Issuu on Google+

Poste Italiane S.p.A. - Sped. abb. postale - D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27.02.2004 n. 46) - art. 1 comma 1, DCB Padova

PRIMO PIANO NATALE PREMIA LA QUALITÀ DEGLI ARTIGIANI / 4 RICETTE PANE CON I CICCIOLI IN IMPASTO LEGGERMENTE DOLCE / 10 QUI LOMBARDIA E CI RISIAMO CON L’IVA E LA BENZINA! / 11 fornaioamico.it – L’Arte Bianca online Anno LXVI

Settimanale informativo della

LUNEDÌ

FEDERAZIONE ITALIANA

9 GENNAIO

PANIFICATORI, PANIFICATORI

L a

2012

L’EDITORIALE di Franco La Sorsa

Maniche da rimboccare

L’

anno nuovo è iniziato e l’augurio più logico che mi viene da farvi è: buona fortuna! Perché tanta ce ne vorrà, unitamente a molti sacrifici, per superare quello che si presenta come il più difficile degli ultimi 60 anni. Le certezze di ciò che ci aspetta sono note a tutti, la speranza che abbiano vita breve è flebile: luce, gas, benzina e Iva sono solo alcune delle voci in aumento a cui siamo direttamente interessati. I loro rincari, inevitabilmente, si rifletteranno sulle materie prime e sui costi aziendali. Ciò potrebbe comportare la necessità di adeguamenti dei prezzi che già prevedo possano portare a campagne mediatiche con accuse di speculazione e sfruttamento non opportuni al momento. È vero: non è la prima volta che ci capita. Proprio per questo, siamo stanchi di essere puntualmente additati e mai considerati, come nel caso delle liberalizzazioni. Siamo stati i primi, sei anni orsono, a essere liberalizzati. Avevamo civilmente accettato la cosa, stante la promessa di un regolamento che non è mai arrivato. Promesse segue a pagina 2

p a n i f i c a z i o n e

i t a l i a n a

Un 2012 di aumenti

F

orse sono gli ultimi fuochi di paglia del 2011. Così può essere visto il recente rialzo delle quotazioni del grano. A dicembre sembrava essersi definitivamente stabilizzato intorno ai 5,9 dollari per bushel, ma negli ultimi giorni dell’anno ha subito un leggero aumento. Ad oggi le quotazioni si aggirano sui 6,5 dollari.

I

l 2012 non parte sotto i migliori auspici. Gli aumenti varati dal governo Monti con la nuova manovra e l’impennata che stanno subendo carburanti, elettricità e gas hanno già iniziato a farsi sentire. E ben presto i loro riflessi si abbatteranno su un’infinità di comparti. I rincari, of course, toccano da vicino anche i panificatori. La prima voce di spesa che salirà sarà quella del carburante. Gli aumenti in questo caso non si sono limitati alle nuove accise decise dalla manovra di dicembre (9,9 centesimi a litro per la benzina, 13,6 per il gasolio).

a pagina 5

Lavoro accessorio anche nel 2012

A PAGINA 2

Liberalizzazioni, verso il ricorso alla Corte Costituzionale

Inail: al via il bando per gli investimenti in sicurezza

on c’è solo la Federazione italiana panificatori a dire no alle aperture non stop degli esercizi commerciali. Sul piede di guerra ci sono tutte le principali associazioni di categoria e la Regione Toscana.

N

e aziende che vogliono effettuare investimenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, da oggi possono contare sul contributo Inail. L’istituto assicurativo ha pubblicato il bando 2011.

L

l lavoro accessorio potrà continuare ad essere utilizzato in tutti i settori produttivi e anche nei confronti di lavoratori part-time o disoccupati. Il Consiglio dei ministri dello scorso 23 dicembre ha prorogato la sperimentazione già prevista per questa particolare prestazione lavorativa.

A PAGINA 2

A PAGINA 6

A PAGINA 6

a manovra economica del governo Monti ha stravolto il sistema pensionistico. Nelle ultime settimane l’Inps è stato letteralmente invaso da richieste di delucidazioni in merito alla riforma. È doveroso, quindi, illustrare e ribadire quanto previsto e le nuove modalità per accedere al trattamento previdenziale. A PAGINA 7

Torna a salire il prezzo del grano

Luce, gas, benzina e contributi: il nuovo anno si preannuncia gravido di rincari

Com’è cambiato il sistema I fornai di Treviso alle Fiere pensionistico con la manovra di Santa Lucia di Piave

L

PASTICCERI E AFFINI

D

al 10 al 12 dicembre scorsi il Gruppo panificatori della provincia di Treviso ha partecipato alla 1.351esima edizione delle storiche Fiere di Santa Lucia di Piave, dando vita a una Mostra del Pane che ha rappresentato punto di sosta obbligato per migliaia di visitatori. Si è rinnovato così un connubio che da molti anni lega i fornai a questa manifestazione. A PAGINA 10

I


Pagina

2

L’A RTE B IANCA - L A PANIFICAZIONE I TALIANA

Lunedì 9 gennaio 2012,

n. 1

Primo Piano

Un 2012 di aumenti

Liberalizzazioni, verso il ricorso alla Consulta

Luce, gas, benzina e contributi: il nuovo anno si preannuncia gravido di rincari

Associazioni e Regione Toscana contrarie alle aperture senza limiti degli esercizi commerciali

I

l 2012 non parte sotto i migliori auspici. Gli aumenti varati dal governo Monti con la nuova manovra e l’impennata che stanno subendo carburanti, elettricità e gas hanno già iniziato a farsi sentire. E ben presto i loro riflessi si abbatteranno su un’infinità di comparti. I rincari, of course, toccano da vicino anche i panificatori. La prima voce di spesa che salirà sarà quella del carburante. Gli aumenti in questo caso non si sono limitati alle nuove accise decise dalla manovra di dicembre (9,9 centesimi a litro per la benzina, 13,6 per il gasolio). Le principali compagnie hanno ritoccato al rialzo i loro listini e i prezzi stanno arrivando alle stelle: la media nazionale ha sfiorato la cifra di 1,74 euro al litro. Ma in molte regioni del Centro e del Sud Italia le cifre sono anche più alte e superano quota 1,8 euro. Non va tanto meglio per il gasolio, la cui media di prezzo è di circa 1,7 euro per litro. Le prime analisi stimano in 200 euro all’anno l’aumento medio per automobilista. Ma è un calcolo puro, che prende in considerazione soltanto la spesa effettiva per i carburanti. I riflessi saranno ben più pesanti. In Italia la maggior parte delle merci viaggia sulla rete autostradale. I rincari di benzina e gasolio, uniti a quelli già stabiliti per le tariffe autostradali, faranno lievitare i costi di moltissimi prodotti. Un fattore che si lega strettamente a quello dell’aumento dei costi di produzione per merci come frutta e verdura: il caro carburante farà lievitare le spese nelle campagne. Non è un caso che le associazioni dei consumatori abbiano già lanciato l’allarme per gli incrementi che, inevitabilmente, colpiranno la maggior parte dei prodotti alimentari. I carburanti, però, non sono la sola voce “energetica” a salire. Le stime di Nomisma Energia si sono puntualmente avverate: l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, nel suo aggiornamento trimestrale, ha rivisto a rialzo le tariffe. L’energia elettrica aumenterà del 4,9 percento e il gas del 2,7 percento. Se le famiglie italiane spenderanno 22 euro in più all’anno per l’energia elettrica e 32 euro per il gas, le im-

N prese di panificazione vedranno la propria bolletta aumentare in maniera più che vistosa. Altra voce a toccare da vicino le casse dei fornai è quella dell’Imu, l’imposta che sostituisce la vecchia Ici. La Cgia di Mestre ha provato a fare quattro conti: «Nel 2012 l’introduzione dell’Imu comporterà un aumento medio delle imposte a carico delle attività economiche pari a 1.159

euro». Prendendo in considerazione solo gli immobili produttivi di proprietà delle aziende, ha spiegato la Cgia, anche se tra quelli di proprietà delle persone fisiche ci sono molti piccoli imprenditori artigiani, commercianti o liberi professionisti, l’applicazione dell’Imu, rispetto alla situazione odierna, darà luogo a un aggravio della tassazione su questi immobili per un valore

complessivo di 1,57 miliardi di euro, diviso in maniera diversa fra negozianti (569 euro), liberi professionisti (969 euro) e industriali e artigiani (1.566 euro). C’è, infine, un’altra voce che aumenterà: i contributi Inps per artigiani e commercianti. La manovra ha previsto un loro graduale incremento per farli arrivare all’aliquota del 25 percento entro il 2018. <

CONVOCAZIONE URGENTE ASSEMBLEA STRAORDINARIA Ai sensi dell’art. 16 dello Statuto federale si convoca l’Assemblea Straordinaria della Federazione Italiana Panificatori, Panificatori-Pasticceri e Affini in prima convocazione sabato 31 dicembre 2011 ore 6.00 e in seconda convocazione DOMENICA 5 FEBBRAIO 2012 alle ore 10.00 a Roma presso la sede nazionale della Federazione in via Alessandria 159/D per discutere e deliberare sul seguente ORDINE DEL GIORNO 1. Comunicazioni del Presidente; 2. Rideterminazione quote associative anno 2011; 3. Varie ed eventuali. La verifica dei poteri avverrà domenica 5 febbraio 2012 all’ingresso della Sala “Savino Bracco” con inizio alle ore 8,45 e provvederà all’accertamento, a tutti gli effetti, dei requisiti richiesti per partecipare all’Assemblea. I Soci possono esercitare i loro diritti solo se si trovano in regola con il versamento dei contributi associativi al 31 dicembre 2010 o come diversamente disposto per i delegati rappresentanti dei gruppi di imprese.

