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Un giornale per tutti Ora non lasciateci soli di Francesca Fazio

Finalmente dopo alcuni anni ritorna il giornalino del Nazareth. Si rivolge agli studenti, alla preside, ai professori tutti e naturalmente anche al personale e ai genitori, sempre presenti nella vita quotidiana degli alunni. L'obiettivo principale del nostro magazine è invitare gli studenti alla lettura di argomenti che possano essere di loro interesse. Il giornale sarà anche un riferimento per conoscere

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le novità riguardanti l'istituto, le attività in programma, e per permettere agli alunni di interagire maggiormente con la vita della scuola. Si è scelto il magazine, con articoli corredati da foto, per invogliare maggiormente il lettore. Ho il piacere di essere la prima direttrice e sarò quindi io la prima a vivere le preoccupazioni e le responsabilità di questo nuovo progetto. La redazione si augura che i suoi sforzi siano coronati da

un grandissimo numero di lettori. Una svolta importante, nella vita del giornale, sarebbe ottenere il supporto di uno sponsor che possa sostenere le spese gravose per la stampa. Per questo è importante che chiunque abbia la possibilità di presentare un negozio, una tipografia o comunque una ditta (o anche un privato) disposto a finanziare il nostro progetto lo segnali prontamente. Il progetto è partito. Tanti di


A SC U O L A D I N EW S

Così diventiamo cronisti di Arianna Montesi

Anche al Nazareth si diventa professionisti di giornalismo. Ogni settimana 40 studenti dell’istituto partecipano ad un corso che insegna le tecniche di scrittura giornalistica e lì è così è nata l'idea di far rivivere "Scribo Ergo Sum". Liceo linguistico, classico, scientifico, tutti gli indirizzi di studio sono rappresentati all’interno della grande redazione del Nazareth. A tenere il corso due giornalisti professionisti. L’iniziativa “A Scuola di News” prevede 40 ore complessive di lezione. La redazione è divisa in vari settori, legati agli interessi dei vari ragazzi: dallo sport allo spettacolo, dalla finestra

noi vi hanno aderito con entusiasmo e passione, grazie soprattutto all'aiuto ed al supporto di due giornalisti

sul mondo ai servizi speciali e dalle attività scolastiche ai giochi. Il progetto ha mostrato, sin dal primo incontro, una grande partecipazione ed un grande interesse da parte dei ragazzi. Un impatto positivo, che ha portato i ragazzi a sviluppare senso critico nell’analisi della cronaca e della realtà. I migliori articoli, inoltre, saranno pubblicati anche sul portale www.ascuoladinews.it, così da far conoscere le attività del nostro istituto ai ragazzi che stanno partecipando al progetto anche in altre città d'Italia. Un modo, questo, per mettere in contatto le scuole del Paese. E il Nazareth è in prima fila.

professionisti che hanno reso possibile lo sviluppo di mille idee e pensieri, che senza il loro intervento non

sarebbero diventati tangibili. La redazione ha fatto il suo meglio, ora tocca ai lettori giudicare.

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I L C O M P L EA N N

L'istituto spegne 125 candeline e festeggia con di Leonardo Lupo

Centoventicinque anni di storia. Il Nazareth ha festeggiato l'ennesimo traguardo della sua esistenza accompagnato dal cardinale Camillo Ruini e dal sindaco Gianni Alemanno. Entrambi hanno voluto essere presenti ai festeggiamenti dell'8 dicembre, festa dell'Immacolata e giorno della fondazione del nostro istituto. Tantissima gente. La cappella dell'istituto gremita. Docenti, studenti, genitori ed ex alunni. Impossibile trovare un posto. Ma c'è stato comunque ordine, rispetto. Una sensazione di completezza e di voglia di stare insieme. La festa di una grande famiglia. Il cardinale Ruini, con la sua semplicità ha reso ancor più suggestiva una cerimonia che toccava il cuore. Grande disponibilità ed un sorriso contagioso. Una personalità forte che ha trasmesso serenità, con la voce e con i piccoli gesti. Tante strette di mano e una parola per tutti. Non si è negato neppure per un istante, con i suoi occhi azzurri e l'accento emiliano ha mostrato il volto umano della Chiesa. "Il Nazareth è sempre stato un punto

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di riferimento nei momenti difficili della società - ha sottolineato Ruini nell'omelia - Già ai tempi dell'Unità di Italia ha sempre dato il suo supporto per la crescità della comunità". Una vocazione, quella della formazione dei giovani, che la scuola non ha mai smarrito in 125 anni di storia. "Voi giovani dovete essere da esempio per tutti - ha spiegato agli studenti a fine cerimonia il cardinale Ruini -. Nel Vangelo c'è la risposta su come essere dei buoni cristiani. Leggetelo e pregate il Signore". Parole semplici, ma che sono arrivate diritte all'anima. Parole ed emozioni difficili da dimenticare. Così come lo scambio di battute con il sindaco Gianni Alemanno, avvolto nel "Tricolore" e pronto a rispondere alle domande di studenti e genitori. "Il Nazareth l'ho sempre considerato un'isola felice - ha detto il sindaco - Anche negli Anni '70, quando ero io studente e si vivevano tensioni, qui al Nazareth sembrava di essere in un altro mondo. Tutto perfetto, ordinato. Questa scuola è senza dubbio nella leggenda e nella storia di Roma".


N O P I U ' B EL L O

n il cardinale Ruini e il sindaco Alemanno A destra, il cardinale Camillo Ruini con Francesca Fazio e Leonardo Lupo dopo la celebrazione Sotto, il sindaco Gianni Alemanno durante il saluto alla platea

Il Nazareth è sempre stato un punto fermo nei momenti difficili della società

Camillo Ruini 5


L A ST O R I A

Dall'Unità di Italia all'iPhone con "sapienza e letizia" di Silvia Bove

La campanella del 125° anniversario del nostro liceo è suonata. Scandisce l'ennesimo intervallo della ricreazione risvegliado non solo le pance brontolanti degli studenti e dei professori, ma soprattutto animando i lunghi corridoi con voci e urla altisonanti. Le guance arrossite dal primo freddo e le corse sui pianerottoli non sono realtà nuove. Generazioni intere di nasi intorpiditi hanno colorato le ripide scalette laterali e le rampe centrali più agevoli dell'Istituto Nazareth di via Cola di Rienzo, nato nel 1887. Roma è da pochi anni capitale del nuovo Regno d'Italia e sul trono di S.Pietro siede Sua Santità Leone XIII, che desidera per primo la costruzione di una Cappella (l'embrione del nostro Istituto) dedicata all'Immacolata Concezione in un quartire povero e quasi deserto e che oggi vanta, forse, la più ricca selva di negozi, uffici e motorini della Capitale.

