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Aspasia Rivista online gratuita

Ottobre 2011

N.1

Indice: FABRIZIO FRATINI, “Nel ghetto da sempre” – SILVIA CERRI, “L’omocausto fuori dai campi” – PIERO MATTEI, “Una sfida allo Stato” – EMILIANO LIUTINA MARRONI, “Una maggioranza minoritaria” – DANIELE D’ORAZI, “Il coraggio dell’inattualità” – ALESSIO INNOCENTI, “L’eretico guerriero” – SOFIA CIMINO, “Il rifiuto di Coco” – DIEGO DENORA, “Charlot è nascosto in un bidone!” – MARTINA ANGELETTI, “Schizofrenia e psicosi: ExtraOrdinaria Arte” – ROLANDO INNOCENTI, “Demone all’uomo l’indole” – JULIA LATTANZI, “Poeta, in muta solitudine vivi, sogna e muori” – MATTIA GALATI, “Le nostre fragilità, la nostra prigione”

Per qualsiasi informazione, consiglio, o per inviare gli articoli: aspasiarivista@gmail.com

“Con le tue finestre aperte sulla strada

e gli occhi chiusi sulla gente” Escludere, essere esclusi, o volersi escludere. Isolare un individuo, metterlo in minoranza, farlo sentire emarginato vuol dire indebolirlo, indebolirlo, renderlo vulnerabile; una preda facile, una voce da soffocare senza fatica. Dopo essere stato messo in disparte o, peggio, essere additato come pericoloso per la sopravvivenza altrui, l’emarginato diventa una persona completamente sola. Al contrario, scegliere l’esclusione, ribellarsi ad una istituzione, alla società in cui si vive, ad una maggioranza di persone con cui non si condivide nulla, può essere un modo per cercare di trasformare la realtà, oppure per fuggirla definitivamente. Il concetto di “ghetto” è sempre esistito. Forse non è possibile guardare l’altro senza rinchiuderlo in qualche gabbia mentale dovuta al pregiudizio, all’ignoranza, alla superficialità con cui si è soliti giudicare. L’emarginazione è anche strumento di potere, potere, di qualunque natura esso sia. La storia dell’uomo è anche questo: è storia di individui L’esclusione scacciati, perseguitati, sterminati. L’ esclusione è un’arma troppo efficace perché alla fine si possa decidere di rinunciarvi definitivamente.


N.1 Ottobre 2011

Aspasia

Nel ghetto da sempre Di Fabrizio Fratini

E’ nella Germania Nazista a partire dal 1940, prel’antisemitismo trova terreno fertile è sicuramencisamente nella Polonia occupata, che gli ebrei te quella religiosa; gli Ebrei vengono considerati furono costretti alla vita nei ghetti: vi si viveva in gli uccisori di Cristo o comunque colpevoli di non condizioni di sovraffollamento e di denutrizioni riconoscere la divinità del messia. Non stupisce ed ingenti furono le perdite al loro interno. Era dunque che nel film “La Passione” di Mel Gibson una preparazione alla “soluzione finale”. Dal gli ebrei che “mettono a morte” Gesù siano rap1942 iniziarono le deportazioni nei campi di presentati nel pieno dello stereotipo, di bassa sterminio. Da sottolineare che non mancarono le statura e con naso adunco. Non a caso il film creò rivolte all’interno dei ghetti, la più famosa è sicugrandi polemiche e fu duramente criticato dalla ramente la rivolta di quello di Varsavia del comunità ebraica italiana. Tuttavia 1943. Non sarebbe stato possibile ridurl’antisemitismo non si esaurisce in motire in tali condizioni di vita gli ebrei se vi religiosi, altrimenti non si spieghe“L Le accuse rivolte non ci fosse stata una campagna di rebbe il perdurare di questo sentiagli ebrei non odio che si basava su accuse premento anche nelle società secolanacquero con la cise; come è stato possibile un tarizzate. E’ l’ascesa del sentimento Germania Nazista e purtroppo non le successo di questa campagna di nazionalista tedesco negli anni si estinsero nemmne odio? Un ruolo fondamentale lo Trenta a creare una nuova accusa meno con la fine ebbe la propaganda messa in atto contro gli ebrei. Questi ultimi, condel Terzo Reich” Reich dal Terzo Reich e la famosa tesi della traddistinti da un forte particolarisuperiorità della razza ariana, ma le acsmo linguistico e dal fatto di essere una cuse rivolte agli ebrei non nacquero con la comunità caratterizzata in virtù del senso di Germania Nazista e purtroppo non si estinsero appartenenza ad una radice comune- testimonianemmeno con la fine del Terzo Reich. Cerchiamo ta dal legame di sangue- erano infatti accusati, ora di vedere quali sono queste accuse e di capire proprio sulla base dei due elementi cui si è appecome sono nate. I ghetti non nacquero certamenna fatto riferimento, di minare la stabilità e te nella Germania Nazista, anzi è proprio in Italia, l’unità della Nazione. Si alimentò così un mito neprecisamente a Venezia, che per la prima volta le gativo sul popolo ebraico che, secondo la propapersone di religione ebraica furono costrette a ganda Nazista, cospirava per conquistare il monvivere nel ghetto ed è proprio a Venezia che nacdo attraverso il controllo della finanza. C’è da dique uno degli stereotipi riguardanti gli ebrei: re che neanche questa idea del popolo ebraico quello dell’ebreo usuraio. Ai cristiani era infatti nasce nel Terzo Reich; è infatti nella Russia Zarifatto divieto di lucrare sui prestiti ed è per questo sta che fu prodotto un falso documento chiamato che i crediti erano forniti principalmente dagli e“Protocollo dei Savi di Sion”, nel quale veniva brei. Una testimonianza interessante di come fostramandata l’organizzazione della cospirazione sero percepiti gli ebrei a Venezia è fornita da “Il che doveva passare attraverso la conquista del mercante di Venezia”: Shylock incarna perfettamercato finanziario con la promozione del sistemente lo stereotipo dell’ebreo corrotto moralma liberale. Colpisce che ancora oggi, negli ammente dall’uso e dal commercio di denaro, e per bienti anti-sionisti, questo documento venga riquesto fatto oggetto dell’odio degli altri abitanti proposto come prova della cospirazione ebraica. della Repubblica Veneta. Una sfera nella quale