L’EDITORIALE di Franco La Sorsa MANICHE DA RIMBOCCARE segue dalla prima

trasversali e quindi non imputabili ad alcun colore specifico, che ci avevano riconosciuto la bontà e la liceità della nostra richiesta; ma nulla è avvenuto. Di contro, assistiamo a liberalizzazioni di altri settori annunciate e puntualmente sospese e rinviate. Allora è lecito chiedersi come la nostra categoria sia veramente considerata visto che viene puntualmente attaccata da istituzioni e media quando - ma molto raramente – siamo costretti ad adeguare i

nostri cartellini. Probabilmente, noi artigiani e piccoli commercianti non siamo nei pensieri della nostra classe politica; il piccolo commercio è la spina dorsale dell’imprenditoria italiana, i singoli numeri diventano immensi se uniti tra loro, ma di questo non si ha considerazione. Altrimenti non si capisce come si può dare atto alla liberalizzazione totale degli orari e delle aperture, ben sapendo che così si penalizza totalmente un comparto importantissimo, per di più fatto di aziende a conduzione familiare che mai potrebbero reggere il confronto con la grande distribuzione e che da essa rischiano di essere stritolate. Le Regioni Toscana,

Piemonte e Puglia hanno dichiarato di voler ricorrere alla Consulta contro tale decreto: la Federazione sarà con loro, con la speranza che qualcosa di positivo da tutto questo grigiore emerga. Mi spiace aver dovuto aprire il primo numero del 2012 di questo giornale con accenti tanto pessimistici. . Avrei voluto parlarvi del periodo festivo appena trascorso, in cui i prodotti artigianali, pur in una ritenzione dei consumi, hanno avuto incrementi sensibili su quelli industriali. Avrei voluto incoraggiarvi a continuare sulla strada della qualità e della professionalità affinché si concretizzino i risultati che meritiamo. Queste ed altre considera-

on c’è solo la Federazione italiana panificatori a dire no alle aperture non stop degli esercizi commerciali. Sul piede di guerra ci sono tutte le principali associazioni di categoria e la Regione Toscana, che ha già annunciato la volontà di fare ricorso alla Corte Costituzionale per fermare il provvedimento. Il punto che accomuna le diverse posizioni può essere racchiuso nel commento del presidente nazionale della Federazione, Franco la Sorsa, all’indomani della pubblicazione della misura. «È una norma che favorisce la grande distribuzione a scapito dei piccoli esercizi familiari. Una norma che provocherà seri danni alle nostre aziende e le esporrà ancora di più alla concorrenza di super e ipermercati». Parere condiviso anche dalle altre associazioni e da molti esponenti delle Regioni. A farsi portavoce dei malumori registrati dagli esponenti istituzionali è stata la Regione Toscana, preannunciando il ricorso alla Consulta: la norma emanata dal governo, hanno spiegato, viola la Costituzione in quanto le leggi in materia di commercio sono di esclusiva competenza regionale. Esemplare, poi, la dichiarazione del presidente della Regione, Enrico Rossi, sulla legge. «La liberalizzazione totale e selvaggia degli orari e delle aperture è solo un altro regalo alla grande distribuzione e una batosta per le piccole imprese. Un minimo di regole è utile anche alla concorrenza. Tutto questo mentre bisognerebbe invece rilanciare il piccolo commercio per fini sociali, di sicurezza, vivibilità e di identità». «Si costringerà chi lavora nei negozi a gestione familiare», ha proseguito, «ad essere incatenato al banco, con la saracinesca alzata giorno e notte, senza pause, per 365 giorni all’anno. Dove finiscono la persona, la sua vita privata, i suoi diritti?». Finora la posizione della Toscana è rimasta isolata. Le altre Regioni stanno ancora decidendo il da farsi o hanno demandato ai comuni la possibilità di decidere come comportarsi, in linea con quanto previsto dalla manovra Monti. Netta invece la reazione delle altre associazioni di categoria: fermamente contrarie all’apertura indiscriminata dei negozi. In pratica, la battaglia è appena iniziata. «Non sappiamo come andranno a finire le cose», ha spiegato il presidente La Sorsa, «se la Corte Costituzionale potrà dare ragione alle Regioni o meno, noi, in ogni caso, continueremo a fare pressione per far abolire questa normativa». < zioni positive avrei voluto dirvi, per dare spazio e rilievo a una positività che è innata in ciascuno di noi sostiene e conforta i sacrifici e le difficoltà del nostro mestiere. Non potevo però esimermi dalle considerazioni su eventi che si sono manifestati in questi ultimi mesi, che minacciano di sopraffarci e che ognuno ha sicuramente considerato. La capacità, l’abitudine al sacrificio, la caparbietà nel superare gli ostacoli, l’orgoglio della nostra professione ci faranno superare, ne sono sicuro, anche questo momento. Per cui non mi resta che augurare buon lavoro a tutti. presidenza@fippa.it

L’Arte Bianca La Panificazione Italiana Settimanale informativo della Federazione Italiana Panificatori, Panificatori-Pasticceri e Affini FONDATORE: Savino Bracco DIRETTORE RESPONSABILE: Francesco La Sorsa CAPO REDATTORE: Jgor Jan Occelli artebianca@fippa.it COLLABORATORI: Bruno Stella, Rosanna Iacovino, Graziano Monetti IMPAGINAZIONE: Annamaria Carlone PUBBLICITÀ: artebianca.com@fippa.it RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI (D.LGS. 196/2003): Francesco La Sorsa DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE E PUBBLICITÀ

Via Alessandria 159/D - 00198 Roma tel. 068541138 - fax 0685351968 STAMPA: Centro Servizi Editoriali s.r.l. Stabilimento: Via del Lavoro,18 36040 Grisignano di Zocco (VI) Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 16849 dell’1.6.1977

Associato all’Unione Italiana Stampa Periodica


Pagina

4

L’A RTE B IANCA - L A PANIFICAZIONE I TALIANA

Lunedì 9 gennaio 2012,

n. 1

Primo Piano

“E’

andata meno peggio di quanto ci si aspettasse”. Con queste parole il presidente di una organizzazione territoriale dei panificatori ha sintetizzato il proprio giudizio sui risultati di vendita ottenuti dai forni nel periodo delle grandi feste di fine anno. Un giudizio sottoscritto anche dagli altri dirigenti territoriali, interpellati dall’Arte Bianca durante un sondaggio sul tema. Nonostante gli effetti della crisi sui bilanci delle famiglie e nonostante le prospettive di un imminente futuro ancora più problematico, i consumatori del Bel Paese hanno dunque confermato la propensione al prodotto artigianale: più caro di quelli offerti dall’industria, ma di qualità indiscutibilmente superiore: insostituibile sulle mense delle grandi ricorrenze e ben accetto anche come regalo natalizio. Il sondaggio dell’Arte Bianca è partito da Milano, patria riconosciuta del panettone tradizionale. “Nei nostri negozi”, sottolinea Pietro Restelli, presidente dell’Associazione provinciale panificatori, “i consumatori hanno guardato più alla qualità che alla quantità e i panettoni artigianali

Pietro restelli

sono andati bene, forse anche po’ meglio dello scorso anno”. Il prezzo del prodotto artigianale, in confezione normale, si attesta sui 16-18 euro il chilo; quello industriale, offerto da punti vendita della gdo veniva venduto a 3,50 euro all’inizio del periodo festivo e a 1,50 dopo Capodanno. E’ un andamento che suscita molti interrogativi, “perché la gdo comprava quei panettoni a 5,40 euro il chilo. E io mi domando: dove vanno a recuperare quello perdono sui panettoni? Ovvio che si tratta di un’offerta-civetta di prodotti di cui non si conosce qualità e fattura”. Panettoni a parte, se la gente ha confermato la ricerca della qualità, ha anche mostrato molta prudenza nel definire le proprie esigenze sul piano quantitativo. “Per esempio, un cambiamento radicale è segnalato dalle rivendite che offrivano i cesti natalizi. Lo scorso anno i prezzi oscillavano, a seconda

