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LA STORIA LA STORIA VILLA BORGHESE E IL GIARDINO DEL LAGO Villa Borghese è un grande parco della città di Roma che comprende sistemazioni a verde di diverso tipo, dal giardino all'italiana alle ampie aree di stile inglese, edifici, piccoli fabbricati, fontane e laghetti. A partire dagli ultimi due decenni del Settecento, fu oggetto di una profonda trasformazione. Nel 1766 il principe Marcantonio intraprese consistenti lavori di trasformazione ed abbellimento che interessarono, in primo luogo, il "Casino nobile" (ora sede della Galleria Borghese), poi il "Primo Casino" (attuale "Aranciera" e sede del Museo Carlo Bilotti), e soprattutto nel parco, con la sistemazione del "Giardino del lago", per opera degli architetti Antonio e Mario Asprucci. La zona denominata nelle descrizioni seicentesche “piano dei licini, perché caratterizzata da un bosco di lecci, attigua all’acquedotto e al Primo Casino, venne recintata assumendo una connotazione precisa, mutata dalla moda dei giardini all’inglese. Le prime notizie sull’inizio dei lavori risalgono al 1784 ma solo nel 1790 l’intervento si poté considerare compiuto: nel corso di quei sei anni il progetto cambiò più volte e a fianco degli architetti Asprucci, si alternarono artisti, giardinieri e paesaggisti. Inizialmente Marcantonio intendeva trasformare un’area senza caratteri particolari arricchendola di arredi, creando un sistema di viali e percorsi, secondo i moduli abituali, senza introdurre tipologie innovative. Il gusto del tempo era affidato agli arredi ispirati all’imitazione dei modelli architettonici del passato, soprattutto ai templi greci e infatti i primi tre monumenti realizzati nell’area furono: il tempio di Esculapio, il tempio di Diana e il Tempio di Antonio e Faustina. I tre monumenti progettati, sotto la guida degli Asprucci, dotarono quella zona del parco di una omogenea presenza neoclassica, accentuata dalle numerose statue antiche, solo in minima parte in sintonia con la moda dei giardini all’inglese che prevedeva una pluralità di stili. Le fasi di realizzazione del Giardino del Lago e le ripetute variazioni sono documentate da mandati di pagamento, resoconti e a questi si aggiunge una fonte preziosa e originale, le lettere scritte da Francesco Bettini al suo padrone, il cardinale Doria, proprietario della villa attigua a Villa Borghese. Bettini, si era appassionato all’arte dei giardini nel corso dei suoi lunghi soggiorni in Francia e, tornato a Roma, aveva avuto l’incarico dal cardinale di trasformare la modesta vigna in un parco all’inglese. Cosi i lavori delle due ville procedettero di pari passo.

Inizialmente i due progetti si presentavano estremamente diversi: grandioso,imponente, classicheggiante e ricco di arredi di pregio quello di Villa Borghese, mentre quello della Villa Doria era limitato nell’estensione e negli arredi, ma più articolato, originale e eccentrico. Inevitabilmente, la vicinanza introdusse contaminazioni e rapporti di collaborazione e il principe Marcantonio, attratto dalle originali innovazioni della villa del vicino, cambiò in gran parte l’impostazione iniziale. L’architetto Antonio Asprucci aveva ideato un sistema di viali simmetrici e perpendicolari, adorni di statue, busti e altri arredi di pregio, con alcuni monumenti nei punti focali, come il Tempio di Esculapio e il Tempio di Diana, agli estremi del viale principale. Il tempio di Esculapio doveva essere addossato alla parete di confine della villa, adorno di una colossale statua e con innanzi una peschiera rettangolare. Ma il principe, osservando il lago che si stava realizzando nella Villa Doria, ne fu influenzato e cosi decise di cambiare l’impostazione del tutto chiamando come consulente Jacob More. La peschiera fu sostituita da un lago dalle forme irregolari, ad imitazione di uno stagno naturale, contornato da alberi e con al centro, su un’isoletta, il tempio di Esculapio. In seguito, non solo per il lago, ma anche per l’assetto del parco e per la scelta della vegetazione, vennero ripresi i modelli dei giardini all’inglese. Bettini può essere senza dubbio considerato il primo ad aver introdotto a Roma la moda dei giardini all’inglese, realizzando nella villa Doria un originale parco ricco di arredi eclettici, movimenti del terreno, laghetti, fontane e il tutto arricchito dall’uso di molte piante di provenienza esotica e rara. Usava piante importate dall’America e dall’Estremo Oriente quali le magnolie, la sofora, la bignonia catalpa, varietà di aloe e di vucca, la gledischtsia triacanthos, la melia azerdac, la tuie, le robine eil cipresso. Però, nonostante la grande disponibilità di mezzi e la volontà del principe di modificare il progetto formale originario, il risultato non fu ottimale. Sotto la regolare piantata di lecci, ad interrompere la simmetria dei viali tracciati a formare i tradizionali riquadri geometrici, vennero infatti piantati folti cespugli e creati vialetti tortuosi e il lago, nella sua nuova forma, con al centro il maestoso tempio, costituiva un interessante tentativo di avvicinarsi ai nuovi modelli. Tuttavia la permanenza dei viali rettilinei scanditi dai tradizionali lecci, la monotonia del terreno pressoché totalmente pianeggiante, rendevano il Giardino del lago ben lontano dai giardini francesi o inglesi dell’epoca.