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Si plasma così il nuovo ColleggioEducandato, destinato inizialmente alla rigida formazione femminile, che aprirà le porte ai pantaloni e alle barbe solo un secolo dopo la sua nascita. Ma per entrambi, Sapienza e Letizia rimangono le parole chiavi della formazione integrale del Nazareth, incise sullo stemma delle divise e nei cuori di ogni studente. Vivacizzando l'ambiente con i primi quattro nazarettiani, un po' timidi e confusi, si inaugura il nuovo Liceo Linguistico che si affianca al tradizionale Liceo Classico, su intuizione della preside Coniglio. Si porta avanti con coraggio e fiducia l'opera di adeguamento dell'Istituto allo spirito dei nuovi tempi. Niente più borse, cartelle o cinghie per i libri di scuola: gli zaini multicolori e le


mitiche Vespe accompagnano la spinta innovatrice della scuola mista che rinnova tanto le strade quanto le classi. Aule luminose da sempre, grandi, spesso troppo grandi per gli alunni che dovevano accogliere. Capitava allora, come testimonia una mamma, che i banchi si raggruppavano intorno alla cattedra e restava tanto spazio vuoto sul fondo che, a volte, accoglieva uno splendido tavolo da ping-pong. Ma attenzione a non farsi trovare scomposti, con i piedi sui banchi, dalla Reverenda Madre Vignon, la madre Generale, amata e temuta da ogni gonna. Nel mosaico del Nazareth rifulge una data importante: il 24 maggio 1915, anno ufficiale dell'entrata in guerra dell'Italia. Dopo oltre ottant'anni, Laura riesce ancora a commuoversi nel ricordare episodi di un'infanzia consumata tra le punizioni per le più piccole mancanze (come alzare le spalle durante un rimprovero o dire una bugia) e le premiazioni delle allieve più meritevoli per nascondere uno scenario ben più triste. I giorni trascorrono, i mesi corrono. E la campanella degli anni Trenta continua a suonare con la stessa regolarità e nella stessa particolare atmosfera fatta di semplicità, di ordine e di operosità, con il tempo scandito dai tanti momenti rituali delle lezioni, delle recite, delle messe,

delle Cerimonie. La vita delle ragazze era circoscritta tra le pareti della scuola, tra studio, preghiera e ricreazioni, che, tempo permettendo, si svolgevano in giardino. Ancora nessuna attività extra scolastica, niente soggiorni estivi. Annina, sorridendo, ricorda che le gite della sua generazione erano costituite da passeggiate a Villa Borghese, Villa Pamphili e Villa Gloria: tutte schierate in fila per tre e si camminava a passo deciso verso la meta. Iniziarono, poi, gli anni della Guerra. Non appena risuonavano le sirene tutte le alunne scendevano negli scantinati in perfetto ordine con le rispettive insegnanti, inciampand o negli stessi scalini dove noi inciampiam o. Istanti di terrore negli occhi lucidi delle più piccole. A Maggio del 1943 ci fu la chiusura anticipata delle scuole e anche il Nazareth iniziò la via Crucis degli insegnanti francesi che tornarono in patria e degli studenti italiani che rientravano a casa. I rapporti e le notizie divennero sempre più difficili e rarefatti, ma si conservano con fierezza sorrisi e quaderni. Alla fine della guerra riaprì un Nazareth diverso: una scuola che si avviava verso nuovi obiettivi di modernizzazione, con le speranze e gli entusiasmi propri del periodo della "ricostruzione" e con un primitivo desiderio di "Sapientia et Laetitia".

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Ed ecco gli anni Sessanta. Quelli di Papa Giovanni XXIII, di Kennedy, dei Beatles. Periodo felice anche per il nostro mosaico, guidato ora da Madre Rosa Storace e una comunità attivissima di religiose e insegnanti che portano avanti una struttura scolastica sempre più efficiente e attenta alla crescita umana, culturale e spirituale dei giovani. Periodo non privo di novità, anche in campo motorio: l'ora di Educazione Fisica si svolgeva nel sottosuolo, ricorda Annapia, in un ambiente misterioso, ma dotato di attrezzi nuovi e curiosi, come la... corda, la spalliera, l'asse di sospensione. E la divisa da ginnastica, poi, era molto lontana dai canoni attuali: un paio di mutandoni neri chiusi al ginocchio e una

maglietta bianca che si allargava tremendamente per la scarsa resistenza delle pieghe. Altro che tute in microfibra! Una campanella

importante per la storia del Nazareth è quella del 1978. Anno del rapimento e dell'assassinio di Aldo Moro, che chiude amaramente un decennio animato dai moti giovanili del '68, fiorito all'insegna della "partecipazione", del femminismo e della libertà dei costumi, proseguito dagli attentati e dalla strategia del terrore della

Brigate Rosse. La società si trasforma alla luce opaca di questi tristi eventi, non è più la stessa degli anni '50 e '60. E' crisi generale: della famiglia, della scuola, dei giovani che rischiano di essere travolti dagli idoli dell'ondata consumistica e perdere i valori veri, quali l'amicizia e la fiducia. Ideali su cui il Nazareth fonda la proprie radici e che in questi anni così dinamici porta avanti con estrema serietà e sensibilità. Grazie anche alle riforme necessarie alla crescita della scuola e dei singoli studenti. La Presidenza viene sdoppiata tra Medie e Superiori, la divisa blu è

più semplice e la sua interpretazione è affidata spesso all'estro creativo delle alunne, e all'ora della ricreazione è ben accolto il garzone del fornaio con il grande pacco delle pizze. Pizze che verranno sfornate a centinaia negli anni successivi. Il figlio di quel garzone continua, oggi, a impastare la farina e viziare le nostre pance, che al rintocco puntuale della campanella si fiondano ai banchi del bar interno della scuola supplicando una cocacola. Il volto del nostro liceo è cambiato nella mentalità e nei comportamenti, nelle trasformazioni della città intorno alle sue mura, nello scorrere del tempo sul marciapiede familiare di via Cola di Rienzo. Diventando così un'oasi di pace in mezzo al traffico caotico di una Roma quasi isterica, una culla feconda di studenti illuminati dalle vetrate e dai consigli dei professori e di tutta la famiglia del Nazareth, che oggi continua a creare nuovi tasselli preziosi per un mosaico sempre più colorato e autentico. Un capolavoro di vite e sudore, di sfide e vittorie.


