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ConviviuMagazine le parole dell’arte

numero

ZERO aprile, maggio, giugno 2013

Editoriale . Incontri con l’Arte . Musei . Gallerie . Itinerari


Indice Editoriale .................................................................................................................... 1 Piemonte: Incontri con l’arte ................................................................................................. 2 Piemonte: Diario di bordo Il dono del sovrano. Le pagine segrete di un re, di Paola Mello .................................... 3 Lombardia: Incontri con l’arte ............................................................................. 4 Veneto: Incontri con l’arte ..................................................................................... 5 Veneto: Tra le pagine Le Prose, la poesia, la pittura. Pietro Bembo a Padova, di Lena Costante ................. 6 Emilia Romagna: Incontri con l’arte .................................................................... 7 Emilia Romagna: Tra le pagine Bianco e noir: storie di marmo e coltelli in terra di Romagna, di Eleonora Onghi ..... 8 Toscana: Incontri con l’arte ................................................................................... 9 Toscana: Diario di bordo Miniatura Viva. Passato e orizzonti del “visibile parlare” ......................................... 10 Lazio: Incontri con l’arte ..................................................................................... 11 Lazio: Diario di bordo Verso Est. Istantanee da un viaggio del Cinquecento ................................................. 12 Campania: Incontri con l’arte .............................................................................. 13 Campania: Tra le pagine Guardare Napoli, di Eleonora Onghi ................................................................... 14 Sicilia: Incontri con l’arte ...................................................................................... 15 Sicilia: Tra le pagine Nella terra dei limoni. Il Museo dei Viaggiatori di Palazzolo Acreide, di Lena Costante ..... 16

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Editoriale Dedichiamo il numero zero di questa nuova rivista a chi è convinto che tutto dell’Italia possa essere compreso nella definizione di “patrimonio artistico” dalla lingua al paesaggio, dalla cultura gastronomica alle opere d’arte custodite in musei e biblioteche. Grande come un intero Paese, impossibile da catturare e spesso, purtroppo, da tutelare adeguatamente, questa nostra immensa ricchezza va per prima cosa conosciuta, protetta e soprattutto vissuta. Per questo, la nostra attività ha per stella polare il restauro e la restituzione alle più prestigiose biblioteche italiane di codici preziosi e minacciati dal tempo. Con le iniziative di Torino e Firenze, dedicate rispettivamente alla scoperta dei diari di Vittorio Emanuele III e al restauro del codice miniato di Marin Sanudo conservato alla Biblioteca Riccardiana, vogliamo segnare un orizzonte in cui tesori silenziosi e sconosciuti si mostrano in una forma recuperata, e possono essere compresi e contestualizzati grazie a iniziative espositive di approfondimento. Consegnare alle generazioni future la bellezza e l’esperienza delle pagine antiche è il nostro modo per contribuire a cementare l’identità italiana intorno alla sua altissima tradizione culturale. In questa prospettiva è nata la collaborazione tra Ars Illuminandi e ConviviumGrand Tour, che consente ai nostri collezionisti di partecipare ogni anno a oltre settanta appuntamenti dedicati alle opere e ai luoghi d’arte più significativi del nostro Paese, dal Piemonte alla Sicilia. Animato da una équipe di studiosi di alta formazione accademica, Convivium-Grand Tour propone in tutta Italia un’esperienza dell’arte rigorosamente dal vivo, lontana da quella consueta delle visite guidate. Gli Incontri con l’arte Convivium - di cui trovate in questo numero della rivista il programma primaverile - sono occasioni imperdibili di approfondimento, dedicate a singole opere o filoni tematici. Vivere l’emozione di un contatto vero con le testimonianze del passato significa spalancare attraverso di esse il paradigma del “patrimonio” che abbiamo tratteggiato qui sopra, leggendo in controluce, dal punto di vista privilegiato dell’arte, le tradizioni sorelle della letteratura, della scienza e - perché no - della gastronomia. ConviviuMagazine è un invito, insomma, a inseguire le storie antiche che l’Italia ha da raccontare, a ritrovarle nei loro luoghi e a gustarne per intero il sapore. L’invito al viaggio, con la primavera alle porte, vuole marcare il timbro di una stagione rinnovata, in cui le parole e le forme del passato indichino al presente i suoi possibili sviluppi.


Piemonte

Incontri con l’arte I riccioli di un “virtuoso”. Legnanino a palazzo Carignano Torino, Palazzo Carignano Domenica 7 aprile (pomeriggio) Milanese di nascita, ma cresciuto sugli esempi illustri della pittura bolognese, il Legnanino compie il proprio capolavoro negli affreschi di palazzo Carignano, in spontanea sintonia con la grandiosa invenzione barocca degli ambienti e con il fasto assoluto degli arredi. Le figure del mito e il rincorrersi delle stagioni, inquadrati da complicate architetture dipinte, testimoniano le doti di un pittore impegnato a tradurre nella levità di inizio Settecento le forme sinuose del Barocco.

Il respiro della pietra. Benedetto Antelami a Vercelli Vercelli, Basilica di Sant’Andrea Domenica 12 maggio (mattino) Progettata per imitare, nelle complicazioni calibrate della pianta, gli slanci poderosi delle cattedrali gotiche, la basilica di Sant’Andrea lascia emergere i dialoghi e i tramandi che, agli inizi del Duecento, stringevano tra loro luoghi diversi d’Europa. Protagonista della progettazione e della decorazione scultorea, Benedetto Antelami fa approdare a Vercelli gli echi di un inedito, toccante sentimento espressivo, sorto ben oltre la cortina delle Alpi.

La Passione e il racconto. Hans Memling alla Galleria Sabauda Torino, Galleria Sabauda Domenica 9 giugno (pomeriggio) La visione di una fantastica città turrita si polverizza, a uno sguardo ravvicinato, nel racconto delle scene della Passione, che si dipanano dall’orizzonte al primo piano tra archi, vie e palazzi. Il racconto, ininterrotto e denso di particolari, è condotto in punta di pennello da un maestro assoluto della pittura fiamminga, che eseguì il dipinto per due mercanti fiorentini. Capace di ammaliare l’esigentissimo Giorgio Vasari, la tavola di Memling fu un modello di riferimento imprescindibile per gli artisti tra Quattro e Cinquecento.

