un’altezza di circa quattro metri e mezzo. Al centro delle piramidi umane è posta una pertica di legno alla quale i pizzicantari, si aggrappano. Le torri, una volta formate, sfilano girando su se stesse con armonia e compiono un percorso lungo un centinaio di metri. Per darsi un ritmo nel roteare i giocatori cantano rime che contengono ammonimenti tra chi sta ai piani inferiori e chi sta a quelli superiori, incitandosi a vicenda a non perdere l’equilibrio. Chi cede provoca il crollo della torre: la botta. Ecco il testo del ritornello:“O vui ca state da sutta / tinitine forte ca ‘terra cadimo / si cadimo pigliamo ‘na botta / Pizzicandò ‘ndò ‘ndò. / O vui ca state da supa / Tinitivi forte ca ‘terra cadite / Si cadite pigliate ‘na botta / Sabatu ‘a sira, duminica notte.” Associazione Culturale Popolare Pizzicantò, Castellino del Biferno (CB)

RULLETTO Alzaia di Lungadige San Giorgio

Marche SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Le origini del gioco del rulletto vengono fatte risalire al XIX secolo. Si tratta comunque di una derivazione della più conosciuta ruzzola la cui presenza è attestata nelle contrade marchigiane, toscane e umbre già nel XVI secolo, e che secondo alcuni studiosi dei giochi tradizionali veniva usato già dagli etruschi e dai romani. Il rulletto consiste in un disco di legno (diametro di cm. 17 spessore di cm. 7, con un peso minimo di Kg 1,5) da lanciare con l’ausilio di una fettuccia o di uno spago realizzato in qualsiasi materiale, spessore o lunghezza, che può esssere legato al polso


o al dito. Il campo di gioco è la strada oppure una pista con fondo liscio che permette la corsa del rulletto.Il gioco, ora divenuto a tutti gli effetti uno sport, si svolge individualmente, a coppie, a terne ed a squadre, e consiste nel lanciare l’attrezzo il più lontano possibile. Vince la partita il giocatore o la formazione che a parità di lanci copre la maggiore distanza. II rulletto non può essere rimosso dal punto di arresto prima di essere segnato dall’arbitro. Quando esce fuori del campo di gioco, viene rimesso in campo dall’arbitro che lo colloca sul ciglio della strada secondo l’asse perpendicolare alla mezzeria stradale. Non è ammesso rimuovere ostacoli sul campo. A cura di A. S. D. Ruzzola Castelplanio (AN)

S’ISTRUMPA (lotta)

Sardegna

Piazzetta Pescheria Loggetta Prefettura

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Il termine secondo Wagner, studioso di lingua sarda, deriva da istrumpare, strumpare o strampare che significa buttare a terra rumorosamente. Tramandata per millenni con la pratica e con i racconti, s’istrumpa ha conservato le sue regole e le sue tecniche anche per il fatto che le popolazioni del mondo agro-pastorale sardo erano poco permeabili a influssi delle culture esterne. Veniva praticata in tutta la Sardegna con forme e regole abbastanza simili: “a manu a inthu”, “inthu po inthu”, “inthu partiu” ecc. Tutti questi stili utilizzavano le stesse tecniche di gamba, di sollevamento, di trazione, di spinta e proiezione. In genere, nella Barbagia di Ollolai, prima di combattere ci si metteva d’accordo per la presa a polso per non strappare i pantaloni. Le doti richieste sono la destrezza, la velocità d’esecuzione, l’equilibrio. In passato le occasioni per cimentarsi a s’istrumpa erano molteplici: feste campestri, tosature, vendemmie, trebbiatura, matrimoni, visita di leva e raduni militari. Fino agli anni ’60 i tornei più carichi di significato si svolgevano in occasione delle feste campestri e delle visite di leva quando, i giovani si cimentavano nella lotta per tenere alto il prestigio del proprio comune. Nel 1985 si decise di organizzare il primo torneo di questa antica lotta. Nel 1994 fu costituita la “Federazione S’Istrumpa” e nel ’95 si entra a far parte della FILC (Federazione Internazionale di Lotte Celtiche). Nell’aprile dello stesso anno la Federazione S’Istrumpa partecipa per la prima volta ai campionati europei svoltisi a Carhais in Francia nello stile Back Hold (uno stile identico alla nostra lotta istrumpa). A cura della Federazione S’istrumpa, Ollolai (NU)

SONI

Veneto Piazza Nogara

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Occhio e mira sono indispensabili per questo gioco dalle origini misteriose tuttora molto apprezzato nelle valli della Lessinia, in particolare a Sant’Anna del Faedo e a Bosco Chiesanuova. Ricorda, per modalità di gioco per gli attrezzi usati, altri tre giochi: birilli, piastrelle e baccalin. Un gioco simile si trova anche tra le provincie di Padova e Treviso, dove i birilli da abbattere sono detti “zoni”. Un Ludus ad Zonos o Ludus Zonorum è testimoniato a Venezia nel 1271 e nel 1290 dalla lapide settecentesca presso la chiovere di San Rocco. Nella celebre stampa del Mitelli, del 1702, il gioco “zun” è illustrato con uomini intenti a giocare a birilli. Il gioco consiste nel lanciare quattro piastre metalliche cercando di far cadere quattro birilli di legno, posti su supporti metallici a una dozzina di metri di distanza dal giocatore. Le piastre, urtando birilli, supporti o base, producono suoni diversi, utilizzati per determinare il punteggio. A cura del Gruppo Alpini Bosco Chiesanuova (VR)

TIRO ALLA FUNE Porta Borsari

Emilia SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Per un giorno rivivranno i suoni, le emozioni e l’intensità di uno dei giochi più antichi. Lo scontro del bene e del male negli eventi quotidiani, nelle forze della natura che condizionano l’esistenza dei popoli viene rappresentata in molti paesi per mezzo di una “lotta alla corda” rituale. Tra le tribù esquimesi del Canada, c’è l’uso di formare due squadre, una rappresenta l’autunno e l’altra l’inverno: dal risultato del tiro alla fune si traggono predizioni su come sarà l’inverno. Nell’antica Grecia, nei giochi olimpici il tiro alla fune era praticato sia come attività sportiva autonoma, sia come esercizio di allenamento per altre discipline. Il tiro alla fune è stato sport olimpico dal 1870, eliminato poi nel 1920 per una delibera del comitato olimpico internazionale. Oggi il tiro alla fune fa parte delle comuni competizioni di forza. A cura della Federazione Italiana Tiro alla Fune (FE)

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Tocatì apre quest’anno una sezione dedicata ai nuovi giochi di strada. Perchè la strada è luogo di incontro e di scambio. E’ uno spazio fluido, dove tutto può accadere e dove le dinamiche interpersonali portano ad azioni e reazioni. E’ una dimensione in continuo mutamento, dove creatività, estro e agilità danno vita di continuo a nuove azioni ludiche.

FRISBEE Piazza San Giorgio

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Verso la metà degli anni ’70 si diffonde negli USA un gioco con un disco di plastica, ispirato ad un passatempo degli studenti della Yale University che si divertono a lanciarsi un vassoio di metallo per torte della ditta Frisbie. Il gioco si afferma rapidamente anche in Europa e diventa disciplina sportiva con ben sette specialità individuali (free style, frisbee golf, discathon, distanza, precisione, sospensione, throw run catch) e tre specialità di squadra (double disk court, guts e ultimate, la specialità più diffusa a livello sportivo, che si gioca con un flying disk con un diametro di cm. 27/30 e dal peso tra i 165 e 175 grammi). Il gioco consiste nel confronto tra due squadre di sette giocatori, senza l’ausilio dell’arbitro. Il campo di gioco di norma è di m 105x35, suddiviso in tre aree: una di m. 55x35 e due di meta di m. 25x35 ciascuna. I giocatori devono entro 10 secondi lanciare il disco ad un compagno e quando il disco viene ricevuto al volo nell’area di meta avversaria si realizza un punto. All’inizio della partita le squadre si schierano sulla propria linea di meta ed il lancio viene effettuato dal lanciatore della squadra attaccante verso il campo avversario, mentre i compagni scattano avanti per afferrare il disco. Ad ogni meta realizzata, la squadra che ha subito la meta rimette in gioco il disco dopo un cambio campo. Il giocatore in possesso del disco (lanciatore) non può camminare o correre, ma solo ruotare su un piede di appoggio (piede perno) senza spostarlo o cambiarlo (se lo fa incorre nel fallo), gli altri sei giocatori (ricevitori) possono correre per la ricezione del lancio che deve avvenire dentro il perimetro del campo di gioco, divenendo a loro volta lanciatori quando entrano in possesso del disco. Non sono ammessi i contatti fisici, sanzionati con il fallo, chiamato dal giocatore che lo ha subito. Nel caso di falli, intercettazione del lancio e lanci fuori campo, atterraggio del disco nel campo di gioco senza ricezione, il turno passa alla squadra avversaria. Vince la partita chi raggiunge per primo i 15 punti con due punti di vantaggio A cura di A. S. D. Flying Disk Milano (MI)

