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marco casentini


Volume realizzato in occasione della mostra Marco Casentini - Melodie senza centro 22 ottobre - 30 novembre 2011

a cura di Michael Biasi e Federico Sardella intervista all’artista Federico Sardella progetto grafico e impaginazione ovostudio.it


marco casentini


Melodie senza centro

conversazione con Marco Casentini di Federico Sardella MC Ho passato la vita a viaggiare. I miei genitori sono immigrati in Svizzera, negli anni Sessanta, poco dopo la mia nascita. Ho vissuto a lungo con mia nonna a La Spezia perché mio padre e mia madre hanno preferito che restassi in Italia, allora non c’erano ancora scuole bilingue… Dai sei anni in poi ho fatto il pendolare da La Spezia a Luzern, per circa 26 anni. A quei tempi, la Svizzera non la amavo molto, ma ho avuto però occasione di vedere mostre che hanno segnato il mio percorso artistico e che mi hanno permesso di avvicinarmi all’arte astratta: Richard Paul Lhose, Max Bill, per esempio… Frequentavo molto i musei svizzeri, iniziavo a viaggiare e ad accorgermi delle differenze enormi che caratterizzavano gli altri paesi rispetto al mio.

to il mio mondo, che sento mia e che mi corrisponde a pieno; è una città senza fronzoli, dove l’architettura e il tessuto urbano, diversamente da molte capitali europee, sono chiari, colorati e senza alcun riferimento al passato. Quello che mi piace di Los Angeles è l’annientamento di tutto ciò che riguarda il passato, che da noi è invece visibile ovunque, dalle panchine ai palazzi che ci circondano ai negozi, in tutto… La storia la vivo come un elemento di disturbo, che non mi permette di concentrarmi sul mio lavoro. A Los Angeles mi trovo rivolto al futuro, come fossi senza memoria, senza un bagaglio culturale…

FS L’Italia e la Svizzera, La Spezia e Luzern… in quegli anni, ti sei sentito sradicato? O senza radici?

MC Los Angeles non ha un centro, è vero… è vero anche che Los Angeles non è una città…

MC Ma… io mi sento tuttora senza radici.

FS Marco, sai… anche i tuoi lavori non hanno un centro. Forse proprio per questo ti senti a tuo agio in una città come Los Angeles.

FS Mi dicevi, però, in macchina, poco fa, di avere trovato, oggi, la tua città ideale, quella da cui non potrai staccarti. MC Forse hai ragione: Los Angeles è una città che racchiude tut-

FS Me l’hai descritta come una città “senza centro”. Mi ha molto colpito questo tuo modo di vederla e sentirla…

MC Nel mio lavoro, in tutte le mie opere, c’è una assoluta mancanza di centralità, come hai notato. Mi piacciono le interviste, mi


FS Una città senza centro, o dai molti centri, forse… destabilizzante, non trovi? MC In vero, questa assenza di centro è una condizione che mi fa stare bene e che mi dà tranquillità, proprio per il fatto stesso di non trovarmi mai al centro di qualche cosa. Chi, vorrebbe mai trovarsi nell’occhio del ciclone? FS Mancanza di centro o centro che coincide con la periferia? MC Entrambe le condizioni. A Los Angeles tutto è centrale e simultaneamente tutto è periferico. FS Trovo bello che tu viva in una città la cui struttura è sovrapponibile al sentimento che governa i tuoi lavori. MC Non avevo mai riflettuto su questa possibile assonanza. Interessante, no? FS Come ti rapporti con Los Angeles e con le altre diverse città in cui trascorri del tempo, vivi o lavori?

