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La Goccia -Arte e cultura Notiziario dell’Associazione Culturale “ ARTETREMILA” Anno 10 - Luglio 2011 http://www.artetremila.it - http://artetremila.altervista.org Direttore responsabile Giulio BONA’

Carissimi lettori già dal 2005, e con

periodicità, l’associazione Artetremila pubblica il notiziario “ La Goccia” . Con questa edizione vogliamo dare una nuova veste al nostro periodico per dare più spazio agli artisti. Molti mi hanno scritto perché sul portale http://artetremila.altervista.org viene dato molta visibilità ad artisti che non sono del territorio Pometino. La risposta è semplice: Arte senza confini – è il motto di Artetremila e pertanto siamo aperti a tutti e poi risiedere a Pomezia non è sinonimo di qualità artistica. L’obbiettivo primario del sodalizio Artetremila è la ricerca di talenti e la loro pubblicizzazione, pertanto è normalissimo vedere pubblicizzati sul network nominativi di artisti sconosciuti ai più. Solo facendo un serio confronto si può capire ciò che differenzia un dilettante da un grande artista. Artetremila opera a 360° proprio per uscire da quella mentalità di chiusura verso la creatività di artisti ed operatori culturali che non risiedono a Pomezia. Questo notiziario è gratuito, aperto a qualsiasi tipo di collaborazione, l’importante che abbia finalità culturali, Coloro che desiderano proporre, articoli, foto, poesie, racconti ed altro, possono inviare il materiale in redazione.

Artetremila® è un marchio registrato. LA GOCCIA Associazione Culturale Artetremila Proprietà letteraria riservata. © Copyright 2011 Associazione Artetremila Responsabile della pubblicazione Buonanno Giulio Libro pubblicato a cura dell’associazione Artetremila Foto di copertina: Opere di E Serge Marshennikov Stampato in Italia da melostampo.it Tipografia Zanzibar Soc. Coop. p.a. ONLUS – Ancona I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati. Nessuna parte di questo libro può essere utilizzata, riprodotta o diffusa con qualsiasi mezzo senza autorizzazione scritta. SOMMARIO: Artista del mese: : Serge Marshennikov , Foto di viaggio: India, Le Icone,Video Artetremila, Poesia., Libri, Erosione delle coste, La dea Minerva, John Richard Fox, Opere da Fecebook, Elisabetta Pellati. Hanno collaborato a questo numero: S. Coppla, R. Fiengo, A. Aleggiani, M. De Santis, G.Bonà, G.Hanson

Contatti: redazione: infoartetremila@libero.it

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Artista del mese:

Testo in inglese:

SERGE MARSHENNIKOV Serge Marshennikov è nato nel 1971 a Ufa (Bashkiria, URSS). Dal momento che egli stesso ricorda, Serge ha sempre disegnato, la pittura e la scultura con qualsiasi materiale che poteva usare. Nel 1995 si laurea presso l'Art College di Ufa e poi ha continuato l'istruzione in una delle accademie d'arte più prestigiosi del mondo, l'Accademia di Belle Arti di Repin a San Pietroburgo, Russia. Come uno dei più talentuosi laureati dell'Accademia, Serge è stato premiato con un soggiorno per studi postlaurea presso lo studio di un accademico, Rettore dell'Accademia, il professor Milnikov.

Serge Marshennikov was born in 1971 in Ufa (Bashkiria, USSR). Since he remembers himself, Serge always was drawing, painting and sculpting from any material he could land his hands on. In 1995 he graduated from the Ufa Art College and then continued education at one of the most prestigious art academies in the world, The Repin Academy of Fine Art in St. Petersburg, Russia. As one of the most talented graduates of the academy, Serge was offered to stay for the post-graduate studies at the studio of an Academician, Rector of the Academy, Professor Milnikov.

