Diario di penipe

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SOLIDARIETA’ A cura dell’Associazione Sviluppo Europeo Con la diretta partecipazione di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Animati da spirito di partecipazione e attivismo verso situazioni di disagio sociale e soprattutto verso i disabili sostenuti solo da volontari, Federica e Andrea, rispettivamente 27 e 25 anni, hanno deciso di trascorrere un mese come volontari nel Cantone di Penipe in Provincia del Chimborazo, nell’Ecuador, rappresentando così l’Associazione Sviluppo Europeo e mettendosi a disposizione della Casa della Carità di Penipe, gestita dalla comunità religiosa "Suore Francescane, con la guida spirituale di Padre Jaime Alvarez Bejumena. La Casa della Carità è stata creata nel 1995 con il sostegno della comunità di Capodarco di Fermo, accoglie e si prende cura di bambini e ragazzi con disabilità fisiche e psichiche, abbandonati negli ospedali, nelle strade o addirittura davanti alla porta del centro accoglienza. Presenza stabile è Giancarlo Giulietti, che dedica puntualmente mesi di volontariato, responsabile di missioni umanitarie in Ecuador e Brasile. Federica Agovino, Psicologa abilitata con esperienza all’estero, Andrea Cicchinelli, con una Laurea in Scienze e Politiche e relazioni Internazionali e una grande passione per le lingue e le pubbliche relazioni, intraprendono così una missione di 30 giorni, con l’intento di raccontare la loro esperienza attraverso un “diario” , al solo scopo di sottolineare una realtà così lontana ma anche così vicina ai nostri cuori e nella speranza di richiamare l’attenzione di nuovi Sponsor, disposti a sostenere la missione in Ecuador.

“DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR”


20 giugno 2016

[“DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

20 giugno 2016 Federica Agovino e Andrea Cichinelli partono da Fiumicino per arrivare a Quito, capitale dell’Ecuador, dopo due scali e 18 ore di volo, missione: sostegno e partecipazione all’assistenza di bambini e ragazzi con disabilità fisiche e psichiche Accolti dal volontario Giancarlo Giulietti vengono ospitati per la notte capitolina dalle Suore Francescane. La stanza è una vecchia classe adibita a “camera da letto”. Con loro dormirà anche il volontario Giancarlo, la precarietà della sistemazione viene compensata dalla disponibilità e simpatia delle sorelle. 21 giugno 2016 Dopo una abbondante colazione Federica e Andrea vengono accompagnati per una visita turistica nel centro storico della Capitale. Per la maggior parte del tempo sono stati in Plaza Grande dove hanno assistito ad una manifestazione culturale caratterizzato da balli tipici ecuadoriani. A pranzo la curiosità a vinto sulla scelta è così è ricaduta su “Street food”, cucina tanto buona quanto pesante. Appuntamento anche al ristorante “Café la cuchara de Chocolate” dove sono stati raggiunti da un’amica di Giancarlo, questo ristorante è un esercizio con il fine di raccogliere fondi per offrire il pranzo ai ragazzi poveri di Quito. Nel pomeriggio visita alla “telefèrica” che ha regalato una visione della Quito dall’alto, ad un’altezza di 4100 metri, sulla collina è anche situata una delle statue più conosciute della capitale, la “Vergine del Panecillo”, un monumento che rappresenta La Vergine che calpesta un serpente. Prima di tornare a casa non poteva mancare anche una visita sulla collina del Panecillo, dove è stato possibile ammirare un altro profilo della città, questa volta notturna. Tornando a casa in macchina, lo sguardo si posava su numerosi altri quartieri e le rispettive chiese tra le quali la Cattedrale.


22 giugno 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Per Federica e Andrea oggi è un'altra giornata di avventure. Dopo essersi preparati sono partiti dalle Sorelle Francescane alla volta di Otavalo. “Pensavamo di visitare solo la città ma non è stato cosi...” Una volta arrivati al paese Suor Veronica ha girato per la "laguna de mojanda". Scenario spettacolare ma addentrandosi troppo la macchina è rimasta impantanata. Dopo "solo" due ore e con l'aiuto di un super tassista, un inglese solitario e due locali siamo riusciti a liberare la macchina. Da qui si sono diretti, finalmente, a Otavolo dove, inutile dirlo, assaggiare piatti tipici e via nel mercato paesano (è stato impossibile non comprare). Successivamente si sono recati alla cascata de Peguche... Uno spettacolo della natura. Prima di arrivare alle cascate hanno visitato un paesino tipicamente quechua dove hanno avuta la possibilità di vedere un monumento indigeno che rappresenta il calendario solare. Prima di rientrare a casa appuntamento all'aeroporto per andare a prendere Carla Menichelli, un'altra volontaria italiana.

Carla


23 giugno 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Dalle Sorelle Francescane di Otavalo, Federica e Andrea insieme a Giancarlo, Carla, e suor Carmen partono per la volta di Penipe . Penipe, 7000 mila abitanti circa, ad un’altezza che varia dai 2.500 ai 5.424 metri, nel nord-est della provincia di Chimborazo, è il capoluogo di un cantone dell'Ecuador . Non molto distante si trova il vulcano Tungurahua, situato al centro delle Ande dell'Ecuador, monitorato dall'Instituto Geofisico de la Escuola Politécnica Nacional, Prima di giungere a destinazione si fermano in un ristorante a Tungurahua, il “Maria Diocelina”, dove assaporare tipiche varietà di piatti altopiani ecuadoriani, in particolare : choco con queso (una pannocchia accompagnata da una fetta di primo sale). Ripreso il cammino verso Penipe, giungono finalmente a destinazione, stiamo parlando della "Casa della Carita" creato nel 1995, dove si prendono cura di bambini e ragazzi con disabilità fisiche e psichiche, abbandonati negli ospedali, nelle strade o addirittura davanti alla porta del centro accoglienza. Gestito dalla comunità religiosa "Suore Francescane della carità", suore e volontari operano costantemente cercando di reperire cibo, vestiario, medicine, assistenza e terapie, in questo particolarmente vicini sono la comunità di Capodarco di Fermo. Federica e Andrea vengono accolti presso la locale Organizzazione per sistemarsi nelle stanze, in modo da poter subito iniziare l’assistenza ai bisognosi. Primo impegno, mettere a dormire i bambini, un’emozione fortissima nel conoscere i piccoli ricoverati. I bambini inizialmente erano un pò timorosi e diffidenti ma poi quando hanno capito che eravamo lì per loro hanno cominciato a cercarci e a giocare con noi: “non volevano più dormire! “Alle 17,30 la buonanotte per poi andare via. Verso le 19 il Gruppo si è riunito a cena con il parroco ed altre persone che aiutano la comunità.


24 giugno 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

La mattina del 24 giugno subito dopo una rapida colazione, Federica e Andrea hanno raggiunto i piccoli ospiti, ricevendo un accoglienza davvero affettuosa. Erano nelle loro rispettive classi nella Casa de Caridad. Solo sette di loro la mattina vengono portati a "vere e proprie" scuole. Si sono divisi tra le classi per ritrovarsi poi durante la pausa della merenda che svolgono tutti insieme. Poi di nuovo separati, Federica è andata dai bambini più piccoli (fino ai 4 anni)

mentre Andrea è rimasto a giocare con una bambina idrocefala con sindrome di nanismo.

Nel pomeriggio sono andati a Riobamba, una cittadina di circa 126.000 abitanti situata a 2.750 m di altezza,

al rientro hanno accompagnato i bambini a dormire .


