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stampo. La Caffarel depositò il marchio “Gianduia” ed è tuttora l’unica azienda a poter stampare il volto della maschera sull’incarto, ma tante ditte di Torino e Provincia o del Piemonte producono gianduiotti: Borgodoro, Domori, Feletti, Guido Castagna, Guido Gobino, La Perla di Torino, La Suissa, Fiorio, Novi, Pastiglie Leone, Peyrano, Pernigotti, Streglio, Venchi, Ziccat  e tutte le piccole cioccolaterie torinesi, come la Ballesio Cioccolato e la Chocoleini e molte altre che producono ancora i gianduiotti tagliati a mano. Qualche curiosità sul gianduiotto e sul cioccolato, questo incredibile antidepressivo naturale che non ha controindicazioni se non quella dell’eccesso e dell’overdose: “fare una figura da cioccolataio” al giorno d’oggi non fa certo piacere a nessuno, ma da cosa nasce la frase che, come sovente accade, ha

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varie versioni? La più accreditata la diede lo storico Alberto Virgili in un suo libro del 1917: si narra che da tempo un cioccolataio andasse in giro per Torino con una ricca carrozza tirata da una quadriglia, diversamente dai borghesi che, di norma, ne usavano una trainata da due cavalli. Sembra che, vedendolo, il Duca Carlo Felice di Savoia si risentì e lo fece chiamare, chiedendogli di non ostentare abitudini regali poiché il re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme non poteva permettersi di fare «na figüra da cicôlatè!»”. Un’altra versione sostiene che gli artigiani che preparavano la cioccolata calda, lavorando le fave di cacao si sporcavano facilmente e quando servivano la bevanda ai nobili, i primi consumatori, di sicuro non facevano una bella figura, ma… facevano “la figura dei cioccolatai”. Da quando questo detto divenne popolare, gli artigiani di questa prelibatezza preferi-

scono essere chiamati cioccolatieri. Un’altra situazione curiosa riguarda Andy Warhol, fotografo, regista e artista che raccontava di amare due cose di Torino… e una di queste era proprio il gianduiotto (…l’altra era la Fiat 600). E c’è anche un record: il gianduiotto più grande del mondo fu realizzato dalla Novi per essere esposto a Torino durante la manifestazione Eurochocolate del 2001: misurava 2 metri di altezza per 4 metri di lunghezza per 1 metro di larghezza con un peso di quaranta quintali, frutto di 150 ore di lavoro. Oggi, a poco più di 150 anni dalla sua creazione, il gianduiotto è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per la sua genuinità e per il suo gusto pieno e vellutato, oltre che per essere un prodotto Made in Italy unico, vera eccellenza dolciaria del nostro Paese. ▣

M A G A Z I N E   S E T T E M B R E 2 0 1 7 AGROAL I M E NT ARE NAZ I ONAL E

ASA Magazine 1 - Settembre 2017  

La rivista dell’Associazione Stampa Agroalimentare Italiana

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