PARKOUR 26

Vedi Eventi Speciali Il Parkour è l’arte di sapersi spostare. Il principale obiettivo di questa disciplina è quello di raggiungere la padronanza del corpo e della mente per superare gli ostacoli che ci circondano. I praticanti del parkour, chiamati “traceurs” ovvero “creatori di percorsi”, aspirano a superare in modo creativo, fluido, atletico ed esteticamente valido le barriere naturali o artificiali che si trovano sulla loro strada. Per riuscirci utilizzano corse, salti, volteggi, cadute e arrampicate. Ma il parkour non è solamente un puro esercizio fisico, perché il confronto con gli ostacoli materiali spinge il traceur alla scoperta dei suoi limiti e quindi del suo essere all’interno dell’ambiente che lo circonda. Affrontando la paura spesso ci si accorge che le nostre potenzialità vanno oltre i confini che diamo per scontati. Per questo il parkour è sia uno sport sia una filosofia di vita quotidiana. Il padre riconosciuto di questa disciplina è il francese David Belle che verso la fine degli anni ‘80 iniziò a praticare in un ambiente urbano (precisamente a Lisse, un sobborgo di Parigi) le tecniche apprese giocando da bambino nei boschi della campagna francese. Da allora questo sport ha fatto proseliti nel mondo, soprattutto in Francia e Inghilterra. Il portale italiano di riferimento per questo sport è www.parkour.it, con l’ obiettivo di creare una community dove condividere idee, opinioni e il meglio delle produzioni multimediali di tutte le crew, per contribuire alla crescita del movimento parkour nel nostro paese A cura dell’Associazione Italiana Parkour


Ragazzi di ieri e di oggi si ritrovano nel tempo senza tempo che scandisce il gioco. Tutti gli adulti che conservano nel cuore un pezzo di fanciullezza provano uno scatto d’entusiasmo per un tiro ben riuscito, la sorpresa per l’azione fortunata e la voglia discatenarsi come un bambino. In questa sezione, condotta da animatori, c’è spazio per tutti gli appassionati, ma non ci sono comunità ludiche.

BIGLIE Piazza Nogara

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Fra le mani dei bambini italiani del Dopoguerra, in aggiunta alle biglie di terracotta, arrivano i tappi a corona, le sferette in acciaio dei cuscinetti (a sfera, appunto), o quelle in vetro ricavate dalle bottiglie di gassosa. Un’evoluzione, o meglio, un adattamento alla spiaggia del gioco con i coperchini sono a partire dagli anni Sessanta le biglie in plastica, fenomeno che pare tutto italiano: con tanto di ciclista incorporato possiamo rivivere le memorabili sfide di corridori del passato. La Compagnia delle biglie ripropone il gioco su circuito con biglie in vetro o terracotta che ha, in passato, animato marciapiedi e cortili con piste disegnate con un gessetto o con costruzioni realizzate in sabbia o ghiaia, utilizzando coppi e mattoni per delimitarne la carreggiata. A cura della Compagnia delle biglie, Associazione di Cultura ludica–educativa “Epursimuove”, Ravenna

CAMPANA/SETTIMANA Piazza Nogara

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Giocato in tutto il mondo con innumerevoli varianti, il gioco della campana o settimana o mondo era già noto in epoca romana (ne è stato trovato lo schema su un marciapiede del foro romano). E’ un gioco di agilità che si può fare da soli, in due o più persone.Si utilizzano vari tipi di schema e varie regole, diverse a seconda delle regioni. Nel 1957 l’antropologo Cleto Corrain ha classificato il campanon che giocavano i bambini del Polesine: ne esistevano quarantaquattro tipi. Nella versione più semplice si gioca gettando la piastrella nello spazio numerato e saltando con un solo piede, finchè si arriva la casella dove si recupera la piastrella e, sempre senza posare entrambi i piedi a terra, si saltella ritornando fuori dal tracciato. Pare che questo gioco abbia origine da un’antica pratica astrologica che mimava le peregrinazioni dei defunti. A cura dell’Associazione Giochi Antichi in collaborazione con il Liceo Socio-Psicopedagogico C. Montanari

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CERBOTTANA Volto Fontane

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Il termine cerbottana deriva da una parola araba, zarbatana, che indicava un’antica arma composta da un lungo tubo (anche tre metri) utilizzato per lanciare soffiando pallottole di argilla e piccole frecce. Arma letale in Oriente, in Amazzonia e nei romanzi di Salgari (dove le freccette erano sempre avvelenate con il curaro) la cerbottana dalle nostre parti è fortunatamente soltanto un classico gioco da ragazzi. Si può costruire anche con un semplice foglio di carta arrotolata a tubo ed è subito pronta per lanciar “pirole”. Si tratta delle classiche munizioni “fai da te”, che vengono costruite con pezzi di carta di giornali di circa venti centimetri di lunghezza e quattro di larghezza, arrotolati a forma di cono. Nel nostro laboratorio a cielo aperto trovate l’occorrente per costruire la vostra cerbottana, e subito accanto le postazioni di lancio per vedere chi riesce a colpire i bersagli colorati che abbiamo messo nel fiume A cura dell’Associazione Giochi Antichi (VR)

FIONDA Lungadige Donatelli

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

La “frombola” o “fionda del pastore” era formata da due pezzi di corda o da due cinghie di tessuto o di cuoio, collegati all’estremità di un pezzo di cuoio concavo, che fungeva da borsa in cui deporre la pietra da lanciare. L’estremità di una delle due cinghie terminava con un anello in cui si infilava un dito; l’estremità dell’altra cinghia veniva stretta dal pollice contro il pugno. Il tiratore faceva roteare il tutto sopra la testa due o tre volte e poi lasciava andare il capo trattenuto


con il pollice e la pietra partiva per la “tangente”. Con l’invenzione della gomma, la frombola è diventata quella che tutti i ragazzi chiamano fionda, ovvero la “fionda ad elastici”,da costruire con una forcella di legno a forma di Y e nastri di gomma ricavati da una camera ad aria . A cura di: Associazione Giochi Antichi in collaborazione con il Liceo Socio-Psicopedagogico C. Montanari

SALTO DELLA CORDA Piazza Nogara Portici Cortile del Tribunale

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Il salto della corda è un divertimento molto antico, che richiede agilità e resistenza. Nel secolo scorso giocavano alla corda soprattutto le bambine, oggi la corda viene usata anche nelle palestre e dai pugili. Si può giocare da soli o in gruppo, con una corda più o meno lunga, che vien fatta ruotare e che bisogna saltare con particolari modalità (piedi uniti, piedi alternati, piedi incrociati ecc). Nel saltare spesso ci si accompagna con una filastrocca, e in ogni regione e dialetto conosce diverse varianti. La corda usata per giocare in genere ha i manici di legno. Nella stagione del luppolo si può usare un ramo di luppolo privato delle foglie. A cura dell’ Associazione Giochi Antichi in collaborazione con il Liceo Socio-Psicopedagogico C. Montanari

SASSETTI Piazza Nogara Portici Cortile del Tribunale

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Deriva dall’antico gioco degli Astragali, che veniva fatto con gli ossicini del tarso di piccoli animali. Nato probabilmente in Asia, si è diffuso in tutto il mondo: dalla Russia alla Polinesia fino alle regioni polari, dove gli eschimesi giocano con ossicini di delfino. Sofocle attribuisce l’invenzione degli Aliossi a Palamede sostenendo che questi ne avrebbe insegnato l’uso ai soldati greci durante la guerra di Troia. Si può giocare anche con cinque sassolini (in veneto sassetti) o con monetine o semi. Il gioco consiste nel lanciarli in aria cercando di ottenere determinate combinazioni. Il modo più “classico” è cercare di farli ricadere tutti sul dorso della mano. Oppure si possono lasciare a terra quattro sassolini e se ne lancia in aria uno solo, chiamato “padre”: prima che ricada, bisogna cercare di afferrare uno dei sassolini a terra e poi riprendere al volo “il padre”. Poi, accantonato il primo sassolino, si rilancia “il padre” e si cerca di afferrare un secondo sassolino da terra. Il giocatore più abile raccoglie tutti i sassolini senza mai far cadere a terra “il padre”. Esistono varie figure: dei due, dei tre, sotto l’arco, le scuderie, il rospo nel buco, saltare la fossa. A cura dell’Associazione Giochi Antichi in collaborazione con il Liceo Socio-Psicopedagogico C. Montanari