È possibile prenotare la propria partecipazione agli Incontri con l’arte dalla sezione Convivium-Grand Tour del sito www.arsilluminandi.com Per tutte le informazioni sulle procedure di prenotazione scrivere a convivium@artegrandtour.it oppure chiamare il numero 075 5001468.

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Diario di Bordo La casa editrice Nova Charta si dedica da oltre vent’anni alla diffusione della conoscenza e dell’amore per il libro, impegnandosi a tutelare i codici più preziosi del patrimonio librario italiano attraverso attività dedicate al restauro e alla conservazione. Dal 2008, molte di queste iniziative sono raccolte sotto l’insegna di “Salviamo una Biblioteca”, un progetto che vuole attirare l’attenzione su raccolte di grande valore bibliografico e storico-documentario, sostenere la catalogazione e il restauro di vasti lotti bibliografici, promuovere occasioni di studio delle collezioni e ricostruire il corpus di preziosi fondi librari. Primo tassello di un’ambiziosa ricostituzione bibliografica è un volume apparentemente modesto, ma di rilevante importanza storica: si tratta di un diario inedito di Vittorio Emanuele III, che il sovrano donò alla moglie Elena di Montenegro in occasione del loro cinquantesimo anniversario di nozze. Il manoscritto autografo è stato scoperto da Vittoria de Buzzaccarini, editore di Nova Charta e figlia di Brunoro de Buzzaccarini, aiutante di campo del re dal 1942 al 1946. La profonda conoscenza del settore dei libri antichi e i ricordi familiari che riguardavano gli scritti del re hanno condotto Vittoria de Buzzaccarini sulle tracce di un prezioso frammento di storia. Nel prossimo mese di giugno, Nova Charta presenterà un’edizione facsimilare del diario in serie limitata e numerata. La pubblicazione sarà accompagnata da un volume di commento, che prende le mosse dall’inquadramento storico di Francesco Perfetti, e che spazia da un’analisi grafologica di Anna Rita Guaitoli, a un saggio del giornalista Francesco Rapazzini, fino a due testi firmati da Vittorio Emanuele di Savoia e da Vittoria de Buzzaccarini. Il volume sarà corredato da un ricco apparato fotografico, che comprende riproduzioni delle pagine manoscritte, storiche copertine della “Domenica del Corriere” e della “Tribuna Illustrata” e fotografie inedite provenienti dall’archivio privato di Casa Savoia. Per celebrare la pubblicazione, sarà possibile visitare, presso la Biblioteca Reale di Torino, una mostra ricca di cimeli e documenti d’epoca, che sarà successivamente allestita a Monza, negli spazi di Villa Reale per approdare, dopo l’estate, a Roma.

Piemonte

Il dono del sovrano. Le pagine segrete di un re

La Biblioteca Reale di Torino.

La mostra che celebra la pubblicazione del diario inedito di Vittorio Emanuele III sarà inaugurata presso la Biblioteca Reale di Torino giovedì 6 giugno. Nel pieno dell’estate, l’esposizione sarà allestita all’interno della Villa Reale di Monza, che custodiva la celebre biblioteca dei Savoia. Tutte le informazioni sul sito www.arsilluminandi.com

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Lombardia

Incontri con l’arte Sulle orme del Maestro. I Leonardeschi al Castello Sforzesco Milano, Castello Sforzesco Sabato 20 aprile (pomeriggio) Difficile da comprendere fino in fondo perché intrinsecamente legata all’identità dell’artista, la lezione di Leonardo in campo pittorico viene trascritta con cautela e qualche difficoltà dai pittori contemporanei. Se erano irresistibili il fascino dello sfumato atmosferico e dei nuovi tagli adottati dal maestro nel campo del ritratto, le soluzioni proposte da Andrea Solario, Marco d’Oggiono e Cesare da Sesto fanno affiorare reticenze, incertezze ed entusiasmi di una generazione lanciata con passione sulle tracce del pittore vinciano.

La cantante e il pittore. Matilde Juva Branca nella Milano di Verdi e Manzoni Milano, Galleria d’Arte Moderna, Villa Belgiojoso Sabato 18 maggio (pomeriggio) Bellissima e austera, la dama ritratta da Francesco Hayez consente di leggere in controluce il mondo dei salotti milanesi, in cui - alla metà dell’Ottocento - si rincorrevano tributi e scambi tra il pittore, Giuseppe Verdi e Alessandro Manzoni. Declinata nei toni diversi di arti sorelle, l’identità dell’Italia che andava formandosi si condensa nello sguardo profondo di Matilde, celebre cantante e soggetto di un dipinto di magica intensità.

Prima della peste. Daniele Crespi alla Certosa di Garegnano Milano, Certosa di Garegnano Sabato 15 giugno (pomeriggio) La scenografica certosa, posta a ridosso delle mura di Milano, fu nel corso dei secoli punto di riferimento per intellettuali, uomini di fede e sovrani. Il momento più alto della sua storia però fu segnato dagli interventi pittorici di un manipolo di grandi artisti, che - prima della celebre pestilenza del 1630 - ne coprirono le pareti e la volta di splendide scene affrescate. Spiccano fra tutte le pitture di Daniele Crespi, sottile interprete della spiritualità del tempo.

È possibile prenotare la propria partecipazione agli Incontri con l’arte dalla sezione Convivium-Grand Tour del sito www.arsilluminandi.com Per tutte le informazioni sulle procedure di prenotazione scrivere a convivium@artegrandtour.it oppure chiamare il numero 075 5001468.

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Incontri con l’arte Veneto

Sopra le armi e oltre il paesaggio. Giorgione e la pala di Castelfranco Castelfranco Veneto (Treviso), Duomo Sabato 6 aprile (pomeriggio) Sono pochissime le opere capaci di segnare in piena consapevolezza uno spartiacque tra ciò che era venuto prima e ciò che si sviluppò in seguito. La pala di Castelfranco è una di queste: a dispetto di una collocazione defilata rispetto ai grandi centri dell’arte, il capolavoro di Giorgione seppe investire la pittura dell’Italia settentrionale di un nuovo sentimento del dipingere, che significava un rapporto inedito tra l’uomo e il mondo, nel permearsi atmosferico di figure e paesaggio.

