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N°2 MARZO 2011 ANNO II

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IL CALCIO D’ANGOLO Periodico della A.S.D. ROZZANO CALCIO

Mister Sonia Capuana

Le Signore Moratti

L’Allenatrice e le nostre donne

Inter Campus e UNICEF

Una delle pochissime istruttrici di casa Inter allena sui nostri campi. Ma ci sono molte altre donne nella Rozzano Calcio

Carlotta, Bedy e Milly Moratti hanno presentato la nuova frontiera del calcio sociale. E la Rozzano Calcio c’era...

SERVIZIO A

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IL CALCIO D’ANGOLO

SOMMARIO IN PRIMO PIANO 3

INTER NEWS

Le donne di F.C. INTER e Rozzano

EDITORIALE L’Inter, le donne, il calcio

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DOVE TROVARE IL CALCIO D’ANGOLO: A Rozzano presso i campi comunali di Valleambrosia, Ponte Sesto e Quinto de' Stampi; Comune; Biblioteca della Cascina Grande; Istituto Clinico Humanitas; reparto calcistico del negozio Decathlon; Centro di Medicina dello Sport Delta Medica di Viale Toscana; Oratorio San Fermo di Quinto de' Stampi.

LA PAROLA AI PROTAGONISTI L’ALLENAMENTO PER I PULCINI

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ALLIEVI E GIOVANISSIMI, FUTURO PROSSIMO

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LETTERA APERTA AI GENITORI

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L’Angolo della Tecnica

Intervista ai Mister dell’Agonistica Il Presidente Giuseppe Capuana

EVENTI E INIZIATIVE LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI NEL CALCIO Serata Humanitas

Sonia Capuana allena i Pulcini 2001 B

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LA PRIMA SQUADRA DALL’OLIMPO AGLI INFERI... E RITORNO I punti di vista

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LA PAROLA AI TIFOSI POCHE, MA BUONE!

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Il mondo Ultras al femminile

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CALCIO E SALUTE QUEL MALE AL FIANCO

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Mal di fegato e mal di milza

...NON SOLO CALCIO

Inter Campus, la Coppa di Champions

e Toldo

AGENDA

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Cosa fare a Rozzano

STAFF EDITORE A.S.D.Rozzano Calcio

www.rozzanocalcio.it

DIRETTORE RESPONSABILE Serena Scandolo

ilcalciodangolo@rozzanocalcio.it

ART DIRECTOR Diego lombardo

diego.lombardo@alice.it

FOTOGRAFO Danilo Barra

danilobarra6@gmail.com

PRODUZIONE E GRAFICA Umberto Bianchi Studio

www.umbertobianchistudio.it

STAMPA La Tipografia - Buccinasco

latipografia@fastwebnet.it

IL CALCIO D’ANGOLO Anno II, numero 2

registrazione tribunale di Milano n. 501 del 27/09/2010 Direzione e Redazione: Via B. Buozzi, 109 - Rozzano (MI)

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Distribuzione gratuita L'Editore non si assume alcuna responsabilità per inesattezze riguardanti gli articoli, le foto e le inserzioni pubblicitarie. Eventuali reclami andranno formulati in forma scritta, tramite raccomandata A.R., direttamente alla casa editrice. Il materiale (testi e foto) ricevuto e non richiesto, anche se non pubblicato, non sarà restituito


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NEWS

IL CALCIO D’ANGOLO

Editoriale A cura di Serena Scandolo

L'Inter, le donne, il calcio

Le “quote rosa”

Rozzano Calcio è donna Nel mese dedicato alle donne ecco a voi, “Signori”, le rappresentanti del “gentil sesso” nella nostra Società Ma è proprio vero che per allenare una squadra di calciatori è necessario essere degli “uomini duri”? No, evidentemente. Si può anche essere delle “donne decise”. E la Rozzano Calcio, nel proprio staff, ne vanta una tra le pochissime in circolazione: Sonia Capuana, 24 anni, da quando ne aveva 6 calca i campi di calcio come giocatrice; arrivata a giocare nelle giovanili del Milan femminile, poi in serie D e aver fatto anche qualche presenza in serie C, da sei anni a questa parte Sonia è istruttrice di Scuola Calcio dell'Accademia Inter e da due stagioni, ovvero da quando la Rozzano Calcio è diventata Scuola Calcio Inter, Roberto Samaden (Responsabile Tecnico del Settore Giovanile Inter) ha voluto fosse presente anche come membro del nostro staff: dopo aver fatto da seconda a Ferrante, allenatore degli Esordienti '98, da quest'anno guida la squadra dei Pulcini 2001 B. E' difficile farsi rispettare, in un mondo tipicamente maschile come quello del calcio? “Difficile, ma certo non impossibile. È necessario essere decise ed aver ben presente cosa si sta facendo. Lavorando nel settore giovanile dell'Inter ho imparato il grande valore della professionalità, che puoi offrire ai ragazzi indipendentemente dal tuo essere uomo o donna.” Com'è il tuo rapporto con i genitori, certo non abituati a lasciare i propri piccoli calciatori in mano ad una donna? “Quello che io faccio capire immediatamente, all'inizio della stagione, sia ai bambini che ai loro genitori, è che il mister sono io e di conseguenza le decisioni tecniche le prendo io, semplicemente perchè questo è il mio lavoro. Quello che insegno come prima cosa ai miei bambini è l'educazione ed il rispetto, che poi si traducono nell'ottenere un buon allenamento, perchè i ragazzi si abituano a seguire le indicazioni di lavoro. Alla fine, i risultati ottenuti e la considerazione che hanno di me i bambini parlano da sole. E nonostante la mia “decisione” in campo e negli spogliatoi, non significa che non mi sciolga quando i miei bambini mi regalano un Bacio al cioccolato per San Valentino.....”