Chi vive sulle coste del Mediterraneo di Levante è avvezzo a considerare la strada uno spazio di naturale espansione, dove si può stare seduti a guardare chi passa e chiacchierare come in un salotto. Oppure esercitare la mente rimanendo fermi per ore a bere caffè e a giocare a scacchi

BACKGAMMON Via Portici Loggia Via Portici

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Incerte sono le origini di questo gioco e le leggende che lo circondano servono solo a confondere le tracce. Quello che è certo è che i Romani adoravano giocare ad un gioco chiamato Duodecim scripta (di cui si parla più avanti), i cui principi fondamentali corrispondono a quelli del backgammon moderno. Con il tempo, i Duodecim scripta divenne la Tabula, che somiglia ancora di più al nostro gioco attuale, e che si diffuse in tutta l’Europa con il nome di Tavola. Tra gli altri, la leggenda attribuisce la paternità della tavola reale ad Ardshir, primo re della dinastia dei Sasanidi, che regnò in Persia nel III secolo. Una leggenda indiana indica invece nel saggio Qaflan l’inventore di questo gioco. Comunque sia, è interessante supporre che l’inventore si ispirò probabilmente al ciclo annuale. La tavola del Backgammon è composta di 24 frecce che


corrispondono alle 24 ore della giornata; le dodici frecce di ogni metà corrispondono ai 12 mesi dell’anno, e i 30 gettoni ai giorni dei mesi. Si può andare ancora più lontano con le analogie e trovare corrispondenze tra il giorno e la notte ed i due dadi il cui tiro determina le mosse dei gettoni, e ancora fra i 7 giorni della settimana (ed i 7 pianeti allora conosciuti) ed il totale dei punti figuranti sulle facce opposte dei dadi (1 e 6, 2 e 5, 3 e 4). Ma tutto ciò è pura congettura e non ha importanza. Quello che conta, è che nel corso dei secoli il Backgammon è andato diffondendosi nei quattro angoli del mondo e che, probabilmente, non è mai stato tanto popolare come oggi. A cura del Backgammon Club Venezia (VE)

CARROM Corte Sgarzerie

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Carrom è un antichissimo gioco orientale di abilità e strategia simile al biliardo. Da secoli viene praticato in paesi come Sri Lanka, Yemen, Bangladesh, India, Nepal, Afghanistan e Birmania, tanto che tra i numerosi nomi (Carom, Carroms, Carrum, Karum, Carum, Karambal) ha anche quello di carambola birmana. Difussismo soprattutto in India, dove ha conquistato centinaia di milioni di giocatori e raggiunto livelli di professionalità e tecnica elevatissima e dove nel 1956 è nata la prima organizzazione ufficiale di Carrom, la All India Carrom Federation con le prime regole scritte. I primi tornei sono stati organizzati negli anni ‘60. Ma solo nel 1988 i rappresentanti di numerosi stati si sono riuniti nella International Carrom Federation. La Federazione Italiana Carrom è nata nel 1995 grazie all’entusiasmo di pochi appassionati. Ha lo scopo di diffondere il gioco tramite manifestazioni ludiche, esibizioni e piccoli tornei diretti ai principianti. Coordina le attività di clubs e ludoteche anche dando in prestito il materiale e organizza tornei su scala nazionale ed internazionale. Il Carrom si gioca su tavoli decorati di circa mezzo metro, spingendo piccole pedine cilindriche che scivolano sul piano di gioco.Appassiona uomini, donne e bambini di tutte le età e si gioca in due o in quattro. Lo scopo del gioco è di imbucare le proprie pedine colpendole con lo “striker”. Non serve la stecca, bastano le dita. A cura della Federazione Italiana Carrom (ROMA)

DAMA Chiostro dei Canonici (Duomo)

SABATO/DOMENICA 10.00-18.30

Sulle origini di questo gioco si trovano tracce che risalgono a diversi millenni fa, e in diverse civiltà e culture. Sono stati ritrovati reperti nelle piramidi egizie, nell’antica Cina; quelli più vicini a noi risalgono alla Grecia, dove si giocava la “petitia”, con regole simili a quelle attuali. Nella Roma imperiale troviamo il “latrucoli” e varie sono le testimonianze in tutte le epoche e in tutti i paesi, con numerose varianti. A differenza degli scacchi, riservati (nell’antichità) a una ristretta cerchia di “aristocratici”, la dama ha avuto grazie alla semplicità delle sue regole, e ai minori costi, una diffusione più popolare. Per uniformarla e permettere incontri mondiali, nel 1947 e’ nata la Federazione Mondiale (F.M.S.D) alla quale ha aderito anche l’Italia con la F.I.D. gia’ presente dal 1924, per promuovere e organizzare incontri ai massimi livelli. Dal 1994 la F.I.D. Entra a far parte del C.O.N.I e la dama viene riconosciuta come “Sport della mente”. A cura del Circolo Damistico Unicredit Verona (VR)

SCACCHI Piazzetta Santa Cecilia Via Rosa c/o Circolo Dipendenti Unicredit

SAB/DOM 10.00-18.30

Pare gli scacchi abbiano avuto origine in un gioco indiano chiamato chaturanga , parola che in sanscrito ha riferimenti con i quattro elementi di un esercito: elefanti, cavalli, carri e soldati di fanteria. Il gioco si è diffuso nel Mediterraneo grazie agli arabi ed è infine giunto in Europa nell’VIII secolo. Il gioco degli scacchi attualmente in uso segue le regole codificate dalla Fédération internationale des échecs, fondata a Parigi nel 1924. Gli scacchi vengono considerati il “gioco reale”, non solo perché occupavano un rango di primo piano tra gli svaghi intellettuali della cultura occidentale, ma anche perché, già anticamente facevano parte dei passatempi dei re e dei nobili dell’Europa feudale. E’ un gioco “da strateghi”: la fantasia, la concentrazione, la destrezza nel prevedere gli eventi sono qualità indispensabili per un buon giocatore di scacchi. A cura del Circolo Scacchistico del Dopolavoro Ferroviario di Verona in collaborazione con altri circoli cittadini

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GIOCHI SPAGNOLI


LA NOTTE DEL PONTE POSTUMIO Riva sx: Giardini della Giarina, in prossimità del Teatro Romano

INAUGURAZIONE VENERDÌ 21.30 INSTALLAZIONE NEI TRE GIORNI DEL FESTIVAL

Gran festa venerdì sera per l’inaugurazione del Ponte Postumio, con una fiaccolata sul fiume, con l’accompagnamento della Big Band Ritmo Sinfonica e un “combattimento” tra aquiloni che si svolge dove un tempo venivano organizzate le battaglie navali. L’installazione del Ponte Postumio (vedi sezione installazioni/esposizioni), lunga 102 metri propone un percorso fortemente simbolico, che vuole ricordare a tutti com’era l’antica pianta della città, con l’asse principale sul decumano, costituito dall’antica via Postumia che univa Genova ad Aquileia, e passava sotto il Teatro Romano. In questo modo si ricrea lo spazio ludico più antico della città, che era compreso tra ponte Pietra e lo scomparso ponte Postumio, dove sembra si svolgessero le naumachie, battaglie navali sull’Adige. Il programma Aquiloni illuminati è a cura di Anemos Kite Team Verona che coordina anche l’attività di altre squadre (vedi aquiloni in giochi italiani). La fiaccolata sul fiume, con una quarantina tra canoe e altri tipi di imbarcazioni, parte dal Ponte di Castelvecchio e percorre il tratto di fiume che la separa dal “Porto della Giarina” dove termina la corsa. È organizzata da Canoa Club Verona e Canoa Club Pescantina in collaborazione con A.G.A.