Il sacro nella taverna. Tintoretto e l’Ultima cena Venezia, Basilica di San Giorgio Maggiore Sabato 18 maggio (pomeriggio) Posta nell’abside di una chiesa che è di per sé un capolavoro, l’Ultima cena è il testamento emozionante di Jacopo Tintoretto, che la dipinse negli ultimi anni di vita. L’inquadratura ripida della scena è scandita da vibranti controluce, e proietta sul primo piano l’acciottolio delle stoviglie. L’aneddoto che fa da controcanto alla vicenda sacra riporta la grandiosa macchina scenica negli interni quotidiani di una taverna: l’urgenza del “vero” batte alla porta della pittura, annunciando i temi del secolo nuovo.

Le baruffe, il vino, il duca. Dosso Dossi e La Rabbia Venezia, Galleria Vittorio Cini Sabato 22 giugno (pomeriggio) Dai camerini segreti del duca di Ferrara proviene la bellissima tavola di Dosso conosciuta come La Rabbia, ma in realtà indecifrabile nel suo significato autentico. Frammento di una decorazione più ampia, affascinante e oscura come un difficilissimo rebus, la tavola ferma in immagine gli umori di una delle corti più raffinate del Rinascimento. Nel punto d’incontro tra umori veneziani e corposità padane, il dipinto è simbolo della passione collezionistica di Alfonso d’Este, e dei capziosi riferimenti culturali che ne alimentavano gli orizzonti.

È possibile prenotare la propria partecipazione agli Incontri con l’arte dalla sezione Convivium-Grand Tour del sito www.arsilluminandi.com Per tutte le informazioni sulle procedure di prenotazione scrivere a convivium@artegrandtour.it oppure chiamare il numero 075 5001468.

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Veneto

Tra le pagine Le Pr ose, la poesia, la pittura. Pietro Bembo a Padova Ripercorrere il profilo e gli incontri di Pietro Bembo ha dell’incredibile, per la sua capacità magica di porsi regolarmente come punto d’irradiazione dei vettori culturali e ideali del Cinquecento. Nato in una famiglia patrizia veneziana, Bembo lambisce la reggia levantina di Caterina Cornaro, dedicando a quell’esperienza il volume degli Asolani. Attratto per fatalità verso gli epicentri del pensiero, il letterato transita agli esordi del Cinquecento presso la corte di Urbino, apogeo dell’età rinascimentale nelle pagine del Cortegiano di Baldassarre Castiglione, di cui lo stesso Bembo fu revisore. Approdo non definitivo ma certo capace di segnare un punto di svolta fu per il veneziano la permanenza a Roma, durante il papato di Leone X, che ne fece il proprio segretario. Raffaello e Michelangelo erano impegnati ad affermare nuove ambizioni espressive, e un confronto con la magnificenza dell’antico privo di inibizioni: i nomi dei due artisti compaiono come paradigmi di un tempo nuovo nel terzo libro delle Prose della volgar lingua. Mentre traccia la grammatica della lingua italiana, Bembo legge con sorprendente incisività lo sviluppo della “parlata pittorica”, ne percepisce il dispiegarsi verso orizzonti intentati, tesi ad affermare paradigmi eterni. Così, lanciato verso il cardinalato, Bembo allestisce una collezione strepitosa di dipinti. La raccolta si ricostituisce eccezionalmente, fino al 19 maggio, a Padova, nella mostra Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento, un omaggio irripetibile alla figura del letterato che vale come grandioso affresco di un’epoca. La galleria di capolavori, che spazia da Mantegna a Giulio Romano e da Giorgione a Tiziano, si completa con documenti e oggetti che consegnano del personaggio un’immagine privata e sempre tagliente, come la bionda ciocca di capelli di Lucrezia Borgia, passione corrisposta del letterato, o le lettere di intellettuali e amici. È nei libri però, negli eleganti volumi di Aldo Manuzio, che affiorano l’essenza dell’epoca, la sua riflessiva curiosità verso l’antico e un senso sottile di malinconia, destinato a deflagrare dopo il Sacco di Roma del 1527. Nelle parole che Castiglione, morto di crepacuore dopo quella catastrofe, indirizzò a papa Clemente VII, si leggono le speranze infrante di un’epoca, scaturita in parte, nei caratteri che conosciamo, dall’animo, dagli interessi e dalle passioni di Pietro Bembo. Raffaello, Ritratto di Elisabetta Gonzaga, 1502 ca., Firenze, Galleria degli Uffizi.

Pietr o Bembo e l ’invenz ione del Rinascimento. Da Bellini a Tiz iano, da Mantegna a Raf f aello Palazzo del Monte di Pietà - Piazza Duomo, 19, Padova - Tel. 049 8779005 Fino al 19 maggio 2013 - www.mostrabembo.it

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Incontri con l’arte

Celebrità assoluta nel suo secolo e paradigma di perfezione per i teorici dell’arte, Guido Reni è il frutto maturo della vicenda artistica bolognese. Le colte citazioni dall’antico, tradotte in carne nelle figure della Strage degli Innocenti, e un senso teatrale tutto emiliano e seicentesco, si innestano su calibrate costruzioni formali. Con una soluzione difficilissima e destinata a fare scuola, la geometria si fa anima, poesia e passione.

Emilia Romagna

La geometria del pathos. Il Seicento secondo Guido Reni Bologna, Pinacoteca Nazionale Sabato 13 aprile (pomeriggio)

La fanciulla dei come e dei perché. Leonardo a Parma Parma, Galleria Nazionale Sabato 11 maggio (mattino) Misteriosa come tutte le opere di Leonardo, la Scapigliata mette in luce le eccezionali competenze tecniche ed espressive del pittore. L’aura magnetica del foglio parmense smorza le molte domande che circondano il disegno, e che legano in un’enigmatica sciarada i passi dell’artista di Vinci con quelli di Gaetano Callani e Francesco Hayez, protagonisti della pittura italiana dell’Ottocento.

La pittura e il fuoco. Una tavola di Amico Aspertini Bologna, Chiesa di San Martino Maggiore Sabato 8 giugno (pomeriggio) Signore ingioiellate, santi vestiti di ricchi paramenti, occhiate incisive ed espressioni sibilline: composti in un’immagine dagli equilibri slittanti, i personaggi evocati da Amico Aspertini testimoniano il talento spinoso dell’artista, tra i più originali del Cinquecento. Protagonista dell’ostinata resistenza opposta dalla pittura bolognese all’omologazione dei linguaggi espressivi, Aspertini infonde alla pala di San Martino la vibrante intensità del capolavoro e la grandezza dell’orgoglio cittadino.

