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HOSPES

Rassegna degli allievi di oggi e di ieri della “Scuola di Stresa”

Rassegna Hospes:

Siamo inaffondabili! Imparare dall’esperienza Dall’Australia con amore News dalla Scuola di Stresa:

Jeunes Restaurateurs d’Europe numero 3 - Maggio 2016

Il tema di questo numero:

L’evoluzione dell’ospitalità: da Marco Polo ai Millennials


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HOSPES


HOSPES

Centro per gli studi turistico-alberghieri e per lo sviluppo dell’Istituto “Erminio Maggia” di Stresa

CODICE D’ONORE 1

Eleggere l’onestà a legge fondamentale del comportamento, come uomo, come cittadino, come lavoratore, osservando interamente i propri doveri verso se stessi, verso il prossimo verso la comunità in cui si vive.

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Anelare al bene ed al miglioramento proprio ed altrui. Recare nei rapporto col prossimo l’entusiasmo per il lavoro. Lealtà, correttezza e generosità siano i caratteri distintivi della nostra azione.

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Cercare il successo, senza venir meno alla dignità personale e senza danneggiare gli altri.

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Interessarsi alle finalità dell’azienda in cui si opera, favorendo in tal modo la propria affermazione, mediante un comportamento attivo e sincero, ispirato a vivo senso di responsabilità, nel rispetto e nel desiderio di collaborare coi Superiori. Lavorare senza deflettere dal proprio impegno anche nelle situazioni provvisorie, non infrequenti nelle professioni turistiche.

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Saper operare nel turismo con spirito “giovanile”, evolvendo continuamente mentalità e metodi secondo quanto di meglio e di più progredito possano offrire i tempi.

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Considerare l’integrità morale della persona - particolarmente nelle professioni in cui il contatto col pubblico la espone ad un continuo giudizio - come fattore di benessere materiale e spirituale.

7

Non imitare il cliente o i colleghi che si comportano male, ma agire con spirito di indipendenza ed insieme con rispetto delle opinioni altrui.

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Non ritenere soltanto accessoria la pratica dell’ordine, della cortesia, della precisione.

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Evitare le discussioni con i clienti e con i colleghi di lavoro, e rispondere sempre con urbanità, e con senso di rispetto per il Superiore.

10 Non invidiare chi è più in alto di te, né disprezzare chi segue. Aiutare i compagni a salire, correggendo con dovuto tatto. Procurare sempre l’attuazione dei principi educativi della nostra Scuola di Stresa.

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HOSPES

Sommario Direttore responsabile Renato Andreoletti Iscritto al n. 122 del Reg. - Stampa del Tribunale di Novara con Decreto Presidenziale del 27-01-1959. Redazione Francesca Morleo Lara Spinozzi Giovanni Valentini Damiano Busi Gloria Formigari Marta Lampugnani Lara Lonati Chiara Mirani Irene Mori Simone Reani Rebecca Staffa Segreteria di produzione Lorenzo Alberto Mantegazza Progetto grafico Punto P di Guido Tassini - Vercelli A questo numero hanno collaborato Ronny Balbi Marta Burlone Luigi Etna Karin Manfredi Umberto Michetti Riccardo Milan Alessia Pingitore Anna Zerletti Ufficio marketing Excelsior Palace Hotel In copertina: illustrazione di Guido Tassini

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Editoriale

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ACCOGLIENZA E OSPITALITà Marco Polo alla corte del Gran Khan.

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Dai Baby Boomers agli Yuppies ai Millennials.

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Laida Weg Experience Hotel, Rima San Giuseppe, Alta Valsesia, Monte Rosa.

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Un Ministero del Turismo con portafoglio.

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I Visconti, fra storia, aneddoti e letteratura.

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Il Lago Maggiore e il suo profondo segreto.

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Aldo Werdin insignito della 1/2 stella da “Direttore Top Class”.

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sommario

rassegna hospes Siamo inaffondabili!

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Che cosa ci fanno tre ragazzi in un Hotel ★★★★★ Luxury?

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La “Scuola di Stresa” verso lo sviluppo professionale.

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Centro per gli studi turistico-alberghieri e per lo sviluppo dell’Istituto “Erminio Maggia”. Viale Professor Albano Mainardi, 3 28838 Stresa (VB) tel. 366 7219457 e-mail info@associazionehospes.it www.associazionehospes.it codice fiscale 00461920035. Presidente Alberto Gozzi

Il senso della scuola: imparare dall’esperienza.

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Dall’Australia con amore.

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Si scrive in francese. Si legge in italiano

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news dalla ”scuola di stresa” La “Scuola di Stresa” cresce grazie ai suoi studenti.

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La “Scuola di Stresa” protagonista della modernità.

92

Vice Presidente Vicario Riccardo Fava Camillo Amministratore Delegato Erminio Maggia Consiglieri Roberto Abbondio Valerio Beltrami Alfonso Fasola Silvano Fortina Franco Mariani Haralabos Melenos Gianni Mezzetti Giovanni Pessano Daniele Preda Giovanni Rottoli

Quote associative annue ordinaria € 50,00 sostenitori da € 100,00 Modalità di versamento bonifico bancario: Hospes - Stresa c/o Banco Popolare sede di Novara, codice IBAN IT 98 T 05034 10100000000022703 in alternativa sul c/c postale n. 13428289 HOSPES Stresa

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Editoriale

La Redazione Allievi: Damiano Busi Gloria Formigari Marta Lampugnani Lara Lonati Lorenzo Mantegazza Chiara Mirani Irene Mori Simone Reani Rebecca Staffa Docenti: Francesca Morleo Lara Spinozzi Giovanni Valentini

L’accoglienza è un tema centrale per chi si occupa di turismo. C’è anzi chi sostiene che essa sia l’essenza stessa dell’esperienza turistica. Cosa vuol dire accogliere? Semplicemente far sentire un ospite a casa propria, fuori dalla propria casa? Vorremmo invitarvi a riflettere sul valore della parola “ospite”. Come si legge in tutti i vocabolari dell’italiano contemporaneo, ospite ha un duplice significato: è sia chi dà ospitalità sia, più comunemente, chi la riceve. Deriva dal latino hospes, che aveva già il doppio significato di “colui che ospita e quindi albergatore” e di “colui che è ospitato e quindi forestiero”. I rapporti che si instauravano tra chi accoglieva e chi era accolto erano molto stretti, legati anche al fatto che chi era ospitato si impegnava a sua volta a ricambiare l’ospitalità. Per gli antichi Greci e Latini, l’ospitalità, ossia l’atto di accogliere nella propria casa, città o paese una persona che normalmente non vi risiedeva, rappresentava un legame durevole di solidarietà. L’ospite era lo straniero che sì, poteva anche essere il nemico (in latino hostis), ma a cui per sacro e tacito accordo si tributava accoglienza: così l’ostilità si annichiliva nell’ospitalità (l’hostis diventava hospes), scambio reciproco, atavico, inviolabile e supremo valore di civiltà: l’ospite che bussava alla

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editoriale

porta sarebbe potuto essere Zeus o Giove camuffato.

emoziona e tra le lacrime rivela la sua identità cominciando

A questo proposito, nell’Iliade c’è un episodio

così a narrare le sue disavventure. I Feaci, impietositi per le

particolarmente emblematico: Glauco e Diomede sono

sue vicende, decidono di aiutarlo riportandolo in patria con

due guerrieri che, militando su fronti opposti, si incontrano

i propri equipaggi.

sul campo di battaglia. Al momento di iniziare lo scontro

Hayez raffigura Ulisse mentre, commosso, si copre il volto

Diomede si rivolge all’avversario e ne indaga l’origine;

con le sue stesse vesti sotto gli sguardi compassionevoli

dal dialogo emerge che i due sono legati da vincolo

degli abitanti dell’isola. In questo quadro l’ospite

d’ospitalità, giacché Oineo, padre di Tideo, padre di

diventa dunque portatore di un racconto che si sente

Diomede, aveva ospitato un tempo Bellerofonte, antenato

di condividere con coloro che lo hanno benevolmente

di Glauco, e si erano scambiati «bei doni ospitali».

accolto. Il dono di cui parlavamo prima perde allora la sua

Il risultato è che «Io (cioè Diomede) sono per te in Argo

accezione materiale per diventare scambio di conoscenze e

ospite caro, tu (per me) in Licia, se mai io giunga tra quel

di esperienze di vita.

popolo». I due cessano così le ostilità, si impegnano a non

Ospitalità diventa così empatia. Ospitalità significa allora

combattersi e rinsaldano il legame scambiandosi le armi.

anche avventurarsi in un sentiero di idee nuove, di parole

Riconoscendo questa “squisita umanità degli antichi”,

non ancora udite, di gesti sconosciuti, di un sentire che

anche Leopardi nello Zibaldone scriveva: “di tal genere è

siamo in grado di cogliere e comprendere empaticamente,

ancora quella tanta ospitalità esercitata dagli antichi con

ma su cui possiamo anche sospendere il giudizio,

tanto scrupolo, e protetta da tanto severe leggi, opinioni

nell’attesa di scoprire uno dei tanti “possibili mondi” al di

religiose ecc. quei diritti d’ospizio ecc. affinità d’ospizio

fuori del nostro.

ecc. Ben diversi in ciò dai moderni” (5 luglio 1827).

A condurvi in questo nuovo viaggio sarà una Redazione

Nel famoso dipinto di Francesco Hayez “Ulisse alla corte

giovane e dinamica che ha maturato la volontà di

di Alcinoo” è ritratto l’eroico Odisseo, che, naufragato

raccontarvi cosa si cela dietro le quinte di grandi uomini e

sull’Isola dei Feaci, viene trovato da Nausicaa, figlia di

di fornire spunti di riflessione su temi legati al mondo del

Alcinoo, che lo porta alla sua reggia. Viene accolto dal

turismo e dell’enogastronomia, attraverso azioni di ricerca

re con un banchetto. Durante la cena, sentendo cantare

e di indagine. Un lavoro insomma di in-formazione per i

da un poeta le vicende della guerra di Troia, Ulisse si

ragazzi di oggi e di ieri.

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HOSPES

Perle di Storia

Marco Polo alla corte del Gran Khan

à

Un ragazzo veneziano in giro per il mondo…

di Renato Andreoletti, Socio Hospes

Ci sono esperienze che segnano l’intera vita di una persona: il primo importante viaggio è tra queste. A soli 17 anni Marco Polo intraprese un viaggio di oltre 14.000 chilometri verso la lontana Cina, un viaggio effettuato in nave, a cavallo, a piedi. Di quel viaggio ci è rimasto uno stringato resoconto, Il Milione, che ancora affascina i contemporanei dopo aver intrigato centinaia di generazioni. Cristoforo Colombo, quando andò verso Occidente per raggiungere l’Oriente, voleva approdare nel Catai descritto da Marco Polo. Marco Polo aveva 17 anni quando nel 1271 intraprese il viaggio della sua vita verso la Cina, viaggio che durò ben tre anni e mezzo attraversando prima il Medio Oriente islamico e poi l’intera Asia dominata dall’Orda d’Oro mongola. 17 anni sono un’età di passaggio decisiva: sei già uomo nel corpo e nei muscoli, ti senti uomo anche nella mente, non ti giudicano tale gli adulti che ti ricordano ancora bambino pochi anni prima, adulti cui ricordi il trascorrere del tempo e il fatto che mentre per te la vita si apre, per loro probabilmente si sta per chiudere.

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ACCOGLIENZA E OSPITALITà

Marco viaggiò assieme al padre Niccolò e allo zio Matteo,

pescatore, erano diventate il rifugio delle popolazioni

che in Cina c’erano già stati e che vi tornavano per

della terraferma in fuga dai barbari e soprattutto dai più

portare al Gran Khan una lettera di papa Gregorio X che

feroci tra di loro, gli Unni di Attila che nel 452 avevano

avevano incontrato ad Acri, in Palestina, quando l’avevano

desertificato Aquileia, la più importante città romana

incontrato come Legato papale. Tedaldo Visconti era

dell’Alto Adriatico da cui transitavano le legioni che si

diventato papa nel 1271, giusto in tempo per incaricare

recavano sul Danubio a Est o verso il Reno oltre le Alpi a

i Polo della missione apostolica presso l’imperatore

Nord. I barbari non amavano l’acqua, tantomeno la laguna

mongolo. Il precedente papa, Clemente V, era morto nel

con le sue nebbie e le sabbie mobili. Le isole di fango

1268. Per tre anni i cardinali, riuniti in Conclave a Viterbo,

furono collegate tra di loro con fragili ponti di legno, le

non erano stati in grado di eleggere il successore finché

case furono costruite utilizzando l’antica tecnica delle

la popolazione viterbese non li aveva reclusi a forza nel

palafitte conficcando migliaia di pali di quercia nel fango

palazzo apostolico scoperchiandone perfino il tetto. Nutriti

melmoso che li induriva rendendoli più robusti del ferro.

con soli pane e acqua, i cardinali alla fine si erano messi

Sopra i pali veniva costruita una piattaforma in legno che

d’accordo sul nome di Tedaldo.

avrebbe sostenuto l’edificio. I canali navigabili venivano

Marco era nato a Venezia dove viveva in un sestiere che si

segnalati con pali conficcati anch’essi nel fango: bastava

affaccia direttamente sul Canal Grande. La Venezia della

toglierli per impedire a chiunque di navigarci. Venezia, il

sua infanzia era una città di legno costruita su palafitte ma

nome del nuovo agglomerato umano, divenne la punta più

si stava trasformando rapidamente in una città di mattoni

settentrionale di Bisanzio, che più volte tentò di ripristinare

con le facciate sul Canal Grande in marmo, almeno quelle

l’antico impero romano alla fine accontentandosi di

della nobiltà. Ne era passato di tempo da quando queste

avere in Venezia lo scalo commerciale più a Nord del

paludi deserte, frequentate sporadicamente da qualche

Mare Adriatico. Il tempo trascorse, l’influenza di Bisanzio

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HOSPES progressivamente diminuì, soprattutto dopo la conquista della penisola italiana da parte di Carlo Magno, il primo imperatore del Sacro Romano Impero. Il primo doge di Venezia conosciuto era bizantino, Paolo Lucio Anafesto, eletto nel 697. E’ dal 742 con Diodato Orso che inizia l’ininterrotta serie di dogi eletti dai veneziani. L’ultimo sarà Ludovico Manin che abdicherà il 12 maggio del 1797. Venezia infine emerse dalle nebbie dell’Alto Medio Evo come una delle più importanti repubbliche marinare dell’intero Mare Mediterraneo. Venezia era una città che viveva sull’acqua: l’unico ponte che attraversava il Canal Grande era quello di Rialto ed era stato realizzato in legno con la sezione centrale mobile per far passare le navi a vela con i pennoni più elevati. Il ponte era stato edificato giusto quattro anni prima della nascita di Marco, nel 1250. Prima c’erano stati un ponte di barche e un ponte di legno abbastanza precario per superare il canale. Il ponte di pietra e marmo come lo conosciamo oggi, alto sette metri e mezzo sul pelo dell’acqua, lungo 48 metri con 28 metri di luce sull’acqua, sarà realizzato solo nel 1591, 267 anni dopo la morte di Marco Polo, avvenuta nel 1324, all’età di 70 anni. Possiamo immaginare l’intenso traffico di barche di tutte le dimensioni e tipologie che solcavano i canali su cui si affacciavano le case, nelle quali si entrava direttamente con la porta a canal. I canali erano affollati, dominati dal vociare e dall’imprecare di rematori, mercanti, nobili, servi, tutti indaffarati, tutti sempre di gran fretta. Venezia viveva sull’acqua, rare le strade interne, i campielli erano spesso dei prati pantanosi più o meno incolti punteggiati dai pozzi artesiani che fornivano l’acqua, l’unica fonte di acqua potabile per l’intera popolazione. In laguna arrivavano diversi fiumi: Piave, Sile, Adige vi avevano la foce. La laguna fungeva da grande polmone salato che grazie alle maree aiutava a scaricare in alto mare le deiezioni della città, che finivano tutte nei canali. I topi, le terribili pantegane, erano abituali già all’epoca, un’epoca dove la gente si lavava assai poco,

Marco aveva vent’anni quando giunse alla corte del Gran Khan dei mongoli

anche i ricchi, dove gli abiti venivano indossati tutti i giorni finché non cadevano letteralmente a pezzi, dove la mortalità infantile era assai elevata così pure quella delle donne che morivano soprattutto a causa del parto e delle infezioni conseguenti: germi e virus erano sconosciuti ai medici dell’epoca. L’attenzione all’igiene dei luoghi in cui si viveva e della pulizia personale dell’individuo che avevano ossessionato i Romani erano scomparse con la calata dei barbari d’oltralpe abituati a vivere da nomadi

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ACCOGLIENZA E OSPITALITà

all’aperto e alla trasformazione della mentalità prodotta

con ben poche persone che raggiungevano i settant’anni,

dal Cristianesimo che giudicava peccaminose tutte le

la sua età doveva apparire ai suoi contemporanei come

attività connesse con l’esaltazione della bellezza maschile e

una sorta di investitura divina. Dandolo non si era limitato

femminile. La preghiera era la medicina più diffusa. Se non

a convincere i crociati a dirottare il loro percorso verso

nascevi dotato di anticorpi assai robusti, le tue aspettative

Costantinopoli, si era imbarcato sulle navi veneziane

di vita erano decisamente scarse. La morte era una

per partecipare all’avventura militare in prima persona.

presenza quotidiana come è inimmaginabile oggigiorno.

I crociati avevano conquistato l’antica Costantinopoli,

Marco ne sapeva qualcosa avendo perso la madre quando

l’avevano spogliata degli ori e delle sculture, Venezia si

era ancora bambino con il padre mercante in giro per il

era impadronita dei ricchi traffici che attraversavano il

mondo. Il padre di fatto lo conobbe quando aveva già 15

Mar Nero oltre lo stretto dei Dardanelli, controllato da

anni quando questi rientrò dalla Cina assieme al fratello

Bisanzio, e del Medio Oriente che si affacciava sul Mare

Matteo. Dopo due anni di sosta a Venezia, i due fratelli

Mediterraneo (Siria, Libano, Palestina). Facevano parte

Polo non vedevano l’ora di ripartire. Questa volta presero

del bottino anche i quattro cavalli di bronzo che furono

con sé anche Marco.

installati in piazza San Marco a fianco della basilica che era

La Venezia che Marco conobbe nella sua infanzia stava

stata costruita nella forma attuale 150 anni prima della

diventando una grande potenza militare, economica e

nascita di Marco Polo.

politica del Mare Mediterraneo. Cinquant’anni prima della

Marco aveva vent’anni quando giunse alla corte del Gran

nascita di Marco, nel 1204, un doge di ben 94 anni, Enrico

Khan dei mongoli, Kublai, imperatore della Cina. Marco vi

Dandolo, aveva convinto un’intera armata di crociati a

restò per 17 anni e mezzo, diventando un funzionario assai

dirottare il loro percorso dalla Palestina, dove avrebbero

stimato. Viaggiò per la Cina giungendo fino in Vietnam

dovuto liberare Gerusalemme, verso Bisanzio, la straricca

e anche in India. Infine, tornò in Europa accompagnando

capitale dell’impero romano d’Oriente che l’imperatore

prima una principessa mongola che doveva andare in

romano Costantino aveva fondato nel 330, oltre 900

sposa a un altro Khan mongolo il cui regno occupava la

anni prima della nascita di Marco Polo. Costantinopoli era

Persia. Fu un lungo viaggio via mare seguendo il perimetro

diventata la capitale di un impero che era sopravvissuto al

dell’intera Asia. Fu un viaggio lungo ma meno pericoloso

crollo della sua parte occidentale conservando le vestigia

dell’andata dove i Polo avevano dovuto superare il

dell’antica Roma mentre i barbari a Occidente e gli Arabi a

massiccio del Pamir, con vette di oltre 7000 metri di altezza

Oriente avevano invaso e condannato all’oblio quello che

e colli che superano i 5000 metri di altezza, e il terribile

era stato l’impero di Cesare Ottaviano Augusto e di tutti

deserto del Taklamakan, la porta d’entrata alla Cina per chi

gli imperatori che gli erano succeduti per oltre 400 anni.

segue la Via della Seta che attraversa l’Iran e l’Afghanistan.

Dandolo era un vecchietto terribile quanto carismatico.

Nel 1162 l’imperatore del Sacro Romano Impero Federico

In un’epoca dove a sessant’anni eri considerato vecchio,

Barbarossa era sceso in Italia e aveva posto l’assedio a

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HOSPES Milano, città ribelle. La conquistò e poi la rase al suolo. I suoi abitanti, con il cappio al collo, per avere salva la vita gli donarono le reliquie dei Re Magi che erano conservate nella chiesa di Sant’Eustorgio. Attorno a quelle reliquie fu edificato il Duomo di Colonia, in Germania, iniziato nel 1248 e terminato solo sei secoli dopo. In quello stesso anno a 14.000 chilometri di distanza, da qualche parte dell’infinita steppa che divide il deserto del Gobi dalla Cina, era nato Temugin conosciuto in seguito come Gengis Khan, un oscuro nomade mongolo figlio di un capotribù avvelenato quando lui era ancora bambino, sopravvissuto fortunosamente alle faide che caratterizzavano la vita dei mongoli, diventato il Gran Khan dei mongoli raggruppando le bellicose genti nomadi che vivevano nelle grandi steppe ventose al confine con la Cina. Tra il 1206 e il 1227 Gengis Khan aveva intrapreso campagne militari verso Est, verso Ovest, verso Sud che avrebbero portato entro il 1279 i mongoli a edificare il più grande impero terrestre che l’umanità abbia mai conosciuto che si estendeva su un’area di 33 milioni di chilometri quadrati dalla Cina sull’Oceano Pacifico fino alla Lituania e alla Polonia sul Mar Baltico, alla Persia sull’Oceano Indiano e al Medio Oriente sul Mare Mediterraneo. Marco Polo giunse a Pechino quando Gran Khan era Kublai Khan, nipote di Gengis Khan. Fu Kublai a tentare l’invasione del Giappone per ben due volte, presente Marco Polo: nel 1274 e nel 1281. Entrambe le volte l’invasione fallì a causa di violenti tifoni che travolsero le flotte dei mongoli. Il Kamikaze, il vento divino come lo chiamavano i giapponesi, entrambe le volte respinse e affondò flotte costituite da oltre un migliaio di imbarcazioni con a bordo eserciti di decine di migliaia di uomini, pochi dei quali riuscirono a tornare in Cina. Kublai Khan morirà nel 1294. Marco Polo due anni prima era ripartito assieme al padre e allo zio verso

Marco era dotato di una memoria prodigiosa

Venezia per accompagnare una principessa mongola che doveva andare in sposa a un Khan mongolo in Persia. Da lì, attraverso l’Oceano Indiano, i tre veneziani tornarono in Palestina da dove si imbarcarono per Venezia. Negli abiti, cuciti uno a uno, un tesoro di pietre preziose che li avrebbero resi ricchi in patria. Nel 1298 Marco Polo, ricco mercante stanziale, partecipò all’ennesima guerra tra Venezia e Genova per la supremazia sui mari. Sul Mare Adriatico, di fronte all’isola dalmata di Curzola, fu catturato dai genovesi che sconfissero la flotta veneziana. Tradotto nelle carceri di Genova, Marco Polo vi stette per quattro mesi nell’attesa

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ACCOGLIENZA E OSPITALITà

che uno scambio di prigionieri gli consentisse di tornare a casa. Qui conobbe Rustichello da Pisa, un letterato pisano che era stato catturato nel 1284 nella disastrosa sconfitta della Meloria, al largo della costa tirrenica, dove Pisa perse l’intera flotta e il suo ruolo come Repubblica Marinara. La sconfitta fu talmente disastrosa che la città non fu mai in grado di riscattare i suoi prigionieri che erano nelle carceri genovesi dopo ben 14 anni. Fu Rustichello a raccogliere il racconto di Marco e metterlo su carta in lingua d’oil, il francese dell’epoca. Marco era dotato di una memoria prodigiosa, tipica di un’epoca che doveva far conto di più sulla memoria che sulla scrittura. Il suo racconto è stato vivisezionato nel corso dei secoli e riscontrato regolarmente. Le grandi biblioteche del passato romano erano state distrutte, i testi dispersi. Era solo nell’Islam che si era conservata la memoria scritta di Greci e Romani, filtrata attraverso il pensiero monoteista mussulmano. L’Occidente aveva conosciuto secoli e secoli di analfabetismo imperante, sia tra i nobili che nella plebe. Solo un pugno di monaci e chierici aveva conservato la capacità di leggere e scrivere. La mnemonica, l’arte di ricordare, era diventata una scienza a se stante. Pico della Mirandola era un professore di mnemonica, lo era anche Giordano Bruno. Il Rinascimento sarà anche l’arte di ricordare il passato per riviverlo alla luce della contemporaneità. Possiamo immaginare la stupefazione di Marco ogni volta che visitava una città nuova, incontrava gente dalle usanze bizzarre per gli usi cui era abituato, imparava a comprendere lingue dalla pronuncia impronunciabile (Niccolò e Matteo Polo sapevano il tartaresco, come scrisse Marco a proposito della lingua dei mongoli, e lo insegnarono a Marco durante il viaggio), assaggiava cibi e bevande sconosciuti. Il Milione getta una luce flebile sulla continua stupefazione che dovette caratterizzare il viaggio e le esperienze del giovane veneziano. Si ha 17 anni una sola volta nella vita… Marco Polo fu un viaggiatore curioso con la mentalità del mercante veneziano che non si limitava solo a curiosare e a stupirsi ma che in ogni luogo cercava di cogliere anche le occasioni di commercio analizzandone le risorse, umane e materiali. Nello stesso periodo ci fu un altro viaggiatore, questo dell’anima e della mente, che visse negli stessi anni di Marco, tra il 1265 e il 1321, ma con un vissuto umano e intellettuale del tutto originale: Dante Alighieri. Ma questa è tutta un’altra storia…

–– Dall’alto: Kublai Khan, Pico della Mirandola

e Dante Alighieri.

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HOSPES

Marketing alberghiero

Dai Baby Boomers agli Yuppies ai Millennials A ogni generazione la sua sfida di Renato Andreoletti, Socio Hospes

Nel 1950 i viaggiatori internazionali furono 25 milioni. Nel 2015 si avvicineranno alla soglia del miliardo e centocinquanta milioni. Si sono moltiplicati per 46 volte. Si prevede che arriveranno a quota 1,6 miliardi entro il 2020, 64 volte il livello del 1950.

–– In alto: “Les Voyageurs” scultura dell’artista francese Bruno Catalano. 14


ACCOGLIENZA E OSPITALITà

Ogni anno assistiamo a una migrazione di massa pacifica

nel 1800 portava in Italia i giovani rampolli dell’aristocrazia

da una parte all’altra del pianeta quale non si è mai vista

del continente europeo o per le esplorazioni delle terre

nell’intera storia dell’umanità. Se aggiungiamo coloro che

ignote, soprattutto in Africa, che costarono la vita a

si spostano per turismo all’interno dei loro Paesi, questa

moltissimi esploratori. I contadini nascevano e morivano

cifra triplica. Secondo l’Organizzazione mondiale del

allontanandosi di rado dal proprio villaggio a meno che

turismo (UNWTO) nel 2014 il turismo ha rappresentato il

non fossero arruolati in qualche esercito ma in quel caso

9 per cento del GDP (il Prodotto globale lordo), un posto

erano viaggi che spesso si concludevano con la morte o

di lavoro ogni 11 a livello mondiale, 1,4 trilioni di dollari

con menomazioni che li rendevano anche inabili al lavoro.

in Exports (la somma globale dei vari incomings), il 6 per

Se tornavano al villaggio di partenza, erano ben lieti di non

cento delle esportazioni mondiali, il 30 per cento delle

abbandonarlo più.

esportazioni di servizi. Tutto questo in soli 70 anni!

