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Il Bouledogue Francese La storia di un mini-molosso nato in Gran Bretagna, nonostante il nome indichi tutt’altra origine di

Federico Vinattieri

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Animali da compagnia

hanno subito moltissime variazioni morfologiche, soprattutto nella taglia e nella massa muscolare. La storia inizia, come per la maggior parte delle razze, in Gran Bretagna. C’era una “corrente di selezione”

che privilegiava i cani grandi e forti, per cui tutti i cuccioli che nascevano o crescevano con meno robustezza venivano scartati; in rarissimi casi, questi venivano raccolti da persone del popolo, che non potevano permettersi un cane di prima scelta ma si accontentavano di cuccioli considerati “scadenti” e quindi di scarso valore. Questi esemplari vennero poi, in assenza di alternative, accoppiati con soggetti locali, tra cui diverse

varietà di “terriers”, ossia di piccoli cani con attitudine alla caccia della piccola selvaggina e in tana. Pian piano vennero selezionati cani di taglia sempre più piccola, i quali avevano delle grandi doti di cacciatori e fungevano anche, in qualche maniera, da “repellenti” naturali per i tanto detestati ratti e topi, diffusissimi a quei tempi soprattutto nelle grandi metropoli. Con gli anni si crearono quindi due realtà parallele nel tipo di cane molossoide; intorno al XVI secolo c’erano da una parte i cani imponenti e di grande taglia come il Mastino, e dall’altra cani più piccoli e con meno rusticità, che non avevano nessuna attitudine alla guardia e difesa ma che servivano al lavoro di caccia e di accompagnamento dei bovini ai macelli. Questi cani venivano chiamati “bolddoge” o anche “banddoge”, nome che con il tempo divenne “bull-dog”, ossia “cane da toro”; potevano essere più o meno grandi a seconda dell’impiego per cui erano stati selezionati. Iniziarono anche a nascere soggetti con le orecchie dritte. I piccoli molossi incominciarono ad attirare l’attenzione di molti allevatori che, con estrema dedizione, riuscirono a selezionarli in modo da ottenere una parvenza di omogeneità. È documentato ufficialmente che

TerrAmica | N. 2 - Gennaio 2015

Animali da compagnia

uando si pensa ad un Bouledogue francese è automatico lo stereotipo del piccolo cane con il muso “schiacciato” e le orecchie a pipistrello. Se si è appassionati di piccoli molossoidi, non si può fare a meno di restare affascinati dalla particolare estetica del Bouledogue. Non si tratta solo di un “cane da compagnia”, infatti questo “piccolo grande cane” riserva molte sorprese a coloro che decidono di introdurlo in famiglia. Piccolo ma compatto e robusto, determinato e testardo, questo simpatico cane è una sorta di “carro armato” in miniatura. Guardiano affidabile e assolutamente instancabile nei giochi, si rivelerà un vero e proprio membro della famiglia. Ma vediamo come è nata questa particolare razza, con queste tipiche caratteristiche morfologiche che lo rendono inconfondibile perfino agli occhi più inesperti. Il Bouledogue francese ha origini comuni a tutti gli altri molossi, anche quelli di taglia maggiore. Le razze, tutte le razze come le conosciamo oggi, hanno subito una lenta e laboriosa evoluzione nel corso degli ultimi due secoli. Bisogna tener conto che fino alla seconda metà dell’Ottocento, le razze canine ed i molossi in particolare,

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TerrAmica - Num. 2 - 2015  

TerrAmica - Rivista dell'Associazione di Agraria.org - ANNO II - N° 2 - GENNAIO 2015

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