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SCACCHI GIGANTI Piazza delle Erbe

VENERDÌ 21.30

Hanno un fascino speciale le pedine degli scacchi giganti. Sono alte come un bambino, e si muovono su una speciale pavimentazione allestita in Piazza delle Erbe. Per dare a tutti l’emozione di entrare davvero in una partita e cogliere i segreti di uno dei giochi più difficili del mondo. A cura del Circolo scacchistico del Dopolavoro ferroviario di Verona, in collaborazione con altri circoli cittadini

PARKOUR Strade del Festival

VENERDÌ 23.00 SABATO 12.00

E’ il più spettacolare dei nuovi giochi di strada, e richiede non comuni doti atletiche. I traceur, così si chiama chi pratica questo gioco, in due diverse occasioni, di giorno e di notte, attraverseranno la città superando gli ostacoli con tecniche al liminte dell’incredibile. In collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Verona

SALTO DEL PASTOR All’interno del Teatro Romano

Pastori acrobatici-Canarias SAB/DOM 12.00/16.00/18.00

La cavea del Teatro Romano è l’eccezionale sfondo per una delle realtà ludiche più particolari presenti a Verona. Si tratta del gruppo di pastori delle Isole Canarie che, con pali lunghi circa quattro metri, si esibirà in salti acrobatici. (vedi sezione giochi spagnoli)


III TROFEO INTERNAZIONALE DI LIPPA Piazza dei Signori

SABATO 9.00-19.00 QUALIFICAZIONI

Piazza dei Signori

SABATO 21.30 FINALISSIMA

Per il terzo anno consecutivo Verona ospita il torneo internazionale di Lippa, che vedrà confrontarsi nella centralissima Piazza dei Signori otto squadre, selezionate tra le più competitive in Italia: Mantova, Brescia, Cesa di Atella (CS), Mede (PV), Verona, Sardegna e all’estero: Pirano (Slovenia), Pola (Croazia), Anglesola (Spagna). Sabato 23 settembre 2006 si disputerà “IIITrofeo Internazionale di Lippa”, e le squadre si misureranno in un gioco che ha visto generazioni di ragazzi crescere giocando in strade e piazze. S-ciancòl, Mazza e Pivezo, Ciaramela, Pandolo (Slovenia e Croazia), Billarda (Galizia, Spagna) e S-cianco; sono i nomi con cui è chiamata la Lippa (vedi sezione giochi italiani) nelle città che parteciperanno a questo “III Trofeo Internazionale di Lippa”. Nelle precedenti edizioni, ha vinto nel 2004 la squadra Cesa Atella, nel 2005 quella di Verona. A cura dell’Associazione Giochi Antichi (VR)

CASTELLS

Torri umane-Cataluña

Piazza Bra

SABATO 11.00

Piazza Santa Anastasia

SABATO 17.00

Piazza delle Erbe

SABATO 22.30

Piazza Nogara

DOMENICA 12.00

Piazza Duomo

DOMENICA 17.00

Il più spettacolare e suggestivo gioco spagnolo (vedi sezione giochi spagnoli) si svolge in luoghi diversi e ad orari fissi. Centotrenta abilissimi Castellers, giunti apposta dalla Cataluña, costruiscono altissime torri umane, secondo un’antica tradizione, simile a quella italiana del Pizzicantò. Il gioco, nato nel secolo diciottesimo, in Spagna è molto diffuso e viene praticato da centinaia di appassionati. Il gruppo presente a Verona si chiama Colla de Sant Feliu de Llobregat.

PIZZICANTÒ

Torri in movimento-Molise

Piazza Bra

SABATO 10.30

Piazza Erbe-Santa Anastasia

SABATO 16.30

Via Cappello-Piazza Erbe

SABATO 22.00

Via Mazzini-Piazza Nogara

DOMENICA 11.30

Via Duomo-Piazza Duomo

DOMENICA 16.30

Torri umane anche in un’antico gioco molisano che sconfina nel rito. Sono composte da tredici persone, numero sacro a Sant’Antonio, e prevedono che si proceda cantando lungo il percorso, che inizialmente era quello della processione (vedi sezione giochi italiani).

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CACCIA AL TESORO IN BICI

PEDALI NELLA NOTTE

Piazza delle Erbe

Strade del Festival

VENERDÌ 21.00 SABATO 21.00 Un’entusiasmante caccia al tesoro in bicicletta, che mette alla prova le abilità dei partecipanti. E’ richiesta una buona conoscenza di Verona e della sua storia. La partecipazione è gratuita e i posti sono limitati. Info: FIAB tel. 045/8004443) Iniziativa a cura degli Amici della bicicletta (VR)

VENERDÌ ORE 23.00 Si svolgerà a tardissima ora Pedali nella Notte, un biciclettata che permetterà di scoprire e godere di notte il fascino di una città che ha duemila anni di storia, nei vicoli, nelle case, negli edifici, nelle piazze, negli angoli più nascosti del Festival. Iniziativa a cura degli Amici della bicicletta (VR)

SA MISSA MANNA (La Messa grande) Duomo

DOMENICA 11.00

Sa Missa Manna è la messa solenne e cantata che si tiene per le festività più importanti dell’anno. I cantori intonano in lingua sarda i cori del canto “a cuncordu”, che è nato in Sardegna intorno al XIII - XIV sec. dalla fusione tra il canto popolare sardo “a tenore”, già esistente nell’Isola, e il canto colto gregoriano, importato invece dai monaci. Il coro è costituito da quattro voci: bassu, contra, boghe, mesa oghe, la cui omogeneità sonora porta all’armonia del coro; da qui appunto la denominazione “a cuncordu”. Alla Messa, celebrata da Monsignor Antioco Piseddu, Vescovo di Lanusei, canta il Coro a Cuncordu de Santu Nigola. A cura della Pastorale Tempo libero, Turismo e Sport - Diocesi di Verona e dell’Associazione Sardi Verona “S. Satta”

MARATONA FOTOGRAFICA DIGITALE La prima maratona fotografica digitale, organizzata da FNAC in varie città italiane, a Verona è dedicata al tema del gioco. Si svolge domenica 24 settembre. Iscrizioni entro il 21 settembre presso il negozio FNAC in Via Cappello o sul sito www.fnac.it.

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TRASPORTO FLUVIALE

Navigare l’Adige

Con la collaborazione dell’Assessorato Politiche Ambientali, Agenda 21 e Equipe d’Acqua Viva Verona

Fermate: Castelvecchio - Lungadige San Giorgio - Giarina SABATO/DOMENICA CORSE OGNI 90 MINUTI DALLE 10.00 ALLE 18.30

L’Adige abbraccia Verona e circonda il centro storico, dove fino all’Ottocento c’era un’importante porto fluviale. Prima dell’alluvione del 1882 non c’erano gli alti argini del fiume, e l’acqua era parte della vita quotidiana dei veronesi. Qui arrivavano navigando le merci dall’Oriente (seta, spezie ecc) e dal Nord (per esempio le aringhe, divenute piatto tipico) e ripartivano via terra dirette oltre il Brennero. Sul fiume c’era una parte della città, costituita di battelli galleggianti e botteghe che utilizzavano l’acqua, tra l’andirivieni delle barche. Ma ecco che nei tre giorni del festival torna la vita sull’Adige. Vengono infatti organizzati percorsi in battello, con passaggi gratuiti.


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GIOCHI SPAGNOLI


I GIOCATORI SENZA CORNICE Incursioni ludiche tra le raccolte del Museo del Prado Chiesa di San Giorgetto

VEN/SAB 10.00-24.00 DOMENICA 10.00-20.00

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L’Associazione Giochi Antichi di Verona, in collaborazione con il Comune di Verona, ha l’onore di presentare “I GIOCATORI SENZA CORNICE – incursioni ludiche tra le raccolte del Prado”. Per la prima volta a Verona, una selezione di immagini tratte dalla mostra: “Homo ludens” (tenutasi nel maggio 2002 al Museo Olimpico di Losanna), esposizione sui tesori di una delle più prestigiose pinacoteche del mondo quale il Museo del Prado. Un’occasione per conoscere meglio una grande istituzione culturale attraverso un insolito itinerario ludico. Un viaggio nell’arte partendo dalla tradizione figurativa fiamminga, qui pienamente rappresentata da Pieter Brueghel il Giovane, Joost de Momper, Joost Cornelis Droochslott, David Teniers, Hendrick Jacobsz Dubbels. Dal realismo pittorico di Giacomo Francesco Cipper detto il Todeschin, si passa ad importanti rappresentanti della pittura spagnola del XVII e XVIII secolo, quali il sivigliano Pedro Nunez de Villavicencio, la cui opera viene qui affiancata a quella del napoletano Luca Giordano (protagonista dell’ultimo barocco che soggiornò in Spagna tra 1692 e 1702, lasciando tracce della sua presenza nella produzione locale). La rassegna si conclude col ciclo di olii del madrileno Josè del Castillo, realizzati per la decorazione della toilette della Principessa delle Asturie (futura regina Maria Luisa). Un affascinante percorso tra le opere di diversi artisti che si sono cimentati con l’appassionante tema del gioco, un itinerario animato da un pensiero guida: il gioco come produttore di arte e come occasione per l’arte. Un possibile punto di partenza per una futura riflessione anche a livello iconografico sulle modalità di rappresentazione del gioco.