25 giugno 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Come ormai è divenuta consuetudine, la giornata è cominciata con la colazione dei bambini. Questo è il quinto giorno della missione di Federica e Andrea che insieme agli altri pochi volontari, aiutano i bambini che hanno problemi di coordinazione o dell'uso degli arti. Questa pagina sarà forse la più lunga in assoluto del diario, soprattutto non ci saranno immagini, perché è arrivato il momento di dire come stanno le cose, e l’intenzione di Federica e Andrea è non distogliere l’attenzione sulle cose più importanti : Negli anni 80, Penipe viveva una situazione difficilissima a seguito di una malattia provocata da mancanza di iodio che, a 2800 metri di altezza, nella provincia di Riobamba, sulla Cordigliera delle Ande, 180 km. a sud della Capitale dell’Ecuador, aveva portato il “Gozzo endemico”. Le donne affette da tale patologia, davano alla luce bambini affetti da cretinismo, ritardo mentale o sordità o mutismo o problemi motori o di linguaggio. Il primo a fornire loro aiuto fu proprio Padre Jaime Alvarez Benjumea, che continuò a fornire assistenza agli abitanti vittimi di malattia e povertà, con giovani donne purtroppo indifese da abusi. Oggi la situazione a Penipe è veramente migliorata grazie ai volontari ed alla tenacia di persone come Padre Jaime o Giancarlo, durante le ore trascorso con gli abitanti di Casa de Caridad, Federica e Andrea hanno notato che vi è una forte mancanza di personale, servirebbero anche persone con maggiori competenze nell'ambito della disabilità psicofisica. Molto spesso i bambini con lievi disabilità aiutano i meno fortunati, per quanto ammirevoli, ma in modo però inappropriato. Andrea ha passato la mattinata con i bambini più grandi, in particolar modo con Fernando, Alejandra e Dario (normodotati), e Mario, Daniel. Carlos. Fernando e Dario durante la settimana frequentano la scuola nella vicina Riobamba. Raccontando quanto tanto gli piace andare a scuola, i bambini hanno passato la maggior parte del tempo giocando con il telefono di Andrea e ascoltandoci la musica. Mario ha solo un ritardo mentale, mentre Carlos e Daniel hanno ritardi mentali e difetti motori. Abbiamo notato che per loro mancano strumenti facilitatori e adatti alle loro necessità. Federica insieme a Carla, durante la mattinata si sono dedicate maggiormente ai piccolini, in particolar modo a Vinicio, Maria Fernanda e Luis Armando. Vinicio è affetto da microcefalia e <quattro tumori celebrali>, è stato trovato due anni fa in un dirupo ed è stato salvato dalle suore. È molto legato a Dario, lo porta sempre con se. Vinicio è un bambino molto allegro, ma non ha uno sviluppo muscolare adeguato quindi non riesce a stare in piedi e a tenere dritta la testa. Per lui servirebbe un caschetto imbottito perché per lui un colpo alla testa potrebbe essere fatale. Maria Fernanda è una bambina nata sana da genitori alcolizzati. Da piccolina al posto del latte le diedero alcool che le causo blocco della crescita e coma. ha le sembianze di una bambina di un anno circa ma in realtà ha cinque anni. Le suore la lasciano perennemente nel passeggino anche la notte. Dicono che ha difficoltà a stare sdraiata e che se dovesse cominciare a piangere la pressione potrebbe scaturire una crisi epilettica che potrebbe ucciderla. Per lei sarebbe necessaria una culla di ospedale reclinabile che le permetterebbe di dormire in una posizione un pò più comoda. Luis Armando, detto Cinito, ha la sindrome di down, però è molto sveglio e allegro. Ha uno sviluppo muscolare ritardato, infatti non cammina senza aiuto.


25 giugno 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Dopo pranzo siamo stati con grandi e piccoli insieme. Abbiamo giocato in giardino con i cani fino alle 16,00 (ora di cena). Quando i bambini sono stati accompagnati nelle stanze da letto, prima di metterli a dormire, ci siamo riuniti tutti in una stanza per giocare un pò. Mentre giocavamo German, un ragazzo con disabilità fisiche ( sedia a rotelle), ha avvisato che stava avendo una crisi epilettica, fortunatamente lieve. Durante la giornata Federica e Andrea notano che in linea generale i ragazzi in sedia a rotelle avrebbero bisogno di sedie a rotelle elettriche per essere più autonomi (non sempre hanno forza nelle braccia), mentre nei bagni servirebbero attrezzature che permettano ai ragazzi di muovervi in maniera più libera e indipendente. Per quanto riguarda le crisi epilettiche, hanno invece notato che è un fenomeno molto comune e poco curato. Servirebbero farmaci antiepilettici e altre medicine specifiche per ogni patologia ed età. mancanza di personale, assistenza persone con maggiori competenze nell'ambito della disabilità psicofisica mancano strumenti facilitatori caschetto imbottito culla di ospedale reclinabile ausili per camminare sedie farmaci antiepilettici e altre medicine specifiche


26 giugno 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Ogni mattina Federica, Andrea, il supermattiniero Giancarlo e quanti riescono a partecipare per assistere e, in qualche modo, alleviare i piccoli ospiti della Casa de Caridad, iniziano la giornata con l’entusiasmo di aiutare e la speranza di essere aiutati dall’esterno. Serve di tutto, pannolini, medicine, latte condensato, ed oltre ai generi di prima necessità purtroppo esiste una palese precarietà per mancanza di letti adeguati e sedie a rotelle anche elettriche, poiché non sempre i bisognosi hanno forza nelle braccia. Come sovente sostiene Giancarlo Giulietti, questi bambini e ragazzi sono stati tanto sfortunati nella vita, perché malattia e disagi non li ha risparmiati, tuttavia nella loro sfortuna sono stati anche fortunati, perché rispetto a tanti altri, possono beneficiare un’amorevole attenzione. L’impegno profuso di Federica e Andrea non è solo quello di assistere i ricoverati finché saranno a Penipe, si sa che non sarà possibile rimanere a lungo in Equador, il desiderio è richiamare l’attenzione di possibili sostenitori, non occorrono grandi sforzi: un’azienda può benissimo fornire Andrea con Mario e Daniel, anche a fianco generi di prima necessità o prodotti per la pulizia e scaricandosi fiscalmente la spesa come da legge nei casi di donazione per scopi umanitari. Questo diario ha lo scopo dunque di far conoscere una realtà, una delle tante al mondo, ma oggi siamo a Penipe, e tutti insieme vogliamo rendere partecipi il lettore di questa esperienza, come se chi legge potesse allungare una mano toccando attraverso Federica, Andrea, Giancarlo e altri questi disagiati.

insieme a Cacabombo

Si gioca con i Bambini prima di accompagnarli a letto, a loro piace pensare che il giorno dopo al loro risveglio ci sarà sempre qualcuno che si preoccuperà per loro …

Giancarlo insieme ad Andrea


27 giugno 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

La giornata inizia accompagnando i giovani nelle classi dove svolgono le loro attività ludiche, vengono accompagnati nelle tre classi distinte: quella più complicata, composta dai bambini con disabilità lievi, quella intermedia e quella basica. Una delle tre maestre durante l'anno si è ritirata, quindi, la classe basica è rimasta senza insegnante. I bambini che compongono questa classe passano le loro giornate chiusi a chiave nella classe soli senza fare attività. Federica e Andre si sono resi conto che Daniel, un bimbo molto curioso e allegro a cui piace imparare, si trovava in un aula con area assente perché non stimolato. Allora hanno pensato di provare a parlare con le maestre per inserire il bambino in una delle due altri classi. Frequentando le classi, si sono resi conto che il materiale è davvero carente e poco stimolante. Con pochi materiali in più i bambini sarebbero più felici e attivi.

Il pomeriggio Federica e Andrea si sono recati insieme alle suore nei paesi limitrofi a comprare le cose di estrema necessità (pannolini, calzini, latte in polvere, piattini ecc...). Il materiale primario è molto costoso e le suore non posso adempiere a tutte le spese.


28 giugno 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

I bambini, come tutte le mattine, si sono svegliati alle 04.00, questo non vuol dire dormire poco perché cominciano a prepararsi per andare a dormire alle 16.30 . Allora Federica e Andrea hanno chiesto il perché li mettessero a dormire cosi presto e la loro risposta è stata < perché i bambini vogliono così ! > Forse i bambini amano tanto il momento in cui si gioca prima di andare a dormire e forse, per le loro condizioni, sono troppo stanchi per continuare la giornata. Subito dopo colazione hanno parlato con le maestre chiedendo l'inserimento di Daniel in una classe dove si svolgessero attività più stimolanti. La richiesta è stata subito accolta e Daniel è stato inserito in una delle rimanenti due classi. Nella mattinata sono andati al poliambulatorio locale CEBICAM-CES . Questo poliambulatorio nacque da un'idea di padre Jaime nel 1986. La struttura divenne un punto d'appoggio per la cittadina di Penipe, poiché venivano organizzati incontri a scopo informativo come ad esempio l'alimentazione, la salute, l'istruzione ecc... Ancora oggi è attivo questo percorso al quale si è affiancato il progetto delle adozioni a distanza, che permette ai ragazzi del luogo di avere un'istruzione adeguata al fine di avere un lavoro anche al di fuori dei campi. Nella parte pediatrica ( circa 47 bambini) ci sono due maestre, un addetti all'igiene e le suore, che si occupano dei bimbi più piccoli ( fino a 4 anni) Dopo essere tornati alla Casa per aiutare i bambini a mangiare, nel pomeriggio Federica e Andrea sono andati a visitare un'altra struttura ideata da padre Jaime, un centro anziani. Una struttura ben organizzata, con palestra, lavanderia, cucina ben attrezzate, sale grandi e spaziose, soggiorni interni, tutto molto illuminato e riscaldato, anche una Cappella per le celebrazioni. Quest’ultimo Centro è apparsa più completa di personale, ogni due anziani un addetto, nella cucina tre addetti più una suora, in ogni stanza un addetto e un medico ed un fisioterapista nella palestra. A Casa de Caridad, i bambini aspettavano Fede e Andrea per andare a coricarsi