L A P R ESI D E

Il futuro sono le lingue di Silvia Bove e Federico Vecchi

«Ho sin da subito avuto la sensazione di trovami a casa». La preside del nostro istituto, Luisa Trovalusci, non ha esitazioni nel raccontarci la prima emozione vissuta al Nazareth. Trentacinque anni di esperienza e due studenti del 5° liceo seduti composti davanti alla scrivania. Una presidenza che passa da ufficio ad angolo di incontro per storia e attualità, tra ricordi e stupore. Nel '96 inizia il cammino alla guida dell' Istituto e subito lascia un'impronta: è lei a dare forma e colore al nostro stemma. Un cammino di sfide, a partire dall'evoluzione della scuola: dall'essere rigidamente femminile, sotto la vigilante presenza di alcune religiose, al divenire pian piano un liceo misto. Una novità importante, una realtà decisiva per la metamorfosi del cuore del Nazareth. Si avvertono sensazioni piacevoli in questo piccolo ufficio, tenuto caldo dal termosifone acceso, proprio sotto la finestra di vetro sabbiato, che lascia intravedere i colori del cortile interno. «La comunicazione è necessaria per mantenere la continuità nel messaggio educativo. È necessaria un'etica, per la sopravvivenza della comunità». Come può migliorare questa casa, oggi? Come possiamo contribuire con tutte le nostre incertezze e timori?

«Si cerca ora, e da molti anni, di aprire le porte della nostra scuola all'insegnamento di altre lingue, come il russo, il cinese, perfino il giapponese, per accrescere le potenzialità presenti e future degli studenti». Quasi un invito a divenire tutti e ognuno, nel suo piccolo, un ponte tra passato e presente, tra l'altro ieri e il dopo domani, tra l'Occidente e l'Oriente. Un'intervista che ora prende la piega di un colloquio, lo spunto di una meditazione cruda e reale. «Come per quanto avvenne per le poleis greche, in cui vi era una corrispondenza feconda tra la città e l'individuo, in cui ogni cittadino trovava la propria realizzazione nella costruzione di un bene comune, oggi questa corrispondenza deve sfociare nel dialogo interculturale, nella sfida ad essere Cittadini del Mondo, nella giusta ricerca della felicità. Lo studente è il primo a dover pretendere questa ricerca». E una chiusura provocatoria, ma veritiera: «In Italia il primo della classe è considerato un secchione. Nel mondo una risorsa, un tesoro, un'opportunità. Bisognerebbe scegliere da che parte stare».

Una seconda casa che rendiamo speciale di Benedetta Boni

Era l’ottobre del 1890 quando il grande edificio con il nome Nazareth apriva le sue porte a tutti i cittadini romani per la prima volta, in quella che oggi chiamiamo via cola di Rienzo, una delle vie più centrali e conosciute di Roma, eppure all’epoca non era né centrale né conosciuta bensì un piccolo pezzo di terreno campestre colorato di

verde. Fu proprio lì che 125 anni fa il “nostro” Nazareth iniziò a respirare l’odore di una Roma appena eletta capitale, a intravedere dalle sue finestre il mondo evolversi anno per anno, pensate a quante cose potrebbero raccontarci le pareti che ci scrutano ogni giorno se potessero parlare; grandi stermini mondiali, la nascita delle prime automobili, la moda che cambia radicalmente,

la tecnologia che esplode all’improvviso, le rivoluzioni, i presidenti, o ancora le mille facce che hanno varcato le soglie di ogni aula, le feste di fine anno, le foto di classe, gli inverni nevosi, i natali, gli esami, e chi più ne ha più ne metta. Ma cos’è che ha reso questo palazzo in stile gotico lombardo cosi importante e unico in tutti questi anni? --> segue a pagina 12

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UNA VITA AL NAZARETH

Francini e Monti, che storia! Docenti simbolo dell'istituto "Per noi è da sempre un punto riferimento" di Benedetta Boni

Una vita al Nazareth… C’è chi ce l’ha fatta. La professoressa Barbara Francini, docente di inglese e la professoressa Patrizia Monti, docente di educazione fisica ci raccontano la "loro" scuola. Da quanti anni insegnate al Nazareth? Francini: Ben 32 anni....esattamente dal settembre 1980. Monti: 27 anni. Cos’è per voi il Nazareth? Francini: Una parte di me stessa, la mia seconda casa, I mean it. Monti: Un riferimento permanente di vita. Il vostro più bel ricordo del Nazareth? Francini: Il calore dei ragazzi e la riconoscenza di alcuni studenti che, anche anni dopo la maturità, vengono a trovarmi e mi ringraziano per quanto ho dato loro. Questa è la riprova che qualcosa di quanto ho dato loro è arrivata a destinazione e che il duro lavoro non è invano. Monti: Sono tanti ma il più bello deve ancora arrivare... Quali sono gli eventi della vostra vita in cui il Nazareth ha avuto un ruolo da coprotagonista? Francini: La mia quotidianità, la mia famiglia, i miei interessi, i miei viaggi… tutto. Monti: Quando sono diventata madre per la prima volta. Quali sono stati i cambiamenti più decisivi che la nostra scuola ha vissuto? Monti: Una maggiore visione verso l'esterno, con una nuova attenzione anche al mondo laico. Una migliore accoglienza per tutte le estrazioni sociali, rendendo cosí migliore il lavoro e la collaborazione professionale di tutti, in un clima di vera cooperazione e in un'atmosfera armoniosa. Questo sta permettendo un sano e necessario ricambio generazionale con al centro, sempre, l'interesse primario del ruolo educativo dell'Istituto.

