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Poste Italiane S.p.A. - Sped. abb. postale - D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27.02.2004 n. 46) - art. 1 comma 1, DCB Padova

IMPRESE TEMPI CERTI PER I PAGAMENTI DELLE FORNITURE / 6 RICETTE DOLCE DI MIRTILLI ROSSI / 8 QUI LOMBARDIA BRESCIA: RINNOVATO IL DIRETTIVO PROVINCIALE / 10 fornaioamico.it – L’Arte Bianca online Settimanale informativo della

Anno LXVII

LUNEDÌ

FEDERAZIONE ITALIANA

23 LUGLIO

PANIFICATORI, PANIFICATORI

2012

L a

p a n i f i c a z i o n e

i t a l i a n a

PASTICCERI E AFFINI

Estate difficile per il comparto Calo dei ricavi, riduzione del personale, problemi di liquidità: ecco qual è la situazione dei panifici artigiani. La soluzione? Puntare sulla qualità dei prodotti e del servizio

L

a situazione italiana appare sempre più drammatica. L’ormai famoso «spread», la scorsa settimana ha toccato livelli altissimi. Gli italiani, nel frattempo, si scoprono sempre più poveri: secondo l’ultimo dato Istat nel 2011 le persone «relativamente povere» in Italia sono state 8.173.000, pari all’11,1 percento delle famiglie. La crisi economica sta coinvolgendo anche il comparto della panificazione. Per usare le parole del presidente nazionale della Federazione, la situazione è «drammatica, molto più nera del previsto».

L’EDITORIALE di Franco La Sorsa

La qualità resiste alla crisi

V

edere qual è la situazione in cui versano le aziende di panificazione italiana non è confortante: la crisi sta toccando da vicino il nostro comparto. L’apertura del giornale che abbiamo dedicato all’argomento non fa che confermare cose che, tristemente, conosciamo bene tutti. Leggere quanto riportato ha però fatto nascere in me alcune considerazioni. Molti hanno parlato di una strategia adottata da tanti colleghi: abbassare la qualità dei prodotti venduti, in modo da ridurre il prezzo di vendita degli stessi e soddisfare così le esigenze della clientela. C’è chi, addirittura, ha parlato di una corsa al ribasso portata avanti per far fronte alla concorrenza della grande distribuzione. Credo che entrambi gli atteggiasegue a pagina 2

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Come aderire agli Enti Bilaterali della panificazione L’Onorevole Miserotti Tutto quello che c’è da sapere per adempiere agli obblighi previsti dal contratto

L’

onorevole Lino Miserotti (Pdl) lo scorso 28 giugno ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro delle Politiche Agricole sul pane proveniente dall’Est Europa. A lui L’Arte Bianca ha rivolto qualche domanda, chiedendo anche il perché del silenzio del governo in merito alla vicenda.

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a scorsa settimana l’Ebipan (Ente Bilaterale della panificazione) e il Fonsap (Fondo sanitario della panificazione) sono diventati operativi. Ciò significa che i datori di lavoro del comparto a partire da luglio dovranno iniziare a effettuare i versamenti agli Enti, così come previsto dal CCNL panificazione. A PAGINA 4

Volano alle stelle i prezzi del grano e del mais

al fianco dei fornai italiani

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Mafaro: Dobbiamo cambiare i tempi della produzione

N

on sarà un’estate tranquilla. Oltre le notizie poco rassicuranti riguardanti l’economia, ne arrivano altre dello stesso segno dai mercati agricoli. La scorsa settimana la Fao, il Dipartimento di Stato Usa insieme a molti altri analisti hanno lanciato l’allarme: la forte siccità che sta colpendo gli Stati Uniti e la Russia provocherà un’impennata dei prezzi dei cereali. C’è il rischio che ci si possa trovare di fronte a una crisi alimentare. A PAGINA 7

«C

i siamo lasciati spogliare di ogni difesa, a cominciare dalla 1002, e oggi ci troviamo stretti tra gdo, pane surgelato, pane industriale e importazioni dall’estero; senza contare i pirati del mercato, che aprono per qualche mese, sfruttano lavoratori in nero e poi chiudono, per andare a rifare il giochetto da un’altra parte». A PAGINA 10


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L’A RTE B IANCA - L A PANIFICAZIONE I TALIANA

Lunedì 23 luglio 2012

Primo Piano

Estate difficile per il comparto Calo dei ricavi, riduzione del personale, problemi di liquidità: ecco qual è la situazione dei panifici artigiani. La soluzione? Puntare sulla qualità dei prodotti e del servizio

L

a situazione italiana appare sempre più drammatica. L’ormai famoso «spread», la scorsa settimana ha toccato livelli altissimi. Gli italiani, nel frattempo, si scoprono sempre più poveri: secondo l’ultimo dato Istat nel 2011 le persone «relativamente povere» in Italia sono state 8.173.000, pari all’11,1 percento delle famiglie. Quasi scontato, quindi, dire che la crisi economica sta coinvolgendo anche il comparto della panificazione. Per usare le parole del presidente nazionale della Federazione, la situazione è «drammatica, molto più nera del previsto». Ci vuole davvero poco per rendersene conto: parlando con i segretari delle associazioni o con i singoli fornai la cosa non cambia. Riduzione del personale Il segno più evidente che il comparto sta soffrendo è rappresentato dai licenziamenti del personale. I fornai, da sempre, sono abituati a vivere la propria azienda come una casa e a considerare il personale una famiglia. Ancora oggi è così, per cui prima di mandare via un dipendente vi si pensa mille e più volte. «Da noi le aziende piccole stanno facendo tutto quanto è in loro potere per evitare i licenziamenti», racconta Simone Pieragostini, segretario dell’associazione di Ascoli Piceno. «Molti stanno rinunciando a parte dei propri ricavi per evitare che ciò avvenga. Ma non so quanto la situazione possa reggere: sono certo che molti panificatori della nostra provincia stanno lavorando senza margini di guadagno». La situazione, comunque, è migliore di quanto stia avvenendo nei forni più grandi: «Qui i licenziamenti, purtroppo, ci sono stati e noi stiamo facendo il possibile per ricollocare il personale o trovare ammortizzatori sociali». Un po’ lo stesso sta accadendo a Roma, dove diverse aziende più grandi si sono esposte pesantemente nei confronti della gdo e oggi, in molti casi, si trovano a non avere più liquidità. «Ho dovuto mettere in cassa integrazione straordinaria 40 dipendenti di un unico panificio», spiega Franco Santini dell’associazione locale. «Il forno vantava un debito nei confronti della grande distribuzione di 500 mila euro. Ormai – spiega il se-

gretario – i fornitori sono diventate le “banche” dei supermercati e adesso non vengono pagati nemmeno dopo 180 giorni». Le stime sul calo dei dipendenti offerte dall’associazione di Roma non sono rosee (-10 percento nell’ultimo anno). Lo stesso problema con le forniture si riflette anche a Cosenza. Qui Eugenio Spadafora è stato costretto a disdire numerosi contratti proprio per i mancati pagamenti della gdo. «Di conseguenza», racconta, «ho visto il mio fatturato diminuire del 30 percento. E, nonostante tutto, ho ridotto di pochissimo il mio personale. La cosa assurda – continua – è che i molini si lamentano con me perché sono in ritardo con i pagamenti di 20-30 giorni, mentre a me i supermercati non mi hanno pagato proprio». Identica, qui, la situazione di Ascoli Piceno: «I piccoli panifici, quelli che magari lavorano solo con persone di famiglia e senza troppi macchinari, stanno affrontando meglio la crisi. I problemi maggiori li hanno le aziende più grandi». Risalendo lo stivale e arrivando a Bologna, la situazione non va meglio. «Lo scorso anno», dichiara Riccardo Fontanella, segretario dell’associazione, «avevamo 618 cedolini paga. Oggi siamo a 505: quasi il 20 percento in meno. Facendo una stima approssimativa, si può dire che ogni azienda ha ridotto un’unità lavorativa». Calo dei ricavi L’altra faccia della medaglia dei licenziamenti è la riduzione dei margini di guadagno. Neanche ri-