Stessa sorte era riservata alla classe operaia cittadina

Il turismo ha una storia antica ma è solo dal 1950 che

che incominciò a formarsi in Europa e poi in America a

Prima c’erano l’aristocrazia e le fasce più ricche della borghesia che si potevano concedere di viaggiare per svago e divertimento

è diventato un fenomeno planetario assumendo via

partire dalla rivoluzione industriale inglese di metà 1700.

via queste dimensioni, dimensioni destinate a crescere

Le condizioni di vita in cui viveva erano così spaventose e

ulteriormente nei prossimi anni e decenni. Caratteristica

debilitanti che gli operai spesso erano scartati alla visita

interessante del fenomeno è che ha un impatto positivo,

militare dove gli erano preferiti i contadini, di norma

sia dal punto di vista economico che sociale, sia sui Paesi

più sani e robusti. Tra il popolino, i viaggiatori erano

più ricchi che su quelli in via di sviluppo. Se pensiamo a

soprattutto gli artigiani, costretti a emigrare in particolare

come erano il continente europeo, il Giappone, la Russia,

durante la primavera per andare a vendere gli oggetti che

la Cina alla fine della seconda guerra mondiale nel 1945,

avevano costruito durante l’inverno quando erano costretti

una sorta di deserto di rovine con oltre 70 milioni di

in casa dal freddo e dalla neve. A volte, intere comunità

morti a causa della guerra, quel che è accaduto è davvero

emigravano seguendo il richiamo di qualche re che voleva

incredibile.

ripopolare una terra abbandonata o importare il know

Prima c’erano l’aristocrazia, le fasce più ricche della

how di artigiani specializzati. Molte comunità di tedeschi

borghesia mercantile e industriale, le élite professionali

finirono così nei Balcani o in Russia, altre di genti del Nord

che si potevano concedere di viaggiare per svago e

Italia furono attirate nei possedimenti dei Borboni nel

divertimento. In pochi Paesi raggiungevano il 10 per cento

Meridione continentale.

della popolazione, spesso erano ancora meno. Pochi si

Chi viaggiava per commercio, raramente viveva a lungo,

avventuravano in lunghi percorsi, assai difficili quanto

falcidiati dai climi cui il loro fisico non era abituato,

pericolosi come nel caso del Grand Tour che nel 1700 e

soprattutto nelle regioni tropicali, autentiche tombe

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HOSPES per chi arrivava dal Nord, dalle insidie del viaggio (dai

Stessa sorte, l’anonimato, contrassegnò chi trasportava

naufragi ai banditi), dalla mancanza di igiene e dalle

l’ambra dalla Scandinavia verso il Mare Mediterraneo o

pandemie conseguenti che hanno limitato la crescita della

in senso inverso la porpora inventata e commerciata dai

popolazione umana fino a tempi assai recenti.

Fenici partendo dalle loro basi sulla costa meridionale

I Romani viaggiavano, ma viaggiavano soprattutto le

del Mare Mediterraneo. Per non parlare dei mercanti

legioni militari e i commercianti. Viaggiavano anche i

arabi che affrontavano i monsoni per attraversare

Cinesi, che preferivano restare all’interno del perimetro

l’Oceano Indiano trasportando verso Occidente ciò che

dell’Impero Celeste delegando ad altri l’attraversamento

in Occidente si pensava germinasse nell’Arabia Felix.

dei deserti, delle steppe, delle giungle, delle barriere

Per tutti costoro, c’erano i caravanserragli dove riposarsi

montuose dove un’infinità di esseri umani terminarono in

e difendersi che stessero attraversando il deserto o le

anticipo la loro corsa. Il deserto del Taklamakan nell’Asia

infinite pianure asiatiche, e i porti dove ripararsi dal

centrale o i passi montuosi dell’Himalaya oltre i 5000

vento eccessivo e dai marosi omicidi dell’oceano aperto,

metri di altezza sono stati la tomba di un’infinità di

o le ville e le case dell’aristocrazia per i più abbienti che

esseri umani scomparsi letteralmente dalla faccia della

viaggiavano seguendo gli itinerari del denaro e degli

terra. Nessuno saprà mai qual è stato il costo umano

scambi commerciali. Un’epopea merita la migrazione dei

pagato alla via della Seta che univa Oriente e Occidente,

popoli polinesiani che attraversarono il deserto liquido

scendendo anche verso l’India e il Medio Oriente con i

dell’Oceano Pacifico per andare a scoprire isole e atolli

suoi bracci meridionali. I mercanti sono stati il sale della

lontani migliaia di chilometri. La più lontana di tutti fu

storia ma non hanno mai trovato nessuno che li celebrasse

l’isola di Pasqua, dove il loro viaggio terminò. Tantissimi

all’opposto di avventurieri militari come Alessandro il

affogarono, tantissimi si persero nell’oceano. Grazie a

Grande o Giulio Cesare. Una rara eccezione: “Il Milione”

quei pochi che giunsero a destinazione, anche quelle isole

di Marco Polo, dettato dallo stesso nel carcere di Genova

brulicarono di vita umana.

durante la sua breve detenzione del 1298, in cui raccontò

Chi viaggiava, che fosse per diletto o per denaro, lo fece

l’epico viaggio di tre anni verso la Cina, i suoi 17 anni

all’incirca nello stesso modo e con gli stessi rischi per

al servizio del Gran Khan dei mongoli Kubilai, il ritorno

oltre 100.000 anni. Poi tutto cambiò. Il treno, l’aereo,

non meno avventuroso. Nessuno ha mai organizzato un

l’auto, il telefono, la radio, la televisione, in poco più di

evento che metta a confronto il mondo orientale illustrato

un secolo hanno cambiato il pianeta in maniera assai più

dal veneziano con quello occidentale illustrato da un

radicale che i 100.000 anni precedenti. Si calcola che gli

fiorentino, Dante Alighieri, che gli fu contemporaneo.

esseri umani fossero poche decine di migliaia, se non

Dante visse tra il 1265 e il 1321. Marco Polo tra il 1254 e

meno, quando uscirono dal continente africano 70.000

il 1324.

anni fa dopo essere sfuggiti 74.000 anni fa a un disastro


ACCOGLIENZA E OSPITALITà

climatico provocato dall’esplosione del supervulcano Toba,

e sterminato la parte più anziana della popolazione

a Sumatra, che aveva portato l’Homo Sapiens sull’orlo

seppellendo con loro anche la forza delle tradizioni da

dell’estinzione. Sfuggiti all’Africa, si stabilizzarono attorno

essi incarnate. I Baby Boomers fecero a tempo a vedere

al milione. Si stima che gli abitanti dell’impero romano

le rovine dei bombardamenti, ad ascoltare le storie delle

al suo culmine, tra il 300 e il 400, si aggirassero attorno

trincee, dei campi di prigionia, dei campi di sterminio,

ai 100 milioni di abitanti. Ancora nel 1340, alla vigilia di

furono i primi ad andare a scuola in massa negli anni

una delle più drammatiche pandemie, la peste nera, che

Cinquanta, Sessanta e Settanta. Hanno assistito allo

falcidiò più di un terzo della popolazione europea, nel

sbarco sulla Luna il 20 luglio del 1969. E’ stata la prima

Vecchio Continente la popolazione si attestava attorno ai

generazione a passare dai servizi igienici in comune, o

70 milioni di individui, mentre in Cina nel 1368 alla nascita

addirittura esterni rispetto agli edifici, al bagno privato in

della dinastia Ming gli abitanti erano una sessantina di

casa, e dal bagno nella tinozza una volta alla settimana,

milioni. Gli abitanti del pianeta erano 800 milioni all’inizio

con l’acqua riscaldata sul fuoco in cucina, alla doccia calda

della rivoluzione industriale del 1750, raggiunsero il

in bagno al mattino tutti i giorni. Negli Stati Uniti fu la

miliardo nel 1800, erano 2,5 miliardi nel 1950, siamo in

prima generazione a godere dei vantaggi della vittoria

sette miliardi oggi.

Chi viaggiava lo fece nello stesso modo e con gli stessi rischi per oltre 100.000 anni. Poi tutto cambiò. in poco più di un secolo. I Baby Boomers

nella seconda guerra mondiale, dell’impero finanziario

I primi furono i Baby Boomers, coloro che erano nati subito

a stelle e strisce, del boom economico indotto dalle

dopo la seconda guerra mondiale a partire dalla fine del

liquidazioni legate al servizio militare che i reduci versarono

1945: furono tanti, tantissimi. Le generazioni precedenti

nel sistema economico del loro Paese. La guerra vittoriosa

erano ridotte drasticamente nel numero ancor prima

aveva emancipato i reduci (padri e madri della generazione

di arrivare all’adolescenza dalle malattie infettive, dalla

dei Baby Boomers) dal controllo economico e sociale

polmonite alla poliomielite, dalla scarlattina al morbillo,

esercitato dalle generazioni più anziane. Quella dei Baby

dal tifo al colera. Questa fu la prima generazione a essere

Boomers fu anche la generazione che si sarebbe trovata in

vaccinata in massa oltre a usufruire dell’arrivo in Europa

prima fila sia a combattere nelle giungle del Vietnam che

della penicillina (il Premio Nobel ad Alexander Fleming,

a opporsi a quella guerra. Da noi, l’Italia agricola dei padri

Ernst Chain e Howard Walter Florey per questa scoperta

e dei loro avi in quei vent’anni diventò una delle potenze

è del 1945). Erano bimbi quando l’Europa incominciò la

industriali del pianeta. Nella stragrande maggioranza, i

ricostruzione, quando i loro genitori, reduci dalla guerra,

Baby Boomers crebbero allo stato brado, in città come

dalla fame, dai bombardamenti, abbassarono la testa e

in campagna, più o meno come le generazioni che li

si impegnarono a rimettere in piedi il loro mondo che

avevano preceduti. L’estate moltissimi frequentavano le

altri aveva letteralmente capovolto. La guerra, durata più

colonie marine e montane, la migliore delle eredità del

di un quinquennio, aveva rovinato la rendita fondiaria

Ventennio tra le due guerre. Vissero il boom delle città, che

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eBook

18

HOSPES assorbirono le eccedenze demografiche delle campagne

motorizzazione di massa: le lambrette e le vespe prima, la

e la migrazione biblica di milioni di esseri umani che in

500 e la 600 poi. C’era ancora parecchia emigrazione ma

quegli anni si spostarono dal Sud verso il Nord in Italia.

era un’emigrazione legata a una notevole ascesa sociale

Poco più che ventenni, si ribellarono al mondo dei padri,

all’opposto di quanto era accaduto nei secoli precedenti.

a tradizioni che sembravano consolidate per sempre, le

Chi partiva spesso tornava con molti più soldi che investiva

ragazze indossarono le scandalose minigonne, i ragazzi si

nell’acquisto di una casa, negli studi dei figli, in una vita

fecero crescere barba e capelli come al tempo di Garibaldi

decisamente più dignitosa.

e di Buffalo Bill. Furono contestatori ma furono soprattutto

I Baby Boomers erano bambini quando l’Italia fu scoperta

i figli del boom economico che cambiò l’Occidente come

dal mondo grazie alle Olimpiadi di Roma del 1960: tutto

non era mai avvenuto prima, soprattutto per velocità e

il mondo si commosse quando l’etiope Abebe Bikila

dimensione. Il mondo viveva sotto la minaccia della guerra

corse la maratona a piedi nudi tra le rovine dell’antica

nucleare tra Usa e Urss affiancati dai rispettivi alleati (Nato

Roma. Roma, Firenze, Venezia diventarono destinazioni

e Patto di Varsavia), guerre e guerricciole scoppiavano

turistiche frequentate dal jet set dell’Occidente. Erano

un po’ ovunque alla periferia del mondo occidentale. I

bambini o al massimo adolescenti quando papa Giovanni

Baby Boomers furono pacifisti, antimilitaristi, soprattutto

XXIII, il bergamasco Angelo Roncalli, inaugurò il Concilio

volevano vivere in un mondo più libero dove ci fosse più

Vaticano II nel 1962, che pose anch’esso Roma e l’Italia

libertà per tutti. Fu la prima generazione sessualmente

al centro dell’attenzione di gran parte del pianeta. A Est

emancipata. La loro musica era quella dei Beatles e dei

del Muro di Berlino, innalzato nel 1961, c’era il desiderio

Rolling Stones. Furono i primi ad assaporare il piacere

del Rinascimento italiano ma non la possibilità di poterlo

delle vacanze pagate, le ferie estese a un sempre maggior

visitare. Ci sarebbero voluti altri trent’anni perché anche

numero di lavoratori. Gli alberghi che frequentavano erano

l’Est Europa e la Russia potessero iniziare a omologarsi allo

semplici, poco formali. Il cibo doveva essere abbondante,

stile di vita del turismo occidentale.

il vino buono anche se non eccezionale. La sera ballavano

Le coste italiane del Mare Adriatico, da Lignano a Pesaro

nelle balere. C’erano gli alberghi di lusso per i nuovi ricchi,

passando per il Veneto e la Romagna diventarono una

italiani e stranieri, e per quel poco di aristocrazia che non

ininterrotta sequenza di piccoli e piccolissimi alberghi,

era stata rovinata dalla guerra. La vecchia aristocrazia del

lo stesso sul Mare Tirreno da Bordighera in Liguria fino

sangue viveva un mesto tramonto surclassata dalla nuova

a Sabaudia nel Lazio passando per la Toscana. Gaetano

aristocrazia degli affari, più rozza, meno educata, ma

Marzotto ed Enrico Mattei, il primo il maggiore industriale

decisamente più vitale e soprattutto sempre più numerosa.

privato nel settore tessile, la Marzotto, il secondo

I Baby Boomers hanno conosciuto il fenomeno del

petroliere e presidente della maggiore aziende pubblica

turismo di massa, della cementificazione delle coste pur

del settore, l’ENI, portarono in Italia il fenomeno dei Motor

di offrire accoglienza e ospitalità a chi non aveva alcuna

Inn, gli alberghi per il nascente turismo motorizzato. Le

memoria storica di simili privilegi. Hanno conosciuto la

loro catene si chiamarono Jolly Hotels (nata nel 1945)


ACCOGLIENZA E OSPITALITà

e Motel Agip (nata nel decennio successivo). Per gli

fenomeno che discende faticosamente per li rami delle

alberghi, affacciarsi sulle strade statali, avere una stazione

categorie alberghiere e diventa uno standard consolidato

di servizio vicino, spesso di fronte, erano elementi

per tutti solo negli anni Novanta.

premianti, l’opposto di quando accadrà quarant’anni

C’era anche una hotellerie di lusso esclusivo, che aveva

dopo. All’estero dominavano le grande catene alberghiere

salde radici nel periodo tra le due guerre e conobbe

americane con marchi tutt’ora in auge: Sheraton, Hilton,

un ulteriore incremento. Leading Hotels of the World,

Marriott, Holiday Inn. Il più grande consorzio di alberghi

consorzio di alberghi esclusivi, era stato fondato in Europa

indipendenti, l’americana Best Western (attualmente

nel 1928 da un gruppo di influenti albergatori europei.

ha 4000 alberghi associati in tutto il mondo), nacque

Con 38 hotel affiliati, tra cui il Negresco di Nizza, il Mena

negli anni Cinquanta sulla costa occidentale degli Stati

House de Il Cairo e il King David Hotel di Gerusalemme,

Uniti. In Canada il primo Four Seasons aprì a Toronto

la società era nota inizialmente come “The Luxury Hotels

nel 1961. I viaggiatori internazionali si muovevano con i

of Europe and Egypt”. Alla fine degli anni Sessanta, HRI

treni sulla terraferma e con le navi di linea sugli oceani, le

rappresentava 70 hotel, tutti situati in Europa. Nel 1971

migliori delle scuole alberghiere per diverse generazioni

si aprì all’adesione di alberghi esclusivi di tutto il pianeta.

di professionisti dell’ospitalità e della ristorazione che

Oggi The Leading Hotels of the World rappresenta la

iniziavano dalla gavetta lavando i piatti in cucina o

più grande associazione di hotel di lusso, con oltre 430

portando i piatti in tavola in sala. C’erano inoltre i ruoli di

strutture in 80 Paesi. I Relais & Châteaux nascono nel

I Relais & Châteaux nascono nel 1941, quando una coppia di artisti del music hall acquistarono “la Cardinale” lift boy (che manovravano gli ascensori) e di bell boy (che

1941, quando una coppia di artisti del music hall, Marcel

distribuivano i messaggi ma facevano anche i facchini)

e Nelly Tilloy, acquistarono “la Cardinale”, una proprietà

per i ragazzi che iniziavano a lavorare ancora prima

situata nella Valle del Rodano in Francia. Nel 1952, i

dell’adolescenza. Le catene alberghiere proponevano

Tilloy decisero di reclutare altri albergatori e proprietari di

standard molto rigidi: gli alberghi dovevano essere uguali

ristoranti che condividessero lo stesso livello di qualità e

ovunque si trovassero, comprese le camere. Era un modo

di eccellenza e la passione per la buona tavola e l’Art de

per rassicurare innanzitutto la clientela americana, la più

Vivre. Nel 1954 crearono Relais & Châteaux. All’inizio si

ricca, che in Europa non sapeva in che tipo di alberghi

contavano solo 8 dimore sulla via che collega Parigi alla

finisse considerando che le maggiori città europee erano

Costa Azzurra. Dal 1975 l’associazione si aprì al mondo.

un cumulo di rovine. Era anche un modo di educare le

Oggi, sono in 518. In Italia c’era la Ciga, la Compagnia

nuove fasce di clientela, i cui avi non avevano mai messo

Grandi Alberghi, fondata a Venezia nel 1906. Alberghi

piede in albergo, offrendo un prodotto segmentato per

come l’Hotel Excelsior e il De Bains al Lido sono passati

fasce di reddito. Il primo albergo dotato di camere con

alla storia. Il De Bains è stato al centro del libro “Morte a

bagni privati fu il Ritz di Parigi nel 1898 ma per diversi

Venezia” del Premio Nobel per la letteratura Thomas Mann

anni rimase una sorta di unicum. E’ solo dal 1945 che gli

da cui è stato tratto anche un celebre film di Luchino

alberghi di lusso iniziano a dotarsi di camere con bagni,

Visconti del 1971.

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eBook

HOSPES Altra eccellenza assoluta: l’Hotel Cavalieri di Roma

Yuppies e dintorni

realizzato nel 1959 da Pier Luigi e Antonio Nervi.

La seconda ondata è stata quello degli Yuppies e dintorni

A Sorrento c’è il Grand Hotel Excelsior Vittoria, albergo di

che è diventata adulta negli anni Ottanta. Il mondo stava

lusso fondato dalla famiglia Fiorentino nel 1834, giunta

per diventare globale e lo era già nella cultura di gran

alla quinta generazione. Sulla costiera amalfitana c’è il

parte di quella generazione. La società stava vivendo il

non plus ultra: il San Pietro di Positano con 59 camere e

passaggio alla civiltà dell’opulenza, dei diritti acquisiti, dei

uno staff di 134 persone. Come la Venere del Botticelli,

viaggi in aereo alla portata di un sempre maggior numero

sembra emerso dalle profondità del mare antistante grazie

di persone. I viaggiatori internazionali che erano stati 25

alla forza visionaria di Carlino Cinque, pioniere del mondo

milioni nel 1950 erano diventati alcune centinaia di milioni

alberghiero in quel di Positano fin dagli anni Trenta, che

negli anni Ottanta arrivando al mezzo miliardo nel 1990.

immaginò l’albergo ogni volta che si fermava incantato

L’Italia da Paese di emigranti diventò uno dei maggiori

ad ammirare il nudo sperone roccioso che emergeva dai

Paesi di turisti, non solo per turisti. Dal 1980 al 1990 l’Italia

flutti lungo la strada costiera che corre a mezza costa

realizzò un record mondiale moltiplicando per 7,25 volte

tra Positano e Praiano. Riuscì ad abbarbicarci camere e

le sue spese nell’outgoing, i viaggi all’estero. Il turismo di

parco botanico con la forza immaginifica di un genio. Lo

massa incominciò a trasformarsi in una massa di turisti

riempì di opere d’arte. Convinse il Comune a scaricare

individuali alla ricerca di esperienze individuali. La fine

Il mondo stava per diventare globale. La società stava passando alla civiltà dell’opulenza, dei viaggi in aereo alla portata di tutti

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nella caletta ai piedi dello sperone roccioso il materiale di

dell’impero sovietico, dopo il crollo del Muro di Berlino

risulta dei lavori per allargare la strada costiera che corre

del 1989, incentivò l’idea che il mondo fosse destinato a

a mezza costa tra il mare e la montagna creando una

un ininterrotto progresso sociale oltre che economico. La

deliziosa caletta artificiale che ospita il secondo ristorante

società occidentale si spostò sempre più verso il settore

dell’albergo.

del terziario avanzato con la conseguente diminuzione

Il San Pietro di Positano fu inaugurato nel 1970 diventando

dell’influenza sociale e culturale della classe operaia e delle

un punto di riferimento per l’hotellerie mondiale oltre

ideologie che si erano ispirate alle sue rivendicazioni. Le

che per la migliore clientela cosmopolita, ieri come

grandi catene alberghiere internazionali incominciarono

oggi. A Venezia c’è il The Gritti Palace, edificio del 1475

a mettere in discussione gli standard anonimi, omologati,

appartenuto al doge Andrea Gritti, diventato albergo nella

puntando a una maggiore diversificazione dei marchi per

seconda metà del 1800, ristrutturato in maniera radicale

rispondere a segmenti di mercato sempre più differenziati,

nel 2010 mantenendone intatto lo spirito antico e il

dall’hotel d’affari a quello congressuale al resort vero e

Genius Loci.

proprio. Si incominciò a parlare di metaturismo, il turismo

A Cernobbio c’è il Grand Hotel Villa d’Este, costruita come

disegnato sulle esigenze e i bisogni del singolo turista.

villa aristocratica nel 1568, diventata albergo nel 1873. E’

Incominciò il fenomeno del lusso di massa per una massa

uno degli alberghi più famosi del mondo.

di persone che se lo poteva permettere. Le compagnie


ACCOGLIENZA E OSPITALITà

aeree dettero vita a marchi alberghieri concepiti per i loro

C’era sempre l’hotellerie esclusiva, per pochi. Un

viaggiatori della prima classe: i Meridien furono lanciati

pubblico sempre più acculturato e sofisticato imponeva

dalla francese Air France. Le americane Pan Am e United

cambiamenti radicali nell’approccio dove lo status

Airlines erano proprietarie di catene alberghiere. La

economico richiedeva risposte funzionali. La nuova

compagnia di bandiera della Scandinavia, la SAS Airlines,

borghesia occidentale era anche una borghesia

aprì i Radisson Sas Hotels. In Francia si afferma il marchio

tecnologica: appartiene a quella generazione la diffusione

Accor, il più segmentato al mondo, che si propone sia nella

dell’utilizzo dei personal computers che si affiancano ai

fascia dei budget hotels (i più economici) con marchi come

fax, altra autentica rivoluzione tecnologica che facilita

Ibis e Mercure per arrivare al più spinto, i Formule Une

la trasmissione di documenti in tempo reale. Volare,

(detti anche Sans Etoile, senza stelle) lanciati nel 1985, e

all’opposto che nei decenni precedenti, è sempre più

poi gli Etap Hotels. Per il settore Business, Accor propone

facile, sicuro, economico. Nel 1970 inizia l’epopea dei

Novotel e Sofitel (la gamma più elevata del gruppo). Accor

Boeing 747, quadrimotori a doppio ponte che per 37

arriva a quota 800 alberghi negli anni Ottanta per poi

anni mantengono il record per capacità di trasporto di

stabilizzarsi a quota 3500 (di cui 1400 in Francia) nel terzo

passeggeri, da un minimo di 400 a oltre 600 passeggeri

millennio. Gli albergatori indipendenti rispondono con la

per singolo volo con una velocità di crociera di oltre 900

creazione di Logis de France, finanziata anche dallo Stato,

chilometri all’ora. Il Boeing 747 perde il primato di aereo

che arriva ad assommare fino a 5000 piccoli albergatori

più grande del mondo solo nel 2007 quando Singapore

distribuiti sull’intero territorio francese. E’ un blocco

Airlines utilizza per i voli charter l’Airbus A380 con tre

sociale oltre che alberghiero. A partire dal 1986, il governo

ponti e la capacità di trasportare 853 passeggeri con una

francese favorisce un’industrializzazione spinta del settore

velocità di crociera che supera i 1000 chilometri all’ora.

favorendo la crescita delle catene alberghiere a discapito

Le navi di linea, surclassate dal trasporto aereo, lasciano

di quelli indipendenti. Gli Accor da 800 diventano 3500

il posto alle navi specializzate nella crocieristica. Iniziano i

(internazionalizzandosi), i Logis de France scendono sotto

Caraibi, poi arriverà anche il Mediterraneo. Gli sport sulla

quota 2000. In Francia, che di fatto ha sposato il modello

neve dominano le vacanze invernali, al mare e sui laghi

anglosassone, le catene si moltiplicano, gli alberghi

appaiono in numero sempre maggiore le agili farfalle

indipendenti si riducono drasticamente. Quel fenomeno

multicolori dei windsurf.

non ha mai contaminato l’Italia che da questo punto di

Gli anni Ottanta sono gli anni del fenomeno congressuale,

vista assomiglia di più ai sistemi alberghieri di Svizzera,

che è il risultato della rivoluzione prodotta dalla Qualità

Austria e Germania dove prevalgono i cluster alberghieri,

Totale introdotta nel 1980 dai giapponesi nel settore

piccoli gruppi di alberghi che fanno capo alla stessa

automobilistico, rivoluzione che nel corso di un decennio

proprietà e gestione, soprattutto concentrati sullo stesso

cambia radicalmente il modo di produrre superando la

territorio.

catena di montaggio. Nel mondo aeronautico è la filosofia

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eBook

HOSPES della piramide rovesciata introdotta da Jan Carlzon nella

che conquistano il pianeta e insegnano anche agli italiani

scandinava Sas proiettandola al vertice delle compagnie

l’importanza del terroir, del territorio, e della riscoperta

aeree specializzate nel settore business. Si tratta di

delle tradizionali locali, purché accompagnate da tecniche

trasferire potere dai dirigenti intermedi a coloro che

di cottura moderne che alleggeriscano e rendano più

sono a diretto contatto con i passeggeri, al bancone del

digeribili i piatti della tradizione. E’ fondamentale anche la

check-in in aeroporto piuttosto che agli steward a bordo.

presentazione estetica dei piatti. Sono le basi da cui partirà

E’ il cliente e la sua soddisfazione il fulcro dell’azione

la riscossa dell’enogastronomia italiana, all’epoca povera,

dell’azienda. Le aziende scoprono inoltre che non possono

rustica e negletta, surclassata dalla cucina d’oltralpe. Sarà

più comandare a bacchetta maestranze scolarizzate,

anche la riscossa dell’enologia italiana dopo il disastro

le devono convincere, motivare. Nasce il fenomeno

della scandalo del metanolo del 1986 che ha rischiato

congressuale e motivazionale, vengono introdotti i corsi

di portarla all’estinzione. Tre anni dopo, nel 1989, in un

di Team Building, si sviluppano i viaggi incentive che

angolo di un territorio all’epoca misconosciuto, Bra, nelle

Nasce il fenomeno congressuale, si sviluppano i corsi di Team Building e i viaggi incentive che premiano i migliori fornitori e collaboratori

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premiano sia i fornitori migliori che i collaboratori più

Langhe piemontesi, Carlo Petrini fonda Slow Food, uno dei

capaci e nello stesso tempo rinforzano l’identità di gruppo

maggiori fenomeni culturali planetari del secolo successivo.

e aziendale. Il ceto medio sfonda letteralmente non

La generazione nata dopo la seconda guerra mondiale

solo come fenomeno quantitativo ma soprattutto come

gode di un Welfare State sconosciuto ai loro avi, assieme

fenomeno culturale: afferma la sua egemonia imponendo

ai più anziani si cura gratuitamente alle terme, che in

uno stile di vita che pone il lavoro e la sua qualità al centro

Italia vantano oltre 250 destinazioni, gode di un progresso

della vita degli esseri umani. L’aristocrazia disdegnava il

economico e soprattutto di opportunità uniche. La crisi

lavoro, la borghesia lo nobilita. La qualità della vita e del

del debito pubblico, che esplode all’inizio degli anni

lavoro trasformano anche gli alberghi i quali oltretutto

Novanta, blocca per un verso il fenomeno del termalismo

sono investiti da una rivoluzione tecnologica importante:

assistenziale ma nello stesso tempo dà vita a un nuovo

viene introdotta l’aria condizionata che dal settore del

fenomeno, quello della prevenzione, anzi del narcisistico

lusso a mano a mano scende fino a raggiungere anche i

stare bene come diritto e come condizione preliminare

budget hotels. Le camere diventano “intelligenti” a partire

per essere accettati in società. Nasce il fenomeno del

dall’introduzione delle serrature elettroniche, i televisori

Wellness, di matrice tedesca e britannica, che si fonde con

diventano interattivi. Lo stile di vita della nuova borghesia

quello delle SPA (Salus Per Aquam) che nonostante il nome

è all’insegna del poco ma buono, soprattutto a tavola. La

latino arriva dagli Stati Uniti. Prima timidamente, poi come

Guida Michelin e la Nouvelle Cuisine francesi diventano

una valanga, questo fenomeno investe tutto il mondo

le bandiere di un nuovo approccio all’enogastronomia

dell’accoglienza e dell’ospitalità a partire dal settore del


ACCOGLIENZA E OSPITALITà

lusso per poi discendere per li rami e raggiungere anche

qualunque esse siano, per le quali vale la pena di investire.

la categoria degli alberghi più economici e di famiglia. Ma

Chi si reca in albergo per dormire, vuol spendere sempre

siamo già proiettati verso il millennio successivo.

meno. Gli altri, sono disposti a investire per ricavarne

Gli Yuppies sono stati la prima generazione che ha

un’emozione, un’esperienza. Vale per l’albergo, vale per

rivoluzionato anche la sequenza dei pasti quotidiani dando

il ristorante. Lo hanno compreso abilissimi albergatori del

sempre maggiore importante al Breakfast del mattino che

Sud Tirolo, in Alta Badia, dal La Perla di Corvara al Rosa

negli alberghi è proposto come Buffet Breakfast.