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Professoressa Francini, lei è la guida e l’artefice del progetto “Trieste”, cosa significa per lei? Francini: Significa il ritorno alle mie radici, un omaggio alla mia famiglia materna che ha tanto sofferto e la gioia della condivisione coi miei ragazzi. Credete che svolgere il vostro mestiere con passione dipenda anche dall’atmosfera che l’Istituto trasmette? Francini: Certamente, al Nazareth mi sono sempre sentita a casa, fra persone che mi hanno saputo accogliere. Monti: L'armonia, la serenitá, l'atmosfera scolastica che quotidianamente si vivono, sono molto belle e costruttive, perchè sono soprattutto sostenute dalla forte motivazione che gli alunni mi restituiscono, al punto tale da rafforzare in me il concetto che non è più solo una questione di passione. Come vivete questo festeggiamento così prestigioso per l’Istituto? Francini: Con gioia, soddisfazione e orgoglio. Non è un caso che per due volte, molto tempo fa, io abbia rinunciato a passare alla scuola statale. E non me ne sono mai pentita. Monti: Con forte emozione e felicitá per averlo raggiunto, e non da sola.


G L I EX A L U N N I

Dai banchi al matrimonio "Non è una scuola comune" I ricordi di tre compagne, amiche da 40 anni di Benedetta Boni

“Le ho incontrate a 11 anni e a 40 siamo ancora unite come a scuola!”. Così descrive un’ex alunna la sua storica amicizia nata proprio tra i banchi di scuola. Giorgia Celso, Ventina Delli Santi e Marianna Medori, ex studentesse del mitico Nazareth, si sono

incorniciare”. Ma torniamo ad oggi. Tutte rispondono con fierezza e orgoglio per essere state “dei piccoli pezzettini di storia del mitico Nazareth”, come spiega Valentina. Cosa ha lasciato il Nazareth alle nostre ex alunne? Giorgia racconta della sua vecchia professoressa di inglese, Madre Giaccone. “È

conosciute nel 1984 durante il loro primo anno di scuola media. C’è tra di loro chi è finito al Nazareth per caso o chi continuava una lunga tradizione familiare… E fu così che si ritrovarono a condividere una parte della loro vita grazie al Nazareth, che fu l’artefice del loro primo incontro. Cosa rappresenta per loro questo edificio? Per Giorgia è “qualcuno da ringraziare”, mentre Marianna parla di “una vera e propria famiglia in cui mi sentivo protetta”. Raccontano tanti ricordi, esperienze e risate con la R maiuscola. Giorgia, con aria emozionata ricorda il giorno del suo matrimonio. Vestita di bianco percorreva la navata della cappella gotica dell’Istituto, la stessa dove quest’anno è stata celebrata la messa per il 125° anniversario. Valentina, invece non riesce a dimenticare tanti vecchi protagonisti della scuola. “Mi si stampa un sorriso in faccia – spiega – se ripenso a Madre Giaccone in punta di piedi, alla pizza di Gianni Napoletti, all’infermeria con le zollette di zucchero o ancora a Lina la bidella del piano, con la sua parlata strana. Tutti momenti da

la mia guida spirituale dal primo anno di liceo”, dice con un sorriso nostalgico. Ma la vera protagonista è la loro amicizia. Un legame che sopravvive da quasi trent’anni. “Sono rimaste più di tutto le mie migliori amiche, che potrei definire sorelle. Grazie agli insegnamenti e ai valori che ci sono stati trasmessi nella nostra scuola abbiamo costruito un legame indissolubile”. Alla luce di tutto questo percorso non si può dire che il Nazareth sia un liceo come tutti gli altri, e loro confermano. “Il Nazareth – afferma Giorgia - è un percorso che forma l'uomo e la donna davvero in sapientia et laetitia come è scritto sullo stemma della divisa attuale”. Valentina invita a chiedere “in giro ai vostri amici o conoscenti, se possono parlare con così tanta emozione del loro liceo”. Il Nazareth sarà anche un Istituto antico e rigido a vedersi da fuori, ma per chi lo ha vissuto nella sua pienezza è qualcosa di più: “Un’oasi dove divertirsi da morire”. “Una grande apertura alla vita e al prossimo”. “Uno spirito diverso con cui affrontare la vita”.

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MATURANDI Guardare al futuro senza paura È tempo di osare di Lucia Borgna e Valentina Balata

All'ultimo anno il futuro appare come il più grande punto interrogativo. Si aspetta tutta una vita per uscire dal liceo. E quando si è ad un passo dal grande momento, la paura e la confusione ci fanno apparire il domani come un gigantesco salto nel vuoto. Per ogni eterno indeciso, c'è invece un ragazzo che ha il volto del successo: conosce ogni dettaglio del suo domani, si prepara con determinazione all'università dei suoi sogni o magari ha già trovato un lavoro. Questo tipo di ragazzo, il cosiddetto "nato pronto", è il più grande incubo di ognuno di noi. E per la serie "le disgrazie non arrivano mai da sole", qualsiasi essere umano ci incontri, dal postino all'amico, ci pone la fatidica domanda: "Cosa pensi di fare dopo il liceo?". A questo punto c'è una sola opportunità: reagire. Inizia così la ricerca disperata di un sogno, che forse era sempre stato dentro di noi, ma così ben nascosto da non riuscire ad ammetterlo a noi stessi. La scuola, in questa ricerca, ha un ruolo fondamentale. Tramite corsi di orientamento e test attitudinali ci aiuta a inquadrare il nostro sogno e ci indirizza verso ciò che potrebbe assicurarci il successo e la felicità. Il nostro istituto permette anche la consulenza di segue da pagina 9

Non il secolo che si porta sulle spalle ogni giorno con fierezza, o la religione che lo rende moralmente saggio, o il suo intramontabile prestigio, tutte qualità che arricchiscono comunque il suo curriculum, bensì, parliamoci chiaro, la vera essenza: noi… noi di oggi e di ieri, che ogni giorno coloriamo le pareti grigie di questo grande istituto con i nostri sorrisi, con le