Sonia Capuana

Quindi il rispetto è la carta vincente? “Assolutamente! Da parte dei bambini, dei genitori, dei dirigenti accompagnatori, ma anche dei colleghi maschi, dai quali pretendo la considerazione dovuta alla mia professionalità, la stessa che io offro a tutti loro.”

Tutte le donne della Rozzano Calcio E' possibile fare a meno delle “mamme” in una società calcistica come la nostra? Nonostante molti allenatori talvolta se lo siano chiesto con una certa dose di speranza, dietro la gestione e la buona riuscita di numerosissime attività dell'A.S.D. Rozzano Calcio è fondamentale il lavoro volontario di molte delle “nostre” mamme. Qualche esempio? Chi è sempre presente alla biglietteria dei nostri campi, chi guida uno dei pullmini che portano i ragazzi agli allenamenti settimanali, chi è un punto di riferimento insostituibile per la gestione pratica di eventi ed iniziative? Monica. Chi l'aiuta a preparare la festa di Natale e gli infiniti panini con le salamelle che si possono gustare tutti i giorni e tutte le sere dei tornei organizzati dalla Rozzano Calcio? Silvia, Mina, Anna, Pinuccia, Enrica, Patrizia..... l'elenco potrebbe continuare a lungo e deve comprendere anche quelle mamme della Scuola Calcio che da poco sono state “volontariamente” coinvolte in molte attività: Lorena, Antonella, Stefania, Betty, Anna.... Grazie a tutte! E anche ai papà....

“In un mondo machista come quello del calcio, la presenza delle donne è un valore aggiunto” - ha commentato per noi Milly Moratti durante la presentazione della collaborazione fra Unicef e Inter Campus, importante progetto nerazzurro presieduto da Carlotta Moratti e sostenuto da Bedy Moratti, presidente onorario del Centro Coordinamento Inter Club. La Rozzano Calcio c'era, con alcuni bambini del nostro settore preagonistico che, oltre all'emozione di toccare con mano la vera Coppa di Champions, hanno avuto la possibilità di capire cosa può fare il calcio per bimbi meno fortunati di loro. Per quanto ci riguarda più da vicino, la collaborazione tra Inter e Rozzano Calcio prosegue anche sui nostri campi: a febbraio si è tenuta una sessione dell'Angolo della Tecnica, con l'allenamento condotto da Fabio Pesatori, allenatore dei Pulcini Regionali Inter, ai nostri Pulcini 2000 A. Ma non è finita: il settore giovanile nerazzurro è stato al nostro fianco nel II Aggiornamento Tecnico per Allenatori, organizzato in collaborazione con F.C. Inter e in corso per tutto il mese di marzo: dopo la prima serata al Centro Congressi dell'Istituto Clinico Humanitas, gli allenatori del settore giovanile Inter stanno tenendo al nostro campo di Valleambrosia degli incontri sulla tecnica d'allenamento per le varie fasce d'età della preagonistica. Lasciati i più piccoli con coloro i quali hanno tutta la professionalità per occuparsi della loro crescita calcistica, abbiamo dato uno sguardo a quei settori della nostra Società che camminano con le proprie gambe: l'uscita primaverile è dedicata all'agonistica, ovvero il “futuro prossimo” della nostra Prima Squadra. Così come l'apertura di questo mese di marzo de “Il calcio d'Angolo”, anche la sua chiusura è dedicata alle donne: quelle che stanno sugli spalti, nella mischia degli ultras, come la nostra Valeria e quelle che si occupano di curare i nostri ragazzi che si fanno male giocando a pallone, come la Dr.ssa Baroni. Auguri a tutte, donne del calcio! 8 Marzo 2011

Silvia, Pinuccia, Monica, Serena, Mina, Anna

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IL CALCIO D’ANGOLO

INTER NEWS

Le donne di F.C. INTER e Rozzano

Inter Campus per l'Unicef Carlotta e Bedy Moratti, insieme al presidente Unicef Italia Vincenzo Spadafora, Don Gino Rigoldi e Francesco Toldo, hanno presentato un nuovo progetto di collaborazione fra la Società nerazzurra e l'Unicef Anche i bambini di Rozzano con F.C. INTER e UNICEF per aiutare i bambini di Congo e Bolivia mediante uno strumento originale e molto accattivante: la coppa di Champions League. "In viaggio con la Champions per Inter Campus con l'UNICEF" è l'inizitava presentata il 17 febbraio scorso al Centro Barrio's di Milano. Il tour gira tutta Italia per portare la coppa vinta dall'Inter il 22 maggio 2010 direttamente dai tifosi, che potranno toccarla e fotografarla, lasciando un'offerta e contribuendo alla raccolta fondi che permetterà a Inter Campus e a Unicef di dedicarsi ai bambini di strada del Congo e della Bolivia, migliorandone le condizioni di vita ed i percorsi di crescita attraverso lo sport, l'educazione, il gioco, l'istruzione e la salute. A presentare il nuovo progetto comune Carlotta Moratti, presidentessa di Inter Campus, Vincenzo Spadafora, presidente