La prima mostra personale di Serge è nel 1995alla galleria "Sangat" della sua città nativa UFA. Da quel momento Serge espone su base semestrale, le sue opere al suo collezionista e pilastro in entrambi di San Pietroburgo e Ufa. Durante i suoi studi post-laurea ha esposto nei dipartimenti delle università che frequentava. Al salone internazionale di Serge 2008/2009 Art Renewal Center è stato premiato con il "Chairman's Choice Award", e ha ricevuto Certificato di Eccellenza per lo straordinario risultato di cui all'art. Egli è stato scelto come "Top 30" nel 2008 dalla Ritratto Society of America. Ultimamente i dipinti Serge sono venduti con successo attraverso le aste d'arte, compresa la famosa Christie's di Londra e di Bonham's a Knightsbridge. Il suo lavoro è molto meno rispetto alla domanda e i prezzi sono in costante aumento. I dipinti di Serge sono nel Museo d'Arte Moderna (El Paso), nel Museo Grace (Abilene), e in molte importanti collezioni private in Russia, Inghilterra, Danimarca, Francia e Giappone. Alla fine del 2007, Serge ha firmato un accordo esclusivo di rappresentanza con la Weinstein Los Angeles Art Management, Inc (WAM).

Serge’s first solo exhibition was in the gallery “Sangat” of his native UFA in 1995. Since that time Serge exhibited on a semi-annual basis, showing his works to his collectors and piers in both St Petersburg and Ufa. Srege’s graduation work cot an aye of a faculty of the Brownwood University in Texas and HardinSimmons University in Abilene, and during his post-graduation studies he had multiple exhibitions in the art departments of those Universities. At the 2008/2009 International Art Renewal Center’s salon Serge was awarded “Chairman’s Choice Award”, and received Certificate of Excellence for his outstanding achievement in art. He was chosen as “Top 30” in 2008 by the Portrait Society of America. Lately Serge’s paintings are successfully sold through important art auctions, including famous Christie’s of London and Bonham's in Knightsbridge. His work is in much demand and his prices are constantly rising. Serge’s paintings held in the Museum of Modern Art (El Paso), in The Grace

Ciò che differenzia un grande artista è, oltre alla grande tecnica di esecuzione, la capacità di trasmettere forte emozioni all’osservatore e Serge Marshennikov ne è capacissimo. 3


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Fotografia: INDIA La realizzazione del calendario Artetremila 2011 “Kamasutra” è stata possibile grazie agli appunti di viaggio di Ambra Aleggiani, indomita viaggiatrice, che con le foto realizzate in località remote, testimonia la grande varietà culturale che caratterizza i popoli della terra. Le foto sono state realizzate a Khajuraho (in lingua hindi: è una città dell'India di 19.282 abitanti, situata nel distretto di Chhatarpur, nello stato federato del Madhya Pradesh, circa 620 chilometri a sud di Delhi. In base al numero di abitanti la città rientra nella classe IV (da 10.000 a 19.999 persone).

Alcune immagini Foto di Ambra Aleggiani

Una delle mete turistiche più popolari del paese, Khajuraho ha il più grande numero di templi medievali induisti e giainisti dell'India, fatto che ha portato l'UNESCO nel 1986 ad inserire il villaggio nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità]. Il nome di Khajuraho deriva dalla parola hindi khajur, che significa palma da datteri.

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LE ICONE (Come riconoscere un'icona autentica). Da diverse e-mail giunte alla redazione di Artetremila che chiedevano particolari sulle Icone, spesso in contraddizione e che evidenziavano la poco conoscenza su questo tema si è preso lo spunto per approfondire l’argomento e fare chiarezza sulle Icone. La pittura di icone storicamente nasce dalla tecnica dell'affresco, ma si è evoluta in maniera abbastanza complessa, soprattutto per la preparazione della tavola, che non deve incurvarsi e deve essere resistente agli agenti atmosferici. La stesura dell'oro sul disegno, fatto a matita e poi inciso con un ago, costituisce lo sfondo. Poi l'artista dipinge servendosi di colori fatti con polveri naturali mescolate al giallo d'uovo. Quando la pittura è terminata, si applica sulla superficie uno strato protettivo, composto del migliore olio di lino e di varie resine, come l'ambra gialla. Questa vernice imbeve i colori e ne fa una massa omogenea, dura e resistente. Alla sua superficie vengono fissate le polveri, e questo col tempo dà alla massa una tinta scura. Se la si toglie, i colori appaiono al di sotto nel loro splendore originale. Essendo non soltanto il frutto di un'ispirazione artistica e di una certa libertà nella tecnica, ma anche l'espressione di una tradizione ecclesiale, le

icone -stando al 2° Concilio di Niceapossono essere considerate autentiche solo se vi è un consenso della chiesa.