Alpina di San Cassiano al Ciasa Salares anch’esso a San

I Millennials

Cassiano: hanno ristoranti stellati, quello del Rosa Alpina ha le due stelle Michelin, gli alberghi regalano esperienze

I Millennials sono coloro che sono nati a cavallo tra

uniche di montagna, hanno abolito la mezza pensione

secondo e terzo millennio. Nulla sanno della Guerra

perché la loro è una clientela che investe sulle emozioni.

Fredda. Il loro è il secolo della Cina. Hanno aspettative

Risparmia altrove. Michil Costa, titolare e direttore del La

di vita, per qualità e durata, quali non hanno avuto

Perla, è anche il presidente del comitato che organizza

nessuna generazione prima di loro. Oggi vivono in un

la Maratona delle Dolomiti in bicicletta, con 9000 atleti

Sono nati con il cellulare in mano. vivono in un pianeta con 7 miliardi di esseri umani. Hanno aspettative di vita come nessuno prima di loro pianeta affollato da 7 miliardi di esseri umani. Li aspetta

dilettanti selezionati tra 30.000 richieste dall’Italia e da

un pianeta destinato a raggiungere quota 9 miliardi a

tutto il mondo, che scalano cinque colli dolomitici, e la

breve e forse anche i 12 miliardi durante la loro lunga vita.

Sella Ronda, anch’essa in bicicletta, attorno al Gruppo

Sono nati con il telefono cellulare in mano. Oggi hanno lo

dolomitico del Sella. L’albergo ospita anche un Museo della

smartphone, il tablet, il personal computer, la play station,

bicicletta sponsorizzato da Pinarello, uno dei maggiori

chissà quale altra diavoleria tecnologica li aspetta. Nel

costruttori di bici da corsa del mondo, nel quale esibisce

“Signore degli Anelli” Tolkien immaginò una forza oscura

anche alcune delle biciclette utilizzate per vincere Giri

che aveva forgiato nove anelli, consegnati a nove potenti

d’Italia e Tour de France oltre alla bici del nonno di Michil,

re, e un decimo, il più semplice, che fosse in grado di

la bicicletta Gendarm del 1909 di nonno Germano. Un

controllarli tutti. Era l’anello del supremo potere. Quale

altro albergo che regala emozioni uniche: l’Hotel Bellevue

sarà il super device che li conterrà tutti? Ci sarà un piccolo

di Cogne, in Val d’Aosta, dove la famiglia Roullet offre

hobbit capace di sconfiggere l’Oscuro Signore?

un’esperienza legata alla natura, all’enogastronomia,

I Millennials sono viaggiatori compulsivi, viaggiano

al Ben-Essere davvero uniche quanto diffuse all’interno

soprattutto con i voli Low Cost risparmiando sugli

dell’antico borgo valdostano ai piedi dell’imponente

autobus dell’aria per poter spendere come sceicchi a terra.

massiccio del Gran Paradiso, sede del più antico parco

Scelgono gli alberghi secondo due criteri fondamentali:

nazionale protetto in Italia, istituito nel 1922.

quelli che costano poco, e che grazie alla ricerca sui portali

I Millennials sono i figli del Km Zero a tavola, sempre di

di prenotazione e di comparazione dei prezzi costano

più sono diventati vegetariani o vegani, sempre di più

sempre meno, e quelli che offrono esperienze uniche,

hanno scoperto di avere intolleranze di tutti i generi,

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eBook

HOSPES dalla celiachia al glutine al lattosio (mancanza dell’enzima

come le salmerie napoleoniche, segue…

della lattasi). Quando non twittano, chattano sui social in

I Millennials sono i primi veri cittadini del Villaggio

Facebook, fenomeno planetario nato solo nel 2004. La

Globale predetto da Marshall McLuhan nel 1962. Sanno

loro insoddisfazione la esprimono su Booking e TripAdvisor.

tutto, hanno tutto, vogliono tutto. Sono ospiti non

Usano le recensioni come frecce avvelenate. Le recensioni

convenzionali, si aspettano che chi li ospita sia in grado

per loro sono come gli archi lunghi dei Gallesi nelle guerre

di prevenire qualsiasi richiesta. Sono figli dell’informatica

in Francia tra Inglesi e Francesi durante la Guerra dei 100

diffusa, dei social, dei profili aziendali, personali, del

anni tra la metà del 1300 e la metà del 1400: abbattevano

Grande Fratello che ne intercetta sms e email, che sia

la cavalleria corazzata nemica già a 100 metri di distanza.

a scopo politico e militare o più banalmente nel settore

Sono sportivi: la mountain bike d’estate, lo sci ma anche

ricettivo per anticiparne i desideri e massimizzarne la

le ciaspole d’inverno. Amano gli sport muscolari tipici

soddisfazione. Si chiama CRM, Consumer Relationship

di una generazione cresciuta in maniera iperproteinica.

Management. Gli antichi avrebbero detto: il cliente

E’ la generazione Fashion, solare, sensibile all’ambiente,

soddisfatto, ritorna. Non solo: diventa un amico.

all’ecologia, al benessere. E’ la prima generazione dove

Gli alberghi della generazione Millennials sono aziende

le donne sono protagoniste pressoché alla pari rispetto

socialmente responsabili, ecologicamente sostenibili,

agli uomini grazie soprattutto alla loro emancipazione

solari grazie alla nuova tecnologia edilizia che consente

economica oltre che culturale. Il mondo alberghiero se ne

di fondere concetti una volta antitetici: grandi aperture

I Millennials Sanno e vogliono tutto. Sono ospiti non convenzionali, si aspettano che chi li ospita sia in grado di prevenire qualsiasi richiesta è accorto da anni e ha creato il “letto bianco” e i materassi

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concepiti secondo i parametri della scienza del sonno, per

finestrate e coibentazione, riscaldamento e raffrescamento

garantire la massima igienicità e profondità del riposo.

personalizzati e abbattimento del consumo energetico dei

Se ne è accorto anche Luis Durnwalder, governatore del

combustibili fossili, impianti acustici sofisticati nelle camere

Sud Tirolo per 23 anni, che negli anni Ottanta propose

e massima insonorizzazione tra le stesse e verso l’esterno,

tramite Laimburg, il Centro di sperimentazione agraria

SPA sempre più grandi riscaldate con centrali elettriche

e forestale della sua regione, il vino bianco fruttato, il

locali alimentate con biomassa oppure con il geotermico

Gewürztraminer, che ha conquistato un’intera generazione

o i pannelli solari, un design contemporaneo ma anche

di nuove bevitrici che non amavano i vini rossi tanninici

molto elegante che in Italia si coniuga con il Made in

adorati dai loro compagni maschi. Le donne sono

Italy voluto e ricercato sia dalla clientela nazionale che,

diventate centrali nella soddisfazione degli ospiti anche

soprattutto, da quella internazionale e nello stesso tempo

quando arrivano le coppie. Se arriva la famiglia, il focus è

capace di dialogare con la memoria storica del luogo in

sul bambino, come ha compreso un genio dell’hotellerie

cui l’albergo si trova: il Genius Loci di antica memoria.

italiana, Ralph Riffeser, titolare e gestore del Cavallino

Per certi versi, è quanto seppero fare i grandi artisti del

Bianco di Ortisei, in Val Gardena. Se arriva la coppia, il

Rinascimento - Giotto, Masaccio, Brunelleschi, Piero della

focus della soddisfazione è puntato sulla donna. L’uomo,

Francesca, Botticelli, Raffaello, Il Ghirlandaio, Donatello,


ACCOGLIENZA E OSPITALITà

Michelangelo, Leonardo, Cellini, Tiziano, Tintoretto,

per l’incredibile lampadario che vi troneggia, creando

Bernini, Caravaggio -, che recuperarono le tecniche e l’arte

un’area dedicata al coworking dove gli ospiti possono

dei classici declinandole secondo i temi e i gusti dei loro

lavorare come se fossero in ufficio collegando tutti i device

contemporanei.

di cui sono dotati, dal pc al tablet. Questo è uno splendido

E’ ciò che distingue o dovrebbe distinguere l’hotellerie

esempio di fusione del meglio del passato estetico con le

italiana contemporanea: essere moderna nel comfort e nel

funzioni più avanzate legate alla contemporaneità degli

design, essere rinascimentale nello spirito e nella memoria.

ospiti. La stessa cosa ha effettuato liberando la terrazza

Per i Millennials, Best Western ha proposto i Vīb: alberghi

dell’albergo dagli impianti che l’affollavano, sostituendone

nuovi dotati di Lobby ampia e interattiva da “vivere”;

alcuni con macchine contemporanee più piccole eppure

illuminazione LED con giochi di colore e diverse intensità;

più performanti, spostando gli altri, al fine di donare agli

pannello media con eventi locali personalizzabili; Premium

ospiti un roof con tanto di servizio bar e piscina scoperta

Food & Coffee grab-n-go station disponibile 24 ore al

e vista privilegiata sulla parte monumentale di Firenze

giorno, sette giorni su sette; Bar con area accogliente (con

(il Cupolone di Brunelleschi, il Campanile di Giotto, il

camino) per “sentirsi come a casa”; Area Zen di almeno

Battistero) e le colline che la circondano. Durante la bella

65 mq per il relax; numerosi corner con sedute di design

stagione gli ospiti possono consumarvi anche la prima

particolarmente confortevoli, adatti al gioco e dotati di

colazione. A Riccione, Giancarlo Tirotti ha coinvolto

numerose prese e porte USB; Fitness center disponibile

un gruppo di aziende di alta gamma proponendogli di

24 ore al giorno, sette giorni su sette; Mobile check-

brandizzare ognuna una camera del suo H Hotel. Parliamo

in; Camere di design, chic ma funzionali; King bed con

di marchi come Bartorelli, DS, La Perla, Mastro Raphael,

mattress topper lavabile; Smart TV per connettere i device

Pascucci, Società della Pietra, Technogym, Transvital. A

personali; “Esperienza doccia” con illuminazione LED e

ognuno una camera. I bagni poi sono anch’essi unici: al

gestione “palmare” delle funzioni; oscuramento completo

posto della vasca, una piscina profonda 40 centimetri,

della camera; area di lavoro dotata di prese e porte USB;

lunga due metri, larga un metro. Ci si sta immersi in

macchina per caffè espresso in tutte le camere.

coppia completamente con l’acqua che sale fino al naso.

A Firenze, un bravissimo direttore d’albergo che è anche

L’importanza del bagno, che contende il primato alla

un potente visionario, Giancarlo Carniani, direttore di

camera, è diventato il trend degli ultimi vent’anni nel

tre strutture alberghiere e animatore di BTO, la Borsa del

mondo alberghiero a livello planetario. I bagni una volta

turismo online, nella ristrutturazione di Plaza Lucchesi,

in camera non c’erano o avevano un ruolo secondario,

albergo storico tornato a nuova vita, a inizio 2015

relegati alla pura funzione fisiologica ricoperta. Oggi

ha trasformato la lobby, dominata dal recupero di un

dilagano anche nella camera con le vasche e i lavelli a vista.

fantastico enorme quadro dedicato alla battaglia navale di

I box doccia sono a tutta parete concepiti per regalare

Trafalgar inserito in un’area bar davvero spettacolare anche

un’emozione, non solo per svolgere una funzione igienica.

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eBook

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HOSPES Un mondo eclettico

il quale si sentono a casa ovunque. Sono sportivi ma non

I Baby Boomers oggi sono Senior Citizens, con ottime

rifiutano l’aiutino chimico quando la salita diventa troppo

capacità di spesa e tanto tempo a disposizione. Molti

ripida. Per molti, è diventata anche una filosofia di vita.

sono affetti dalla sindrome di Peter Pan: non intendono

I Millennials si dividono tra chi può e chi vorrebbe ma

darsi per vinti nonostante il passare del tempo. Praticano

non ne ha i mezzi economici. Molti dipendono ancora

sport, hanno una buona vita sessuale, frequentano le SPA,

dai genitori cosa che non gli ha impedito di viaggiare

viaggiano. Molti si sono anche adeguati alla tecnologia

fin dall’adolescenza e di continuare a farlo prolungando

del mondo in cui vivono. Sono diventati a tutti gli effetti

l’adolescenza il più possibile. I più avventurosi dei Baby

cittadini del Villaggio Globale. In Italia godono ancora

Boomers viaggiavano senza una lira in tasca anticipando

del vantaggio di aver frequentato una scuola di base

l’era degli hippies. I Millennials viaggiano con il sistema

nozionistica pre 1968 che forniva buone nozioni di storia

del Low Cost acchiappando letteralmente le migliori

e geografia oltre che di cultura generale. Sono i migliori

offerte speciali. E’ la generazione di Erasmus. Sanno le

frequentatori dei musei. Apprezzano gli alberghi che

lingue, partecipano da protagonisti al dibattito poliglotta

trasudano storia, sanno sorseggiare un vino e degustare

del Villaggio Globale. Ci sono nati. Altri hanno saputo

un cognac, molti si sono dati al golf, hanno imparato ad

cogliere le opportunità del mondo tecnologico in cui sono

apprezzare le saune e i bagni turchi, non disdegnano un

nati e hanno dato vita a start up aziendali che li hanno

buon massaggio.

arricchiti molto presto. I loro idoli sono personaggi come

Gli Yuppies hanno le redini del comando. Hanno

Steve Jobs, Bill Gates, Larry Page e Sergey Brin, Mark

attraversato la più grande crisi economica del dopoguerra

Zuckenberg, tutti ragazzacci che hanno abbandonato

uscendone con una nuova pelle. Sono tecnologici,

l’università per fondare società che li hanno resi ricchi e

twittano appassionatamente, presidiano i social, hanno

famosi: Apple, Microsoft, Google, Facebook. Lo stesso

superato pressoché tutti i pregiudizi ideologici che

nel mondo della musica e dell’arte. Napoleone Bonaparte

appassionavano ancora la generazione precedente. Amano

affermava che ogni soldato francese nel suo zaino aveva

la buona tavola, il buon bere, gli abiti su misura, le scarpe

un bastone da maresciallo. Doveva solo guadagnarselo.

di marca. Si considerano progressisti ma con giudizio. Sono

I giovani di Millennials hanno il sogno di poter fondare

ecologisti ma senza strafare. Sono pragmatici, insomma.

una multinazionale di successo nel settore del virtuale o

E’ stata la prima generazione che non è entrata negli

di sfondare in quello della musica o dell’arte. I più svegli

alberghi in punta di piedi ma con la consapevolezza che

cambiano Stato e residenza come altri cambiava l’abito al

l’albergo non è altro che una seconda casa o un ufficio di

mutare della stagione. Non sono nazionalisti. Non hanno

supporto diffusi ovunque sia necessario recarsi per lavoro

il culto della Storia e delle sue vestigia. Apprezzano solo

o per divertimento. In Italia è stata la prima generazione

ciò che li diverte o li incuriosisce. Sono cresciuti con le play

che ha viaggiato per diletto e non con la valigia di cartone

station. Sono i visitatori potenziali dei Musei multimediali

dell’emigrante. Non sanno molto bene le lingue ma

del futuro: in Italia del Museo del cinema di Torino o della

conoscono il potere cosmopolita del denaro motivo per

Reggia di Venaria. Il Museo Egizio, dotato di un incredibile


ACCOGLIENZA E OSPITALITà

potenziale, è ancora al palo della partenza. I Bronzi di Riace

milioni di visitatori all’anno. La Walt Disney con i suoi

non gli dicono nulla. Idem la Valle dei Templi di Agrigento.

parchi ludici fattura oltre 40 miliardi di dollari. Anche i

Che a Monreale vicino a Palermo esista un capolavoro

grandi musei tendono a diventare una sorta di parchi a

assoluto come la Cattedrale, non gli risulta. Sono posti

tema, soprattutto per le dotazioni logistiche: il Louvre di

difficili da raggiungere, oscuri da capire. Il meglio, in

Parigi, con 9 milioni di visitatori l’anno, decine tra negozi,

questo settore, deve ancora accadere. Aspettiamo uno

librerie, ristoranti e caffetterie, con un impatto economico

Steve Jobs che inventi un modo nuovo di vivere i Bacini

per il territorio calcolato in un miliardo di euro l’anno; il

Culturali applicando loro la tecnologia multimediale, la

British Museum di Londra, con 6,8 milioni di visitatori e

tecnica virtuale degli ologrammi, delle play station. Non è

un bilancio consolidato nel 2014 di 858 milioni di euro.

un’eresia. E’ il futuro. E’ il futuro delle città multimediali

Berlino sta creando una sorta di Isola dei Musei attorno

dove la fruizione della cultura uscirà dai musei e dilagherà

al Pergamon con l’obiettivo di insidiare il primo posto

nelle strade e nelle piazze con gli occhiali di Google e con

del Louvre, il museo più visitato al mondo. L’Italia ha

altre diavolerie tecnologiche tutte da inventare ma già in

20.000 borghi storici, un’infinità di musei disseminati

divenire in qualche laboratorio. Lo è anche per gli alberghi

sul territorio, il più grande patrimonio culturale per

che sfonderanno la famosa quarta parete verso il territorio

singolo Paese del mondo. I 22 milioni di presenze che

L’Italia potrebbe diventare il più grande Parco a tema culturale e di divertimento del pianeta, mettendo in rete le eccellenze del Made in Italy, dalla tecnologia passando per il design e la moda fino all’enogastronomia rendendolo fruibile nella hall, in locali interni specializzati.

registra Venezia ogni anno non le registra di certo per

L’albergo pinacoteca già esiste: il Grand Hotel Villa d’Este

attività connesse al business ma solo perché Venezia è il

a Cernobbio, il Waldorf Astoria Cavalieri e il Gran Melià

più grande parco a tema culturale e di divertimento del

Rome Villa Agrippina a Roma, il Four Seasons di Firenze, il

pianeta: capitarci durante il Carnevale può essere anche

Vier Jahreszeiten di Amburgo, il Capri Palace di Anacapri, il

un’esperienza angosciante per la marea di persone che

Grand Hotel Timeo di Taormina, il Grand Hotel Delle Palme

si spostano a passo di lumaca, ma di quelle stanche...

a Palermo per citarne alcuni. In futuro si moltiplicheranno

L’Italia potrebbe diventare il più grande Parco a tema

gli alberghi con le camere a tema, brandizzate, in grado

culturale e di divertimento del pianeta mettendo in rete

di fornire emozioni ed esperienze uniche grazie anche

anche le eccellenze del Made in Italy in tutti i settori, da

all’impiego della tecnologia del virtuale. Un albergo di

quelli della tecnologia di punta passando per il design e

nuova generazione è indubbiamente l’Armani di Milano

la moda fino all’enogastronomia. E’ questo un progetto

pensato da quella sorta di genio che è Giorgio Armani.

che riesce a coinvolgere come utenti tutte e tre le fasce

Sposa stile, comfort, eleganza, visibilità sui mass media che

di età esaminate. Ci vogliono solo una forte volontà

contano come pochi altri alberghi al mondo.

politica e ingenti investimenti finanziari. EXPO dimostrerà

I parchi a tema si sono affermati come parchi a tema

che il mondo ama l’Italia quando l’Italia propone eventi

legati alla natura, soprattutto negli Stati Uniti, dove sono

che uniscano ciò che solo l’Italia possiede in misura così

nati, o al divertimento, anche qui a partire dagli Stati

densa e nello stesso tempo diffusa: Storia, Memoria,

Uniti, che li hanno visti nascere. In Europa il parco a tema

Arte, Tecnologia ma anche Stile di Vita, Curiosità,

ludico più noto e di successo è Disneyland Parigi con 15

Intrattenimento. E’ questa la sfida del Terzo Millennio.

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eBook

HOSPES

Marteking & Turismo

Laida Weg Experience Hotel, Rima San Giuseppe, Alta Valsesia, Monte Rosa “Noi pochi, noi felici pochi. Manipolo di fratelli…” di Renato Andreoletti, Socio Hospes

Il Marketing prima che promozione e vendita è strategia di posizionamento a partire dal piano di fattibilità legato alla conoscenza del territorio, dei suoi punti critici, da cui discende la progettazione del prodotto e dei servizi turistici offerti. Un esempio di successo: il Laida Weg Experience Hotel di Rima San Giuseppe in Alta Valsesia sui contrafforti del Monte Rosa.

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ACCOGLIENZA E OSPITALITÃ

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eBook

HOSPES In Internet all’indirizzo www.tfcostruzioni.com/index. php/premessalwh è possibile assistere alla ricostruzione in 3D di tutte le fasi della realizzazione di un albergo di ultima generazione, il Laida Weg Experience Hotel, in un

trasformare in opportunità tutto ciò che sembra un problema e un ostacolo

angolo sperduto dell’Alta Valsesia, sul versante piemontese del Monte Rosa, a Rima San Giuseppe, a 1417 metri di altezza, in un antico borgo Walser, enclave etnica di contadini e pastori di lingua tedesca e provenienza dall’opposto versante svizzero (il Vallese da cui il termine Walser) del massiccio montuoso che con i suoi ghiacciai e i numerosi picchi che superano i 4000 metri di altezza doveva essere una barriera pressoché insuperabile in passato visto che continua a esserlo anche nel presente. I Walser ce la fecero e senza spargere una sola goccia di sangue che non fosse il loro, vittime a volte delle cenge più pericolose che dovettero superare con armenti e famiglie appresso. Una di queste cenge, la Laida Weg (sentiero impervio), corre lungo la parete Nord del Monte Tagliaferro, la montagna che separa Alagna e l’Alta Valsesia da Rima San Giuseppe e l’Alta Val Sermenza dove si trova il borgo walser. Qui un imprenditore edile piemontese professionalmente trapiantato a Milano (padre di origine veneta, madre di Suno, frazione di Verbania sul Lago Maggiore, dove Flavio Tognon è nato) ha realizzato il Laida Weg Experience Hotel, utilizzando l’architettura walser per l’esterno e l’interno dell’edificio abbinandola alle più avanzate tecniche edilizie e di tecnologia impiantistica contemporanee. I Walser avevano a disposizione il legname dei boschi e i sassi dei torrenti della valle e delle faglie rocciose affioranti nei campi. Le loro case erano piccole e severe (anche loro erano piccoli: i letti a cassone non superano i 165 centimetri di lunghezza), con finestre di dimensioni assai ridotte per ridurre al minimo la dispersione del calore, le stanze erano fasciate internamente di legno per mantenere il calore del camino in pietra centrale, unica fonte di calore dell’intero edificio e sede della cucina (è qui che avveniva il travaglio delle partorienti assistite dalle donne della comunità). Le camere non erano riscaldate e l’inverno la temperatura esterna scende tranquillamente fino ai 20 gradi sotto lo zero. I tetti erano ricoperti dalle pesanti beole (i piatti sassi) che a loro volta dovevano sopportare metri e metri di neve, neve che a volte era così alta da arrivare a lambire i tetti. Sotto i tetti, il fienile che fungeva da isolante e da riserva di foraggio per le mucche che

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ACCOGLIENZA E OSPITALITà

spesso erano alloggiate nel vano seminterrato fungendo anche da termocamini per l’intera struttura. Non erano molto igienici questi edifici però la quota elevata garantiva una scarsa presenza di germi: era più facile morire di polmonite e prendersi i geloni l’inverno. Non c’era acqua corrente in casa: si andava a prelevarla presso la fontana e il lavatoio pubblico dove l’acqua, normalmente diaccia, gela l’inverno. Il wc era all’esterno (in piena aria) o in un gabbiotto realizzato con assi di legno con un rozzo sedile proteso sopra la buca a perdere o la cisterna (il pozzo nero) dove venivano raccolte le deiezioni organiche per poi spargerle nei campi successivamente. Il filmato racconta in maniera molto suggestiva le varie fasi dell’intervento: la demolizione della vecchia

architettura walser abbinata alle più avanzate tecniche edilizie e di tecnologia impiantistica contemporanee

fabbrica di acque minerali in disuso che ha determinato l’altezza dell’edificio rispetto all’orizzonte del borgo, lo sbancamento della montagna, avvenuto per fasi orizzontali e scendendo dall’alto verso il basso per ricavare i sei piani che costituiscono la dimensione finale dell’albergo, le fasi della lavorazione, prima per togliere il terreno, eliminare le rocce affioranti, consolidare l’edificio man mano che si procedeva dall’alto verso il basso, quindi la fase della costruzione dei pilastri e la copertura dell’edificio, con più strati di isolante, con i mattoni artigianali prodotti in Gran Bretagna per le pareti, con le beole che hanno ricoperto tetti coibentati con più strati di materiale naturale come il sughero, con la discesa verso il garage realizzata con serpentine riscaldate affogate nel bitume per evitare il pericoloso ghiaccio superficiale che potrebbe provocare incidenti sia a chi scende a piedi che soprattutto agli automobilisti impegnati in una discesa abbastanza ripida, il riscaldamento a pavimento è stato utilizzato anche per l’interno dell’albergo. Oltre all’edificio principale ci sono diversi volumi aggiunti, sempre perfettamente integrati nell’architettura walser, come la casetta dedicata agli impiegati non residenti dell’albergo. Il film si srotola per diversi minuti creando sorpresa, curiosità, ammirazione ma anche fornendo informazioni utili per esempio sulla presenza dei quattro termocamini sempre accesi, funzionanti a legna, che contribuiscono a riscaldare l’intero edificio, i 130 metri quadrati di pannelli solari, i serramenti a doppia camera da 40 millimetri di spessore, colmi uno di argon, l’altro di ossigeno, per garantire una perfetta coibentazione dell’albergo. Anche l’insonorizzazione è perfetta: dalla hall come da molte camere si è di fronte a una splendida cascata che scende vorticosa lungo un

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eBook

HOSPES ripido declivio di centinaia di metri sul versante opposto, a non più di 200 metri di distanza: sulla terrazza il rumore è fragoroso, all’interno dell’albergo il rumore cessa del tutto. Il film ha richiesto otto mesi di lavoro di due architetti dello studio di Tognon: ogni secondo del film è composto da 180 disegni. I collaboratori di Tognon stanno già lavorando a un secondo film, sempre in 3D, dedicato all’impiantistica: la rete neuronale ma anche arteriosa e venosa dell’albergo che è classificato in Classe A+ perché è del tutto autosufficiente dal punto di vista energetico oltre a essere domotico. Per riscaldarlo non viene impiegata neppure una goccia di gasolio. La domotica user friendly consente all’ospite di collegarsi a Internet velocemente, gestire con facilità tutte le funzioni elettriche della camera, scegliendo per esempio l’habitat luminoso che preferisce, momento per momento. Lo stesso accade anche nel ristorante dove i vari salottini possono essere illuminati dall’alto con luci di diverso colore facilmente programmabili. La Spa, al piano meno due, con accesso all’esterno

i Walser facevano la sauna lavorando sotto il sole e lavandosi con l’acqua diaccia della fontana

grazie alla costruzione dell’albergo con il retro dentro la montagna e la fronte terrazzata rivolta a valle, è un’altra meraviglia tecnologica, questa volta del tutto contemporanea anche nel design: i Walser la sauna la facevano ogni volta che lavoravano sotto il sole salendo e scendendo lungo le scarpate erbose della montagna o lavandosi con l’acqua diaccia della fontana. Sarà un grande film.