N.1 Ottobre 2011

Aspasia L’omocausto fuori dai campi Di Silvia Cerri

Omofobia e omofobia interiorizzata: due sintomi fu espulso dal Partito Comunista Italiano e della stessa causa che portano ad un disagio insieme privato della sua cattedra sociale permanente che a sua volta determina d'insegnamento dopo che gli era stata addossata l’emarginazione e l’auto esclusione degli esseri la colpa del suo crimine: l'omosessualità. Diversi umani con tendenze omosessuali dalla sfera della sono i pretesti volti a spiegarne l’imputazione: vita comune. Se per “omofobia” si intende sovversione del presunto ordine naturale voluto l’insieme di sensazioni di disagio, disgusto, paura da Dio, perversione, problematiche di natura che si provano nell’avere a che fare, o per psicologiche… Tra le due facce di una realtà che è semplice vicinanza con un omosessuale allora si la stessa per tutti, da una parte sfila la parlerà di “omofobia interiorizzata” manifestazione di ottuse convenzioni quando si avrà la medesima percezione, sociali e dall’altra la schiera dei ma questa volta di sé stessi. tolleranti. In mezzo ai due flussi, i L’omofobia interiorizzata nasce pochi cervelli e animi liberi. quindi da una pressione emotiva Parafrasando Pasolini <la “L'amore L'amore che non osa suscitata dall'esterno, dalla tolleranza è solo e sempre pronunciare il suo consapevolezza di essere un nominale>, si tratta di un nome” nome diverso. Amare un individuo concetto ampio, una <forma dello stesso sesso mette ancor di condanna più raffinata>, prima che si possano avere dei quando alla richiesta di Alfred Douglas riscontri reali per esperienza nella compassione viene sbandierata condizione di doversi salvaguardare una pseudo accettazione del da un mondo che non è stato e non è diverso nella forma di una chiara ancora in grado di capire. E’ così nel segnalazione dell’individuo sociale in romanzo “Ernesto” di Umberto Saba, questione tramite un marchio adatto, dove l'amore tra un giovane piccolo borghese e ma che non a causa di questo dovrà essere un bracciante più anziano viene consumato pericoloso per la comunità: ricordarsi che si parla clandestinamente mentre si sviluppa e si acuisce di un omosessuale, ma non per questo di un il senso di colpa e tra i due in maniera più intensa mostro. «Io sono come un negro in una società nell'uomo adulto, che potremmo definire un caso razzista che ha voluto gratificarsi di uno spirito di omofobia interiorizzata, in un certo qual modo. tollerante. Sono, cioè, un “tollerato” (…). Le vite Molti sono anche gli scrittori che hanno avuto sessuali private (come la mia) hanno subito il relazioni con individui dello stesso sesso e che, trauma sia della falsa tolleranza che della nella maggior parte dei casi (anche a prescindere degradazione corporea, e ciò che nelle fantasie dall'epoca storica che stavano vivendo), sono sessuali era dolore e gioia, è divenuto suicida andati incontro ad una esistenza difficile e delusione, informe accidia.» Pier Paolo Pasolini. ingiustamente complicata. Basti pensare a Wilde, Eppure, infine, nessuna delle nostre menti additato come sodomita, incarcerato e costretto occidentali ed evolute forse riuscirà mai a a due anni di lavori forzati a causa della sua comprendere il dolore degli uomini costretti a far relazione con Alfred Douglas o a Pasolini, il quale divenire il loro amore, la loro stessa condanna.


N.1 Ottobre 2011

Aspasia Una sfida allo Stato Di Piero Mattei

Le Brigate Rosse nascono nel 1970, anno in cui tività e soprattutto con i militanti della sinistra, avvengono le loro prime azioni dimostrative. Si ma si ottiene il risultato contrario: si scava un fostratta di un movimento terroristico che trova la sato incolmabile. Le Br ritengono di esprimere sua linfa nel clima rivoluzionario diffusosi con le con la violenza le istanze del proletariato urbano, rivolte studentesche del 68 e nel retroterra cultudegli sfruttati alla ricerca di una qualche rivincita, rale della sinistra anni 50’ (stalinismo,avversione ritenendo ormai superate le tradizionali istituzionei confronti dell’imperialismo e dei suoi “serni democratiche. Viene proposto un “diverso” vi”). Molti adepti dell’organizzazione gravitano, modo di fare politica, che naturalmente risulta prima del passaggio alla guerriglia, nel PCI e si inaccettabile per la maggior parte dei cittadini. La avvalgono per molto tempo della benevolenza consacrazione dell’esclusione delle Br dalla sociedei militanti del maggior partito tà civile si ha con il sequestro del presid’opposizione. Obiettivo dei brigatisti dente della Dc Aldo Moro e il massaè il totale rovesciamento dei rapcro della sua scorta, verificatosi il 16 porti di forza nella società italiamarzo 1978, in occasione del voto “I Il bri brigatista si rin rinchiu chiude na,in particolar modo nelle fabbridi fiducia al governo Andreotti (per nel covo sia che, al fine d’instaurare una dittala prima volta appoggiato dai comen mental talmente che tura del proletariato. Un proposito munisti). Questo tragico evento rimaterial rialmente” mente cosi dirompente comporta la loro sulta interessante ai fini della nostra inevitabile uscita dalla vita civile, a trattazione da due punti di vista. In favore della clandestinità. Si tratta di primo luogo testimonia la volontà dei un’autoemarginazione dal tessuto connettivo naterroristi di imporre, nell’area della sinistra, una zionale. Il brigatista si rinchiude nel “covo” sia linea “programmatica” totalmente diversa da mentalmente che materialmente. La sua vita si quella ufficiale del Pci, nella convinzione di avere svolge in anonimi appartamenti borghesi insieme l’appoggio di gran parte dei militanti del partito di ai propri compagni, al riparo da sguardi indiscreti, Berlinguer. La realtà è diversa. Immediatamente i in una continua ubriacatura di ideologie fanatisimpatizzanti comunisti si schierano dalla parte che, inapplicabili in uno stato ormai saldamente della legalità,isolando i brigatisti. Quest’ultimi, in basato su un’economia di mercato. Va sottolineasecondo luogo, cercano con il clamoroso sequeto, in particolare, un totale distacco dalla vita reastro una legittimazione politica, che fatalmente le, che porta ad atti aberranti, fuori da qualsiasi non può arrivare. Durante le trattative per il rilalogica e spiegazione. Si agisce su basi totalmente scio del prigioniero, le Br vogliono ottenere un teoriche, prescindendo dalle ripercussioni praticanale di comunicazione con la Dc, ponendosi che. Dal buio dei nascondigli i terroristi escono come unico interlocutore della forza di maggioper svolgere la loro opera di propaganda, attraranza relativa. Ogni proposta è respinta, giustaverso ferimenti e sequestri, in un primo momenmente, e la vicenda finisce con la morte del preto, con le uccisioni poi. Ciò esprime perfettamensidente democristiano. Tralasciando i pur dolorosi te la loro incomunicabilità e marginalità. Si deve colpi di coda degli anni successivi, tale evento sericorrere necessariamente alle armi per trasmetgna la definitiva sconfitta morale dei brigatisti, i tere il proprio messaggio. In tale modo non viene quali sono presto condannati a una nuova emarcostruito un canale di collegamento con la colletginazione: quella del carcere.