Il luogo liturgico fondamentale delle icone è il tempio e, nel tempio, anzitutto l'iconostasi, cioè la parete che separa i fedeli dal santuario ove si celebra il sacrificio. Di regola gli iconografi sono dei monaci cui l'igumeno ha concesso l'autorizzazione a dipingere. Nel mondo slavo e bizantino la contemplazione delle icone aveva ed ha un valore salvifico pari a quello della lettura delle Sacre Scritture. Di qui l'accesa disputa passata alla storia col nome di "iconoclastia". Le più antiche provengono dalla Palestina, dalla Siria, dall'Egitto, da Bisanzio e risalgono ai secoli IV -VI ,ma la maggior fioritura si ebbe successivamente in Russia e nei paesi Balcanici dove si produssero icone sino al secolo XVIII. (Spesso adornate con lamine d'oro o argento, di smalti e pietre preziose.)

Tre sono le caratteristiche fondamentali di tutte le icone: la luce naturale non ha alcun valore, ma sia essa che tutti i colori terreni sono soltanto luce e colori riflessi; nell'icona quindi non c'è ombra o chiaroscuro; il fondo e tutte le linee, le sottolineature d'oro vogliono proprio significare una luce sovrannaturale; la prospettiva è rovesciata, poiché le linee si dirigono in senso inverso rispetto a chi guarda, cioè non verso un punto di fuga dietro il quadro, ma proprio verso un punto esterno, che avvicina le linee allo spettatore, dando l'impressione che i personaggi gli vadano incontro (i profili infatti non esistono, se non per indicare i peccatori, né la tridimensionalità, in quanto la profondità viene data solo spiritualmente, dall'intensità degli sguardi); le proporzioni delle figure, la posizione degli oggetti, la loro grandezza non sono naturali (pesi e volumi non esistono), ma relative al valore delle persone o delle cose: non esiste naturalismo o realismo (cioè la ritrattistica), ma solo simbolismo. Il corpo, sempre slanciato, sottile, con testa e piedi minuscoli, è disegnato a tratti leggeri, e il più delle volte segue le linee delle volte del tempio, in quanto la pittura dipende dall'architettura. Tutto comunque è dominato dal volto, perché è da qui che il pittore prende le mosse. Gli occhi sono molto grandi, fissi, a volte malinconici, sotto una fronte larga e alta; il naso è allungato, le labbra sono sottili, il mento è sfuggente, il collo è gonfio. Tutto per indicare ascesi, purezza, interiorità.. Altro aspetto frequente che si trova nelle icone è la simmetria, che indica un centro ideale al quale tutto converge. In Europa occidentale l'iconografia è rimasta sostanzialmente di tipo bizantino sino a Duccio di Boninsegna e Giotto, cioè sino al momento in cui si è cominciato a introdurre la prospettiva della profondità, il chiaroscuro naturalistico, il realismo ottico, perdendo così progressivamente il carattere misterico e trascendente delle rappresentazioni sacre. Al 1424-26 risale la Trinità di Andrej Rubljov (vedi foto) ; oggi si trova nella Galleria Tetrjakov). Le testimonianze biografiche su Andrej Rubljov sono scarse. Non si sa dove nacque e poche delle sue opere si sono conservate fino ai nostri giorni. Il primo accenno a Rubljov che troviamo nelle cronache risale al 1405, anno in cui fu invitato a partecipare alla decorazione dell'iconostasi della cattedrale dell'Annunciazione del Cremlino.