Natale premia la qualità dei panificatori artigiani Le vendite dei prodotti tipici nei panifici hanno retto alla crisi

dei contenuti, dai 30 agli 80 euro per cesto; quest’anno, per poter mantenere invariata la qualità e contenere i prezzi, si è cambiata la composizione dei cesti: spazio solo ai prodotti essenziali e via tutte le “cianfrusaglie” che accontentano l’occhio ma che con il Natale hanno meno a che fare. I prezzi si sono attestati tra i 20 e i 50 euro originando, ovviamente, un minore incasso”. Da Torino, il presidente dell’associazione provinciale, Franco Mattiazzo, conferma in sostanza il parere del collega Milanese. “Direi che il risultato delle vendite si colloca più o meno ai livelli dell’anno scorso, anche se si è registrata una leggera flessione dei guada-

tariffe dell’elettricità o del gas non ci preoccupiamo molto meno. I panettoni? sono andati piuttosto bene, anche se la gdo vendeva quelli industriali a 3-4 euro il chilo e il prezzo medio dei nostri, in confezione normale, si aggirava sui 18 euro. Ma la qualità offerta dalla gdo in questo campo è quello che è e la gente lo sa. Come si può pensare di portare in tavola, a Natale, un panettone da 3 euro o, addirittura, farne omaggio a qualcuno”. Da Savona, la presidente dell’associazione, Claudia Giusto, informa che “in Riviera, tutto sommato, le cose sono andate abbastanza bene”. Nei centri rivieraschi le feste natalizie portane sempre molto turismo, in particolare da Piemonte e Lombardia. Anche qui, spiega, le cose all’inizio si sono mosse lentamente ma, da Natale in poi, il mer-

panettoni, ma la scelta dei consumatori ha privilegiato di gran lunga l’artigianale. E la qualità ha contribuito a difendere l’incasso. Bene anche il pandolce, tipico del Natale ligure, e il pandoro. Pierluigi Orlandi, presidente del Sindacato provinciale panificatori di Udine, segnala un

lava preoccupazione. Poi il mercato si è risvegliato e, negli ultimi quattro giorni, abbiamo fatto il budget dello scorso e anche qualche cosetta di più. Assai bene i panettoni, in vendita tra i 14 e i 18 euro, cioè molto più cari di quelli offerti dalla gdo. Ma la gente apprezza la qualità e, su questo piano, non c’è possibilità di confronto per l’industria”. Per Settimio Tasotti, presidente dell’Associazione provinciale panificatori di Ascoli Piceno, “Ringraziando il Cielo è

Pierluigi Orlandi

modesto incremento dei risultati, rispetto al precedente Natale. “All’inizio del periodo”, dice, “l’andamento delle vendite è stato molto lento: una dinamica che stimo-

Settimio Tassotti

andata meglio di quanto ci aspettassimo: i risultati per i prodotti natalizi si sono attestati più o meno sui livelli dell’anno scorso. All’inizio il mercato si è mosso assai lentamente originando perplessità e preoccupazione. Poi, negli ultimi tre giorni prima di Natale le vendite hanno assunto un ritmo incalzante che ha raddrizzato la situazione. Nelle scelte, la qualità ha prevalso sul prezzo: la gdo offriva panettoni a 1,90-2 euro e quelli artigianali erano in vendita a 14-15 euro. Ma nonostante questo, non c’è stata concorrenza: il prodotto artigianale ha surclassato i concorrenti”. Da Napoli, il presidente dall’Associazione provinciale libera panificatori napoletani- APLPN, Giuseppe Baino, segnala buone notizie. “La vendita al dettaglio, fortunatamente, è andata bene e si è registrato

Giuseppe Baino

persino un lieve incremento rispetto al Natale dello scorso anno. C’è anche da noi un ritorno alla qualità, benefico per gli incassi. Per ciò che riguarda i prodotti, si è confermata la tendenza alle tradizioni locali, con i mostaccioli e i rococò, ma il panettone sta sempre più salendo nelle scelte dei napoletani e anche quest’anno abbiamo registrato un incremento delle vendite”. <

Si ringraziano per il sostegno all’attività del Gruppo Giovani le aziende

Franco Mattiazzo

gni. E non tanto per la crisi, quanto per certi aumenti di costo. Del resto, basta dare un’occhiata alle bollette delle forniture energetiche, per capirlo. In queste valutazioni siamo un po’ distratti: se aumentano le farine ci strappiamo i capelli, se aumentano le

Claudia Giusto

cato si è animato e, alla fine, le vendite si sono attestate su livelli analoghi a quelli dell’anno scorso. Forse si sono venduti un po’ meno


Lunedì 9 gennaio 2012,

n. 1

L’A RTE B IANCA - L A PANIFICAZIONE I TALIANA

Pagina

5

Materie prime

Il grano torna a salire, ma per poco Tutte le previsioni parlano di stabilità delle quotazioni nel 2012

F

orse sono gli ultimi fuochi di paglia del 2011. Così può essere visto il recente rialzo delle quotazioni del grano. A dicembre sembrava essersi definitivamente stabilizzato intorno ai 5,9 dollari per bushel, ma negli ultimi giorni dell’anno ha subito un leggero aumento. Ad oggi le quotazioni si aggirano sui 6,5 dollari. Ma a differenza di altre occasioni, non c’è stato nessun allarme per l’av-

venimento: tutte le previsioni sono concordi nel’affermare che la corsa al rialzo è terminata. Almeno per il 2012. Sono infatti numerosi i fattori che spingono gli esperti a parlare di quotazioni stabili, al di sotto della soglia raggiunta in questi giorni. Fattori che sono ambientali, economici e politici. Il primo è sicuramente quello derivante dalla produzione cerealicola. Le ultime stime della Fao

in merito, parlano di un’annata da record: intorno a 2.323 milioni di tonnellate. Una produzione sufficiente sia per coprire la domanda globale che per far ricostituire in parte le scorte. Unico neo: l’aumento del frumento destinato a mangime animale, dovuto al calo del suo prezzo e all’aumento dei cereali destinati a questo scopo. Fatto che, però, potrebbe essere compensato dal calo della domanda.

E qui veniamo al secondo fattore. La crisi economica che il mondo sta attraversando, Europa in testa, avrà ripercussioni dirette sui consumi alimentari. Nei periodi recessivi è stato notato che questi, come gli altri del resto, calano in maniera sensibile. Ecco che ciò comporterà una minore domanda di grano e quindi un aumento dell’offerta. Da qui, un abbassamento ulteriore delle quotazioni è tutt’altro che impossibile. L’aspetto politico è anch’esso da considerare estremamente rilevante. Come si ricorderà, due anni fa il prezzo del frumento schizzò alle stelle a causa degli incendi scoppiati in Russia e al successivo blocco delle esportazioni deciso dal Paese. Oggi questo è una eventualità più remota. La Russia, nelle scorse settimane, è entrata a far parte dell’Organizzazione mondiale

del libero mercato (Wto), un organismo che ha regole proprie in materia di import ed export e sanziona pesantemente chi le viola. Ultimo fattore economico-politico stavolta è la fine del Canadian Western Amber Durum. Sconosciuto ai non addetti ai lavori, è il trust

che deteneva il monopolio del grano prodotto in Canada. Da adesso, invece, ogni operatore potrà commercializzarlo. Considerando che il Paese è uno dei principali produttori mondiali di grano, c’è da sperare nei riflessi positivi di questa “liberalizzazione”. <

CURIOSITÀ La Cina “innaffia” il grano con la pioggia artificiale o non piove? Questo il dilemma. Al quale il governo ciPgia iove nese ha deciso di rispondere a suo modo: creando la piogartificiale. Semplice il motivo: aumentare la produzione di grano in cinque zone del paese e far sì che la siccità non possa intaccarla. Il governo cinese è pronto a investire circa 120 milioni di euro per realizzare l’obiettivo di far aumentare le precipitazioni del 10 percento entro il 2015. Come sarà possibile realizzare tutto ciò? In maniera molto semplice: “bombardando” le nubi con ioduro d’argento, un sale in grado di spingerle a produrre acqua. Un sistema già collaudato durante le Olimpiadi, quando Pechino doveva essere “liberata” in parte dallo smog. Finora, nella regione dello Jilin, sono già stati fatti cadere 50 miliardi di metri cubi di pioggia. Cifra che dovrebbe salire a 280 miliardi entro il 2015.


Pagina

6

L’A RTE B IANCA - L A PANIFICAZIONE I TALIANA

Lunedì 9 gennaio 2012,

n. 1

Imprese e Lavoro Parte il bando Inail per interventi di prevenzione e acquisto di nuove attrezzature

Investire in sicurezza conviene Già attiva la compilazione online delle domande. L’invio scatta il 14 marzo

L

e aziende che vogliono effettuare investimenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, da oggi possono contare sul contributo Inail. L’istituto assicurativo ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando 2011: le domande possono essere già compilate, mentre per l’invio bisognerà attendere il 14 marzo. Il contributo L’entità dell’incentivo concesso dall’Inail è pari al 50 percento delle spese ammesse e non può superare i 100mila euro. Il bando è rivolto a tutte le imprese - anche quelle individuali - purché abbiano sede in Italia e siano iscritte alla Camera di commercio. Le imprese possono presentare

un solo progetto, di un solo tipo, per una sola unità produttiva. Il progetto deve avere la finalità di migliorare la sicurezza aziendale, in modo da prevenire possibili infortuni, e può prevedere l’acquisto di nuove attrezzature. Il contributo

sarà erogato dopo la realizzazione del progetto, ma è possibile chiedere un’anticipazione per le domande superiori a 30mila euro. Le domande A differenza di quanto avvenuto nel 2010, so-

no leggermente cambiate le procedure per la compilazione e presentazione delle domande. Il click day, che aveva letteralmente intasato il sistema e permesso soltanto ai più veloci di partecipare al bando, è stato eliminato. Le

aziende possono, già da ora e fino al 7 marzo, compilare la domanda. L’invio della stessa avverrà, invece, a partire dal 14 marzo. E su questo punto bisogna fare molta attenzione. La valutazione delle domande avverrà «a sportello». Una specifica procedura nella quale l’esame procede secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Per cui, anche in questo caso, la velocità d’invio delle domande avrà il suo peso. Come compilare le domande La procedura di compilazione ha particolare importanza perché è proprio da questa che dipende l’esito della domanda stessa. Le azien-