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Emilia Romagna

Tra le pagine Bianco e noir. Storie di marmo e coltelli in terra di Romagna

Ucciso per un insano capriccio della moda, un giovane guerriero racchiude un enigma nel suo sonno di marmo. Cantato da D’Annunzio e coccolato dalle giovani in cerca di marito, il sepolcro di Guidarello rappresenta il più affascinante rompicapo del Rinascimento. Trecento anni dopo, una seconda storia di coltello mette fine ai desideri di un collezionista giacobino, e fa svanire nel nulla una scultura di Canova. Strappata Imola agli Sforza, la pigra dolcezza della vittoria si impadronì dei soldati del Valentino. Era il 1501. Come tutti, Guidarello Guidarelli passava il tempo tra balli, mascherate e tornei. La dolce vita imolese si concluse in modo improvviso: il giovane fu colpito a morte da un certo Virgilio Romano, quando reclamò una “camisa a la spagnola, belissima de lavori d’oro” che gli aveva prestato. Il languore del trapasso rimase fissato sul viso del guerriero nella lastra tombale che parte della critica attribuisce a Tullio Lombardo. Per questo, la leggenda vuole che, baciando il volto di Guidarello, le ragazze nubili trovino marito entro l’anno. Un Tullio Lombardo (?), Sepolcro di Guidarello restauro recente e la documentata presenza a Ravenna Guidarelli, particolare, 1525 ca., Ravenna, Museo d’Arte della Città. dello scultore avrebbero confermato l’autenticità dell’opera che continua però ad alimentare, per la smorfia tesa della bocca e per i visibili dislivelli stilistici della realizzazione, più di un dubbio sulla sua originalità. Non sarà forse il Guidarello un falso ottocentesco, realizzato poco prima che Gabriele D’Annunzio ne cantasse il sonno, seguendo i dettami languorosi dello stile troubadour? Passati trecento anni, in piena età napoleonica, un discusso banchiere di Forlì, Domenico Manzoni, commissionò ad Antonio Canova una Danzatrice col dito al mento, prezioso tributo alla moglie Gertrude e affermazione palese di uno status invidiabile. Canova era il ritrattista imperiale, il cantore delicato dell’antico, lo scultore esclusivo dell’aristocrazia europea: nel Antonio Canova, modello in gesso per la Danzatrice sogno di gloria che abbagliava il banchiere, la Danzatrice avrebbe significato la consacrazione col dito al mento, 1809 definitiva del suo prestigio, e una promozione vertiginosa sul piano sociale. Uscendo una sera Possagno, Gipsoteca Canoviana. per andare a teatro, nel 1817 Manzoni fu raggiunto alle spalle e assassinato: una vendetta nei confronti di un uomo che aveva accumulato enormi ricchezze attraverso speculazioni poco chiare. La Danzatrice giunse a Forlì l’anno successivo, descritta con ammirazione dalla critica, ma ormai troppo ingombrante e fuori luogo per la vedova del banchiere, che la mise all’asta. La creatura di Canova partì per la Russia, e lì fece perdere le proprie tracce: distrutta, o magari soltanto non identificata, la scultura che fu un capolavoro della sua epoca, presa a modello da schiere di artisti, ha visto dileguarsi nell’ombra il suo silenzioso passo di danza.

Il sepolcro di Guidarello Guidarelli è conservato al Museo d’Arte della Città di Ravenna Via di Roma, 13 - Ravenna - Tel. 0544 482477. Perduta la Danzatrice, a Forlì si possono ammirare di Antonio Canova la lastra tombale di Domenico Manzoni, nella Chiesa della SS. Trinità, Piazza Melozzo degli Ambrogi, 7 e la splendida Ebe, presso i Musei di San Domenico, Piazza Guido da Montefeltro, 12 - Tel. 0543 712659.

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Incontri con l’arte Toscana

I “cani del Signore”. Gli affreschi del Cappellone degli Spagnoli Firenze, Basilica di Santa Maria Novella Sabato 20 aprile (pomeriggio) La dottrina, le ambizioni e lo splendore dell’Ordine domenicano si traducono nei solenni schemi allegorici dipinti sulle pareti del Cappellone, dopo la metà del Trecento, da Andrea di Bonaiuto. Cuore di un programma iconografico in cui le vicende e i panorami fiorentini si intrecciano con destini e valori universali, il Trionfo di san Tommaso d’Aquino condensa nella sua geometrica, cristallina chiarezza l’intero sistema del pensiero medievale.

I passi di una danza di pietra. Bronzino e la Discesa di Cristo al Limbo Firenze, Museo dell’Opera di Santa Croce Sabato 18 maggio (pomeriggio) Immensa nelle dimensioni, la pala dipinta da Bronzino è anche una sintesi fascinosa dei paradigmi e degli ideali di un’epoca. La virtuosistica, infinita rappresentazione del corpo umano, l’ossessione fiorentina per il disegno e l’inclinazione a fissare in pittura figure di preziosa, lustra bellezza parla della Firenze di Cosimo I, e del suo paradossale spalancare la via alle crude indagini scientifiche del secondo Cinquecento.

Una cena senza errori. Andrea del Sarto a San Salvi Firenze, Cenacolo di San Salvi Domenica 16 giugno (mattino) Costretta per secoli nello spazio claustrale delle monache vallombrosane, la più felice e ariosa tra le pitture di Andrea del Sarto è una gioia per lo sguardo, che tocca l’orizzonte più alto dell’arte fiorentina. Raggiungimento estremo degli equilibri del primo Cinquecento, il Cenacolo si increspa appena dell’inquietudine che travolse successivamente gli allievi di Andrea: a San Salvi il cielo è azzurro e l’espressione si dispiega ancora del tutto serena.