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Una maggioranza minoritaria Di Emiliano Liutina Marroni

Honorè De Balzac scrisse che vi sono due storie, femminili lo standard dell'insegnamento scientifiquella ufficiale che ci viene insegnata, e quella co era nettamente più basso rispetto a quello segreta, dove si trovano i veri fatti degli avvenimaschile, e ciò non è trascurabile in un paese domenti: questo articolo vuole raccontarvi una di ve un ingegnere era più pagato rispetto a un inqueste storie segrete , quella delle donne segnante umanista o a un medico. Questa discridell'URSS, poste ai margini della società nonominazione costituiva, ovviamente, un grave hanstante il profondo squilibrio demografico a loro dicap di partenza per tutte quelle ragazze le cui favore, avviatosi con il primo conflitto mondiale e notevoli doti naturali avrebbero potuto metterle terminato, almeno nella sua prima fase, con la in grado di accedere a una prestigiosa università fine della seconda guerra mondiale: basti pensare tecnica, se adeguatamente sviluppate. Di conseche solo nel '46 vi erano 96 milioni di donne conguenza per le donne divenne davvero difficile actro i 74 rappresentati dagli uomini, ma il fatto cedere ai lavori tecnici. E se lo Stato concepiva più importante è che tale squilibrio si conpoi la funzione naturale della donna come centrava nella fascia d'età compresa tra quella di madre dalla numerosa prole, i 20 e i 44 anni, dove le donne erano come poteva permettersi di creare “L Le donne divendivencirca 10 milioni in più. Con questa istituti di buon livello per ragazze? nero una maggiomaggioranza minoritaria situazione demografica e riEra decisamente uno spreco. dando luogo pensando al messaggio di Così una volta che la donna all'unico caso in uguaglianza di cui l'URSS si veniva considerata come cui un gruppo faceva portatrice, è lecito ipomadre e l'uomo come garante più piccolo emaremartizzare che le donne avessero del reddito familiare, era inevitagina un gruppo raggiunto sul piano dei diritti civili bile che la posizione di quest'ultimo più grande grande” de gli uomini, tuttavia le cose non sono diventasse quella dominante. Infine nei andate così: tale uguaglianza rimase sulla romanzi dell'immediato dopoguerra quecarta, e le donne, pur rappresentando il 47% sto processo di emarginazione diviene paledella forza lavorativa, divennero una maggiose: la donna trasmuta in un simbolo astratto delranza minoritaria, dando luogo all'unico caso in le virtù femminili, è una madre e una moglie forte cui un gruppo più piccolo emargina un gruppo più e devota, che si annulla al servizio dei corpi mutigrande. Le basi di questo processo, che dimostra lati dei figli e dei mariti, sui quali la letteratura si tra l'altro l'inesistenza di una società nuova sorta concentra, descrivendone la rinascita e il reinsecon il comunismo, derivano non solo dalla misorimento attivo nella società. L'esperienza di quasi ginia tipica delle società patriarcali, ma anche dal 600000 donne combattenti, di milioni di lavorabisogno dello Stato di neutralizzare in breve temtrici sole e spesso occupate negli scalini profespo lo squilibrio demografico puntando sui matrisionali più bassi, sulle quali si concentrava il dopmoni regolari, favorendo al tempo stesso un atpio carico di lavoro a casa e in fabbrica (o peggio teggiamento ipocrita e sprezzante nei confronti di ancora nelle campagne) fu accantonata a favore milioni di donne sole (spesso con figli illegittimi), di questo modello femminile, tanto tradizionale e sono state poste principalmente nell'educazioquanto irrealizzabile: in milioni avevano perso fine scolastica e nella letteratura di consumo. Per gli e mariti, e non avevano più alcuna speranza di quanto riguarda l'Istruzione negli istituti superiori risposarsi, visto lo squilibrio tra i sessi.


