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Nella pagina a fronte: immagini di due sale della mostra.

esemplari, per tipologia e qualità (manifatturiera e formale). Scovati e selezionati dalla curatrice, sono stati prestati dalle Soroptimiste ferraresi e dalle loro amiche, custodi di un passato che troppo spesso è celato nei cassetti o dimenticato in soffitta. E se alcuni “prodotti” possono certo essere comuni ad altre realtà geografiche, anche internazionali (le bambole di biscuit della Simon & Halbing o di celluloide col marchio “tartaruga” della Rheinesche Gummi und Celluloid Waren Fabrik, nei rari esemplari di passaggio tra gli antichi materiali e quelli tecnologicamente più avanzati), altri sono significativi per questa area dalle alte tradizioni artistiche rinascimentali: come le versioni ottocentesche dei deschi da parto, vassoi dipinti per portar cibo alle puerpere, divenuti zuppierine in porcellana o argento per il rinfrancante consommé, dono dei suoceri in occasione della nascita… del figlio maschio. E se in cucina -all’insegna della casalinghitudine- si sprecano mestoli, mattarelli, grattugge, macinini, o nel salottino agolai d’avorio, ditali e forbicine d’oro, alcune padrone di casa amavano portare in cintura l’ormai dimenticata -chi se ne ricorda più?chatelaine, possibilmente d’argento finemente intarsiato, decorata a volte con smalti e pietre preziose che prende nome dal portachiavi appeso in vita dalle mogli dei castellani medievali. E, ancora, lenzuola con ricamato “buon sonno”; curiosi lumi

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Artigianato 49  

magazine about italian crafts

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