MC Quando mi trovo a Milano, dove ho una casa e uno studio, dove insegno, ci sto anche bene, ma subito, poco dopo il mio arrivo, ho voglia di andarmene via. Los Angeles è invece una città che mi tiene stretto a sé, anche se, alle volte, mi piacerebbe pensare di trasferirmi in un altro luogo. Anche New York è una città dove mi trovo a mio agio, forse, anche in questo caso, proprio per la mancanza di un unico centro. Ecco: mi piacciono tutti i luoghi dove convivono più centri, nonostante io abbia sempre bisogno dei miei punti di riferimento. Riferimenti fissi e fisici, come possono esserlo… non so, per esempio, io sono un amante di Starbucks: negli Stati Uniti, ovunque io vada c’è Starbuks, dove posso prendere un caffé, in un contesto certo, che si ripete. Mi da una tranquillità indescrivibile sapere che in qualunque Starbuks io vada troverò le stesse cose, gli identici prodotti e le medesime offerte, ovunque… I non luoghi mi affascinano. Mi sento bene negli aereoporti… preferisco una visita ad un grande mall piuttosto che passeggiare in via Buonarroti, a Milano.

intervista

danno la possibilità di riflettere su delle questioni che mi riguardano… non avevo mai pensato a questa relazione tra il mio lavoro è la città in cui vivo.

FS Parlami di questo ultimo grande lavoro che hai appena terminato e che abbiamo davanti a noi.


Lo hai dipinto qui a Milano? La sua struttura, i suoi colori scuri o le presenze scarne si riferiscono direttamente ad un qualche luogo? MC I miei quadri neri, di solito, sono paesaggi notturni. Questo racconta una notte a Milano. Non gli ho ancora dato un titolo definitivo, ma il contesto è questo: notte, Milano, Piazza Santo Stefano. Una sera tardi, una notte particolare, con una situazione particolare e una luce particolare; ed ho voluto farne un dipinto. FS Un dipinto d’atmosfera, dunque, questo? MC Ma si, come tanti altri… perché no? FS I titoli che gli assegni raccontano della visione che i lavori offrono? MC In genere, queste opere scure, hanno tutte un titolo che si ripete: Urban landscape in black, al quale eventualmente aggiungo, fra parentesi, ulteriori specifiche. Queste opere si riferiscono chiaramente alla notte come, del resto, i quadri bianchi si riferiscono al giorno. Sono quadri che definirei intimistici, legati alla mia interiorità. Ne faccio molti meno. I quadri neri, sono legati al paesaggio, certo, alla notte… ma al tempo stesso cerco di scavare dentro di me e di raggiungere il fondo, di cogliere i miei stati d’animo. Parto sempre da un dato reale, di

atmosfera, se vuoi… di rapporto mio, diretto con la città. Credo che tutto il mio lavoro abbia un rapporto con il territorio urbano. Quando vivevo a La Spezia, che è una città molto piccola, avevo sempre, ovunque mi dirigessi, di fronte a me la linea dell’orizzonte disegnata dal mare e dal cielo. Ed inevitabilmente nelle mie opere di allora compariva sempre una linea orizzontale. Affacciandomi alle finestre di casa mia vedevo il mare, vedevo il limite che disegnava, in fondo in fondo, sembrava una enorme diga. Vedevo il mare come una diga, ed oltre la diga l’infinito. FS Il tuo è un lavoro astratto solo in apparenza, legato al paesaggio più di quanto una prima occhiata possa svelare, dico bene? MC Legatissimo al paesaggio! Al paesaggio urbano, però… FS Ad un paesaggio artificiale, insomma? Un paesaggio dell’uomo, costruito dall’uomo… MC Assolutamente artificiale. Infatti, alcuni accostamenti di colori, o gli spunti che mi spingono a dipingere certi quadri, mi giungono dalle vetrine dei negozi, dalle tonalità di costumi da bagno, di insegne pubblicitarie dove si mescolano i rosa con l’alluminio, di cartelli dove le scritte diventano immagini… FS Colori contemporanei, attuali, del presente. Svincolati dal pas-