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Alcune immagini di ICONE Video Artetremila Grande successo stanno avendo i video realizzati da Artetremila, quelli inviati da artisti ed operatori culturali e pubblicati sul canale web dell’associazione. Questo ampliamento del sito ha portato un incremento di visitatori di circa il 50% . A beneficiare di questo incremento di visitatori, oltre al nome di “Artetremila” sono stati gli artisti pubblicati sul sito. I video, in sostanza, stanno stimolando la curiosità sia degli appassionati d’arte che di tanti artisti. Far conoscere artisti emergenti e non è uno dei punti statutari dell’associazione Artetremila che opera solo al servizio di chi vuole, seriamente, diffondere la propria arte nel mondo. Partecipare alle manifestazioni organizzate da Artetremila è solo un punto di partenza per farsi conoscere ed entrare a far parte di una grande famiglia di artisti. Anche tu puoi proporti con un video di presentazione sulla tua attività. Segnalaci o inviaci i tuoi video.

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POESIE Mare negato - R. Fiengo

Note d'amore - S. Coppola

Ora non ti vedo più sento solo la tua voce. Il fragore della tempesta, il profumo di salsedine.

Un organo suona le mie Poesie. Affida al vento le mie parole quelle dolci melodie che solo un cuore innamorato sa cantare. Recita la forza dell'anima rime cariche di gioia, gioia che inumidisce i miei occhi di cristalline lacrime

Il Tempo - G.Buonanno Sento il soffio del tempo, il suono provenire dal passato, il corpo n’è invaso, confuso, stordito. Grida di gioia e di dolore, si mescolano nella mia mente, son voci delle ere passate.

Mare - G.Buonanno Ho incontrato il mare in un istante di pace. Nessun fragore, un solo colore. Gli ho toccato l’anima, mentre vibrava. Ho sentito la vita, ho visto l’eternità.

Come un passero - S. Coppola Come un passero perso nel bosco, ti sei chiusa in silenzio in un angolo stretto. Non riuscivi a capire l’inganno, che qualcuno tramava nell’ombra, un miserabile uomo malvagio ha beffato i tuoi sensi innocenti. Come può una persona sommaria calpestar la figura di donna maledetto quel giorno cresposo, che scalfì la dolcezza di un cuore. Ora dico a te lurido verme, non andare oltre il limite onesto, hai distrutto pensieri illibati di quel cuore di donna sincero.

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Poesia di Maria Pagnotta DE SANTIS

Foto - Ricordo

Poi...il buio vincerà la luce Un cielo gonfio di nuvole nere, bucato al tramonto da un piccolo raggio di sole che ne azzurra l’ultimo tratto dove si unisce al mare e vi si tuffa, regalando un ultimo bagliore al giorno. Poi... il buio vincerà la luce!

Torvjanica: Lo scoglio

La foto in alto a destra, scattata a Torvajanica nel 1992, mostra un nutrito gruppo di ragazzini che prendono d’assalto uno scoglio affiorato durante un periodo di bassa marea. In quell’anno la spiaggia di Torvajanica era molto grande; il mare sembrava arretrare ogni anno e ciò regalava ai bagnanti uno spazio inusuale. Gli amanti delle racchette, del pallone e di altri giochi potevano godere a pieno del mare. Nessuno si lamentava perché tutti avevano spazio più che sufficiente per quelle attività di svago, tipiche dell’estate. Quello scoglio affiorato, troppo piccolo, unica roccia della spiaggia di Torvajanica era però motivo di litigio tra i ragazzini che ne volevano conquistare la cima. Osservando e filmando la scena, ricordavo quei tratti di mare pieni di scogli della mia infanzia: il litorale flegreo, Margellina e Posillipo. Pensavo:“Chi tanto e chi niente”. Quell’accanimento verso quell’unico spuntone di roccia, dimostrava che quei ragazzi non avevano mai visto uno scoglio e questo mi rese triste per qualche istante, ma poi sorrisi pensando alla loro felicità per quella inattesa scoperta. g.b.