Il Marketing come risorsa Qual è lo scopo dei filmati sul Laida Weg Experience Hotel di Rima San Giuseppe in Val Sermenza nell’Alta Valsesia? Consentire alla proprietà (che lo gestisce direttamente) di trasformare in opportunità di mercato tutto ciò che all’apparenza costituisce un problema se non un vero e proprio ostacolo. La Val Sermenza è una valle assai poco nota. La si imbocca 11 chilometri dopo Varallo, l’entrata vera e propria dell’Alta Valsesia, 26 chilometri prima di Alagna, la destinazione turistica più nota della valle piemontese, terminale della strada statale che sale verso il Monte Rosa. Da Balmuccia a Rima sono 18 chilometri di una strada stretta che si insinua in una valle lunga e stretta correndo a fianco del torrente superando alcuni non meno antichi borghi, anch’essi di origine Walser, come Rossa, Boccioleto, Fervento e Rimasco. Soprattutto in vista dei borghi, stretti tornanti consentono salti di quota

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Per riscaldarlo non viene impiegata neppure una goccia di gasolio


ACCOGLIENZA E OSPITALITà

significativi. Balmuccia è a 560 metri di altezza, Rima San Giuseppe a 1417 metri di altezza. Sono quasi 900 metri di dislivello in 18 chilometri. Gli ultimi 8 chilometri, da Rimasco a Rima, presentano un dislivello di 500 metri con diversi, stretti tornanti. Nessun pullman è in grado di effettuare questo percorso. A Rimasco (a 906 metri di altezza) c’è il bivio per Carcoforo, l’altro importante comune walser dell’alta valle a 1304 metri di altezza che si raggiunge dopo 6,5 chilometri costeggiando il torrente Egua, affluente del Sermenza. La strada asfaltata termina a Rima con tre parcheggi pubblici ai piedi del borgo storico, che si protende verso valle con splendidi edifici che rivelano la ricchezza passata del borgo che grazie ai suoi artigiani che inventarono la tecnica della scagliola e del marmo finto nell’800 fecero del borgo uno dei più ricchi d’Italia stando a un articolo del Corriere della Domenica del 1908. Figli di questo artigiani sono anche i Della Vedova, scultori famosi come Pietro, cui è stata dedicata in paese una gipsoteca con ben 170 sue opere riprodotte in gesso. Le montagne sopra Rima sono verticali: non si possono definire diversamente le ripide scarpate, spesso interrotte da magnifiche cascate, che arrivano a quota 2600 metri con i valichi verso Est (Alagna), Nord (Macugnaga) e Ovest (Carcoforo), e le montagne che superano i 3000 metri, contrafforti del Monte Rosa. Vi si trovano diversi rifugi alpini assai ben tenuti, custoditi il fine settimana nel mese di luglio e settembre e tutti i giorni ad agosto. Diego, il cognato di Elisabetta, la rifugista del rifugio Vallè a 2175 metri di altezza, alla periferia di Rima ha l’azienda agricola che vende ottime tome di capra e di latte vaccino. Verso Alagna c’è il rifugio Ferio a 2200 metri di altezza. Altri rifugi sempre vicini a quota 2000 metri (Massero e Boffalora) sono più vicini a Carcoforo. Sono montagne ripide da raggiungere ma percorse da splendidi sentieri assai ben segnati e dal GTA (il Sentiero Italia) che attraversa tutto l’arco alpino, in questo territorio sale da Alagna, passa sopra Rima e Carcoforo per insistere verso Est. Qual è il messaggio di Marketing proposto dalla proprietà del Laida Weg Experience Hotel di Rima San Giuseppe attraverso anche i filmati in 3D? • Che l’albergo è una eccellenza davvero unica dal punto di vista architettonico, legato al Genius Loci Walser di Rima e di queste valli la cui storia rappresenta un’autentica scoperta per chi si spinga fino a queste quote.

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eBook

HOSPES • Che l’albergo è un’eccellenza davvero unica dal punto

• Che l’albergo è un’eccellenza davvero unica per gustare

di vista della struttura, offrendo un habitat e un comfort

un’esperienza non meno unica in un territorio rimasto

decisamente superiori rispetto alla categoria delle 4 stelle

intonso, con i contadini che ancora combattono con

che lo certifica. Di stelle, l’albergo ne merita assai di più.

la montagna armati di falce e forcone, con le mucche

• Che l’albergo è un’eccellenza davvero unica per la Spa Der Rus che offre (con sauna, bagno turco, vasca idromassaggio, piscina riscaldata, percorso kneipp, terrazza solarium esterna). • Che l’albergo è un’eccellenza davvero unica per la qualità della ristorazione offerta nel ristorante Ds Verloure

podoliche al pascolo, con le tome che sanno di erba, di sole, di latte. • “Noi pochi, noi felici pochi. Noi, manipolo di fratelli” recitava Enrico V nell’omonima tragedia di Shakespeare. Enrico V voleva spronare i suoi in vista della difficile battaglia contro i francesi (Azincourt, 25 ottobre 1415)

Tol con due ottimi cuochi e un servizio di sala molto femminile quanto professionale, supportata da un’ottima

che gli avrebbe assegnato il trionfo. Il messaggio del

enoteca.

Laida Weg Experience Hotel di Rima San Giuseppe è

• Che l’albergo è un’eccellenza davvero unica per il Pub Der ormu Sura dove si possono degustare ben 350 diversi Whisky (la passione da collezionista e da intenditore di

l’esaltazione di vivere un’esperienza unica, ma anche ripetibile.

Flavio Tognon, che acquista in loco il whisky in botte dai

Rima San Giuseppe è una destinazione turistica di nicchia,

produttori scozzesi e poi lo fa imbottigliare con la propria

per pochi intenditori che amano la natura, la cultura,

etichetta) oltre a una guinness originale irlandese non

la genuinità dei prodotti della terra e dell’allevamento

meno squisita.

coltivati e prodotti in loco, per raffinati degustatori sia

• Che l’albergo è un’eccellenza davvero unica per l’atmosfera garantita dai 22 appassionati collaboratori (l’albergo ha 20 tra camere e suites), tutti valsesiani, alcuni walser, tutti al di sotto dei 32 anni di età. • Che l’albergo è il punto d’appoggio ideale per scoprire l’Alta Valsesia, per fare sport, per degustare i prodotti alimentari del territorio.

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di segno assai più pacifico ma con lo stesso risultato:

dell’enogastronomia valsesiana e italiana che delle birre e dei whisky scozzesi (“Il whisky o è scozzese o non è”), che vogliano regalarsi momenti di grande romanticismo (per le coppie non esiste luogo più magico) o di totale relax con o senza attività sportiva di contorno. Rima e l’albergo si propongono a un pubblico di nicchia (compreso il segmento Mice) che è tale dal punto di vista qualitativo ma che per fortuna non lo è più dal punto di vista quantitativo


ACCOGLIENZA E OSPITALITà

almeno per i numeri che consentiranno di raggiungere il

• Le dimensioni dell’albergo, dotato di 20 tra camere e

break even dell’albergo, che è alla sua seconda stagione

suites, e l’eccellenza intrinseca della struttura puntano

estiva. L’albergo è aperto tutto l’anno.

a esaltare come elementi di forza quelli che a tavolino apparivano come punti critici.

La cultura industriale dell’ospitalità

• La ridotta accessibilità elimina il rischio che Rima San

Il Laida Weg Experience Hotel è la dimostrazione di come

Giuseppe diventi una destinazione turistica di massa

è cambiata l’industria dell’ospitalità negli ultimi trent’anni.

esaltandone le caratteristiche di tranquillità ed esclusività.

Si parte dal territorio, da una sua analisi spassionata, per realizzare prodotti turistici che ne possano esaltare le potenzialità. Vanno progettati prodotti turistici che vanno

• La scarsa conoscenza del luogo alimenterà la curiosità per una destinazione che appare esotica proprio per la sua novità.

Rima San Giuseppe è una destinazione turistica di nicchia, per chi ama la natura, la cultura, l’enogastronomia valsesiana e italiana, ma anche le birre e i whisky scozzesi calibrati attentamente per le dimensioni del mercato potenziale. Innanzitutto, la qualità della struttura ma anche la sua anima architettonica (compreso l’interior design) devono essere coerenti sia con le migliori conoscenze tecniche e tecnologiche esistenti nel settore

• L’idea del Whisky scozzese e della Guinness irlandese, ideali da gustare in quota, sposano il Nord geografico con il Nord altimetrico offrendo un valore aggiunto a un albergo sicuramente originale • Rima San Giuseppe è a meno di 60 chilometri dalla

edilizio che con l’anima del territorio, nel quale l’albergo

più vicina autostrada (casello di Romagnano Sesia), la

deve calarsi come un valore aggiunto, che si rifaccia alla

Genova-Gravellona Toce che interseca sia la Milano-

forte tradizione culturale del territorio (se esiste) o come

Torino che la Milano-Laghi.

innovazione architettonica del tutto originale (laddove il territorio sia debole come Genius Loci).

L’ospitalità contemporanea è sempre più un fenomeno

• La promozione e la vendita del prodotto turistico (la

industriale dove strutture, infrastrutture, territorio

strategia di Marketing) deriva inevitabilmente dalla

fanno parte di un solo sistema che va governato come

correttezza dell’analisi effettuata. Nel caso dell’albergo

tale esaltandone le particolarità legate all’accessibilità,

in questione, l’eccellenza della struttura poteva risultare

all’accoglienza, all’animazione del territorio, alla qualità

anacronistica considerando i punti critici del territorio:

professionale del servizio, alla certificazione dell’eccellenza

• la ridotta accessibilità, • la scarsa conoscenza del luogo.

che innanzitutto è certificazione della qualità ecologica della struttura.

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HOSPES

Petizione

Un Ministero del Turismo con portafoglio. In occasione della prima edizione di Tirreno TC di Roma, che si svolge

I ministeri senza portafoglio nella loro stessa

presso la Fiera di Roma dal 9 al 12 novembre 2014, SOLIDUS, il laboratorio permanente del turismo italiano cui aderiscono alcune delle maggiori associazioni professionali del mondo dell’accoglienza e dell’ospitalità italiana, propone una “petizione” per istituire un Ministero del Turismo con portafoglio. Aderiscono a SOLIDUS: ABI. ADA, AIH, AIS, AMIRA, FAIPA, FIC. La riforma del Titolo V della Costituzione della Repubblica italiana è l’occasione non solo per ripensare i poteri delle Regioni e l’attribuzione di

terminologia

poteri di regia allo Stato in materia di sanità e turismo, è l’occasione per

hanno la

Paese a partire dall’attribuzione al Ministero del Turismo di competenze

sostanziale

Recita l’articolo 1 della Costituzione della Repubblica italiana entrata in

sottovalutazione

fondata sul lavoro”. Nel Governo, la scelta e l’importanza attribuite ai

dei settori di cui

produce ricchezza sociale ed economica, dall’industria all’agricoltura, dalla

si occupano.

(ministero degli Interni) alla difesa delle frontiere (ministero della Difesa),

porre finalmente il Turismo al centro del futuro politico ed economico del strategiche per l’intero sviluppo dell’Italia. vigore il primo gennaio 1948: “L’Italia è una repubblica democratica, Ministeri riflettono da sempre il valore politico assegnato a tutto ciò che sanità agli affari esteri (leggi export), dal controllo della sicurezza interna alla gestione della giustizia. I ministeri importanti, quelli con portafoglio e competenze conseguenti, si distinguono proprio per la loro prossimità con

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ACCOGLIENZA E OSPITALITà

settori giudicati strategici per il controllo, la protezione e la

aderenti, con una moneta unica adottata da più di 300

gestione dell’economia nazionale. Quelli senza portafoglio

milioni di persone, nello stesso tempo, le economie

nella loro stessa terminologia riflettono la sostanziale

dei Paesi avanzati stanno riconvertendosi soprattutto

sottovalutazione dei settori di cui si occupano.

nei settori della comunicazione, dell’intrattenimento e

Dal 1948 fino a oggi il valore fondamentale è stato

dell’informatica legati a Internet e ai social network, i quali

attribuito principalmente all’industria manifatturiera

stanno sostituendo il vecchio manifatturiero in quanto

e al settore delle infrastrutture civili, indispensabili per

sono in grado di produrre valori aggiunti significativi per

poter sviluppare la prima e trasformare un Paese povero

Risorse Umane dotate di notevole scolarità quali sono le

e agricolo, qual è stata l’Italia dal 1800 in poi, in una

masse giovanili dell’Occidente.

moderna potenza industriale. E’ stato l’obiettivo della

Il turismo è diventato uno dei principali comparti

classe dirigente dell’immediato secondo dopoguerra e va a

economici del pianeta, con un fatturato complessivo che

suo merito averlo conseguito.

raggiunge i 1100 miliardi di euro, con flussi di viaggiatori

A partire dagli anni Novanta dello scorso secolo,

internazionali che hanno raggiunto il miliardo e cento

la progressiva globalizzazione dell’economia

milioni (erano 25 milioni nel 1950), con un impatto

mondiale conseguente alla fine della Guerra Fredda

economico trasversale che premia sia i Paesi in via di

e alla riunificazione economica del pianeta con la

sviluppo che quelli più avanzati.

normalizzazione dei rapporti economici con Cina e Russia

Storia, cultura, clima, natura hanno fatto dell’Italia uno

hanno determinato un profondo stravolgimento degli

dei protagonisti planetari di questo fenomeno. L’Italia

equilibri politici ed economici internazionali. L’Unione

possiede il maggior numero di siti iscritti nell’elenco

Europea a sua volta è diventata una sorta di continente

dei beni Patrimonio dell’Umanità censiti dall’Unesco,

Stato, con 500 milioni di residenti sparsi nei 28 Paesi

possiede il maggior patrimonio di Beni Culturali al

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HOSPES mondo concentrato in un singolo Paese, il suo retaggio storico attraversa oltre 3000 anni di storia e la memoria di antiche civiltà quali la Nuragica, l’Etrusca, la Greca, la Romana, l’Araba oltre a un fenomeno che è stato la sorgente dell’intera civiltà occidentale contemporanea, il Rinascimento. L’Italia possiede inoltre 1200 chilometri di arco alpino e 8000 chilometri di coste. L’arco alpino, con immensi ghiacciai nella parte occidentale e centrale e le Dolomiti in quella orientale, la protegge dai venti glaciali del Polo Nord; il Mar Mediterraneo nella quale la penisola italiana è immersa per tre quarti le regala un clima mite tutto l’anno e una agricoltura intensiva quanto ad ampio spettro che non ha eguali nel pianeta.

In trent’anni, il turismo internazionale si è moltiplicato di 3,85 volte, ma l’Italia ha mantenuto le posizioni di vertice scavalcata solo da Spagna e Cina Una vocazione scoperta nel 1960 L’Italia del turismo è stata scoperta a livello internazionale nel 1960 in occasione delle Olimpiadi di Roma, è diventata una potenza mondiale nel decennio successivo, attestandosi stabilmente tra i primi Paesi turistici al mondo. Nel 1980 era la terza potenza mondiale nel turismo internazionale dopo Stati Uniti e Francia, nel 2012 è risultata sesta come fatturati prodotti dopo Stati Uniti, Spagna, Francia, Cina e Macao. Macao in realtà è la Las Vegas della Cina e come tale le sue statistiche, come quelle di Hong Kong, andrebbero attribuite anch’esse alla Cina, che così diventerebbe il secondo Paese al mondo per fatturati prodotti dal turismo internazionale scavalcando Spagna e Francia. In trent’anni, il turismo internazionale si è moltiplicato

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ACCOGLIENZA E OSPITALITà

di 3,85 volte. Ciò nonostante, l’Italia ha mantenuto le

casa. E’ anche un modo assai intelligente per contrastare

posizioni di vertice scavalcata solo da Spagna (che ha

la contraffazione del Made in Italy, attività che ci costa

scavalcato anche la Francia) e Cina, Paese che è 31 volte

centinaia di miliardi di euro ogni anno in prodotti realizzati

più grande e con una popolazione 21 volte più numerosa

all’estero e venduti come Made in Italy, soprattutto nella

rispetto all’Italia. Il Giappone ha il secondo patrimonio

filiera enogastronomica.

alberghiero del pianeta dopo gli Stati Uniti, la Germania è

L’Italia è diventata una potenza mondiale nel settore

seconda in Europa dopo l’Italia. Gli Stati Uniti resterebbero

dell’enogastronomia dove la dieta mediterranea e la cucina

primi come lo sono da almeno un secolo grazie alle

italiana in particolare è considerata tra le tre maggiori

dimensioni geografiche e alla robustezza del suo tessuto

ristorazioni del pianeta assieme alle cucine francese e

economico almeno dagli anni Novanta del 1800.

cinese. La moda e il design italiano sono percepiti tra i

Il turismo in Italia rappresenta oltre il 10 per cento del

migliori al mondo.

PIL nazionale, stima che va rivalutata di gran lunga se

Altro tema delicato riguarda l’istruzione e la formazione

al turismo si attribuisce un ruolo di motore primario

nel turismo che in Italia per tradizione sono stati delegati

per sviluppare anche altri settori a esso connessi, dall’agricoltura ai trasporti, dalle infrastrutture civili all’artigianato, dal Design alla moda. Il boom dell’enogastronomia italiana per esempio è un fenomeno intimamente connesso con la crescita del turismo nazionale che ha creato lo zoccolo duro perché una splendida generazione di cuochi valorizzasse al meglio l’antica cucina regionale italiana. Stime ragionevoli pongono il turismo al centro di una galassia di settori economici, compresi quelli dell’intrattenimento e di Internet, che “influenzano “ almeno la metà del PIL nazionale. La questione fondamentale è quella di valutare il turismo non più come un settore subalterno, com’è stato dagli anni Cinquanta fino alla fine degli anni Novanta . Per l’Italia del 2014, il turismo è diventato il settore strategico sul quale incardinare una nuova economia, la Green Economy e la Mobilità Dolce, basata sulla comunicazione online, sulla gestione del tempo libero,

alle scuole professionali, alle scuole alberghiere e agli

sulla valorizzazione della memoria, su uno stile di vita

istituti tecnici per il turismo senza una strategia formativa

imperniato sul mangiare bene e sano, su un consumo

che completasse la filiera dell’istruzione con l’istituzione di

sostenibile e responsabile dell’energia che superi la

università dedicate al settore.

dipendenza dai combustibili di origine fossile, sulla

Il turismo contemporaneo può continuare a essere

promozione del Made in Italy sia all’estero che in Italia

artigianale nelle dimensioni, ma deve diventare industriale

nei confronti del mercato domestico ma soprattutto nei

nella cultura. Il problema è anche politico: le università

confronti dei flussi internazionali attirati in Italia dalla rete

creano i gruppi dirigenti e i valori da loro condivisi.

di eccellenze che rende l’Italia un Paese enormemente più importante e “visibile” rispetto sia alle sue dimensioni

Il Ministero del Turismo con portafoglio

geografiche che demografiche.

Attualmente, i ministeri con portafoglio sono: Affari

L’incoming turistico è una forma assai sofisticata di attività

Esteri, Ministero dell’Interno, Giustizia, Difesa, Economia

orientata all’export che impegna tutte le sue energie nel

e Finanze, Sviluppo Economico, Infrastrutture e trasporti,

convincere il consumatore internazionale a venire in Italia

Politiche agricole alimentari e forestali, Ambiente, tutela

ad acquistare le nostre eccellenze anziché portargliele sotto

del territorio e del mare, Lavoro e Politiche sociali con

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HOSPES

delega alle Pari opportunità, Istruzione, Università e ricerca,

del Benessere inteso come valorizzazione dell’essere

Beni e attività culturali con delega al turismo, Salute.

umano attraverso un impiego consapevole e responsabile

I ministeri senza portafoglio sono: Affari europei, Affari

del tempo libero, dallo sport alla cura preventiva della

regionali, autonomie e sport, Coesione territoriale,

salute alla migliore conservazione della stessa nel corso del

Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività di

tempo.

Governo, Riforme costituzionali, Integrazione, Pubblica

Da qui la richiesta di un Ministero del Turismo con

amministrazione e semplificazione. Il Turismo ha sempre fatto parte di questa categoria. Nell’attuale Governo è stato accorpato ai Beni e attività culturali dove langue pressoché dimenticato. Qual è il Core business di un Paese come l’Italia che deve affrontare una profonda ristrutturazione mondiale degli equilibri geopolitici? Da un lato, è la ricerca tecnologica e l’industria di punta che presenta valori aggiunti

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portafoglio che assorba le deleghe del ministero della Cultura e che divenga la sala di regia della Nuova Economia italiana. Si tratta di creare una cabina di regia nazionale che sappia rapportarsi con il territorio per dar vita a prodotti turistici di ultima generazione che creino sinergie tra la Rete delle Eccellenze italiane, dall’agricoltura all’artigianato, dalla

significativi, dall’aerospaziale alla meccanica di precisione,

moda al design, dallo sport alla cultura.

nella quale l’Italia vanta una lunga tradizione e una

La nostra Petizione si inquadra nella riforma del Titolo V

realtà assai consistente. Dall’altro è tutto ciò che ruota

della Costituzione affinché vengano ridisegnati i poteri

attorno al turismo inteso come bellezza, conservazione e

attribuiti alle Regioni e ai Comuni restituendo allo Stato e

valorizzazione del territorio, dei Bacini Culturali, dai musei

in primis al nuovo Ministero del Turismo Italiano funzioni

agli scavi archeologici ai borghi storici, qualità della vita

di regia, controllo, promozione e commercializzazione

intesa come valorizzazione di stili di vita sani e altruistici,

dell’intero patrimonio turistico del nostro Paese.


ACCOGLIENZA E OSPITALITà

Petizione per la costituzione di un Ministero Italiano del Turismo con portafoglio 1. Il Turismo è diventato una delle industrie più

6. Il Turismo è un settore trainante sia per l’industria

importanti del Pianeta Terra, per i Paesi ricchi come

manifatturiera tradizionale che per la nuova industria

per i Paesi poveri. Oggi viaggiano un miliardo e cento

della comunicazione e dell’intrattenimento oltre che

milioni di persone, altre 4 miliardi fanno turismo

per il settore agricolo legato all’enogastronomia

a casa loro. E’ un fenomeno in continua crescita, inarrestabile.

7. In Italia il Turismo copre il 10 per cento del PIL nazionale ma in realtà incide su circa il 50 per cento

2. Il Turismo da fenomeno accessorio legato allo sviluppo

del PIL nazionale. E’ un motore di sviluppo del

del tenore di vita prodotto dalla rivoluzione industriale,

Made in Italy e la miglior risposta alla contraffazione

è diventato esso stesso la vera rivoluzione del modo

internazionale, soprattutto nell’agroalimentare, nei

di vivere del mondo moderno: Green Economy e

confronti della nostra filiera dell’Eccellenza

Mobilità Dolce rappresentano il futuro della civiltà umana

8. Bisogna dar vita a un Sistema Turistico Italia che mantenga il nostro Paese nell’Eccellenza mondiale e

3. I Valori del Turismo: Bellezza, Sostenibilità,

sviluppi l’area meridionale, il territorio con il maggior

Responsabilità, Rispetto della Biodiversità culturale e

potenziale di sviluppo, al fine sia di raddoppiare i

di genere forniscono un nuovo spessore ai valori di

33 miliardi di euro di incoming che di migliorare le

Fratellanza, Uguaglianza e Libertà che sono stati alla

sinergie tra Turismo e Territorio. Turismo, Industria,

base della rivoluzione industriale

Artigianato, Agricoltura, Istruzione, Infrastrutture sono

4. Il Turismo rappresenta la nuova Fabbrica della comunicazione, dell’incontro, dello scambio di idee e prodotti su scala planetaria. L’Italia è tra i protagonisti

settori che devono operare in sinergia e richiedono una forte e autorevole cabina di regia nazionale 9. Nell’ambito della riforma del Titolo V della

di questo fenomeno. Dotarsi di una strategia turistica

Costituzione, che restituisca allo Stato nazionale anche

coerente aiuterà a sviluppare piani di fattibilità e

il ruolo di regia nel settore del turismo, va costituito

prodotti coerenti con i bisogni di un mercato mondiale

un Ministero del Turismo con portafoglio

destinato a caratterizzare il presente e il futuro

che assorba le competenze oggi attribuite al

dell’economia del pianeta

Ministero dei beni culturali

5. L’Italia è tra i protagonisti assoluti di un fenomeno

10. E’ necessario altresì dar vita a una Università dedicata

che fattura 1100 miliardi di euro solo come fatturato

al turismo che qualifichi le Risorse Umane nei settori

incoming a livello mondiale, cifra che si moltiplica di

del Management, del Marketing, della Ristorazione,

almeno tre volte tenendo conto dei mercati domestici

dell’Enologia.

