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nell’Asia Orientale) e quella di offrire gli esemplari migliori in sacrificio rituale agli Dei. Questo pare succedesse anche in Sardegna dove, in pozzi sacri di epoca nuragica (circa 3.000 anni fa), sono stati rinvenuti resti di cani giovani abbastanza simili al Fonnese attuale con segni evidenti di armi da taglio. Per completezza devo dire che, sempre in Sardegna, sono stati rinvenuti anche resti di cani molto più antichi, risalenti a circa 5 mila anni fa (età del rame): uno nei pressi dello ziqqurat di Montì d’Akoddi (Nurra di Sassari), grande all’incirca come un cane Fonnese, e l’altro, più piccolo, all’interno di una grotta situata nell’abitato della città di Sassari. E’ importante evidenziare che fra uomo e cane si instaurarono dei commoventi rapporti affettivi, aldilà di quelli utilitaristici, già in epoche molto antiche; a cominciare da circa 14-30 mila anni fa, sono state rinvenute tombe accuratamente tumulate, soprattutto in Germania, dove erano sepolti dei cani ed altre dove questi erano stati sepolti accanto all’uomo. Commuovente il reperto di una tomba nella quale è stato rinvenuto lo scheletro di un uomo con una mano poggiata sulla testa di un giovane cane. L’origine esatta del cane non è ancora certa e numerosi sono i punti ancora da chiarire. È opinione diffusa che trattasi di una sottospecie del lupo, ma questo è un punto controverso: diversi ricercatori sostengono che ormai, date le notevoli ed evidenti differenze col lupo, il cane debba essere riconosciuto come una specie a se stante. È certo che il cane domestico (Canis lupus familiaris) ha 48 cromosomi esattamente come il lupo (Canis lupus), lo sciacallo dorato (Canis aureus euroasiatico) e altri canidi. Per la suddetta caratteristica comune, l’incrocio fra questi canidi può dar luogo a una prole fertile, quindi si può ragionevolmente ipotizzare che il progenitore del Canis lupus familiaris non sia necessariamente solo il lupo, ma che siano interessati anche altri congeneri, cosa che sembra dimostrata dalle analisi del DNA anche se la maggior parte delle caratteristiche genetiche comuni sono proprio quel-

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le con il lupo. Ma altre ipotesi sono state prese in considerazione: il cane domestico potrebbe discendere non direttamente dal lupo e da altri canidi, ma da una o più specie intermedie, come per esempio un canide rinvenuto in Cina e risalente a qualche centinaia di migliaia di anni fa: il Canis lupus variabilis. Le caratteristiche erano molto simili al cane domestico attuale, il che potrebbe giustificare il riconoscimento del cane come una specie a se stante (Canis familiaris), e non come una sotto specie del lupo (Canis lupus familiaris) DIFFERENZE TRA CANE E LUPO Molto significativa è la differenza del processo coronoideo della mandibola, su cui si inseriscono i muscoli massetere e temporale, che nel cane è curvo posteriormente mentre nel lupo è verticale e diretto cranialmente. Altre differenze nella morfologia delle ossa della testa, in proporzione alla taglia, sono inequivocabili: la scatola cranica è proporzionalmente più sviluppata e il cranio è meno massiccio nel cane, che possiede anche un palato più largo e denti più piccoli rispetto al lupo. Tutte queste differenze sono dovute a mutazioni spontanee e fissate ad opera della selezione naturale. Altre differenze nei caratteri fisici, presenti in diversa misura in quasi tutte le razze canine oggi esistenti, come occhi meno o per nulla obliqui, chiazze nel mantello, colore, lunghezza e tipo di pelo, coda corta ecc., pur essendo ovviamente sempre effetto di mutazioni spontanee, sono state fissate con selezione artificiale ad opera dell’uomo. Quindi il canide addomesticato, col passar del tempo, ha subìto delle trasformazioni genetiche, strutturali, comportamentali e metaboliche. Confrontando il genoma del lupo e del cane, è stato rilevato che il comportamento di quest’ultimo è andato mutando in sincronia col cambiamento del metabolismo degli amidi. Infatti, sia il lupo che il cane sono carnivori non obbligati, cioè pur avendo la carne come base della dieta all’occorrenza possono nutrirsi di frutta, radici e altre parti di vegetali, ma con l’addomesticamento,

TerrAmica | N. 2 - Gennaio 2015

come sopra riportato, il cane si è differenziato dal lupo anche per il tipo di dieta, potendo tollerare e assimilare una maggior quantità di amidi e vegetali. Questi cambiamenti sarebbero cominciati nel periodo del passaggio dell’uomo dalla caccia all’agricoltura, sia perché i lupi semi-domestici, frugando fra i rifiuti, cominciavano a mangiare sempre più spesso alimenti ricchi di carboidrati, sia perché a maggior ragione gli amidi cominciavano a far parte regolare della dieta dei lupi (o altri canidi) già addomesticati. In altre parole, è stato dimostrato che i geni che regolano il comportamento sono mutati contemporaneamente ai geni che favoriscono il metabolismo degli amidi. Con il metabolismo ed il comportamento, per mutazioni successive, è cambiata anche la morfologia allargando via via sempre più la forbice delle differenze fra il cane e il lupo e generando varie razze, o meglio vari tipi di cani primitivi in diverse parti del mondo antico. Gli stessi poi, grazie ai contatti tra le diverse popolazioni, si sono meticciati dando luogo alle varie razze di cani primitivi. Naturalmente, nell’antichità venivano privilegiati, selezionati e mantenuti i cani che, prima di tutto, avevano un comportamento amichevole nei confronti dell’uomo ed una utilità pratica: guardia, difesa, pastorizia e caccia. Solo successivamente, con l’affinarsi delle civiltà, si cominciò a selezionare anche razze singolari e curiose, con poca o nessuna utilità pratica, ma soltanto per le loro caratteristiche morfologiche ed estetiche, in genere esclusive delle classi più ricche e nobili. E così, al giorno d’oggi, esistono non meno di 400 razze canine riconosciute ufficialmente, spesso incredibilmente diverse fra loro, senza contare gli innumerevoli meticci, i simpaticissimi ed intelligenti “bastardini”, che tanta gioia portano con la loro allegra compagnia ad innumerevoli famiglie. Gian Piero Canalis Appassionato allevatore di cani

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TerrAmica - Num. 2 - 2015  

TerrAmica - Rivista dell'Associazione di Agraria.org - ANNO II - N° 2 - GENNAIO 2015

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