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Versione 1.5 del febbraio 2012

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Nella Tabella AA2 sono infine riportati (ultima colonna) anche i valori dell’indice IQA(1)dv,v riferiti alle serie delle velocità del vento intese in termini vettoriali (intensità e direzione), che pertanto riassumono il completo contenuto informativo delle misure. Per quanto riguarda le direzioni del vento i valori dell’indice bias calcolato (prima colonna della Tabella AA2) risultano decisamente soddisfacenti; in tutti i casi infatti questi si attestano su valori notevolmente inferiori all’ampiezza del settore angolare (22.5°) che costituisce in un certo senso la sensibilità strumentale del gonioanemometro ARPAT; anzi lo scarto individuato risulta sempre inferiore ai 5°, valore che si può senz’altro assumere come errore tipico di allineamento in campo dello strumento (utilizzando ad esempio una bussola). Il segno di questo scarto medio è negativo, in accordo con quanto precedentemente osservato. L’andamento del bias e del gross error relativi alla direzione del vento mostra, in accordo con quanto individuato in precedenza, la tendenza alla riduzione degli scarti selezionando set di dati corrispondenti a più elevate velocità medie del vento (registrate dall’anemometro ARPAT). Per quanto riguarda il modulo della velocità media del vento le variazioni negli indici RMSE e bias risultano meno evidenti ed i valori sono sostanzialmente assestati su stime di errore dell’ordine di 0.6-0.8 m/s. Anche in questo caso il bias negativo indica che lo strumento ARPAT tende a sottostimare la velocità del vento rispetto a quello VEOLIA-TEV. I valori calcolati per le diverse versioni dell’indice di accordo relativi al modulo della velocità del vento risultano sempre compresi nell’intervallo tra 0.69 e 0.80; la valutazione di questi dati appare più complessa22, ma si può segnalare che valori di questo livello indicherebbero una buona corrispondenza nel caso si trattasse di un confronto vero-previsto. Si osserva tuttavia che per questi indici non si ha un miglioramento monotono con l’incremento della velocità di soglia. Si osserva invece un evidente incremento quando l’indice è valutato sulle serie delle grandezze vettoriali. In tal caso si raggiungono valori di accordo decisamente elevati (0.97). In sintesi, il quadro dei confronti presentato indica che, tenendo conto delle differenze ed incertezze anche strumentali presenti, si possa ritenere che la corrispondenza tra le misure dei due strumenti sia senz’altro sufficiente a poterle considerare concordi.

22

Qualche semplice considerazione sul comportamento di questo indice di accordo è presente in “Analisi e validazione di dati meteorologici prodotti dal modello RAMS: confronto con dati di temperatura misurati in stazioni al suolo.” A. Barucci, F. Giovannini, ARPAT Dipartimento Provinciale di Firenze, 2007.

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Inquinanti emessi in atmosfera dall’impianto di termodistruzione di Falascaia (LU)  

Lo studio si inserisce nell’ambito dell'indagine epidemiologica sulla popolazione nell’area del termovalorizzatore di Falascaia e sulla cont...

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