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BANKONTHIP NOTIZIE Annuale della missione Holy Family Catholic Centre

2020


“Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: “Siamo perduti” così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme”. Carissimi Amici, ho voluto cominciare questa mia lettera prendendo in “prestito” le parole di papa Francesco, dette durante il momento di preghiera straordinario sul sagrato di Piazza San Pietro il 27 marzo scorso, nel pieno della prima ondata della pandemia. A ripensare all’anno che sta per concludersi, per la prima volta, mi sono ritrovato a trascorrere più tempo in Italia che qui in Thailandia. Ho trascorso otto mesi in Italia riempiti di un grande vuoto. Come molti di voi sanno, infatti, anche per me, il 2020 è stato “particolare”: ho fatto rientro a metà del mese di febbraio, per stare accanto a mio fratello Lino, gravemente malato accompagnandolo fino all’ultimo dei suoi giorni il 24 febbraio. Per me Lino é stato un punto di riferimento. Tante volte è venuto a trovarmi in missione, mettendo a frutto la sua abilità nel sistemare tante cose, (soprattutto per quanto riguarda l’installazione elettrica del Centro). Quella missione che portava sempre nel cuore e nei pensieri anche negli ultimi mesi trascorsi tra l’ospedale e casa. Nonostante la malattia, che inesorabilmente avanzava, fin quando le forze lo hanno sostenuto, ripeteva spesso il suo desiderio di ripartire, una volta che fosse guarito. Purtroppo a causa delle restrizioni dovuti all’emergenza sanitaria non sono state celebrate le esequie, se non una piccola, ma intensa, cerimonia nel giardino di casa; contemporaneamente, qui, a distanza di oltre 8.000 km, tutti lo hanno voluto ricordare, in modo particolare i più grandi che lo hanno conosciuto come "nonno Lino". Poche settimane dopo anche il mio fratello maggiore, Pietro, ci ha lasciato. Avrei dovuto far ritorno in Thailandia alla fine del mese di aprile, ma la pandemia ha fatto saltare tutti i programmi e il lockdown ha portato anche me a trascorrere diversi mesi chiuso in casa.

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Avrei voluto incontrare tutti coloro che, nel corso di questi anni, hanno fatto visita alla missione, ma anche questo mio desiderio si è scontrato con la realtà che tutti noi abbiamo vissuto; ho sentito comunque l’affetto di tutte queste persone. Il rientro non è stato facile, ma dopo circa due mesi dall’apertura della pratica, dal Consolato Thailandese ho ricevuto il nulla osta per poter partire e far così ritorno qui, che per me è casa da quasi 50 anni! La situazione generale del Paese è di gran lunga migliore rispetto all’Italia. Mentre vi scrivo i dati ufficiali, dall’inizio della pandemia, parlano di 4.261 casi accertati, con 3977 ricoveri, di cui 211 hanno avuto bisogno di cure intensive e di 60 morti I numeri non elevati della pandemia che ha colpito il Paese sono da ricondurre a tutte le precauzioni che il governo centrale, fin dai primissimi giorni dell’emergenza, ha adottato: frontiere chiuse, ingresso in Thailandia solo in una seconda fase con un permesso e quarantena obbligatoria (attuata seriamente), oltre che l’obbligo di utilizzo delle protezioni come la mascherina e il distanziamento sociale. Appena arrivato ho trascorso due settimane di quarantena obbligatoria in un Hotel a Bangkok. Durante la quarantena mi ha fatto compagnia una libro “Come foglie di tè” (di una scrittrice cinese, Lisa See, residente in America) : parla di una donna Akha e delle sue peripezie. Il libro comincia con queste parole dette da una mamma Akha che è tutto nel villaggio, levatrice e custode delle tradizioni: “Non esiste storia senza coincidenze” e possiamo capire questa frase guardando i passi compiuti nella nostra vita. Queste pagine mi hanno fatto rivivere i primi anni trascorsi in Thailandia a contatto con gli Akha della vecchia tradizione, quando, giovane, percorrevo la foresta per ore a piedi per raggiungere quelle poche famiglie cattoliche che attendevano un prete per la celebrazione dell’Eucarestia.


Conclusa quarantena il 2 novembre, mi sono recato per alcuni giorni al Seminario di Sampran, alle porte della capitale. Durante l’emergenza i giovani hanno studiato a casa essendo stato chiuso il seminario-università Lux Mundi, che ha riaperto i corsi nel mese di luglio. Per occupare il tempo in quella che possiamo chiamare "reclusione forzata", non avendo potuto far ritorno in famiglia, i giovani si sono attivati per realizzare loro stessi la rete di protezione del campo sportivo. Un tecnico amico è stato una guida indispensabile: infatti in seminario studiano filosofia e teologia, non la tecnica di saldatura del ferro! La “vita” nei villaggi sulle montagne ha visto un drastico cambiamento: per quattro mesi non é stato possibile entrare e uscire da essi e occorreva rispettare le indicazioni delle autorità locali. Il 5 novembre ho fatto finalmente ritorno all’Holy Family Catholic Centre. Appena arrivato alla missione sono stato accolto dalla spontanea gioia dai bambini e in quel momento qualsiasi “distanziamento sociale” è venuto meno. Proprio in quell’istante il mio primo pensiero è stato: “Sono davvero tornato a casa”. Anche al Centro la vita è stata segnata dall’emergenza sanitaria. Diverse attività annuali sono state annullate, come i campi estivi per i bambini e i giovani solitamente programmati durante le vacanze.