L’EDITORIALE di Franco La Sorsa

La qualità resiste alla crisi segue dalla prima

menti siano sbagliati. Come ho già detto in altre occasioni, la strada che i panificatori artigiani devono seguire è quella della qualità. Soltanto differenziandoci dalla Gdo, offrendo un prodotto eccellente e diverso, noi saremo in grado di esaltare la nostra artigianalità, la vera arma vincente in nostro possesso. Da anni la Federazione ha abbracciato questa strategia. Da anni dalle

liani stanno avendo seri problemi di liquidità. «Ormai da noi le tasse si pagano soltanto a rate», spiega Santini. «È un trend iniziato negli anni scorsi, ma che oggi è diventato la normalità». Più o meno normalità anche a Bologna: «Quest’anno siamo all’80 percento delle aziende che hanno scelto il pagamento rateale, mentre nel 2011 eravamo fermi al 40. In alcuni casi abbiamo dovuto chiedere anche micro finanziamenti, di 10-15 mila euro, per permettere ai fornai di versare quanto dovuto». Così a Taranto, dove il ricorso ai consorzi di Garanzia per accedere ai fidi, come racconta La Sorsa, è diventato sempre più frequente. L’assenza di fondi porta poi con sé un altro problema: l’impossibilità di chiudere l’azienda. «Cessare un’attività», come ricorda il presidente della Federazione, «costa e non poco. Molti che vorrebbero farlo perché è ormai diventato antieconomico continuare a tenere aperta l’impresa, non ci riescono, perché non dispongono di fondi a sufficienza». Impensabile, immaginare di vendere o cedere l’azienda: «Nessuno è disposto a investire 100-200 mila euro in un’attività di panificazione», spiega Fontanella.

nunciare ai dipendenti in molti casi è servito. «A Bologna non abbiamo avuto un calo netto dei fatturati», prosegue Fontanella, «ma un netto peggioramento dei ricavi sì. E non poteva essere altrimenti, visto che i costi sono lievitati: il 20 percento in più per il carburante, il 10 percento in più per l’energia e un altro 5 percento per le assicurazioni». Denise Citi, del forno “Le Sorgenti del Pane” di Livorno, racconta la stessa dinamica: «I fatturati sono rimasti identici, ma il calo dei ricavi, seguito all’aumento dei costi, c’è stato eccome». Come molti altri, è stato un calo che si è sobbarcata interamente lei, senza mandare via nessuno: «Sono oneri che deve prendersi il titolare». Non è diversa la situazione delle altre province: da Milano a Taranto, passando per Ascoli Piceno e Roma, tutti gli interpellati dichiarano cali sensibili di fatturato e ricavi, stimabili in media in un meno 10 percento. Con difficoltà crescenti negli ultimi mesi. «I panificatori della nostra provincia», dichiara La Sorsa, «stanno vivendo ora

il momento critico. Nonostante il nostro sia un territorio turistico». Stesso discorso che, spostandoci dallo Ionio all’Adriatico, ripete Pieragostini. «Pensavamo di vedere una ripresa in questi mesi, ma invece la stagione (e siamo al 20 di luglio) non è ancora partita: c’è un drastico calo di turisti». Un’unica eccezione sembra essere Campobasso: «Qui le cose vanno piuttosto bene», dichiara Antonio Marzitelli, titolare del “Vapoforno”. «La crisi c’è, la sentiamo un po’ tutti, ma non la vedo così drammatica». Quello che si percepisce, confrontando le varie esperienze, è che sono rimaste stabili le visite in panificio, ma con una netta differenza rispetto al passato: lo scontrino medio si è abbassato. Non serve certo riportare dichiarazioni: è lo stesso leit motiv che percorre tutta la Penisola. La liquidità Altro problema rilevante è la mancanza di fondi. Fra il blocco dei crediti, le difficoltà a riscuotere i pagamenti delle forniture e gli aumenti vari, i fornai ita-

Il futuro Nessuno sa come evolverà il contesto: la crisi potrebbe peggiorare o, magari (magari) terminare da un giorno all’altro. Molti vedono i fornai scoraggiati, La Sorsa è certo che nonostante tutto, sapranno reagire adeguatamente: «Siamo gen-

colonne di questo giornale ripetiamo che i fornai devono differenziarsi, puntare sul consumo immediato, lavorare con materie prime d’eccellenza. Non mi stanco di ripeterlo, come prima di me non si stancava di ripeterlo chi mi ha preceduto. È una visione che noi tutti abbiamo abbracciato e sposato. Ma non è una visione che un giorno abbiamo avuto tutti insieme. Nessuna folgorazione sulla via di Damasco. Questa strada, a suo tempo, ci fu indicata da una serie di ricerche che commissionammo. Coinvolgendo consumatori e

fornai, si studiò il mercato e si trovò una possibile soluzione al calo dei consumi del pane. Non a caso poi - come chi legge l’Arte Bianca può conoscere benissimo - altre ricerche e studi hanno evidenziato come questa strada abbia portato benefici: i panifici che hanno abbracciato il consumo immediato, differenziando la produzione, sono quelli che hanno sofferto, e stanno soffrendo meno la crisi. Adesso ci troviamo in un altro momento particolare. Siamo ancora convinti che la qualità e la differenziazione possano rappresentare l’unica via

d’uscita alla crisi che investe il comparto. Ma, ovviamente, non ne abbiamo la certezza. Ed è il motivo che ha spinto la Federazione e VeronaFiere ad avviare una grande indagine sulla panificazione italiana. La più importante realizzata finora. In questo modo saremo in grado di conoscere cosa vogliono i consumatori, come il mercato si evolverà, quale futuro attende le nostre aziende. In questo modo potremo indicare a voi e a noi tutti quale strada dovremo seguire. Tutti insieme. Tutti fornai. presidenza@fippa.it

te abituata al lavoro, al sudore, alla fatica. Troveremo il modo di rialzarci. Lo abbiamo sempre fatto e lo faremo anche stavolta». Bacchette magiche non ce ne sono. Pieragostini dice che molti panificatori hanno deciso di abbassare la qualità e puntare su prodotti più economici per essere vicini alla clientela. Dinamica simile a Cosenza, dove Spadafora spiega che molti suoi colleghi stanno purtroppo cedendo sul prezzo, ma stavolta per far “concorrenza” alla gdo. C’è chi, come Denise Citi, ritiene che questa sia la soluzione peggiore. «Noi fornai», dichiara, «dobbiamo puntare tutto sulla qualità, dei prodotti e del servizio. Dobbiamo dare alla nostra clientela cose che altrove non potrebbe trovare: eccellenza dei pani, cordialità e gentilezza. Questa, a mio avviso, è l’unica strada da seguire». Ed è proprio partendo da tutto questo che la Federazione, insieme a VeronaFiere, ha deciso di realizzare la più grande indagine sull’arte bianca mai realizzata prima. Coinvolgendo tutti gli attori della filiera, dal consumatore al molino, passando per i fornai, si scatterà una fotografia dettagliata del comparto. La ricerca, nella sua fase qualitativa sta partendo in questi giorni. A ottobre, in una conferenza nazionale, saranno presentati i risultati. E lì si saprà con certezza quali strategie e soluzioni potranno adottare i panificatori, non solo per uscire dalla crisi, ma per esserci anche domani e dopodomani. <

L’Arte Bianca La Panificazione Italiana Settimanale informativo della Federazione Italiana Panificatori, Panificatori-Pasticceri e Affini FONDATORE: Savino Bracco DIRETTORE RESPONSABILE: Francesco La Sorsa CAPO REDATTORE: Jgor Jan Occelli artebianca@fippa.it COLLABORATORI: Bruno Stella, Rosanna Iacovino, Graziano Monetti IMPAGINAZIONE: Annamaria Carlone PUBBLICITÀ: artebianca.com@fippa.it RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI (D.LGS. 196/2003): Francesco La Sorsa DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE E PUBBLICITÀ

Via Alessandria 159/D - 00198 Roma tel. 068541138 - fax 0685351968 STAMPA: Centro Servizi Editoriali s.r.l. Stabilimento: Via del Lavoro,18 36040 Grisignano di Zocco (VI) Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 16849 dell’1.6.1977

Associato all’Unione Italiana Stampa Periodica


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L’A RTE B IANCA - L A PANIFICAZIONE I TALIANA

Lunedì 23 luglio 2012

Ebipan

Come aderire agli Enti Bilaterali del comparto della panificazione Tutto quello che c’è da sapere per adempiere agli obblighi previsti dal contratto

L

a scorsa settimana l’Ebipan (Ente Bilaterale della panificazione) e il Fonsap (Fondo sanitario della panificazione) sono diventati operativi. Ciò significa che i datori di lavoro del comparto, a partire dal mese di luglio, dovranno iniziare ad effettuare i versamenti agli Enti, così come previsto dal CCNL panificazione. Pubblichiamo di seguito tutte le informazioni necessarie per iscriversi all’Ebipan e al Fonsap e adempiere a quanto previsto.