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Il coraggio dell’inattualità Di Daniele D’Orazi “Quel continuo biasimare e derider che fate la specie straneità del poeta non muterà. Infatti è proprio negli umana, primieramente è fuori di moda”. “Anche il mio ultimi anni della sua vita che viene ad acuirsi il concervello è fuori di moda, e non è nuovo che i figliuoli fronto e lo scontro, sempre meno velato, con la cultuvengano simili al padre”. In questo modo Eleandro, ra del suo tempo. Particolarmente significativa in quel’alter ego di Giacomo Leopardi in una delle Operette sto senso è, durante il suo secondo soggiorno fiorenmorali, risponde a Timandro, il quale incarna tino, l’esperienza fallimentare della creazione di un l’ottimismo filantropico del XIX secolo. E’ proprio quegiornale, “Lo spettatore fiorentino”, che non riuscirà a sta operetta, il Dialogo di Timandro ed Eleandro, a vedere la luce a causa della censura governativa. Per manifestare chiaramente il rapporto conflittuale tra il chiarire il significato di questa esperienza è necessapoeta recanatese e il pensiero egemone del rio, seguendo l’ottima monografia di Gino Telsuo tempo, l’Ottocento, a più riprese berlini su Leopardi, citare un passo dal Preamsaglio di attacchi di natura satirica e bolo al giornale: “Se la natura del nostro speculativa lungo l’intera sua produGiornale è difficile a definire, non così “Qui Qui mi mira e qui ti specchia, zione poetica e prosastica. Nelle opelo scopo. In questo non v’è misteri… Secol superbo e re di Leopardi, nella sua fiera opposiConfessiamo schiettamente che il noscioc c co” scio co zione, originalità e autonomia dagli stro Giornale non avrà nessuna utiliidoli del suo secolo, dagli ingenui e ottà… Il nostro scopo dunque non è giotimistici slanci rivoluzionari, dalla cieca vare al mondo, ma dilettare quei pochi convinzione nella infinita perfettibilità che leggeranno”. In queste poche righe è dell’essere umano e soprattutto nel progresso riassunta l’opposizione del poeta al culto tecnologico e morale, si riflette l’emarginazione e dell’utile, un altro dei miti ottocenteschi, un utilitaril’isolamento vissuto dal poeta nella sua vicenda esismo intellettuale che non riconosce alcuna legittimità stenziale, nella sua quotidianità: l’essere alieno da aual piacere procurato dalle illusioni poetiche, capaci di tentici affetti, il continuo non essere corrisposto dalle alleviare per qualche momento il peso dell’esistenza, donne da lui amate, il deserto e il silenzio del suo “naun pensiero reso schiavo delle logiche imprenditoriali tio borgo selvaggio”. Il suo vivere ai margini nella quoed economiche della società borghese. Anche nel suo tidianità e la sua “auto-esclusione” dalla cultura ottiultimo soggiorno, quello napoletano, Leopardi troverà mistica ottocentesca vanno di pari passo nella sua l’ostilità dei seguaci della cultura ottimistica borghese, biografia, dialogano continuamente nelle sue opere. in questo caso quello degli intellettuali della rivista Il L’esordio di questo contrasto può essere riportato Progresso, orientati verso un cattolicesimo tradizionaconvenzionalmente alla pubblicazione del “Discorso di le e un pensiero ottimistico e provvidenzialistico, i un italiano intorno alla poesia romantica” del 1818, quali non perdoneranno mai a Leopardi le sue posiopera che riprende, approfondendole, le tesi già ezioni sensistiche e materialistiche e che saranno il suo sposte due anni prima nella Lettera alla Biblioteca Itabersaglio nella satira I nuovi credenti. Il filosofo Frieliana in risposta a Madame De Staël. Nel Discorso Ledrich Nietzsche nella seconda delle sue Inattuali parla opardi oppone all’allora dilagante poesia romantica e di un agire “contro il tempo”, “sul tempo”, ed è proai suoi canoni una poesia che deve rifarsi allo spirito prio questa inattualità a mio avviso a contraddistindell’antichità classica, che deve ispirarsi alla grandezza guere l’opera e il pensiero di Leopardi, una inattualità della natura, traendo da essa semplicità e spontaneiorgogliosa e consapevole che non poteva non incontà, in contrasto appunto con “l’astrusa e metafisica” trare l’ostilità di un conformismo intellettuale che purpoesia dei romantici. Nonostante il seguente allontatroppo caratterizza da sempre l’Italia nella sua vita namento da Recanati e i suoi soggiorni a Roma, Milaculturale, una inattualità che reca con sé la sua peno, Bologna, Firenze, Pisa e Napoli la condizione di erenne contemporaneità.


N.1 Ottobre 2011

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L’eretico guerriero Di Alessio Innocenti Il 18 luglio del 1300 ardeva sul rogo Gherardo Segareldere. Già in una lettera del 1300 Dolcino giustificava la li, eretico. La sua è una delle tante tristi vicende che clandestinità, il nascondersi dei suoi seguaci con la necaratterizzano la storia della chiesa e del cattolicesimo cessità di difendersi dagli attacchi della chiesa corrotromano; a partire dal 1189, con la bolla papale Verta; distrutta quest’ultima, la predicazione sarebbe pogentis in senium, Innocenzo III stabiliva tuta ricominciare. Il luogo scelto per l’attesa del coml’equiparazione tra eresia e crimine di lesa maestà, in piersi della profezia furono le montagne della Valsemodo che l’eretico potesse essere punito o con la consia, nel Piemonte settentrionale; Il numero di seguaci fisca dei beni o, soprattutto, con la condanna a morte aumentava, era stata organizzata una sorta di “comusul rogo. La chiesa cattolica cominciò infatti a temere ne” ante litteram, gli abitanti del posto solidarizzavail formarsi di una serie di confraternite, ordini, grupno con gli eretici, ma, al tempo stesso, la repressiopi di preghiera formati perlopiù da laici fortene nei loro confronti si stava trasformando in mente ostili alle gerarchie ecclesiastiche; il guerra aperta: fu radunato un esercito con“L L’eretico eretico è il fine ultimo di questi individui era seguire tro i dolciniani, i quali dovettero contipiù indifeso gli insegnamenti evangelici senza nuamente spostarsi per evitare lo sterdegli l’intermediazione di un clero ormai corminio, cominciando anche a compiere emargi emarginati: rotto. La monarchia papale però non poscorrerie nei paesi circostanti per cercaha il marchio teva accettare il dissenso: uno era Dio, re del cibo. Il tempo passava e le profeinfamante del rinnegato da una la chiesa, una l’ortodossia. Ebbe inizie di Dolcino non si avveravano: fu presa Dio” Dio zio la caccia agli eretici. Questi ultimi fula decisione di cominciare a combattere. rono costretti a fuggire e nascondersi, furoQuel gruppo di più di mille persone ormai no espulsi dalle città, costretti a veder indette ai margini della società e del mondo, braccato contro se stessi delle vere e proprie crociate. Nesda inquisitori e soldati, prese le armi sotto la guida sun emarginato è più indifeso dell’eretico: ha il mardi Dolcino, ormai divenuto capo militare. L’ultimo anchio infamante del rinnegato da Dio. Gherardo, fonno di lotta fu caratterizzato da imboscate e scorrerie, datore dell’ordine degli “apostolici”, il cui scopo era con la popolazione locale ormai ostile a causa dei conquello di vivere in povertà seguendo alla lettera gli intinui saccheggi; i dolciniani vennero stretti d’assedio segnamenti evangelici, aveva pagato con la vita la sul monte Rubello, impossibilitati a resistere al freddo mancata obbedienza alle decisioni conciliari e ai prodelle montagne e costretti dalla fame a mangiare i nunciamenti papali, volti ad imporre la soppressione corpi dei caduti. Nella settimana di pasqua del 1307 fu dell’ordine; il suo posto fu preso da Dolcino da Novasferrato l’attacco definitivo; i combattimenti furono ra. Quest’ultimo impresse una svolta nella storia del cruenti, i dolciniani si difesero fino all’ultimo, ma alla movimento, dando un’interpretazione apocalittica fine capitolarono; molti eretici vennero trucidati sul degli ultimi eventi accaduti; con Gherardo era iniziata posto. Margherita, la donna più cara a Dolcino e sela quarta età della salvezza, durante la quale lo Spirito condo alcune fonti sua compagna di vita, e Longino, il Santo sarebbe sceso nuovamente sugli apostoli, la collaboratore più fidato, furono processati e bruciati chiesa sarebbe stata rigenerata, mentre tutti coloro sul rogo. Dolcino fu condotto a Vercelli, fatto sfilare che facevano parte o avevano sostenuto la vecchia per le vie della città su di un carro mentre con delle chiesa corrotta sarebbero stati puniti e sterminati. tenaglie arroventate gli venivano strappati brandelli di L’evento finale profetizzato da Dolcino era la sconfitta carne; l’eretico guerriero non emise un fiato,né quandi papa Bonifacio VIII per mano del re di Trinacria Fedo gli strapparono il naso né quando lo evirarono. derico III; gli apostolici dovevano dunque solo attenDolcino morì arso vivo sul rogo nell’estate del 1307.