29 giugno 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cichinelli

Ed eccoci al nono giorno a Penipe, colazione e poi via a portare i bambini nelle loro classi e subito dopo Federica e Andrea sono andati a visitare l'organizzazione di Capodarco. Il primo approccio di partenariato si realizzò alla fine del 1992 in Ecuador su iniziativa della Comunità di Capodarco di Fermo che insieme ad alcune aziende, farmacia e qualche volontario, primo di tutti Giancarlo Giulietti per gli amici Lallo, instaurarono con i responsabili del centro socio sanitario Cebycam di Penipe un rapporto di collaborazione. Il CEBYCAM - CES è una non-profit fondata nel 1983 con sede Penipe e fu progettato per combattere la grave malattia del gozzo endemico che a quei tempi interessava oltre il 40% della popolazione di Penipe in particolar modo, purtroppo la natura e quindi i rimedi non erano ben noti e di conseguenza la disabilità coinvolse oltre l'87% delle persone che oltre alla malattia vivevano in condizioni di precarietà e senza un lavoro. Così la Comunità di Capodarco di Fermo intervenne cercando di far fronte ad una povertà diffusa e ad una percentuale elevatissima di persone disabili, coinvolgendo più soggetti (emarginati, disabili, bambini a rischio, donne, indigeni) attraverso programmi integrati (salute – educazione– formazione – lavoro) di base comunitaria. Si tratta di un progetto che ha come scopo il miglioramento sostanziale delle condizioni di vita dei minori svantaggiati (disabili, orfani, bambini e ragazzi di strada, ecc.) e delle loro famiglie. Il progetto ha consentito anche la realizzazione di una piccola fabbrica di scarpe, “La Cooperativa de Produccion Industrial del Calzado Vinicio” e grazie alla donazione di macchinari recuperato da un’azienda delle Marche, oltre ad un laboratorio di ceramica, un negozio che vende prodotti di seta e un dormitorio che accoglie ragazzi, vittime di incidenti e rimasti su sedie a rotelle. Dopo aver visitato la fabbrica di scarpe sono tornati a la Casa de Caridad. I bambini erano ancora in classe ed hanno colto l'occasione per chiedere alle maestre quale fosse il loro stipendio. Hanno risposto sia Veronica che Victoria il minimo sindacale (500$) più l'assicurazione. Dopo il pranzo hanno giocato con i bambini, aiutandoli a mangiare, trascorrendo così la giornata come le altre. Tutto sommato con il da farsi le giornate trascorrono così velocemente che a fine serata, forse per la stanchezza, rimane ben poco da raccontare, eppure ci sarebbe veramente tanto da dire, forse non è facile accettare e ammettere l’impotenza di fronte a tante ingiustizie e soprattutto a tanta indifferenza !


30 giugno 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

La

Da destra Marta Carmen e sulla sinistra Veronica

giornata del 30 inizia con un’dea di suor Carmen di

andare a Riobamba per sbrigare alcune commissioni. Quella che doveva essere una "spedizione" rapida in paese, si è trasformata in una mattinata lunghissima ! Hanno avuto l'occasione di parlare molto con suor Carmen, che ha spiegato tutte le sue mansioni, tutte di responsabilità e sono davvero tante. Ha il compito di organizzare tutta la Casa de Caridà, occuparsi di tutti i pagamenti, e abbiamo notato che malgrado non sia la sua

mansione primaria, comunque si preoccupa tanto dei bambini. Suor Carmen ha raccontato che qualche tempo fa un ragazzo che si occupava dei bambini è stato licenziato perché aveva picchiato un bambino. Fu scoperto grazie ad alcune telecamere montate per la sicurezza nei corridoi e nelle classi. Vorrebbe metterle anche nelle camere da letto dei bambini, per controllare che vengano trattati nel migliore dei modi. Questo le verrebbe a costare 1800$, che per il momento non hanno. Una delle cose che si potrebbe fare per aiutarli è contattare una ditta in loco che possa provvedere all'installazione e potremmo occuparci di recuperare i fondi per saldare il conto. Rientrati alla Casa nel pomeriggio, i bambini erano ancora in classe e poco dopo sono stati accompagnati a cena. In quell’occasione hanno subito notato come Daniel, che normale cammina, era di nuovo sulla sedia a rotelle e non riusciva a tenersi in piedi. Una volta messo a letto, la maestra Victoria ci ha riferito che Daniel, nel corso della giornata aveva avuto 6 attacchi epilettici. Questo è fenomeno che si continua a ripetere con quasi tutti i bambini nonostante prendano giornalmente le medicine per l'epilessia. La mancanza di fondi non consente ai bambini di avere medicine più adeguate alle loro patologie, somministrando invece farmaci più generici. Dopo cena il paese era in festa perché era stato fondato il primo GEOPARCO del luogo.


1 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Subito dopo la colazione, mentre Federica e Andrea erano seduti sul divano vicino alla mensa, arrivava Christian ( down di 40 anni) quando improvvisamente è caduto in terra rialzandosi dopo qualche istante, si pensava fosse solo scivolato, poi si è seduto vicino a Federica mettendosi a piangere. Poco dopo ha avuto due attacchi epilettici ravvicinati. Succesivamente hanno allora capito che anche la caduta precedente dipendeva da un Christian attacco epilettico ed è purtroppo un problema che si ripete sempre più frequentemente. Accompagnato i bambini nelle classi per svolgere le loro attività didattiche, anche questa undicesima giornata ecuadoriana si è svolta come ormai di rito. La consuetudine riguarda anche la merenda delle 10, quando i bambini vengono riuniti tutti in una sola classe per vedere i cartoni animati. Dispiace dire che anche in questa occasione un ragazzo, Peppe, in 15 minuti è stato colpito da tre crisi epilettiche abbastanza forti. Peppe Ancora una volta è stato dimostrato che le medicine somministrate per l'epilessia sono inadatte. E importante far conoscere alle varie Organizzazioni impegnate nel sociale, l’importanza di reperire antiepilettici e anticonvulsivanti anche naturali, il fenomeno di attacchi epilettici è tristemente frequente nella Provincia del Chimborazo, < un’azienda che desiderasse dare un aiuto fruendo lo sgravio fiscale previsto per legge, non importa che faccia una donazione, potrebbe direttamente comprare questi farmaci, oltre la meravigliosa azione umanitaria, beneficerebbe anche di grandissima visibilità, senz’altro sana e naturale pubblicità utile al proprio business, ma quanto bene potrebbe fare ! >

Con Carla,Margarita,Cesar e Family

Dopo il pranzo, Federica, Andrea insieme a Carla sono partiti per recarsi alla Capitale. Arrivati alla stazione di Quito sono stati raggiunti da alcuni amici, Margarita, Lucia e César, con cui hanno cenato e organizzato gli incontri da fare nei giornate seguenti .

Con Lucia


2 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Questo Sabato è stato dedicato alla visita “turistica” di Quito insieme agli amici Cesar e Margarita, non si è trattato di solo svago, era necessario che Federica e Andrea si rendessero conto della situazione geoeconomica e geosociale, occorreva capire fino a che punto quasi 211 chilometri, potevano separare così tanto un centro come Penipe dalla sua capitale. Per non perdersi proprio nulla, è stato scelto di visitare Quito con un pullman turistico. È stato interessante perché, oltre a vedere la capitale nell'insieme, Cesar e Margarita si sono rivelati due guide attente, perché di ogni posto hanno spiegato storia e leggende. Sono scesi alla Virgen del Panecillio, in realtà avevamo già fatto le foto ma non di giorno e, nell’occasione, non potevano non entrare in un ristorante per un pranzetto locale… Sulla via del ritorno si sono fermati alla chiesa La Compañía de Jesús La Iglesia de la Compañía de Jesús (La Chiesa della Compagnia di Gesù, è una chiesa gesuita situata nel centro storico di Quito. La sua grande navata centrale è riccamente (!) decorata con foglie d'oro, gesso e sculture in legno, in stile barocco latino-americano. La serata si è conclusa poi nel quartiere chiamato "la Ronda" conosciuto per la movida notturna. E’ chiaro come nella Capitale i problemi di un centro minore come Penipe non sono minimamente avvertite e si ha solo l’impressione di visitare una classica località suggerita dalle guide turistiche.


