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TEATRO

FRATELLI DALLA VIA:

DUE MENTI E UN PREMIO

Il teatro in estate sfonda del tutto la quarta parete e, oltre a invadere sale e spazi al coperto, si apre completamente alla scena cittadina, riversandosi nelle piazze e nella natura. Per gli appassionati e gli operatori del settore è facile riempire l’agenda di appuntamenti e viaggi in lungo e in largo per l’Italia. A metà luglio si è svolto in Romagna il Festival di Santarcangelo, scena ambita da quarantatre anni dal teatro contemporaneo in piazza. Lì, gli ultimi tre giorni, si è svolta la selezione finale del Premio Scenario 2013, sostenuto dall’omonima Associazione e che dalla sua istituzione quattordici anni fa, valorizza le nuove idee, i nuovi progetti e le visioni di teatro. Al concorso partecipano giovani al di sotto dei trentacinque anni, del tutto autonomi e non appartenenti a formazioni sovvenzionate. I nuovi progetti vengono presentati sottoforma di primo studio e il riconoscimento dell’originalità permette agli autori di poterlo sviluppare e presentare ufficialmente al pubblico. Quest’anno il Premio Scenario

è stato assegnato ai Fratelli Della Via, Marta e Diego, che con il loro progetto “Mio figlio era come un padre per me” si sono aggiudicati il parere favorevole della giuria. I Fratelli Della Via, che del progetto sono registi, costumisti e scenografi, hanno puntato lo sguardo sul tema delle relazioni genitorifigli, della morte e del futuro. Due figli vorrebbero uccidere i propri genitori per riprendersi le proprie vite e diventare padroni di se stessi: ma i genitori hanno in serbo la sorpresa, macabra e impensabile, di un doppio suicidio che nega loro la possibilità di sentirsi “liberi”. I cadaveri li costringono alle ultime volontà, alla sepoltura, alla vestizione, rinchiudendoli in una società di cui pare che i veri padroni siano i morti. I protagonisti di “Mio figlio era come un padre per me” si trovano a svilupparsi interiormente secondo i dettami della società contemporanea, in cui non si è unici, ma molteplici personalità che coesistono dentro se stessi: uomini in competizione, impossibilitati a realizzarsi,

perché la realizzazione umana gli è preclusa ed è vissuta come insormontabile barriera. Marta Della Via, co-autrice insieme a Diego, suo fratello, è una giovane attrice che può già vantare, nel corso della sua carriera, la vittoria di vari premi per le sue opere. Laureata al Dams di Bologna, è stata allieva di grandi nomi della scena italiana contemporanea, quali Pippo Delbono e Laura Curino. Ha studiato tra Bologna e Parigi, dove ha acquisito le tecniche circensi di acrobatica aerea, giocoleria e clown. Sempre nella capitale francese, ha approfondito lo studio sulla Commedia dell’Arte. È grazie a questo background che Marta riesce, nel corso del suo lavoro, a miscelare tecniche di maschera e clown ad aspetti della nuova drammaturgia, confermandosi così come una vincente risposta veneta alla crescita del teatro contemporaneo nazionale.

Barbara Mastria

ArtInTime | 19

Artintime N.9 - Settembre  

Rivista dedicata al mondo dell'arte in tutte le sue forme

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