DECORRENZA L’adesione agli Enti EBIPAN e FONSAP decorre dal mese di LUGLIO 2012. MODALITA’ DI ADESIONE Sono tenute ad aderire a EBIPAN e FONSAP compilando l’apposita scheda di adesione e trasmettendola alla sede degli Enti per posta, fax o mail - tutte le aziende che applicano il CCNLPANIFICAZIONE. ENTITA’ DEL CONTRIBUTO

Il sistema di contribuzione prevede un versamento omnicomprensivo pari a (vd tabella):

fine, provvederà a trattenere mensilmente dalla busta paga del lavoratore la quota di com-

IMPORTO €per 12 mesi 17€mensili

CARICO CONTRIBUTIVO Impresa = 15€ Lavoratore = 2€

17€ mensili

Impresa = 15€ Lavoratore = 2€

7€ mensili

Impresa = 5€ Lavoratore = 2€

Il versamento sarà effettuato complessivamente dall’impresa che, a tal

petenza pari a 2€. (NOTA. ai fini contributivi e retributivi la

Spett.le E.BI.PAN. Ente Bilaterale Nazionale della Panificazione e Attività Affini Spett.le FON.SA.P. Fondo Assistenza sanitaria integrativa Panificazione e Attività Affini Via Alessandria, 159/D – 00198 ROMA – Tel 06/8549559 – Fax 06/85351968 e-mail: info@ebipan.org / pec: ebipan@pec.it ANAGRAFICA L’Azienda .................................................................................................................................................................... Indirizzo: ............................................................ Comune: ................................. Prov ................... C.A.P ................... C.F./ P.IVA: ............................. n° INPS ................ Codice ATECO ................. Tel. .......................... Fax: ..................... mail/pec ..................................................................................................................................................................... ORGANIZZAZIONE Totale addetti ............. di cui: Titolare/Soci n° .............; Collaboratori n° ...........; Dipendenti n° ............. di cui: A tempo indeterminato n° .............; A tempo determinato superiore a 9 mesi n° .............; A tempo determinato inferiore a 9 mesi n° .............; ASSISTENZA PAGHE Associazione/Studio consulenza lavoro: ........................................................................................................................ Indirizzo: ........................................................... C.A.P: .......................... Comune ................................ Prov ............. Tel. .......................... Fax: .......................... mail/pec ................................................................................................... CHIEDE l’iscrizione a far data dal ................... e dichiara di applicare a favore dei propri dipendenti il CCNL - PANIFICAZIONE di data 01.12.2009. La sottoscritta azienda si impegna, inoltre, ad assolvere nei confronti di E.BI.PAN e FON.SA.P. tutti gli adempimenti previsti dal CCNL - PANIFICAZIONE Nazionale e relativi Accordi territoriali, dagli Statuti e Regolamenti dei suddetti Enti.

(Data)

................................................. (legale rappresentante) (timbro e firma)

INFORMATIVA SULLA PRIVACY AUTORIZZAZIONE: il sottoscritto, ai sensi e per gli effetti dell’art. 23 D. Lgs. 196/2003 sulla tutela dei dati personali, autorizza E.BI.PAN e FON.SA.P al trattamento dei propri dati, compresi quelli sensibili, e in particolare a inserire e conservare nei loro archivi / banche dati elettroniche tutti i dati contenuti nella presente scheda; autorizza inoltre E.BI.PAN e FON.SA.P ad inviargli comunicazioni scritte/telefoniche relative ad iniziative e servizi proposti dagli Enti. L’azienda potrà far valere i propri diritti così come espressi dagli artt. 7, 8, 9, 10 del D.Lgs. 196/2003 rivolgendosi al titolare del trattamento nella persona del Presidente di ciascun Ente. ............................. (Data)

................................................. (legale rappresentante) (timbro e firma)

NB: la presente scheda deve essere trasmessa agli indirizzi indicati tramite posta, fax, e-mail.

MODELLO UNIEMENS E’ importante ricordare che le quote versate a E.BI.PAN. mediante il

TIPOLOGIA CONTRATTO SCOPI Per ogni lavoratore dipendente con con- 10€ tratto a tempo indeterminato; 3€ 4€ Per ogni lavoratore dipendente con con- 10€ tratto a tempo determinato SUPERIORE 3€ a 9 mesi nell’anno solare; 4€ Per ogni lavoratore dipendente con con- // tratto a tempo determinato INFERIORE a 3€ 9 mesi nell’anno solare; 4€

SCHEDA DI ADESIONE AZIENDA AGLI ENTI BILATERALI NAZIONALI DELLA PANIFICAZIONE E ATTIVITÀ AFFINI E.BI.PAN E FON.SA.P.

.............................

quota a carico del datore di lavoro non concorre alla formazione dell’imponibile in cari-

co al lavoratore ed è assoggettata al contributo di solidarietà “oneri previdenziali” del 10%; mentre la quota a carico del lavoratore non gode di alcuna esenzione, perciò dovrà essere trattenuta dalla retribuzione netta dello stesso). MODALITA’ DI VERSAMENTO MODELLO F24 Il versamento deve essere fatto, con cadenza mensile, mediante il modello F24 compilando gli appositi campi della sezione INPS come segue (Circolare Inps n. 93 del 4/7/20112): 1) nel campo “causale contributo” in corrispondenza esclusivamente del campo “importi a debito versati” deve essere inserito il codice PANE (codice attribuito dall’Agenzia Entrate a seguito di richiesta Inps per conto di Ebipan) distintamente dai dati relativi al pagamento dei contributi previdenziali obbligatori ed assistenziali; 2) nel campo “codice sede” il codice della sede Inps territorialmente competente; 3) nel campo “matricola Inps” la matricola dell’azienda interessata; 4) nel campo “periodo di riferimento” è indicato il mese e l’anno di competenza nel formato MM/AAAA; La colonna “a mm/aaaa” non deve essere valorizzata; 5) l’importo del contributo dovuto.

SCOPI Fonsap Ebipan C.A.C. Fonsap Ebipan C.A.C. /// Ebipan C.A.C.

modello F24 devono essere inserite nel modello UNIEMENS. La compilazione di questo documento permette l’incontro dei dati F24/Uniemens consentendo a Ebipan di attribuire al lavoratore i versamenti effettuati a suo favore, garantendone così il diritto alle prestazioni erogate dagli Enti bilaterali della panificazione. Così come da indicato nella Circolare Inps n. 93 del 4/7/20112, i datori di lavoro interessati compileranno il flusso Uniemens nel seguente modo: all’interno di <Denuncia Individuale>, <Dati Retributivi>, <DatiParticolari>, valorizzeranno l’elemento <ConvBilat> inserendo nell’elemento <Conv> in corrispondenza di <CodConv> il valore PANE e in corrispondenza dell’elemento <Importo> l’importo, a livello individuale, del versamento effettuato nel mod. F24 con il corrispondente codice. L’elemento <Importo> contiene l’attributo <Periodo> in corrispondenza del quale va indicato il mese di competenza del versamento effettuato con F24, espresso nella forma “AAAA-MM”. Per ogni ulteriore chiarimento in proposito è possibile contattare gli uffici della direzione Ebipan ai seguenti indirizzi: tel. 06/8549559; fax: 06/85351968; mail: info@ebipan.org <

INDIRIZZO EBIPAN L’ENTE BILATERALE HA SEDE A ROMA VIA ALESSANDRIA, 159/D TEL. 06.8549559 FAX 06.85351968 MAIL: INFO@EBIPAN.ORG


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Battaglie federali

L’Onorevole Miserotti al fianco dei panificatori italiani «Mi adopererò per far approvare il decreto attuativo del regolamento sul pane fresco»