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Toscana

Diario di bordo Miniatura Viva. Passato e orizzonti del “visibile parlare” Un compleanno è sempre l’occasione per tirare le somme e guardare al futuro con lenti migliori. Per festeggiare il suo decennale, la rivista “Alumina. Pagine miniate” sceglie di donare al pubblico una mostra raffinata, che inquadra l’arte della miniatura in una duplice prospettiva, includendo tanto la sua tradizione illustre, quanto i suoi sviluppi più attuali. Cornice dell’esposizione Miniatura viva, curata dal direttore della rivista “Alumina”, Gianfranco Malafarina, è la Biblioteca Riccardiana di Firenze, scrigno di tesori come i manoscritti di Petrarca, Boccaccio e dei più celebri umanisti fiorentini come Marsilio Ficino e Agnolo Poliziano. Posta nel cuore della cittadella rinascimentale, contigua agli ambienti di Palazzo Medici, la Riccardiana è il luogo silenzioso dove il dialogo con la sapienza antica che animò il nostro Quattrocento si perpetua ogni giorno, sotto le volte affrescate, in epoca barocca, da Luca Giordano. Miniatura viva, che prende le mosse dalla restituzione alla Biblioteca Riccardiana di uno dei suoi gioielli, il manoscritto miniato di Marin Sanudo, restaurato nel quadro del progetto “Salviamo un codice”, si articola in tre sezioni, di cui la prima dedicata ad alcuni celebri capolavori appartenenti al patrimonio della biblioteca. Lo sguardo si amplia quindi ad allacciare la tradizione antica dell’illustrazione libraria con i suoi sorprendenti esiti contemporanei. Tutt’altro che estinta, e anzi posta di fronte a nuove sfide nel tempo di una comunicazione che si affida in gran parte a immagini virtuali e prive di corpo, la miniatura ha assorbito intenzioni e frequenze inedite. Così, nel percorso della mostra, alla rassegna di alcune delle più belle riproduzioni facsimilari di testi miniati antichi risponde una panoramica sull’attività dei miniatori di oggi, sulla linfa sperimentale che pervade le loro opere e sul rapporto con la storia più alta della ars illuminandi. Sarà la tavola rotonda dedicata a La miniatura ieri e oggi tra conservazione, comunicazione e restauro a dare l’avvio alla mostra, che da maggio a luglio proporrà il percorso più prezioso negli orizzonti del “visibile Volta della sala di lettura della Biblioteca Riccardiana parlare”. con l’affresco di Luca Giordano, 1718.

Miniatura viva. Codici, facsimili e miniatori del Terzo Millennio Dal 23 maggio al 30 luglio 2013 Firenze, Biblioteca Riccardiana.

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Incontri con l’arte Lazio

La furia del “nuovo Fidia”. Ercole e Lica di Antonio Canova Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna Sabato 27 aprile (mattino) Ritenuta dagli avversari troppo tenera e femminea per esprimere davvero l’essenza rigorosa del “classico”, la scultura di Canova conosce nell’Ercole e Lica uno snodo di tempestosa, unica intensità. Nelle forme perfette dei corpi, nel loro flettersi e tendersi nello spazio, deflagrano la cecità della violenza, e la percezione da parte dell’artista - di una nuova, inquieta età del sentimento.

Sulla soglia del vero. Caravaggio e la Madonna dei pellegrini Roma, Basilica di Sant’Agostino Sabato 18 maggio (mattino) Una giovane madre, vesti quotidiane e piedi scalzi, accoglie con il bambino in braccio il saluto dei due anziani pellegrini. Posta da Caravaggio nei termini inequivocabili del “vero” e dei piedi gonfi dei viandanti, l’apparizione miracolosa di Maria sulla soglia della Santa Casa assume il tono di una rivoluzione espressiva che - secondo le cronache dell’epoca - fu accolta “dai preti e da’ popolani [con] estremo schiamazzo”.

“Non esiste al mondo luogo più santo”. Gli affreschi del Sancta Sanctorum Roma, Chiesa di San Lorenzo in Palatio Sabato 8 giugno (mattino) Baricentro per la spiritualità e luogo santo come nessuno (così recita la scritta sopra l’altare), il Sancta Sanctorum è anche uno snodo problematico per l’arte italiana. Testimonianza unica della pittura duecentesca, il ciclo affrescato da un ignoto artista romano comprende nitidi squarci di paesaggio urbano e pionieristici esperimenti nel campo del ritratto, capaci di mettere in discussione la lettura consueta che lega a Firenze, e non a Roma, la rivoluzione espressiva nell’arte medievale.

È possibile prenotare la propria partecipazione agli Incontri con l’arte dalla sezione Convivium-Grand Tour del sito www.arsilluminandi.com Per tutte le informazioni sulle procedure di prenotazione scrivere a convivium@artegrandtour.it oppure chiamare il numero 075 5001468.