di Unicef Italia, Bedy Moratti, presidente onorario del Centro Coordinamento Inter Club, Francesco Toldo, ambasciatore di Inter Campus e Don Gino Rigoldi, “padrone di casa” e presidente di Comunità Nuova, che da anni collabora insieme ad Inter per i progetti di integrazione giovanile legati al calcio e allo sport. “Ospiti d'onore” in prima fila i bambini della Rozzano Calcio e gli alunni della scuola media di Viale Campania a Rozzano, che hanno partecipato ad uno di questi progetti: Io Tifo Positivo, nato nella città sudmilanese dalla collaborazione fra Comunità Nuova, F.C. Inter e l'Amministrazione Comunale. “Siamo felici di collaborare attivamente con progetti che abbiano a cuore non solo gli aspetti agonistici del calcio, ma anche quelli legati al benessere e all'educazione dei giovani” - ha dichiarato Barbara Agogliati, Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Rozzano - “Come Comunità Nuova, anche Unicef è presente da anni nella nostra città e siamo sempre pronti a promuovere tutte le attività a sostegno dei bambini, i “nostri” e non solo”. “Inter Campus è un progetto sociale che porta il modello sportivo-educativo Inter in quei paesi dove i bambini non hanno grandi prospettive di crescita e di gioco” ha spiegato Carlotta Moratti - “E la collaborazione con Unicef si inserisce nell'obiettivo comune di unire le nostre specificità, per migliorare il nostro operato in quei paesi dove già siamo attivamente presenti.”

La competenza e soprattutto l'entusiasmo comunicato dai presenti sul palco si è fatto però contagioso quando ha preso la parola Francesco Toldo, che ha saputo raccontare con umanità e allegria il vero senso di un progetto portato avanti da una società, l'Inter, dietro la quale lavorano persone “vere”. “Venite a fotografare la coppa” - si è raccomandato il grande campione - “Ma non dimenticate di annotarvi le coordinate bancarie, senza le quali non possiamo andare da nessuna parte: Inter Campus per l'Uunicef, c/o Banco di Brescia, iban IT39A0350001630000000035000”.

Da sin. Francesco Toldo, Don Gino Rigoldi, Vincenzo Spadafora, Milly, Bedy e Carlotta Moratti

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IN PRIMO PIANO

IL CALCIO D’ANGOLO

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LA PAROLA AI PROTAGONISTI

IL CALCIO D’ANGOLO

L'Angolo della Tecnica

L'allenamento per i Pulcini Fabio Pesatori, allenatore dei Pulcini Regionali Inter, ha tenuto una seduta d'allenamento sul campo di Valleambrosia ai Pulcini 2000 della Rozzano Calcio Da undici anni istruttore per F.C. INTER e nelle ultime quattro stagioni allenatore dei Pulcini Regionali B nerazzurri, da quest'anno Fabio Pesatori ha preso il posto di Giuliano Rusca, che gli ha consegnato la squadra dei Pulcini Regionali per assumere il ruolo di Responsabile dell'Attività di Base di tutto il settore giovanile Inter. Con quali pre-requisiti è opportuno far arrivare i bambini dalla scuola calcio alla categoria Pulcini? “In questa fascia d'età (5-7 anni) è importante che l'allenatore sia più che altro un istruttore, in grado di accogliere i bambini nel mondo del calcio. Sul piano motorio, la situazione ottimale da raggiungere sarebbe quella della multidisciplinarietà, ovvero far sperimentare ai bambini diverse tipologie di allenamento e non solo quella prettamente calcistica: atletica, nuoto, arti marziali e via dicendo. Tuttavia, poiché tale situazione è difficile da raggiungere, la scuola calcio deve avere il compito fonda-

mentale di effettuare un lavoro poli-coordinativo, utilizzando attrezzi di svariato tipo (palla, ostacoli, coni, cerchi, ecc.) che possano favorire la coordinazione motoria occhio-mano e piede-mano.” Quali sono le caratteristiche dei “Pulcini”? “Si tratta di una fascia d'età in forte evoluzione, che necessita di proposte sempre nuove. La categoria Pulcini racchiude tre annate con grandi differenze tra loro: i bambini del primo anno (gli attuali 2002) necessitano di un istruttore che faciliti loro il passaggio dalla scuola calcio ad una categoria superiore. Costui, oltre alla capacità di insegnare la tecnica, deve essere dotato di pazienza nell'accoglierli in campo, nel trasmettere loro l'amore per il calcio, senza bombardarli di nozioni, ma facendoli giocare come se si trovassero nel giradino di casa. E' necessario che esprimano il proprio talento in maniera libera, mentre apprendono le prime conoscenze guidate. Se con i bambini del secondo anno (gli attuali 2001) si inizia a lavorare seriamente con la tecnica calcistica, con i ragazzini dell'ultimo anno (gli attuali 2000) bisogna arrivare al dunque.” In cosa consiste l'allenamento specifico per l'ultimo anno dei Pulcini? “Siamo al termine di un importante ciclo di tre anni e, soprattutto da febbraio in poi, è necessario completare la formazione in vista del passaggio di categoria dell'anno

Fabio Pesatori

successivo. La tecnica ha decisamente il sopravvento e si deve porre l'accento sul ruolo di ciascuno all'interno della squadra. Inoltre, qualora non fosse avvenuto prima o non fosse stato perseguito in maniera sistematica, da questo momento in poi è importante far giocare i ragazzi in gruppi omogenei in termini di pari capacità tecniche e motorie. Questo, calcisticamente parlando, è quello che ha più senso e che porta i risultati più efficaci, sia per i singoli che per la squadra”.