Lavoro accessorio per tutti anche nel 2012 Prorogate le modalità per utilizzare questa prestazione lavorativa

I

l lavoro accessorio potrà continuare ad essere utilizzato in tutti i settori produttivi e anche nei confronti di lavoratori part-time o disoccupati. Il Consiglio dei ministri dello scorso 23 dicembre ha prorogato la sperimentazione già prevista per questa particolare prestazione lavorativa. Il lavoro accessorio È una modalità di prestazione lavorativa che permette di inserire i lavoratori senza contrattualizzarli e retribuendoli con i buoni lavoro, i cosiddetti voucher. La platea dei soggetti che possono essere impiegati tramite il lavoro accessorio è molto ampia (si veda la tabella in basso) e spazia dagli studenti ai pensionati, passando dai disoccupati. Il limite di utilizzo è fissato in termini economici sia per i committenti che per i prestatori. L’utilizzo Per impiegare i lavoratori attraverso il lavoro accessorio è necessario effettuare una comunicazione preventiva all’Inail, in modo da non incorrere in eventuali sanzioni per l’impiego di manodopera irregolare. Nella comunicazione è necessario che il datore di lavoro indichi il periodo temporale nel quale verrà effettuata la prestazione (l’inizio e la fine della stessa). Nel caso in cui

la prestazione venga frazionata (come nell’ipotesi in cui avvenga solo nel week end per più settimane), l’Inail ha spiegato come il committente dovrà effettuare la comu-

nicazione preventiva una sola volta. Questo sempre che la prestazione di lavoro avvenga nel periodo già segnalato. Vantaggi Le aziende possono im-

piegare i lavoratori anche solamente in quei giorni della settimana o dell’anno in cui hanno maggiore necessità di manodopera. La retribuzione va concordata di-

L’UTILIZZO DEL LAVORO ACCESSORIO COMMITTENTE (chi può impiegare prestatori di lavoro accessorio)

PRESTATORI

Famiglie, privati, aziende, imprese familiari, imprenditori agricoli,enti senza fini di lucro, enti locali, committenti pubblici

• giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di ogni ordine e rado, compatibilmente con gli impegni scolastici, il sabato e la domenica in tutti i periodi dell’anno, e durante i periodi di vacanza;

LIMITI

(chi può) svolgere lavoro occasionale accessorio

• giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l'università, in qualsiasi periodo dell'anno;

I prestatori possono svolgere attività di lavoro occasionale: • in generale fino ad un limite economico di 5.000 euro netti (6.660,00 euro lordi) per singolo committente nell’anno solare; • nel caso di percettori di prestazioni integrative o di sostegno al reddito, fino ad un limite economico di 3.000 euro netti complessivi per anno solare e non per singolo committente.

• pensionati; • percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito, in via sperimentale per il 2011 e 2012; • lavoratori con contratto di lavoro a tempo parziale, in via sperimentale per il 2011 e 2012, con qualsiasi committente tranne il proprio datore di lavoro.

• nel caso di impresa familiare potrà utilizzare qualsiasi tipologia di prestatori, con buoni lavoro ai quali si applica la contribuzione ordinaria del lavoro subordinato. In questo caso la prestazione di lavoro occasionale deve essere svolta da soggetti estranei all’imprenditore e all’impresa familiare stessa. In tutti i casi di utilizzo di prestazioni di lavoro occasionale l’impresa familiare dovrà rispettare il limite economico dei 10.000 euro per anno fiscale.

rettamente con il lavoratore. Il pagamento della prestazione avviene sì attraverso buoni lavoro, che devono essere acquistati in precedenza dai datori di lavoro, ma il valore di questi non ha alcun rapporto con la prestazione. L’Inail ha illustrato chiaramente la cosa: è «esclusa la possibilità di ricondurre il buono per la prestazione occasionale accessoria ad una retribuzione minima oraria. «Trattasi di un compenso soggetto a una disciplina speciale, dato che è esente da ogni imposizione fiscale, non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato, dà diritto all’accantonamento previdenziale presso l’Inps e alla copertura assicurativa presso l’Inail ed è totalmente cumulabile con i trattamenti pensionistici. Dal punto di vista retributivo, non esiste alcun riferimento normativo che correli i valori del buono (pari a 10,00 euro) a un parametro orario e, pertanto, la determinazione del compenso è lasciata all’autonomia delle parti che potranno rapportarlo a una unità temporale, ovvero al raggiungimento di un risultato. Dunque, per il compenso non esiste un parametro di riferimento. Tutto è rimesso all’accordo fra prestatore e committente». <

de si devono collegare alla sezione «Punto Cliente» del portale Inail per procedere con la presentazione. Fornendo i dati relativi al progetto le imprese avranno la possibilità di conoscere il punteggio che potrebbe ottenere la domanda. È bene sapere che se non si raggiunge il minimo: 105, la domanda non potrà essere né salvata né spedita. Una volta compilata, la domanda potrà essere modificata fino al 7 marzo. Nel caso il progetto risultasse vincitore del bando, l’impresa dovrà confermare la domanda inviando, tramite Posta elettronica certificata, i documenti relativi al progetto e i documenti che attestano il possesso dei requisiti dichiarati. <

INPS, CHIARIMENTI SUI LAVORI USURANTI

L’

Inps ha fornito importanti chiarimenti circa l’accesso al pensionamento anticipato per i lavoratori impiegati in attività usuranti. In particolare, l’Istituto ha stabilito che chi rientra in questa categoria di soggetti, può accedere al trattamento pensionistico anticipato una volta raggiunti, nel corso del 2011, i 40 anni di contributi necessari. Con riferimento ai lavoratori notturni, l’Inps ha chiarito che la documentazione utile per accedere al beneficio pensionistico non può essere rappresentata dalle sole buste paga dei lavoratori contenenti esclusivamente l’indicazione dell’indennità percepita. La legge, infatti, prevede che debbano essere desumibili ulteriori e fondamentali elementi, quali il numero di ore svolte per ciascun giorno lavorativo, o quello delle giornate lavorative di svolgimento di lavoro notturno. Pertanto, per perfezionare l’istanza, sarà necessario produrre ulteriori documenti, quali: il contratto individuale, collettivo nazionale o aziendale o eventuali ordini di servizio che consentano all’Istituto il rispetto delle condizioni fissate dalla norma.


Lunedì 9 gennaio 2012,

n. 1

L’A RTE B IANCA - L A PANIFICAZIONE I TALIANA

Pagina

7

Imprese e Lavoro

Com’è cambiato il sistema pensionistico Le principali novità introdotte in materia previdenziale

L

a manovra economica del governo Monti ha stravolto il sistema pensionistico. Nelle ultime settimane l’Inps è stato letteralmente invaso da richieste di delucidazioni in merito alla riforma. È doveroso, quindi, illustrare e ribadire quanto previsto e le nuove modalità per accedere al trattamento previdenziale. Il nuovo sistema e il diritto alla pensione La prima novità è quella riguardante il nuovo sistema contributivo. A partire dal 1°gennaio è stato abolito quello precedente. D’ora in avanti le rate pensionistiche saranno calcolate in base al principio della corrispettività: l’importo sarà calcolato soltanto tenendo conto dei contributi effettivamente versati.Se questo, nella stragrande maggioranza dei casi, non comporta drastici cambiamenti (il sistema contributivo era già entrato in vigore con la riforma del 1995), diverso è il caso dell’accesso al pensionamento. Con la riforma, si potrà andare in pensione soltanto con la pensione di vecchiaia o anticipata.

Pensione di vecchiaia: i requisiti A partire dal 2012, il requisito anagrafico per le lavoratrici dipendenti sale a 62 anni, ma subirà un innalzamento graduale. L’età sale a 63 anni e 6 mesi a partire dal 1° gennaio 2014, a 65 anni dal 2016, e a 66 anni nel 2018. Per le lavoratrici autonome, il nuovo requisito anagrafico è stato fissato a 63 anni e 6 mesi. Salirà a 64 e 6 mesi a partire dal 1° gennaio 2014, a 65 anni e 6 mesi dal 2016 per raggiungere i 66 anni nel 2018. Per tutti gli altri lavoratori dipendenti e per quelli autonomi, il requisito anagrafico dei 65 anni per l’accesso alla pensione di vecchiaia è stato aumentato a 66 anni. Il requisito minimo per godere della pensione di vecchiaia, ferma restando l’età anagrafica, è il

possesso di un’anzianità contributiva di almeno 20 anni. Pensione anticipata: i requisiti Sono stati poi modificati i requisiti per l’accesso anticipato al pensionamento. Può accedere al trattamento pensionistico anticipato chi, nel corso del 2012, matura un’anzianità contributiva di 42 anni e 1 mese, se uomo, o di 41 anni e 1 mese, se donna. Nel 2013 e nel 2014 tale requisito aumenta, per ogni anno, di 1 mese. La manovra ha però previsto una penalizzazione per chi usufruisce di questa possibilità. La pensione sarà abbassata di un punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento, rispetto all’età di 62 anni. Percentuale che si eleva a 2 punti, per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto ai due anni.