MC Sono affascinato da tutti questi colori “nuovi”… che osservo e faccio miei. Le parole che uso, oggi, sono quasi dei frammenti poetici che vanno a contribuire alla ulteriore definizione di una atmosfera. FS Questo sviluppo del tuo lavoro mi pare che confermi il tuo desiderio di contaminazione tra generi… MC La parola contaminazione mi piace, e l’argomento mi interessa. Da circa un anno e mezzo sto raccogliendo delle fotografie di Los Angeles e di altre città degli Stati Uniti. Vorrei lavorare, magari usando la carta come supporto, con immagini fotografiche da me prodotte alle quali potrei aggiungere interventi con la pittura, cancellando o sbiadendo delle parti, senza mai nascondere completamente il mio scatto, che deve rimanere visibile, riconoscibile come luogo. FS In passato, oltre le scritte, ti è mai capitato di utilizzare e di inserire nei tuoi dipinti delle immagini riconoscibili? MC No, non è capitato. Però è un desiderio che vorrei soddisfare questo di impiegare delle imma-

gini urbane. Pensa che tempo fa ho fatto qualche paesaggio a matita, non so bene dove li ho messi, ma li ho fatti… Ora vorrei dare al mio lavoro… non dico una chiave di lettura… ma vorrei mostrare che sono anche questo: far vedere che la differenza tra questo quadro nero che racconta di una notte a Piazza Santo Stefano ed una foto della piazza stessa è davvero minima. FS In questa grande tela scura, alla pittura si sovrappone una lastra di plexiglas. Una zona di riflessione, una figura mancante o una immagine cancellata, forse? MC La questione della contaminazione, come ti ho detto, mi intriga molto. E questa idea di lavorare con il lettering colorato, per esempio, lo conferma. Così come pure l’utilizzo di elementi che rimandano alle insegne dei negozi, anche ai materiali con cui sono fatte, come il plexiglas…

intervista

sato e proiettati verso il futuro. Hai accennato al fascino che su di te esercitano i colori delle insegne… a volte, nei tuoi lavori, compaiono delle scritte, quasi degli slogan…

FS Come hai iniziato ad impiegare il plexiglas? Mi accennavi ad una certa insoddisfazione nell’utilizzo della sola tela come supporto…

MC La tela mi piace sempre, ma alle volte la vivo come un limite. Il plexiglas mi interessa molto, e ha una sua luce propria, tra l’altro. Se tu lo dipingi di nero, per capirci, tutto quello che gli sta attorno va a finire dentro il quadro… Mi intriga questa zona in cui le immagini si riflettono, lucide ed artificiali.


FS L’utilizzo del plexiglas, per uno come te che fa pittura – te lo avranno chiesto – non è una sorta di…

prima mostra che ho fatto negli USA, a Santa Monica era una mostra tutta di opere su alluminio 20x20 centimetri.

MC Un fastidio?

FS Come ti comporti quando dipingi su un muro?

FS No… forse, una sorta di tradimento. MC Non me lo hanno mai domandato, e non lo penso. La mia scelta è dettata dall’esigenza di utilizzare un materiale moderno, tutto qui… FS Fatto non trascurabile, poi, quel certo piacere che immagino si provi nel tenere in mano un pennello che scorre su una superficie del genere, così liscia… MC Il pennello scorre sul serio, quando dipingo le lastre di plexiglas, determinando un approccio con la superficie molto diverso da quello che si può avere con la tela o con il muro. Il plexiglas mi dà la possibilità di sovrapporre più piani. Crea, come dire, una terza dimensione… mi consente di fare sentire la pennellata, se lo desidero, o di annullarla completamente. FS Hai lavorato molto anche su alluminio in passato… MC L’introduzione di materiali diversi dalla tela inizia una ventina di anni fa, proprio con l’alluminio. Mi piaceva l’idea di impiegare una lastra, di lavorare su una lastra… come mi piace anche lavorare direttamente sulle pareti. La