La seduta di allenamento

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IL CALCIO D’ANGOLO

LA PAROLA AI PROTAGONISTI

Intervista ai Mister dell'Agonistica

Allievi e Giovanissimi, futuro prossimo Ragazzi che vanno dai 14 ai 16 anni, che si stanno abituando a lavorare duro sul campo e ad incontrare agguerriti coetanei nei campionati regionali d'élite, sono raccontati dai rispettivi Mister Danilo Persano, allenatore degli Allievi Regionali A Élite, ovvero i ragazzi del '94, è arrivato quest'anno alla Rozzano Calcio per prendere in mano un gruppo e portarlo lontano. “Il mio primo obiettivo, a inizio stagione, è stato quello di allenarli alla professionalità” - afferma Persano - “alla disciplina e all'atteggiamento proprio del calciatore. Conduco oggi una squadra che sta crescendo molto in termini di preparazione fisica, di qualità tecnica e di personalità, al punto da superare di gran lunga le aspettative di 'salvezza tranquilla' che la Società mi aveva richiesto. Io non mi ac-

contento mai” - continua il Mister - “Mi aspetto sempre di più e so che possiamo fare di più. Arrivare ai playoff, a fine campionato, non è che l'inizio”. Filippo Ramaioli, anch'egli approdato a Rozzano a inizio stagione, è alla guida degli Allievi Regionali B, ragazzi nati nel '95 che, a fine stagione “Devono essere pronti per affrontare l'anno più importante della loro carriera calcistica: i Regionali A” - commenta sicuro Ramaioli. “Per ottenere questo obiettivo è necessario lavorare molto a livello disciplinare, poiché l'età del mio gruppo è fra le più difficili da gestire. In ogni caso, nonostante le difficoltà, ci troviamo in un'ottima posizione in classifica. Quello che bisogna fare ora è puntare sulla crescita individuale e di gruppo.” Fausto Argenti, Mister dei Giovanissimi Regionali A Élite, ragazzi del '96, è una delle novità nello staff della Rozzano Calcio. Giunto in squadra con l'inizio della ripresa di gennaio, proveniente dalla Juniores di Vighignolo, ha trovato “Una Società con tanta voglia di fare e dei ragazzi educati al fair play, che ascoltano, seguono e soprattutto hanno voglia di imparare” - racconta Argenti, che aggiunge “La comunicazione è una delle cose più

I Giovanissimi Regionali B della Rozzano Calcio

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L’allenamento dei ‘97

importanti. In una squadra è necessario parlare lo stesso linguaggio dei ragazzi, che devono anche divertirsi giocando a calcio. Senza comunicazione e divertimento, l'allenamento non porta a nulla”. Giovanni Vailati è il Mister dei Giovanissimi Regionali B, i ragazzi del '97. “Superati i fisiologici scogli d'inizio stagione, dovuti al cambio di categoria e all'entrata nell'agonistica” - ricorda Vailati - “i ragazzi hanno fatto un salto incredibile. Sono contento del gruppo, che si impegna per giocare e soprattutto per migliorare. Con questa squadra si può senz'altro pensare concretamente ad entrare nei playoff.”


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LA PAROLA AI PROTAGONISTI

IL CALCIO D’ANGOLO

Il Presidente Giuseppe Capuana

Lettera Aperta ai Genitori Nelle categorie agonistiche e in quelle preagonistiche, giocare a pallone - o meglio “educare allo sport” - significa certo cercare di vincere, di fare gol alla squadra avversaria, ma anche e soprattutto di accettare se altri sono più bravi di noi, rispettandoli e considerando che anche una possibile sconfitta deve essere un momento di crescita È scomparsa dai campi di calcio la cultura della sconfitta. Forse per i genitori è solo un problema di aspettative, ma noi speriamo che imparino ad avere quella pazienza che tutto il nostro lavoro richiede. E così basta andare nelle varie tribune dove i nostri ragazzi si confrontano con gli avversari, per osservare genitori che si alzano, camminano nervosamente avanti e indietro, imprecano, insultano, offendono. Colti da un improvviso furore agonistico, tranquilli impiegati e insospettabili casalinghe perdono le staffe quando è il figlio a scendere in campo. Sono scene di ordinaria amministrazione per chi frequenta i campetti il sabato pomeriggio o la domenica mattina. Di recente - ma ho una lunghissima esperienza ultra decennale acquisita in un’altra società sportiva - sono andato ad osservare il comportamento di taluni "genitori-ultras" e sono rimasto allibito dal livello di stress, di rabbia e di aggressività mostrato da questi elementi. Mi domando: ma la partita di calcio di ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 18 anni non deve essere un momento di divertimento? Non serve per distrarsi dagli stress della vita, dai problemi e dai pensieri che giornalmente ci attanagliano? Non serve per vedere i propri figli esprimersi nella attività sportiva che più amano fare? Ma che cos'è che fa trasformare delle tranquille persone, che con mille sacrifici pagano la quota di iscrizione, accompagnano i propri figli agli allenamenti e alla partita, li seguono nelle trasferte pagando il biglietto

di ingresso allo stadio, in persone dal comportamento non dignitoso e non consono alle regole del vivere civile? Tra le cause scatenanti figurano, in ordine di importanza: l'arbitro, le scelte dell’allenatore, i compagni di squadra del prorpio figlio, gli avversari, commenti o gesti offensivi, il gioco scorretto. Perché persone solitamente tranquille ed equilibrate non riescono a contenersi? Avete idea del danno che procurate ai vostri figli, considerando quasi una vostra questione personale quello che accade in campo ai ragazzi? In Italia, come dice l'Associazione Italiana Psicologia dello Sport, il comportamento aggressivo si osserva soprattutto in genitori che cercano di raggiungere, attraverso i propri figli, quei risultati sportivi che loro stessi non sono riusciti ad ottenere oppure in quei genitori che vedono i ragazzi come un veicolo per raggiungere il “successo". Simili comportamenti possono avere conseguenze molto negative sui ragazzi. Alla lunga si possono avere tendenze al bullismo e ad un gioco più violento o viceversa, se il figlio si vergogna del genitore, si generano insicurezza e paura di affrontare il mondo. Secondo i ricercatori, c'è un modo semplice per capire a quale categoria di genitori si appartiene. Il meccanismo psicologico che fa arrabbiare in tribuna è lo stesso che governa la rabbia alla guida: l'affronto causato da un automobilista che taglia la strada con una manovra azzardata, insomma, sarebbe molto simile a quello generato da un arbitro che fischia in favore degli avversari del figlio; e se in auto ci si lascia andare con facilità alle imprecazioni, forse è il caso di fare attenzione a come ci si comporta alle partite. Altra questione, non di minore importanza, sono le continue lamentele delle scelte tecniche fatte dall’allenatore, soprattutto quando a farne le spese sono direttamente i nostri figli. E' vero, qualche volta è capitato e forse capiterà ancora che determinate scelte non siano fatte per ragioni puramente tecniche, è vero che qualche volta negli allenatori manca quella capacità di re-