Lavoro fino a 70 anni Incentivi sono stati stabiliti per chi decide di non accedere alla pensione pur avendone requisiti e di rimanere a lavorare fino a 70 anni di età. Appositi coefficientisaranno stabiliti, in maniera da far incrementare la futura pensione. Inoltre, per loro rimarranno in vigore le stesse misure per la tutela del posto di lavoro (come l’articolo 18 ad esempio). Speranza di vita I requisiti per l’accesso al pensionamento non rimarranno bloccati. È stato sviluppato il meccanismo correlato alla “speranza di vita”, che partirà dal 2013. Più la vita delle persone si allungherà e più si dovrà rimanere al lavoro. Usuranti A partire dal 2012 potranno godere dello sconto di tre anni per l’accesso alla pensione soltanto se raggiungono per intero la quota già prevista dalla legge n. 244/2007: ossia, la somma tra età anagrafica (almeno 60 anni) e contribuzione deve dare 96: nel 2013 il “tetto” aumenta, nel senso che la somma deve risultare 97, con almeno 61 anni di età. <

L’imprenditore malato “aggira” gli studi

A

ncora un ko per l’Agenzia delle Entrate nel match contro i contribuenti in Cassazione. E se su altri tipi di incontro riesce a vincere, è difficile che ciò avvenga quando al centro del contendere ci sono gli studi di settore. E questo per una ragione piuttosto semplice: l’amministrazione finanziaria sembra non voler imparare dai propri errori. E così è finita anche stavolta con una sua sconfitta, definitivamente siglata dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 29185 del 27 dicembre 2011. A sfidare le Entrate stavolta è stato un imprenditore, straconvinto di aver ragione. In effetti il suo ragionamento è stato piuttosto semplice: come può la mia azienda rispettare i parametri degli studi, se il mio socio è stato malato e la stessa appena avviata? Be’, difficilmente, infatti, avrebbe potuto rispettare tali standard. Da questo convincimento, la decisione di non accettare le maggiori pretese dell’Erario e

andare avanti difendendo i propri diritti. Con ragione. I giudici della Suprema Corte, infatti, non hanno avuto dubbi una volta che si sono trovati ad arbitrare la contesa. E sarebbe stato impossibile averli, visto che in decine di occasioni simili si era più volte illustrato lo stesso concetto. Vale a dire: «La procedura di accertamento tributario

standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standard in sé considerati, meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditi-

vità, ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell’accertamento, con il contribuente». Il momento del contradditorio è fondamentale, in quanto, è proprio in questa sede che l’imprenditore ha l’onere di provare, senza limitazione alcuna di mezzi e di contenuto, le motivazioni che hanno giustificato «l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui possono essere applicati gli “standard” o la specifica realtà dell’attività economica nel periodo di tempo in esame». Le Entrate, nel loro accertamento, non possono basarsi solo sullo scostamento dai parametri, ma devono integrare questi dati con le motivazioni del contribuente. Ecco che allora, nel caso specifico, l’accertamento avrebbe dovuto tener conto della malattia del socio e del fatto che l’azienda fosse stata da poco avviata. L’assenza di tutto ciò ha reso scontato il verdetto: ko tecnico per le Entrate. <

Libro Unico Lavoro: se la busta paga è fedele niente sanzioni per le irregolarità

C’

è o non c’è infedele registrazione sul Libro unico del lavoro quando le ore riportare sono difformi a quelle svolte dal lavoratore? Scatta o meno, in questo caso, l’erogazione della sanzione? È il quesito che il Consiglio nazionale dei commercialisti ha inviato, tramite interpello, al ministero del Lavoro. Il quale, illustrando la normativa, ha chiarito come la cosa dipenda dal pagamento o meno delle ore effettivamente lavorate. Il ministero, prima di tutto, ha riportato quanto previsto dalla legge(D.L. n. 112/2008): «Salvo i casi di errore meramente materiale, l’omessa o infedele registrazione dei dati di cui ai commi 1 e 2 che determina differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali è punita con la sanzione pecuniaria amministrativa da 150 a 1500 euro e se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori la sanzione va da 500 a 3000 euro». Partendo da qui, bisogna capire quando si possa parlare di infedele registrazione dei dati sul Libro unico del lavoro. Il punto di partenza è la valutazione dell’illiceità della scrittura. Per il ministero, occorre analizzare quando tale condotta illecita debba considerarsi realizzata. Questo avviene quando si registrano «dati che abbiano riflesso immediato sugli aspetti legati alla retribuzione o al trattamento fiscale o previdenziale del rapporto di lavoro». L’infedeltà, in sintesi, avviene quando il dato riportato è «gravemente non veritiero», e perciò infedele, rispetto alla «effettiva consistenza» della prestazione lavorativa sotto il profilo retributivo, previdenziale o fiscale. E fin qui parla la legge. Resta, invece, da analizzare il singolo caso. Stando al ministero, è logico «propendere per la riconduzione dell’infedeltà delle scritturazioni alla “realtà di fatto” e cioè alla necessaria corrispondenza fra quanto di fatto erogato e quanto risultante dal LUL. Appare pertanto corretto sostenere che tale illecito si configura ogni qualvolta la quantificazione della durata della prestazione o la retribuzione effettivamente erogata non corrisponda a quella formalizzata sul libro unico». Così, se un datore paga “fuori busta” un dipendente o riporta un numero di ore effettivamente diverse da quelle prestate, scatterà la sanzione. Cosa che non avverrà quando il totale delle ore lavorate è stato pagato nella sua interezza, pur se diverso da quello riportato nel Libro unico. <

Studi di settore: c’è tempo fino al 29 febbraio per comunicare le anomalie

I

contribuenti non congrui, non normali o non coerenti agli studi di settore avranno più tempo per giustificare le anomalie. A comunicarlo è stata l’Agenzia delle Entrate, fissando il termine per la scadenza: il 29 febbraio 2012. Coloro che rientrano in questa situazione, possono scaricare l’apposito software messo a disposizione dall’Agenzia. In questo modo, oltre alle indicazioni riportate nella dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2010 per spiegare le cause di inapplicabilità o di esclusione dagli studi, si potranno fornire ulteriori informazioni o elementi che giustifichino le situazioni di non congruità, non normalità o non coerenza. Il software “Segnalazioni studi di settore Unico 2011” consente di predisporre e inviare telematicamente una comunicazione contenente i dati utili a giustificare lo scostamento rispetto alle risultanze degli studi di settore, entro un termine più ampio di quello ordinariamente previsto per la trasmissione delle dichiarazioni dei redditi. L’applicazione informatica è disponibile gratuitamente sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, nella sezione “Home – Cosa devi fare – Dichiarare – Studi di settore e parametri – Studi di settore – Compilazione”. Per il corretto e completo utilizzo delle funzionalità offerte dal programma è stata realizzata una specifica guida operativa, consultabile nella medesima sezione del sito. <


Pagina

8

L’A RTE B IANCA - L A PANIFICAZIONE I TALIANA

Lunedì 9 gennaio 2012,

n. 1

Ricette a cura di Rosanna Iacovino

Pane con i ciccioli in impasto leggermente dolce S

ono varie le ricette di pane o di biscotti ai ciccioli. Questa è particolare perché l’impasto di base è dolce e ciò crea un particolare contrasto con il corposo sapore rustico dei ciccioli.

Pane dolce ai ciccioli di maiale INGREDIENTI farina 350 W lievito acqua zucchero ciccioli di maiale strutto sale

1 kg 40 g 55 cl 200 g 500 g 50 g 10 g

Procedimento Mettere farina, acqua e lievito nell’impastatrice a spirale e far girare per 5 minuti in 1° velocità e per 6 in 2°. Aggiungere il sale, lo zucchero, lo strutto e impastare ancora; aggiungere poi i ciccioli e far girare la macchina finché si saranno amalgamati. Far riposare la pasta per 20 minuti, poi dividerla in pezzature da 100 grammi (panini o schiacciatine, a piacere). Far lievitare per 1 ora a 28° C. poi cuocere a 220 C per 10-15 minuti.

Un rustico dal sapore di montagna Salmone e broccoletti in una sfogliata gustosa E cco un’ulteriore idea per un rustico ricercato negli ingredienti, stuzzichevole nel sapore e capace di attirare la curiosità dei consumatori.

Crostata salata con verza e fontina INGREDIENTI pasta brisée verza pulita cipolla fontina brodo vegetale vino bianco secco olio extra vergine di oliva sale per condire

R

ustico particolarmente ricercato negli ingredienti, dal sapore delicato e morbido.

250 g 500 g 1 250 g 1,5 lt 100 ml 60 ml

Procedimento Tagliare finemente la verza e farla bollire 15 minuti, poi sgocciolare bene. In una casseruola capiente rosolare la cipolla, a fettine sottili, con l’olio, poi aggiungere la verza e il brodo e far cuocere finché non sia evaporato tutto. Squagliare la fontina in un tegame insieme al vino e formare una crema. Stendere la pasta brisée in una tortiera foderando anche il bordo e lasciando da parte la pasta per le strisce. Versare nella tortiera la verza e sopra la fontina e chiudere con le strisce di pasta, a grata. Cuocere per 30-35 minuti a 180° C.