MC Intervengo modificando lo spazio e muovendomi al suo interno. Inserendo un quadro in una stanza si provoca inevitabilmente una variazione, lavorando direttamente sul muro si va a contaminare irreversibilmente la parete, e si dà vita ad un grande quadro. Gli ingredienti sono spesso gli stessi, ma sul muro muovo lo spazio attraverso diagonali e piani inclinati, che determinano tensioni diverse da quelle presenti nei quadri, dove questi elementi non compaiono mai… FS La pittura rimane sempre protagonista, indipendentemente dal supporto? MC Assolutamente. FS La questione della stratificazione, della pittura e dei materiali, si ripete, così come pure l’idea che ogni lavoro sia, o possa essere, il tassello di qualcosa di più ampio… MC Più che di tassello, parlerei di frammento. Ogni mia opera è un frammento di qualcosa di molto più grande, di un corpo che dialoga con lo spazio, con l’architettura… Lo è la prima come lo sono le ultime e quelle in corso di esecuzione. Quando fai ricerca


è così. Non ci sono mai dei salti nel vuoto. Qualcuno mi ha detto: “Come mai non inizi a lavorare con le linee curve?”. Ma come faccio ad inserire la curva, mi domando? Visto che non la sento e che l’ho lasciata tanto tempo fa: dovrei andare ad abitare nel deserto, o in montagna per poterla assimilare e restituire, o forse iniziare a praticare il surf.

e che, alla fine, si spera diventino melodia. Nelle mie opere ci sono tante voci, ma alla fine non le senti. Funzionano tutte assieme, all’unisono.

FS Lo confermi ancora una volta: dipingi ciò che vedi, ciò che ti circonda e che raggiungi? MC Si, dipingo quello che vedo e che conosco.

MC In sintesi, a volte la mia attenzione si focalizza su un dettaglio coloristico. Sono molto attratto dal colore della città e dalla sua struttura. Faccio molte foto, infatti, che considero come appunti. Il colore è ciò che in assoluto mi affascina di più. Io guardo il colore dei luoghi… L’esplosione dei colori che uso si è verificata quando ho iniziato a frequentare la California. Prima usavo una tavolozza decisamente più rarefatta e spenta. Poi, a Los Angeles, sono stato assalito dai colori… FS Dove ti ha portato questo assalto che hai subito? MC Ho iniziato a dipingere un quadro come fosse un concerto: tante voci che si sovrappongono, tanti colori che suonano assieme

intervista

FS Su che cosa si concentra la tua attenzione?


opere


Urban landscape in black (Piazza S.Stefano Blues) Acrilico e perspex su tela . 2011 85 x 85 cm


Small piece of sky - around the blue (to James Turrel) Acrilico e perspex su tela . 2008 140 x 130 cm