3 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Questa Domenica Federica e Andrea si sono recati a Mitad del mundo, a San Antonio de Pichincha, a 30,6 km da Quito. Nel punto esatto in cui passa l'equatore, fu costruito un monumento il “Mitad del Mundo” ("metà del mondo"). L'edificio fu costruito nel luogo in cui tra il 1736 e il 1744, Charles de la Contamine e un gruppo di suoi colleghi francesi misurarono la curvatura terrestre per conto della Reale Accademia di Francia, dando origine così al monumento che continua a rappresentare la

divisione della terra in due emisferi, <qui si potrà stare letteralmente con i piedi in due emisferi>. L'atmosfera era piuttosto mistica, circondati da balli e musiche indigene. Il monumento ospita alcune attrazioni come il villaggio equatoriale, un modello in miniatura della città di Quito durante l'epoca coloniale, il museo etnografico e il planetario, dove conoscere la storia della popolazione indigena del luogo.

Il ritorno verso Penipe è stato avventuroso, ma alla fine sono riusciti a raggiungere la CASA DE LA CARIDAD


4 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

E’ Lunedì e con le Suore hanno deciso di raggiungere Laguna Negra, ma prima di partire sono andati a salutare i bambini ed aiutargli a fare colazione. Purtroppo prima di cominciare a mangiare, Angelica ha avuto una crisi epilettica. Dopo la colazione, Federica, Andrea con alcune delle Suore sono partiti.

Dopo aver visitato la Laguna, si sono fermati a pranzare: choclo (pannocchia) e una patata lessa. Nel cammino di ritorno a Penipe, hanno voluto fare una pausa alla serra di orchidee .

Giunti finalmente a Penipe, Federica e Carla sono andate al piano dei piccolini e Maria Fernanda ( la bambina che è stata svezzata con alcool) ha avuto due lunghe crisi epilettiche. Parlando con le suore, queste hanno detto, che il problema fondamentale è la mancanza di soldi che non permette di comprare ad ogni bambino la propria medicina. E ci hanno anche raccontato che molto spesso le donazioni dei medicinali durano solo per qualche mese e poi vengono interrotte.


5 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Oggi è il quindicesimo giorno in Ecuador e la giornata è iniziata come al solito, dopo la colazione dei bambini, anche Federica e Andrea prendono qualcosa, prima di accompagnare i piccoli ospiti alle rispettive classi. Dopo la merenda delle 10, molti dei bambini vengono radunati nel comedor (mensa) per vedere i cartoni animati. E’ un momento che dovrebbe rilassare e anche divertire i ragazzi, ma non mancano mai episodi spiacevoli e, al solito, il piccolo Peppe ha avuto un'altra crisi epilettica, anche se questa volta però, fortunatamente, si è ripreso meglio rispetto a episodi precedenti. Dopo pranzo i bambini sono stati riportati nelle classi, ma il caldo era troppo allora sono stati accompagnati in giardino per giocare un pò.

Sono stati raggiunti anche da padre Jorge un parroco che da tanto tempo vive nella comunità della Casa di Caridad.

Si sono poi fermati fino al momento della buonanotte ai bambini. Andrea è andato con i maschi e Federica con le bambine. Fortunatamente non si sono presentate ulteriori situazioni sgradevoli.


6 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

La mattinata del 6 luglio è trascorso al mercato di artigianato di Riobamba, per vedere se si riusciva a trovare qualcosa di economico utile per la casa di accoglienza. Riobamba è la capitale della Provincia del Chimborazo, a 200 km a sud di Quito. Riobamba è nota in particolar modo per due motivi, per gli appassionati dell’alpinismo e per il folcloristico trenino delle Ande. Federica e Andrea sono tornati a Penipe per l’ora di pranzo, in modo da poter aiutare i bambini. Dopo il pranzo sono rimasti con i bambini ed hanno notato che la sistemazione dei letti nel dormitorio dei maschi era cambiato. Quando è stato chiesto chiesto la ragione di questi cambiamenti è stato risposto che durante la notte sarebbe arrivato un altro bambino, Giosuè.

In serata verso le 22, il bimbo è arrivato. La sorpresa è stata grande per tutti, il bambino presentava tutte e due le gambe rotte e una handicap del 91 % , Vista la situazione il bambino è stato portato nel dormitorio delle bambine perché più tranquillo. Lì ha ricevuto le prime cure del caso, lavato, riordinato e alimentato.

Verso le 23,30 sono andati tutti a dormire.


7 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Nella mattinata Federica e Carla sono state in piscina, prima con Luis Armando (4 anni), poi con le femminucce: Alejandra, Maria Goretti, Monica, Gina, Victoria. Con le Volontarie era presente anche la fisioterapista. Tutte le ragazze, tranne Monica, avevano paura dell'acqua. Con qualche piccolo esercizio hanno preso sicurezza e si sono mosso anche sole nella piscina. Daniel prima di entrare in classe ha avuto un attacco epilettico, il secondo in mezz'ora considerando il primo che si era manifestato durante la colazione. Durante la merenda è stato montato il nuovo impianto stereo nella stanza dove fanno merenda. Questo è stato comprato, insieme alla televisione e altri materiali necessari secondo le suore, dal buon Giancarlo. Dopo il pranzo parte dei bambini sono tornati in classe, altri sono rimasti nell'orfanotrofio a giocare mentre alcuni sono andati ad Ambato a conoscere i padrini.

Prima di cena Federica e Andrea sono rimasti molto tempo con il l’ultimo bimbo arrivato Dopo la cena hanno deciso che il giorno dopo saremmo andati a Chimborazo e per tanto sono andati a chiedere a suor Maria se poteva prestare la macchina. Mentre stavano andando dalla Suora hanno trovato Daniel che dormiva su una sedia a rotella in giardino, i piccoli ospiti non saranno tantissimi, ma richiedono sempre continuo controllo, impossibile abbassare la guardia…


8 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Riusciti a reperire una vettura, con non poca fatica, Federica e Andrea, insieme a Carla, Andrea, Emilio, Begoña, Victor e Mariza, sono partiti alla volta del Monte Chimborazo. Pochi sanno che se si misura l’altezza dal centro della Terra, il monte più alto del mondo è proprio il Chimborazo, una delle vette più alte delle Ande in Ecuador che raggiunge i 6.384,4 chilometri dal centro della Terra, mentre, sembre dal centro della terra, l’Everest arriva a 6.382,3 chilometri.

Il viaggio è durato 3 ore. Giunti all'ingresso della città hanno consigliato di prendere una giuda. Arrivati dunque al primo rifugio, hanno dovuto lasciare la macchina. Mariza (su sedia a rotelle) e Victor sono rimasti

al

rifugio,

Gli altri sono saliti, con molte difficoltà, al secondo rifugio che si trovava ad un'altezza di 4.800 metri per poi proseguire verso la laguna a 5.100 metri. Data l’altezza, si avvertiva molto la mancanza d'ossigeno, si provava difficoltà di tipo respiratorio e cardiaco, ma alla fine è stata comunque una bellissima esperienza. Dopo essere scesi si sono fermati a prendere qualcosa di caldo nel primo rifugio. Nel cammino verso casa hanno fatto una strada alternativa passando per Ambato e Pelileo, qiest’ultima nota per la fabbrica di jeans. A

Ambato invece, nota per essere stata devastata in passato da due terribili terremoti, ma è anche terra di letterati. Qui infatti nacquero due dei più importanti scrittori ecuadoriani: Juan Montalvo, scrisse diversi racconti, in particolare una sequela di Don Chisciotte chiamato “capitoli che ha dimenticato di Cervantes”, morì di pleurite a Parigi e Il suo corpo fu imbalsamato ed esposto in un mausoleo ad Ambato. A Juan Leòn Mera, Juan Montalvo scrittore, politico e pittpre, si devono le parole dell’inno nazionale e il romanzo Cumandà.


9 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Il lavoro con i bambini è molto gratificante ma altrettanto impegnativo, le emozioni impegnano i cuori di Federica e Andrea come di tutti gli altri Volontari che si sono resi disponibili, ma anche la mente avverte il bisogno di scaricare la tensione con un pò di distrazione, vivere certe situazioni non è così facile come raccontarle. Oggi i protagonisti di questo Diario hanno deciso di fare un giro per Pelileo e Baños con Carla, Begoña, Emilio e Mariza. Pelileo è il capoluogo del “Cantone di Pelileo” nella provincia del Tungurahua, al centro dell’Ecuador. Era stato consigliato un giro a Pelileo soprattutto per il mercato dei jeans, “appena sfornati di fabbrica”, di buona qualità, in molti avevano asserito. In realtà la ricerca dei jeans non hanno riscontrato le aspettative, o perlomeno non hanno trovato quello che cercavano . Così hanno preso il pullman per Baños che dista solo mezz'ora da Pelileo. Il posto è apparso da subito meraviglioso; 1820 metri metri sul livello del mare, in mezzo ad una prepotente vegetazione. Il nome della città preannuncia la sua principale attrattiva turistica: banos significa bagni ed in effetti la località viene chiamata anche Baños de Agua Santa (Bagni di acqua santa), per le numerose sorgenti di acqua termale presenti nella città, che sono conosciute per le grandi proprietà curative, che la popolazione locale definisce "miracolose" , oltre alla venerazione verso la Vergine Maria che si racconta apparve vicino ad una cascata, tanto che una statua “Virgen de Agua Santa” fu posta all'interno della cattedrale. La cittadina è molto bella, folkloristica, viva, e la gente che hanno incontrato ha trasmesso quel buon umore che forse stavamo cercando. Piccolo giro per la città e sosta per il pranzo in un ottimo ristorante vegetariano: piatti ben cucinati, ottima presentazione. Eccellenti le tagliatelle con gamberi e cocco, e che prezzi. Dopo il pranzo ci sono organizzati per il ritorno. Alla stazione dei pullman non li hanno fatti entrare subito perché ”non sarebbero scesi al capolinea !!!???” Avranno capito bene? Comunque, alla fine hanno deciso di tornare a casa in taxi e forse è stato meglio così. In definitiva, una giornata che ha concesso ciò che Federica, Andrea e gli amici di avventura cercavamo : relax, e se lo meritano davvero .