Sfogliata con salmone e broccoletti INGREDIENTI pasta sfoglia broccoletti asiago salmone affumicato uova latte sale

200 g 200 g 70 g 50 g 3 2,5 dl

Procedimento Lessare i broccoletti e condirli con sale e olio. Stendere la pasta sfoglia in una tortiera e porre sul fondo l’asiago a pezzettini, poi i broccoletti e fare due strati così, quindi chiudere con il salmone affumicato a striscioline. Sbattere le uova con il latte, condire con un pizzico di sale e versare sulla torta salata. Cuocere a 200° C per 15 minuti.


Lunedì xx xxxxxxxx 2009,

L’A RTE B IANCA - L A PANIFICAZIONE I TALIANA

n. xx

Pagina

9

Interviste ai panificatori

Enna, un panificio di successo gestito nella tradizione S

alvatore Tirrito, 29 anni, è panificatore a Enna. Figlio di Angelo, presidente dell’associazione panificatori della provincia, è iscritto a Gruppo Giovani e parla con molto entusiasmo del proprio lavoro. “La mia azienda”, racconta, “nasce trent’anni fa, grazie a mia madre. Ha sempre avuto una storia regolare e un andamento tranquillo. Lo scorso anno ci siamo spostati a Enna bassa, cioè abbiamo spostato il laboratorio con annessa rivendita e abbiamo dato lavoro ad altri miei cugini perché in azienda siamo tutti parenti: nove persone a tutt’oggi, e questo ci inorgoglisce”. Il panificio è composto da 150 mq di laboratorio e circa 50 mq di rivendita, più altri due punti vendita, uno di proprietà e uno in affitto, aperti in punti strategici di Enna. “Avevamo bisogno di più spazio” spiega Salvatore “quindi abbiamo scelto di

Salvatore Tirrito

cambiare ubicazione al laboratorio, spostandoci in una zona della città che offrisse una posizione commercialmente più valida”. Salvatore non è il primo né l’unico fornaio che abbia affrontato un investimento importante in un periodo di difficoltà economica per l’intero Paese. Gli chiediamo un commento in proposito. “Il coraggio è stato di mia madre”. risponde, “Ha creduto in me e mi ha dato fiducia, convincendomi che ce la potevo fare e che sa-

rebbe andato tutto bene lavorando nell’ottica degli insegnamenti di mio padre. Il locale è nostro già da alcuni anni, quindi abbiamo dovuto affrontare solo l’investimento per la ristrutturazione e per l’arredamento. Oggi, però, con questo nuovo locale, gli affari hanno ottenuto un respiro più ampio e volumi non paragonabili al passato, anche se le dinamiche risentono della situazione di crisi economica generale che, ovviamente, tocca ogni ambito

GRUPPO DONNE FIPPA 2012: DOMANDA DI ADESIONE Ragione sociale ................................................. Cod. fisc/Partita IVA ............................................. Via/piazza ......................................................... Comune .............................. Provincia ................ CAP ....................... Tel .......................... Fax .......................... cell ..................................................... e-mail .................................................................................................................................................. Nome e Cognome ............................................... Cod. fisc./Partita IVA ......................................... Via /piazza .......................................................................... Comune ............................................. Prov. .......... CAP ....................... Tel ....................... Fax .................... cell .................................... e-mail ................................................................................................................................................ NELLA VESTE DI: (sbarrare la voce che interessa) c Titolare

c Contitolare

c Collaboratrice

c Commessa

c Familiare

c Altro (specificare)

c Socio

RENDE NOTO DI ESSERE (sbarrare e compilare solamente la parte che interessa) * Iscritto all’Organizzazione sindacale Panificatori denominata

78 * Non Iscritto ad alcuna Organizzazione Sindacale Panificatori Confida nell’accoglimento della presente domanda dichiarandosi disposto ad attenersi alle regole del Gruppo. Luogo e data .....................................

Firma ...........................................................................

Dichiara, ai sensi del D.lgs. n. 196/2003, “Codice in materia di protezione dei dati personali”, di essere informato e acconsentire che i propri dati personali saranno trattati dalla Federazione Italiana Panificatori - Panificatori Pasticceri e Affini (di seguito denominata F.I.P.P.A.) mediante comunicazione a terzi e anche con l’ausilio di mezzi elettrotronici e/o automatizzati. Titolare del trattamento è F.I.P.P.A. Nella qualità di legale rappresentante, il sottoscritto delega la F.I.P.P.A. a rappresentare l’azienda sopra indicata per le attività di cui all’art. 2 dello Statuto F.I.P.P.A. La delega, che ha validità per il corrente anno, si intende tacitamente rinnovata in difetto di disdetta da comunicarsi in forma scritta almeno 90 gg. prima della scadenza.

Luogo e data ...................................

Firma ...........................................................................

L’adesione al Gruppo Donne ha un costo di 50 € annui e consente la partecipazione a tutti i corsi. Il pagamento può essere effettuato tramite bonifico bancario intestato a: FIPPA - via Alessandria 159/d 00198 Roma - cod. IBAN IT64E0306905042039488850373 - causale “Adesione Gruppo Donne 2012”. Inviare il modulo e la ricevuta di pagamento via fax al nr. 06.85351968. Info: gruppogiovani@fippa.it

dell’economia e del mercato. In inverno qui da noi è davvero molto freddo, perché siamo a quasi mille metri di quota (Enna è il capoluogo di provincia più alto d’Italia – ndr.) e, quindi, si esce di meno e si vende di meno ma, a parte questa considerazione, non mi sento di parlare di crisi nel mio settore. C’è un forte condizionamento psicologico, che porta al risparmio, ma noi stiamo vendendo bene, anche nel periodo delle feste, quando produciamo

tutti i prodotti tipici locali”. Chiediamo a Salvatore quali scelte abbia apportato alla produzione. “Ragionando in base ai consumi minimi pro-capite, abbiamo pensato di fare tanti prodotti, ma ciascuno in piccole quantità. E abbiamo compensato gli spazi lasciati liberi dal pane, consumato meno e meno sprecato, con biscotti e dolci da forno tipicamente locali. Crediamo molto negli equilibri del mercato, per cui ci siamo fermati al nostro campo: abbiamo vicino un bar e, quindi, non produciamo niente di pasticceria fresca e di rosticceria. Abbiamo potenziato, in compenso, la biscotteria da latte e nella panificazione ci siamo allargati fino alla pizzeria e alla focacceria. Tra i nostri prodotti di punta c’è il pan di Spagna ennese, fatto con amido, zucchero e uova, che si presenta con una forma molto particolare. La gente impazzisce per questo dolce, soprat-

tutto per la particolarità della sua forma”. Gli chiediamo, infine, quali progetti abbia in cantiere e che tipo di esperienza abbia fatto nel Gruppo Giovani. “Per me è fondamentale continuare in questa impresa, iniziata dai miei genitori; per il resto sento che l’attività ora sta bene cosi; poi, bisognerà vedere che cosa accade: ora non è certo un periodo a investimenti. Crescere è importante per se stessi, ma anche per dare lavoro agli altri e da artigiano e imprenditore, sento molto questo, tra i miei obiettivi. Per quanto riguarda il Gruppo Giovani”, conclude Salvatore, “è un gruppo amalgamato e quando ci ritroviamo si ha la percezione che siamo tutti amici; quel che conta è lo scambio di idee e la voglia di imparare, che ci deve essere sempre, anche quando si ha già ottenuto un certo successo”. Rosanna Iacovino (ro.iacovino@tiscali.it)


Pagina

10

L’A RTE B IANCA - L A PANIFICAZIONE I TALIANA

Lunedì 9 gennaio 2012,

n. 1

Province

I panificatori di Treviso alle Fiere di S. Lucia di Piave D

al 10 al 12 dicembre scorsi il Gruppo panificatori della provincia di Treviso ha partecipato alla 1.351esima edizione delle storiche Fiere di Santa Lucia di Piave, dando vita a una Mostra del Pane che ha rappresentato punto di sosta obbligato per migliaia di visitatori. Si è rinnovato così un connubio che da molti anni lega i fornai a questa manifestazione che, a buon diritto, può fregiarsi del titolo di “più antica del mondo”. Santa Lucia, che ha oggi circa 9 mila abitanti, sorge in vista del Piave, a una ventina di chilometri dal capoluogo e perpetua, con le sue Fiere, una tradizione mercantile ed espositiva millenaria, in cui la realtà storica si sovrappone alla leggenda. E’ in quest’area sulle rive del Piave, laddove il fiume incontrava l’antica via romana Claudio Altinate, che si formò un naturale punto di scambio per merci provenienti da popolazioni anche assai lontane. Nel 1300, nelle piazze dei villaggi medievali, i mercanti portavano - a scandire il corso delle stagioni - le innovazioni provenienti dall’Oriente e dal Nord Europa, attivando un commercio che diventò fiorente ed essenziale in breve tempo. Prodotti della terra, ceramiche, stoffe, alimenti, pelli e bestiame fecero delle Fiere di Santa Lucia di Piave una tradizione che si è perpetuata nei secoli e che è viva anche oggi, grazie all’intuito e alla buona volontà di amministratori e operatori economici locali. Per i panificatori del Gruppo trevigiano, guidato da

