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CAFFETTERIA - GELATERIA PASTICCERIA

…voci ai confini! illeuca@libero.it

Il nostro sogno Noi “cuccioli” cresciuti nel web e nelle nuove tecnologie, che il più delle volte comunichiamo solo con gli sms o con le e-mail, con la nostra semplicità e voglia di fare, cerchiamo nel nostro piccolo di fare qualcosa di grande per la nostra terra e per noi stessi. In un mondo dove la parola “globale” è ormai divenuta l’unità di misura delle cose, con una lente d’ingrandimento vogliamo soffermare lo sguardo sulla realtà locale, talvolta, dimenticata. Vogliamo esprimere i nostri sogni, le nostre aspettative, i nostri bisogni, recuperare usi e costumi di un tempo, attirare i giovani ad un apprezzamento maggiore di Leuca, delle sue bellezze e dei suoi incantevoli luoghi. Pietra dopo pietra, parola dopo parola ci auguriamo di costruire anche noi una piccola “pajara” di storia, vista attraverso i nostri occhi, pieni di ideali, di sogni, di speranze. Spesso accusati, ingiustamente, di essere estranei alla società che ci circonda, ma con un infinito desiderio di far sentire, anche, la nostra voce. Vogliamo guardarci intorno, chiederci il perché delle cose circostanti, raccontare storie di piccoli uomini che con la loro vita hanno reso grande la nostra terra. Anche la storia di un sasso, di una pietra, di un edificio diroccato, di una strada, di una chiesa… può renderci più consapevoli del nostro passato e farci diventare cittadini del futuro. Speriamo con questo di valorizzare Leuca per quella che è veramente per dodici mesi all’anno e… non come appare, o cerca di apparire nei pochi mesi estivi. Ringraziamo di cuore l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia del Capo di Leuca che ha creduto vivamente, sin da principio, nel nostro progetto e tutti coloro che ci hanno dato e ci danno tuttora un valido aiuto. La Redazione

distribuzione gratuita

Periodico indipendente • Anno I N. 0 • NOVEMBRE 2003 - GENNAIO 2004

Il Leuca… un secolo dopo

Il Leuca nasce quasi per gioco. Un gruppo di giovani ripercorre l’impresa iniziata dai Fuortes dando origine a un nuovo Il Leuca… un secolo dopo. A PAG.

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All’interno… ANMI: 8 anni di presenza sul territorio

Aspettando il Capodanno …ai confini della terra !

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Turismo 2003: Leuca …che passione pag. 3

Colonia Scarciglia: opinioni a confronto pag. 4

Antonio Panzera: il coraggio di essere cittadino attivo A PAG.

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Occhio al retro! Avete preso una MULTA per un divieto di sosta? Potreste non pagarla se il segnale non risponde alla norma. Se si osserva bene, molti cartelli che ci circondano violano le norme previste dal Regolamento. Ecco come comportarsi. A PAG.

Anche Leuca onora i caduti di Nassiriya pag. 7

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Perché un giornale… perché il Leuca Il Leuca nasce quasi per gioco. Rovistando nella polvere del passato giornalistico di Leuca è venuto alla luce un vecchio giornale risalente al 1878. Nessun testo riporta questa pubblicazione. Si tratta di un giornale voluto da Tommaso Fuortes e stampato in una piccola tipografia di Giuliano. Il giornale ha come titolo Il Leuca. Di questo sono attual-

mente conosciuti solo due numeri (28 agosto 1878, 5 settembre 1878) grazie al contributo di Alessandro Laporta. Per motivi di limitata disponibilità tecnologica, Il Leuca era in ottavo (21x 15) e si componeva di sole quattro pagine a numero. Come Boccaccio, i fratelli Fuortes scrivono per rendere omaggio alle fanciulle nobili del tempo, per

La redazione al lavoro

alleviare la noia e “far fare qualche sbadiglio di meno nelle ore infuocate del giorno”. Nessun articolo è di politica o di “mode”, il giornale propone solo notizie “interessanti”. Esso è fatto di brevi periodi e di articoli lievi, rappresenta il riflesso di una società elegante e nobile della Leuca di fine ‘800. Dal lontano tempo in cui è nato questo progetto sono passati 125 anni. Un gruppo di giovani ripercorre l’impresa iniziata dai Fuortes dando origine a un nuovo Il Leuca… un secolo dopo, impaginato con una tecnologia avanzata, con un formato più grande, con destinatari diversi, ma con lo stesso entusiasmo tipico delle persone che vogliono fare qualcosa per la loro terra. Il nuovo giornale vuole riprovare a trasmettere qualcosa di interessan-

te, che possa allietare “gentiluomini e fanciulle” del nostro secolo, riproponendo una Leuca filtrata attraverso gli occhi dei giovani. Come il titolo scelto, tutto il nostro progetto giornalistico è un recupero e una valorizzazione di un passato che, passato non è… “siamo nani sulle spalle dei giganti”. Attraverso la ricerca e il nostro impegno vogliamo provare a vedere dietro e oltre i confini della nostra terra e della nostra storia. Consapevoli che nel ricostruire la storia di un paese, la carta stampata ha un valore rilevante, ci proponiamo di promuovere e soprattutto difendere le bellezze e le risorse umane che il Capo di Leuca offre, di dipingere Leuca e i suoi dintorni con le sue luci e le sue ombre. Maria Ermelinda De Carlo