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AMORE TRA LE STELLE – E’ il titolo del nuovo romanzo di Giulio Buonanno. Una storia fantastica che vede come protagonista un ragazzo che vivrà un’esperienza indimenticabile e un ’amore quasi impossibili ai confini dello spazio e del tempo. AMORE TRA LE STELLE: Sono gli anni Settanta e Giuliano, Patrizia, Vera e Marta stanno ballando e festeggiando in una casa abbandonata in riva a un lago. All’improvviso, si ritrovano su un pianeta sconosciuto, dove vengono a contatto con una civiltà molto evoluta, il cui scopo ultimo è la ricerca della verità, ossia se il mondo sia stato originato da Dio o dalla scienza. Lì, Giuliano conosce Armelle, affascinante aliena, di cui s’innamora, ricambiato. I due ben presto saranno costretti alla fuga per via di una delle leggi vigenti su quel pianeta. Riusciranno i due a preservare il loro amore? Riusciranno Vera, Marta, Patrizia e Giuliano a ritornare dai loro congiunti? Il lettore verrà catapultato in un viaggio fantastico, ricco di colpi di scena dove la realtà non è mai quel che sembra. Le pubblicazioni di Buonanno: Mare Nostrum libertà violata, La Terza Impronta Operazione bilancia , John Smith il segreto della roccia di Manitu, Amore Tra Le Stelle, Numicus L’alba di Roma e Pulcinella si risveglia.

Così l’autore: “ Scrivo per raccontare di chi vive ricordare coloro che sono morti e far vivere quelli che no sono mai nati. L’attività letteraria è iniziata negli anni settanta con la ricerca di uno stile personale; ciò che scrivevo veniva archiviato e, solo dopo un riscontro positivo ricevuto da una persona a me cara, ho deciso di fare il grande passo pubblicando nel 2007 il mio primo romanzo”.

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Le rive di Enea. Come sono ora quelle spiagge che vide Enea tanti secoli fa? Nella foto pubblicate nelle pagine successive, sono raffigurate tratti del litorale a sud di Roma dove si svolsero gli eventi legati alla leggenda di Enea. Luoghi ora invasi da una lunga diga fatta di cemento; il risultato di lunghi anni di speculazione edilizia. L’urbanizzazione selvaggia delle coste che adesso deve fare i conti con l’inevitabile innalzamento del livello dei mari. L’erosione dovuto a questo particolare fenomeno è evidente in molte zone del mondo e in alcuni casi sta provocando la scomparsa di intere isole; il destino delle isole Carteret, al largo della Papua Nuova Guinea è segnato e solo ora ci si rende conto di quale paradiso il mondo ha perduto. Deve fare un certo effetto vedere risucchiare i luoghi in cui si è nati e vissuti dalle acque circostanti. Ma di quegli atolli in mezzo all'Oceano non esiste più nulla, se non un miracolo, che possa fermare le onde. Alle Hawaaj ci hanno provato, hanno tentato di salvare le isole dove c'era più turismo, ma sebbene abbiano eretto muri ed altri accorgimenti è difficile fermare le onde, si tratta solo di rinviare l'inevitabile. Adesso tocca agli abitanti delle Carteret, i primi profughi ambientali, abbandonare le loro case a causa del perdurare delle problematiche ambientali che affliggono da tempo le loro isole. Sebbene da anni gli abitanti, in maggioranza indigeni, abbiano provato a costruire barriere protettive con muraglie e piante di mangrovia, nulla possono più ora. Le alte maree, provocate dal riscaldamento degli oceani, continuano a sommergere pezzo per pezzo coste, spiagge, case ed orti. Così, dopo Lohachara, che è stata inghiottita dal mare più in fretta del previsto, adesso tocca a queste isole perdute nel Pacifico pagare a caro prezzo la deficienza umana (leggasi global warming). L’avanzata delle acque è implacabile: l'oceano sta vincendo la sua partita, sommergendo giorno dopo giorno gli atolli, che tutti insieme equivalgono alla superficie di ottanta campi di calcio. Di questo paradiso sulla Terra fagocitato dall'Oceano, l’uomo dovrà scordarsene, così come degli atolli vicini, abitati da altre tremila persone costrette anche loro ad evacuare. Secondo le stime, le isole Carteret spariranno entro il 2015. Alla radio australiana, Raymond Masono, il vice amministratore del governo autonomo di Boungaville, ha annunciato che l’acqua salata ha già invaso gran parte delle fonti d’acqua dolce ed ha distrutto le coltivazioni, rendendo inevitabile l’evacuazione della popolazione e il trasferimento proprio nell’isola di Bouganville, 100km più a sud. Ostia, Torvajanica, Ardea ed altri comuni del litorale Tirrenico dovranno fare i conti per molti decenni con questo fenomeno; le proteste di coloro che hanno volontariamente costruito, con lo sciagurato consenso degli amministratori, a pochi metri dalla battigia non fermerà il mare.

