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Moda Dipinta Arte Indossata Abiti antichi in ritratti dal Rinascimento al Neoclassicismo e abiti contemporanei della Fondazione Roberto Capucci

27 Settembre - 30 Dicembre 2017


L'abito non dovrebbe fare il monaco, ma lo ha fatto per secoli. E in modo egregio. Non esiste infatti sintesi più breve e più efficace in grado di raccontare visivamente, in un solo colpo d'occhio, la personalità, la cultura, la geografia e la storia individuale e sociale di un essere umano. E nei ritratti i pittori hanno saputo immortalare abiti e personaggi, traghettando i loro messaggi attraverso i secoli. Al rapporto tra Arte e Moda è dedicata la nuova mostra della Galleria Canesso di Lugano. In Piazza Riforma si possono ammirare sei ritratti, rispettivamente di Moroni, Fachetti, Bassano, Ceresa, Vignali e Mengs, in un excursus temporale che dal tardo Rinascimento arriva fino al Neoclassicismo. I legami tra Arte e Moda sono diversi. Entrambe, anzitutto, si rivolgono al senso estetico. I pittori, affascinati dalla materialità delle stoffe, usano tutta la loro maestria per riuscire a restituirne gli effetti tattili. Chi osserva l'opera d'arte resta affascinato dall'abilità dell'artista, capace di restituirgli persino questo piacere sensoriale.  Arte e Moda, inoltre, si sostengono a vicenda. Senza i ritratti perderemmo il miglior documento storico a nostra disposizione per conoscere la moda dei nostri avi. Senza gli abiti perderemmo una parte essenziale della bellezza e del significato dei ritratti. Infine, al di là dell'aspetto puramente estetico, Arte e Moda sono entrambe potenti mezzi di comunicazione culturale e sociale. Così, il bel vestito rosso e oro dipinto dal Fachetti, esposto in Galleria, con le sue fogge geometriche e rigide, racconta non solo la supremazia spagnola nell'Italia del XVI secolo, ma anche la rigidità politica e il rigore morale caratteristici della corte di Filippo II. Di contro, l'abito del Cavaliere dipinto dal Ceresa cinquant'anni più tardi, creato secondo i dettami della moda francese, rimanda alla ricercata mondanità tipica della Francia del Re Sole, che sarebbe sfociata nell'invenzione politica di Versailles. Accanto ai dipinti, la Galleria Canesso, come a tessere un fil rouge  tra antico e moderno, espone anche alcuni bellissimi abiti di Roberto Capucci. Couturier contemporaneo di fama mondiale, Capucci è stato capace di interpretare ed esportare nel mondo l'eleganza italiana, attingendo tra l'altro anche alla sua profonda conoscenza della storia dell'arte. Tra i suoi abiti ne abbiamo scelto alcuni che meglio sapevano porsi in dialogo con quelli raffigurati nei dipinti esposti, sì da creare suggestive assonanze estetiche e formali.  Ginevra Ventimiglia Agliardi


La fase di ispirazione è per un artista un momento molto particolare: è difficile stabilire cosa può far scattare la scintilla, può essere qualsiasi cosa, anche un movimento. Amo spesso ricordare che l’ispirazione di uno degli abiti iconici di Capucci, le “Nove gonne”, è nata dalle onde d’acqua create dal lancio di un sasso in una fontana. Ma l’ispirazione può nascere anche da un fiore, una musica, un’opera d’arte, un costume storico. L’importante è che l’artista, creando, ne faccia qualcosa di nuovo, ne dia una sua versione, una sua visione, portando così avanti il testimone. Moda e arte sono territori contermini, in cui non di rado si creano sovrapposizioni. Le avanguardie artistiche di inizi Novecento hanno aperto la strada alle contaminazioni estendendo il loro raggio di azione al settore dell’abbigliamento, affermando che l’uomo nuovo non poteva indossare abiti del passato. In modo inequivoco il Futurismo ha dichiarato l’identità di moda e arte. Da lì in poi l’intreccio di forme espressive ha visto nascere collaborazioni eccellenti, come quella tra Schiaparelli e Salvador Dalì, ma anche dei chiari e dichiarati omaggi, come quelli di Yves Saint Laurent a Mondrian, di Gianni Versace ad Andy Warhol, di Alexander Mc Queen ad Aubrey Beardsley. Anche Roberto Capucci, a metà degli anni Sessanta, si ispira a Victor Vasarely e all’op art. Negli stessi anni alcune sue opere si avvicinano anche ai “cretti” di Burri, sulla base di una comune ispirazione al mondo naturale. Accade che Capucci si ispiri ad abiti storici, visti in opere pittoriche che hanno esercitato su di lui una particolare suggestione. E’ questo il caso di un abito da sposa ispirato da un personaggio della “Continenza di Scipione”, opera di Giambattista Tiepolo per la Villa Cordellina di Alte di Montecchio, o delle “gorgere" degli anni Ottanta. Un esempio di reinterpretazione di un abito storico è poi la “Marsina”, che certamente nasce dalla marsina rossa di Mozart, tanto amata dal compositore che era arrivato a pregare la Baronessa von Waldstätten di trovargliela, altrimenti sarebbe impazzito, e, una volta ottenuta, a ringraziarla nel suo esuberante stile: “Allerliebste, Allerbeste, Allerschönste, Vergoldete, Versilberte und Verzuckerte Wertheste und schätzbarste Gnädige Frau Baronin!” come emerge dalla sua lettera del 2 ottobre 1782. Capucci ha sostituito il velluto con un taffetas plissé in vari toni di rosso, messo una ruche plissé ai bordi,  tolto gli alamari, abbassato la vita e aumentato sensibilmente i volumi, creando così la sua marsina. Chissà, forse sarebbe piaciuta al “Wolfy” di Miloš Forman! Enrico Minio Capucci Direttore della Fondazione Roberto Capucci