Idea e progetto: Associazione Giochi Antichi di Verona in collaborazione con il Comune di Verona A cura di: Martina Cailotto, Pino Breanza Progetto allestimento: arch. Nicola Gasperini, arch. Cristina Rizzo Progetto Grafico: Roberto Vassanelli, Elisa Volpato Allestimenti: ARLAC snc Riproduzioni fotografiche © Museo Nazionale del Prado, Madrid

Servizi di accoglienza: Istituto Professionale Servizi Alberghieri “A. Berti” Un particolare ringraziamento a: Gabriele Ren, Dirigente C.d.R. Cultura, Comune di Verona Carlos Hernandez, Direttore Ufficio Spagnolo del Turismo, Milano Associazione culturale Correnti Beatrice Menini per le traduzioni


ARTE AL CENTRO 2006: IL GIOCO Progetti artistici della Fondazione Pistoletto Chiostro di San Giorgio in Braida

VEN/SAB/DOM 10.00-20.00

In occasione del Tocatì viene allestito un nucleo interattivo, ludico ed informativo, in rappresentanza di quanto esposto fino al 12 novembre 2006 a Biella, alla rassegna annuale Arte al Centro 2006: il gioco. Cittadellarte, Fondazione d’Arte Contemporanea diretta da Michelangelo Pistoletto, invita a giocare con la Trasformazione Sociale Responsabile, presentando progetti artistici che utilizzano il gioco come strumento di indagine, comunicazione ed intervento nei vari campi della sfera sociale. Lo stesso Michelangelo Pistoletto ha realizzato installazioni-gioco, quali: “Ping-Pong - Segno Arte” e “Carta-pista”, una grande pista di biglie a forma di simbolo di Terzo Paradiso: luogo ideale ed auspicato, in cui l’Artificio si coniuga con la Natura in un rapporto di reciproco rispetto. Il “Calcetto Love Difference”, dell’artista Diego Paccagnella, in cui il tradizionale calcetto diviene metafora del gioco di scambi e relazioni dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. “Europoly”, dell’artista serbo Dejan Kaludgerovic, trasforma il gioco del Monopoli in un’installazione in cui ci si misura con le difficoltà reali che affronta chi vuole ottenere la cittadinanza europea.“Bocciami”, di Beatrice Catanzaro in collaborazione con Michele Fontana, racconta come il gioco delle bocce a Milano diventa occasione di discussione sul tema dello spazio urbano come luogo d’incontro. A cura di Marcella Rafaniello, coordinatrice del gruppo curatoriale di Cittadellarte per la mostra Arte al Centro di una Trasformazione Sociale Responsabile 2006: Il Gioco

Sabato alle 11.30 , incontro con Michelangelo Pistoletto (vedi pagina seguente).

ARTE IN GIOCO 100 capolavori-100 giochi C.so Portoni Borsari, 17 c/o Informagiovani

DOMENICA 10.00-18.30

E’ un’opera unica nel suo genere nella quale l’arte del gioco diventa avvenutura di conoscenza dell’arte dei maestri della pittura. Movimenti e generi, idee, segreti e passioni sono i temi dei percorsi finalizzati ad avvicinare bambini ed insegnanti, operatori e famiglie ai capolavori della pittura dal 1300 ad oggi. I giochi che vengono proposti a Verona fanno parte degli oltre duecento giochi originali realizzati su ottocento opere di centocinquanta maestri. Laboratori con percorsi di esplorazione e di gioco per bambini e adulti. Domenica alle 11.30, incontro con Claudio Cavalli (vedi pagina seguente)

IL PONTE POSTUMIO Installazione temporanea sull’Adige Riva sinistra: Giardini della Giarina, in prossimità del Teatro Romano Riva destra: Piazzetta Molinari Bra INAUGURAZIONE VENERDÌ 21.30 L’installazione del Ponte Postumio, lunga 102 metri, propone un percorso fortemente simbolico, che vuole ricordare a tutti com’era l’antica pianta della città, con l’asse principale sul decumano, costituito dall’antica via Postumia che univa Genova ad Aquileia, e passava sotto il Teatro Romano. In questo modo si ricrea lo spazio ludico più antico della città, che era compreso tra ponte Pietra e lo scomparso ponte Postumio, dove sembra si svolgessero le naumachie, battaglie navali sull’Adige, sbocco in epoca romana sulla via Postumia del decumano massimo. Qui sembra si svolgessero le naumachie, battaglie navali sull’Adige. La “ricostruzione” ideale di questo ponte, con una struttura leggera in tela, è un’occasione, non solo per evocare un’antica pratica ludica, ma anche di suggerire un intervento funzionale di recupero urbano come una passerella pedonale sull’Adige. Tocatì, festival internazionale dei giochi in strada, ha scelto di allestire il nuovo- antichissimo ponte Postumio proprio per tracciare un ideale congiungimento nel tempo e nello spazio, e lasciare un segno/sogno alla città di Verona. Progetto: arch. Nicola Gasperini, arch. Cristina Rizzo, studio d’ingegneria Mauro Zanconato, Produzione allestimenti: Fondazione Arena di Verona, Progetto illuminazione: AGSM Verona.

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GIOCO E INTEGRAZIONE Santa Maria in Chiavica

GIOVEDÌ 9.30

Fernando Maestro Direttore del Museo dei giochi tradizionali di Campo, Aragona Ulises S.Castro Núñez, Capo del Servizio del Dipartimento di Educazione Fisica dell’Università de Las Palmas de Gran Canaria I giochi tradizionali sono frutto della quotidianità, utilizzati da sempre per la necessità dell’essere umano di relazionarsi con i suoi simili e conoscere ciò che lo circonda. Campo di prova per l’apprendimento e l’adattamento all’ambiente, sono caratterizzati da regole, valori e modalità che cambiano in base a età e al contesto. A cura dell’Associazione Giochi Antichi in collaborazione con l’Ufficio Educazione Fisica di Verona

MONDI ADULTI MONDI BAMBINI Santa Maria in Chiavica

VENERDÌ 17.00

Valentina Zerini Collaboratrice Comitato Italiano per l’UNICEF di formazione antropologica e filosofica Un percorso dentro a contesti, tempi, forme e significati del giocare, luogo privilegiato di costruzione di relazioni, di scelte e pratiche dell’agire individuali e collettive.

MARCONDIRONDIRONDELLO CHI GIOCA NEL MIO CASTELLO? Terapeuta ludens

Santa Maria in Chiavica

SABATO 11.00

Franco Pajno Ferrara, Neuropsichiatra infantile, docente Università degli Studi di Verona Il gioco ha effetti di integrazione e sostegno allo sviluppo del pensiero, è un contenitore del mondo interno del bambino, anche degli aspetti intollerabili. Il bambino che gioca ci dice quanto sia importante dar voce all’inespresso, tant’è che la psicanalisi ne fa la sua forma di terapia.

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MICHELANGELO PISTOLETTO Artista e presidente della Fondazione Pistoletto

Chiostro di San Giorgio in Braida

SABATO 11.30

Come l’arte può mettersi in gioco nella società contemporanea. Per l’artista il gioco è una metafora della realtà ed, in particolare, il Gioco Responsabile è quello che sperimenta metodi traducibili nell’etica sociale.

PROGETTARE CON E PER I BAMBINI Osteria del Gioco, Via San Giacomo alla Pigna

SABATO 15.00

Matteo Schubert, Alterstudio Partners, Abcittà, Milano A partire dalla Collezione Pluntky, implementazione e sviluppo di un museo europeo del giocattolo.

ENRICO VAIME Autore radiotelevisivo

Osteria del Gioco, Via San Giacomo alla Pigna

SABATO 17.00

Gradara Ludens come Dante.In esilio a Verona? L’ultimo vincitore del premio Gradara Ludens, Enrico Vaime, uno dei grandi autori italiani di teatro, televisione e radio e il primo dei fondatori di Gradara, Sandro Sorbini per vari lustri sindaco di Gradara Ludens, con la partecipazione dell’unico


ex-Assessore al Gioco, Arnaldo Cecchini, ricordano il passato e sognano il futuro. Un futuro se? un futuro dove?

GIOCO E SPORT San Giovanni in Fonte, Battistero della cattedrale di Verona

SABATO 17.30

Dott. Aldo Aledda Storico dello sport Mons. Carlo Mazza Direttore ufficio nazionale del Tempo libero, Sport e Turismo della CEI Avv. Gabriella Alemanno Direttore per le stategie di Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato MODERATORE Professor Alessandro Maida Magnifico Rettore dell’Università di Sassari Dal gioco in strada allo sport professionistico. Storia, valori ed etica che portano dalle azioni ludiche dell’infanzia alle attività sportive organizzate. In collaborazione con Associazione “S. Satta” e Pastorale Tempo libero, Turismo e Sport - Diocesi di Verona

ASSEMBLEA NAZIONALE DI GIONA Associazione Nazionale Città in Gioco Santa Maria in Chiavica

DOMENICA 10.30

L’Assemblea di GioNa si terrà a Verona.Perché GioNa è l’Associazione delle Città in Gioco, Verona è una città in gioco, GioNa è itinerante e Verona no. Chi può partecipare? Devono partecipare amministratori e funzionari dei Comuni e delle Province presenti a Verona, possono venire tutti coloro che sono interessati e curiosi.

