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descrivendola come simile ad uno struzzo data la lunghezza delle zam-

una sola razza largamente diffusa in Italia seppur con differenze regionali circa stazza, peso, etc.

Fulvo di Benevento Razza di tacchino che un tempo era discretamente diffusa nelle province di Benevento e Caserta le cui qualità, in particolare rusticità e precocità, erano molto apprezzate non solo per il consumo locale ma anche nei mercati di Napoli e Roma. Il piumaggio si presentava rossiccio cupo, fulvo, con Tavole del “Summa gallicana” raffiguranti gallina e gallo di Italiana dorata, simile alla Monnezzara rare macchie nere all’estremità dei vessilli delle pe e del collo stesso, con le piume penne, cosi come nere erano le redel collo e della coda che appariva- miganti delle ali, essendo il tacchino no più dure e poco armoniose rispet- di Benevento portatore del carattere to a quelle del pollame locale allora genetico “ala nera”. Il peso dei maschi non superava i diffuso. 6-7 kg anche se pare che i soggetti La Monnezzara opportunamente ingrassati potesseVeniva così chiamata per l’abitudine ro raggiungere i 10 kg; le femmine, che avevano i contadini di nutrire il ottime covatrici, non superavano i loro pollame con i resti della cucina 3-4 kg e raggiungevano a stento i e con quanto veniva scartato dall’a- 5-6 kg se ingrassate. zienda agricola. Non esiste alcuna foto o immagine della gallina Monnezzara (o Italiana Napoletana), ma può essere assimilata al tipo mediterraneo diffuso nel resto d’Italia anche se i tarsi erano un po’ più corti e l’aspetto risultava più tozzo. La cresta era semplice, abbondante, ripiegata nella femmina in deposizione, con orecchioni bianchi, pelle e tarsi gialli; le livree comprendevano il collo oro e il perniciato. Finora ho descritto le razze di cui abbiamo fonti storiche; ci sono poi altre due tipologie di galline che le persone anziane dei vari borghi e masserie antiche che ho visitato ricordano per via della loro colorazione; in particolare dalle parti dell’alto casertano, da Caiazzo fino a Gioia Sannitica che raccontano di galline dai tratti del pollo mediterraneo in colorazione millefiori. Invece nelle campagne tra i monti Tifatini, San Leucio e il Mezzano si parla di galline in colorazione cucula, chiamate in dialetto “cicirinelle” (in quanto color cenere); del resto lo stesso cav. Italo Mazzon negli anni ‘30 considerava le cucule

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Il piumaggio si presentava per lo più bianco con rare macchie nere presenti anche sulle remiganti. Ottimo pascolatore il tacchino Bian-

Esemplare impagliato di tacchino Fulvo di Benevento (foto di Alessio Zanon) co di Avellino si prestava benissimo all’ allevamento all’aperto grazie alla sua spiccata rusticità. Era una razza leggera, difatti il peso dei maschi si aggirava sui 6-7 kg, mentre le femmine raggiungevano i 3-4 kg.

Dunque gli avicoli campani risultano attualmente estinti; tuttavia effettuando ricerche presso antichi casolari e masserie di zone isolate della varie province campane sono entrato in possesso di alcuni soggetti interessanti dai quali ripartire per un’eventuale opera di ri-selezione delle varie razze, che tuttavia rimarrà Tacchino Nebraska, razza americana simile un’utopia se gli allevatori della al Bianco di Avellino nostra regione continueranno a preferire esemplari industriali Bianco di Avellino o stranieri. Il risultato sarà quello di Tacchino locale che un tempo inon- far finire nel dimenticatoio le poche dava le aie e le campagne dell’ap- tracce di avicoli locali che si sono pennino meridionale, da Lucera ad conservate fino ai giorni nostri, conAvellino e Salerno, dove in parti- dannandoli così all’estinzione. colare nell’agro-nocerino e Cerignola pare si contassero branchi di Pasquale 700\800 capi che venivano allevati D’Ancicco esclusivamente per il consumo perpasqualedancicco@ sonale o per esser venduti nei merlive.it cati locali.

TerrAmica | N. 2 - Gennaio 2015

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TerrAmica - Num. 2 - 2015  

TerrAmica - Rivista dell'Associazione di Agraria.org - ANNO II - N° 2 - GENNAIO 2015

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