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Lazio/Veneto

Diario di bordo Verso Est. Istantanee da un viaggio del Cinquecento A pochi lustri dalla battaglia di Lepanto, che aveva spezzato con le sue vicende sanguinose la storia dell’Europa e dell’Oriente, un eclettico friulano, Gioseppe Rosaccio, salpò alla volta del Vicino Oriente. Armato di album per schizzi e appunti e di un’infinita curiosità per luoghi, popoli, vicende e costumi, Rosaccio scese lungo la costa balcanica oltre l’Adriatico, spingendosi verso l’Egeo, la Terra Santa e Costantinopoli. Il racconto di questo viaggio, datato 1598 e capace di ricucire i lembi di uno iato tuttora percepibile tra le due sponde del Mediterraneo, fu stampato a Venezia per i tipi dell’editore Giacomo Franco allo scorcio del Cinquecento, corredato da una dedica all’ambasciatore della Serenissima Marco Veniero. La narrazione di Rosaccio è arricchita da settantadue spettacolari disegni acquerellati, che illustrano la suggestione di un percorso che va dalla Venezia dei Dogi alla Sublime Porta del Sultano. Custodito nella sezione “rari” dalla Società Geografica Italiana, questo autentico gioiello bibliografico è stato oggetto di qualificatissimi studi, recentemente pubblicati dalla stessa casa editrice. Curato da Simonetta Conti, il volume che raccoglie gli approfondimenti scientifici sul Viaggio di Rosaccio comprende testi di Gabriella Airaldi, Francesco Surdich, Mustafa Soykut e Orietta Selva, ed è introdotto da un saggio di Franco Salvatori, presidente della Società Geografica Italiana. La pubblicazione dei saggi rappresenta un’eccezionale occasione di conoscenza, di approfondimento e studio di un’opera di per sé straordinaria, che Progetto Editoriale ha reso accessibile, con un’edizione di alta qualità, nella sua bellezza e nella sua valenza testimoniale. Il testo del Rosaccio rappresenta infatti un resoconto di ineguagliabile freschezza e fascino: quasi una cronaca giornalistica, che l’editore ha dedicato agli appassionati e ai viaggiatori - reali o virtuali - di oggi. Per celebrare adeguatamente la pubblicazione di questi Saggi di commento al Viaggio da Venezia a Costantinopoli di Gioseppe Rosaccio, Ars Illuminandi e Progetto Editoriale Editions stanno realizzando un importante convegno dal titolo Venezia e Costantinopoli. Il Mediterraneo fra Islam e Occidente. L’evento avrà due diversi momenti di presentazione e dibattito, tra Roma e Venezia, nei mesi di maggio e giugno, rispettivamente presso la Sala Della Vedova a Villa Celimontana, sede della Società Geografica, e nei locali dell’Arsenale. In concomitanza con le iniziative, realizzate in collaborazione con la Lega Navale Italiana, saranno anche allestite mostre cartografiche, che comprenderanno alcuni preziosi documenti d’epoca. Il fascino e il prestigio dell’edizione raddoppiano nell’attualità assoluta della narrazione di Rosaccio, e dell’ostinata ricerca di un contatto possibile tra Islam ed Europa, che indica una possibile via di risanamento a una ferita ancora aperta, con tutte le sue tormentate questioni, nel corpo del Mediterraneo.

Palazzetto Mattei, sede della Societa Geografica Italiana, Roma, Villa Celimontana.

Sul sito www.arsilluminandi.com sarà possibile da fine aprile visualizzare le date precise dell’evento e ogni maggiore informazione sullo stesso.

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Incontri con l’arte

Di sangue inglese, andata in sposa a vent’anni al nobile Vincenzo Ruffo, la principessa di Sant’Antimo incarna l’ideale di bellezza pallido e malinconico della piena epoca romantica. Il ritratto che le dedicò, al culmine della fama, Francesco Hayez - più volte ospite nel palazzo napoletano della coppia - mette in luce la prodigiosa capacità dell’artista di evocare le finezze delle trine e il frusciare della seta, e soprattutto di accordare il dipinto sul diapason segreto e intimo della giovane dama.

Campania

Sinfonia in grigio. La principessa di Sant’Antimo di Hayez Napoli, Museo di San Martino Sabato 20 aprile (mattino)

La grazia oltre il tempo. Le Danzatrici di Ercolano Napoli, Museo Archeologico Nazionale Sabato 18 maggio (mattino) La serie di sculture più significativa e affascinante tra quelle giunte a noi dall’antichità proviene dalla celebre Villa dei Papiri di Ercolano. Conosciute come Danzatrici, le bellissime signore sbocciate nel bronzo rappresentavano in realtà portatrici d’acqua, o forse le mitiche figlie di Danao. La loro muta pantomima, elegante nelle forme austere del metallo, cristallizza la grazia dei gesti sui moduli rigorosi della statuaria più arcaica, stabilendo un alfabeto di modelli ripresi nel corso dei secoli da decine di artisti e decoratori.

Il Settecento delle “riggiole”. Domenico Antonio Vaccaro e il chiostro di Santa Chiara Napoli, Chiesa di Santa Chiara Sabato 15 giugno (mattino) Le prospettive del chiostro maiolicato di Santa Chiara, realizzato nel primo Settecento da Domenico Antonio Vaccaro, sono uno dei simboli di Napoli, tanto felice nell’ideazione e nell’effetto scenografico da aver generato un numero infinito di imitazioni. Le “riggiole” - le mattonelle di maiolica dipinta che ricoprono colonne e sedili - seppero trasformare gli austeri andamenti dell’architettura gotica, che caratterizzava il chiostro delle clarisse, in una ridente, solare ambientazione di paradiso.

È possibile prenotare la propria partecipazione agli Incontri con l’arte dalla sezione Convivium-Grand Tour del sito www.arsilluminandi.com Per tutte le informazioni sulle procedure di prenotazione scrivere a convivium@artegrandtour.it oppure chiamare il numero 075 5001468.

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Campania

Tra le pagine Guardare Napoli Capitale europea, centro nevralgico di traffici e incontri, Napoli è la città che più precocemente ha elaborato in pittura la propria immagine. Per questo, la sua storia si legge anche nelle “istantanee” degli artisti, dalla Tavola Strozzi a Thomas Jones. La flotta aragonese pattina sulle acque tranquille del golfo, fiera della vittoria contro l’ultimo degli Angiò: la Tavola Strozzi, la più antica veduta di Napoli, dipinta allo scorcio del Quattrocento da un artista sconosciuto, era parte di un letto disegnato da Benedetto da Maiano. L’ignoto proprietario dell’arredo avrà assaporato, nei torpori dell’assopimento, le dolcezze della primavera, vagando in sogno tra Castel dell’Ovo e il verde intorno alla Certosa di San Martino. Napoli era la convergenza dei sapori e degli stili del Mediterraneo (ne fa fede il mescolarsi di maestranze e artisti nel cantiere del Castelnuovo), il vivace scenario in cui un secolo prima Boccaccio aveva ambientato le più celebri novelle del Decamerone. Controparte minacciosa del paradiso di delizie evocato dalla Tavola Strozzi, la Napoli che entusiasmava i viaggiatori del Settecento era quella delle spettacolari eruzioni vulcaniche al chiaro di luna. Il contrasto tra l’idillio silenzioso delle acque e il tempestoso scatenarsi del Vesuvio è il tema delle vedute Thomas Jones, Un muro di Napoli, 1782, emozionanti di Pierre-Jacques Volaire, beniamino dei collezionisti Londra, National Gallery. di tutta Europa. Mentre il pittore francese si esercitava su soggetti già romantici, a dispetto di una cronologia che batte ancora il secolo diciottesimo, un giovane pittore di paesaggio, Thomas Jones, percorreva tutto solo una strada alternativa e impervia, che lo condusse a scoprire negli angoli più anonimi e quotidiani di Napoli atmosfere di profonda, struggente armonia. Nel 1783 il pittore ricostruiva su piccoli fogli di carta universi ordinati fatti di mura scabre, panni stesi e silenzio. Condotti a olio e rigorosamente dal vero, gli studi di Jones si impongono come immagini di straordinaria freschezza, dove il minimo e il quotidiano si fanno frammenti di poesia. In alto, la striscia di cielo che sorvegliava la flotta della Tavola Strozzi si spalanca sulle gesta di una storia inedita e mai raccontata prima, ugualmente sbocciata tra i contrasti forti della luce di Napoli.