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uno psicologo per avere un'ulteriore occasione di confronto, per fare emergere le nostre ambizioni e attitudini. Questo procedimento di ricerca, però, non è esente da errori. Le scelte comportano sempre delle conseguenze e dei rischi. E chi non osa sarà sempre attanagliato dai rimorsi o, peggio, dai rimpianti. Questo è il momento di osare. Di dare tutti noi stessi per seguire anche la più folle delle ambizioni e non ascoltare coloro che sottolineano l'assurdità dei nostri progetti in questi momenti di crisi. Ora bisogna avere coraggio e prendere la strada più accidentata se è quella che ci conduce ai nostri desideri. L'insostenibile peso che sembra avere la situazione economica di oggi non ci aiuterà di certo, ma noi abbiamo il dovere e il diritto di provarci. Il futuro spetta solo a noi.

nostre domande, con i nostri appunti, con le nostre dormite durante le lezioni, con tutte le arrabbiature che abbiamo fatto prendere ai professori, con tutti i nostri 2 o gli 8 che hanno marcato i registri scolastici, perché sì, avrà anche compiuto 125 anni, ma senza la nostra laetitia che lo completa resterebbe solo un edificio storico senz’anima. Ma

dobbiamo anche ammettere che senza la sapientia che lui ci trasmette non potremmo varcare quelle mura con un bagaglio di ricordi e una salda formazione. Quindi grazie Nazareth, per averci accolto tra le tue braccia, per esserti fatto imponente quell’ottobre senza timidezza, ma soprattutto per averci fatto capire cosa vuol dire avere una seconda casa.


M U SI C A N EI M U SEI A r t e d a ve d e r e e s e n t i r e

A dicembre il via alla seconda edizione di Francesca Gabrielli Claudia Soscia

È ripartito il progetto Musica nei Musei. Dopo il successo dello scorso anno, ecco che le note tornano a scuonare tra le opere d'arte della città. Strumenti del passato, di epoche lontane, che tornano ad essere protagonisti del nostro tempo in una iniziativa fuori dall'ordinario. Il progetto comprende quattro lezioni teoriche e quattro visite culturali in alcuni dei musei più interessanti e suggestivi della città Le lezioni e gli incontri sono sempre ravvicinati. Questo perchè i concerti sono l'esposizione pratica di quanto studiato nelle ore di teoria. Il primo incontro è stato presentato da due esperti di musica che hanno, in ordine cronologico, illustrato l’arte in corrispondenza della musica,

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in un periodo compreso tra il barocco (1600) e i giorni nostri, con un particolare riferimento al Romanticismo del diciannovesimo secolo e all’Illuminismo (in musica e in letteratura). Secondo i docenti, il progetto ha due finalità: appassionare gli studenti all'ascolto di vari tipi di musica e stimolarli alla ricerca di nuove esperienze formative. Il progetto ha avuto un tale successo lo scorso anno, che si è deciso di riproporlo immediatamente. Ma se un anno fa si esaltava il concetto classicista del “bello”, quest’anno il progetto è improntato sul mettere in risalto le differenze e le similitudini tra le popolazioni mediterranee. È presto per fare un bilancio di questa nuova edizione, ma certamente c'è voglia di nuove scoperte.


M E C C A E ZA C C H I Po e t i d e l l ' a m o r e L e p e nne d e i p r o f d a nno e m o z i o ni di Angelica Colletti

Due professori che decidono di vincere una nuova sfida: scrivere un libro ed ampliare ancora di più le loro conoscenze. In quest’intervista i professori Salvatore Mecca ed Eugenio Zacchi, raccontano rispettivamente le loro pubblicazioni, che hanno

riscosso grande successo durante la presentazione nella Gran Sala della nostra scuola. Cosa l’ha spinta a scrivere il libro? Mecca: "Bel domandone! Sinceramente la causa principale sono stati i miei alunni, volevo spingerli a capire quanto fosse affascinante il mondo classico. E così ho ceduto all'invito del professor Luca Canali, il

Picasso del mondo classico". Zacchi: "L'amore per la letteratura e quindi una profonda curiosità e passione nel sondare le pieghe del cuore umano". Perché ha scelto il genere poetico?

Mecca: "È stata una casualità, il professor Luca Canali mi ha suggerito Anacreonte e ho accettato. Anche per rivalutare questo autore che ad una prima analisi può sembrare un poeta senza una propria personalità. E invece è un grandissimo poeta, definito anche come il precursore di Socrate". Zacchi: "Ho sempre amato il genere poetico: è il linguaggio artistico che meglio risponde all'esigenza di esprimere ogni

moto dell'animo, dell'intelletto e del cuore con immediata sintesi". Scrivere le è venuto spontaneo o ha dovuto fare degli studi a riguardo? Mecca: "Ho dovuto fare molte ricerche, studiando in modo approfondito il poeta e attingendo a tutti gli articoli che trattavano di Anacreonte. È stato anche divertente". Zacchi: "Uno scrittore studia sempre ed è sempre immerso nella realtà che vive e nella storia". E’ rimasto soddisfatto del suo lavoro? Mecca: "Molto. È stato un onore lavorare con Canali, dedicandomi a ciò che amo di più: le lettere classiche". Zacchi: "Sì, è stata un'avventura emozionante e divertente. In ogni impegno deve essere sempre presente il noto motto oraziano del miscere utile dulci".

