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DA ITALIA 183

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ClessHydra è un brand di Hydra Technology & Innovation, la soluzione intelligente per l’ottimizzazione dell’acqua nel mondo del Vending.

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FORMATI CON CONFIDA!

CONFIDA SERVIZI SRL presenta il Piano di Formazione 2026: Masterclass e Webinar pensati per aiutare le imprese a crescere, innovare e competere, sviluppati con i migliori partner della formazione.

CRESCI NEL VENDING

IL PIANO DI FORMAZIONE 2026 È COMPOSTO DA MASTERCLASS IN PRESENZA E WEBINAR ONLINE

MASTERCLASS

• L'AI per aumentare la produttività aziendale – 14 aprile 2026

• Chat GPT, Gemini, Copilot, differenze e punti di forza per scegliere lo strumento giusto – 20 maggio 2026

• Tecniche di comunicazione efficace – 23 settembre 2026

• L’AI per il marketing. Ideazione e analisi dei piani di marketing – 06 ottobre 2026

• Controllo di gestione per le aziende del vending – 20 ottobre 2026

• Strumenti operativi di marketing per il vending: dall'analisi dei dati ai programmi fedeltà – 19 novembre 2026

WEBINAR

• Welfare e novità della Legge di Bilancio – 25 febbraio 2026

• Introduzione alla sostenibilità aziendale. Competenze base in ambito ESG – 11 marzo 2026

• Il ruolo delle aziende del vending nella creazione di valore condiviso: misurazione e gestione dell'impatto positivo su ambiente e società – 19 marzo 2026

• Comunicare la sostenibilità – 31 marzo 2026

• Capire il cliente per vendere meglio: pianificazione e relazione commerciale – 21 aprile 2026

• Definire il posizionamento competitivo dell’azienda: come definire perché il cliente dovrebbe scegliere la tua azienda e non i concorrenti – 18 giugno 2026

• Linkedin 2026, nuovo algoritmo e opportunità di sponsorizzazione – 10 novembre 2026

• Social 2026, novità, cambiamenti e opportunità, da Tik Tok Shop al live commerce su Instagram – 01 dicembre 2026

Le

Masterclass si terranno a Milano presso la sede di Confida Servizi Srl – via Napo Torriani 29, Milano. Per informazioni su corsi e sulle quote di iscrizione: 0233105685 – info@confidaservizi.it - www.confida.com/formazione

IL CORAGGIO DI CAMBIARE DAVVERO

Ci sono momenti in cui un’associazione di categoria non può più limitarsi a difendere il perimetro esistente, ma deve provare a ridisegnarlo. Il Piano strategico CONFIDA 2026-2030, presentato da Massimo Trapletti all’esordio del suo terzo mandato come Presidente, appartiene chiaramente a questa seconda categoria. Non è soltanto un programma, ma il tentativo di dare al vending una nuova definizione industriale, sociale e culturale.

Il passaggio più interessante è proprio questo. Per decenni abbiamo continuato a raccontare il distributore automatico come una macchina. Una macchina più bella, più tecnologica, più efficiente, più connessa, ma pur sempre una macchina. Oggi questa definizione non basta più.

Se il vending vuole tornare a crescere dopo anni complicati, segnati da smart working, contrazione dei consumi, aumento dei costi e marginalità sotto pressione, deve smettere di pensarsi come semplice presidio di erogazione e proporsi come infrastruttura di servizio.

In questo senso il piano coglie un punto decisivo: le nuove location non sono soltanto spazi automatici, micro-store o servizi H24, ma rappresentano un allargamento complessivo del campo di gioco del vending. Coworking, hotel, campus universitari, palestre, infrastrutture sportive, turismo, retail, luoghi pubblici e servizi di prossimità impongono al settore di ragionare su bisogni diversi, consumatori differenti e modelli di servizio coerenti con i nuovi contesti.

Non si tratta semplicemente di spostare una macchina da un ufficio a un altro luogo, ma di progettare offerte adatte ad ambienti in cui cambiano i tempi di consumo, le aspettative, il servizio richiesto e spesso anche la marginalità possibile. È questo il modo con cui il settore può uscire dalla sua storica dipendenza dai luoghi di lavoro tradizionali. Aspettare che il mercato torni a essere quello di prima sarebbe un errore imperdonabile, perché quel mercato non esiste più.

La stessa logica vale per l’intelligenza artificiale, per SmartLink, per la cybersecurity, per la sostenibilità e per il progetto Carbon Neutral Vending 2030. Sono parole che rischiano facilmente di diventare moda, slogan o materiale da convegno. Ma nel vending hanno un significato concreto: meno chilometri inutili, meno guasti imprevisti, assortimenti più intelligenti, energia gestita meglio, dati più affidabili e imprese più misurabili.

La parte più ambiziosa riguarda forse Venditalia. Trasformarla da fiera a piattaforma globale è un obiettivo alto, ma coerente con ciò che il vending italiano può ancora rappresentare nel mondo. Se vogliamo che Rimini diventi una capitale internazionale dell’automated retail, allora bisogna avere il coraggio di portare dentro Venditalia nuovi linguaggi, nuove tecnologie, nuovi mercati e nuovi interlocutori, senza la paura di contaminare un settore che per troppo tempo si è difeso restando chiuso.

Il rischio, naturalmente, è che un piano così ampio resti sulla carta. Undici punti sono tanti e dentro ognuno c’è lavoro sufficiente per un mandato intero. La differenza la farà quindi la capacità di trasformare la visione in operatività. Serviranno priorità, tempi, risorse, misurazioni e soprattutto partecipazione reale della filiera.

Il piano ha il merito di indicare una direzione. Adesso però tocca al settore dimostrare di avere la maturità per seguirla. Non con l’entusiasmo di un giorno, ma con la fatica quotidiana di chi sa che il cambiamento non si annuncia, si pratica.

UN PASSO DI LATO, NON UN PASSO INDIETRO

Dopo quattro anni di presenza nel Consiglio Direttivo di Confida, per ragioni legate allo statuto associativo e alla rappresentanza aziendale, mi trovo a dover fare un passo di lato.

Non si tratta di una scelta di disimpegno, né tantomeno di distanza dall’associazione.

Semplicemente, la presenza nel direttivo del Vicepresidente dell’associazione, in rappresentanza di Gruppo Illiria S.p.A., azienda della quale anch’io faccio parte, rende necessaria una naturale ridefinizione dei ruoli, nel rispetto delle regole che prevedono la rappresentanza di una sola persona per azienda.

Sono stati quattro anni intensi, complessi, a tratti difficili, ma anche molto significativi. Anni nei quali il settore del vending ha dovuto affrontare trasformazioni profonde, tensioni sui costi, cambiamenti nelle abitudini di consumo, criticità legate al lavoro, alla logistica, all’energia, alla sostenibilità e, più in generale, a un mercato che non consente più rendite di posizione.

In questo contesto, credo che Confida abbia svolto — e debba continuare a svolgere — un ruolo fondamentale. L’associazione rappresenta infatti il luogo nel quale le imprese del settore possono riconoscersi, confrontarsi e, soprattutto, fare fronte comune.

Mai come oggi il vending ha bisogno di una voce autorevole, unitaria e credibile, capace di rappresentare presso le istituzioni, gli interlocutori economici e l’opinione pubblica le difficoltà, le esigenze e anche il valore di una filiera troppo spesso percepita come marginale, ma in realtà presente ogni giorno nella vita di milioni di persone.

Del lavoro svolto dall’ultimo Direttivo, di cui ho avuto il piacere e l’onore di far parte, resta a mio avviso un contributo importante: la volontà di tenere insieme sensibilità diverse, aziende grandi e piccole, territori differenti, interessi non sempre perfettamente sovrapponibili, ma accomunati dalla consapevolezza che solo attraverso una rappresentanza forte il nostro settore potrà affrontare le sfide che lo attendono.

Da parte mia, pur non essendo più presente ufficialmente nel Consiglio Direttivo, cercherò di non far mancare il mio contributo, come ho sempre cercato di fare anche prima di ricoprire un incarico formale.

L’appartenenza a un’associazione, del resto, non si misura solo da una carica, ma dalla disponibilità a partecipare, proporre, collaborare e, quando serve, anche discutere con spirito costruttivo.

Resto quindi convintamente vicino a Confida, al suo lavoro e al percorso che l’associazione saprà portare avanti nei prossimi anni.

Quanto alla mia assenza dal Direttivo, confesso di non essere particolarmente preoccupato: dopo soli quattro anni di presenza, in un consesso dove non mancano autorevoli colleghi che siedono da molti anni, è possibile che nessuno se ne accorga davvero.

E forse, tutto sommato, anche questo è un buon segno.

TAKE YOUR TIME

ART&WORKS realizza una comunicazione su misura per il mondo della distribuzione automatica, trasformando la conoscenza del settore in valore per la tua azienda.

NUMERO 183

LUGLIO-AGOSTO 2026

RENZO GABRIEL BONIZZI

DIRETTORE RESPONSABILE EDITOR IN CHIEF

ALESSANDRO FONTANA

DIRETTORE EDITORIALE EDITORIAL DIRECTOR

LAURA GUASPARRI ART DIRECTOR

ANTONIO VALESTRA GRAPHIC DESIGN

DANIELA BISCOTTI COMMERCIALE COMMERCIAL

NOEMI MARGAROLI REDAZIONE EDITORIAL STAFF

HA COLLABORATO

MASSIMO FERRARINI

LUCINI OFFICINA

D’ARTE GRAFICA SRL STAMPA PRINTERS

D.A.ITALIA

IL PERIODICO DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA PUBBLICAZIONE ISCRITTA AL TRIBUNALE DI MILANO, NUMERO DI REGISTRAZIONE 177 DEL 22 MARZO 2004

ISCRIZIONE AL R.O.C. 31449

PERIODICITÀ MENSILE

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CONCEPT BY ART&WORKS SRL

7 SPEAKER’S CORNER

Un passo di lato, non un passo indietro

Giugno 2026

26 SISTEMI DI FILTRAZIONE

ClessHydra, la filtrazione che cambia le regole del vending

32 FABBRICANTI

Italbedis: innovazione, sostenibilità e nuove prospettive per l’acqua nel vending

36 SPECIALE VENDITALIA

VENDITALIA 2026: spinta alla ripresa del settore, record di presenze

56 MONDO ASSOCIAZIONE

Confida guarda al 2030: Trapletti apre la nuova fase del vending italiano

64 EVENTI

TUTTOFOOD chiude un’edizione da record: +30% di presenze rispetto al 2025

70 APPUNTAMENTO IN FIERA

EVEX 2026 dal 13 al 15 ottobre a Vienna: al via le iscrizioni

GRUPPO ILLIRIA PORTA IL VENDING NELLE RSA CON IL PROGETTO DI SOCIALIZZAZIONE “IL TEMPO DI UN CAFFÈ”

Un semplice caffè può diventare occasione di incontro e relazione: da questa idea nasce “Il Tempo di un Caffè”, il progetto di utilità sociale promosso da Gruppo Illiria per offrire agli ospiti delle case di riposo momenti di condivisione e contrastare la solitudine. L’iniziativa prevede l'organizzazione di alcuni appuntamenti speciali, pensati per ritrovarsi e condividere momenti insieme davanti a un buon caffè, offerto da Gruppo Illiria agli ospiti e ai loro familiari tramite un sistema dedicato via App. Durante gli incontri saranno distribuite delle cartoline sulle quali ognuno potrà annotare pensieri, ricordi, poesie e riflessioni sul caffè, per rendere omaggio a questa profumata e gustosa bevanda. I contributi raccolti verranno poi selezionati e inclusi in una piccola raccolta destinata alle strutture coinvolte. Il progetto pilota è partito domenica 10 maggio, in occasione della Festa della Mamma, presso la Residenza per Anziani “Giuseppe Francescon” di Portogruaro (VE), confermando l’impegno di Gruppo Illiria nel promuovere iniziative che mettono al centro la persona e il valore delle relazioni.

ESTATHÉ DEBUTTA NEL SEGMENTO BEVANDE SPORTIVE E AMPLIA LA GAMMA PRODOTTI E LE INIZIATIVE PER LA STAGIONE ESTIVA 2026

Estathé accelera sull’innovazione e amplia il proprio portafoglio prodotti, puntando su nuove partnership e iniziative dedicate all’estate 2026. Il marchio del Gruppo Ferrero debutta nel segmento delle bevande sportive con Estathé Sport, introduce il formato lattina per Estathé Zero e firma una collaborazione inedita con TicTac attraverso una limited edition al gusto Estathé Limone.

La principale novità è rappresentata da Estathé Sport, la nuova linea di bevande con vero infuso di foglie di tè e sali minerali pensata per accompagnare l’attività fisica e intercettare un mercato in crescita. Disponibile nei gusti Limone e Arancia, il prodotto segna l’ingresso del brand in una categoria finora inesplorata, ampliando le occasioni di consumo oltre il tradizionale mercato del tè freddo. Il lancio sarà supportato da un piano a 360° che coinvolgerà tv, digital, radio, attività sul territorio e visibilità nei punti vendita.

Sul fronte dell’innovazione di gamma, Estathé Zero arriva anche nel formato lattina, una scelta che punta a rafforzare la presenza del marchio nel consumo fuori casa e a sostenere la crescita del segmento senza zuccheri. A supportare il posizionamento della linea sarà la partnership con il cantautore Alfa, scelto come Ambassador per l’estate 2026 e coinvolto in una serie di attività legate al suo tour. L’estensione del brand passa inoltre dalla collaborazione con TicTac, da cui nasce la limited edition TicTac Estathé Limone. L’iniziativa porta per la prima volta il gusto iconico di Estathé in una categoria diversa dal beverage, valorizzando le sinergie tra due marchi storici del portafoglio Ferrero.

Le novità si inseriscono in una strategia di crescita che negli ultimi anni ha consentito a Estathé di consolidare la propria leadership nel mercato del tè freddo e di ampliare progressivamente la propria presenza in nuovi segmenti e occasioni di consumo. Accanto ai lanci di prodotto, il brand conferma anche il proprio impegno nel mondo dello sport con il circuito Estathé 3×3 Italia Streetbasket.

VISITA ALLO STABILIMENTO COVIM PER SILVIA SALIS, SINDACA DI GENOVA

La sindaca di Genova Silvia Salis, figura politica oggi molto esposta anche a livello nazionale, ha visitato lo stabilimento Covim di Tribogna nell’ambito di una giornata istituzionale in Val Fontanabuona.

Per il vending italiano è una presenza significativa, perché Covim è una delle torrefazioni storiche del settore e rappresenta da anni un punto di riferimento per il caffè nella distribuzione automatica. Lo stabilimento di Tribogna, torrefazione ampliata, innovativa e sostenibile con oltre 20.000 metri quadrati di spazi produttivi, è il cuore di una realtà imprenditoriale che produce e distribuisce caffè in Italia e all’estero.

La giornata in Val Fontanabuona ha toccato anche altre realtà produttive e sociali del territorio, con un confronto sui temi centrali per l’area, dalla viabilità ai servizi. La visita a Covim si inserisce proprio in questo percorso: un segnale di attenzione verso un’impresa ligure che ha saputo crescere restando radicata nel territorio e portando il caffè genovese anche fuori dai confini nazionali.

EVOCA E RADICIGROUP: IL RISIKO LONE STAR

PORTA NUOVI EQUILIBRI AI VERTICI LEGALI

Dietro la nomina di Eduardo Di Mauro a nuovo Head of Legal di Evoca Group c’è un’operazione industriale molto più ampia, che nelle ultime settimane ha iniziato a ridisegnare alcuni equilibri manageriali tra aziende controllate dal fondo americano Lone Star Funds. Il fondo, già proprietario di Evoca, ha infatti completato il 30 aprile l’acquisizione delle divisioni Specialty Chemicals e High Performance Polymers di RadiciGroup, uno dei principali gruppi italiani della chimica specializzata e dei tecnopolimeri. La famiglia Radici ha invece mantenuto il controllo dell’area tessile Advanced Textile Solutions, oggi confluita nella nuova realtà Raditex. Ed è proprio in questo nuovo scenario che si spiega il passaggio di Roberto Cassera da Evoca a RadiciGroup. Lo storico responsabile legale del gruppo vending bergamasco è stato infatti scelto per guidare la funzione legal di RadiciGroup nella nuova fase sotto il controllo di Lone Star. Al suo posto, in Evoca, è arrivato Eduardo Di Mauro, manager con esperienze in Pernigotti, Pioneer Investments, Borsa Italiana e DLA Piper.

Secondo quanto emerso dalle fonti specializzate che hanno seguito l’operazione, Lone Star ha contestualmente annunciato anche l’acquisizione di DOMO Engineered Materials, con l’obiettivo di creare un nuovo player internazionale nei tecnopolimeri.

SELECTA ITALIA, FRANCESCA BERTARELLI

NOMINATA CEO E MARKET LEADER

Selecta Italia ha nominato Francesca Bertarelli nuovo CEO e Market Leader della società. La manager assume la guida dell'azienda dopo aver ricoperto per quasi due anni il ruolo di CFO, consolidando un percorso professionale sviluppato all'interno del gruppo.