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Giuseppe Capuana

lazionarsi diversamente con i nostri ragazzi, che spesso sono troppo “professionali”, ma mai - e ribadisco mai - le scelte vengono fatte per interessi personali. Un allenatore è una persona come tutti noi e per questo può sbagliare, possiamo non condividere le sue scelte, possiamo non condividere certi suoi atteggiamenti, ma non lo possiamo offendere, insultare o anche solo sospettare che le sue scelte siano fatte per interessi puramente personali. La nostra è una Società sportiva dilettantistica, dove tutto viene fatto con il sacrificio di pochi, in funzione di centinaia di ragazzi che praticano il gioco del calcio. Lasciate che siano i vostri figli a relazionarsi con gli allenatori e con i dirigenti tecnici; le decisioni prese gravano sulla loro pelle e non sulla vostra. Fateli crescere anche sotto questo aspetto: gli sarà utilissimo nella vita di tutti i giorni; lasciate che siano loro a lamentarsi e a chiedere spiegazioni del perché non giocano o del perché di determinate scelte tecniche o comportamentali. Fate il tifo corretto ! Sosteneteli educatamente quando sono in campo! Non interponetevi nelle scelte fatte dall’allenatore o da questo o quel dirigente tecnico. Lasciate gestire a loro eventuali problematiche, sono sicuro che otterranno il risultato sperato. Vi ringrazio per la collaborazione e vi saluto cordialmente. Giuseppe Capuana, Presidente A.S.D. ROZZANO CALCIO

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EVENTI E INIZIATIVE

IL CALCIO D’ANGOLO

Serata Humanitas

“La prevenzione degli infortuni nel calcio” E' questo il titolo della conferenza che si è tenuta il 28 febbraio presso il Centro Congressi dell'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e che ha costituito il primo appuntamento del II Ciclo di Incontri di Aggiornamento Tecnico per Allenatori, organizzato dall'A.S.D. Rozzano Calcio in collaborazione con F.C. INTER Sul palco, oltre al moderatore Michele Di Cesare, direttore responsabile della rivista “Il Nuovo Calcio”, erano presenti Manuel Amoroso, preparatore dei portieri della preagonistica Inter, Raffaele Fumagalli e Matteo Bertuol, responsabili tecnici dell'attività di base presso la Rozzano Calcio e il “padrone di casa”, nonché relatore, Dr. Stefano Respizzi, Responsabile del Dipartimento di Riabilitazione e Recupero Funzionale di Humanitas. Dr. Respizzi, cosa si intende per “prevenzione dell'infortunio” nel caso dei bam-

Stefano Respizzi

bini che praticano sport, il calcio in particolare? “L'identificazione dei fattori di rischio e l'adozione di una serie di provvedimenti per cautelarsi da un pericolo. Premesso che, eccettuate le fratture da trauma, i bambini sono particolarmente elastici e si infortunano molto raramente, è necessario saper individuare quegli elementi che possono compromettere la salute futura dell'atleta, poiché è comprovato che l'incidenza degli infortuni aumenta con l'età.” Un allenatore come può riconoscere i fattori di rischio? “Gli istruttori, soprattutto quando si occupano di bambini e ragazzini, rivestono un ruolo sociale che deve andare oltre l'insegnamento della tecnica. Devono innanzitutto saper osservare.” Osservare cosa, nello specifico? “Ci sono disturbi asintomatici, che i genitori spesso non notano, ma che un allenatore potrebbe riuscire a riconoscere: ad esempio, osservando le schiene nude dei bambini negli spogliatoi si può vedere, fra i molti, se qualcuno di essi presenta una spina dorsale dalla curvatura anomala e

quindi una probabile scoliosi; notando la corsa “sgraziata” di un bambino, è necessario domandarsi se questo non sia il sintomo di piedi piatti, problematica che può portare in futuro a problemi connessi alle ginocchia e alla schiena. Se il piccolo atleta sbaglia in continuazione nel passare la palla ad un compagno posizionato di lato, potrebbe avere problemi legati alla vista. Bisogna tenere presente che non sempre i ragazzini che non riescono bene nel calcio, o in altri sport, sono semplicemente “scarsi”. Escludendo problematiche cliniche, come si possono prevenire gli infortuni del futuro atleta? “Corretta alimentazione, corretto allenamento e multidisciplinarietà, sia durante gli allenamenti sia con i genitori nel tempo libero. L'attività ludica e la sperimentazione di diversi tipi di sport è fondamentale per l'apprendimento di molteplici schemi motori, che consentano di conseguire un bagaglio di elasticità e coordinazione motoria a più livelli.”

