Asa Magazine 16 - Maggio 2021

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Etichettatura ambientale. Novità normative 2021 e dubbi interpretativi Lotta ai cambiamenti climatici ed al degrado ambientale sono le sfide mondiali che mirano a fare dell’Italia un Paese che scommette sul futuro ecosostenibile. Innovazione, sostenibilità e qualità, sono il diapason dell’economia circolare, quale sistema economico pianificato al riutilizzo, riciclo e condivisione dei materiali in successivi cicli produttivi, per ridurre al massimo gli sprechi. Il Green Deal europeo si pone come strumento di crescita dell’economia circolare, per l’azzeramento totale delle emissioni entro il 2050. Tra le aree strategiche, il settore rifiuti ed imballaggi. di Carmen Guerriero

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e da un lato il processo di globalizzazione ha incrementato la concorrenza – specie da paesi extra europei, con prezzi molto bassi, dati da costi inferiori di mano d’opera e normative antinquinamento meno intransigenti – dall’altro ha determinato anche la necessità di adottare processi di innovazione, specie delle aziende interessate

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ai mercati europei. Di pari passo, all’aumento globale della sensibilità a difesa di ambiente e del valore della biodiversità è corrisposta una maggiore consapevolezza della necessità di tutelare la salute del Pianeta, degli ecosistemi, dei consumatori finali e, conseguentemente, di una normativa adeguata. Le nuove direttive europee di economia circolare, su rifiuti (2018/851) e su

imballaggi (2018/852), sono stare recepite in Italia con il D.Lgs 3 settembre 2020, n.116 (cosiddetto Decreto rifiuti), pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 settembre 2020, che ha apportato modifiche al comma 5 dell’art. 219 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n.152, prevedendo “criteri informatori dell’attività di gestione dei rifiuti di imballaggio” ed introdotto l’obbligo di etichettatura di tutti gli imballaggi “secondo

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