Tavola Strozzi, 1472 ca., Napoli, Museo di San Martino.

La Tavola Strozzi è uno dei gioielli del Museo di San Martino: una visita è obbligatoria, se si vuol dire di avere osservato da vicino l’anima della città. Certosa e il Museo di San Martino Largo San Martino, 5 - Napoli - Telefono 081 5781769 Aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30. Chiuso mercoledì.

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Incontri con l’arte Sicilia

Il sangue di Medusa. Capolavori di corallo a Catania Catania, Fondazione Puglisi Cosentino, Palazzo Valle Domenica 28 aprile (mattino) Un miracolo di bellezza, tradotto dalla maestria dell’uomo in straordinari capolavori: il corallo fin dal Medioevo ha costituito una ricchezza non solo per l’economia siciliana, ma anche per lo sviluppo di un’arte preziosa, paziente e di sorprendente raffinatezza. L’esposizione di Palazzo Valle, dimora settecentesca progettata da Giovan Battista Vaccarini, riunisce in una visione d’insieme i maggiori prodotti dei corallari siciliani tra Cinquecento e Ottocento, e ne rivela simbologie devote e apotropaiche.

Il principe matematico. Carlo Maria Carafa a Mazzarino Mazzarino (Caltanissetta), Chiesa Madre Domenica 19 maggio (mattino) Personaggio tra i più curiosi della Sicilia del Seicento, il potentissimo Carlo Maria Carafa e Branciforti, principe di Butera e del Sacro Romano Impero, conte di Mazzarino e di Grassuliato, nonché di un’infinità di signorie sparse tra la Sicilia, la Campania e la Calabria dedicò la breve esistenza agli studi scientifici e politici. Affascinato dal problema della proiezione delle ombre e dalla teoria della “architettura obliqua” di Juan Caramuel, Carafa trasformò Mazzarino in un insospettato centro culturale, impiantandovi una stamperia dove pubblicò alcune interessantissime opere sugli orologi solari e sulla morale politica cristiana.

I fili del mito. Arazzi fiamminghi nelle collezioni dei Whitaker Palermo, Villa Whitaker a Malfitano Sabato 15 giugno (mattino) Raffinatissimi capolavori dell’arte tessile fiamminga del Cinquecento, gli arazzi custoditi nella villa Whitaker sono un’affascinante traduzione per immagini del mito di Enea. Tra dinamismo e compostezza, classicità e increspature manieriste, i quadri ricamati in lana e seta sono tra le più convincenti esemplificazioni del tema oraziano dell’Ut pictura poesis, del racconto verbale che si veste di colori e figure per rendere visibile il mito.

È possibile prenotare la propria partecipazione agli Incontri con l’arte dalla sezione Convivium-Grand Tour del sito www.arsilluminandi.com Per tutte le informazioni sulle procedure di prenotazione scrivere a convivium@artegrandtour.it oppure chiamare il numero 075 5001468.

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Sicilia

Tra le pagine Nella terra dei limoni. Il Museo dei Viaggiatori di Palazzolo Acreide Ritenuta da Johann Wolfgang Goethe il punto di vista privilegiato per comprendere davvero l’Italia, la Sicilia dedica il Museo dei Viaggiatori al proprio mito di bellezza, fondamentale per costruire l’identità dell’intera Europa. Per secoli, l’Italia ha rappresentato il luogo dove l’idea di bellezza e armonia prendeva corpo nelle forme del paesaggio, delle città e dei loro capolavori, e dove ciò che le pagine dei libri avevano narrato diventava emozione ed esperienza. A partire dal Settecento, il Grand Tour - il viaggio in Italia, che consacrava la piena maturità umana e intellettuale di un individuo - divenne momento centrale per artisti, aristocratici e uomini di lettere di tutta Europa. In questo clima di entusiasmo per le bellezze dell’Italia, la Sicilia venne esplorata da intellettuali, artisti e semplici curiosi di tutta Europa, e diventò un luogo cruciale per dare senso compiuto al percorso del Grand Tour. L’isola coniugava paesaggi di solare incanto con gli echi orientali delle sue architetture, offriva al viaggiatore l’emozione di conoscere città di barocca magniloquenza e testimonianze intatte dell’arte greca. Sul fulgore degli orizzonti siciliani incombeva poi la minaccia costante della distruzione, provocata dalle forze infere di vulcani e terremoti. La regione era insomma il luogo che faceva incontrare le delizie del paradiso terrestre e le voragini infuocate dell’inferno. Ai panorami dell’isola, alla loro essenza di ossimoro, il Settecento dedicò splendidi racconti di viaggio. Le incisioni che li illustravano identificarono nella Sicilia la sede del “pittoresco”, facendone il soggetto per eccellenza - perché più bello e vario di ogni altro - per l’esercizio dei pittori. Il Museo dei Viaggiatori in Sicilia di Palazzolo Acreide (Siracusa) illustra un frammento importante di questa storia, raccogliendo preziosi volumi di viaggio, antiche carte geografiche e alcune tra le più belle serie di incisioni dedicate ai luoghi celebri della regione. Vogliamo segnalare in particolare le tavole del Voyage pittoresque ou description des royaumes de Naples et de Sicile di Jean-Claude Richard de SaintNon e quelle del Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari di Jean-Pierre-Laurent Houël, capolavori assoluti risalenti all’ultimo quarto del Settecento. Sfilano davanti agli occhi del visitatore le mete celebri di viaggi lenti, compiuti in carovana e non senza difficoltà - Agrigento, Taormina e Segesta - ma anche luoghi più oscuri e selvaggi, che si volevano popolati da briganti e leggende, come le vette di Sperlinga o i dintorni dell’antica Castrogiovanni, l’attuale Enna. Il dispiegarsi del solare mito siciliano, tinto di malinconia negli occhi di chi assaporava una grandezza classica che non era più, sedimentava nell’animo dei suoi protagonisti l’identità stessa dell’Europa, il suo possibile ritrovarsi - al di là di lingue e frontiere - su comuni orizzonti culturali. In tempi in cui le scosse di matrice greca che investono il nostro continente sembrano al Claude-Louis Châtelet, Veduta di Castrogiovanni, 1781, incisione tratta dal contrario metterne a repentaglio la compattezza, Voyage pittoresque ou description des royaumes de Naples et de Sicile, è un’emozione che vale davvero la pena provare. di Jean-Claude Richard de Saint-Non, Parigi 1781-1786. Il Museo dei Viaggiatori in Sicilia si trova a Palazzolo Acreide (Siracusa) Palazzo Vaccaro - Via Maestranza, 5. Per informazioni e prenotazioni è necessario contattare il Settore Turismo del Comune di Palazzolo Acreide, tel. 0931 871260 o l’Ufficio Informazione Turistica, tel. 0931 472181.