L'annuncio è stato condiviso nei giorni scorsi attraverso i canali LinkedIn di Selecta e della stessa Bertarelli in occasione del Leadership Summit Q2 "Growing Together" (nella foto), evento dedicato al confronto tra il leadership team e il middle management italiano. Durante l'incontro è stato presentato il nuovo assetto organizzativo, che vede la manager assumere la responsabilità della principale realtà italiana della distribuzione automatica. La nuova CEO porta in Selecta oltre vent'anni di esperienza internazionale maturata in ambito finance, controlling e trasformazione aziendale. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità in gruppi industriali come Forvia, Marelli, Electrolux, Whirlpool e Indesit, lavorando tra Italia, Germania, Svezia e Francia. Laureata all'Università Bocconi, ha sviluppato competenze specifiche nella gestione di processi di integrazione, riorganizzazione e crescita aziendale. Attraverso LinkedIn, Bertarelli ha commentato il nuovo incarico spiegando che assumere la guida di Selecta Italia durante il Leadership Summit Q2 "Growing Together" è stato «il tempismo perfetto». La manager ha sottolineato come «vedere da vicino la passione e la coesione di tutto il team conferma la mia fiducia nel percorso di trasformazione che stiamo affrontando e nei grandi risultati che raggiungeremo insieme», concludendo il messaggio con un ringraziamento rivolto a tutto il team per il caloroso benvenuto.

La scelta di una figura interna proveniente dall'area finanziaria rappresenta un segnale di continuità rispetto al percorso avviato dall'azienda e conferma la volontà di proseguire lungo la strada della trasformazione organizzativa e del rafforzamento competitivo del business.

RHEA RINNOVA LA CERTIFICAZIONE PER LA PARITÀ DI GENERE E PROSEGUE IL PROPRIO PERCORSO VERSO UNA CULTURA AZIENDALE SEMPRE PIÙ INCLUSIVA

Rhea, tra i principali produttori al mondo di macchine automatiche da caffè, conferma il proprio impegno nel promuovere un ambiente di lavoro equo e inclusivo, rinnovando anche per quest’anno la Certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125:2022, rilasciata da Dasa-Rägister. Il riconoscimento è stato confermato a seguito delle più recenti attività di monitoraggio e audit, che hanno evidenziato il pieno rispetto dei requisiti richiesti e un’evoluzione positiva nei principali indicatori di performance (KPI). Tra questi: cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita e inclusione di figure femminili, equità retributiva, tutela della genitorialità e promozione del work-life balance. La certificazione rappresenta un’ulteriore dimostrazione nel voler implementare, mantenere e migliorare un sistema di gestione orientato alla valorizzazione delle persone. Un percorso che si inserisce in una più ampia strategia ESG e trova riscontro anche nell’ultimo Bilancio di Sostenibilità del Gruppo. L’attenzione alla parità di genere si traduce in iniziative concrete che rafforzano la cultura aziendale e il coinvolgimento delle persone. Tra queste, il progetto Women Spark, dedicato alla valorizzazione del talento femminile e all’empowerment, che continua a evolversi attraverso attività di formazione, networking e sviluppo professionale. Parallelamente, Rhea prosegue nelle attività di sensibilizzazione su tematiche sociali rilevanti. Nel corso del 2026, ad esempio, l’azienda ha promosso un progetto dedicato alla prevenzione della violenza nelle relazioni, coinvolgendo attivamente le persone in azienda, e contribuendo a diffondere una cultura basata sul rispetto e sulla consapevolezza.

A rafforzare ulteriormente questo impegno, Michela Re Dionigi e Virginia D’Agata, rispettivamente Communication Manager e People & Organization Manager di Rhea, hanno partecipato al percorso Target Gender Equality Accelerator di UN Global Compact Network, che ha portato l’azienda alla firma dei Women’s Empowerment Principles.

CHUPA CHUPS LANCIA MADS, LE NUOVE JELLY DALLA FORMA CUBICA

Chupa Chups amplia il proprio universo jelly con MADS, una nuova proposta che punta su una forma inedita, una consistenza originale e gusti pensati per offrire un’esperienza di assaggio diversa nel mondo delle caramelle gommose.

Le nuove MADS sono ispirate all’estetica delle molecole e si distinguono per la forma cubica. La particolarità del prodotto è la combinazione tra un esterno crunchy e un cuore morbido, una texture pensata per sorprendere fin dal primo morso.

I gusti disponibili sono Tutti Frutti e Frutti di Bosco. Il prodotto arriva in due formati: la mini bag da 45 grammi, pensata per il consumo on the go, e il formato bag da 115 grammi, dedicato principalmente alla condivisione.

A supporto del lancio è prevista anche una campagna di comunicazione integrata, ideata dall’agenzia Selection Communication and Design di Milano per il mercato globale e in partenza dalla fine di maggio. La campagna sarà on air non solo in Italia e partirà con attività social e DOOH, con protagonisti i Mads, personaggi irriverenti e dispettosi legati alla nuova proposta firmata Chupa Chups.

POMPOSA SMART FACTORY, CON UN EVENTO CONSERVE ITALIA PRESENTA IL SUO PIANO DI INVESTIMENTI DI 87 MILIONI DI EURO

Lo scorso 25 maggio con l’evento per la stampa dal titolo “Pomposa Smart Factory” all’interno dell’omonimo stabilimento del Basso Ferrarese, è stato annunciato l'inizio delle celebrazioni del 50esimo anniversario della fondazione di Conserve Italia. Nell'occasione è stato fatto il punto sul Piano industriale di investimenti 2023-26 da quasi 87 milioni di euro con cui il Gruppo cooperativo ha rinnovato in questi anni tutte le sue strutture nel segno dell'innovazione tecnologica e dell'ecosostenibilità.

Il Piano triennale di investimenti di Conserve Italia, da oltre 86 milioni di euro e che si concluderà nel corso del 2026, mette l’Azienda nelle migliori condizioni per affrontare la transizione tecnologica, digitale e ambientale intervenendo su riduzione dell’impatto ambientale dei processi produttivi, maggiore approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili, miglioramento qualitativo dei prodotti, efficienza industriale e maggiore competitività.

Un ruolo centrale in questo Piano è stato svolto dallo stabilimento di Pomposa, oggetto di importanti aggiornamenti impiantistici, tra cui l’introduzione di due nuovi evaporatori “Thor” a ricompressione meccanica per la concentrazione del pomodoro (ne sono stati installati 5 in tutti gli stabilimenti dedicati alla lavorazione del pomodoro), che consentono un significativo miglioramento dell’efficienza energetica e della capacità produttiva.

Parallelamente, nel sito di Pomposa è stato sviluppato un progetto di innovazione intralogistica volto a ottimizzare i flussi interni, aumentare la sicurezza e migliorare l’integrazione digitale dei processi; un processo reso possibile in particolare dall’installazione di 23 navette con guida autonoma e dall’ampliamento del magazzino automatizzato che porta a 120mila posti pallet la capienza complessiva.

L’Azienda ha definito un piano strutturato di Obiettivi di Sostenibilità Ambientale 2025-2027 che prevede la riduzione di oltre 39.000 tonnellate di CO2 entro fine 2027 e l’incremento della quota di energia elettrica da fonti rinnovabili dal 30% al 42% del fabbisogno aziendale. Il percorso si inserisce in una strategia avviata da tempo: nel periodo 2019-2024 il Gruppo ha già ridotto le proprie emissioni di oltre 54.500 tonnellate di CO2, intervenendo su packaging, trasporti ed efficientamento degli impianti industriali.

Gli interventi del triennio riguardano in particolare l’adozione di packaging a minore impatto ambientale, la riduzione dei materiali di confezionamento, l’ammodernamento tecnologico degli stabilimenti, l’aumento dell’autoproduzione energetica da biomasse e fotovoltaico, l’incremento del trasporto intermodale e l’ottimizzazione logistica tramite soluzioni innovative come gli slip sheet in sostituzione dei pallet tradizionali.

La sostenibilità è così integrata nella strategia industriale e rappresenta una leva competitiva per l’intera filiera cooperativa.

PERFETTI VAN MELLE TAGLIA GLI SPRECHI DEL 63,5% CON BEARINGPOINT

Perfetti Van Melle Italia ha avviato con BearingPoint Italia un percorso di trasformazione dei processi di pianificazione economico finanziaria, con l’obiettivo di migliorare l’accuratezza delle previsioni di vendita e ridurre gli sprechi lungo la filiera. Negli ultimi due anni e mezzo, il progetto ha permesso di ridurre progressivamente i margini di errore nelle previsioni, passati dal 3,6% nel 2023 all’1,0% nel 2024, fino allo 0,3% nel 2025. Un miglioramento che ha avuto un impatto diretto anche sui write-off di prodotto finito e materie prime, diminuiti del 63,5%. In termini concreti, significa meno prodotti fermi in magazzino, minori eccedenze e un utilizzo più efficiente delle risorse finanziarie. Un tema che interessa da vicino anche il mondo del vending, dove snack, caramelle e gomme da masticare sono categorie di prodotto presenti da sempre nei distributori automatici. Il progetto ha coinvolto in particolare le funzioni Finance e Marketing e si è basato sull’evoluzione della piattaforma Anaplan, utilizzata come ambiente condiviso per integrare dati, simulazioni e scenari decisionali. Il nuovo modello ha permesso anche di ridurre di circa il 40% i tempi legati alle attività di pianificazione. L’approccio sviluppato in Italia non è rimasto confinato al mercato nazionale, ma è stato esteso anche a livello regionale con l’avvio di iniziative analoghe in Svizzera, diventando un riferimento per l’evoluzione dei processi di financial planning del Gruppo a livello globale.

Il Gruppo Bauli avvia una nuova fase del percorso di crescita e annuncia il rafforzamento della propria struttura commerciale e di marketing, con l’obiettivo di consolidare e accelerare la crescita sul mercato italiano, rispondendo con maggiore efficacia a un contesto competitivo in continua evoluzione. La nuova struttura prevede la divisione in due Business Unit dedicate – Italia e Internazionale – con l’obiettivo di aumentare la velocità decisionale e rendere ancora più efficace l’esecuzione nei diversi mercati. In questo contesto, Luca Casaura assume il ruolo di Chief Business Officer di Bauli Italia, con la responsabilità di tutte le attività commerciali e di marketing sul mercato italiano. A lui faranno capo le funzioni Modern Trade, Away From Home, Trade Marketing, Private Label, Pharma, Marketing, Comunicazione, Consumer Insights, Costumer Service e Demand Planning.

Nell’ambito del nuovo modello operativo le attività di marketing, comunicazione e consumer insights saranno integrate direttamente nelle due Business Unit, mantenendo linee guida condivise di brand equity: la BU Italia assume un ruolo centrale nel presidio e nello sviluppo degli standard di marca. Il passaggio a una struttura per Business Unit risponde alla crescente complessità del mercato italiano, caratterizzato da nuove modalità di consumo, un'espansione dei canali e un'accentuata rilevanza delle occasioni di consumo fuori casa. Questo nuovo modello consentirà di rafforzare la presenza sul territorio, migliorare l'integrazione tra le funzioni commerciali e di marketing e aumentare la rapidità nell’esecuzione delle strategie.

Con questo nuovo assetto, il Gruppo Bauli si prepara ad affrontare una fase di mercato sempre più dinamica e competitiva, facendo leva su una struttura più agile e pronta a sostenere le ambizioni di crescita future.

CAFFÈ BORBONE IN CRESCITA

NEL PRIMO TRIMESTRE 2026: RICAVI A 93,9

MILIONI

Caffè Borbone chiude il primo trimestre 2026 con ricavi pari a 93,9 milioni di euro, in aumento del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. A sostenere la crescita è soprattutto l’andamento positivo dei volumi, con un contributo rilevante del segmento monoporzionato.

In aumento anche la redditività. L’EBITDA raggiunge i 15,0 milioni di euro, con una crescita del 18,1% rispetto ai 12,7 milioni registrati nel primo trimestre dello scorso anno. Prosegue inoltre lo sviluppo sui mercati esteri, che nel trimestre segnano incrementi di circa il 40%, confermando il percorso di espansione internazionale del marchio.

Il contesto resta comunque influenzato dal costo del caffè, ancora elevato nonostante una riduzione rispetto ai picchi del 2025. Secondo quanto comunicato dall’azienda, gli effetti della discesa delle quotazioni non sono ancora pienamente visibili sui risultati del trimestre, anche per effetto delle giacenze di magazzino di fine esercizio precedente.

IL VENDING CONNESSO CRESCE SEMPRE DI PIÙ: ENTRO IL 2030 11,7 MILIONI DI MACCHINE

ONLINE

Il vending mondiale continua a cambiare pelle e il dato pubblicato da Berg Insight conferma una trasformazione ormai strutturale: entro il 2030 le vending machine connesse nel mondo dovrebbero raggiungere quota 11,7 milioni. Secondo la 7ª edizione del report "Connected Vending Machines" pubblicata nel maggio 2026 da Berg Insight, alla fine del 2025 risultavano già collegate 8,1 milioni di macchine, pari al 58,1% di un parco globale stimato in circa 14 milioni di distributori automatici.

La crescita prevista è del 7,6% medio annuo, fino ad arrivare a una penetrazione globale del 77,5% entro la fine del decennio. Il motore principale resta il pagamento cashless, ma la vera partita si sposta sempre più sulla telemetria. Non si tratta solo di far pagare il consumatore con carta, smartphone o wallet digitali, ma di trasformare la macchina in un punto vendita monitorabile da remoto, con dati su vendite, scorte, funzionamento e interventi tecnici. A livello geografico, il blocco più rilevante è oggi rappresentato dai mercati extra Europa e Nord America, con circa 3,3 milioni di macchine connesse, soprattutto grazie alla crescita di Cina e Giappone.

Il Nord America conta circa 2,6 milioni di unità, mentre l'Europa si attesta intorno a 2,2 milioni, un perimetro in cui l'Italia, primo mercato continentale per numero di distributori installati, gioca un ruolo tutt'altro che marginale.

Tra i principali player tecnologici a livello globale emergono Cantaloupe e Nayax, entrambe con oltre 900.000 macchine connesse installate. In Europa, il report cita tra gli operatori del settore anche nomi ben noti al mercato italiano, come Coges, MatiPay e Televend (INTIS), insieme a Ingenico, InHand Networks e Vendon.

SAN BENEDETTO RINNOVA LA GAMMA THÈ E INTRODUCE “THÈ FRUIT”

San Benedetto presenta il restyling della sua gamma Thè e introduce Thè Fruit, una nuova proposta che unisce il potere dissetante del thè al piacere del succo di frutta.

La nuova linea nasce nel percorso di innovazione legato al concept “Irresistibilmen-Thè”, diventato il filo conduttore del mondo Thè San Benedetto. L’identità visiva della gamma è stata rinnovata con un’immagine più fresca, leggera e naturale.

Thè Fruit è realizzato con infuso di tè in acqua minerale San Benedetto e succo di frutta, circa il 4%, senza coloranti né conservanti. La linea sarà disponibile in quattro gusti: thè con succo di prugna, thè con succo di acerola, thè con succo di guava e thè con estratto di cedro.

Il prodotto arriva nella bottiglia in PET da 0,75 litri, pensata per i momenti estivi e sociali e per un pubblico giovane e attivo alla ricerca di una bevanda leggera, fresca e originale.

Con il lancio di Thè Fruit e il restyling della gamma, San Benedetto rafforza il proprio posizionamento nel mercato delle bevande naturali e fresche, proseguendo il percorso avviato con la campagna “Irresistibilmen-Thè”, con protagonista Elisabetta Canalis.

NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO (PPWR):

DAL 12 AGOSTO CAMBIA IL PACKAGING NEL VENDING

Il conto alla rovescia è ufficialmente partito. Dal 12 agosto 2026 entrerà infatti in vigore il nuovo regolamento europeo PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), destinato a cambiare in profondità il modo in cui gli imballaggi verranno progettati, utilizzati e gestiti in tutta Europa. E il vending sarà uno dei settori direttamente coinvolti.

Il tema è stato al centro della tavola rotonda organizzata da CONFIDA durante Venditalia 2026, con la partecipazione di Erika Simonazzi, Direttrice Marketing di Gruppo FLO, insieme a rappresentanti di COREPLA, Interzero Italia, ASviS, Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e operatori della filiera del riciclo. A moderare il confronto Alessandro Cicognani de Il Sole 24 Ore. Sul tavolo sono finiti alcuni dei temi più delicati per il futuro della distribuzione automatica: riciclabilità degli imballaggi, contenuto riciclato, sistemi di riuso, deposito cauzionale e nuove responsabilità per produttori e imprese. Questioni che fino a pochi anni fa sembravano lontane dal vending, ma che oggi rischiano di incidere direttamente sulla gestione quotidiana delle aziende.

Gli impatti riguarderanno infatti numerosi prodotti utilizzati ogni giorno nel settore: bicchieri, palette mescolatrici, bottigliette d’acqua, capsule caffè, snack monodose e più in generale tutti quei packaging che dovranno rispettare nuovi criteri europei sempre più stringenti. Il regolamento punta infatti a ridurre i rifiuti da imballaggio, aumentare la riciclabilità e favorire l’utilizzo di materiali riciclati.

LEVISSIMA+, SI AMPLIA LA GAMMA DI ACQUE FUNZIONALI PERFETTE ANCHE PER IL VENDING

Nestlé amplia la gamma Levissima+ con una linea di bevande funzionali che unisce acqua minerale naturale Levissima, vitamine, sali minerali e un leggero gusto fruttato. La nuova proposta punta su prodotti a basso contenuto di zucchero e calorie, seguendo un trend sempre più forte nel mondo beverage, soprattutto tra i consumatori più attenti a benessere ed equilibrio alimentare.