ANMI: 8 anni di presenza sul territorio II Gruppo A.N.M.I. (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) di Castrignano del Capo/Leuca si è costituito con ratifica della Presidenza Nazionale datata 29 maggio 1996, colmando così un vuoto che ormai appariva sempre più evidente sul territorio, che per posizione geografica e storia è da sempre legato al mare. Sin dalla sua costituzione ha trovato un largo consenso ed una grande dimostrazione di stima, sia da parte delle Istituzioni locali sia, più direttamente, da parte della cittadinanza, che ha potuto così identificarsi nella sua pluricentenaria cultura, spiccatamente marinara. Lo spirito che ha animato i promotori della nascita del Gruppo è stato, subito, ampiamente condiviso e sostenuto, a conferma che i valori sui quali è, statutariamente, imperniata l’Associazione

Marinai e per i quali opera attraverso la sua presenza in loco come Associazione d’Arma, sono sempre presenti e profondamente radicati negli animi di quanti hanno servito o continuano a servire il Paese, mediante un vivo e forte attaccamento alla Marina Militare. Ciò ha consentito al Gruppo di farsi carico di impegni, anche di un certo rilievo, nonostante alcune difficoltà oggettive, proprie del percorso d’inserimento nel contesto sociale. L’aver organizzato, infatti, in Marina di Leuca il 2° Raduno Regionale A.N.M.I. nel settembre 1998, a soli due anni dalla costituzione, è certamente motivo di orgoglio per l’Associazione stessa, ma non è il solo. In questi pochi anni di vita, essa ha svolto un’intensa attività di interscambio rappresentativo a livello locale, regionale e persino nazionale, partecipando a raduni, cerimonie e celebrazioni solenni: • partecipazione alla SS.Messa, officiata dal Santo Padre nella Basilica di S.Pietro in Roma, lo scorso anno, in occasione della festa di S. Barbara; • pellegrinaggio a S. Giovanni Rotondo, indetto per tutte le Forze Armate dall’Ordinario Militare per l’Italia Mons. Giuseppe MANI;

• commemorazione di tutti i Caduti in mare, svoltasi a Brindisi presso il Monumento Nazionale al Marinaio d’Italia alla presenza del Capo dello Stato Carlo Azeglio CIAMPI, divenuta per legge una ricorrenza nazionale; • annuale commemorazione dei Caduti dei Sommergibili Pietro Micca e Rubino affondati nelle acque antistanti S.Maria di Leuca; • intitolazione della Piazza Marinai d’Italia in Marina di Leuca, voluta e patrocinata dall’Amministrazione Comunale. Inoltre sì è fatta promotrice di numerose iniziative di carattere sociale, rendendosi anche disponibile ad interventi in ambito scolastico su tematiche di propria competenza. Un altro motivo di orgoglio decisamente rilevante per gli associati, è l’aver realizzato, dopo non poche peripezie, una propria Sede Sociale, sita in Marina di Leuca, dove poter svolgere le normali attività programmatiche nonché socio-ricreative. Si rende nota, con l’occasione, la disponibilità ad organizzare presso detta Sede, lo svolgimento di corsi specifici per l’acquisizione della patente nautica. Di rilevante importanza in

ambito territoriale, è l’impegno assunto dal Gruppo di portare avanti il progetto per la realizzazione, sempre in Marina di Leuca (zona Punta Ristola), del MONUMENTO AI CADUTI DEL MARE per il quale, proprio in questi giorni si è giunti al termine di tutto l’iter burocratico ottenendo il rilascio della tanto sospirata licenza edilizia. A tal proposito, ovviamente, è d’obbligo far presente che l’avvio dei lavori per l’effettiva realizzazione è subordinato alle opportunità ed alla celerità di reperimento dei fondi necessari; pertanto, si auspica un solerte ed adeguato intervento degli Organi di competenza. Infine, il Direttivo del Gruppo e i Soci tutti rivolgono un Augurio di vero cuore ai Responsabili e agli Operatori del neo-giornale “il LEUCA”, unitamente al sentito ringraziamento per l’attenzione profferta. Il Consiglio Direttivo ANMI


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Turismo 2003: Leuca… che passione! La stagione estiva è ormai un piacevole ricordo per tutti gli amanti del tempo libero, ma, a posteriori, si ha la sensazione che quello appena trascorso sia stato uno dei migliori andamenti turistici al quale si sia mai assistito, sia in ambito regionale, sia in ambito locale. Un primo impatto visivo con il fenomeno si è avuto nel momento in cui si è provato ad attraversare il centro di Leuca nei tre mesi focali (giugno, luglio e agosto). Si sarà notato, certamente, il netto incremento dei turisti nel mese di giugno, periodo solitamente povero di presenze turistiche. Sicuramente un valido aiuto è giunto dal precoce clima “estivo”, che ha messo in ginocchio tantissime città italiane del nord, i cui abitanti si sono visti costretti ad anticipare le vacanze per sfuggire all’opprimente calura delle strade cittadine, vere e proprie fornaci. Impossibilitati, a livello psicologico, ad intraprendere viaggi oltrefrontiera, in virtù di una

