Asa Magazine 16 - Maggio 2021

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’incantevole scenario delle spiagge candide e del mare trasparente e la festosa atmosfera dei grandi alberghi stile Usa mascherano la realtà contradditoria dell’Arcipelago delle Bahamas: grandi finanzieri e clandestini haitiani, ville hollywoodiane e bidonville, paradiso fiscale e inferno della povertà. E la cultura indigena è sempre più soffocata dall’invasione dei turisti americani, e non solo, che ne hanno fatta la meta abituale delle loro vacanze. Nel centro di Nassau, a pochi passi da Rawson Square, la piazza dove meglio si riconosce la vecchia impronta inglese dell’ex colonia britannica, il molo Prince George accoglie le modeste barche da pesca degli indigeni insieme agli yacht da esposizione del turismo milionario. Poco più al largo muove lentamente uno dei battelli destinati alle crociere locali stracarico di festosi turisti, marca USA: passa ma senza fermarsi, di fianco a Potter’s Cay, l’isoletta sotto il ponte che conduce a Paradise Island dove la popolazione locale acquista frutta tropicale e pesce freschissimo e donne dalla pelle nerissima offrono conch, il mollusco simbolo dell’arcipelago appena sgusciato. Lasciata la capitale Nassau, le strade che conducono AGROALIMENTARE E TURISMO INTERNAZIONALE

MAGGIO 2021  ASA MAGAZINE

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