La gamma si compone di cinque referenze differenti, ognuna associata a una specifica funzione. Levissima+ Immuno propone note agrumate di pompelmo e ginseng, con zinco e vitamina

B6 che contribuiscono al normale funzionamento del sistema immunitario. Levissima+ Energia abbina limone e menta con magnesio e vitamina B6, oltre alla presenza di caffeina, per supportare il normale metabolismo energetico.

Completano la linea Levissima+ Drenante, con estratto di ibisco tradizionalmente utilizzato per i suoi effetti drenanti, Levissima+ Vitalità, con gusto mela e potassio per la normale funzione muscolare, e Levissima+ Focus, caratterizzata da frutti rossi, ibisco, niacina e vitamina B6 che contribuiscono alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.

Il segmento delle bevande funzionali continua infatti a crescere anche nel consumo on the go e potrebbe rappresentare un’interessante opportunità pure per il vending, soprattutto nei contesti ad alta frequentazione come uffici, palestre, università e travel.

Nestlé specifica inoltre che gli effetti indicati si ottengono con l’assunzione giornaliera di una bottiglia di Levissima+ all’interno di una dieta varia ed equilibrata.

CDA COMPIE 50 ANNI E INVESTE 4 MILIONI

NELLA SEDE DI TALMASSONS

CDA di Cattelan ha celebrato i suoi primi 50 anni con una giornata dedicata a collaboratori, clienti, fornitori, istituzioni, associazioni e famiglie. Un anniversario che ha permesso all’azienda di Talmassons di ripercorrere il cammino iniziato nel 1976 e di raccontare una crescita che l’ha portata a diventare una delle realtà di riferimento del vending nel Nordest.

I numeri confermano il peso raggiunto dall’azienda sul territorio. CDA ha chiuso il 2025 con 11 milioni di euro di fatturato, conta 80 collaboratori, gestisce 5.850 distributori automatici e serve 2.600 clienti nel Nordest, per un totale di 19 milioni di consumazioni distribuite nell’anno. Una crescita costruita anche attraverso un modello che l’azienda lega alla qualità del servizio, alla relazione con il territorio e alla valorizzazione della filiera locale.

Durante l’evento, l’amministratore delegato Fabrizio Cattelan ha annunciato un nuovo piano di investimenti da 4 milioni di euro per la realizzazione di nuovi uffici nella sede principale. L’obiettivo è ampliare gli spazi aziendali e creare un ambiente più coerente con l’idea di impresa che CDA vuole portare avanti: luoghi naturali, aperti e verdi, pensati per favorire benessere, relazioni e qualità del lavoro.

La giornata è stata anche occasione per una riflessione più ampia sul ruolo dell’impresa come generatore di valore economico, sociale e territoriale. Alla tavola rotonda hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, del mondo associativo e produttivo, confermando il legame tra CDA e il territorio friulano.

LAVAZZA, CON TABLÌ NEGLI USA

PER LANCIARE IL SISTEMA SENZA CAPSULA

Lavazza porta Tablì negli Stati Uniti e sceglie il mercato americano come primo grande banco di prova internazionale per il nuovo sistema monodose senza capsula. Dopo il debutto italiano, la tab 100% caffè arriverà negli USA ad agosto 2026, con una proposta che prova ad aprire una nuova categoria nel mondo del porzionato: niente plastica, niente alluminio, niente involucro individuale, ma una pastiglia di caffè pressato da utilizzare con una macchina dedicata. Il progetto nasce da un percorso industriale lungo. Lavazza ha sviluppato Tablì dopo l’acquisizione, nel 2020, della startup Caffemotive, lavorando per cinque anni tra ricerca, sviluppo e brevetti. Il risultato è un sistema completo, composto dalla tab e da una macchina progettata appositamente per estrarre il caffè da questo formato. Non una capsula più sostenibile, quindi, ma proprio il tentativo di superare la capsula. La scelta degli Stati Uniti non è casuale. Per Lavazza il mercato americano è diventato sempre più strategico e il gruppo ha già dichiarato di voler far crescere in modo significativo il peso del business negli USA, con l’obiettivo di arrivare a un miliardo di euro. Nel 2025 il Nord America ha registrato una crescita importante per il gruppo, spinta soprattutto da retail ed e-commerce, e Tablì diventa ora uno dei tasselli più visibili di questa accelerazione.

La sfida, però, non è semplice. Il single serve americano è un mercato enorme, dominato da player molto forti come Keurig e Nespresso. Proprio per questo Tablì non può essere letto semplicemente come un attacco frontale ai giganti del settore, anche perché Lavazza negli Stati Uniti è già presente nel mondo K-Cup attraverso una partnership con Keurig. Il nuovo sistema sembra piuttosto puntare a uno spazio distinto, costruito attorno a un formato senza capsula, 100% caffè e più coerente con il posizionamento premium del marchio italiano.

IL VENDING ARRIVA NELLE PALESTRE CON B-STRONG DI BIANCHI INDUSTRY

Il vending prova a uscire dai suoi luoghi più tradizionali e a entrare in palestra, non come semplice distributore di snack e bevande, ma come servizio pensato per chi si allena. È questa la direzione indicata da Bianchi Industry con B-strong, il progetto presentato a RiminiWellness 2026 e dedicato alle bevande proteiche per ambienti fitness e stili di vita attivi.

B-strong nasce per portare nel vending una proposta costruita intorno alle esigenze di palestre, centri sportivi e consumatori con uno stile di vita attivo. Il progetto punta sulle bevande proteiche e funzionali, con la possibilità di erogare al momento shaker proteici e bevande isotoniche, intercettando una domanda molto diversa da quella della pausa tradizionale. È qui che l’operazione diventa interessante per il settore: non si tratta solo di installare una macchina in una nuova location, ma di adattare il servizio automatico a un bisogno preciso, legato all’allenamento, al recupero e alla nutrizione sportiva.

RiminiWellness era probabilmente il luogo più adatto per verificare questa idea. La manifestazione di Italian Exhibition Group è uno degli appuntamenti di riferimento per fitness, benessere e sport, quindi un osservatorio naturale per capire se il vending può trovare spazio anche in ambienti dove il consumo è più funzionale e meno legato alla classica pausa caffè. Nel progetto compare anche il coinvolgimento di Allnutrition Center, realtà legata al mondo dell’integrazione e della nutrizione sportiva. Un elemento che rafforza la lettura di B-strong come format verticale, costruito intorno al mondo del fitness e non come semplice adattamento di un distributore automatico tradizionale.

DALLE UNIVERSITÀ UNA NUOVA CULTURA DEL RICICLO: RIVENDING COINVOLGE GLI STUDENTI

All’Università degli Studi di Palermo è andata in scena la sesta tappa della 12ª edizione di #NonCiFermaNessuno, il progetto ideato da Luca Abete che continua a coinvolgere migliaia di studenti italiani sui temi dell’ascolto, della fragilità e della partecipazione attiva.

Nel corso dell’evento è stato dato spazio anche alla sostenibilità ambientale e al corretto riciclo dei contenitori in PS e in PET, con diversi richiami al progetto RiVending e al ruolo di CONFIDA, COREPLA e UNIONPLAST. Durante l’incontro, Luca Abete ha illustrato alla platea dell’aula magna la mission del progetto RiVending, attraverso la proiezione di contenuti video dedicati all’ambiente e alla promozione di comportamenti responsabili nelle aree break universitarie. È stato inoltre ricordato che sono già 17 gli atenei italiani dotati di raccoglitori installati nell’ambito della collaborazione con il tour. Grande attenzione anche per la nuova campagna anti-littering sviluppata insieme agli studenti del Laboratorio dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete. L’iniziativa ha portato alla pubblicazione sui social di un nuovo esperimento sociale dedicato all’abbandono dei rifiuti, capace di generare numeri importanti online, con oltre 210 mila visualizzazioni e più di 530 commenti su Instagram, oltre a 135 mila visualizzazioni e più di 100 commenti su TikTok. La tappa di Palermo ha confermato ancora una volta il forte legame tra RiVending e #NonCiFermaNessuno, un percorso che unisce giovani, sostenibilità e sensibilizzazione ambientale attraverso iniziative concrete all’interno delle università italiane.

POP CAFFÈ, IL LOGO MASTERCHEF ITALIA ARRIVA

SULLE CONFEZIONI DI CIALDE, CAPSULE E GRANI

Pop Caffè rafforza la collaborazione con MasterChef Italia, l’amatissimo cooking show targato Sky Original simbolo di eccellenza culinaria, creatività e cultura della televisione italiana. Una partnership consolidata nel corso dell’ultima stagione dello show prodotto da Endemol Shine Italy grazie alla presenza del brand all’interno della dispensa del programma, che oggi evolve in un progetto ancora più strutturato e strategico: a partire dal prossimo mese, alcune delle referenze più rappresentative della linea Pop Caffè saranno disponibili sul mercato con il logo ufficiale di MasterChef Italia sulle confezioni. L’iniziativa coinvolgerà diverse categorie prodotto, tra cui cialde, capsule compatibili e caffè in grani. I nuovi pack saranno distribuiti nelle principali insegne della Gdo e nei negozi specializzati dal prossimo mese. “Questa evoluzione della collaborazione con MasterChef Italia rappresenta per noi un passaggio estremamente importante “, dichiara Federica Eterno, responsabile marketing e comunicazione di Pop Caffè. “Si tratta di un rapporto solido e autentico, basato su valori condivisi come qualità, passione, attenzione al dettaglio e cultura del gusto. Oggi questo percorso si traduce in una presenza ancora più concreta e riconoscibile sul mercato”.

“Portare il mondo MasterChef Italia sulle nostre confezioni significa rafforzare ulteriormente l’identità del brand attraverso un immaginario contemporaneo, riconoscibile e fortemente legato alla cultura del gusto italiano”, aggiunge Eterno, “È una scelta che valorizza il nostro percorso di crescita e che ci permette di dialogare con i consumatori attraverso un linguaggio contemporaneo, aspirazionale e fortemente legato all’eccellenza italiana”.

COCA-COLA HBC ITALIA AFFIDA A JAKŠA MAGANIĆ IL CANALE OUT OF HOME

Coca-Cola HBC Italia cambia guida commerciale per il canale Out of Home e affida l’incarico a Jakša Maganić, nominato Sales Director per uno degli ambiti considerati più strategici dall’azienda. Il manager riporterà direttamente a Maria Tindara Niosi, Country Sales Director di Coca-Cola HBC Italia. Maganić è entrato in Coca-Cola HBC nel 2005, iniziando il proprio percorso come merchandiser. Da lì ha ricoperto ruoli commerciali con responsabilità crescenti, dalla sales team leadership al regional management, fino alla posizione di Country Sales Director nella Business Unit Adria, con responsabilità su Croazia, Bosnia Erzegovina e Slovenia.

In quell’incarico ha contribuito alla crescita del business sia a volume sia a valore, rafforzando le capacità commerciali, gli standard di execution e le partnership con i clienti. Il canale Out of Home dell’area Adria viene indicato dall’azienda come un benchmark di eccellenza all’interno del sistema Coca-Cola HBC. Il mandato affidato a Maganić punta ora ad accelerare la trasformazione del canale, rafforzare l’orientamento al cliente e sviluppare le opportunità di crescita presenti sul mercato italiano.

RACCOLTA RIFIUTI DIFFERENZIATA DELUDENTE: LA SPAGNA

PASSA AL DEPOSITO CAUZIONALE PER LA PLASTICA

La Spagna ha deciso di introdurre il deposito cauzionale su bottiglie e lattine dopo aver mancato gli obiettivi di raccolta separata della plastica. I numeri ufficiali parlano chiaro: nel 2023 il Paese si è fermato al 41,3% di raccolta delle bottiglie in plastica monouso, molto lontano dal 70% previsto dalla normativa nazionale. Ed è proprio questo il punto centrale della vicenda. Il sistema di cauzione non nasce come scelta volontaria o nuova strategia ambientale, ma come conseguenza automatica prevista dalla legge in caso di fallimento della raccolta differenziata tradizionale. A questo punto Madrid dovrà avviare il cosiddetto SDDR, il sistema di deposito, restituzione e ritorno degli imballaggi per bevande. Il modello dovrebbe entrare in funzione entro novembre 2026 e coinvolgerà bottiglie in plastica, lattine e parte dei contenitori per bevande in cartone poliaccoppiato. Il consumatore pagherà una cauzione aggiuntiva al momento dell’acquisto, recuperandola poi con la restituzione del contenitore vuoto. Il deposito minimo previsto sarà di 10 centesimi. Mentre il progetto prende forma, in Spagna iniziano già ad emergere parecchi dubbi sulla fattibilità tecnica e sui tempi. Diverse fonti locali sottolineano la complessità logistica dell’operazione, i costi elevati e le difficoltà organizzative per rispettare le scadenze fissate. In pratica, ancora prima della partenza ufficiale, molti osservatori stanno già facendo capire che arrivare pronti entro la data prevista potrebbe non essere così semplice. Per il vending spagnolo il tema diventa molto critico, anche perché ormai restano appena sei mesi per adeguarsi.

E quando bottiglie e lattine iniziano ad avere un valore economico diretto, cambia automaticamente tutta la gestione del fuori casa: cambiano i cestini, i flussi di raccolta, gli H24 e soprattutto il comportamento del consumatore, che non vede più il contenitore come semplice rifiuto ma come qualcosa da conservare e riportare indietro

FANTAVENDING

GIUGNO 2026

FANTAVENDING È UN BLOG INFORMATIVO PRESENTE NEL SETTORE DEL VENDING DA OLTRE 15 ANNI, UN TEMPO LUNGHISSIMO PER UN’ESPERIENZA DI SOCIAL MEDIA. FIN DAL SUO ESORDIO È DIVENTATO IL CENTRO INFORMATIVO DEL SETTORE. TUTTE LE PRINCIPALI AZIENDE DELLA FILIERA DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA SONO QUOTIDIANAMENTE CONNESSE AL SITO (WWW.FANTAVENDING.IT) E MIGLIAIA DI UTENTI OGNI GIORNO LEGGONO E SPESSO COMMENTANO LE NOTIZIE PUBBLICATE TUTTI I GIORNI FERIALI, 12 MESI ALL'ANNO E SENZA INTERRUZIONI PER ALMENO 50 SETTIMANE.

D.A. ITALIA PUBBLICHERÀ UNA SINTESI DELLE NOTIZIE RECENTI DI FANTAVENDING PIÙ LETTE IN RETE.

IL CALDO SVUOTA GLI UFFICI

E IL VENDING PAGA DUE VOLTE

Il caldo estremo entra ufficialmente anche nell’organizzazione del lavoro. Nel decreto Infrastrutture approvato dal Consiglio dei ministri tornano infatti le norme che consentono, in caso di eccezionali ondate di calore, di sospendere o ridurre alcune attività lavorative, con accesso alla cassa integrazione per gli operatori economici coinvolti.

La notizia riguarda direttamente i settori più esposti alle alte temperature, ma per il vending il tema è molto più ampio. Perché ogni estate il caldo non è soltanto un problema climatico, ma diventa immediatamente un problema operativo. Aumentano le chiamate per l’acqua finita, crescono i consumi nelle postazioni più calde, si complicano i giri di rifornimento e gli addetti lavorano in condizioni spesso molto difficili e con continue urgenze da gestire.

C’è poi un secondo effetto, meno visibile ma non meno importante. Se il caldo porta aziende, uffici e cantieri a ridurre gli orari, fermare alcune attività o aumentare il ricorso allo smart working, il vending rischia di pagare un’altra volta il conto. Meno persone presenti nei luoghi di lavoro significa meno consumazioni, meno pause, meno acquisti da macchina. Esattamente nel periodo in cui, paradossalmente, una parte del servizio diventa più impegnativa e più costosa da garantire.

La stagione estiva conferma così una fragilità che il settore conosce bene. Il distributore automatico è sempre lì, acceso, operativo, chiamato a rispondere alle esigenze di chi resta al lavoro. Ma intorno alla macchina cambiano presenze, turni, consumi e condizioni di servizio. Il caldo, per il vending, non è solo una questione di temperatura. È un moltiplicatore di problemi.

ESPRESSO A ULTRASUONI NEL VENDING, IL SOGNO PROIBITO DEI CAM

Preparare un espresso senza acqua calda sembrava una battuta, invece è una ricerca vera. Alcuni ricercatori australiani hanno sperimentato un sistema che utilizza acqua a temperatura ambiente e onde sonore ad alta frequenza per estrarre il caffè, ottenendo una bevanda simile all’espresso tradizionale e riducendo in modo significativo il consumo energetico legato al riscaldamento dell’acqua.

Dal punto di vista scientifico è certamente una notizia interessante. Il sistema sfrutta gli ultrasuoni per mettere in vibrazione acqua e caffè macinato, accelerando l’estrazione di aromi, oli e caffeina. Nei test condotti dai ricercatori, i consumatori non avrebbero percepito differenze sostanziali rispetto a un espresso tradizionale. Tutto molto bello, tutto molto innovativo, tutto molto sostenibile.