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In alto da sinistra: Lorenzo Sisti, Alvise Pisenti, Raffaele Navarra, Adriano Capasso, Silvia Bove, Lucia Borgna, Valentina Balata, Benedetta Boni, Martina Ferrara, Claudia Dalla Torre, Francesca Ragazzoni, Francesca Fazio, Vasilisa Paretti, Caterina Floriani, Fiamma Rossetti, Lucrezia Serra, Simone Di Stazio, Filippo Galassi, Salvatore Odescalchi, Lorenzo Salerno, Innocenzo Failla, Pietro Sorrentino, Stefano De Tommaso, Leonardo Lupo, Gabriele Coiante, Silvia Antonini, Marzia Paoletti, Eugenia De Petra, Francesca Acri, Vittoria Gravina, Flavia Pusino, Valentina Macaluso

TRIESTE


IL NATALE

Nazareth vestito a festa nel segno della tradizione di Leonardo Lupo

All'Istituto Nazareth di Roma le festività natalizie prendono vita. Quest'anno più decorazioni. Un albero maestoso, un Presepe d'altri tempi, ghirlande e luci multicolore. Lo spirito natalizio abbraccia la scuola dal primo all'ultimo piano dell'edificio. L'istituto romano cambia volto durante il periodo natalizio. Dal crepuscolo fino all'alba luci blu e rosse, cascate luminose e sfere natalizie illuminano tutta la facciata dell'edificio storico, richimando i colori dello stemma applicato sulla divisa degli studenti. I visitatori che hanno modo di entrare nella struttura possono riscaldare la loro vista osservando il

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Il ricco presepe dell'antica Roma ed un maestoso albero decorato rendono speciale l'atmosfera nel nostro istituto

Presepe Artistico Artigianale, in stile Roma antica, realizzato dal professor Paolo Tinorio. Una tradizione nella tradizione dell'Istituto che estende i suoi numerosi allestimenti fino al 6 gennaio 2013; Riproponendo per tutti coloro che vorranno condividere questo momento, l'edificio che

da anni offre un servizio di educazione. L'obbiettivo principale è quello di conservare lo spirito che alimentava i Natali passati, tutte le luci e gli addobbi che riempiono quello di oggi, nella speranza di mantenerli in quelli futuri, riflettendo sulla lotta alla povertà, lo sfruttamento minorile e l'analfabetismo, ancora terribilmente attuale e che non riesce a liberarsi dell'ignoranza e del pregiudizio. Aspetti che da sempre contraddistinguo il fine educativo della scuola. Una tradizione affettuosa che festeggia il 125 anniversario accanto ai suoi studenti. Buon Natale!


SGUARDO SUL MONDO

Ritrovare il vero volto della gioia Nella foto i professori Paolo Tinorio e Francesca Galati

di Ilaria Iannuccilli Alessandra Trio e Olimpia Viscogliosi

Ormai il Natale è giunto alle soglie, le strade si arricchiscono di luci e decorazioni. Nell’aria si avverte un senso di gioia e felicità, di persone che da tempo attendono questa festa. Le case diventano accoglienti, la gente ne approfitta per trascorrere giornate in famiglia, realizzando splendidi alberi e originali presepi. I bambini aiutano con emozione, con lo scopo di ricavare grandi spazi sotto l’albero, per poter raccogliere numerosi regali. Purtroppo però dietro questa atmosfera di felicità e spensieratezza, sui volti delle persone si cela un senso di angoscia , dovuto al fatto che al giorno d’oggi il Natale ha perso il suo significato originario; sono venuti meno quei valori che ne erano alla base. Il Natale, è divenuto, come tutte le altre feste, un business fatto di consumo e spreco. Le festività natalizie costituiscono il periodo in cui si registra un aumento di spese: chi si premia con viaggi, chi con trattamenti lussuosi, chi si perde in spese di minore importanza. Il Natale, dunque, si è trasformato in emblea del consumismo. Fenomeno che è conseguenza della globalizzazione. Attraverso i mass media, che influenzano soprattutto i più giovani, la gente è desiderosa di comprare ogni giorno beni nuovi, che soddisfino nuove esigenze e sostituiscano i beni ormai superati, senza permettere che il mercato si saturi. Il consumismo in un anno come questo, in cui domina la crisi, porterà le persone ad essere infelici ed insoddisfatte. C’è ancora qualcuno che si sofferma a pensare al vero significato di questa festa che, anno dopo anno, si sta trasformando nella più grande manifestazione del consumismo? Forse dovremmo considerare questo periodo di crisi economica come l’opportunità per riscoprire i valori autentici del Natale, allontanando il superfluo e concentrandoci sui sentimenti di fratellanza e di solidarietà che questa festività racchiude e che sono essenziali anche per cercare di uscire da questa grande crisi che non si ferma mai neanche di fronte al Natale.

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Er a s m u s a r i s c h i o I l s o g no e ur o p e o " cos t a t r oppo" I Paesi dell'Unione non sono disposti ad affrontare ulteriori spese per sostenere il progetto Se non si troverà una soluzione salteranno le borse di studio il bilancio annuale del 2013. Se il piano non dovesse ottenere il via libera, allora c'è il concreto Il progetto Erasmus è in crisi. rischio che i Paesi in Nato nel 1987 e finanziato difficoltà siano costretti a dall’Unione Europea, dà la fare ulteriore ricorso al possibilità agli universitari del fondo sociale, aggravando vecchio continente di così il deficit finanziario. prendere parte a Al momento le posizioni un’esperienza di studio all'interno dell'Ue sono all’estero dai 3 ai distanti. Da una parte 12 mesi. L'iniziativa fino ad oggi c'è il rifiuto da parte dei Un'opportunità per consentiva a tutti gli studenti Paesi più colpiti dalla tutti. Il bando del crisi ad aderire alla programma, infati, universitari di sostenere proposta di tagli per è consultabile alcuni esami all'estero l’educazione, dall'altra presso il sito ci sono Gran Bretagna, internet di tutte le all’indisponibilità di risorse Francia, Germania, facoltà interessate. Nel per coprire le spese del Finlandia, Svezia, Olanda e mese di gennaio, una volta progetto, primi tra tutti Austria che respingono la effettuata la candidatura, Grecia, Irlanda, Spagna, richiesta di ulteriori contributi la domanda viene poi Portogallo e Italia. La per finanziare il fondo valutata da un'apposita Commissione, dunque, sociale del 2012. E gli commissione che stilerà le deve rielaborare una studenti restano senza graduatorie dei proposta di accordo che risposte, con un sogno partecipanti. A distanza di riesca a recuperare i 10 europeo nel cassetto e la un anno lo studente potrà miliardi di euro necessari a speranza che la crisi non partire nel semestre scelto e chiudere il 2012 e a cancelli una delle iniziative svolgere gli esami facilitare le negoziazioni per formative più interessanti. nell'università ospitante. di Laudy Mignemi e Lucrezia Serra