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HOSPES

I Visconti, fra storia, aneddoti e letteratura di Anna Zerletti, Socia Hospes

Il turismo si è sempre intrecciato con la storia dell’uomo; è un’esperienza che porta a muovere i passi in un territorio nuovo, fatto di tradizioni, di arte e di cultura, un territorio modellato insomma dalle potenti mani della storia. In questo senso il viaggio può essere considerato un trait d’union tra il passato e il futuro, tra un lontano altrove e un noi che è necessariamente cambiato al termine dell’avventura. I richiami che inducono a chiudersi alle spalle la porta di casa e a viaggiare sono davvero tanti, tra questi la voglia di conoscenza. Moderni Ulisse ci si imbarca così alla scoperta di palazzi, castelli e regge per rivivere i fasti che furono, per assecondare quello spirito voyeuristico che ama osservare curioso nobili stanze, letti a baldacchino, toilette e suppellettili varie delle antiche famiglie blasonate, oppure per osservare ritratti e sculture di personaggi che si sono distinti per virtù o vizi. Così è ad esempio per i castelli Viscontei a Milano e Pavia oppure per il famosissimo Duomo di Milano. Tutti ci riportano molto indietro nel tempo, tra le vicende di una delle famiglie più influenti nella storia italiana, che governò l’Italia settentrionale dall’inizio del periodo medioevale fino all’arrivo del Rinascimento: i Visconti.

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ACCOGLIENZA E OSPITALITà

Le origini di questa casata discendono dall’attuale

senza venire morso da questa.

Massino Visconti, un piccolo villaggio sulle rive

Tornando a bomba, ci eravamo fermati ad Uberto e alla

del lago Maggiore, in cui risultano presenti dal XII

sua dinastia, dopo di lui gli succedette Ottone Visconti

secolo come vassalli arcivescovili.  Si ritiene che

ricordato da tutti per aver capeggiato una lotta contro

si trattasse di una delle famiglie di capitanei che

i Della Torre, sconfiggendoli infine a Desio. La vittoria

l’arcivescovo Landolfo (979-998) investì dei feudi detti

fu così importante per la famiglia che la vicenda venne

caput plebis. Successivamente venne riconosciuto a

affrescata sulle mura della “Rocca di Angera”. In seguito

tutti i discendenti maschi il diritto di successione del

Ottone nominò suo nipote, Matteo Visconti “Capitano del

titolo. Da grandi poteri derivano anche grandi responsabilità, ma soprattutto grandi rotture: ben presto la

popolo”. Come succede nelle più grandi storie di guerra, le acque non si calmarono poiché i Della Torre per un breve periodo

famiglia si suddivise in diversi

ritornarono ad attaccare i Visconti esiliando Matteo.

rami, alcuni dei quali investiti di

Ma quando tutto sembrava perduto, investito del titolo

feudi lontani da Milano.

di vicario imperiale, Matteo riprese le redini della città

Il ramo che diede alla

bandendo una volta per tutte i Della Torre e unificando,

capitale lombarda

insieme alla sua progenie, la Lombardia.

la dinastia signorile

L’opera finale di unificazione venne attuata da Azzone,

discese da Uberto,

al quale si deve non solo la codificazione degli statuti del

deceduto nella

Comune di Milano, ma anche la costruzione di ponti,

prima metà del XIII

mercati, fognature, strade lastricate e porte cittadine

secolo.

decorate con sculture di Giovanni di Balduccio. Inoltre

Lo sapevate che

Azzone affidò a Giotto gli affreschi del Palazzo Ducale.

lo stemma dei Visconti non è sempre stato lo stesso? Cambiava a seconda della dinastia regnante. Il primo stemma attestato utilizzato dal territorio milanese era in tutto e per tutto uguale alla bandiera ufficiale dello Stato e consisteva in una croce rossa su sfondo d’argento, ancora oggi emblema del comune di Milano. Successivamente lo stemma cambiò trasformandosi in una bandiera bianca che riproponeva in azzurro la basilica di

Morto in giovane età e senza eredi, la Signoria tornò agli zii Luchino e Giovanni Visconti. Luchino, abile condottiero, estese ulteriormente il territorio milanese conquistando Asti, Parma, Crema, e promosse attività economiche e

Sant’Ambrogio. A seguito della crociate vi posero

dando impulso all’agricoltura e all’allevamento.

all’interno della sua bocca un saraceno sanguinante.

Alla sua morte, il fratello Giovanni, già arcivescovo

Una leggenda popolare vuole che il biscione sia stato

di Milano, riunì nelle proprie mani poteri spirituali e

aggiunto allo stemma di famiglia dopo che un esponente

temporali, dedicandosi con straordinario intuito politico

della casata Visconti, al seguito dell’imperatore di

all’ampliamento dello Stato: comprò la città di Bologna,

Germania, avendo trovato una vipera nell’elmo, senza

importante passaggio verso l’Italia centrale, si fece

scomporsi l’abbia presa con la mano e gettata lontano

nominare Signore di Genova, fondamentale sbocco

–– In alto: il Castello di Pavia 43


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HOSPES commerciale sul mare, conquistò l’alta Valle del Ticino tra Locarno e Bellinzona, essenziale collegamento con l’Europa settentrionale. Fu proprio Giovanni ad accogliere Francesco Petrarca di ritorno dalla Provenza nel 1353 e ad invitarlo a stabilirsi a Milano: “Mentre infatti io gli domandavo molto minuziosamente che cosa volesse da me, [...] mi rispose che da me non voleva altro che la mia presenza, la quale credeva dovesse onorare lui e il suo dominio” ( Familiares XVI 12); i Fiorentini non perdoneranno mai al Poeta questo “tradimento”. Negli otto anni del suo soggiorno milanese Petrarca dovette adattarsi a svolgere vari compiti in servigio dei Visconti, fra questi diverse ambasciate ed incarichi di rappresentanza. Anche grazie a lui, Giovanni riuscì infatti a stabilire importanti alleanze con i più potenti Stati italiani mediante abili accordi matrimoniali: dei tre nipoti che si

la voglia di conoscenza ci spinge a viaggiare alla scoperta delle storie e dei castelli delle antiche famiglie blasonate divisero lo Stato alla sua morte, Matteo II si imparentò con i Gonzaga, marchesi di Mantova, Bernabò sposò Regina Della Scala, figlia del Signore di Verona, Galeazzo II Bianca dei conti di Savoia. Dopo la morte di Matteo II, i fratelli si spartirono la città e il territorio, che si ridusse progressivamente per gli attacchi di una lega antiviscontea capeggiata dal Papa: Genova tornò indipendente, Bologna venne ceduta al Papato, mentre venne conquistata Pavia, scelta come propria sede da Galeazzo II che vi fece costruire il castello, inespugnabile fortezza, ma anche raffinata residenza. Galeazzo e Bernabò sono passati alla storia per alcune bizzarrie. Galeazzo era affetto dalla gotta e pare che ciò gli avesse contribuito a rendergli il carattere tetro. Inoltre era

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ACCOGLIENZA E OSPITALITà

assolutamente convinto di essere stato stregato, come

vantare con altri.

testimonia una lettera da lui scritta al Re d’Inghilterra, in

Ad un mugnaio, più furbo, le cose andarono meglio

cui manifesta la persuasione che la malattia di cui soffriva

quando il tiranno gli chiese a bruciapelo quanti denari lo

ai piedi e lo rendeva inabile al cavalcare e al combattere

stimasse. Egli rispose “ventinove denari”, una cifra irrisoria,

fosse stata provocata da incantesimi e sortilegi e chiedeva

che scatenò la reazione irata del signore: di fronte a

al sovrano inglese di mandargli un abile stregone che lo

questa, il mugnaio non si scompose, e spiegò che, poiché

aiutasse a guarire.

Gesù Cristo era stato venduto per trenta denari, riteneva

Bernabò, nel 1363, commissionò la propria tomba allo

di non avergli fatto un torto per averlo valutato soltanto

scultore Bonino da Campione. Il nobile volle essere

un denaro di meno. La risposta piacque a Bernabò, e il

effigiato a grandezza naturale, in arme e in atteggiamento

cortigiano salvò la testa.

solenne ed austero. In effetti la severità, o meglio la

La sua malvagità, tra omicidi, torture e scherzi crudeli,

crudeltà, fu proprio una caratteristica di Bernabò. Un

non risparmiò neppure una delle sue tante figlie naturali,

aneddoto racconta che un messo papale, recatosi al suo

Bernarda, avuta nel 1353 da una certa Giovannola da

cospetto per consegnare un bando contro un alleato dei

Montebretto e poi sottratta alla madre. Questa sfortunata

Visconti, fu preso, legato a una graticola e bruciato vivo.

ragazza era stata data in moglie a soli quattordici anni

Una sorte migliore toccò invece ad un messaggero reo di

a un certo Giovanni Suardo, un membro alla lontana

essere di bassa statura. Bernabò, che non sopportava le

dei Visconti, per conto dei quali reggeva Bergamo.

persone basse o di brutto aspetto, accettò di ascoltarlo

Un matrimonio combinato, come quasi tutti quelli

solo se gli avesse riferito la notizia cavalcando. Peccato

dell’epoca, ma con delle conseguenze tragiche: pare

che al cavallo furono volutamente lasciate lunghe le

infatti che l’inquieta ragazza, si fosse innamorata di un

staffe, in modo da impedire al malcapitato di stare in sella

giovane milanese, Antoniolo Zotta, anch’egli imparentato

agevolmente: tra una caduta e l’altra, il nunzio impiegò

alla lontana con i signori di Milano. La notizia giunse

quasi quattro ore per riuscire a comunicare il messaggio

all’orecchio di Bernabò, che non tardò molto a vendicarsi

che portava.

dei due: il ragazzo fu incarcerato, torturato e impiccato

Anche i contadini erano spesso vittime della sua malvagità

in uno slargo in Porta Vigentina, mentre Bernarda fu

e dei suoi umori: vedendolo passare vicino a un ponte,

rinchiusa in una cella nella Rocchetta di Porta Nuova e

un uomo non esitò a gettare il suo asino nel fiume per

nutrita a pane acqua, fino a morire per consunzione circa

lasciargli libero il passaggio, purtroppo a sua volta fu fatto

sette mesi dopo.

gettare nelle acque dagli uomini di Bernabò: un contadino

A quasi un trentennio di malefatte pose fine un suo

non doveva compiere delle gentilezze per poi potersi

nipote, Gian Galeazzo, figlio del defunto Galeazzo II, che

–– In alto: il Castello Visconteo di Locarno, una vista di Vigoleno e il Castello di Grazzano Visconti. 45


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HOSPES decise di prendere il potere su Milano sbarazzandosi dello

Gian Galeazzo, abile politico

zio, Il quale aveva sottovalutato il ragazzo, credendolo del

e generoso mecenate,

di nulla, acconsentì la primavera del 1385 ad andare

diede inizio a grandi imprese

Monte, nei pressi di Varese, senza curarsi del manipolo

architettoniche come

non appena il signore uscì da Milano, lo arrestarono e

la costruzione della Certosa di Pavia e del Duomo di Milano

tutto pavido e inoffensivo. Fu così che, non sospettando con lui in pellegrinaggio al santuario della Madonna del di soldati che accompagnavano Gian Galeazzo. Questi, lo condussero nel castello di Trezzo sull’Adda, una delle sue dimore abituali. Sette mesi dopo, il nipote decise di liberarsi definitivamente del tiranno decaduto, e dispose che gli venisse servita una zuppa di fagioli avvelenata. Bernabò morì dopo atroci spasmi il 18 dicembre 1385: gli furono riservati funerali solenni e fu sepolto nel bellissimo monumento funebre che aveva commissionato e che oggi è sito nel “Museo di arte antica” del Castello Sforzesco. Gian Galeazzo, con accorta politica conquistò la fiducia di sudditi e Stati vicini fino a impadronirsi del potere nel 1385, quando si fece proclamare Signore dal Consiglio Cittadino dopo aver imprigionato lo zio e i suoi figli. Abile politico e amministratore e generoso mecenate, estese il territorio dello Stato fino a Feltre e Belluno impadronendosi di Verona e Padova, recuperò Genova e Bologna, conquista Pisa, Lucca e Siena, strappò al Papato Perugia e Assisi; nel 1395 ottenne dall’Imperatore il definitivo riconoscimento giuridico del dominio visconteo con il titolo di Dux Mediolani per sé e per i propri discendenti, favorì i commerci potenziando le vie di terra e d’acqua, diede inizio a grandi imprese architettoniche come la costruzione della Certosa di Pavia e del Duomo di Milano. A proposito di quest’ultimo, una leggenda racconta che una notte del 1386 il diavolo in persona apparve a Gian Galeazzo Visconti. Mentre si trovava nella sua stanza, Satana gli comparve ai piedi del letto con occhi infuocati ed alito di zolfo. Lo minacciò dicendogli di costruire una chiesa a suo nome e che fosse ricca di immagini sataniche e di figure di demoni. Se si fosse rifiutato, avrebbe preso la sua anima e l’avrebbe portata con sé all’inferno. Galeazzo non impiegò molto a decidersi e, già pochi giorni dopo, prese accordi con l’arcivescovo Antonio da Saluzzo per cominciare la costruzione del Duomo. Tra varie statue veramente curiose e doccioni appunto a fattezza demoniaca, sembra che si celi anche il volto scolpito dello

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ACCOGLIENZA E OSPITALITà

stesso Gian Galeazzo Visconti, sulla guglia più antica della

concordano con tale ipotesi, ricordando tra l’altro che

cattedrale, detta del Carelli.

Alessandro Manzoni era nipote di Ortensia Visconti ed

Nel 1402 la morte del primo duca di Milano, che lasciò due

era quindi probabile che egli conoscesse la storia dei suoi

figli ancora bambini, diede inizio a un periodo drammatico

antenati. Bernardino, feudatario di Briagnano Ghiaradadda

di ribellioni dei territori appena conquistati e di lotte

in provincia di Bergamo, non era sicuramente un uomo

interne per il potere, concluso con l’uccisione di Giovanni

retto: contro di lui l’allora governatore di Milano emise

Maria, appena ventitreenne, nel 1412.

tre grida indicandolo come capo di una folta schiera di

Gli succedette il fratello Filippo Maria, dal carattere

delinquenti e condannandolo quindi all’esilio insieme al

diffidente e incostante, ma abilissimo politico, che

suo seguito di Bravi. Bernardino era noto alle cronache

riconquistò gran parte dei territori perduti dopo la morte

come il “conte del sagrato” per la sua usanza di fare

del padre: dapprima le città di Pavia, Tortona, Novara

uccidere sul sagrato della chiese, nei giorni festivi, coloro

e Como, poi, con il Capitano di ventura Francesco

che avevano disobbedito a qualche suo ordine. Le vicende

Bussone detto il Carmagnola, Padova, Vicenza, Verona,

relative al resto dell’esistenza di Francesco Bernardino sono

Bergamo, Brescia e Genova. L’atteggiamento del duca,

tuttora avvolte nel mistero.

sempre altalenante, provocò però l’allontanamento del

Nella cronaca di Treviglio, cittadina vicina a Briagnano,

Carmagnola, che passò dalla parte di Venezia contro

venne testimoniata la storia di una ragazza che piangeva

Milano, così come quello di Francesco Sforza, nuovo

all’interno di una chiesa. Pare che Bernardino, vista la

capitano generale delle truppe viscontee, che, sposata

ragazza e messo al corrente del dolore della stessa, fece il

Bianca Maria, l’unica figlia, illegittima, di Filippo Maria,

bravo che l’aveva messa incinta e regalò alla ragazza una

passò al servizio del Papa sconfiggendo i Milanesi a

cospicua dote.

Soncino.

Alcune fonti storiche parlano inoltre di un incontro tra

La linea ducale di Milano dunque si estinse nella linea

il Cardinale Borromeo e il Visconti, al seguito del quale

maschile con la morte di Filippo Maria nel 1447 ed il

quest’ultimo avrebbe cambiato condotta di vita.

Ducato passò a Francesco Sforza.

Nel Fermo e Lucia l’Innominato muore assistendo gli

Prima di concludere è doveroso ricordare che dietro

appestati. Nei Promessi Sposi non viene esplicitato nulla in

la figura dell’Innominato del famosissimo romanzo di

merito; nel 1647 fu però registrato un lascito di Francesco

Manzoni, si celerebbe Francesco Bernardino Visconti, nato

Bernardino all’oratorio di S. Maria delle Grazie in frazione

nel 1579 e discendente dei Duchi di Milano. Molti critici

di Caetta (Bagnolo Cremasco).

–– In alto: il Castello di Somma Lombardo. 47


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HOSPES

Il Lago Maggiore e il suo profondo segreto di Marta Burlone,

Se da Milano vogliamo avventurarci nell’estremo nord del Piemonte scopriamo che, dopo

Socia Hospes Junior

una lunga serie di gallerie, caselli autostradali e paesini modellati sulle colline novaresi, si prospetta all’improvviso lo splendido scenario del Lago Maggiore. Ci troviamo di fronte un panorama completamente diverso dalla Pianura Padana. Le vette del Massiccio dei Laghi,

a 372 metri

che abbraccia tutta la zona settentrionale del Lago Verbano, fanno a gara per superarsi in

il punto

di altitudine.

più profondo

che non ci si aspetterebbe ad un’altitudine di quasi 193m sul livello del mare. Palme,

del lago:

paesaggio tipicamente alpino un tocco di calda mediterraneità.

più in basso

gli permetteranno di riconoscere le quattro aree in cui si divide la zona dei due laghi

del livello

poco a poco si trasforma in collinare, all’altezza della città di Borgomanero. Un successivo

del mare!

mutazione delle rocce nella zona latitudinale di Omegna e Arona che prepara ad una terza

altezza. Il gradino più alto del podio è conquistato dal Monte Rosa, con i suoi 4634 metri I boschi di castagni e roveri degradano dolcemente fino al lago in una ricca vegetazione aranci, limoni e addirittura olivi crescono prosperosi sulle sponde lacustri e regalano al Certo un attento geologo non si lascerà sfuggire i piccoli ma importanti particolari che prealpini di Orta e Maggiore. Passando da Novara, l’inconfondibile paesaggio padano a piccolo dettaglio orografico, che solo gli esperti o gli attenti osservatori noteranno, è la zona geologica. Eccoci arrivati ai laghi Orta e Verbano, divisi da un dolce rilievo, meta di escursionisti in estate e di appassionati sciatori in inverno, il Mottarone. Sulle sue pendici è facile osservare le cave di granito rosa che localmente viene definito “Rosa di Baveno” e che sono servite per decorare regge e palazzi di tutt’Italia. Sicuramente il geologo viaggiatore avrà già visto questo granito nelle colonne dell’Opera di Parigi, nel monumento di Cristoforo Colombo a New York o nel Palazzo Reale di Bangkok. Le sponde dei laghi sono punteggiate di colline ma, guardando verso la Svizzera, le Alpi la fanno da padrone e, durante le giornate più belle dell’anno, si specchiano nelle acque dei laghi confondendo, disegnando l’acqua dei loro molti colori.

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ACCOGLIENZA E OSPITALITÃ

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eBook

HOSPES L’origine del Lago Maggiore deriva in parte dall’attività di erosione del ghiacciaio e in parte dallo scorrere di un fiume, che già prima del periodo glaciale, aveva creato

Il granito“Rosa di Baveno” decora regge e palazzi di tutt’Italia, ma anche le colonne dell’Opera di Parigi,

un solco a “V” della profondità di 700 metri. Ancora oggi numerosi immissari si gettano nelle acque del lago. Tra questi si ricorda il fiume Toce, che nasce nella Valle Formazza e attraversa tutta l’Ossola, il Ticino e il Maggia e il Tresa, emissario del lago di Lugano. Altri immissari di carattere più torrentizio, perciò fortemente influenzati delle precipitazioni sono il Cannobbio, il Boesio, il S. Giovanni, il S. Bernardino e la Verzasca. Ticino e Toce, invece, registrano una maggiore portata d’acqua nel periodo che coincide con lo scioglimento delle nevi e che va da maggio a

il monumento di

ottobre. Collegato tramite il canale di Fondotoce, il Lago

Cristoforo Colombo

con il piccolo Lago di Margozzo, nato grazie all’opera

a New York

di anni dal fiume Toce. Questi detriti, accumulandosi,

e il Palazzo Reale

si è formato. I chilometri che un incallito ciclista deve

di Bangkok

il Piemonte, la Lombardia e lo svizzero Canton Ticino.

Maggiore condivide tartarughe d’acque dolce e salmerini di trasporto di detriti compiuto nel corso di migliaia hanno formato la chiusura morenica entro la quale il lago percorrere per aggirare tutto il lago sono 200, attraverso In percentuale la superficie del lago, che misura 212 km quadrati, appartiene per l’80% all’Italia

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ACCOGLIENZA E OSPITALITà

e per il restante 20% alla Svizzera.

all’acqua ed è ciò che spiega l’inusuale profondità dei laghi

Il Lago Maggiore e tutti i bacini prealpini sono caratterizzati

prealpini italiani. Non a caso tale fenomeno è sconosciuto

da una particolarità spesso sconosciuta. Parliamo della

negli altri laghi del continente europeo.

profondità. Per alcuni è solo il punto più lontano dalla

Il percorso dei fiumi subì anch’esso un cambiamento

superficie. Per altri si tratta di una misura importante con

radicale. Il tracciato che dovevano compiere per

alle spalle una lunga storia di ghiacci, acqua e roccia.

raggiungere il mare divenne più lungo e il livello da

Ci troviamo a Verbania, capoluogo della Provincia del

raggiungere più basso. Si trattava quindi di scorrere

Verbano Cusio Ossola, a 195 metri sul livello del mare.

più in basso e scavare più in profondità. Si formò così

Davanti a noi le acque del Lago Maggiore ci separano

una ripida valle dove successivamente si consolidarono

dalla costa lombarda e vengono spettinate dal continuo

i ghiacci del Wurmiano, 110 mila anni fa circa. Quando

passaggio di traghetti e papere golose di briciole. In

la comunicazione con l’oceano Atlantico si ripristinò il

estate sono tanti i ragazzi che amano tuffarsi dai pontili,

livello del Mediterraneo crebbe significativamente e nella

ma nessuno certo è mai arrivato a toccare il punto più

zona dei laghi i fronti glaciali con il loro materiale di

profondo del lago, a 372 metri, nelle acque tra Caldè e

trasoporto produssero gli sbarramenti naturali dietro ai

Ghiffa. Chi lo volesse fare, dovrebbe scendere persino

quali si adagiarono successivamente i laghi. Ora possiamo

più in basso del livello del mare! Ma com’è possibile che

osservare il frutto di secoli di mutamenti e evoluzioni

il lago sia più profondo della superficie del mare? Per

geologiche che ci hanno portati anche a uno sviluppo

rispondere sarà necessario fare un salto nel Messiniano e

del regime idrologico. Molti fattori hanno influenzato la

parlare di ghiaccio, roccia e acqua. Siamo in un periodo

morfologia del territorio a cominciare dalle ere preistoriche.

freddo e lontano, circa 5-6 milioni di anni fa. Tutta la zona

Prima dell’arrivo dei ghiacci la zona del Ticino e del VCO

alpina è costellata da lunghe lingue di ghiaccio, mentre

era sottoposta a una lenta ma costante opera di erosione

lo spazio, che ora è ricoperto delle acque salate del mare

causata da agenti atmosferici che ben conosciamo ma che

Mediterraneo, era quasi completamente secco.

avevano più intensità di quella che manifestano durante

Il continente africano da alcuni milioni di anni aveva

le alluvioni. Con il verificarsi di variazioni di temperatura,

invertito la direzione divergente verso gli altri continenti

copertura nuvolosa, venti e radiazioni solari cominciò l’era

e si era avvicinato progressivamente all’Eurasia, il

delle grandi glaciazioni quaternarie, circa 10 milaanni fa.

grande continente disposto in senso orizzontale che

Le valli vennero occupate da lingue di ghiaccio lunghe

da dall’Atlantico all’Oceano Pacifico. Il suo progressivo

centinaia di chilometri che contribuirono alla mutazione

avvicinamento all’Europa portò alla chiusura dell’antico

morfologica del territorio, creando “anfiteatri morenici”

Oceano della Tetide che si chiuse formando il Mare

e colline di detriti. Un altro fattore che ha radicalmente

Mediterraneo, un mare caldo dove l’evaporazione supera

trasformato il territorio è l’uomo, che con dighe, argini

la quantità di acqua immessa dai fiumi che vi hanno

e terrazzamenti, ha riorganizzato a suo favore il lago e

le foci. Il livello del mare, allora come oggi, è garantito

le montagne.Le maggiori attrazioni del Lago Maggiore

dall’immissione di acqua dall’Oceano Atlantico che vi

sono le sue isole, undici in totale, divise tra Lombardia,

giunge attraverso la breccia di Gibilterra. La spinta africana

Piemonte e Svizzera. Le più conosciute si trovano nel

5 milioni di anni fa provocò un terremoto di proporzioni

Golfo Borromeo, di fronte alla città di Stresa. Sono

immense che portò alla chiusura della breccia di Gibilterra.

rispettivamente l’Isola Bella, Madre e Pescatori, nota anche

Tale fenomeno durò circa 300.000 anni portando

come Isola Superiore. Tra l’Isola Bella e la Pescatori un

all’abbassamento del livello del Mare Mediterraneo che si

piccolo isolotto fitto di alberelli è stato soprannominato

calcola di almeno 1000 metri: il Mar Mediterraneo diventò

“isola degli Innamorati” ma all’ “anagrafe” è chiamato

in gran parte un deserto salato. 300.000 anni dopo un

“La Malghera”. A Brissago emergono altre due isole, sedi

altro terremoto riaprì la breccia di Gibilterra. Si calcola che

del Parco Botanico del Canton Ticino, mentre a Cannero

in soli 50 anni l’immensa ondata proveniente dall’Oceano

Riviera tre scogli con rovine risalenti al 1500 hanno da

Atlantico tornò a colmare il mar Mediterraneo riportandolo

sempre ispirato poeti e pittori. A un centinaio di metri dalla

al livello attuale. Quel che rimase fu la profonda ferita

sponda verbanese affiora l’isolino di S. Giovanni mentre

prodotta dai fiumi che avevano scavato per arrivare

nel piccolo Golfo di Angera emerge l’isolino Pertegora.

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eBook

HOSPES

Socio Hospes dell’Excelsior Palace Hotel di Rapallo

Aldo Werdin insignito della 1/2 stella da “Direttore Top Class”

a cura dell’Ufficio marketing Excelsior Palace Hotel.

Il Direttore Generale ed Amministratore Delegato del cinque stelle lusso di Rapallo ha recentemente ricevuto dal comitato promotore e di valutazione “Direttore Top Class” e dal Vice Presidente Nazionale di A.D.A. (Associazione Direttori d’Albergo) il nuovo prestigioso certificato rappresentato dalla 1/2 Stella. La cerimonia di consegna è avvenuta presso il Ristorante Zeffirino di Genova in presenza dell’Assessore Regionale della Liguria, Angelo Berlangeri: Aldo Werdin e Piero Sattanino dell’Hotel Parigi di Bordighera sono stati in assoluto i primi due Direttori della nostra regione a ricevere tale riconoscimento (foto in alto). I due candidati sono stati eletti all’unanimità, inaugurando questa iniziativa promossa e stipulata tra l’Assessorato al Turismo Regionale e A.D.A. Liguria. A breve, sia sul sito della Regione Liguria che su quello di ADA Liguria, saranno messe online a disposizione di tutti i Direttori regionali e Proprietari d’Albergo aspiranti al riconoscimento le schede da compilare con tutte le indicazioni. L’intento si muove a favore della figura del Direttore d’Albergo e punta ad espandersi su tutto il territorio nazionale, infatti notevole interesse è già stato dimostrato da parte dei Direttori iscritti all’A.D.A. e non attivi in altre regioni italiane.