Memories 1 Acrilico e perspex su tela . 2011 90 x 90 cm


Memories 2 Acrilico e perspex su tela . 2011 90 x 90 cm


The right season Acrilico su tela . 2009 80 x 120 cm


White - Red Deep - Black Alchidico e acrilico su alluminio . 2004 30 x 30 cm


Morning Acrilico e perspex su tela . 2011 70 x 60 cm


Urban landscape in red Acrilico e perspex su tela . 2011 94 x 84 cm


Night in blue Acrilico e perspex su tela . 2011 70 x 60 cm


Landscape in red Acrilico su perspex . 2011 24 x 24 cm


Every Sunday afternoon Acrilico su perspex . 2005 22 x 22 cm


Night in blue 2 Acrilico su perspex . 2011 35 x 29 cm


San Pedro Beach Acrilico su tela . 2009 30 x 45 x 8 cm


Midtown Acrilico su tela . 2007 61 x 17 x 10 cm


Whatches around the center Acrilico e perspex su tela . 2009 68 x 91 cm


Central avenue Acrilico e perspex su tela . 2009 68 x 91 cm


Roll over Acrilico e perspex su tela . 2009 110 x 90 cm


Miami stories Acrilico e perspex su tela . 2010 50 X 50 cm


1961 Born in La Spezia, Italy

Education

1980-1984 Accademia di Belle Arti, Carrara 1976-1980 College of Art, Carrara

Awards

2010 Premio PEA, Lerici 2005 Pollock-Krasner Foundation Grant, New York

Solo Exhibitions

2011 Buonanno Arte Contemporanea, Trento maab Studio d’Arte, Padova Family Rooms, Gilman Contemporary, Ketchum, ID Recent Paintings, Brian Gross Fine Art, San Francisco, CA 2010 PoliArt, Milano Bakersfield Museum of Art, Bakersfield, CA Riverside Art Museum, Riverside, CA CAMeC, La Spezia 2009 Cardelli & Fontana, Sarzana Galleria Arte 92, Milano Cerruti Arte, Genova Frankfurter Westend Galerie, Frankfurt 2008 Torrance Art Museum, Torrance, CA Roy Boyd Gallery, Chicago, IL Galleria Colussa, Udine Istituto Italiano di Cultura, Munchen One Post Street, San Francisco, CA Museum fßr Konkrete Kunst, Ingolstadt, Germany Buonanno Arte Contemporanea, Trento 2007 Nature Metropolitane, PoliArt, Milano Beautiful Morning, Scott White Contemporary Art, San Diego, CA New paintings by Marco Casentini, Richard Levy Gallery, Albuquerque, NM Recent Paintings, Brian Gross Fine Art, San Francisco, CA


biografia e mostre

2006 Border, Galleria Obraz, Milano 2005 Ruth Bachofner Gallery, Santa Monica, CA Roy Boyd Gallery, Chicago, IL Every Sunday Afternoon, Wassermann Galerie, Munchen Galleria Colussa, Udine Mestna Galerija, Nova Gorica 2004 Brian Gross Fine Art, San Francisco, CA 2003 Here, Ruth Bachofner Gallery, Santa Monica, CA New Urban Art, Phoenix, AZ 2002 Hotel Buenaventura, Wassermann Galerie, Munchen Galleria Colussa, Udine Belsorriso, Klein Art Works,Chicago,IL Not Far From Here, Ruth Bachofner Gallery, Santa Monica, CA Non Luoghi, Fondazione Bandera per l’Arte, Busto Arsizio 2001 Diary, Brian Gross Fine Art, San Francisco, CA Scott White Contemporary Art, La Jolla, CA Frankfurter Westend Galerie, Frankfurt Mediterranea, Monopoli Arte Contemporanea, Pavia Opere recenti, Spazio Cesare da Sesto, Sesto Calende 2000 Appunti di Viaggio, Ruth Bachofner Gallery, Santa Monica, CA 1999 California Junction, Brian Gross Fine Art, San Francisco, CA Città, Wassermann Galerie, Munchen 1998 Urban Landscape, Ruth Bachofner Gallery, Santa Monica, CA 1997 Galerie Partikel, Luzern Galleria Vanna Casati, Bergamo 1994 Università Degli Studi , Pavia 1992 Galerie Marianne Grob, Luzern 1985 Galerie Lehnert, Emmen 1983 Galerie Nanu, Luzern


