Page 64

Fatturano meno di un ottavo degli uomini, rappresentano il 5% delle opere nelle principali collezioni, vedono incrementare le proprie valutazioni solo quando i lavori dei colleghi maschi arrivano a prezzi stellari. Però i loro corpi rappresentano la stragrande maggioranza dei nudi esposti nei musei. Una lettura gender-oriented del mercato contemporaneo.

DONNE IN ASTA

di MARTINA GAMBILLARA

Asta dopo asta, sono sempre più numerosi e clamorosi i record per i singoli artisti. Ma di nomi femminili, ce ne ricordiamo qualcuno? Jackson Pollock, Gerhard Richter, Barnett Newman: sono solo gli ultimi di una lunga serie di top price tutti al maschile, come d’altronde è nettamente inferiore la presenza di artiste donne nei relativi cataloghi d’asta. Scorrendo la Top 100 dei fatturati annuali dei singoli artisti, quante donne compaiono? Nel 2012, ad esempio, solo due: Joan Mitchell (57esima) e Yayoi Kusama (87esima), con un totale rispettivamente di $ 29.8 e $ 20.3 milioni, contro la prima posizione di Andy Warhol, che ne vale 329. Se allarghiamo la classifica alle prime 300 posizioni, troviamo altre cinque artiste: Louise Bourgeois al 116esimo posto con $ 16.8 milioni, Tamara de Lempicka al 150esimo ($ 12.5), 172esima Georgia O’Keeffe ($ 10.8), 263esima Agnes Martin ($ 6.8) e la giovanissima Beatriz Milhazes al 299esimo posto con $ 5.8 milioni.

Secoli di esclusione dalla produzione artistica hanno portato come risultato all’assenza delle donne dai cataloghi degli Old Master Paintings; decenni di dibattiti sessisti le hanno poi tenute lontane dai circoli artistici, con scarsa presenza anche nei cataloghi del Dopoguerra. Lo scenario contemporaneo ha invece tutt’altro aspetto, grazie all’apertura dell’ultimo quarantennio. Infatti, se mettiamo a confronto i dieci prezzi più alti in assoluto battuti in asta, divisi per sesso, nella classifica maschile solo due artisti sono ancora viventi, mentre in quella femminile ben la metà è ancora attiva. Il prezzo più alto è stato battuto per un’opera della Bourgeois, seguita dalla pittrice astratta Joan Mitchell, che però è l’artista donna con il maggior fatturato annuale. Il record per un’artista vivente spetta a Cady Noland con $ 6.6 milioni, rubato al precedente di Marlene Dumas. La regina dei dots Yayoi Kusama non raggiunge ancora queste cifre, ma vanta un volume d’affari ragguardevole grazie alle numerose stampe e multipli che ne alimentano il mercato, facendola rientrare nella Top 100 globale, con prezzi

64

MERCATO

Artribune magazine #15  

Prima uscita autunnale per Artribune Magazine. Come sempre, un numero pieno di anteprime, novità, recensioni, approfondimenti...

Artribune magazine #15  

Prima uscita autunnale per Artribune Magazine. Come sempre, un numero pieno di anteprime, novità, recensioni, approfondimenti...

Advertisement