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Le mareggiate sul litorale a Sud di Roma, durante l’inverno del 2010, hanno contribuito enormemente a mettere in evidenza il disastro ambientale causato dalla speculazione edilizia nel corso degli anni. Le soluzioni per risolvere il problema non possono prescindere da un’azione decisa che prevede l’abbattimento di tutto ciò che è stato costruito a ridosso della battigia. Altri progetti che escludono l’abbattimento delle costruzioni, saranno solo spreco di denaro pubblico.

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LA DEA MINERVA

Minerva Tritonia : Museo Archeologico Lavinium – Pomezia “La Pallade Atena dei Greci; figlia di Giove, dal cui capo balzò armata, era dea della sapienza e protettrice della guerra, delle scienze, delle arti femminili. Era particolarmente venerata ad Atene dove sorgeva il celebre tempio di Pordenone, in cui era la statua di Athena Parthenoa, opera di Fidia. Era armata di lancia e sul petto portava l’egida con nel mezzo il terribile capo del Gorgone. Le era sacro l’ulivo e la pallida fronda. Suo epiteto è “glaucopide”: dagli occhi scintillanti. La dea Minerva veniva chiamata anche: Minerva Acaia - venerata a Luceria in Puglia, dove sono stati rinvenuti i resti con doni votivi. Minerva Agelia - predatrice. Minerva Agoraia - dell'agorà. Minerva Alalcomeneide - protettrice della Beozia. Minerva Ambularia - che incede. Minerva Anemotide - che regola il vento. Minerva Apaturia – ingannatrice dei nemici.. Minerva Area - salvatrice di Oreste. Minerva Armipotente - potente in battaglia. Minerva Asia - perchè Castore e Polluce le dedicarono un tempio in Asia.

Minerva Assiopena - vendicatrice. Minerva Ausiliare - che aiuta. Minerva Calcidica - dell'Eubea. Minerva Calinite - che mette le briglie ai cavalli. Minerva Capita - che comanda. Minerva Celeuteia - che cammina. Minerva Cissea - dell'edera. Minerva Colocasia - col manto di feltro. Minerva Coria - inventrice delle quadrighe. Minerva Coronide - civetta. Minerva Corifasia - uscita dalla testa. Minerva Crastia - per il tempio sibarita. Minerva Crisia - d'oro. Minerva Equestre - che combatte a cavallo. Minerva Ergane - industriosa, patrona delle arti decorative. Minerva Glaucopide - dagli occhi lucenti. Minerva Igiea - che restituisce la salute. Minerva Ingeniosa - intelligente. Minerva Ippia - perchè inventò di attaccare i carri ai cavalli. Minerva Larissea - di Larissa. Minerva Leitis - la bella Dea. Minerva Lennia - adorata a Lenno. Minerva Lesira - che procura bottini in guerra. Minerva Mantide - di Aiace. Minerva Medica - medico, curatrice. Minerva Memore - che si ricorda delle preghiere. Minerva Nicefora - che porta vittoria. Minerva Oftalmite - che protegge gli occhi. Minerva Ostalmite - dagli occhi benevoli. Minerva Pacifera - portatrice di pace. Minerva Parcia - dalle belle gote. Minerva Partenia - sempre vergine. Minerva Peana - guaritrice. Minerva Plinteria - velata. Minerva Poliade - della città. Minerva Poliuca - che conserva la città. Minerva Promacorma - colei che sta davanti a tutti in battaglia. Minerva Pronea - del pronao. Minerva Pronoia - la provvidenza. Minerva Sapiens - sapiente. Minerva Salpinga - inventrice della tromba. Minerva Tritogenia - tre volte potente per la nascita. Minerva Tritonia - che comparve per la prima volta accanto al fiume tritone. Minerva Virgo - la vergine.