IDEE INNOVATIVE DI GIOCO PER SCOPRIRE I CAPOLAVORI DELLA PITTURA C.so Portoni Borsari, 17 c/o Informagiovani

DOMENICA 11.30

Claudio Cavalli, Artista ed esperto di didattica dell’arte Come giocare coi i personaggi della fotografia, della poesia, del cinema, della teatralità per coinvolgere in forma operativa ragazzi e appassionati e scoprire in maniera divertente bellezza, temi e curiosità dell’arte dei grandi maestri.

SPORT E CREATIVITÀ NELLA “SOCIETÀ DEL LOISIR” Osteria del Gioco, Via San Giacomo alla Pigna

DOMENICA 15.30

Andrea Pollarini, Presidente della Scuola superiore del Loisir e degli eventi di Comunicazione di Rimini Panoramica sulle attività del tempo libero, con l’autore del recente libro “Next games. Guida per sportivi extraordinari” (edizioni Franco Angeli).

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GIOCHI ITALIANI 40

Promuovere “sviluppo sostenibile” per le città significa ripristinare o creare le condizioni per cui esse possano essere, compatibilmente con le necessità dello sviluppo, più vivibili, più sane, più piacevoli, più belle, più umane per tutti. Quando si parla di sostenibilità si fa riferimento all’ utilizzo delle risorse comuni e all’ “equità intergenerazionale”, ovvero il non trasferimento dei costi ambientali dello sviluppo (depauperamento delle risorse, degrado dell’ambiente, danni irreparabili all’ecosistema eccetera) dalle generazioni correnti a quelle future. Il ritmo del vivere contemporaneo riduce gli spazi della città a luoghi di passaggio; diventano così sfondo non fruito di spostamenti sempre più veloci, con perdita di significato e d’importanza dei luoghi d’incontro. La strada non è più luogo di scambio, di incontro di animazione della città, ma luogo dove può essere compromessa la sicurezza personale. La conseguenza non è solo la minore attenzione dedicata allo spazio pubblico, e quindi il degrado urbano che ne deriva, ma anche la perdita di una delle componenti della qualità della vita come la possibilità del confronto e della crescita collettiva e di integrazione sociale. La città di Verona si sta impegnando per offrire a tutti i cittadini, siano essi giovani, bambini, anziani, disabili, una qualità di vita urbana migliore ed orientata ai principi di sostenibilità in linea con gli “Aalborg Commitments” (10 impegni che interessano vari settori di sviluppo) sottoscritti insieme ad altre Città Europee. Con l’attivazione del percorso di Agenda 21Locale, la definizione del Piano di azione locale, si vuole raggiungere l’obiettivo di “fare sistema” con tutti gli attori interessati e con la partecipazione dei cittadini per adottare quelle “Buone Pratiche” che contribuiscono a migliorare la qualità della vita urbana L’esperienza del Festival Tocatì offre alla città un’opportunità di sperimentare, se pur per breve tempo, una riappropriazione degli spazi che vengono usati in modo non consueto favorendo lo scambio e le relazioni tra le persone. Si è voluto quindi rendere l’iniziativa il più possibile sostenibile cercando di ridurre il consumo di risorse comuni. A tale sforzo partecipano vari attori cittadini, che, ognuno per la propria competenza, contribuiscono alla realizzazione dell’evento. Quest’anno si cercherà di ridurre l’impatto ambientale dovuto ai percorsi per raggiungere la città: in tal senso si è perfezionato un accordo con Trenitalia per favorire il trasporto con il treno e la bicicletta. Per garantire una mobilità sostenibile il C.d.R Ambiente mette a disposizione le biciclette per gli spostamenti degli organizzatori grazie alla collaborazione dell’Associazione “ La Scaligera “ . Inoltre si ripeterà la sperimentazione della navigazione del fiume, con la predisposizione di un breve tragitto a ridosso del centro storico che l’anno scorso ha incontrato un notevole successo Le rive del fiume nei pressi di Ponte Pietra saranno lo scenario di un’altra sperimentazione che coniuga il rispetto dell’ambiente con la spettacolarità. Infatti nella serata di venerdì verranno spenti i lampioni e si faranno volare gli aquiloni illuminati da candele: si potrà quindi ridurre l’inquinamento delle fonti luminose e percepire l’ impatto che hanno nell’ambiente . Verranno usate vettovaglie riciclabili ed A.M.I.A. garantirà il supporto per la raccolta differenziata L’energia elettrica impiegata per garantire le attività sarà fornita da A.G.S.M. utilizzando fonti di energia rinnovabile. Se pur per poco tempo, nel centro storico cittadino nei giorni del Tocatì si potrà sperimentare una modalità del vivere urbano diverso riutilizzando con altre funzioni luoghi e spazi a noi quotidiani, facendo assaporare ritmi più adeguati che ci permettono di vivere esperienze di incontro e relazioni con gli altri. Tutti insieme potremmo lavorare affinché questa esperienza di promozione dello sviluppo sostenibile diventi sempre più una prassi quotidiana. Attraverso il rinnovamento dei nostri valori e dei nostri comportamenti e anche con piccole buone pratiche potremmo produrre grandi cambiamenti della qualità della vita della nostra città e dell’intero pianeta.

AMIA


GIOCHI SPAGNOLI Foto di N. Minerbi/G. Neri

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LA COLAZIONE DEI GIOCATORI Piazza dei Signori

VEN/SAB/DOM 9.00-11.00

Venerdì 22 settembre, la Coldiretti apre il Festival con la tradizionale colazione veronese offerta agli studenti delle scuole primarie che partecipano ai laboratori didattici “Dal gioco costruito al gioco giocato”. Con pane fresco e croccante, burro genuino e saporite marmellate alla frutta, da accompagnare con una buona tazza di latte fresco o di yogurt della Lessinia. Un’occasione per riscoprire le antiche tradizioni scaligere. La “colazione dei giocatori” viene proposta da Coldiretti Verona anche sabato 23 e domenica 24 in Piazza dei Signori. Coldiretti collabora anche alla gestione dell’Osteria del gioco (vedi pagina accanto).

COLDIRETTI E TOCATI Rinnovare il patto stretto con il consumatore. Coldiretti contribuisce all’organizzazione del Festival Internazionale dei Giochi di Strada con quest’obiettivo che è anche il principio ispiratore della filosofia del progetto “Campagna Amica”.Con iniziative promosse in tutta Italia, e con la rivista, Coldiretti mira a fare una politica della qualità, della tipicità e della certificazione un puntochiave della presenza delle aziende agricole sul mercato. L’attore principale di questa politica è il consumatore e ad esso Coldiretti si rivolge, con una mobilitazione costante, partecipando a fiere, manifestazioni ed eventi, per far conoscere la bontà e la genuinità delle produzioni tipiche italiane e promuovere un’alleanza sociale sul Made in Italy. Un’alleanza fondata sulla qualità e tracciabilità dei prodotti e sulla trasparenza dell’intera catena agroalimentare a garanzia di chi li consuma ogni giorno. Per questo Coldiretti si è fatta promotrice della legge sull’etichettatura obbligatoria approvata dal 2004. Tale legge prevede nell’etichettatura di tutti i prodotti alimentari l’indicazione obbligatoria del luogo d’origine, di coltivazione o di allevamento, della componente agricola impiegata..

ELENCO AZIENDE PRESENTI A“TOCATÌ” Federazione Provinciale Coldiretti di Verona via Locatelli, 1 37122 Verona 045 867210 fax 045 8012898 verona@coldiretti.it

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Cooperativa Latte Sant’Anna via dell’Artiginato 18 Marano di Valpolicella tel. 045 6801959 Latte, formaggi tipici, burro, yogurt Azienda agricola Melotti via Tondello 59 Isola della Scala tel. 045 7300444 www.melotti.it Produzione e vendita di Riso Vialone Nano Igp, farina di riso, biscotti, sbrisolona e cioccolatini di riso, birra di riso Azienda agricola Girotto loc. Girotto 37020 Marano di Valpolicella tel. 045 7755350 Produzione e vendita di succo, sidro, aceto e acquavite di mele,confetture, miele, ciliegie, patate, marroni Agriturismo Ceschi Igino loc. Colombare di Villa, 2 Negrar tel. 045 7540109 Produzione e vendita di insaccati Azienda agricola Vinco Tarcisio via Dedi, 3 Grezzana tel. 045 8801123 Allevamento di galline ovaiole Agriturismo La Colombara di Desto Giuseppe via Croce, 14 Rivoli Veronese tel. 045 6269150 Ristorazione agrituristica, produzione e vendita di insaccati, marmellate, sottaceti,olio extra vergine d’oliva Agriturismo Alle Torricelle via Bonuzzo Sant’Anna, 4 Verona www.agriturismotorricelle.com Alloggio, produzione e vendita di marmellate, mostarde, olio extra vergine di oliva Agriturismo La Sorgente via Pontara Sandri 8 San Michele Ex. Verona tel. 045 975739 Allevamento e vendita di trote fresche e affumicate, vendita di prodotti agricoli Agriturismo El Gran di Elio Spiller Villaverla (VI) tel. 0445 855089 Ristorazione agrituristica, agricampeggio. Produzione e vendita di farina di mais Marano e sopresse Associazione agrituristica Terranostra via Locatelli, 1 Verona tel. 045 8678210 www.agriturismoverona.it