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Esami che verranno poi riconosciuti dalla facoltà di provenienza. Divenuto oramai fenomeno culturale, l'Erasmus è messo in pericolo dalla crisi economica che sta colpendo l’Europa. Numerosi Stati membri, infatti, si trovano di fronte


U n a nno a t ut t a b i r r a i n Be l g i o per cr es cer e Vivere all'estero, esperienza che si può fare anche da liceali L'importanza di trovarsi da soli: un'occasione per maturare, formarsi e imparare le lingue vivere un anno spesso cosa mi sia rimasto di Claudia Dalla Torre indimenticabile, mettendoli di questa esperienza a Il Belgio, piccolo paese al però di fronte a tanti parte l’approfondita centro d’Europa, sede del ostacoli, e facendoli conoscenza della lingua parlamento europeo, convivere con la paura francese. La risposta? Tutto paese della birra, delle che tutta quella vita e niente. Ora mi conosco patatine fritte e del costruita faticosamente dal meglio e mi sento cioccolato è stata la mia nulla possa crollare da un arricchita, perché sono casa per un anno. Vivere momento all’altro: non solo piena di persone un anno all'estero è stata, la paura di non passare gli fantastiche con le quali ho fino ad ora, l’esperienza un legame unico. migliore che io Tuttavia ho abbia mai fatto. In Amicizie indimenticabili l’impressione che nulla un anno ho avuto sia successo. Ho e più conoscenza di sé l’opportunità di lasciato la mia vita per sperimentare Ecco come si diventa tornare alla mia vita. esperienze davvero cittadini del mondo Ma mi rendo conto che irripetibili che mi per quanto del Belgio porterò sempre esami a scuola, ma di mi possa mancare tutto, con me. Guardando rimanere soli all’ora di per quanto possa avere indietro non ho rimpianti, pranzo, il panico di l’impressione che tutto sia nella mia testa tutto si è deludere la famiglia nel passato. L’anno svolto in maniera ospitante. Tutte questo però all’estero in Belgio è la mia straordinaria. La mia mi ha spronato a quel esperienza, è la mia vita e famiglia ospitante, i miei successo che ora mi fa tutto il tempo del mondo amici, la scuola. Tutto guardare indietro e dire, “è non potrà mai levarmi la perfetto. Obiettivamente stato un anno gioia di averla vissuta. però mentirei se dicessi che meraviglioso”. Auguro che anche voi è stato tutto rose e fiori. Ora che sono tornata da possiate vivere un Questa esperienza qualche mese mi chiedo esperienza del genere. permette ai ragazzi di

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PASSIONE GHIACCIO Passatempo natalizio

Aperte a Roma molte piste e il pomeriggio c'è spesso la fila fidanzata appena conquistata. E quando tra i tanti neofiti spunta A Natale si pattina. Sul una pattinatrice vera ghiaccio, come nei film. ecco che la pista si Durante questo mese di svuota per assistere allo festività uno degli hobby spettacolo, tra invidia e più praticati è infatti il stupore. pattinaggio sul ghiaccio. Uno sport, è vero, ma Sono molte le il divertimento è I sondaggi lo confermano: associazioni che soprattutto nel organizzano durante tutto l'anno in molti “gareggiare” con eventi. E spesso praticano questo sport amici alla prima sono invitati esperienza per vedere anche dei Ma è sotto le festività che chi riesce a resistere personaggi del la disciplina può godere più tempo in piedi. mondo dello di una popolarità maggiore Una sfida da fare. spettacolo o E non è un caso se dello sport, che si Indimenticabili le cadute alcuni sondaggi hanno trovano così a dover e i lividi. Il ghiaccio non rivelato che il “tipico” indossare i pattini. perdona distrazioni. Così pomeriggio natalizio dei Uno sport praticato tutto non è strano imbattersi in teenager è andare a l'anno, ma è soprattutto giovani aggrappati alla pattinare, mangiare o nel mese di dicembre, ringhiera per evitare di bere qualcosa di caldo con l'aria del Natale, che scivolare davanti ai tanti come crepes o il pattinaggio su ghiaccio ragazzi in attesa. O cioccolata, tornare a ritrova grande popolarità. peggio, trascinare sul casa e vedersi un film tutti E questo anche grazie al ghiaccio anche la insieme. business che genera. di Simona Salvatori Vilga e Diletta Gaffi

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Nonostante i pattini sudati, la confusione inziale, le interminabili file, il freddo che ti avvolge, il pattinaggio su ghiaccio è sicuramente un bel passatempo, di quelli da condividere con gli amici.


TORNEI DEL NAZARETH Si parte con la pallavolo Due i campionati: biennio e triennio. Match al via nel 2013 di Pietro Sorrentino

Per le classi del biennio e triennio si svolgerà anche quest'anno il torneo di pallavolo. Sarà organizzato in due distinte competizioni. Si sfideranno i migliori atleti dell'istituto con la modalità a squadre miste: le aspettative sono al massimo! Lo spettacolo è assicurato. Impossibile restare delusi dalle performance e dalle emozioni vissute sul campo. E guai ad escludere colpi di scena. Le squadre si sfideranno a partire dal nuovo anno, seguendo la classica procedura dei tornei, a girone: vincerà il team che si classificherà al primo posto totalizzando il punteggio migliore. Sulla base delle condizioni climatiche, il torneo si svolgerà all'aperto oppure in palestra. Certo anche l'orario di gioco. Le partite saranno disputate fuori dall'orario curriculare e mai prima delle ore 14:00. Previsti premi per tutti. Dai trofei per i vincitori ai premi di consolazione per le altre squadre partecipanti. Premiazione che sarà, dunque, una grande festa. Bisogna solamente aspettare e vedere chi vincerà la tredicesima edizione del "Nazareth".

