TerrAmica Num. 7 - 2017

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La prevenzione degli incendi boschivi Conseguenze e possibili strategie da mettere in atto per ridurre i danni da incendio boschivo di

Alessandro Lutri

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on l’aumento delle temperature, la siccità e la stagione estiva che avanza, aumenta il rischio di incendi. Ogni estate, attraverso i telegiornali, purtroppo apprendiamo notizie relative ad ettari di bosco andati in fiamme. Ma cosa succede esattamente quando un bosco brucia e quali sono i danni provocati dagli incendi? Con il passaggio del fuoco si raggiungono temperature di oltre 750° C, con conseguente distruzione della vegetazione epigea che viene trasformata in parte in sostanze aeree, in parte in sostanze minerali (cenere) ed in parte in residui catramosi ed idrocarburi densi (oli essenziali, resine, ecc.); queste si insinuano nel sottosuolo formando una strato parzialmente idrorepellente. Tutto ciò comporta, come diretta conseguenza, l’incremento del rischio di frane, poiché nei terreni scoscesi, in caso di pioggia, l’assenza di vegetazione non consente il rallentamento e la frammentazione delle gocce di pioggia. Queste ultime quindi, acquistando velocità, precipitano su un suolo fessurato e crepato a causa della precedente siccità estiva e delle elevate temperature dovute al fuoco, ed incontrano lo strato parzialmente idrorepellente che viene penetrato lentamente. Gran parte dell’acqua piovana in funzione della pendenza del terreno, continua il suo percorso, aumentando costantemente la sua velocità, con conseguente erosione del suolo.

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Ma questo è solamente una delle conseguenze provocate dagli incendi. Pensiamo anche a cosa succede quando tutta la vegetazione brucia. Non essendoci più arbusti, cespugli e alberi, gli animali non trovano più fonti di cibo ed al tempo stesso rimangono senza nascondigli e di conseguenza esposti ai predatori. Questo scenario comporta una riduzione della biodiversità, ed un impoverimento dell'ecosistema, con conseguente incremento di nuove ti-

ad un danno di tipo economico per l'azienda che produce il legname per la vendita, sia esso utilizzato per la produzione di mobili, legna da ardere, pellet o altro. Qualunque sia la natura degli incendi, siano essi naturali, colposi o dolosi, in che maniera ci si può difendere da questi o comunque ridurne l'entità del danno? E' possibile iniziare sostituendo le specie presenti con specie a ridotta infiammabilità e/o combustibilità, come ad esempio specie ad eleva-

pologie di danni, come per esempio l’arrivo di parassiti arborei, ovvero antecedentemente prima inesistenti o tenute sotto controllo da determinati insetti o altri antagonisti naturali. Un incendio di un bosco porta anche

ta capacità pollonifera o specie con corteccia più spessa (sughere). Può essere utile praticare degli sfollamenti, cioè riduzione della densità di piante giovani o il diradamento di piante adulte, così come anche l’eli-

TerrAmica | N. 7 - Luglio 2017

Ambiente, foreste e natura


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