N.1 Ottobre 2011

Aspasia Il rifiuto di Coco Di Sofia Cimino

“Per essere insostituibili bisogna essere diversi” concezione dell’arte e della bellezza. L’inizio fu diceva Gabrielle Bonheur Chanel, meglio traballante, difficile e soprattutto incerto, come è conosciuta come Coco Chanel, nata a Saumur il incerto ogni passo per chi crea. La sua Moda 19 agosto del 1883. Pronunciata con forza s’impose grazie a quell’innato spirito creativo, alla proprio da quella stilista francese che rivoluzionò voglia di cambiare quell’emarginazione forzata il modello femminile del ‘900, completamente cui la sua forte personalità, portatrice di idee estranea alle dinamiche che furono della Moda. nuove e intramontabili, era costretta. La Moda stessa troppo spesso considerata Quell’energia che ha saputo abbattere i pregiudizi sinonimo di standardizzazione e omologazione a senza farsi travolgere e inghiottire. Ciò che preconcetti sociali e stereotipi estetici dobbiamo ancora ricordare, a dei quali si discutono perfino il prescindere dall’affermarsi del suo fondamento e l’origine. Fu proprio la stile in tutto il mondo, è Gabrielle. diversità e la ventata di avanguardia Lei, la donna. Anticonformista, di Coco a farle guadagnare la pragmatica e votata alla pura e “Per Per essere storia, a far sì che oggi sia un semplice essenzialità dello stile, insostituibili bisogna modello. Gabrielle, infatti, pagò il prezzo di essere essere diversi” diversi sperimentò una nuova figura diversa, di voler inserire in un della donna. Si toccava con mondo tanto dinamico quanto mano il principio che l’aveva da selettivo come quello della Coco Chanel sempre ispirata: quello di Moda un’impronta insolita. Coco, indipendenza ed emancipazione. consapevole che le sue innovazioni Tutto doveva lasciare il posto alla non riguardassero solo la Moda, ma praticità, alla donna pragmatica, libera che contenessero un vero e proprio anche nei movimenti. Ed ecco che messaggio sociale (si parlava della nascono i rivoluzionari tailleur, con gonna a libertà della donna, di svincolarla dalla sofferta tubino o pantaloni (appartenuti fino a quel etichetta di “sesso debole” attribuitale, di momento all’abbigliamento maschile), il taglio partecipare alla lotta di emancipazione corto di capelli, gli accessori che diventano femminile, di riscattare tale figura da secoli di gioielli, il tutto per creare un’aura di comodità ed emarginazione sociale!); non si lasciò abbattere e eleganza insieme. Ma la stessa rivoluzione che combatté finché il suo marchio non divenne sconvolse i canoni estetici e le scelte più ardite ed mondiale, finché le donne cominciarono a sentirsi innovative, altrettanto rese gli esordi di Gabrielle tali anche senza una gonna, magari indossando incerti e traballanti in confronto alle sue immense quanto di più distante da esse si potesse pensare potenzialità. La sua non era di certo una Moda per l’epoca: un paio di pantaloni. La lotta di una facile da imporre poiché scardinava i principi grande donna per grandi donne, capaci di della creatività fino ad allora conosciuti. La valorizzare il loro ruolo nella società, di estirpare praticità tradotta in estetica, la libertà svincolata l’opinione comune che le confina e le riduce ad da tradizioni e costumi secolari per la nuova immagini obsolete ed ingiuste. Il messaggio di donna, la donna di Coco. Chanel tracciava così un una Moda solidale e sempre al passo con i tempi. sentiero mai battuto prima, una nuova La Moda di Chanel.