caotica situazione internazionale (che ancora sconta gli effetti dell’11 settembre), molti connazionali si sono diretti verso le zone meridionali della penisola. Una buona parte del flusso “migratorio” stagionale si è riversato proprio nella nostra Puglia, grazie non solo ad un’efficiente campagna promozionale, ma anche e soprattutto alla presenza di un diffuso patrimonio artistico-culturale e naturale. Ciò che attira, infatti, maggiormente il turista nei mesi estivi, sono gli sconfinati chilometri di costa che racchiudono la nostra Regione, così vasta (alta e rocciosa ad est, bassa e sabbiosa ad ovest) da soddisfare ogni esigenza richiesta, il tutto

racchiuso da due cordoni di mare ( lo Ionio e l’Adriatico) ancora incontaminati dall’uomo. La conferma che quest’anno il Salento “andava di moda” si è avuta dai dati ufficiali sul movimento turistico, pubblicati nel mese di settembre dall’APT (Azienda di Promozione Turistica) di Lecce, che ha rilevato le presenze e gli arrivi dei mesi di giugno, luglio ed agosto 2003 del nostro Comune e della Provincia, ponendoli a confronto con l’anno precedente. Dal riepilogo sono scaturiti numeri molto confortanti. Rispetto ad un incremento generale del movimento turistico di tutta la Provincia pari al 23,80%, Leuca è la località marina che ha registato la performance più alta rispetto alle sue principali concorrenti locali, con un incremento relativo del 23,00% contro il 19,46% di Otranto, il 14,65% di Gallipoli ed il 13,05% di Santa Cesarea. Dall’analisi delle presenze (numero delle persone che hanno trascorso almeno 24 ore nel territorio considerato) risulta, inoltre, che quasi 30000 viandanti hanno visitato la nostra località nei mesi estivi. Questi numeri non tengono conto degli occupanti delle case in affitto, disseminate lungo tutto il litorale comunale, e che si possono stimare in ulteriori 10000 presenze. Un simile flusso turistico ha portato enormi benefici economici in tutto il settore, grazie anche ad una serie di attività promozionali (nota, ormai, la celebre manifestazione Salento Faro tra due mari), che hanno dato il giusto risalto mediatico ad un territorio tra i più ricchi (non solo della Puglia), per la sua cultura, le sue tradizioni, la sua storia e per la “verginità” dei suoi ambienti naturali. Tuttavia, molto ancora si può e si deve fare a supporto di questi numeri. La consapevolezza di essere diventati uno dei prin-

cipali poli del turismo italiano ed internazionale deve spingerci a creare un sistema di infrastrutture in grado di non snaturare l’ambiente circostante. Occorre incrementare la capacità ricettiva locale, ridurre le distanze con le altre Regioni ed i Paesi limitrofi, mediante una sviluppata rete aeroportuale, che accorci le ore di viaggio per raggiungere l’estremo lembo d’Italia. Sarebbe inoltre opportuno creare una politica dei servizi al turista, che tenga conto dei moderni standard di qualità, in grado di fargli apprezzare tutte le risorse di una natura selvaggia (come quella del territorio di Leuca), senza, però, fargli mancare ogni forma di comodità che una rilassante vacanza richiede. Fondamentale diventa lo sviluppo di uno spirito di collaborazione (che soppianti definitivamente il tradizionale egoismo locale), che coinvolga non solo gli imprenditori del posto, ma anche tutte le Amministrazioni di competenza. Ogni progetto imprenditoriale richiede, alla fonte, oculati piani strategici ed una forte sinergia, solo così si può avere la possibilità di sviluppare nuovi interscambi culturali, in grado di avvicinarci più velocemente al resto d’Europa e del Mondo. Luca Donnicola

ANNO 1, N.0

in corso di registrazione

illeuca@libero.it INFO: 349 0945280

DIRETTORE RESPONSABILE

Antonio Corrado Morciano DIRETTORE

Giuseppe De Carlo COORDINATRICE

DI

REDAZIONE

Maria Ermelinda De Carlo REDAZIONE

Francesco De Nuccio, Luca Donnicola, Marco Vallo HANNO COLLABORATO:

Tina De Carlo, Pierluca Deli, Tommaso Schirinzi, Vito Vallo GRAFICA

Stefano Trane-Protopapa Un ringraziamento particolare al prof. Elio Ricchiuto e alla dott.ssa Valeria Bruno e un grazie a Vito Vallo per aver creduto in noi!

La direzione declina ogni responsabilità inerente al contenuto degli articoli firmati, poiché essi sono diretta espressione del pensiero degli autori. La direzione si riserva di rifiutare qualsiasi collaborazione o inserzione di cui non approvi il contenuto. Foto e manoscritti, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. La collaborazione a questo giornale è a titolo gratuito.