Proprio con l’inizio della pandemia, alcune ragazze non hanno potuto far ritorno nelle loro famiglie, altre, incentivate da tante richieste di aiuto, hanno deciso di restare al Centro durante le vacanze per produrre materiali di protezione e dare così il proprio contribuito alla nazione in piena emergenza. In poche settimane le macchine da cucire di Bankonthip hanno realizzato oltre 25 mila mascherine destinate sia al distretto di Maesai, al confine con la Birmania, sia per alcuni centri di Chiang Rai e Bangkok. La ripresa delle attività scolastiche, normalmente prevista per metà maggio, è avvenuta il 1° luglio. Non essendo stato possibile organizzare in quei giorni, come tradizione, la festa dell’accoglienza ai nuovi arrivati si è pensato quindi di organizzarla in occasione della festa della mamma (Festa nazionale) a metà agosto. Per la missione avrebbe comportato l’accoglienza di tutti i genitori dei bambini ospiti: spostamento da villaggi delle montagne, preparazione posti letto, molteplici attività: tutto ciò che era impossibile da realizzare. Il Centro oggi accoglie un ottantina di bambini e una quarantina di ragazze che frequentano “Bankonthip”, la scuola di taglio e cucito sorta all’interno della missione. Il 5 dicembre ricorre la festa del papà che nel paese del sud-est asiatico è molto speciale perché coincide con il compleanno dell’antico Re Bhumibol Adulyadej che è nato proprio in questa data del 1927. I bambini si sono stretti intorno a noi, “padri adottivi”, organizzando giochi, momenti di festa e di ringraziamento. In questi giorni, insieme a padre Martin e padre Stephen saremo impegnati nelle celebrazioni della Messa di Natale nei villaggi a noi affidati, oltre che la tradizione festa che si svolgerà qui al Centro, tanto attesa dai più piccoli. Riprendo le parole di papa Francesco con cui ho cominciato questa lettera; quelle stesse parole vogliono diventare anche il mio saluto a tutti voi, con il desiderio e l’augurio di non sentirsi mai soli, che soprattutto nelle avversità siamo guidati da una Luce che squarcia le tenebre anche quelle più oscure: il Bene lo facciamo bene, se lo facciamo insieme!

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Il mio grazie va a tutti coloro che durante il mio “esilio forzato” si sono stretti accanto a me e ai miei cari, a tutti quelle persone che mi hanno cercato anche solo per un saluto: ognuno di questi gesti, soprattutto i più semplici mi hanno scaldato il cuore. Desidero condividere con tutti voi i nostri più cari e sentiti auguri, in modo particolare quelli festosi dei bambini per questo Natale "particolare". "La speranza non delude. Ne abbiamo tanto bisogno, in questi tempi che appaiono oscuri, in cui a volte ci sentiamo smarriti davanti al male che ci circonda,davanti al dolore di tanti nostri fratelli.

Ci vuole la speranza! Ci sentiamo smarriti e anche un po’ scoraggiati, perché ci troviamo impotenti e ci sembra che questo buio non debba mai finire".

Buon Natale a tutti voi!

COME SOSTENERE IL CENTRO Per sostenere il progetto “Holy Family Catholic Center” ha preso avvio la campagna "adozioni scolastiche a distanza". L’adozione scolastica può essere fatta da tutti: mamme, papà, bambini, gruppi parrocchiali, società sportive, interi oratori, classi di alunni o colleghi: chiunque può diventare "genitore adottante" di un bambino che è accolto al Centro e accompagnarlo nella sua quotidianità. Inoltre l'adozione può rappresentare anche un "dono speciale", intestestandola alla persona alla quale la si vuole regalare. Si precisa che l’adozione  a distanza non é mai a favore di un singolo bambino bensì dell’intero gruppo; infatti  la quota versata sostiene il Centro nelle spese per l'accoglienza dei piccoli (vitto e alloggio), l'iscrizione alla scuola e l'acquisto del materiale didattico: dell’adozione a distanza beneficia quindi l’intero gruppo di alunni. Modalità di adesione La quota di sostegno per un anno di un bambino é di Euro 250.00 La durata della scuola elementare è di 6 anni e il corso di taglio e cucito per le ragazze é di 4 anni L’iniziativa prevede il sostegno per tutto il percorso scolastico Ogni adottante riceverà la fotografia del bambino/a a lui affidato Il contributo può essere versato annualmente o con un unico versamento Verrà inviato  un giornalino“online” con le informazioni dei progetti in corso Inviare una mail di richiesta a bankonthip@gmail.com oppure ad info@amicibetharram.org scrivendo nella causale "Adozione Thai" Come aderire al progetto Il versamento si può effettuare tramite: CC. POSTALE n. 1016329805 IBAN IT82I0760110900001016329805 intestato a: AMICI Betharram O.N.L.U.S. Via Manzoni, 8 – 22031 Albavilla (Co) C.C. BANCARIO n. 59230/36 IBAN: IT36 L056 9633 8400 0005 9230 X36 C/O Banca Popolare di Sondrio – Filiale di Seregno – Online tramite il sito www.amicibetharram.org

CONTATTI Holy Family Catholic Centre 107 M. 7, T. Pong Ngam. Maesai Chiang Rai 57130 - Thailanda www.betharram.net bankonthip@gmail.com

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AMICI Betharram O.N.L.U.S. Via Manzoni, 8 - 22031 Albavilla (Co) tel. +39 031/626555 www.amicibetharram.org info@amicibetharram.org

Profile for Associazione AMICI Betharram ONLUS

Bankonthip Notizie 2020  

E' online "Bankonthip Notizie", la rivista annuale dell'Holy Family Catholic Centre, missione a Pong Ngam, nel nord della Thailandia.

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E' online "Bankonthip Notizie", la rivista annuale dell'Holy Family Catholic Centre, missione a Pong Ngam, nel nord della Thailandia.

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