N.1 Ottobre 2011

Aspasia “Charlot è nascosto in un bidone!” di Diego Denora

Baffetti: taglio a spazzola dei denti rasati ai lati di e sconfortato Charlot di Luci della Città (1931), qualche centimetro. Alla moda nei primi del ricacciandolo nella mancanza di tutto, anche Novecento. Non era imitazione, per quella dell’amore. L’emarginazione di Tramp passerà bisognerà aspettare Il Grande Dittatore del ’40; dalla cinepresa alla vita reale di Chaplin nel 1952, ora siamo nel ’15, è vanità. Trucco: necessario alla in piena caccia alle streghe. Joseph McCharty, pellicola. La Keystone, in California, applaudirà senatore avventuriero della politica repubblicana, quel “buffo ubriacone” vestito d’impaccio per trasfigurerà Chaplin nell’idolo della “red score”, trentacinque cortometraggi: pantaloni larghi e spia del socialismo, attentatore del sogno scarpe due misure più lunghe. La giacca, invece, è americano. Spalleggiato da E. Hoover, allora capo da uomo. Si chiama Charles e nasce nella del Federal Bureau Investigation, riuscirà Londra suburbana di Walworth poco ad occultare il visto di ritorno di Chaplin più che vent’anni prima. Charlie per incriminandolo di attività antigli Stati Uniti, Charlot per l’Europa americana. La carriera di Tramp in latina. Ma è Tramp (cioè Usa terminò proprio lì. Due anni “Mezzo Mezzo secolo di Vagabondo) che ricordiamo: dopo, una mozione del Senato miseria col armato di bastone di bambù, propose la censura del sorriso… e un sorriso ottimo strumento per parapiglia maccartismo, ormai dilagato e via bidone!” bidone! comici. Utile per afferrare caviglie via più isterico, per le troppe e far ruzzolare i personaggi accusatorie senza prove, per la fastidiosi o cappelli come il suo: troppa tensione generata. La una bombetta nera impolverata e domanda è cosa c’entra Charlot con sempre scomposta. L’abbigliamento lo il terrore rosso? L’uomo niente, non si conosciamo. Fu in quei corti senza sonoro pronunciò mai nella politica. Tramp e il che la macchina attoriale prese il via: la mimica suo vagabondare, invece, evocava quel mondo corporea e facciale era pura maestria, sembrava schiacciato e oscurato dal sogno americano: il avesse il controllo di tutto il viso. In poche sobborgo, la miseria e il riso ironico di chi non settimane passò da comico a capocomico ma il conosce un’ora senza fame, di chi non conosce un genio esplose dopo la Grande Guerra: da Monello letto comodo ma claudica qua e là cercando (1920) al capolavoro di Tempi Moderni (1936) qualcosa che sia respiro per la speranza. Tramp è Tramp\Charlot visse le vite nascoste degli improduttivo e spesso racconta una solidarietà emarginati, dei poveri, degli operai alienati del tra gli indigenti che il governo Eisenhower non taylorismo. La grandezza fu la costruzione di un può permettere. Odora di fantasma, quel personaggio così polivalente da narrare mezzo fantasma invisibile che vagava per l’Europa ai secolo di miserie e disperazione col sorriso… e un tempi delle lunghe barbe, lo stesso che scelse bidone. Già. Il bidone c’è sempre, dove può lo Mosca, lo stesso che minaccia da Pechino. Ringhia inserisce, è il suo rifugio. Tramp può nascondersi, con un bastone di bambù, pantaloni larghi e dormire, trovare oggetti utili o gettarne di inutili, scarpe da pagliaccio. E quei baffetti a spazzola dei come i fiori per la fioraia cieca (nel film Virginia denti? Pericolosi anche quelli, sono Cherrill). Riacquisita la vista, riconquistata la contraddittori. percezione del reale, non può che rifiutare l’umile


N.1 Ottobre 2011

Aspasia Schizofrenia e psicosi: psicosi: ExtraExtra-Ordinaria Arte Di Martina Angeletti

zioni di opere plastiche da parte di malati schizoPrendete un bisogno. Disegnatelo. Ricopiatelo. frenici. Risultati di uno studio condotto a cavallo Fatene un simbolo. Ecco, ora fatelo vedere ad un tra il 1800 e il 1900 sull'analisi di opere prodotte vostro amico e chiedetegli cosa ne pensi. Sarà in cliniche psichiatriche da persone/artisti più o riuscito a comprendere il vostro bisogno d'Emeno esperti. Poniamo subito una distinzione : lo spressione? Oppure sarà rimasto un mistero insoschizofrenico non ha più contatti con l'umanità e luto? Siete pittori, siete artisti, oppure volete solo non è sostanzialmente incline né capace di ristasfuggire alla Normalità? A quella Normalità disebilirli. Se potesse farlo, sarebbe guarito; nelle ognata da sbarre, che intrappola, che schiaccia, pere percepiamo il riflesso di un isolamento autiche succhia e che pretende sempre un prezzo stico e di un solipsismo atroce che va ben oltre i troppo alto da pagare per rientrare nei suoi catratti patologici dell'alienazione. Differennoni. E allora interviene l'Artista. L'Artista, il temente, il più solitario tra gli indivigenio per eccellenza è sempre stato condui/artisti (sani?!) vive sulla base del siderato colui che era in grado di “è è un pen pensiero dai suo sentimento del mondo, a conrompere con gli schemi, con l'orpre presup supposti 'altri', è tatto con l'umanità anche se dine imposto dalla tradizione, una rin rinuncia a solo tramite il desiderio e la dalla società, dai costumi compren comprendere con nostalgia. Altra distinziovigenti in quel determisempli semplicità il mondo ne: gli autori di questo nato periodo umano e con il con conseguente materiale si distinguono storico. Dare un proprio orannull nullamento delle maggiormente per il fatto di appa app a ren re n ze esteriori” esteriori dine al Mondo e guardarlo “soprodurre più o meno autonomalo” attraverso il filtro dei propri ocmente e che né la tradizione né l'educhi, scevri da qualunque condizionacazione nutrono le loro forze. Come dire è mento. Chi è quindi l'Artista? Colui che un pensiero dai presupposti 'altri', è una rinella solitudine della sua ombra, sceglie e nuncia a comprendere con semplicità il mondo tenta di guardare il mondo da un'angolazione dicon il conseguente annullamento delle apparenze versa, decidendo di autoescludersi. Dov'è l'Artiesteriori alla quali invece l'arte occidentale è insta? Potete trovarlo ai bordi di quella Strada, traftrinsecamente legata. Arte e vita, bisogno d'eficata di anime che inseguono una salvezza illusospressione e raccontare qualcosa. Nello schizoria; potete trovarlo dipinto di rughe che nasconfrenico la vita nient'altro è che destino: non è lui dono un cuore ed uno spirito giovane; potete a scegliere di estraniarsi dal mondo esteriore e trovarlo al di là del bene e del male; potete trocodificato, l'ha avuto in sorte e combatterà prima varlo anche fuori tempo massimo. Ma lo trovereche, vinto, si rassegnerà a questo mondo colorato te sempre, seguendo la traccia lasciata da ciò da dal delirio. Nell'Artista questo allontanamento cui si allontana. Lo troverete alla “fine...” perchè resta comunque malgrado tutto, un atto conoscic'è un Fine. Dicevamo della Normalità. E dell'Artitivo e fortemente decisionale. Da una parte scesta. E la follia dove si inserisce? Ma anzi no, non gliere come voler guardare il mondo, dall'altra parleremo di quella Follia così ampiamente inflanon avere altri occhi che questi. zionata di questi tempi. Schizofrenia e psicosi. E di un confronto ed incontro tra l'Arte (come vogliamo dire..canonica?) degli Artisti e le produ-