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COLOPHON credits ConviviuMagaz ine - Anno I, n. 0/2013 Redaz ione: Eleonora Onghi; Luca Vivona. Impagi naz ione: Tiziana Befani. Hann o collaborato a q uesto nu mero: Lena Costante, Paola Mello. Le immagini di questa rivista sono di pubblico dominio. Si resta a disposizione per eventuali spettanze di legge. Nessuna parte della rivista può essere riprodotta o rielaborata senza autorizzazione scritta della redazione e dell’editore. In coper tina: Leonardo da Vinci (attribuito), La Scapigliata, 1485 ca., Parma, Galleria Nazionale. Gli esperti d’ar te Grand Tou r Francesca Adamoli Approdata in laguna dall’Abruzzo, si è laureata presso l’Università Ca’ Foscari, specializzandosi sulla pittura veneziana tra Quattro e Cinquecento e collaborando con gli Enti di tutela del patrimonio artistico. Francesco Paolo Campione È dottore di ricerca presso l’Università di Palermo, dove collabora con le cattedre di diversi insegnamenti. Ha orientato i suoi interessi soprattutto sui temi dell’estetica sul rapporto tra filosofia e arti figurative. Anna Maria Cavanna Dottore di ricerca presso l’Università di Siena, si è occupata di pittura veneziana e piemontese, concorrendo alla realizzazione di importanti progetti espositivi. Collabora con i principali musei di Torino e del Piemonte. Maria Corsi Ricercatrice presso l’Università di Siena, è specializzata nei temi dell’iconografia sacra medievale. Su questi argomenti ha curato importanti ricerche e studi, che hanno consentito di recuperare il senso perduto delle opere d’arte. Andrea Dallanoce Specializzato in Storia dell’Arte presso l’Università Cattolica di Milano, ha collaborato con importanti musei del capoluogo. Ha concentrato i suoi studi sulla pittura tra Sei e Settecento, e sulle vicende dell’arte in area lombarda. Francesco De Carolis Laureato a Urbino e specializzatosi a Siena, è dottore di ricerca presso l’Università di Bologna. Il suo percorso di studio, ampio e originale, si è concentrato sulle tecniche artistiche e sulla loro evoluzione. Antonia Fico Dopo la laurea presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, ha collaborato con importanti complessi monumentali e con il Museo Archeologico Nazionale, in un arco di interessi che spazia dall’arte paleocristiana al barocco partenopeo. Claudia Franzel Laureata in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università della Tuscia a Viterbo, ha dedicato la propria attenzione alla diagnostica, alla conservazione e alla catalogazione dei dipinti su tavola, realizzati fra XII e XIV secolo. Laura Gori Specialista del barocco romano, vanta una profonda esperienza nel campo della ricerca d’archivio legata alle vicende e alla costituzione delle più importanti collezioni d’arte dell’Urbe. Collabora con la cattedra di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Roma Tre. Eleonora Onghi Formatasi tra Bologna e Siena, dove ha conseguito il dottorato di ricerca, si è occupata del manierismo toscano e della pittura europea tra Sette e Ottocento. Ha curato studi specialistici e pubblicazioni a carattere divulgativo. È direttore scientifico di Grand Tour. Elena Piaggesi Laureatasi in Conservazione dei Beni Culturali presso la sede ravennate dell’Università di Bologna, si è dedicata con passione all’arte contemporanea. Ha collaborato con importanti riviste e case editrici specializzate. Roberta Schenal Approdata in Calabria dal Piemonte per inseguire la propria passione per l’archeologia magnogreca, ha curato prestigiosi studi e iniziative espositive. Fa parte del gruppo di progettazione del nuovo Museo Nazionale di Reggio Calabria. Luca Vivona Dottore di ricerca presso l’Università di Siena, ha fatto dell’universo delle immagini il terreno privilegiato del suo percorso nel campo dell’estetica, e di un ampio progetto di divulgazione delle competenze scientifiche. È direttore artistico di Grand Tour.


SALVIAMO UN CODICE. UNA MISSIONE DI CULTURA. I codici miniati, opere d’arte di valore incalcolabile, sono i testimoni dell’evoluzione intellettuale, sociale e religiosa di un popolo, di una civiltà; strumenti indispensabili per la conoscenza. Salvare ogni anno dal degrado un’opera di particolare importanza, per assicurarne la durata nel tempo, è la missione del progetto Salviamo un codice del quale Ars Illuminandi è ambasciatore culturale.

LA COLLABORAZIONE FRA ARS ILLUMINANDI E SALVIAMO UN CODICE CONSISTE IN: Individuare nel ricco patrimonio di codici miniate delle Biblioteche italiane un manoscritto di particolare valore storico e artistico bisognoso di un intervento di manutenzione o di restauro. Sottoporre l’opera a un intervento che assicuri condizioni ottimali di conservazione e di durata. Effettuare gli opportuni studi di carattere filologico, paleografico, codicologico e storicoartistico. Restituire alla collettività il manoscritto restaurato sensibilizzando l’opinione pubblica sull’opportunità di questi interventi a salvaguardia e valorizzazione del nostro patrimonio librario.

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ConviviuMagazine numero ZERO  

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