Maurizio Porato, sono stati giorni intensi, cui hanno dato prezioso contributo gli allievi del Centro Professionale di Panificazione e Pasticceria di Lancenigo (TV). Insieme, fornai e studenti, hanno provveduto all’allestimento dello stand e poi, nei giorni di fiera, alla produzione di pane e altri prodotti da forno, che i visitatori hanno dimostrato di apprezzare senza riserve. L’impegno della gente dell’arte bianca, che ha dato lustro all’immagine della panificazione artigiana, aveva soprattutto uno scopo benefico. Il ricavato della vendita dei prodotti effettuata durante la tre giorni, infatti, andrà ad ADVAR Treviso Onlus

e alla Fondazione Comunità della Sinistra Piave. Per i futuri panificatori del Centro Professionale, d’altra parte, è stata un’occasione utile per quell’esercizio sul campo, indispensabile per la miglior formazione. A conclusione della manifestazione, i ringraziamenti: ai panificatori che hanno lavorato e prodotto nello stand-laboratorio; ai consiglieri Emiliano Breda e Martino Bordin, che hanno assicurato il coordinamento del gruppo di lavoro; a tutte le aziende che hanno contribuito alla realizzazione della Mostra del Pane fornendo materiale e le necessarie attrezzature. <

Il Natale di solidarietà dei panificatori di Parma

A

nche quest’anno, i giorni di Natale hanno visto il Gruppo provinciale panificatori di Parma impegnato sul fronte della solidarietà, per donare un sorriso in più a tanti bambini costretti a convivere con gravi malattie e per allietare la mensa natalizia di famiglie in difficoltà economiche. Con questo spirito, infatti, il Gruppo ha rinnovato un gesto entrato ormai nella tradizione di questo periodo: il dono di panettoni ar-

tigianali al reparto di Pediatria e Oncoematologia dell’Azienda OspedalieroUniversitaria di altri panettoni alla Curia vescovile, che li ha devoluti a enti di beneficenza del territorio. “Da anni, il nostro Gruppo”, ricorda il presidente Mauro Alinovi, “opera attivamente nel campo della beneficenza e della solidarietà, realizzando idee e progetti finalizzati alla raccolta fondi o donando prodotti. Sono iniziative a volte molto semplici ma

Il polemico

che, per noi, hanno un significato profondo, perché siamo convinti che questa sia la strada giusta per dare un senso più ampio alla nostra attività di panificatori e alla nostra partecipazione sociale. Pur nel nostro piccolo, possiamo dare un aiuto concreto a chi ne ha bisogno o regalare un momento di serenità a persone che soffrono.” I panettoni destinati ai bambini ricoverati in Pediatria e Oncoematologia dell’ospedale, sono stati consegnati al direttore del reparto, professor Giancarlo Izzi. “Ancora una volta”, ha sottolineato, “il Gruppo panificatori ha dimostrato la propria tenace volontà di essere accanto al nostro reparto. Una volontà di collaborazione nata tanti anni fa, cresciuta nel tempo e consolidatasi sempre

più in attività di sostegno concreto che sono di grande conforto per noi, che in questo modo sappiamo di non essere soli accanto ai nostri piccoli pazienti. Con questa donazione i panificatori, attraverso la dolcezza del panettone, quello artigianale fatto con il cuore, contribuiscono a ricostruire quel calore che rende speciale l’atmosfera natalizia affinché i piccoli pazienti possano, nonostante tutto, sentirsi un po’ “a casa” ” Un’altra donazione, ancora una volta nella tradizione di impegno sociale del Gruppo provinciale panificatori ha beneficiato tanti bisognosi che si appoggiano agli istituti di carità del territorio. Oltre 50 panettoni artigianali sono stati consegnati a monsignor Enrico Solmi, vescovo di Parma. <

“È attraverso la “dolcezza” del panettone”, hanno sottolineato Paolo Scaccaglia e Massimo Fornasari, vice presidenti del Gruppo panificatori, “che i nostri operatori vogliono contribuire a regalare un momento di serenità a parsone meno fortunate di noi, che si trovano a dover affrontare la vita in mezzo a grandi difficoltà”. “L’iniziativa del Gruppo panificatori”, ha detto il vescovo, ringraziando la gente dell’arte bianca, “è un gesto importante che deve far riflettere sul vero senso del Natale, un momento speciale e utile per pensare soprattutto agli altri, ai meno fortunati, a coloro che soffrono e che hanno bisogno di noi ancora più oggi, in un contesto difficile come quello che stiamo affrontando”.

di Bruno Stella

Ciarlatani e maghi

C

acciato a furor di popolo. Lo scorso 31 dicembre il 2011 se n’è andato in archivio. Lo hanno accompagnato alla porta gli scoppi dei petardi e il fracasso delle cose vecchie scaraventate dalle finestre, come tradizione ancora vuole in tante parti d’Italia. Via il passato, dunque, e benvenuto il nuovo. Ma ne siamo sicuri? La crisi economica generale e la penosa prestazione della politica nella circostanza hanno prodotto danni che peseranno a lungo sul Paese. Depressi gli investimenti e l’attività delle imprese, i livelli di occupazione e le prospettive dei giovani. Il tenore di vita medio ha subito un moderato ridimensionamento, affrontato dagli italiani con il mugugno e con una certa riduzione degli sprechi quotidiani e della durata di “ponti” e weekend. Il 2012 potrebbe essere peggiore. Leggendo il futuro nelle decisioni annunciate dal governo, l’anno appena entrato si preannuncia decisamente pesante. Altri nodi sono giunti al pettine e i rimedi, indivi-

duati insieme con le autorità comunitarie, sono quelli di sempre: nuove tasse, bastonate sul popolo dei pensionati prossimi venturi e tanti aumenti: dei generi alimentari, dell’energia, dei carburanti. Bruxelles aveva anche chiesto concrete misure per moderare costi della politica ma, a parte qualche intervento di amministrazioni locali, la politica si è limitata a una inconcludente fiera delle parole. Tutto rimandato a data da destinarsi, mentre le nuove tasse e i nuovi aumenti già pesano sui bilanci di famiglie e aziende, con un numero crescente di piccoli imprenditori – lo testimoniano le cronache – alla ricerca di un muro dove battere la testa. Ne usciremo? Il presidente della Repubblica dice di si e la storia d’Italia testimonia che il famoso “Stellone” che ci protegge ha funzionato sempre nei periodi più duri. Pensando al futuro, mi sono ricordato di quando, giovane cronista di agenzia, a ogni inizio d’anno venivo incaricato di interpellare un certo numero di “maghi” per averne previsioni sui successivi dodici mesi. C’e-

ra, tra i miei contatti, una maga assai nota a Milano, che oltre a elargirmi divinazioni di carattere generale, mi regalava indicazioni che riguardavano il mio proprio futuro. Ed erano sempre previsioni gradevoli. Che cosa potrebbe dirmi in questo inizio di 2012, se le chiedessi delle fortune della categoria? Certamente che sarà emanato il decreto attuativo della legge 248/6, che riporterà ordine sui mercati e chiarezza sui prodotti; che sarà messo sotto controllo l’importazione di prodotti da forno dalla Slovenia, che l’abusivismo pericoloso che ha espressione virulenta soprattutto in Campania, sarà combattuto con decisione e messo sotto controllo; che si farà più attenzione alla provenienza delle paste surgelate che servono a tanta parte della gdo per riempire i propri scaffali del pane. Questo e tante altre cose, mi suggerirebbe quella “maga” della quale ho ancora un ricordo assai vivo... Peccato che sul finire della carriera sia finita davanti alla Giustizia per rispondere di abuso della credulità popolare. <


Lunedì 9 gennaio 2012,

n. 1

L’A RTE B IANCA - L A PANIFICAZIONE I TALIANA

Pagina

11

Qui Lombardia Pagina a cura di Graziano Monetti

Le soluzioni semplicistiche sono dannose

Premiati i panifici lombardi

artigiana E ci risiamo con Eccellenza nell’arte bianca l’Iva e la benzina! Q

I

problemi quasi mai sono facilmente risolvibili. Ma si è sempre dimostrato dannoso ricorrere a soluzioni semplicistiche. Ad esempio: reintrodurre la tassa di soggiorno potrà dare sollievo alle casse comunali, ma qual è il danno dell’effetto psicologico negativo sull’accoglienza dei turisti? Nuovi balzelli o l’aumento di quelli già esistenti offre momentaneo “sollievo” all’erario, ma non bastano mai e deprimono consumi e crescita economica. E così bolli, benzina, IVA, eccetera. Fisco e tributi costituiscono, da sempre, un argomento di spinosa attualità: in particolare l’IVA che ha notevoli e diretti riflessi sui consumi. Non ci si può quindi esimere da un rinnovato dibattito. Ricordiamone brevemente la storia. Il balzello nacque ed entrò in vigore il 1 gennaio 1973 sostituendo l’I.G.E. “imposta generale sull’entrata” e una ventina di altre piccole imposte. Tre le aliquote: quella base, 12%. La seconda, definita ridotta, del 6% e applicata a quei prodotti catalogati come “consumi di più ampio interesse sociale” o anche di “largo e generale consumo”. La terza aliquota, cosiddetta “maggiorata” e applicata ai beni considerati voluttuari o di lusso (champagne, pellicce, ecc.) esordì al 18%, ma dopo un anno e mezzo (1 luglio 1974) balzò al 30% per salire poi (febbraio 1977) al 35% e al 38% in agosto del 1982. Quest’ultima aliquota venne abolita il 1 settembre 1993 (forse perché anziché creare entrate, provocava evasione ...). Dopo qualche tempo – 8 febbraio 1977 – l’aliquota base si sdoppiò tra 12% e 14%. Ma il 1 gennaio 1981 le due aliquote si riaccorparono elevandosi al 15% mentre quella agevolata passava dal 6 all’8% che poi diventava del 10% nel 1982. Nel 1989 l’aliquota del 15%, aumentò al 19% e poi – primo ottobre 1997 – al 20%, mentre nascevano due categorie agevolate (fra queste quelle inerenti il turismo) che passarono al 10% e, per alcuni prodotti di base l’aliquota più bassa, cioè 4%.