PLAZA ESPAÑA Cortile del Tribunale

VENERDÌ/SABATO/DOMENICA

I giochi spagnoli sono al centro di questa edizione del festival Tocatì, che propone un itinerario nel mondo delle culture ludiche. Lo Stato Spagnolo, dove numerosi giochi sono praticati con passione e si integrano nelle diverse tradizioni locali, tuttora molto vive, ha molto da offrire ai visitatori in cerca di nuovi stimoli. Nell’antico e suggestivo cortile del Tribunale, trasformato con scenografie studiate per l’occasione, l’Ufficio Spagnolo del turismo propone un simbolico viaggio tra elementi caratteristici della cultura iberica. Così si potranno scoprire le bellezze naturali del territorio, l’importanza dei monumenti e tutta la travolgente simpatia dei giocatori, che si alterneranno per mostrare le tradizioni del loro Paese. Sulle note di gruppi di musiche tradizionali della galizia, isole canarie, aragona,andalusia , assaggiando specialità gastronomiche e ottimi vini provenienti dalla Penisola Iberica A cura dell’ Ufficio Spagnolo del Turismo

OSTERIA DEL GIOCO Una novità di quest’anno è l’Osteria del gioco, gestita direttamente dall’Associazione Giochi Antichi, che ha ideato il festival. In questo spazio, situato strategicamente nel cuore della città, sul sagrato di un’antica chiesa romanica, si potrà passare piacevolmente il tempo. Alle classiche degustazioni di vino accompagnate con salumi e formaggi del territorio, si possono alternare momenti di gioco utilizzando tavolieri e materiali forniti dall’A.G.A. Il pubblico saprà apprezzare i momenti di riflessione proposti da vari personaggi e da autori che, a sorpresa o con orario prefissato, interverranno per parlare del loro rapporto con il gioco. Via San Giacomo alla Pigna

43 SABATO/DOMENICA 11.00-21.00

La severa bellezza della chiesa di san Giacomo alla Pigna, sconsacrata e adibita ad auditorium, fa da sfondo all’allestimento temporaneo di una particolarissima osteria a cielo aperto, dove il tempo passa dolcemente: un bicchiere di vino, una scacchiera davanti, e la voglia di guardarsi intorno e chiacchierare con i vicini. All’ottima scelta di vini del territorio si affianca un’ampia selezione di specialità come polenta e soppressa, polenta e trota, polenta e Monte Veronese di Malga, uova sode, peperoni delle aziende agricole e agrituristiche veronesi, grazie alla collaborazione con Coldiretti, che insieme ad A.G.A gestisce l’Osteria del gioco. Tra gli appuntamenti previsti, un incontro con Andrea Pollarini, autore del libro “Next” dedicato ai nuovi sport e al divertimento, con Matteo Schubert, che sta progettando il nuovo museo del giocattolo di Roma, e con Enrico Vaime, che parlerà della sua esperienza di autore e appassionato di giochi (vedi sezione incontri). Grazie alla collaborazione con la Diocesi di Verona, torna a vivere l’antica chiesetta del 1140, soppressa da Napoleone, che l’Associazione Giochi Antichi ha selto di offrire al pubblico del festival, continuando nel percorso iniziato quattro anni fa con la prima edizione di Tocatì, verso la riscoperta e valorizzazione degli spazi storici dimenticati della città.


APERITIVI MUSICALI Tutti i giorni del Festival, ad “orario aperitivo”, è possibile assistere ad esibizioni musicali negli angoli più suggestivi di Verona. Accanto ai gruppi folk che propongono le melodie delle loro terre, l’Associazione Giochi Antichi e le tradizionali osterie della città offrono gratuitamente vini tipici, formaggi del Monte Veronese di Malga e salumi della zona. Gruppi musical presenti al Tocatì 2006: “Piccolo Teatro di Oppeano”, Verona “Ru Passarielle”, Ferrazzano, Campobasso “Gruppo Ricerca Danza Popolare di Verona” “Tammorre Mute”, Salerno “Lume”, Galizia “Dulceroz”, Aragona “Grupo de investigaciòn de la musica tradicional canaria”, Canarie “Coro Su Cuncordu de Santu Nigola”, Nughedu San Nicolò (Sassari) Inoltre: Domenica ore 11, Duomo: “Sa Missa Manna” (La Messa Grande) Messa cantata in sardo (vedi sezione eventi) dal coro “Su Cuncordu de Santu Nigola” di Nughedu San Nicolò (SS). Sabato ore 17.30, Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti: “Musicarte” Concerto “François Couperin: Leçones de Ténèbres” Sacro & Profano Marco Mencoboni, direttore (ingresso al museo + concerto, € 5,00)

LE OSTERIE VERONESI E IL TOCATI’, UNA TRADIZIONE CONSOLIDATA La collaborazione tra le osterie veronesi del centro storico e l’Associazione Giochi Antichi è diventata ormai una tradizione consolidata e indispensabile. Gioco e osteria è da sempre un binomio inseparabile: infatti, diversi giochi come le carte, le bocce o la morra, sono strettamente legati a questo ambiente. Gli aperitivi musicali offerti negli angoli più suggestivi del Festival saranno ancora una volta curati da alcuni locali tra i più caratteristici della città. L’Associazione Giochi Antichi di Verona è fiera di continuare questa relazione che le osterie, antico e insieme attualissimo luogo di socialità, quotidianamente trasmettono offrendo uno “spazio franco” nel vivere quotidiano. Aperitivo Musicale in collaborazione con l’osteria “Al Duomo” Esibizione del Gruppo “Piccolo Teatro” di Oppeano (Verona) Piazza Santa Anastasia VENERDI’ 19.00 Aperitivo Musicale in collaborazione con l’osteria “Le Piere” Esibizione del gruppo “Ru Passarielle” di Ferrazzano (Campobasso) Corte Sgarzerie SABATO 12.00 44

Aperitivo Musicale in collaborazione con l’osteria “Mondo d’Oro” Esibizione del “Gruppo Ricerca Danza Popolare di Verona” Piazza Nogara SABATO 18.00 Aperitivo Musicale in collaborazione con l’osteria “Sottoriva” Esibizione del gruppo di tarantella “Tammorre Mute” (Salerno, Campania) Lungadige Donatelli SABATO 19.00 Aperitivo Musicale in collaborazione con l’osteria “Mondo d’Oro” Esibizione del Gruppo “Lume”(Galizia, Spagna) Piazza Nogara DOMENICA 11.00 Aperitivo Musicale in collaborazione con l’osteria “A le Petarine” Esibizione del gruppo “Dulceroz” (Aragona, Spagna) Giardini Lombroso DOMENICA 12.00 Aperitivo Musicale in collaborazione con l’osteria “Carro Armato” Esibizione del gruppo “Grupo de investigaciòn de la musica tradicional canaria” Piazzetta Pescheria DOMENICA 18.00 Gli aperitivi musicali sono gratuiti.

Via Sottoriva

Via Cadrega, 8

Via San Mammaso, 6

Via Mondo d’Oro, 4

Via Sole, 3a

Piazzetta Ottolini, 2a


Piatti della tradizione dal venerdì alla domenica in Lungadige San Giorgio Sul Lungadige San Giorgio, accanto all’antica fortificazione austriaca, ha sede la “Cucina del Festival” dove piatti e i prodotti tipici della cucina veronese sono i protagonisti. Il servizio è curato da Elite Service Group ed è possibile assaggiare specialità come risotto con il tastasàl (salsiccia veronese con riso vialone nano igp), bigoli con la sardela (spaghetti all’uovo di lavorazione artigianale con sarda di lago), pasticcio di radicchio e formaggio Monte Veronese, pasta e fasoi (pasta e fagioli), risotto alle erbe, pastisada de caval (piatto tipico di Verona, uno stracotto di cavallo), trippa con pomodoro, sopressa veneta, formaggio Monte Veronese di malga nelle varie stagionature, prosciutto crudo di Soave e pasta frolla della Lessinia. A scelta si potranno degustare vini tipici della zona (tra cui Valpolicella, Corvina, Soave, Garganega e altri).