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rassegna hospes

rassegna hospes

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HOSPES

Luxury Hotels Excelsior Palace Hotel, Rapallo

Siamo inaffondabili! di Luigi Etna

L’Excelsior Palace Hotel di Rapallo fu edificato nel 1908 nel parco retrostante il Casinò Kursaal, il primo casinò italiano. Protagonista indiscusso dell’hotellerie italiana e internazionale per gran parte dello scorso secolo, fu abbandonato negli anni Ottanta e poi rilanciato nel 1995 dopo un’importante ristrutturazione. Amministratore Delegato e General Manager dell’albergo è Aldo Werdin, un bolzanino errante come la gran parte dei grandi direttori d’albergo. 128 tra camere e suites, ristoranti, bars, Beach Club, Centro congressi con 9 sale collegate e capacità di 450 persone, Centro benessere, parcheggio esterno e garage custodito.

Aldo Werdin è l’Amministratore Delegato e il General Manager dell’Excelsior Palace Hotel di Rapallo. è anche il Presidente dell’Associazione Albergatori di tutto il Levante. L’ho incontrato la prima volta a Madonna di Campiglio nel 1988 quando dirigeva un altro eccezionale albergo, l’Hotel des Alpes, che era frequentato dall’imperatore Francesco Giuseppe e dall’imperatrice Sissi quando il Trentino era asburgico. Werdin è bolzanino e nello stile richiama non poco quella grande scuola di vita e di comportamento che è stata la civiltà asburgica. Ci si incontrava regolarmente durante la Borsa del turismo di Milano. Alcuni anni

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rassegna hospes

dopo andò a dirigere il Carlton Senato Hotel a Milano.

delegato di THI, Amato Ramondetti e Giulio Lera, non

Come tutti i grandi direttori d’albergo, ha le valigie sempre

furono arrestati per bancarotta fraudolenta ed evasione

pronte. All’inizio del secondo millennio è approdato a

dell’Iva. Un fulmine a ciel sereno per l’intera compagnia e

Rapallo per dirigere l’albergo che la THI (Turin Hotels

per l’Excelsior Palace Hotel di Rapallo in particolare.

International) nel 1995 aveva ristrutturato radicalmente

“Ci siamo trovati con le casse vuote per pagare gli stipendi

per riproporlo al mondo internazionale della migliore

e con il curatore giudiziario in casa” spiega Aldo Werdin.

hotellerie. L’operazione fu un indubbio successo finché

“Rischiavamo di dover chiudere l’albergo e lasciare a casa

il 23 settembre del 2010 Presidente e Amministratore

oltre un centinaio di persone senza contare l’impatto

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eBook

HOSPES

negativo sul territorio e su tutte le aziende che lavorano con noi. L’albergo è una sorta di motore che si alimenta di tantissima energia che arriva dalle fonti più impensate,

Il lusso si qualifica

da chi propone prodotti, tecnologie, servizi oltre che

per eccezionalità della

un cliente importante ma anche un grande sponsor

struttura architettonica,

negativo per il territorio del venire meno delle decine di

arredo, posizione, tecnologia e comfort, ma soprattutto per la qualità del servizio offerto. E’ la cura del dettaglio che fa la differenza

dal settore enogastronomico, di cui l’albergo è non solo nei confronti della clientela. Pensate inoltre all’impatto migliaia di persone di fascia economica elevata che ogni anno alloggiano in un albergo come il nostro. Per ogni euro che pagano in albergo, ne lasciano almeno altri 10 sul territorio: parliamo di parecchi milioni di euro. Siamo riusciti a convincere Urmet, che negli anni precedenti era diventata la proprietaria dell’edificio, ad assumerne anche la gestione. Urmet a quel punto si è impegnata anche con consistenti investimenti per ammodernare ulteriormente l’albergo. Ho trascorso gli ultimi trent’anni a dirigere solo alberghi di lusso. Il lusso si qualifica non solo per l’eccezionalità della struttura architettonica alberghiera, dell’arredo, della sua posizione, della tecnologia e del comfort estetico e materiale che offre. Si qualifica soprattutto per la qualità del servizio offerto. è la cura del dettaglio che fa la differenza e ciò implica innanzitutto uno staff cospicuo oltre che professionalmente preparato. Ci confrontiamo con una clientela internazionale abituata a viaggiare nei più begli alberghi del mondo. Guai a noi se peccassimo per carenze professionali o insufficienze strutturali. I nostri ospiti sono seguiti passo passo, possono perfino noleggiare i nostri scooter o le nostre smart per

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rassegna hospes

potersi muovere con maggiore comodità lungo la costa.

all’estero che in Italia, soprattutto nella Riviera Ligure.

Ci siamo dotati delle biciclette assistite elettricamente

Il Responsabile dei ristoranti è Marco Franceschini, un altro

per poter affrontare le salite. I nostri ospiti hanno la

eccellente professionista ligure. Russi, inglesi, americani,

possibilità di frequentare lezioni di spinning tenute

francesi sono i nostri migliori clienti internazionali. Hanno

presso lo stabilimento balneare o sedute di yoga al levar

compensato ampiamente la crisi del mercato interno

del sole sui terrazzamenti a picco sul mare. Siamo in

prodotta dalla recessione economica iniziata a fine 2008

grado sia di proporre visite guidate del territorio e delle

e dalle incursioni della guardia di Finanza che hanno fatto

sue meraviglie che di rispondere a qualsiasi desiderio

fuggire verso l’estero molti italiani abbienti, soprattutto

dei nostri ospiti. Le nostre camere garantiscono la

coloro che hanno le barche. L’inverno potremmo avere

visione del mare verso Portofino o verso le Cinque Terre

molti più turisti legati al golf dal Nord Europa se ci fossero

a seconda dell’orientamento delle finestre stante la

più collegamenti aerei tra l’aeroporto di Genova

posizione dominante dell’albergo che occupa un piccolo

e quei Paesi”.

promontorio proteso in mare. Molti clienti hanno la barca nel porticciolo che confina con l’ala orientale dell’albergo. Sono clienti che preferiscono alloggiare e desinare in albergo anche se potrebbero farlo con altrettanta comodità nei loro cabinati. L’arredo dell’albergo è classico, si ispira in molti quadri alla marineria e soprattutto alle grandi vele del passato, ospita una notevole collezione di quadri provenienti dalla Collezione Hannover, è gaio e luminoso come deve esserlo un albergo della nostra epoca che sposa sole e mare, il blu assoluto del cielo con quello più carico di densità del mare. La nostra ristorazione è creativa quanto radicata nelle materie prime del territorio e

L’Excelsior Palace Hotel

del nostro mare. è una tipica cucina mediterranea allietata

Nel 1901 apre il Kursaal di Rapallo, una solida struttura in

con i migliori vini del nostro Paese oltre che con i più

muratura, aggraziata nella forma, un po’ baroccheggiante,

prestigiosi della vicina Francia, soprattutto champagne.

con i piedi letteralmente in acqua, che occupa la punta

L’Executive Chef è Ruggero Muzio, ligure di Sestri Levante,

di un breve promontorio, la scogliera di Chiappadera

arrivato da noi dopo significative esperienze maturate sia

che si protende in mare tra Rapallo e Santa Margherita.

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eBook

HOSPES Il Kursaal offre sale da gioco e da lettura oltre allo splendido parco sul retro che sale verso la montagna e a una serie di terrazze a mare sul lato occidentale. è nel parco retrostante che nel 1908 la stessa proprietà realizza un imponente albergo, il New Casinò Hotel, su progetto dell’architetto Verrey di Losanna e sotto la direzione dell’ingegner Enrico Macchiavello. L’albergo, di gran lusso, ha 140 camere e 200 posti letto. Lo stile della facciata è abbastanza particolare. Non è un vero Liberty. Appartiene all’epoca nei balconi con le balaustre in ferro e la pietra a vista della facciata, con il tetto spiovente di foggia toscana. Lo stile si rifà semmai all’Art Nouveau

L’albergo era tra i maggiori della riviera ligure in un’epoca in cui la Liguria contendeva a Venezia la miglior clientela d’Europa e del mondo. Qui, del 1951 scesero Schumann e De Gasperi, padri fondatori dell’Unione Europea con gli affreschi sotto lo sporto del tetto. E’ uno stile più materico e impressionistico. La costruzione è imponente e asimmetrica, come se fosse costituita da sei diversi edifici accostati. Il tempo e le modifiche successive ne hanno alterato l’omogeneità: i due edifici più occidentali sono intonacati con un color crema pastello tipico della riviera, quelli centrali mostrano la nuda pietra, quello più orientale che si affaccia sul porticciolo turistico di Rapallo è stato modificato successivamente e richiama le terrazze circolari dei grandi alberghi di Monte Carlo con le balaustre in pietra. Tra il Kursaal e l’albergo passa la strada che porta a Santa Margherita Ligure e a Portofino. Un’aerea passerella collega i due edifici passando sopra

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rassegna hospes

la strada. Dall’albergo si scende al piano meno uno, ci si

recuperare i clienti e le loro mercanzie. Lungo la salita nel

avvia verso l’area congressuale e da qui alla passerella.

parco si aprono anche le entrate di tre garage sotterranei

Dall’altra parte della passerella un ascensore porta al piano

che consentono all’albergo di poter ospitare tutte le

di sotto da dove si accede all’Health Club, allo Sporting

vetture degli ospiti.

Bar, alla piscina a sfioro sorprendente per l’effetto ottico

La posizione è fantastica con il mare su tre lati e le

di continuità tra l’acqua dell’invaso e quella del mare di

montagne sul retro. Siamo a una ventina di metri sul livello

fronte, cinque metri più in basso, oltremodo scenografica

del mare, ad altezze sempre crescenti a mano a mano

la sera quando la piscina è illuminata e dialoga con le

che si sale ai piani più alti dell’edificio. Dall’ultimo piano

luci della notte stellata o di luna piena. Oltre la piscina

si domina un panorama mozzafiato che spazia dalla costa

si accede alla grande terrazza a mare dell’Eden Roc, il

francese alla Corsica di fronte (quando il libeccio spazza

ristorante estivo dell’albergo, e ad altre terrazze a mare

il mare e rende tersa l’aria) alle Cinque Terre e oltre a

che si prolungano ancora verso Occidente. Dal ristorante

Levante. Il Centro congressi è stato ricavato invece al piano

una scaletta in cemento porta

inferiore rispetto alla hall mentre il Centro Benessere è

alla spiaggia dell’albergo che si

stato collocato nel vecchio Kursaal,

affaccia su un mare trasparente

quasi al livello del mare.

e cristallino delimitato con boe

L’albergo è tra i maggiori della riviera ligure in un’epoca

per alcune decine di metri di

in cui la Liguria contendeva a Venezia la miglior clientela

profondità e un centinaio di

d’Europa, che era la migliore del mondo. Qui nel 1914 fu

metri di lunghezza per garantire

girato uno dei primi film italiani, Battesimo di nave. Qui

la massima sicurezza ai bagnanti.

si dettero convegno i capi di Stato che vi convennero a

In piena stagione ci sono i

più riprese nell’immediato primo dopoguerra per cercare

bagnini a tutelare tale sicurezza.

di risolvere gli strascichi di quel conflitto. Portò il nome di

D’estate, le terrazze a più

Rapallo il celebre trattato tra Russia e Germania del 1922

gradoni ospitano i lettini degli

che chiuse concretamente la prima guerra mondiale. Qui

ospiti che usufruiscono di ben

si dava convegno la nuova borghesia italiana cresciuta

120 cabine.

all’ombra del nuovo regime durante il Ventennio e quella

L’entrata imponente dell’albergo,

europea – borghese e aristocratica - che non ha mai

sormontata da una volta

abbandonato la Riviera fino allo scoppio della seconda

circolare, viene aperta sul lato a

guerra mondiale. Qui, proprio all’Hotel Excelsior Palace,

mare di fronte alla strada dopo

scese la delegazione italiana guidata da Alcide De Gasperi,

una curva in salita. è evidente,

presidente del Consiglio, e Carlo Sforza, ministro degli

come per tutti gli alberghi

Esteri, che nel febbraio del 1951 ristabilì i rapporti di buon

dell’epoca, che le facciate davano

vicinato con la Francia incontrandosi con i loro omologhi

a mare perché era soprattutto dal mare che arrivava

René Pleven e Robert Schumann. Per inciso, Schumann,

la clientela. Non a caso delle grandi terrazze a mare si

Sforza e De Gasperi sono a giusto titolo considerati anche

affacciano proprio sull’entrata, terrazze tutt’ora esistenti e

tra i padri fondatori dell’Unione Europea.

di grande impatto scenico. Per i nostri tempi, con gli arrivi

Il 1928 per Rapallo non fu un anno fortunato: il Kursaal

effettuati quasi esclusivamente con le automobili, questa

perse la licenza come casa da gioco a favore di Sanremo,

entrata non era più nella posizione ideale, anche perché

scambio iniquo che continua a perdurare. Rapallo perse

c’è poco posto per la sosta, così nell’ultima ristrutturazione

i giocatori ma non fu mai abbandonata dal bel mondo

del 1995 viene mantenuta solo come elemento di decoro

che vi si dette convegno regolarmente, attirato dalla

mentre l’entrata è anticipata sulla prima salita dal paese,

bellezza dei luoghi che salgono dal mare per infilarsi tra

supera un grande cancello di ferro e attraversa in salita

le sue montagne con l’abbazia di Montallegro seicento

con alcuni tornanti il giardino botanico dell’albergo per

metri sopra la cittadina, raggiunto nel dopoguerra anche

giungere sul piazzale retrostante dove le automobili hanno

da un’ardita funicolare, e il famoso campo da golf a un

ampio spazio per la sosta e i bagagisti tutto l’agio per

chilometro dall’albergo. Non è mai stata abbandonata dal

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eBook

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HOSPES

mondo del cinema, che ha una particolare predilezione per

stelle. L’albergo è stato ricreato totalmente al suo interno:

la luce e gli scorci di questi luoghi, dai primi divi degli anni

dai quattro piani precedenti si è passati agli attuali sette

Venti a quelli italiani e internazionali degli anni Cinquanta

piani con una totale redistribuzione delle volumetrie. Sotto

e Sessanta per arrivare a Marcello Mastroianni nel recente

il piano della hall, sempre con vista a mare, è stato creato

passato e a George Clooney oggi, icona del cinema

il modernissimo Centro congressi Duca di Windsor (altro

americano che ha fatto dell’Italia la sua seconda casa.

illustre ospite dell’albergo dopo la sua decisione di abdicare

Caduta e rinascita di un albergo

per sposare la sua amata Wally Simpson). Il Centro

Se il 1928 fu un anno nero per il Kursaal (diventato

congressi è dotato di nove sale meeting (modulari) in

Excelsior Palace Hotel nel dopoguerra) a causa della perdita

grado di ospitare fino a 450 persone in un solo ambiente

della licenza di casinò, il 1974 è stato un anno ancora

o ripartiti nelle sale Windsor, Hemingway e Re Faruk (altro

più terribile per l’albergo: dopo una lenta agonia durata

illustre esule che venne a consolarsi negli anni Cinquanta

alcuni anni, venne chiuso e praticamente abbandonato al

nel Golfo del Tigullio). La hall si dilata verso l’esterno con

proprio destino. Erano gli anni del trionfo di una pretesa

le magnifiche terrazze che si affacciano a mare. Su queste

vocazione industriale che non faceva storcere il naso

terrazze si dilata anche il ristorante Lord Byron, dove viene

davanti alla cementificazione delle coste per creare mostri

servita anche la prima colazione. Ai piani superiori ci sono

industriali come l’Ansaldo di Genova o bombe ecologiche

le 128 camere (tutte doppie) di cui 7 suites e 12 Junior

come le raffinerie in Val Polcevera o a Busalla. Nel nome

Suite. Un ascensore porta al piano meno uno da dove si

dell’industria tutto era consentito. Del turismo quasi ci

accede, con una passerella, al vecchio Kursaal sul mare e

si vergognava. Così l’Excelsior Palace Hotel di Rapallo fu

al Beach Club dotato di una bella e attrezzata spiaggia con

lasciato andare in rovina finché, a inizio anni Novanta, la

piscina panoramica a filo orizzontale, lettini e ombrelloni,

Turin Hotels International riuscì a intervenire per dar vita a

il ristorante estivo Eden Roc Lounge & Restaurant a picco

una ristrutturazione radicale che portò alla sua riapertura

sul mare. Una parte del Kursaal è riservata anche all’Health

nel giugno del 1995 come albergo di lusso di categoria 5

& Fitness Club (aperto anche agli ospiti esterni) attrezzato


rassegna hospes

con palestra, piscina coperta riscaldata con idromassaggio, bagno turco, sauna, solarium, beauty farm per massaggi, trattamenti viso/corpo e talassoterapia. Gli investimenti del 2013 “Urmet ha investito diversi milioni di euro per aggiornare le dotazioni dell’albergo” spiega Aldo Werdin. “Prima fra tutte la realizzazione di nuove Suite al settimo e ultimo piano dove si trova già la Suite Presidenziale, quest’ultima arricchita da una seconda sala da bagno e da vasca Jacuzzi in terrazza. E’ stata realizzata infatti la cosiddetta Suite Relax dotata di sauna privata, ideale per coccolarsi e rilassarsi. Ulteriore tocco è dato anche qui dalla collocazione della vasca idromassaggio all’esterno. Questa nuova Suite è collegabile con la Suite Presidenziale. Inoltre, è stata creata un’ulteriore Classic Suite provvista di salotto, camera da letto e due sale da bagno. Da non dimenticare, infine, la realizzazione di una Junior Suite e di altre due camere completamente rinnovate dal parquet ai tendaggi fino agli autentici arredi antichi. In buona sostanza, l’ultimo piano dell’hotel può essere considerato un All Suite Floor, ideale per essere affittato da clientela prestigiosa con staff al seguito. Anche l’area del Beach Club si rinnova grazie all’attracco privato che consente all’albergo di proporre alla propria clientela gite in barca a Portofino, San Fruttuoso e Le Cinque Terre e permetterà ai clienti in vacanza a bordo di uno yacht di utilizzare i servizi alberghieri, in primis la ristorazione ma

Scheda albergo Excelsior Palace Hotel Categoria 5 stelle lusso Via San Michele di Pagana, 8 – 16035 Rapallo (Genova) Tel. +39 0185230666 Fax +39 0185230214 www.excelsiorpalace.it excelsior@excelsiorpalace.it Proprietà: Beal by Gruppo Urmet Gestione: Excelsior Palace Hotel

anche, per esempio, il Beach Club e la Spa. Inoltre, nello

Amministratore Delegato e Direttore Generale: Aldo Werdin

specchio acqueo antistante lo stabilimento balneare è

Camere: 109 camere doppie, 12 junior suites, 7 suites

stata collocata anche una piscina galleggiante di 25 metri quadrati per assicurare agli ospiti relax e divertimento

Ristoranti: Ristorante Lord Byron à la carte, Ristorante Eden Roc Lounge & Restaurant

ulteriori. Sempre per quanto riguarda l’area sul mare,

Bar: Yachting Bar, Sporting Bar

un’altra grande novità è rappresentata dall’offerta

Beach Club: Piscina panoramica a sfioro, spiaggia privata, 120 cabine, ristorante, Sporting Bar

ristorativa. Infatti, l’Eden Roc Lounge & Restaurant, situato su una magnifica terrazza a picco sul mare rivolta verso la baia di Portofino e la costa delle Cinque Terre, è aperto

Centro congressi: Centro congressi Duca di Windsor, 9 sale collegate con capacità di 450 persone

la terrazza del Lord Byron facendola diventare un giardino

Centro benessere: Health & Fitness Club con piscina riscaldata con idromassaggio, sauna, bagno turco, beauty farm per massaggi, trattamenti viso/corpo, talassoterapia, palestra, corsi di aquagym, spinning, yoga, pilates, kayak

d’inverno per poterla utilizzare anche come ristorante.

Parcheggio: esterno, tre garage custoditi

Nel 2015 invece trasformeremo la parte sotterranea del

Tempo libero: Golf 18 buche a un chilometro, tennis, diving, sci nautico, windsurf, equitazione, minigolf, trekking, discoteche, musei.

ininterrottamente a partire dal servizio del lunch fino a tarda sera. Nell’inverno tra il 2013 e il 2014 chiuderemo

Kursaal che diventerà una SPA dedicata alla talassoterapia con piscina di acqua di mare riscaldata”.

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HOSPES

Che cosa ci fanno tre ragazzi ★★★★★ in un Hotel Luxury? di Marta Burlone, Lorenzo Mantegazza e Alessia Pingitore, Soci Hospes Junior

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I sedili della macchina

Lorenzo al Front e Back

cominciano a essere

Office, Marta in Ufficio

scomodi, davanti a noi le

Manifestazioni.

solite interminabili code

Arrivati davanti

all’uscita per Genova,

all’albergo la prima

fuori il sole è già alto

cosa che colpisce i

e fa caldo, ma non si

ragazzi, è la maestosità

sente ancora il profumo

della struttura e

del mare. Nell’aria si

immediatamente dopo

percepisce impazienza

la cordialità con la quale

mista ad uno stato di

Giada, la loro tutor, li

ansia, ma al di sopra di

accoglie mettendoli

tutto c’è la curiosità.

a loro agio.

La meta: Excelsior Palace

Per Marta non è la prima

Hotel, un immenso albergo cinque stelle lusso affacciato

volta all’Excelsior, il periodo di alternanza scuola-lavoro di

sul bellissimo Golfo del Tigullio, a Rapallo. In macchina:

aprile l’ha trascorso lì e per lei ritrovare gli stessi colleghi è

Alessia e Marta del quarto e terzo anno del corso Tecnico

un po’ come tornare in famiglia.

Turistico e Lorenzo studente al terzo anno dell’indirizzo di

Lorenzo, in quanto semplice stagista, pensa che verrà

Accoglienza turistica dell’Istituto “Maggia”, e tutti Soci

messo in disparte e invece, piacevolmente sorpreso, viene

Hospes. Tre ragazzi con una grande passione in comune,

coinvolto nel lavoro fin da subito. Inoltre, contrariamente

viaggiare.

alle sue aspettative, si ritrova a dover parlare quasi

Obiettivo: passare cinque settimane come stagisti in uno

esclusivamente in lingua inglese o comunque in lingue

dei più begli hotel della Riviera ligure. Compiti: Alessia e

diverse dall’italiano e, non solo per questo, si rende conto


rassegna hospes

che molto di quanto gli è stato insegnato in classe gli

Dalla loro partenza al loro ritorno a casa è stato come

ritorna utile come ad esempio la naturalezza nell’indossare

passare dall’adolescenza all’età adulta facendoli crescere

una divisa che lo distingue dagli altri stagisti.

non solo a livello lavorativo, ma anche umano.

Al ricevimento mettono Alessia a svolgere attività sia

Marta ricorderà sempre il senso di soddisfazione che si

di back office che di front office quali l’accoglienza del

prova dopo un lavoro difficile che si riesce a svolgere bene.

cliente, il check in e il check out, l’illustrare i servizi di cui

Ricorderà sempre la stanchezza della sera, ma la voglia di

l’albergo dispone, fornire indicazioni stradali e prestare

ricominciare il giorno dopo. Ricorderà sempre quanto le

servizio di assistenza ai clienti. Per il back office Alessia,

è dispiaciuto lasciare amici e colleghi alla fine dello stage,

invece, prepara voucher, addebita servizi extra e prepara

ma soprattutto ricorderà il rapporto eccezionale avuto con

quei dettagli particolari che caratterizzano la qualità

i colleghi e quanto ha imparato da loro. Tutti, da Giada

dell’accoglienza dell’Excelsior, le previsioni giornaliere del

del front office e Camilla del guest relation manager al

tempo tanto per dirne una.

concierge e al facchino, pronti ad aiutare i giovani stagisti

Marta, invece, all’Ufficio Manifestazioni ogni giorno segue

e a suggerire loro qualche trucco del mestiere.

una tabella di marcia sempre diversa. Si occupa della

Ovviamente delle difficoltà i ragazzi le incontrano, Alessia

registrazione di eventi su Opera e sull’agenda cartacea,

ha qualche problema con le lingue straniere, Marta passa

fa ricerche su Internet, accoglie i congressisti e di tanto in

le ore davanti a un computer e la sera le bruciano gli occhi,

tanto assiste ai meeting come hostess di sala. Insomma qui

Lorenzo a volte fatica a tenere i ritmi, insomma non tutto è

non c’è mai da annoiarsi!

poi così roseo.

Per cinque settimane i ragazzi condividono tutto con

Questa esperienza i ragazzi l’hanno fatta a luglio e ora,

i dipendenti dell’hotel e gli altri stagisti. Per cinque

qualche mese dopo, cosa dicono? Cosa diciamo?

settimane restano lontani da casa, dai genitori e dalle

Ci è piaciuta o no?

piccole sicurezze quotidiane. Camicie da stirare, camere da

Beh, la valigia è già pronta!

pulire, pasti consumati velocemente nella pausa.

Quando si parte?