A settembre 2011, l’aliquota base di questa imposta, é passata al 21%. Immutate le altre due aliquote. Quindi, dalla sua introduzione ad oggi, questa imposta é più che raddoppiata e in alcuni casi, come per l’abbigliamento, dall’originale 6% è aumentata all’attuale 21%: quasi quadruplicata! Nella “manovra” governativa, è stato previsto un ennesimo, ulteriore aumento di due punti. Cioè dal 10 al 12% e dal 21 al 23% con decorrenza da settembre 2012. I consumi sono già fortemente depressi e questa ulteriore “mazzata” non migliorerà certo l’umore dei consumatori. L’IVA ha causato e causa, in modo significativo, il rincaro dei prodotti e conseguentemente pro-

voca l’aumento del cosiddetto costo della vita, quasi sempre imputato, in modo errato ed ingrato, ai commercianti e a tutti coloro che per consuetudine “occultano” nel prezzo del prodotto l’IVA. Occorre riflettere se non sia il caso di cambiare le abitudini e – per una corretta trasparenza – determinare il prezzo del prodotto senza l’IVA. Del resto, in molti Paesi (esempio U.S.A.), l’imposta viene aggregata ed evidenziata al momento del pagamento. L’aumento dell’IVA garantisce allo Stato maggiori entrate per di più costanti e con facile incasso a costo zero. Ma con quanta dannosa ripercussione sulla depressione dei consumi e sulla mancata crescita economica? <

CONSIGLIO DIRETTIVO LUNEDI’ 19 DICEMBRE 2011 ORDINE DEL GIORNO Il Consiglio Generale di Confcommercio Como RIUNITO per analizzare la portata e l’impatto sulle categorie del commercio, turismo e servizi della “manovra” economica governativa UDITA la relazione informativa del Presidente e del Direttore RICHIESTO il parere di tutti i dirigenti presenti VALUTATI i conseguenti interventi dei Consiglieri ESPRIME disorientamento per l’incertezza derivante dal continuo cambiamento dei contenuti delle misure di volta in volta proposti, con particolare riguardo all’aumento dell’IVA, alle aliquote contributive dei commercianti, alle farmacie, agli orari delle attività distributive, alle edicole, eccetera STIGMATIZZA l’aumento del costo della benzina ed il mancato intervento drastico e risolutivo sulla riduzione dei costi e della spesa pubblica EVIDENZIA la totale assenza di sburocratizzazione che grava particolarmente sulle micro e piccole imprese del commercio, turismo e servizi, e necessario alleggerimento della complessità amministrativa CONSTATA la pressoché totale assenza di indirizzi di ripresa e crescita dell’economia, al contrario depressa nei consumi e colpita nei beni primari quali la casa e le pensioni con particolare riferimento alla restrizione della circolazione del contante penalizzante per alcune fasce di consumatori soprattutto di età più anziana e di provenienza estera ACCOGLIE l’assunzione responsabile di sacrifici ed oneri, conscia di svolgere, come categoria, un importante ruolo sociale e di adempiere ai propri doveri, ma contestualmente, CHIEDE che la portata della manovra incida senza rinvii e più efficacemente sul grave problema di fondo della crescita economica senza la quale si rinviano a breve termine gli stessi problemi attuali RIBADISCE la necessità di non aumentare ulteriormente l’IVA per le negative conseguenze sulle famiglie e sulla riduzione dei consumi E’ CONTRARIA a “innovazioni” che, senza contestuali benefici, porterebbero solo aggravio di costi, quali la liberalizzazione di orari e aperture nel commercio perché non possono oggettivamente provocare l’espandersi dei consumi stante la poca disponibilità economica generale, mentre aggraverebbe irrimediabilmente i costi delle aziende RIFIUTA la criminalizzazione della categoria facilmente controllabile con strumenti quali studi di settore e scontrini fiscali AUSPICA che invece si intervenga sui “grandi evasori” e sulle aree territoriali nazionali notoriamente e storicamente meno virtuose e si favorisca il turismo già penalizzato da precedenti negativi provvedimenti quali l’imposta di soggiorno RITIENE indispensabile una seria ed immediata riorganizzazione ottimizzata e meno dispendiosa della “macchina amministrativa” pubblica ed un rapporto non vessatorio tra fisco e contribuenti nonché la necessaria abolizione o quantomeno riduzione dei costi bancari SOSTIENE l’impegno di Confcommercio nazionale per ottenere risultati non egoisticamente corporativi, ma oggettivamente utili all’interesse generale della collettività italiana.

ualità, creatività e professionalità: l’impasto perfetto per la ricetta dell’Eccellenza artigiana. Sono 23 i panifici presenti su tutto il territorio regionale che possono vantare di aver ricevuto l’ambito riconoscimento che conferisce loro il titolo di “impresa eccellente”nel settore dell’arte bianca. Regione Lombardia, attraverso la promozione del progetto ARTIS – Artigianato Eccellente (di cui abbiamo ripetutamente dato notizia), ha voluto sostenere e valorizzare le imprese del territorio che si sono distinte per caratteristiche qualitative e professionali di alto livello, premiando l’innovazione, il richiamo alla tradizione e la creatività artistica, in particolare riguardo alle lavora-

zioni artigianali di tipo: • tradizionale, in linea con la tradizione storicoculturale; • tipico, con caratteristiche specificamente legate al territorio; • innovativo, che presentava novità rispetto al passato; • artistico, dotato di alto contenuto creativo. Come detto, sono stati premiati ventitre panifici lombardi, molti dei quali sono stati assistiti dalle rispettive associazioni per la preparazione della documentazione e presentazione delle domande. La valutazione si è basata sulla ricerca di caratteristiche altamente distintive sotto il profilo gustativo, estetico, ideativo-progettuale, tecnico-esecutivo, peculiarità che hanno trasmesso ai

valutatori l’eccellente professionalità di chi, con passione, crea ogni giorno il pane, immancabile alimento presente sulle tavole degli italiani. Infatti, i panificatori hanno dovuto raccontare la loro storia, mettendo in evidenza l’esperienza e la professionalità profuse all’interno del loro laboratorio, dettagliare quali sono i prodotti e le tecniche utilizzate e acquisite negli anni per dimostrare di aver tutte le carte in regola per poter richiedere il riconoscimento relazionando nel dettaglio aspetti tecnici, estetici, ideativi e di gusto. Ed ecco qui di seguito, l’elenco dei panifici premiati, ai quali rinnoviamo le nostre congratulazioni. <

IMPRESE ECCELLENTI NELL’ARTE BIANCA Regione Lombardia PROVINCIA

RAGIONE SOCIALE

Bergamo

Antico Forno di Gipponi Forneria Rinaldi di Rinaldi Battista

Brescia

Como

COMUNE

SPECIALIZZAZIONE

Osio Sopra

Tradizionale

Costa Volpino

Tradizionale/ tipico

Il panificio di Via Rocca di Carlessi Erminio & C. snc

Urgnano

Tradizionale/ tipico

Panificio di Musoni Silvano di F.lli Musoni M. & G. Snc

Lovere

Tradizionale/ tipico Tradizionale

Panificio Gherardi Panificio Salumeria Morosini Angelo & C. Snc

Bergamo

F.lli Zucchi e C. Sas

Mazzano

Forneria Voglia di Pane

Brescia

Artistico/tradizionale/ tipico

Ponticelli Brusati

Tradizionale

Castenedolo Lomazzo

Tradizionale Tradizionale

Castelnuovo

Tradizionale/ tipico/innovativo Tradizionale/ tipico/nnovativo radizionale/ tipico Tradizionale Tradizionale

La Forneria di Zilioli Stefano e C. Snc Panificio Barbieri di Barbieri Domiziano Luraschi Adolfo Luigi Panificio Bionda di Bionda Luciano & C. Snc Bozzente Panificio Marra Fulvio e C. Snc

Torre Boldone

Cantù

Tradizionale/ tipico Tradizionale/ tipico

Cremona

Panificio Paroli Luciano

Casalmaggiore

Lecco

Cattaneo Luigi Srl Ciresa Mario & C. Sas Il Forno di M. Rosa Gilardi di Cordivani Paolo e C. Snc La Luna nel Pozzo dei F.lli Forti Sas

Sirone Lecco

Fiorini Fabio & C. Snc Roberto e Matteo Snc di Ticozzi Roberto & C. Biscaldi Giuseppe Techno Club Srl Cao Luigi, Ezio & Michele Snc

Marmirolo

Tradizionale/ innovativo Tradizionale

Milano Mede Pavia Ardenno

Tradizionale Tradizionale Tradizionale Tradizionale/tipico

Lodi Mantova Milano Pavia Sondrio

Lecco San Marino in Strada

Tradizionale



Arte Bianca 9 gennaio 2011