10 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Il 10 luglio, sempre all’insegna della distrazione, si è deciso di andare a Puyo, capoluogo della provincia del Pastaza, ai limiti della foresta amazzonica, a circa 50 km dal monte El Altar (5319 m s.l.m.), tra Baños e le città di Tena e Macas, Un taxista li ha portati in un meraviglioso parco naturale immersi nel verde ed una guida ha spiegato come moltissime piante vengano utilizzate a livello terapeutico dalle popolazioni locali, e pare che questa pratica sia ancora molto diffusa. Camminando nel parco sono arrivati nei pressi di una bellissima cascata. Un immediato senso di leggerezza ha ispirato quasi una catarsi dal peso delle abitudini della società “civile” a cui si è abituati in Italia. Sono rimasti un po’ di tempo a godersi la frescura dell’acqua e

poi sono tornati in città. Puya non è risultata particolarmente attraente, ma il loro stato d’animo era tranquillo e li ha fatto godere anche quelle ore in cui hanno incontrato solo negozi di scarpe ( nessuna attrazione turistica). Dopo un pasto tipico della zona sono tornati a Penipe. Anche questa volta hanno avuto problemi con il pullman e sempre per lo stesso motivo : non sarebbero scesi al capolinea. Dopo una breve spiegazione sono riusciti ad entrare e sono tornati finalmente alla Casa de la Caridad. I bambini hanno accolto felici Federica ed Andrea, una felicità ben ricambiata e condivisa


11 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Tornati al lavoro con i bambini, oggi è successo qualcosa di molto positivo, almeno per Federica e Andrea, anche se purtroppo la giornata si è poi conclusa con una grande delusione. Mario è un bambino con un leggero ritardo mentale, ma il suo problema più importante è la sua difficoltà a relazionarsi, a fidarsi delle persone: da piccolo ha subito numerosi e gravi maltrattamenti e per questo è stato tolto dalla famiglia ed affidato, con la sorella, alle suore della “Casa” dalla quale non vuole più uscire. Sente evidentemente quel senso di protezione che non aveva mai provato in famiglia, ma non riesce a comunicare le sue emozioni, i suoi desideri, le sue curiosità, insomma non parla e non vuole uscire dalla casa. Oggi, però, è successo che Carla è riuscita a convincerlo ad accompagnarla a comprare la farina per svolgere delle attività manuali ! In principio Mario era esterrefatto: quel mondo che cosa gli proponeva? Era pericoloso? Avrebbe dovuto aspettarsi ancora maltrattamenti? Non ha mangiato il pane che gli era stato offerto nel negozio e non si è mai staccato da Carla, ma un volta tornato a casa, più volte si è messo davanti la porta aspettando di riuscire. < Qualcosa sta succedendo > . Durante la mattinata, Federica ha provato ad integrare Cinito con i ragazzi più grandi, il bimbo down di 4 anni con crescita rallentata a causa della malnutrizione infantile,. Prova superata ! E’ andato tutto bene e dopo la merenda hanno fatto musico terapia tutti insieme. Il pomeriggio è stato intenso di emozioni, ma non sempre positive. Hanno portato Giosuè dal medico a causa delle fratture alle gambe. Risposta agghiacciante, sicuramente nella considerazione delle priorità proposte dalla nostra società: i medici non vogliono operare il bambino perché, affermano, “i bambini con disabilità non hanno bisogno di essere curati…” Insomma non potranno essere utili a quella società che deve essere oculata nell’investire le proprie scarse risorse. Sia ben chiaro, quest’ultima riflessione non vuole essere un’accusa verso il medico o il sistema adottato dal Paese che, sicuramente, avrà fatto le sue valutazioni confrontandosi con la realtà locale, ma qualcosa sicuramente non ha funzionato e non funziona. Rabbia, disillusione. La conoscenza di queste realtà sposta tutti i tuoi sistemi di riferimento. Ma il compito di Federica e Andrea è capire, rielaborare e tentare di fare nuove proposte. E’ difficile però continuare a coltivare la speranza , per i Volontari e quei bambini, quando il sentimento morale di chi dovrebbe e potrebbe intervenire si nasconde dietro a calcoli esclusivamente speculativi. Ai volontari come Federica, Andrea, Giancarlo, Carla e tanti altri ancora, resta l’impegno per cercare di rovesciare la scala dei valori sociali. Ed andiamo avanti così ! Per la cena sono arrivate delle persone che hanno manifestato il loro interessamento a fare delle donazioni alla “Casa”. Sono venute più volte per visitare la casa e verificare necessità e condizioni di lavoro. A questo proposito i tavoli erano apparecchiati con delle vere e proprie tovaglie e sono stati utilizzati bavaglini nuovi. Tutto questo normalmente non accade: i bambini mangiano senza tovaglie e i bavaglini sono pochi e sporchi, ma, anche l’occhio vuole la sua parte ecc. ecc.. Dopo la cena i volontari sono andati via e Federica e Andrea hanno accompagnato i bambini a dormire, senza problemi, proprio come se i problemi non ci fossero su serio.


12 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Questa mattina Federica e Andrea si sono recati al mercato ed hanno deciso di far uscire di nuovo Mario, questa volta con Cinito Mario è stato molto contento e si è impegnato anche ad aiutare a tenere sotto controllo Cinito. Il piccolino, curiosissimo, osservava qualsiasi cosa con stupore. Per lui molte cose rappresentavano una novità, e poi…. tutta quella gente , un mare di emozioni. La Casa accoglie, indubbiamente, protegge, ma l’incontro con il “fuori”, con la società vera pensano sia essenziale per tentare almeno un parziale recupero cognitivo di alcuni suoi ospiti : Mario e Cinito potrebbero averne molto giovamento. Tornati a casa Cinito continuava ad indicare la porta: voleva uscire di nuovo ed era chiarissimo nel suo linguaggio. Ecco, quello della stimolazione del linguaggio è un argomento che meriterebbe piu’ tempo e piu’ attenzione. Nel frattempo Andrea è rimasto con Daniel che, come gli succede spesso, ha avuto qualche problema di collocazione spaziale, di equilibrio. Insomma è caduto. Niente di grave, comunque. Daniel, con l’aiuto di Andrea, è riuscito a disinfettare la ferita. I bambini stanno imparando ad essere un po’ piu’ autonomi, nei limiti delle loro capacità, naturalmente. Più tardi sono andati a Riobamba a comprare gli ingredienti necessari per la cena : si doveva preparare la pizza per i bambini. L’entusiasmo dei bambini, tornati dalla scuola, alla notizia che avrebbero mangiato la pizza è durato tutto il pomeriggio e naturalmente la cena è stata una festa, e Federica e Andrea ne sono stati contagiati: il loro entusiasmo li ha riempito il cuore.


13 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Durante la mattinata ancora una volta Peppe ha avuto una crisi epilettica . L’ episodio non ha condizionato in maniera particolare il ragazzo ma ha stimolato l’attenzione e la preoccupazione di Padre Jame. Si è verificato, infatti, in una classe in cui non era presente la maestra . Padre Jaime, che era alla Casa de la Caridad con alcuni membri del CebycamCes, ha chiesto, allora a Federica e Andrea, come mai nella classe non fosse presente l'insegnante. La domanda sorprese a dir poco per non dire che creo un po’ di imbarazzo, dal momento che proprio a loro era stato riferito che la maestra si sarebbe ritirata per motivi personali . Probabile si trattasse di una domanda retorica rivota a due Volontari dimostratosi meritevoli di fiducia. Dopo la merenda di mezza mattina hanno cercato di stimolare nuovamente i ragazzi con la musica… e ci siamo riusciti ! La musica ha il grande dono di riuscire a liberare le emozioni: è un fatto chimico oltre che psichico, e poi non dispensa giudizi . Dopo il pranzo i ragazzi sono ritornati nelle classi svolgendo le loro solite attività.