Al tavolo, da sin. Stefano Respizzi, Michele Di Cesare, Raffaele Fumagalli, Manuel Amoroso, Matteo Bertuol

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IL CALCIO D’ANGOLO

LA PRIMA SQUADRA Francesco Ducoli

I punti di vista

Dall'Olimpo agli Inferi... e ritorno! Dopo un girone d'andata dove gli undici di Pisani hanno spiccato il volo sino alla seconda posizione in classifica, la fase successiva li ha visti alle prese con un periodo particolarmente difficile. Ma quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare! Esaltati dalla brillante partenza del campionato, spaventati da un girone di ritorno iniziato con un' inaspettata sequela di gare avare di vittorie, i biancoverdi del Rozzano hanno dovuto affrontare l'avversario più duro da vincere: la paura di non farcela. A poco più di un mese dal termine, possiamo affermare che ce l'hanno fatta, comunque vada e qualunque sia il risultato finale: che si giochino i playoff, che si combatta nei playout, che si stazioni tranquillamente a metà classifica. I ragazzi di Pisani sono tornati a giocare, a crederci, a vincere. Come hanno fatto? Come si esce da una crisi? L'abbiamo chiesto a quattro esponenti diversi della squadra: il Mister, il Direttore Sportivo, il Capitano, la giovane mezza punta. “Se ne esce cercando di dimenticare le cose negative” - sostiene Andrea Pisani, tecnico della squadra - “e tenendo ben

Mauro Castellini, il capitano - portiere

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presenti quelle che sono sempre riuscite in maniera positiva. Ma non bisogna mai smettere di credere di potersi migliorare. Quando la situazione ha cominciato a diventare troppo pesante, ho cercato di sdrammatizzare, di proporre allenamenti più divertenti, almeno nella prima parte della settimana, per cercare di evitare lo spreco di energie mentali, necessarie ad ottenere la massima concentrazione quando si fosse reso più necessario, ossia in partita. Infine è stato costruttivo lo scambio di idee con i dirigenti della Società, capire che il progetto giovani valeva ancora... ed è stato bello, nel momento più difficile, vedere i tifosi sugli spalti, insieme ai bambini che cantavano i cori e agitavano i palloncini, sentire che tutta la Rozzano Calcio era ancora con noi.” “Crisi? Perchè, c'è crisi?” - si chiede Vincenzo Indelicato, direttore sportivo - “Abbiamo una squadra con molti giovani, capaci di enorme entusiasmo, ma anche di improvvisi timori. Siamo stati bravi a ricreare il giusto equilibrio”. “E' la prima volta che ci troviamo alle prese con un'ambivalenza così netta fra l'emozione di poter quasi vincere il campionato e, poco dopo, la paura di poter quasi retrocedere” - commenta Mauro Castellini, il “vecchio” e saggio capitano del Rozzano - “Anch'io e gli altri anziani della squadra ci

siamo scoraggiati e questo è male, perchè ai giovani sono venuti a mancare i punti di riferimento ai quali affidarsi. Ma ora per fortuna siamo riusciti a svoltare, il morale è alto e possiamo giocarci tutto!” “Il merito è del Mister, che ha saputo darci la grinta giusta” - afferma con un sorriso Francesco Ducoli, giovane mezza punta autore di uno dei gol delle gare di rinascita - “E ha saputo infonderci il coraggio di divertirci, di abbandonare le preoccupazioni della possibile sconfitta, di non distogliere la concentrazione dall'obiettivo. L'insicurezza toglie equilibrio. Il Mister è riuscito a ridarcelo e a chiarirci le idee. La squadra adesso c'è!”


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LA PAROLA AI TIFOSI

IL CALCIO D’ANGOLO

Il mondo Ultras al femminile

Poche, ma buone! Sino a poco tempo fa si chiamavano “Monelle” e facevano parte dei gruppi della Curva Nord dello Stadio di San Siro. Erano le tifose ultras interiste, che oggi si sono inserite nell'organico dei gruppi ufficiali e si occupano di gran parte del lavoro organizzativo Se sugli spalti della nostra tribuna a Valleambrosia si vede solo di tanto in tanto qualche presenza femminile tra gli ultras che tifano il Rozzano, fra quelli che tifano l'Inter allo stadio di San Siro la presenza “rosa” è più cospicua, ma soprattutto fondamentale all'organizzazione di molte attività. “Le ragazze non sono molte, tra gli ultras della Curva Nord” - racconta Valeria, ultras inte-

Foto: www.curvanordmilano.net

rista - “Ma fanno un sacco di cose: vendono le Fanzine, ovvero i dispacci ufficiali della Curva, dove trovare le interviste, le indicazioni per eseguire le coreografie, le foto dei tifosi e delle coreografie più belle; è in distribuzione solo sugli spalti di San Siro, ogni domenica che l'Inter gioca in casa. Poi si occupano della vendita del merchandising dei vari gruppi della Curva, ossia sciarpe, cappellini, toppe, magliette, felpe, giacche, adesivi, calendari; il ricavato della vendita serve per l'acquisto del materiale necessario alla realizzazione delle coreografie. Infine” - conlude Valeria - “Organizzano le

trasferte, ciascuna con il proprio gruppo di appartenenza: partecipano alle riunioni per stilare le liste dei partecipanti, per prenotare i pullman, per raccogliere le quote.” Insomma svolgono buona parte del lavoro “amministrativo” ed organizzativo, anche quello che sta dietro a quelle bellissime coreografie che ogni domenica di campionato ed ogni partita di coppa si vedono scendere come per magia dagli spalti di San Siro, fotografate e riprese dai giornali e dalle televisioni d'Italia e del mondo. Mica poco, eh?