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HOSPES

Assemblea dei Soci Hospes 2015

La “Scuola di Stresa” verso lo sviluppo professionale. di Francesca Morleo

È il 28 maggio del 1955 e le scuole italiane sono presidiate dalla polizia per ordine del Ministro della Pubblica Istruzione Ermini, la Cgil ha indetto lo sciopero nazionale dei professori. Intanto nella sede della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro a Roma con atto notarile è costituita un’Associazione. Si tratta del Centro per gli Studi Turistico Alberghieri e per lo sviluppo dell’Istituto Professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione “Erminio Maggia” in una parola Hospes ideata, progettata, voluta dal Cav. del Lavoro Guido Maggia insieme al Preside Albano Mainardi. Da quel giorno di anni ne sono passati e i Soci (oggi se ne contano ben 86) si sono ritrovati a Stresa, per l’annuale Assemblea, Sabato 21 novembre nella ricorrenza del 61° anniversario dalla fondazione. Oltre alle autorità nelle persone del Presidente della Provincia del Verbano Cusio

–– In alto: il Grand Hotel des Iles Borromées di Stresa e sotto Il Cav. del Lavoro Guido Maggia e il Professor Albano Mainardi. 64


rassegna hospes

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HOSPES

–– Il Presidente Hospes Prof. Alberto Gozzi 66


rassegna hospes

Ossola Prof. Stefano Costa e del Sindaco della Città di Stresa Signor Giuseppe Bottini, sono presenti al Grand Hotel des Iles Borromées una significativa rappresentanza degli Hospes Junior, la Dirigente dell’Istituto “Erminio Maggia” Manuela Miglio insieme ad alcuni docenti della scuola fra i quali le Vicarie della Preside Angela Bonfante Isabella Germondari., i docenti e collaboratori tecnici e di segrteeria: Luigi Michele Colecchia, Giuseppe David, Saverio Grandinetti, Maria Lucia, Francesca Morleo, Luca Piolini, Silvia Ruffoni, Lara Spinozzi, Giovanni Valentini. Mandano i loro saluti il Presidente della Regione Sergio Chiapparino e il Vice Prefetto Vicario Michele Basilicata. Il clima di cortesia e l’attività d’accoglienza da parte degli studenti, coordinati dal Prof. Riccardo Fava Camillo costituiscono il binomio perfetto per l’ottima riuscita dell’evento. Gli allievi in servizio sono quelli delle classi 3a e 4a del Tecnico per il Turismo e della 2aB Accoglienza Turistica della “Scuola di Stresa”, che venerdì 20 novembre hanno frequentato il minicorso: “Cultura e pratiche dell’accoglienza turistico-alberghiera”. Alle ore 9 gli ospiti siedono nella sala “Camelia” del Grand Hotel des Iles Borromèes e il Presidente Alberto Gozzi pronuncia il discorso di benvenuto per poi ricordare i “Padri Fondatori” dell’Hospes e dell’Istituto “Erminio Maggia”. Un pensiero va ai Soci ed Amici deceduti nell’anno sociale scorso: Francesco Balconi, Giuseppe Habeler, Carlo Tozzini e, in particolare, il Preside Antonio Anello. Un minuto di silenzio in sala in memoria dei defunti. Segue l’esposizione del Codice d’Onore da parte degli Studenti. Dieci articoli voluti dal Professor Albano Mainardi per rispettare la dignità morale, il reciproco aiuto, il mantenere l’interesse per la cultura, il rispetto delle norme aziendali, il senso di collaborazione e la volontà del miglioramento continuo. Ha inizio l’assemblea, il Prof. Riccardo Fava Camillo, Vice Presidente Vicario, legge la relazione sulla gestione dell’Associazione per il 60° esercizio sociale 2014/2015 invita quindi il Dott. Erminio Maggia, nella sua veste di Amministratore Delegato a dare lettura dei rendiconti e del bilancio preventivo per l’esercizio in corso. Invita quindi il Dott. Renzo Colombo a leggere la relazione del Collegio Sindacale. A causa di un calo di voce del Dott. Maggia, i documenti contabili vengono letti con chiarezza dal Socio Alessandro Porrini che ha da poco concluso la propria esperienza come studente all’Istituto. Il Presidente Gozzi ritiene che la costituzione di un fondo

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HOSPES


rassegna hospes

con una dotazione iniziale di € 5.000,00 sia il primo passo per dare nuova vitalità all’Hospes. Comunica che il Consiglio di Amministrazione, nella sua ultima riunione, ha deliberato l’aumento della quota sociale ferma dal 1990, passando da € 25,00 ad € 50,00. Per i componenti il Consiglio di Amministrazione e sostenitori la quota di adesione è elevata ad € 100,00. L’argomento dedicato al 6° punto dell’o.d.g. ovvero l’ipotesi di modificare lo status giuridico dell’Associazione, individuando una forma organizzativa proiettata nel futuro, ma sempre con un occhio di riguardo per il passato, viene affrontato dal Presidente e dal Vice Presidente Vicario, che preannunciano l’organizzazione di un’Assemblea straordinaria che dovrà deliberare sulla trasformazione dell’attuale forma giuridica di Associazione. Quanto al nuovo plesso scolastico (sogno o realtà?), il Presidente invita il Presidente della Provincia del VCO, Prof. Stefano Costa, e il Sindaco di Stresa, Signor Giuseppe Bottini, ad informare l’Assemblea sullo stato dell’arte dell’ormai annosa vicenda. Il Presidente Costa manifesta un certo ottimismo, mente il Sindaco, senza troppe perifrasi, informa che sono insorti rilevanti problemi con l’impresa di costruzioni, che si è aggiudicata l’appalto dei lavori (informazioni tratte dal Verbale dell’Assemblea). Alle ore 11 l’Assemblea è tolta. L’incontro prosegue con lo spazio dedicato alle “Alte Mete” progetti a beneficio degli Studenti della “Scuola di Stresa”. Si passa così alla premiazione degli allievi più meritevoli dell’anno scolastico 2014-2015: per il Corso Enograstronomia e Ospitalità

il Presidente preannuncia l’organizzazione di un’Assemblea straordinaria che dovrà deliberare sulla trasformazione dell’attuale forma giuridica di Associazione

Alberghiera – settore Servizi di Sala Bar e Vendita Valentina Grandi, premiata dal Prof. Giovanni Rottoli; per il Corso Enograstronomia e Ospitalità Alberghiera – settore accoglienza turistica Martina Cangialosi premiata dal Dirigente Scolastico Prof.ssa Manuela Miglio; per il Corso Tecnico per il Turismo Jessica Peraldini, premiata dal Prof. Riccardo Fava; per il Corso Enograstronomia e Ospitalità Alberghiera – enogastronomia Gianluigi Salinelli, ritira per lui il premio la madre. Il Dirigente Prof.ssa Manuela Miglio spiega ai presenti il progetto in collaborazione con i JRE (Jeunes Restaurateurs d’Europe) i quali lo scorso anno scolastico hanno esaminato un gruppo di studenti selezionati dai Docenti tecnici ed è stato premiato Gianluigi Salinelli che ha avuto così l’opportunità di scegliere una delle strutture ristorative dei JRE dove svolgere un anno lavorativo.

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HOSPES


rassegna hospes

Ecco spiegata l’assenza di Gianluigi ora al Ristorante Sarri ad Imperia. Un’importante opportunità per gli studenti della “Scuola di Stresa” che si auspica possa continuare nei prossimi anni. Prendono la parola il Prof.re Riccardo Fava e il Prof.re Paolo Moizo circa l’utilizzo e le donazioni della Borsa di Studio degli ex Allievi del Gruppo B3 1963-1966 e il Prof.re Roberto Abbondio per illustrare il progetto “Corsi professionalizzanti”. Sono le ore 12 e il Prof.re Riccardo Fava Camillo dedica due parole alla rivista “eBook Hospes”. Solo due parole in quanto i componenti della redazione, presenti in sala, i Docenti tutor, attendono il ritorno del Direttore Andreoletti per dare avvio ai lavori per il nuovo numero. Alle ore 12.30 la sala “Camelia” si svuota, è l’ora del Cocktail dell’Amicizia.

Alle ore 12.30 la sala “Camelia” si svuota, è l’ora del Cocktail dell’Amicizia

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HOSPES

Il senso della scuola: imparare dall’esperienza. di Simone Reani e Damiano Busi Socio Hospes Junior

Due ragazzi di oggi e due ragazzi di ieri. Un testimone da passare nella staffetta delle esperienze. Racconti di vita da trasmettere alle generazioni che si accostano ad una professione che deve essere arte, cuore e cervello. I Proff. Franco Filippini e Giovanni Rottoli, Socio Hospes, hanno gentilmente accolto il nostro invito e, fra le braccia della “Scuola di Stresa” che continua a lottare giorno dopo giorno, contro l’usura del tempo, hanno risposto alle nostre domande.

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Come è nata la passione per questa attività? Prof Rottoli Il mio primo approccio con questa attività è stato un po’ casuale. Durante il periodo scolastico delle medie non amavo molto lavorare, quindi l’ultimo anno mia madre mi obbligò a fare un piccolo stage in un bar rinomato del biellese, dove all’epoca vivevo, il cui proprietario iniziava a fare i primi catering, una cosa nuova ai tempi, nel ’67 - ‘68. E così, quasi per gioco, cominciai a svolgere un mestiere che, inizialmente, mai più avrei pensato di fare. Sentendomi invece lusingato dalla proposta lavorativa grazie alla quale avevo sviluppato un senso di responsabilità, a fine del


rassegna hospes

periodo mi iscrissi all’Istituto “Maggia” di Stresa ed iniziai il

professor Mainardi poteva decidere di trattenere l’alunno

mio percorso scolastico.

nell’istituto in base al comportamento, come capitò a me

Prof. Filippini Durante la scuola media neanche io avevo

per due mesi. Svolgevamo anche dei servizi prestabiliti,

un’idea precisa sulla scuola professionale alberghiera e

per esempio all’epoca non esistevano collaboratori

devo dire che riuscivo anche bene nelle materie, avevo la

scolastici, la scuola era gestita completamente da noi

media dell’otto. Però erano altri tempi, di soldi ce n’erano

allievi: il settore di portineria e ricevimento si occupava

pochi nelle famiglie ed io volli imparare un mestiere al

della pulizia/riordino aule e biblioteca, il settore di sala

fine di guadagnare qualche soldo, per questo venni qua

era responsabile della sala da pranzo e della sala chalet,

alla “Scuola di Stresa”: istituto di cui ho capito subito

nostro locale di ricreazione ai tempi, e quella di cucina del

l’importanza e la serietà. In seguito, durante le prime

riordino della cucina. Il personale di pulizia era formato da

stagioni in Francia ho incontrato il professor Gozzi, attuale

due sole figure, la signora che si occupava della lavanderia

presidente dell’Hospes, e da li è iniziato l’amore per questa

e la signora che si occupava della plonge. Quindi era

professione. Ho incontrato un ambiente alberghiero che

praticamente un vivere nella scuola: l’incontro con studenti

oggi non c’è più purtroppo: una clientela, un servizio

stranieri permetteva di condividere culture diverse;

grazie al quale ho sviluppato la passione per questa

l’atmosfera scolastica era completamente diversa.

professione.

Non avevamo libri di testo, si viveva con appunti che

l’attività scolastica veniva svolta quasi 24 ore su 24...

Ci dica qualcosa sulla Sua formazione alla “Scuola di Stresa”. Prof. Rottoli Sulla “Scuola di Stresa” c’è molto da dire. È una scuola che, come per il mio amico e fratello Francesco, mi ha dato personalmente tantissimo. Tenete presente che quando ho iniziato io questo percorso scolastico la scuola era frequentata da 140 alunni e l’attività scolastica veniva svolta quasi 24 ore su 24: s’iniziava al mattino con orari ben stabiliti sia teorici che pratici, si svolgevano attività che ora non possono essere più svolte, come per esempio le piccole colazioni effettuate nell’Istituto. Si viveva completamente la giornata direttamente nella scuola: alloggiavamo in un pensionato, che aveva anch’esso degli orari rigidi da rispettare, al quale si accedeva esclusivamente la sera; l’ora di libera uscita era dalle 17 alle 18, nel caso non si avesse altri impegni. Chi poteva il sabato tornava a casa, ma non sempre, perché il

l’insegnante all’epoca pretendeva noi prendessimo; e prendere l’appunto significa ascoltare, scrivere e ricordare: così si crea la memoria. Un’altra cosa importante che ci veniva insegnata era la conoscenza del menu, su cui la scuola era fondata e un po’ dimenticata negli ultimi anni. Al mattino era d’obbligo per tutti i settori andare in biblioteca ed ascoltare la presentazione e spiegazione del menu sul quale gli insegnanti delle altre materie lavoravano, aspetto oggi non più praticabile; inoltre, alle ore 11, prima dell’attuale intervallo, in ogni aula veniva diffuso tramite altoparlanti nelle varie lingue da noi studiate: italiano, inglese, francese e tedesco. Prof Filippini Nonostante avessi scelto io questa scuola l’incontro iniziale non fu subito positivo: provenendo da un piccolo paese, non ritenevo di essere all’altezza di questo istituto, poiché ne avevo

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HOSPES capito l’importanza. Come ha precedentemente detto

assumendo il signor Tozzini, elemento importante che

Giovanni, l’organizzazione teneva conto del singolo

alla cucina mancava, ho lavorato per altre due stagioni

allievo, era mirata alla sua formazione e costruzione.

ottenendo tantissime soddisfazioni. Il mio impegno fu

All’inizio rimasi spiazzato, avrei quasi voluto tornare

tale che i ragazzi, scorgendomi a tagliare il prato durante

indietro; poi ho capito che quella scuola mi avrebbe dato,

il pomeriggio, mi aiutavano durante la loro pausa di

oltre alla formazione personale, anche una formazione

spontanea volontà. Abbiamo scritto anche testi scolastici

di vita. Da qual momento fu tutto più semplice poiché

e abbiamo realizzato una consulenza per una compagnia

l’impegno fu motivato. La connessione di ogni materia al

area, la AirFly. Ribadisco la fortuna di essere stato chiamato

menu, insegnate in maniera meno dispersiva , rese il loro

dalla scuola dare ai giovani degli insegnamenti.

apprendimento meno difficoltoso.

oggi il servizio di sala è molto trascurato

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Quali sono state le Sue esperienze più signficative?

Come vive l’evoluzione del Suo settore?

Prof Filippini Senz’altro la formazione in Francia,

Prof. Rottoli Era chiaro che l’innovazione dovesse

nonostante mi sia trovato molto bene anche in

avvenire. Il cambiamento però, secondo il mio punto di

Germania. Bisogna considerare che erano anni d’oro

vista, è stato, soprattutto nel settore sala-bar e vendita,

per la professione alberghiera. Il servizio rispettava tutte

un po’ disastroso per il semplice fatto che oggi siamo

le regole internazionali, la clientela era diversa, molto

diventati nell’immaginario comune, passatemi il termine,

esigente e preparata e ciò permetteva di ricavare da

dei ‘porta piatti’. Ora, sia ben chiaro, durante il mio

questa professione tanta soddisfazione. Infine c’è stata

lavoro di docente insegnavo anche a portare un piatto

anche la fortuna di tornare come insegnante nella mia

e c’è modo e modo di farlo: la camminata, lo stile, la

scuola: fui chiamato dal professor Mainardi, anche grazie

conoscenza e la presentazione della pietanza. Poi nel

all’intermediazione del professor Gozzi, e ci sono rimasto

settore del ristorante questo è degradato un po’. Anche

per ben 39 anni.

perché, se vogliamo, tempi, tecnologie e clientela sono

Prof. Rottoli L’esperienza in Francia e quella in Inghilterra

cambiati: non c’è più la clientela che sa apprezzare certe

mi hanno arricchito molto; ricordo però un’esperienza

cose. Basti pensare a quante trasmissioni televisive oggi

negli anni ’80, quando volli fare il passo più lungo della

siano dedicate alla cucina e all’assenza totale delle stesse

mia gamba: mi fu proposta la direzione di un albergo

riguardo al “Servizio”.

di 120 camere a Bardonecchia, negli anni ’70 era uno

Prof. Filippini. Indubbiamente la colpa è stata dei

dei migliori alberghi del Piemonte. Pur non avendo

camerieri, anche mia quando ero Cameriere, con la “c”

esperienza di direzione, mi cimentai ugualmente. Formai

maiuscola. Perché il servizio di sala oggi è molto trascurato,

una brigata di allievi della “Scuola di Stresa”; il primo

sebbene sia ancora presente il “Servizio”, anche se solo in

anno fu durissimo, ma ringraziando anche lo staff, sono

alcuni ambienti, sempre più rari. Questo non vuol dire che

riuscito a superare tutti i problema a livello di sicurezza

non debba esserci più, penso debba essere impostato in

e controlli. Il secondo anno, organizzandomi meglio e

un’altra maniera, ora sono i giovani che devono riportare


rassegna hospes

in alto il suo valore. Non ci sono più i vari sistemi di una volta, ma io penso che se un ragazzo abbia la divisa pulita e sia a posto nella persona, sorrida, serva il piatto tenendo una postura corretta, guardando l’ospite e dicendo quelle poche parole che servono per fare del servizio una cosa

Potendo tornare indietro, farebbe delle scelte differenti? Prof Filippini Sinceramente, se tornassi indietro, rifarei le stesse scelte, ovviamente eviterei gli errori che ho fatto, ma nel complesso sono contento perché nella professione

viaggiare arricchisce dal punto di vista professionale e umano ho avuto delle belle soddisfazioni. Sono stato fortunato, bella, possa ancora funzionare perché quello che conta non è solo ciò che c’è nel piatto, ma anche come viene portato al cliente.

Qualche suggerimento ai giovani?

poiché grazie alla “Scuola di Stresa”, in cui siamo entrati quando era all’apice dello splendore, abbiamo trovato una professione molto bella e vi siamo ritornati avendo il piacere di ritrovare le stesse regole. Prof Rottoli Altrettanto devo dire anch’io, non tornerei

Prof. Filippini. Oggi è più facile demoralizzarsi, perché

assolutamente indietro, perché questa professione,

incontrerete tanti superiori che non hanno la voglia

l’ingresso nel mondo della scuola, mi ha permesso di

di trasmettervi degli insegnamenti, ma non dovete

vedere e conoscere cose che un altro percorso mi avrebbe

abbattervi, non tornate indietro, non sposatevi con un

negato.

posto, cercatene altri: viaggiare è una cosa che si fa da

Una parola dietro l’altra e il tempo è volato. Una stretta di

giovani e arricchisce dal punto di vista professionale e

mano che vuole essere incitamento e sprone a costruire

umano.

il nostro futuro con sacrificio, sudore, costanza ed

Prof. Rottoli È importante non pensare subito al

entusiasmo. Questo incontro ci ha arricchito. Riprendiamo

guadagno, perché nei posti che danno qualche soldo

il nostro cammino con uno zaino piacevolmente “più

in più non imparerete mai a lavorare, vi brucereste in

pesante” e con il riverbero della luce degli occhi dei ragazzi

partenza. Bisogna avere pazienza, fare sacrifici e cercare

di ieri nei nostri.

il posto giusto dove imparare, sempre. Cercate di essere

“La nostra durata non è il susseguirsi di un istante ad

curiosi, la curiosità aiuta e non fatevi affascinare dai facili

un altro istante: in tal caso esisterebbe solo il presente,

guadagni, perché la professione inizialmente deve essere

il passato non si perpetuerebbe nel presente e non ci

mirata a trovare il posto giusto.

sarebbe evoluzione né durata concreta. La durata è l’incessante progredire del passato che intacca l’avvenire e che, progredendo, si accresce. E poiché si accresce continuamente, il passato si conserva indefinitamente. La memoria non è la facoltà di classificare ricordi in un cassetto o di scriverli su di un registro. Non c’è registro, non c’è cassetto […]. La funzione del meccanismo cerebrale è appunto quella di ricacciare la massima parte del passato nell’incosciente per introdurre nella coscienza solo ciò che può illuminare la situazione attuale, agevolare l’azione che si prepara, compiere un lavoro utile”. (Bergson, L’evoluzione creatrice)

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HOSPES

Dall’Australia con amore. di Karin Manfredi, Socia Hospes

Quando ho cominciato a scrivere questo articolo, non sapevo bene di che cosa parlare, io non ero una studentessa modello, non mi sono diplomata con 100/100 e di certo non ero una delle migliori della mia classe. Ero una

disciplina, uniforme, compiti, esami, codice d’onore e professionalità

studentessa come tante, che eccelleva nelle materie che le interessavano e “tirava avanti” nelle altre. Una costante dei colloqui genitori-insegnanti era la frase: “Non si applica abbastanza, potrebbe dare di più”. Studiare alla “Scuola di Stresa” è stata un’esperienza ricca di emozioni e di sentimenti contrastanti che tuttora mi fanno riflettere, soprattutto quando parlo con studenti di altri istituti professionali. Tutti rimangono allibiti quando spiego che per me era normalissimo avere un codice d’onore, viaggiare 3 ore in treno tutti i giorni e mettermi in giacca e camicia “solo” per andare a scuola. Molti non capiscono il perché gli studenti della “Scuola di Stresa” lo fanno, ed

dei docenti della

è proprio questo il punto del mio articolo. La disciplina, l’uniforme, le lunghe

“Scuola di Stresa”

docenti formano la “Scuola di Stresa” che s’impegna nel modellare il ragazzino

trasformano

Dei professori che mi hanno ispirata e aiutata in quei lunghi anni, vorrei

il ragazzino

che hanno contribuito a farmi diventare la persona che sono adesso, nonostante

nel “young

Ma alla fine è il risultato che conta no?

professional” che

Straf di Milano (catena Design Hotels), dove ho ben presto capito che era

vuole diventare

basi che già possedevo. Volevo sviluppare e ampliare le mie conoscenze,

ore di viaggio, i compiti, gli esami, il codice d’onore e la professionalità dei quattordicenne nel “young professional” che vuole diventare. ricordare il Professor Fava e la Professoressa Albertalli per i loro insegnamenti i metodi d’insegnamento totalmente diversi. Il mio primo lavoro dopo la maturità è stato volutamente di sei mesi all’Hotel arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e di comiciare a costruire sulle confrontandomi con culture, luoghi e situazioni diverse, per cui sono partita per Dublino dove ho studiato inglese e lavorato a tempo pieno

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rassegna hospes

come ragazza alla pari per otto mesi.

sgabelli di liquirizia nelle camere, i magnifici cocktail o,

Dall’Irlanda mi sono trasferita nel luogo che io e la mia

come li chiamiamo noi, “liquid desserts” del Dessert Bar.

storica compagna di banco, e tuttora migliore amica

Cominciai a lavorare all’Adelphi Hotel come cameriera

Alessandra, sognavamo di vivere: l’Australia.

part time mentre concludevo i miei studi universitari, per

Cosi, nel 2009, piena di sogni e speranze sono partita.

poi diventare Event Manager due anni dopo. Il mio lavoro

L’Australia non è tutta rose e fiori, cominciare una nuova

consiste nell’organizzare e gestire eventi come feste e

vita dall’altra parte del mondo non è per niente facile.

aperitivi in piscina sul nostro rooftop, cene di lavoro o di

Appena arrivata, ho fatto diversi lavori “che pagavano

piacere nel ristorante e incontri d’affari nella sala meeting.

l’affitto”, per poi fare un corso universitario di “Event

La difficoltà non è nel soddisfare i bisogni dell’ospite,

Management” che mi ha dato la possibilità

bensì rimanere se stessi nel trattare con persone

di lavorare in uno dei migliori alberghi di

totalmente diverse.

Melbourne, l’Adelphi Hotel.

L’Adelphi Hotel dispone di sole 34 camere e

L’hotel è nato negli anni Ottanta con un

non nascondo che mi piacerebbe lavorare in un

concetto moderno per l’epoca e subito

grande albergo, ma non credo nelle grandi catene

giudicato innovativo grazie al suo stile

alberghiere. L’idea di trovare la stessa identica

particolare, diventando presto un’icona della

camera e gli stessi identici servizi all’Hilton di

città. Il suo punto di forza è il rooftop con piscina, munita

Berlino come all’Hilton di Sydney invece di rassicurarmi

di fondale trasparente che esce dal palazzo di un metro e

mi suscita ansia. Preferisco lavorare in un boutique design

mezzo attirando artisti e curiosi di tutto il mondo.

hotel che offre un servizio più personalizzato con maggior

Dopo un breve periodo di chiusura, l’Adelphi Hotel torna a

attenzione per l’ospite, professionale ma amichevole. Non

far parlare di sé nel 2013 grazie alla sua trasformazione nel

mi sono pentita di aver intrapreso l’indirizzo turistico, amo

primo Dessert Hotel del mondo, l’albergo in cui io lavoro.

il mio lavoro e la reception mi rimarrà sempre nel cuore

Lo stile è un design che stuzzica la follia dell’avant gard.

ma al momento preferisco la dinamicità del reparto eventi,

Un esempio? Il banco ricevimento è una carrozza attaccata

nonostante sia cento volte più stressante.

a un cavallo di dimensioni reali fatto di fili di ferro. Tutto

Riflettendoci bene forse è proprio questo che mi piace del

nell’albergo ricorda il tema dei dolci e della stravaganza

mio lavoro, che ogni giorno è diverso dall’altro.

come ad esempio i divani/altalene del ristorante, gli

Ogni giorno è un nuovo giorno.

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HOSPES

Jeunes Restaurateurs d’Europe, JRE

Si scrive in francese Si legge in italiano di Renato Andreoletti, Socio Hospes

Talento e Passione rappresentano lo slogan dei Jeunes Restaurateurs d’Europe fin dalla loro fondazione in Francia, alla metà degli anni Settanta dello scorso secolo.

Arrivati in Italia nel 1992, oggi la delegazione italiana è la più importante all’interno dell’associazione. Il 3 giugno 2015 è diventato ufficiale l’accordo di collaborazione con l’Istituto alberghiero Erminio Maggia di Stresa: si tratta di docenze nella “Scuola di Stresa” da parte degli Chef dell’associazione e di stage e borse di studio per gli allievi. Nel 1973 in Francia nasce la nouvelle vague della cucina francese destinata a rivoluzionare l’intero settore a livello mondiale. è la Nouvelle cuisine, un movimento culinario che deve i suoi natali a due famosi critici gastronomici, Henri Gault e Christian Millau, autori di una famosa guida che ha rivoluzionato il modo di intendere e valutare l’arte dei cuochi. Per molti versi sembra l’apoteosi della cucina francese egemone a livello mondiale da almeno tre secoli e mezzo, in realtà ne determinerà il declino a favore della cucina italiana che era stata dominante durante il periodo rinascimentale, nel 1400 e 1500, sopraffatta politicamente e

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news dalla ”scuola di stresa”

culturalmente dalla Francia di re Francesco I di Valois, che aveva conquistato la Lombardia nel 1515 (i francesi erano arrivati una prima volta nel 1499 con il re precedente), e

news dalla ”scuola

soprattutto di re Sole, nel secolo successivo. La Francia tra 1500 e 1600 aveva soppiantato l’Italia producendo grandi chef di corte come François Vatel, pseudonimo di Fritz Karl Watel, morto suicida a soli quarant’anni nel 1761 per una partita di pesce non consegnata in tempo per un banchetto reale quando era al servizio del principe di Condè. Il passaggio di consegne dal punto di vista simbolico avviene nel 1533 con le nozze di Caterina dei Medici che all’età di 14 anni va sposa al figlio di Francesco I, Enrico II, portando con sé i cuochi toscani considerati i migliori dell’epoca. Caterina era nata a Firenze nell’anno della morte di Leonardo da Vinci, il 1519, morte avvenuta non a caso in un castello francese, ad Amboise sulla Loira, dove Leonardo era ospite del re di Francia motivo per il quale la sua Monna Lisa è al Louvre a Parigi e non agli Uffizi a Firenze. Caterina ebbe tre figli maschi, diventò regina nel 1547, divenne vedova nel 1559, da quell’anno fino alla sua morte nel 1589 governa la Francia da dietro le quinte mentre i suoi tre figli maschi ne diventano re ognuno per un breve periodo. Infine, sarà la figlia di Caterina, Margherita, ad andare sposa al nuovo re di Francia, Enrico IV di Borbone alla fine delle guerre di religione tra cattolici e protestanti (gli ugonotti) in cui Caterina svolge un ruolo di primo piano. La Francia passa dai Valois ai Borbone che presto porteranno sul trono Luigi XIV, re Sole, che diventerà re nel 1643, quasi 100 anni dopo l’incoronazione di Caterina. La Francia, che nella prima metà del 1400 era distrutta e devastata dalla guerra dei 100 anni con gli Inglesi (è del 1431 il rogo a Rouen della diciannovenne Giovanna d’Arco), che ne controllavano una buona parte del territorio, due secoli dopo emerse come lo Stato più forte del continente pronto a stabilire un’egemonia che sarà sia culturale che politica e militare. Gli chef emergenti della Nouvelle cuisine si chiamano Fernand Point, Michel Guérard, Paul Bocuse, destinati a diventare maestri a loro volta. La nuova tendenza promuove una cucina più semplice e leggera, rifiutando la complessità e i barocchi piatti tradizionali. Da questi principi di base deriva tutta una serie di scelte all’insegna della semplificazione, come la drastica riduzione del numero dei piatti proposti nei menù, la diminuzione delle quantità, la predilezione per pietanze che richiedono tempi di cottura inferiori, l’eliminazione di preparazioni

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HOSPES troppo lunghe ed elaborate come frollature e marinature. Gli chef della Nouvelle cuisine sono molto determinati a proporre una cucina più sana ed equilibrata, suggeriscono un nuovo stile di vita basato su un’alimentazione naturale e biologica, che fa grande uso di prodotti freschi e di stagione, non a caso si parla anche di “cucina del mercato”. Henri Gault e Christian Millau condensano la loro rivoluzione in dieci regole: 1. Rifiuto delle complicazioni inutili e riscoperta della bellezza della semplicità. 2. Riduzione dei tempi di cottura. 3. Applicazione della regola “della cucina del mercato” e cioè non essere schiavi di un menu immutabile, ma cucinare ogni giorno soltanto ciò che è di meglio possibile acquistare. 4. Conseguente riduzione del numero dei piatti inseriti nella lista delle vivande. 5. Abbandono delle lunghe marinature e delle frollature a oltranza. 6. Abbandono delle salse troppo grasse e pesanti, sostituite da salse più leggere e digeribili. 7. Ritorno alla cucina regionale, con la riscoperta dei piatti borghesi e contadini. 8. Ricerca di una cucina dietetica, povera di grassi, in armonia con i tempi moderni. 9. Fantasia nella invenzione di nuove ricette, di nuovi accostamenti di sapore e studio e ricerca per riproporre, aggiornati, antichi piatti dimenticati. 10. Ricerca di nuovi metodi di cottura che meglio rispecchiano l’integrità dei cibi.

sono oltre 350 di cui 160 hotels/ristoranti. Gli associati sono selezionati fra gli chef più innovativi tra i 22 e i 37 anni d’età; oltre i 45 anni i soci sono onorari. Ciò garantisce all’associazione un’eterna giovinezza. I JRE in Italia sono 85, il maggior numero per singolo

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Jeunes Restaurateurs d’Europe (JRE)

Paese, nettamente superiori anche agli associati in Francia.