Poiché domani Carla e Giancarlo partiranno per tornare in Italia , hanno deciso tutti insieme di passare un’ultima serata in maniera un più esclusiva, di salutarsi, insomma, a cena in un locale di Riobamba parlando e confrontando le loro esperienze passate e di qualche progetto futuro. In ogni caso Gian Carlo e Carla, rimarranno nei cuori di Federica e Andrea


14 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Questo giovedì, verso le ore 8 Andrea è entrato in classe ed ha notato che Daniel non aveva avuto la reazione di sempre dopo averlo visto, insomma non si è subito alzato per corrergli incontro. Si è insospettito ed avvicinandosi ha notato che era molto caldo. Ha avvisato gli addetti, che dopo avergli misurato la febbre (38°), hanno deciso di portarlo all'ospedale di Riobamba. I medici hanno deciso di somministrargli una terapia antibiotica per evitare complicazioni polmonari. Durante la merenda sono arrivati dei volontari dall'università di Riobamba. I ragazzi li hanno accolti benissimo, si sono dimostrati contenti e partecipi e si sono intrattenuti con questi fino al pomeriggio. Da parte di Federica e Andrea è stato bello vederli interagire con persone in fondo sconosciute, un sollievo iniziando a pensare che presto dovranno rientrare in Italia ed il distacco sarà doloroso tanto per loro che per i piccoli. Così insieme a Carla, Vico, Emilio e Begoña sono andati a visitare il paese nativo di Vico: Utuñag, che in quechua vuol dire ultimo paese. E’ un posto bellissimo, circondato di montagne innevate ed una natura incredibile. Con Vico si sono addentrati in quella natura ed hanno conosciuto numerosi esemplari di piante particolari della zona. Dopo aver partecipato alla mungitura delle mucche, sono andati a casa della mamma di Vico, la che li ha accolto preparando le sue buonissime tortillas e caffè di fava. Che bellissima esperienza. Verso sera si sono riavviati verso Casa de la Caridad con il latte da loro munto ed offerto, poi, agli ospiti della “Casa”. Questo paese e questa esperienza non finiscono mai di meravigliare.


15 luglio 2016 i

giorni

di

riposo

di

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli questa

settimana saranno oggi, venerdì e sabato. Hanno deciso allora, con Begoña ed Emilio, di ritornare a Baños. Un piccolo incidente di percorso ha però costretto Andrea a rivedere il suo programma: problemi intestinali, il consiglio corale è stato quello do tornare alla casa con l'auspicio che li avrebbe raggiunto, al massimo, il giorno seguente. Il suo “problema” non gli ha permesso di essere completamente partecipe alle attività giornaliere con i bambini, ma in un momento della pausa pomeridiana Andrea ha colto l'occasione per scambiare due chiacchiere con Victoria, una delle due maestre, riguardo la situazione cognitiva dei bambini. La maestra si è soffermata in modo particolare sulla situazione di Mario, confermando le impressioni di Federica e Andrea: Mario è un bambino con capacità cognitive che farebbero sperare grandi possibilità di crescita, anche dal punto di vista linguistico. Ma mancano gli strumenti per la stimolazione della crescita cognitiva, quello che occorre è un progetto di durata e le professionalità che possano dare continuità a questo eventuale progetto. Ed a proposito di professionalità, in serata nel mettere a letto i bambini, Andrea si è risentito vivacemente con uno degli addetti agli impianti colpevole di aver picchiato Mario ripetutamente e con forza uno dei bambini con più rischio di convulsioni epilettiche: Daniel. Ed allora, che cosa manca: la professionalità? la formazione? i ritmi e le condizioni di lavoro a cui sono sottoposte queste Daniel, tristemente legato alla persone sono così stressanti che qualsiasi atteggiamento che Sedia e alla colonna, per evitare che ritardi il raggiungimento del riposo provoca reazioni esagerate ? caschi… Probabilmente sono vere tutte e tre le ipotesi. Il risvolto positivo di quanto accaduto è stato la stimolazione di una riflessione nella persona che adottava tali sbagliati atteggiamenti, che ha assunto un atteggiamento più paziente ed accondiscendente . Bravo Andrea. Intanto Begoña, Federica ed Emilio arrivati a Baños, hanno affittato delle biciclette per quella che doveva essere una gita rilassante trasformatasi improvvisamente in una tappa di competizione ciclistica (ha, ha, ha): 23 km di salite e discese, polpacci induriti, battisella dolorante. Riconsegnate le biciclette hanno deciso così di andarsi a rilassare alle piscine termali di Baños. Bellissimo…si sono talmente rilassati che il piano di uscire dopo cena è fallito. A domani.


16 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

E’ così che Andrea, dopo un'attesa di oltre due ore di ritardo dalla partenza, è riuscito a prendere il pullman per Baños. Emilio, Federica e Begoña, in attesa del suo arrivo hanno deciso nel frattempo di visitare” la casa sull'albero” un’attrazione turistica nel parco davanti al vulcano Tungurahua, famosa soprattutto per la sua altalena sospesa. Si tratta di una capanna sull’albero che sembra appartenga al guardiano del vulcano Tungurahua. La vista è da mozzafiato, e mozzafiato è stata anche l’esperienza del giro sull’enorme altalena che dondola verso la vallata, sorprendente. Arrivato Andrea sono andati tutti insieme a pranzo in un ristorante italiano ( concediamogli un po’ di nostalgia) molto buono. Nel pomeriggio hanno deciso di fare canyoning (discesa delle cascate). Un’agenzia turistica ci ha venduto i biglietti e si sono trovati impegnati per due ore tra rocce,

cascate , corde, in un’esperienza avventurosa che non si sarebbero mai aspettati, che emozioni. Anche in questo caso si sono messi alla prova, e con le giuste attrezzature e i necessari consigli ce l’hanno fatta. Ci vogliono stimoli , pazienza e conoscenza per fare bene le cose.

Dopo una graditissima cena ci siamo diretti alla fermata del pullman per tornare a Penipe.


17 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

È stata una giornata di cresime a Penipe. Per oggi ci sarà ben poco da riportare, poiché nessuna delle maestre è stata presente durante il giorno e i volontari, che solitamente si occupano dei bambini la domenica, non sono arrivati. La mensa dei bambini era stata trasformata in una sala ricevimenti, ricca di a addobbi e fiori, in occasione delle cresimi. Comunque la mattinata è passata in modo tranquillo. Hanno solo notato che in una delle classei c'era della pipì in terra e le addette alle pulizie, avvisate di quanto accaduto, hanno pulito utilizzando dei pannolini . Strano, poiché solitamente si lamentano per lo scarso numero di pannolini a disposizione per le necessità dei bambini, forse sarà arrivata una grossa fornitura poiché hanno notato che i pannolini venivano addirittura utilizzati al posto dei bavaglini. Non vogliamo sapere di piu’ riguardo ai criteri di organizzazione e gestione della “casa”, non è tra i nostri compiti e scopi, ma sembra veramente tutto un po’ legato alla casualità. Federica e Andrea sono stati poi invitati a pranzo dalle suore. Un pranzo ricchissimo con accostamenti culinari a volte un po’ stravaganti, almeno per i nostri due volontari (popcorn e patatine nelle zuppe ad esempio) ma che hanno arricchito il bagaglio di conoscenze interculturali anche sotto il profilo della cucina. Durante la serata

Junior Jesuè, ha pianto molto ma nessuno si è occupato di lui tranne Federica, che rimanendo con lui, lo ha tranquillizzato e preparato alla notte con coccole e musica rilassante . Basta poco, il problema è che spesso manca anche quel poco.