Group Exhibitions

2011 Pad. Italia 54A Esp. Internazionale della Biennale di Venezia Sez. Liguria Palazzo della Meridiana, Genova Bocconi Art Gallery, Milano Roy Boyd Gallery , Chicago, IL Cardelli & Fontana, Sarzana Spazio Bigli, Milano 2010 Buonanno Arte Contemporanea, Trento Red l’opera al rosso, Cerruti Arte, Genova Melissa Morgan Fine Art, Palm Desert, CA Roy Boyd Gallery, Chicago, IL Obraz 10, Galleria Obraz, Milano 2009 Cerruti Arte, Genova Galleria Arte 92, Milano Giorni Felici, Casa Testori, Novate Milanese California, Light and Space, Melissa Morgan Fine Art, Palm Desert, CA To move, Nuovo Centro Direzionale Interporto, Trento Cardelli & Fontana, Sarzana Roy Boyd Gallery, Chicago, IL 2008 Cardelli & Fontana, Sarzana Scott White Contemporary Art, San Diego, CA Roy Boyd Gallery, Chicago, IL Robert Dress Galerie, Hannover Confronto.KlausMehrkens+amici, Mus. Civ. E. e T. Della Torre, Treviglio Aesthetics of new Millenium, Mesta Galerija Nova Gorica Auguri ad arte, MART, Rovereto 2007 Modernism Today, LAX Airport, Los Angeles, CA Lo stato dell’arte, Galleria Obraz, Milano Remix, One Post Street, San Francisco, CA Grand Opening Celebration, Gilman Contemporary, Ketchum, ID Gallery Artist, Roy Boyd Gallery, Chicago, IL 2006 Roy Boyd Gallery, Chicago, IL I could do that: Contemporary Art & the Audience, Brea Art Gallery, Brea, CA


biografia e mostre

2005 Quadri per un’esposizione, Centro Culturale di Milano, Milano Nero Italiano, Nextam Partners, Milano Accrochage, Frankfurter Westend Galerie, Frankfurt Paint on Metal, Tucson Mus. of Modern and Contemporary Art, Tucson, AZ Illusion Irritation, Wassermann Galerie, Munchen 2004 13, Richard Levy Gallery, Albuquerque, NM Leben mit Kunst - Wege zur Kunst Sammlung Maximilian und Agathe Weishaupt, Museum für Konkrete Kunst, Ingolstadt XX Anniversary Exhibition, Ruth Bachofner Gallery, Santa Monica, CA Summer Show,Scott White Contemporary Art, San Diego, CA Surfin’ Hermosa 2004, Gallery C, Hermosa Beach, CA SFMOMA, Modern Art Council Art Auction, San Francisco, CA Roy Boyd Gallery, Chicago, IL Ask for I, Wassermann Galerie, Munchen 2003 Casentini, Gonzalez, Moses, Brian Gross Fine Art, San Francisco, CA Galleria Colussa, Udine Frankfurter Westend Galerie, Frankfurt Wassermann Galerie, Munchen Black and White, Ruth Bachofner Gallery, Santa Monica, CA Full Frontal, Klein Art Works, Chicago, IL Saks Fifth Avenue, Beverly Hills, CA 2002 Holiday Group Show, Ruth Bachofner Gallery, Santa Monica, CA Wassermann Galerie, Munchen Real Abstraction: No Metaphors, No Apologies, Suburban Fine Art Center, Highland Park, IL Aspetti dell’Arte Costruttivista, Mus. Civ. di Arte Cont., Calasetta Terrain: Literal to Metaphisical, Scott White Contemporary Art, Telluride, CO Contemporary Abstraction, Klein Art Works,Chicago,IL Astrazione Punto Zero: Spazio “O”, Milano Cascina Roma, San Donato Milanese Palazzo Piacentini, San Benedetto del Tronto 2001 Holiday Group Show, Ruth Bachofner Gallery, Santa Monica, CA Brian Gross Fine Art: Gallery Artist, Shasta Coll. Art Gallery, Redding, CA Oomph, Klein Art Works, Chicago, IL 2000 Holiday Group Show, Ruth Bachofner Gallery, Santa Monica, CA Summer Exposition, SOMA Gallery, La Jolla, CA