SANTA MARIA DI LEUCA

Stampa: DE ANGELIS - Lecce

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Opinioni a UN PEZZO DI LEUCA, UN PEZZO DI NOI Sorta ai piedi del faro, sul promontorio Japigio, l’immobile comunemente denominato Colonia Scarciglia (dal nome della famiglia leccese che finanziò il suo nascere) fu costruito inizialmente come opera militare. Le prime pietre furono poste nel 1918: occorreva erigere una centrale elettrica. In seguito la costruzione fu ampliata e utilizzata per la grande guerra. Da qui si può motivare la sua insolita posizione a ridosso del mare ed in prossimità del porto. Il 30 dicembre 1930 fu inaugurata alla presenza del segretario del partito fascista, l’onorevole Starace, come Istituto antitubercolare per ragazzi. Gestito da religiose, il centro accoglieva centinaia di minori, che potevano essere assistiti ed istruiti. Negli anni 80, misteriosamente, il centro fu abbandonato. Nessuno si era preoccupato di portar via i lettini, i mobili, i quadri, persino i documenti… tutto rimase lì, senza vita. Gli anni passarono e per la colonia cominciò la sua triste decadenza. Aveva conosciuto la guerra e le sue sofferenze, aveva salvato numerosi bambini dalla fame e dalla malattia, eppure ora sembrava una “cattedrale nel deserto”. Oggi è ancora lì, invecchiata con la storia, ma noi non l’abbia-

mo dimenticata. Ormai è parte di Leuca e della sua topografia. Esteticamente è un “orrore”, una struttura fatiscente e pericolosa. Eppure dentro di sé contiene ancora le tracce visibili di un passato non lontano. Per terra ci sono ancora schede sanitarie dei ragazzi ricoverati, pagelle scolastiche, materassi logori, scrivanie capovolte, bagni a misura di fanciullo distrutti…I muri, un tempo testimoni delle sofferenze dei bambini e delle loro piccole gioie, ora mostrano l’incuria e l’ignoranza di vandali e saccheggiatori che non sanno e non hanno ancora capito

il valore di questo bene. Fa rabbrividire la presenza di scarpette di bimbi sepolte dalla polvere e i loro disegni ancora lì per terra, coperti dal fango. Verrebbe voglia di distruggere tutto per dimenticare quanto l’uomo della civiltà del XXI secolo ha permesso. Ma si può abbattere la storia? Se la Colonia Scarciglia sparisse, verrebbe meno con essa il bene che questo edificio ha fatto a suo tempo a tanti fanciulli. Perché allora non valorizzarlo? Costruita in una posizione assai suggestiva sarebbe una struttura ricettiva perfetta. Dalle sue fine-

I edizione Concorso UN NATALE CON I FIOCCHI 2003 L’evento organizzato dalla redazione in collaborazione con la Parrocchia Cristo Re si è concluso con la seguente premiazione:

1° CLASSIFICATO: Gilberto Morciano 2° CLASSIFICATO: Maurizio De Nuccio 3° CLASSIFICATO: Effa Monzani Premio speciale alle suore Figlie di S. Maria di Leuca. Arrivederci al prossimo anno!

stre si vede il mare e quanto di bello ha Leuca. L’idea qualcuno l’ha colta e… chissà se dopo tanti ipotetici progetti di recupero, non sia questa la volta buona! E… quando l’immobile ritornerà finalmente agli antichi splendori, tutti, ma soprattutto noi leuchesi, almeno per un attimo, dovremo ricordare i sorrisi che quell’ex-Colonia ha regalato a tanti bambini. Maria Ermelinda De Carlo

GIORNALISTI PER AMORE DELLA PROPRIA TERRA Se volete far sentire la vostra voce, gridare i vostri sogni, e abbassare il rumore del vostro silenzio per sentirvi cittadini attivi collaborate con il Leuca. La nostra redazione è pronta ad accogliere i vostri articoli, le vostre voci, le vostre storie.

Inviare gli articoli a illeuca@libero.it

21 marzo Hotel Terminal, ore 17.30 PRESENTAZIONE UFFICIALE DEL PRIMO NUMERO


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COLONIA SCARCIGLIA

confronto

UNA COLONIA DI TROPPO! Ormai ci siamo assuefatti un po’ tutti alla sua ingombrante presenza; da qualsiasi angolazione si osservi la marina di Leuca, questa sagoma prepotente si impone come elemento caratterizzante del paesaggio; inevitabilmente presente in cartoline e foto ricordo della “perla dei due mari”, la sua struttura, non eccessivamente brutta né particolarmente bella, diciamo “anonima”, ha una sola (grave) pecca, quella di essere stata costruita a ridosso di uno degli speroni costieri tra i più incantevoli della penisola: il Promontorio Japigio. Beh, chi a Leuca è “cresciuto e pasciuto” avrà già capito che sul banco degli imputati c’è proprio lei: la Colonia Scarciglia. Per i leuchesi della domenica, eccone una descrizione in breve. Posta ai piedi del “Tacco d’Italia”, all’ombra del maestoso faro di Capo S. M. di Leuca, dalla forma regolare (fin troppo per una località che punta a distinguersi per l’ecletticità della sua architettura), fa bella mostra di sé in tutta la sua imponenza e in tutto il suo degrado. Per chi in Italia ci arriva da sud, approdando a Leuca, la Colonia Scarciglia rappresenta un biglietto da visita che la dice lunga sulla “italica” insensibilità verso il tema della salvaguardia del territorio. Quale più efficace denuncia visiva, della violenza che l’uomo può perpre-