Tempio di Antonio e Faustina

Portico dei leoni

Tempio di Esculapio

COMUNICAZIONE VISIVA E MULTIMEDIALE

Tempio di Diana

A.A. 2008/2009

Propilei egizi

Arco di Settimio Severo

Fontana del fiocco

Prof. Corrado TERZI Studente Arturo CAIONE

Propilei greci

TAV. 1


Oggi di tanti arredi preziosi resta ben poco, ma da descrizioni d’epoca abbiamo la conferma che in tutta l’area del Giardino del lago erano disseminate statue, un tripode, numerosi sarcofagi con bassorilievi. Anche delle numerose essenze arboree ben poche oggi sono sopravvissute e accanto alla predominanza dei lecci possiamo ancora vedere qualche pianta di banano, alcuni cipressi e delle weigelia. Con il passare del tempo, l’assetto del parco si è “normalizzato”, i viali sono stati per lo più rettificati, sono stati collocati un po’ casualmente nuovi arredi estranei all’impianto, i lecci sono cresciuti a dismisura e l’apertura al pubblico della Villa ha portato ad una ulteriore trasformazione ma è da rilevare che solo pochi anni dopo il completamento del Giardino del lago i figli di Marcantonio abbandonarono i tentativi di realizzare dei giardini all’inglese per tornare ai moduli sperimentali dei giardini formali. Alla fine dei lavori del Primo Casino, nell’area limitrofa furono realizzati due giardini. Nella pianta sono rappresentati, ai due lati dell’edificio, due giardini simmetrici, disposti longitudinalmente, divisi in scomparti e racchiusi da mura . Il nuovo giardino comprendeva anche due pergolati con armature di legno. Alcuni elementi di modernità riguardarono la scelta delle piante: alle classiche essenze vegetali mediterranee si aggiunsero quelle proveniente dall’America e dall’Oriente. La coesistenza nella Villa di impianti formali e non, era stata rilevata dall’architetto Luigi Canina che fu chiamato a succedere gli Asprucci. Canina, a differenza degli Asprucci, dimostra una certa conoscenza dell’arte dei giardini e dichiara di volersi attenere all’impostazione moderna nel suo intervento. Tuttavia nel tracciare le strade intende adattarsi alla natura del terreno evitando di fingere assetti naturali e facendo chiaramente capire al visitatore che la distribuzione delle strade non sia derivata dal solo caso. Meno esplicito risulta l’atteggiamento rispetto alle essenze vegetali da usare anche se Canina risulta comunque essere sensibile a questo aspetto dell’arte dei giardini e cosi si avvalse della consulenza del botanico Ferdinando Gennero. Questo interesse è documentato anche da un progetto di serra del 1842 realizzato nell’area vicino all’Aranciera che era destinata a sostituire quella in legno già esistente. Questa prevedeva l’uso di tipologie e materiali moderni, doveva essere in ferro e ghisa, con una copertura di 429 lastre doppie di vetro e con il basamento di travertino e pavimento di peperino. Oggi non esiste più traccia di alcuna serra nell’area della Villa; si suppone che sia andata distrutta all’epoca dei bombardamenti nel 1849. A Canina si deve comunque un arricchimento della Villa con costruzioni quali l’Arco di Settimio Severo, i Propilei greci,i Propilei egizi, la fontana del fiocco, il portico dei leoni.Gli interventi di Canina oltre ad arricchire ed abbellire la parte del parco un tempo destinata a campagna, erano finalizzati al collegamento del nucleo più antico della Villa con le aree di ampliamento dovute agli acquisti recenti dei Borghese comprendevano la Villa Giustiniani e gli Orti Nazzari, che consentivano un nuovo accesso in direzione di Piazzale Flaminio.