1999 Holiday Group Show, Ruth Bachofner Gallery, Santa Monica, CA Structural Elements: Views of Architecture and Architectural Elements Transamerica Pyramid Lobby Gallery, San Francisco, CA 1998 Casentini, Linnenbrink, Munch, Wassermann Galerie, Munchen Holiday Group Show, Ruth Bachofner Gallery, Santa Monica, CA Corrispondenze, Lorenzelli Arte, Milano 1997 MAPP, Museo d’Arte Paolo Pini, Milano La Collezione, Civica Raccolta Del Disegno, Palazzo Coen, Salò Alternative, Palazzo Cicogna, Busto Arsizio Libretto Digitale: Biblioteca Nazionale Centrale, Firenze 1996 Apriscatole, Galleria Aquifante, Busto Arsizio Living Art Gallery, Milano Libretto Digitale: Sidney Carnivale, Town Hall, Sidney Fringe Festival Melbourne, Town Hall, Melbourne XVIII Premio Michetti, Fond. Michetti Francavilla al mare Palazzo Cicogna, Busto Arsizio 1995 Non Plus Ultra, Lorenzelli Arte, Milano Art & Tabac, Ostertabac Museum, Wien RAI Congresscentre, Amsterdam Casentini, Casiraghi, Geremia: Galleria Artopia Urso, Milano Galleria Le Pietre, Arenzano 1994 Art & Tabac: Palazzo del Turismo, Riccione 1993 Art & Tabac: Scuderie Di Palazzo Ruspoli, Roma 1989 Wuthrich, Godel, Casentini, Snozzi, Galerie Led Line, Luzern Campi, Casentini, Linari, Galleria Il Gabbiano, La Spezia 1988 Alta Stagione: Palazzo Comunale, Sarzana Palazzo Bianco, Genova Palazzo della Provincia, Savona Ridotto Teatro Cavour, Imperia 1985 Chiesa del Suffragio, Carrara Chiesa del Gonfalone, Fossano Gruppo Idioma, Palazzo Berghini, Sarzana


biografia e mostre

1984 Gruppo Idioma, Pinacoteca Comunale, Vezzano Ligure Accademia di Belle Arti di Carrara Austellungsraumen des Stadttheaters, Ingoldstadt 1983 Galleria Il Luogo di Gauss, Milano


Public Collections

Bakersfield Museum of Art, Bakersfield, CA CAMeC, La Spezia Civica Raccolta del Disegno, Salò Fondazione Bandera per l’Arte, Busto Arsizio Galleria d’arte Moderna, Sesto Calende MAPP Museo d’arte Paolo Pini, Milano Mestna Galerija, Nova Gorica Museo d’Arte Contemporanea, Calasetta Museum für Konkrete Kunst, Ingolstadt, Germany Riverside Art Museum, Riverside, CA Università Bocconi, Milano Università degli Studi, Pavia


Belcaro Development, Valencia, CA Boston Consulting, San Francisco, CA Brown Rudnic, Washington, DC Gary Lee Partners, Chicago, IL Belcaro Development, Valencia, CA Cancer Institut, Boston,MA Cedar Sinai Comprehensive Cancer Center, Los Angeles, CA Digital Media Campus, Long Beach, CA DLA Piper Rudnick Gray Cary , San Francisco, CA Fleedwood, Munchen Haarmann-Hemmelrath & Partner, Milano Intuit Corporation, San Francisco, CA illy caffĂŠ, Trieste Kilroy Realty Corporation, El Segundo, CA Ken Stats, North Caldwell, NJ Marina Heights L.L.C., Beverly Hills, CA Thomas Properties Group, Los Angeles Monitor Company, Munchen Museum Square Associates, Los Angeles, CA Nextam Partners, Milano Ocean Club Villas, Paradise Island, Bahamas Orik, Herrington & Suttcliffe, Menlo Park, CA On Point Productions, San Rafael, CA The Progressive Art Collection, Cleveland, OH Red Rock Hotel, Las Vegas, NV Riviera Company, Tokyo Scan, Los Angeles, CA Vivendi, Los Angeles, CA Waikoloa Hotel, Waikoloa, HI Wellington Management Company, Boston, MA Winston & Strawn, San Francisco/Los Angeles, CA

collezioni pubbliche

Corporate Collections


maab studio d’arte Riviera San Benedetto, 15 35139 Padova . Italy


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