Page 86

Erano gli Anni Settanta quando John Berger parlava in televisione dell’arte nell’epoca della sua riproducibilità. Oggi un gruppo di artisti recupera le sue parole e le accompagna con immagini completamente nuove. Come vediamo l’arte oggi? Come “qualcosa”…

QUALCOSA È CAMBIATO di VALENTINA TANNI

“Le immagini possono essere usate come parole, ma non c’è ancora un dialogo. Voi non potete rispondermi. Affinché questo possa accadere, nel sistema della comunicazione moderna, l’accesso alla televisione dovrà essere esteso oltre gli attuali, angusti, limiti. Nel frattempo, con queste trasmissioni, voi ricevete immagini e significati che sono stati combinati, organizzati. Spero che vogliate prendere in considerazione quello che ho organizzato, ma restate scettici”. Queste parole appartengono a John Berger e sono state pronunciate nel 1972. Il critico

d’arte inglese concludeva così la prima puntata del suo celebre programma televisivo Ways of Seeing, andato in onda sulla BBC e successivamente trasformato in un libro di successo.

Nonostante siano passati più di quarant’anni, il messaggio di Berger ci appare oggi ancora attuale. Prendendo le mosse dalle teorie di Walter Benjamin sullo status dell’opera d’arte, per sempre modificato dopo l’avvento della fotografia e del cinema, Berger spiega come le immagini artistiche siano diventate potenziali veicoli per qualsiasi tipo di messaggio. Scollegate definitivamente dal contesto originario, le immagini vengono utilizzate “come parole”: ritagliate, accostate ad altre, accompagnate

86

NEW MEDIA

Artribune Magazine 22  

Nuovo, imperdibile numero di Artribune Magazine. Con reportage da Rwanda e Ucraina, approfondimenti su Expo 2015, un'inchiesta sull'outsider...

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you