LA STORIA LA STORIA La difficoltà dell’impresa consisteva nel collegare un’area, l’originaria Villa Giustiniani, caratterizzata da avvallamenti e situata ad una quota inferiore rispetto ai confini della Villa, allora coincidenti con il Giardino del lago. La soluzione di Canina fu di abbandonare la stretta e tortuosa strada già esistente lungo il Muro Torto e di tracciare un nuovo asse rettilineo che da Piazzale Flaminio aveva come fondale la Fontana del fiocco che fungeva da snodo per il collegamento della viabilità interna della Villa. Per superare il dislivello del terreno,l’area della Villa Giustiniani fu appiattita e fu creato un ponte che,passando sotto l’Arco si Settimio Severo, arrivava all’altezza dei Propilei egiziani, permettendo il passaggio dalla piccola strada, via delle Tre Madonne, che conduceva all’ingresso della Villa in direzione del Muro torto. Per l’ingresso su piazzale Flaminio, Canina scelse una scala grandiosa e monumentale,ideando due maestosi Propilei greci. Il nuovo ingresso, inaugurato nel 1829, venne posto in posizione arretrata di circa 70 metri rispetto alla via Flaminia, consentendo una visione in prospettiva che metteva in evidenza la grandiosità dl’ingresso. Canina riuscì cosi a fondere i due modelli: la moderna concezione dei giardini all’inglese e la tradizione formale italiana e romana, in particolare, introducendo un modello intermedio più facilmente assimilabile, che infatti ritroveremo nella maggior parte delle realizzazioni del secondo Ottocento, perlomeno nei giardini di Roma.

L.CANINA pianta di villa borghese 1828

Anfora portapiante

E. LANDESIO Festa al tempio di Eustachio incisione 1842

J.C. REINHART Villa borghese

COMUNICAZIONE VISIVA E MULTIMEDIALE

A.A. 2008/2009

J.H. L’arancera e l’acquedotto

MARCHETTI Manifesto per il giardino del Lago

Viale del Lago

Prof. Corrado TERZI Studente Arturo CAIONE

Vista aerea del giardino del Lago

TAV. 2


VEGETAZIONE VEGETAZIONE

Sequoia

Robinie

Cipresso Disticha

Cipresso Tuie

COMUNICAZIONE VISIVA E MULTIMEDIALE

Lecci

Gledischtsia Triacantos

A.A. 2008/2009

Melia Azedarach

Sofora

Magnolia

Yucca

Bignonia Catalpa

Kalmia

Weigelia

Prof. Corrado TERZI Studente Arturo CAIONE

Aloe

TAV. 3


PLANIMETRIA PLANIMETRIA

COMUNICAZIONE VISIVA E MULTIMEDIALE

A.A. 2008/2009

Prof. Corrado TERZI Studente Arturo CAIONE

TAV. 4


CONCEPT CONCEPT

COMUNICAZIONE VISIVA E MULTIMEDIALE

A.A. 2008/2009

Prof. Corrado TERZI Studente Arturo CAIONE

TAV. 5


PROGETTO PROGETTO ILLUMINAMENTO DEL GIARDINO DEL LAGO Illuminazione diffusa dei viali circostanti il Giardino del Lago eseguita tramite numero 38 apparecchiature diffusori da terra prodotti dalla METALARTE. Caratteristiche: Fabricante: METALARTE Prodotto: CHIMSETA Designer: Pepe Cortès Dimensioni: dim. 13,2 cm, altezza38 cm Portalampada: E14 Lampadina: 40 W

COMUNICAZIONE VISIVA E MULTIMEDIALE

A.A. 2008/2009

Prof. Corrado TERZI Studente Arturo CAIONE

TAV. 6


PROGETTO PROGETTO

ILLUMINAMENTO LAGHETTO Apparecchiature usate per l’illuminamento della vegetazione del Laghetto:

DELTA FULL COLOR

P1 - P8 DELTA R COLOUR CHANGERS Fabricante: DTS Prodotto: N. 8 Delta R Full Color Dimensioni: (LxDxH) 430 x 289 x 570 mm Potenza: 40x3w (40xRed 40xGreen 40xBlue) Colori: 16 milioni Luminosita: 550 Lux a 5 metri Temperatura colore: 3200 °K - 5500 °K Lenti: Very Wide Flood Protezione: IP 65 Durata LED: 100.000 h

Sezione BB’

Pianta Laghetto Sezione AA’

COMUNICAZIONE VISIVA E MULTIMEDIALE

A.A. 2008/2009

Prof. Corrado TERZI Studente Arturo CAIONE

TAV. 7


PROGETTO PROGETTO

ILLUMINAMENTO TEMPIO DI ESCULAPIO

Apparecchiature usate per l’illuminamento del Tempio di Esculapio e Sculture:

HELIOS RGB

M1 - M8 HELIOS LED PROJECTOR Fabricante: DTS Prodotto: N. 8 HELIOS RGB Dimensioni: (LxDxH) 230 x 198 x 85 mm Potenza: 36x1w (12xRed 12xGreen 12xBlue) Colori: 16 milioni Luminosita: 6750 Lux a 2 metri Temperatura colore: 3200 °K - 5500 °K Lenti: Medium Flood Protezione: IP 68 Durata LED: 100.000 h S1 - S8 FOCUS LED PROJECTOR

FOCUS RGB

Fabricante: DTS Prodotto: N. 8 FOCUS RGB Dimensioni: (LxDxH) 95 x 86 x 105 mm Potenza: 3x1w (1xRed 1xGreen 1xBlue) Colori: 16 milioni Luminosita: 608 Lux a 2 metri Temperatura colore: 3200 °K - 5500 °K Lenti: Spot Protezione: IP 68 Durata LED: 100.000 h

COMUNICAZIONE VISIVA E MULTIMEDIALE

A.A. 2008/2009

Prof. Corrado TERZI Studente Arturo CAIONE

TAV. 8


APPARECCHI APPARECCHI

CARATTERISTICHE APPARECCHIATURE ILLUMINANTI

HELIOS

DIAGRAMMA POLARE (cd/Klm)

2500

2000

1500

1000

500

0

500

100

1500

2000

2500

3000 90°

Wide Flood Lenses

Medium Flood Lense

s

3000 90°

Spot Lenses

mt 2 ft 6,56

mt 4 ft 13,12

mt 6 ft 19,68

mt 8 ft 26,2 5

mt 10 ft 32,81

75°

75°

RGB 60°

Lux center Foot candles Diameter cm . Diameter ft.

1260 117 78 2,55

315 29 156 5,10

140 13 233 7,65

79 7 311 10,20

50 5 389 12,75

Medium Beam Beam angle angle flMedium ood lenses Narrow

60°

45°

45°

30°

30°

C= 0 - 180° 90 - 270°

HELIOS LED PROJECTOR

15°

Fabricante: DTS Dimensioni: (LxDxH) 230 x 198 x 85 mm Potenza: 36x1w (12xRed 12xGreen 12xBlue) Colori: 16 milioni Luminosita: 6750 Lux a 2 metri Temperatura colore: 3200 °K - 5500 °K Lenti: Medium Flood Protezione: IP 68 Durata LED: 100.000 h

COMUNICAZIONE VISIVA E MULTIMEDIALE

15° 0°

Rendimento: LOR = 48,3; DLOR = 100,0; ULOR =0,0 Apertura Fascio: C 0 - 180°= 20,1°; C 90 - 270°=17,7° Asimmetria: IMax=2797,1 cd/Klm; C=195 ,0°; gamma=1,0° Orientamento: 0° - Inclinazione: 0° - Rotazione: 0°

A.A. 2008/2009

Prof. Corrado TERZI Studente Arturo CAIONE

TAV. 9


APPARECCHI APPARECCHI

CARATTERISTICHE APPARECCHIATURE ILLUMINANTI

FOCUS

DIAGRAMMA POLARE (cd/Klm)

Wide Flood Lenses

Medium Flood Lenses

1500 90°

Spot Lenses

mt 1 ft 3,28

mt 2 ft 6,56

mt 3 ft 9,84

mt 4 ft 13,12

mt 5 ft 16,40 1200

9000

6000

3000

0

3000

6000

9000

12000

15000 90°

75°

75°

RGB 60°

Lux center Foot candles Diameter cm Diameter ft.

2430 226 21 0,69

608 56 42 1,38

27 0 25 63 2,07

152 14 84 2,76

97 9 105 3,45

60°

Beam angle

Spot lenses Narrow

45°

45°

30°

FOCUS LED PROJECTOR

C= 0 - 180° 90 - 270°

Fabricante: DTS Dimensioni: (LxDxH) 95 x 86 x 105 mm Potenza: 3x1w (1xRed 1xGreen 1xBlue) Colori: 16 milioni Luminosita: 608 Lux a 2 metri Temperatura colore: 3200 °K - 5500 °K Lenti: Spot Protezione: IP 68 Durata LED: 100.000 h

COMUNICAZIONE VISIVA E MULTIMEDIALE

30°

15°

15° 0°

Rendimento: LOR = 37,7; DLOR = 100,0; ULOR =0,0 Apertura Fascio: C 0 - 180°= 5,9°; C 90 - 270°=5,3° Asimmetria: IMax= 13621 cd/Klm; C=150 ,0°; gamma=1,0° Orientamento: 0° - Inclinazione: 0° - Rotazione: 0°