L’

onorevole Lino Miserotti (Pdl) lo scorso 28 giugno ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro delle Politiche Agricole, chiedendo un suo intervento su uno dei problemi che più danneggiano il comparto della panificazione artigiana: il pane proveniente dall’Est Europa. Pratica che il deputato non ha esitato a definire «oltre il limite del dumping». A lui L’Arte Bianca ha rivolto qualche domanda, chiedendo anche il perché del silenzio del governo in merito alla vicenda. Numerose inchieste di giornale hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica il fenomeno del pane proveniente dal-

Lino Miserotti

l’Est Europa, normalmente venduto in molti supermercati senza che i consumatori possano essere a conoscenza della sua provenienza. Qual è la sua opinione al riguardo? Crede che tale pane possa rappresentare anche un pericolo per la salute, visto che in molti casi viene prodotto in Paesi che non hanno nor-

me stringenti come le nostre in materia di igiene e sicurezza degli alimenti? Il motivo che mi ha spinto a fare un’interrogazione al Ministro delle politiche agricole e al Ministro degli affari europei, è determinato dal fattore principale della salute che preoccupa soprattutto giovani e anziani, essendo i controlli igienico-sanitari non del tutto rassicuranti. Il fatto poi che mi preoccupa, e non va sottovalutato, sono gli ingredienti, perché non si sa bene cosa venga usato dai vari paesi, essendo usi e consumi differenti. Penso che presto presenterò un’interrogazione alla Commissione Agricoltura per stabilire se sia possibile legiferare in modo da poter se-

guire con facilità la filiera di provenienza e produzione dei prodotti che ci interessano. L’art 4. della legge 248/06 definisce le caratteristiche che un prodotto deve possedere per poter essere denominato “pane fresco” oppure “pane congelato”. L’articolo è rimasto lettera morta perché manca il decreto attuativo della legge. Ritiene che la sua approvazione contribuirebbe a garantire al consumatore un’informazione più adeguata? Certamente, trovarci la domenica di fronte a negozi e supermercati con cartelli indicanti la dicitura “pane fresco” e non sapere se si tratta di pane congelato oppure

no, non è piacevole per un consumatore, a tal proposito mi adopererò in tal senso per l’approvazione dell’art.4 l. 248/06. Sono state presentate numerose interrogazioni parlamentari sia per chiedere l’approvazione del decreto attuativo della legge 248/06, sia in merito al fenomeno del pane proveniente dall’Est Europa. L’attuale governo non ha riposto a nessuna di esse. A cosa è dovuto questo silenzio? Crede sia semplice disattenzione o invece, possa essere dovuto a eventuali pressioni di lobbies (industria alimentare, grande distribuzione ecc)? L’ultima ipotesi potrebbe

essere quella più accreditata, ma non conoscendo la situazione mi verrebbe la tentazione di fare un’interrogazione. La panificazione artigiana è un comparto importante del sistema produttivo italiano. Non crede debba essere tutelata in qualche modo? Sono d’accordo, purché non il governo non debba spendere soldi che non ci sono. E ora una domanda, diciamo così, di “gossip”. Qual è il suo pane preferito? Il pane a pasta dura è quello che mi soddisfa maggiormente. Ma tutto il pane artigianale e non industriale mi piace e purtroppo ne faccio largo consumo. <


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L’A RTE B IANCA - L A PANIFICAZIONE I TALIANA

Lunedì 23 luglio 2012

Imprese e Lavoro

Tempi certi per i pagamenti delle forniture agroalimentari Pronto il decreto attuativo della legge. Entro 30 e 60 giorni il saldo delle fatture. Previste sanzioni fino a 500mila euro per chi non rispetta il nuovo obbligo

D’

ora in avanti la gdo, come nessun altro soggetto, potrà sforare i 30 o i 60 giorni per effettuare il saldo dei pagamenti delle forniture agroalimentari. Il decreto attuativo dell’articolo 62 della legge sulle liberalizzazioni (n. 27/2012) è infatti pronto. Il nuovo obbligo, così come previsto, diventerà operativo a partire dal prossimo ottobre. Cosa prevede Il decreto interessa tutte le cessioni di prodotti alimentari e agroalimentari. Per cui si applica anche a tutte le forniture effettuate dalle aziende di panificazione. La prima novità che viene stabilita è che tutti i contratti di fornitura devono essere stipulati in forma scritta e indicare, a pena di nullità, la durata, la quantità, le caratteristiche del prodotto venduto, il prezzo, le modalità di consegna e di pagamento. Il decreto stabilisce chiaramente cosa debba intendersi per “forma scritta”: qualsiasi forma di comunicazione scritta, anche trasmessa in forma elettronica o a mezzo fax, anche priva di sottoscrizione, avente la funzione di manifestare la volontà delle parti di costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale avente per oggetto la cessione dei prodotti descritti dal decreto.

Pratiche scorrette Un aspetto importante che viene preso in considerazione sono le pratiche sleali. Nello specifico, il decreto stabilisce che è vietato qualsiasi comportamento del contraente che, abusando della propria maggiore forza commerciale, imponga condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose. Fra queste sono state identificate quelle che: - prevedano, a carico di una parte, l’inclusione di servizi e/o prestazioni accessori rispetto all’oggetto principale della fornitura, anche qualora queste siano fornite da soggetti terzi, senza alcuna connessione oggettiva, diretta e logica con la cessione del prodotto oggetto del contratto; - escludano l’applicazione di interessi di mora a danno del creditore o escludano il risarcimento delle spese di recupero dei crediti; - determinino, in contrasto con il principio della buona fede e della correttezza, prezzi palesemente al di sotto dei costi di produzione dei prodotti oggetto delle relazioni commerciali e delle cessioni da parte degli imprenditori agricoli. Allo stesso modo, può essere considerata una pratica commerciale sleale la previsione, nel contratto, di una clausola che obbligatoriamente imponga al venditore,

dopo la consegna dei prodotti, un termine minimo prima di poter emettere la fattura. Fa eccezione a questa regola il caso di consegna dei prodotti in più quote nello stesso mese: in questa ipotesi la fattura potrà essere emessa solo successivamente all’ultima consegna del mese. Termini di pagamento Il testo prevede che le fatture vadano saldate entro 30 giorni per i prodotti deteriorabili ed entro 60 per tutti gli altri. I termini di pagamento decorrono dall’ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura. Nel caso in cui i tempi non vengano rispettati, scatteranno automaticamente, dal giorno successivo alla scadenza del pagamen-

to, gli interessi.

LE DIMISSIONI VANNO CONVALIDATE

Entrata in vigore Il decreto diventa operativo a partire dal 24 ottobre 2012. I contratti firmati in precedenza devono essere adeguati a quanto previsto entro il 31 dicembre 2012.

partire dallo scorso 18 luglio, le dimissioni, per essere valide, A devono essere convalidate. È questa una delle novità introdotte dalla Riforma del Lavoro.

Sanzioni Il provvedimento stabilisce anche particolari sanzioni. Il mancato rispetto della firma scritta per il contratto o del contenuto dello stesso è punito con una sanzione da 516 a 20 mila euro. La sanzione per il mancato rispetto della correttezza delle pratiche commerciali oscilla fra 516 e 3 mila euro. Decisamente più caro per il debitore non pagare in tempo: la sanzione va da 500 a 500 mila euro. <

Le modifiche alla disciplina possono essere suddivise in due casi. Il primo riguarda la lavoratrice durante il periodo di gravidanza o la lavoratrice e il lavoratore durante i primi 3 anni di vita del bambino. In questo caso, a convalidare la richiesta di dimissioni deve essere la Direzione territoriale del lavoro (Dtl) competente. L’altro caso, invece, riguarda la restante platea dei lavoratori. In questa ipotesi, oltre alla Dtl, a convalidare le dimissioni potrà essere anche il Centro per l’impiego. Una volta che il datore di lavoro ha ricevuto le dimissioni, dovrà inviare la Comunicazione telematica al Centro impiego e dovrà invitare il lavoratore a firmarle (entro 30 giorni). Questo avrà, a sua volta, 7 giorni di tempo per sottoscrivere la comunicazione e far diventare effettive le dimissioni. <