18 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

La mattinata è stata particolarmente tranquilla, trascorsa tra le classi con una musica di sottofondo che accompagna le attività dei bambini. Hanno proposto la manipolazione di un impasto di farina e acqua a cui è stato aggiunto un colore a tempera. I bambini si sono sentiti liberi , così, nella loro capacità creativa di creare forme delle piu’ varie fogge, forme a cui forse sarebbe stato possibile per Federica, da buona psicologa, attribuire un significato se avessero avuto il tempo e gli strumenti necessari allo sviluppo di un progetto di questo tipo (!) Ma accontentiamoci così, l’attività manipolativa favorisce comunque l’uso delle capacità motorie e la percezione delle variazioni sensoriali relative alla sua manipolazione ( dal freddo al caldo, ad esempio). Nel caso particolare hanno, ad esempio, potuto rilevare una indubbia capacità rilassante dell’attività in tutti i partecipanti, ma per trasformare queste sensazioni in test, occorre materiale diagnostico che nessuno ad oggi si è mai impegnato di fornire. Come Associazione ci siamo rivolti anche ad una tra le migliori società esistenti in Italia, la GIUNTIO O.S., “pregandoli” di avere un loro aiuto per ricevere uno dei loro kit utilizzati per bambini al di sotto degli 8 anni e adulti di basso livello intellettivo o altro tipo ti test che reputiate valido, ma ancora non abbiamo ricevuto risposta. Cos’ sono arrivati agevolmente all’ora del pranzo che è trascorso senza problemi particolari. Nel primo pomeriggio hanno deciso di andare con Emilio e Begoña a Riobamba, per organizzare una serata dove cucinare spagnolo e la sera successiva cena italiana, cosicché alla ricerca degli ingredienti necessari. Al loro ritorno, a seguito della manifestazione di entusiasmo e di curiosità dei bambini, hanno deciso di cucinare tutti insieme; in tale occasione sono stati raggiunti anche da Iraide, la nuova ragazza basca che fa volontariato nella Casa de la Caridad. Ottimo cibo , pomeriggio divertente, serata rilassante.


19 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Subito dopo la colazione dei bambini si siamo recati nelle classi ed in una di queste è successo un episodio spiacevole. Pato aveva preso un filo elettrico ormai strappato dalla presa e lo stava portando fuori dalla classe ; immediatamente Francisca gli ha detto di lasciarlo perché “ quel filo era di quella classe”. Hanno cercato di spiegarle che quel filo ormai non funzionava e che quindi non era un problema se Pato lo avesse portato fuori dalla classe. Ma lei ha insistito che il filo doveva restare lì ed ha chiamato Luis, un ragazzo alto e abbastanza violento, per aiutarla a sostenere le sue ragioni.

Pato

Come poteva immaginarsi Luis ha iniziato a picchiare Pato ed a tirargli la maglietta fino a lasciargli un livido su tutto il collo.

Francisca

Alla fine sono riusciti a tranquillizzare la situazione con tante parole e tanta pazienza ma i ragazzi sono rimasti colpiti dall’episodio, ed anche Federica e Andrea. Dopo la merenda sono andati tutti fuori e Iraide si è messa a suonare la chitarra. I bambini sono rimasti molto affascinati e felici muovendosi e “cantando”.Gli effetti della musica, soprattutto su queste menti “semplici”, non finisce mai di stupire.

Luis

Purtroppo in occasione del pranzo con i bambini Andrea ha avuto una discussione con una suora. Era successo che Mario non voleva mangiare e Andrea in tutti i modi ha cercato di convincerlo fino a che la suora non gli ha tolto il cibo accorgendosi, probabilmente, di qualche smorfia di irrequietezza di Andrea.

Dopo dieci minuti Daniel, che per una volta non stava facendo nessun problema per mangiare (stava soltanto mangiando lentamente),si è visto sottrarre prima la seconda portata e poi il succo di frutta. In quel momento Andrea era andato a lavare un bicchiere, si fa di tutto per aiutare, e solo al suo ritorno ha cercato di suggerire alla suora di lasciare mangiare Daniel visto che per una volta ne aveva voglia e forse era meglio lasciarlo tranquillo dal momento che il giorno prima aveva avuto forti attacchi epilettici. La risposta della suora è stata inaspettata: insomma non c’era il tempo di aspettare i capricci di tutti e quindi il cibo rimasto ( alla scadenza di quale termine?) sarebbe andato in pasto ai maiali.


19 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Rimasto della sua idea Andrea ha suggerito ancora una volta di permettere al bambino di sperimentare questa nuova situazione : mangiare, lentamente ma con voglia ( o disciplina). Ma la suora , sempre più infastidita, è stata irremovibile: di tempo a disposizione il bambino ne aveva avuto abbastanza e se non voleva mangiare era inutile forzarlo. Quando Andrea si è proposto per dare a Daniel il succo fuori dalla mensa, la suora si è dimostrata, stranamente, cooperativa. Insomma, per le suore le priorità sono due e sicuramente non coincidono con quelle di Federica e Andrea: - i pulire velocemente andare a mangiare il prima possibile Ma non vogliamo lanciare delle critiche sulle Suore che operano instancabilmente nella Casa di accoglienza, probabilmente l’atteggiamento rigido non si doveva riferire alla situazione del momento, ma risentiva di tutta una situazione che si è trasformata poi in uno stato d’animo che, le stesse suore non si accorgono ormai più di dimostrare, è il frutto di una sofferenza psicologica : si sono abituate a non avere particolari aiuti per l’emergenza Casa de la Caridad, è così reagiscono bruscamente scaricando la tensione con scatti di intolleranza. Il vero problema è che queste meravigliose suore, si sono chiuse in loro stesse, non si accorgono che senza uno specifico programma gestionale, soprattutto da un punto di vista terapeutico e formativo, questi bambini che ormai la maggior parte non lo sono più già da tempo (Francisca credo abbia sui cinquant’anni), hanno bisogno di essere accuditi, non solo nel mangiare e vestire, ma proprio nell’igiene mentale, nell’apprendimento, una educazione che richiede però specifiche competenze che queste suore non hanno. Le Sorelle dovrebbero accettare consigli e consentire a chi di competenza di poterle aiutare, sembra quasi che abbiano il timore di essere usurpate dal loro ruolo di padrone di casa, mentre volontari come Federica e Andrea hanno trovato assai difficoltoso poter aiutare questi bambini, Federica a quasi dovuto nascondere di essere una Psicologa con esperienza nell’infanzia, e Andrea a dovuto faticare per difendere i bambini a volte dalle stesse suore, perchè non viene insegnato ai piccoli ospiti il vero senso di convivenza e rispetto reciproco e delle regole, non è certo una soluzione legare un bambino andicappato ad una colonna per evitare che cada… Non giudichiamo, cerchiamo solo di cogliere riflessioni e criticità non potendo dare dei consigli. Il pomeriggio è trascorso tranquillamente e la sera hanno proposto la cena italiana con due classici: lasagna e parmigiana: viva l’Italia !


20 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Durante la mattinata Andrea ha avuto un colloquio con Suor Maria per chiarire l'episodio di ieri. Andrea ha espresso il suo punto di vista e la “sorella“ ha semplicemente concluso di evitare discussioni davanti ai bambini, che dire ? La seconda parte della mattinata Federica e Andrea l’hanno trascorso al mercato di Riobambama, mentre tornati a Penipe hanno pranzato e trascorso l'intero pomeriggio all’aperto con i bambini cercando di farli divertire sul prato . Federica ha

approfittato della situazione, ed è andata a prendere Cinito per farlo stare un po con gli altri bimbi prima del bagnetto e la cena.

Andrea, che si era ripromesso di non partecipare più alle attività relative ai pasti dei bambini, ha cambiato idea e si è presentato in sala dove è stato accolto, come al solito, con entusiasmo da tutti. Non ci sono stati screzi, questa volta; il comportamento è stato “ adeguato “ ( così come richiesto da suor Maria ) e quanto era accaduto il giorno prima è rimasto, si è preferito pensare fosse un episodio isolato… In queste condizioni sarebbe stato troppo difficile lavorare mantenendo dei risentimenti.


21 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

La giornata inizia con le solite attività in modo piuttosto sereno, il che non è poco. Dopo la colazione Federica si è intrattenuta con suor Carmen per proporre un progetto per la formazione degli operatori che operano alla Casa de la Caridad con interventi multidisciplinari di stimolazione fisica, cognitiva ed emotiva rivolti agli ospiti della casa. Interventi di questo tipo non si improvvisano e la necessità della conoscenza delle risorse, dei luoghi, dei tempi e del personale a disposizione è imprescindibile. Ancora una volta le necessità pratiche della gestione della casa hanno prevalso sulla priorità di assistenza terapeutica e psicologia che gli ospiti in cura necessitano, non ce stato modo di convincere le suore, ma dov’è il problema, c’è qualcosa forse che non sappiamo ? La necessità di costruire un percorso terapeutico e formativo ha lasciato il posto alla burocrazia e Federica ha aiutato Carmen a disbrigare ordinarie pratiche amministrative riguardanti i documenti dei bambini. Nel pomeriggio Federica e Andrea sono andati a Bayushig con suor Carmen ed Emilio. E’ stata l’occasione per confrontarsi sull’idea del progetto che si sta cercando di proporre: un percorso formativo rivolto principalmente agli operatori che lavorano con i bambini ; un ciclo terapeutico basato su test psicologici con l’ausilio di kit idonei ; instaurare un collegamento futuro per seguire le evoluzioni sui test psicologici, e continuare a mantenere i contatti, cercando di supportare a distanza Casa de la Caridad. Si tratta ancora di una fase embrionale, anche se lontani dalla progettazione vera è propria, ma è stata una fruttuosa collaborazione, un buon inizio. Quando sono tornati alla casa, Iraide ha fatto trovare la cena pronta con tanto di brownies al cioccolato .