tare ai danni del paesaggio? I titoli per entrare nel circuito dei cosiddetti “ecomostri” non mancano: dal Fuenti (Campania) a Punta Perotti (Bari), passando per Punta Meliso dunque (fatte le dovute proporzioni ovviamente). Come prima città d’Italia (sempre per chi arriva da sud), Leuca non poteva non contenere nel suo profilo architettonico, nel suo skyline un’ effige di tutti gli scempi di cui abbonda il nostro Paese; un’ Italia che senza pudore ci ostiniamo ancora a definire “il belpaese” richiamandoci a un luogo comune di cinquant’anni fa e che trova pochi riscontri nella drammaticità della situazione in cui attualmente versa il suo territorio. Quel che è peggio, è che spesso gli scempi più eclatanti vengano legittimati da regolari concessioni; si fa un gran parlare contro il fenomeno dell’abusivismo, specie in tempi di condono edilizio, ma forse occorrerebbe prestare altrettanta attenzione a ciò che viene legalmente autorizzato dalle commissioni edilizie delle pubbliche amministrazioni (Comuni in testa). Negli ultimi anni sono state fatte svariate ipotesi sul futuro della colonia, si è pensato di realizzarci di tutto: dagli alberghi alle scuole di vela, dai ristoranti ai musei. Pare di capire che l’unico obiettivo che muova l’Amministrazione Provinciale (Ente pro-

prietario del bene) sia quello di un recupero funzionale della fabbricato. Propongo una seconda via: recupero sì, ma non della struttura bensì del territorio, in una parola ABBATTIMENTO. La parola è un po’ grossa ma auspico che si inizi a parlare anche di quest’ipotesi, abbattendo prima di tutto il tabù. Questa vuole essere più di una semplice provocazione, una proposta di alternativa seria e altrettanto valida sebbene anti-economica. La causa della riqualificazione territoriale dovrebbe prevalere sull’esigenza (meno giustificabile) di attribuire una qualsiasi funzione ad un struttura “nata male”, nel posto sbagliato. Esigenza peraltro di dubbia sostenibilità sul piano urbanistico. Mi spiego: al recupero funzionale dell’opera conseguirebbe un afflusso (e deflusso) quotidiano di uomini e mezzi non indifferente in ragione della stessa mole dell’ edificio oltre che del richiamo che lo stesso eserciterebbe in relazione ad ognuna delle destinazioni d’uso ipotizzate (albergo, museo, scuola ecc…). Ciò, in concreto, significa che nella migliore delle ipotesi nascerebbero dei seri problemi di viabilità (e già non sono pochi), nella peggiore, ma non remota, ci si troverebbe ad affrontare una vera e propria emergenza di natura infrastruttu-

rale; la colonia ricade infatti in un’area che non è evidentemente dotata di un efficiente sistema viario e mai lo potrà essere per ragioni di collocazione (l’edificio costituisce esso stesso una sorta di “binario morto”); dunque per quanto riguarda l’accessibilità, non si può dire che si trovi ubicata in una posizione strategica. Tuttavia la questione fondamentale resta una sola: il ripristino dello stato dei luoghi. E quale miglior occasione per iniziare a discuterne? La struttura, da anni ormai svuotata della sua originaria funzione (che comunque non ne giustificava l’esistenza), non svolge alcun “ruolo”ed è difficile, come ho già ampiamente argomentato, credere che potrà assumerne uno in futuro; fu infelicemente inserita nel contesto urbano di Leuca violentando la verginità di un luogo estremamente interessante. Ritengo , inoltre, che si imponga una istanza più generale di “restauro” di tutto il paesaggio. Demolizione della Colonia Scarciglia non come atto estemporaneo, ma inizio di un’inversione di tendenza di un programma organico finalizzato nel medio lungo periodo, al recupero dei siti danneggiati, affinché si riapproprino della loro natura, della loro “asperità”, della loro originaria identità. Francesco De Nuccio

LA SORTA E LA FURTUNA

e scommise ca l’ommu sarebbe rimastu sempre più poveru de prima. Stu benedettu ristianu tania nu cumpare piscature de canna e li regalò sta chiumbina. Lu cumpare cu se disobbliga, turnannu de la pisca, li regalò nu pisce bonu. La mujiere quannu pulizzò stu pisce trovò intru l’intrame nu diamante ca

cadennu ‘nterra lluminò tutta la casa. Lu piscature lu purtò all’urefice ca senza tanti complimenti e senza tira e molla li dese diecimila ducati. Felici e cuntenti se pagarene li debiti e de chiru giurnu trascorsero na vita de signuri. Quannu la sorta cu la fortuna turnarene pe vadire ci era vinta la scom-

messa, la furtuna rimase cu tantu de nasu accettannu ca la sorte avia vintu. La sorta cu nu tonu quasi de mescia concluse:«De osci ‘nnanzi mintitela ‘ncapu ca ci nu simu d’accordu tutte doi nu se combina mai nensi».