Entrate: il ritardo del software cancella la maggiorazione

L’Aspi parte dal 2013

Versamento senza sanzioni per chi si adegua agli studi entro il 20 agosto

Nessun rinvio per il nuovo sussidio di disoccupazione. Si studiano modifiche alla Riforma del lavoro

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ull’Aspi, il nuovo sussidio di disoccupazione, non c’è stato nulla di fatto: la sua partenza scatterà da gennaio 2013. Il governo, infatti, ha respinto la richiesta, contenuta in un pacchetto di dieci modifiche alla Riforma del lavoro, di far slittare il nuovo onere. Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ha spiegato così il suo diniego: «Ho detto no. Deve entrare l’anno prossimo sia

perché è un elemento qualificante della riforma, sia soprattutto perché siamo un Paese dove se rinvii una volta quella cosa non la fai più». Discorso diverso per le altre modifiche che, probabilmente, entreranno, quali emendamenti, all’interno del decreto sulla «spending review». Fra queste spicca la revisione dei parametri per la distinzione fra le partite Iva genuine e quelle che

nascondono un rapporto di lavoro subordinato: sarà tale quando il corrispettivo dato dall’azienda al lavoratore rappresenterà l’80 percento del reddito dello stesso per almeno due anni (non più uno solo). Sul fronte dei contratti a tempo determinato si è chiesto di intervenire sulle tempistiche del rinnovo dei contratti, portate da 10 a 60 giorni per i contratti inferiori a sei mesi e da 20 a 90 per

quelli di durata superiore. Le modifiche eliminano tale obbligo per i contratti stagionali e demandano alla contrattazioni fra le parti (datoriali e sindacali) la decisione in merito. Un’ultima richiesta importante è stata quella sull’aumento del carico contributivo per le partite Iva (dal 27 al 33 percento): la maggioranza ha chiesto la proroga al 2014 per la sua partenza. <

contribuenti soggetti agli studi di settore che ritengono opportuno adeguarsi ai ricavi o ai compensi stimati sulla base della nuova versione di GERICO (1.0.2), nel caso in cui questi differiscano da quelli della precedente versione (1.0.1), potranno farlo versando le maggiori imposte dovute per adeguamento entro il termine del 20 agosto 2012 senza il pagamento della maggiorazione dello 0,40 a titolo di interesse corrispettivo. A comunicarlo è stata l’Agenzia delle Entrate in un comunicato stampa. L’Agenzia ha spiegato che le diverse modifiche apportate agli studi di settore, in particolare la «revisione congiunturale speciale» approvata lo scorso 13 giugno, hanno comportato effetti di rilievo sul software. Effetti che hanno dato luogo a malfunzionamenti del software e che ne hanno reso necessaria la sua ripubblicazione. Da qui la decisione, come già effettuato nel 2010, di concedere la possibilità di pagare quanto dovuto (nel caso i dati forniti dalle due versioni siano discordanti) senza la maggiorazione dello 0,40 percento. <


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Lunedì 23 luglio 2012

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Attualità

Volano alle stelle i prezzi del grano La grave siccità che si è abbattuta sugli Usa e le alluvioni in Russia hanno fatto impennare le quotazione dei cereali. Si teme una crisi alimentare

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on sarà un’estate tranquilla. Oltre alle notizie poco rassicuranti riguardanti l’economia, ne arrivano altre dello stesso segno dai mercati agricoli. La scorsa settimana la Fao, il Dipartimento di Stato Usa insieme a molti altri analisti hanno lanciato l’allarme: la forte siccità che sta colpendo gli Stati Uniti e la Russia provocherà un’impennata dei prezzi dei cereali. C’è il rischio che ci si possa trovare di fronte a una crisi alimentare. Un rischio concreto Se di «allarme» si sente sempre parlare, stavolta all’appello si dovrebbe prestare particolare attenzione. Due ordini di ragioni spingono verso questa considerazione. Le quotazioni del grano hanno subito un’escala-

tion preoccupante nelle ultime settimane (si veda il grafico in pagina): i futures scambiati a settembre sono passati dai 6,5 dollari per bushel (circa 19 centesimi di euro al chilo) agli attuali 8,84 dollari (circa 26,5 centesimi di euro al chilo): un aumento del 45 percento registrato soltanto nell’ultimo mese. Così come hanno fatto le quotazioni del mais che hanno toccato il picco di 7,94 dollari per bushel, registrando un incremento del 50 percento rispetto allo scorso giugno. L’altro fattore a destare preoccupazione riguarda i rapporti e le stime sulla produzione cerealicola che fino ad oggi si sono succeduti. Tutti, a partire dallo scorso settembre, hanno ribadito che quella di quest’anno sarebbe stata da «record».

Le quotazioni del grano negli ultimi 6 mesi. Prezzi in centesimi di dollaro per bushel

Le previsioni davano conto di aumenti che avrebbero riguardato sia i raccolti che le scorte. E anche quando le prime stime sono state riviste al ribasso, i numeri sono rimasti nettamente superiori ai livelli raggiunti negli ultimi anni. Il cambio di scena Cosa ha portato allora a un radicale cambiamento

della situazione? La risposta alla domanda è più semplice di quanto si possa immaginare: le condizioni climatiche. Sul Midwest degli Stati Uniti si è abbattuta una siccità che sta danneggiando seriamente i raccolti. Per dare ossigeno agli agricoltori è dovuta scendere in campo anche la Casa Bianca, annunciando prestiti agevolati per gli agricol-

tori dei 26 Stati colpiti dal disastro. Dall’altra parte del mondo, invece, i problemi sono di segno opposto, ma non cambiano la sostanza. Russia, Kazakstan e Ucraina hanno visto i propri raccolti danneggiarsi a causa delle pesanti alluvioni che hanno colpito le regioni. Il ministro dell’Agricoltura russo, Nikolai Fyodorov, non ha quindi potuto far altro che annunciare un possibile calo delle esportazioni di grano (che si andrebbe ad aggiungere al ribasso già previsto nei mesi scorsi). Le conseguenze Fino ad ora la situazione appare ancora stabile. Gli aumenti delle quotazioni del grano non si sono tradotti in incrementi sulle altre materie prime. O, almeno, que-

sto è quello che sta avvenendo sulle quotazioni degli sfarinati di grano tenero: i prezzi registrati dalla Granaria di Milano non hanno subito aumenti o riduzioni dallo scorso settembre. Nonostante ciò, è molto probabile che i riflessi di tali aumenti si evidenzieranno sulle farine soltanto nelle prossime settimane. Le preoccupazioni maggiori, comunque, esulano dal comparto. La situazione appare analoga a quella che si verificò alla fine del 2007, quando l’impennata del grano portò a una grave crisi alimentare. L’indice elaborato dall’International Grain Council, relativo alle esportazioni di cereali e semi, è tornato proprio ai livelli del 2008 e non preannuncia niente di buono. <


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Lunedì 23 luglio 2012

Ricette a cura di Rosanna Iacovino

E’ la stagione dei mirtilli E

state e vacanze portano spesso anche la voglia di frutti di bosco. Luglio e agosto sono infatti i mesi in cui questi frutti raggiungono il massimo sapore e vanno dunque raccolti. Ricordiamo che contengono una buona dose di vitamine, con effetto antiossidante, e di acido folico.

Dolce di mirtilli rossi INGREDIENTI mirtilli farina zucchero burro latte lievito per dolci

200 g 120 g 200 g 100 g 1,5 dl 5g

Procedimento Pulire e lavare i mirtilli e farli sgocciolare. Impastare la farina, lo zucchero, il lievito e il latte evitando che si formino grumi. Far sciogliere in una teglia il burro e porvi il composto. Mettere i mirtilli in una casseruola con due cucchiai di zucchero e farli scaldare per 5-10 minuti, fin quando si formerà un po’ di sugo. Versarli nella teglia al centro del composto e far cuocere in forno per 50 minuti, di cui 10 a 170° C e 40 a 180°C.

La varietà nel sapore e nella forma Ingredienti di stagione sulla pizza V

ariare significa proporre nuovi prodotti, ma tale obiettivo si raggiunge facilmente anche variando solo la forma e magari aggiungendo un tono di gusto in più all’impasto.

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alorizzare gli ingredienti di stagione è un grande vantaggio per la qualità nutrizionale finale del prodotto. Ecco quindi la pizza con i peperoni.