22 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Mattinata iniziata ormai come da manuale con la colazione dei bambini. Federica ha aiutato Jesuè a mangiare, piuttosto complicato ma è bello poterlo aiutare. La suora che stava dando da mangiare agli altri due bambini (Chinito e Estevita) le ha spiegato che per Jesuè il medico ha consigliato un latte in polvere con aggiunta di calcio per una migliore saldatura ossea. E’ stato l’unico momento di relazione con le suore, le quali, al contrario dei bambini, non si sono mostrate molto disponibili verso i volontari . Dopo le piccole incomprensioni avvenuti nei giorni precedenti, le Suore hanno purtroppo smesso di parlare con Federica e Andrea e anche di salutarli, eppure si stava solo cercando di aiutarle. Così, dopo il pranzo, sono andati alla fabbrica delle scarpe per alcuni acquisti. Emilio, il volontario spagnolo, ha deciso di accompagnarli e conoscere la fabbrica che non aveva ancora visitato. Federica e Andrea hanno iniziato ad organizzarsi il rientro a Roma con la sosta a Quito, ormai ci siamo. Al ritorno dalla fabbrica di scarpe, prima delle 18,00, i bambini stavano andando a letto e così si sono proposti per le solite attività serali, ma questa volta non è stato possibile. Inspiegabilmente, suor Maria li ha invitati ad uscire, era successo che che Pato si stava cambiando perché si era fatto la pipì nei pantaloni. Secondo la suora la colpa sarebbe stata proprio di Federica e Andrea, perché stavano abituando i bambini a “ricevere affetto”… Ora, è poco chiaro comprendere la colpa del “ dare affetto”, del darlo a quei bambini in modo particolare, del perché le sorelle, forse per dovere di missione, non siano capaci o non vogliono un atteggiamento di affetto verso quei bambini . Questi bambini certamente possono soffrire emotivamente quando la proposta emotiva è temporanea e non continuativa, ma proprio le suore potrebbero e dovrebbero essere l’esempio che conferisce continuità e stabilità agli interventi dei volontari, soprattutto nel donare attenzione e affetto, si tratta di donare amore. Insieme a Federica e Andrea, siamo tutti veramente dispiaciuti non essere riusciti a far comprendere alle suore l’importanza di avviare un progetto condiviso, per meglio sostenerli nella loro missione, è davvero inspiegabile come si possa non apprezzare l’intenzione di volerle aiutare. La sera hanno deciso di andare a Riobambainsieme ad Emilio, Begoña, Federica, Iraide e Vico e dopo aver cenato sono andati a ballare. Ci voleva davvero un po’ di distrazione.


23 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Questa mattina, ormai vigilia della “missione a Penipe”, si è deciso di andare a visitare Guano, una piccola cittadina vicino Penipe, ma prima di partire Andrea è sceso presto per salutare i bambini e si è reso conto che Daniel aveva un taglio abbastanza profondo sull'orecchio e uno meno grave sul viso. Nessuno sapeva come se lo fosse fatto, alcuni bambini pensavano fosse stato il cane, mentre uno dei dipendenti diceva che Daniel era caduto dal letto. Quando sono scese Begoña e Federica si sono rese conto che bisognava mettere dei punti e la stessa cosa ha ritenuto Emilio, sceso in sala poco dopo. Dopo aver informato le suore, quindi, lo hanno portato in ospedale dove lo hanno suturato con 4 punti. Solo dopo aver riportato Daniel alla “casa” son potuti partire alla volta di Guano e fattosi ormai ora di pranzo, hanno soddisfatto palato e stomaco con un piatto tipico composto da Frittata (carne di maiale fritta), chorizo, avocado, maduro (banana intera fritta), mais bianco.Un po’ pesante ma molto buono Il paese è posto in una vallata che ha proposto un bellissimo parco naturale che ha permesso una bellissima ed utile passeggiata digestiva. Tipica di Guano è la produzione di tappeti il cui tempo di realizzazione può durare anche 3 mesi: è tutto fatto in maniera artigianale, caratteristica che li rende molto ricercati. Si possono vedere artigiani al lavoro girando per le strade del paese. Prima di sera sono tornati a Penipe, in tempo per passare dai bambini e salutarli prima del sonno, e prima di cena, un film in compagnia di Begoña ed Emilio.


24 luglio 2016

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Quella di oggi sarà l’ultimo giorno che Federica e Andrea trascorreranno con i bambini e per questo hanno deciso di dedicare a loro tutta la giornata. Quando sono scesi per la colazione hanno visto che erano arrivati molti volontari. Bene! Il desiderio è che i bambini siano assistiti ottimamente e a quest’ultimi volontari si affidano preoccupazioni, impegno, gioia, amore, gratificazione che hanno caratterizzato il l’impegno con loro. L’inizio è stato ottimo: i nuovi volontari hanno organizzato molte attività con i bambini, li hanno divertiti ed impegnati e Federica ha deciso di far partecipare ad alcune attività anche Cinito e Begoña (la volontaria spagnola), che si sono dimostrati attenti e partecipi. Per accogliere i nuovi volontari Suor Maria ha fatto un discorso sulla famiglia, sulla solidarietà ed il rispetto, un discorso che è apparso alle orecchie di Federica e Andrea al quanto di circostanza, alla luce di quanto era successo negli ultimi giorni. Ecco, Fede e Andrea partiranno col cruccio di non aver potuto o saputo chiarire con le suore quali fossero le loro intenzioni, i loro progetti, le loro speranze nell’approccio con le problematiche dei bambini, di non averle fatto capire come il loro diverso punto di vista derivasse da diverse esperienze e come un approccio più possibilista alle loro proposte avrebbe, probabilmente, potuto portare giovamento all’intera comunità. Federica e Andrea, affidano ai loro successori il compito di tentare ancora: i bambini meritano tutto il loro impegno. Ad un certo punto della mattinata, Cino non stava bene e lo hanno portato fuori a prendere un po' d'aria. Si è avvicinata suor Maria e quando Federica le ha raccontato l'accaduto non si è dimostrata preoccupata più di tanto ed è andata via: forse ha voluto comunicare la sua piena fiducia nelle capacità di Federica e Andrea, Peccato però, l’ultimo giorno!!! Per cena Begoña ed Emilio hanno preparato la tortilla di patate, è piaciuta a tutti e moltissimi hanno voluto fare il bis. Il resto della serata è stato emotivamente difficile, nella consapevolezza della prossima partenza. Hanno accompagnato a letto i bambini con i cuori gonfi del dolore per il distacco e con la mente alla ricerca di motivi che potessero giustificare la loro partenza. Non sanno se sono riusciti a dare ai bambini una spiegazione plausibile per la loro partenza, quello che è certo è che la sensazione di attaccamento che i bambini hanno trasmesso, soprattutto questa sera, riempito d’orgoglio e di lacrime. E’ stato difficile, difficilissimo, affrontare la loro richiesta di non andare via e rimanere con loro. Dopo aver cenato sono saliti tutti al secondo piano dove sono le camere di Federica e Andrea per stare un po insieme, elaborare insieme la serata per poi salutarsi e sistemare le ultime cose.


Riflessioni

[“ DIARIO DELLA MISSIONE PENIPE ECUADOR ”] di Federica Agovino e Andrea Cicchinelli

Un appello rivolto in particolare ai più giovani Vorremmo aggiungere queste riflessioni a margine del diario. Il nostro diario sulla missione Penipe in Ecuador vuole essere un invito a tutti i giovani, armati soltanto di spirito di solidarieta' e di buone intenzioni, a fare qualcosa di utile per il prossimo. La scelta di dare al diario un taglio tra viaggio turistico, con descrizione di luoghi, prodotti culinari, foto di pittoreschi mercatini e missione vera e propria, con diapositive di bimbi in situazioni di bisogno e rappresentazione di ciò che potrebbe essere loro utile (cullette, caschi imbottiti ecc.), non è stata casuale. Si puo' fare solidarietà senza per questo essere "eroi", rimanendo giovani che si arricchiscono non solo della forte esperienza umana ma, anche, assecondando l'inclinazione naturale di noi ragazzi di oggi, che abbiamo varcato la soglia dell'Europa con Erasmus ed altri progetti e siamo aperti ad ogni diversa cultura. Dinanzi a nuovi muri che si intende alzare, scelte retrive anche recenti di nazionalizzazione ed isolamento, proponiamo un progetto di globalizzazione positiva, fondata sullo scambio proficuo tra culture e paesi apparentemente lontani per fondare un nuovo ordine mondiale più equo e solidale. Noi ci crediamo e sono tanti i nostri coetanei che condividono questi valori

Federica e Andrea


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