LA CUCINA DEL FESTIVAL 65

Lungadige San Giorgio

VENERDÌ DALLE 19 ALLE 22,30 SABATO DALLE 12 ALLE 15,30 E DALLE 19 ALLE 22,30 DOMENICA DALLE 12 ALLE 15,30 E DALLE 19 ALLE 22,30

GIOCHI SPAGNOLI

LA CUCINA DEL FESTIVAL LA CUCINA DEL FESTIVAL LA CUCINA DEL FESTIVAL

45

SUONI LUNGO L’ADIGE 35

Lungadige San Giorgio

musiche e danze tradizionali SABATO 21.00

Alla sera, dopo una giornata in mezzo al pubblico del festival, tutti i gruppi musicali presenti all’edizione 2006 di Tocatì, si alternano sul palco allestito accanto alla torretta austro ungarica che si affaccia sull’Adige. Sonorità tradizionali delle varie regioni italiane e della Spagna accompagneranno i danzatori che daranno spettacolo con balli come quadriglie, salterelli, tarantelle, e particolari danze caratteristiche dei vari territori.


TOCATÌ E SCUOLA L’Associazione Giochi Antichi è particolarmente interessata al mondo dell’istruzione. Continua anche in questa edizione il proficuo rapporto di collaborazione che vede come punto d’inizio il festival “Tocatì” per proseguire poi con altre iniziative durante l’anno scolastico. Il progetto “La piazza dei bambini”è stato elaborato da un gruppo di insegnanti del C.S.A. di Verona - Ufficio Educazione Fisica. I “fratelli e sorelle “ grandi della scuola superiore di secondo grado insegneranno ai più piccoli della scuola primaria come costruire un gioco con materiali poveri e come giocarci. E’ condensata in questo la proposta 2006 riservata al mondo della scuola: dal gioco autocostruto al gioco giocato. Gli allievi/e dell’Istituto d’Arte Nani, del Liceo socio-psico-pedagogico “C. Montanari e dell’Istituto Alberghiero “A. Berti” di Verona aiuteranno i bambini/e delle oltre 50 classi che hanno aderito al progetto, coordinandoli nelle piazze e strade riservate e rese pedonabili per l’evento. S. Giorgio, via Madonna del Terraglio e piazzette attigue saranno invase da battaglie giocose dei bambini che riscopriranno il gusto di un nuovo rapporto tra spazio e gioco. I più grandi nei laboratori con “carta volante” “oggetti rumorosi” “fuciletto elastico” costruiranno i giochi che continueranno a vivere nelle vie. Biglie, birilli e cerchi cadranno e rotoleranno in lungadige S. Giorgio sotto i colpi dei più piccoli. Al suono della “campanella”, le aziende di “ Campagna Amica” della Federazione Provinciale Coldiretti di Verona, provvederanno ad integrare con yogurt, pane e marmellata le energie spese. Per finire una gara di tiro alla fune. Le classi si sfideranno sulle apposite pedane, in gare di tiro alla fune sotto lo sguardo dei giudici della Federazione Italiana Sportiva Tiro alla fune. In collaborazione con il Centro Servizi Amministrativi di Verona

LA PIAZZA DEI BAMBINI Cortile del Tribunale Giochi riservati alla scuola primaria

VENERDÌ 9.30-12.30

In collaborazione con il Liceo socio-psico-pedagogico “C. Montanari”, Istituto d’Arte “N. Nani”, I.P.S.S.A.R. “A. Berti”

Nella sezione incontri ci sono seminari e convegni con tematiche legate alla didattica.

UFFICIO EDUCAZIONE FISICA Verona

Istituto Professionale per i servizi Alberghieri e della Ristorazione

TOCATÌ E UNIVERSITA’ L’Università di Verona, legata alla tradizione, alla storia, al territorio, patrocina l’edizione 2006 del Tocatì, e con i due gruppi studenteschi UniCinema e Fuori Aula collabora all’iniziativa valorizzante i giochi di strada antichi quali radici ludiche della cultura locale. I ragazzi apporteranno fresca creatività ed entusiasmo e con impegno professionale lavoreranno insieme, accrescendo così la propria esperienza divertendosi. I ragazzi effettueranno le riprese audio e video curando la redazione di un giornale del festival e delle trasmissioni della “web radio Tocatì”. Nato nel 2003 UniCinema progetta e organizza rassegne cinematografiche in lingua italiana e in lingua originale, produce video istituzionali, cortometraggi ed il periodico UniCinema Magazine, inoltre è impegnato nella pianificazione del Festival “Cinema, Impresa e Società”, una rassegna sul cinema per il management, previsto nel 2007. Fuori Aula cura il portale www.fuoriaula.it, la community degli studenti universitari veronesi, ed il progetto Fuori Aula Network, la prima radio universitaria che trasmette solo on line con una serie di trasmissioni dal lunedi’ al venerdi condotte da diversi presentatori e curate autonomamente dalla redazione. Per ulteriori informazioni: unicinema@univr.it , fuoriaula@univr.it , tel. 0458028127-030-190.

Inoltre la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere collabora attivamente all’organizzazione del Festival, con stagers, interpreti e traduttori.


ASSOCIAZIONE GIOCHI ANTICHI ASSOCIAZIONE GIOCHI ANTICHI ASSOCIAZIONE GIOCHI ANTICHI ASSOCIAZIONE GIOCHI ANTICHI

Foto archivio A.G.A.

AGA

ASSOCIAZIONE GIOCHI ANTICHI Via San Mammaso 6/A 37121 Verona cell. 339 1038877 fax 0451782210348 www.agaverona.it info@agaverona.it

L’Associazione Giochi Antichi (AGA) è nata a Verona nel 2002, intorno a un nucleo di appassionati giocatori che hanno iniziato a incontrarsi con regolarità, coinvolgendo sempre più persone nel gioco e nello studio delle tradizioni ludiche. Il nostro obiettivo è promuovere la riscoperta e la diffusione di giochi di piazza e di strada in uso nei secoli passati con vari mezzi. Le nostre azioni sono volte a: • far conoscere i giochi tradizionali (e per questo abbiamo anche rapporti con scuole, comuni e altre associazioni) • rivalutare le strade e le piazze dove si svolgevano le attività ludiche (e partecipiamo ad attività del Comune di Verona per migliorare gli stili di vita e la riqualificazione urbana). • organizzare manifestazioni, eventi e iniziative culturali che promuovono il gioco di strada e che favoriscono la riutilizzazione di spazi pubblici (come Tocatì, Festival intenazionale dei giochi in strada e il campionato di S-cianco che coinvolge per quasi tre mesi circa 300 giocatori e un grande pubblico). • analizzare quale uso è stato fatto in passato dei centri storici e delle risorse del territorio, • intraprendere rapporti di studio e di ricerca con altre associazioni (ludiche e non), università, istituzioni, imprese, organizzazioni territoriali a livello locale, nazionale e internazionale • studiare le comunità ludiche e valorizzarle (tra le altre cose l’Aga sta raccogliendo e catalogando giochi storici per la mostra permanente che allestiremo nella nostra sede). • in particolare ci sta a cuore il progetto dei “Custodi del gioco”, che vuole identificare e rivalutare le comunità in cui si gioca tuttora seguendo regole antiche, per puro piacere e non per folklore o interessi turistici. L’obiettivo è ottenere una mappa delle comunità ludiche tradizionali, prima in Italia e poi all’estero. L’Associazione Giochi Antichi ha bisogno di sostegno e di collaborazione da parte di tutti per raggiungere gli obiettivi che si prefigge. Oggi i soci sono circa quattrocento. Se condividi le nostre idee, associati e aiutaci a difendere il gioco tradizionale.


Con il patrocinio di

Con il patrocinio del Comitato Italiano per l’UNICEF Onlus

Con il contributo di

Collaborazioni tecniche, istituzionali e commerciali

UFFICIO EDUCAZIONE FISICA Verona

Istituto Professionale per i servizi Alberghieri e della Ristorazione

Media Partners

Sempre più numerosa è la schiera di amici, sostenitori, associazioni e istituzioni che hanno permesso, anche quest’anno, di realizzare l’edizione del Tocatì: un apporto insostituibile per la costanza e l’entusiasmo. Un grazie a tutti.

ARRIVEDERCI ALLA PROSSIMA EDIZIONE DEL TOCATÌ IL 21, 22, 23 SETTEMBRE 2007

Foto: Tazio Secchiaroli/© David Secchiaroli_Concept+Grafica: design@hulahoop.eu_Stampato con il contributo della L. R. 33/2002 da Cierre Grafica, Sommacampagna (VR)

AMIA

Programma 2006  

Programma 2006  

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