Nu giurnu la SORTA e la FURTUNA se ficiara na passiggiata pe vadire cu ll’occhi loru la società de osci. Camanannu, camanannu ffruntarene n’ommu ca faticava puru la duminaca cu pozza tarrare ‘nnanzi la famia. La fortuna lu chiamò e li dese cento ducati cu risolve li problemi chiu necessari. Turnarene dopu qualche giurnu e videra ca l’ommu cuntinuava a faticare comu primu. La sorta senza cu la pensa do vote disse a la furtuna:«Se nu lu ricompensu ieu chiru ristianu more sempre de fame». La furtuna quasi offesa disse: «Mo vadimu tie ciggè ca li dai». «Ieu nu li do propriu nensi de sordi, li do sulamente na chiumbina». La furtuna se fice sulamente na risata

da CUNTU È DITTU, CUNTU È FATTU ricerca a cura di Tina De Carlo

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Antonio Panzera: il coraggio di essere cittadino attivo

Durante gli anni ‘60 – ‘80 del XIX secolo, in pieno fermento economico e sociale postunitario, anche il Salento dava un’importante contributo al generale sviluppo Italiano grazie alla presenza di personaggi che, dopo brillanti carriere politiche, diventarono rappresentanti del

“nascente” popolo Italiano. Anche noi, nel nostro comune abbiamo avuto eroi politici; uno tra i tanti è stato l’onorevole Antonio Panzera, Sindaco di Castrignano del Capo, Membro del Consiglio Provinciale e Deputato di ben quattro legislature (11ª, 12ª, 14ª, 16ª). Consultando gli schedari del museo provinciale, tra articoli che davano l’idea del Salento come territorio del Mezzogiorno in via di sviluppo, ho notato un suo scritto, comparso su Il Cittadino Leccese del gennaio 1866. L’articolo di questo nostro illustre concittadino, allora membro del consiglio provinciale, denunciava la questione dell’esproprio dei terreni per costruire una via di collegamento per i paesi del versante Ionico (quella che poi avrebbe collegato Gallipoli a Leuca). Il progetto dell’opera conteneva punti poco definiti, soprattutto per quanto riguardava il tratto Presicce-Gagliano; strane devia-

zioni e interruzioni dei lavori insospettirono il nostro concittadino, che subito cominciò ad indagare su queste anomalie. Invano tentò di accedere ai vari documenti, che avrebbero potuto chiarirgli la questione, ma nulla gli fu concesso. Divenuto agli occhi di molti un personaggio scomodo fu costretto a ritirarsi dalla carica che, come scritto sull’articolo, sarebbe avvenuta in maniera silenziosa e discreta, se non fosse stato per il fatto che tale decisione fu accompagnata da calunnie e accuse. L’Onorevole Panzera concludeva il suo articolo con un invito a tutti i cittadini di partecipare attivamente alla vita pubblica e di controllare ciò che a lui era stato negato. Incuriosito da questo “giallo” mi sono recato presso gli Archivi di Stato di Lecce, dove sono raccolti tutti i documenti della Provincia. Mi chiedevo:«Chissà se il documento esiste ancora, o se è stato fatto sparire…». Dopo una

vana ricerca, ho rivolto la mia attenzione verso vecchi documenti della Prefettura e ho scoperto un documento intitolato Tratta stradale Gallipoli-Gagliano del 1878-79, proprio il periodo in cui l’Onorevole Panzera aveva assunto la carica di Deputato. Il documento era una denuncia per l’impedimento del proseguo dei lavori a causa di interessi privati di signorotti dell’epoca. Volete i loro nomi?... beh, come dice il proverbio: «Si dice il peccato, non il peccatore!». Posso dirvi che gli accusati dovettero pagare un’ammenda di Lire 1970,07 con interessi, che all’epoca per il valore della compianta lira era una bella somma! L’onorevole oggi non è stato completamente dimenticato: a lui è dedicata una piazza di Lecce e nella Villa comunale è persino presente un suo mezzobusto. Marco Vallo

La taranta è tornata a “pizzicare” Le piazze tenute sveglie dall’incessante percussione dei tamburelli sono sempre più numerose nelle notti estive salentine. Il Salento ha riscoperto, già da qualche anno, ciò che veramente lo contraddistingue e lo connota quale apprezzata meta turistica: la tradizione, di cui caratteristica fondamentale è, senz’altro, la Pizzica. La Pizzica è, nel sentimento dei

Agenzia Viaggi e Turismo Biglietteria treni - aerei - traghetti Viaggi di nozze - crociere info@leucadiaviaggi.it TEL. 0833 758 274/934 FAX 758 570