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IL CALCIO D’ANGOLO

CALCIO E SALUTE

Mal di fegato e mal di milza

Quel male al fianco Tutti gli sportivi hanno provato, almeno una volta, una fitta al fianco destro o al fianco sinistro. Si parla in genere di “mal di fegato” per il dolore che compare a destra e di “mal di milza” per quello localizzato a sinistra. Ma è davvero così? A cura della Dott.ssa Barbara Baroni, Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione dell'Istituto Clinico Humanitas

Il dolore al fianco insorge più frequentemente in soggetti poco allenati, per lo più nelle fasi iniziali dell’allenamento, scompare se si riduce l’intensità dello sforzo fisico per ricomparire ogni volta si provi ad incrementare l’intensità. Vi sono discipline sportive dove questo tipo di disturbo è più comune, in generale negli sport alla cui base vi è la corsa a piedi: il calcio è uno sport nel quale gli atleti facilmente vanno incontro a questo disturbo, con conseguente grave limitazione del rendimento atletico. Il “mal di fegato” Nonostante la terminologia utilizzata, è molto probabile che il fegato non centri

nulla. In realtà la causa più probabile del dolore al fianco destro è un’alterazione della funzione della muscolatura liscia delle vie biliari che conducono al fegato e della cistifellea. E’ proprio quest’ultima la maggior imputata del dolore: sia la sua eccessiva distensione che la sua contrazione spastica, possono causare dolore. Questo spiega perché il disturbo è spesso correlato con l’assunzione recente di cibo, alla maggiore o minore digeribilità degli alimenti o all’assunzione di bevande fredde e gelati. Il “mal di milza” Le sue cause sono meno definite. Può essere scatenato da un'eccessiva contrazione della milza, con successiva spremitura del suo contenuto ricco di sangue, al fine di migliorare l’ossigenazione muscolare adeguandola alle richieste dell’attività fisica. Molte altre volte però non è la milza l’origine del dolore: questo, infatti, insorge all’inizio dello sforzo e si accompagna alla sensazione di mancanza d’aria. Si ritiene che questo dipenda da uno spasmo che colpisce il diaframma, principale muscolo respiratorio, che quando non è ancora sufficientemente caldo deve far fronte alle aumentate richieste funzionali legate allo sforzo fisico. Spesso infatti il dolore al fianco sinistro passa proseguendo con l’esercizio fisico. I rimedi: allenamento e buona respirazione Il dolore al fianco destro ha spesso caratteristiche diverse da quello al fianco sinistro. Il primo colpisce anche chi corre da anni e talvolta, per alcuni giorni o settimane di seguito, si rifà vivo ogni volta che si corre, soprattutto se si supera un certo ritmo o se si devono percorrere discese; se

si corre in piano e si rallenta, in genere, si riesce a trovare un'andatura alla quale il dolore è sopportabile, salvo poi risentirlo in tutta la sua intensità se si ritorna a correre a ritmo sostenuto. Il dolore al fianco sinistro compare, invece, quando si incomincia a correre e dopo qualche giorno scompare: iniziando a correre, infatti, i muscoli hanno bisogno di ossigeno e quindi la milza (che è appunto localizzata in corrispondenza del fianco sinistro) si contrae per spremere fuori i globuli rossi che contiene, facilitando con essi il trasporto di ossigeno ai muscoli. Per prevenire questi disturbi diventa perciò importantissimo un buon riscaldamento pre-partita, così da evitare che il diaframma e gli altri muscoli respiratori siano sottoposti ad un impegno eccessivo, solo perchè non sufficientemente preparati a tollerarlo. Qualora si avvertano tali fitte è necessario eseguire una ginnastica respiratoria, in particolare esercizi nei quali il diaframma si muove molto: per esempio passare più volte dalla posizione in piedi, a braccia sollevate sopra la testa, con torace e pancia gonfi al massimo, alla posizione accovacciata, in cui ci si trova seduti con i glutei sui talloni, le braccia che circondano le ginocchia e torace e pancia sgonfi al massimo. Può darsi, infatti, che il dolore al fianco destro o a quello sinistro sia dovuto a un mancato adattamento del diaframma a lavori intensi come quelli della corsa ad andatura sostenuta, tale cioè da richiedere una notevole ventilazione.

Il dolore al fianco è un disturbo comune in coloro che giocano a calcio

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NON SOLO CALCIO

IL CALCIO D’ANGOLO

Agenda: Cosa fare a Rozzano? Carnevale

Cinema

“Mascherine in Piazza” 12/03/2011 dalle ore 15:00 – Piazza Foglia, Rozzano Per carnevale l’Amministrazione Comunale presenta un grande spettacolo in Piazza Foglia. Il tema di quest’anno è il gioco di strada: a partire dalle ore 15 le mascherine che arriveranno in piazza Foglia saranno accolte da un buffo personaggio di nome Raff. Timido ed impacciato, Raff è di poche parole ma è bravissimo a regalare momenti di stupore e di allegria. Tra stelle filanti e coriandoli, goffaggini e abilità, si esibiranno giocolieri e burattini. Si potranno ammirare numeri di alta giocoleria, corse di giganti monocicli, gag e virtuosi stratagemmi per coinvolgere il pubblico in un’unica risata generale. Nel corso del pomeriggio tutti i bambini potranno partecipare anche al laboratorio in piazza e divertirsi a costruire simpatiche marionette, snodati burattini e originalissimi travestimenti.