Poi però esiste il mondo reale. Quello in cui davanti a un distributore automatico nessuno aspetta quattro minuti che l'acqua si scaldi abbastanza per fare un caffè. Il vending vive di servizio, rapidità e continuità operativa. Se una tecnologia permette di risparmiare energia ma trasforma la pausa caffè in una meditazione guidata davanti alla macchina, forse non siamo esattamente davanti alla rivoluzione che il nostro settore stava aspettando.

Il rischio, semmai, è un altro. Speriamo che la demagogia ambientalista non si impossessi di questa notizia e non decida di trasformarla nell’ennesima genialata da infilare nei CAM, i Criteri Ambientali Minimi, magari immaginando distributori automatici che preparano caffè a ultrasuoni, senza acqua calda, con consumi ridotti e utenti pazientemente in fila ad applaudire la transizione ecologica. Sarebbe il perfetto sogno proibito della burocrazia verde: tecnicamente affascinante, ambientalmente seducente e completamente inutilizzabile nella vita quotidiana.

POS SOTTO I 10 EURO, UN SEGNALE POSITIVO

ANCHE PER IL VENDING

Per chi vive di piccoli importi, la notizia è da seguire con attenzione. Banche, operatori dei servizi di pagamento elettronico e associazioni degli esercenti hanno sottoscritto un nuovo accordo per rendere meno pesante il costo delle commissioni sui pagamenti digitali sotto i 30 euro, con particolare attenzione alle transazioni inferiori ai 10 euro.

Il protocollo invita banche e operatori a proporre offerte dedicate agli esercenti con ricavi annui fino a 400.000 euro, con condizioni particolarmente competitive proprio sulle operazioni di importo più basso. È la fascia del caffè, della bottiglietta d’acqua, dello snack, cioè quella in cui pochi centesimi di commissione possono incidere molto più che su una transazione di valore superiore. Rispetto all’accordo del 2023, il nuovo testo prevede anche almeno un’offerta per imprese con ricavi superiori a 400.000 euro e almeno fino a 750.000 euro.

Attenzione però a non trasformare il segnale in una rivoluzione già compiuta. L’accordo non impone per legge l’azzeramento delle commissioni, non stabilisce un prezzo massimo obbligatorio e non vincola automaticamente tutte le banche. È un’intesa di mercato, costruita per spingere gli operatori verso condizioni più favorevoli e più trasparenti, anche attraverso offerte più chiare e confrontabili dagli esercenti.

Per il vending il tema è evidente. La distribuzione automatica lavora ogni giorno su migliaia di microtransazioni e la crescita del cashless ha reso il costo dell’accettazione elettronica una voce sempre più importante. Se le nuove offerte saranno davvero competitive, potranno aiutare i gestori a sostenere meglio il pagamento digitale anche sulle consumazioni più piccole. Ma nel vending, come sempre, la differenza non la fanno gli annunci: la fanno le condizioni applicate alla singola macchina, al singolo circuito e alla singola transazione.

24HOPE, IL DISTRIBUTORE AUTOMATICO

CHE VENDE ANCHE SPERANZA

Nel Barese è arrivato 24Hope, un distributore automatico decisamente diverso dal solito. Non solo snack, bevande e prodotti di consumo, ma anche aforismi, citazioni e messaggi motivazionali costruiti attorno a una parola precisa: speranza. Un’idea curiosa, certamente fuori standard, che prova a trasformare il classico punto vendita automatico in qualcosa di più simile a un piccolo spazio di ristoro emotivo. Dietro il progetto c’è Emanuele Spezzacatena - La Sud Vending - gestore molto noto nel vending pugliese. La particolarità di 24Hope non è quindi soltanto nel funzionamento h24, ormai ampiamente diffuso nel settore, ma nel tentativo di dare al negozio automatico una precisa identità valoriale. Il punto interessante, per il nostro mercato, è proprio questo. Da anni parliamo di vending come servizio, come presidio, come risposta rapida e continuativa ai bisogni del consumatore. Qui il concetto viene spinto in una direzione insolita, perché accanto alla funzione pratica, comprare qualcosa quando serve, si aggiunge una componente comunicativa e quasi relazionale. In un settore spesso descritto solo attraverso prezzi, commissioni, furti, ordinanze e problemi operativi, è bello imbattersi in una macchina che prova a parlare di speranza. Di sicuro è una delle dimostrazioni più originali di quanto la distribuzione automatica possa uscire dal perimetro tradizionale e diventare, almeno nelle intenzioni, anche un messaggio.

QUANTO

PRENDE IL COLLEGA?

DA OGGI CHIEDERLO NON È PIÙ SOLO GOSSIP

Quanto prende il collega? È una delle domande più antiche del mondo, che arriva spesso anche a Fantavending, quasi sempre accompagnata dalla stessa certezza: io lavoro più di lui, lui fa meno di me e, naturalmente, guadagna meglio. Adesso però questa curiosità entra in una fase nuova. Dal 7 giugno è in vigore il decreto legislativo sulla parità salariale, che recepisce la direttiva europea sulla trasparenza re-

tributiva. Tradotto in modo semplice, non significa che domani mattina ogni dipendente potrà chiedere la busta paga del collega, ma significa che il tema delle differenze retributive diventa più regolato, più tracciabile e meno affidato alle leggende. I lavoratori potranno infatti chiedere informazioni sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, delle categorie che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Non il cedolino del vicino di furgone, quindi, ma un dato medio e organizzato. Per le piccole gestioni l’impatto dovrebbe essere più contenuto, soprattutto sotto i 50 dipendenti, dove alcuni obblighi sono ridotti. Per i gruppi più grandi, invece, la trasparenza salariale diventa un tema molto più serio, con obblighi strutturati e possibili riflessi anche su reputazione, rapporti sindacali e appalti. Il decreto non cancellerà le gelosie aziendali e non fermerà le chiacchiere da filiale, ma nel tempo potrebbe costringere le imprese a essere più ordinate nel motivare livelli, inquadramenti e progressioni economiche.

IL TAR DI BOLOGNA “ASFALTA”

L’ORDINANZA DI RIMINI CONTRO

GLI H24

Alla fine il TAR di Bologna ha messo un primo, pesantissimo stop alla strategia del Comune di Rimini contro i negozi automatici H24. Non siamo ancora alla sentenza definitiva, ma il decreto cautelare è già una notizia molto importante per tutto il settore. Perché dopo mesi di ordinanze ripetute, chiusure notturne e provvedimenti costruiti sempre sullo stesso schema, il giudice amministrativo ha acceso un faro su un punto decisivo: non si può trasformare un potere temporaneo in una disciplina permanente mascherata da emergenza mensile. Fantavending aveva già raccontato questa vicenda ad agosto, quando il Comune di Rimini era stato costretto a fare marcia indietro sulla prima ordinanza, quella che imponeva agli H24 della zona tra la stazione e il centro storico di restare aperti solo con personale addetto al presidio e alla sorveglianza. Una misura assurda, che avrebbe reso economicamente insostenibile la gestione delle attività. Secondo l’analisi del conto economico, l’obbligo di presidio avrebbe comportato costi tre volte superiori ai ricavi. In pratica non era una misura di sicurezza, era una condanna alla chiusura.

Grazie al ricorso di un gestore locale seguito dallo studio legale ADR Firm (avv. Cristina Brasca) e con il coordinamento di CONFIDA, il Comune aveva già ridimensionato quella follia in una limitazione degli orari dalle 23 alle 5, inizialmente per un solo mese. Ma da quel momento è iniziato il gioco delle ordinanze a ripetizione. Una al mese, sempre con lo stesso impianto, sempre con la stessa motivazione, sempre contro gli stessi operatori. Agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio. A un certo punto la domanda diventa inevitabile: siamo davanti a un’emergenza temporanea o a una scelta politica stabile contro gli H24?

Il TAR, con grande chiarezza, dice una cosa fondamentale: il Comune non può continuare a reiterare ordinanze mensili aggirando, di fatto, il limite dei trenta giorni previsto dalla norma. E non può costringere gli operatori a rincorrere provvedimenti che scadono prima ancora di poter essere esaminati seriamente in sede collegiale.

Ma il passaggio più importante è un altro, forse ancora più pesante della questione dei trenta giorni. Il TAR non ha rilevato che gli H24 siano la causa del degrado urbano o della cosiddetta mala movida. Il Comune ha motivato le ordinanze parlando di aggregazioni serali e notturne e di disturbo della quiete pubblica, ma una cosa è indicare un problema, un’altra è dimostrare che quel problema nasca dai negozi automatici. E questo nesso causale, nel decreto cautelare, non viene riconosciuto.

Qui sta il punto politico che Fantavending denuncia da tempo. Gli H24 sono diventati il bersaglio più comodo per amministrazioni che non riescono a governare la notte. C’è degrado? Si chiude l’H24. C’è rumore? Si chiude l’H24. Ci sono aggregazioni? Si chiude l’H24. Ma il problema non sono le macchine. Il problema sono i controlli che mancano, il territorio che non viene presidiato, i comportamenti incivili che non vengono sanzionati, le zone critiche lasciate a se stesse. Spegnere un distributore automatico non spegne il degrado. Spegne solo un’attività commerciale regolare.

CLESSHYDRA , LA FILTRAZIONE

CHE CAMBIA LE REGOLE DEL VENDING

DALLA QUALITÀ DELL’ESPRESSO ALLA SOSTENIBILITÀ, DALLA GESTIONE OPERATIVA ALLA RIDUZIONE DEI COSTI: OGGI LA FILTRAZIONE DELL’ACQUA NON È PIÙ SOLTANTO UN ASPETTO TECNICO, MA UNA COMPONENTE STRATEGICA PER IL VENDING E PER IL MONDO DELL’HO.RE.CA.

NE ABBIAMO PARLATO CON SERGIO BARBARISI, CEO DI HYDRA TECHNOLOGY & INNOVATION, AZIENDA CHE HA SVILUPPATO CLESSHYDRA, UN SISTEMA DI FILTRAZIONE RIGENERABILE PROGETTATO PER UNIRE INNOVAZIONE TECNOLOGICA, SEMPLICITÀ OPERATIVA E SOSTENIBILITÀ CONCRETA.

DOPO IL DEBUTTO A VENDITALIA 2026, DOVE CLESSHYDRA È STATA UNA DELLE VERE NOVITÀ TECNOLOGICHE DELLA MANIFESTAZIONE RISCUOTENDO GRANDE INTERESSE TRA GLI OPERATORI DEL SETTORE, ABBIAMO APPROFONDITO TECNOLOGIA, FUNZIONAMENTO E OBIETTIVI DI UN PROGETTO CHE PUNTA A RIPENSARE IL CONCETTO STESSO DI FILTRAZIONE NEL VENDING.

INTERVISTA CON SERGIO BARBARISI

Sergio Barbarisi, da quale esigenza del mercato nasce il progetto ClessHydra? ClessHydra nasce da una necessità di evoluzione che riguarda in modo particolare il settore del vending. Negli ultimi anni si sono modificate molte condizioni esterne: da un lato ci sono normative e sensibilità sempre più stringenti sui temi della sostenibilità, dall’altro c’è un mercato che chiede soluzioni più efficienti, più semplici da gestire e più coerenti con le esigenze operative delle aziende. La filtrazione dell’acqua applicata alla distribuzione automatica ha funzionato per anni secondo modelli ormai consolidati. Non si tratta di dire che tutto ciò che è stato fatto fino a oggi sia sbagliato. Al contrario, molte soluzioni hanno avuto un ruolo importante e hanno aiutato il mercato a crescere. Però oggi, guardando con attenzione tutte le aree in cui la filtrazione insiste, è evidente che alcuni aspetti devono essere rivisti. Il punto di partenza è stato proprio questo: capire se fosse possibile ripensare il modello della filtrazione applicata al vending senza rinunciare ai vantaggi che il settore aveva già conquistato. ClessHydra nasce per dare una risposta a questa esigenza.

Quanto ha inciso la tua esperienza nel vending e nel mondo del caffè nello sviluppo del sistema? Ha inciso moltissimo, perché ClessHydra nasce esattamente dall’incrocio tra questi mondi. La mia prima esperienza professionale importante è stata nel vending, in quella che oggi è Evoca, e il caffè è rimasto sempre un ambito centrale del mio percorso. Però negli ultimi quasi trent’anni ho lavorato soprattutto nel

settore della filtrazione, contribuendo all’avvio in Italia di due delle principali realtà europee del comparto. Questo mi ha permesso di osservare il tema da più punti di vista: quello del costruttore, quello del gestore, quello della torrefazione e quello della qualità finale in tazza. Perché la filtrazione non è soltanto una cartuccia collegata a una macchina. Dentro quel contenitore c’è una tecnologia che incide sulla protezione dell’impianto, sulla stabilità dell’estrazione e sul risultato della bevanda. Negli anni ho cercato di andare oltre la superficie del prodotto, studiando il funzionamento dei sistemi filtranti, le reazioni dell’acqua e il rapporto tra la sua composizione chimica e l’estrazione del caffè. ClessHydra nasce anche da questa esperienza: non da un’idea astratta, ma da una conoscenza molto concreta dei problemi che il vending incontra ogni giorno sul campo.

Oggi si parla molto di qualità in tazza. Quanto può incidere la filtrazione dell’acqua sul risultato finale dell’espresso? Incide moltissimo, perché l’acqua non è un elemento neutro. Ogni territorio ha una composizione chimica diversa, legata alla fonte di provenienza e alle rocce attraversate lungo il percorso. Dentro quella composizione ci sono ioni ed elementi minerali che influenzano direttamente l’estrazione del caffè. Gli ioni presenti, in particolare calcio, magnesio, sodio e potassio, hanno un ruolo importante perché partecipano all’estrazione delle sostanze contenute nel caffè. In modo molto semplice, possiamo dire che aiutano a portare in tazza una parte degli acidi e degli aromi che determinano il profilo gustativo dell’espresso. Il problema è che non possiamo lasciare una quantità eccessiva di calcio in grado di

generare calcare. Per questo la filtrazione deve lavorare in modo selettivo: deve proteggere la macchina, ma allo stesso tempo mantenere le condizioni migliori per ottenere una corretta estrazione del caffè. La qualità in tazza dipende anche da questo equilibrio. Un’acqua gestita male può compromettere il risultato finale, mentre una filtrazione corretta contribuisce a rendere l’estrazione più stabile, il gusto più coerente e l’espresso più vicino alle aspettative del cliente. È qui che entrano in gioco le resine a scambio ionico: attraggono il calcio e rilasciano un altro ione con carica positiva, permettendo di proteggere la macchina e, allo stesso tempo, di preservare la qualità della bevanda.

Il controllo dell’acqua è quindi anche un tema di protezione delle macchine? Certamente. Ogni volta che scaldiamo l’acqua, il rischio di formazione del calcare esiste. È vero che negli anni i costruttori hanno lavorato molto sulle tecnologie di riscaldamento e che alcuni sistemi sono meno esposti di altri alla formazione di calcare. Però, nel momento in cui l’acqua viene scaldata, l’attività molecolare aumenta e il calcio tende comunque a precipitare. Per questo il filtro resta necessario. La funzione principale, dal punto di vista tecnico, è intercettare il calcio e rimuoverlo in tutto o in parte dall’acqua. Questo però deve essere fatto senza creare nuovi squilibri. Negli ultimi trent’anni si sono affermati soprattutto due modelli. Da un lato c’è l’addolcitore tradizionale a scambio ionico forte, che scambia sodio con calcio. Dall’altro c’è il modello delle cartucce filtranti introdotte dalle grandi aziende centroeuropee, che utilizzano in molti casi uno scambio con idrogeno. Questa seconda soluzione ha portato cartucce con capacità specifiche elevate, ma anche un tema da gestire: l’acidificazione dell’acqua. Un’acqua più acida può creare criticità nel rapporto con i metalli utilizzati nelle caldaie, come ottone e rame, scelti proprio per la loro capacità di condurre e mantenere la temperatura. Nel tempo il mercato ha lavorato su regolazioni di bypass e soluzioni

tecniche per riequilibrare il pH, ma resta il fatto che la filtrazione non è mai un dettaglio neutro. Influenza la macchina, la manutenzione e la qualità in tazza.

Prima delle cartucce, nel vending dominavano gli addolcitori. Che cosa non funzionava in quel modello? L’addolcitore tradizionale, quello che nel vending molti chiamano ancora “bidoncino”, aveva un grande pregio: faceva esattamente ciò di cui il gestore aveva bisogno, cioè togliere il calcare dall’acqua per permettere al distributore automatico di lavorare correttamente. Il problema non era tanto il principio tecnico, perché funziona bene se rigenerato perfettamente. Il problema era la gestione. La rigenerazione veniva spesso fatta dai gestori o dai torrefattori con procedure molto variabili. In alcuni casi la ricetta non era conosciuta o non era applicata correttamente, con il risultato che l’addolcitore, dopo la rigenerazione, poteva essere già parzialmente esausto.C’era poi un problema operativo. I bidoncini da otto litri di resina, una volta pieni d’acqua, potevano arrivare a pesare circa quindici chili. Erano pesanti, ingombranti, occupavano spazio sui furgoni e avevano capacità inferiori rispetto alle cartucce filtranti che sono arrivate successivamente sul mercato. Per questo, quando le cartucce sono state introdotte, hanno avuto successo. Hanno dato ai gestori una cosa che prima mancava: la certezza della capacità filtrante, a condizione naturalmente di misurare correttamente l’acqua in ingresso.