Salentini, molto più che musica folkloristica: è l’autentica garanzia della nostra matrice mitica. Il tarantismo, ossia il complesso delle pratiche con cui si intendeva curare, grazie ad una catartica danza sui ritmi sconvolgenti della pizzica, gli sventurati punti dalla taranta, il leggendario ragno il cui morso provocava uno stato estremo di prostrazione e malessere, rimanda ai riti Dionisiaci dell’antica Grecia, giunti sin qui attraverso le ripetute colonizzazioni del V-VI secolo a.C. I Salentini, e in particolare i giovani, si sono accorti che le sonorità forti, calde e solari della pizzica non hanno nulla da invidiare alla più blasonata musica moderna e si dedicano, così, all’ascolto della musica dei padri e all’impegnativa ricerca di un repertorio vastissimo e antichissimo, attratti dai contesti in cui si realizzava e affascinati dai testi, vere e proprie liriche in lingue ormai estinte. Probabilmente il non plus ultra della pizzica è la capacità di aggregazione e contaminazione. Suoni ancestrali e balli sfrenati magnetizzano persone di ogni generazione, ma soprattutto gio-

vani, che gremiscono sagre e palco, poi, finisce, si formano le occasioni dove si suona la pizzica ronde, dove chi non si conosce si scopre amico, accomunato da e affollano le storiche feste di quel perfetto collante, che è San Rocco a Torrepaduli e la musica. Sembra che la San Paolo a Galatina. taranta sia tornata a mordere Non deve sorprendei giovani nel Salento con consere, eppure fa efguenze nuove ma analoghe: lo fetto, che la Notte stress, la depressione e la monodella Taranta a tonia di una quotidianità sempre Melpignano meno umana sono i mali dai quali sia già un chiediamo alla Pizzica di essere happening liberati. E mentre mani esperte internabattono l’eterno tamburello, dita zionale, un rapide pizzicano la chitarra e il appuntaviolino imprime la melodia a quemento irrinunciabile sto ritmo senza tempo, noi, pizper prestigiosi musicisti, stuzzicati dalla duttilità zicati, balliamo. Tommaso Schirinzi musicale di questo genere, e per le migliaia di Salentini, ma non solo, che si abbandonano RISTORANTE DA in una completa compartecipazione e riunificazione alla tradizione ed Specialità a base di pesce fresco alla natura, e cucina casereccia dalle quali la Aragoste - Pesce Spada Pizzica stessa

FEDELE

nasce. E quando lo spettacolo sul

Al Porto MARINA DI LEUCA


eventi

NOVEMBRE 2003 / GENNAIO 2004

Un calendario per descrivere un sogno

La sfilata Salento faro dei due mari 2004, diventa un calendario, fotografato da Max Peef dal titolo non poco significativo de La dolce Vita. Il calendario, che vanta 53 scatti, con una prima tiratura di soli 999 esemplari, è in un formato un po’ insolito (50x50). Tema principale?… sicuramente lo sfarzo!!! Grandi firme del campo della moda come Egon Von Furstenberg, Giorgio Armani, Lorenzo Riva, Gianfranco Ferrè, Marella Ferrera e Alviero Martini hanno messo a disposizione i loro “preziosi capi”, che sono diventati eleganti protagonisti nel calenda-

rio insieme agli incantevoli posti di Leuca. Presentato ufficialmente a Milano il 3 novembre, nella nostra amata terra “sbarca” il 14 dicembre. Davanti agli occhi incuriositi di numerosi “sfortunati”, venuti da ogni parte per restare a guardare solo dal lungomare e dalla strada il “grande evento”, sui balconi della bellissima Villa Daniele e poi nelle sale dell’ Hotel Terminal, si realizzava il sogno di Orazio Frigino: “Sto vivendo i miei sogni passati…sto sognando la realtà del domani…il Principato di Leuca”. Un calendario per descrivere un sogno, di un uomo che non ha paura di sognare! A prendere parte alla manifestazione ci sono nobili, artisti, stilisti, top model, giornalisti. Presenti le Istituzioni con i nomi di Marcello Rollo, assessore al turismo regione Puglia, e Nando Marzo, presidente onorario dell’Aeroclub Capo Leuca.

Infine immancabile, come ad ogni festa di “Principato” che si rispetti, c’era anche un Principe (vero!) S.A.I e R. Paolo Francesco I, principe di Barbaccia degli Hohenstaufen. Giuseppe De Carlo

INFORMATION GIRLS A SANTA MARIA DI LEUCA Salento Faro dei Due Mari promuove il progetto di assistenza al turista Information Girls di Santa Maria di Leuca, con il patrocinio dell’Assessorato al Turismo del Comune di Castrignano del Capo e della Regione Puglia e con la collaborazione di alcuni operatori turistici locali. Dall’11 Aprile al 31 ottobre 2004 simpatiche ragazze in

bicicletta porteranno l’accoglienza di Leuca fuori dai tradizionali uffici informazioni, fornendo ai turisti informazioni e notizie. Il progetto sarà presentato domenica 15 febbraio nello stand della Regione Puglia nel corso della Borsa Internazionale del Turismo di Milano. info: oraziofrigino@yahoo.it 328 2929949