Non è un caso che nel 1974 sempre in Francia

Per il triennio 2015-2018 JRE Italia è guidata dal Presidente

nasce l’associazione Jeunes Restaurateurs d’Europe.

Marco Stabile, Socio Hospes, Chef e Patron del Ristorante

L’associazione ha l’obiettivo di stimolare solidarietà,

Ora d’Aria di Firenze.

amicizia e scambio di idee ed esperienze fra gli chef più

Sono quattro i valori cardine che animano il lavoro dei

giovani e innovativi. Nel 1992 JRE supera i confini francesi

Jeunes Restaurateurs:

per allargarsi ad altri paesi del vecchio continente, fra cui

11. Difendere e promuovere la gastronomia

l’Italia. JRE attualmente è presente in 11 Paesi del Vecchio

europea di alto livello, mettendo a punto

continente - Austria, Belgio, Croazia, Francia, Germania,

creazioni eccellenti che valorizzino il territorio

Lussemburgo, Olanda, Slovenia, Spagna, Svizzera, Italia -

e i suoi prodotti tipici. Una pluralità di voci

con una piccola rappresentanza in Australia. Gli associati

che dimostrano l’eccellenza della tradizione, la


news dalla ”scuola di stresa”

capacità d’innovazione e il culto del savoir-vivre del vecchio continente. 12. Scambiare idee ed esperienze, sia all’interno

14. Creare un clima d’amicizia e di aiuto reciproco tra chef, che si concretizza nella collaborazione e nella condivisione dei singoli background

che all’esterno del mondo JRE; un processo

culturali e gastronomici. Nella convinzione che

virtuoso che stimola la crescita di una cultura

la contaminazione di idee ed esperienze e il

gastronomica fra professionisti e consumatori e

confronto consentano di raggiungere traguardi

contribuisce a innalzarne il valore.

sempre più ambiziosi.

13. Favorire lo sviluppo dei giovani talenti europei. Per garantire un futuro alla ristorazione di

“Il 2015 è l’anno di Expo, dunque è indispensabile

qualità JRE Italia partecipa alle più importanti

pensare in modo globale e confrontarsi con il mondo”

giurie impegnate nel scegliere le future promesse

spiega Marco Stabile, presidente di JRE Italia. “Noi lo

della gastronomia; inoltre sostiene progetti

facciamo sempre più intensamente, ognuno all’interno

dedicati – come stage e borse di studio – che

delle proprie attività e spesso fuori dal Paese con

consentano agli aspiranti chef di domani di

l’intento di rendere ancora più forte e conosciuta la

coltivare le proprie potenzialità e sviluppare al

vera gastronomia italiana, oggi più che mai in fermento e

meglio le proprie competenze.

carica di rinnovata vitalità.

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HOSPES

Facciamo del nostro meglio per ispirare i giovani ad allargare gli orizzonti e orientarsi verso una crescita reciproca, insieme. Siamo 85 chef proprietari del proprio

il coronamento di un sogno: Con l’accordo con JRE, l’istituto alberghiero di Stresa, il primo aperto nel 1939 con la direzione

ristorante e quella italiana è la realtà più numerosa nell’associazione”. JRE e l’Istituto alberghiero Erminio Maggia di Stresa “L’accordo con JRE è il coronamento di un sogno” spiega Manuela Miglio, dirigente scolastico dell’istituto alberghiero di Stresa, uno dei più prestigiosi in Italia, il primo aperto nel lontano 1939 con la direzione di Albano Mainardi, figura storica del mondo alberghiero italiano che diresse Stresa fino all’anno del pensionamento, nel 1978, salvo restare in prima fila fino all’anno della sua morte, ormai novantenne, nel 2002 come presidente di Hospes (da lui fondata nel 1955), l’associazione degli alunni e

di Albano Mainardi,

degli ex alunni dell’istituto alberghiero. Albano Mainardi

potrà ricominciare

dell’insegnamento: continua a essere un faro etico per

a conferire una qualifica

le nuove generazioni. “Da quando la riforma scolastica ha

professionale che completi

di conferire la qualifica di preparazione professionale”

il diploma di maturità

con JRE, potremo ricominciare a conferire una qualifica di

è stato molto più che una figura storica del mondo tutti coloro che ogni giorno cercano di educare e formare ridotto le ore di pratica, non ci siamo più sentiti in grado spiega la professoressa Manuela Miglio. “Con l’accordo preparazione professionale che si affianchi e completi il diploma di maturità.” “JRE Italia ha siglato l’accordo con l’Erminio Maggia di Stresa per dare il proprio contributo nella formazione delle

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news dalla ”scuola di stresa”

giovani leve della gastronomia nazionale” spiega Marco Stabile. “Inoltre, l’associazione mette a disposizione una prestigiosa borsa di studio per l’allievo più meritevole. La prima borsa di studio è stata assegnata il 3 giugno al

Si pronuncia stàge, si legge apprendimento

pavese Pierluigi Salinelli,

Gli italiani moderni non amano le lingue straniere forse

classe 1996, allievo

impigriti dall’eccesso di dialetti che sono ancora diffusi

dell’ultimo anno del

sul territorio. Quando usano una terminologia straniera,

Maggia. Salinelli si è

di rado vanno alla radice del significato delle parole

misurato con altri otto

rischiando di commettere errori piuttosto grossolani:

allievi ritenuti i più

uno di questi riguarda il francese stage (pronuncia stàge)

meritevoli dell’istituto

che molti leggono all’inglese steige non sapendo che

in un’intera giornata

stage significa apprendimento mentre steige (l’inglese

di 12 ore dedicata a

stage) significa palcoscenico. Chi effettua un periodo di

prove scritte, orali e

stage (alla francese) va ad apprendere un mestiere. Se

pratiche. Ha vinto con

sarà bravo, diventerà un professionista in quel settore.

pieno merito una borsa

Chi effettua uno steige (all’inglese) se gli va bene

di studio di 10.000

diventerà un attore, di certo non apprenderà altro. Visto

euro che gli consentirà di effettuare uno stage di un anno

che in italiano esiste la parola apprendimento, quello che fecero

in uno dei ristoranti dell’associazione. Con il Congresso

Leonardo da Vinci nella bottega di Andrea del Verrocchio a Firenze

nazionale del 15 e 16 marzo 2015 l’associazione ha dato

e Michelangelo Buonarroti nella bottega di Domenico Ghirlandaio,

l’avvio della collaborazione con l’Istituto alberghiero

perché non usarla senza scivolare in errori di traduzione? Effettuare

Erminio Maggia di Stresa. Abbiamo offerto consulenza

un periodo di apprendimento significa quindi andare in un luogo e

e borse di studio ai migliori allievi per aiutare a crescere

presso qualcuno per apprendere: indica una propensione mentale

questa storica e importante fucina di giovani talenti con

prima ancora che professionale. Indica umiltà come atteggiamento

l’obiettivo di valorizzare l’alternanza scuola lavoro. Quello

e apertura mentale come predisposizione.

di Stresa è stato il primo istituto alberghiero fondato in

Apprende solo colui che vuole imparare. Ricordando, infine, che

Italia. Ci è sembrato prestigioso siglare questo tipo di

chi smette di migliorare smette di andar bene, altra lezione di vita

accordo proprio con Stresa.”

vissuta che bisognerebbe insegnare a scuola prima che sia la vita reale a incaricarsi di insegnarlo.

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eBook

HOSPES

La “Scuola di Stresa”

cresce grazie ai suoi studenti. di Alessia Pingitore, Socia Hospes Junior

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news dalla ”scuola di stresa”

Ennesima occasione formativa per gli studenti della

Mondiale, il gruppo ospite della regione Piemonte, in

“Scuola di Stresa” che lo scorso 26 ottobre 2015 hanno

rappresentanza dell’Istituto “Erminio Maggia”, ha preso

collaborato alla realizzazione di un progetto ambizioso.

posto tra le file dell’Auditorium di Palazzo Italia, dove

Nel cinquantesimo dalla sua formazione il gruppo B3

si è tenuto il convegno dal titolo “La lotta agli sprechi

1963-1966 si è riunito in quella data presso la Sala

alimentari: una buona occasione”, volto a promuovere

Mainardi dell’istituto per raccontarsi le proprie esperienze

uno stile di vita corretto e, soprattutto, senza sprechi,

professionali in Italia e all’estero. Nel corso della cerimonia

attraverso nuovi metodi di comunicazione.

è stata anche assegnata una borsa di studio alla ex 4ªTT

L’evento ha avuto termine con una cena di Gala a base di

per il progetto AIRCHIP Ascension 2015 che ha impegnato

un menù “anti-spreco” contrassegnata dal celebre marchio

gli allievi per tre mesi di intenso lavoro nell’organizzazione

Peck, scelto come Ristorante Ufficiale di Padiglione Italia.

di attività di incoming per gli Ospiti del Policlinico San

Sull’elegante e raffinato menù spiccava un nome, quello

Matteo di Pavia – Dipartimento materno infantile, in

del Signor Matteo Vigotti, Executive Chef, nonché ex

occasione di un seminario internazionale di chirurghi

studente della “Scuola di Stresa”. I ragazzi della ex 4ªTT

pediatrici. Rimaneva solo da decidere in quale modo

erano pronti ad affrontare una nuova giornata ad Expo

investire tale somma. Considerato il periodo, non si poteva

Milano 2015. Ospiti, questa volta grazie all’interessamento

non sfruttare l’occasione per visitare ciò che da mesi

del Prof. Alberto Gozzi, Presidente dell’Hospes, di Cantine

era oggetto di discussione in ogni Paese: l’Esposizione

Ferrari, hanno arricchito la loro giornata con un’altra

Mondiale.

esperienza significativa, degustando piatti raffinati

Così, sabato 10 ottobre 2015, la classe è partita alla volta

accompagnati da ottimi vini selezionati.

di Expo Milano 2015. Quindici valigie, quattordici ragazzi

Per concludere la giornata, la classe ha visitato lo

e il Prof. Riccardo Fava, pronti a trascorrere due giornate

stand del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, presso

all’insegna dell’evento dell’anno.

cui era presentata una preziosa esposizione di opere e

Dopo una breve visita ad alcuni padiglioni dell’Esposizione

un’interessante mostra intitolata “MovEat Expo le vie

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HOSPES del cibo: dalla Roma antica all’Europa moderna”, che percorreva l’evoluzione delle rotte commerciali e del trasporto degli alimenti su ferro. Al termine di questa fantastica esperienza non si può che ricordare il motivo per cui è nato questo progetto e chi ne

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Prof. Moizo, in quanto ex studente, come potrebbe descrivere la “Scuola di Stresa” negli anni in cui militava il Gruppo B3?

ha permesso la realizzazione. Uno dei punti cardine della

Nell’ottobre 1963 sono arrivato a Stresa accompagnato

nostra scuola è la continuità tra studio e lavoro, realizzabile

dai miei genitori. All’età di 15 anni l’edificio della scuola

tramite uno stretto rapporto tra il mondo scolastico e

mi è sembrato immenso e carico di insidie e di interrogativi

quello lavorativo. Gli studenti, infatti, hanno sempre

e ricordo ancora il Sig. Schiavetta che ci ha accolti per poi

davanti a sé le esperienze, le carriere e i progressi dei loro

farci accomodare in attesa di parlare con il Prof. Mainardi.

predecessori, che, tramite l’Hospes, permettono loro di

Nei primi giorni di scuola respiravo un’aria ricca di novità

approcciarsi alla loro futura realtà. Si tratta di punti di

e di quesiti ai quali noi, giovani reclute, non potevamo

riferimento tangibili, che conferiscono quel valore aggiunto

ancora dare risposte.

che da sempre ha caratterizzato la “Scuola di Stresa”. Ciò

Mi sono ambientato subito e ricordo di avere in cuor

si è dimostrato innanzitutto grazie al loro diretto intervento

mio apprezzato la scelta di mio padre. La scuola era

nella realizzazione del progetto “Expo”, evento di notevole

organizzata sul modello svizzero e la giornata dell’allievo

importanza a livello mondiale, e in seguito alla loro

era pienamente occupata.

disponibilità nel rilasciare interviste, nonostante i numerosi

Mi sono piano piano reso conto che noi allievi non

impegni.

eravamo solo componenti di un gruppo, ma singole

Tra un cappuccino e una brioche, i ragazzi della ex 4ªTT

persone seguite e curate dalle attenzioni degli insegnanti.

hanno potuto incontrare colui che si è adoperato per

C’era in ogni insegnante la gioia e le competenze

organizzare il loro soggiorno, il Prof. Paolo Moizo, Socio

certamente individuate dal Prof. Mainardi quando ha

Hospes, rappresentante del Gruppo B3, gruppo istitutore

assegnato loro le singole classi. C’era in loro la grande

della borsa di studio che ha dato vita al progetto.

abilità nell’insegnare, nel presentare e nel trasmettere con


news dalla ”scuola di stresa”

semplicità e chiarezza i vari argomenti a quei ragazzini curiosi e attenti, ma ancora grezzi nell’hotellerie e nelle sue molteplici sfaccettature. Avevamo capito subito che ci stavano aiutando a diventare non solo grandi, ma anche attenti e curiosi a una professione che molti definiscono come la più difficile del mondo. Sono certamente stati anni ricchi di emozioni e di esperienze uniche e preziose che ci hanno fatto amare la nostra scuola e che ci hanno dato delle solide basi su cui costruire il nostro futuro nel lavoro e nelle relazioni. Potrei continuare ancora per molto ad elencare quanto la “Scuola di Stresa” ha dato a ciascuno di noi e non possiamo che ringraziarla per questo. Siamo arrivati giovani senza nulla e siamo ripartiti adulti con un’enorme valigia piena di grande forza e voglia di fare.

Ho avuto grandi

Terminata la scuola, quali sono state le Sue esperienze lavorative?

soddisfazioni,

Ho iniziato subito il lavoro alberghiero in Svizzera,

ma il mio

trampolino di lancio per molti di noi. Da commis di sala a direttore d’albergo, dirigente ed infine consulente turistico alberghiero. Ho progettato, aperto e diretto numerosi alberghi trascorrendo all’estero circa 15 anni e aggiungendo sempre nella vecchia valigia nuove esperienze e grandi soddisfazioni. Naturalmente non sono mancati i momenti no, che sono ugualmente importanti. Mi sono poi lasciato convincere ad accettare il ruolo in qualità di docente esperto presso l’Istituto Professionale Alberghiero di Stato “A. Vespucci” di Milano, dove sono rimasto per 28 anni assumendo anche l’incarico di vicepreside vicario. Nel mio insegnamento c’è stato lo spirito della “Scuola di Stresa” e per questo ritengo di avere tramesso molto ai miei studenti. Ho potuto portare in classe le mie esperienze lavorative e presentarle a giovani che avevano la mia stessa età di quando ho iniziato a studiare e la mia stessa voglia di sapere. Ho avuto grandi soddisfazioni ma il mio ringraziamento è rivolto alla “Scuola di Stresa”, che ha saputo fornirmi gli

ringraziamento è rivolto alla “Scuola di Stresa”, che ha saputo fornirmi gli strumenti e trasmettermi la passione nel lavoro.

strumenti e trasmettermi la passione nel lavoro.

Il legame con la “Scuola di Stresa” è ancora forte e sentito tutt’oggi e il Gruppo B3 ne è la testimonianza. Quante volte all’anno il Gruppo si riunisce? Nel 2003, dopo 40 anni dall’inizio della Scuola, sono riuscito a raggiungere tutti i miei ex compagni del B3 e

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eBook

HOSPES insieme abbiamo festeggiato l’evento in grande allegria e commozione. Negli anni seguenti ho sempre organizzato due incontri all’anno sino ad arrivare al 50esimo, nel 2013, che abbiamo voluto festeggiare proprio nella nostra scuola, perché ancora oggi c’è un forte sentimento di affetto che lega tutto il B3 alla “Sua” “Scuola di Stresa”.

Tenere vivi i rapporti a distanza di anni non è un obiettivo semplice, soprattutto se si tiene conto dei vari impegni e della lontananza dovuta all’intraprendimento di diverse carriere. La Vostra era una classe così unita anche ai tempi in cui frequentavate la scuola? Il gruppo B3 era composto da 24 allievi, di cui poco meno della metà erano esterni. Gli interni che alloggiavano al pensionato avevano molte più occasioni per socializzare, perché si condivideva tutto. Gli esterni erano, in questo senso, abbastanza penalizzati poiché rientravano a casa nel pomeriggio dopo le lezioni e non avevano modo di vivere con noi le ore serali in “chalet”. In ogni caso siamo sempre stati un gruppo molto unito e lo dimostra il fatto che a distanza di 50 anni siamo ancora gli stessi di allora: giovani, scherzosi e sempre pronti al sorriso. Spesso ricordiamo quei giorni che hanno lasciato un segno indelebile nei nostri cuori. Vorrei solo cogliere l’occasione per ricordare i nostri compagni che ci hanno lasciato: a loro un grande e affettuoso abbraccio dal B3! In occasione del 50esimo del B3 abbiamo voluto ricordare con affetto il Prof. Mainardi e il Cav. Maggia e lasciare il segno del nostro passaggio e del nostro ringraziamento all’Hospes e alla “Scuola di Stresa”, donando ad entrambe una targa commemorativa dell’evento. Abbiamo anche devoluto all’Hospes un fondo da utilizzare quale borsa di studio a favore degli studenti della scuola.

Anche voi, come gruppo, avreste impegnato la borsa di studio in un’esperienza formativa, quale è stata l’Expo, o in altro modo? Il concetto e significato di borsa di studio ha subito in questi ultimi anni una forte metamorfosi. Noi, quelli della mia età, consideriamo la borsa di studio come un tangibile premio e riconoscimento allo studente del lavoro fatto. La borsa di studio deve anche essere uno stimolo a

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news dalla ”scuola di stresa”

La borsa di studio che Abbiamo affidato all’Hospes deve essere uno stimolo a fare meglio e di più

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eBook

HOSPES fare meglio e di più. Abbiamo affidato la borsa di studio

crescita e interesse. Loro sapevano chi avrebbe proseguito

all’Hospes e siamo pienamente d’accordo con le sue scelte.

e con quali ambizioni. I primi passi in cucina li ho fatti alla

Il Prof. Moizo, però, non è stato l’unico incontro. Presso

fine della prima settimana di scuola in prima alberghiera,

Palazzo Italia, i ragazzi hanno potuto conoscere l’Executive

ricordo ancora tutto. Ero in un ristorante ad Arona vicino

Chef del Ristorante Peck, il Sig. Matteo Vigotti, Socio

casa, ma gli orari erano già impossibili. Poi la prima

Hospes, ex studente della “Scuola di Stresa” e sentirsi

stagione, sempre in prima alberghiera, l’ho trascorsa

onorati di frequentare una scuola che ha formato persone

all’Hotel Royal di Sanremo e via di seguito.

che spiccano tra le figure più importanti della cucina italiana. Era come sentirsi “a casa” anche in un contesto di visibilità mondiale.

Sig. Vigotti, Lei ha frequentato la “Scuola di Stresa” dal 1994 al 1997. In che modo la scuola L’ha preparata alla professione? La “Scuola di Stresa” mi ha preparato in maniera molto professionale e allo stesso tempo dando importanza a valori e ad aspetti dal grande rilievo umano. Ho avuto la fortuna di poter apprendere il mestiere da maestri che ogni giorno ce lo insegnavano raccontandocelo quasi come si fa quando si devono far cresce i propri figli. La scuola in quegli anni era quasi una seconda famiglia e c’era un senso di appartenenza molto spiccato, l’orgoglio di essere un allievo di Stresa era grande.

Come e dove è iniziata la Sua carriera?

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Nel corso della Sua carriera, ha lavorato anche all’estero? Sì, ho lavorato negli Stati Uniti, in Spagna, Svizzera, Giappone, Thailandia, Emirati Arabi, Qatar, Corea e sulle navi da crociera. Ho avuto, inoltre, un ristorante di proprietà stellato Michelin e ho lavorato per le principali compagnie alberghiere internazionali.

Ha avuto l’occasione di collaborare con colleghi di fama internazionale? Ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere di persona e di collaborare con alcuni tra gli Chef più affermati, tra i quali Ferran Adrià, Daniel Boulud, Alain Ducasse, Juan Mari Arzak, Quiche Dacosta, Didier Elena, etc. Si parla di carriere fra loro diverse, ma accomunate da uno stesso spirito, quello della “Scuola di Stresa”. Gli ex studenti sono persone che non hanno mai smesso di ricordare i loro anni di crescita e che permettono agli studenti di oggi di beneficiare delle occasioni e delle

Ero quasi sempre coinvolto dagli Chef Docenti in occasioni

possibilità che loro stessi hanno ricevuto.

diverse, eventi scolastici compresi. Le opportunità migliori,

La “Scuola di Stresa” porta un nome ormai affermato da

intendo dire qualitativamente più interessanti, venivano

tempo, un nome che deve il suo prestigio proprio ai Suoi

offerte a coloro i quali davano maggiori garanzie di

studenti.


news dalla ”scuola di stresa”

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eBook

HOSPES

La “Scuola di Stresa” protagonista della modernità di Riccardo Milan

Le scuole alberghiere e le associazioni di categoria potrebbero contribuire alla gestione dei beni sequestrati alle Mafie. Un insegnamento che anche la Comunità del Novarese dovrebbe comprendere.

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Si è discusso di questo e si è arrivati a questa considerazione, il 1 e il 2 dicembre scorsi, durante una serie di momenti pubblici che Solidus, l’associazione delle associazioni di categoria, ha organizzato in quei due giorni fra Novara e Stresa, coinvolgendo sia l’Istituto alberghiero Ravizza sia il Maggia. A Stresa l’Associazione Solidus ha portato alcuni protagonisti del turismo ma


news dalla ”scuola di stresa”

soprattutto la dirigente dell’Ettore Majorana di Bari, Paola Petruzzelli, a cui il Tribunale di Bari, per la prima volta in Italia, ha dato da gestire un bene confiscato alle mafie. Una grossa e bella masseria, “La dimora del Barone”, ad Altamura. Una residenza privata di un capomafia, oggi resa albergo gestito dagli studenti dell’istituto alberghiero di Bari. Una situazione innovativa, perché il personale è infatti composto da studenti in stage e da neodiplomati dell’istituto, messi sotto contratto dalla Cooperativa Majorana, creata per volere della dirigente scolastica, per dare occupazione e trasformare l’istituto in un’azienda. E che azienda. Oltre alla struttura, molto bella, la cooperativa deve gestire anche 15 ettari coltivati a grano, farro e lenticchie. E l’inizio è stato duro: “abbiamo subito due furti, oltre 90mila euro di danni… ci hanno rubato di tutto”. Una cosa che succede quasi sempre. In attesa che il Tribunale decida e che il nuovo gestore subentri, i beni vengono sistematicamente danneggiati, probabilmente dagli stessi mafiosi che così ribadiscono un “possesso”.

il riuso di un bene confiscato alle mafie fatto da una scuola ha il valore più completo. il nostro caso sta facendo da modello in Italia e anche in Europa

Così è stato anche per “La dimora del Barone” che, dopo uno stentato inizio, ha incominciato ad ingranare e a inizio dicembre la dirigente poteva dirci che “non è ancora in attivo, ma abbiamo un grande successo. Al punto che abbiamo dovuto assumere un direttore esterno… l’albergo è già tutto prenotato quest’estate e le cerimonie sono già in calendario da aprile a giugno…”. Le famiglie dei ragazzi sono contente perché porta reddito, “i ragazzi spesso lavorano per mantenere la famiglia, sono l’unico reddito di tutta la famiglia”. Non ci sono ancora “certezze per il futuro”, ma se “dovessi rifarlo, lo rifarei: non è una “passeggiata”, ma vedo la soddisfazione dei miei ragazzi…”. Per la Dirigente, il riuso di un bene confiscato alle mafie “fatto da una scuola ha il valore più completo” e il “nostro caso sta facendo da modello in Italia, ma anche in Europa”. La comunità novarese proprio in questi mesi sta discutendo il futuro di un’analoga struttura sul Lago d’Orta e forse l’esempio di Altamura potrebbe dare dei suggerimenti. Ma non sarà il solo caso, come ha infatti ricordato Carlo Romito Presidente di Solidus, Socio Hospes, visto che il riuso dei beni confiscati alle mafie non è solo un problema del Sud, “la quarta regione è la Lombardia, con mille e cento rotti fra immobili e proprietà confiscati”. Ripercorrendo la storia del “Castello di Miasino”, Romito

La comunità novarese proprio in questi mesi sta discutendo il futuro di un’analoga struttura sul Lago d’Orta

ha ricordato concetti come “sostenibilità economica” e l’attenzione al problema che un’associazione come Solidus

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eBook

HOSPES ha: professionisti, centri studi, competenze… “siamo preparati, saremmo in grado di contribuire alla gestione di un bene confiscato alle mafie”. Un impegno non di per sé facile. Infatti, come hanno ricordato sia Silvia Tancredi Massa sia Ezio Cerini, le mafie investono molto nel settore Ho.Re.Ca., circa “il 10 per cento dei bar e ristoranti, al Nord come al Sud, è a loro collegato”. Un tipo di attività che “dà loro dei vantaggi: la possibilità di “pulire” il denaro, copertura lavorativa, prestigio, luoghi di incontro, controllo del territorio”. Dunque sono molti i beni di questo tipo sequestrati alle mafia, anche strutture importanti e prestigiose, ma non di per sé redditizie. Un po’ perché già in origine nate non per reddito ma per i motivi suddetti; e poi gestite malamente dunque, già in origine fallimentari oppure redditizie solo con una gestione professionale. Come potrebbe essere quella di una scuola alberghiera o di un’associazione di categoria come Solidus.

In coda al Convegno, dopo la Colazione realizzata dalla Scuola, i soci Solidus si sono ritrovati all’Hotel Regina per le premiazioni dei sette professionisti che si sono distinti per eccellenza nell’anno 2015: • Professionista 2015 Aih, Governanti d’albergo

Alessandra Marzano • Professionista 2015 Abi Professional, Barman

Ezio Falconi • Professionista 2015 Faipa, Portieri e Impiegati d’albergo

Antonino Spatafora • Professionista 2015 Ais, Sommelier

Nicola Bonera • Professionista 2015 Fic, Chef di cucina

Giuseppe Casale • Professionista 2015 Amira, Maitre d’hotel

Nicola Di Lisa • Professionista 2015 Ada, Direttore d’albergo

Francesco Mennella

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news dalla ”scuola di stresa”

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Voi cosa proporreste? Se ci sono argomenti che vorreste approfondire, scriveteci all’indirizzo email:

info@associazionehospes.it

eBook HOSPES - L’evoluzione dell’ospitalità: da Marco Polo ai Millennials  

L’accoglienza è un tema centrale per chi si occupa di turismo. C’è anzi chi sostiene che essa sia l’essenza stessa dell’esperienza turistica...