Eppure molti gestori hanno mantenuto una certa nostalgia del vecchio addolcitore. Perché? Perché l’addolcitore, una volta acquistato, rimaneva nella disponibilità del gestore e poteva essere rigenerato con costi molto bassi, sostanzialmente acqua e sale. Era una soluzione verticale, molto vicina alla logica del vending: il gestore aveva in casa lo strumento, lo rigenerava e lo rimetteva in campo.

Le cartucce hanno risolto molti problemi, soprattutto quelli legati alla certezza della capacità e alla semplicità

di installazione, ma hanno introdotto un altro modello economico e operativo. La cartuccia si compra, si utilizza, poi arriva a fine vita e deve essere sostituita o restituita. Questo ha aumentato la sicurezza del sistema, ma ha anche generato nuovi costi e una nuova filiera logistica. ClessHydra nasce proprio dal tentativo di unire questi due mondi: la leggerezza, la compattezza e la praticità della cartuccia con la rigenerabilità dell’addolcitore tradizionale.

La crescente importanza del tema della sostenibilità sta cambiando anche la filtrazione. Quali criticità vede oggi nei sistemi in uso? Bisogna sempre guardare le soluzioni nel momento storico in cui nascono. Quando le cartucce filtranti sono arrivate sul mercato, circa venticinque anni fa, rispondevano a un’esigenza reale. Serviva un sistema che desse certezza di funzionamento e liberasse il gestore dall’incertezza della rigenerazione manuale. Con il tempo, però, le cartucce sono diventate il sistema dominante e il problema si è spostato sul fine vita del prodotto. Parliamo di cartucce realizzate con plastiche di alta qualità, idonee al contatto alimentare, ma comunque di cartucce che, una volta esauste, devono essere gestite. All’inizio molti gestori si sono trovati di fronte a un problema pratico: dove conferire queste cartucce? Alcune discariche le accettavano, altre no, in alcuni casi lo smaltimento comportava un costo. Le aziende produttrici hanno quindi organizzato servizi di ritiro. L’obiettivo era nobile, perché sollevava il cliente dal problema dello smaltimento. La criticità nasce però dalla logistica. Le cartucce esauste vengono raccolte a livello locale, poi portate in hub regionali, quindi in hub nazionali e infine trasportate su camion verso i Paesi di origine dei produttori, in particolare Germania e Austria. Si tratta di milioni di cartucce che viaggiano in Europa, spesso piene d’acqua e quindi più pesanti, con trasporti non sempre ottimizzati come quelli dell’andata. A quel punto una soluzione nata per risolvere un problema comincia a mostrare un impatto ambientale ed economico importante: spazio occupato nei magazzini, trasporto su gomma, costi logistici, emissioni. Era necessario ripensare il ciclo.

Possiamo dire che ClessHydra prende il meglio dei due mondi? Le cartucce e gli addolcitori. Sì, è esattamente questo il principio. ClessHydra prende dalla cartuccia ciò che il mercato ha imparato ad apprezzare: compattezza, leggerezza, facilità di trasporto, aspetto igienico, capacità certa e semplicità di gestione. Dall’addolcitore riprende invece il valore della rigenerabilità, cioè il fatto che il sistema non debba diventare rifiuto a ogni fine ciclo.

In questi mesi, parlando con aziende di gestione di diverse dimensioni, mi capita spesso che alla fine della presentazione mi chiedano quale sia il punto debole del sistema. Io faccio davvero fatica a trovarne uno sostanziale.

L’unico aspetto tecnico che si può citare è la resa specifica delle resine a scambio ionico forte rispetto alle resine utilizzate in alcune cartucce tradizionali. In altre parole, a parità di quantità di resina, una cartuccia ClessHydra può avere una capacità inferiore rispetto a una cartuccia caricata con altre tecnologie. Però, nella pratica, questo limite perde molta importanza perché la cartuccia è rigenerabile. Se una cartuccia tradizionale dura dodici mesi e una

ClessHydra, in una determinata condizione, deve essere recuperata dopo dieci mesi, il gestore sa comunque che quella cartuccia rimane sua e può essere rigenerata più volte. Non entra nel ciclo del rifiuto, non deve essere sostituita con una cartuccia nuova e non deve affrontare tutta la logistica del recupero europeo.

Quanto era importante rendere la cartuccia ClessHydra semplice da installare in macchina? Era fondamentale. Nel vending la semplicità operativa non è un dettaglio. Anche un prodotto tecnicamente valido può creare problemi se richiede procedure complesse, regolazioni continue o nuove installazioni difficili da gestire. Per questo abbiamo lavorato, dove possibile, su cartucce plug&play compatibili con i sistemi già utilizzati sul mercato. L’obiettivo è permettere al gestore di smontare una cartuccia precedentemente utilizzata e installare una cartuccia ClessHydra compatibile senza dover cambiare il sistema di connessione tra macchina e filtro. C’è poi un altro aspetto importante: le nostre cartucce sono a bypass zero. Questo significa che la posizione di bypass eventualmente presente sulla testa già installata non influenza il percorso dell’acqua all’interno della cartuccia ClessHydra. La resina che utilizziamo non genera le stesse criticità legate all’acidificazione dell’acqua, quindi non richiede regolazioni di bypass per riequilibrare il pH. Per il gestore questo vuol dire ridurre il rischio di errore. Deve solo conoscere la durezza dell’acqua della propria zona, espressa in gradi francesi, e da lì può determinare la capacità della cartuccia.

Perché avete scelto di utilizzare i gradi francesi? Perché vogliamo parlare la lingua dei tecnici. Nel vending, soprattutto nel Sud Europa, il test tradizionale dell’acqua espresso in gradi francesi è conosciuto, utilizzato e compreso. Non volevamo introdurre un ulteriore elemento di complessità. Il nostro obiettivo non era chiedere al gestore di cambiare completamente approccio, ma offrirgli una soluzione nuova mantenendo riferimenti operativi familiari. Se il tecnico sa quanti gradi francesi ha l’acqua in ingresso, può leggere la capacità attesa della cartuccia e programmare il lavoro in modo semplice.

Come si capisce quando una cartuccia deve essere rigenerata? Oggi il gestore può già desumerlo dai propri sistemi operativi. I distributori automatici registrano le battute e i caricatori, quando vanno in locazione, scaricano i dati relativi ai consumi. Questi dati, una volta rientrati in azienda, confluiscono nei gestionali utilizzati dalle imprese. Le battute sono traducibili in millilitri d’acqua erogata e quindi permettono di stimare l’avvicinamento alla capacità massima della cartuccia. Per fare un esempio, la cartuccia più piccola della gamma ClessHydra è progettata per un ordine di grandezza di circa diecimila battute, naturalmente in funzione della durezza dell’acqua. Quando la macchina arriva a ottomila o novemila battute, il gestore può ricevere un allarme dal proprio sistema operativo e programmare la sostituzione. In futuro vogliamo rendere le cartucce ancora più controllabili anche attraverso un nostro software, ma già oggi l’integrazione con le logiche gestionali del vending è molto naturale.

Uno degli elementi più innovativi del progetto è Regen System, la macchina di rigenerazione. Come funziona? L’innovazione vera del progetto ClessHydra è la macchina di rigenerazione. La cartuccia, nella sua logica di base, unisce due mondi: ha la forma e la praticità della cartuccia che il mercato conosce, ma contiene resine rigenerabili. Il punto decisivo è come queste resine vengono rigenerate. Il gestore che ha una massa critica sufficiente può installare la macchina nella propria azienda, in un’area tecnica, in officina, in un locale lavaggio o in uno spazio adeguato. Chi invece non vuole o non può acquistare subito la macchina può appoggiarsi a una rete di rivendite e centri di rigenerazione che stanno installando, o installeranno, il sistema. Quando la cartuccia esausta rientra in azienda, viene collegata alla macchina. Il Regen System legge il codice univoco della cartuccia, identifica il modello e chiede all’operatore se vuole avviare il ciclo. La macchina può lavorare anche su più cartucce in parallelo, fino a quattro nello stesso momento. Il ciclo dura indicativamente da circa venti minuti per la

cartuccia più piccola a circa venticinque minuti per quella più grande attualmente in gamma. Prima viene effettuato un controllo della pressione, che consente di capire se la cartuccia è integra o se è ostruita. Se la macchina rileva un’ostruzione, inverte il flusso dell’acqua e procede allo sblocco. Poi parte la vera rigenerazione delle resine, attraverso una soluzione salina. Durante il processo, tramite una cella elettrolitica, viene rilasciata una piccola quantità di cloro puro che contribuisce alla sanificazione interna della cartuccia. Al termine, l’acqua salata viene spinta allo scarico con acqua osmotizzata, in modo da non lasciare residui salini che ridurrebbero la capacità disponibile. Nell’ultima fase anche l’acqua osmotizzata viene spinta fuori dalla cartuccia con una piccola dose di CO2. Questo alleggerisce la cartuccia, ne facilita il trasporto e crea all’interno un ambiente inerte che contrasta la proliferazione batterica durante lo stoccaggio.

Quindi il Regen System non si limita a rigenerare la resina? No, ed è questo il punto. Non è una riproposizione moderna della vecchia rigenerazione manuale dell’addolcitore. È un processo controllato che comprende verifica di funzionalità, pulizia, rigenerazione, sanificazione, svuotamento dell’acqua e immissione di gas inerte. Per questo preferisco parlare di sistema ClessHydra, non semplicemente di cartuccia o di macchina rigeneratrice. Cartuccia e macchina vivono insieme. La cartuccia è identificata da una matricola univoca, il Regen System ne riconosce il codice, applica la ricetta corretta e registra il ciclo. Il valore sta proprio nell’insieme.

Parlate di cinque anni e cinque rigenerazioni. Come funziona questo modello? Il modello che abbiamo impostato oggi è quello dei cinque anni e delle cinque rigenerazioni, con la possibilità di adattarlo alle esigenze dei singoli gestori. Siamo una realtà giovane e sappiamo che il mercato potrà chiederci formule diverse. La logica nasce dal fatto che le cartucce ClessHydra sono dimensionate per calzare sul modello operativo del vending, dove spesso si ragiona su una cartuccia all’anno. Abbiamo quindi pensato a una vita utile di cinque anni, con un numero di rigenerazioni coerente con questo ciclo. In alcuni casi stiamo già valutando formule con cinque anni e sette rigenerazioni, per chi vuole avere maggiore margine di sicurezza. I costi delle rigenerazioni aggiuntive sono comunque molto contenuti rispetto al valore complessivo del sistema. L’aspetto più importante è che, in cinque anni, il gestore utilizza una sola cartuccia invece di più cartucce successive. Questo riduce drasticamente il ciclo del rifiuto. Noi stimiamo una riduzione nell’ordine del 90% rispetto al modello tradizionale basato sulla sostituzione periodica della cartuccia.

La riduzione dei trasporti e del ciclo del rifiuto incide in modo significativo anche sulle emissioni di CO2? Stiamo lavorando con un certificatore esterno per misurare e validare i risultati. Quello che possiamo dire oggi è che la riduzione potenziale è molto significativa, perché il sistema elimina gran parte dei trasporti legati al ritorno delle cartucce esauste verso hub nazionali e poi verso l’estero.

Se la rigenerazione avviene presso il gestore o in un centro di rigenerazione vicino, il ciclo logistico si accorcia in modo significativo. Questo incide sui chilometri percorsi,

sulle emissioni, sullo spazio occupato in magazzino e sulla gestione complessiva del rifiuto. Per i gestori questo non è solo un tema ambientale. Può diventare anche un argomento spendibile nelle gare pubbliche e private, soprattutto con clienti che chiedono dati misurabili sulla sostenibilità delle forniture.

In una fase in cui i margini del vending sono sempre più sotto pressione, dove si genera concretamente il risparmio per il gestore che adotta il sistema ClessHydra? Il risparmio si genera in più punti. Il primo è il costo diretto della filtrazione. Confrontando il nostro sistema con l’utilizzo di cartucce tradizionali lungo l’arco dei cinque anni, parliamo di un risparmio secco che stimiamo intorno al 30%, ragionando a listino e applicando poi logiche di sconto omogenee. Poi ci sono i costi nascosti, che spesso pesano molto ma non vengono immediatamente associati alla filtrazione. Penso allo spazio in magazzino occupato dai contenitori di cartucce esauste in attesa del ritiro, alla gestione logistica del rifiuto, al tempo dedicato a organizzare queste attività e alla complessità operativa che ne deriva. C’è anche un tema contabile. Cartucce e macchina, essendo beni identificati e tracciabili, possono essere gestite in modo diverso rispetto alla logica dell’usa e getta. Il costo della cartuccia può essere distribuito nel tempo, coerentemente con la sua vita utile. Per la macchina, dove applicabile, possono inoltre entrare in gioco gli strumenti agevolativi legati a Transizione 5.0, in particolare per gli aspetti di digitalizzazione, tracciabilità e connessione bidirezionale. Naturalmente questi elementi vanno sempre verificati caso per caso con i consulenti dell’azienda.

I gestori sono pronti a cambiare mentalità sulla filtrazione? Secondo me sì, anche perché molti gestori hanno vissuto l’evoluzione della filtrazione quasi come una scelta obbligata. In passato avevano gli addolcitori, ma non sempre erano sicuri della rigenerazione. Poi sono passati alle cartucce perché offrivano capacità certa, semplicità e minore ingombro. Però, col tempo, si sono trovati a sostenere costi importanti e a gestire un ciclo del rifiuto complesso. ClessHydra propone un passaggio diverso: mantiene la forma e la comodità della cartuccia, ma riporta il gestore a una condizione più vicina alla vecchia logica proprietaria dell’addolcitore. La cartuccia rimane in azienda, viene rigenerata con una ricetta certa, costa poco rigenerarla e non diventa rifiuto a ogni ciclo. È un cambio di mentalità, ma è un cambio che parla il linguaggio del gestore. Non gli chiede di stravolgere il lavoro quotidiano, gli restituisce controllo su un processo che oggi è in parte uscito dalla sua azienda.

ClessHydra è stato pensato per il vending, ma state già guardando anche ad altri ambiti applicativi? Sì. Il vending è il primo mercato naturale perché ha numeri importanti, una logica operativa strutturata e una forte esigenza di controllo dei costi. Però il mondo del caffè professionale e dell’Ho. Re.Ca. è un ambito di sviluppo evidente. Per affrontarlo servono cartucce di capacità maggiore, perché i consumi dei bar sono diversi da quelli del vending. Un bar che lavora un chilo di caffè al giorno produce circa 130 o 140 tazze. Significa almeno 3.000 caffè al mese. Per questo, per il bar e per la torrefazione, servono formati più grandi.

Stiamo già lavorando in questa direzione. L’obiettivo è sviluppare cartucce adeguate al mondo del caffè professionale e aprire un passaggio naturale dal vending all’Ho.Re.Ca.

Che ruolo potrebbero avere le rivendite del vending in questo sviluppo? Potrebbero avere un ruolo molto interessante. La nostra idea è che le rivendite del vending possano diventare centri di rigenerazione anche per altri mondi, a partire dalle torrefazioni locali. Non è scontato che un rivenditore tradizionale di macchine da caffè da bar decida subito di acquistare una macchina di rigenerazione, perché serve una massa critica di cartucce installate. Le rivendite del vending, invece, sono già abituate a lavorare con grandi numeri, con gestori, componenti, ricambi e servizi tecnici. Se una rivendita vending installa un Regen System, può servire piccoli gestori che non hanno volumi sufficienti per acquistare la macchina e, allo stesso tempo, torrefattori locali che utilizzano cartucce ClessHydra nel mondo bar. Questo può diventare un nuovo servizio e anche un ponte commerciale. Oggi il confine tra vending e caffè professionale è sempre meno rigido. Le macchine superautomatiche di derivazione vending sono cresciute molto in qualità e possono trovare spazio anche in contesti vicini all’Ho.Re.Ca. Portare i torrefattori dentro una rivendita vending attraverso il servizio di rigenerazione può aprire nuove opportunità per entrambi i mondi.

Dopo il debutto a Venditalia, in quale fase si trova oggi il progetto ClessHydra sul mercato? Le cartucce sono già operative presso primari gestori italiani e i riscontri sono positivi. In questa fase molti operatori stanno testando il sistema, come è naturale che sia quando si introduce una soluzione nuova in un processo tecnico così delicato. Dal nostro punto di vista i risultati confermano le aspettative. La cartuccia fa quello che deve fare, la rigenerazione è controllata e il modello incontra l’interesse dei gestori perché interviene su costi, sostenibilità, semplicità operativa e gestione del rifiuto. La fase successiva sarà l’adozione del Regen System da parte delle aziende che avranno una massa critica sufficiente o l’attivazione di una rete di service in grado di rigenerare le cartucce per chi preferisce appoggiarsi all’esterno.

Guardando ai prossimi anni, quale futuro immagina per la filtrazione professionale dell’acqua? Immagino un mercato in cui la filtrazione sarà sempre meno considerata un accessorio e sempre più un elemento strategico. L’acqua incide sulla qualità della bevanda, sulla vita delle macchine, sui consumi energetici, sugli interventi tecnici, sui costi operativi e sulla sostenibilità complessiva del servizio.