Anche Leuca onora gli eroi di Nassiriya Si è svolta domenica 16 novembre a Santa Maria di Leuca alle ore 16.30 la prima cerimonia ufficiale in onore delle vittime della strage di Nassirya. Davanti al piazzale della Basilica più di 400 persone hanno partecipato, in profondo silenzio, alla celebrazione della SS. Messa, officiata dal Vescovo di Ugento Mons. Vito De Grisantis. L’iniziativa è partita dall’Associazione dell’Arma dei Carabinieri di Morciano, che ha invitato le istituzioni e le autorità locali di Acquarica, Castrignano del Capo, Gagliano del Capo, Morciano, Patù, Presicce e Salve. Significativo e commovente è stato il breve commento iniziale

da parte di un carabiniere, che ha definito l’evento come espressione di solidarietà con l’Arma Nazionale dei Carabinieri, con l’Esercito Italiano e con le famiglie per questo “assurdo e terribile” sacrificio, che ha colpito l’intera nazione. Il Vescovo, durante l’omelia, ha lamentato il susseguirsi di attentati, in un arco di tempo piuttosto breve. Ha messo in risalto la brutalità della guerra, che da sempre non costruisce, ma distrugge. “Il sacrificio di questi uomini”, ha aggiunto, “deve essere considerato una pietra per la costruzione di un futuro di libertà e giustizia”; quest’ultima, vero fondamento di pace, per

questo ha spronato le autorità presenti a sentirsi, principalmente, operatori di pace. Un pensiero particolare, ha rivolto ai padri, alle mogli e ai figli dei caduti, esortandoli ad aggrapparsi a quel Dio che è conforto e consolazione. Al termine della cerimonia religiosa, il presidente dell’Associazione dell’Arma dei Carabinieri di Morciano ha recitato, con parole strozzate dal pianto, la preghiera del carabiniere. Subito si è eleva-

to, sotto la flebile luce del faro, un grande applauso da parte dei presenti, come piccolo segno di partecipazione ad un dolore che ha sconvolto l’intera nazione. Il carabiniere, infine, ha ringraziato tutte le istituzioni presenti ed in particolare quelle che, pur senza invito diretto, avevano partecipato alla manifestazione, denotando grande sensibilità per l’accaduto. Con un gesto, non previsto, la scuola elementare di Salve ha testimoniato la sua presenza, consegnando all’Arma dei Carabinieri di Giuliano, una corona da porre accanto alla loro bandiera. Maria Ermelinda De Carlo

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NOVEMBRE 2003 / GENNAIO 2004

Leuca: il posto ideale per cominciare il nuovo anno Vi regaliamo degli scatti per riassumere il Capodanno ai confini della terra. Ce n’è per tutti i gusti…

Punta Est, si balla tutta la notte

Lido Azzurro, l’euforia è alle stelle

ANMI Veglione di Capodanno all’insegna della semplicità e della tradizione. Balli e divertimento per tutte le età. Il ricavato della serata viene destinato al Progetto Cuore Amico. Casa di Pierlo, parola d’ordine: DIVERTIMENTO!

Lo sapevate che… i segnali hanno due facce? Avete preso una MULTA per un divieto di sosta? Potreste non pagarla se il segnale non risponde alla norma. I segnali, è vero, vanno rispettati, ma sul retro devono essere riportati quattro dati fondamentali, ben definiti dall’art.77 del Regolamento del Codice della Strada, comma 7, che recita: ”[…] su esso (sul retro) devono essere chiaramente indicati l’ente o l’amministrazione proprietari della strada, il marchio della ditta che ha fabbricato il segnale e l’anno di fabbricazione, nonché il numero della autorizzazione concessa dal Ministero dei lavori pubblici alla ditta medesima per la fabbricazione dei segnali stradali […]”. Nel caso il cartello “incriminato” non sia a norma, è sufficiente fotografare i “due volti” del segnale e inviare le fotografie, per raccomandata, al Prefetto o al Giudice di Pace… Loro provvederanno al resto! Vi sono precedenti giudiziari: quando è emerso, in sede di contenzioso, il “vizio” di alcuni segnali è stata sentenziata l’estinzione della multa.

Se si osserva bene, molti cartelli che ci circondano violano le norme previste dal Regolamento. E non finisce qui! Bisogna precisare che ai sensi dell’art. 195 comma 2, lettera b), del Codice Stradale, l’assenza dei suddetti dati previsti dall’art.77 del Regolamento del Codice della Strada può comportare, attenzione… la revoca dell’autorizzazione Ministeriale alle ditte costruttrici della segnaletica stradale. Inoltre l’art.45 del Codice della Strada contiene delle sanzioni rivolte agli enti proprietari delle strade e delle ditte costruttrici, in caso di irregolarità nella segnaletica utilizzata. Che dire! Spero che qualcuno,

Ohops!

dopo aver letto questo articolo, avendo peccato, o per deficienza o per superficialità o per “risparmio”, faccia una bella passeggiata per le vie del suo paese o città e, cerchi di riportare tutto… A NORMA DI LEGGE! Si sa: la legge è uguale per tutti, e come il cittadino è obbligato a rispettarla , anche chi è dall’altra parte (e in questo caso, appone i cartelli stradali) è tenuto a farlo. E ricordate… OCCHIO AL RETRO! Giuseppe De Carlo

73030 S.MARIA DI LEUCA (LE) 0833.530961 - 347.6521507 www.montiro.com

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Periodico d'informazione e promozione del Salento e del Capo di Leuca

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