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all’esposizione canina organizzata a Manchester nell’anno 1864 vennero esposti i Bulldog, in ben due classi differenti: quelli che arrivavano ad un peso superiore di 12 libbre e quelli al di sotto di questo peso. I più minuti venivano definiti “Toy Bulldogs”. I “Toy” erano presenti in moltissime botteghe e laboratori e per la loro stazza poco ingombrante e la loro efficienza nell’allontanare gli animali nocivi iniziarono a diffondersi notevolmente. Il Bulldog o Toy-Bulldog di quei tempi non aveva niente a che vedere con il cane che oggi tutti conosciamo, nell’estetica però si avvicinava molto di più all’odierno Bouledogue. La crisi economica fece fuggire dall’Inghilterra i commercianti della città di Nottingham, i quali portarono con sé i piccoli molossi nelle regioni settentrionali della Francia. In queste zone, i “toy-bulldog” vennero incrociati con alcuni cani locali di razza “Doguins”, tipologia di cane oggi estinta, che ricordava un po’ l’odierno Dogue de Bourdeaux, ma in versione miniatura. Oltre al “Doguins” venne inserito nella selezione il Carlino, già esistente a quei tempi, ed alcuni terrier. Dal Carlino furono ereditate caratteristiche somatiche importanti che dureranno nel tempo. I commercianti francesi si dilettarono nell’allevamento, vedendo in questi cani la possibilità di aprire un nuovo mercato e presero in mano la sele-

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zione di questo nuovo “tipo”. I francesi erano unanimi nel direzionare la selezione verso un cane con muso corto e orecchie dritte e quindi gettarono, anche un po’ involontariamente, le fondamenta della nuova razza che venne battezzata con orgoglio nazionalista “French Toy Bulldog”. L’allevatore Dick Harrison importò in Inghilterra questi piccoli molossi per la prima volta, ma fu il noto allevatore britannico M.G. Krehl che acquistò e ne importò a Londra un gruppo per esporli, con grande stupore di tutti i cinofili presenti, alla importante Esposizione del Kennel Club. Sia inglesi che francesi iniziarono una sorta di “guerra fredda” per rivendicare la paternità di questa nuova “razza” che, data la sua eterogeneità, non poteva ancora definirsi tale a tutti gli effetti. Nell’anno 1880 un gruppo di persone, veri appassionati cinofili, organizzarono una storica riunione nella quale venne fondato un “Club”, che ebbe però meno di 50 adesioni. Questi “pionieri cinofili” si cimentarono in un percorso durato quasi dieci anni la cui meta fu redigere lo standard di razza, fondamentale per poter ottenere un risultato concreto nell’allevamento. Il signor Phelps, proveniente dalla città americana di Boston, folgorato dal fascino di questi “nuovi” cani, decise di introdurre nel suo Paese d’origine alcuni soggetti e nell’an-

TerrAmica | N. 2 - Gennaio 2015

no 1896 li espose al Westminster Show, la più importante mostra canina del mondo. I “Bouls” lanciarono una vera e propria moda dell’epoca: tra allevatori si arrivò a fare delle vere e proprie aste; i prezzi salirono alle stelle ed i cani divennero popolarissimi. Successivamente il mercante Gordon Bennet riuscì ad ottenere il riconoscimento della razza e nell’anno 1898 venne creato il Club degli amatori della razza Bouledogue Francese che ottenne anche il patrocinio della Società Centrale Canina francese. L’Inghilterra arrivò al riconoscimento della razza solo nel 1911, ben tredici anni dopo. Oggi il Bouledogue, tra i cani facenti parte del grande gruppo dei cani da compagnia, è una delle razze più allevate e apprezzate. Questa è la vera storia del Bouledogue francese, un cane incredibile per le sue doti caratteriali, per l’intelligenza, l’astuzia, le doti affettive e anche per il suo particolarissimo aspetto, che non può che suscitare una grande simpatia. Allevamento di Fossombrone http://www.difossombrone.it/ Federico Vinattieri www.difossombrone.it

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TerrAmica - Rivista dell'Associazione di Agraria.org - ANNO II - N° 2 - GENNAIO 2015

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