Per questo credo che il futuro sarà fatto di sistemi più controllati, più tracciabili e più misurabili. Non basterà più dire che un prodotto è sostenibile: bisognerà dimostrarlo con dati, con processi verificabili e con modelli che riducono davvero sprechi, trasporti e rifiuti. ClessHydra nasce con questa ambizione: riportare la filtrazione dentro una logica industriale più moderna, dove tecnologia, sostenibilità e convenienza non sono elementi separati, ma parti dello stesso progetto.

ITALBEDIS

INNOVAZIONE, SOSTENIBILITÀ E NUOVE

PROSPETTIVE PER L’ACQUA NEL VENDING

NEGLI ULTIMI ANNI L’ACQUA È DIVENTATA UNO DEI TEMI PIÙ RILEVANTI PER IL SETTORE. QUALITÀ, RIDUZIONE DELLA PLASTICA E SOSTENIBILITÀ STANNO PORTANDO IL MERCATO A RIVEDERE MODELLI E SOLUZIONI, ORIENTANDOSI VERSO SISTEMI COLLEGATI ALLA RETE IDRICA.

IN QUESTO CONTESTO OPERA ITALBEDIS, AZIENDA ATTIVA DA OLTRE TRENT’ANNI NEL TRATTAMENTO E NELLA DISTRIBUZIONE DELL’ACQUA POTABILE. LA SOCIETÀ RIUNISCE DIVERSE REALTÀ OPERATIVE NEL SETTORE, CON UNA PRESENZA CAPILLARE SUL TERRITORIO NAZIONALE E UN PERCORSO DI CRESCITA SEMPRE PIÙ APERTO AI MERCATI INTERNAZIONALI.

ABBIAMO APPROFONDITO QUESTI TEMI CON DANILO MASSARO, PLANT DIRECTOR DI ITALBEDIS.

INTERVISTA CON DANILO MASSARO

Negli ultimi anni il tema dell’acqua è diventato centrale anche nella distribuzione automatica. Cosa sta cambiando? Sta cambiando il modo in cui le persone percepiscono e consumano l’acqua. Cresce l’attenzione alla qualità e, allo stesso tempo, la sensibilità verso la sostenibilità e la riduzione dei rifiuti plastici. Questo è evidente nei contesti vending, dove aumenta la richiesta di soluzioni che permettano di offrire acqua di qualità senza dover gestire grandi quantità di bottiglie. I sistemi collegati alla rete stanno diventando sempre più diffusi perché consentono di semplificare la gestione, ridurre la logistica e ottimizzare i costi.

Quanto incide il trattamento dell’acqua sulla qualità finale? Incide in modo determinante. La qualità dell’acqua è il punto di partenza di qualsiasi sistema di erogazione e influisce direttamente sull’esperienza del consumatore. I sistemi di microfiltrazione e i filtri a carboni attivi migliorano le caratteristiche organolettiche, eliminando odori e sapori indesiderati. Allo stesso tempo proteggono le apparecchiature, contribuendo a mantenere efficienza e continuità di servizio, aspetti fondamentali nel vending.

Come si colloca Italbedis nel mercato? Il nostro obiettivo è sviluppare soluzioni complete per il trattamento e l’erogazione dell’acqua, progettate per adattarsi a diversi contesti applicativi, con una presenza consolidata anche nella distribuzione automatica. Si tratta di un mercato in forte evoluzione, che negli ultimi anni sta registrando una

crescita significativa, trainata dalla crescente attenzione alla sostenibilità e alla qualità dell’acqua. In questo scenario, i sistemi collegati alla rete idrica stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nel vending. Italbedis può contare su una gamma ampia e strutturata, in grado di rispondere alle esigenze del settore con soluzioni affidabili e performanti, adatte a diversi livelli di utilizzo. Progettiamo apparecchiature affidabili e semplici da gestire, pensate per garantire continuità operativa nel tempo. La qualità progettuale e il Made in Italy restano elementi distintivi della nostra identità.

Che ruolo stanno assumendo nei nuovi modelli di consumo?

Sono sempre più rilevanti nella distribuzione automatica. Permettono di offrire un servizio continuativo, riducendo la gestione delle forniture e migliorando l’efficienza complessiva. Rappresentano un’evoluzione concreta del servizio: affiancano o sostituiscono i modelli tradizionali basati sulla bottiglia, introducendo un sistema più efficiente, sostenibile e facilmente integrabile.

Quali prodotti stanno riscuotendo maggiore interesse?

Si registra un forte interesse verso i dispenser collegati alla rete e i sistemi di microfiltrazione integrata, che permettono di offrire acqua naturale, refrigerata, gasata o calda direttamente nel punto di consumo. Queste soluzioni garantiscono qualità costante e una gestione semplificata, riducendo in modo significativo la logistica legata alle bottiglie. La gamma Italbedis comprende soluzioni progettate per garantire affidabilità operativa, continuità di servizio e integrazione nei contesti vending.

Resia

Distributore progettato per il vending, pensato per garantire autonomia operativa e versatilità in contesti ad alta frequentazione.

Euros 150

Erogatore a colonna ad alte prestazioni, sviluppato per continuità di servizio e integrazione con sistemi di gestione e pagamento.

Flux Office / Flux 30 Office

Soluzioni freestanding dal design minimale, che uniscono prestazioni elevate e affidabilità operativa, ideali per installazioni vending.

H2Office Pro

Dispenser evoluto e configurabile, progettato per installazioni gestite e utilizzo intuitivo.

H2Onda Office

Sistema dal design storico ed elegante, pensato per coniugare affidabilità operativa e integrazione armoniosa negli ambienti.

Quali novità avete presentato in occasione di Venditalia 2026? Venditalia 2026 ha rappresentato un importante momento di confronto con il mercato e un’occasione per presentare le più recenti evoluzioni della nostra gamma.

Durante la manifestazione abbiamo introdotto nuovi sviluppi, in particolare della linea H2Office Pro, con funzionalità pensate per migliorare ulteriormente esperienza d’uso, semplicità di gestione ed efficienza operativa. Tra le novità presentate, anche soluzioni integrate orientate al benessere degli ambienti, come sistemi dedicati alla filtrazione dell’aria, progettati per contribuire alla qualità degli spazi in cui le apparecchiature vengono installate. Il confronto con operatori e professionisti del settore ha confermato una crescente attenzione verso sistemi sempre più sostenibili, intuitivi e integrabili nei nuovi contesti di consumo.

Il valore del servizio e della rete territoriale È un elemento essenziale. Garantire continuità operativa e affidabilità nel tempo è parte integrante della qualità di una soluzione. Una rete territoriale capillare dedicata a installazione, assistenza e manutenzione consente di assicurare interventi puntuali e un supporto costante lungo l'intero ciclo di vita del prodotto, contribuendo a mantenerne prestazioni ed efficienza nel tempo.

Come evolverà secondo voi il settore? Sarà sempre più orientato verso soluzioni sostenibili, affidabili e facili da gestire. I sistemi collegati alla rete continueranno a crescere perché rispondono in modo concreto alle esigenze operative del settore. La sfida sarà sviluppare tecnologie sempre più efficienti, capaci di migliorare il servizio e semplificare la gestione.

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VENDITALIA 2026

SPINTA ALLA RIPRESA DEL SETTORE, RECORD DI PRESENZE

LA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA ITALIANA E INTERNAZIONALE SALUTA RIMINI DOPO IL SUCCESSO DI VENDITALIA 2026: RECORD DI PRESENZE PER L’INTERA MANIFESTAZIONE CON UNA CRESCITA A DOPPIA CIFRA NEI PRIMI DUE GIORNI DI FIERA, DOVE SI SONO CONCENTRATI ANCHE I PRINCIPALI EVENTI, E UN TERZO GIORNO IN LINEA CON L’EDIZIONE PRECEDENTE.

VENDITALIA 2026 HA SEGNATO UN MOMENTO CRUCIALE PER L’ESPANSIONE INTERNAZIONALE DELLA MANIFESTAZIONE (CIRCA 40% DI VISITATORI ESTERI) CONFERMANDO LA CAPACITÀ DEL SETTORE DI REAGIRE E GUARDARE CON FIDUCIA ALLE NUOVE SFIDE DEL MERCATO.

SONO STATI OLTRE 300 I BRAND ESPOSITORI, CON 100 NUOVE AZIENDE PRESENTI PER LA PRIMA VOLTA, DI CUI IL 40% ESTERI (+8% SUL 2024), DISTRIBUITI SU 8 PADIGLIONI PER 30.000 METRI QUADRATI DI OFFERTA ESPOSITIVA. VENDITALIA HA DATO VOCE A TUTTA LA FILIERA DEL VENDING, INCLUDENDO DISTRIBUTORI, GESTORI, I PRODOTTI DESTINATI AL CONSUMO E I SISTEMI DI PAGAMENTO.

Durante la manifestazione, espositori da tutto il mondo hanno svelato per la prima volta soluzioni innovative, tecnologie d’avanguardia e proposte che hanno contribuito a ridefinire il settore.

Il programma si è distinto per la presenza di dibattiti, talk show e incontri dedicati alle tematiche più attuali del mercato, offrendo ai gestori e agli operatori dei pubblici esercizi un’esperienza ricca e stimolante.

Venditalia 2026 ha rafforzato ulteriormente il proprio profilo internazionale anche attraverso il programma dedicato agli operatori esteri, che ha coinvolto 36 buyer provenienti da 19 Paesi, protagonisti di 373 incontri B2B con le aziende espositrici.

Un’attività che ha contribuito a creare nuove opportunità commerciali e relazioni strategiche per l’intera filiera.

Inoltre nel 2026 per la prima volta Venditalia ha visto la collaborazione con ICE Agenzia che, nell’ambito del programma Opportunitaly volto all’accelerazione dell’export italiano, ha curato la selezione e l’incoming di operatori dal nord America, India e da alcuni mercati europei portando in fiera buyer di elevato profilo.

L’appuntamento è per la prossima edizione di Venditalia in programma dal 10 al 12 maggio 2028 a Rimini Fiera.

LO STAFF DI D.A. ITALIA HA PARTECIPATO A VENDITALIA 2026 IN QUALITÀ DI MEDIA PARTNER, PER DARE VOCE ANCORA UNA VOLTA GLI ATTORI DEL VENDING ITALIANO: NELLE PROSSIME PAGINE, UN AMPIO REPORTAGE FOTOGRAFICO DEDICATO AGLI ESPOSITORI CHE HANNO CONTRIBUITO CON LA LORO PRESENZA E CON LE SOLUZIONI PROPOSTE AL SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE

MASSIMO TRAPLETTI È STATO CONFERMATO ALLA GUIDA DI CONFIDA PER IL QUADRIENNIO 2026-2030.

L’ASSEMBLEA GENERALE ELETTIVA DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE NAZIONALE HA RINNOVATO LA FIDUCIA ALL’IMPRENDITORE BERGAMASCO, CHIAMATO COSÌ AL SUO TERZO MANDATO CONSECUTIVO IN UNA FASE PARTICOLARMENTE DELICATA PER IL SETTORE.

IL VOTO NON HA AVUTO SOLTANTO UN VALORE DI CONTINUITÀ ASSOCIATIVA, MA HA SEGNATO ANCHE L’AVVIO DI UN NUOVO PIANO STRATEGICO CHE PUNTA A RIPOSIZIONARE IL VENDING COME UNA RETE EVOLUTA DI SERVIZI DIFFUSI, SEMPRE PIÙ DIGITALE, SOSTENIBILE E INTEGRATA NEI TERRITORI.

La visione illustrata da Trapletti parte da una constatazione ormai evidente per tutta la filiera: il distributore automatico non può più essere considerato soltanto una macchina che eroga prodotti, ma deve diventare un punto di servizio intelligente, capace di rispondere ai nuovi bisogni di consumo, di prossimità e di accessibilità. Cambiano i luoghi di lavoro, cambiano le città, cambiano le abitudini dei consumatori e il vending è chiamato ad accompagnare questa trasformazione con nuovi modelli di business, nuove location e una maggiore capacità di dialogare con istituzioni, imprese e cittadini.

Negli ultimi anni il comparto ha attraversato uno scenario complesso, segnato da crisi globali, tensioni sui costi, trasformazioni normative, transizione ecologica e nuove modalità di consumo. La riduzione delle consumazioni, l’impatto dello smart working e l’aumento dei costi operativi hanno reso più difficile il lavoro delle imprese di gestione e di tutta la filiera. Allo stesso tempo, però, il vending italiano ha continuato a dimostrare solidità, capacità di adattamento e competitività internazionale, confermando il ruolo di una filiera industriale tra le più complete e avanzate in Europa.

Nel commentare la riconferma, Trapletti ha ringraziato gli associati per la fiducia ricevuta, sottolineando il peso della responsabilità che accompagna questo terzo mandato. Il presidente ha indicato con chiarezza la direzione del nuovo ciclo associativo: accompagnare il passaggio del vending da sistema di distribuzione automatica a infrastruttura di servizio al cittadino, capace di offrire prossimità, innovazione, sostenibilità e accessibilità in molteplici contesti. Una

trasformazione che, nelle intenzioni della nuova presidenza, dovrà riguardare tanto la percezione pubblica del settore quanto la sua capacità industriale e competitiva.

L’Assemblea ha inoltre rinnovato il Comitato di Presidenza, combinando continuità e nuovi ingressi. Sono stati confermati Pio Lunel, presidente del Gruppo Imprese di Gestione, e Stefano Piccinini, presidente del Gruppo Prodotti per la distribuzione automatica. Entrano invece nel Comitato di Presidenza Sergio Barbarisi, presidente del Gruppo Fabbricanti di Distributori Automatici e Accessori, Alessandro Fontana, presidente del Gruppo Servizi e Commercializzazione, e Gianluigi Galano, presidente del Gruppo Giovani. La composizione riflette la volontà di tenere insieme esperienza, competenze industriali e nuove energie associative.

Nel Consiglio Direttivo entrano Gianmarco Broggini, Salvatore Canale, Alessandro Lama, Andrea Lovo Albiero e Simone Rebollini. Sono stati inoltre confermati Luca Amoruso, Paolo Bernasconi, Roberto Pace, Danilo Paolini, Renato Pavero, Fabio Quadrio, Cesare Spinelli, Mario Toniutti, Pantaleone Tripaldi, Pierpaolo Turotti, Luca Alemanni, Alessandro Mondini, Lorenzo Bassi, Ernesto Piloni e Fabrizio Nicosia. Il nuovo assetto associativo accompagnerà l’attuazione del Piano Strategico 2026-2030, che mette al centro innovazione, crescita del mercato, sostenibilità, Made in Italy, nuove competenze, intelligenza artificiale, sviluppo di Venditalia e rafforzamento della reputazione del vending. Uno dei passaggi più significativi del piano riguarda l’ampliamento del perimetro del settore. Il vending guarda con

sempre maggiore attenzione a retail, turismo, infrastrutture, servizi di prossimità, campus universitari, impianti sportivi, luoghi pubblici, smart fridge, micro-store automatici e servizi h24 nei territori colpiti dalla desertificazione commerciale. L’obiettivo è intercettare nuove occasioni di consumo e contribuire al rilancio del mercato, non aspettando semplicemente che la domanda torni nelle location tradizionali, ma portando il vending dove si stanno formando nuovi bisogni.

Altrettanto centrale è il tema della digitalizzazione. Intelligenza artificiale, connettività, interoperabilità dei dati, manutenzione predittiva, analisi dei consumi, dynamic pricing, ottimizzazione logistica, sicurezza informatica e diffusione del protocollo EVA SmartLink sono indicati come leve strutturali per il futuro. La sostenibilità viene invece interpretata non come un vincolo, ma come un possibile vantaggio competitivo, attraverso progetti già consolidati, strumenti di misurazione dell’impatto ambientale e l’ambizione di costruire un percorso verso il Carbon Neutral Vending 2030.

Trapletti ha inoltre ribadito il valore della filiera italiana, definendola la più completa e avanzata d’Europa. L’obiettivo del nuovo mandato sarà creare le condizioni perché le imprese possano continuare a investire, innovare e competere sui mercati internazionali, consolidando il vending come uno dei protagonisti dei servizi automatici del futuro. In questa prospettiva, Venditalia assume un ruolo sempre più strategico: non soltanto manifestazione fieristica, ma piattaforma globale, luogo di incontro tra tecnologia, business, food tech, pagamenti digitali, smart retail, startup, università e investitori.

RELAZIONE DEL PRESIDENTE MASSIMO TRAPLETTI

INTERVENTO DEL PRESIDENTE CONFIDA

Presentazione del Piano Strategico CONFIDA 2026-2030

Cari associati, care associate, ospiti e amici del settore, prima di entrare nel merito del Piano Strategico 2026-2030, desidero rivolgere un sincero ringraziamento a tutti voi per la fiducia che avete voluto accordarmi eleggendomi per il terzo mandato alla Presidenza di CONFIDA. È per me un grande onore, ma soprattutto una grande responsabilità. Viviamo una fase storica complessa, caratterizzata da profonde trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali. In questo contesto, il ruolo di un'associazione come la nostra diventa ancora più importante. Posso assicurarvi che metterò tutto il mio impegno, tutta la mia esperienza e tutta la mia passione per difendere, rappresentare e sviluppare il settore della distribuzione automatica italiana. Gli otto anni che abbiamo alle spalle sono stati anni straordinariamente complessi ma anche estremamente significativi per il nostro settore. Abbiamo attraversato una pandemia globale, assistito allo scoppio di conflitti internazionali, affrontato una crisi energetica senza precedenti, convissuto con un forte aumento dell'inflazione e dovuto adattarci a nuove normative europee, alla transizione ecologica e alla rivoluzione digitale.

