Page 36

TecnoMedia dei servizi competenti in materia (punto 5).

termini previsti dalla legge (punti 12 e 14).

Le sanzioni

La contrattazione collettiva e le disposizioni aziendali

Lavoro & sicurezza

Oltre alle sanzioni anche penali derivanti dalla legislazione antinfortunistica in generale, al datore di lavoro e al collaboratore delegato che non ottemperano allʼobbligo di curare lʼosservanza del divieto di fumare è applicabile una sanzione pecuniaria di tipo amministrativo; anche ai dipendenti trasgressori verrà applicata una sanzione amministrativa (punto 6 Accordo Stato-Regioni 16 dicembre 2004). La legge finanziaria del 2005 (L. 311/2004) ne ha modificato gli importi sia per chi viola il divieto di fumare (Euro da 27,50 a 275, somma raddoppiabile se il fumatore è in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o di lattanti o di bambini fino a 12 anni) sia per chi tollera il trasgressore (Euro da 220 a 2.200, aumentabile della metà nei tre casi appena visti). Nel caso lʼentità delle sanzioni dovesse col tempo aumentare per previsione legislativa, vale il principio secondo il quale si applicano le misure sanzionatorie vigenti al momento dellʼaccertamento della violazione; i cartelli di divieto, in siffatti casi, devono essere aggiornati anche solo mediante lʼapposizione di talloncini autoadesivi indicanti le variazioni (punto 6 Circ. 17 dicembre 2004). A norma del punto 9 dellʼAccordo, è possibile ricorrere contro le sanzioni entro 30 giorni dalla data di contestazione o di notifica della violazione; le autorità competenti a ricevere i ricorsi dei trasgressori sono (punti 12 13 e 14): Prefetto (se lʼinfrazione è stata accertata nellʼambito di amministrazioni statali o di enti pubblici di rilevanza nazionale), lʼUfficio di sanità marittima, aerea e di frontiera, lʼUfficio veterinario di confine, di porto e aeroporto (per le violazioni rilevate negli ambiti di rispettiva competenza ex D.P.R. 571/1982) e Presidente della Regione o altra autorità competente individuata da disposizioni regionali (in tutti gli altri casi: quindi anche nellʼipotesi di contestazione avvenuta in unʼazienda privata). La sanzione può essere pagata in misura ridotta se il pagamento viene effettuato entro 60 giorni dalla contestazione o, se questa non vi è stata, dalla notifica: la somma è pari a un terzo del massimo o al doppio del minimo della sanzione, se è più favorevole; ad essa si aggiungono le spese del procedimento (punto 7). Il punto 7 della Circ. 17 dicembre 2004 precisa che la notifica del verbale, quando non è possibile che sia effettuata immediatamente, deve essere fatta a mezzo posta, entro 90 giorni dallʼaccertamento dellʼinfrazione (secondo la procedura prevista dalla L. 890/1982). LʼAccordo prevede che il pagamento delle sanzioni, se inflitte da organi statali, avviene in banca o in posta con il modello F 23 oppure alla Tesoreria provinciale competente, direttamente o tramite bollettino di conto corrente postale intestato ad essa (punto 10). Se, invece, le sanzioni sono state inflitte da organi non statali (per esempio i vigili urbani), le modalità per il pagamento saranno disciplinate dalle Regioni (punto 11); in mancanza di tale regolamentazione, si applicano le disposizioni previste per le amministrazioni statali e gli enti pubblici su cui lo Stato esercita le proprie competenze organizzative esclusive (punto 17). LʼAccordo, infine, stabilisce le procedure applicabili nei confronti di chi non paghi nei

Alcuni contratti nazionali di lavoro fanno espresso riferimento al divieto di fumo e alla possibilità di punire il trasgressore con sanzioni disciplinari. Bisogna, in ogni caso, considerare che il dipendente che fuma nei luoghi dove vige il divieto imposto dal datore di lavoro è passibile di provvedimento disciplinare anche se il contratto nazionale nulla dice in proposito. Oltre al divieto imposto dalla legge “antifumo”, infatti, esiste la serie di prescrizioni previste dal datore di lavoro nellʼambito della normativa antinfortunistica: nei confronti del lavoratore trasgressore questʼultimo, quindi, ha a disposizione anche il mezzo delle sanzioni disciplinari (accompagnate comunque dalla segnalazione alla Pubblica autorità). Quando il lavoratore non osserva le direttive aziendali in materia di sicurezza, poi, oltre a vedersi attribuite sanzioni disciplinari, è passibile di sanzioni penali per la violazione dellʼart. 5 comma 2 D.Lvo 626/1994. E tutto questo, oltre alle sopra indicate nuove sanzioni amministrative. Conclusione Il datore di lavoro deve impartire il divieto assoluto di fumare nei luoghi chiusi dellʼazienda. Egli ha facoltà di allestire locali per fumatori, predisposti e da utilizzare secondo le norme sopra citate. La Circ. 17 dicembre 2004, tra le altre cose, ha esplicitato che è «interesse del datore di lavoro mettere in atto e far rispettare il divieto, anche per tutelarsi da eventuali rivalse da parte di tutti coloro che potrebbero instaurare azioni risarcitorie per danni alla salute causati dal fumo» (punto 2). La legislazione considera salubri i locali per fumatori a norma; ma poiché, basandosi sulle odierne conoscenze scientifiche, il fumo di sigaretta rappresenta un rischio certo e poiché le norme antinfortunistiche chiedono sempre al datore di lavoro la massima prevenzione possibile, è consigliabile che il datore di lavoro, sulla base della valutazione dei rischi effettuata, si limiti a imporre a tutti un generico divieto di fumare in ogni luogo chiuso dellʼazienda, tanto più che lo stesso D.P.C.M. sopra visto ha precisato che lʼallestimento di locali per fumatori rappresenta una facoltà e non un obbligo. In chiusura, ci sembra opportuno ribadire la conclusione della circolare del 2004 a proposito di qualsiasi eventuale incertezza sulla normativa “antifumo”: «ogni dubbio ... dovrà essere valutato alla luce del fondamentale principio cui è informata tale disciplina, in base al quale “è proibito fumare in tutti i locali chiusi, ad eccezione delle abitazioni private e dei locali riservati ai fumatori se esistenti e purché dotati delle caratteristiche previste”» (punto 7). Infine, si ritiene utile richiamare lʼattenzione sul fatto che lʼassenso dei presenti non può essere considerato elemento idoneo a derogare al divieto di fumo, che resta comunque inderogabile. Antonietta Strada Anto.strada@libero.it

36 TecnoMedia n. 45, maggio 2005

TecnoMedia 45  

Rivista dell'ASIG, Associazione Stampatori Italiana Giornali

TecnoMedia 45  

Rivista dell'ASIG, Associazione Stampatori Italiana Giornali

Advertisement