A.A. 2008/2009

Prof. Corrado TERZI Studente Arturo CAIONE

TAV. 10


APPARECCHI APPARECCHI

CARATTERISTICHE APPARECCHIATURE ILLUMINANTI DELTA FULL COLOUR

DIAGRAMMA POLARE (cd/Klm) mt 20 ft 65.62

Wide fl ood lenses Colour: White

569 750 Lux center / with boost 63 70 Foot candles / with boost Diameter cm. 312 Diameter ft. 10,24

205 270 19 25 520 17,06

51 68 56 1041 34,15

23 30 23 1561 51,21

13 17 12 2082 68,31

Lux 50% / with boost 286 375 Foot candles / with boost 27 35 Diameter cm. 189 Diameter ft. 6,20

103 135 10 13 315 10,33

26 34 23 631 20,70

11 15 11 946 31,04

68 11 1261 41,37

21 27 23 480 15,75

57 01 954 31,30

23 00 1431 46,95

12 00 1908 62,60

Lux 10% / with boost Foot candles / with boost Diameter cm. Diameter ft.

58 75 57 286 9,38

Lux center/Max Projection Diameter

500 90°

50% Lux 10% Lux

mt 3 ft 9.84

mt 5 ft 16.40

mt 10 ft 32.81

mt 15 ft 49.21

450

400

350

300

250

200

150

100

50

0

50

100

150

200

250

300

350

400

450

75°

75°

60°

60°

45°

45°

30°

30°

C= 0 - 180° 90 - 270° 15°

15° 0°

DELTA R COLOUR CHANGERS Fabricante: DTS Dimensioni: (LxDxH) 430 x 289 x 570 mm Potenza: 40x3w (40xRed 40xGreen 40xBlue) Colori: 16 milioni Luminosita: 550 Lux a 5 metri Temperatura colore: 3200 °K - 5500 °K Lenti: Very Wide Flood Protezione: IP 65 Durata LED: 100.000 h

COMUNICAZIONE VISIVA E MULTIMEDIALE

Rendimento: LOR = 100,0; DLOR = 100,0; ULOR =0,0 Apertura Fascio: C 0 - 180°= 86,0°; C 90 - 270°=110,4° Asimmetria: IMax= 511,0 cd/Klm; C=210,0°; gamma=31,5° Orientamento: 0° - Inclinazione: 0° - Rotazione: 0°

A.A. 2008/2009

500 90°

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TAV. 11


CALCOLO CALCOLO

RISULTAI CALCOLO RELUX NORMATIVA EN 13201-2:2003 (E) - Parchi Pubblici -

0.3

0.5

0.75

1

1.5

Luminanza (cd/m2)

(m) 140

1 : 2500

120 100 80 60 40

Flusso luminoso totale di tutte le lampade Potenza totale Potenza totale per superfice 10.000 m2

18289 lm 1412 W 0.14 W/m2

Altezza piano di riferimento Illuminamento medio Illuminamento minimo Illuminamento massimo

20 m 0.3 lx 0 lx 3.35 lx

Em Emin Emax

20 0 0

20

40

60

80 100 120 140

0.3

0.5

(m)

0.75

1

1.5

Illuminamento cilindrico (lx)

COMUNICAZIONE VISIVA E MULTIMEDIALE

A.A. 2008/2009

Prof. Corrado TERZI Studente Arturo CAIONE

TAV. 12


CALCOLO CALCOLO

RISULTAI CALCOLO RELUX Falsi Colori Luminanza (cd/m2)

NORMATIVA EN 13201-2:2003 (E) - Superfici Verticali -

0.5

0.75

3

5

1

1.5

2

Falsi Colori Illuminamento (lx)

Luminanza del Tempio Minimo Massimo

0 cd/m2 389 cd/m2

COMUNICAZIONE VISIVA E MULTIMEDIALE

A.A. 2008/2009

Prof. Corrado TERZI Studente Arturo CAIONE

7.5

10

15

TAV. 13


SCENA SCENA COMUNICAZIONE VISIVA E MULTIMEDIALE

A.A. 2008/2009

Prof. Corrado TERZI Studente Arturo CAIONE

TAV. 14


SCENA SCENA COMUNICAZIONE VISIVA E MULTIMEDIALE

A.A. 2008/2009

Prof. Corrado TERZI Studente Arturo CAIONE

TAV. 15


PROGETTO DI LIGHT DESIGN