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Aspasia

Demone all'uomo l'indole Di Rolando Innocenti

E' noto il modo in cui la moltitudine mortifichi un uomo di cultura greca e l'intento politico sotl'autenticità individuale e vanifichi la ricerca di sé tintende ogni forma di estrinsecazione all'interno offrendo valori prefabbricati; qualcuno però, della comunità. Non saranno gli altri "politai", ma nauseato, cerca di scendere da una giostra che l'indole del “polites” insito nell' Efesio a farlo torfollemente impazza attorno al proprio asse. Nel nare tra gli uomini, sebbene scostante ed altero, riappropriarsi di sé fu straordinario Eraclito di Etanto che la sua condotta gli valse il soprannome feso. Diogene Laerzio ci tramanda, nelle "Vite Dei di Oscuro. Ed altrettanto oscuri e frammentari fuFilosofi", che dopo essersi scagliato contro i suoi rono i suoi testi, che testimoniano, nondimeno, concittadini per aver esiliato il valoroso Ermodouna natura inevitabilmente politica. Eraclito deciro, suo amico, si ritirò nel tempio di Artemide, se di consegnare alla comunità le rivelazioni prodove trascorse il tempo giocando agli avocate da un'ascesi misantropica, indirizstragali con dei bambini; curioso ed zando però i suoi vaticini ad una ceraffascinante che ne abbia tratto la chia intellettualmente e culturalmassima cosmologica: "l'eternità è mente elitaria: gli "svegli", con“I Infante è l'uomo dinan un fanciullo che gioca muovendo i trapposti ai "dormienti" che "prenanzi al Nu Nume, come il fanciullo pezzi sulla scacchiera, di un fanstano fede agli aedi delle moltitud i nanzi all'uo o mo” all'u mo ciullo è il regno". Ma nemmeno dini e prendono a maestro il voll'innocenza dei fanciulli placò le sue go". Se dunque il mistico vive un'ininquietudini: "la Natura ama nascondividualità (auto)esclusa dalla società, dersi", scrisse ed egli la cercò nel silenzio tanto più tremenda risulta l'emarginaziosolenne, inaccessibile delle montagne, nutrendosi ne delle masse, estraniate dalla realtà, causata da d'erba e piante selvatiche. Un'emarginazione una fede sterile e venefica nell'apparenza ed audionisiaca, eroica, tragica! Una solitudine tanto toalimentata dai vizi e dalla vanità. Infatti, "per i estrema partorì divinazioni altrettanto folgoranti, risvegliati c'è un cosmo unico e comune, ma ciaeccessive, disumane. Egli vide la natura ciclica del scuno dei dormienti si involge in un mondo procosmo, la "splendida armonia" degli opposti, la prio". Sarà sempre Colli a sostenere che dall'infolgore che tutto domina, Dike che sorprenderà contro tra l'elemento dionisiaco, dunque misteriartefici e testimoni di menzogne. Indagò se stesso co, e l'originale e preponderante politicità del mie colse l'identità universale, poiché "conoscenza crocosmo ellenico nasce la filosofia occidentale, dell'immediato è unione per tutte le cose". Per come espressione politica della propria interiorità quanto il percorso di Eraclito sia sovrumano, non indagata tramite l'ascesi mistica. E' affascinante il mancano nella storia della filosofia personaggi magnetismo esercitato dalla società sull'individuo dall'esperienza mistica affine, se non sorprendenche seppur ne aggredisca i fondamenti non riesce temente parallela a quella dell'Efesio. Ma un emai ad acquisirne una totale, definitiva indipenlemento preso in esame dal brillante Giorgio Colli denza. Pur non considerando il valore imperante determina la singolarità dell'esperienza di della socialità nella Grecia delle poleis, è possibile quest'ultimo, ovvero la politicità greca. Eraclito un concetto di individuo che, radicalmente e deinfatti è certamente un mistico, ma greco. E nofinitivamente isolato da ogni forma di partecipanostante il distacco prepotente dalla società, la zione sociale, trascenda i confini dell' “animale natura di cittadino è qualcosa di connaturato in politico”?