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Roma capitale del muaytahi Nato in Thailandia, è arrivato in Italia da alcuni anni. In città l'unico Arjan Reale d'Italia di Luca Bernardini

La muaythai è un'arte marziale. Uno sport antichissimo, che in Italia sta iniziando lentamente a farsi conoscere, conquistando soprattutto i giovani. Secondo la leggenda nacque addirittura duemila anni fa. Una disciplina che è soprattutto di autodifesa e non di offesa. Uno sport che insegna il rispetto dell’avversario. E infatti all’inizio di ogni incontro ufficiale c’è il saluto e un gesto amichevole tra i gareggianti che si toccano tramite una colpo di guanti. Un gesto che di fatto dà il via all’incontro. Uno sport di origine thailandese, come si può desumere dal nome dello stesso muaythai (per –thai si intende proprio la Thailandia). In Asia, ovviamente, questo sport è a livelli aulici. In Europa la situazione è leggermente diversa. in nazioni come l’Olanda, in cui è molto diffuso, è stato "occidentalizzato", cioè modificato rispetto alla tradizione. In Italia, invece, è rimasto puro. A Roma abbiamo infatti l'onore di avere l’Arjan Reale Patrick Cesarini, l'unico in Italia. È responsabile del CSEN/CONI e fondatore della Cesarini Accademy, che vanta numerevoli successi in qualsiasi tipo di competizione: 4 titoli regionali e 3 nazionali, con i Warriors Valerio Prudenzano e Alessandro Carsetti. Nell’accademia inoltre c’è anche il campione mondiale di Muaythai dell’anno 2011 Flaviano Di Gregorio, e molti Letal Fighter che hanno partecipato ai mondiali di muaythai in Thailandia, tra questi Alessandro Santirocchi. Il “nucleo” Cesarini è un gruppo affiatato, sempre presente alle manifestazioni di Muaythai. Persone guidate da sani e robusti valori e anche da un forte senso di amicizia. Animati dalla continua volontà di fare e di fare bene e sempre meglio, in perfetto stile muaythai.


CRUCIVERBA ORIZZONTALI 1. Lavora metalli preziosi 6. Non zuccherati 10. Una persona ipotetica 11. Sopportano le pene dell’inferno 13. In mezzo 14. Un segmento del dito 16. Per il poeta è… egli 17. Il Simón detto "El Libertador" 18. Anno Sancto 19. Castigate 20. Agnese a Madrid 22. Tempietto con dentro una statua 25. Metallo per anelli 26. È ricca di potassio 27. Tubi di legno… vuoti 29. C’è quello delle Amazzoni 30. Lamentela noiosa e insistente 32. Imposta, battente 34. Calma, serena 35. Torino 36. Veleno potentissimo 38. In mezzo alle dita 39. Lewis atleta americano 40. In fin dei conti 41. Amò Leandro 42. Quella di ferro passava per Berlino 44. Veicolo a trazione elettrica 45. Barca ricavata da un tronco d’albero 46. Quattrini, palanche. VERTICALI 1. Priva di lucidità 2. Quasi unici 3. L’organo del Volo 4. Ferrara per l’ACI 5. Erta o venuta sù 6. L’attrice Magnani 7. Non hanno bisogno di diete 8. Divinità Della greca 9. Un pò di rispetto

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11. Tagliò i capelli a Sansone 12. Un mezzo di trasporto 14. Quanto di energia vibrazionale 15. Campione sportivo 17. La meta del golfista 18. Compiono decolli e atterraggi 19. Vino bianco secco 21. La mamma del papà 23. È simile al cervo 24. Erano anche detti "Uomini Puri" 27. Il veleno di Socrate 28. Venuto al mondo 30. Rete locale 31. Uomo meccanico 33. Piccolo Parassita 34. Si usano per le staccionate 37. Strada parecchio difficoltosa 38. La sua capitale è Teheran 39. Il contrario di senza 41. La moglie di Zeus 42. L’inizio del cammino 43. Napoli 44. All’inizio è… troppo

Le soluzioni nel prossimo numero del giornale Giochi a cura di Alberto Buscema


L'OROSCOPO

consigliamo maggiore pazienza e dialogo.

ARIETE Avete progetti importanti? È il momento di portarli avanti. Mese interessante per l'amore, almeno fino al 17. Attenzione, però, a fine mese potrebbe tornare tensione nella coppia.

LEONE Mese di grandi iniziative e per qualcuno anche di grandi eventi. Resta qualche questione in sospeso sul lavoro. Nessun problema per le coppie stabili.

TORO Quest'ultimo periodo non è stato facile soprattutto per il lavoro. In amore non perdere la fiducia, il rapporto migliorerà con il tempo. Attenzione ai rapporti con acquario e leone.

VERGINE L'esigenza di vedere tutto ordinato e stabile ti porerà ad avere qualche problema nei tuoi affari. Otterrai di più dagli affetti. Complessivamente preparati ad un mese proficuo.

GEMELLI È un mese di fatica, ma anche di buoni risultati come dimostra l'accoppiamento GioveVenere. In amore le stelle proteggono e permettono riappacificazioni o nuovi incontri.

BILANCIA La situazione astrologica migliorerà intorno al 10 del mese. Amore e fortuna predomineranno il tuo futuro. Attenzione alla fine del mese, le cose si complicheranno.

di Angelica Colletti

CANCRO Primi successi sul lavoro, se ci sarà un cambiamento sarà favorevole. Molta prudenza nelle relazioni sentimentali. Ti

SCORPIONE Rilancio non solo nel lavoro, ma anche nella vita. Bisogna cogliere l'occasione per prendere decisioni importanti. Gli astri giocheranno a favore.

SAGITTARIO Non ci sono state grandi novità negli ultimi mesi, ma adesso non manca la grinta e i pianeti a favore. Stabilità ritrovata da non mettere in discussione. CAPRICORNO In questi giorni serve particolare attenzione sul lavoro e non in amore. Recupero sul piano affettivo nella seconda metà del mese, con idee più chiare e iniziative sentimentali. ACQUARIO Solleva polemiche più o meno giuste, la maggioranza di queste porta ad una crescita interiore. Dopo un'iniziale fatica si prospetta nella prima metà del mese un periodo di tranquillità. PESCI Ancora qualche perplessità nelle relazioni sociali. Tutto si risolverà nella seconda metà del mese. Buoni i rapporti con Acquario e Gemelli, partner ideali per nuove storie.

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Scribo Ergo Sum n.1