Tutti questi fenomeni hanno modificato profondamente il contesto economico e sociale nel quale opera il vending. Eppure, nonostante le difficoltà, il vending italiano si è confermato un'eccellenza a livello europeo e mondiale, grazie alla forza di una filiera unica composta da imprenditori, tecnici, innovatori e professionisti che ogni giorno contribuiscono a creare valore, occupazione e qualità. Anche CONFIDA, tra il 2018 e il 2026, ha vissuto una profonda evoluzione. La nostra associazione ha progressivamente ampliato il proprio ruolo, trasformandosi da semplice organismo di rappresentanza a punto di riferimento strategico per l'intera filiera, capace di incidere concretamente sulle dinamiche normative, industriali, tecnologiche e istituzionali del settore, sia in Italia sia in Europa. In questi anni abbiamo rafforzato la nostra attività di relazioni istituzionali e di rappresentanza, ampliato in modo significativo i servizi offerti agli associati e contribuito a migliorare la reputazione del vending presso istituzioni, media e stakeholder.

Per questo motivo abbiamo voluto raccogliere in un documento sintetico, che trovate nella cartelletta distribuita all'ingresso, le principali attività e i progetti realizzati da CONFIDA nel periodo 2018-2026. Trenta punti che testimoniano il percorso compiuto e il lavoro svolto insieme. Sono stati anni nei quali abbiamo difeso con determinazione gli interessi delle nostre imprese presso le istituzioni nazionali ed europee, intervenendo su temi fondamentali come la normativa ambientale, la certificazione dei corrispettivi, la Transizione 4.0 e 5.0, i Criteri Ambientali Minimi e il nuovo Codice dei Contratti Pubblici. Durante l'emergenza pandemica siamo rimasti costantemente al fianco delle aziende associate, contribuendo a garantire la continuità operativa del comparto e promuovendo iniziative di comunicazione e sensibilizzazione rivolte a clienti, consumatori e istituzioni. Abbiamo inoltre consolidato il ruolo di CONFIDA in ambito europeo, rafforzando la collaborazione con EVA e con le principali associazioni di categoria del continente. Questo lavoro ha consentito di aumentare il peso del vending italiano nei tavoli decisionali europei e di contribuire allo sviluppo di progetti strategici per il futuro del settore, come il nuovo protocollo di comunicazione SmartLink.

Particolarmente rilevante è stato l'impegno sul fronte della sostenibilità. Attraverso iniziative come RiVending, il progetto Vending Sostenibile e numerose collaborazioni con università, centri di ricerca, associazioni e consorzi, abbiamo accompagnato le imprese del settore in un percorso concreto di transizione ambientale. Parallelamente abbiamo sviluppato strumenti di misurazione dell'impatto ambientale, report di sostenibilità e analisi della carbon footprint, creando basi solide per affrontare le sfide dei prossimi anni. Abbiamo inoltre ampliato e qualificato i servizi agli associati, introducendo nuovi strumenti di consulenza, programmi formativi, convenzioni e iniziative di supporto alle imprese. Grande attenzione è stata dedicata a Venditalia, che si è progressivamente affermata come una delle manifestazioni internazionali più importanti del settore. La scelta di sviluppare l'evento in partnership con Italian Exhibition Group e con la Fiera di Rimini si è dimostrata vincente, rafforzando ulteriormente il ruolo della manifestazione come punto di incontro globale per l'intera filiera.

Abbiamo studiato e interpretato i cambiamenti del mercato attraverso ricerche, analisi e attività di approfondimento, accompagnando questo lavoro con un'intensa attività di comunicazione che ha contribuito a rafforzare l'immagine del vending e a migliorarne la percezione presso l'opinione pubblica. Infine, abbiamo investito sulle persone e sul futuro del settore, promuovendo la crescita delle competenze professionali e il coinvolgimento delle nuove generazioni attraverso il Gruppo Giovani, che rappresenta oggi una risorsa fondamentale per garantire continuità, innovazione e visione strategica alla nostra filiera. Tutto questo è stato possibile grazie al contributo del Consiglio Direttivo, dei gruppi di lavoro, della struttura associativa e soprattutto di tutti voi associati, che con il vostro sostegno e la vostra partecipazione avete reso possibile questo percorso di crescita. Oggi però abbiamo il dovere di guardare avanti. Dobbiamo immaginare quale sarà il vending del prossimo decennio e prepararci per tempo. Per questo motivo abbiamo costruito il Piano Strategico CONFIDA 2026-2030.

Non è un semplice elenco di iniziative. È una visione. È una direzione. È un progetto collettivo per il futuro del nostro settore.

Strategia 2030: ripensare il vending

La prima riflessione che dobbiamo fare riguarda l'identità stessa del nostro settore. Per troppo tempo il distributore automatico è stato percepito come una semplice macchina che eroga prodotti. Ma questa definizione oggi è limitante. La tecnologia, i nuovi consumi e la digitalizzazione stanno trasformando radicalmente il nostro ruolo. Nel 2030 il distributore automatico dovrà essere percepito come un punto di servizio intelligente. Un presidio digitale. Un hub di prossimità. Una piattaforma di retail automatizzato. Uno strumento di welfare aziendale e urbano. Dobbiamo cambiare il modo in cui il mercato ci guarda. Dobbiamo essere presenti nelle città, negli ospedali, nelle scuole, nelle infrastrutture di trasporto, negli impianti sportivi e nei luoghi pubblici. Il vending deve diventare un asset strategico del Made in Italy. Non dobbiamo limitarci a difendere ciò che abbiamo. Dobbiamo costruire ciò che ancora non esiste. E per far tutto ciò abbiamo pensato ad un piano diviso in 11 punti.

1. Vending Next

Per progettare il futuro dobbiamo creare luoghi dove il futuro possa nascere. Per questo vorremmo dar vita ad un progetto che abbiamo chiamato Vending Next. Un incubatore permanente di idee dedicato alla distribuzione automatica. Vogliamo coinvolgere università, centri di ricerca, startup, designer, operatori, produttori e multinazionali del food & beverage. L'obiettivo è mettere insieme competenze diverse per immaginare nuovi modelli di business, nuovi servizi, nuove tecnologie e nuove applicazioni. Troppo spesso l'innovazione nasce fuori dal nostro settore e arriva da noi in ritardo. Con Vending Next vogliamo invertire questo processo. Vogliamo essere protagonisti dell'innovazione e non semplici osservatori.

2. Piano strategico per la crescita del mercato

Dobbiamo affrontare una realtà che non possiamo ignorare. Negli ultimi anni il vending ha sofferto. La cassa integrazione. La riduzione della produzione industriale. Lo smart working. L'aumento dei prezzi delle materie prime. Tutti questi fattori hanno inciso negativamente sulle consumazioni e sui margini. I dati ci dicono che dal 2019 al 2025 abbiamo perso circa un quarto dei consumi. È un dato che deve farci riflettere. Ma non deve scoraggiarci. Perché la risposta non può essere quella di aspettare che il mercato torni da noi. Dobbiamo andare noi verso il mercato. Nasce così il Piano 100.000 Nuove Location. Una strategia aggressiva di sviluppo che punta ad ampliare il raggio d'azione del vending. Retail. Turismo. Hotel. Campus universitari. Coworking. Infrastrutture sportive. Smart fridge. Micro-store automatici. Distributori non-food. E soprattutto il grande tema dei servizi H24 nei territori colpiti dalla desertificazione commerciale. Il vending può diventare un servizio essenziale per migliaia di comunità. Questa è la strada per tornare a crescere.

3. Vending 5.0: digitalizzazione e intelligenza artificiale Siamo all'inizio di una rivoluzione tecnologica che cambierà il modo di fare impresa. L'intelligenza artificiale non è una moda. È una trasformazione strutturale. Per questo CONFIDA continuerà e rafforzerà il proprio programma formativo. Le masterclass dedicate all'AI hanno già dimostrato quanto interesse esista tra gli associati. Dobbiamo rendere accessibili queste competenze a tutte le imprese della filiera. Parallelamente vogliamo sostenere la diffusione di EVA SmartLink. Perché senza dati non esiste intelligenza artificiale. La connettività e l'interoperabilità saranno la base delle innovazioni future.

AI, digital twin e cybersecurity

Ma non vogliamo fermarci alla formazione. Vogliamo creare il CONFIDA AI LAB. Un laboratorio permanente dedicato alle applicazioni concrete dell'intelligenza artificiale. Parliamo di manutenzione predittiva. Analisi avanzata dei consumi. Dynamic pricing. Ottimizzazione logistica. Riconoscimento automatico dei prodotti. Personalizzazione dell'offerta. Efficienza energetica. Parallelamente dobbiamo affrontare un tema nuovo ma fondamentale. La cybersecurity. Con l'introduzione della direttiva NIS2 il livello di attenzione richiesto alle imprese aumenterà enormemente. CONFIDA dovrà predisporre linee guida, programmi formativi e strumenti operativi per aiutare le aziende a proteggere i propri sistemi. La sicurezza informatica non sarà più un'opzione. Sarà un requisito competitivo.

4. Sostenibilità come vantaggio competitivo

La sostenibilità non deve essere vista come un costo. Deve diventare un vantaggio competitivo. In questi anni abbiamo costruito progetti importanti. RiVending. La collaborazione con Banco Alimentare. Il Premio Vending Sostenibile. Il Report di Sostenibilità. L'analisi della Carbon Footprint. Ora dobbiamo fare un salto di qualità. Vogliamo estendere il monitoraggio ambientale a un numero crescente di imprese.

Successivamente coinvolgere anche i fabbricanti. E costruire un percorso condiviso di riduzione delle emissioni. Logistica intelligente. Packaging riciclabile. Refrigeranti ecologici. Energie rinnovabili. Misurazione standardizzata della CO₂. L'obiettivo è ambizioso: Carbon Neutral Vending 2030. Un traguardo che può diventare un elemento distintivo del vending italiano nel mondo. Allo stesso tempo dovremo affrontare la rivoluzione normativa sul packaging. Lavoreremo con associazioni, consorzi e istituzioni per garantire che le nuove norme siano compatibili con le specificità del nostro settore.

5. Supporto all'industria e tutela del Made in Italy

L'industria italiana del vending rappresenta una delle eccellenze manifatturiere europee. Ma oggi è sottoposta a una pressione competitiva crescente. CONFIDA dovrà rafforzare il supporto alle aziende. Attraverso formazione tecnica. Aggiornamento normativo. Assistenza sugli incentivi. Interpretazione delle direttive europee. Monitoraggio della Transizione 5.0. Ma dovremo anche affrontare il tema della concorrenza sleale. Non possiamo accettare che operatori non conformi alle regole possano competere ad armi impari. Serve una vigilanza costante. Serve una corretta applicazione delle norme. Serve tutela del Made in Italy. E soprattutto dobbiamo ottenere una politica industriale dedicata al vending. Incentivi permanenti per il rinnovo del parco macchine. Credito d'imposta green. Sostegno alla digitalizzazione. Agevolazioni per l'innovazione. Questa sarà una delle principali battaglie associative dei prossimi anni.

6. Attrattività del settore e nuove generazioni

Una delle sfide più importanti riguarda le persone. Molte imprese stanno vivendo il problema del ricambio generazionale. Servono giovani. Servono competenze. Servono nuovi manager. Per questo nasce il Vending Talent Program. Un ponte tra il nostro settore e il mondo della scuola e dell'università. Vogliamo avvicinare i giovani alle opportunità professionali offerte dal vending. Accanto a questo progetto svilupperemo il programma NextGen Vending Leaders. Un percorso dedicato ai giovani imprenditori e manager. Perché la leadership del futuro va costruita oggi.

7. Venditalia: da fiera a piattaforma globale

Venditalia è già oggi la manifestazione di riferimento del settore. Ma dobbiamo essere ancora più ambiziosi. Vogliamo trasformarla nella capitale mondiale del vending. Una sorta di CES di Las Vegas della distribuzione automatica. Un luogo dove convergono innovazione, tecnologia e business. AI. Robotica. IoT. Pagamenti digitali. Food Tech. Smart Retail. Ma anche startup, investitori, università e centri di ricerca. Vogliamo che chiunque voglia capire il futuro del vending debba passare da Venditalia.

Venditalia nel mondo

Accanto alla manifestazione svilupperemo nuove iniziative. Vending Startup Challenge. Business speed date. Programmi di incoming internazionale. Collaborazioni con ICE. Partnership con associazioni estere. Eventi itineranti. Nuovi target e nuovi mercati. Ho.Re.Ca. Farmacie. Retail.

Autolavaggi. Nuovi consumi salutistici e funzionali. Venditalia dovrà essere la piattaforma globale del nostro settore.

8. Una nuova reputazione per il vending

Un settore forte deve avere una reputazione forte. Per troppo tempo abbiamo raccontato il vending solo quando dovevamo difenderci. È arrivato il momento di raccontare il nostro valore. Qualità. Innovazione. Tecnologia. Servizio. Sostenibilità. Vogliamo realizzare una grande campagna nazionale. Coinvolgeremo social media, influencer e mezzi tradizionali. Ma soprattutto utilizzeremo gli 800 mila distributori automatici italiani come il più grande media network del settore. Ogni macchina potrà diventare un punto di comunicazione. Ogni consumazione un'occasione di dialogo. Dobbiamo essere orgogliosi di ciò che rappresentiamo.

9. I 50 anni di CONFIDA

Il 13 luglio 2029 CONFIDA compirà cinquant'anni. Non sarà soltanto una celebrazione. Sarà un momento di riflessione. Un'occasione per raccontare quanto il settore abbia contribuito allo sviluppo economico e sociale del Paese. Vogliamo organizzare un evento di livello nazionale. Con istituzioni, imprese, media e stakeholder. Perché i cinquant'anni di CONFIDA devono diventare i cinquant'anni del riconoscimento pubblico del vending.

10. CONFIDA come hub strategico della filiera

Nei prossimi anni CONFIDA dovrà evolvere ulteriormente. Non soltanto associazione di rappresentanza. Ma centro studi. Serbatoio di pensieri. Hub di competenze. Laboratorio normativo. Acceleratore di innovazione. Vogliamo fornire

dati economici, benchmark, analisi tecnologiche e osservatori legislativi. Vogliamo diventare il punto di riferimento informativo dell'intera filiera. Parallelamente rafforzeremo il Tavolo Permanente della Filiera. Perché la nostra forza è sempre stata la capacità di unire. Gestori. Costruttori. Torrefattori. Food company. Sistemi di pagamento. Software house. Logistica. Più saremo uniti, più saremo forti.

11. Tutela delle imprese associate Arrivo all'ultimo punto. Quello che rappresenta la missione fondamentale di CONFIDA. La tutela delle imprese associate. Continueremo a presidiare ogni livello istituzionale. Locale. Nazionale. Europeo. Rafforzeremo la nostra presenza in EVA. Difenderemo gli interessi del settore. Tuteleremo i negozi automatici H24. Svilupperemo alleanze strategiche. Potenzieremo i servizi agli associati. Perché la forza di un'associazione si misura dalla capacità di essere utile alle proprie imprese. Cari amici, il Piano Strategico 2026-2030 non appartiene al Presidente. Non appartiene al Consiglio Direttivo. Appartiene a tutti noi. Abbiamo davanti anni complessi ma straordinariamente ricchi di opportunità. Possiamo scegliere di subire il cambiamento oppure guidarlo. Io credo che il vending italiano abbia tutte le capacità per guidarlo. Abbiamo imprese eccellenti. Abbiamo competenze. Abbiamo innovazione. Abbiamo passione. E soprattutto abbiamo una filiera che, quando lavora insieme, è capace di raggiungere risultati straordinari. Vi chiedo quindi di accompagnarmi in questo percorso.

Di contribuire con idee, entusiasmo e spirito costruttivo. Perché il futuro del vending non si aspetta. Si costruisce. Insieme. Grazie a tutti.

RELAZIONE TECNICA DEL DIRETTORE

MICHELE ADT

La relazione tecnica del direttore Michele Adt ha completato il quadro dei lavori assembleari, offrendo una sintesi dell’attività svolta da CONFIDA nel 2025 e nei primi mesi del 2026. Il primo dato riguarda l’andamento associativo: nel 2025 sono entrate 34 nuove aziende, di cui 18 imprese di gestione, 2 imprese di prodotti, 6 imprese di fabbricazione e 8 imprese di servizi e commercializzazione. Il numero degli associati si è attestato a 481. L’attività associativa è stata intensa, con 56 tra assemblee, consigli, riunioni, corsi, eventi territoriali, appuntamenti del Gruppo Giovani, iniziative RiVending e workshop.

Sul fronte normativo, la relazione ha evidenziato il peso crescente delle regole europee e nazionali. Il PPWR, applicabile dal 12 agosto, introduce obiettivi rilevanti per riutilizzo, deposito cauzionale e riciclo degli imballaggi, con ricadute dirette su bottiglie, bicchieri, capsule e contenuto minimo di materiale riciclato. Particolare attenzione è stata riservata anche al tema delle palette monouso per il vending: il Decreto Legge PNRR 2026 prevede, per gli agitatori in plastica per bevande, un rapporto peso/lunghezza superiore a 0,5 grammi per centimetro, parametro che potrebbe rendere molto difficile la realizzazione di palette in plastica per il settore.