Pizza con olive e peperoni INGREDIENTI Per la pasta farina lievito di birra sale zucchero strutto acqua olio extra vergine di oliva Per farcire olive verdi denocciolate passata di pomodoro mozzarella a dadini origano peperone Per condire

1 kg 100 g 20 g 20 g 100 g q.b. 50 g 100 g 250 g 350 g 1 presa abbondante 1 olio, sale, pepe

Procedimento Impastare gli ingredienti della pasta per 4 minuti in 1° velocità e per altri 5 in 2°. Mettere la pasta a lievitare e poi, stesa in teglia, condirla con gli ingredienti indicati. I peperoni, tagliati a fettine sottilissime, vanno messi a crudo. Cuocere in forno a 220° per 25 minuti circa.

Pane al basilico INGREDIENTI farina 350 W lievito latte olio extra vergine di oliva basilico sale

500 g 25 g 230 g 30 g 20 foglie 10 g

Procedimento Impastare in impastatrice a spirale tutti gli ingredienti per 5 minuti in 1° velocità e per 3 in 2°. Far lievitare in cella per 40 minuti. Preparare poi una treccia con tre filoni di uguali dimensioni e far lievitare per 30 minuti. Spennellare con il latte e infornare a 200° C per 40 minuti.


Lunedì 23 luglio 2012

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Ricette a cura di Rosanna Iacovino

Torta salata con le melanzane e il formaggio L’

estate è anche la stagione delle melanzane, un sapore mediterraneo per eccellenza. Questo rustico le utilizza tra gli ingredienti al massimo della loro bontà, cioè fritte.

Rustico con melanzane INGREDIENTI pasta sfoglia Per il ripieno melanzane grandi formaggio Emmental a fettine olive nere denocciolate farina pomodori pelati origano e sale per condire

600 g 2 100 g 100 g 100 g 400 g

Procedimento Affettare le melanzane e tenerle sotto sale per 30 minuti, poi sciacquarle, infarinarle e friggerle nell’olio bollente. Stendere la pasta sfoglia e farne due dischi, sistemarne il primo in una tortiera, porvi sopra le melanzane asciugate dell’olio di cottura e cospargerle con i pelati e tutti gli altri ingredienti del ripieno. Chiudere la torta con il secondo disco di pasta. Cuocere in forno a 200° C per 20- 25 minuti.

Rotolo di pasta croccante ripieno

La crostata con marmellata e formaggio cremoso

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i può vendere a fette o intero, è un rustico dal sapore corposo e casereccio con un ottimo colpo d’occhio se presentato a fette. Rimane piuttosto croccante.

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ella tradizione della pasticceria da forno la crostata troverà sempre il suo spazio adeguato. Questa ricetta è per golosi e intenditori.

Rotolo con peperoni, mozzarella e salame INGREDIENTI Per la pasta farina lievito sale grosso olio extra vergine di oliva acqua tiepida Per il ripieno salame a fettine mozzarella a dadini basilico peperoni rossi arrostiti pelati a fettine

500 g 6g 10 g 60 g 350 ml 85 g 175 g 25 g 2

Procedimento Mettere gli ingredienti della pasta in impastatrice a spirale e impastare per 5 minuti in 1° e per 5 in 2°. Far riposare la pasta per almeno 60 minuti, comunque fino al raddoppio del volume. Stendere la pasta a rettangolo e ricoprirla con tutti gli ingredienti del ripieno, partendo dalle fettine di salame, sovrapporre il basilico, le fettine di peperone e la mozzarella. Arrotolare la pasta nel senso della lunghezza, chiudere i bordi, bucherellarla e infornare a 200° C per 30-35 minuti.

Crostata ricca INGREDIENTI per la frolla farina uova zucchero burro lievito chimico Per il ripieno marmellata frutti di bosco mascarpone o formaggio dolce cremoso

500 g 3 200 g 150 g 10 g q.b. 150 g

Procedimento Con gli ingredienti della frolla preparare una pasta ben amalgamata e metterla in uno stampo da torte (30 cm. di dm.), con bordo alto. Cospargere la pasta con mascarpone o formaggio cremoso e sopra fare un secondo strato di marmellata ai frutti di bosco. Decorare con le strisce classiche da crostata e cuocere in forno a 180°C per 30 minuti circa.


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Lunedì 23 luglio 2012

Province

Mafaro: Dobbiamo cambiare i tempi della produzione I nuovi ritmi di alimentazione degli italiani per il presidente di Bologna impongono una radicale trasformazione delle attività di panificazione

«C

i siamo lasciati spogliare di ogni difesa, a cominciare dalla 1002, e oggi ci troviamo stretti tra gdo, pane surgelato, pane industriale e importazioni dall’estero; senza contare i pirati del mercato, che aprono per qualche mese, sfruttano lavoratori in nero e poi chiudono, per andare a rifare il giochetto da un’altra parte. Se vogliamo sopravvivere, dobbiamo avere il coraggio di prendere di petto la situazione e di rivedere radicalmente tempi e modi della nostra produzione: dobbiamo riproporci al mercato». Francesco Mafaro, presidente dell’Associazione provinciale panificatori di Bologna, esprime concetti molto chiari. «Il caos che caratterizza il mercato nel quale operiamo è, in buona parte, la conseguenza di una inadempienza dei nostri governanti, che a sei anni dall’approvazione della legge 248/6, non sono ancora riusciti a emanare quel regolamento di attuazione senza il quale le definizioINSERZIONISTI Bombieri

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Butterback

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Casteggio Lieviti

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Ireks Italia

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Polin

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Francesco Mafaro

ni di “panificio”, “pane fresco” e “pane conservato, restano lettera morta, anche se sarebbero fondamentali per noi e per i consumatori». In primo piano, nell’analisi di Mafaro, la diffusone del pane proveniente da impasti surgelati, importati dall’est-Europa. «Dalla Romania, dicono, ma sono distribuiti da grossisti italiani, che certo non ti

specificano la provenienza dell’impasto. Comunque, sono ormai tanti i “punti caldi” che distribuiscono quel pane, gdo compresa e sono molti anche i ristoranti che lo mettono in tavola: Noi, panificatori artigiani, dobbiamo solo recitare il mea culpa. Se quei prodotti hanno un mercato, vuol dire che noi glielo abbiamo ceduto; se i ristoranti preferiscono “lavorare” con il pane proveniente da paste surgelate, vuol dire che qualcuno di noi non li ha serviti bene. Utilizzando il surgelato, un ristorante può servire alla clientela pane ancora caldo, mentre se vuole utilizzare il pane dei nostri forni, spesso deve mettere in tavola un prodotto che magari ha finito di cuocere alle 7 di mattina. E qui andiamo a toccare un

punto che per me è cruciale». Il punto cruciale per il presidente di Bologna è questo: «Ci siamo detti tante volte che lo stile alimentare è cambiato perché è cambiata la società: la “pausa pranzo” con i panini, gli snack e quant’altro, ha sostituito, per buona parte degli italiani, il pasto di mezzogiorno. Ma noi continuiamo a fare il pane con i vecchi ritmi, lavoriamo di notte per poter avere il pane sui nostri scaffali alle 7 di mattina. Ma oggi il 90 per cento degli italiani lo mangia alla sera e, dunque, porta in tavola un pane già “vecchio”. Dobbiamo trovare il coraggio di ribaltare la situazione, sfruttando l’aiuto della tecnologia. L’uso del fermalievitazione ci consentirebbe di