Minerva Zosteria - (della cintura) quando era armata per la battaglia.

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Dea Minerva – Etrusca

Dea Minerva - Romana

Tempio di Minerva a San Lucio

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John Richard Fox: Le opere su carta.

Le opere di John Fox su carta evocano i fatti della vita contemporanea piuttosto che le sue narrative grandiose. Tuttavia la realtà dei soggetti è secondaria alle ambiguità del pittorico poiché insiste sul fatto che l’immagine sia un deliberato oggetto visivo. Gli ultimi disegni ed acquarelli di Montreal e di Venezia sono le incarnazioni sensoriali di un luogo. La loro specificità riposa sull’enfatizzare una viuzza solitaria, un gruppo di edifici o un campo incorniciato dal fogliame. La sua risposta evoca un senso del conoscibile e dell’accessibile che dona all’opera un che di intimità e di immediatezza. Allo stesso tempo vi troviamo il senso di anonimato e di casualità del soggetto rappresentato che assicura ai suoi motivi la loro autenticità e la loro autonomia non subordinandoli alle condizioni esterne. Durante tutta la sua carriera, John ha disegnato partendo costantemente da un modello, alla ricerca continua di ritmi universali delle forme naturali e delle infinite composizioni dell’immagine. Nelle sue opere su carta e nei suoi innumerevoli quaderni, l’attenzione (costante) per il corpo umano è sempre stata la pietra di paragone per le sue esplorazioni relative all’arte ed alla sfida di creare delle immagini sia in forme reali sia fantastiche. I suoi disegni documentano molto efficacemente la sua presenza ed il suo processo attraverso i loro gesti indistinti ed i tratti. L’istancabile ricerca di Fox per la miriade di possibilità della linea, era guidata dalla sua costante determinazione di guardare il soggetto dall’esterno ed attraverso di esso. Qualunque fosse lo scopo finale, le opere di Fox su carta sono degli oggetti in quanto tali, autonomi e autodefiniti. Nato a Montreal nel 1927, John Richard Fox ha studiato alla Scuola di Arte e Disegno presso il Museo delle Belle Arti di Montreal; ed alla Scuola d’Arte Slade dell’Università di Londra. Successivamente, poi, passa due anni a lavorare per conto proprio a Firenze e a Parigi. Nell’opera di John Fox distinguiamo tre periodi. Dalla metà degli Anni ’50 agli inizi degli Anni ’70 Fox rappresenta i sentimenti umani che traspaiono dalle espressioni dei volti e dalle pose delle figure, scene d’interni e paesaggi. Dal 1972 e per circa 15 anni, egli produce grandi opere astratte influenzate dal non-figurativo europeo e americano. Nel 1986 Fox torna alla rappresentazione figurativa in cui i prinicipi dell’astrazione sono presentati attraverso una realtà ricostituita di persone, luoghi e cose. Benché fosse residente a Montreal da sempre, Fox ha soggiornato molto spesso e per lunghi periodi a Venezia, dove morirà nel 2008. Françoise Calcagno Art Studio Venezia

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In questa pagina alcune opere che sono state pubblicate, dagli associati, online nella pagina del gruppo Artetremila di Facebook.

Opera di Shantanu Sanyl

Opera di : Bruno Betti

Tangherì : di Quira Ruiz

Ritratto: Quira Ruiz

Pubblica le tue opere sugli spazi Artetremila e potrai essere selezionato per i prossimi numeri del nostro notiziario.