La relazione ha richiamato anche la Transizione 5.0. La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un iperammortamento superiore del 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, relativo all’acquisto di beni materiali e immateriali strumentali nuovi per il periodo 2026-2028. Il Decreto Ministeriale ha definito la procedura di accesso al beneficio tramite il sito del GSE, con comunicazioni obbligatorie nelle fasi di avvio, conferma e completamento degli investimenti, oltre a due comunicazioni annuali relative agli investimenti effettuati e al piano di ammortamento.

Tra le attività associative più rilevanti è stata ricordata l’azione contro la concorrenza sleale di fabbricanti asiatici che immettono nel mercato europeo macchinari spesso non conformi alle norme UE. CONFIDA ha avviato interlocuzioni con istituzioni e ministeri, tra cui Agenzia delle Dogane e Monopoli, MIMIT e MASE, oltre a un’interrogazione parlamentare del senatore Carlo Calenda. Il tema ha assunto anche una dimensione europea, con l’intervento di EVA, una campagna sulla fair competition e la predisposizione di linee guida per i fabbricanti di macchine.

Un altro capitolo strategico riguarda la tecnologia. La relazione ha ricostruito il percorso che ha portato al lancio e alla promozione di EVA SmartLink: nel 2019 CONFIDA aveva coinvolto il Politecnico di Milano per uno studio di fattibilità su un

nuovo protocollo di comunicazione per le vending machine; tra il 2020 e il 2025 EVA ha sviluppato il protocollo con un gruppo di lavoro europeo composto dai principali fabbricanti di tecnologie e sviluppatori software; nel 2026 SmartLink è stato presentato a Venditalia. Il tema della connettività viene quindi confermato come una delle basi della futura evoluzione digitale del settore.

Sul piano della rappresentanza, CONFIDA ha continuato a presidiare la difesa dei negozi automatici h24, sempre più spesso coinvolti in ordinanze comunali e regionali restrittive per ragioni di ordine pubblico e movida. Le misure più frequenti riguardano limitazioni orarie notturne, divieti di vendita di alcolici, divieti relativi a contenitori in vetro e lattine, obblighi di presidio h24 e divieti di nuove installazioni. Le risposte dell’associazione comprendono la certificazione Top Quality Negozi Automatici H24, il supporto legale agli associati, il dialogo diretto con le amministrazioni e l’apertura di un canale di comunicazione con ANCI.

Sul lavoro, la relazione ha dedicato spazio al Protocollo Integrativo del CCNL Commercio per il vending. Il contratto oggi applicato al settore non disciplina in modo specifico molte mansioni tipiche della distribuzione automatica, generando incertezze nell’inquadramento dei rapporti di lavoro. CONFIDA ha costituito un gruppo di lavoro dedicato, individuando temi come mansioni e inquadramento delle figure professionali, orario di lavoro e flessibilità, trasferte e indennità, indennità di cassa e maneggio denaro e codice disciplinare. Dopo l’endorsement di Confcommercio ottenuto agli Stati Generali del Vending 2025, i prossimi passaggi prevedono la proposta di Protocollo, la realizzazione della proposta normativa e la trattativa sindacale. La parte tecnica ha poi illustrato gli strumenti di studio messi a disposizione del settore. CONFIDA ha incaricato la professoressa Elisa Fabbi dell’Università di Modena e Reggio Emilia di realizzare un Manuale di Marketing Category per il vending, pensato per accompagnare le imprese nella trasformazione della distribuzione automatica da soluzione di emergenza a canale di scelta consapevole. È stato inoltre presentato il nuovo Studio di Settore, affidato a Jakala, con un Vending Market Monitor più profondo, un panel cresciuto da 18 a 25 imprese e una rappresentatività salita dal 38,5% a quasi il 60%. Sono stati ricordati anche lo studio Ipsos sul consumatore, basato su focus group, indagine quantitativa su 1.200 individui, interviste ai gestori e analisi desk, e lo studio UNGUESS sulle principali app del vending.

Ampio spazio è stato dedicato a RiVending. Il progetto ha raggiunto 16.882 cestini installati, con una crescita dell’11,6% rispetto al 2024, 3.049 aziende coinvolte, in aumento del 13%, 93 milioni di bicchierini in plastica avviati a riciclo e 638 tonnellate di CO₂ risparmiate. Nel 2025 RiVending è stato protagonista a Futura Expo di Brescia e al Salone della CSR presso l’Università Bocconi di Milano, ha proseguito nel 2025 e nel 2026 la partnership con il tour universitario #NonCiFermaNessuno ed è stato presente a Venditalia 2026 nel CONFIDA Village con un desk dedicato.

La sostenibilità resta un asse portante dell’attività associativa. Nel 2025 CONFIDA ha realizzato la seconda edizione del Report di Sostenibilità, riferito all’anno 2024 e costruito attraverso un’indagine presso le aziende associate di tutti i gruppi merceologici. Il report ha incluso anche uno studio sulla carbon footprint del settore, basato su un panel di 14 imprese di gestione e focalizzato sulle emissioni dirette Scope 1 e 2. Per il Report di Sostenibilità 2025 è previsto un ampliamento del contributo delle aziende associate. La relazione ha poi dedicato un passaggio importante a Venditalia 2026 a Rimini. La manifestazione ha registrato 300 brand presenti, il 40% di espositori internazionali, 100 nuovi espositori, 16.200 visite totali e il 36% di visitatori internazionali. I primi cinque Paesi di provenienza sono stati Spagna, Polonia, Germania, Francia e Romania. Il programma buyer ha prodotto 373 incontri, con 36 buyer provenienti da 19 Paesi e l’accordo con ICE. Le nuove aree tematiche, Smart Lobby e Innovation District, hanno contribuito a rafforzare il profilo innovativo della fiera. Complessivamente sono stati organizzati 16 eventi, il Gala Dinner ha visto la partecipazione di 485 persone e la visibilità dell’evento si è tradotta in oltre 300 post, 15,5 milioni di impression e 201 articoli. All’interno di Venditalia, il Villaggio CONFIDA nel Padiglione B2 ha funzionato come area hospitality per associati e punto informativo sui servizi dell’associazione. Gli spazi dedicati hanno ospitato le dimostrazioni live di EVA SmartLink, il desk RiVending, i partner Jakala, EO.N, OPA Insurance e Radius, oltre all’area delle riviste di settore, con Vending News, Vending Magazine e DA Italia.

La formazione ha confermato un ruolo crescente. Nel 2025 CONFIDA ha registrato 261 partecipanti totali, 4 masterclass in presenza, 10 webinar gratuiti e un livello di soddisfazione del 96%. Il programma 2026 comprende webinar e masterclass su sostenibilità, welfare, marketing, vendite, comunicazione, social media, controllo di gestione, finanza e intelligenza artificiale, con particolare attenzione agli strumenti digitali e alle competenze operative utili alle imprese del settore. Significativi anche i numeri della comunicazione. Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 l’attività stampa ha prodotto 15 comunicati e alcune attività one-shot, generando 688 articoli, con una media di 46 articoli per comunicato. Le uscite sono state suddivise tra 5 agenzie, 52 quotidiani, 113 periodici e 518 testate online. Sui social media CONFIDA ha raggiunto 7.000 follower totali, 144 post e 651.096 impression, risultati ottenuti in organico attraverso strategie di contenuto e crescita della community.

La relazione si è chiusa con altri passaggi organizzativi: il rinnovo dei delegati territoriali, l’attività del Gruppo Giovani, proseguita anche con visite aziendali ed eventi dedicati, e la nuova sede CONFIDA. L’associazione ha deciso di utilizzare una parte degli introiti legati alla vendita di Venditalia per acquistare un ufficio in via Mauro Macchi, 32, nei pressi della Stazione Centrale di Milano. Il rogito è stato stipulato il 15 dicembre 2025, i lavori sono iniziati ad aprile e termineranno a fine luglio 2026, con trasferimento previsto a settembre 2026. Un passaggio simbolico e operativo che accompagna la nuova fase associativa aperta dall’Assemblea generale elettiva.

TUTTOFOOD CHIUDE UN’EDIZIONE DA RECORD

+30% DI PRESENZE RISPETTO AL 2025

SI CHIUDE CON NUMERI RECORD TUTTOFOOD 2026, CHE REGISTRA IN QUATTRO GIORNI 123MILA PRESENZE, DI CUI 27MILA DALL’ESTERO, CON UN INCREMENTO DEL 30% RISPETTO ALL’EDIZIONE 2025.

LA PARTECIPAZIONE DI UN NUMERO COSÌ RILEVANTE DI OPERATORI PROFESSIONALI, TRA INDUSTRIA, DISTRIBUZIONE, RISTORAZIONE, IMPORTATORI, BUYER, DIMOSTRA LA CAPACITÀ DELLA MANIFESTAZIONE, ORGANIZZATA PER IL SECONDO ANNO DA FIERE DI PARMA, DI TRASFORMARE LA DOMANDA GLOBALE DI QUALITÀ ALIMENTARE IN RELAZIONI COMMERCIALI, SVILUPPO E ACCESSO AI MERCATI E, CONTEMPORANEAMENTE, IL SUO RUOLO, SEMPRE PIÙ FORTE, DI PIATTAFORMA ECONOMICA INTERNAZIONALE DI RIFERIMENTO PER IL FOOD & BEVERAGE.

Il risultato, frutto di un’alleanza di sistema tra Fiere di Parma e Fiera Milano con il coinvolgimento per la parte internazionale di Koelnmesse, organizzatore della più importante manifestazione al mondo, Anuga di Colonia, si inserisce in un’edizione che ha occupato 10 padiglioni, 82.000 metri quadrati netti di superficie espositiva sold out, in crescita del 15%, riunito 5.000 brand (+20%, di cui circa il 30% esteri) e 4.000 top buyer internazionali.

“I numeri e i pareri unanimemente positivi da parte di espositori, buyer, visitatori, frequentatori abituali delle storiche fiere mondiali del cibo, lo confermano: abbiamo coperto uno spazio inspiegabilmente ancora libero, realizzando in Italia un evento di portata internazionale per l’agroalimentare del tutto nuovo e che ora ogni anno, grazie all’alternanza strategica tra Cibus e Tuttofood, metterà a disposizione del Made in Italy un palcoscenico e un hub globale per affermarsi ulteriormente, coerentemente con il prestigio, il ruolo, la rilevanza internazionale che il cibo e la cucina italiana hanno nel mondo. Oggi le fiere, infatti”, continua Cellie , “non sono più soltanto vetrine di prodotto. Sono afferma Antonio Cellie, AD Fiere di Parma luoghi di business, in cui le imprese misurano la domanda internazionale, creano mercati, costruiscono relazioni commerciali e trasformano la reputazione del Made in Italy in risultati economici. La crescita delle presenze ci dice che le aziende e gli operatori cercano luoghi fisici e qualificati in cui orientarsi dentro un mercato globale più frammentato, più selettivo e più competitivo”.

La crescita delle presenze assume, infatti, un valore ancora più significativo perché avviene in una fase caratterizzata da tensioni geopolitiche, dazi, pressione sui costi energetici, volatilità delle materie prime e ridefinizione delle catene internazionali di fornitura. In questo scenario, il food si conferma uno dei comparti più solidi dell’economia italiana: nel 2025 le esportazioni italiane di beni alimentari hanno raggiunto i 72,4 miliardi di euro, in aumento del 4,9% rispetto al 2024. Sul fronte industriale, il comparto continua a esprimere forza anche in termini di fatturato, con l’industria alimentare italiana che nel 2025, secondo Federalimentare, ha raggiunto 204 miliardi di euro, in crescita del 3,6% sull’anno precedente.

Un ruolo, quello dell’Italia del cibo, confermato con entusiasmo dai tanti buyer internazionali presenti in fiera, che hanno descritto la cucina italiana come punto di riferimento europeo per il food premium e gourmet. Per i buyer provenienti dagli USA, dall’America Latina, dall’Asia, dal Golfo, ma anche da Paesi europei come la Francia, il Made in Italy ha una reputazione molto alta, grazie all’innegabile qualità delle materie prime, ma anche alla sua autenticità, all’affidabilità produttiva, alla distintività dell’offerta e al valore gastronomico e culturale che porta in sé. Nella testimonianza di un importante buyer europeo, emerge un dato molto significativo: circa il 70% del business ristorativo della sua insegna ruota attorno a prodotti italiani, a dimostrazione che la cucina italiana è ormai strutturale nell’offerta horeca internazionale e molti mercati non considerano

sostituibili alcune categorie italiane, a partire dall’olio d’oliva, passando per l’aceto balsamico, la farina, la pasta, fino ai biscotti e al cioccolato. Per alcuni operatori, come Cencosud (America Latina) e City Super Group (Honk Hong), l’Italia rappresenta addirittura il principale mercato europeo di sourcing alimentare.

Un elemento interessante è che il cibo italiano non viene percepito solo come classico o tradizionale, ma anche come capace di innovare, sperimentare e creare nuove ricettazioni gastronomiche, anticipando i trend.

Il Made in Italy non è visto soltanto come “heritage”, ma come un elemento vivo e contemporaneo.

E, a proposito di innovazione, secondo Ben Costantini di Sesamers, società francese che ha portato in fiera start up da 7 Paesi, specializzate in piattaforme software, bevande

funzionali, salse artigianali e macchinari per la trasformazione, “TUTTOFOOD non è solo un luogo dove vendere i prodotti di oggi, ma è il luogo in cui la prossima generazione di innovatori del settore alimentare trova il proprio mercato”.

Al termine di TUTTOFOOD, il Banco Alimentare della Lombardia ha raccolto circa 25 tonnellate di cibo dalle oltre 600 aziende che hanno generosamente scelto di donare le proprie eccedenze alimentari, permettendo di destinare alimenti ancora in perfetto stato a più di 1.000 Organizzazioni Partner Territoriali convenzionate (mense, centri di accoglienza, case-famiglia, etc.), a beneficio di oltre 200.000 persone in difficoltà.

TUTTOFOOD MILANO DÀ APPUNTAMENTO ALLA PROSSIMA EDIZIONE, IN CALENDARIO DALL’8 ALL’11 MAGGIO 2028!

EVEX 2026

DAL 13 AL 15 OTTOBRE A VIENNA: AL VIA LE ISCRIZIONI

APERTE LE ISCRIZIONI PER LA PROSSIMA EDIZIONE DI EVEX, CHE SI SVOLGERÀ A VIENNA DAL 13 AL 15 OTTOBRE 2026

EVA (EUROPEAN VENDING AND COFFEE SERVICE ASSOCIATION) HA COMUNICATO CHE L’EVENTO, CHE SI SVOLGE DAL 2015 E CAMBIA LOCATION AD OGNI EDIZIONE, SI TERRÀ QUEST’ANNO PRESSO IL PARKHOTEL SCHÖNBRUNN (ADIACENTE ALL’OMONIMO PALAZZO) NELLA STORICA CAPITALE AUSTRIACA, IN COLLABORAZIONE CON OVV (AUSTRIAN VENDING ASSOCIATION).

UNA SCELTA NON CASUALE, POICHÉ LA POSIZIONE CENTRALE RISPETTO ALLA GEOGRAFIA EUROPEA, FAVORISCE LA PRESENZA DI OPERATORI DA TUTTA EUROPA, GRAZIE AI COLLEGAMENTI CHE PERMETTONO DI RAGGIUNGERE VIENNA ANCHE DAI PAESI DELL’EUROPA ORIENTALE E DELL’AREA BALCANICA.

Una cornice di grande prestigio per EVEX - European Vending Experience che, come di consueto, riunirà per due giorni e mezzo i principali attori della filiera europea del vending e dell’OCS offrendo un ricco programma di convegni, mettendo in mostra le più recenti innovazioni di prodotto e facilitando connessioni e scambi di informazioni tra operatori del settore.

Il programma, non ancora definitivo, include come sempre:

• un cocktail di benvenuto ed una cena, in calendario martedì 13 ottobre.

• due giorni di esposizione, per conoscere le soluzioni più innovative, ma anche per creare sinergie e contatti utili e far crescere il proprio business;

• Assemblea Generale EVA

• conferenze e workshop a cura di relatori di alto profilo e rivolti agli operatori di settore, tra i quali muoversi con semplicità grazie ad un’APP dedicata.

Come prevede la formula ormai collaudata di EVEX, non mancherà inoltre un tour culturale dedicato alla scoperta di Vienna e della sua storia, con focus sulla tradizionale cultura del caffè che da sempre appartiene alla città austriaca.

Per iscrizioni e per notizie sempre aggiornate sull’evento: https://e-v-a.odoo.com/eventeuropean- vending-experience2026-29/register

VENDITA

DISTRIBUTORI AUTOMATICI USATI

ABBIAMO IN VENDITA I SEGUENTI MODELLI USATI DI DIVERSE MARCHE, CON LE CONDIZIONI SOTTO RIPORTATE:

• Quantità minima 30 macchine

• Ritiro unico

• Pagamento anticipato

• Il prezzo dipende dal mix dei modelli e quantità in unico acquisto

• Condizione Visto e piaciuto

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