PANE NEGLI ASILI E LEZIONI AI GENITORI PER SPIEGARE IL PANE ARTIGIANALE

preparare l’impasto la sera e cuocerlo poi la mattina dopo. Infornando alle 7 o giù di lì, potremmo offrire un prodotto caldo già alle 8-8,30 e continuare poi a produrre secondo necessità. Sfornando l’ultimo pane alle 18, offriremmo al consumatore un pane davvero fresco, da portare in tavola per la cena. Qualcuno mi dice: è un’idea azzardata; io rispondo: come stiamo facendo sbagliamo, perché continuiamo a perdere, tutti i giorni, qualche fetta di mercato. E allora, proviamo una strada diversa. Capisco tradizioni e abitudini, mi rendo conto del desiderio dei miei colleghi del centro-città di accontentare quei dieci clienti che vanno a prendere alle 7 di mattina il pane sfornato du-

rante la notte ma, ripeto, i tempi sono cambiati e, se noi vogliamo sopravvivere, dobbiamo rispondere al mercato. Se quei dieci clienti il pane lo acquisteranno alle 8 o alle 8,30, invece che alle 7, avranno un prodotto migliore e anche noi panificatori staremmo meglio». «Il pane surgelato che arriva dalla Romania», conclude Mafaro, «non lo possiamo fermare, perché la Romania fa parte dell’Unione Europea. D’altra parte, la baguette che viene prodotta con quelle paste surgelate è venduta allo stesso prezzo del nostro pane. La nostra battaglia, quindi, deve essere sul piano della qualità, che significa anche pane fresco a tutte le ore. La tecnologia ce lo permette e noi dobbiamo provare questa strada». <

CIVITALUPARELLA FESTEGGIA DE LOLLIS

oche parole e molto lavoro”. Così Giuseppe ell’anno scolastico che inizierà il prossimo settembre, i bambini di cinquantadue asili nido del “P Ciavalini, presidente dell’Associazione provinN Comune, in nove quartieri della città di Bologna, si rifocilleranno con il pane fornito alle scuole ciale panificatori di Chieti, ha definito il vicepresidagli artigiani dell’Associazione provinciale panificatori. L’accordo con l’Amministrazione comunale felsinea è stato firmato nei giorni scorsi da Francesco Mafaro, presidente del sindacato. La fornitura partirà da settembre, all’inizio dell’anno scolastico. «Non è una mera questione di business», sottolinea Mafaro, «anche se la fornitura avverrà a prezzi di negozio. Quello che ci ha spinti a cercare e sottoscrivere l’accordo di fornitura con il comune, sono soprattutto le possibilità promozionali che il rapporto ci apre». Nel contratto è prevista anche una attività educativa che riguarderà non solo i bimbi ma, soprattutto, i genitori. «Incontreremo i genitori negli asili», dice Mafaro, «parleremo del pane vero, quello prodotto dagli artigiani, illustreremo la sua importanza nella nutrizione quotidiana e poi li inviteremo nei nostri laboratori di via Gnudi, sede dell’associazione, per fargli vedere dal vivo come nasce il pane genuino, quello che offriamo ogni giorno nei nostri negozi, e spiegheremo la differenza con le tante “imitazioni” che ci sono sul mercato: il pane industriale, per esempio, o il pane prodotto con paste surgelate che non si sa bene da dove arrivi. Così», conclude Mafaro, «i genitori impareranno e i bambini si divertiranno». <

Il polemico

dente vicario del suo stesso sindacato, Giovanni De Lollis, che al Premio Roma 2012 ha conquistato due premi, presentando altrettanti prodotti tradizionali dell’alimentazione contadina abruzzese: il pane di Cappelli e il pane con le patate. Il successo di De Lollis ha inorgoglito i fornai teatini e anche la gente del piccolo paese in cui apre il forno: Civitaluparella, 375 abitanti, appollaiato a oltre 900 metri di quota sul versante meridionale dei Monti Lupari, alla sinistra del Sangro. E così, la sera di sabato, 14 luglio, presso il ristorante “Il nido delle rondini”, del vicino paese di Fallo, il fornaio è stato festeggiato da colleghi, famigliari e autorità, con in testa il sindaco Mariano Ficca. <

di Bruno Stella

Questioni di centesimi

Q

uesto che avete tra le mani è l’ultimo numero dell’Arte Bianca che esce prima della pausa estiva. Riprenderemo il dialogo il 3 settembre prossimo e, come di consueto, vi trasmettiamo i migliori auguri per le settimane a venire. Noi italiani siamo abituati da sempre a considerare agosto, e anche i giorni che immadiatamente lo precedono, alla stregua di quella che i bambini milanesi chiamano “arimorta” cioè una sospensione del gioco per ripigliare fiato. Ma l’impressione è che quest’anno non sarà esattamente così. L’evolvere della crisi è più lento e gravoso del previsto, la battaglia per uscirne assai aspra e ricca di incertezze. L’economia non cresce, la finanza è in crisi, lo spread vola e lo Stato, per ridurre il debito pubblico, che ha registrato un nuovo record, vuole vendere i propri beni immobiliari. Più o meno come hanno cominciato a fare, da qualche tempo, anche tanti italiani che non riescono più a mettere d’accordo il pranzo con la cena e con la rata del mutuo. Ogni giorno, le cronache incrementano il numero dei cittadini che, a norma di statistica, si devono classificare “poveri” e

di quelli, soprattutto giovani, che ingrossano le file dei senza lavoro. In queste condizioni soffrono, ovviamente, anche l’industria del turismo e tutte le attività che da questa “manna” estiva si aspettano un annuale beneficio. Il comparto alberghiero, in primis, ma anche altre attività, comprese le aziende artigiane di panificazione. Le prime conferme negative, ampiamente previste, arrivano dalle Marche. Dice Simone Pieragostini, segretario dell’Associazione provinciale panificatori di Ascoli Piceno, che il calo di attività si fa sentire pesante: un 25-30 per cento in meno per tutta la fascia costiera del Fermano e dell’Ascolano, in pratica da Civitanova Marche a San Benedetto del Tronto. Intanto, si avvicinano le scadenze fiscali, con la prima rata Irpef e l’Irap. Sarà dunque difficile ripigliare fiato, durante l’agosto in arrivo. Non lo potrà fare il governo, non lo faranno i sindacati che promettono scioperi, non lo potranno fare gli imprenditori, di qualsiasi comparto e di qualsiasi dimensione, che dovranno sudare, non per il caldo, ma per far quadrare i conti e cercare di arrivare con i minori danni alla ripresa di settembre.

In questa situazione generale, ho l’impressione che si manifesti anche una riconsiderazione generale del “peso” dell’euro in cassa e nei portafogli. Vi ricordate le monete da 20 lire, in circolazione fino all’avvento della moneta comune europea? Avevano più o meno le dimensioni e il colore degli attuali 10 centesimi ed erano di utilizzo quotidiano, servivano davvero. Poi, quando è arrivato l’euro, il posto di quelle 20 lire venne preso dalle monete, color rame, da 1 centesimo. Sono tanto piccole che fai fatica a pescarle nel portamonete o in tasca e, alla fine, le depositi in qualche ciotola in casa, nell’attesa di poterle cambiare tutte insieme. Sembravano sparite dalla circolazione, fino a qualche mese fa, ma ora stanno riprendendo la giusta posizione. Per due volte, la scorsa settimana, mi è capitato di vedere un negoziante e un cliente indugiare perché non si trovavano un resto e un pagamento di 2 centesimi. Segno assai indicativo dei tempi duri che stiamo affrontando. Per tutto questo, ancora tanti auguri, amici panificatori. <


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Qui Lombardia Pagina a cura di Graziano Monetti

Assessore al commercio di regione Lombardia

Asconfidi Lombardia verso il “107”

L’Urpl incontra Margherita Peroni

Credito alle imprese

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i è svolto a Milano presso la sede del Consiglio Regionale Lombardia, l’incontro tra il presidente dell’’Unione Regionale Panificatori Roberto Capello e l’Assessore al Commercio Margherita Peroni. All’incontro hanno preso parte il Vice Direttore della Direzione Commercio, Enrico Capitanio, la Responsabile della Segreteria dell’Assessore, Ni-

coletta Benedetti, e il segretario dell’Unione Regionale Panificatori Roberto Alvaro. Il presidente Capello ha illustrato la situazione del comparto ed il lavoro svolto dall’Unione Regionale, anche in collaborazione con il precedente Assessore, evidenziando

la necessità di una ridefinizione del quadro regolamentare del settore della panificazione artigianale con particolare riguardo alla difesa della figura del panificatore e alla tutela del pane fresco artigianale. Il presidente non ha mancato di verificare le possibilità di azioni mirate di sostegno allo sviluppo del settore. L’Assessore Pero-

ni ha mostrato particolare interesse per il settore della panificazione e alle segnalazioni ricevute, impegnandosi ad effettuare i necessari approfondimenti. L’Assessore ha inoltre espresso particolare apprezzamento per l’iniziativa di riduzione del sale nel pane, qualificandola come importante contributo a cura della salute pubblica. <

Impegno per la categoria su tutto il territorio

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i è svolto a Salò (BS) l’incontro promosso da Asconfidi Lombardia, cooperativa di garanzia collettiva a cui aderiscono quattordici Consorzi Fidi di tutto il territorio regionale, per fare il punto sull’operatività e delineare le procedure di sviluppo della società. La strada intrapresa è il raggiungimento di quelle capacità dimensionali, strutturali e organizzative che consentiranno l’iscrizione dell’organismo di garanzia in Bankitalia nell’elenco “speciale” previsto dall’articolo 107 del Testo unico bancario, per rilasciare garanzie per il sistema bancario più forti e nel rispetto dei nuovi requisiti previsti dalla normativa di “Basilea 2”. Un passo in avanti per il credito alle aziende.