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Elisabetta Pellati:

Artista piena di energia Artista che ha affinato le sue tecniche mediante un lungo percorso artistico fatto di studio e approfondimento delle tecniche pittoriche. Ciò che più conta è la spontaneità nell’applicare queste conoscenze e Pellati ci riesce magnificamente. I contenuti delle sue opere sono trattati in maniera magistrale, con grande partecipazione dell’artista e soddisfazione del pubblico. La comunicazione emotiva tra l’opera e lo spettatore nasce spontanea perché l’artista vi ha profuso tutte le risorse di cui è capace la sua sensibilità di pittore. L’universo di Pellati risponde a un codice di energie personale e proiettato nel futuro, la ricerca pittorica è continua come la sperimentazione e l’uso sapiente dei diversi materiali che, nelle sue opere convivono in una mirabile sintesi di fantasia e realtà. Finite le scuole inferiori si iscrive all’Istituto Statale d’Arte I° di Roma dove frequenta i primi studi, seguita da artisti e professori di fama internazionale quali Grasso, Marcozzi e Quintili per libera creatività artistica, Vinci per disegno tecnico prospettico, Di Giannantonio e Zauli per progettazione. Prosegue gli studi specializzandosi nella lavorazione dei metalli e viene seguita da Donati per tiratura e forgiatura, Benvenuti per metodi di smaltatura, Coccia per gioiello, Panella e Sinibaldi per le arti plastiche 1988. Viene scelta tra gli allievi per lo studio e la realizzazione di nuove linee di design di oggetti da tavola, la linea che lei proporrà verrà inserita tra le creazioni di designer nel museo industriale in Roma unitamente ad alcune delle sue sculture in terracotta . Il Maestro Salvatore Grasso la spinge verso l’Accademia di Belle Arti ad indirizzo pittorico, allora retta dal Maestro Sandro Trotti, che frequenta quindi per un periodo sotto la direzione del Maestro Solendo. 1990 Si trasferisce fuori la capitale e la distanza dall’Istituto scolastico le impedisce di continuare gli studi; ciò nonostante mantiene costanti contatti con i suoi insegnanti che la spingono a proseguire nella ricerca di una pittura moderno- contemporanea fuori dagli schemi comuni dei più affermati artisti di quegli anni.1993/1997 Parte per un viaggio di studio in Grecia che dura oltre un mese per attingere dall’arte classica greca, osservando le opere di maggiore interesse nelle diverse città elleniche . Prosegue i suoi viaggi di studio a Firenze, Forlì e Ravenna. Tornando a Roma, lavora come volontaria presso diversi musei della capitale per approfondire meglio la sua cultura. 1999 Si trasferisce a Pescara dove continua il suo apprendimento e visita, allo stesso tempo, diverse mostre di artisti contemporanei in varie città italiane. 2000 Si trasferisce a Budapest dove alcuni suoi amici ungheresi le chiedono di esporre le sue opere. 2004 Nella mostra personale, a cura dell'Istituto Italiano di Cultura di Budapest, dal titolo “Percorsi”, che include tutte le opere realizzate fino ad allora, propone quasi l’intero repertorio delle tecniche da lei utilizzate: dall’olio su tela all’acrilico su Plexiglas, dall’inchiostro di china ai morbidi pastelli di Francia e così via. Nello stesso anno, a cura del Ministero della Difesa Ungherese e dell'Ufficio dell'Addetto Militare di Budapest, realizza la mostra personale "Immagini" dove espone le nuove opere realizzate con una tecnica innovativa. Presta la sua opera volontaria quale insegnate presso la Scuola privata italiana in Budapest per un anno. Lavora con i suoi allievi al concorso "La mia Italia" organizzato dall'Istituto Italiano di Cultura di Budapest in occasione della visita del presidente Ciampi ottenendo la soddisfazione di vedere i propri allievi arrivare tra i primi. 2005 Tornata in Italia, terrà una serie di conferenze a tema sul linguaggio visivo e la comunicazione presso Art Book Cafe’ di Montesilvano (Pescara). Per conoscere meglio l’artista visita i siti : www.elisabettapellati.it - www.artetremila.it

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Opera di Elisabetta Pellati

L’associazione Artetremila ringrazia gli artisti e tutti coloro che, con la loro creatività e determinazione, hanno permesso la realizzazione di questo numero. Grazie! La redazione

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La Goccia