N.1 Ottobre 2011

Aspasia

“Poeta, in muta solitudine vivi, sogna e muori” muori” Di Julia Lattanzi “Son l'ultimo poeta contadino, rozzo è il ponte di mondana. Così da una parte le orge e gli scandali, legno dei miei canti. Già mi dicono il viatico divino dall'altra seduto sulle ali della poesia, una le betulle, turiboli oscillanti”. Questa è dicotomia pericolosa. Era un disilluso ma un l'autodescrizione di Sergej Aleksandrovich Esenin, disilluso con il cuore che vola. Anche se il cosiddetto poeta contadino. Nato in un villaggio inizialmente Esenin accolse l'idea del nella provincia di Rjazan da una famiglia di poveri cambiamento comunista, ovvero di poter agricoltori. S. Esenin ispirato da Puskin, iniziò a migliorare la vita dei contadini. Dovette ben comporre versi all'età di 14 anni. Veniva da una presto scontrarsi con l'applicazione dell'ideologia realtà campagnola all'insegna della morale alla vita reale. Le illusioni di un poeta di cristiana e semplicità “popolare”. Il nostro campagna di poter cambiare il “mondo”, poeta, però, sentì il richiamo della città sono sopraffate da una società che non e, proprio come suo padre, partì coglie più il frutto dei suoi scritti. “Morire Morire non è inizialmente per Mosca e poi per S. L'ultimo Esenin è un poeta sconfitto, nuovo sotto il Pietroburgo. Questa città era il un uomo solo e perso nelle sole, ma più centro dell'arte, il cervello della inibizioni della sua debolezza. Ne è nuovo non è Russia ed il cuore della Rivoluzione. un chiaro esempio una delle sue nemmeno Ed è proprio in quel ribollire di ultime poesie “L'uomo nero”:“Amico vivere” vivere passioni che il poeta contadino, mio, amico mio,/ Sono molto molto sfoggiò il suo genio. Esenin girava con malato./ Io stesso non so da dove mi la tunica e gli stivali da popolano, per venga questo male./ Se sia il vento che celebrare l'immagine dell'uomo semplice e sibila/ Sul campo vuoto e deserto,/ forse, cristiano. Il poeta contadino aveva tutte le come a settembre al boschetto,/ È l’alcool che intenzioni di riportare il popolo russo alle origini. sgretola il cervello.” La poesia colpisce per il L'unica religione possibile, quindi, era nelle parallelo delle immagini forti, che rispecchiano il leggende dei nostri avi. Esiste solo una realtà, ed malessere del poeta, con le raffigurazioni della è quella che si basa sull'osservazione empirica natura, quasi a fondersi con essa. “L’uomo nero/ della vita. Nessuna struttura artificiale poteva Scorre il dito su un libro schifoso/ E, con canto superare le immagini naturali del vivere umano. nasale sopra di me,/ Come un monaco su un Proprio per questo, Esenin, fondò l'Immaginismo, morto,/ Mi legge la vita/ Di un certo mascalzone e un movimento artistico che ha come concezione: furfante,/ Cacciando nell’anima angoscia e “rievocare la vita mediante le immagini”. paura./ L’uomo nero/ Nero, nero...”. Il poeta si Purtroppo l'esperimento non ebbe fortuna, il racconta in terza persona al passato, suona quasi successo di Esenin crebbe, ma egli non aveva come un racconto del terrore, come un macabro l'intenzione di condividerlo. L'immagine del testamento. Ogni uomo ha un demone dentro: contadino-poeta si tramutò, così, ben presto quello di Esenin era la parte dell'uomo disilluso nell'immagine dell'intellettuale dandy “ora invece ed incompreso che si è preso tutto, anche la sua in scarpe verniciate e col cilindro in testa egli vita. cammina...”. Il richiamo verso la terra natia non si elimina, cambiandosi d'abito. Esenin farà ritorno a Rjazan spesse volte per sfuggire dalla vita


N.1 Ottobre 2011

Aspasia “Le nostre fragilità, la nostra prigione” Di Mattia Galati

Ho imparato che a volte l’emarginazione è rifuggire la malattia, a combatterla. Per riuscirci il un’esperienza che si ricerca. Tutti noi ci siamo segreto è confidare in sé, nelle proprie forze; ma sentiti prima o poi e per i più svariati motivi, la condizione di inferiorità in cui sei nega con ogni emarginati, incompresi, soli. Non era per forza che tu possa mai avere questo coraggio; vittimismo pretestuoso o per velleità eremitica; d’altronde attraversare una fase incerta, un lungo ma per una sorta di malattia. Davanti ad essa c’è tragitto di scombinamento emotivo che solo a chi sa trovare rapidamente un medicinale e chi fatica troverà un rinnovato e saldo equilibrio, invece si sente irrimediabilmente contagiato. richiede uno sforzo davvero ardito (“Il difficile Questi ultimi, rassegnati al loro destino di non è raggiungere qualcosa; è liberarsi dalla emarginati, si preparano, quasi come i condizione in cui si è” disse una volta vecchi elefanti, ad andare a soffrire le Marguerite Duras). La volontà di loro pene lontano dal branco. guarire può insomma non può “Il Il difficile non è L’emarginazione spinge ad agire in bastare. È facile infatti raggiungere virtù di stimoli altri rispetto al ripiombare al punto di partenza qualcosa; è liberarsi nostro essere; spinge a vivere per disperazione o per inedia, dalla condizione in cui si è” con passività rassegnata. Senti per l’arrendevole comodità quasi di essere ancora vivo solo di dire: “Ma chi me lo fa per colpa della tua attività fare?” o anche “Non ho biologica, che ti sorregge come speranza di farcela, meglio Marguerite Duras un’inerzia. Senti dentro di non avere sigillarmi in questo angolo sicuro le forze per comprendere come stare che mi sono creato”. Il mondo che al mondo e cercare la tua felicità, di ci si è ritagliati infatti è pervaso di non esserne mai stato capace. una quotidianità rassicurante, ma Emarginato, in una terra immune e indifferente al anche perversamente anonima e senza spiragli; tuo malessere, ti rintani in un cantuccio, l’unico essa si ripete in ritmi costanti, senza volontà di dove hai potuto raccogliere un piccolo mondo di mutamento e senza sbalzi, nell’impassibilità di un calore umano e decidi di farne la tua tana. Ma vivere monotono che diventa pian piano intanto, senza cure a contrastarla, la tua malattia abitudine e normalità. Nella vita la normalità non si acuisce, ti pervade, penetra nel tuo equilibrio è un ordine perpetrato e infrangibile. Il vero psico-fisico e altera così la tua stessa sostanza senso della vita è sentirsi partecipi di un tutto, umana. Finisci per sentirti sempre più diverso e che, benché conchiuso in un ordine naturale, inferiore rispetto agli altri; l’emarginazione finisce resta sempre pieno e fluido, continuo e per convincerti di non meritare altro che la tua incostante nel suo sorprendente realizzarsi. condizione reietta, anche perché il tuo mutato Negare questa incostanza, non farsene avvolgere equilibrio non può mantenersi che nel piccolo con spontaneità, è stato il mio grande errore. mondo dove ti sei recluso. Altrove, nel mondo Non partecipare al flusso naturale della vita reale, ti renderebbe inadatto alla vita, finendo significa avvizzirsi nella malattia, per farti perdere la poca felicità che pur puoi nell’emarginazione. A volte, per i più ammalati, trovare ancora nella tua tana. Tuttavia sai che persino morire. rompere quell’equilibrio significherebbe iniziare a


Nel prossimo numero il tema trattato sarà “Oriente ed Occidente”, Occidente”, due visioni del mondo, tra tra punti di contatto e differenze, differenze, ostilità e influenze reciproche.

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Aspasia n. 1