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stacca dal fiore rimanendo incollata alla testa del malcapitato sotto forma di corna, per l’appunto; questa verrà trasportata dal bombo credulone al prossimo fiore della stessa specie. Da parte loro, alcuni insetti hanno scoperto che anche il polline può rappresentare una fonte di nutrimento.

Le api Sono tra gli insetti che sfruttano il polline a scopo alimentare, utilizzandolo miscelato con il miele e la pappa reale per l’alimentazione della covata e come nutrimento proteico per le api che devono produrre cera o la stessa pappa reale. Le bottinatrici possono raccogliere nettare e polline insieme oppure separatamente. Durante le visite ai fiori, il corpo delle api ricoperto di peluria si imbratta di granuli pollinici, corpuscoli che vengono spazzolati durante il volo tra un fiore e l’altro con dei pettini presenti sulle tre paia di zampe. Qui vengono amalgamati con del nettare appena raccolto o con del miele trasportato nella borsa melaria e compressi in pallottoline successivamente stipate nelle cestelle del polline, presenti sulla parte esterna della tibia delle zampe posteriori. Queste pallottole sono di notevoli dimensioni, fino a 7,5 mg e vengono trasportate nell’alveare dove la api di casa si incaricano del loro immagazzinamento. Le operaie addette al magazzino ripongono il polline nelle cellette, dopo averlo ulteriormente mescolato con del miele e lo comprimono con la testa per eliminare completamente l’aria. Durante la stagione attiva il polline viene depositato nelle vicinanze della covata, visto che servirà al suo nutrimento, mentre le scorte invernali sono posizionate sui telaini laterali e saranno utilizzate alla ripresa dell’attività, a fine inverno, quando inizierà di nuovo l’allevamento della covata. Essendo il polline indispensabile alla sopravvivenza della colonia, in caso di bisogno le api si adattano a racco-

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gliere anche quello delle piante anemofile, più frequentemente quello di ulivo e di mais, data la disponibilità; le qualità nutritive sono però inferiori e la raccolta più difficile.

Il polline Le api lo consumano sia fresco (appena raccolto) sia conservato, anche se preferiscono quest’ultimo. Nelle particolari condizioni di temperatura e umidità dell’alveare, il polline compresso nelle cellette con l’aggiunta di miele ed in mancanza di aria subisce una fermentazione lattica che lo trasforma in un alimento più nutriente e ricco di enzimi e vitamine chiamato “pane delle api”. La fermentazione e

Ape bottinatrice carica di polline le condizioni ambientali favoriscono anche il suo mantenimento inalterato per lunghi periodi, permettendo così alle api, come nel caso del miele, di creare delle riserve da sfruttare nei periodi di bisogno come la ripartenza primaverile; in questo periodo inizia l’allevamento delle nuove generazioni ma non sempre il clima permette l’uscita delle bottinatrici e l’offerta di polline fresco in natura è ancora scarsa. La raccolta del polline da parte dell’uomo avviene mediante apposite trappole poste all’ingresso dell’alveare, chiamate “pigliapolline”. In pratica si costringono le api a passare attraverso dei fori calibrati in maniera tale da permettere il passaggio delle api… senza le pallottolline di polline, quindi, le bottinatrici sono costrette a liberarsi di una parte del loro carico. Le trappole possono essere però posizionate solo per pochi

TerrAmica | N. 2 - Gennaio 2015

giorni di seguito; da una parte perché le api imparano a fare pallottoline di polline più piccole tanto da poter passare attraverso i fori, mentre dall’altra perché la raccolta del polline influisce negativamente sulla raccolta del nettare. Infatti quando all’interno dell’alveare viene notata la diminuzione del flusso di polline in ingresso, una buona parte delle bottinatrici viene dirottata dalla raccolta del nettare a quella del polline. Il polline per il consumo umano deve essere preservato da fenomeni di fermentazione e dall’attacco dei parassiti. Per fare questo, fino a non molti anni fa lo si essiccava con l’ausilio di una corrente di aria calda a circa 45°C. Il risultato di tale procedimento erano delle palline molto dure, tanto da scricchiolare tra i denti, mentre il gusto non era molto apprezzato dai più, in particolare dai bambini. Il polline conservato con questo metodo perde una parte delle sue proprietà nutritive che varia a seconda delle fonti tra il 50 ed il 90%. Negli ultimi anni ha preso sempre più piede il metodo di deumidificazione a freddo con successivo congelamento oppure il semplice congelamento del polline fresco, appena raccolto. In questo modo vengono preservate tutte le qualità nutrizionali lasciandone inalterato il gusto, molto più gradevole. Anche il pane delle api, diverso dal polline per aspetto, proprietà, sapore e per la maggiore disponibilità degli elementi nutritivi, ha i suoi estimatori ma presenta anche molte difficoltà per quanto riguarda la sua raccolta. Sono state tentate diverse strade e al momento il metodo più utilizzato è la distruzione dei favi dove è immagazzinato, con la successiva vagliatura per eliminare la cera sbriciolata ed il congelamento dei granelli.

Romeo Caruceru Esperto apistico

Zootecnia

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TerrAmica - Num. 2 - 2015  

TerrAmica - Rivista dell'Associazione di Agraria.org - ANNO II - N° 2 - GENNAIO 2015

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