In viaggio con Arte La mostra Moda dipinta, arte indossata è solo la prima tappa di un viaggio più lungo. Oltre alla mostra, infatti, la Galleria Canesso organizza due giornate in Italia, dedicate agli artisti esposti in Galleria.   Una giornata si svolgerà a Bergamo, dove si potranno ammirare, inserite nel loro contesto storico originario, le opere di due pittori bergamaschi esposti a Lugano: Giovan Battista Moroni (Albino, 1522 - 1578/1579) e Carlo Ceresa (San Giovanni Bianco 1609 - Bergamo 1679). Alcuni dipinti di Giovan Battista Moroni sono conservati nei principali musei del mondo (Galleria degli Uffizi - Firenze, Metropolitan Museum New York,  National Gallery  - Londra,  National Gallery of Arts Washington, Staatliche Museen - Berlino). Nel 2015 la Royal Academy of Arts - Londra gli ha dedicato una mostra monografica.  La giornata di Bergamo prevede la visita a due palazzi privati, aperti per l'occasione, all'Accademia Carrara e alla bellissima Città Alta. Un'altra giornata si svolgerà a Firenze all'insegna della moda. La mattina sarà possibile visitare la Fondazione Roberto Capucci e ammirare i raffinatissimi abiti-scultura dello stilista italiano, accompagnati da Paolo Alvise Minio. Il pomeriggio sarà dedicato alla scoperta della storia del costume presso il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti.  A corollario della mostra sarà organizzata in novembre una "chiacchierata" in Galleria in compagnia della Professoressa Chiara Buss, storica del costume e del tessuto, docente all'Università Cattolica di Milano e al Fashion Institute of Technology di New York, e del Professor Carlo Ossola, notoriamente uno dei più grandi storici della letteratura italiana al mondo.


Programma autunnale in occasione della mostra

Moda Dipinta, Arte Indossata Dipinti antichi e abiti contemporanei GIOVEDÌ 12 OTTOBRE 2017 Visita alla Fondazione Roberto Capucci accompagnati da Paolo Alvise Minio, nipote dello stilista, e al Museo del costume di Palazzo Pitti a Firenze * SABATO 21 OTTOBRE 2017 Giornata a Bergamo tra palazzi privati e musei, alla scoperta delle opere di Gian Battista Moroni e Carlo Ceresa * MERCOLEDÌ 15 NOVEMBRE 2017 Chiacchierata intorno al tema della mostra con la Professoressa Chiara Buss e con il Prof. Carlo Ossola presso la Galleria Canesso di Lugano *** I posti disponibili sono limitati e la prenotazione è obbligatoria. Per maggiori informazioni contattare la Galleria.

Tel. +41 (0)91 682 89 80 . info@galleriacanesso.ch


In Viaggio con Arte Programma Autunno 2017

in collaborazione con

Fondazione Roberto Capucci

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Galleria Canesso Lugano - Moda dipinta, Arte indossata  

Galleria Canesso Lugano - Moda dipinta, Arte indossata