1500 domande di partecipazione

Bando Finter C

on successo si è chiuso il bando Finter per l’innovazione delle imprese essendo state complessivamente circa 1500 le domande presentate. Nelle prossime settimane inizierà il percorso di accertamento dei requisiti formali delle richieste presentate e la valutazione dei progetti rispetto ai criteri di valutazione fissati dal bando.

Brescia: rinnovato il direttivo provinciale

Riunito il tavolo regionale

E’

Mobilità delle merci

stato rinnovato nei giorni scorsi il Consiglio provinciale, la Giunta Esecutiva, Presidenza e Segreteria del Sindacato panificatori della provincia di Brescia, che rimarca la propria operatività sul territorio e mette già a calendario diversi impegni per l’immediato futuro. Alla guida è stato riconfermato Francesco Mensi, panificatore di Mairano, facente funzioni da poco più di un anno in quanto subentrato a Gianmaria Piantoni, scomparso a fine dicembre 2010. Al presidente, eletto all’unanimità dalla Giunta Esecutiva è giunto il plauso dei colleghi per l’intenso lavoro svolto, per aver portato la voce dei fornai in tutte le sedi istituzionali oltre che rappresentarli in Federazione, essendo per Brescia consigliere nazionale e rappresentante nel consiglio re-

gionale di categoria. La Giunta Esecutiva raggruppa la maggior parte dei rappresentanti di zona del Consiglio Provinciale, e al presidente si affiancano Vincenzo Conti di Bagnolo Mella, vice presidente vicario, e Agostino Dordoni di Dello, vice presidente tesoriere, mentre Paolo Carrera, vice direttore dell’Associazione Artigiani, viene riconfermato segretario. In Giunta esecutiva figurano inoltre Luciano Cresseri, Davide Piantoni, Stefano Lazzaroni, Roberto Franzoni, Vincenzo Ceresara, Mauro Piantoni e Fiorenzo

Maffezzoni. “Il vero e proprio mandato inizia per me adesso e durerà per 4 anni – spiega Mensi - ho l’orgoglio di aver ottenuto dalla Federazione Nazionale l’organizzazione della Festa nazionale del pane che si terrà nell’ottobre 2013 proprio a Brescia. Un riconoscimento alla bella iniziativa che abbiamo compiuto lo scorso anno in Piazza duomo a Brescia. Da noi giungeranno panificatori di tutta Italia. Inoltre abbiamo in cantiere l’apertura di un laboratorio per mettere la nostra esperienza a disposizione dei giovani desiderosi di imparare il mestiere. Continua poi su più fronti la nostra rivendicazione affinché si sancisca definitivamente chi produce il pane fresco artigianale e non ci arrendiamo dinnanzi alla dissennata scelta della libera panificazione domenicale. Nei giorni

scorsi abbiamo incontrato, su questi argomenti, l’assessore regionale Margherita Peroni che si è fortemente impegnata per legiferare sul pane fresco, anche per garantire il consumatore. Nel frattempo attendiamo fiduciosi la sentenza della Corte Costituzionale al ricorso presentato da Regione Lombardia sulla liberalizzazione della panificazione domenicale. Insomma, il Sindacato è molto attivo sul territorio, per cercare di rispondere ai problemi esposti dai fornai ai rappresentanti di categoria ed è gratificato dall’aumento di tesserati che, in periodo di crisi, sono uno stimolo a far meglio per tutti noi che abbiamo ottenuto un ruolo di rappresentanza. L’auspicio è che i colleghi sentano forte l’esigenza di avvicinarsi a chi è stato in grado di interpretare al meglio le necessità dei fornai”. <

Nuovo forno alla scuola panificatori di Como

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ebag Deutsche Backofenbau GmbH (leader tedesco nella costruzione di forni di cottura con il marchio Monsun) ed il suo rappresentante per l’Italia Mauro Salvagni, hanno intrapreso una collaborazione con il Sindacato Panificatori di Confcommercio Como e l’Ente di formazione professionale Enaip Lombardia. I panificatori di Confcommercio Como, grazie all’impegno del Presidente Dario Bertarini ed alla disponibilità della Dott.ssa Isabella Botta direttrice del centro Enaip, hanno quindi a loro disposizione nella scuola di Como un nuo-

vo forno per gli studenti dei corsi di panificazione e pasticceria. Si tratta di una stazione di cottura integrata, costituita dal forno Debag/Monsun completo di cappa di aspirazione, cella di lievitazione e condensatore fumi di cottura. Tale accorgimento rende possibile l’installazione dell’unità senza bisogno di camino per l’eva-

cuazione dei fumi “bianchi”. Inoltre essendo l’unità montata su ruote, può essere movimentata agevolmente. Il tutto ovviamente in completa sicurezza e affidabilità. Tali caratteristiche hanno reso possibile utilizzare il forno anche nello stand dei panificatori di Confcommercio Como alla fie-

ra “Ristorexpo 2012” di Erba. Durante la manifestazione, il forno Debag/Monsun si è distinto per l’ottima versatilità, cuocendo svariati tipi e pezzature di prodotti di panificazione, pasticceria e focacce. Finita la manifestazione, il forno è stato riportato presso la sede del centro di formazione Enaip di Como dove è stato utilizzato da alunni e docenti durante l’anno formativo anche nello scorso mese di giugno, durante gli esami dei corsi di panificazione e pasticceria dando prova della sua versatilità ed uniformità nelle cotture. <

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egione Lombardia ha riunito il Tavolo per la logistica e per la mobilità delle merci, presieduto dall’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo con la presenza anche dell’ l’assessore regionale al Commercio, Turismo e Servizi, Margherita Peroni. Sono state presentate le proposte da realizzare per l’infrastrutturazione stradale su strada e su rotaie al fine di migliorare lo scambio e il trasporto delle merci sul territorio regionale.

Richiesti efficaci interventi

Terremoto Mantova: sforzo per la ripresa

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ono stati presentati alla Camera alcuni emendamenti ai Decreti per l’emergenza terremoto con cui è richiesto che i contributi erogati alle imprese colpite abbiano natura risarcitoria, e non vengano dunque assoggettati a tassazione. Inoltre la proroga della sospensione degli adempimenti fiscali e previdenziali al 20 dicembre 2012. A questo si affiancano gli interventi di Confcommercio Mantova, con il supporto di Confcommercio Lombardia, in Camera di Commercio e Regione per il riconoscimento di sostegni più immediati alla ricostruzione e/o delocalizzazione attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Nel frattempo il Presidente del Consiglio ha licenziato il Decreto che istituisce il fondo per la ricostruzione delle aree terremotate. Per il 2012 le risorse del fondo sono destinate ai territori lombardi nella misura del 4%, con possibilità di rideterminazione per il 2013 e il 2014 dopo la definitiva valutazione dei danni, come richiesto da Regione Lombardia.

Prossima istituzione

Milano città metropolitana

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a Commissione Affari Istituzionali del Consiglio Regionale terrà un’audizione dell’Assessore alla città metropolitana del Comune di Milano, Daniela Benelli, sulla Proposta di legge al Parlamento per l’istituzione della Città metropolitana di Milano, in attuazione della riforma del Titolo V della Costituzione e della Legge delega sul federalismo. Il calendario delle audizioni dei soggetti interessati, che ha già visto coinvolti ANCI, Lega delle Autonomie e a breve il Comune di Milano, si concluderà con l’audizione del Presidente della Provincia di Milano. <



Arte Bianca lunedì 23 luglio 2012