“Moolaadè” 09/03/2011 ore 21:15 - Cinema/Teatro Fellini, Via Lombardia 53, Rozzano Intero: € 4.00 Regia: Ousmane Sembene. Con: Fatoumata Coulibaly, Maimouna Hélène Diarra, Salimata Traoré, Aminata Dao, Dominique Zeïda. Drammatico - Senegal, Francia 2004

Natura e Ambiente “Agribioarte” 20/03/2011 ore 10:00-19:00 – Centro Culturale Cascina Grande, Via Togliatti, Rozzano. Ingresso libero. Mostra Mercato tra arte, agricoltura e artigianato, ogni terza domenica del mese. Tessuti, enoteca, giochi per bimbi, artigianato del legno, libri, abbigliamento, prodotti alimentari biologici, bigiotteria artistica con prodotti naturali, accessori e articoli anturali per la casa e molto altro. Servizio di caffetteria e pranzo durante la manifestazione. “Domeniche all'Oasi Smeraldino” 06/03/2011 e 20/03/2011 ore 10:00 - 12:30 / 14:00 – 18:30 – Oasi Smeraldino, Via Isonzo, Valleambrosia di Rozzano L'Oasi Smeraldino è un'area protetta, visitabile gratuitamente nei giorni di apertura al pubblico oppure attraverso prenotazione, per gruppi di un minimo di 10 persone e massimo di 20. Le aperture al pubblico sono sempre a tema con tematiche stagionali: all'inizio della primavera i primi germogli sono il segnale dell'arrivo delle farfalle, dei girini di rospo smeraldino e delle rondini, per le quali nell'Oasi sono in allestimento delle strutture per consentire loro la nidificazione protetta. Domenica 6 marzo i visitatori riceveranno in regalo i semi di fiori adatti ad attirare le farfalle e i consigli utili per creare un piccolo giardino artigianale. Domenica 20 marzo sarà dedicata alle rondini, con le informazioni indispensabili per la tutela dei nidi di rondini e di balestrucci insettivori.

“Tamara Drewe - tradimenti all’inglese” 15/03/2011 ore 16:00 e 16/03/2011 ore 21:15 - Cinema/Teatro Fellini, Via Lombardia 53, Rozzano - Intero: € 5.00 - Iscritti Rudh: € 4.00 Regia: Stephen Frears. Con: Gemma Arterton, Dominic Cooper, Luke Evans, Tamsin Greig, Roger Allam, Bill Camp. Commedia - Gran Bretagna 2010. “Vallanzasca - gli angeli del male” 22/03/2011 ore 16:00 e 23/03/2011 ore 21:15 Cinema/Teatro Fellini, Via Lombardia 53, Rozzano - Intero: € 5.00 - Iscritti Rudh: € 4.00 Regia: Michele Placido. Con: Kim Rossi Stuart, Valeria Solarino, Filippo Timi, Moritz Bleibtreu, Francesco Scianna. Drammatico - Italia 2010. “Hereafter” 29/03/2011 ore 16:00 e 30/03/2011 ore 21:15 Cinema/Teatro Fellini, Via Lombardia 53, Rozzano - Intero: € 5.00 - Iscritti Rudh: € 4.00 Regia: Clint Eastwood. Con: Matt Damon, Cécile de France, Bryce Dallas Howard, Jay Mohr, Mylène Jampanoï. Drammatico - USA 2010. “Le avventure di Sammy” 20/03/2011 ore 15:30 - Cinema/Teatro Fellini, Via Lombardia 53, Rozzano Intero: € 5.00 - Ridotto: € 3.00 Regia di: Ben Stassen. Belgio 2010 - Genere: Animazione, Avventura

Teatro “C'è una sedia da spostare” 13/03/2011 ore 21:00 - Cinema/Teatro Fellini, Via Lombardia 53, Rozzano Intero: € 10.00 - Ridotto: € 8.00 Ispirato al teatro canzone di Giorgio Gaber. Con: Alice Alessandro, Elena Martelli e Martino Iacchetti. Regia di Enzo Iacchetti. Un viaggio attraverso la cultura di Gaber, la sua musica, le sue idee, le sue convinzioni

e le sue verità. Un viaggio verso il pensiero dell’uomo, le risate e la semplicità, un mondo che ormai è troppo lontano. Un viaggio per chi non lo ha mai conosciuto, per chi non lo ha mai ascoltato, per chi l’ha dimenticato. “Il mistero dell'assassino misterioso” 19/03/2011 ore 21:00 - Cinema/Teatro Fellini, Via Lombardia 53, Rozzano Intero: € 10.00 - Iscritti Rudh: € 8.00 Compagnia Teatrale “Panvil Production”. Regia: Dante Dalbuono. Il detective Mallory ha riunito nel salone principale del castello i sospetti assassini della Contessa Worthington. Ma dopo soli cinque minuti uno degli attori ha un malore e sviene. Si chiude il sipario, si cerca di tranquillizzare la platea, si chiede un po' di pazienza. Quando sembra non esserci altra soluzione se non concedere al pubblico la possibilità di tornare, il bibitaro si offre di interpretare il ruolo lasciato vacante sostenendo di conoscere oramai lo spettacolo a memoria. Musica “Triplo live all'Aurora” 25/03/2011 dalle ore 22:00– Spazio Aurora, Via Cavour 4, Rozzano Tre giovani band in concerto. “Mr White Rabbit”: pensare al pop suonando rock, mischiando influenze vintage a sonorità più moderne. “Goodwines”: sei giovani rockers che possono farti innamorare della musica come la prima volta, ancora.. e ancora.. e ancora! Classici del rock anni '60 e brani del loro album d'esordio "Just A Little Shaboo". Ponte ideale tra un solido songwriting britannico e un sound americano d'impatto stupefacente. “Atlata”: sonorità fresche ed immediate, scorci di vita e un forte stampo americano, come americane sono le principali influenze: Train, Phantom Planet, The Script... suoni moderni e passione per i classici. “Alice Baccalini in concerto” 26/03/2011 ore 16:00 - Galleria Rudh, c/o Cascina Grande, Via Togliatti, Rozzano Intero: € 5.00 - Iscritti Rudh: € 4.00 3a Rassegna internazionale di musica da camera 2010/2011 Il concerto, a cura della Società Umanitaria, presenta una tra le più giovani, telentuose ed apprezzate pianiste “di casa nostra”, che si esibisce per celebrare il grande compositore F. Liszt.

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Giornalino Rozzano Calcio